la riviera n°50 del 8-12-2013

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La Riviera n°50 del 8-12-2013

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  • DOMENICA 08 DICEMBRE 2013 LA RIVIERA 02

  • DOMENICA 08 DICEMBRE 2013 LA RIVIERA 03

    CONTROCOPERTINA

    Caterina Girasole, attrice della strategia antindranghetaILARIO AMMENDOLIA

    Appena un anno fa la met campo dellantimafiasociale era affollatissima.Una squadra che giocava con un attacco a cinquepunte: Lagan, Callipari, le sindache Lanzetta,Girasole e Tripodi. Tutte donne e tutte del Pd.Il resto del campo era occupato dalle mille associa-zioni antindrangheta in permanente lotta tra di loroper questione di spazio. Un pullulare confuso: dallaMusella alla Scopelliti, e infine, in panchina, il piche discutibile museo della ndrangheta.Ognuno ha il suo stile. Personalmente non ho mai condiviso lattacco allesingole persone. Oggi, in seguito allarresto dellexsindaco di Isola Capo Rizzuto, sul banco degliimputati non ci dovrebbe stare il singolo giocatore(o meglio giocatrice) ma chi ha pensato che il vuotopolitico potesse essere colmato con limbroglio.Dellintera squadra in campo solo la Scopelliti hasegnato il suo personale goal entrando inParlamento grazie al governatore della Calabria. Il resto sembra un esercito in rotta. Sacrificate dacoloro che le hanno utilizzate e sovraesposte e cheoggi non spendono una sola parola in loro difesa.Ho letto larticolo di Goffredo Buccini, apparsomercoled scorso sul Corriere della Sera e dedica-to al caso Girasole.Buccini lautore del libro Italia quaggi che anno-vera tra le protagoniste del possibile riscatto dellaCalabria lex sindaco di Isola. Nel suo recente arti-colo non c un minimo di autocritica, anzi per indi-care la nostra terra usa la parola a quelle latitudi-ni come se fossimo lantico Congo belga. Tra le righe si muove un rimprovero alla Girasole: ilfatto di aver sottaciuto la sua parentela acquisitacon gli Arena.Rispetto Buccini ma continua a non capire laCalabria. Non colpa sua! In questo momento sto-rico alla Calabria manca una classe dirigente. Ilruolo viene svolto da gruppi di potere subalterni aquelli nazionali. Questi gruppi , pur di conservarsi, hanno consenti-to il massacro della immagine del nostro popolo.Sono convinto che Buccini non indicherebbe ma ilPiemonte con la frase a quelle latitudini malgra-do Cota e il Consiglio regionale piemontese nonabbiano brillato per rettitudine. Una diffamazionecalcolata congeniale al ruolo di colonia interna chesi vuole assegnare alla Calabria.La ndrangheta non stata scalfita. Non ha maitemuto gerbere e musei. Ha sempre riso di questosventolio di pennacchi che, inevitabilmente finisceper rafforzarla.Lotta alla ndrangheta lotta per cambiare la societ

    e siccome questa strada i gruppi dominanti nonintendono percorrerla si inventano una lotta teatra-le, inutile, fittizia.Infine qualche parola sulla Girasole. Non ho maiapprezzato il giustizialismo in cui oggettivamentes mossa la cosiddetta antimafia sociale. Noiper siamo garantisti, sempre e con tutti. Laccusa che si muove alla Girasole che cento etta-ri di terreno confiscato agli Arena e consegnato alComune, sarebbero stati gestiti dagli antichi pro-prietari sotto falso nome. Questa non sarebbe statauna scelta innocente ma il prezzo pagato per lap-poggio elettorale. Quindi un voto di scambio, anzimille voti dagli Arena alla Girasole.Conosco per un magistrato serio, preparato, deter-

    minato ma democratico il procuratore antimafiadella DDA di Catanzaro, il pm Lombardo.Conosco molto meno la Girasole.Qualche perplessit sulle inchiesta appare pi chelecita, per esempio: i fatti risalgono al 2010, comemai le forze dellordine non sono intervenute perristabilire la legalit violata su quei campi coltivati afinocchi? Lonorevole Giacomo Mancini statoaccusato da una decina di pentiti e condannato.Abbiamo saputo in seguito che quei pentiti ubbidi-vano a un piano preordinato dalla ndrangheta. Nmi viene da crede che in un paese come Isola unacosca possa spostare 1500 voti. Se cos fosse pi chedi un clan di mafia ci troveremmo dinanzi ad unfenomeno di ndrangheta con basi di massa. E sareb-be una cosa molto preoccupante.Certo tocca alla magistratura svolgere il suo lavoro.C per una verit che va aldil di ogni singolainchiesta. In Calabria puoi finire ucciso da una pal-lottola di ndrangheta al cuore o, con la stessa faci-lit , con le manette ai polsi.Coloro che sono i veri responsabili di questo climase la ridano, tanto loro non corrono nessun perico-lo n a causa della ndrangheta n dalla magistratu-ra. Non vivono tra la gente e occupano i posti dicomando. Nella cabina sono in buona compagniae appartengono a ogni specie e a ogni colore.Concludo con le parole del Galileo condannatoda Tribunale della Santa Inquisizione: Beati ipopoli che non hanno bisogno di eroi.

