gli anni di piombo

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Ipertesto sugli anni di Piombo in Italia, realizzato da Noemi Monni. a.s. 2010/2011

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Gli anni di piombo.Monni Noemi Istituto di Istruzione Superiore G.Brotzu V F A.S. 2010/2011

Gli anni di piombo.

Indice1. L'Italia dopo l'autunno caldo. 1.1 Situazione politica 1.2 Situazione sociale 1.3 Situazione economica 2. Nuove organizzazioni. 2.1 I rossi 2.1.1 BR Brigate Rosse 2.1.2 GAP Gruppi di Azione Partigiana 2.1.3 NAP Nuclei Armati Proletari 2.1.4 PL Prima Linea 2.1.5 LC- Lotta Continua 2.2 I neri 2.2.1 NAR Nuclei armati rivoluzionari 2.2.2 Ordine Nuovo 2.2.3 Ordine Nero 3. Le stragi. 3.1 1977, l'anno della svolta 3.2 1978, attacco al cuore dello stato 4. Come lo stato rispose al terrorismo. 5. La progressiva fine del terrorismo. 6. Orientarsi tra i concetti. 7. Fonti.

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Gli anni di piombo. 1. L'Italia dopo l'autunno caldo. Con autunno caldo ci si riferisce al ciclo di lotte di operai e studenti che si mobilitarono nell'autunno del '69, spinti dallo spirito sessantottino. I lavoratori riuscirono ad ottenere qualcosa: lo Statuto dei lavoratori, che garantiva loro maggiore tutela e sicurezza dal punto di vista lavorativo, fu ottenuto grazie a diversi scioperi, astensioni dal lavoro, occupazioni e cos via. Alla fine del '69 per il clima italiano si fece pi teso quando il 12 dicembre esplose una bomba nella sede della Banca Nazionale dell'Agricoltura in piazza Fontana a Milano, ci furono diciassette morti e ottantotto feriti. Lo stesso giorno scoppiarono a Roma altre tre bombe: La prima esplose nel passaggio sotterraneo che collegava via Veneto con via San Basilio (dove c'era la Banca Nazionale del Lavoro), furono ferite tredici persone. La seconda invece davanti all'Altare della Patria. La terza in piazza Venezia, i feriti furono quattro. Fu trovata in seguito una bomba inesplosa a Milano, cos quel giorno furono contati cinque atti terroristici, fra Roma e Milano, dato significativo di ci che aspettava l'Italia. L'autunno caldo infatti port dopo di s la nascita di organizzazioni extraparlamentari che negli anni successivi utilizzeranno la violenza per attuare quella che poi prender il nome di strategia della tensione, ma questo lo vedremo meglio in seguito. 1.1 Situazione politica. La scena politica italiana vedeva protagonista da sempre la Dc, ma ora si stava diffondendo la richiesta di partecipazione democratica che faceva crescere consensi intorno al Pci. Quest ultimo aveva comunque delle difficolt ad affermarsi nel quadro bipolare italiano, inoltre il golpe cileno del 1973 aveva provocato timore fra l'opinione pubblica poich molti credettero che gli atti terroristici potessero intensificarsi. Intanto Berlinguer, il segretario del Pci, elaborava una strategia che cercava di riprodurre l'alleanza della Resistenza antifascista e che potesse mitigare le tendenze autoritarie della Dc. Tale strategia si tradusse nel cos detto compromesso storico, ovvero un'alleanza fra i partiti di massa italiani: Dc, Psi, Pci. Il compromesso storico trov consensi nell'ala sinistra della Dc, di cui esponente era Aldo Moro, ma non era ben visto dall'ala pi estremista del Pci n dall'ala destra della Dc, capeggiata da Giulio Andreotti. Quest'ultimo dichiar infatti :secondo me, il compromesso storico il frutto di una profonda confusione ideologica, culturale, programmatica, storica. E, allatto pratico, risulterebbe la somma di due guai: il clericalismo e il collettivismo comunista.1

Il Pci intanto continuava ad avanzare e ad ottenere successi elettorali: Le elezioni del 1975 videro il Pci avanzare con il 33% dei voti, che sommati a quelli di tutta la sinistra costituivano il 47%. Tuttavia la situazione critica degli anni settanta fece s che l'idea del compromesso storico venisse accantonata per lasciare spazio al governo di solidariet nazionale, ovvero Pci e Psi avrebbero dato il proprio appoggio al governo senza farne propriamente parte. La sinistra accett questa soluzione a causa delle forti tensioni che1 Oriana Fallaci, intervista a Giulio Andreotti nel dicembre '73. Contenuto in Intervista con la storia, Rizzoli, 1974.

