petali di piombo

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Giovanni Davide Piras, narrativa

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  • Quella che stai per leggere unanteprima

    pari a circa il 20% dellintero romanzo.

    BiBook E-book in due lingue

    Oltre che in versione a stampa, questo romanzo disponibile anche in versione ebook BILINGUA, ossia in DUE lingue nello stesso ebook. I BiBook potranno contenere, oltre alla versione italiana originale, la versione tradotta in modalit IBRIDA, in attesa di correzione, oppure la versione tradotta definitiva.

    Traduzioni IBRIDE

    Le traduzioni IBRIDE sono realizzate con traduttori automatici altamente professionali, ma pur sempre automatici. Ci significa che le Ibride sono traduzioni che necessitano di una sistemata.

    Traduzioni DEFINITIVE

    Nel momento in cui si rende disponibile una traduzione in versione definitiva, ossia unibrida sottoposta a editing, questa viene sostituita alla versione ibrida nellebook, che conterr quindi la versione in lingua originale e la versione tradotta, definitiva.

    Chiunque conosca bene la lingua straniera di riferimento pu proporsi come editor per la correzione della versione Ibrida: la versione definitiva cos ottenuta verr sostituita a quella ibrida e leditor potr guadagnare la sua quota sulle vendite dellebook. Maggiori info su ZEd Lab. Le traduzioni Ibride consentono lintervento di editing anche a coloro che non conoscono la lingua originale in cui stato scritto il romanzo, quindi per proporsi come editor non necessario essere traduttori, ma solo conoscere molto bene la lingua proposta nellebook in versione ibrida.

    Il prezzo dellebook sar sempre e comunque pari a quello della sola versione in lingua originale.

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    www.quellidized.it

    AUDIOLIBRI Tutti gli ebook ZEd Lab sono anche realizzati in versione AUDIO, alcuni con voce umana, altri con sintetizzatore vocale (soprattutto le versioni tradotte).

    Gli audiolibri realizzati con sintetizzatore vocale sono proposti gratuitamente per tutti, mentre quelli con voce umana sono offerti in omaggio con lebook, scaricabili dallultima pagina. Non disponibile la versione audio delle traduzioni ibride.

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    per SCUOLE e BIBLIOTECHE

  • GIOVANNI DAVIDE PIRAS

    PETALI DI PIOMBO

    www.0111edizioni.com

  • www.0111edizioni.com

    www.quellidized.it

    PETALI DI PIOMBO Copyright 2012 Zerounoundici Edizioni

    ISBN: 978-88-6307-463-5 Copertina: Immagine Shutterstock.com

    Prima edizione Novembre 2012 Stampato da

    Logo srl Borgoricco - Padova

  • a Ginevra, che venendo al mondo ha reso ordinarie tutte le gioie successive della mia vita;

    a Barbara, lunica; a mia madre, perch c;

    a mio padre, fin dallinizio il solo a credere fortemente nella mia passione, e senza il suo sostegno questo libro non esisterebbe;

    a chi vissuto e a chi morto nelle miniere.

    Grazie!

  • Petali di piombo unopera partorita dalla fantasia dellautore. Riferimenti a persone o fatti realmente accaduti sono da attribuire alla pura casualit. Tuttavia i luoghi, i costumi, le usanze, le descrizioni, i cenni e gli avvenimenti storici fanno parte della verit di quel periodo. Il campo di concentramento di Pertzogiu, che secondo le notizie si trovava dove sorge lattuale aeroporto di Fertilia nei pressi di Alghero, compare in molte liste di riferimento sui campi nazisti della seconda guerra mondiale. Sul suo utilizzo per non si hanno informazioni certe e tutto ci che lo riguarda stato da sempre un e-nigma irrisolto; c chi addirittura dubita fortemente della sua effettiva esi-stenza. Lingegnere Filippo Minghetti, Alberto Castoldi, Giovanni Antonio Sanna e sua figlia Zely, oltre ad altre figure memorabili del periodo fascista, sono esi-stiti realmente, ma nessuna delle azioni da loro compiute nel romanzo cor-rispondente a episodi di vita testimoniata( fanno eccezione le notizie docu-mentate che esulano dalla trama del libro). Lautore Giovanni Davide Piras, con sapiente abilit narrativa, ha scelto di conservare i nominativi originali di questi personaggi, impregnando cos la storia con una forte caratterizza-zione territoriale che solo unisola arcaica e misteriosa come la Sardegna pu dare. Il resto dei personaggi fa parte della sua creativit. In questo gioco solo in apparenza squilibrato, in cui il reale si mescola e si sovrappone continuamente allimmaginario, si cristallizza il perno attorno al quale ruota lintera trama: la sofferenza di chi ha vissuto a quel tempo nelle miniere. questo laspetto pi tangibile di tutto: il rapporto pi alto della disperazione umana al quale si dovrebbe sempre far riferimento per misura-re la felicit di unesistenza.

