La riviera n° 41 del 07-10-2012

Download La riviera n° 41 del 07-10-2012

Post on 27-Mar-2016

223 views

Category:

Documents

9 download

DESCRIPTION

La riviera n 41 del 07-10-2012

TRANSCRIPT

<ul><li><p>Alla Conferenza piddista di Lamezia Bersani,in un passaggio del suo discorso, ha assicuratoil sostegno militante del Partito alle sindachedella Locride. Siccome peccato mortalesupporre che Bersani ignori che nella Locridec' una sola sindaca prelibata, la conclusione che non si affatto sbagliato. Una sindacaantimafia vale almeno per tre. Il plurale diBersani a posto. </p></li><li><p>DOMENICA 07 OTTOBRE 2012 LA RIVIERA 02</p></li><li><p>DOMENICA 07 OTTOBRE 2012 LA RIVIERA 03</p><p>La ruga dellAurora era unmicrocosmo nel piccolomondo di un piccolo paesedella Locride. Venti fami-glie in venti casette popola-ri, disposte intorno al corti-le della ruga. Un centinaiodi anime avvinte da un vin-colo che andava oltre illegame di sangue. Tutti peruno e tutti per tutti. Tuttiuniti in un destino comune.Una grande famiglia. Lafesta era festa per tutti e ildolore un dolore comune. Ibambini si alzavano allalba,d'estate, giocavano sino asfinirsi. Una pausa per ilpranzo e poi di nuovo incortile fino al tramonto.Limbrunire allAurora eraun evento, magico e stranoallo stesso tempo. I bambi-ni fermavano il gioco, ledonne portavano fuori lesedie e aspettavano il rien-tro degli uomini dalla cam-pagna. Anche quelle avvin-te nel nero si sedevanodavanti alluscio, pur nonavendo uomini che poteva-no rientrare. I bambini lescrutavano con compassio-ne, senza capire.Compresero pi avanti.Cos i ragazzi dellAuroradiventavano grandi, abbe-verati alla fonte dellodio ealla sete della vendetta. Ecos i ragazzi dellAuroraimpararono a cambiare icolori del dolore in quellidell'odio placato.Percorsero le strade infer-nali e il nero lo portaronoaltrove, a colorare altrecase e altre donne e crearealtre attese. I ragazziall'Aurora diventavanograndi all'imbrunire quandola luce abbagliante del solenon riusciva pi a nascon-dere la durezza della vita. Ealla fine allAurora lAuroranon arriv pi e il giornodivenne notte e l'imbruniresi prese tutto.</p><p>Le Chevalier</p><p>Le quoteeroiche</p><p>IL DITO NELLOCCHIOIL DITO NELLOCCHIOUNA STORIAUNA STORIA</p><p>Aspromonte</p><p>CCARARTOLINE PER LA PTOLINE PER LA PADADANIAANIA * di Antonio Calabr</p><p>Le notizie pi lette della settimana su larivieraonline.com1) INCIDENTE SULLA A3: PULLMAN CONTRO CAMION</p><p>Dati larivieraonline.com</p><p>Tra faggi, lecci, betulle e castagni scorrono,lontano dal pericolo umano, ruscelli dargentosolcati da pesci vivaci. Farfalle coloratedanzano per amore, scoiattoli neri siarrampicano sfuggenti alla vista, le apipreparano il miele e diffondono il polline. Rariposti incontaminati ci ricordano la magia dellanatura, il suo splendore e la sua ferocebellezza. Lopera delluomo fa da arco ecornice, accolta con grazia dalla montagna cherespira ed il suo fiato ha il profumo della vita.</p><p>2) UCCISO A TORINO IL SIDERNESE DOMENICO GALEA</p><p>3)CHIESTI TRE ANNI DI RECLUSIONE PER LA DEPUTATA M.G. LAGAN</p><p>4) PIZZAIOLO DI M.NA GIOIOSA JONICA MASSACRATO A SPRANGATE</p><p>5) SIDERNO DASPO PER SETTE PERSONE</p><p>6) OMICIDIO GALEA: ARRESTATI I PRESUNTI KILLER</p><p>7) CAULONIA: FINANZA SCOPRE AGRITURISMO FANTASMA</p><p>RODERIGO DI CASTIGLIA</p><p>Le quote rosa resistono imperterri-te, essendo vasto lo schieramento aloro difesa. E di ci persuase ledame sensibili del Pd, con il cuorestraziato solo per lincerto destinodItalia, tranquille andavano su egi per lampia sala dellAgrolimentare di Lamezia. Nullahanno da temere le donne in politi-ca, le donne in antimafia, che pure sisentono sempre in pericolo, semprein bilico. Una quota sempre lorodestinata, si tratti di consigli comu-nali, provinciali, regionali o di scran-ni parlamentari. Tale non sembrapi il destino delle quote