La Riviera n° 19 del 06-05-2012

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La Riviera n 19 del 06-05-2012

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<ul><li><p>Alcuni lettori ci hanno chiesto: ma se le vedove, come la deputataMaria Grazia Lagan, vengonosostituite al Parlamento dalleminacciate, che guadagno c'?Quanto alla Lagan, il calcolo subito fatto. Risparmieremo i soldiper le tue scorte. </p></li><li><p>DOMENICA 06 MAGGIO 2012 LA RIVIERA 02</p></li><li><p>DOMENICA 06 MAGGIO 2012 LA RIVIERA 03</p><p>LLa fronte ampia, la mascellapronunciata. Gi a sei anni ilTinto era cos e gi a quellaet dinverno si toglieva le scarpe e ipanni e girava in mutande sotto lapioggia. Aveva i nervi in evidenza e imuscoli di un adulto. Che era untipo tosto lo si poteva intuire dasubito e sebbene avesse imparatoprestissimo a parlare le sue parole siriducevano da sempre a mugugni obrevi frasi, comprensibili solo a lui.Quelli della sua et avevano cono-sciuto per tempo le sue mani e se netenevano prudentemente alla larga.I bulli di una certa et, sopravvalu-tando le loro forze, in un certoperiodo, avevano iniziato a prender-lo in mezzo. Uno in particolare, diuna decina danni pi grande alle-poca. Il bullo a ogni temporale sipiazzava vicino alla casa del Tinto equesto puntuale, come le lumachealla prima acqua metteva la testafuori. Iniziava la tortura e io miguardavo la scena, tifando per ilTinto. Il bullo incominciava con ipizzicotti, chiedeva alla sua vittimadi implorarlo di smettere. Poi passa-va agli schiaffi e infine esasperatotempestava di pugni il Tinto. E ilTinto imperterrito, lucido dacqua,gli rideva in faccia. Che fai picchi?E perch picchi?. Chiedimi pietringhiava il bullo. Niente, il tortura-tore a ogni agguato si sfiniva e la suavittima andava via ridendo. Pocoalla volta lo spettacolo si arricch dispettatori. Tutti scommettevano,sempre, sulla capitolazione delTinto e tutte le volte andavano viadelusi. Il Tinto ritornava a casatrionfante. Il bullo alla fine si stanc,allultima lezione che tent di rifila-re un vecchio si fece avanti.Mollalo gli disse questo tinto.E Tinto divenne per tutti e alle spal-le del suo torturatore in ritirata url,forte e chiaro, che fai, te ne vai? Civedremo, un giorno. Passaronodieci anni, tutti si dimenticarono deifatti. Tutti meno uno. Il Tinto eraseduto nella piazza del paese, si alzin piedi e fece segno a un uomo inmacchina di fermarsi. Lantico suotorturatore non faceva pi il bullo, siera accasato e aveva gi due figli.Mica ci pensava pi al Tinto. Ebbelavventatezza di fermarsi e si lasciconvincere a scendere dalla macchi-na. Uno dei vecchi si alz da unapanchina e url tinto intuendocosa sarebbe successo. A nulla valse-ro le implorazioni dellex bullo. IlTinto fu senza piet. Un pugno euna frase che fai, piangi?. </p><p>Le Chevalier</p><p>Quando questione di premi si dovrebbe fare laradiografia culturale, e, invece, si preferisce lanalisidel sangue. Questo metodo stralunato stato usatoper la dirigente scolastica Maria Rosaria Russo,donna di alto sentire democratico e allavanguardianella battaglia di idee per laffermazione dela cultu-ra operativa. Infatti, non sera fatto ancora in tempoa consegnarle il Premio Gerbera Gialla che gi stril-lavano campane su due suoi fratelli, Luciano eAntonio, liberi, seppure in attesa di giudizio, e ilmarito Salvatore Stanganelli non si sa a quale titolo.Sul caso Piero Sansonetti ha scritto un commentoesemplare che faccio mio. Ma io mi sono stancatodi ripetere che nessuno colpevole fino a sentenzadefinitiva. Qui, da noi, ormai domina la culturadegli analfabeti di umanit e di diritto. Domina lacultura dellerrabondo sociologo Arlacchi teorizza-tore della famiglia mafiosa: mafioso il padre, mafio-</p><p>si i figli, i nipoti, i cugini.Nel Codice penale italiano, a menche non vi provveda un insolitoesperto giuridico, come Claudio LaCamera, non