corriere cesenate 04-2014

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Corriere Cesenate di giovedì 30 gennaio 2014

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  • Gioved 30 gennaio 2014anno XLVII (nuova serie)numero 4euro 1,20

    4Poste Italiane spaSped. abb. postale DL 353/2003 (conv. in L.27/02/2004 n. 46) art. 1, DCB ForlRedazione: via del Seminario, 8547521 Cesenatel. 0547 300258fax 0547 328812

    EditorialeIl dramma del lavorodi Francesco Zanotti

    Speciale 12-13Don Baronioa quarantannidalla morte

    Longiano 16Esperienza di lavoro in Cinaper una giovane

    Cesena 11Verso le elezioniIdee e propostea confronto

    Verghereto 17In memoriadi don Berardoe fra Michele

    Una marea azzurra ha invaso la Fiera, domenica scorsa. Gli scout sono arrivati a Ce-sena in oltre quattromila, provenienti da tutta la regione. Si trattato di giornate in-tense, quelle appena trascorse, per associazioni e movimenti cattolici in diocesi. Gioveddella scorsa settimana, in unaula magna di Psicologia gremita da oltre 500 persone, stato presentato il libro sulla vita di don Luigi Giussani. Sabato pomeriggio, in se-minario a Cesena, tantissimi giovani e adulti hanno partecipato allassemblea dioce-sana elettiva dellAzione cattolica per il rinnovo delle cariche. In serata seguita unaveglia di preghiera presieduta dal vescovo. Domenica pomeriggio, promosso dal mo-vimento dei Focolari, centinaia di persone hanno affollato laula magna di Psicologiaper un incontro dedicato alla vita di coppia, Le spie rosse dellamore. Per tutti, unaChiesa vivace, gioiosa e attraente. Ampie fotogallery su corrierecesenate.it

    Servizi alle pagine 7, 14, 19, 23

    Comunit attraentiA migliaia nel Cesenate la scorsa settimana

    Primo piano 4 - 5Giornata per la vitaTestimonianze e storie

    Diocesi 7La Giornata della Vita consacrata

    Il messaggio del vescovoDouglas. Domenica 2febbraio alle 18 in Catte-drale a Cesena la profes-sione solenne di due suore

    Il vescovo Douglasin parrocchiaa San Vittore

    Visita pastorale 8

    Monsignor Regattie-ri incontrer il par-roco don Carlo Meleti etutta la comunit dal 2al 9 febbraio

    Prolusione 9La cultura del noicome antidoto alla palude fangosa

    Il cardinale Angelo Ba-gnasco ha parlato alConsiglio pemanente deivescovi. Famiglia e lavoroin primo piano

    FIERA DI CESENA, DOMENICA 26 GENNAIO 2014, PI DI QUATTROMILA SCOUT AL FORUM REGIONALE

    In aereo, su un volo Bologna-Catania. Mi successo qualche giorno fa. Ci sono moltiragazzi, gioiosi, chiassosi, belli, allegri.Quasi tutti possiedono un cellulare diultimissima generazione. Molti indossano lecuffie. Altri ridono e scherzano con i vicini,tenendo sempre alto il volume delle voci. Ci sono anche i prof. Si confondono con glistudenti. Stanno in compagnia, come giusto che avvenga quando ci si trova perquasi una settimana a condividere tutto,dalla mattina alla sera. Sono studentidellistituto professionale alberghiero diStato che ha sede a Giarre, in provincia diCatania. Sono partiti dalla loro isola perpartecipare a Rimini al Sigep, la rassegnapi importante al mondo per quantoriguarda il comparto dolciario. I loro studihanno a che fare con questa fiera. unoccasione propizia per confrontarsi conaltre realt provenienti da ogni parte delpianeta.Con alcuni di loro ho scambiato qualcheparola. Ne sono rimasto moltoimpressionato. Giovanotti in gamba e svegliche gi pensano di andarsene dallItalia,tanto qua non c lavoro. Abbiamo vistoche siamo indietro di almeno 15-20 anni.Non possibile da noi trovareunoccupazione decente. Non c turismo,non ci sono prospettive. Lo Stato, semprepi invadente, strangola tutti con le tasse.Andremo allestero, certamente. il lavoro la vera emergenza di questonostro Paese, dal nord al sud. Ovunque. InRomagna, lo abbiamo gi scritto, se nestanno andando gli stranieri. Non capitavada lungo tempo. Anche i lavori manualiscarseggiano, come non si trovano nellatravagliata Sicilia nella quale chi studia perdiventare cuoco o cameriere gi ha unpensiero rivolto allInghilterra oallAustralia. Non stiamo parlando di neolaureati in Lettere o di avvocati. Stiamoragionando di diciottenni di un istitutoprofessionale o di chi, dallest Europa, venuto alle nostre latitudini pensando dilavorare in campagna.Lavoro cercasi. Deve diventare una sorta diossessione. Non possiamo togliere lasperanza ai nostri figli. Non possiamo farlistudiare e poi costringerli a rimanere precaria vita (quando va bene) o a essere retribuiticon stipendi da fame e orari non-stop. Tuttidobbiamo mobilitarci su questo versante.Nulla deve rubarci la speranza, ha ribaditoil cardinale Angelo Bagnasco luned scorsoaprendo il Consiglio permanente della Cei.Ha poi parlato di ci che la gente avvertecome pi bruciante sulla propria pelle, ecio il dramma del lavoro. E se qualcosabrucia, non si pu rimanere indifferenti.

    Venerd 31 gennaio alPalazzo del Ridotto ungrande appuntamento asostegno della vita na-scente

  • Gioved 30 gennaio 2014 3Opinioni

    Non voglio pi vederequegli occhi di scherno

    emoria vita, Memoria speranza, Memoria futuro. Non una celebrazione vuota e retoricama il rinnovamento, ogni giorno, di un pattocon le nuove generazioni affinch cresca la

    consapevolezza e gli orrori del passato non abbiano aripetersi. Quanto quel patto sia importante mene sono accorto, in tutta la sua evidenza, qualcheestate fa.Agosto 2008: mi trovo a Vilnius, lantica Gerusalemmedel Nord Europa. Con mio padre decidiamo diprendere un treno con destinazione Ponar, localitperiferica immersa nel verde dove in pochi giorni -con lentusiastica collaborazione di corpi e volontarilocali - i nazisti uccisero con un colpo alla nuca decinedi migliaia di ebrei lituani. Leggiamo sulla mappa che,tra quei boschi idilliaci, sorge un memoriale in ricordodella carneficina. Da figli dellEuropa ashkenazita conun po di sangue baltico nelle vene, sentiamoentrambi lobbligo di esserci.Scendiamo dal treno, nessuna indicazione per ilmemoriale (che pure dovrebbe essere a pochecentinaia di metri). Tutto intorno il verde e qualcheedificio. Ci sono dei ragazzi, hanno pi o meno la miaet. Chiediamo loro informazioni, in risposta lisentiamo mormorare zydow (ebreo). Ridacchiano,fanno finta di non capire, ci prendono in giro.Sorseggiano vodka - di prima mattina - e ci fissanocon disprezzo. Mio padre sembra volerli sfidare, iosono pi prudente e fortunatamente riesco a farlodesistere da questo folle proposito.In qualche modo, non senza ulteriori complicazioni,riusciremo poi a raggiungere la nostra meta. Esulandodal vissuto personale, resta per il fatto che io quegliocchi non voglio pi vederli. Occhi vitrei, occhi discherno, occhi di chi non ha nessuno scopo per cuivivere se non quello di ubriacarsi fino allostordimento. Quegli stessi occhi, 70 anni fa, eranocapaci di venderti per pochi spiccioli o per un alcolicoad alta gradazione.

    M

    27 gennaio, Giorno della Memoria

    Maserati in esposizione allaeroporto Marconi di Bologna, una delle eccel-lenze made in Italy

    La fotografia

    Questo episodio mi tornato in mente la scorsa settimana in occasione delViaggio della Memoria organizzato dal ministero dellIstruzione con ilsupporto dellUcei. Coinvolti, oltre un centinaio di studenti delle scuoleitaliane. A far loro da guida tre testimoni dellorrore di Auschwitz-Birkenau:Sami Modiano, le sorelle Andra e Tatiana Bucci. Con loro anche unaltradonna straordinaria, Marika, compagna di una vita dellexsonderkommando Shlomo Venezia. Mentre i Testimoni parlano, io miguardo attorno. Senza dare troppo nellocchio, cerco di cogliere nei volti dichi ascolta le emozioni mentre affiorano dal profondo. E cos, conimbarazzo, mi ritrovo a seguire la traiettoria di una lacrima o di mani che sistringono cercando un conforto impossibile. Penso a Ponar e aquellorrendo momento di incomunicabilit. E, per un momento, la miaangoscia pi leggera.

    Adam Smulevich addetto stampa Unione delle Comunit ebraiche italiane

    (iscritto alla Comunit ebraica di Firenze)

    Famiglia e sussidiariet circolare un appello inequivocabile nellinvito formulato dal direttore delCorriere Cesenate (cfr. editoriale Corriere Cesenate n. 2 del 16 gennaioscorso) in vista delle prossime elezioni amministrative: dare unsostegno incondizionato alla famiglia. Non si tratta a mio modesto

    parere di prevedere qualche incentivo in pi, qualche contributo per le famiglie ola rimodulazione delle tariffe dei servizi comunali. Sarebbero sicuramente segnaliimportanti, ma non andrebbero nella direzione di contrastare limpostazioneculturale di questa crisi economica. C bisogno piuttosto di rivedere il modellodi governo del nostro territorio attraverso il principio della sussidiariet circolare.Enti pubblici, imprese di tutti i tipi, societ civile organizzata devono definire traloro, in condizioni di parit, le regole per arrivare alla programmazione degli in-terventi. Progettare insieme per cogliere in modo pi efficace i bisogni emergentidel nostro territorio. La nostra Provincia ricca di organismi consultivi. Il pro-blema quello di rendere effettiva una partecipazione senza ridurla allacquisi-

    C zione di un parere spesso inutile ri-spetto a scelte gi definite e incontro-vertibili. la necessit di recuperareuna democrazia di tipo deliberativo,cos come fu affrontata qualche annodurante la Settimana sociale dei catto-lici.Una tale impostazione potrebbe age-volare un cambio di marcia risco-prendo, per usare le parole di papaFrancesco, che il tempo superioreallo spazio, che i custodi del tempo de-vono progettare insieme il futuro pernon lasciare campo alle scelte delleco-nomia capitalistica. Riscopriremmo ladimensione antropologica, sociale epolitica della famiglia, che non sololuogo di consumo, ma soggetto pro-duttivo per eccellenza e generatore dibeni immateriali senza i quali la so-ciet non avrebbe futuro.Scegliere il principio di sussidiarietcircolare non facile, perch richiedeuno sforzo importante da tutti gli at-tori in gioco: le istituzioni devono rivi-sitare e bilanciare i propri strumentidi programmazione sul versante del-lascolto, il sistema delle imprese deveaprire al valore della gratuit la propriadisponibilit e a misurare la propria re-sponsabilit nei confronti della fami-glia e il terzo settore deve recuperare lasua funzione di promozione accanto-nando il proprio ruolo di supplenzanei confronti delle carenze di Stato edEnti pubblici.Solo cos possono decollare politichetariffarie eque, consulte e organi dipartecipazione attivi, nuovi progettidei servizi, un accompagnamentoserio dei giovani nel mondo del lavoro,nuove alleanze educative, un riutilizzodel patrimonio esistente a beneficiodelle nuove povert. Ci sono tantebuone pratiche vicino a noi che pos-sono essere moltiplicate facilmente sulterritorio. Tra le altre pensiamo al pro-getto bottega-scuola che dovrebbeessere replicato in tutti i settori econo-mici o allo slot mob che vuole con-trastare il gioco dazzardopromuovendo i valori positivi della no-stra societ.Se gli argomenti dei candidati alleprossime elezioni verranno sviluppatisecondo questo principio, ci sarannodavvero le premesse per recuperarelimportanza del tempo sullo spazio,dove conta la persona e non lindivi-duo. la sfida che deveraccogliere anche la nostra comunitcristiana, capace di generarenei secoli scorsi migliaia di opereche ancora ci arricchiscono,ci curano, ci educano.Siamo chiamati a seminaree a investire oggi affinch altri possanoraccogliere domani.