nere, riser-vate, con grave squilibrio della lin-gua italiana, alle vittime delle vitti-me di mafia e anche del terrorismointernazionale. Il lutto non pudurare in eterno e viene anche ilmomento in cui i morti si stancanodi dover continuare a fare la fortu-na dei vivi, volendo infine riposarein pace, com loro sacrosanto dirit-to. Ce ne dspiace per la signoraMaria Grazia Lagan, che allo spi-rare della legislatura lascia Locricomera e oscura il suo diamanticocurriculum con una richiesta daparte del Pm di tre anni di carcere.E ce ne dispiace per la signoraVillecco, per la quale la Calabria stata meno duna cartolina postale.Tendono a scomparire i tempi delmors tua, vita mea. Altro preme. Lespecie politiche reclamano nuoveincarnazioni. In tempi di conigli, di questa nostrasociet calabrese, rannicchiata sottoi colpi della ndrangheta, semprepi, per, epistolare, abbiamo biso-gno non di donne parlamentari, cheversano lacrime sulle tombe, ma diatlete del coraggio, che spargonopi sudore di quanto sia possibile,andando su e gi a predicare laguerra alla mafia dove non c. lora delle quote eroiche. Alle qualitutto bisogna sacrificare, perchsiano inverate, persino il principioaltamente democratico, anche senon altamente puro, del voto dipreferenza. Maria Lanzetta diMonasterace, Elisabetta Tripodi diRosarno, Caterina Girasole di IsolaCapo Rizzuto, Anna MariaCardamone di Decollatura merita-no questo ed altro. E piangono leoppresse popolazioni diDecollatura, di Isola Capo Rizzato,di Rosarno, di Monasterace per lequattro sante patrone dellantimafiain marcia verso Montecitorio,sapendosi da qui a frappoco senzachi possa tutelarle e proteggerledalla piovra mafiosa. </p><p>I ragazzidellAurora</p><p>E il Governo ci snobbaE il Governo ci snobbaIl Consiglio dei Ministri non ha deciso su Reggio Calabria. Non erascritto da nessuna parte che il Governo dovesse affrontare il caso delloscioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose ma,nellimmaginario dei cittadini, ci si aspettava una resa dei conti. IlGoverno presieduto da Mario Monti, invece, ha evaso una serie diprovvedimenti riguardanti soprattutto laspetto economico del Paese,nel tentativo di rimettere in moto la crescita dellItalia, ma ancheprovveduto ad alcune decisioni riguardanti la Sicilia. Di Reggio Calabria, invece, non v traccia. </p><p>REGGIO CALABRIA</p><p>la Riviera</p><p>Controcopertina</p><p>Salviamo la tradizione a Km zeroSalviamo la tradizione a Km zeroIL CACIOCAVALLO DI CIMINA</p><p>Si produce da tempi immemorabili e trova il suo antenato nelkaskaval, una pasta filata prodotta ancora oggi dallaMacedonia alle isole dellEgeo. La tecnica pi o meno lastessa per tutti, ma la differenza la fanno i pascoli, i climi, lemani dei casari. A Cimin si fa a due testine, un formaggiopiccolo, allungato, caso unico nel panorama caseario. Sicoagula ancora il latte crudo, di vacca e a volte ancheparzialmente di capra, quasi sempre con caglio naturale dicapretto. A Cimin i produttori sono una trentina, ma solo unadecina lavorano quotidianamente per il mercato.</p></li><li><p>DOMENICA 07 OTTOBRE 2012 LA RIVIERA 04</p><p>Parlandodi...</p><p>Miracolo Cipro senza treni n polizia</p><p>NORDICI &amp; SUDICIDI GIOACCHINO CRIACO</p><p>ASSOCIAZIONE DEI SINDACI BASTA INIZIATIVE A FINI PROPAGANDISTICI</p><p>I ciprioti sono sudici quanto i calabresi, sia per climache per mentalit. Lavorano poco, il giusto secondoloro. Quanto gli basta per vivere dignitosamente.Anche loro hanno leuro, ma la benzina costa la metdella nostra. Guidano taxi, autobus, conducono alber-ghi e ristoranti. Stanno bene, per i parametri delbenessere occidentale. Ospitano nordici pallidi perdieci mesi all'anno, campano con i soldi che questi glilasciano in cambio di unospitalit a pagamento chegli permette di stare al sole e di respirare unariamediorientale nel cuore dellEuropa. Cipro somigliaun sacco alla Calabria, che