esiste il reato di paren-tela ristretta. Una cosa MarielllaRusso, unaltra cosa sono i suoi fra-telli la cui colpevolezza - ripeto-deve passare al vaglio del dibatti-mento processuale. E anche se colpevoli? Hafatto bene la Musella adassegnare il Premio GerberaGialla alla Russo. Dio chela ha illuminata, nonavendo mai messo ildiritto al di sopra dellefiaccole. </p><p>FFacciamo un sincero in boccaal lupo al direttore delmuseo della ndranghetaClaudio La Camera per il nuovo edifficile incarico di ricercatoredella Fondazione Boll che si occu-pa di fenomeni criminali nelCentro America. La Camera si occuper delMessico, dove lemergenza crimi-nale raggiunge punte inarrivabiliper il resto del mondo. Crepacci:33 morti al giorno, 11mila seque-stri in 5 mesi. Roba cruda e non fritture: stridulidi chitarra elettrica, arpioni e squa-li Mako pi che violini, reti a stra-scico e fragaglia. Solo un elementoin comune: la tarantella. E comunque, quello di La Camerasar certamente un compito nonfacile. Da Polsi a Tijuana, dallandrangheta reggina ai narcos, come scendere da un veliero e sali-re su una nave a vapore. Ma Claudio La Camera c.Lascer la leucemia del rito per lecellule dacciaio del reato.Check-in.Tenga duro direttore e accetti unpiccolo consiglio prima dellmbar-co: in Sudamerica vietata lequa-zione Sicurezza uguale Sviluppo.Ognuno va per la sua strada. Sonoconnection parallele.Perch al contrario della Calabria,in Messico, mentre si spara aTijuana, grazie ai capitali stranieridelle multinazionali del turismo, siride da Acapulco a Cancun,dallAtlantico al grande golfosenza avere il bisogno di scappa-telle nella vicina Cuba.</p><p>La Camerada Polsi a Tijuana,dal rito al reato</p><p>IL TINTO</p><p>LE COLONNE DI ERCOLELE COLONNE DI ERCOLE</p><p>UNA STORIAUNA STORIA</p><p>CONDOFURILorizzonte tracciato colpennarello blu e una falce dimare dalla lama di schiumacompassata. Il vento unacarezza con un mantello diprofumi salati. La quietespezzata dai richiami deigabbiani innamorati.Decifrare i segni del tramontoe tradurli in Eden periferici .Creare galassie portatili disogni, ascoltando le ondecantare mentre si spengonosulla sabbia. E sentirsi vivi diterra, di sole e di mare.</p><p>CCARARTOLINE PER LA PTOLINE PER LA PADADANIAANIA * di Antonio Calabr</p><p>La provincia che perde persone. Su 547 residenti ben 546 vivonoin famiglia. Su 97 Municipi solo 17 hanno registrato un aumentodella popolazione. Dopo il Capoluogo, le Citt pi popolose sonoGioia Tauro a seguire Palmi, che deteneva la prima posizione, ilbronzo provinciale a Siderno centro pi popoloso del tratto Jonico.Di seguito le prime sette citt.</p><p>Provincia: le citt pi popolose</p><p>REGGIO CALABRIA 176.529 unit</p><p>VILLA S. GIOVANNI 13.792 unit</p><p>GIOIA TAURO 19.154 unitPALMI 18.763 unitSIDERNO 18.176 unitTAURIANOVA 15.824 unitROSARNO 14.836 unit</p><p>*Dati Istat</p><p>IL DITO NELLOCCHIOIL DITO NELLOCCHIO</p><p>Dio c e, infatti, la Musella premia Mariella Russo</p></li><li><p>Parlando</p><p>ATTUALIT</p><p>di...</p><p>DOMENICA 06 MAGGIO 2012 LA RIVIERA 04</p><p>LLa metafora dellavita per gli Apachesta tutta in questoaneddoto.</p><p>Lesistenza per tutti unmustang, un cavallo selvati-co sul quale prima o poibisogna salirci per cercaredi domarlo. In groppa alla-nimale bisogna arrivarci almeglio perch se ci si vienedisarcionati la fine, ci siromper losso del collo. Ela vita difficile per tutti,indipendentemente dallalatitudine alla quale si nati. Ogni posto rivela insi-die, i buoni genitori servonoa quello a guidare i figlioltre i trabocchetti e portarlial meglio a montare suldorso della vita. Un buonpadre evita le trappole, fa ditutto per far schivare alfiglio errori che ne pregiudi-cheranno il futuro. Un catti-vo genitore consegna laprole al nemicozavorrandogli</p><p>lavvenire con un passatotalmente pesante che nongli consentir nemmeno diprovarci, a salire