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Associazione Culturale Photo Club Controluce" - Via Carlo Felici, 18/20 - Monte Compatri Mensile di attualit e cultura dei Castelli Romani e dintorni Anno XII/12 - dicembre 2003 DIFFUSIONE GRATUITA Monte Compatri - Corsa dellAngelo Sommario pag. 2 visto da... pag. 3 i nostri dialetti pag. 4-14 i nostri paesi pag.15 curiosit pag.16 breviario di neuroscienze pag.17 antropologia pag.18 storia pag.19 le grandi idee della scienza pag.20 langolo della poesia pag.21 scienza pag.22 storia e cultura pag.23 attualit e societ Auguri di Auguri di Auguri di Auguri di Auguri di Buone Feste Buone Feste Buone Feste Buone Feste Buone Feste ai lettori di ai lettori di ai lettori di ai lettori di ai lettori di Controluce Controluce Controluce Controluce Controluce

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Associazione Culturale Photo Club Controluce" - Via Carlo Felici, 18/20 - Monte Compatri

Mensile di attualit e cultura dei Castelli Romani e dintorni Anno XII/12 - dicembre 2003DIFFUSIONE GRATUITA

Monte Compatri - Corsa dellAngelo

Sommariopag. 2 visto da...pag. 3 i nostri dialettipag. 4-14 i nostri paesipag.15 curiositpag.16 breviario di neuroscienzepag.17 antropologiapag.18 storiapag.19 le grandi idee della scienzapag.20 langolo della poesiapag.21 scienzapag.22 storia e culturapag.23 attualit e societ

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dicembre 20032 VISTO DA...

NOTIZIE INCONTROLUCEMensile di attualit e cultura dei Castelli Romani e dintorni

EDITORE: Associazione Culturale Photo Club Controluce - Via Carlo Felici 18-20 - Monte Compatritel. 0694789071-069486821-069485935-069485336 - fax 069485091 - email [email protected] RESPONSABILE: Domenico RotellaDIRETTORE DI REDAZIONE : Armando GuidoniREDAZIONE: Marco Battaglia, Mirco Buffi, Luca Ceccarelli, Alberto Crielesi, Riccardo Faini, GiulianaGentili, Mauro Luppino, Tarquinio Minotti, Salvatore Necci, Consuelo ZampettiPUBBLICIT: Tarquinio Minotti - cellulare 3381490935REGISTRAZIONE TRIBUNALE DI ROMA n.117 del 27 febbraio 1992Gli articoli e i servizi sono redatti sotto la responsabilit degli autori. Gli articoli non firmati sono acura della redazione. Tiratura 5.000 copie. Finito di stampare il 10 dicembre 2003 presso latipolitografia SPED.IM tel. 069486171 - Via Serranti 137 - Monte CompatriHANNO COLLABORATO: Donata Allegri, Vincenzo Andraous, Florido Bocci, Gianfranco Botti,Antonio Botticelli, Paolo Bragatto, Mirco Buffi, Marco Cacciotti, Angelo Capri, Fiorella Capri, LucaCeccarelli, Gabriella Cecchetti, Pietro Ciaravolo, Silvia Coletti, Claudio Comandini, Silvia Cutuli, AnnaDel Signore, Paolo Di Lazzaro, Vincenzo Dominicis, Paolo Emili, Roberto Esposti, AntonioFaracchiano, Angela Ferracci, Pietro Frangini, Stefania Gasparotto, Giuliana Gentili, Nello Gentili,Lello Gentilini, Mario Giannitrapani, Fausto Giuliani, Armando Guidoni, Legambiente, Laura Mancini,Luca Marcantonio, Gelsino Martini, Luca Nicotra, Cesare Nissirio, Maria Grazia Pilotto, GiorgioPresciutti, Fernando Quarta, Reseda onlus, Armando Rigobello, Daniela Scaramella, TaniaSimonetti, Cristina Stillitano, Cinzia Tomassini, Mario VinciIn copertina: Una foto della partenza della Corsa dellAngelo a Monte CompatriFotografie: Tarquinio MinottiNei mesi pari, il giornale stampato in 12.000 copie e distribuito gratuitamente a tutti i soci sostenitori enelle localit: Albano, Ariccia, Borghesiana, Castel Gandolfo, Ciampino, Colonna, Frascati, Gallicano,Genzano, Grottaferrata, Labico, Marino, Monte Compatri, Monte Porzio Catone, Nemi, Palestrina, Roccadi Papa, Rocca Priora, San Cesareo, Torre Jacua, Zagarolo.Nei mesi dispari, il giornale stampato in 5.000 copie e distribuito gratuitamente a tutti i soci sostenitorie nelle localit: Colonna, Genazzano, Labico, Monte Compatri, Palestrina, Rocca PrioraUna versione digitale del giornale diffusa attraverso le pagine del nostro sito Web www.controluce.itPer gli abbonamenti: versare 20 Euro sul c/c postale n. 97049001 intestato a Photo Club Controluce

Amico fragile(Vincenzo Andraous - carcere di Pavia e tutor Comunit Casa del Giovane Pavia)Qualche mese addietro raccontando la mia esperienza di tutor nella Comunit CasaDel Giovane di Don Franco Tassone a Pavia, ho tentato di disegnare il mio incontrocon Lutrec, giovanissimo ospite della comunit.Non so perch, ripensando a questo giovane, mi torna in mente la canzone di FabrizioDe Andr Amico Fragile, e mi si arrampicano per le spalle i dolori delle parole, gliaffanni dei passi incerti, la vergogna per un vissuto depredato ingiustamente.Sono trascorsi i mesi, Lutrec in unaltra comunit, con la sua vita legata ai fianchi,una vita fatta di domani, domani, domani, perch del presente non c traccia, non cancora scavo, n risalita, non c neppure parvenza di sollievo per lingiustizia di unaadolescenza negata, di un bene negato, nella tenerezza di una carezza negata an-chessa, o concessa sbrigativamente.Lutrec con il suo passato di sbieco, i suoi distacchi bruschi, improvvisi, sempresprovvisti di spiegazioni, con il suo futuro che non ancora amore n accettazione,ma nascondiglio errante, trasformato in trincea per ulteriori rese.Lutrec una storia sbagliata, o forse solo una storia non ancora nata.Rammento quando part per unaltra comunit, nel rispetto dei ruoli, delle capacitprofessionali altrui, di quanti gli sono vicini in appoggio famigliare, tutti, insieme,pronti ad accoglierne le carni martoriate e il futuro tutto da costruire.Amico Fragile cantava De Andr, mentre se ne stava nella sua rimessa inginocchiatoal vino bevuto lentamente.Amico fragile, ci che mi uscito dalle labbra, quando mi hanno detto che Lutrecera a terra nel bagno di una scuola, con il vomito in gola e la roba nel sangue, perdimenticare le periferie aride delle solitudini imposte e mai cercate.Lutrec non riesce a volare, noi non riusciamo a farne ali, nemmeno vento, gli conce-diamo unora; ma, diamine, unora importante, c solo quella.Lutrec non lo sa, non vuole saperlo, forse proprio questo a dare distanza al suobisogno dattenzione, quellattenzione che conta perch empatica.La canzone di De Andr non molla la nota e mi sale addosso langoscia di essereubriaco non di vino, ma di termini scientifici, didascaliche conclusioni.Forse rivedr Lutrec come un piccolo amico fragile, con quella speranza che mi derivadallinsegnamento appreso in questa comunit, che non consente ad alcuno di vive-re di rendita, nei tanti successi o miracoli accaduti durante la storia trentennale diquesta grande casa.Perch servire il fratello vuol significare che dai fallimenti occorre ripartire, e occorrefarlo, s, con la fragilit che ci portiamo dentro, ma con lamore e la fiducia che ciconsegna allaltro a noi vicino.