    William Casanova

    ... la famiglia, che non solo luogo di consumo,ma soggetto produttivo per eccellenza e generatore di beniimmateriali senza i quali la societ non avrebbe futuro(FOTO ARCHIVIO SIR)

  • Gioved 30 gennaio 20144 Primo piano

    Sindrome di DownContributo del Rotaryper la ricercaIl club di Cesena ha finanziato lacquistodi uno strumento indispensabile allo studiodi una terapia. Intervista a Pierluigi Strippoli

    Barbara Baronio

    ono sempre felici, hanno una straordinaria capacit di voler bene egenerano attorno a loro un clima affettivo eccezionale. Non tutti hannoritardi mentali gravi. Nella stragrande maggioranza dei casi la loromaggiore difficolt sta nellespressione linguistica. Ecco alcune peculiarit

    dei ragazzi colpiti da sindrome di Down che sono state illustrate in una convialedel Rotary Club di Cesena dal genetista marchigiano Pierluigi Strippoli. Questicon il suo team, nel laboratorio di genomica delluniversit di Bologna, conduceuna delle rare ricerche esistenti al mondo per lindividuazione di una terapia allasindrome di Down, la pi frequente anomalia cromosomica delluomo che sipresenta con una frequenza di una persona su 400 concepiti e di una su 700 nativivi. Strippoli ha di recente ricevuto una donazione dal Rotary club di Cesena. Ilclub ha inteso sostenere la ricerca contro la sindrome di Down fornendogli unostrumento (un termostato ciclico per la reazione a catena della polimerasi o PCR)

    indispensabile per lindagine denominataGenoma 21.

    Professor Strippoli quali sono le caratteri-stiche dei nati con sindrome di Down?Nel 1959 il professore Jrome Lejeune hadimostrato che la causa della sindrome latrisomia 21, ossia una mutazione geneticache comporta la presenza di uncromosoma 21 in tre copie (invece dellenormali due) nelle cellule degli individui

    affetti. I sintomi comprendono: una facies caratteristica (occhio a mandorla,radice appiattita del naso, lingua grande in proporzione alla bocca, mani corte elarghe (con mignoli inclinati verso linterno della mano e solco palmare unico inentrambe le mani) e statura media inferiore alla norma. Il ritardo mentale inrealt di grado molto variabile anche a seconda delleducazione ricevuta. Nel 40per cento dei casi sono presenti malformazioni cardiache, operabili con successo.

    Pur essendo stata una delle prime anomalie genetiche scoperte dalla medicinamoderna la ricerca medica sembra essersi fermata.Negli anni la ricerca su questa sindrome non proseguita, perch ci si arrestatialla definizione e allo sviluppo della diagnosi prenatale. Oggi la sindrome individuabile tramite due esami: la villocentesi e lamniocentesi che quando

    Srilevano lanomalia cromosomica poiconducono in molti casi allaborto selettivo.Statistiche a livello europeo riferiscono cheil 90 per cento dei bimbi a cui vienediagnosticata la sindrome di Down vieneabortito. Su 10 studi di diagnosi prenatalece n uno sulla ricerca scientifica mirataalla cura. Sebbene la trisomia 21 sia laprima alterazione genetica dimostratadalluomo, i meccanismi molecolari dellasindrome sono ancora sconosciuti e difficile individuare gli specifici geni delcromosoma 21 responsabili dei diversisintomi.

    Cosa si pu fare?La sindrome di Down unintossicazionedei neuroni generata da un cromosoma ineccesso ed unanomalia cromosomicamolto diffusa e quattro volte pi frequentedella fibrosi cistica, ma non c nessunmodo per prevederla. Non esistono fattoriambientali che possano influire e anchelet della madre alza solo il rischio nelconcepimento di un bimbo con lasindrome, perch esistono tanti bimbitrisomici figli di madri giovanissime. Dato

    che le anomalie sono generate dai geni delcromosoma in pi che producono enzimi ineccesso, lobiettivo individuare proprioquesti per rintracciare la terapia medica.

    Cosa fate nel laboratorio di genomica?Amplificando il Dna che ricaviamo daiprelievi effettuati sui nostri pazienti, ilnostro gruppo di ricerca universitario studiasistematicamente la struttura e la funzionedel cromosoma umano 21 e dei geni in essocontenuti per contribuire allaindividuazione di terapie. Negli ultimi anniabbiamo identificato uno dei geni di questocromosoma sfuggito alle analisi precedenticondotte nellambito del progetto genoma,abbiamo descritto alcune caratteristichegenerali della struttura e della funzione delcromosoma 21 nel suo complesso eabbiamo messo a punto metodi originaliutili per lanalisi del genoma umano. Se noiriusciremo a scoprire gli enzimi critici delcromosoma, potremmo andare ad agire conuna terapia medica in grado di ripristinarealcune funzionalit compromesse emigliorare la disabilit intellettiva di cuisoffre la quasi totalit dei malati.

    "Studiando alcuni enzimisi potrebbe riuscirea intervenirecon una terapia medica"

    Un fine settimana intenso aCesena in vista della giornata perla vita. Venerd 31 gennaio, alle21 nella sala del palazzo delRidotto, la scrittrice MichelaNapolitano porter la propriatestimonianza in una serata dal

    tema "Venti notti per unalba".Sabato 1 febbraio alle 18, incattedrale a Cesena, il vescovoDouglas Regattieri presieder lacelebrazione eucaristica durantela quale sar conferito ilsacramento del battesimo e

    La giornata per la vita in diocesiVenerd un grande appuntamento

    saranno benedette alcune mamme inattesa. Domenica 2 febbraio la Giornata sarcelebrata nelle parrocchie.

    Numeri migliori ma sempre preoccupantiEcco alcune cifre locali: nella Ausl diCesena si sono praticati 271 aborti nel2012, con un calo rispetto al 2011 (317).Una buona notizia riguarda lobiezione dicoscienza dei medici, diritto sancito dallaCostituzione: aumenta sempre pi ilnumero di ginecologi e anestesisti che

    fanno obiezione a questa pratica di morte:si va dal 52 per cento della Emilia-Romagna a un 91 per cento della Puglia eCampania. Contro tale obiezione,legalissima, si sono scatenati i fautoridella 194, con ricorsi addirittura alConsiglio dEuropa. Tra le realt divolontariato che aiutano le donne inattesa vi sono i 338 Centri di Aiuto alla vitain Italia. Nati ben 30 anni fa, grazie a pidi 4mila volontari qualificati, hanno vistonascere 150mila bambini e aiutato pi dimezzo milione di donne.

    A sinistra Lorenza Vitale, a destra A sinistra Lorenza Vitale, a destra

    Pierluigi Strippoli, Al centro si nota Pierluigi Strippoli, Al centro si nota

    lo strumento donato dal Rotary lo strumento donato dal Rotary

    club Cesenaclub Cesena

  • Gioved 30 gennaio 2014 5Primo piano

    A DUE PASSI DAL CENTRO STORICO (Cesena): in piccolo contesto di sole 4 unit,appartamento su due livelli recentemente ristrutturato composto da ampio sog-giorno/pranzo, cucina abitabile, studio, 2 bagni, camera matrimoniale con cabinaarmadio, 2 camere singole, garage e corte esterna. Ottime finiture, riscaldamentoa pavimento, aria condizionata e pannelli solari. Trattativa riservata / Rif. 1370

    SANTEGIDIO (Cesena): in piccola palazzina al secondo e ultimo piano apparta-mento in parte ristrutturato composto da soggiorno, cucina abitabile, 3 camere daletto, 2 bagni, 2 balconi, cantina e garage. Impianti autonomi. 210.000 / Rif. 1254

    SAN VITTORE (Cesena): in contesto residenziale del 2009 con ampi spazi verdi edotato di ascensore, allultimo piano appartamento con ottime finiture compostoda soggiorno con angolo cottura, 2 camere da letto, bagno, 2 terrazzi, ampio sot-totetto ad uso ripostiglio, cantina, garage e posto auto riservato. Predisp. per ariacondizionata, aspirazione centralizzata e canna fumaria. 227.000 / Rif. 1332

    ZONA SEMINARIO/OSPEDALE (Cesena): in palazzina immersa nel verde e nellatranquillit, appartamento al piano rialzato composto da ampio soggiorno conangolo cottura, 3 camere da letto, 2 bagni, terrazzo, cantina e ampio garage. 230.000 / Rif. 1129

    GAMBETTOLA: in palazzina di recente costruzione appartamenti con ottimefiniture di diversa tipologia con possibilit di ingresso indipendente, corte esclu-siva, sottotetto e garage. Pronta consegna. Informazioni in ufficio / Rif. 0178

    CASE FINALI - RIO MARANO: in posizione verde e tranquillanuova costruzione di villette bifamiliari con ampio giardino, eco-compatibili e ad alto risparmio energetico.Possibilit vendita di singoli lotti. Info in ufficio / Rif. 1241

    CASE FINALI: in zona verde e tranquilla appartamenti di nuova costruzione di varietipologie con giardino o sottotetto, ottime finiture con riscaldamento a pavimento,aspirazione centralizzata, predisposizione aria condizionata e allarme. PRONTACONSEGNA.

    SAN GIORGIO (Cesena): in zona verde e tranquilla villetta a schiera centrale inpronta consegna con soggiorno, cucina abitabile, 3 camere da letto, 3 bagni, ta-vernetta, cantina, ampia mansarda, ripostigli, garage e giardino. 380.000 /Rif. 0986

    SAN MAURO IN VALLE: in zona esclusiva con affaccio sul parco in complessoresidenziale realizzato con materiali ad alto risparmio energetico possibilit dibilocali e quadrilocali a piano terra con tavernetta e giardino o allultimo pianocon ampio sottotetto. OTTIME FINITURE. Nessuna spesa di mediazione inquanto mandatari a titolo oneroso

    Testimonianze La storia della minorenne Patrizia: a tutti i costi si tenuta il figlio

    Barbara Baronio

    ogno tutte le notti il miobambino abbandonatoallospedale nel contenitoredei rifiuti sanitari. Ho

    deciso di avere un altro figlio nellasperanza di riempire quel vuoto che dentro di me, anche se so che questonon e non sar mai il bambino chemi hanno fatto buttare via. Ho bisognodi parlarne. Non lho ancora detto aimiei genitori, altrimenti succedercome laltra volta e mi costringerannoad abortire". Queste le parole con cuiPatrizia (non il suo nome reale), unaminorenne di Cesenatico, esordiscenellincontro con Maria Ridolfi (alcunianni fa), responsabile del Centro diaiuto alla vita che la accoglie nella sedein corso Cavour, a Cesena."Patrizia - racconta Maria Ridolfi - sipresenta al Cav accompagnata daunamica dopo aver trovato a scuola ilsegnalibro con lindirizzo del centro.Chiede allamica di aspettarla nellasala dattesa: rimaniamo sole. Lei habisogno di parlare con qualcuno chepossa ascoltarla senza giudicarla. Ecos inizia a raccontare. Parla della suastoria familiare e del suo grande amorenon corrisposto. Mi dice di essere inattesa di un bimbo, ma di non averlodetto ancora a nessuno. Un segreto chele pesa molto e che ha bisogno dicondividere con persone amiche. Nonne ha parlato con i genitori, desideraaspettare perch non vuole che tutto

    S" Un bambino salvatodallaborto

    finisca come laltra volta, quando la suafamiglia lha costretta ad abortire".Patrizia non parla mai di omicidio o diuccisione, ma afferma che il bimbo statobuttato via. La giovane donna ha un pianoben preciso: nascondere la gravidanzafino al compimento del suo 18esimocompleanno, cos da maggiorenne potressere libera di scegliere da sola. Inoltre aquel punto avr anche superato i tre mesidi gestazione quindi lei e il suo bambinosaranno al sicuro.Passano alcune settimane da quel primo

    incontro e le nausee cominciano a farsisentire accompagnate da forti mal di testae dolori alladdome. Patrizia decide dirivelare tutto ai genitori che nonprendono bene la notizia. A quel puntoMaria del Cav li incontra. "Mi ritrovodiverse volte con la madre di Patrizia. Unadonna preoccupata per lavvenire dellafiglia e che per il timore di non poterlasostenere nella gravidanza a causadellAlzheimer del marito, vedenellaborto lunica via di uscita". Ladonna riflette a lungo e decide di aiutare

    la figlia. Patrizia, seguita dal Cav eanche da tanti compagni di scuola chelaiutano con i compiti quando lei nonpu ad andare in classe, riesce aportare a termine la gravidanza.Il 23 aprile Maria riceve un messaggio:"E nata Gaia, alleluja". "Vado subito inospedale - racconta la Ridolfi - e Gaiasi mostra in quella bellezza tuttaspeciale che solo la vita nascentecustodisce: sana e pesa 3,55 kg.Patrizia invia un sms anche al padre diGaia, studente universitario, ma nonriceve risposta. Trascorrono gli anni.Patrizia nel frattempo frequentaluniversit, cresce con non pochedifficolt Gaia sostenuta dalla madre edalle amiche. Fino a quando nonincontra Stefano reduce da unarelazione con una donna che nonvoleva figli. Stefano sinnamora subitodi Patrizia e adora Gaia. Oggi, dopo ilmatrimonio, la loro famiglia cresciuta perch nato ilsecondogenito Filippo"."Le mamme che accolgono la vita,superate le difficolt - conclude laRidolfi - ritrovano la serenit. Chisceglie laborto porta con s un sensodi colpa che pu durare tutta la vita.Anche la scrittrice Michela Napolitanoha fatto la dura esperienza di trovarsiin difficolt ad accogliere la sua quartafiglia. E riuscita a dire il suo s evenerd 31 gennaio alle 21, sar aCesena, al palazzo del Ridotto, perraccontarci la sua esperienza diaccoglienza della vita."

