La Riviera n°47 del 15-11-2013

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<ul><li><p>VENERDI 15 NOVEMBRE 2013 LA RIVIERA 02</p></li><li><p>VENERDI 15 NOVEMBRE 2013 LA RIVIERA 03</p><p>CONTROCOPERTINA</p><p>ndrangheta possa muoversi con tanta baldanza?Certamente pu contare su complicit diffuse, suautorevoli alleanze e protezioni, allinterno dellap-parato dello Stato. Per dimostrarlo una sempliceriflessione: il sequestro dellingegnere campanoCarlo De Feo. Un riscatto di 4 miliardi e quattro-cento milioni, De Feo riconosce e fa arrestare isequestratori. Sembra che ad ognuno di loro, unaquindicina, siano andati circa venti milioni. Ed ilresto? Cera qualcuno che guadagnava restandonellombra? Certamente qualcuno assicurava prote-zione e complicit a carissimo prezzo, solo in talmodo si riusciva a spiegare la spavalda sicurezzadella ndrangheta. Angela Casella ha il coraggio di guardare negliocchi le donne e gli uomini dei paesi in cui si inca-tena ed ovunque manifesta il suo dolore, mostra lecatene sulle sue carni e dice: mio figlio cos dadiciassette mesi.Il caso Casella finisce sulle prime pagine di tutti igiornali nazionali. Nel parla anche il Time in unarticolo intitolato Searching in the Wild West.Angela suscita ammirazione e commozione ovun-que.La Locride coraggiosa ma impotente labbraccianon solo idealmente. Una donna la raggiunge sullapiazza di Locri e mostrando un angolo della stessapiazza dice: l hanno ucciso mio figlio di soli 18anni. Una vive a Pavia , laltra a Locri, ma sono duemadri, due facce dello stesso dramma.La ndrangheta intimorita ed avverte un paurosoisolamento. I protettori della ndrangheta premonoper concludere il sequestro.Il gioco s fatto duro. La donna ha rotto il muro diomert diffuse ed ha svelato una verit che, infondo, tutti sapevano: la complicit di pezzi impor-tanti dello Stato.Tanta determinazione fa tremare le autorit abi-tuate a governare i sequestri a distanza, con relativaindifferenza, quasi in zona di libero scambio da fargestire alle parti in causa.Cos qualcuno si tira indietro, non pi disponibilea seguire i sequestratori in questa pericolosa avven-tura. Il governo invia nuove truppe in Aspromonte,lesercito nelle strade. A dicembre viene ferito aduna gamba ed catturato uno dei sequestratori:Giuseppe Strangio. Da un letto di ospedale il feritolancia un appello cifrato, trasmesso da tutte le tele-visioni e riportato con risalto sui giornali. Adesso ilcontatto stabilito, la ndrangheta si sente accer-chiata. Il 30 gennaio del 1990, dopo due anni di prigionia,Cesare Casella viene liberato.Mamma coraggio diventa un simbolo dellItalia chenon piega la testa.Nello stesso tempo a noi calabresi, Angela Casellaci mette dinanzi uno specchio in cui siamo costrettia guardarci, nel tentavo di capire chi siamo. Cisiamo guardati notando le nostre rughe, le nostreferite, i nostri difetti. Le sconfitte ci avevano segna-to. Lassistenzialismo resi flaccidi. La corruzioneinfettati. Nulla in comune per avevamo con isequestratori. I calabresi erano le prime vittime,non i carnefici dellorribile stagione dei sequestri. Ilpotere, in tutte le sue complesse articolazioni,deve dare in pasto allopinione pubblica un colpevo-le e non c nulla di pi facile che scaricare la colpasui pi deboli ed i calabresi sono tali. In quella occa-sione la televisione, la stampa in genere, diede ilpeggio di se stessa con servizi bugiardi e mistificato-ri in cui il sensazionalismo ha avuto il compito dioscurare la ragione e di mettere sul banco degliimputati il popolo calabrese. Si dispieg in tutta lasua potenza la diffamazione nei confronti del Sud.Angelo Strangio, sindaco di S. Luca, persona dispecchiata onest e correttezza, riceveva ogni gior-no centinaia di lettere oltraggiose ed infamanti con-tro la sua gente.La notte della liberazione di Cesare la televisionediede la notizia poco prima della mezzanotte. NellaLocride molte luci si accesero. Un popolo che ingiu-stamente era stato messo sotto accusa per un reatoche non ha mai commesso, partecipava commossoed in silenzio alla fine di un incubo.