La Riviera n° 40 del 30/09/2012

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La Riviera n 40 del 30/09/2012

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<ul><li><p>Non credete a quanti dinanzi agliscandali si strappano i capelli e si indi-gnano!Operano sulla nostra sfera emotivacome hanno fatto nel 1992 , dandociin pasto i De Lorenzo, i Citaristi, iCraxi, per non mettere in discussioneil mondo in cui la corruzione nasce,cresce e si diffonde a macchia dolio. Ifatti della Regione Lazio aprono unoscenario solo in apparenza nuovo esconfortante.In verit, leterno ritorno.</p><p>Non ci piacciono le mezzemisure. Non si tratta di ridurreil contributo ai gruppi consilia-ri. Bisogna eliminarli, visto chegli eletti godono dun grossostipendio. E si inizi intanto conil cancellare la vergogna,anche linguistica, dei mono-gruppi. Una sola persona nonpu essere gruppo, cio pipersone. A meno che non sitratti del Padre Eterno: uno etrino. Ci sono padreterni inConsiglio regionale? </p></li><li><p>DOMENICA 30 SETTEMBRE 2012 LA RIVIERA 02</p></li><li><p>DOMENICA 30 SETTEMBRE 2012 LA RIVIERA 03</p><p>San Pietro, pur santo, invita non poche voltesfidava la pazienza delCristo e, nonostante letante prove della naturadivina del Maestro suo,nutriva dubbi profani. Fucos che, in un tempo in cuiGes e gli apostoli giravanoin terra di Locride, ilMaestro chiese ai suoidiscepoli di recare con sun sasso nella salita versolAspromonte. Pietro giu-dic troppo faticoso patireoltre allascesa un peso inu-tile. Il sasso non lo prese. E,quando la stanchezza sgon-fi i muscoli e la famesvuot lo stomaco, la mar-cia si interruppe in riva a unfiume. Lacqua disset manon riemp e i discepoliguardarono il Maestro. Isassi nelle loro mani si tra-sformarono in pani, grandia seconda della dimensionedelle pietre che furono.Pietro che non port ilsasso non ebbe il pane, e sirassegn a guardar gli altrimangiare. Alla ripresa delcammino, il Maestro ridie-de il consiglio di munirsi diuna pietra. Pietro non videil sorriso sul volto del Dioin carne e ossa, si caric lespalle di un macigno enor-me che gli pieg la schiena.Il futuro Papa cammin pertutto il giorno con quelpeso addosso. Alla tappasuccessiva, lapostolo butta terra il masso. Lo guardcon cupidigia. Vide le pie-tre degli altri trasformarsiin pane e bram larrivo delsuo turno con lacquolina inbocca. Il Cristo guard lapietra enorme, trasportatadal primo dei suoi discepo-li. Sorrise nuovamente.Sotto la faccia incredula diPietro il masso inizi a lievi-tare a dismisura. Ma pietraera e pietra rimase. Altafino a quel cielo che il dub-bio dellapostolo aveva sfi-dato. Pietro comprese echiese perdono del suoerrore. Ma la pietra restgonfia, a monito eterno del-legoismo e dellerrareumano. Una KAPPA tra ilmonte Lucente e lo Jonio dismeraldo. </p><p>LE CHEVALIER</p><p>Salvate la deputataMaria Grazia Lagan</p><p>IL DITO NELLOCCHIOIL DITO NELLOCCHIOUNA STORIAUNA STORIA</p><p>Bagaladi</p><p>CCARARTOLINE PER LA PTOLINE PER LA PADADANIAANIA * di Antonio Calabr</p><p>Le notizie pi lette della settimana su larivieraonline.com1) MARINA DI GIOIOSA JONICA: ARRESTATO PER AVERSPERONATO AUTO CC</p><p>Dati larivieraonline.com</p><p>La placida vallata del Tuccio e gli ulivi saggi che nefanno corona. Circondato da colline, inteneritedal vento dello Jonio, il paesello sorride ai suoifiori colore dellamore giovane, propagandoattorno una quieta sensazione di ricordicarezzevoli. La fiumara asciutta un fondalemarino senza mare e dai ripidi pendii che lacosteggiano sembrano levarsi verso il cielo cantiatavici e musiche calabresi, e sono canti disperanze mai sopite. I fiori, spettinati ebaldanzosi, applaudono. Il Prefetto, invece, hasciolto il comune per mafia. </p><p>2)DELIRANTE LA RICHIESTA DI 17 PARLAMENTARI DEL PD</p><p>3) OMICIDIO A SORIANELLO. UCCISO DOMENICO CICONTE</p><p>4) PROTESTA OPERAI FORESTALI A REGGIO