Nassiriya 12 Novembre 2003(Nello Gentili) - con la morte nel cuore che oggi, come ogni italiano, miritrovo a ragionare su questennesimo episodio di terrorismo che ci ha colpitonel profondo del cuore e dellanimo, lasciando dietro di s solo rabbia mista adolore, profondo dolore. Un dolore indefinibile, per quanto lacera il cuore, undolore che suscita sentimenti che a volte sembrano nascosti nel nostro Ioprofondo e che riaffiorano quando si pensa oggi a questi poveri figli dItalia,che improvvisamente, nel compiere il proprio dovere di uomini di pace, si sonotrovati nel posto sbagliato, al momento sbagliato. Il pensiero, come ovvio, sistringe intorno a questi genitori, dilaniati da cotanto dolore, ci fa essere vicinoa loro, solidali ed uniti in un unico e straziante abbraccio, pensando a quelloche non sarebbe mai dovuto accadere. Nessuno dovrebbe provare lango-sciante sentimento di sopravvivere ai propri figli! una cosa che non si do-vrebbe augurare neanche al peggior nemico! Come fa, una qualsiasi menteumana, per quanto contorta e crudele, a concepire un atto cos violento neiconfronti di esseri umani, come loro, che avevano lunica colpa di indossareuna divisa ed il compito di proteggere quei popoli ormai ridotti allesasperazio-ne da anni ed anni di crudele dittatura. vero, molti di loro, che oggi chiamiamonemici, ancora piangono i loro morti, provocati da centinaia di anni di lottefratricide in nome di ideali pi o meno giusti che in ogni modo non dovrebberocontemplare leliminazione irrazionale e totale. Ma oggi difficile pensare aquello che sia giusto o sbagliato, non saremmo noi stessi se oggi fossimochiamati a giudicare quello che accaduto. Lunica cosa di cui noi oggi siamofermamente certi che non potremmo riabbracciare i nostri cari ragazzi, se nonavvolti in un tricolore dentro una fredda bara, che non ci restituir pi il lorocalore, le loro lacrime, i loro sorrisi. Lodio, la rabbia, il rancore non ci devonooffuscare la mente, cerchiamo, per quanto difficile sia, di rimanere lucidi, noncadiamo nella trappola tesa dalla morte, che vuole seminare solo altra morte,rimaniamo uniti e solidali in un unico abbraccio; solo restando uniti si pusconfiggere un nemico schivo che approfitta dei buoni sentimenti per spezzarela vita. nei momenti peggiori che si misura lanimo umano, nei momenti diprofondo sgomento che si realizza la vittoria sui mali di questo mondo. Pensareoggi alle piccole divergenze che ci vedono protagonisti nella vita di tutti igiorni, mi addolora ancor di pi. Pensare ai piccoli problemi che ci affliggononella vita quotidiana, mi fa anche sorridere. Questi episodi ci devono far riflet-tere sul fatto che la vita vale la pena di essere vissuta, ma vissuta nel senso pialto che questo possa significare, cercando sempre di risolvere le piccole di-vergenze che ci vedono in contrasto con chi siamo abituati a frequentare. Iproblemi si possono sempre risolvere; solo a Sua Maest la Morte non crimedio! facile adesso scivolare nella mera demagogia; le parole e le frasiadesso vengono facili, la forza che non rimangano solo parole e frasi ma siconcretizzino in qualcosa di giusto e duraturo. Facciamo tesoro di questa tristeesperienza per trovare la forza di agire e di rimanere uniti tutti insieme; nonfacciamoci prendere la mano dal disfattismo e dalla voglia di vendetta, mastudiamo insieme la giusta rotta da seguire nel mare infinito dellanimo umano,per un futuro quanto meno pi vivibile e vicino alluomo come essere coscien-te con unanima. Lunica cosa che oggi dovrebbe trovarci daccordo che nonpossiamo lasciare questi popoli al loro destino, dobbiamo continuare nellanostra opera di sostegno della pace, perch solo con lostinazione della pace sipotr raggiungere la meta che , s lontana, ma non irraggiungibile! Cerchiamodi stringere unalleanza con la parte buona del mondo arabo, perch islamismonon vuol dire terrorismo, e vediamo se insieme si pu cercare di sradicare ilmale che getta fango su di loro, uniti come non mai, per conseguire lobiettivocomune della pace nel mondo. Sar certo difficile, ma non voglio credere chesia impossibile! Se c ancora qualcosa di buono nelluomo, questo il momen-to di dimostrarlo! Con la speranza ed il dolore nellanimo, abbraccio le famigliedei Martiri della Pace.

Acqua, fiumi e monti assassini. Uomo innocente?(Gelsino Martini) - Lestate della gran calura terminata. Il gran secco di misurecontinentali, le alte temperature sono un ricordo, nonostante uno strascico estivoabbia invaso lautunno. Le notti insonni tra i sudori del letto sono archiviati nellastagione dei record. finita. O forse no, almeno per ci che riguarda i record. Dal gransecco ed i grandi incendi, alle piogge torrenziali. Ogni transito di perturbazione unevento disastroso, dal nord al sud, centro est ovest ed isole, fango, allagamenti,detriti, danni ambientali e, ancor pi grave, perdita di vite umane. Un caso dellastagione insolita? Casualit o cambio dera terrestre? Madre natura ha veramentedimenticato i suoi figli sulla crosta terrestre? Gli scienziati di tutto il mondo ne parlano,discutono, organizzano convegni e studi. Tutti hanno ragione, nessuno in grado didimostrare le teorie di cui portatore.Noi siamo dei normali cittadini, viviamo il nostro territorio ne ricordiamo la morfologiadel 900. Da una semplice passeggiata, che ognuno di noi pu fare nel proprio comu-ne, vediamo i centri storici arroccati sulle pendici dei monti o lungo crinali a strapiom-bo. Ci si spesso chiesto come fanno ad essere l da millenni. Se fossimo pi attentinel vedere, ci si renderebbe subito conto del rispetto dellintervento umano nelcostruire, seguendo il naturale andamento del terreno senza compromettere lamorfologia del territorio circostante. Questatteggiamento di rispetto ha permessoallUomo di vivere e colonizzare la terra nel tempo.La tecnologia ha sicuramente migliorato l tenore e le fatiche della vita umana. Unutilizzo scorretto, senza tener conto delle pi elementari regole naturali, ha fatto s cheun normale acquazzone diventasse un assassino.Questimpatto si evidenzia dalle modifiche territoriali apportate ai nostri colli. Il gran-de dominio del cemento, perpetrato negli ultimi 40 anni, cillustra unimmagine sbiadi-ta priva di un rispetto elementare della formazione naturale del territorio. Grandi ruspehanno spazzato via intere colline, divelto ed ostruiti gli sfoghi naturali delle acque (indialetto i fossi), asfaltato km di strade creando fiumi artificiali senza la cognizione degliscoli delle acque con canali di raccolta, abbattuto la permeabilit del terreno con ampipiazzali (anche nelle abitazioni), provocato incendi, azzerato la coltivazione del territo-rio. Non ultima, ma fiore allocchiello, la lavorazione dei boschi, abbandonata e rim-piazzata abbondantemente dallabbandono di sacchetti per la spesa, divani per unasosta, servizi igienici per un vivere pi civile, autoricambi ed ogni altro ben di Dio.Ebbene, tutto questo il nostro territorio, segretamente imbrattato dagli Svizzeri peril vanto del loro territorio pi pulito del nostro. Paradossalmente ci stiamo soffocandocon le nostre mani. La miopia delle nostre azioni tale sino a che esse non si riversanocontro noi stessi. Sino ad allora ci sentiamo estranei e semplici spettatori degli eventidi cui siamo testimoni. Non solo, riteniamo che a noi non pu succedere perch,trovando spiegazioni necessarie alla nostre esigenze. Dimentichiamo che il temponon ha tempo, e che ogni giorno un sasso cade e poi ancora un altro, finch un giornosenza tempo lacqua, i fiumi ed i monti assassini ci risvegliano da un assurdo bracciodi ferro con Madre natura. Anche in questo evento troveremo una scusa plausibilealle nostre necessit, addossando colpe agli organi amministrativi (i soliti Svizzeri chepensano ai fatti loro), alla natura assassina, perpetrando negli errori che rifiutiamo dicomprendere. Ed allora Uomo, sei proprio innocente?

