fotografare gennaio 2015

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Rivista sulla fotografia. Manuale per gli scatti di gennaio.

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pubblicazione mensile reg. Tribunale di Roma N. 14613 del 28/6/1972
fotografare s.r.l. iscritta al ROC al N. 19263.
ANNO 6 - N° 1 GENNAIO 2015
DIRETTORE RESPONSABILE Amerigo Bruni
Giovanni Di Miceli, Francesco Lerteri, Giulio Limongelli,
Giancarlo Parisi, Matteo Virili
DIREZIONE PUBBLICITÀ E MARKETING: Patrizia Meli
[email protected] tel. 06/8818752
cell. 366 6540221
DIREZIONE E AMMINISTRAZIONE
00138 Roma tel. 06/8818752 - fax 06/8803658
[email protected] [email protected]
tel. 02/25823176 - telefax 02/25823324
DISTRIBUZIONE ESTERO
Johnson’s International News Italia S.p.A. Via Valparaiso 4 - 20144 Milano
STAMPA
ABBONAMENTI E ARRETRATI
Per informazioni: [email protected]
Una copia arretrata (da Gennaio 2010): euro 9,80. L’abbonamento può iniziare
in qualsiasi periodo dell’anno (12 numeri) e decorre dal primo numero raggiungibile.
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L’abbonamento si attiva con versamento sul conto corrente postale N. 1751731
intestato a fotografare srl - Via Salaria, 1319 - 00138 Roma, specificando in causale l’ab-
bonamento richiesto. L’Editore garantisce la riservatezza dei dati personali (Legge 675/96).
Chiuso il 10/12/2014
www.fotografare.com
U na moda o la continuazione e l’estensione a macchia d’olio di un’abitudine fotografica di antica data? Nel 2013 l'Oxford Dictionary ha scelto 'Selfie' come parola dell'anno. Selfie è entrata ufficialmente nel dizionario inglese con la seguente definizione: “una fotografia che una persona ha fatto di se stessa,
normalmente con uno smartphone o una webcam, e poi ha pubblicato su uno dei social media". Nell'ottobre del 2013 erano 140 milioni le immagini pubblicate con l'hashtag #me e su Flickr, per esempio, la ricerca del termine “self portrait” ha prodotto 1.469.127 foto (ma la cifra aumenta ogni giorno).In realtà. niente di nuovo. L’autoritratto veniva scattato fin dai primordi della fotografia del Novecento con il meccanismo omonimo che era inserito nella fotocamera nei pressi del pulsante di scatto. Il ritardo poteva essere impostato, in genere, da uno a cinque secondi, ma apparecchi fotografici più performanti e di maggior prezzo spesso offrivano un maggior ventaglio di ritardi di
scatto. Ma in realtà, occorre ricordarlo, il vero selfie vintage non è questo. Era quello realizzato con un lungo cavo di scatto, che permetteva di operare l’apertura dell’otturatore anche a distanza di due o tre metri dalla fotocamera. Quindi, come succede sempre più spesso con la fotografia digitale, utilizzando per auto- fotografarsi un fotocellulare si realizza una modalità di scatto fotografico piuttosto sofisticato, ossia che non era proprio di uso comune presso il fotografo di livello dilettantesco. E’ sempre il fotoamatore evoluto, ricordatelo, che, con i numeri delle fotocamere e delle attrezzature fotografiche acquistate, fa la storia della fotografia, analogica o digitale che dir si voglia. Self-portrait: l’autoritratto vanta parentele fotografiche nobilissime, da Man Ray a Robert Mapplethorpe. In realtà è sempre
stato uno dei modi in cui alcuni grandi nomi della fotografia hanno voluto consegnare se stessi alla storia. Anche se, su questo fatto, non tutti sono d’accordo. Alcuni osservano che, mentre in pittura esiste una lunga tradizione di autoritratti, in campo fotografico sono abbastanza rari i tentativi compiuti dai fotografi di riprendere la propria immagine. Il pittore nel Medioevo nascondeva il proprio autoritratto in un angolino del quadro. Michel Tournier, per esempio, in uno scritto del 1986 intitolato appunto “L’Autoritratto”, ha affermato che “L’autoritratto fotografico è, a mia conoscenza, praticamente assente dalle opere dei grandi fotografi. Lacuna sorprendente, se si pensa che la fotografia ha praticamente soppiantato – e quasi soppresso – il ritratto dipinto o disegnato. Perché questa timidezza del fotografo, che su quest’unico punto non accetta di seguire il pittore, suo nemico fraterno? Forse perché nello scatto fotografico – molto più che nel disegno – c’è una parte di saccheggio, di aggressione, di attacco che mette paura quando si tratta di rivolgerlo contro di sé. L’atto fotografico si concentra in una frazione di secondo. E’ comprensibile che il fotografo esiti a puntare sul proprio volto quella bocca nera che afferra e che trattiene con una rapidità folgorante. Egli non ama fare a se stesso ciò che fa così bene agli altri.” Deve far riflettere il fatto che successivamente a questa dichiarazione, in una mostra fotografica a Parigi, sia comparso in esposizione anche un autoritratto originale e curioso realizzato proprio… dallo stesso Tournier! Come al solito, il fotografo è soprattutto un gran bugiardo… Quindi lasciamo in pace i selfie e chi li scatta… E, vi auguriamo mille selfie felici per l’anno nuovo, un buon 2015 e soprattutto… buona fotografia!
La Redazione
uno dei modi in cui alcuni grandi
 nomi della  fotografia
Copyright fotografare s.r.l. Tutti i diritti sono riservati.
Manoscritti e fotografie non si restituiscono.
 
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PREVIEW  . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 10
L’ESORDIENTE Ana Mereuta: Lo sguardo nel cuore di Amerigo Bruni  . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16
B ACKSTAGE PROFESSIONALE Franco Franceschi: Amami ancora di Amerigo Bruni . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18
 V OI AUTORI... Le vostre immagini  . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .  22
 A LTA FOTOGRAFIA  Il processore di immagine di Francesco Lerteri  . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .  26
MOSTRE E CONCORSI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .  30
L A FOTO SVELATA  Piazza del Duomo a Cremona a 360° di Johnny Papagni  . . . . . . . . . . .  34
MONOCHROME Gamma di contrasto di Giovanni Di Miceli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .  94
SCATTO FINALE  . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .  98
RUBRICHE
sommario
 6
4
Un prontuario  facile ed esauriente  per scattare le  fotografie di still- life che avete  sempre desiderato.
64
48
 ABC FOTOGRAFIA DIGITALE Bilanciamento del bianco di Mattia Baldi  . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .  54
TECNICA  Still life di Giancarlo Parisi  . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .  64
TUTORIAL Il restauro delle vecchie fotografie di Glauco Dattini  . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .  90
TEST COMPATTA  Sigma dp1 Quattro di Matteo Virili  . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .  36
TEST COMPATTA  Canon G7 X di Matteo Virili . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 42
TEST OBIETTIVI Panasonic GX Vario 35-100mm - f/2.8 ASPH Panasonic G Vario Ultra Compact Zoom 35-100mm - f/4.0-5.6 di Mattia Baldi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 48
 A CCESSORI Odyssey De Vere 504DS a scuola di Giovanni Di Miceli  . . . . . . 82
SOFTWARE OnOne Perfect Photo Suite 9 di Glauco Dattini  . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .  86
G ADGET . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 96
FOTOGRAFIA DI INTERNI Mediterraneo interiore di Giovanni Di Miceli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .  70
INTERVISTA  La ragazza dall'unicorno: Gianguido Rossi di Giovanni Di Miceli  . . . 74
STAMPA ARTISTICA  Il digingranditore dalla luce alla luce di Giulio Limongelli  . . . . . . . . . . . . . .  78
LIBRI Il Re delle Alpi e la fotografia: Walter Bonatti di Giovanni Di Miceli . . . 84
7
78
7
CULTURA  
Gianguido Rossi e le sue immagini di fashion e ritratto originali e  fiabesche che  fanno sognare.
TECNICA  
 
Cara redazione, Vi scrivo per esporvi un problema per me cruciale. Scatto con una Nikon D5300 che produce un file (grande) veramente enorme: 6000x4000. Premetto che la risoluzione grande è stata impostata da me e non vorrei utilizzare il sensore depotenziato poiché credo che non esprima le sue reali potenzialità a risoluzione tipo: media o addirittura bassa. Scattando al massimo della risoluzione quindi mi trovo con centinaia di megabyte da gestire con il mio vecchio computer, un processore I3. Vi chiedo, tenendo conto della mia macchina Nikon, quale sia una settaggio economico, ma performante per la gestione dei miei file. Grazie.
PIERLUIGI SORI FROSINONE (RM)
Caro lettore, il suo problema sembra comune a moltissimi   fotografi digitali. Quello che  possiamo consigliarle, per lavorare alla risoluzione da lei indicata, è una postazione abbastanza  professionale e purtroppo non troppo economica. Per lavorare a 6000x4000 niente sarebbe meglio del nuovo Apple IMac 5K  (2.629,00 euro): le consentirebbe di vedere le sue foto del dettaglio e di gestire i software Adobe con
estrema velocità. I piccoli portatili  Windows, o anche i fissi che si  aggirano intorno ai 1000 euro  purtroppo non le consentiranno di  lavorare con Giga fotografici in maniera efficiente e quindi le sconsiglio l’acquisto di una macchina che poi dovrà sostituire. Comunque, dato che tanto ci  siamo, un po’ di informazioni sul  “mastodonte” sopra citato non guasteranno. Dallo scorso mese di  ottobre la famiglia di sistemi  desktop all-in-one iMac di Apple si  è arricchita di una nuova ammiraglia: il modello iMac da 27   pollici con display Retina alla risoluzione di 5K. Si tratta di  un'introduzione che completa la linea dei desktop
consumer/prosumer dell'azienda di Cupertino, poiché va a offrire una nuova interessante opzione  per la fascia più alta dell'utenza cui  questo tipo di sistemi si rivolge. Se i  sistemi iMac da 21 pollici sono infatti principalmente proposti per  consumatori evoluti, studenti e  piccoli studi di grafica ed  impaginazione, i sistemi da 27   pollici (anche nelle versioni non- 5K) risultano essere strumenti   particolarmente ideali anche per  quella fascia di professionisti  (fotografi, impaginatori, architetti, geometri, grafici) per i quali una soluzione workstation  propriamente detta, come ad  esempio il Mac Pro restando sempre in casa Apple, sarebbe
6   fotografare | gennaio 2015
Diamo la priorità alle lettere brevi e di interesse generale, firmate per esteso e complete di  indirizzo del mittente (in caso di pubblicazione sarà indicata soltanto la città o, se richiesto, la dicitura “lettera firmata”). Per le email mancanti dei dati suddetti verrà riportato l’indirizzo 
di posta elettronica. Allegate la liberatoria ai ritratti. Non rispondiamo privatamente.
Scrivete a: [email protected]
sottoutilizzata o comunque non accessibile per limitazioni di  budget. iMac 5K Retina è un ottimo pc desktop per casa, lavoro, studio fotografico e via dicendo. È  anche il modo più conveniente (e  più bello) per avere un monitor 5K. Non è una workstation, ed è consigliato a chi deve fare davvero sul serio nella sua configurazione  più potente, diciamo quella da almeno 3100 euro.
L’APPLE
iMAC K
Contenuti extra Per vedere le foto in alta risoluzione scattate con i prodotti
testati su questo numero vai a questo link o fotografa il QR code con il tuo smartphone.
www.flickr.com/photos/fotografaresrl/sets/ 
Il nuovo iMac 27 Retina 5K  di Apple: uno strumento
completo per tutti i professionisti esigenti,
specie per coloro i quali lavorano quotidianamente con immagini e video che potranno trarre vantaggio
dai 14,7 milioni di pixel messi a disposizione dal
display dell'all-in-one della mela morsicata.
 