    Messaggio: con la vita per generare il futuroIn vista del 2 febbraio i vescovi italiani ribadiscono limportanza del valore della maternit specialmente in qeusto periodo di crisi

    "Generare futuro" il tema ed ilmessaggio dei vescovi italiani per la XXXVIgiornata per la vita del 2 febbraio.Vengono toccati tutti gli aspetti della vita:la nascita e la morte, let anziana con lasua ricchezza, la scuola, la famiglia, lacultura, le politiche familiari.La societ italiana ha bisogno di giovani edi giovent, di figli e di maternit,soprattutto in questo momento di crisi,non solo economica, ma di tutti i valoridella persona: "tra i giovani sposi c ungrande desiderio di generare che restamortificato per la carenza di adeguatepolitiche familiari,per la pressione fiscalee una cultura diffidente verso la vita.".Solo pochi anni fa nascevano pi di900mila figli allanno, le famiglie spessocontavano pi di due figli e il figlio unico

    era una rarit. Oggi in Italia nascono pocopi di 500mila bambini, cio una media di1,3 figli per donna in et fertile: gli stessivescovi precisano che la media per donnadovrebbe essere di 2,2 figli a testa perpoter garantire il ricambio dellagenerazione.Mancano allappello della nascita pi dimezzo milione di figli, a cui si aggiungonoi 100 mila e pi uccisi con laborto e unnumero altissimo e non quantificabile digravidanze interrotte con la "pillola delgiorno dopo". Un deserto di pi di cinquemilioni di persone eliminate in Italia,dal1978, anno dellapprovazione dellalegge 194, sin dalle loro prime settimanedi vita nel ventre della madre :"il ricorso allaborto priva ogni anno ilnostro Paese anche dellapporto prezioso

    di tanti nuovi uomini e donnedobbiamo ancor pi deplorare il mancatocontributo di coloro ai quali statoimpedito di nascere. Ancora oggi, nascerenon una prospettiva sicura per chi haricevuto il dono della vita con ilconcepimento, anzi la sua aspettativa divita cala vistosamente".Basti pensare alla miriade di indaginiprenatali che ogni gestante esegue percercare malformazioni genetiche o fisichenel concepito e, anche per un solominimo dubbio, eliminarlo con laborto,in un delirio di selezione eugenetica,talora per problemi curabilissimi oaddirittura inesistenti!E quella che papa Francesco chiama la"cultura dello scarto". Una societ o unafamiglia che non sa pi farsi carico del pi

    debole, sta morendo, nel momento in cuiconsidera "scelte di civilt e di progresso"emanare leggi che uccidono - per piet!?-bambini con handicap o anziani dementi,"scarti" che pesano e costano alla famigliae allo Stato.Allora "la cultura dellincontro indispensabile per coltivare il valore dellavita in tutte le sue fasi: dal concepimentoalla nascita, educando e rigenerando digiorno in giorno, accompagnando lacrescita verso let adulta e anziana fino alsuo termine naturale, e superare cos lacultura dello "scarto". Si tratta diaccogliere con stupore la vita, il misteroche la abita, come realt che sorreggetutte le altre e non pu essere soggettaallarbitrio delluomo".

    Anna Maria Amaducci

    Alba al largo di Cesenatico

  • Gioved 30 gennaio 20146 Vita della Diocesi

    Messe ferialia Cesena7.00 Cattedrale, Cappuccine,

    Cappella dellospedale 7.30 Basilica del Monte 7.35 Chiesa Benedettine 8.00 Cattedrale,

    San Paolo, Villachiaviche,Santuario dellAddolorata;

    8.30 Madonna delle Rose,San Domenico, San Rocco,Santo Stefano, Case Finali,Cappella cimitero

    9.00 Suffragio, Addolorata9.30 Osservanza 10.00 Cattedrale15.00 Cappella del cimitero17.00 Istituto Lugaresi18.00 Cattedrale, Madonna

    delle Rose, San Domenico,San Paolo, San Rocco,Osservanza, SantEgidio

    18.30 San Pietro, Santa Mariadella Speranza, Cappuccini,San Bartolo (al sabato alle8,30)

    20.00 San Giovanni Bono (PonteAbbadesse), San Pio X,Torre del Moro

    20.30 Villachiaviche, Gattolino

    Messefestive7.00 Cattedrale7.30 Santuario dellAddolorata,

    Cappuccine, cappelladellospedale Bufalini,Calabrina, Ponte Pietra,Villachiaviche

    8.00 Basilica del Monte,San Pietro, Santa Mariadella Speranza, San Pio X,San Mauro in Valle,San Giorgio, Gattolino,San Giovanni Bono,SantEgidio, Calisese,Torre del Moro, Madonnadel Fuoco, Macerone,Capannaguzzo, Ronta,Borello

    8.30 Cattedrale, San Rocco,Case Finali, Martorano,Cappella del cimitero,Tipano, San Cristoforo,Roversano

    9,00 Istituto San Giuseppe

    (corso U. Comandini)Santo Stefano, San Bartolo, San Paolo,San Domenico, Diegaro,Pievesestina, PontePietra, chiesa Benedettine,Santa Maria Nuova,Bulgaria, San Vittore,San Carlo, Ruffio,Diolaguardia, Valleripa

    9.15 San Martino in Fiume9.30 Santuario dellAddolorata,

    Madonna delle Rose,Osservanza, Villachiaviche,SantEgidio, Bagnile,Montereale, San Tomaso

    9.45 Bulgarn10.00 Cattedrale,

    San Pietro, Case Finali,San Rocco, Cappella delcimitero, Santa Mariadella Speranza, Torre delMoro, San Pio X,Cappuccini, SantAndreain Bagnolo, Carpineta

    10.30 Santuario del Suffragio,Casalbono

    10.45 Ronta, Capannaguzzo11.00 Basilica del Monte,

    Addolorata, San Pietro,Santo Stefano, San Paolo,San Bartolo, SantEgidio,San Giovanni Bono,Villachiaviche,San Domenico,Calabrina, Calisese,Gattolino, Madonna delFuoco, San Giorgio,Martorano, San Demetrio,Bulgaria, San Mauro inValle, Pievesestina,Pioppa, Ponte Pietra,Santa Maria Nuova, SanMartino in Fiume, Borello,San Carlo, San Vittore,Tipano, Macerone

    11.10 Torre del Moro11.15 Diegaro, Madonna delle

    Rose, Sorrivoli11.30 Cattedrale, Istituto

    Lugaresi, Osservanza,Case Finali, San Pio X

    15.00 Cappella del Cimitero17.00 Cappella ospedale

    Bufalini18.00 Cattedrale, Osservanza,

    San Rocco, San Domenico18.30 Cappuccini, San Pietro

    19.00 San Bartolo, Villachiaviche

    Sabatoe vigilie15.00 Cappella del cimitero15.30 Macerone (Casa Lieto

    Soggiorno)15.00 Formignano17.00 Istituto Lugaresi,

    Luzzena (primo sabatodel mese)

    17.30 Santuario del Suffragio,Santuario dellAddolorata,San Vittore

    18.00 Cattedrale, SanDomenico, Osservanza,Case Finali, San Rocco,Santo Stefano, San Paolo,SantEgidio,Villachiaviche, Diegaro,Madonna delle Rose,Bulgarn, San Mauro inValle, Torre del Moro,Borello

    18.30 San Pietro, Cappuccini,Santa Mariadella Speranza

    19.00 San Giorgio, Tipano20.00 San Pio X, Gattolino,

    Bulgaria, San GiovanniBono, Calisese, Ruffio,Pioppa, Ponte Pietra,Pievesestina

    Comuni delcomprensorioCesenatico Sabato: ore 16 Villamarina,

    San Giuseppe;17,30 Conv. Cappuccini,Santa Maria Goretti18 Gatteo a Mare20,30 Sala, Villalta

    Festivi: 8 Bagnarola, SanGiacomo, Santa MariaGoretti, Gatteo a Mare;8,30 Sala, Boschetto; 9Cappuccini;9,15 San Pietro;9,45 Cannucceto;10 Valverde, Villamarina,Villalta; 10,30 Cappuccini,San Giuseppe; 11 SanGiacomo, Sala; 11,15

    Bagnarola, Gatteo a Mare,Santa Maria Goretti,Boschetto;17,30 Cappuccini;18 San Giacomo

    LongianoSabato:18 Santuario

    SS. Crocifisso; 19 Crocetta20 Budrio

    Festivi: ore 7,30 SantuarioSS. Crocifisso; 8 Budrio;8.45 Longiano-Parrocchia; 9,30 Budrio,Santuario SS. Crocifisso;10 Badia, Balignano;10 Montilgallo;11 Budrio,Longiano-Parrocchia,San Lorenzo in Scanno;11,15 Crocetta;18 Santuario SantissimoCrocifisso

    Gatteoore 20 (sabato); 9 / 11,15 / 17SantAngelo: 20 (sabato);8, 45 Casa di riposo, 9,30- 11. Istituto don Ghinelli:18,30 (sabato), 7,30

    Gambettolachiesa SantEgidio abate:8,30 / 10 / 11,15 / 17.Consolata: 19 (sabato);7,30 / 9,30

    Montianoore 20 (sabato);9 / 11. Montenovo:ore 20,30 (sabato,chiesina del castello), 11

    Mercato Saraceno10.00; San Romano: 11;Taibo: 10; Pieve di San Damiano11,30; Montejottone:8.30; Montecastello: 11;Montepetra: 8.30;Linaro: 18 (sabato), 11;Piavola: prefestiva sabatoore 18 (chiesa SanGiuseppe), 9,30 (chiesaparrocchiale);Ciola: 8,30

    SarsinaCasa di Riposo: ore 16(sabato).Concattedrale: 7 / 9 /11 / 17; Tavolicci: 16(sabato); Ranchio: 20(sabato), 11;Sorbano: 9.30; Turrito: 17 (sabato), 10;San Martino: 9,30;Quarto: 10,30;Pieve di Rivoschio: 15,30;Romagnano: 11,15;Pagno: 16 (secondadomenica del mese,salvo variazioni);Corneto: 11; Pereto: 10

    Civitella di RomagnaGiaggiolo 16 (sabato),9,30; Civorio 9

    San Piero in Bagnochiesa parrocchialeore 18 (sabato);8,30 / 11 / 18.