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dicembre 20033http://www.controluce.it

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GROTTAFERRATA FRASCATI

COLONNA

I NOSTRI DIALETTI PALESTRINA

Contentu de stacceCianno scrittu sopra libbri e trattati; so nate svariatecorrenti filosofiche; ca pensatore, depressu pe nunesse riescitu a trov na spiegazione, ce s puremmazzatu: Chi semo? da Nd venemo? Nd semodiretti?Io, pe contu miu, sia si semo fruttu de na creazionedivina, sia si semo u risurtatu de na combinazzionechimica casuale, so contentu de stacce! E siccome ndtengo da a fin o saccio (a Via Anagnina Km 8, commetutti i Grottaferatesi pi tardi possibbile), cerco destacce mejo che possoSo contentu de stacce a matina, quandu vajo a lavor:co u scuter passo senza probblemi de trafficu, e vedolli pori disgrazziati che stanno ncolonnati, dentro a emachine, senza speranza (cadunu fuma pure perchnce basta o smog che gi se sta a respir!) e me v dacant, perch me sento libberu, nun derubbatu de utempu miu! Sar strano, ma a lavor senza soffr pe utrafficu, me pare guasi bello.So contentu de stacce quandu destate arrivo presto sua spiaggia, solu io, e u mare na pianura celeste senzafine; provo na doppia sensazione de potenza: quellache pi avanti nun se va (e perci vord che me sospintu pi lontano che potevo), e quella che u mare nenorme autostrada, che mette n comunicazione u monnuinteru! (Po, vistu che and vajo a mare io ce sta nabella cooperativa de pescatori che vnnino o pesceappena pescato, a sera, a casa, me faccio pure du spa-ghetti co e vongole).So contentu de stacce quandu a Dimenica mmatinafaccio colazzione n terazza co moijma e fma (pure din-verno, si c o sole, se sta bb, sopra a terazza de casettamia!): Ancora mezzi nsonnoliti, co e facce ciancicate,fra biscotti, latte e caff, bello riccontasse e cose de asettimana appena passata, e scherz npo, pinnisengiru; a sera semo sempre stracchi, e po, lla maledet-ta televisione, te rincojonisce e n te fa mai parla...non finisce qui, Lello Gentilini segue a pagina 4...

U preteMagna nun j dispiace proprio anzi facciamouno stuzzicotto e nui tutti a chiamallu u palloccu;pe via de quella bella ciccia sotto a scucchiaci ricaccevamo pure u pellicanu quando steva a Radio Colonna se faceva chiama Vince,si scrivea su quarche rivista nvece se firmea Palvin ma Palamara Vincenzo da Brancaleone, calabrese pu-rosanguepe tutti nui colonnesi statu solo e soltanto U PRETE.A Colonna c rimastu pe quasi trentanni, ce s fattuprete e po parrocu nzomma c cresciutu fino a quarche annittu fa e durante tuttu stu tempu nha fatte de cose;sempre attivu, dinamicu, co mille idee una ne faceva mentre natre cento gi ci frullevinodentro a quaa capoccia tostaOratorio, Circolo Amicizia, Teatru Chiesa Vecchia, pa-lestra, campu de pallavolovacanze nCalabbria, a Mondragone, a Pietrabbondan-te, a Alfedena ogni vota riescitu a coinvolgici tutti pe realizza sem-pre quarche cosa de novo.Po, nmezzo a nui regazzi, a nui catechisti, parevacomme si ci fusse natu Gite, vegliuni, Radio Colonna, boi scaut, olimpiadi pei munelli,tornei de pallone, de bijardinu, de ping.pong maquando tocchea prega, se preghea e basta e po ncora partite a carte, ndo tenellu pe compagnuera na vera tribbolazione,perch si a tresette te sbajivi a cala lassu nvece dentrete se magnea e te se ricachea Nun rimanea mai arreto,manco quando te tenea da manna a quu paese o erada mmolla nbellu sventolone a quarche munellacciuche se lera itu cerchenno!Caru Don Vincenzo, ma nun che pe casu,ngiornu o latru, da Capocroce ndo stai m,ritrovi a strada pe riveni da ste parti ?Fausto Giuliani

Nmancara occasioNa vecchietta ciuca ciucascalamarata remagnatase ffaccia aa porta meadoppo al bussatui ddomanno: chi si? Chi t mannatu?Me fa: No reman sos mpalatunten pauraso a commare pi ssennataa soccia pi secura.Ppoggiata a na fargia scura scurache spontea da na mani tutta ossacciaccostatase me soffia nfaccia:Vo ven? Se vo ven te porto co miI aio respostu: Venario, venario,areche se venario, sos de picculmmiezzu a debbiti e disgrazie fenisciario,ma nsaccio se o sa: tengo famja,tengo do riazzi ncora creature,da sso veu tutte e paurese u padre s coi ariaa issi chi i pensarla?U muccuzzu rengrifatungima aa porta remaneae me vardea, me ffisseama luocchi ni tenea.Io mogu mogu me ne steaiennosene rengrumata (nfregnata)de scattu s votatae coa vocca sbavata m sparatuarzenno u bast:nara vota, nara votaNmancarau occasiGianfranco Botti

'Na bella pulentata ( dopo la guerra)Era 'na domenica d'inverno,cruda, gelida, piovosa,Mamma rivenne a casa dau mercatututta 'nfreddolita, ma contenta.

"S trovatu da Peppino Muratori'n chilu de farinella giallamacinata fresca fresca,oggi facmo 'na bella pulentata.

Faccio 'na tigamata de suguco' i trdi e 'na diecina de sarcicce"."L'acqua blle, comincia a butt gi,ma f pianu pianu e gira svrt,

sinn ce venghenu i pallcchi,e m'arriccommnno gira sempreau stesso vrsu e 'n te stracc,gira gira 'n te stracc".

"A m, me sa ch' cotta!""Mucina, mucina, ce v tempu ancora,gira, gira, sinn s'attcca"Ancora n' ora de levalla".

"Tu 'ntantu prepara 'a spienatora!"Venva su 'n odore, piva forma 'n mirchelu,dppu tanta fame patita co' la guerra."Smo pronti? Tu sttte zittu, vrsa e 'n te

scott!"Era 'na colata d'oro zecchiunuche calva dau cielo benedttue manneva 'n calore profumatu,era la manna che pioveva

Mannta d''a Divina Provvidenza."Arza da sta parte, abbassa da quell'tra, dice-

va mamma,ecco, basta cos vabb, cos se spiana":Facva i srti mortali 'lla pra spienatora.

Quattro sgommarlli de sgu,'na blla 'ncacita de pecorinu e parmicianu,'n bllu mucchttu de turdi e de sarcicce,a copr 'llu capulavro casareccio.

?A sorpresa de chi arriveva primape pizzic na sarciccia 'n pinn valva pi, perch i pezzirenu contati, tanti permo.

Faceva 'n friddu che trincva l'ossa,ma, strtti 'ntorn' 'a spienatora,sentevamo o cllu de 'na gran felicit,avevmo vintu, eravmo 'na fama unita

da 'n calore umanu che ce tenva 'ncollati,contnti, sorridenti, commssi e rispettsi,vrsu du' genitori che, dall'infrno della guerra,ci avvenu sarvatu la vita coll'amore.

'Llu momento battva 'n cre slu,u cre d''a fama.Quella fu davro 'na bella pulentata.Pap faceva tanti morselltti, li metteva 'n riga

tutti blli allineati,co' la precisione de 'n professionista,e, ntntu, fra 'n boccone e l'atru, ariccontvatanti fatti che l'avvenu vstu

artigliere da montagna, u cappllu c'a pnna,sull'Ortgara e Bainzizza, durante 'a prima guerra,quanno pe' port u cannone 'n postazionetenva da commtte co' du' mlacci

c'ogni tantu s'appuntvenue n'un volvenu cammin.Se chiamvenu Pluto e Romantica.Ma de romanticu ce stivenu solu 'e cannonate

e i sordti che rientrvenu dau permessocoll'elmtto sopr'au fiascu."Rmpime pure la capocciama nn me rompe u fiascu d'o vinu".

'A paga, a cinquina, era misera e 'a fame eratanta,

'na gavetta de brdu e 'na pagnotta au giornonn potivenu bast, tenva vent'anni.Ma au paese pi vicinu ce stvenu

du' blle regazztte piemontesiche ce procurvenu 'e sighertte e da magn.ma i ricordi pi scottanti renu quillid' 'a paura, d' 'e bombe e d' 'a fame,

che tutt'insiemeavevamo pattu e superatu.Quella fu davro 'na blla pulentata.

