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  • Numero 24, dicembre 2008

    La crisi finanziaria

    Editoriale: Barack Obama e il governo del mondo, pag. 1 Arti-coli: Un modello dinamico di crisi, pag. 3; Capitalismo che negas stesso, pag. 56 Spaccio al bestione trionfante: Malthusiane-simo ricorrente e tenace, pag. 75 Terra di confine: Il movi-mento per la semplicit volontaria, pag. 76 Recensione: Treclassici sulla crisi, pag. 77 Doppia direzione: Procedere nel la-voro per "argomenti concatenati"; Ancora su partito storico epartito formale; Fine della storia?, pag. 78.

  • Direttore responsabile:Diego Gabutti

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    Questa rivista usc per la prima volta il 1maggio del 2000, ma la continuazione di unlavoro di ricerca e pubblicazione iniziato nel1981. Essa vive esclusivamente con il contributodei suoi lettori e di tutti coloro che aderisconoal progetto politico di cui espressione.

    Composta, impaginata e distribuita in proprio.

    Indice del numero ventitrEditoriale: Piccolo bilancio sugli agro-carburanti, p. 1.Articoli: L'Europa virtuale e i nuovi attrattori d'Eura-sia, la Turchia come fulcro dinamico, pag. 3; Non una crisi congiunturale, pag. 56; Elezioni non proprionormali, pag. 69.Spaccio al bestione trionfante: Monnezza globale,pag. 76.Terra di confine: Assemblea del condominio che nonc' ancora, pag. 78.Recensione: Partigiani della decrescita, di Serge La-touche, pag. 79.

    Indice del numero ventidue:Editoriale: Il futuro immediato del capitalismo.Articoli: Perch i bio-carburanti affameranno il pia-neta; Feticcio Europa (il mito di un imperialismo "eu-ropeo".Rassegna: Novant'anni dalla Rivoluzione d'Ottobre;Cinquant'anni dal lancio dello Sputnik; Trent'anni dalmovimento del '77; Vent'anni dal "Luned di sangue"(Wall Street 1987); Dieci anni dalla crisi finanziaria"asiatica".Spaccio al bestione trionfante: L'illusione delle ener-gie da fonti rinnovabili.Terra di confine: Madonna no-bit.

    Recensione: Una fisica della storia, Ubiquit, di MarkBuchanan.

    Indice del numero ventuno:Editoriale: La ricerca della multipolarit.Articoli: Lo starnuto di Washington davvero polmo-nite d'Europa?; Dall'equilibrio del terrore al terroredell'equilibrio; Wikipedia: il caos e l'ordine.Rassegna: Afghanistan; Giornali su Internet: via lacarta; "Not made in China"; Tempi duri per il Dollaro;Quando i topi abbandonano la nave; Guerre stellari.Spaccio al bestione trionfante: Metti l'irrazionale ma-gico nel motore.Terra di confine: Dalla casa dell'uomo al condominioe oltre.Recensione: Le molteplici culture dell'epoca borghese,Doppia direzione: Primitivismo; Illuminati e subitopentiti; L'eterna questione palestinese; Sparare agli"americani"In memoria di Roger Dangeville e di Liliana Grilli.

    Indice del numero venti:Numero monografico. La legge della miseria crescen-te. Verifica sperimentale con un modello di simulazio-ne al computer.- La legge e lo "sviluppo sostenibile".- Escursione storica.- Un modello di miseria crescente.- Il movimento storico della miseria.- Note metodologiche sul reddito e la ricchezza.

    In copertina: Uragano negli Stati Uniti.

  • Editoriale

    Barack Obama e il governo del mondo

    Non c' dubbio che l'elezione del nuovo presidente degli Stati Uniti sia stata unmonumento alla intrinseca ipocrisia del sistema parlamentare e alla sua potenzanarcotica sulle masse. Giustamente i sondaggisti hanno detto che gli Stati Uniti so-no un paese troppo importante per lasciare la scelta ai soli americani e si sono pre-cipitati a interrogare il mondo, dalla Terra del Fuoco alla Kamchakta. Campagnaperfetta: in nessun paese tranne che negli Stati Uniti Obama andato sotto l'80%,raggiungendo consensi bulgari persino in Giappone (98%).

    Comunque le elezioni vere si sono svolte in America e l in ogni caso ha stravintoObama. Elezioni vere? Non proprio. Diciamo che sono state un capolavoro di sce-neggiatura, di effetti speciali e di regia che hanno fatto emergere un cambiamentomolto pi conservatore di quello gattopardesco. Studiato a tavolino oppure no, ilcambiamento ci voleva per la semplice ragione che il colosso imperialistico ameri-cano non pu scomparire dalla scena senza combattere, e duramente. Occorrevauna transizione epocale, dal soft power sostenuto con le armi all'hard power ar-mato sostenuto con l'ideologia. Occorreva, come al solito, convincere gli americani,che "la guerra giusta", qualunque sia il nemico.