www.marksanders.co.uk/KINFOLK
Vi segnaliamo questo recente lavoro del fotografo inglese Mark Sanders, che ha realizzato per la rivista americana Kinfolk, specializzata in creatività e lifestyle. Ha scattato una serie di fotografie i cui soggetti sono i tuffatori. La serie si intitola: “Turning Point: a guide to flipping”. Le foto sono ambientate in una piscina e racconta le posizioni e i movimenti aggraziati dei tuffatori, da ogni punto di vista, dall’alto o sottacqua.
Crediamo meritino una visita gli scatti del fotografo spagnolo Jaume Albert Marti, che hanno per oggetto gli ingressi di alcune giostre itineranti. Tutte le foto sono accomunate dall’ambientazione serale, dalla presenza del bigliettaio e dall’assenza (o quasi) dei visitatori. Sono inoltre caratterizzate da un’estrema qualità d’immagine perché tutte scattate con banco ottico e pellicole piane di grande formato.
 
Èdisponibile su prenotazione in America, ed ufficialmente in uscita in questo mese in
Europa, la nuova Sony Alpha 7 II a 1.698 dollari per il solo corpo e 1.998 kit con lente 28-70mm f/3.5 - 5.6, il rilascio USA dovrebbe essere intorno al 9 dicembre. La caratteristica di punta di questa nuova versione è uno stabilizzatore sul sensore su cinque assi che la casa promuove come il primo di questo tipo su una fotocamera full-frame. Sony sembra confermare quindi l’intento nel voler fornire macchine per riprendere in bassissime condizioni di luce. Il nuovo stabilizzatore funziona un po’ come un dolly cinematografico e ondeggia il sensore quando muoviamo la macchina in ben 7 direzioni diverse. Dovrebbe quindi consentire di scattare praticamente in qualsiasi situazione, anche la più.... scabrosa! Sony afferma anche che sarà possibile scattare con un 4,5 stop di margine d’errore: questo consentirebbe di fare le foto praticamente al buio. Anche l’autofocus diventa ancora più veloce, ma il peso aumenta da 474 grammi per la A7 a 599 grammi per la A7 II. La Sony ha deciso di mantenere la “filosofia” del modello Alpha 7: un sensore full-frame da 24 MP, al quale viene implementato un nuovo sistema di stabilizzazione su 5 assi, che sembrerebbe avere un’efficacia veramente notevole. Si tratta del primo sistema di stabilizzazione così avanzato per mirrorless full frame. Inoltre se
viene montato sulla camera un obiettivo E-mount stabilizzato, il sensore dialogherà con l’obiettivo per migliorare ulteriormente la stabilità delle immagini. 117 punti di messa a fuoco e 25 punti a rilevamento di contrasto hanno ulteriormente migliorato la velocità di messa a fuoco rispetto alla precedente Alpha 7. Per quanto riguarda il video, l’Alpha 7 II non eccelle. Sebbene supporti i codec XAVC S e AVCHD, la camera è un po’ deludente per la risoluzione: solo 1080p a 60fps, che confrontati con le concorrenti che ormai girano quasi tutte in 4K, sono poca cosa. Unico fattore positivo è che Sony dice di aver implementato il sistema S-Log2 per registrare video ad altissima gamma dinamica. Per valutare con completezza dovremo aspettare i primi video-test. Il prezzo italiano, non ancora annunciato dovrebbe aggirarsi intorno ai 1700 euro solo corpo.
O Y H I
L’ultima nata della serie Alpha della Casa nipponica si prospetta ricca di nuove
 performanti caratteristiche, soprattutto in quanto a stabilità. www.sony.it
preview
DIMENSIONI MM /PESO G: 127x96x60 / 600. INNESTO OBIETTIVI: Sony E. ELEMENTO SENSIBILE: CMOS Full Frame da 23,9x35,8mm da 24 Megapixel STABILIZZATORE SUL SENSORE: sì, su 5 assi. RISOLUZIONE MIN / MAX : 3008x2000/6000x4000. FORMATI IMMAGINE: JPEG, RAW, RAW+JPEG. SENSIBILITÀ DI RIFERIMENTO: da 100 a 25600 ISO. BILANCIAMENTO DEL BIANCO: automatico, manuale con 10 modalità più una personalizzata. SCHERMO LCD: inclinabile da 3” con 1.230.000 pixel. SUPPORTO DI MEMORIA : SD/SDHC/SDXC. INTERFACCIA : USB 2.0, AV, HDMI, mic, cuffie, Wi-Fi + NFC, slitta access.
 V IDEO: Full HD 1920x1080/60p,60i,24p.  A UTOFOCUS: ibrido a rileva. del contrasto su 25 punti e a rilevamento di fase su 117 punti. Sensibilità AF: da -1 a +20 EV  (equivalente ISO 100). MIRINO: elettronico con 2.360.000 punti, ingrandimento 0,71x, 100% del campo inquadrato, corr. diottrica -4.0 - +3.0. MISURAZIONE DELLA LUCE: Misurazione valutativa a 1200 zone da parte del sensore d’immagine; Lettura multisegmento, spot, media a prev. centrale. MODI D’ESPOSIZIONE: automatico, programmato priorità diaframma, priorità tempi, manuale, scene, panoramica. Bracketing: da 3 a 5 scatti a passi da 1/3 a 3 stop. CORREZIONE DELL’ESPOSIZIONE: +/-5 EV a passi di 1/3 stop. BLOCCO ESPOSIZIONE: con pulsante AE lock. FLASH INCORPORATO: no. TEMPI: da 30 sec. a 1/8000 di sec, posa B. SINCRO-FLASH: 1/250 di sec. MODI DI SCATTO: singolo o a 5 fps.
 A LIMENTAZIONE: pila ricaricabile agli ioni di litio NP-FW50.
SCHEDA TECNICASopra: la Sony   Alpha 7 II è
molto simile al precedente
modello, se si escludono
è montato su un meccanismo di
stabilizzazione a 5 assi.
10   fotografare | gennaio 2015
A ut coloro che sooscriveranno un abbonameno cartaceo
al mensile fotografare, verrà inviaa (fino ad esaurimeno score) una copia di uno dei seguen volumi (a scela):
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Si prega di compilare tutti i campi.
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disposizione ogni mese al primo classificato dei fotoconcorsi
on-line un premio a scelta tra una scheda SDHC da 16 GB classe
10 con velocità 600x, adatta anche alle riprese video in Full HD
o un lettore di schede 25 in 1 con la nuova interfaccia USB 3.0
(compatibile anche con USB 2.0) per trasferire le foto al
computer in un batter d’occhio. Il vincitore verrà contattato
dalla redazione per la scelta del premio, che verrà consegnato
direttamente a casa. Buone foto a tutti!
Gabriele Gallaro | Baveno (BV) Peccat di gola1°
SDHC 600X 16GB Reader mult card 25 in 1 - USB 3.0
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Artificiale (Scadenza: 1 Gennaio 2015)
Vogliamo foto in cui sia evidente l’azione dell’uomo o che
mettano in risalto delle creazioni artificiali degne di nota
per la loro bellezza o, perché no, per la loro bruttezza!
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Per definizione è “strano” ciò che è diverso dal solito.
Mettete in risalto delle stranezze all’interno di contesti
altrimenti traboccanti di noiosa consuetudine.

Alessandro Orat |Roma Violino con l’archeo3°
Luciano Courvoisier | Roma Lo sudio... frua!5°
www.fotografare.com/forum
 
 Quando ti sei appassionata alla fotografia?  Qualche anno fa, quando iniziai a posare come modella. Andando avanti col tempo però capii che quello che stavo facendo non mi dava le giuste soddisfazioni a livello artistico. Ho quindi iniziato ad avvicinarmi alla fotografia e da modella l'anno scorso ho deciso di passare dall’altro lato dell'obiettivo. A quel punto decisi di prendere in mano la macchina fotografica e ''sfogarmi'', iniziando così a vedere il mondo fotografico con altri occhi.  Qual è il genere di fotografia che preferisci?  Sicuramente il ritratto. Mi piace osservare i volti, le loro espressioni e soprattutto gli sguardi... gli sguardi raccontano storie che rendono unico ogni ritratto.
Quali sono gli elementi che caratterizzano maggiormente il tuo modo di  vedere la fotografia?  È difficile rispondere a questa domanda. Penso che la fotografia sia
16   fotografare | gennaio 2015
[email protected]
 Ana Mereuta
ANA MEREUTA
Mi chiamo Ana Mereuta, e sono nata nel 1991 in una piccola città
della Romania (Piatra Neamt). Sono arrivata in Italia per proseguire
gli studi e mi sono stabilita qui oramai da 8 anni. Da poco sono
passata dietro la fotocamera. Sono ancora agli inizi quindi non ho
molto da raccontare, ma penso di avere parecchie cose da dire...
con l’apparecchio fotografico!
di Amerigo Bruni
trasmettere un po' di se stessi attraverso l'immagine e quindi ogni espressione artistica è unica di per sè. Nel mio caso il concept iniziale è una forte linea guida per tutto il processo fotografico. Nella postproduzione, per esempio, non sempre mi limito alle correzioni standard ma vado a intervenire sui tratti della modella/modello forzando alcune loro peculiarità per rafforzare l'impatto stilistico che sto cercando, anche se qualche volta mi allontano leggermente dalla realtà ed entro un po' nel simbolico...  Ti piace sperimentare o hai dei modelli di riferimento preferiti?  Mi piace sperimentare e ho anche molti modelli di riferimento: grandi fotografi del passato e del presente. Sono parecchi i nomi che mi ispirano, ma direi in particolare Richard Avedon e Tim Walker, tanto per citarne due.
 