    ChiesaSan Francesco:7 / 10 / 15,30

    Bagno di Romagnaore 18,30 (sabato);8/ 11.15 / 18,30;Selvapiana: 11,15(18 sabato);Acquapartita:16 (sabato)

    Alfero ore 18 (sabato); 11.15 /17.30; Riofreddo: 10

    Vergheretoore 16 (sabato), 9,15(domenica); Balze (chiesaApparizione): 8,15 /11,15 / 18;Montecoronaro: 9,45;Villadi Montecoronaro (alsabato) 18;Trappola: 9,30;Capanne: 11

    A MESSA DOVE

    Direttore editoriale Piero AltieriDirettore responsabileFrancesco ZanottiVicedirettore Ernesto Diaco

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    Tiratura del numero 3 del 23 gennaio 2014: 7.720 copieQuesto numero del giornale stato chiuso in tipografia alle 18 di marted 28 gennaio 2014

    Domenica 2 febbraio - Anno AFesta della Presentazione del SignoreMl 3,1-4Salmo 23Eb 2,14-18Lc 2,22-40

    Che strano paradosso quelloistituito dall'evangelista Lucanei primi due capitoli del suoVangelo, i cosiddetti vangelidell'infanzia! Il racconto della nascitadi Ges legato alla presenza diquattro figure di anziani: all'inizioZaccaria ed Elisabetta, ed oraSimeone e Anna. Come si intreccia lastoria del neonato Ges, emblemadella vita nascente, con la paraboladiscendente di questi personaggi,ormai giunti al capolinea della loroesistenza terrena? Quale messaggiosiamo chiamati a riconoscere dietro lerighe di questo apparente contrasto?Ebbene, tutti e quattro svolgono unruolo importante: esattamente ilcontrario di quello che la nostrasociet, malata di efficientismo,riconosce agli anziani, oggetto,perlopi, di compassione.Nonostante la vecchiaia, Simeone un uomo di speranza, un uomocapace di attesa. Egli quasi cieco,ma vede: vede quell'oltre in gradodi penetrare il pessimismo e la

    rassegnazione a cui sono tristementecondannati molti nostri anziani.Simeone il simbolo di quell'ansiaprofonda racchiusa nel cuore di ogniuomo: l'attesa di quella luce disalvezza che non conosce et. Invecedi ricordare il passato, come spessofanno i vecchi, invece diraggomitolarsi negli anni trascorsi adaspettare, Simeone non dimentica lapromessa di Dio e continua aconfidare nella sua Parola. Ma ci chepi colpisce la sua capacit discorgere il germe della salvezza in unbambino indifeso, bisgnoso, semmai,di essere salvato. Stringe tra le maninient'altro che un bambino, ma vede,con gli occhi dello Spirito, che quelbambino l'atteso delle genti, ilconforto d'Israele.Simeone e Anna sono, quindi, unesempio e, al tempo stesso, unaprovocazione al nostro modo di viverele diverse fasi della vita: uno stimolocontro quella stanchezza interiore cheinibisce il desiderio, il gusto dellanovit, il potere dei sogni; quellastanchezza che rende vecchi anche sesi anagraficamente giovani. Ci checi rende spiritualmente giovani allora la forza di non tradire i propri sogni,anche quando le circostanzesembrano deludere le nostre speranzee smentire la stessa ragione.

    Alessandro Forte

    IL GIORNO DEL SIGNORENon tradire i sogni rende sempre giovani

    luned 3 febbraiosan Biagio, santOscar2Sam 15,13-14.30;16,5-13a; Sal 3;Mc 5,1-20

    marted 4san Gilberto2Sam 18,9-10.14b.21a.24-25a.30-32; 19,1-3; Sal 85;Mc 5,21-43

    mercoled 5santAgata2Sam 24,2.9-17;Sal 31; Mc 6,1-6

    gioved 6santi Paolo Miki e c.1Re 2,1-4.10-12;cant. 1Cron 29,10-12;Mc 6,7-13

    venerd 7san TeodoroSir 47,2-13; Sal 17;Mc 6,14-29

    sabato 8san GirolamoEmiliani1Re 3,4-13; Sal 118;Mc 6,30-34

    La Parola di ogni giorno

    NOTIZIARIO DIOCESANOPapa Francesco incontra i fidanzatiVenerd 14 febbraio nellaula Paolo VI, in VaticanoVenerd 14 febbraio alle 11,festa di San Valentino, papaFrancesco incontra ifidanzati nellaula Paolo VI,in Vaticano. Allincontrocon il Papa, con tema Lagioia del S per sempre,sono invitati in modoparticolare i fidanzati chehanno gi frequentato ostanno vivendo i percorsiin preparazione almatrimonio.Per informazioni e iscrizioni: Massimiliano e Valentina Turci,cell. 338 5480943, [email protected], www.noifamiglia.it,www.famiglia.va

    CHIESA INFORMARadio Maria in collegamento con listituto Don BaronioGioved 6 febbraio alle 22,45Lemittente cattolica internazionale Radio Maria si colleghergioved 6 febbraio alle 22,45 con la cappella dellistituto DonBaronio di Cesena, per la recaita del Rosario guidato da donTarcisio DallAra. La diretta radiofonica, promossa inoccasione del 40esimo della Nascita al Cielo del Servo di Diocanonico don Carlo Baronio, rientra nella trasmissioneSerata Sacerdotale.

    Rinnovamento nello Spirito, incontro ogni giovedProseguono tutti i gioved, alle 21 nella sala Alberto Mondardinidel seminario, a Case Finali di Cesena, gli incontri di preghierapromossi dal Rinnovamento nello Spirito. Con la Preghiera diEffusione, in particolare, si approfondisce la conoscenza dellaGrazia ricevuta nel Battesimo. Gli incontri comprendono annunci,testimonianze e preghiera.Per info: Anna, 333 2578855.

  • Gioved 30 gennaio 2014 7Vita della Diocesi

    Il servizio del diaconoper una Chiesa ministerialeIntervista a don Giuseppe Bella, direttore della rivista Il diaconatoin Italia, a Cesena per una due giorni di formazione con i diaconi

    ei giorni 17 e 18 gennaio scorsi, in seminario a Cesena, la comunit dei diaconipermanenti ha vissuto una due giorni di formazione. Le riflessioni sono stateguidate da don Giuseppe Bella, sacerdote della diocesi di Catania, direttore

    della rivista Il diaconato in Italia.A lui abbiamo posto alcune domande.

    Inizierei con la definizione del diacono. Chi oggi? un laico? un consacrato? unlaico-consacrato? uno sposo impegnato nella comunit cristiana? Sono voluta-mente provocatorio, ma in giro mi pare ci sia parecchia confusione. Se lei ci aiuta...Si deve riconoscere che nellimmaginario collettivo della nostra Chiesa, il ministerodel diacono non ha fatto breccia. Le cause sono molteplici, ma in particolare lariscoperta del diaconato come funzione ministeriale permanente voluta dal Concilionon ha rilievo se tutta la comunit non condivide la scelta e la scommessa del serviziocristiano. Solo una Chiesa tutta ministeriale, come si diceva anni addietro, pucomprendere e valorizzare la vocazione diaconale. Infatti, anche le splendide figure di

    N

    alcuni diaconi - e in questi cinquantanni cene sono stati - non hanno contribuito aillustrare, presso il popolo di Dio, ilministero del terzo grado dellordine.Naturalmente ci sono altre concause chehanno collaborato a creare unidentitopaca, in bilico tra un servizio rituale dachierichetto adulto e un volontariato daonlus cristiana. Sono per ragionisecondarie rispetto a quella della necessariaconversione ecclesiale a una fraternit pievangelica.

    Qual il ruolo del diacono allinterno deiconsacrati e della comunit cristiana cui assegnato? E nei confronti della comunitdi appartenenza?Il compito del diacono si espleta nellatriplice funzione del ministero della Parola,dellEucaristia e della carit. Piesattamente esercita la carit di dispensarela Parola ai lontani e ai marginali,rendendoli partecipi dellEucaristia e, senecessario, anche dei beni materiali dellachiesa. Non dovrebbe essere un ruolocaratterizzato da personalismi o da

    localismi. Vuol dire che il diacono nondovrebbe operare da solo, secondo il suogusto, ma essere a servizio del ministero delvescovo e quindi essere impiegato infunzioni ecclesiali per un territorio ampiodella diocesi e non rinchiuderlo comesupporto di un parroco o degli uffici di curia.

    Lei ha parlato di diaconia della Parola elha declinata in annuncio, catechesi e teo-logia. Potrebbe spiegare nel dettaglio?La diaconia della Parola come si evince dalNuovo Testamento, si realizza connaturalezza lungo un percorso oggettivo,attento ai tempi e ai diversi destinatari. Ilprimo grado quello dellannuncio, delkerygma, della buona notizia che Ges, ilcrocifisso figlio di Dio. La conoscenza dellasua Parola lievita in un desiderio diconoscere la persona del Cristo nella suapienezza e questo dovrebbe portare a unadiaconia catechetica. Infine, il mettereordine in colui in cui si crede per saperlocomunicare con sapienza quella didascalianecessaria che diviene una parola densa diteologia.

    a professione solenne di suor Alessandra e suorNadia, delle Suore della Sacra Famiglia, che avverrin Cattedrale a Cesena domenica 2 febbraioprossimo, nella Festa della Vita consacrata, sar

    una provvidenziale occasione per la Comunit diocesanaper prendere coscienza ancora di pi del valore, dellabellezza e della ricchezza della vocazione religiosa nellavita della nostra Chiesa e della Chiesa universale.Mentre suor Alessandra e suor Nadia pronunceranno il loros definitivo a Dio, gli altri religiosi, appartenenti ai diversiistituti maschili e femminili, i consacrati nel mondo, imembri dellOrdo virginum presenti in Diocesi,rinnoveranno la loro consacrazione a Dio. Sar unmomento bello e ricco per tutti: per il vescovo, i presbiteri, idiaconi, gli sposi e i laici cristiani in genere.A tutti, a partire dal battesimo, sar rivolta in quel giorno laparola del vangelo: Ecco, egli (Ges) qui per la caduta e larisurrezione di molti in Israele come segno dicontraddizione (cfr Lc 2, 34). Tutti i battezzati, uniti aCristo, devono essere nel mondo come un segno dicontraddizione. I religiosi lo devono essere in modospeciale. Due le specificazioni che recentemente papaFrancesco ha fatto a questo proposito, parlando lo scorsonovembre con i superiori generali dei diversi istitutireligiosi maschili del mondo. Compito dei religiosi : 1)svegliare il mondo: La Chiesa deve essere attrattiva - hadetto - Svegliate il mondo! Siate testimoni di un mododiverso di fare, di agire, di vivere!; 2) Essere uomini che

    Lilluminano il futuro. Illuminare il futuro proprio delprofeta. La priorit della vita consacrata la profeziadel Regno, che non negoziabile. Laccento devecadere nellessere profeti e non nel giocare ad esserlo.Staremo accanto ai religiosi perch si realizzi quanto ilMagistero della Chiesa ha auspicato nel documento aloro dedicato: la vera profezia nasce da Dio,dallamicizia con Lui, dallascolto attento della suaParola nelle diverse circostanze della storia. Il profetasente ardere nel cuore la passione per la santit di Dioe, dopo averne accolto nel dialogo della preghiera laParola, la proclama con la vita, con le labbra e con igesti, facendosi portavoce di Dio contro il male e ilpeccato (Vita consacrata, 84).I religiosi perci hanno bisogno della preghiera di tutti,perch questa impresa cui il Signore li chiama non facile; impegnativa e stare loro accanto con lapreghiera doveroso. Lo faremo in modo particolaredomenica 2 febbraio in Cattedrale.

    Douglas, vescovo

    Il messaggio del vescovo Douglas in vista della Giornata della Vita consacrata (domenica 2 febbraio)

    Domenica 2 febbraio alle 18 inCattedrale a Cesena la professioneperpetua di suor Alessandra Fabbrie suor Nadia Pompili, suorefrancescane della Sacra Famiglia

    uor Alessandra Fabbri (a sinistra nella foto) e suorNadia Pompili (a destra nella foto) faranno la

    professione solenne nelle Suore Francescane della SacraFamiglia nella concelebrazione di domenica 2 febbraio alle18, in Cattedrale a Cesena.Presieder la Messa il vescovo di Cesena-Sarsina DouglasRegattieri. Le offerte raccolte il giorno della Professioneandranno a sostegno dei progetti educativi che le suoreportano avanti in Colombia, Mozambico e Italia.In preparazione, sabato 1 febbraio alle 21, nella casa dellesuore della Sacra Famiglia in via Mami 411, a Cesena, siterr una veglia di preghiera.