  • A volte il vincitore un sognatore che non ha mai mollato

    Jim Morrison

  • 9

    1 Gennaio 1937 Loscurit aveva trascinato con s un umido penetrante, di quelli che indo-lenziscono le ossa fino al midollo. Il bosco, muto e tetro, comprimeva i due lati del sentiero. Le cime dei sugheri parevano pendere le une verso le altre, dando vita a un tunnel oscuro di cui non si poteva immaginare la fi-ne. Solo limpeto di un torrente intaccava il carattere taciturno della notte. Regnava il silenzio solitario dei sordi, acre come il fumo di leccio che si sprigionava dai comignoli di pietra delle case, unica presenza di vita nelle sere invernali di Montevecchio. Qui c al massimo un metro dacqua! Quella voce vomitata dalla gola sassosa del monte Linas frantum la quie-te. In quellattimo, Emilio imboccava il sentiero, ma non poteva udire lavvertimento, era ancora distante. Faceva freddo. Aneliti di vapore si sprigionavano dalla sua bocca, innal-zandosi nel buio come segnali di fumo indiani. La tuta da lavoro che in-dossava era di un tessuto sottile che non poteva sconfiggere limminente gelata. Tra qualche ora gli sarebbe parso di trovarsi disperso in una ban-chisa. Al risveglio, le campagne sarebbero state di un biancore artico. Solo in apparenza agghindate con abiti natalizi, trafitte in realt da coltelli di ghiaccio destinati a squarciare lidea di quel mantello di neve. Talvolta le gelate mattutine erano cos consistenti da permettere che la gracilit dei bambini passasse sopra pozzanghere dacqua senza scalfirne la superficie ghiacciata. Emilio si infil le mani in tasca prima che il freddo gli strappasse ogni scampolo di sensibilit. Durante i mesi invernali, spaccature profonde gli ricoprivano mani e labbra, sanguinando in continuazione come stigmate; martoriandolo pi delle cinghiate che aveva preso in giovent da suo pa-dre. Quando si denudava, il suo corpo sembrava la statua di Cristo portata in giro nella processione del venerd santo. Cespugli che venivano mossi, si spostavano con trambusto.

  • 10

    Emilio fu travolto da un brivido. Distinto ripieg il collo tra le spalle per proteggersi da un freddo che neppure il tessuto pi rovente sarebbe riusci-to a mitigare: un gelo proveniente dallanima. Silenzio, forse era stato solo un cinghiale. Emilio reag allintirizzimento e si smosse, poco convinto in verit, ma lo fe-ce. I suoi piedi erano gonfi come le mammelle delle vacche al mattino. Non gli dolevano cos da quando a otto anni aveva rincorso in mezzo alla spina tedesca la pecora pi testarda del gregge che tziu Boreddu gli aveva dato in consegna. Lanimale aveva sconfinato i pascoli di Boreddu e si era infilato a ruminare in un campo di cavolfiori. Quel terreno apparteneva a Omero Gal-lus, un poco di buono che prima sparava e poi domandava chi ? Emilio aveva corso veloce a piedi scalzi sulla spina tedesca e bestemmiato a denti stretti. A ogni passo gli era sembrato di calpestare uno dei porco-spini che razziavano i frutti del perastro imbastardito. Quando aveva rag-giunto la pecora era furibondo. Laveva presa a calci in faccia cos tante volte che la bestia aveva terminato i suoi giorni masticando lerba con le gengive. Non molto distanti da lui, una ventina di uomini formavano una catena uma-na. Tiravano a fatica una grossa corda che si perdeva sul ciglio di un fossato. La spaccatura creatasi nella montagna era profonda pi di otto metri. Oh, is-sa!Oh, issa! scandiva il gruppo a ogni strattone. Alla corda era appeso il bri-gadiere Podda, che pesava quasi settanta chili. Il piccolo corpo che teneva stretto al suo petto, invece, ne pesava al massimo venti: era la carcassa di un bambino di cinque anni rimasta a mollo in un metro dacqua per due giorni. Il volto del brigadiere emerse dalla crepa. Sosteneva quelle spoglie minu-scole con un abbraccio straziato. Una catenina doro con appeso il croci-fisso cadde dal capo penzolante del piccino, rimbalz due volte sulle pare-ti della cavit, tintinnando e rilucendo nellaria. Prima di eclissarsi nellacqua, i riflessi delle maglie dorate infilzarono gli occhi del mare-sciallo Pietro Troise, che prov quasi dolore nel contrasto tra le sue pupil-le assuefatte alle tenebre e quel lampo-luce che accecava come una salda-trice. Ranieri Scintu e Calistru Puxeddu afferrarono per un braccio il brigadiere e lo tirarono fuori dal buco. Lacqua gli gocciolava dalle maniche, ma il ticchettio insistente che si udiva erano i suoi denti che battevano per il freddo. Adagi con cura il corpo del bambino a terra, scordandosi che or-mai il cadavere non potesse pi lamentarsi per una manovra brusca. Tito Espis, Paulu Vaccargiu e il resto dei componenti della catena umana, per un attimo, sentirono il loro cuore cambiare ritmo e quasi arre

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