 ncor
C ome è nata la passione  per la fotografia?  Posso dire che sia una cosa che ho sempre fatto,
a otto anni avevo una Laica III a telemetro.....La fotografia seria l'ho iniziata all'università quando una testata mi affidò qualche servizio di costume, poi più avanti mi ha appassionato il reportage di viaggio e mi sono dedicato anche un po' al ritratto per approdare, alla fine degli anni '70 del secolo scorso alla moda a tempo pieno.  Il tuo primo apparecchio fotogra-  fico?  È una domanda a cui fatico a rispondere. Dopo la Laica, quando
 Franco Franceschi e le sue immagini classiche e originali, che trasmettono un’idea della moda e della bellezza che resta immutata  nel tempo.
ho cercato di fare foto "sul serio" ho preso una Pentax Spotmatic e in seguito le ho affiancato una Rolleiflex con Tessar. Quando ho iniziato con la moda ho preferito Hasselblad per il medio formato e Minolta perchè ho trovato che fosse quella con le ombre meno dure e più leggibili. quando Minolta ha chiuso ho optato per Nikon che uso sia con pellicola che digitale.  In che modo hai imparato la tec- nica?  Come si faceva in quell'epoca, seguendo gli altri. Ho avuto due buoni Maestri: prima Nicolini a cui facevo il "piccolo", poi la vicinanza
18   fotografare | gennaio 2015
 
di Elio Nanni che è stato uno dei più grandi fotografi di Bologna, anzi il più grande in assoluto secondo me e anche molta pazienza e umiltà frequentando un circolo fotografico bolognese.  Come hai scelto il genere della moda? Quanto è durato?  L'ho scoperto fotografando Mina al teatro Arena del Sole assieme a Nanni. Ho capito che avrei voluto fotografare solo donne grandi, belle, ben vestite e con caratteri vulcanici. Poi, dopo alcuni anni di "sofferenza", grazie all'aiuto di un paio di amici, sono riuscito a farmi uno studio mio. Lo studio è iniziato nel '75 e l'ho venduto nel 2003. Dal 2000 mi ero trasferito nel Chianti e tenere lo studio a Bologna era diventato anacronistico anche se lo amavo molto ed era anche un punto di riferimento per molti appassionati di fotografia e di moda.  Raccontaci la tua evoluzione pro-  fessionale e i tuoi progetti futuri. Ho iniziato cercando di imparare e migliorare sempre, anche se all'inizio la frustrazione era tanta. Per fare una bella foto di moda occorrono principalmente una grande modella e abiti belli e quando si è all'inizio nessuno ti dà queste cose. Il salto l'ho fatto quando Paolo Pietroni mi ha chiamato ad Amica. Con lui ho avuto tutto quello che mi occorreva per fare belle foto, e penso di averle fatte. Dopo Amica, Cosmopolitan, Harper's Bazaar e altre testate estere ho iniziato una piacevolissima esperienza con Donna Moderna che mi ha fatto lavorare principalmente in location, così dopo quasi vent'anni di studio ho scoperto un mondo nuovo ed entusiasmante.  Parlaci di alcuni tuoi lavori che giudichi particolarmente importan- ti. Nella moda, le copertine di Amica e anche campagne stampa importanti per grandi case del PaP: sono le due tappe che ritengo fondamentali perchè mi hanno fatto percepire la stima di cui godevo e dato la forza di proseguire sulla mia strada senza più dubbi. Poi, in seguito, quando mi sono dedicato principalmente alla foto di ricerca, le immagini dell'architettura moderna di Bologna perchè mi hanno aperto la strada a una serie di grandi mostre in diversi Paesi che mi hanno dato quello che nella foto di moda mi mancava, il contatto con la gente, con chi le foto le guarda, con il pubblico.  Quale genere di modella ritieni 
“Ho iniziato cercando di imparare e migliorare sempre, anche se all'inizio la frustrazione era tanta. Per fare una bella foto di moda occorrono principalmente una grande modella e abiti belli e quando si è all'inizio nessuno ti dà queste cose.”
“Non vorrei parlare delle foto, ma di chi le ha interpretate. Per uno come me che ha fotografato solamente donne per trent'anni la modella è il cuore stesso della fotografia, ne è soggetto e anima.”
 più congeniale?  Quella intelligente. Ho conosciuto donne meravigliose, tutte dotate di una grandissima sensibilità, piene di amore e di passione per il loro lavoro. Spesso non ci si capiva nemmeno, ma si era più uniti, complici, e in sintonia che dopo mille discorsi. Con molte di loro sono ancora in contatto, ogni tanto ci si sente o ci si scrive. Sono state parte della mia vita, la mia vita stessa e mi piace sapere che sono sempre lì, che sono esistite veramente, che erano persone, e persone meravigliose. Come genere fisico, non ho mai amato le donne troppo magre e per questo ho spesso prediletto le giovanissime, perchè hanno ancora la rotondità dell'adolescenza. Ho sempre pensato che una taglia in più non potesse guastare l'immagine.  Parlaci delle foto pubblicate in queste pagine. Non vorrei parlare delle foto, ma di chi le ha interpretate. Per uno come me che ha fotografato solamente donne per trent'anni la modella è il cuore stesso della fotografia, ne è soggetto e anima. Allora, cominciamo! Daphne Deckers. la prima foto che le ho fatto, un provino per capirla e dopo ne sono seguite molte altre sia in studio che in Tunisia dove siamo rimasti una settimana intera di emozioni. Claretta Panigadi, la prima "grande" modella che ho avuto e che mi ha aiutato, posando per me, a evolvere il mio stile, a trovare la mia strada fatta di eleganza ma non fredda, partecipata, sensuale, viva. Janice Dickinson; con lei ho fatto la mia prima copertina di Amica, il primo servizio con quella testata che allora era il top assoluto. Quando me la sono trovata sul set (a sorpresa) ho chiamato Pietroni e gli ho chiesto se era certo che la dovessi fotografare io.... Lei era la Top delle Top in quel momento e io ero al mio primo giorno con Amica e ho tremato, ma ci siamo capiti in un attimo. Pat Cleveland con i capi di Ernestina Cerini fa parte della serie fatta per la Polaroid. La pellicola é la diapositiva HC per arti grafiche che ho voluto usare per la moda e con la quale ho fatto molti lavori. La Polaroid accettò la sfida e mi mise a disposizione il materiale. Pellicola per arti grafiche e abiti solo neri, ma Pat ha messo dentro alle foto tutta l'energia che solo lei riusciva ad avere. Melanie l'ho scelta per i suoi colori. Dovevo fare un'immagine istituzionale per una  q
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casa che produce fiori per l'alta moda, e volevo che lei stessa fosse parte della ghirlanda di fiori che il mio art director aveva preparato. Capucine, non è il nome della modella ma una casa di altamoda con cui ho lavorato per anni. Janice una notte mi chiama e mi dice che sua sorella è in Italia e le farebbe piacere che facessi un servizio con lei, così ho coinvolto un mio cliente produttore di fiori per l'alta moda e sono nate queste immagini per alcune pagine di pubblicità. Ingrid Andersen in immagini per una casa che importava pizzi e tessuti, e non voleva fotografare abiti ma solo dare un'idea di tessuto così abbiamo creato una scenografia con decine di metri di pizzo e organza. Larissa Fielding, in quei giorni era uno dei corpi più belli che si potessero fotografare. Carmen San Martin appena vista ho pensato che non fosse il mio genere, ma qualcosa mi ha detto di provare e in seguito con lei ho fatto diversi servizi, questo è tratto da un lavoro fatto a Montecatini, una delle mie location preferite. Leslie Ann con lei ho lavorato alcuni giorni a Roma per la campagna stampa di una grande collezione di PàP inserendola nella parte della città che più mi ha affascinato. Ha interpretato magnificamente il tema: una donna elegante che gira per Roma non andando a una festa, ma mentre ne ritorna. Meno tesa, più languida e anche un po' brilla. Marina Remi aveva appena terminato la scuola di recitazione e volle farsi dei ritratti per iniziare col piede giusto la sua carriera e forse le hanno portato fortuna perchè sta lavorando molto.
“Pochi hanno capito che la nostra è una professione e non un mestiere. in molti fotografi prevale l'ansia di non perdere il cliente piuttosto che la volontà di fargli rispettare le condizioni, le regole che hanno sempre governato la fotografie e che da troppo tempo si sono dimenticate.”
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Emilie Rognant mi ha colpito non so per quale motivo, è entrata in studio, credo per proporsi come assistente, l'ho messa sul set e ho voluto farle una serie di ritratti perchè aveva qualcosa di diverso da tutte le ragazze che conoscevo. Monica Nilsson con lei ho fatto solamente questo lavoro nella bellissima location delle Saline di Cervia in piena estate, con un clima terribile e un sole implacabile moltiplicato dai cristalli di sale, ma è stata molto professionale e paziente ustionandosi lentamente senza un gemito. Donna Osterbuhr: con lei ho lavorato molto perchè è sempre stata di una grandissima eleganza e di una notevole cultura. Si poteva quindi discutere assieme tutto il servizio. Ha avuto anche un momento di cinema interpretando fra l'altro un film con Pozzetto.
Pensi che ci sia un futuro per que- sta professione? So che la mia risposta farà arricciare nasi, ma penso di no. non c'è futuro per la professione, ci sarà certamente per la fotografia, ma la Professione dubito che mai ci sia stata. Quando ero in AFIP si passavano ore a parlare di etica, di gestione economica dello studio, di management, ma questa Associazione era forse troppo milanocentrica e ha lasciato, di conseguenza, i fotografi non di Milano allo sbando; così pochi hanno capito che la nostra è una professione e non un mestiere. In molti fotografi prevale l'ansia di non perdere il cliente piuttosto che la volontà di fargli rispettare le condizioni, le regole che hanno sempre governato la fotografie e che da troppo tempo si sono dimenticate, regole come il diritto all'uso, la proprietà dell'immagine, il rispetto. C’è confusione, pochissimi hanno capito che la postproduzione non spetta al fotografo, ma che la devono fare altri e che comunque deve avere un suo compenso. Ho anche l'impressione che i pubblicitari abbiano sostituito la qualità delle immagini con la quantità di uscite. Anche la fotografia ha probabilmente seguito il processo di livellamento in basso della televisione, secondo me. Mah... Speriamo bene! Ci sono comunque tutta una serie di giovani fotografi che se ne fregano di noi, e fanno bene. Stanno cercando nuove strade, esplorano terreni fotografici incontaminati. Mille auguri...!
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FRANCO FRANCESCHI
Si è dedicato, per oltre vent’anni, alla fotografia di moda e ha curato l’immagine di importanti firme e
pubblicato migliaia di pagine e una trentina di copertine in riviste di tutto il mondo. Nel ritratto ho spaziato
da personaggi del cinema come Carol Baker, Mariagrazia Cucinotta, Florence Guerin, Isabella Ferrari a
cantanti come Eugenio Finardi o Ivan Cattaneo, al giornalista Marco Travaglio o al fotografo Bert Stern, o a
imprenditori come Inge Feltrinelli o Arrigo Cipriani. Da dieci anni dedica tutto il tempo libero che la
professione gli lascia alla ricerca. Attratto dal dettaglio più che dall’insieme, ha iniziato questo nuovo
percorso esplorando l’architettura del ‘900 bolognese affascinato dalle sue linee essenziali, per poi passare
alla campagna del Chianti Senese, in cui ha vissuto per otto anni, per poterne gustare il lento mutare, e
all’architettura moderna di alcune città visitate in occasione delle presentazioni di sue mostre. Ha in fase di
elaborazione due progetti: uno sulll'Architettura di alcune città Europee dalla Storia al Futuro il secondo
nell'ambito della nautica. Ha partecipato a 4 mostre collettive e tenuto 28 personali in 12 Paesi.
www.francofranceschi.it 
Francesco oscardin
Padova Fotocamera Nikon D800 modificata con filtro IR 720nm Obiettivo Sigma 35mm f./1,4 DG HSM Art Dati di scatto f/5,6 - 1/400sec - 100ISO
> Il nostro lettore di Padova Francesco Boscardin, un bravo fotografo impegnato su varie lunghezze, in quanto a
genere fotografico, ha fermato in maniera... tempestiva “la quiete prima della tempesta” in un’immagine carica
di tensione atmosferica. Il paesaggio rappresentato riguarda i laghi dei piani, che si trovano appena sotto il 
rifugio Locatelli (3 cime di Lavaredo, versante bellunese). Sullo sfondo abbiamo la val Fiscalina, a destra la Croda
Fiscalina, a sinistra la Torre di Toblin. <
Inviateci le vostre foto! Via email: [email protected]
Sul sito: www.fotografare.com/voi-autori
voi autori
Massimiliano gati
 Arezzo Fotocamera Nikon D300 Obiettivo Nikon AF DX 10.5mm f/2.8 G ED Fisheye Dati di scatto f/16 - 100ISO - Doppia esposizione 1/100 primo piano, Filtro ND1000 e 20" per il cielo unendo
gli scatti con maschere di livello.
> Uno scorcio della Val D'Orcia, una valle tra Toscana e Umbria che regala paesaggi mozzafiato. <
Paolo
Slanzi
Mori (TN) Fotocamera
Nikon D600 Obiettivo Sigma 35mm f/1.4 DG HSM Art Dati di scatto
f/6.3 - 1/2000sec 800ISO
24-70mm f/2.8L II USM Dati di scatto
f/16 - 2sec - 100ISO
> Secondo noi forse
sapere dove sia stata
Torreglia (PD) Fotocamera
Canon EOS 50 D Obiettivo Canon 75-300 mm f/4-5.6 USM III Dati di scatto
f/9 - 1/250sec - 100ISO
serata presso un Gruppo
il nostro affezionato
complimenti per la
Carpi (MO) Fotocamera
Panasonic DMC-GF1 Obiettivo LUMIX G 14mm f/2.5 ASPH Dati di scatto
f/8 - 1/150sec - 100ISO
Uccio onte
Enna Fotocamera Canon PowerShot G15 Dati di scatto f/2,8 - 1/400sec - 80ISO
> Un paesaggio sterminato in un territorio variopinto, un quadro fotografico che sembra uscito
 