    S

    Azione Cattolica | Consiglio diocesano, volti vecchi e nuovi Al termine dello scrutinio per lelezionedel nuovo consiglio diocesano di Azionecattolica svoltosi sabato scorso in semi-nario a Cesena, sono risultati eletti: perlAcr (ragazzi) Isacco Battistini, Maria Fe-derica Curr, Tommaso Degli Angeli, Ste-fania Di Leo, Alessandra Fantozzi, ChiaraNatali. Per lAcg (giovani): Giacomo Biguz-zi, Alessandro Merloni, Giulia Missiroli,Giulia Nucci, Giorgia Ravaioli, Sara Ventu-rini. Per il settore adulti: Francesco Biguz-zi, Gennaro Bucci, Claudia Coppari, Stefa-no Gazzoni, Carmelina Labruzzo, ValentinaSanterini.Fra qualche settimana il nuovo consigliodiocesano elegger i vice presidenti, re-sponsabili di settore, e indicher una ter-na di nomi da sottoporre al vescovo perla scelta del nuovo presidente diocesanoper i prossimi tre anni.Nella foto in alto, da sinistra, Luisella Si-viero (Ac nazionale), William Casanova(presidente assemblea), Carmelina La-bruzzo (presidente diocesana) e ManuelMussoni (Ac Rimini, consiglio regionale).NEL SITO CORRIERECESENATE.ITSONO PUBBLICATE DUE FOTOGALLERY

    Incontro | Vescovo e giornalisti

    Gioved 23 gennaio, vigilia della festa di San Francesco di Sales, patronodei giornalisti, il vescovo Douglas ha accolto in episcopio i giornalisti e glioperatori delle comunicazioni sociali del comprensorio cesenate. Il tradi-zionale appuntamento ha fornito loccasione per commentare il messag-gio di papa Francesco Comunicazione al servizio di unautentica culturadellincontro. Famiglia, politica, preoccupazioni e prossimi impegni pa-storali i temi su cui proseguito il confronto con monsignor Regattieri. (fo-to Mauro Armuzzi)

    ... per prenderecoscienza della bellezzadella vocazione religiosa

    FOTO ARCHIVIO SIR

  • Gioved 30 gennaio 20148 Visita pastorale

    Parrocchia di San VittoreIl vescovo Douglas in visitaan Vittore, frazione di Cesena si

    sviluppa nella prima periferia citta-dina sul versante della valle del Sa-

    vio. Da trentasette anni lomonima par-rocchia guidata da don CarloMeleti. Parliamo di una comu-nit di circa 2.700 persone, te-nendo presente anche extraco-munitari e testimoni di Geovache sono una decina di famiglie.Don Carlo, che anche direttoredella Caritas diocesana, si soffer-ma proprio sulla condizione de-gli stranieri accolti nella sua re-alt. Gli extracomunitari, inparticolare quelli provenientidallAfrica settentrionale, sonoquelli che fanno pi fatica ad in-tegrarsi spiega il parroco . Ipi frequentano la Caritas par-rocchiale nei locali sopra il bar,di fronte alla chiesa. Ci sono anche extracomunitaricattolici africani che frequenta-no regolarmente la messa sveladon Carlo . Vengono da paesiquali Congo, Nigeria, Senegal.Vengono in chiesa coi loro vestititipici, molto colorati. La Caritasparrocchiale (alla quale si ag-giunge quella interparrocchialeche comprende lUnit pastoralecomposta da San Vittore, SanCarlo, Tipano, San Mauro in Val-le, Diegaro, Torre del Moro) pri-ma serviva quasi solo extraco-munitari ma, come dice donCarlo, da un po di tempo a que-sta parte si rivolgono al centro anche fa-miglie italiane, almeno quattro o cinque. La Caritas di San Vittore offre servizi qualiil centro di ascolto e accoglienza, e la di-stribuzione di alimenti (ogni quindicigiorni). Circa 60-70 famiglie vengo aprendere alimenti, per un totale di quat-trocento persone. Il prezioso lavoro divolontariato portato avanti da sei ope-ratrici donne e un uomo. Il tessuto economico sociale tutto som-mato tiene. Questo grazie anche ad unarealt imprenditoriale cesenate afferma-ta, lazienda Amadori che d lavoro a mi-gliaia di persone. Una risorsa per il terri-torio di San Vittore che ha fatto s che sisentisse meno la povert. Pi problema-tico il campo delledilizia, qualche dittadi muratori ha dovuto lasciare a casa ipropri dipendenti. Molti abitanti sonodipendenti presso le ditte della zona arti-gianale (una trentina di imprese tra SanCarlo e San Vittore), molti altri sono auto-trasportatori o impiegati.A San Vittore, di fronte alla chiesa, pre-sente uno dei pochi cineteatri della zona,il Victor. E una struttura parrocchiale, ge-stito in maniera volontaria dalla coopera-tiva Amicizia, nel palazzo dove un tem-po aveva sede la Dc e ristrutturato nel2000. La struttura viene usata per la pro-iezione di film, ma non solo. Viene messaa disposizione anche per recite, comme-die nel periodo di carnevale o in occasio-ni di feste varie. Si tratta di un serviziopastorale e sociale prezioso, senza guada-gno.La parrocchia ha una lunga storia carat-terizzata da una forte e storica presenzadellAzione Cattolica, soprattutto con

    S

    lAcr che vanta educatori giovani e benmotivati. Educatori, catechisti e famiglierappresentano una scommessa per laparrocchia. Cerchiamo di puntare moltosui giovani spiega don Carlo . Nono-stante impegni e difficolt c uno zocco-lo duro di loro che rimane, anche dopo lacresima. Li incontriamo settimanalmen-te. Il numero di quelli che si disperdonodopo la cresima rimane comunque alto.Anche le famiglie si incontrano regolar-mente la domenica pomeriggio, ogniquindici giorni, per un momento di pre-ghiera, o un incontro con testimonianza.Una volta al mese si tiene un momentocomunitario di adorazione, preghierespontanee e canti. Il sabato pomeriggio dedicato alla cate-chesi per i pi piccoli (circa 20 bambiniper annata) nei locali della parrocchia

    Da domenica 2 a domenica 9 febbraiomonsignor Regattieri visiter la comunit parrocchiale

    guidata dal parroco don Carlo Meleti

    CALENDARIOVISITA PASTORALE

    PARROCCHIA

    SAN VITTOREdal 2 al 9 febbraio

    Domenica 2 febbraio ore 15: inizio Visita Pastorale con Messa

    Luned 3 febbraio ore 21: incontro con partecipanti al

    corso per fidanzati in preparazione almatrimonio

    Marted 4 febbraio ore 15: visita a casa di anziani ore 21: incontro con il Consiglio di

    Unit pastorale

    Mercoled 5 febbraio ore 9: incontro con i bambini delle

    scuole materne ed elementari ore 15: visita agli anziani e ammalati ore 21: incontro con il Consiglio pasto-

    rale parrocchiale e Consiglio per gli af-fari economici

    Venerd 7 febbraio ore 9: visita agli anziani e ammalati ore 15: incontro con i bambini del cate-

    chismo delle scuole elementari ore 19,30: incontro con i giovani; a se-

    guire, cena insieme ore 21: incontro con il gruppo Roveto

    Ardente

    Sabato 8 febbraio ore 14,30: incontro con i ragazzi delle

    scuole medie ore 16: incontro con i catechisti e gli

    educatori ore 18,30: incontro con il Gruppo Fami-

    glie

    Domenica 9 febbraio ore 9: Messa ore 10: incontro con i bambini di 1 e 2

    elementare e ragazzi dellAcr ore 11: Messa e conclusione della Visita

    pastorale

    ZONA PASTORALE VALLE DEL SAVIO-DISMANO - UNIT PASTORALE N. 19

    LA CHIESA PARROCCHIALEDI SAN VITTORE DI CESENA.

    A DESTRA,DON CARLO MELETI,

    PARROCO A SAN VITTOREDAL 1977

    che comprendono anche aree per svago edivertimento e campi sportivi, tutte ope-re parrocchiali attigue alla chiesa. Questa unantica pieve risalente allanno 1000(e ristrutturata pi volte, lultima dellequali nel 2006), dedicata a San Vittoremartire e soldato (ricordato la prima do-menica di ottobre), mentre la patronadella comunit la Madonna del Rosario.Relativamente alle feste paesane, ungrande momento di aggregazione quel-lo della Festa dello Sport, conosciuta or-mai in tutto il Cesenate. In calendario fissata la settimana di Ferragosto. E la so-ciet sportiva San Vittore che fa da trainoalla festa, proprio nel campo sportivoparrocchiale accanto alla chiesa. Standgastronomici, musica e balli allietano so-litamente tutte le serate fino al 14 agosto.

    Michela Mosconi

    Il vescovo Douglas Regattieri sar presto a...Visita pastorale: pubblichiamo di seguito i prossimi appuntamenti:

    TIPANO: dal 9 febbraio al 16 febbraioSAN CARLO: dal 23 febbraio al 2 marzo

    DIEGARO: dal 2 marzo al 9 marzoGUALDO-BACCIOLINO: dal 16 marzo al 23 marzoSANTA MARIA NUOVA: dal 23 marzo al 30 marzo

    PIEVESESTINA, SAN CRISTOFORO, SANTANDREA IN BAGNOLO: dal 6 aprile al 13 aprile

  • Gioved 30 gennaio 2014 9Visita della Chiesa

    a Pace come il vento, soffiaforte, potendo raggiungere tutti,in particolare chi ne ha pibisogno. Due ragazzi dellAzione

    cattolica, Sara e Matteo, sono allafinestra con papa Francesco in questaterza domenica del tempo ordinario.Com tradizione gennaio il mesededicato alla riflessione e allimpegnoper la pace dei ragazzi dellassociazione;e il volo delle due colombe, dalla finestradalla quale il Papa si rivolto per lapreghiera mariana dellAngelus,simboleggia limpegno di pace deiragazzi e dellAzione cattolica.Impegno oggi quanto mai urgente vistele difficili, anzi drammatiche, immaginidi violenza e di conflitto che giungonoda diverse parti del mondo: acominciare dallUcraina, per la qualeFrancesco auspica un dialogocostruttivo fra istituzioni e societ civile,evitando il ricorso ad azioni violentenella ricerca della pace e del benecomune. Ma anche lEgitto, il Medio

    Oriente, la Siria: tutti Paesidove le speranze dicambiamento sono naufragatedi fronte alle violenze eallincapacit di dare ascoltoalla voce dei popoli.

    C poi unimmagine che il Papa nonpu dimenticare: la macchina bruciata aCassano allo Jonio con dentro il piccoloCoc Campolongo, tre anni. Questoaccanimento su un bambino cospiccolo sembra non avere precedentinella storia della criminalit, affermaFrancesco allAngelus. Preghiamo conCoc, che sicuro con Ges in cielo, perle persone che hanno fatto questo reato,perch si pentano e si convertano alSignore.Parole, impegni che si legano bene conle letture di questa domenica, con lamissione che Ges chiamato acompiere, e cio di andare incontroalluomo nella realt, nei luoghi in cuivive e opera, per aiutarlo a uscire eaccettare il messaggio nuovo delVangelo. Sappiamo che Gerusalemmenon linizio del suo cammino, ma laconclusione; i primi passi li muove aNazareth, e in Galilea, terra di frontieraricorda Francesco, una regione doveforte era la presenza di diverse

    popolazioni straniere. Terra di frontiera,dunque, dove si incontrano personediverse per razza, cultura e religione.Luogo simbolo, la Galilea, diceFrancesco, per lapertura del Vangelo atutti i popoli. interessante notare che nel suo andarein Galilea, Ges interpreta e continua amodo suo la missione di Giovanni che loaveva battezzato al Giordano e che ora,leggiamo, imprigionato: non pi neldeserto, non pi solo, ma Ges sceglieil mare di Galilea, potremmo dire, conle parole di Francesco, sceglie unaperiferia dellesistenza. Sceglie unluogo abitato per dirci: la necessitdellincontro: possiamo spaventarci ecedere alla tentazione di costruire recinti

    L

    LA DOMENICA DEL PAPAIl Pontefice ricorda il bimbo uccisotragicamente a Cassano allo Jonio:Preghiamo con Coc, che sicuro con Ges in cielo, per le personeche hanno fatto questo reato,perch si pentanoe si convertano al Signore

    In pace...incontroalluomo

    per essere pi sicuri, pi protetti. MaGes ci insegna, afferma Francesco, che laBuona novella, che lui porta, non riservata a una parte dellumanit, dacomunicare a tutti. un lieto annunciodestinato a quanti lo aspettano, ma anchea quanti forse non attendono pi nulla enon hanno nemmeno la forza di cercare edi chiedere.Ecco allora le sofferenze di una partedellumanit, le attese di pace, ilmessaggio della non violenza: nessuno escluso dalla salvezza di Dio, anzi, Diopreferisce partire dalla periferia, dagliultimi, per raggiungere tutti. Ci insegna unmetodo, il suo metodo, che per esprime il

    contenuto, cio la misericordia del Padre.Dobbiamo uscire dalle nostre comodit eavere il coraggio di accettare la chiamata aessere strumenti di pace e diriconciliazione; di raggiungere tutte leperiferie che hanno bisogno della luce delVangelo. Non sceglie i dotti, non si rivolgealle scuole dei dottori della legge, ricordaFrancesco; i primi discepoli di Ges sonopersone semplici. Li va a chiamare ldove lavorano, sulla riva del lago: sonopescatori. Li chiama, ed essi lo seguono,subito. Lasciano le reti e vanno con lui: laloro vita diventer unavventurastraordinaria e affascinante. Nasce cosuno stile nuovo fatto di disponibilit,vicinanza, sollecitudine.

