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I n questo numero de I l G azzettIno s enese PaGIne 3-4 PaGIna 6 PaGIna 6 c laudIo P IerI In f ondazIone “s e non ora quando ?” l e donne a s Iena o ca In festa ed è GIà estrazIone Settimanale gratuito di informazione • Anno IV • numero 159 • Registrazione n. 7 del Tribunale di Siena dell’8 aprile 2008 • Chiuso in redazione il 04 luglio 2011 • Tiratura 8.000 copie • Stampato su carta 100% riciclata con marchio ecologico “Angelo Blu”

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  • Settimanale gratuito di informazione Anno IV numero 159 Registrazione n. 7 del Tribunale di Siena dell8 aprile 2008 Chiuso in redazione il 04 luglio 2011 Tiratura 8.000 copie Stampato su carta 100% riciclata con marchio ecologico Angelo Blu

    sagree dintorni

    Una mappa delle manifestazioni enogastronomiche e delle iniziative

    culturali in terra di Siena

    da pagina 10 a pagina 11

    In questo numero de Il GazzettIno seneseoca In festaed GI estrazIone

    claudIo PIerI In fondazIone

    se non ora quando?le donne a sIena

    PaGIne 3-4 PaGIna 6 PaGIna 6

  • paliooca in festa

    domenica il corteo

    Il GazzettIno

    Direttore responsabile: Fabio Di Pietro

    Hanno scritto: Pancrazio Anfuso, Roberto Barzanti, Sonia Boldrini, Rosalba Botta, Tom-maso Braccini, Martina Cenni, Vanessa David, Claudia Gasparri, Monica Granchi, Nicola Panzieri, Salvatore Valentino, Elena Vannucci.

    Fotografie: Fabio Di Pietro

    Grafica di: Claudia Gasparri

    Pubblicit: Marilena MasiaTel. 0577 905316 - masia@salviettiebarabuffieditori.com

    Stampa:

    Registrazione n. 7 del Tribunale di Siena dell8 aprile 2008Inviate le vostre domande e le vostre proposte alla nostra redazione:

    ilgazzettinosenese@salviettiebarabuffieditori.com

    2

    Hanno appena tolto la terra di Piazza, lOca gira con insisten-za mettendo in bella mostra il Cencio di Peri-coli e per gi tempo di pensare al Palio di ago-sto. Domenica, nel rispetto della tradizione, ci sar lestrazione delle Contrade per il Palio dellAssun-ta. La sorte ha gi messo insie-me un bel po di rivalit e anche di voglia di rivinci-ta. Non a caso la prima Contrada certa di correre la Torre, fresca dellumiliazione appena subita. Ovvio che tenti rivalsa. Poi si ri-incrociano Istrice e Lupa e, dopo quel che si visto il 2 luglio, c da aspettarsi di tut-to e di pi. Poi Pantera-Aquila che gi hanno dato segni di in-sofferenza nel Palio appena cor-so. Chi saranno le altre 3? Posso-no uscire altri tre nomi per alimen-tare le rivalit e allora s che sa-rebbe un Palio da fuoco agostano.

    Giornate di gran festa per la Contrada dellOca, vincitrice del Palio della Madonna di Provenzano, che ha girato domenica. Come da tradizione il corteo fissato per domenica 10

    in concomitanza con lestrazione delle tre contrade mancanti per il Palio di Agosto.

    gi tempo di estrazione

  • 3 palioun palio

    su cui riflettereroberto barzantI

    Il Palio del luglio 2011 ha avuto il suo venerd

    nero, un vener-d di angoscia e turbamento. Lo schianto a San Martino, durante la quarta prova che ha causato la morte qua-si istantanea di Messi, barbero al suo debutto sul tufo, ha rin-

    focolato mai sopite dispute. Lazzardoso Sgaibarre se l cavata per il rotto della cuffia. La tempesta allu-vionale di met giornata ha avuto unintensit rara-mente raggiunta: il Campo ridotto ad un lago fango-so, le vie a fiumi in piena. Lafa stagnava asfissiante. Si moltiplicavano inusitati interrogativi. Domani si riuscir a correre? Ce la faranno a stendere di nuovo la terra? Che diranno i soliti uccellacci del malaugu-rio? Talvolta la meteorologia riflette la psicologia o lavvalora. Il primo luglio accaduto qualcosa del ge-nere. C una lezione da trarre, a mente fredda, come sempre dopo un Palio tumultuoso. Lincidente occorso alla Chiocciola di quelli che lasciano lamaro in bocca e un groppo un gola. E di-spiace constatare come taluni labbiano usato ancora una volta per ribadire pregiudizi davvero infondati. Sarebbe un imperdonabile errore per ritengo respingere le polemiche senza accompagnarle da oneste e sincere riflessioni. Se vero che spetta ai senesi assicurare la continuit e il decoro di una stu-pefacente festa ipercittadina, anche vero che non ci si deve sottrarre alle necessarie analisi sulle sue tra-sformazioni e sulle correzioni opportune. E occor-rerebbe darsi da fare in primo luogo per abbassare i toni, come il Comune ha tentato con pacatezza. Le misure adottate nella selezione dei cavalli, linterdi-zione di sostanze dopanti, gli accorgimenti seguiti nellarrotondare taluni segmenti del percorso e cos