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Il processore di immagine
I l processore di immagine è un processore di segnale digitale dedicato all’elaborazione delle immagini ed impiegato
come componente nelle fotocamere digitali. L'insieme delle funzioni svolte da un processore di immagine può variare. Alcune funzioni base, come la demosaicizzazione, la riduzione del rumore, e la regolazione della nitidezza, sono fondamentali per la fotografia digitale e implementate da tutti i processori di immagine. Funzioni più sofisticate, che possono essere disponibili o meno a seconda dei modelli, vanno dalla
Queso mese prendiamo in considerazione il “cervello” della  foocamera digiale, un componene spesso sconosciuo o rascurao. Invece la competzione fra i cosruori è in gran pare  proprio relatva alla realizzazione di processori più veloci e versatli.
di Francesco Lerteri
correzione automatica dell'aberrazione cromatica al riconoscimento automatico dei volti.Per analizzare il funzionamento del processore iniziamo vedendo lo schema di una fotocamera digitale e per procedere facilmente lo esemplifichiamo in una serie di blocchi funzionali. Questo tipo di analisi in elettronica è chiamata del tipo top-down. Il primo blocco è costituito dall'obiettivo, il dispositivo ottico che permette di far convergere la luce in modo corretto sul sensore di acquisizione, e dalla circuiteria di controllo della messa a fuoco
dell'immagine. Il secondo blocco è l'otturatore, formato dai congegni elettro-meccanici che permettono il passaggio della corretta quantità di luce che deve giungere sul sensore per avere una buona esposizione della scena. Ognuno di questi due blocchi deve essere comandato da opportuni controllori alla diretta dipendenza del processore di immagine. Il blocco successivo è il sensore di immagine che trasforma la luce della scena correttamente ripresa in una serie di segnali elettrici per le successive operazioni. In questa fase viene creata
 
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(Compact Flash) o SD (Secure Digital). Il processore deve quindi svolgere, in modo adeguato, molte funzioni nella fotocamera. Analizziamole in dettaglio: Demosaicizzazione : come già detto in un predente articolo la maggior parte dei sensori di immagine di tipo CMOS usano lo schema di Bayer per la registrazione del colore (fanno eccezione i sensori di tipo Foveon). Il sensore è formato da una matrice di fotodiodi che a gruppi di 4 sono ricoperti da filtri di diversi colori. Dopo l'acquisizione dei singoli colori il processore ne ricombina i diversi segnali fino a ricostruire l'immagine finale. Questo processo è detto di demosaicizzazione, e spesso comprende anche la correzione di gamma; in questo modo vengono ottimizzate alcune caratteristiche della fotografia. Riduzione del rumore: il rumore è una componente non voluta nei circuiti elettronici ma purtroppo sempre presente. Nel caso della fotografia digitale l'errore si presenta sotto forma di punti con il colore o con la luminanza sbagliati. Il rumore aumenta in funzione dell'aumento della temperatura del sensore, all'aumentare dei tempi di esposizione o degli ISO. Quando il segnale proveniente dal sensore viene amplificato purtroppo viene amplificato anche il rumore. Il processore applica degli algoritmi che permettono di riconoscere il disturbo e conseguentemente se ne può ridurre l'effetto. Nitidezza: La nitidezza di un'immagine dipende per la maggior parte dalla regolazioneq
aggiungere i meta dati (data, autore, posizione GPS, etc.) alla fotografia. Il processore, o CPU (Central Processing Unit) è quindi un processore di segnali digitali specializzato per l'elaborazione delle immagini ad alta velocità. Nella fotografia digitale, specie in quella professionale, il processore è quindi un componente fondamentale per l'intero sistema. All'aumentare delle prestazioni richieste alla fotocamera (ad esempio la velocità di scatto nella foto sportiva o la gestione di video di qualità sempre maggiore) è stato necessario aumentare la potenza di calcolo e la velocità di esecuzione delle operazioni. Mentre nelle analogiche era verso le ottiche che si facevano ricerche tecnologiche avanzate nel digitale è l'elettronica al centro della ricerca. Per poter essere competitivi i produttori hanno investito molto nella ricerca di nuove tecnologie per le fotocamere digitali. Possiamo vedere che il processore possiede molte caratteristiche in comune con il computer, pur essendo specializzato solo a catturare le immagini. Le componenti principali utilizzate sono però le stesse. Grosse differenze le troviamo nella miniaturizzazione più spinta della fotocamera e nella diversa dissipazione del calore; i due problemi sono contrapposti ed i costruttori devono applicare delle soluzioni di compromesso. Le dimensioni della fotocamera sono più piccole e l'alimentazione è prelevata da una batteria con tensione tipicamente di pochi Volt ed una potenza dell'ordine delle decine di Watt mentre il computer utilizza la tensione di rete di 220 Volt ed è fornito di alimentatori che possono dare potenza per centinaia di Watt. Di solito vengono raffreddati mediante delle ventole che ovviamente non possono essere installate in una fotocamera. Il computer viene quindi costruito con una tecnologia a 22 nanometri, ed anche meno, mentre la tecnologia del processore al momento attuale arriva a 65 nanometri. I dispositivi fotografici quindi occupano un area di silicio tre volte più grande. Come per il computer per esportare le informazione il processore utilizza normalmente una porta USB, una porta HDMI o in taluni casi un segnale Wireless. È presente anche una uscita video
Schema esemplificativo dei circuiti elettronici presenti in una fotocamera digitale: l'immagine attraversa prima l'obiettivo e dopo l'otturatore per raggiunge il sensore dove viene convertita in un segnale elettrico. Il processore gestisce la corretta sequenza di controllo e dopo le opportune elaborazioni salva la foto acquisita.
Il processore è formato dalla CPU (elaboratore), da una memoria temporanea (SDRAM) e da una ROM. Riceve dati dal Sensore e li scrive nella Memory Card. Presenta tipicamente verso l'esterno alcune interfacce: una porta USB, una porta HDMI ed una porta Video.
per vedere direttamente i filmati su un televisore con questa interfaccia. Analizziamo lo schema del processore EXPEED che ricalca lo schema di Milbeaut (questo processore è montato sulle fotocamere Nikon). Possiamo evidenziare sette blocchi funzionali: i due blocchi di acquisizione delle immagini, il blocco di codifica JPEG, un DSP (Digital Signal Processing) per le operazioni di riconoscimento delle scene, due diversi blocchi, ognuno per il formato richiesto, di esportazione della scena, ed infine il blocco di elaborazione vero e proprio. Il processore preleva il firmware dalla ROM (in realtà è una EPROM) ed è pronto per funzionare. Quando il fotografo scatta la fotografia
 