Florido Bocci

Le stagiuni (de na vta) Laria calla se sente lontanoLo freddo se n ito piano piano,rentro gni core la speranza veraecco! rivata. la primaveraLerba resente lo prato lo lassa,gni pco magna, lo muso bassa,canta lo passero, tutto fiorito,circa lamore p ref lannito. Fenisce la stagione riva listateOrmai so certezze le belle giornate,lo rano, lo fieno, la frutta matura,le tante fatiche: la fargiatura.Cos lo villano che fatica tantoSolo lontano sente qua canto,rengrazia Dio che lo benedicae lo lleggerisce da tanta fatica. Lautunno forse lo pi generoso,d bna resa tantorgoglioso,nuci e castagne che vanno seccate,p limmernata so repusate.De gni filone e cordonataLuva matura, bella dorata,se mette a bull rentro lo tinocos se prepara lo buono vino. Limmerno fa freddo e pontualece porta la tosse, puro Natale,la gente se scalla c lo camminoe spetta che nasce Ges Banbino.Ogni famiglia pi reddunataSpesso se magna qua pulentata,fiocca la neve, tutto mbiancato,rentro gni cre la gioia ha portato.Ndonio Faracchiano

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dicembre 20034 I NOSTRI PAESI

LABICO

Presidente Lula Da Silva(Tania Simonetti Marco Cacciotti) Agli inizi di novembre presso La Casa DelPopolo, di Labico, si svolto un convegno sul presidente del Brasile, Lula Da Silva,un presidente operaio che ha sofferto la fame e i disagi di un paese afflitto dallapovert e dalla miseria.Riuscir Lula a proporre interventi sociali che diano dignit allapopolazione Brasiliana? Tra speranza e contraddizioni, incontro dibattito interessan-te, con la presenza degli autori del libro sulla biografia su Lula, Oliviero Dottorini,dellufficio stampa dei Verdi, e Luca Telese, redattore del Giornale.

Contentu de stacceSo contentu de stacce quandu da Monte Cavu, versu sera, tuttu de nbottu, te capitau momentu favorevole e riesci a ved insieme u Lagu de Albano, u Laghu de Nemi eu Mare co o sole che tramonta che spettacolu! Nun bstino tre vite pe godesselututtu!So contentu de stacce quandu se ncontremo io, frtimu u Professore, u Lupu ePellini, e atri amici, e se facemo na sonata insieme fino a e nove de sera, sudati econtenti comme munelli!So contentu de stacce quandu a u Policlinicu de Tor Vergata entro e vedo quella popo de magneficenza de struttura, tipu Cape Kennedy, co e machinette elettricheinterne collautista, che si np cammin te prtino fino allambulatoriu che te serve(po magari te tocca spett a fila mpiedi, perch a e sale daspettu manchino esedie).So contentu de stacce quando vedo u Sindacu Viticchi che passeggia da PoggioTulliano a Grottaferata, mmezzo a gente, e, pe dasse n contegnu, mentre procedea passu sveltu, co u loden e a scialletta, parla (o fa finta de parl) a u cellulare; e nmodu de evit mpo de rompicojoni. (Va tranquillu, Angel, che s forte! S u Dirigen-te dellAzienda Grottaferata, regolarmente elettu; s quasi scenziatu dei Laboratoride Frascati, e nun s manco bruttacciu, quandu te vesti bb; me piace che camminifra i compaesani e te offri a boni e cattivi, belli e brutti, amici e avversari; cos se fa!)E po so contentu de stacce quandu me ritrovo a tavola co frtimi e mamma, chepiagne sempre ogni vota che se rende contu che pap nc pi a pranzo co nojatri;quandu vajo m palestra a rincre a forma fisica de ventanni fa e maccorgio che,tutto sommato, nu sto malaccio; quandu Tarcisio Vernich e Casimiro Porreca,dottori a Grottaferata, davanti a u camminu, a casa mia, tra m bicchiere e natru, sesfttino e bbaccaijno, comme Stallio e Ollio; e pare che vonno llitig quandu prlinode Fabbrizzio Ranieri, dottore a Monte Porziu: a verit che so tutti e due mezzinnammorati de issu, che ca cazzata a dice ma n omminu de personalit vincente,de fisicu prorompente, de voce tonante, che te sovrasta quandu parla, specie siparla de arte, e che pe fortuna nun fa politica, sinn sarijno cazzi nostri (speciarmentesi stesse da a parte sbajata). So contentu de stacce quandu sento che u prof.Veronesi sta p sconfigge u cancru, che Berlusconi pija ca cappellata de e sie (adimostrazzione che a democrazia na gran bella cosa e permette a tutti de bbuttassen politica e a tutti de esse mannati via, allelezzioni appresso), che Valentino Rossi u ppi forte de tutti, che a ggente ggi mpazzita pe e spese de NataleSo contentu de stacce perch so pi e cose bbelle che quelle brutte a u monnu:purtroppo e cose bbelle nun fanno notizia; quelle brutte si. (Tena raggione RenatoZero che vora fa n teleggiornale - fra quilli che gi ce stanno - de sole notiziebbone).E saro ancora pi contentu de stacce se u Direttore de Redazione de stu ggiornale,nonch collega miu, Armando Guidoni, evitesse de tajamme i pezzi perch dice cheso troppo lunghiLello Gentilini

FRASCATICiao Anna

(Cristina Stillitano) - Sorride senza indecisioni, come si deve andare incontro allagioia, abbandonandosi. Ma i suoi occhi appartengono ad una terra pi antica edolorosa. Occhi segnati, neri, selvaggi. Ti guardano con un invito, con una promessaintima di umana comprensione. Anna Magnani coltivava il segreto commovente cherende una donna il centro del mondo. Quante volte delusa eppure sempre, suomalgrado, capace di amare. Dicevano di lei che ti ascoltava con la forza dei sinceri e deisemplici, di chi accetta umilmente le proprie contraddizioni e sa farne motivo di disar-mante bellezza. Si resta incantati ad ammirarla nelle immagini della mostra Ciao Anna,a cura di Matilde Hochkofler e Luca Magnani per i 30 anni della sua scomparsa.Lesposizione allestita fino alla fine di novembre nelle suggestive scuderieAldobrandini, con la collaborazione del Comune di Frascati, della Provincia di Romae delle Edizioni Interculturali ed il patrocinio del Presidente della Camera dei Deputatie del Ministero per i Beni e le Attivit culturali. Divisa in stanze, un percorso di foto,articoli, video, oggetti che ricostruiscono le tappe principali della sua intensa carrierae della sua esistenza privata. Si respira la nostalgia di un tempo che stato, queldisincantato dopoguerra che rivive nella voce dolce, nel canto soave di unattricesenza miti e senza pose da gran diva, una che andava nuda incontro alla vita. Ci sonoi dipinti che le hanno dedicato grandi pittori come Guttuso e Vespignani, anche quello- di Tabet - che lei teneva nella sua casa di P. San Giovanni. Ci sono le immagini deifilms e delle rappresentazioni teatrali con i pi grandi attori e registi di ogni tempo. DaRoma citt aperta di Rossellini a Bellissima e Siamo donne di Visconti, a Mam-ma Roma di Pasolini, fino allultima apparizione, nel 72, in Roma di Fellini. Cpersino lOscar vinto, prima italiana nella storia, con La rosa tatuata di T. Williams,accanto a B. Lancaster.Nannarella, come dimenticarcene. Ti salutiamo cos, con le parole di Corrado Alvaroe con il turbamento che d la certezza di aver perso qualcosa di grande: difficileesprimere con unarte plausibile il senso della vita intima di questo Paese, trovarela strada per un discorso di tutti i giorni, dire, dando unimmagine della realt, leparole pi comuni. La naturalezza e listintivit che corrono le nostre strade sono,a riprodurle sullo schermo, privilegio di pochi. Anna Magnani pu darcene unrepertorio completo.

segue da pagina 3 I NOSTRI DIALETTI

FRASCATI

Presentato il libro La Tela di Cinzia Tommasini(Armando Rigobello ) - Gli animali che parlano sono una finzione poetica che risaleal mondo classico. La traduzione dal greco delle tavole di Esopo e quella dal latinodelle favole di Fedro erano un passaggio obbligato dei primi contatti con la letteraturadel mondo antico. Il presente dialogo tra un ragno ed una mosca forse pi vicino aicomponimenti di Fedro che a quelli di Esopo. Gli animali di Fedro infatti sono pi similiagli uomini, hanno perduto la fresca primitivit dei sentimenti animaleschi dei perso-naggi di Esopo e esprimono sentimenti pi complessi e talvolta complicate situazioni.In questo dialogo tra un ragno e una mosca levidenza dellumano appare in pensosorilievo, forse favorito dallesilit degli insetti la cui fragilit certo maggiore di quelladel bue, della rana, dei lupi, delle volpi e degli agnelli che popolano il mondo fiabescodei due celebri favolisti antichi.Qui la favola solo apparente, sullo sfondo vi lacondizione umana colta nella precariet, nel desiderio, nella melanconia o meglio neldramma. Lo sfondo, tipicamente umano, finisce per occupare sempre pi la scena.I veri personaggi del dialogo sono i condizionamenti, il desiderio di libert, lindeci-sione, le suggestioni e persino qualche accenno di seduzione, lamarezza dellesi-stenza. Si potrebbe quasi connotare gli spartiti poetici e narrativi del dialogo, con leparole con cui Lucrezio indicava i suoi versi: sunt lacrimae rerum, sono lacrimedelle cose, cose che qui assumono la maschera scenica del ragno e della mosca.Il libro in vendita alla Libreria Capocroce (vedi spazio pubblicitario a pagina 17).