sulmustang. Non fateli i figli senon avete il coraggio di lot-tare per loro, non procreatefigli calabresi per darli inpasto a belve fameliche. Elo sapete, non fate i tonti,che la nostra terra pullula difiere. Sapete chi sono i falsiamici, quelli dei baci e dellepacche sulle spalle. Quelliche immancabilmente nonci saranno al momento deldramma, lasciandovi agodervelo da soli. No, nonfateli i figli se dovete darli inmano al primo incantatoredi serpenti che vi entra incasa del quale avete troppapaura per dirgli no. No, nonfateli i figli se siete cossciocchi da non distinguereil bene dal male in et adul-ta. Non date ai vostri figlicondanne irrevocabili ginelladolescenza. Nonsiate padre snaturati chesi credono emuli diFilippo il Macedone, ivostri figli non assomi-gliano ad Alessandro</p><p>Magno e il mustang una bestia perfida chedifficilmente si farammansire da una</p><p>dolce parola sussurrataallorecchio come</p><p>Bucefalo.</p><p>I Calabresi come gli Apache.Per loro la vita un mustang</p><p>NORDICI &amp; SUDICIDI GIOACCHINO CRIACO</p><p>BOVALINO ANNO 1989</p><p>x</p><p>Le informazioni non sono complete. C un pezzo di giornale scritto in tedescocon una foto a Bovalino, che immortala lamacelleria di mio padre, chiusa da qualcheanno, sul Corso Umberto.C una data: 1989, una firma, Von EstherScheidegger e un rigo cancellato.E poi tanto tedesco e tanti ricordi che in pochiconoscono e in pochi capiscono. Sbarc a Bovalino Esther Scheidegger, qualcu-no dice dalla Svizzera, altri dalla Germania.Venti anni fa linformazione era pi rotonda.Non ometteva dettagli. Cerano giornalisti viaggiatori che andavano suiluoghi per vedere le cose. Senza Google Earth eteorie divenute realt grazie allallattamentotelevisivo e alle coltivazioni bibliografiche inserie. Esther arriv alla stazione di Bovalino dopoUna settimana in giro per la Calabria, puntameridionale dello stivale italiano, viaggiando con imezzi pubblici, tra i quali non ci sono soltanto iltreno e lautobus, ma anche i taxi e i propri piedi.In questo viaggio allavventura ci siamo imbat-tuti in luoghi e persone e abbiamo vissuto, come sisuol dire, un frammento di quotidianit straniera.L Orsa nord era un albergo maestoso, impo-nente che regnava davanti alla stazione doveEsther scese. Nella 106 invece i turisti parcheg-giavano allaltrettanto imponente Orsa Sud, ros-</p><p>soverde dalla cui punta si potevano salutare ibiancazzurri della nord, distanti due chilometri.I taxi, due alberghi, i treni, 1989. Il viaggio allav-ventura di Esther parte dalla Svizzera. E arma-ta di macchina fotografica e in piena epoca disequestri, viene nel luogo-fulcro dei rapimenti,con un sorriso ricettivo e caloroso, da scambiarecon la quotidianit straniera. Viene a conosce-re la gente di Calabria non per scardinare pre-giudizi o per alimentarli, ma per amore del viag-gio. Non siamo ancora il 27%.Vedere appesa una testa di vitello, non nel1989 un chiaro cerimoniale mafioso come chis-</p><p>Quella testa dibue davanti allamacelleria che impression i tedeschi</p><p>Articolo, redatto da estherscheidegger,giornalistaviaggiatrice, suQuotidianotedesco del 1989 </p><p>Atmosfera meridionale in Calabria: dove le teste di vitello vengono appese fuoridi ESTHER SCHEIDEGGER </p></li><li><p>la Riviera</p><p>DOMENICA 06 MAGGIO 2012 LA RIVIERA 05</p><p>DIAVOLO NERO</p><p>LEZIONI DINDRANGHETA</p><p>Tre sindache, Caterina Girasole,Maria Carmela Lanzetta,Elisabetta Tripodi, sono stateinvitate a Reggio Emilia in occa-sione della celebrazione della</p><p>Resistenza che in loro funzionerebbecome Resistenza non pi al nazifascismodistrutto, ma alla ndrangheta fiorente.Da Diavolo Nero dovrei ammirare que-ste sottiglienze, che portano ad imparen-tare fenomeni storicidiversi. Ma sar che sonoun povero Diavolo e diquesti accostamenti e pro-lungamenti non riesco acapacitarmi. Leggo su qualche quoti-diano locale che le tre