    Fabio Zavattaro

    La cultura del noi come antidotoalla palude fangosa

    Nella prolusione del cardinale Bagnascoal Consiglio permanente dei vescovi,viene espressa grande fiducia nel popolo

    Limpegno di dare vocea chi cerca lavoroe vuole fondare una famiglia

    ire una parola di prossimitalla gente, per far crescerequella foresta buona esilenziosa che la fede umile

    e semplice, in modo che abbia pivoce degli alberi che cadonorumorosi. la scelta del cardinaleAngelo Bagnasco, che luned scorsonella prolusione al Consigliopermanente dei vescovi italiani hausato quel filo doro, forte e duttileinsieme, capace di adattarsi senzaspezzarsi che la gioia del Vangelo perspiegare come i vescovi italianivogliano essere compagni di strada, enon censori arcigni, delluomo dioggi, credente e non credente.

    Revisione dello Statuto. A distanza diquattordici anni dalla suaformulazione, ha esordito il cardinaleBagnasco, i vescovi italiani riprendonoin mano lo Statuto della Cei, alla lucedelle attuali circostanze storiche, nelsegno di una crescentepartecipazione, su sollecitazione delPapa e dopo aver raccolto il frutto dellariflessione delle sedici Conferenze

    D episcopali regionali. Durante ilConsiglio permanente, i vescoviprenderanno in esame il riccomateriale pervenuto per un lavoroattento e proficuo.

    Prossimit e cultura del noi. Sonoqueste le due parole-chiave dellaprolusione, in cui tra le proposte canche quella di ripensare seriamentedelle forme organiche di servizio civile,che siano delle tappe di vita e deitirocini del noi. Alla base, quellavisione antropologica veramenteumanistica per cui - anche per chi noncrede - la persona non solo vive direlazioni ma relazione; i diritti e idoveri restano tali e i desideri restanodesideri; alle cose si riconosce la lorospecifica natura, e le differenzevengono dichiarate per quello chesono con rispetto e senza smanie diomologazioni forzate o violente. Nelnostro Occidente - la denuncia -sembra di assistere a uno stranoparadosso: quanto pi si parla disociet e di bene comune, di rispetto edi diritti, tanto pi si rivela arrogante il

    disegno oscuro di omologare tutto etutti.

    Educazione questione chiave, no adiscriminazione. Nel nostro Paese,persiste una grave discriminazioneper cui da un lato si riconosce la liberteducativa dei genitori, e dallaltro la sinega nei fatti, costringendoli adaffrontare pesi economicisupplementari. il grido dallarme delcardinale Bagnasco, che ha ricordatoche la Chiesa ha nel suo Dna lamissione di evangelizzare e dieducare, e che il compito educativooggi una missione chiave, come dicepapa Francesco. Ogni anno, chiuderedelle scuole cattoliche rappresenta undocumentato aggravio sul bilanciodello Stato, un irrimediabileimpoverimento della societ e dellacultura, e viene meno un necessarioservizio alle famiglie. E proprio persostenere limportanza decisiva dellascuola tutta, delleducazione e dellalibert educativa, i vescovi italianihanno promosso un evento pubblicoper il 10 maggio in piazza San Pietro, al

    quale papa Francesco ha dato non solo la suaapprovazione, ma ha assicurato la sua personalepresenza.

    LItalia non una palude fangosa dove tutto insidia,sospetto, raggiro e corruzione. Il cardinale Bagnasco haesortato tutti a reagire ad una visione esasperata einteressata che vorrebbe accrescere lo smarrimentogenerale e spingerci a non fidarci pi di nessuno. Aquesto disegno, che lacera, scoraggia e divide, e quindi demoniaco, non dobbiamo cedere, ha aggiunto lanciandoun forte appello affinch la voce dei senza lavoro, che saleda ogni parte del Paese, trovi risposte pi efficaci in ogniambito di responsabilit: Il dibattito sulla riforma delloStato certamente necessario, ma non deve andare ascapito di ci che la gente sente pi bruciante sullapropria pelle, e cio il dramma del lavoro. Tra le urgenzeda affrontare, la situazione insostenibile delle carceri.

    La societ ha bisogno di lavoro e di famiglia.Con questo binomio il cardinale ha concluso laprolusione, citando il lavoro di consultazione grande ecapillare fatto dalla Chiesa italiana in vista del prossimoSinodo sulla famiglia e auspicando che questultima siasostenuta da politiche pi incisive ed efficaci anche inordine alla natalit, difesa da tentativi di indebolimento epromossa sul piano culturale e mediatico senzadiscriminazioni ideologiche.

    VATICANO, DOMENICA26 GENNAIO: PAPA FRANCESCO

    SUBITO DOPO LANGELUSHA ACCOLTO DUE RAGAZZI

    DELLACR E CON LOROHA LIBERATO DUE COLOMBE

    BIANCHE. MIGLIAIA I RAGAZZIDELLAZIONE CATTOLICAA ROMA IN OCCASIONE

    DELLA CAROVANA DELLA PACE (FOTO LOSSERVATORE ROMANO

    (WWW.PHOTO.VA /SIR)

    ROMA, 28 GENNAIO:IL CARDINALE

    ANGELO BAGNASCOTIENE LA PROLUSIONE

    AL CONSIGLIO EPISCOPALEPERMANENTE

    (FOTO SICILIANI-GENNARI/SIR)

  • Gioved 30 gennaio 201410 Attualit

    SuperAbiledi Arianna Maroni

    TRENO ACCESSIBILEPER ELISATrenta minuti di viaggio,sempre gli stessi, ma conun sapore nuovo. Venerdscorso Elisa Bortolazzi -avevamo parlato di leiqualche mese fa - hafatto il tanto agognatoviaggio prova. In lotta da un anno con le fer-rovie a cui aveva chiesto di rendere accessibileai disabili la stazione del suo paese, Elisa ha in-fatti percorso quello che stato definito viag-gio zero da San Felice sul Panaro a Bologna.Si apre cos una collaborazione tra il Comunedella provincia di Modena, che simpegna inol-tre in caso di guasti agli ascensori della sta-zione ad avvisare tempestivamente la Sala Bludi Bologna, e la Tper (azienda trasporti EmiliaRomagna). Sar il personale in servizio suitreni Tper che transitano da San Felice sul Pa-naro ad avere il compito di aiutare Elisa - chesi sposta su una sedia a ruote - a superare il di-slivello tra il marciapiede e la pedana del treno,accompagnarla al suo posto allinterno del-lunica carrozza attrezzata e agganciarle la cin-tura di sicurezza. Un vagone di ogni treno infatti accessibile per le sedie a ruote: unasemplice cintura (come quella delle macchine)con cui mettono in sicurezza Elisa e il gioco fatto. Accanto a lei un sistema di Sos, un pul-sante rosso da schiacciare se si ha bisogno diqualcosa, ad esempio essere accompagnata inbagno che accessibile per disabili e si trovaproprio di fronte alla postazione organizzata. ABologna invece a liberare Elisa dalla cintura efarla scendere dal treno pensa il servizio dellaSala Blu, dove successivamente viene accom-pagnata. Stesso iter, ma al contrario, a Bolognaper il viaggio di ritorno: per salire sul trenoElisa si affider ai servizi della Sala Blu, perscendere sar nelle mani del personale dibordo. Grande soddisfazione dunque per lagiovane che si dice contenta della soluzionetrovata dalle ferrovie, anche se non prevedelinstallazione delle rampe da lei richieste (nonritenute necessarie da Rfi) per poter usciredalla stazione anche in caso di malfunziona-mento degli ascensori, e che le permette diviaggiare da sola da casa a Bologna, dove stu-dia Giurisprudenza alluniversit.Dal 24 febbraio, quando riprenderanno le le-zioni, la ventenne inizier a viaggiare in auto-nomia. Resta comunque il fatto che Elisa potrviaggiare solo sui treni locali di Tper che co-prono la tratta Bologna-Poggio Rusco, poichsono gli unici accessibili e dovr comunqueprenotare il servizio alla Sala Blu di Bologna,comunicando sempre su quale treno viaggia. stata prevista per la possibilit di prenotarlidi settimana in settimana, o anche ogni quin-dici giorni. Anche dovendo prenotare il viag-gio, gi una vittoria per una battaglia che stata sostenuta dai docenti dellUniversit e inparticolare la professoressa Nicoletta Sarti, daigiornalisti che hanno raccontato la mia storia,dalla mia famiglia e dai miei compagni dicorso - dice Elisa -. Da oggi in poi la stazionedi San Felice sul Panaro sar accessibile, conquesta metodologia che prevede la collabora-zione con la Sala Blu di Bologna, a tutti i viag-giatori disabili che partono da l o vi arrivano.

    il Periscopio di ZetaRaiUno prosegue nel trend e propone altre buone fictionCon Braccialetti rossi ci si confronta con la malattia

    Una salutare presa di coscienza

    Continuano i buoni esempi di televisione. Da molti anni seguopochissimo quanto scorre sul piccolo schermo. Devo ammettere, per,che negli ultimi tempi la Rai ha sfornato qualche prodotto che meritaattenzione. Ho gi detto della fiction di Pupi Avati sulla bont del matrimonioe del valore della famiglia e ho anche ricordato la fortunata serie di donMatteo, seguitissima da un pubblico affezionato di tutte le et. In questapiccola schiera ci possono stare anche gli episodi sul commissario LuigiCalabresi, il magistrato Mario Sossi e lingegnere Fiat sotto il titolo Gli annispezzatiDomenica scorsa andata in onda la prima puntata di Braccialetti rossi. Losceneggiato dedicato a sei ragazzi che si incontrano in ospedale.Argomento duro e difficile, affrontato con garbo e sincerit. Non capita difrequente di poterci immergere in situazioni cos complicate. Eppure si trattadi vita quotidiana, di urgenze con le quali ci si confronta nelle nostre case.I mille impegni di ogni giorno da condividere con lo svenimento di un figlio,a scuola. Uno pensa subito che non sia nulla, e invece Invece capita ciche nessuno si immaginerebbe e in un attimo la vita cambia, si capovolge. Iritmi non sono pi gli stessi, i valori si invertono, le amicizie vere emergono,quelle false saltano. Tutto acquista una luce diversa. Un tumore a una tibianon questione che si pu liquidare in un attimo. Come anche una

    mamma che fa la clown per il figlio in coma da ottomesi.Davanti alla prima puntata mi sono interrogato. Horipensato agli anni passati, ai tanti incontri con lefamiglie che tengono in casa un disabile grave o

    gravissimo. Ho rivisto volti, situazioni diverse. Intutti ho riconosciuto lo stesso desiderio: essereaccolti per quello che si , proprio come facomprendere Leo, il protagonista, molto beninterpretato dallo studente longianese CarmineBuschini.Non ho potuto non pensare a Max Tresoldi,luomo in stato vegetativo persistente che dopodieci anni si risvegliato. Alcuni anni fa venne danoi, al Petrella di Longiano, assieme ai suoigenitori che lo seguono con un coraggio infinito,per raccontare che tutto possibile anche quandole speranze sembrano svanire. E poi mi sonoripassati davanti i figli che accudiscono le madri,le mogli che seguono i mariti, babbi e mamme chesi prendono cura di chi, pur giovane, non pi ingrado di badare a se stesso.Avrei un lungo elenco da compilare, ma non vorreiescludere nessuno. Per questo torno allatelevisione e a Braccialetti rossi. Mi pare meritidi essere seguito. Se non altro per confrontarci conuna parte di realt che altrimenti rischia disfuggirci. Pu apparire un pugno nello stomaco,certamente, ma a volte pi risultare assai salutare.(824)