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dicembre 20035http://www.controluce.it

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Presepi in cantina(Vincenzo Dominicis) - Anche questanno, inoccasione delle festivit natalizie, la Pro LocoMontecompatri2000 in collaborazione con lAs-sessorato alla Cultura Turismo e Spettacolo lo-cale, organizza la IV edizione deiPresepi in can-tina, con un programma ricco di eventi e manife-stazioni.I Presepi saranno allestiti anche con il contributodi pezzi della nativit di notevole valore ed im-portanza artistica.La manifestazione stata organizzata con lin-tento di voler coniugare la tradizione cristiana(Presepe) con quella laica (la Cantina). Da un latoil Presepe rappresenta la famiglia intesa comeesempio damore ed unione, dallaltro la Cantinarappresenta il luogo ove si operava, dando cor-po al duro lavoro dei campi; in essa si trascorre-vano anche ore liete nel mangiare e nel bere, ac-comunando uomini e donne per scambiarsi paro-le, affetti canti ecc. che saldavano ed animavanole sane e genuine comunit rurali.La cittadinanza compatrese, come sempre, acco-glier i visitatori con entusiasmo e benevolenza.

Programma dei Presepi in CantinaSab. 20 dic. ore 18,00 palazzo Annibaldeschi

CONCERTO di Musica Barocca dellEnsemble A. CORELLIDom. 2 dic. ore 10,30-12,30; 16,30-19,30 apertura dei Presepi in Cantina

ore 17,00 Sala Don Bassani CONCERTO di Musiche di Natale Coro A. MORESCHI con

la partecipazione del Coro degli alunni dellIst.ComprensivoA. ROSMINI di Montecompatri

ore 18,00 VIA DEI SAPORI Assaggi di prodotti tipici locali e vino lungo litinerario dei

Presepi in CantinaGio. 25 dic. ore 16,30-19,30 apertura dei Presepi in CantinaVen. 26 dic. ore 16,30-19,30 apertura dei Presepi in CantinaSab. 27 dic. ore 16,30-19,30 apertura dei Presepi in Cantina

ore 10,00-18,00 Annullo speciale, in collaborazione con il CircoloFilatelico S. Nilo di Grottaferrata e Poste Italiane, delle carto-line natalizie realizzate in occasione della IV manifestazione Pre-sepi in Cantina e mostra filatelica presso la sala Don Bassani

ore 18,00 Chiesa di S. Michele CONCERTO di Musiche Natalizie Sax quartet SAXOPHONIA

Organo: Pietro delle ChiaieDom. 28 dic. ore 10,30-12,30; 16,30-19,30 apertura presepi in cantinaLun. 1gen. ore 10,30-12,30; 16,30-19,30 apertura presepi in cantinaDom. 4 gen. ore 10,30-12,30; 16,30-19,30 apertura presepi in cantinaMart. 6 gen. ore 10,30-12,30; 16,30-19,30 apertura presepi in cantina

Durante lorario di apertura gireranno lungo litinerario dei presepi gruppimusicali natalizi.In tutte le cantine verranno offerte ai visitatori vino, ciambelle e biscottininatalizi.

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Tel. al 338.14.90.935

GENZANO

Il Sito del mese: Comune di Genzano(Roberto Esposti [email protected]) Il sito che visiteremo questo mese sar

quello del Comune di Genzanodi Roma, raggiungibile allurlwww.comune.genzanodiroma.roma.it,realizzato da Cittadelvino.com.Lhome page che d accessoalle sezioni del sito dominatadal saluto del sindaco Pesoli,che nel dare il benvenuto alnavigatore lo avverte anche delcarattere ancora provvisoriodel portale. La grafica si presen-ta pulita, gradevole, con i varilink ben spaziati tra loro. In bel-la evidenza sono poste a destra

nella pagina le news ed a sinistra laccesso alle pagine dedicate allimportantemanifestazione dellinfiorata, che costituiscono in pratica un portale a parte. I link aivari enti di cui il Comune fa parte contornano con i loro loghi il benvenuto, coscome le cinque icone e le quattro etichette attraverso le quali si esplora il sito.Interessante, in ultimo, il motore di ricerca interno, operante per parole chiave,ospitato sotto licona il Comune risponde.La vocazione turistica della citt ben illustrata nelle cinque sezioni ad essa dedi-cate, vediamole.La citt e la storia offre informazioni storiche e geografiche su Genzano e suiCastelli Romani, fornisce indicazioni su come raggiungere il paese, quando farlo ericostruisce in dettaglio la storia della citt.Cultura e tradizioni descrive in breve le Feste del Pane e del Vino Novello.Passeggiando in Citt, offre, con la scusa di suggerire itinerari storico-artistici alvisitatore, ampie descrizioni delle bellezze ospitate nel paese: peccato per per lefoto che appaiono davvero piccole e non espandibiliLa nostra accoglienza riporta indirizzi e recapiti delle attivit ricettive di Genzano,dove immaginiamo che il turista possa ritrovare le bont descritte nella sezioneseguente, ossiaI nostri prodotti in cui sono descritti il pane I.G.P., il vino D.O.C. ed altre delizie.Un appunto deve essere mosso allimpossibilit di saltare nela parte del sito dedi-cata al cittadino, senza ripassare per lhome page, visto che i collegamenti presential fondo di tutte le pagine sinora descritte non risultano attivi e tra questi quellichiamatiProgetti ed Eventi non risultano esserlo neanche nella stessa pagina iniziale, men-tre Comune e Servizi s, vediamole.Comune riporta dettagliate informazioni statistiche, composizione e recapiti (ancheelettronici) dellAmministrazione, nonch responsabili e recapiti di tutti gli ufficicomunali; i bandi dei concorsi, regolamenti e Statuto del Comune sono sempreospitati in questa sezione, cos come news e disciplina dellautocertificazione.Servizi si apre saggiamente con i numeri telefonici di prima necessit per poi offriredescrizione, referenti, recapiti, orari e modalit per usufruire dei vari servizi messi adisposizione del cittadino dallAmministrazione Comunale; apprezzabile la possi-bilit di creare online le Dichiarazioni sostitutive previste dalla legge sullAutocer-tificazione.Il nostro giudizio: un sito bello ed utile sia al turista che al cittadino il quale inizia adusufruire in concreto delle facilitazioni proposte dalle-government. Da migliorarela navigabilit tra le varie aree e la ripartizione dei temi tra di esse. Auspichiamoinoltre la traduzione di ampie parti del sito in lingue straniere (vista anche laffezioneche sembra avere la comunit genzanese verso i gemellaggi).