    Gli ideologi da strapazzo del PNAC, (Project for a New American Century) eranostati indispensabili, per ripristinare il concetto di "Destino manifesto", cio di mis-sione mistica USA per la democrazia e il benessere mondiale. Ormai dimenticati, sisono rivelati molto utili per fare il "lavoro sporco": conquistare posizioni militariinamovibili in Medio Oriente e in Centro Asia, in aggiunta alle altre 800 basi per-manenti sparse per il mondo. L'11 settembre ha aiutato, come aiutarono l'incendiodel Reichstag e l'attacco di Pearl Harbor, ma non stato decisivo. Del resto i docu-menti ufficiali hanno rivelato che il piano era gi pronto da anni. Adesso Obamadeve mettere in piedi un governo di crisi, blindato come non mai, un governo diguerra kennediano. Scrivevamo nel nostro n. 11 del 2003:

    L'attuale esecutivo statunitense non pu essere il rappresentante di compiti im-portanti come una transizione, ma solo un esecutore materiale di compiti imme-diati; insomma, la storia gli fa eseguire il "lavoro sporco" La sua presenza sullascena provvisoria, utile solo a scuotere il mondo dall'apatia di fronte a una crisisistemica che, tra l'altro, solo gli americani finora hanno previsto e persino de-scritto. Se questa cricca dovesse prendere il sopravvento con il suo millenarismo alcontrario non sarebbe nemmeno da escludere un pronunciamento militare dellaborghesia americana per togliersela dai piedi e ristabilire le condizioni utili ad af-frontare il problema della politiguerra in termini geopolitici seri.

    Il lettore ricorder che la prima testa a cadere fu quella del ministro della difesaRumsfeld in seguito alle molteplici prese di posizione di alti ufficiali delle forze ar-mate. Svolto il compito, s' visto che la borghesia americana s' sbarazzata senzatanti complimenti anche degli altri impiastri neocons, lasciando al loro posto soloBush, Cheney e la Rice (Powell se n' andato da solo prima di essere troppo sputta-nato), ormai impotenti a far danni controllati com'erano dagli apparati.

    Per la transizione occorreva dunque qualcosa di speciale. E questo qualcosa fucucinato fin dall'inizio delle primarie: la strepitosa vittoria di un senatore nero a

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    Des Moines, Iowa, nel cuore del Middle West bianco, protestante, razzista e reazio-nario. I miracoli possono succedere, specie se ben lubrificati con i soldi delle pigrandi banche e industrie del mondo, con gli articoli degli economisti pi in auge,con lo schieramento dell'intera Hollywood e dei principali mezzi d'informazione.Non stiamo ad insistere sul significato dell'appoggio di tutti i tecnocrati gi collau-dati in precedenti governi e dell'apparato di partito che nelle elezioni precedentinon s'erano dati troppo da fare per Al Gore e Kerry.

    Barack Obama stato bravo, all'altezza della situazione. Ha imparato perfetta-mente il copione e si affidato del tutto alla regia e ai tecnici che non hanno lesi-nato gli effetti speciali, amplificando l'autentico movimento di massa che nel frat-tempo era stato "sollecitato". E ha potuto gridare in tutta sincerit: Yes, we can. S,possiamo. Perch adesso vero, si pu, si vede bene che si pu, con uno schiera-mento borghese compatto come non si vedeva dal tempo di Roosevelt e con l'ade-guato supporto di popolo. E di Wall Street.

    Ma si pu far cosa? Cambiare, dice Obama. Due giorni dopo la sua elezione eccopronto l'elenco di 200 provvedimenti bushiti da cancellare. In attesa che li pubbli-chino tutti azzardiamo: saranno interventi di nessuna importanza strategica. C' lacancellazione del lager di Guantanamo con il trasferimento dei prigionieri in carce-ri di massima sicurezza, saranno riviste questioni sul clima, sull'energia, sull'usodelle cellule staminali. Questo i giornali hanno pubblicato; vuol dire che il resto perlomeno della stessa forza. Vedremo cosa far Obama di sostanziale per la crisi,la sanit, le guerre in corso, la politica estera di fronte alle altre potenze.

    Prima di tutto la crisi. Il sistema del credito saltato e all'interno della societamericana rischiano di saltare connessioni vitali. Si dice che un am

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