CALABRIA</p><p>5) CALABRIA ANTICOSTITUZIONALE. LO STATO CONDANNA IL KM ZERO</p><p>6) UN CENTINAIO DI IMMIGRATI SBARCANO NELLA LOCRIDE</p><p>7)MAMMOLA: SEQUESTRATI 6 KG DI CANAPA, DUE ARRESTI</p><p>RODERIGO DI CASTIGLIA</p><p>Passeranno alla storia i 17 parlamentari piddistiche, con il cuore nelle mani e una faccia tosta chefa rabbrividire persino gli studenti di legge al loroprimo anno, hanno chiesto al Tribunale di Locri ilrinvio ad altra data delludienza del processo chevede, tra altri, come imputata la deputata Lagan.Udienza fissata per il 3 ottobre. In questo stessogiorno la Cassazione si pronuncer sul ricorso deidifensori dei condannati allergastolo per lassassi-nio del vicepresidente del Consiglio regionale,Franco Fortugno. I due processi non hanno alcu-na relazione tra loro. Nel processo di Locri laSignora Deputata figura come imputata, e comeimputata giuridicamente non le fatto obbligodella presenza. E questa sua presenza, ora invo-cata come il nostro pane quotidiano dal Padrenostro, a noi pare del tutto inutile ai fini dun con-tributo allaccertamento della verit giudiziaria suidanni inferti allAsl di Locri, essendosi avvalsadella facolt di non rispondere la Dame sansmerci, la Signora spietata, giustamente spietatacontro ogni forma di illegalit, compresa quella leicontestata. Ma dal d che furono istituiti i tribunalinessun imputato si riconosce colpevole. E allora:se a proposito del suo comportamento nel pro-cesso di Locri, ripensamenti non ci sono stati daparte della deputata, gi componentedellAntimafia, che senso dovrebbe avere la di leipresenza il 3 ottobre? Forse quello di mostrare, incaso di condanna, il volto della Giusta ingiusta-mente perseguitata?E che senso potrebbe avere la presenza sua aRoma di fronte alla Gran Corte di Cassazione nelcoincidente 3 ottobre? Quello di ringraziare, ovela sentenza fosse confermata, la Cassazione comeavenuto a Reggio per la Corte dAppello? Ha detto con forza giuridica lavv. PinoMammoliti, piddista come i 17 parlamentari ecome la signora deputata: Nei processi non prevista n la presenza dellimputato al momentodella lettura della sentenza, n la presenza di fami-liari costituti parte civile in Cassazione. Tali i codi-ci. Dura lex, sed lex. Ma i 17 parlamentari hannoil sangue dolce. Sarebbero dei perfetti salici pian-genti - soprattutto gli immancabili illuminantiLumia e De Sena - se sulla loro inconsueta e sgan-gherata richiesta al Presidente del collegio giudi-cante non avesse agito - suppongo - la riservamentale che alla vedova Lagan, vittima in secun-dis della mafia, debba essere riservato un tratta-mento speciale. Gli altri imputati possono esseretrascinati in tribunale anche nel giorno dellamorte della madre o del padre. La deputataLagan, invece, pu andarci quando le comoda o lasciata libera da impedimenti di altorilievo isti-tuzionale, che tale appare o come tale credutoanche se non ha incarichi di governo. Non siamotutti uguali, per la miseria. Non tutti possiamo tra-sformare i nostri morti in reliquie, come suggeri-sce il commercio sacro del Medioevo.Comunque, noi i quali dubitiamo delle buoneintenzioni dei 17 parlamentari della Croce Rossa,alziamo una preghiera a Padre Pio, che sembraritardare il miracolo. Il 3 ottobre doti la conturba-ta deputata del dono dellubiquit. Se ci sar, laDame sans merci potr essere presente a Locricome imputata e a Roma come vedova. Chegioia!</p><p>PIETRA KAPPA</p><p>Auguri Mons. BregantiniAuguri Mons. BregantiniQuesto venerd 28 settembre mons. Bregantini, checon la sua bont evangelica ha lasciato fausto segnonella diocesi di Locri- Gerace, ha compiuto 64 anni.Poich, dallet dell ragione, tutti girati dalla partedellamore per il prossimo, che egli ha considerato,con ecclesiastica eccezione, suo pari, gli vogliamo faregiungere da qui a Campobasso, dove continualopera eccezionale di vero pastore, i nostri auguri.Come gi parte della sua diocesi locridea esoprattutto come meridionalisti, a lui grati, per avereinnovato il meridionalismo cattolico, da anni, ormaimuto.