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(modello Engine HS 3) - Epson – processore EDiART - Konica Minolta – processore SUPHEED (modello SUPHEED II) - Leica – processore MAESTRO (modello MAESTRO II / basato sul processore Milbeaut prodotto da Fujitsu) - Nikon – processore EXPEED (modello EXPEED 4 / basato sul processore Milbeaut prodotto da Fujitsu) - Olympus – processore TruPic (modello TruPic VI / basato sul processore MN103 prodotto da Panasonic) - Panasonic – processore Venus engine (modello Venus IX / basato sul processore MN103 prodotto da Panasonic) - Pentax – processore PRIME (modello PRIME 3)
RAW (solo durante la riproduzione delle immagini). Esposizione multipla: si possono combinare più scatti in una sola fotografia. Immagini HDR (High Dynamic Range): immagini ad ampia gamma dinamica. Vediamo adesso i diversi tipi di processori, ed alcune delle poche caratteristiche che sono disponibili, per i vari marchi dei costruttori di fotocamere (ovviamente non consideriamo tutti i modelli di apprecchi fotografici, ma ci riferiamo, per quanto possibile, ai modelli al top della gamma): - Canon – processore DIGIC (modello DIGIC 6+ / doppio processore) - Casio – processore EXILIM
delle esposizioni multiple, ogni esposizione introduce ulteriore rumore. Correzione automatica dell'illuminazione periferica dell'obiettivo : vengono compensati alcuni difetti dell'obiettivo montato (se le informazioni sono presenti nell'obiettivo). Correzione cromatica: delle eccessive saturazioni di colore e dell’effetto delle interferenze luminose. Ridimensionamento a M, S1, S2 o S3: la fotocamera permette di ridurre la dimensione delle immagini. Da una immagine scattata ad alta risoluzione si possono ricavare delle immagini di risoluzione via via più piccole. Elaborazione delle immagini
del contrasto visibile sui contorni. Il processore utilizza degli algoritmi di riconoscimento del contorno e successivamente ne regola il contrasto per migliorare la nitidezza percepita dell'immagine. Riconoscimento della scena: diversi processori sono in grado di riconoscere la scena che è catturata dall'obiettivo per adeguare di conseguenza i parametri dello scatto necessari alla corretta esposizione. Alcuni processori riescono anche a riconoscere i volti dei soggetti fotografati, in questo modo si possono esaltare dei dettagli che altrimenti sarebbero stati perduti. Regolazioni automatiche: molto spesso vengono lasciate all'automatismo della fotocamera alcuni parametri che altrimenti dovrebbero essere fissati dal fotografo. Ad esempio la sensibilità ISO o il bilanciamento del bianco. La fotocamera analizza la scena ed il processore fissa di conseguenza le scelte migliori. Ad esempio, per la Canon EOS 6D nelle caratteristiche tecniche alla voce Elaborazione delle immagini troviamo le seguenti voci: Priorità tonalità chiare: le tonalità chiare sono enfatizzate rispetto a quelle scure. Ottimizzatore automatico: si possono regolare l'illuminazione, lo stile della foto, il bilanciamento automatico del bianco. Riduzione del rumore nelle lunghe esposizioni: il rumore nelle immagini digitali aumenta quando i tempi di esposizione si allungano. Riduzione del rumore alla alte sensibilità ISO: il rumore nelle immagini digitali aumenta quando aumenta la sensibilità ISO. Riduzione del rumore per multiscatto: il rumore aumenta quando selezioniamo la funzione
Schema a blocchi del processore EXPEED che ricalca lo schema di Milbeaut: i primi due blocchi provvedono all'acquisizione dell'immagine e alla sua elaborazione secondo gli algoritmi scelti dal processore o impostati dal fotografo. Se necessario per esportarla, la scena è convertita in un formato compatibile con la porta utilizzata. Tutte le operazioni di elaborazione sono svolte dalle due unità di calcolo,
SCHEMA A BLOCCHI PROCESSORE EXPEED
Processore utilizzato da Canon Processore utilizzato da Nikon Processore utilizzato da Sony
 
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La fotocamera Canon EOS 7D utilizza due processori per aumentare le proprie prestazioni.
Esemplificazione di una
fotocamera mirrorless. In
percorso ottico della luce, il
sensore di immagine. Nella parte sinistra è
evidenziata la scheda
immagine.
predecessore. Sono molto importanti il sistema operativo ed i software che vengono utilizzati per gestire l'elaboratore delle immagini. Questi software sono memorizzati dentro una memoria ROM all'interno della fotocamera. Bisogna inoltre ricordarsi di aggiornare costantemente questi software, i costruttori di fotocamere danno sempre la possibilità di scaricare gli aggiornamenti del firmware. Comunque i costruttori di fotocamere danno pochissime informazioni sui loro processori. Questa carenza è legata ai processi industriali che i produttori non desiderano rendere pubblici, ma sarebbe una buona cosa conoscere meglio le funzioni che il processore offre.
- Samsung – processore DRIMe (basato sul processore Exynos prodotto da Samsung) - Sanyo – processore Platinum engine - Sharp – processore ProPix - Sony – processore BIONZ (modello BIONZ X) Tra le poche informazioni aggiuntive abbiamo trovato che: - per i processori utilizzati da Canon: nel processore DIGIC 2 le immagini sono memorizzate a 14 bit utilizzando 16284 colori per canale e vengono processate alla velocità di 40 Megabit al secondo. Nel processore DIGIC 3 la velocità è salita a 50 Megabit al secondo. Nel modello Canon EOS 1D Mark IV sono utilizzati 2 processori DIGIC 5+ per elaborare le immagini ed un DIGIC 4 è dedicato a gestire il sistema di autofocus. Al processore DIGIC 5+ viene affiancato un buffer di memoria DDR-SDRAM. - per i processori utilizzati da Nikon: il processore EXPEED 2 era prodotto da Analog Devices con la sigla AD9974 e su ogni fotocamera veniva utilizzati sei processori (due per ogni colore primario). Il processore converte i segnali analogici provenienti dal sensore in un formato digitale a 14 bit ma l'elaboratore ha 16 bit per le operazioni interne. Inoltre al suo interno implementava diverse funzioni aggiuntive come ad esempio il riconoscimento automatico della scena. il processore EXPEED 3, utilizza la stessa architettura del suo predecessore. Il processore è realizzato con la tecnologia per i circuiti integrati a 65 nanometri secondo l'architettura FR. Al processore EXPEED viene affiancato un buffer di memoria di tipo DDR3 da 4 Gigabyte. Il processore è realizzato dal costruttore Fujitsu. - per i processori utilizzati da Pentax: il processore PRIME (PENTAX Real Image Engine) II utilizza un convertitore a 14 bit ed è affiancato a delle memorie RAM DDR2 con una velocità di trasferimento di 1 Gigabyte al secondo. il processore PRIME III possiede una velocità di funzionamento di 25 Megabit al secondo. - per i processori utilizzati da Sony: il processore d’immagine BIONZ ha un convertitore analogico digitale a 14 bit. Il processore d’immagine BIONZ X ha triplicato la velocità di elaborazione rispetto al suo
Scheda interna di una fotocamera Canon EOS
5D su cui si vede il processore di immagini
 