</p><p>ILARIO AMMENDOLIA</p><p>Cina 5 giugno del 1989: piazza Tienanmen. Unragazzo minuto, delicato, appena adolescen-te, ferma, col suo corpo, una colonna di carriarmati.Calabria 27 giugno 1989: Locri. Una donna visibil-mente provata, apparentemente fragile, affronta esconfigge la ndrangheta e mette sul banco degliimputati lo Stato. Angela Casella: mamma coraggio!Si incatena nella piazza di Locri.Poi, lascia i paesi della costa e sale versolAspromonte. Si ferma a S. Luca, a Plat, a Careri,a Natile, a Cimin. Parla da madre ed implora perla liberazione di suo figlio, Cesare Casella, seque-strato dalla ndrangheta.Cesare viene rapito il 18 gennaio 1988 a Pavia.Aveva diciotto anni. I rapitori fanno progressiva-mente lievitare il riscatto sopravvalutando le capa-cit economiche del padre. Dopo Paul Getty landrangheta procede sulla strada dei sequestri a unritmo sempre pi incalzante.Il mondo civile si domanda: com possibile che inItalia, uno degli Stati pi avanzati dellOccidente, la</p><p>Il sequestro Casella</p><p>La del potere</p><p>18/01/1988</p><p>Il coraggio di una madrevilt</p></li><li><p>VENERDI 15 NOVEMBRE 2013 LA RIVIERA 04</p><p>Parlandodi...</p><p>Le notizie pi lette della settimana su larivieraonline.com</p><p>Questi paesaggi da spavento e dastupore, e strisce di terra e di montie di mare e di cielo, e strade arram-picate disegnate da titanici stam-becchi, e castelli grondanti storia esangue, e passi di virt damore esacrifici, e bellezza, bellezza selvag-gia e implacabile, bellezza che tiafferra laorta e la morde, e ti chiedesupplice di non abbandonarla, direstare qui con lei. Calabria, nostraamata Calabria, intervallo di costetra lazzurro del mare e quellosognante del cielo, siamo, sempreed in ogni caso, orgogliosi di te.</p><p>LA SETTIMANA</p><p>CCARARTOLINE TOLINE MERIDIONALI MERIDIONALI Antonio Calabr</p><p>Bova Superioree lo Jonio</p><p>315.557</p><p>1) TRA CIRCA UNORA UN SATELLITE RISCHIA DICOLPIRE CALABRIA, SICILIA E PUGLIA2) QUANDO CANOLO REAG ALLA NDRANGHETAE SALV UN MATRIMONIO</p><p>7) GALLERIA LIMINA, CONTROLLI SUI LIVELLI DI RADIOTTIVIT</p><p>3) DUE ARRESTI DEI CARABINIERI NELLA LOCRIDE</p><p>6) INCENDIO SGOTTO, ANDIAMO AVANTI NINO</p><p>4) SI CHIUSO CON 6 CONDANNEIL PROCESSO FALSA POLITICA</p><p>5) NDRANGHETA,SIDERNO DIVERSA DA LOCRI</p><p>Radiottivit: controlli nella galleria Limina enei comuni di Cinquefrondi e Mammola</p><p>La Galleria della Limina oggetto in questi giorni di nuovi controlli perverificare la presenza di attivit radiottiva. A dare comunicazione deinuovi monitoraggi lungo i 3,2 chilometri della galleria e nei dintorni (icomuni pi interessati saranno Cinquefrondi e Mammola) della strut-tura sono stati l'Arpacal e il comune di Cinquefrondi. I punti scelti peri rilevamenti corrispondono alle otto piazzole dislocate lungo la galle-ria. I primi risultati si avranno entro 30 giorni, ma il monitoraggio com-pleto dovrebbe durare circa un anno. Lannuncio di questi nuovi controlli giunge a breve distanza dalla pub-blicazione sulla stampa nazionale delle dichiarazioni che il boss dellacamorra, Carmine Schiavone, rese nel 1997 alla Commissione parla-mentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti. Schiavone svel i traffici dirifiuti radiottivi operati dal suo clan in Italia.Gi nel 2011 in seguito ad un articolo dal titolo La galleria radiottiva.ecco le prove dellorrore, apparso su la Stampa, lArpacal, attraverso lastruttura tecnica del Dipartimento provinciale di Reggio Calabria, sidichiar pronta ad indagare per verificare se quanto riferito nei gior-ni scorsi dalla stampa nazionale e locale corrisponda ad un pericoloconcreto per lambiente e la popolazione del comune di Mammola.