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Gli anni di piombo. colpivano il paese: Il terrorismo, sia di destra che di sinistra. La crisi economica. In questo modo Pci e Psi speravano di salvaguardare la democrazia da qualche possibile atto eversivo. 1.2 Situazione sociale. In seguito a solidariet nazionale furono varate una serie di riforme (le pi rilevanti dopo il secondo dopoguerra): Nel '74 furono approvati i decreti delegati, cio una riforma delle strutture scolastiche che dava maggiori poteri agli organi collegiali e ai rappresentanti di famiglie e studenti nella gestione dell'educazione. Venne abrogata la legge sul divorzio e il nuovo diritto di famiglia, ci garant: La parit di diritti fra uomo e donna poich fu eliminata la dote2, fu riconosciuto lo stesso diritto sia ai figli naturali che ai figli legittimi, fu istituita la comunione dei beni, la patria potest fu sostituita dalla potest di entrambi i genitori. Sotto pressione della sinistra furono poi approvate la legge sull'equo canone, sull'edilizia popolare e pianificazione urbana, la riforma sanitaria e della Rai. Intanto erano nate nuove classi sociali, non viste di buon occhio, e le condizioni di vita erano sicuramente migliorate: La mortalit infantile si ridusse grazie al miglioramento delle condizioni igieniche e l'analfabetismo praticamente scomparve grazie alle riforme scolastiche. Finalmente, anche se molto in ritardo, l'Italia diventava sempre pi nazione con una lingua parlata in maniera pi o meno diffusa, dalla Sicilia alle Alpi. Questo accadde grazie alla RAI, che riusc sia a insegnare una sola lingua agli italiani sia a creare un'attenzione nei confronti dei simboli nazionali, perlomeno in occasione si mondiali di calcio, olimpiadi, e cos via. In quegli anni ci fu anche una crescita culturale, spesso controllata dalla sinistra, con effetti piuttosto favorevoli. L'altra faccia della medaglia non era cos rosea, a causa della crisi petrolifera (vedi paragrafo sotto) l'Italia fu colpita da inflazione e stagnazione, e i giovani avevano sempre meno prospettive davanti a loro. La disoccupazione era in continuo aumento. Il malcontento si diffuse, preparando poi la strada alle organizzazioni terroriste. 1.3 Situazione economica. Come appena detto l'Italia fu protagonista di due fenomeni, prima d'allora mai presentatisi insieme: inflazione e stagnazione, ci fu chiamato stagflazione.3 Si arriv a tale situazione in seguito alla crisi petrolifera ed energetica del 1973, questa fu dovuta alla improvvisa e inaspettata sospensione del rifornimento di petrolio proveniente dalle nazioni che facevano parte dell'Opec (Organization of the Petroleum Exporting Countries) verso le nazioni che lo importavano. La situazione mediorentale di quegli anni era scottante, infatti i Paesi arabi non avevano ancora riconosciuto il diritto dello Stato di Israele ad esistere.2 L'insieme dei beni che la famiglia di una sposa conferisce allo sposo con il matrimonio. 3 Si ha contemporaneamente un aumento generale dei prezzi (inflazione) e una mancanza di crescita dell'economia (stagnazione).

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Gli anni di piombo. Le conseguenze della crisi energetica furono diversein Europa: I paesi del Nord furono incentivati a ricercare nuove fonti di approvvigionamento. Si cercarono inoltre nuove fonti di energia: gas naturale, energia atomica, ecc. L'industria risent notevolmente della crisi, infatti non raggiunse pi i tassi di crescita registrati precedentemente. La situazione critica delle industrie port ad un tasso pi elevato di disoccupazione, innescando cos un circolo vizioso, come sempre accade. 2. Nuove organizzazioni. In questo contesto, che viene oggi chiamato "anni di piombo" (da un omonimo film dell'81 che tratta della situazione della Germania occidentale in quegli anni, analoga a quella italiana) nacquero quindi delle organizzazioni clandestine che sfruttavano la lotta armata e il terrorismo per attuare la cos detta "strategia della tensione" e attaccare le fondamenta dello Stato. Si viveva un periodo che stato definito alcuni storici "guerra civile a bassa intensit"4. 2.1 I rossi. 2.1.1 BR Brigate Rosse Ideologia. Le Brigate Rosse ritenevano che la fase della Resistenza partigiana non fosse ancora finita e che l'Italia avesse necessit di essere liberata per poter istituire la dittatura del proletariato e il comunismo. Questa analogia con il movimento partigiano si riflette anche nei soprannomi usati, per nascondere la propria identit, dai brigatisti e nella struttura verticale dell'organizzazione. Quindi, secondo i brigatisti, l'Italia era passata dal controllo nazifascista a quello del SIM (Stato Imperialista delle Multinazionali). A questo era necessario intraprendere una lotta armata con la quale scuotere le fondamenta di questo tipo di Stato e quindi far s che si potesse creare lo spazio e l'occasione per un'insurrezione, infatti i brigatisti si sono sempre definiti "un'organizzazione guerrigliera" e non "terroristica". Struttura e organizzazione. Fin dalla loro nascita le BR comprendevano tre "anime" interne, accomunate dalla stessa ideologia e politica, ma erano discordanti su come, quando, con chi intervenire. Dunque c'erano: Ala marxista: la si pu definire "dura e pura". Alcuni esponenti di questa corrente erano convinti che i partigiani fossero stati "disarmati" ancor prima della vera e propria liberazione. Ala "sindacalista militante": la quale invece prediligeva le azioni altisonanti, come rapimenti e attentati, che si sarebbero dovute compiere solo in fabbrica. Ala "catto-comunista": era teorica ed eguaglitaria, aveva come esponenti pi noti Renato Curcio e Margherita Cagol.5 L'organizzazione era strutturata verticalmente, come un vero esercito (anche questo ripreso dal movimento partigiano): I gruppi di fuoco erano inseriti in cellule, le quali erano raggruppate in colonne che definivano le azioni armate da compiere. Queste colonne erano sot

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