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LA CRISI FINANZIARIA 2007/20091 Quando la musica si fermer, la situazione sar complicata, in termini di liquidit. Ma finch l'orchestra

suona, noi continuiamo a ballare, Chuck Prince, CEO Citigroup, luglio 20072

1 Sulla crisi finanziaria si consigliano i seguenti testi: Galbraith J.K., Il Grande crollo , Bur, 2003; F. Giavazzi-A. Alesina, La crisi. Pu la politica salvare il mondo?, Il Saggiatore, 2008 , Shiller R.,

Finanza Shock, come uscire dalla crisi dei mutui subprime , Egea, 2008, G. Sapelli, La crisi economica mondiale, Bollati Boringhieri, 2009; Vitale M., Oltre la crisi, 2010; Lezioni per il futuro, le idee

per battere la crisi, Il Sole 24 Ore, 2009

2 Dichiarazione di Chuck Prince CEO di Citigroup - al Financial Times, luglio 2007. Charles O. "Chuck" Prince, III (born January 13, 1950) is an American former chief executive officer (CEO) and chairman of Citigroup. He succeeded Sandy Weill as the CEO of the firm in 2003, and as the Chairman of the Board in 2006.[On November 4, 2007 he retired from both his CEO and chairman duties due to unexpectedly poor 3rd quarter performance, mainly due to CDO and MBS related losses, while still receiving a $38m pay package. In 2008, Fortune named Charles Prince as one of eight economic leaders "who didn't [see] the crisis coming", noting his overly optimistic statements in July 2007. In January 2009 Guardian City editor Julia Finch identified him as one of twenty five people who were at the heart of the financial meltdown. Fonte: Wikipedia

Il salvataggio delle banche con soldi pubblici socialismo per i ricchi, Jim Rogers3

Very intelligent and informed persons were at no advantage over cabdrivers in their predictions. Nobody

knew anything, but elite thinkers thought that they knew more than the rest because they were elite

thinkers, Nassim N. Taleb4

Lunica funzione delle previsioni economiche di far sembrare rispettabile lastrologia, John Kenneth

Galbraith5

Yacht: nel porto di New York: guarda, quelli sono gli yacht dei banchieri e dei brokers!. E dove sono

ormeggiati gli yacht dei clienti? chiede il turista ingenuo.6

3 James B. Rogers, Jr. (Wetumpka, 19 ottobre 1942) un imprenditore, investitore statunitense, oltre che docente universitario, analista finanziario ed autore di diversi libri del settore. Ha inoltre fondato la Quantum Group of Funds (fondata insieme a George Soros) e l'indice Rogers International Commodities Index. Fonte Wikipedia. Si consiglia la lettura di Investment biker. Around the world with Jim Rogers, Random House, 1995

4 Tratto da N.N. Taleb, The Black Swan, p. 14 5 John K. Galbraith, (1908 2006) stato un economista canadese naturalizzato statunitense nel 1937, fra i pi celebri e influenti del suo tempo. Si consiglia la lettura di LEconomia della truffa, Rizzoli, 2004; La cultura dell'appagamento, Rizzoli, 1993; Breve storia dell'euforia finanziaria, Rizzoli, 1991 6 Tratto da Il Dizionario del Diavolo, Nextam Partners, citato; si consiglia la lettura di Fred Schwed Jr, Where are the customers yachts?, Jonh Wiley and Sons, 1995

Kindleberger7 nel

definire le crisi finanziarie spieg

che assomigliano a una bella donna:

difficili da definire ma riconoscibili

quando si incontrano.

Minsky8 ritenne che il sistema finanziario fosse intrinsecamente instabile,

fragile ed esposto alle crisi: il sistema finanziario ha una inclinazione al disastro.

Leconomista attribu grande importanza alla struttura del debito come causa di difficolt

7 Kindleberger C.P., Euforia e panico. Storia delle crisi finanziarie , Laterza, 1981; Charles Poor "Charlie" Kindleberger (1910 2003) was a historical economist and author of over 30 books. His 1978 book Manias, Panics, and Crashes, about speculative stock market bubbles, was reprinted in 2000 after the dot-com bubble.

8 Minsky H.P., Financial Instability Hypothesis; http://www.levy.org/pubs/wp74.pdf; Hyman Philip Minsky ( 1919 1996), was an American economist and professor of economics at Washington University in St. Louis. His research attempted to provide an understanding and explanation of the characteristics of financial crises. Minsky was sometimes described as a post-Keynesian economist, because, in the Keynesian tradition, he supported some government intervention in financial markets and opposed some of the popular deregulation policies in the 1980s, and argued against the accumulation of debt.

finanziaria, specialmente nel caso di debiti contratti per speculare sullacquisto di beni da

rivendere successivamente. I pi influenti studiosi delle crisi, come Kindleberger e

Minsky, hanno cercato di ricondurle a un unico schema9: gli investitori sono attratti verso

attivit patrimoniali (azioni o terreni o case) nella convinzione che i prezzi aumentino.