30   fotografare | gennaio 2015
Le sale delle Cannoniere ospitano dal 7 dicembre 2014 al 3 maggio 2015, la
mostra promossa da Forte di Bard e Agenzia Magnum Photos, “Josef  Koudelka, Vestiges 1991-201”. Si tratta della prima esposizione in Italia del più imponente progetto fotografico di uno dei maestri mondiali della fotografia. Il progetto Vestiges, che vede impegnato da oltre vent'anni il grande fotografo membro
dell'agenzia Magnum Photos, propone la sua interpretazione fotografica e artistica di alcuni dei più importanti siti archeologici della cultura romana e greca, in un itinerario attraverso venti paesi, dalla Grecia al Libano, dalla Siria all’Algeria, dalla Turchia all’Italia e oltre duecento località che si affacciano sul Mar Mediterraneo. Un’esplorazione davvero unica che non ha precedenti. Un lavoro fatto di grande costanza e perseveranza. L’artista, come i pittori romantici del XIX secolo, coltiva una predilezione particolare per le rovine, senza celebrarne l’atmosfera malinconica ma con l’obiettivo di restituirne l’autentica bellezza. Il suo intento è usare l’arte per riappropriarsi di un mondo che ci sta sfuggendo e che potremmo perdere.
Trasformare le macerie in speranza: è questo il grande ed ambizioso progetto che Koudelka cerca di realizzare con il suo eccezionale viaggio. Un viaggio in costante divenire che si arricchisce di nuovi capitoli. In mostra al Forte di Bard oltre 60 fotografie di cui 22 panoramiche di grandi dimensioni. Un allestimento che coniuga il minimalismo dell’approccio del fotografo e della cifra stilistica delle sue immagini, con il suggestivo senso di camminamento tra le rovine. In mostra anche la proiezione di circa 350 scatti relativi ai set di Vestiges. Info T. + 39 0125 833811  – 833824. Per prenotazione gruppi: T. + 39 0125 833817. Josef  Koudelka (Boskovice, 10 gennaio 1938) è un fotografo ceco. Inizialmente diede sfogo al suo
interesse servendosi di un apparecchio 6 x 6 in bakelite che utilizzava per fotografare la famiglia e i dintorni dell'abitazione. Nel 1961 conseguì un titolo accademico presso l'Università tecnica di Praga (CVUT-eské Vysoké Uení  Technické), tenendo in quello stesso anno la prima mostra di fotografie. In seguito lavorò come ingegnere aeronautico a Praga e Bratislava.
Desolazione, guerra, abbandono, disperazione e alienazione, sono temi
costanti di Koudelka. Tuttavia si legge nel suo lavoro una speranza: la persistenza dell'attività
dell'uomo, a dispetto della sua fragilità.
Dove:Forte di Bard - Bard (AO) Apertura al pubblico: dal 7 dicembre 2014al 3 maggio 2015 Orari: martedì/sab. 10.00-18.00 Ingresso: n.p.
[email protected]
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L a città di Roma, dal 1870 capitale del regno d’Italia, anche se lontana dal teatro
degli scontri, affrontò da protagonista gli anni della Grande guerra. Ne sono testimonianza le 35 immagini provenienti dai fondi dell’Archivio Fotografico del Museo di Roma e ospitate nella Sala della Fotografia, al secondo piano del Museo, riallestita in occasione del centenario dell’ingresso dell’Italia nella Prima Guerra Mondiale. La piccola, ma preziosa esposizione “Roma e la Grande Guerra. 1915  – 1918”, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica – Sovrintendenza Capitolina con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura, è curata da Anita Margiotta e Maria Elisa Tittoni. Si scoprono così testimonianze di una città ormai adeguata alle moderne funzioni di rappresentanza, con le ampie strade costruite dopo l’Unità, da via Veneto e via Nazionale a via del Tritone, in grado di accogliere degnamente i protagonisti di quegli anni. Ed ecco infatti la serie di fotografie,
attribuite a Giuseppe Primoli, riferita all’incontro fra Guglielmo II e Leone XIII in Vaticano, o altre, attribuite a Carlo Tenerani, del passaggio del corteo in via Nazionale in occasione della visita a Roma di Edoardo VII d'Inghilterra. Henri Le Lieure De L’Aubepin, fotografo prediletto della corte sabauda e dell’aristocrazia piemontese, testimonia la visita dell’Imperatore Guglielmo II al Quirinale ed alcune immagini della Fotografia Molinari registrano l’arrivo di Gabriele D’Annunzio a Roma e l’attesa per il suo discorso in Campidoglio, nel maggio 1915, in favore dell’entrata in guerra. Al termine della guerra, la più cruenta conosciuta fino ad allora dall’umanità, il sentito e doveroso omaggio ai tanti soldati caduti e non identificati sui campi di battaglia, è testimoniato dalle immagini dell’inaugurazione del monumento a Vittorio Emanuele II in piazza Venezia. Qui viene tumulato, il 4 novembre del 1921, il feretro del Milite ignoto, proveniente da Aquileia dopo un lungo viaggio in treno. Una foto ritrae, fra gli intervenuti alla cerimonia, il re Vittorio Emanuele III, il presidente del Consiglio dei Ministri Ivanoe Bonomi e il Duca D’Aosta, eroe molto popolare proprio dopo quella prima guerra mondiale.
A l Museo Pignatelli è in corso la mostra “Blow up. Fotografia a Napoli 1980-
1990”, un'occasione rilevante per il progetto Villa Pignatelli- Casa della Fotografia per rileggere il contributo che la città di Napoli ha dato alla cultura fotografica italiana e internazionale, accostando al reportage nuove modalità narrative e di ricerca artistica. La mostra, realizzata dalla Soprintendenza Speciale per il patrimonio storico, artistico, etnoantropologico e per il Polo museale della città di Napoli e della Reggia di Caserta col sostegno di Incontri Internazionali d’arte, è promossa e finanziata dal Servizio architettura e arte contemporanee della Direzione Generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. L’esposizione presenta circa 140 fotografie, frutto di una ricognizione sugli
interventi fotografici di artisti italiani e stranieri presenti a Napoli nel corso di un decennio vitale. Il percorso accosta le diverse anime che attraversano la fotografia, illustra i rapporti della stessa con il sistema dell’arte e della cultura e rende conto dello sviluppo di un collezionismo napoletano attento e consapevole. All'inizio degli anni Ottanta, con il ciclo di mostre curate da Cesare De Seta grazie al sostegno della Azienda Autonoma di Cura Soggiorno e Turismo di Napoli, vennero invitati i fotografi più innovativi della scena internazionale a rappresentare la città, rileggendo i luoghi urbani quali sedi di memoria e di storia, in una ricerca fotografica che stringe un sodalizio con la storia dell'arte, l'architettura e l'urbanistica. Dal 1981 al 1985 passano a Napoli maestri quali Gabriele Basilico, Arnaud Claas, Mario Cresci, Franco Fontana, Joan Fontcuberta, Lee Friedlander, Luigi Ghirri e altri, che si misurano con fotografi napoletani come Mimmo Jodice, Lello Mazzacane, Marialba Russo. A questa scena se ne affianca un'altra che, grazie alla vitalità delle gallerie private, quali quelle di Lucio Amelio, Lia Rumma e Pasquale Trisorio, favorisce l’affermarsi dell’arte fotografica attraverso grandi artisti internazionali come Andreas Gursky, Robert Mapplethorpe, Helmut Newton.
Un’immagine che richiede pochi commenti: riproduce l’interno di
una fabbrica di bombe nel maggio 1914 e testimonia in
maniera terribile la corsa agli armamenti.
Dove: Museo Pignatelli, Riviera di Chiaia 200 - Napoli Apertura al pubblico: dal 20 dicembre 2014 all’8 febbraio 2015 Orari: tutti i giotni 10-14 (martedì chiuso) Ingresso: 2 euro
[email protected]
Una fotografia a immagini multiple di tipo sperimentale, realizzata dal fotografo napoletano Mimmo Jodice nel 1966.
Dove:Museo di Roma, Palazzo Braschi, Sala della Fotografia, P.zza Navona 2 - Roma Apertura al pubblico: dal 29 ottobre 2014 al 30 aprile 2015 Orari: martedì/dom. 10-20 Ingresso: 11 euro (ridotto 9)
www.museodiroma.it
 