</p><p>DIOCESI LOCRI-GERACE</p></li><li><p>DOMENICA 30 SETTEMBRE 2012 LA RIVIERA 04</p><p>Parlandodi...</p><p>Il sapore del manganello</p><p>NORDICI &amp; SUDICIDI GIOACCHINO CRIACO</p><p>So che gli operai forestali non godono di buonafama. Ma che volete, sar di parte, avendolo fattoper tutta ladolescenza. Tifo per loro. Sono lavati-vi, prendono troppo, sono privilegiati. Questealcune delle accuse che vengono mosse. Beh, pro-vateci voi a passare la vita su e gi dai monti almare, a zappare, piantare, pulire. Poi ne riparlia-mo. Parlo, naturalmente, per quei padri di famigliaonesti che il pane se lo sono sudati e se lo sudano.Degli altri non mi importa. Le manganellate aiprimi non mi sono piaciute. Non sono state unospettacolo bello, per non dire altro. Non erano, glioperai, bimbi cattivi da rieducare. Hanno esagera-to con le proteste? Sar. Ma provate, sempre voi,a trovarvi, a cinquantanni, davanti, lo spettro delladisoccupazione. Nonostante quello che si dice, e aldil delle inten-zioni della riforma, questo succede. La forestazio-ne viene depotenziata costantemente da parec-chio tempo. Il personale si riduce sempre pi, e lerisorse non si trovano da nessuna parte. Non colpa di Scopelliti, o dellattuale giunta, loro si tro-vano per la gatta da pelare. Le colpe vengono dalontano. Ce le hanno un po tutti. Ce le hannoanche gli operai, perch negli anni il posto di lavo-ro non se lo hanno saputo difendere, permettendouna serie di storture altrui che finiranno per paga-re solo loro. Discorso comunque lungo e delicato.Un solo appunto alla riforma. vero, sarebbebello se il lavoro pubblico fosse produttivo e siautofinanziasse. Ma a volte si produce una ricchez-za indiretta, non immediatamente quantificabileche sempre soldoni d. Solo per fare un esempio,quanto costato, in soldi, il danno alluvionaledirettamente riconducibile al depotenziamentodelle strutture di bonifica montana? Quanto costain termini di danni ambientali la mancanza di unaforestazione dotata dei mezzi e degli uomininecessari per operare? Ridurre tutto a costi eintroiti diretti non sempre un buon metodo divalutazione. E siccome lipocrisia mi manca, ilsapore del manganello sempre disgustoso, lo leggermente di pi quando parliamo degli operaiperbene. Loro vanno difesi a qualunque costo. </p><p>FRANCO CRIN</p><p>Sono stato tra gli operai fore-stali che laltro giorno hannoscioperato davanti al Palazzodella Regione. Abbiamo parlatodi tanti aspetti. Di quando avevoun impegno pi diretto in politicae al Senato insieme a Trematerrasenior e allAssessore regionaleDionisio Gallo, accampato nel-lufficio del Presidente dellaCommissione Bilancio AntonioAzzolini, abbiamo trovato in aulai voti e garantito il passaggio a</p><p>tempo indeterminato degli operai(come si pu leggere sui verbalidella seduta e su quelli dellaCamera, stampati in un manifestoche ho avuto cura di far affiggeredurante la sfortunata campagnaelettorale per le politiche succes-sive, a dimostrazione che i votifavorevoli sono stati quelli dellamaggioranza di Berlusconi).Abbiamo pronosticato, in capan-nelli di operai pervasi da rabbia epaura, e anche disinformazione,linconcludenza della giornata diriunione del Consiglio regionale.</p><p>Non credete a quanti dinanzi agli scandali sistrappano i capelli e si indignano!Operano sulla nostra sfera emotiva come hannofatto nel 1992 dandoci in pasto i De Lorenzo, iCitaristi, i Craxi, per non mettere in discussioneil mondo in cui la corruzione nasce, cresce e sidiffonde a macchia dolio.I fatti della Regione Lazio aprono uno scenariosolo in apparenza nuovo e sconfortante.In verit, leterno ritorno.La locuzione latina O tempora o mores fupronunciata da Cicerone per denunciare la per-fidia e la corruzione dei tempi oltre 2000 anni fa. La furia moralizzatrice di Girolamo Savonarolafin bruciata sul rogo tra le preghiere di SantaRomana Chiesa. Vennero i Borgia.Lo so, fa senso sapere che abbiamo pagato unafesta ad una destra romana con persone vestiteda antichi greci o con una testa di maiale.