</p><p>Questi i chilometri segnati sul tachigrafo delcamion che invest il calciatore ferrarese DenisBergamini il 18 novembre 1989. Le indagini si</p><p>concentrano su questa cifra e su quella segnata dalconducente del Fiat Iveco 180 nc, Raffaele Pisano,prima della partenza: 315.390. Solo 167 chilometridi differenza. Ma da Rosarno, luogo da cui Pisanosostiene di essere partito, a Capo Spulico, luogo</p><p>dellincidente, ci sono 230 chilometri</p></li><li><p>la Riviera</p><p>VENERDI 15 NOVEMBRE 2013 LA RIVIERA 05</p><p>ANTONIO TASSONE</p><p>Un nuovo successo letterario, un libroper certi versi di rottura rispetto alpassato che in questi giorni sta facen-do parlare il mondo. Stiamo parlando diAcqua Santissima - La Chiesa e la 'ndranghe-ta: storia di potere, silenzi e assoluzioni, editoda Mondadori, scritto dalla consolidata cop-pia di autori locridei Nicola Gratteri eAntonio Nicaso, gi disponibile in tutte lelibrerie. A partire dall'Ottocento e perdecenni - si legge nella prefazione - gli uomi-ni della 'ndrangheta hanno beneficiato delsilenzio e dell'indifferenza (spesso interessa-ti) della Chiesa. Solo dagli anni Cinquantacominciano a registrarsi le prime denunce ele prime lettere pastorali, e la 'ndranghetadiventa un cancro esiziale. In occasionedella pubblicazione di questo nuovo volu-me, che si trova gi in cima alle classifiche divendita, abbiamo posto alcune domande aNicola Gratteri che ci ha rilasciato in esclu-siva la seguente intervista: </p><p>In questo nuovo libro scritto da lei eAntonio Nicaso, si evidenzia che la 'ndran-gheta e la Chiesa ormai camminano permano. davvero cos grave la situazione?La 'ndrangheta ha strumentalizzato la reli-gione e i simboli religiosi e per molto tempoha goduto della complicit di molti uominidi Chiesa che hanno preferito il silenzio alladenuncia. Ancora oggi, nella Chiesa ci sonoombre, ma per fortuna anche tante luci. Cisarebbe bisogno di una voce forte, incisivaper dettare e omologare gli orientamentipastorali, per evitare che ci siano preti epreti, vescovi e vescovi. Bisognerebbe fareuna riflessione seria e attenta su conversio-</p><p>ne e sul pentimento. Il peccato non puessere considerato solo un'offesa a Dio enon ci pu essere pentimento che non diafrutti nella societ. Non ci pu essere unagiustizia degli uomini e una giustizia di Dio.Nel pentimento e nella conversione bisognatenere conto del danno sociale. Che riscontri abbiamo su queste ormaicerte ambiguit? Decine di processi hanno documentato eaccertato comportamenti, se non penal-mente rilevanti, quanto meno ambigui.Vescovi che frequentavano le case di mafio-si, preti che accettavano donazioni per orga-nizzare feste patronali e ristrutturare chiesee parrocchie. Preti che viaggiavano armati,preti ammazzati. Nel libro AcquaSantissima raccontiamo decine di storie dipreti che hanno tramato o che hanno vissu-to nell'ambiguit di rapporti vischiosi eviziosi.Qual il suo personale pensiero sul percor-so di pulizia che Papa Bergoglio sta facendonella Santa Sede? Papa Francesco un pontefice di rottura. Seesiste lo Spirito Santo, questa volta nel con-clave ha illuminato i cardinali nel verso giu-sto. Nessuno prima di lui aveva osato mette-re in discussione lo Ior. Giovanni Paolo IIha denunciato la mafia che uccide. PapaFrancesco ha istituito una commissione disaggi per ripensare e ristrutturare la Bancavaticana che era stata istituita comeistituto per le opere religiose senzascopo di lucro e come strumento diraccolta fondi per iniziative dicarit. Papa Bergoglio ha dettochiaramente che la Chiesadell'Amore inconciliabilecon quella del Potere.