Concorso Fotografico “La Pace ogni gior- no - 2015”
Ente organizzatore: Caritas Diocesana di Roma Tema: la pace ogni giorno Scadenza: 30 aprile 2015 Iscrizione: euro 5 (minimo)
La partecipazione al concorso è aperta a tutti, ad esclusione degli operatori del- l’Area Pace e Mondialità della Caritas Diocesana di Roma. La partecipazione è subordinata all’iscrizione che dovrà es- sere effettuata compilando la scheda al- legata al presente regolamento e ver- sando un’offerta minima di ¤ 5,00. Sche- da e contributo di iscrizione dovranno essere consegnati, unitamente alle fo- tografie, presso: Caritas Diocesana di Roma – Area Pace e Mondialità, Piaz- za San Giovanni in Laterano 6/a, 00184 Roma (Palazzo del Vicariato, IV piano, stanza 8). La partecipazione al concor- so implica l'accettazione integrale del presente regolamento. Le fotografie de- vono avere come soggetto La pace ogni giorno. Le fotografie devono pervenire all’organizzazione, secondo le modalità di seguito definite, dal giorno della pub- blicazione del presente regolamento, en- tro e non oltre il giorno 30 aprile 2015. La selezione e premiazione dei vincito- ri, secondo le modalità di seguito defi- nite, avverrà il giorno 21 maggio 2015 nel corso dell’evento “La Pace Ogni Gior- no” promosso dalla Caritas Diocesana di Roma – Area Pace e Mondialità. Ogni partecipante può partecipare con 1 (una) fotografia, a colori o in bianco/nero. La fotografia deve essere consegnata sia in formato digitale che stampata su car- ta fotografica. Alla fotografia deve es- sere allegato un testo scritto, di massi- mo 350 battute, in cui venga presenta- ta la motivazione della scelta della fo- tografia stessa in riferimento al tema del concorso. Per quanto riguarda il forma- to digitale: I file delle immagini devo- no essere in formato JPG, con estensio- ne .jpg o .jpeg; non sono ammessi al-
30 giugno 2003 n.196, nonché procu- rarsi il consenso alla diffusione degli stes- si. In nessun caso le immagini inviate potranno contenere dati qualificabili come sensibili. Ogni partecipante dichia- ra di possedere tutti i diritti sugli origi- nali, sulle acquisizioni digitali e sulle ela- borazioni delle fo- tografie inviate; conserva la pro- prietà delle opere trasmesse alla giu- ria, ma cede il di- ritto d'uso non esclusivo delle im- magini e delle loro eventuali elabora- zioni alla Caritas Diocesana di Roma – Area Pace e Mondialità, autorizzando questa alla pubblicazione delle proprie fotografie su qualsiasi mezzo e supporto (cartaceo e/o digitale) e ad usare le immagini a sco- pi promozionali senza fini di lucro, re- dazionali e documentali, senza l’obbli- go del consenso da parte dell’autore, ma con il solo vincolo di indicare nella pub- blicazione il nome dello stesso. [email protected] 
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Ente organizzatore: Nava Tema: prodotti Nava Scadenza: 31 gennaio 2015 Iscrizione: con acquisto prodotto Nava
Il concorso“Nava Design Your Style”. Area: Territorio nazionale. Periodo: Dal 15 ottobre 2014 al 31 gennaio 2015. Prodotti: Prodotti a marchio Nava con un prezzo al pubblico superiore a euro 20,00 IVA inclusa. Canale: Libre- rie, cartolerie, pelletterie e negozi pre- senti sulla pagina web caratterizzata dal link www. navadesign.com/designyoursty- le. Possono partecipare al concorso tut- ti coloro che hanno acquistato un pro- dotto a marchio Nava dal 15 ottobre 2014 al 31 gennaio 2015 presso uno dei punti vendita aderenti all’iniziativa e che invieranno, entro il termine previsto, una immagine in cui sia presente il pro- dotto acquistato che rappresenti uno dei seguenti stili: #100%DESIGN; #CO- LORS; #BUSINESS CASUAL; #URBAN-
concorsi in italia
RIDER; #TECH. Non saranno ammessi al concorso, ad insindacabile giudizio del promotore, i partecipanti che avranno caricato materiali indecorosi, osceni, con contenuti violenti, offensi- vi, contrari al comune senso del pudo- re o comunque non in linea con lo spi-
rito del concorso. Tali materiali inoltre, non saranno pubblicati sul sito e sul- la nostra pagina facebook. Ogni auto- re potrà partecipare con una sola im- magine per prodotto acquistato. Le im- magini dovranno pervenire entro e non oltre le ore 24.00 del 31 gennaio 2015, seguendo le modalità specificate in “Presentazione e invio dei materiali”. Le immagini dovranno essere inviate - in formato jpg - tramite la pagina on- line dedicata www.navadesign.com/de- signyourstyle. Tutte le immagini dovran- no essere accompagnate obbligatoria- mente dalla compilazione in tutte le sue parti del form di iscrizione (accedendo al sito www.navadesign.com/desi- gnyourstyle), compresa la compilazio- ne dei dati relativi allo scontrino/fattu- ra per l’acquisto del prodotto e la li- beratoria sui diritti d’autore e sulla pri- vacy. Le immagini privi delle informa- zioni richieste non potranno essere ac- cettati come partecipanti al concorso. Farà fede la data della compilazione dello stesso. Il server utilizzato per la raccolta della partecipazioni al concor- so è ubicato in Italia. La Commissione di selezione delle immagini scelta da Nava Milano S.p.a sarà costituita da esperti della materia. I risultati della se- lezione verranno comunicati in data 16 marzo 2015. La comunicazione dei vin- citori avverrà tramite pubblicazione sul sito www.navadesign.com/designyour- style e www.facebook.com/navamilano. Verranno selezionati 5 vincitori (1 vin- citore per stile) tra tutti i partecipanti al concorso per il premio Nava Design Your Style. Inoltre saranno decretate 3
tri formati. Devono avere una risoluzio- ne minima di 1800x2700 pixel ed un in- gombro non superiore a 5 megabyte. I file vanno inviati per posta elettronica all’indirizzo [email protected] oppu- re consegnati all’indirizzo della Caritas Diocesana di Roma – Area Pace e Mon- dialità, Vicariato Piazza San Giovanni in Laterano 6/a, Roma. Per quanto riguar- da la stampa su carta fotografica: Le di- mensioni della stampa devono essere di cm. 20X30. Sul retro della fotografia deve essere indicato titolo, nome del- l’autore, luogo e data dello scatto. Le fotografie devono essere consegnate presso gli uffici della Caritas Diocesana di Roma – Area Pace e Mondialità, siti al IV piano del Palazzo del Vicariato, Piazza San Giovanni in Laterano 6/a, Roma. I file e le stampe devono perve- nire in sede entro la data di scadenza del concorso (30 aprile 2015). Non sono ammessi fotomontaggi, doppia esposi- zione, ritocchi di alcun genere, salvo cor- rezioni cromatiche ed esposimetriche. L’organizzazione, garantendo la massi- ma cura, declina ogni responsabilità per  la perdita o il danneggiamento delle ope- re, per cause indipendenti dalla propria volontà. Le opere inviate non verranno restituite. Le fotografie in concorso verranno pubblicate all’interno di una photogallery appositamente creata al- l’interno del sito www.caritasroma.it, del- la pagina facebook dedicata all’iniziati- va, ed esposte nell’ambito dell’iniziati- va “La Pace Ogni Giorno”. Potranno es- sere inoltre usate per la realizzazione di future mostre fotografiche o pubblica- zioni. Tutte le fotografie ammesse al con- corso partecipano alla selezione di im- magini per la realizzazione della “agen- da duemilasedici” prodotta dalla Cari- tas Diocesana di Roma – Area Pace e Mondialità per sostenere progetti di so- lidarietà. L’organizzazione si riserva il di- ritto d’uso non esclusivo delle opere in- viate, che potranno essere pubblicate su qualsiasi mezzo e supporto (cartaceo e/o digitale). L’organizzazione si riserva la facoltà di non accettare immagini la cui realizzazione si presume abbia arreca- to danno e offesa al soggetto della stes- sa o comunque giudicate non in linea con lo spirito del concorso. Ogni parte- cipante è responsabile di quanto forma oggetto delle proprie opere, sollevan- do gli organizzatori da ogni responsa- bilità, anche nei confronti di eventuali soggetti raffigurati nelle fotografie. Il con- corrente dovrà informare gli eventuali interessati (persone ritratte) nei casi e nei modi previsti dall'art.10 della legge 675/96 e successiva modifica con D.Lg.
State organizzando una mostra fotografica? Indite un concorso? Un work- shop, un corso, una mostra-mercato fotografica? Non dimenticate di segna- larlo con notevole anticipo alla redazione di fotografare. Spazio permet- tendo, ne daremo segnalazione sulle pagine della rivista. Scrivete a:
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Che si sappia in giro
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riserve per ogni stile. Le decisioni del- la Commissione saranno prese a mag- gioranza e saranno inappellabili. Mo- dalità di constatazione di vincita: en- tro 7 giorni dalla pubblicazione dei nomi dei vincitori, gli stessi dovranno validare la loro vincita inviando i pro- pri dati con copia di un documento di identità per accettazione e l’originale dello scontrino/fattura, via raccoman- data A/R all’indirizzo Nava Milano Spa (Div. Design) – Via Martin Lutero 5 – 20126 Milano. In tutti i casi in cui lo scontrino/fattura inviato non presenti i requisiti necessari a convalidare la vin- cita ossia scontrino/fattura inviato non in originale, non integro, non leggibi- le, manomesso o contraffatto ed anche nel caso in cui lo scontrino/fattura non registri in chiaro l’acquisto del prodot- to oggetto di promozione nel rispetto del presente. Se i premi non risulteranno assegnati per qualunque motivo, gli stessi saran- no devoluti in beneficenza al Gruppo Italiano per la Lotta alla Sclerodermia
 – ONLUS – Via Francesco Sforza, Ospedale Maggiore Policlinico – Mila- no – C.F. 97145390155. Tutti i parteci- panti dovranno essere maggiorenni. Premi: n. 5 biciclette TOKYOBIKE a scel- ta tra mod. BISOU o CS (uomo o don- na). Il montepremi complessivo am- monta a ¤ 3.200,00 IVA inclusa. A ga- ranzia del montepremi è stata presen- tata una fideiussione bancaria cumu- lativa da parte della Banca Intesa S. Paolo, Filiale Mid Corporate Milano, atto n. 14020/8200/00605722 del 26.09.2014, per un totale di ¤ 3.200,00. L’importo relativo al presente concor- so, a valere sulla suddetta cauzione, è di Euro 3.200,00. Gli eventuali messag- gi pubblicitari ed il materiale promozio- nale saranno conformi a quanto ripor- tato nel presente regolamento. www.navadesign.com/designyourstyle
S. VITO DEI NORMANNI (BR)
4° Concorso Fotografico Internaziona- le “24 Scatti Bike / L’Uomo e la Bici- cletta”
Enti organizzatori: Associazione Cultu- rale Aeneis 2000 - Comune S. Vito dei Normanni Tema: l’uomo e la bicicletta Scadenza: 24 febbraio 2015 Iscrizione: gratuita
E’ giunto alla sua quarta edizione il con- corso fotografico internazionale dal ti- tolo “24 Scatti Bike / L’Uomo e la Bi- cicletta”. Il contest, gratuito e aperto a professionisti e dilettanti, intende se- lezionare 24 opere fotografiche capa- ci di cogliere al meglio il rapporto che lega l’uomo all’utilizzo della bicicletta. L’iniziativa è curata e promossa dall’As- sociazione Culturale Aeneis 2000 in col- laborazione con il Comune di San Vito dei Normanni (Brindisi), Regione Puglia e la supervisione dell’Accademia di Bel-
le Arti di Lecce. Ogni concorrente po- trà far pervenire al massimo due foto- grafie, a colori o in bianco e nero, en- tro e non oltre le ore 12,00 di martedì 24 febbraio 2015, inviando i file, attra- verso la posta elettronica a: associa- [email protected] oppure, nel caso di Cd Rom, spendendoli diret- tamente per posta ordinaria a: Comu- ne di San Vito dei Normanni, Ufficio Cul- tura, Piazza Car- ducci 1, 72019 San Vito dei Nor- manni (BR). In entrambi i casi bisogna indica- re: “Concorso Fo- tografico 24 Scatti Bike”. Per  quanto riguarda il formato, que- sto deve essere di almeno 200 dpi, dimensioni 50x70 o della grandezza origi- naria della foto- camera utilizzata. Le 24 foto vinci- trici, una delle quali con merito speciale, saranno esposte e pre- miate domenica 10 maggio 2015 pres- so l’ex Chiostro dei Domenicani di San Vito dei Normanni (Brindisi) in occasio- ne dell’evento internazionale “Full Bike Day/La Bicicletta in tutte le sue for- me artistiche” e successivamente, in al- tre location nazionali ed internaziona- li. Nel corso delle prime tre edizioni, il concorso “24 Scatti Bike” ha visto la partecipazione ci circa 600 fotografi e si è avvalso anche di alcune collabo- razioni internazionali fra le quali quel- la con l’Associazione Artstep di Lyon (Francia), la Galleria Slack Space di Col- chester (Inghilterra) e il blog Bike Snob (Stati Uniti). Attestati di stima al pro- getto sono arrivati dall’Istituto italiano di Cultura di Londra. [email protected] 
 ASCOLI PICENO
1° Concorso Fotografico “Così vedo la montagna”
Ente organizzatore: Rirì Tema: la montagna a tutto campo Scadenza: 20 aprile 2015 Iscrizione: gratuita
Una manifestazione fotografica a cui tut- ti possono partecipare gratuitamente e divenire protagonisti. Un titolo ad ampia interpretazione dove le foto più simpatiche, pazze, allegre, divertenti, originali, significative, saranno premia- te con ricchi premi. Puoi partecipare in tre mosse: iscriviti, scatta, invia le foto. Una Giuria qualificata le valuterà e potrai essere tra i premiati. Il con- corso fotografico è organizzato da Rirì
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Sport patrocinato dal Comune di Ascoli Piceno e dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, Ser- vizio Regionale Marche in collabora- zione con le ditte Goldwin, X- Bionic, Slokker, High Power e Ceramiche Ar- tistiche Andrea Fusco. Il tema del con- corso è: COSI’ VEDO LA MONTAGNA. Si aprirà il 1 Dicembre 2014 e termi- nerà il 20 Aprile 2015 Le immagini po-
tranno espri- mere emo- zione, libertà, avventura, attività, ac- cog l ienza , territorio, ca- pacità scia- torie, abbi- g l i amento tecnico, sce- nario natura- le, gioia di vivere e tutte le cose più “simpatiche, pazze, alle- gre, diverten- ti, originali, significative” per tutti gli appassionati di montagna
e degli sport invernali, gli scatti fo- tografici potranno comprendere non solo momenti ludici e sportivi, ma an- che numerosi e diversificati frammen- ti di quotidianità vissuti da coloro che in montagna operano, lavorano o co- munque vivono a contatto con quel- la natura particolare. La giuria del concorso è composta da un fotografo A.FIAP, da un docente di fotografia, da un rappresentante delle aziende partner del concorso, da un dirigen- te del Corpo Nazionale Soccorso Al- pino e Speleologico. La partecipazio- ne è completamente gratuita e pos- sono partecipare dilettanti e profes- sionisti. Le foto possono essere scattate con qualsiasi mez- zo, possono essere in bianco e nero o a colori, anche elaborate con pro- grammi di fotoritocco. Non possono partecipare le immagini di sintesi, cioè quelle realizzate esclusiva- mente con programmi o modelli di computer grafi- ca. E’ possibile inviare da una a quattro immagini. Esse devono avere il for- mato non superiore 650X650 pixel e le dimensioni non superiori a 500 pixel, in formato jpg. Ogni file do- vrà riportare le prime tre lettere del cognome, le pri- me tre lettere del nome, il titolo, (una foto con il ti- tolo “caduta sulla neve,
 
