la crisi economico finanziaria 2007-2011(1)

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Un grande patto di solidariet per un nuovo Welfare fra tutti gli attori del sistema Convegno nazionale ANASTE Roma, 17 novembre,2011. Le esperienze europee e i processi di modificazione degli schemi di protezione: i fondi sanitari integrativi verso dove? - PowerPoint PPT Presentation

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  • Un grande patto di solidariet per un nuovo Welfare fra tutti gli attori del sistemaConvegno nazionale ANASTERoma, 17 novembre,2011Le esperienze europee e i processi di modificazione degli schemi di protezione: i fondi sanitari integrativi verso dove?Dott.ssa Grazia Labate, ricercatore in economia sanitaria York U.K.

  • La crisi economico finanziaria 2007-2011(1)

    Incide profondamente sui sistemi di Welfare, acuisce le diseguaglianze, produce iniquit.

    I paesi a maggiore indebitamento pubblico, sono messi a dura prova sul terreno della coesione sociale, tanto pi necessaria per traghettare la crisi verso la crescita e dunque per la messa in sicurezza dei propri sistemi di protezione sociale e della salute.

  • La crisi ha vanificato i progressi dellUE degli ultimi 20 anni:

    Il PIL europeo sceso del 4% nel 2010;La produzione industriale tornata a livello degli anni 90;23 milioni di persone pari al 9,5% della popolazione attiva, sono attualmente disoccupate;Le finanze pubbliche hanno subito un forte deterioramento con deficit medi pari al 7% del PIL e livelli di debito superiori all80% del PIL.La popolazione attiva dellUE, inizier a diminuire dal 2013/2014.Il numero di ultrasessantacinquenni aumenta ad una velocit doppia rispetto a prima del 2007 (circa 2 milioni in pi, ogni anno, rispetto al milione in precedenza).

  • Il Rapporto European economic forecast previsioni dautunno 2011-2013La crescita economica in stallo, il PIL per il 2012 previsto allo 0,6% nella UE e allo 0,5% nellarea euro. Nel 2013 la crescita si dovrebbe attestare all1,5% nella UE e all1,3% nellarea euro. Nessun gruppo di Stati membri sfuggir al previsto rallentamento, ma le differenze di crescita persisteranno e noi cresciamo meno degli altri paesi.Il rapporto Debito/PIL si prevede attestarsi per il 2012 all85% nella UE, nellarea euro, leggermente al di sopra della violazione delle previsioni del 90% nel 2012. Nel 2013 si dovrebbe tendere alla stabilizzazione intorno all85% se vanno a buon fine le misure di contenimento del debito, soprattutto di quei paesi ad alto rapporto Debito Pubblico/Pil tra cui Grecia, Italia, Spagna, Francia.La disoccupazione dovrebbe rimanere allattuale alto livello del 9,5%.Linflazione si prevede si attesti intorno al 2% nel 2012.In considerazione di una crescita debole del PIL il rischio di una recessione non trascurabile, i principali rischi derivano dal debito sovrano, dalle tensioni del mercato finanziario, dallandamento del commercio mondiale.

  • il libro bianco: Insieme per la salute 2008-2013 e i recenti dati OCSEEvidenzia i rischi di sostenibilit, per le finanze pubbliche, rispetto agli aumenti dei costi sanitari, nel quadro di un rallentamento della crescita delleconomia.Secondo lOCSE la quota parte di PIL, che nel 2010 stata investita per la spesa sanitaria nei paesi europei OECD, pari al 9,5 %.

    Gli stati che spendono di pi nel settore sanitario: gli USA con il 17,4%.

    In EUROPA: lOlanda con il 12%, la Francia con l11,8%, la Germania con l11,6%, la Danimarca con l11,5%, la Svizzera con l11,4% lAustria con l11% e i paesi che pi hanno risentito della crisi, come lIrlanda, il Regno unito , la Grecia, il Portogallo. LItalia al 9,5% in media rispetto ai 34 paesi considerati, con un trend in crescita.

    Infatti la spesa pubblica italiana a consuntivo nel 2010 stata di 113miliardi e 457 milioni di euro, la spesa sanitaria privata stata pari a 29miliardi e 564 milioni di euro. Nel 2011 si attester su 114 miliardi e 818 milioni. Dunque una spesa totale di 143 miliardi e 021 milioni di euro pari al 9, 5% di incidenza sul PIL.**Fonte: relazione generale della Corte dei Conti, pubblicata sulla G.U. del 4 agosto2011, su dati elaborati dallandamento dei bilanci delle Regioni italiane.

  • Spesa sanitaria nei 34 paesi OCSE in % sul PIL 2009

  • Analisi della spesa privataSi evidenziano differenziazioni marcate fra i diversi paesi, dovute in parte alle differenze tra i sistemi di finanziamento ed organizzativi, che caratterizzano i sistemi sanitari della U E, in parte alleffetto della crisi finanziaria, in parte alla pressione esercitata dalla domanda a seguito dellacuirsi di patologie croniche- degenerative, dovute allinvecchiamento della popolazione. Ecomunque in crescita, tra il 2008 e il 2009 ed incide per il 2,7% sul PIL.

    Se si osserva la serie storica dal 1980 al 2007 si rileva un andamento altalenante della copertura privata per la spesa sanitaria.

