La Riviera N° 15

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<ul><li><p>Al cardinale Martinipiace pi la Pasqua cheil Natale. Anche a noi.Ma vorremmo che il Cristo nonmorisse ogni anno. Dipende danoi. In un mondo cristiano nonci sarebbe pi bisogno della suapassione. Auguri</p></li><li><p>DOMENICA 08 APRILE 2012 LA RIVIERA 02</p></li><li><p>DOMENICA 08 APRILE 2012 LA RIVIERA 03</p><p>Ha un regno enorme chesi estende a perdita diun occhio che spaziada una cima all'altradell'Aspromonte e ci guardadall'alto a noi gente di marina.Ha settecento capre che gliregalano in media venti chili dilatticini al giorno e tante bestieda macelleria. Il tutto per unguadagno di settanta ottantamila euro all'anno, che arriva-no con i sussidi comunitari acentomila. Cifra costante davent'anni a questa parte, daquando a vent'anni ha scelto diallevare capre. Si fatto fareuna baita portata direttamentedalle Dolomiti del Brenta, consul tetto una fila di pannellisolari. Ha tutto dentro e unmondo intero fuori dove sco-razzare liberamente con leproprie bestie. Ha un fuori-strada nuovo di pacca parcheg-giato sotto al terzo larice a sini-stra. La dispensa semprepiena, come il suo conto inbanca. Due docce al giorno el'acqua di colonia e nientepuzza di capra addosso. Nelsuo iPod solo musica rock, iClash, i Nirvana, i Doors equalche volta qualche piccolacontaminazione jazz. Rocco hatutto per stare bene, anzi quasitutto. A Rocco manca l'amoreche da qualche tempo forte sifa sentire. Scende pi spesso avalle, ma sembra non ci sianulla da fare. Alle donne ilrock dei monti sembra non siasalutare. I suoi incontri galantisi fermano agli incontri occa-sionali, perch Rocco noncede convinto che l'amore lo sifa e non lo si vende. Rocco triste perch tutto il suomondo gli sembra nulla senzal'amore. E se leggete unannuncio su facebbook, Roccore dell'Aspromonte cerca l'a-more, non vi dico di risponder-gli ma regalategli almeno unmi piace. </p><p>le chevalier</p><p>ROCCO CAPRAIO ROCKCERCA LAMORE</p><p>A Cortina si multa a Plat si sequestra</p><p>CCARARTOLINE PER LA PTOLINE PER LA PADADANIAANIA</p><p>UNA STORIA</p><p>Nel nord si scuda e nel sud si preleva. Sembra il conto della serva,ma a volte i ragionamenti banali risultano i migliori. E se ilrequisire il provento di un'attivit illecita rappresenta un giusto prin-cipio di diritto, non si comprende come al sud il guadagno turpe siasottratto a chi lo produce e al nord venga semplicemente multato.Non si capisce perch se chi ruba del nord sia un furbo e, vicever-sa, assuma le normali vesti del ladro il mariuolo meridionale. Scenedrammatiche, come quelle viste a Plat, di gente messa in strada anorma di legge saranno mai visibili oltre l'Arno? Sicuramente si apatto che i ladri siano ricollegabili alla mafia, altrimenti un modo perconservare il maltolto, tra scudi e sanatorie, lo si trover sempre. Equesta non vuol essere la solita polemica nord sud, per certo chese un calabrese gira su di un bolide del quale non potr dimostrarela provenienza lecita prima o poi se lo vedr sequestrato, se lo fa ungenovese ha la quasi certezza che nessuno andr mai a ficcare ilnaso nei suoi affari. Sia beninteso, non abbiamo alcuna intenzione didifendere i ladri, tutt'altro. Vorremmo che i ladri fossero consideratitali a ogni latitudine e cos non . Si mai visto un maxi sequestro dibeni in Veneto su un patrimonio fraudolentemente accumulato?No. Salvo qualcuno che fosse riconducibile alla mafia. Ora, benvenga il depauperamento della mafia ma giunga pure l'impoveri-mento di chi ruba in nome proprio senza aver fatto giuramenti disangue. Per attenzione, togliere i beni a una famiglia un atto diuna gravit estrema, perch significa rinnegarne la costituzione eco-nomica. Le regole per farlo devono essere estremamente garantiste,sbattere qualcuno fuori di casa va fatto solo in presenza di