    via dimostrano concretamente quanto ci si preoccu-pi di conciliare la salvaguardia della tradizione con le modifiche richieste da nuove sensibilit e pi sol-lecite esigenze di tutela e sicurezza. In una societ sempre pi esposta a tensioni globali ed a percezioni che infrangono consueti confini, sarebbe stolto ra-gionare con stizza chiudendosi altezzosamente in se stessi. C un paradosso da richiamare: nella societ che un grande sociologo ha caratterizzato come so-ciet del rischio si assiste al diffondersi di ideologie che, nellillusione di eliminare ogni tipo di incognita, finiscono per immaginare scenari non realistici, n praticabili. E si inverte cos lordine di ogni sensato ragionamento. La prima domanda quindi da porsi e porre se il Palio abbia davvero conservato la qualit che gli attribuita da una letteratura variega-ta e voluminosa. Se si evita questo passaggio, ogni di-scorso in materia diventa gratuito e reversibile. Palio & Contrade, malgrado gli urti livellanti e la crescente spettacolarizzazione mediatica, serbano forme e at-tualizzano rapporti che ne fanno ancora un universo di valori etici e estetici di indiscutibile unicit. Se c in Italia una festa che sintetizza i significati pi tipici della cultura comu-nale e cittadina, del parti-colarismo che le fu conna-turato e delle lacerazioni che lhanno alimentata, il Palio: documento vivo di uneredit che non si dissolta con gli anni ed anzi ha sfidato le spinte utilitaristiche dellindustriali-smo o leclisse del Sacro e del Bello riaffermando una sua antica, anacronistica dignit. Non tutti saranno daccordo con queste conclusioni: comprensibile. In epoca postunitaria anche taluni ambienti della borghesia cittadina erano infastiditi da liturgie che mal sintonavano alla religione del progresso e alla (pretesa) razionalit delleconomia. Il Palio soprav-visse a quegli attacchi, ma poteva anche soccombe-re. Oggi doveroso ribadire che gli equivoci sono superati da un pezzo. Il Palio non il manifesto di

    un esoso passatismo. Ambisce piuttosto ad esser tra-mandato come unopera darte collettiva, con le zone dombra, la rugosit e la luce che riverbera. La modernizzazione in chiave ippica e sportiva immessa nel suo cuore competitivo stata proba-bilmente eccessiva. Ha portato effetti positivi, ma, insieme, un gusto dellagonismo, una consistenza di interessi, una proliferazione di professionalit e tec-niche di gestione che talvolta contrastano con misure e tempi di vetusto conio. Il gigantismo va frenato e ridotto. La girandola, ad esempio, di nuovi soggetti questa volta sei cavalli su dieci erano neofiti della pista per compiacere chiss quali strategie pu es-ser nociva. E i fantini tutti devono essere chiamati ad una responsabilit pi coerente con il nuovo con-testo che si venuto definendo. Altrimenti lazzardo di qualcuno pu compromettere un lavoro lungo proficuamente avviato da anni. Poi, com ovvio, lerrore umano ci sta, o una qualsiasi, nefasta e inar-ginabile, smagliatura. Di fronte a evenienze del ge-nere non ammesso gridare allo scandalo. N river-

    sare sul Palio, e sul Palio soltanto approfittando della sua valenza simboli-ca unansia animalistica che, se davvero sentita in buona fede, dovrebbe in-vestire situazioni e condi-zioni ben altrimenti lesive e programmaticamente violente contro animali e contro uomini, in nome di avidi commerci e cinici

    guadagni. Sorprende che il sottosegretario France-sco Giro, persona di attrezzata cultura che ha veri-ficato direttamente come stanno le cose, ritiri fuori ora, a modi minaccia, il problema dellinclusione o meno del Palio nella lista degli avvenimenti del patri-monio immateriale dellumanit. Non ha bisogno di esami burocratici n di diplomatiche alchimie, il Pa-lio, per esser considerato costruzione dinestimabile spessore, modellata da una gente lunatica e fantasio-sa. E abbastanza orgogliosa per non pietire etichette, elargite ormai con inefficace larghezza.

  • ErA IL MArE DEI SENESI

    il luogo della settimanaLA MErSE

    LINK

    sonIa boldrInI

    Poi, quando arriva il caldo vero dellestate c una soluzione vicina e piacevolissima. La Merse, come dicia-mo noi, o il Merse come si dovrebbe

    dire, fiume che nasce sulle Colline metallifere e se ne va verso il grossetano, ricevendo le acque del Farma prima di gettarsi nellOmbrone vici-no a Bagni di Petriolo.Una volta questo era il mare dei senesi. Adesso ci sono mille scelte a portata di mano, fino ai lidi pi esotici. Ma la memoria, a volte, ti ripor-ta a quando andavi al fiume a fare il bagno, con mamma e babbo prima e con gli amici poi. Lac-qua di fiume ha un odore diverso e un fondo a tratti limaccioso, ci vuole un po di attenzione sui sassi resi scivolosi dai muschi e dalle alghe ma guadarlo ancora un divertimento per gran-di e piccini.Che la piscina attuale a Campalfi sia in origi-ne la gora di un vecchio mulino medievale for-se lo sanno in pochi ma il luogo si presterebbe perfettamente ad una lezione sul vasto sistema di mulini che il Comune di Siena aveva orga-nizzato nel Duecento lungo la Merse. Come a Brenna, poco pi in gi, con quel che resta del cosiddetto Mulino del Pero allinizio del borgo. nei pressi di queste due localit, Campalfi e Brenna, che si faceva e si fa il bagno, senza pagare il biglietto della piscina o mettersi sulla disastrata Siena-Grosseto per raggiungere il mare.Nel territorio del fiume oggi

    si trovano due riserve naturali istituite dalla Provin-c i a

    di Siena, quella dellAlto e quella del Basso Merse, in cui vengono organizzate escursioni e iniziative. Boschi, boschi e boschi, interrotti da localit ricche di storia e leggenda: il Ponte della Pia, sul quale la sventurata sarebbe transi-tata per andare nella, per lei fatale, Maremma; Castigli