</p><p>Appropriatissima.La corruzione non appartiene solo alla politica. La storia ieri, le cronache oggi, ci hanno parlatoe ci parlano di uno tsumani che porta con s unamassa enorme di detriti strappati ad ogni attivitumana, dallo sport alla finanza. Non ci sarebbestato Licio Gelli, potente capo della P2, seaccanto a Lui non ci fossero stati generali, magi-strati, banchieri, ministri ecc.Anche la contrapposizione tra vecchi e gio-vani fittizia. Quasi tutti i coinvolti nello scan-dalo Lazio sono giovani.Il rischio che la rabbia e lindignazione ci fac-ciano girare a vuoto.Pi giriamo, pi affondiamo nella palude.Lonest appartiene alla persona. Spesso la siraggiunge dopo aver attraversato il male. JeanValjean, protagonista de I miserabili aveva appe-na rubato i candelabri, ma gi un uomo nuovo</p><p>REGGIO CALABRIA</p><p>LAFFAIRE LAZIO E LORA PASCIUTA DEI MORALISTI</p><p>Si strappano i capelli, ma latesta rimane sempre la stessa</p><p>IN EVIDENZA</p><p>Abbiamo pronosticato,in capannelli di operaipervasi da rabbia epaura, e anchedisinformazione,linconcludenza dellagiornata di riunione delConsiglio regionale. </p><p>POLAROID</p><p>Online i rendiconti dei gruppi</p><p>Sul sito del Consiglio regionale della Calabria, sudisposizione del presidente Talarico, sono stati pubbli-cati, gioved, i rendiconti dei Gruppi consiliari. Tutte lesomme percepite dagli stessi nel 2011. Sono detti icosti della politica: 4 milioni e 250 mila euro in totale.</p><p>Tra gli operai forestali</p></li><li><p>la Riviera</p><p>DIAVOLO NERO</p><p>Mons. Nunnari, assolveteSalvatore Magar se...</p><p>stava per nascere in Lui. Con la stessa facilit,lonest si pu perdere. Enver Hoxha fu lultimotiranno di Albania, aveva combattuto eroica-mente, e senza altro interesse che i propri idea-li, per la libert della sua terra. Divenne un acca-parratore di ricchezze, un ladro di libert, unoppressore della sua gente.Io sono convinto che il potere abbia una fortecapacit corrosiva delle coscienze. Certo ci sonouomini pi resistenti e altri pi permeabili. Noispesso ci mettiamo i paraocchi. Vogliamo nonvedere. Il furto vive accanto a noi, insieme a noi. Faccio solo qualche esempio. In venti anni inItalia sono stati trasferiti 250 miliardi dai salaridegli operai ai profitti. La legge lo consente, ma sempre un furto del lavoro altrui. Le specula-zioni finanziarie hanno consentito laccumulo dipatrimoni immensi. Ci sono singole persone chepossiedono pi di uno Stato. legale, ma tutta-via questa libert di illecito arricchimento lasciamigliaia di ragazzi senza lavoro, famiglie senzaassistenza, territori senza futuro. La responsabi-lit penale personale. giusto punire chi simacchia di un reato.Questo non basta. Noi dobbiamo intercettare la fonte della corru-zione e chiuderla nella misura in cui possibile.La fonte della corruzione il potere debordan-</p><p>te, la ricchezza irrazionale, lumiliazione quoti-diana di coloro che non hanno n potere e ndenaro. Se niente hai, niente sei! Allora il pro-blema diventa serio e politico. Il nostroTommaso Campanella cap, pi degli altri uomi-ni del suo tempo, che legoismo lacera la societ.Propose una forma di comunismo ingenuo,utopistico, probabilmente irrealizzabile.Colpire un corrotto cosa relativamente facile.Costruire una societ senza corruzione, senzasfruttamento, senza lesercizio arbitrario delpotere verso altri uomini molto pi arduo edifficile. Ecco perch la politica, questa politica,fa come lo Stato di De Andr: Si costerna, sin-digna, simpegna, poi getta la spugna con grandignit.Attenti: dallindignazione contro gli errori diMarrazzo v...</p></li></ul>