    GLI ATTORI PROTAGONISTI DELLA FICTION DI RAIUNOBRACCIALETTI ROSSI. LA PRIMA PUNTATA ANDATA INONDA DOMENICA 26 GENNAIO (FOTO SIR)

    bbiamo chiesto a tutti diaiutarci, ma nessunosembra volerci dare

    ascolto. Lottiamo per una giusta causa,la nostra terra, la nostra vita qui, lanostra dignit, il nostro futuro. Ma ilmondo resta inerme davanti alle azionidi Israele. Per questo abbiamo chiestoa Dio di donare forza al nostroimpegno per una pace giusta chegarantisca il futuro della nostracomunit. Padre Ibrahim Shomali ilparroco del villaggio cristiano di BeitJala, situato nel distretto di Betlemme.La citt conosciuta per i suoi vigneti euliveti, molti dei quali si trovano nellavalle di Cremisan, una delle ultimearee verdi della zona. Cremisan lavalle su cui dovrebbe sorgere labarriera di sicurezza israeliana percollegare le colonie ebraiche di Gilo eHar Gilo, che circondano Beit Jala. Ilpassaggio della barriera taglier difatto in due le terre di Cremisan, coneffetti devastanti per la deboleeconomia locale. A repentaglio, oltrealle terre anche posti di lavoro e scuole,quelle delle religiose salesiane. ACremisan, infatti, dal 1885 esistono unmonastero salesiano, oltre a una scuolaelementare e un asilo per 400 studenti.La cantina vinicola collegata almonastero, con le sue 220mila bottiglielanno, offre lavoro a venti operai difede cristiana di Beit Jala. Il percorsodel muro lascer la scuola in territoriopalestinese, mentre monastero evineria finiranno in terra israeliana. Perimpedire la costruzione del muro, gliabitanti di Beit Jala hanno intrapreso,sin dal 2006, unazione legale che avril suo epilogo il 29 gennaio quando sipronuncer la Corte supremaisraeliana.

    Una debole speranza. Se il muro verrautorizzato perderemo circa 2000dunam (un dunam equivale a un km).Siamo stanchi e la speranza stavenendo meno dichiara il parroco chedal 1 ottobre del 2011 raduna la suacomunit su questi uliveti a rischioesproprio per celebrare, ogni venerd,una messa perch, aggiunge, la nostraterra abbia giustizia. Dalle nostre terrenon ce ne andremo mai. Non sono soligli abitanti di Beit Jala in questa lotta.Con loro anche il Patriarcato latino diGerusalemme, i frati della Custodia, iSalesiani, gli Ordinari cattolici di TerraSanta e anche diplomatici eambasciatori di tanti Paesi, molti deiquali hanno partecipato il 24 gennaioallultima messa tra gli ulivi diCremisan. Ma tanta solidarietpotrebbe non bastare, per cambiare lesorti di Cremisan. Serve fare pressionepolitica, che si parli di questa vicenda, avari livelli, dice il parroco. Mercoled aconoscere il verdetto della Corte ci saranche il vescovo ausiliare diGerusalemme, monsignor WilliamShomali. Difficile fare previsioni sulladecisione che verr presa - dice ilpresule - soprattutto perch laquestione riguarda, secondo quantoaffermato Israele, la sicurezzanazionale. Da parte nostra il sostegno ditanti Paesi ci fa sperare che qualcosa dibuono possa accadere.

    Una storia sradicata. Non ciconfischeranno solo gli ulivi - raccontaGrace Abomuhor, uno dei 58 proprietariche rischia di perdere la terra - con inostri alberi sradicheranno la nostrastoria. Siamo davanti a una tragedia chenon solo economica. Queste che ciappartengono - spiega Riad Abomuhor,

    cugino di Grace - sono terre ereditatedai nostri avi. Sono la nostra storia enon esiste nessun compenso che cipossa ripagare. una questione didiritto e di dignit. I nostri abitantidipendono da queste terre - afferma ilsindaco di Beit Jala, Nael Salman -. Unavolta che saranno confiscate percostruire il muro, la nostra citt nonavr pi nessuna possibilit disvilupparsi in maniera sostenibile. Unasentenza negativa da parte della CorteSuprema sarebbe per noi un disastro.Perderemmo posti di lavoro e tanteaziende chiuderanno. Se voglionocostruire un muro lo facciano nella loroterra e non nella nostra.

    Rischio emigrazione. Il rischio che ilvillaggio di Beit Jala si spopoli a causadel muro reale. Oggi sulle terreappartenenti al governatorato diBetlemme sorgono 27 colonieisraeliane. Dagli anni Sessanta in poi,secondo cifre fornitedallOrganizzazione per la liberazionedella Palestina, Israele ha illegalmenteconfiscato oltre 22mila dunam di terra,di cui 18mila annessi a Gerusalemme,altri 4mila presi per costruire il muro.Beit Jala ha perso circa il 70 per centodelle proprie terre per permettere lacostruzione delle colonie di Gilo e HarGilo. Una volta che il muro sarcostruito su Cremisan la met degliuliveti appartenenti alle famiglie di BeitJala si trover in territorio israeliano. Aquel punto, conclude il parroco, non cisar pi futuro per noi, le famigliesaranno costrette a emigrare. Noicontinueremo a pregare e chiedereaiuto al mondo, sperando di essereascoltati.

    Daniele Rocchi

    AFermare il Muro per sopravvivere

    In questi giorni la Suprema Corte israeliana decidersulla costruzione del muro nel territorio del villaggio cristiano di Beit Jala

    Cremisan (Betlemme)

    PANORAMICADELLA CAMPAGNAATTORNO ABETLEMME(FOTO SIR)

  • Gioved 30 gennaio 2014 11Cesena

    Primo appuntamento l1 febbraio

    Poesia e letteratura al teatro Victor di San Vittore"Nel vuoto di senso lasciato dai miliardi diparole pi o meno rabberciate in sms,mms, twitter, lanciati come zanzare ariempire letere e come zanzare a risultareanonime e fastidiose, si sta ritornando acapire che esistono luoghi privilegiati do-ve le parole sanno dire, sono un mondo,sono sostanza. La poesia uno di questi, ilpi immediato, il pi sconvolgente. Il piaffascinante da portare in mezzo alla gen-te" (Nais Aloisi, laboratorio teatrale "Sa-marcanda"). Liniziativa culturale "SalottiLetterari" si muove sul solco di questa nuo-va attenzione che anche la citt di Cesena

    Ad avviare la rassegna sar Francesca Ser-ragnoli, sabato 1 febbraio; secondo incon-tro il 15 febbraio con Tiziano Mariani e il 22febbraio con Angela Fabbri. Laccompa-gnamento musicale sar a cura di LucianoBaldan, Emanuele Samor, Greta, Elisa eLucia Solferino, Elvis Ferro. Alla lettura: Ila-rio Sirri, Cristina Barducci, Scilla Mastini,Francesco Bertozzi, Viola Strada ed EnricoMoretti.La rassegna promossa dal laboratorioteatrale "Samarcanda", dalla cooperativa"Amicizia" e dal quartiere Valle Savio. In-gresso gratuito.

    ha scoperto, e lo fa con una formula tea-trale che porta il pubblico a immedesi-marsi con lautore, a fare dei versi leco al-le proprie emozioni, alla propria letturadella realtSono tre appuntamenti pomeridiani, coninizio alle 16,30, al teatro Victor di San Vit-tore di Cesena, ciascuno dedicato a una vo-ce profonda del nostro territorio. Tre mo-menti di ascolto in cui parole, musica, co-lori esprimono un momento unico. Tre sa-lotti in cui entrare e sedersi sul tappeto. Ilcritico Gianfranco Lauretano lospite che,con leggerezza, apre finestre sul pubblico.

    IcarusI verbali sono 25milaSono 25.538 i verbali elevati dal sistema divideosorveglianza Icarus nei suoi primi 250giorni di attivit a pieno regime (cio dal 25marzo 2013, giorno di avvio dellattivitsanzionatoria, no all8 dicembre).Eliminando i 3.163 annullati (nella maggiorparte dei casi riferiti a pass invalidi per iquali non erano stati trasmessicorrettamente i dati), ne restano oltre22mila che indicano accessi irregolari allezone a traffico limitato, con una mediagiornaliera che si attesta intorno alle 90unit.Da segnalare, inoltre, che circa i due terzi deiverbali validi sono gi stati regolarmentepagati: sono 15.469 gli automobilisti chehanno saldato il conto, contro i 6.906 cheancora non lo hanno fatto. Nella fase dirodaggio, durata no al 24 marzo 2013, ilnumero degli accessi sospetti registr puntealtissime con una media giornaliera chesuperava le 1500 unit. Il fenomeno si ridimensionato dopo lavvio delle multe.

    ontinua il dibattitosui progetti e levisioni per Cesena, aseguito delle

    sollecitazioni lanciate sullecolonne del CorriereCesenate. Stefano Angeli, di Progettoliberale, punta tuttosulleconomia: "Laprossima legislatura dovrnecessariamente risollevareleconomia cesenate. Senzauneconomia che gira,infatti, non c lavoro e nonci sono risorse per i servizi.La crisi venuta da lontano,ma lAmministrazioneattuale non ha agito per suacompetenza per alleviarnelimpatto e i sintomi.Occorrer innanzituttoridurre la burocrazia e lapressione fiscale sulleattivit produttive e sullefamiglie. Per farlo sirecuperino risorse dallavendita di quote azionariedelle societ partecipate edi patrimonioimmobiliare pubblico,nonch dallarazionalizzazione dellaspesa, sulla quale cancora margine di manovra. Da unpunto di vista liberale lo Stato, maanche gli enti locali, devono dimagrire,perdendo qualunque funzione digestione per mantenere solamentequelle di indirizzo e controllo".Di crisi parla anche il localeMovimento 5 stelle, declinando per lerisposte in chiave ambientale: "Peruscire dalla crisi e creare posti di lavoro- afferma la capogruppo consiliareNatascia Guiduzzi - bisogna investirein cultura e in tutela del territorio. Lacura del territorio una veraemergenza per la nostra zona: si investito poco su questo fronte, speciesul versante della prevenzione. Semprein tema ambientale, altri posti di

    lavoro si potrebbero creare puntandosul riciclo e sul recupero dei materiali.Oggi, quando si cerca leffettivadestinazione della raccoltadifferenziata, ci si imbatte nelle zonedombra lasciate da Hera nei suoireport. Il settore, nei fatti, statooccupato dai partiti e queste grandiaziende prendono i contributi pubbliciper incenerimento. Non c un veromercato".Altro punto strettamente collegato, peri grillini, quello dellagricoltura:"Cesena, un tempo al top in regione suquesto fronte, dovrebbe avere unassessore dedicato per lagricoltura,non una semplice delega assegnata tratante. Il settore agricolo ha bisogno di

    sostegno, mentre oggi viene lasciatomorire a livello nazionale e locale.LAmministrazione attuale, invece,caldeggia la connessione sistemauniversitario e imprenditoriale, comenel caso di CesenaLab. Malinformation technology non avevabisogno di sostegno. Pensiamopiuttosto ai coltivatori che vanno inpensione: a chi lasciano i campi?Dallagricoltura pu derivare unagrossa ricchezza per la citt".Il Partito repubblicano interviene conLuca Ferrini, ex consigliere comunale:"Una crescita programmatica passaanche da unalternanza politica. Ilpotere, quando resta troppo a lungonelle stesse mani, diventa protervo e

    autoreferenziale. Dettoquesto, le prospettive perluscita dalla crisi profondadel nostro territoriopassano da unarivisitazione delle prioritdellamministrazione:dobbiamo aiutare famigliee lavoro, prima di tutto.Tale progetto passa da unabbassamento (almenodella met) della pressionefiscale in mano al Comune.Il settore produttivogrande, medio e piccolo hadisperato bisogno diossigeno. Occorrelapertura di tavoli a tre,imprenditori, lavoratori esindacati, percomprendere le esigenze

    specifiche delle singolerealt. In cambio di postidi lavoro e diadeguamento dei salari,bisogna offrire laiutoistituzionale possibile, apartire dalla revisione delPrg, arrivando a sgravi adhoc per realt produttiveche assumano giovani edisoccupati".

