massimo a. alberizzi dal suo generale: gli anni di piombo 37 anni in fuga gli anni di piombo nato a

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  • 10 ITALIA IL FATTO QUOTIDIANO Mercoledì 27 Marzo 2019

    IL VERBALE Le parole di Cesare Battisti C onfessione DAVIDE MILOSA

    SEGUE DALLA PRIMA

    Milano

    uesto mio ruolo da intellettuale era anche una precisa garanzia che, a

    prescindere dal mio passato, ero ormai una persona non più da ritenersi pericolosa . Non solo. Chi lo ha aiutato, mai si è posto il problema delle sue re sponsabilità. Battisti spiega: Sono stato supportato nella

    mia latitanza da partiti, gruppi di intellettuali, soprattutto nel mondo editoriale, come soste gno ideologico e logistico . E ancora: Io sono stato aiutato per ragioni ideologiche e di

    solidarietà e posso anche dire che non so se queste persone si siano mai chieste se io fossi ef fettivamente responsabile dei reati per cui sono stato con dannato. Io ho sempre profes sato la mia innocenza e ciascu no è stato libero di interpreta re questa mia proclamazione come meglio ha creduto, ma posso dire che per molti di questi il problema non si po neva, andava semplicemente sostenuta la mia ideologia dell epoca dei fatti . Poi pre cisa: Tra gli italiani nessuno mi ha mai aiutato o ha favorito la mia latitanza

    CAMBIA TEMA: Io non sono un killer ma sono stato una persona che ha creduto in quell epoca nelle cose che ab biamo fatto e quindi la mia de terminazione era data da un movente ideologico e non da un temperamento feroce ( ). A ripensarci oggi provo una sensazione di disagio ma all e- poca era così . I reati quindi. Quattro omicidi, gambizza zioni, rapine. Battisti si soffer ma su due in particolare: quelli del gioielliere milanese Pier luigi Torregiani e del commer ciante di Mestre Lino Sabba dini, entram bi ammazzati il 16 febbraio 1979. Battisti è condannato per aver par t e c i p a t o e non per esse re l esecutore m a t e r i a l e . Eppure, per sua stessa ammissione, fu lui a pianificare l azione: e r an o state discussioni anche accese sulla sorte del Sabadin e del Torregiani. La maggioranza, me compreso aveva deciso di procedere (...) al ferimento

    ). Accadde però che la per sona incaricata dell azione lo uccise. Voglio ancora precisa re che quando qualcuno del nostro gruppo decise di colla borare, essendo io latitante, per questi due omicidi accusò me di essere stato il più deciso sostenitore della morte in mo do da alleviare in qualche mo do la responsabilità di chi era già detenuto

    Sugli altri due, il marescial

    37 ANNI IN FUGA

    Gli anni di Piombo

    NATO A CISTERNA di Latina nel 1954, Cesare Battisti venne arrestato per la prima volta nel 1976. Politicizzatosi in carcere, si unì ai Proletari armati per il comunismo (Pac) poco dopo essere stato scarcerato. Arrestato di nuovo nel giugno del 1979 e condannato a 12 anni in primo grado per banda armata, Battisti evade dal carcere di Frosinone il 4 ottobre 1981 rimanendo latitante per oltre 37 anni, fino all arresto del 13 gennaio 2019. Durante la latitanza vissuta tra Francia e Sud America nella nuova veste di scrittore e intellettuale Battisti è stato condannato all ergastolo per quattro omicidi (due commessi materialmente) a Udine e Milano tra il 1979: agente di Custodia Antonio Santoro (Udine, 6

    giugno 1978), del gioielliere Pierluigi Torregiani (Milano) e del macellaio Lino Sabbadin (Udine) il 16 febbraio 1979 e del poliziotto Andrea Campagna (Milano, 19 aprile 1979). Battisti, alimentando il mito del perseguitato politico ha sempre negato le proprie responsabilità, fino alla confessione resa ai pm di Milano il 23 marzo.

    Ero considerato un intellettuale, nessuno mi ha mai dato la caccia ex terrorista dei Pac ripercorre i suoi anni di latitanza tra la Francia e il Sud America

    L EVITTIME

    P I E R L LU I G I

    TO R R EG I A N I

    G i o i e l l i e re ,

    ucciso a 16

    febbraio 1979

    SA B BA D I N

    , 45 ucciso a

    16 fe b b ra i o 1 97 9

    A N TO N I O

    SA N TO RO

    A ge n te

    51 anni, u cc i s o a Udine il 6

    1978

    C A M PAG N A

    Agente della 23

    ucciso a Milano

    1 97 9

    lo Antonio Santoro (Udine, 6 giugno 1978) e l'agente della Digos di Milano Andrea Cam pagna (19 aprile 1979), Battisti rivela i mandanti: Per Santo ro l indicazione venne dai compagni del Veneto per le torture commesse nel carce re a carico dei detenuti politici

    ). Per Campagna, cui io ho di

    cazione è stata data dal collet tivo (milanese, n dr) di Zona Sud . Tutto avviene tra il 1978 e 1979. Due anni dopo già Bat

    tisti pensa di d i ss o c i a rs i . Spiega: Se non fossi eva so nel 1981 ( anche io avrei fatto parte del gruppo di co loro che si so no dissociati dalla lotta ar

    mata e avrei reso in quegli anni dichiarazioni relative alle mie responsabilità, esclusivamen te riguardanti la mia persona senza chiamare in causa altri s og ge tt i . Quell evasione dal carcere di Frosinone aveva u no scopo preciso. Gruppi ar mati di differente collocazione