    Ilcrollo dellutopia dei presunti giusti.Vietnam e Ndrangheta: una trama,quattro spie, unopinione pubblica pilota-ta, un ingrandimento sproporzionato delmostro da abbattere, lo schieramento indi-scriminato di uomini e donne usa e getta. Ecco come una missione fallisce. Comeuna premessa apparentemente giustavomita una conclusione sbagliata. Comeun popolo coglione costretto a marcirenel fango, perch c sempre chi, con ilpelo sullo stomaco, approfitta del fango.Lunica possibilit scappare da una terrache ha assunto il volto della morte, perchetici e ndranghetisti lhanno truccata dimorte. Fuggire da una Calabria che spez-za singhiozzi, sempre pi disperati, piacuti. Scappare via sia da chi mangia lacapra della Valle del Marro perch hameno peccati di quella dei Campi Bova,

    che da chi scanna verri nerisullo Zillastro come se si

    trattasse di un regola-mento di conti.

    S, necessario voltare lespalle a quella Calabriaadepta e affiliata, che ha

    condannato il nostroPasquino Crupi ch nonsi mai spiaccicato sulleprocessioni di Libera eperch non hai mai por-tato a spalla la Madonnadi Isola, che oggi avrebbe

    protetto, schierandosi inprima linea e armato diSaverio Strati: Domani

    sorger il sole.

    Il crollo della pastorale calabrese

    IL COMMENTO

    JIM BRUZZESE

    Alla Calabria manca unaclasse dirigente. Il ruolo viene

    svolto da gruppi di poteresubalterni a quelli nazionali.

    Questi gruppi, pur diconservarsi, hanno

    consentito il massacro dellaimmagine del nostro popolo

    Maria Carmela Lanzetta, ex sindaco di Moasterace,Vittorio Piscitelli, prefetto di Reggio Calabria,Elisabetta Tripodi, sindaco di Rosarno, LauraBoldrini, presidente della Camera e CaterinaGirasole, ex sindaco di Isola Capo Rizzuto

  • DOMENICA 08 DICEMBRE 2013 LA RIVIERA 04

    Parlandodi...

    Jonio in tempestaLonda rimbomba contro i bastioni umani,trema il mondo di fronte alla potenza dionde esplosive e la furia la rabbia e il rug-gito di una feroce ciclopica belva primor-diale infondono paure ataviche di tempe-ste oceaniche; ma soltanto lo Jonio,quellazzurro placido amorevole mare, chesa come rendersi pauroso, un mare cala-brese, tenero spesso e rabbioso comeuna guerra a volte.

    LA SETTIMANA

    CCARARTOLINE TOLINE MERIDIONALI MERIDIONALI Antonio Calabr

    Jonio intempesta

    Finalmente iBronzi di Riacetorneranno almuseonazionale diReggio Calabria

    Per la prima volta un evento calabrese ha ottenutouno dei pi importanti riconoscimenti dispensatidallUnesco. La Varia di Palmi stato infatti inseritanella lista dei beni patrimoni immateriali delluma-nit dalla durante lottava sessione del Comitatointergovernativo in corso a Baku (Azerbaijan). La Varia un enorme carro sacro che rappresental'universo e l'assunzione in cielo della Vergine Maria.Il carro alto 16 metri e viene trasportato a spalla da200 mbuttaturi (portatori), in cima a questa torretrovano posto figuranti umani che rappresentano laMadonna, il Padreterno, gli Apostoli e gli angeli. Perriuscire ad ottenere il riconoscimento stata fondatauna Rete italiana delle grandi macchine a spalla, lacui coordinatrice Patrizia Nardi. Della Rete fannoparte anche altre tre macchine a spalla: i Gigli diNola, i Candelieri di Sassari e la Macchina di SantaRosa di Viterbo. Anchessi inseriti insieme alla Varianellelenco dellUnesco.Gli organizzatori dellevento e gli amministratorisperano che questo riconoscimento porti milioni dicuriosi a partecipare alla tradizionale processione.

    La Varia di Palmipatrimonio dellumanit

    48.000euro sono stati rubati marted 3 dicembre allufficio postale della

    cittadina rivierasca. Nel bottino erano comprese anche le tredicesimenatalizie. I soldi erano stati appena consegnati dalle guardie giurateaddette a versare i contanti alle varie filiali del territorio. I dipendentidelle poste ardoresi avrebbero sentito un forte rumore che proveniva

    dalla parte pi interna dellufficio. I malviventi, in base alletestimonianze fornire ai carabinieri di Ardore e a quelli della

    compagnia di Locri, si sarebbero introdotti da un buco realizzato inuna parete e, dopo aver spostato alcuni pezzi di arredamento e cavi

    elettrici, si sarebbero recati alle postazioni degli impiegatiminacciandoli con la pistola. Vista la dinamica del colpo, il primo

    parere dei carabinieri che possa essere stato compiuto da qualcunoche ha unottima conoscenza dellufficio postale di Ardore.

    Ilprossimo 16 dicembre i Bronzi di Riace tor-neranno a impreziosire il museo Nazionaledella Magna Grecia di Reggio Calabria.Dopo quattro anni di restauri saranno rimessi inmostra. Quel che sicuro che la salaMonteleone di palazzo Campanella chiusa, uffi-cialmente per urgenti e improrogabili interventitecnici, come ha comunicato la Soprintendenzaper i beni archeologici. La presentazione ufficialeavverr alla presenza del ministro dei Beni cultu-rali, Massimo Bray. Le due statue rinvenute nel1972, avevano trovato ospitalit nella sede delconsiglio regionale dal 23 dicembre del 2009, perconsentire i lavori di ristrutturazione di palazzoPiacentini. Tra rinvii e inaugurazioni sempreposticipate, le due opere sono rimaste distesesulla schiena per quattro lung