forse anche pi bella.Eppure il miracolo di Cipro da noi non si riproduce.Colpa del crimine, della viabilit, delle strutture, dellagente? Cos dicono. Eppure nellisola-Stato i treninon arrivano mai puntuali. Anzi non ci sono proprio,non esiste nemmeno la ferrovia. Le strade sono simi-li alle nostre, con cantieri perennemente aperti.Lorario degli autobus un pu darsi, una pura uto-pia. Gli alberghi poco pi che pensioni. La sabbia simile a quella di Rimini, ma lacqua trasparentequanto la nostra, e quella del rubinetto frutto di unadesalinizzazione approssimativa. Eppure i nordicisono felici, si adeguano alle regole che li circondano,e sborsano senza fiatare. Quanto alla cronaca, lindi-pendenza arrivata solo nel 60, e nel 74 il golpe grecodei colonnelli ha portato il caos nellisola con linvasio-ne turca, la divisione di Cipro in tre zone dinfluenza,compresa una inglese. Centinaia di migliaia di depor-tazioni, guerre e faide familiari con migliaia di morti,odi razziali e clima da guerra civile. Una situazionecos ingarbugliata da far desistere gli stranieri. Ed eccoil miracolo. I ciprioti, abbandonati al loro destinodalle potenze occidentali, hanno trovato allimprovvi-so la pace. Hanno ripreso i loro ritmi di vita, propri deisudici. Non c stato bisogno n di repressione giudi-ziaria n poliziesca. La natura ha ripreso il suo corso,e la vita fluisce tranquilla. Chiss che provando la stes-sa ricetta non funzioni anche da noi. Abbandonatecial nostro destino, portatevi via anche i segni della civi-lizzazione coloniale. Forse ci scanneremo. O forsevivremo una vita a misura della nostra sudicia razza.Ah, dimenticavo, per trovare un poliziotto bisognaandare a bussare nel commissariato e le gioiellerie,cariche doro, lasciano le porte aperte per fare entra-re un po daria e rinfrescare il sonno degli orefici nelpisolino pomeridiano. </p><p>Dopo il delitto Fortugno la Locride haavuto le luci alla ribalta. Nessun risultatoconcreto. La svolta si verific a fine 2010 evenne dal basso in un tentativo generosodi superare la cesura tra lassociazione deicomuni e la gente.Si inizi sui binari di Roccella, si prosegucon la manifestazione di Caulonia LaLocride non abbassa la testa indetta nelmomento in cui alcuni provvedimenti delgoverno regionale, privi scelte program-matiche, tendevano ad escludere il nostroterritorio.La sintesi del lavoro fu esposta nella riu-nione congiunta dei consigli comunalidella Locride. Una manifestazione di altissimo livellocon lesposizione di un piano strategico dilavoro.La piattaforma rivendicativa stata inte-ramente recepita dallANCI in seguito aifatti di Monesterace.In occasione della presenza del ministra</p><p>Cancellieri a Locri, lallora presidente delComitato dei sindaci, Ilario Ammendolia, stato chiarissimo: combattere la ndran-gheta significa sterilizzare il ventre da cuiquesta si genera. Si chiese, in maniera con-giunta ANCI-Associazione dei Comuni,un tavolo di lavoro a cui avrebbero dovutopartecipare, oltre che lAssociazione deiComuni, anche la Regione Calabria e laProvincia di Reggio. Una strategia diimpegno dallalto e dal basso, senza nessunMasaniello e senza nessuna deriva daaccattoni e mendicanti da zittire con qual-che regalia. Questo ha chiesto Ilario Ammendolia nelsuo intervento alla presenza del ministroCancellieri a Locri. da salutare positivamente la convocazio-ne del tavolo tecnico presso il Ministerodegli Interni il 10 ottobrea Roma , con lapresenza di otto ministeri, ma non si punon restare perplessi dinanzi alla confusio-ne che regna nellAssociazione.