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dicembre 20036 I NOSTRI PAESI

MONTE COMPATRIUna vivacit musicale particolare

(Paolo Bragatto) - La musica non esiste senza chi la voglia e la sappia ascoltare. Ilmusicista ha bisogno che dallaltra parte ci siaun pubblico, pronto a farsi emozionare, ancorauna volta, dalla melodia, a farsi trascinare dalritmo, a farsi avvolgere dallarmonia, a lasciareche la musica risuoni dentro facendo vibrare lacorda segreta dellanima. E allora lesecuzionemeraviglia il pubblico e forse gli stessi musicistiche non sanno quali traguardi possono raggiun-gere! A Monte Compatri tutto questo succede.Vi siete mai chiesti perch un centro senzaltropi piccolo e meno blasonato rispetto ad altricentri vicini abbia una vivacit musicale partico-lare? Non certo un caso. invece merito del-lattenzione continua, spesso anche critica edesigente, che tutta la cittadinanza riserva da sem-pre alla musica in generale ed alla banda inparticolare. I monticiani certo non si acconten-

tano di poco, inni e marcette non bastano, ma attendono ogni anno anche musica dilivello, la pretendono. Le generazioni monticiane a centinaia si sono succedute neiranghi della banda e se anche hanno riposto lo strumento in qualche armadio, conti-nuano ad avere una sensibilit musicale ed un attaccamento viscerale alla BandaCompatrum, la banda cittadina. E mandano con entusiasmo i figlioli a frotte alle duescuole per musicanti e majorettes gestite senza oneri dalla banda.Loccasione pi attesa, fra tutte quelle dellanno musicale, naturalmente quella diSanta Cecilia, quando la banda offre un concerto alla cittadinanza. Questanno lap-puntamento stato rispettato in pieno. Sabato 22 novembre il Corpo FokloristicoMusicale Compatrum ha offerto a tutti una elegante serata al Palazzo Annibaldeschi.Un programma tutto concentrato sulla grande musica leggera, pezzi famosi, grandisuccessi internazionali degli ultimi trenta anni, colonne sonore stampate nella memo-ria di tutti, arrangiati per un bella orchestra di fiati, con quasi quaranta elementi direttidal Maestro Gianluca Cantarini. Fra le file dei musicisti anche alcuni amici della bandaCorbium, con la quale vige ormai uno stretto rapporto di scambio e collaborazione. Ilpubblico quello delle grandi occasioni, con il Sindaco, gli Assessori ed il Parroco. Inprima fila la delegazione della banda di Busnago, con la quale la Compatrum gemellatada ventanni.Anna DAcuti, una delle majorettes della Compatrum, indossa per loccasione i pannidella presentatrice, con un sicurezza ed una simpatia che fanno immaginare un prosieguoa questo primissimo esordio. Lorchestra entra subito nel vivo con una intensa ese-cuzione Song for Lovers, una musica che ha sciolto il sangue nelle vene a piduno. Una fantasia di Morricone eseguito con brio riporta ai temi degli westernallItaliana porta il pubblico verso immaginarie cavalcate. Brava Mina fa ricordar ai pigrandi bellissime canzoni mai dimenticate. My way di Frank Sinatra lultimo pezzoprima dellintervallo. Il pubblico ormai stregato ma alla ripresa arrivano i piatti forti:Jesus Christ Superstar, un pezzo tuttaltro che facile, viene reso con un esecuzionecoinvolgente. E poi la Pantera Rosa reso con leleganza sofisticata che merita. Perchiuder la serata, dopo una serie di pezzi prettamente bandistici, Mambo n5, unpezzo travolgente. Lorchestra in piedi si muove al tempo di musica, le majorettes, chei limiti di spazio avevano confinato in uno spazio ristrettissimo accompagnano conentusiasmo lesibizione. Il pubblico al delirio e chiede a gran voce il bis. Il sindaco sifa portavoce dellentusiasmo del pubblico e chiede perentoriamente un altro mambo.Il maestro non pu dire di no e replica, con il pubblico in visibilio che, alzatosi in piedi,segue i movimenti della musica.La serata ha avuto puoi un ideale proseguimento nella mattinata successiva con unaricca esibizione delle majorettes in Piazzale Busnago. La passeggiata si cos trasfor-mata in un palcoscenico ed i monticiani, grazie anche ad una splendida giornata disole hanno potuto apprezzare le eleganti e raffinate coreografie delle ragazze, con laperfetta direzione dellistruttrice Monica Rizzi.La banda Compatrum composta in larga misura da giovani che continuano a colti-vare la passione musicale, nonostante gli impegni incombenti dello studio e degli inizidella carriera. E non ci sono solo bravi appassionati, ma anche di veri professionistidella musica, che non hanno mai negato il loro qualificato contributo alla banda cheli ha iniziati alla musica. Il nucleo giovanile ovviamente sostenuto da alcune colonnestoriche della banda, sempre presenti in tutte le occasioni. Una nuova generazione dimusicanti, tutti sotto i sedici anni, sta preparandosi ad emulare i colleghi pi grandi.Nella serata di Santa Cecilia hanno debuttato dodici di questi ragazzi. Altrettantiragazzi stanno studiando assiduamente presso la scuola per essere pronti il prossimoanno ad affrontare questa prova impegnativa.LAmministrazione Comunale sostiene, doveroso ricordarlo, la banda con un con-tributo che consente di affrontare con serenit e regolarit lordinaria amministrazio-ne del corpo musicale. E non merito da poco visto che altrove la disattenzione delleamministrazioni locali ha lasciato morire dinedia bande di lunga tradizione. Anchemolti singoli cittadini monticiani comprendono limportanza di mantenere vivo il climaculturale e sono generosi nei contributi e nelle donazioni alla banda, a seconda dellepossibilit. Questanno si potuto assistere a moltissime nuove iscrizioni allaCompatrum in qualit di soci sostenitori, proprio in occasione della serata di SantaCecilia. C infine da ricordare che dal mese di giugno in carica un consiglio direttivocompletamente rinnovato che con entusiasmo e giovanile baldanza cerca di superarei limiti della poca esperienza, e porta idee nuove per rispondere, anche sul pianogestionale, alle aspettative dei cittadini, che vogliono sentire della musica sempremigliore, che vogliono vedere i propri ragazzi e ragazze crescere nellambiente sano estimolante della banda, che vogliono che il nome di Monte Compatri vada di nuovoin giro per il mondo dietro le note della Compatrum.

MONTE COMPATRIAttenta alla Citt!