sin-dache hanno l, in Emilia,tenuto lezioni di ndran-gheta. Tragiche lezioni dindrangheta, vive e palpi-tanti, non tratte dai libri,ma dal minaccioso mondocircostante. Lembi di vita.Il quotidiano, da me con-sultato, queste lezioni dindrangheta non le riassu-me. E io posso e debboimmaginare che si sia trat-tato di lezioni, splendide-per usare le parole di Benedetto Croce-di forma e di pensiero. Sarebbe un pec-cato se andassero perdute. Vanno raccol-te e pubblicate. Le consiglio alleditoreEinaudi. Poich ci vuole un editoreimportante per rendere importante unlibro e i loro autori: nel nostro caso, autri-ci. Posso assicurare alleditore Einaudiche non rischier una lira. La vendita certa. Lon. Marco Minniti ne consiglierladozione in tutte le scuole calabresi e,poich la Resistenza continua, in tutte lescuole italiane. </p><p>nomade, gestiva attivit sotterranee di cavalli easini, ha in mano ossa per i molti cani che gliappartenevano.Mio padre e Angelo del negozio di abbigliamen-to sono seduti a dirigere gli astanti. Defilato sulla destra Tot Minnelli (alias Tot ufaccia mprascata): lavoratore dello stabilimen-to di Bric, attuale AFOR, amichevolmentedefinit cos per un difetto allocchio che gli ren-deva parte del viso deformata. Il centro com-merciale di quellincrocio apriva il CorsoUmberto ed era un crogiolo di arti e saperi: DonCiccio Saffioti e Donna Rosina du pani,Cumpari Mimmu da ferramenta, PascaliGiannino del cuoio, Mastru Brunu Saccu dibicicletti, Pep da tipografia, Angelu di rrobbi,Brunu e Tot da macelleria, Libertino da lana,Leone oggetti per casalinghi, Don CiccioCataldo i lalimentari e du furnu, Gianni unaschia, anche detto John Way Lagan dellolioe Cicciu u Panza con la sua vendita itinerante disuper santos e supertele. Una squadra dinegozianti, artigiani, piccoli commercianti checrescevano figli e facevano case, in un momentoin cui si dialogava ancora e si sorrideva di pi,senza rincoglionimenti da pc, senza bombarda-menti mediatici che riportano qualsiasi cosa cheriguardi la nostra Calabria allassonanza con lamaledetta ndrangheta. Esther colse lumilt e illavoro della gente di Calabria, le sue particola-rit, i suoi personaggi, i suoi profumi, il suoamore. Lo fece con gli occhi normali, di unagiornalista normale che racconta le atmosferedel sud Italia. Vorremmo invitarla a tornareper avere due occhi cos belli capaci di racconta-re i nostri luoghi alleuropa e al mondo con com-pletezza, serenit e la giusta dose di denuncia:Il treno regionale non semplicemente in ritardo,a dire il vero quasi un miracolo che passi, sebbe-ne...</p><p>Una settimana in giro per la Calabria, punta meridionale dellostivale italiano, viaggiando con i mezzi pubblici, tra i qualinon ci sono soltanto il treno e lautobus, ma anche i taxi e ipropri piedi. In questo viaggio allavventura ci siamo imbattuti inluoghi e persone e abbiamo vissuto, come si suol dire, un frammen-to di quotidianit straniera.Prima riga cancellata: in realt il giovane panettiere, molti anni fa,voleva emigrare da Siderno in America. Prima di partire gli restavada fare una visita a dei parenti a Bovalino. Fin qui ci arrive siferm. Di New York avrebbe potuto fare a meno.Questo accadde sessantanni fa. Il motivo? Lottantacinquenne daicapelli bianchi indica con il braccio teso la moglie seduta alla cassaaccanto al forno a legna. Lamore del panettiere ha ancora gli occhiscuri di allora, della lunga treccia nera rimane soltanto un ricordo.</p><p>Una casa lei ce laveva anche allora ride il panettiere. evidenteche non pentito di quella decisione. Ci accompagna alla porta e noi,con il nostro pane di semola, siamo di nuovo in strada.Una testa di vitello sulle testeDavanti alla macelleria vicina vediamo degli uomini che chiacchiera-no. Sopra le loro teste appesa una testa di vitello, vera, con gli occhispalancati e gocciolante. Nel negozio di graziosi...</p></li></ul>