</p><p>Va benissimo lANCI, ma perch esclude-re lAssociazione dei Comuni?A che titolo i sindaci Varacalli e Lanzetta,sempre assenti alle riunioni dellassem-blea, vengono chiamati a rappresentare lalocride?I sindaci del territorio non si parlano piper cui ognuno si costruisce un piccolotavolo a fini propagandistici?Che senso hanno due tavoli di concertazio-ne a Roma slegati tra di loro?Riteniamo che lAssociazione dei sindaci,giorno 15, debba eleggere il presidente. Cipermettiamo di ribadire che ci vorrebbeun presidente con la passione politicanecessaria accanto ad una assemblea chechiarisca, una volta per tutte, gli obiettivida raggiungere e la strategia da mettere incampo.Senza questa chiarezza, il massimo che siotterr qualche articolo di giornale, che traqualche mese nessuno ricorder!</p><p>Vladimir</p><p>IN EVIDENZA</p><p>Riteniamo chelAssociazione deisindaci, giorno 15ottobre, debba eleggereil presidente. In pi,dovrebbe chiarire, unavolta per tutte, gliobiettivi daraggiungere. </p><p>Ripartire sempre da zero significanon andare in alcun posto</p></li><li><p>la Riviera</p><p>DIAVOLO NERO</p><p>Linfame Calabria dellincolpevole Sarra e del moralista Stella</p><p>Alberto Sarra, sottosegretario regionale, non ci sta. E replica allarticolo diGian Antonio Stella, che sul Corriere della Sera (5 ott.) ha sarcasticmentedenunciato la fruizione da parte sua di un supervitalizio mensile di oltre7,000 al mese. Cos Sarra: Io ho rinunciato allindennita per linabilit allavoro. E quest gi da settembre. E aggiunge : una vicenda assurda que-sta qui. Dovrei essere indicato come un caso al contrario rispetto a ci chesta avvenendo in Italia ed invece...Io potrei stare a casa e percepire linden-nita per inabilita e invece vi ho rinunciato per poter continuare a lavorare.Cosa devo fare? Ho avuto un infarto terribile, da allora vivo con una protesiche non mi consente nemmeno di dormire, imbottito di farmaci. Ho decisodi dare una mano alla collettivit, non prendo lassegno di inabilit, ma sololindennita da sottosegretario.In Italia non esiste listituto delle dimissioni, questo storicamente provatoe consolidato. Non vorremmo che non esistesse neppure listituto del pren-dere atto dellerrore di fatto in cui si precipita, facendsi cos propagatori dinotizie false e tendenziose. Attendiamo Gian Antonio Stella al delicatovarco. Prender atto? Rettificher sulla prima pagina del Corriere dellaSera? O anche per lui, il giornalista che ama la verit, cosa fatta, capo ha? </p><p>Secondo acclarati cronostorici delpassato, la Calabria offr i robustifustigatori di Cristo , e lo stessoGiuda Iscariota, aggiustato inIscaleota ( di Scalea) era calabrese.Brutali e traditori i calabresi. Di que-sta Calabria infame si pu scrivere</p><p>quel che si vuole. E questa Calabria , appunto, per lasua comprovata- come no?- infamia storica, terrache si presta corrivamente agli esercizi spirituali e alcatechismo morale dei chierici della grande stampa. Iquali, come il cane Argo, hanno 100 occhi e nullasfugge alle loro pupille, arrossate fino al pianto, quan-do si tratta di Calabria e di calabresi, e di scandalicalabresi. Che, a ben usare il metro, sono dei fiorettidi San Francesco rispetto a quello che succede e stasuccedendo da Roma fiorita a Milano doveFormigoni ha fatto il voto di castit, ma non quello dipovert. Non voglio generalizzare. Il caso in questione benconcreto. quello di Gian Antonio Stella che sulCorriere della Sera ( 5 ottobre) affonda la sualama, assetata di purezza, sul vibrante supervitaliziodecretato in favore dellex consigliere regionaledestrorso avv. Alberto Sarra. Un tipo davvero incon-tentabile, mai sazio. Poich non solo intasca e insaccail vitalizio, offensore d ogni giustizia sociale, maviepp anche lo stipendio di sottosegretario regionaleala presidenza. Una ridicola carica da retrobottegapolitico inventata dalla precedente giunta sinistrorsadi Agazio Loiero, la definisce correttamente GianAntonio Stella. Che un moralista a inframmettenza,come le luci d un night, considerato che della ridi-cola carica non fece parola quando usc dalla capacetesta spartitoria di Agazio Loiero.In fatto. Come risulta dalla dichiarazione di AlbertoSarra, ch...</p></li></ul>