(Pietro Ciaravolo) - La Citt straripa ed ingoia. Monte Compatri rester una memoriastorica con qualche peculiarit svilita e sciupata dal tempo? Il verde della boscagliaarruffata e grezza lascer qua e l qualche traccia accuratamente disegnata dallartegeometrica? La cura dei vigneti e degli oliveti sar ormai un lavoro troppo oneroso? Lanaturalit di un bicchiere di vino e la genuinit di un cucchiaio dolio non prenderannopi? Si creder nelletichetta dellimportato? Gli alimentari dei centri commerciali (inegozi saranno ormai fagocitati!) sopperiscono con dovizia a quelli propri? Ai tempidella mia infanzia si consumava la pasta fatta in casa. Oggi che ancora resiste nelcompromesso e nel cedimento il senso della naturalit diventato un evento doccasio-ne. Le cantine e i percorsi serpentini delle grotte perderanno la sonorit dellallegria purnelle concitate baruffe quasi sempre innocue. Stare insieme diventer un artificio dicomportamento, una convenienza, un galateo da salotto o solo un evento gregario,unamalgama? La spontaneit del legame, la naturalezza dellincontro diventerannoepisodi isolati quasi estranei al civile vivere? Si profila limmagine capovolta di MonteCompatri! Il progresso della civilt, limmagine di un serial killer della natura e dellanaturalit delluomo. Il magma del cemento brucia le radici del verde, sestrania lam-biente. Subentra larte architettonica alla meraviglia della Natura. Le misure dellhabitatricalcano quelle di unastrazione umana la cui analogia pi concreta nel manichinoche rappresenta ed uniforma tutti gli uomini privandoli della diversit che naturalmenteli distingue. Luniforme con-fonde ed ammassa soffocando ci che proprio di ogniuomo. Luniformismo geometrico della ingegneria urbanistica costringe luomo ad alie-narsi, ad un adattamento che lo trasforma e lo deforma assicurando comodit ed agioche tali non sono. Lagio unapparenza di comodit. Non lo si sente come portatore diequilibrio. Luomo che natura, che figlio della natura soffre dover smettere labitodella sua naturalezza per recitare la parte dellevoluto.A che queste punture di riflessioni cosi lontane dal quotidiano pensare? Quale lamotivazione? Destare un moto di curiosit gi un avvio di intendimento anche se lostato danimo che laccompagna una perplessit. Iniziai con il dire che la Citt straripaed ingoia. Nel senso che Roma tende ad allargarsi, ad estendersi. Invade! Sconfinaormai nei vecchi e storici Castelli Romani. Gi ne sorpassa lantica demarcazione edavanza con il suo geometrismo architettonico. Il verde sparisce e le colline e promontoritendono ad appianarsi per rispondere alle esigenze del megalopolismo che sembratrasmettersi, a mo di potente virus, in tutti i capoluoghi del mondo civile. I CastelliRomani rischiano di essere fagocitati, assorbiti dalla Citt, perdendo la loro unicitnativa, la loro storica originalit fatta di tradizione e della peculiarit geografica. Mon-te Compatri corre questo rischio. La malia della citt potente. Specialmente se rafforza-ta dal magnete dellinteresse! Non mancano le prove! E sono tutte in luce! Che restereb-be di questo paese se ne venisse spianata la parte storica? Se scomparissero la piazzetta,la via longa, lu strad, il bervedere, i vicoletti che a saliscendi si inerpicanodentro, cadrebbe un pezzo di cielo! Come si farebbe a distruggere questa rarit che aragione potrebbe definirsi un cratere vivente? Una fantascienza divenuta realt!Uneccezionalit esposta al pericolo di scomparire se indisturbata la grande metropoliavanzi. Anche le tradizioni verrebbero bruciate dalla critica o dallindifferenza. La menta-lit monticiana (che gi subisce i colpi demolitori della soggezione cittadina), una riusci-ta combinazione di una genetica eredit e di unalimentazione tutta natura del territorio,sempre pi si svuoterebbe della sua originalit e della sua autenticit lasciando qua e l- come in questo caso avviene - qualche crosta di superficie. Monticiani salvate lavostra identit! Respingete la diffusa tentazione della schiava che crede superare ilsuo stato copiando il modo di vestire della padrona. Non siete schiavi n inferiori, anziliberi e superiori. Nulla avete da invidiare ai limitrofi cittadini. Potete sempre contrap-porre in vincente competizione una ricchezza di fattori ecologici, la mentale naturalitdegli usi e dei costumi, leccezionale design del territorio, ecc. Opponete con la palizzatadel radicale rifiuto le innovazioni propinate come voci di progresso ma che in realtturbano il vostro equilibrio, quello che nasce dallaccordo uomo-natura. Solo se que-stequilibrio viene a mancare cadono le palizzate, i muri di cinta, le cancellate. La Cittstraripa e Monte Compatri viene assorbita. Non sono figure retoriche o peggio, insigni-ficanti frasi ad effetto ma rilievi realistici. Se lidentit del monticiano nel connubio trala sua cultura genetica e la sua attuale interazione ambientale (che poi lacclaratomeccanismo che opera in ogni processo di individuazione con il binomio innatismo-ambientalismo), il senso dequilibrio che ne deriva fa da supporto di difesa, da tutela eda salvaguardia dellautonomia. Se sto bene con me stesso non sento il bisogno dicambiare! Scompare il pungolo della dipendenza. Non ho bisogno daltro! Ma c unacondizione tutta monticiana perch si possa evitare (con le altre) la felpata irruenza dellaCitt e che ancora richiama il principio dellequilibrio. Evitare il troppo facile autolesionismoche pare sia il difetto predominate del paese. Una sorta di sindrome masochista. Sisuperqualifica tutto ci che altro e si squalifica tutto ci che proprio. Nelconfronto tra una canzone in lingua inglese ed una in lingua nostra, a parit melodica, laprima parte sempre con un punto in pi perch straniera. Se si confeziona un nostroblue jeans utilizzando lo stesso tessuto e lo stesso tipo di cucitura di quello straniero, lascelta di mercato cade in prevalenza su questultimo. Forse i monticiani cos mal-tratta-no il loro territorio! Forse troppo ciechi e forse anche troppo servili! Non vedono lumonte, una cascata di storia, un cratere vivente. La meraviglia di un incantesimo che stampata sui volti dei turisti. Non vedono la valanga di verde che in cornice scendeintorno al paese dal Salem e da San Sivestru. Meraviglia a meraviglia! E ignorarleo esserne indifferente sono stati danimo che portano al facile distruggere. Lassorbi-mento cittadino non troverebbe ostacolo. Anzi lo si troverebbe qualificante. Le caratte-ristiche di Monte Compatri non contano! La Citt alletta e conquista. Monte Compatrisi prepara a perdere la sua identit! Unaltra mina vagante attenta alloriginalit delpaese, un vizio quasi congenito: una competitivit sempre distruttiva che oscilla tra illamento, il pregiudizio e la critica del sospetto. Anche questo vizio potrebbe risultaredeleterio perch in ogni popolo la mancanza della coesione presta il fiancoallautodistruzione. I civilissimi etruschi persero la loro identit perch proclivi alladivisione! un monito che nel caso avrebbe il suo peso!

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dicembre 20037http://www.controluce.it

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Inediti ritrovamenti del Medio Evo(OPE - Testi di Angelo e Fiorella Capri -foto di Fernando Quarta)Della storia del Castello dAriano non si saquasi nulla, in alterne e bellicose vicendefu propriet della Chiesa Romana, diTolomeo conte del Tuscolo, della famigliadegli Alberini, dei Conti, degli Annibaldi,per breve tempo degli Orsini, dei Savelli edei Colonna.Il castello di Lariano era stimato, in queitempi, come uno dei pi forti, e si ritenevada tutti inespugnabile. Era stato fabbricatosul monte, con durissime pietre squadratee di dentro era tutto un masso. Per la suaposizione, esso dominava, da una parte laprovincia di Campagna e dallaltra quella di

Marittima. Aveva dentro due grandi cisterne di acqua, ben lavorate, che assicura-vano i rifornimenti necessari per lunghissimo tempo. (Fernando De Mei. La Mera-vigliosa Storia di Velletri. pag. 161).La grande importanza strategica del castello altres confermata dalla presenzadellOrdine del Tempio nella figura dei Cavalieri Templari di fra Raimondo (1260) e difra Mauro (1301).Il castello perdur per pi di tre secoli e mezzo ma la data della sua edificazione atuttoggi incerta. Secondo alcune fonti storiche il castello venne fondato nel 1106,secondo altre fonti nel 1140, comunque nel 1465 fu, secondo gli storici classici,definitivamente distrutto dallesercito papalino aiutato dai veliterni.Tuttavia, in base ai nostri recenti studi ed ai frammenti di ceramica rinascimentale epost rinascimentale lass raccolti, possiamo dire che il Maschio di Lariano, chissin che forma e in che modo, non venne mai completamente abbandonato e che lavita tra le mura del distrutto castello continu perlomeno fino al XVII XVIIIsecolo.Poco pi di un anno fa, ci giunse notizia che clandestini muniti di inusuali cercametalliavevano scavato una grossa bucanellarea del castello. Per compe-tenza territoriale informammo delfatto sia la Soprintendenza Archeo-logica per il Lazio sia il vigile urba-no sig. Gianni Bastianelli e ci met-temmo poi alla ricerca dello scavo.Finalmente dopo qualche mese difatiche riuscimmo a trovare il po-sto, purtroppo per quello che ve-demmo non fu affatto bello, infattinella buca, misto alla terra ceranoparti di ossa umane sparse dappertutto. Pazientemente cercammo di raccogliere ilpi possibile di quello che restava degli antichi castellani e fortuna volle che tra iresti ci fossero anche dei reperti molto interessanti sfuggiti ai tombaroli!Rimossa la terra gi scavata, a circa un metro e mezzo di profondit della buca cifermammo, avevamo infatti raggiunto uno strato solido del terreno e scoperto unoscheletro umano in giacitura.Dallinsieme dei dati raccolti possiamo ipotizzare che i clandestini abbiano sac-cheggiato una fossa comune dove, a suo tempo, pi persone di et e sesso diversofurono insieme seppellite, vittime forse di una pestilenza o pi probabilmente di unadelle distruzioni del castello.Tra i reperti che abbiamo recuperato e consegnato su indicazioni della Soprinten-denza Archeologica per Lazio al Museo Civico di Velletri ci sono 107 frammenti divasellame medioevale e rinascimentale, un orecchino femminile in oro, una meda-glietta in argento con croce incisa, parte di un anello od orecchino sempre inargento, un passante o parte di fibbia in ferro ed un puntale di fodero di spadaanchesso in ferro. importante osservare che tutti i materiali raccolti sono reperti inediti e testimonia-no la ricchezza o quanto meno un certo benessere degli abitanti del Castello dAriano.Adesso con il ritrovamento eccezionale di uno scheletro umano ancora per-fettamente conservato e la possibilit di trovarne altri, attraverso lo studiodel DNA da comparare con quello di odierni larianesi, sar possibile appurarein modo scientifico la vera discendeza ed eredit del leggendario castello. La