 
M i chiamo Johnny Papagni, ma sono conosciuto nell'arte e nel mondo lavorativo
come Johnny Pixel. Sono un fotografo professionista di 38 anni residente a Milano, ed abbraccio la fotografia sia come passione che come lavoro. La mia specializzazione copre in particolare due settori ben definiti: la Fotografia Architettonica, di Interni e Virtual Tour e la Fotografia di Moda,
Fotocamera Canon EOS 7D Obiettivo Tokina 10-17mm a 10mm Dati di scatto f/9 - 1/100s - 160ISO
Software usato per il montaggio Panorama Studio 2 Pro
Scatti 8 foto in formato RAW (6 orizzontali + Nadir e Zenit)
quindi Book fotografici Professionali e Personali. Mi sono avvicinato per passione alla fotografia panoramica per Virtual Tour, cioè quel tipo di fotografia panoramica navigabile a 360° in tutte le direzioni (e dunque godibile appieno solo tramite uno schermo), convertendo poi la passione in lavoro, unendola agli scatti di interni che già realizzavo da tempo. Per realizzare questa foto ho utilizzato la fotocamera posizionata su un cavalletto,
munito di testa panoramica orientabile su tre assi, verticale, orizzontale e circolare. Le foto orizzontali sono state scattate a passi di 60° l'una dall'altra e con una inclinazione verso il basso di 5°. Per realizzare lo Zenit ed il Nadir (le foto dell’alto e del basso, non visibili qui per ovvi limiti di stampa, n.d.r.) ho posizionato la fotocamera tramite il movimento della testa panoramica, nelle relative posizioni +90° e -90° sulla verticale. Il montaggio di tutti gli
 
comprende le nuove dp1 Quattro, dp2 Quattro e dp3 Quattro. Alla presentazione tutti sono rimasti fortemente colpiti dal design a dir poco stravagante di queste nuove compatte, aspetto questo che ha quasi rischiato di eclissare le notevoli novità tecnologiche a bordo, a partire dall'innovativo sensore Foveon X3 Quattro, evoluzione (e rivoluzione) del precedente Foveon X3. Ricordiamo che Sigma, oltre ad essere un apprezzato produttore di obiettivi
Design stranissimo che però asseconda l’ergonomia. Impugnatura comoda. Qualità costruttiva al top.
La dp1 è la versione con obiettivo grandangolare: dp2 e
dp3 hanno rispettivamente ottica normale e medio tele.
La ghiera per la messa a fuoco manuale (a controllo elettronico).
L'ottica è un 19mm f/2.8, equivalente a un 28mm su APS-C. Ha 9 lamelle di diaframma ed è di buona qualità, ma soffre molto il controluce.
Sensore Foveon X3 Quattro formato APS-C, ottica grandangolare, design marziano, qualità d'immagine altissima, ma anche tanti limiti: questa è la Sigma dp1 Quattro.
SIGMA DP1 QUATTRO La bestia aliena
di Matteo Virili 
T E S T C O M P T T
999 euro
COSTRUZIONE òòòòò
Design non convenzionale ma che aiuta l’impugnatu- ra. Costruita con materiali di alta qualità.
MESSA A FUOCO òòò
Potrebbe essere più ve- loce, ma nelle situazioni di impiego più comuni se la cava bene.
ESPOSIZIONE òòòò
La dp1 Quattro manife- sta solo di rado errori d'esposizione davvero irrecuperabili.
QUALITÀ IMMAGINE òòòò
Nitidezza e colori ottimi grazie al Foveon. Anche l'obiettivo è buono ma soffre in controluce.
RUMORE ALTI ISO òò
E' il tallone d'Achille dei sensori Foveon. Oltre i 400 ISO la qualità decade vistosamente.
Le due rotelle di regolazione, perfettamente
a portata di indice e
pollice. Quella anteriore è coassiale al pulsante di
scatto.
D a tempo Sigma produce la serie di compatte di fascia alta “dp”, caratterizzata dalla presenza di un sensore di taglia APS-C e dalla
declinazione in tre varianti, una con ottica grandangolare, una con ottica standard e l'altra con ottica medio-tele, chiamate rispettivamente dp1, dp2 e dp3. Pochi mesi fa Sigma ha svelato l'ultima incarnazione della serie dp, che prende il nome di “dp Quattro” (proprio così, in italiano) e
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universali per una moltitudine di innesti diversi, è anche proprietaria della Foveon, azienda produttrice dell'omonimo sensore d'immagine così diverso per struttura e per approccio rispetto ai più diffusi CMOS e CCD, apprezzato soprattutto per l’elevata nitidezza e l’ottima resa cromatica. La particolarità dei sensori Foveon X3, sui quali potete leggere un approfondimento in “Alta fotografia” su fotografare di novembre 2014, sta nella loro struttura a tre strati, uno per il blu, uno per il verde e uno per il rosso, così da avere per ogni pixel delle informazioni veritiere sull'intensità, punto per punto, dei tre colori fondamentali. Nei sensori tradizionali invece, composti da un solo strato di fotorecettori, ci sono alcuni pixel deputati solo alla cattura delle informazioni sul colore blu, altri solo per il verde e altri per il rosso, disposti secondo un ordine ben preciso, il più diffuso dei quali è la cosiddetta “matrice di Bayer”. La tonalità esatta, ma
PER QUALE USO?
pulsante per cambiare il tipo di visualizzazione in
ripresa, per il menu rapido, per il blocco
dell’esposizione, per il menu esteso e per la revisione
degli scatti.
Un led ci informa se la fotocamera sta salvando le foto sulla scheda di
memoria.
Il display LCD da 3” è molto definito, con i suoi 920.000 pixel.
Il pulsante d’accensione e, alla sua destra, il pulsante Mode, dopo aver premuto il quale si può passare tra i vari modi di esposizione tramite la rotella posteriore.
La slitta portaccessori
a cui collegare
Sigma.
Durante la revisione delle foto la rotella anteriore serve per zoomare.
Il selettore a quattro vie per navigare nel menu e per accedere alle opzioni di messa a fuoco.
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sarebbe meglio dire “presunta”, di ogni pixel viene ricostruita da un algoritmo informatico che confronta i dati di ogni pixel con quelli dei pixel ad esso adiacenti. Se nel Foveon X3 i tre strati fotosensibili avevano tutti la medesima risoluzione, nel nuovo sensore Foveon X3 Quattro lo strato più alto, cioè quello sensibile al blu, ha una risoluzione di 19,6 Megapixel che è quadrupla rispetto a quella dei due strati sottostanti, da 4,9 Megapixel ciascuno. Del perché di questo contorsionismo e di qual è la risoluzione reale del file che si ottiene parleremo più avanti, vediamo ora come si presenta esteticamente e funzionalmente la Sigma dp1 Quattro, la versione con ottica grandangolare della nuova triade.
Ti amo o ti odio
 
DIMENSIONI MM / PESO G: 161x67x87 / 425. SENSORE: Foveon X3 Quattro formato APS-C (23,5x15,7mm) da 29Mp (29 milioni di recettori totali: strato sensibile al blu con 19,6 Mp, strato sensibile al verde con 4,9 Mp, strato sensibile al rosso con 4,9 Mp). Risoluzione d’uscita 19,6 Mp nativa, 39 Mp interpolata. STABILIZZATORE: no. RISOLUZIONE MAX : 5424x3616 pixel (risoluzione nativa di 19,6 Mp) 7680x5120 pixel (modalità Super- High 39 Mp). FORMATI IMMAGINE: JPEG, RAW, RAW+JPEG. SENSIBILITÀ DI RIFERIMENTO: da 100 a 6400 ISO. BILANCIAMENTO DEL BIANCO: automatico, manuale con 6 modalità più una personalizzata. SCHERMO LCD: da 3” con 921.000 pixel. SCHEDE DI MEMORIA : SD/SDHC/SDXC. INTERFACCIA : USB 2.0.
 V IDEO: no.  A F: a rilevamento del contrasto su 9 punti. MIRINO: opzionale ottico galileiano. MODI D’ESPOSIZIONE: manuale, a priorità dei tempi o dei diaframmi, programmata. CORR. ESPOSIZIONE: +/-3 EV a passi di1/3 EV. FLASH INCORPORATO: no. TEMPI: da 30sec a 1/2000sec, posa B; otturatore elettronico fino a 1/16000sec. SINCRO-FLASH: su tutti i tempi MODI DI SCATTO: singolo, continuo.
 A LIMENTAZIONE: pila agli ioni di litio BP-51 (seconda batteria inclusa).
SCHEDA TECNICA treppiedi, comodità non da poco se si considera che uno dei grandi difetti delle compatte Sigma dp Quattro è proprio l’elevato consumo. Sigma non ne fa un mistero e anzi fornisce nella confezione una seconda batteria con una sua custodia da attaccare alla tracolla per portare sempre con sé un po’ di energia extra. Durante il nostro test non siamo mai andati oltre i 200 scatti con una batteria completamente carica. L’ottica è un 19mm f/2.8, equivalente grossomodo a un 28mm su full frame. Conta ben 9 lamelle di diaframma per uno sfocato molto morbido.
  ul campo
Non è una compatta di quelle che entrano in tasca dunque se la si porta con sé è perché evidentemente si è usciti di casa con il chiaro intento di scattare delle fotografie. Del resto il
non ci aspettavamo, su di una compatta, un design che invece di andare a ridurre le dimensioni, le aumenta. Sigma descrive il design della nuova serie dp come frutto di uno studio focalizzato sull’ottenimento della migliore ergonomia possibile. Inizialmente, lo ammettiamo, questa spiegazione ci era sembrata più che altro un modo per giustificare l’estro di qualche