  • La spesa sanitaria privata serie storica dal 1980 al 2009Il paese che ha fatto registrare il maggior incremento dellindice fra l80 e il 2009 la Svezia dal 7,5% al 18,3%, seguita dalla Spagna, dal 20,1% al 28,2%; in Polonia si registra un balzo a cavallo del 1990 e il 2000 di oltre 20 punti %. In Portogallo, Austria, Grecia e Svizzera in controtendenza si osserva una flessione costante.

    LItalia con un incremento, nel periodo considerato, che va dall1,5% del 1985 al 23,5% del 2007,al 29% del 2010, si colloca fra i paesi che hanno registrato una significativa crescita. Con unalta percentuale dellout of pocket, circa il 20%.*

    La maggiore partecipazione delle famiglie alla spesa sanitaria privata totale si registra in Friuli,(27,2%), seguita dallEmilia Romagna,(26,2) e dal Piemonte, (26,0). Ai livelli pi bassi si collocano tutte le regioni del Mezzogiorno, tra le quali spiccano Basilicata, Sicilia e Sardegna. Calcolata per famiglia, la spesa sanitaria privata pari a 955 euro per il mezzogiorno e 1265 euro per il centro nord, confermando laspetto legato ai differenziali di reddito tra le diverse ripartizioni geografiche. *Fonte: Noi Italia, ISTAT, 20/01/2011

  • Lanomalia italiana

    Una elevata spesa sanitaria out of pocket, non intermediata da altri soggetti profit o non profit, che esce direttamente dalle tasche dei cittadini.

    Recenti studi indicano che circa l82,4% direttamente sostenuta dai cittadini, il 13,9% coperto da Fondi sanitari negoziali, casse e mutualit volontaria (SMS), il 3,7% da assicurazioni for profit, ramo malattia e ramo vita.*

    *Fonte: ns. elaborazione su dati Bankitalia, Ania, Fondi sanitari integrativi, Censis.

  • I sistemi sanitari europei: un laboratorio in progressNegli ultimi 10 anni si assistito ad un progressivo e complesso processo di trasformazione che ha teso a ridurre le distanze tra i 2 modelli tradizionali di protezione della salute (BEVERIDGE e BISMARCK).

    Emergono soluzioni che rappresentano una commistione tra vecchi modelli e nuove soluzioni non ancora compiutamente realizzate.

    Tentare analisi comparative esaustive, rischia imprecisione, assenza di rigore scientifico e di non cogliere un cammino ancora da perfezionare sul terreno dellefficienza , dellefficacia, dellequit e dellempowerment dei cittadini. A maggior ragione, oggi, in cui lEuropa sta tutta dentro il dilemma: bassa crescita, costi crescenti, risanamento dei conti pubblici.

  • il laboratorio in progress In Europa lobiettivo di estensione universale della copertura contro il rischio malattia risulta sufficientemente realizzato allinterno di entrambi i modelli tradizionali e di tutte le varianti sperimentate a livello dei singoli stati membri, negli ultimi 10 anni.

    La disputa intellettuale e politica per stabilire quale dei 2 modelli istituzionali sia pi adatto a garantire i valori tipici della socialit europea, alla luce delle attuali conoscenze teoriche sul piano macro e micro economico, dei determinanti di salute, delle perfomance di sistema, del grado di soddisfazione degli utenti, del costo di prestazioni e servizi, dellefficienza ed efficacia allocativa delle risorse, rischia di non comprendere che in Europa, pur in presenza di una crisi cos difficile, vi un MUTUO RICONOSCIMENTO della idoneit di entrambi i modelli e delle loro varianti a garanzia dei valori universali e solidaristici dei sistemi di protezione sociale che caratterizzano la societ Europea.

  • DOVE IL PROBLEMA?Entrambi gli approcci sono di fronte ad unico dilemma: conseguire con risorse finite, in rapporto ai problemi di contenimento della spesa pubblica, obiettivi e risposte ai bisogni e alle domande dei cittadini utenti, mantenendo fede ai principi di universalit, di coesione sociale e lotta alla povert dei sistemi di protezione sociale e di salute vigenti.

    Cittadini sempre pi esigenti in efficienza e qualit delle cure, dentro una transizione epidemiologica, che porta con se, certo innovazione sul piano scientifico e tecnologico ma anche aumento dei costi dei fattori produttivi, cambia anche i paradigmi programmatori delle priorit di intervento, con laffermarsi di una longevit e di cure di lunga durata senza precedenti.

  • I pi grandi paesi europei difronte alla crisiGermania, Francia, Inghilterra, Svezia, Danimarca, Spagna: nessuno ha ridotto le risorse previste nei loro piani triennali, quasi tutti hanno aumentato da 5 a 10 euro le forme di copayment che gi dal 2006 avevano subito aumenti, Linghilterra con il suo piano di riforma prevede nel triennio un abbattimento dei costi del NHS di 20 miliardi di sterline attraverso processi di razionalizzazione e ristrutturazione del sistema costruendo i consorzi di GP con Budget di spesa da cogestire con i PCT. Investimenti di circa 30miliardi di euro in ICT e ristrutturazioni ospedaliere.La Francia lascia invariato il Budget per i prossimi 3 anni ricavando parte delle risorse dal massiccio piano di ristrutturazione ospedaliera che gi da questanno ha fatto risparmiare il 2,8% sul costo totale della sanit che vale oltre 238miliardi di euro.Ha introdotto una tassa di scopo sulle bevande alcooliche con aggiunta di zucchero che andr ad alimentare i piani di prevenzione per la lotta allobesit e contro il diabete di tipo 2. Investimenti verso gli anziani non autosufficienti ed incremento del CESU

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