    ) ritenevano che io avrei po tuto incontrare alcuni elemen ti e portare un messaggio che poi sarebbe stato finalizzato a cessare l attacco armato nei confronti dello Stato ma man tenere la disponibilità delle ar mi per scopi difensivi e aiutare altri compagni a evadere . Bat tisti nulla fa di tutto questo ma subito rifugia in Francia. Pri

    ma di entrare nella lotta arma ta è solo un criminale comune. Ho cominciato a delinquere a

    17 anni ( ). La mia famiglia è sempre stata vicina al Pci (...) ed essendo stato iscritto alla F gci e poi a Lotta Continua ho dato denaro provento di furti e rapine per la causa comuni sta . In carcere a Udine cambia tutto: Ho conosciuto Arrigo Cavallina che faceva parte di Rosso, la sede della cui rivista omonima era ubicata a Milano in via Disciplini . La rivista sa rà la base del movimento au tonomo milanese. Qui si formò chi uccise a Milano l agente di polizia Antonio Custrà (Via De Amicis, 14 maggio 1977) e il giornalista del Corriere della sera Walter Tobagi (via Salai no, 28 maggio 1980).

    POI CI SONO gli anni francesi. Un periodo in cui quel mo strarsi intellettuale impegnato gli garantisce una perfetta co pertura. In quegli anni mi so no mantenuto scrivendo libri e per alcune riviste, tra cui Pla y bo y ). Avevo contatti con grandi case editrici e guada gnavo abbastanza per mante nere la mia famiglia e compra re una casa nella regione di Pa rigi ( ). Avevo venduto i diritti per adattare a film il mio libro Ultimo sparo; facevo sceneg giature per mini serie tv. Lavo ravo anche per Antenne 2 Questo il suo profilo. Poi arriva il 2004 e la fuga. Quando sono andato via dall Italia ho avuto i documenti da un amico di fa miglia, quando sono andato via

    dalla Francia, avevo documen ti falsi francesi ( ). Dal 2004 al 2007 ho vissuto in semi-clan destinità mantenuto grazie al sostegno del Sindagato Uni versitario Sintusp, ideologica mente schierato a sinistra ma senza connotazioni di violen za, che mi sostenne come rifu giato politico . Poi il passaggio in Brasile. Avevo documenti regolari perché il Presidente Lula mi aveva concesso la re sidenza permanente sul terri torio, non ero, ma un immi grante

    E SI ARRIVA a pochi mesi fa. Sono rimasto in Brasile sino al

    novembre 2018 ( ). A causa della politica di Bolsonaro de cisi di scappare in Bolivia dove peraltro avevo rapporti con lo storico David Choquehuanca con il quale avevo già contatti per la scrittura del libro Chi lometro zero, che però proba bilmente verrà intitolato Ver so il sole morente . Battisti svela poi chi lo ha aiutato a pas sare in Bolivia. Lo conoscevo come presidente della gioven tù di Evo Morales ( ) Dalla frontiera, ovvero da San Ma tias, mi ha accompagnato sino a Santa Cruz della Sierra. Si è trattato di una condotta di so lidarietà nei mie confronti Basta, chiuso. Un ultimo atto di scuse ai familiari delle vitti

    me e una precisazione: Non cerco benefici, non ci spero al meno a breve . Poi alle 10:10 del 24 marzo si chiude il ver bale. Battisti torna in cella.

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    Ipse dixit

    LA RETE

    A L L E ST E RO

    Sono stato supportato

    nella mia contumacia

    da partiti e persone

    soprattutto del mondo

    editoriale, come

    sostegno ideologico

    e anche logistico

    I DELITTI

    1979

    Sabbadin e Torregiani:

    erano state

    discussioni, prevalse

    la linea di ferire

    e non uccidere. Ma

    la persona incaricata

    del l azione uccise

    La dissociazione

    Se non fossi evaso

    nel 1981, anche io

    avrei parlato delle mie

    re s p o n s a b i l i t à

    14 gennaio

    a r r ivo

    Battisti

    Italia

    CHE I CARCERATI MANGINO GELATI

    ILARIA PROIETTI

    SI FA PRESTO a dire e al fresco . Almeno nelle

    ceri italiane, dove il termome tro e fa segnare tempera

    e record. Ma se le strutture i vecchie come il cucco

    (oltre che sovraffollate), i detenuti con la orarsi co

    Come? Mangino gelati. Lo ha sug

    gerito il sottosegretario alla Giusti Leg

    al question time alla a ha tagliato corto sulla pos

    e ventilatori: sem pre che le celle fossero dotate di pre

    corrente (e non è scontato), gli impian reggerebbero il carico. Nien

    te da fare anche per gli apparecchi autoa

    a quel punto si porrebbe il problema della spesa per la sostituzione

    Per non parlare della questio

    o essere agevolmente fatte og getto di uso improprio, e quindi costituire

    ezza . E quin resta che il gelato. O al limite usare il

    ve n t a g l i o.

    IL FATTO QUOTIDIANO ESTERI 11

    outeflika tradito dal suo generale: Deve andare via

    » GIAMPIERO GRAMAGLIA

    C’ è una legge (del tagli