proveincontrovertibili e in base a un sistema di regole che mira solo a sta-bilire che rubare sia ingiusto. E che rubare sia ingiusto deve essereben chiaro a tutti i ladri e non ad alcuni si e a molti no. Se un terzodell'economia italiana sommersa, per dati uniformi di ogni ente</p><p>preposto a darli, vuol dire che un terzo della ricchezza prodotta nelpaese illecita e andrebbe sequestrata, e parliamo di centinaia dimiliardi di euro. Cosa vogliamo sostenere che solo quel paio dimiliardi sequestrati a mafia, camorra e ndrangheta puzzano? Nonpuzzano uguale i soldi della corruzione, dell'evasione, del lavoronero, delle frodi alimentari, delle truffe allo Stato, alla Comuniteuropea, delle false pensioni,delle frodi assicurative, delletruffe bancarie e borsistiche?Suvvia non facciamo gli ipocri-ti.Chi ruba ladro mafioso o no,e fuori di casa ci dovrebberoandare tutti i ladri, non solo ipresunti mariuoli della provin-cia di Reggio, semprech,beninteso, il furto sia certificatoe non semplicemente presuntoda relazioni parentali, amicali oambientali. Il conto sui propribeni dovrebbe essere chiestoa tutti, sia che si indossi lacoppola, il frac, la tonaca, latoga o la divisa. E sia a chiabbia la coscienza sporca o ilcolletto coperto di bianco.Un monolocale a Cernobbiolo vendi in attimo e sonosoldi per lo Stato, un palazzoa Natile di Careri lo puoimandare solo in rovina.</p><p>* di Antonio Calabr</p><p>LA COLONNA DI ERCOLELA COLONNA DI ERCOLE</p><p>DDAA YYONGEONGE STREETSTREETALLAALLA SSTTAATTALEALE 106106</p><p>FERNANDO SAGADO</p><p>La sindrome dello Jonio non c'en-tra nulla con il mal d'Africa: lasavana ti sequestra, il marMediterraneo ti fotte. Incontrai Mimmo Pellegrino nel1989 in un ristorante di YongeStreet, in un incrocio tra la stradapi lunga del Nord America, unacoast to coast di 1800 km, e la pan-cia ricca di Down Town. Tagliavacapelli. Acconciature lunghe e mai aspazzola. Per scelta di vita inseguivala lambada delle onde.Pausa pranzo. In quel 15 settembre il cielo cam-biava repentinamente meches,zebrate di grigio topo . Solo unocolpo di sole a sud gli sorridevacome una calamita. E di questo midiede subito conferma: Toronto timette comodo. Televisione al pla-sma e poltrona tecnologica, banco-mat prodighi; poi per ti chiede l'a-nima, perch lei non ce lha midisse. Non ero d'accordo. Da set-tembre ad Halloween nessuno perme era come l'Ontario. Tutto rosso egiallo. Praterie di Budweiser, profu-mo di mele e futuro scontato. Po ilmar Jonio. Repentinamente dallasera alla mattina. La sindrome mipossedette quando Mimmo era giin Calabria da qualche anno.L'esorcista fall.L'ho incontrato l'altro giorno, in unangolo tra la statale 106, la pi lungadel meridione, e la pancia decadentedella misera e irriconoscibileSiderno. Da pochi giorni aveva chiu-so quella saracinesca alzata qualchemese dopo il nostro incontro aYonge Street. Aveva portato l'orien-te nella Locride. Mathari, 20 metriquadri di Indonesia, per 20 anni.Una piazza etnica nelle centro dellacitt.Era triste, il viso grigio topodentro capelli ancora lunghi. Pausa pranzoCi siamo seduti nel bar di fronte e cisiamo fottuti una budweiser.</p><p>Capo Bruzzano. Le onde risalgono la spiaggia come in unosbarco a Omaha Beach. Laria marina diffonde turbini di saleprofumato alle alghe salmastre. Il grande scoglio divide maree venti come la punta a foglia di una lancia Achea. I fantasmidi prodi Argivi remano al largo cavalcando marosi infuriati,spaccati dalle rocce in spuma bollente. La rabbia silente delloJonio, spinta dallinvisibile tridente, gli stormi duccelli nericome esuli pensieri, e Capo Bruzzano, che sfida i venti eraduna le nuvole sulle nostre teste. Passandogli accanto trat-teniamo il respiro, per ascoltare il ritmo battente di Poseidone.</p></li><li><p>Parlando</p><p>ATTUALIT</p><p>di...