Leuforia legata al continuo e persistente aumento dei prezzi autorealizza la convinzione.

Quando i prezzi si stabilizzano o iniziano a scendere, si affollano alluscita come gli

spettatori che fuggono da un cinema in fiamme e causano un crollo precipitoso dei prezzi,

che porta a un contagio di sfiducia e incertezza che colpisce lintera economia. Ciocca10

conclude che le crisi sono da ultimo riconducibili allingovernabilit delle aspettative e

delle decisioni di investimento.

Una ottima analisi delle cause delle crisi stata effettuata dalla Banca dItalia11 e come

tale la riportiamo.

Il fatto che la crisi sia stata innescata in un segmento del mercato finanziario, quello

dei mutui subprime12 negli Stati Uniti, e che nelle sue prime tre fasi, seguendo la

cronologia della Banca dei Regolamenti Internazionali, abbia interessato principalmente

mercati e intermediari finanziari, ha, almeno inizialmente, messo in secondo piano il

ruolo dei gravi squilibri macroeconomici che si erano accumulati nei due decenni scorsi.

Vi , tuttavia, ormai piena consapevolezza che la crisi ha potuto propagarsi in modo

cos diffuso e con tanta intensit perch leconomia mondiale negli ultimi due decenni era 9 Il grafico a fianco tratto da Galimberti G., Economia e pazzia, Laterza, 2002, pag. XIV Introduzione 10 Ciocca P., Crisi Economica e finanziaria, in Enciclopedia delle scienze sociali, Istituto dellEnciclopedia Itliana, 1992 11 Tarantola A.M., Banca e Mercato, quali prospettive?, Courmayeur, 25-26 settembre 2009, p. 4, 5, 10.

12 Subprime, o "B-Paper", "near-prime" o "second chance" sono quei prestiti che vengono concessi ad un soggetto che non pu accedere ai tassi di interesse di mercato, in quanto ha avuto problemi pregressi nella sua storia di debitore. I prestiti subprime sono rischiosi sia per i creditori sia per i debitori, vista la pericolosa combinazione di alti tassi di interesse, cattiva storia creditizia e situazioni finanziarie poco chiare, associate a coloro che hanno accesso a questo tipo di credito. La tipologia subprime comprende un'ampia variet di strumenti di credito, quali i mutui subprime, i prestiti d'auto subprime, le carte di credito subprime. Un'attivit subprime si qualifica prevalentemente per lo stato della parte debitrice. Un mutuo subprime , per definizione, un mutuo concesso ad un soggetto che non poteva avere accesso ad un tasso pi favorevole nel mercato del credito. I debitori subprime hanno tipicamente un basso punteggio di credito e storie creditizie fatte di inadempienze, pignoramenti fallimenti e ritardi. Poich i debitori subprime vengono considerati ad alto rischio di insolvenza, i prestiti subprime hanno tipicamente condizioni meno favorevoli delle altre tipologie di credito. Queste condizioni includono tassi di interesse, parcelle e premi pi elevati. In risposta alla crescente crisi dell'industria statunitense dei mutui ipotecari subprime, centinaia di migliaia di debitori sono stati costretti all'insolvenza e per molte compagnie prestatrici stata presentata istanza di bancarotta.

s cresciuta a ritmi elevati, ma in presenza di squilibri persistenti e di ampia portata che

lavevano resa particolarmente fragile e vulnerabile al mutare delle condizioni reali e

finanziarie: i) una persistente carenza di risparmio in alcuni tra i principali paesi

sviluppati, cui avevano fatto riscontro ampi disavanzi nella bilancia dei pagamenti

finanziati con capitali provenienti dal resto del mondo, inclusi i paesi emergenti; ii) le

politiche monetarie accomodanti che avevano consentito in pi paesi una crescita

eccessiva degli aggregati creditizi e il conseguente aumento del grado di indebitamento

delle famiglie e di alcune categorie di intermediari non bancari; iii) laccresciuta

disponibilit di strumenti e intermediari finanziari nuovi e complessi che hanno

moltiplicato gli effetti della liquidit immessa nel sistema, contribuendo a mantenere su

livelli anormalmente bassi tassi di interesse, volatilit e costi di protezione

dallinsolvenza.

La sostenibilit di questi squilibri stata per lungo tempo resa possibile dal

contemporaneo sviluppo di unimponente architettura finanziaria. Misure quantitative

della crescita ipertrofica della finanza rischiano di sottostimare la portata di questi

fenomeni, in quanto le statistiche faticano a fotografare tempestivamente le innovazioni.

Alcune cifre possono comunque fornire una indicazione di massima. Tra il 1995 e il 2007

il rapporto tra attivit finanziarie e prodotto interno lordo salito da 7,1 a 10,7 negli Stati

Uniti, da 10,8 a 18,2 nel Regno Unito, da 6,0 a 10

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