    I repubblicani chiedonoanche un maggiore impegno pubbliconel settore dellistruzione, conlabbattimento dei costi degli asilicomunali. Attenzione ancheallaggiornamento professionale deilavoratori in attesa di occupazione, daripensare, mentre si chiede ilcoinvolgimento dei sindacati inunoperazione di tutela e di elevazionedi professionalit del compartogiovanile. Tra le altre priorit del Pri anchecultura, centro storico, periferie. Leposizioni integrali degli intervenutisono consultabili, come di consueto,sul nostro sito corrierecesenate.it nellasezione "Opinioni e lettere".

    MiB

    C

    Verso le elezioni Intervengono nel dibattito Stefano Angeli, Natascia Guiduzzi e Luca Ferrini

    La politica aiuti leconomiaContinuiamo a raccogliere e mettere a confronto idee e opinioni in vistadelle amministrative di maggio. Proseguiremo anche la prossima settimana

    Foto archivio

    Antonio Giangrasso

  • IL PASSATO IL CANONICO CARLO BARONIO

    ASSOCIAZIONE DON CARLO BARONIO FONDAZIONE OPERA DON BARONIO

    A 40 ANNI DALLA MORTE IL PRESENTE

    Il primo Istituto Figli del Popolo aperto da Don Baronio nel 1926nella Borgata di Porta Santi

    Intrattenimento con gli ospiti del Centro Diurno Assistenziale

    Palestra per riabilitazione

    Un momento di fraternit: merenda allaperto

    Il passato e il futuro... sincontrano

    - Nato a Cesena l11 maggio 1887

    - Entrato in Seminario nel 1898

    - Ordinato sacerdote il 25 luglio 1911

    - Tenente Cappellano dell11 reggimento fanteriasul Podgora nel 1915

    - Laureato: in Lettere nel 1919,in Filosofia nel luglio 1923,in Scienze Sociali nel settembre 1923

    - Nominato Canonico il 10 gennaio 1920

    - Apertura dellIstituto Figli del Po po lo l8 dicembre 1926

    - Istituzione della Fondazione Istituto Figli del Popolo nel 1954

    - Morto serenamente il 7 febbraio 1974

    - Fondazione Opera don Baronio 1989

    - Inizio della causa diocesana di Bea ti fi ca zione l8 novembre 1997

    - Conclusione della causa diocesana di Beatificazione il 23 novembre 2002

    DIOCESI DI CESENA-SARSINA

    ASSOCIAZIONE DON CARLO BARONIO FONDAZIONE OPERA DON BARONIO

    Venerd 7 febbraio 2014

    40 anniversario della morte del Canonico

    CARLO BARONIO

    Primi allievi dellIstituto Figli del Popolo - 1927

    LIstituto di Montiano - 1939

    LIstituto di Faenza - 1946 Don Alberto Benedettini con un gruppo di allievi - 1957

    Lingresso dellIstituto di Longiano - 1966

    NellArrigoni lavoravano migliaia di operai (5.000 durante laguerra). Don Baronio svolse in mezzo ad essi, per lunghi anni, unprofondo lavoro di apostolato e di assistenza religiosa - 1948

    LIstituto di Savignano - 1951 Il primo numero di Su le vie del bene - Gennaio-Febbraio 1926

    LIstituto della Fondazione ampliato nel 1995. A sinistra la 4 ala

    Monumento in bronzo a Don Carlo Baronio, opera dello scultore Leonardo Lucchi, situato dove sorgeva il primo Istituto Figli del Popolo

    Testata dellattuale giornale Su le Vie del Bene

    Residence con piccoli appartamenti per anziani costruito a ridossodella Casa di accoglienza

    Lultimo Istituto Figli del Popolo costruito negli anni 70 in ViaMulini con il contributo del benefattore Cesare Martini, che verrin seguito adattato a Residenza per anziani

    GLI ISTITUTI DI DON BARONIONel corso della sua vita il Canonico Don Carlo

    Baronio ha fondato numerosi Istituti per i bambinipoveri e abbandonati.

    La povert e la miseria, in quei tempi, eranomolto diffuse in ogni parte dItalia.

    Nel corso della vita il Canonico ha accolto neisuoi collegi pi di 5.000 ragazzi.

    Si occupato anche di persone in et avanzata ele ha soccorse aprendo per loro le Case per gli an-ziani.

    Il primo Istituto Figli del Popolo sorse a Cesenanel 1926 nel sobborgo Eugenio Valzania. Le richie-ste furono molto numerose. Decine e decine di ra-gazzi, orfani e bisognosi, vennero accolti.

    Qualche anno dopo istitu un altro collegio perbambine donominato Istituto Figlie del Popolo euna Casa per anziani.

    Nel 1935 apr un collegio a Montiano. Negli anniQuaranta, il numero dei collegi si moltiplic.

    La guerra (1940-1945) aveva accentuato i bisognie la miseria. Don Baronio allora cerc di alleviaretante sofferenze e privazioni istituendo una decinadi collegi in tutto il territorio Romagnolo: Cesena-tico, Balze di Romagna, SantEgidio, Borgo Paglia,Faenza, Roncofreddo, Gambettola, Lizzano, a cuifar seguito, poco tempo dopo, quello di Savignanosul Rubicone.

    Nella seconda met degli anni Sessanta, benchormai in et avanzata e di salute malferma, conti-nu instancabilmente la sua missione a favore dellagiovent bisognosa, aprendo il Collegetto di Lon-giano e la Casina di Via Gondar a Cesena.

    Fu attivo anche nel sociale, visitando i carceratie gli operai dellArrigoni, dove celebrava anche laS. Messa.

    Una vita intera dedicata totalmente al bene delprossimo. La sua carit non ha avuto limiti e ben losanno i cesenati.

    Attilio Bazzani

    4 -5 -6 FEBBRAIOnella Cappella della Fondazionein Via Mulini, 24 - Cesena

    TRIDUO DI PREGHIEREPER LE VOCAZIONIore 16,00Ora di Adorazione EucaristicaS. Messa

    Linvito a partecipare a questi momenti di Preghiera e di Meditazione rivolto a tutti, in particolare ai Gruppi Giovanili parrocchiali, Scout e Movimenti ecclesiali diocesani.

    7 febbraio - ore 18 in CattedraleSOLENNE CONCELEBRAZIONE EUCARISTICA presieduta dal Vescovo diocesano Mons. DOUGLAS REGATTIERI

    Memoria del Servo di Dio

    6 FEBBRAIO

    ore 22,45 nella CappellaCollegamento con

    RECITA DEL SANTO ROSARIOCON CANTI

    Memoria del Servo di Diotenuta da don Tarcisio DallAra

    trasmetter il 7 febbraio alle ore 20,00 il film-documentario Don Carlo Baronio un apostolo di Carit a Cesena.

    Per rinverdire la memoria del Benefattore cesenate durantetutto lanno saranno prese iniziative che si concluderanno l8 dicembre Solennit dellImmacolata Concezione.

    IL CENTRO RESIDENZIALEGli anziani iniziarono ad essere accolti nei primi anni

    settanta, ultimi della vita del Canonico. LIstituto di ViaMulini, lunico rimasto a Cesena dei tanti da lui aperti, nelcorso del tempo si trasform progressivamente da casa perfanciulli in casa per anziani, inizialmente per soli autosuf-ficienti, poi anche per non autosufficienti. Le sue dimen-sioni aumentarono e la capacit di accoglienza and via viaampliandosi.

    Anche giuridicamente nel corso degli anni listituzioneha assunto fisionomie diverse: da Istituto figli del Popolo aEnte Morale, a IPAB (Istituzione Pubblica di Assistenza eBeneficenza) e infine nel 1992 Fondazione di diritto privato.Nel 1997 ladesione alle ONLUS (Organizzazioni Non Lu-crative di Utilit Sociale) e lingresso nel cosiddetto TerzoSettore non Profit.

    Oggi la Fondazione sta lavorando per entrare nel regimedefinitivo dellAccreditamento delle Strutture Socio-Assi-stenziali cos come disposto dalla Regione Emilia Romagna.

    In questi ultimi anni la Fondazione, oltre ad avere note-volmente ampliato i posti di accoglienza 65 anziani nel1986, 80 nel 1995, 95 nel 1999 sino agli attuali 97 ha anchespecializzato i servizi offerti.

    Allinterno del Centro Residenziale Anziani ampliato evia via ristrutturato si creata una rete di servizi in gradodi rispondere a bisogni differenti di assistenza. Nel Centrosono accolti 97 anziani suddivisi in diversi nuclei a secondadelle condizioni di salute in modo da ricevere cure e assi-stenza specifica.

    Vi poi il Centro Diurno, che accoglie di giorno 25 an-ziani che tornano a casa la sera al rientro dei loro familiariche lavorano e che ne riprendono la cura nella loro casa cheresta cos la loro casa.

    C poi anche un Residence, una realizzazione allavan-guardia composta da 31 alloggi per anziani autosufficientidi varie dimensioni e con servizi comuni quali un ristoranteself service, una sala bar, una palestra e dei poliambulatori.

    Nel complesso una piccola cittadella fatta a misuradelle persone anziane, che si prende a cuore tante situa-zioni e tanti bisogni.

    Il lavoro di cura affidato a personale professionalmentequalificato e capace. Nel Centro Residenziale Anziani lavo-rano a vario titolo pi di 90 ope ratori. Grazie alla recentenascita della Cooperativa Sociale don Carlo Baronio stato possibile affidare ad un unico soggetto fortemente le-gato alla Fondazione, i servizi di assistenza di base, di assi-stenza infermieristica, fisioterapica, di animazione e puli -zie, determinando cos una piena condivisione fra tutti glioperatori dei valori ispirati al fondatore don Baronio.

    Numerosi anche i volontari. Pi di 40 frequentano laCasa con visite almeno settimanali. Sono giovani e non,dellAvo, dellAGESCI, di Giovent Studentesca, di alcuneparrocchie della diocesi. Una grande ricchezza ed una stra-ordinaria risorsa. Francesco Acerbi

    Gioved 30 gennaio 201412 Gioved 30 gennaio 2014 13

  • Gioved 30 gennaio 201414 Cesena

    In ricordo di Costante Magnani

    (Giorgio)amico capace e generoso,fondatore vicepresidente

    del gruppo, compagno di tanteavventure, promotore ostinato

    e appassionatoper la conoscenza

    del patrimonio medioevaledella nostra citt,

    con gratitudine ed eterno affettoIl Gruppo Archeologico Cesenate

    PARTECIPAZIONE ANNIVERSARIO

    29 gennaio 201229 gennaio 2014

    Nel secondo anniversariodella scomparsa

    dellarchitetto

    ILARIO FIORAVANTI

    la moglie Adele, i fratelliLuigi e Lucia e i familiari

    tutti lo ricordanocon rimpianto

    a chi lo ha conosciutoe gli ha voluto bene

    Era la sorella di don Guido Larini. Aveva 81 anni

    In ricordo di suor Michela"Se ne andata con la semplicit, la fede e il coraggio cheaveva contraddistinto la sua vita". Cos suor Emanuela, su-periora delle suore della Carit a Cervia, ricorda la mortedi suor Michela Larini, 81 anni, di origine cesenate mortail 17 gennaio. Era la sorella di don Guido, deceduto nel 2008e cugina di don Italo, morto la vigilia di Natale del 2012. Leloro famiglie erano originarie di Montecodruzzo"Suor Michela - continua la superiora - ha vissuto una vi-ta in Africa, nelle zone pi remote e povere del Ciad e delCentrafrica. Aveva davvero una grande passione per i sof-ferenti, per chi non aveva nulla, in particolare per i bam-bini. Negli anni, anche grazie allaiuto di tanti benefattoricervesi e cesenati, era riuscita a costruire un dispensario euna casa per gli orfani. Q