</p><p>DOMENICA 08 APRILE 2012 LA RIVIERA 04</p><p>Fra un po' si vota per ilrinnovo di parecchieamministrazioni comu-nali, le liste sono gi state pre-sentate. Sapete che a giorniinizieranno i pellegrinaggi dicandidati e amici nelle casedei sudici, mentre per i nordi-ci ci saranno le cene e gli spottelevisivi. Si peroreranno lecause di futuri possibili sinda-ci, assessori e consiglieri equalche consiglio, anche senon richiesto, ve lo devo purdare, certo che come al solitolo disattenderete. Ma postoche sono un grafomane pato-logico, scrivo e consiglio permalattia non per convinzionee di chi politicamente fre-gher voi mi frega poco. Non un mutamento di linearispetto a quella assunta dallarubrica, ultimamente. Lachiave di lettura resta semprequella ambientalista, di cresci-ta verde in armonia con lanatura, e di decrescita indu-striale, anche se in questo casoil gioco facile non essendociindustrie da smantellare alsud, pur se in presenza di ten-tativi pericolosissimi di finta eletale per l'ambiente indu-strializzazione ed essendo ilnord sulla via della deindu-strializzazione forzata daimercati. Torniamo a bomba,inutile darvi avvisi sui neofitidella politica, chi si candidaper la prima volta non puovviamente essere valutato inbase a inesistenti precedentiamministrativi, vi toccheraffidarvi, nel caso la vostrascelta caschi su di essi, al desti-</p><p>no. Per quanto riguarda il sin-daco usato il discorso , appa-rentemente, pi sempliceessendo normale che il rican-didato sfogger sul petto lemedaglie conquistate sulcampo e qui bisogner ragio-nare, perch oltre alle meda-glie di metallo nobile, ce nestanno di ignobile lega. Il sin-daco usato vi dir quanto hafatto, ve lo dir in termini disoldoni. Ho portato investi-menti per uno, due, centomi-lioni o centomila euro.Questo un parametro ingan-nevole, come quello delleopere fatte. Perch se i soldo-ni sono serviti a gonfiare letasche di pochi e le operesono state fatte male e sonoservite solo a cementificare,allora a un sindaco che hafatto tanto e preferibile unoche non ha fatto nulla, se quelnulla ha significato il conser-vare l'ambiente per come erastato trovato. Si a volte pos-sibile che sia meglio un ammi-nistratore passivo di un attivoamministratore. Un sindacopurtroppo non un auto ven-duta da un concessionario oun prodotto in garanzia con laclausola soddisfatti o rimbor-sati. La scelta complessa enon va presa a cuor leggero,rischiereste di trovarvi in casaun padrone che gestir ilcomune come fosse un beneprivato. Scegliete dunquecome vi aggrada, ma valutatel'operato passato tenendosempre conto che del passatotutto si sa ma del futuro cer-tezza non vi .</p><p>Parametri per un sindaco usato</p><p>NORDICI &amp; SUDICIDI GIOACCHINO CRIACO</p><p>di ANTONIO CALABR*foto Fabio Orlando</p><p>Il teatro era colmo come nelle grandioccasioni: una folla di gente entusiasta,sia di Reggio che della provincia; dalloJonio al Tirreno, tutti insieme, uniti in ungrande ballo collettivo, in un autenticoPeana di Ellenica memoria, in una coralee propiziatoria danza di felicit.Il ritmo della Tarantella, rielaborata congrande perizia dai due maestri calabresi,ha coinvolto ogni partecipante, senzadistinzione alcuna: dai palchi alla galleriaper l'intera serata si sono svolti ballettiimprovvisati, l'entusiasmo crescente eratenuto a bada dai malcapitati pompieriaddetti alla sicurezza, le mani levate inaria e i passi del ballo rendevano la molti-tudine un solo, unico, appassionato insie-me di ritmo e di gioia sfrenata.Mimmo Cavallaro e Cosimo Papandrea,tutti i musicisti impegnati, la splendidatrascinatrice ballerina Giovanna Scarf, inun crescendo di emozioni hanno regalatouna serata fantastica ad un pubblico dagli</p><p>STANDING OVATION AL CILEA</p><p>CAVALLARO, PAPANDREAE PROFAZIO. DOPO LE LITI, IL TRIO</p><p>POLAROID</p><p>Una delegazione di ComunistiItaliani stata ricevuta a Pechino .Dicono che