</p><p>Il Santuario della Madonna di Polsi, SanMichele Arcangelo, ci sono tanti elementiper affermare che la religione si mescola-ta con il malaffare. vero? Le notizie sul raduno di Polsi risalgono al1894, come accertano gli atti giudiziari. Cisono stati tentativi per spostare in altre sedil'annuale assise della 'ndrangheta, ma comeracconta Filippo Barreca, un collaboratoredi giustizia, sono tutti falliti. I clan di SanLuca e quelli di Plat - ha dichiarato Barreca- sono insorti anche in rappresentanza deipreti del santuario, impedendo che lo spo-stamento venisse attuato. Ma attenzione anon confondere Polsi con la 'ndrangheta. Ilculto mariano di Polsi precede di gran lungala nascita della 'ndrangheta e bisogna tener-ne conto. Polsi un luogo di pellegrinag-gio importante che la 'ndrangheta hasempre cercato di sfruttare per isuoi loschi fini. Secondo lei, un fatto positivoo negativo che laLocride inq u e s t omomen-to non</p><p>abbia la sua guida spirituale?La Locride ha bisogno di una voce forte,autorevole, capace di dare speranza. Dicevadon Italo Calabr che nel coraggio deipastori, la gente ritrova il proprio coraggio.Mi auguro che a Locri arrivi un pastore ingrado di infondere coraggio. Mi potrebbe esprimere il suo pensiero sullaqualit dell'attuale clero calabrese? Ci sono tante luci, tanti preti che hannodeciso di sfidare la 'ndrangheta. Tante vociche meritano rispetto e fiducia. Ma c'ancora tanto da fare. Ci sono pretiche preferiscono tacere, che</p><p>scelgo-n o</p><p>il quieto vivere, spesso per paura, qualchevolta anche per interesse. vero che la ndrangheta cerca di esercita-re il controllo del territorio anche attraver-so la frequentazione dei sacerdoti?La 'ndrangheta vive di consenso, senza lerelazioni con il potere non sarebbe 'ndran-gheta. I preti rappresentano un ottimobiglietto da visita. Per molto tempo, le pro-cessioni sono state uno strumento per otte-nere visibilit.</p><p>Chiesa e ndrangheta a braccettoparla Nicola GratteriLintervista Analisi di un libro gi in testa alle classifiche. I preti</p><p>rappresentano un ottimo biglietto da visita. La ndrangheta vive diconsenso,senza le relazioni col potere non sarebbe ndrangheta</p></li><li><p>VENERDI 15 NOVEMBRE 2013 LA RIVIERA 06</p><p>Io e la mia famiglia vorremmo ringraziare tutte le istituzioni, leforze dell'ordine, tutti gli amici e i clienti che ci hannodimostrato solidariet e vicinanza dopo l'attentato che abbi-amo subito.L'incendio della Casa funeraria stato un colpo al cuore chemi ha scosso profondamente. La scena che mi sono trovatodavanti la mattina in cui mi hanno avvisato dell'incendio nonauguro a nessuno. Il pavimento e le pareti annerite, la serrandascassinata, l'odore di benzina, cos acre, hanno inumidito imiei occhi. Era la rabbia per aver visto in un solo momentosfumarmi davanti un progetto che avevo fortemente voluto. Dopo 50 anni di attivit stavo realizzando la casa funeraria perdonarla a mio figlio e alla mia Siderno. Era un progetto unicoin provincia di Reggio Calabria. La tristezza, lo scoraggiamento sono durati poco per. Perchla comunit si stretta intorno a me e alla mia famiglia inquesto triste momento. La mia Siderno mi ha dato coraggio evoglia di continuare a lavorare. Questo episodio non mi abbat-ter, anzi mi dar ancora pi forza. Forza di realizzare i nostriprogetti, di non mollare.I messaggi di solidariet e le manifestazioni di affetto e stimache abbiamo ricevuto da tutta Siderno e da tutta l'Italia mistanno ridando fiducia. Nel futuro e nella possibilit di farequalcosa di buono per la mia terra, la mia citt e la miafamiglia. </p><p>Un abbraccio Nino Sgotto</p><p>La solidariet e la vicinanza dimostrata a me e alla mia famiglia dopo l'incendio dellaCasa funeraria mi hanno commosso </p><p>mi avete dato la forza </p><p>di non mollareGrazie</p></li><li><p>VENERDI 15 NOVEMBRE 2013 LA RIVIERA 07</p><p>LEDITORIALE</p><p>JIM BRUZZESE</p><p>Che nel crimine emiliano il cancro sicombatta con laspirina e il raffreddorecon la chemioterapia la Riviera lave-va scritto a proposito di due giornalistidi crime story operanti al Nord. Giovan...</p></li></ul>