Michelangelo Tripodiabbia chiesto alla delegazione cine-se del partito fratello il trasferimentoin Italia dun milione di compagnicinesi. Per mettere il PDCI al riparodallo sbarramento. </p><p>Missione internazionaleper superare lo sbarramento</p></li><li><p>la Riviera</p><p>DOMENICA 08 APRILE 2012 LA RIVIERA 05</p><p>DIAVOLO NERO</p><p>IL COMPLOTTO</p><p>RODERIGO DI CASTIGLIA</p><p>Il 4 aprile il CSM ha messo a bando il con-corso per la copertura di Capo dellaProcura di Reggio Calabria. Pignatone sen' ghiuto e scopriamo con nostra sorpresache il Procuratore, al di sopra d'ogni critica, sostituibile. Chi lo sostituir? Questa pi cheuna domanda, un dilemma. E sicura-mente il dr. Giuseppe Pignatone, cheha avuto tanto amore per Reggioe per il sistema politico che lagovernava e la governa, nonsi sottrarr al dovere didare qualche consiglio.Interessato alla prosecu-zione del suo modo digestire la giustizia aReggio. Vedremo.La data ultima eutile per presentarela domanda scade il4 maggio. Solodentro quella data</p><p>sapremo esattamente i nomi degli aspirantialla poltrona del dr. Giuseppe Pignatone,riverito e leccato dai grandi uomini politici</p><p>calabresi come un sovranoassoluto che ha diritto divita e di morte su chigoverna. Il dr. GiuseppePignatone non c'entra,</p><p>ma durante lasua perma-</p><p>nenza aReggio ilgenuflessio-nismo dei</p><p>destri e dei sini-stri stato parisolo alle genu-flessioni dellepinzochere checos pensano diconquistarsi ilfavore delPadreterno.Orbene, chi? </p><p>S'affacciano sulla stampa locale i primi nomi:quello del dr. Nicola Gratteri e del dr.Giuseppe Prestipino. Ma n l'uno n l'altroarriveranno all'agognato traguardo. Sul sici-liano Giuseppe Prestipino pesa una denun-cia dei magistrati Alberto Cisterna eVincenzo Macr. Andr all'Aquila. Su NicolaGratteri non pesa nulla . Pesa solo il fatto che un magistrato al di fuori di ogni chiesa, e glimancano gli appoggi politici. Questo torna asuo titolo d'onore, ma non un titolo suffi-ciente per essere nominato dal pi politicodegli organismi: il Csm. Orbene, chi? Torniamo a chiederci.Senza dubbio, Antonio Ingroia, il pi accani-to accusatore di Dell' Utri, e il pi convintodella colpevolezza di Dell'Utri. Se rester in Sicilia, a Palermo, non c' dub-bio che il processo Dell'Utri ricadr nelle suemani. Per evitare questa disgrazia necessario chelasci Palermo e venga a Reggio. E cos sar.A meno che il Csm non sia neutro come certinomi nella lingua latina.</p><p>Chi sostituir linsostituibilePignatone? Antonio Ingroia</p><p>occhi lucidi e dal sorriso radioso.In occasioni come queste si scopre l'im-portanza e la bellezza delle proprie radici,e ne scaturisce una grande sensazione diappartenenza che rende ognuno fiero eorgoglioso di essere ci che : orgogliosi,felici e fieri di essere calabresi, in questocaso.Il concerto stato in progressione, con uncoinvolgimento crescente; il cantore reg-gino Otello Profazio ha suonato e cantatocol duo, poi, con ritmo sempre pi for-sennato, i musicisti hanno conquistato ilteatro che a un certo punto rimbombavadi tarantella. La ballerina scalza con lesue movenze antiche da Sibilla divinatriceinvitava all'imitazione, e nessuno si fatto</p><p>pregare: ballavano tutti, vecchi e giovani,uomini e donne, bambini e ragazzi.Quando una donna calabrese balla latarantella, con quel sorriso allusivo egioioso che le si dipinge naturalmente involto, diventa, e mi perdonino le altre, ladonna pi bella del mondo; le movenzeritmiche la trasformano in una creaturaantica, uscita direttamente dalle paginedell'Iliade, diventa Penelope e Afrodite,diventa un motivo plausibile per dire lavita bella, diventa graziosa, tenera, sen-suale, romantica, feroce, forte, radiosa,diventa felicit incarnata. L'apice si rag-giunto quando i musicisti hanno lasciato ilpalco e sono scesi in platea al ritmo del...</p></li></ul>