Fig. 2: Orecchino in oro visto almicroscopio elettronico

Fig. 1: Scheletro umano in giacitura

MARINO

Manifestazioni per il Natale 2003(Daniela Scaramella) - LIstituto dArte di Marino e Ciampino in occasione dellefestivit natalizie e in concomitanza dellOrientamento Scolastico, ha elaborato unnutrito programma di eventi e manifestazioni per far conoscere lOfferta Formativaalle Scuole Medie del territorio, ma soprattutto alla cittadinanza dei Castelli Romani.LIstituto dArte di Marino con le due sezioni, Architettura e Arredamento e Metalli eOreficeria, la sede staccata di Ciampino con le sezioni Arte del Tessuto e Arte dellaCeramica, attraverso lattivazione dei Laboratori specifici propone SCUOLA APER-TA Domenica 14 Dicembre dalle ore 9.00 alle ore 19.00, con manifestazioni in lineacon la didattica delle specifiche sezioni.Nella Sede di Marino nella mattinata verr allestita una Mostra Didattica riferita Alleopere in corso dopera lavori degli studenti realizzati nel corrente anno scolastico,elaborati non finiti, ma attinenti la programmazione didattica che vede impegnatidocenti e alunni su tematiche interdisciplinari di particolare rilievo. Eventi sportivicoinvolgeranno professori e alunni in partite di Pallavolo maschile e femminile e unquadrangolare F/M di Under 14 e 15 organizzato dalla A.S. Marino Pallavolo.Il pomeriggio sar dedicato allOpera Lirica. Studentesse della scuola canteranno deibrani in tema. Particolare rilievo sar dato al Trovatore di G. Verdi, riproposizione diun lavoro didattico realizzato nella scuola negli anni 2001-2002, con lallestimentodelle scenografie realizzate nei laboratori della sezione Architettura e di una Mostraspecifica sullevento con disegni, manufatti della sezione di Oreficeria e con unlavoro in sinergia tra ex studenti e studenti dei corsi attuali. Figure professionalicanteranno pezzi specifici dellopera contornati da figure con costumi preziosidellepoca.Nella Sede di Ciampino, nella mattinata del 14 Dicembre ci sar linaugurazione dellaMostra didattica degli allievi, nel pomeriggio alle ore 15.00 sar allestito il PresepeVivente. Studenti della sezione Tessuto e della sezione Ceramica attraverso la co-struzione di figure realizzeranno una drammatizzazione mimata della nativit.In collaborazione con lAssessorato P.I. del Comune di Ciampino, Venerdi 19 Dicem-bre dalle ore 16.00 alle ore 21.00, nella Piazza della Pace, sar collocata e mimata conscenografie attinenti al tema la nativit realizzata dagli studenti dellIstituto.Di rilievo anche gli interventi sul territorio nella citt di Marino. Il 13 Dicembre sarannoinaugurati i Presepi in GROTTA, nella sede della Pro-Loco, e la partecipazionedellIstituto come nella edizione passata di particolare importanza: un PresepioNapoletano realizzato dagli studenti nella sezione di plastica, una nativit pirografatadagli studenti di Disegno dal Vero, un Presepe simbolico con elementi ceramici pre-ziosi.Importante lintervento nel Museo Civico. Gli studenti esporranno disegni e i rilievisu Scorci di Marino in sintonia con la ricerca etnologica e delle tradizioni popolaridella citt.Particolare rilievo va dato allallestimento e allinterpretazione del Natale da partedegli studenti, che come evento religioso coinvolge tutta la comunit, interpretazionesuggetiva nella proposizione della nativit ispirata a Gentile da Fabriano e al goticofiorito, ma soprattutto il momento di riflessione spirituale, che li ha visti coinvolti nellarealizzazione plastica dellANGELO vissuto, in questo particolare momento storico,con un pregnante significato simbolico, perch gli angeli sono, come dice Haziel: maestri di saggezza, di illuminazione, parlano e insegnano ad ogni singolo indivi-duo.

nostra associazione ha gi preso contatti con docenti dellUniversit di TorVergata ed esperti medioevalisti per approntare un serio ed innovativo pianodi lavoro e di studio.A questo punto necessario che le promesse del Sig. Bruno Abbafati, presidentedellAssociazione del Fungo Porcino (al quale inoltre inoltrammo anche unarichiesta di sovvenzionamento nel maggio scorso) vengano confermate, e cheuna parte dei profitti della sagra venga devoluta a questo scopo scientifico perscrivere una nuova e reale pagina storica su Lariano e sulle sue discendenze.A suo tempo illustrammo il fatto anche ad alcuni consiglieri del Comune di Larianoma purtroppo a tuttoggi non abbiamo ancora ricevuto nessun riscontro.Ci auguriamo che questo semplice articolo scuota le menti di chi di dovere e cheil Comune di Lariano non si lasci sfuggire ancora una volta loccasione di valoriz-zare il proprio territorio. Quello del Comune di Lariano infatti un territorio riccodi antichissime testimonianze archeologiche ma finora non c stata la volont diinvestire n in museo, n in un programma turistico ed archeologico per lo svilup-po e la salvaguardia dellarea montana del Maschio dAriano.Tutte azioni non fatte che andranno solo a discapito delle generazioni future ...

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dicembre 20038 I NOSTRI PAESI

CASTEL GANDOLFOLe ticcoletavole : il futuro, Allovin : la massificazione(Paolo Emili) - A Castello, quanno ero munello eh m, a Castel Gandolfo,quando ero ragazzo le vacanze pasquali erano caratterizzate da 2 eventi, per noiragazzi, importantissimi: le ticcoletavole e o focone.Le ticcoletavole erano delle tavolette di legno rettangolari, sulle quali eranofissati dei ferri semoventi che facevamo sbattere sul legno con dei movimentisemi circolari della mano, questo provocava, tra i vicoletti de Castello, nacaciara assordante che ci faceva divertire da matti e che serviva a sostituire ilsuono delle campane che in quei giorni erano legate.Legna, legna si strillava a squarcia gola in quei giorni. In pratica, si passava,c e cariole p Castello (a quei tempi, 1965 circa, Castello era solo il centrostorico!) e si raccoglieva quanta pi legna possibile: botti vecchie, seggiolonisgangherati, sedie rotte, quadri, finestre e poi, mi vergogno a dirlo, qualcheramo staccato a malo modo da qualche alberetto.Tutta st legna veniva portata in piazza, accantonata ad un angolo della chiesae la sera del venerd santo veniva fatta ardere, o perlomeno si tentava di farlaardere visto che spesso era bagnata dalle piogge che nei periodi pasquali,come i raffreddori, non mancavano mai ed in questi casi bisognava ricorrere ae fialette de benzina che venneva Cagnoli.Una volta acceso, o focone, consumava rapidamente tutta la legna, larcipretedopo aver benedetto il tutto, prelevava il tizzone ardente che sarebbe servitoper accendere il cero pasquale.Queste scene, mi sono tornate alla mente, laltra sera, 31 ottobre, quando hovisto dei bambini, che non sono pi i munelli, girare per le strade della citt diCastel Gandolfo, che non sono pi i vicoletti de Castello, domandareScherzetto o dolcetto?.Perch? Perch il 31 ottobre si celebra allovin!Cos allovin? Allovin rappresenta la nuova cultura, la cultura del Mec Cis, delpab, del gioghing, della merendina del buon risveglio, la cultura dellaglobalizzazione o meglio la cultura della massificazione.Questa nuova cultura ha cancellato dalla nostra vita o focone, e ticcoletavole,pane e pummidoro, ha dissolto le Comunit con le sue osterie, con le suePiazze, ha reso anacronistica la Stretta di mano , la Parola e poi ci ha portatoil progresso, ci ha dato tante libert prima tra tutte, la libert di essere deiconsumatori.Consumatori di schifezze transgeniche, consumatori del nostro ambiente natu-rale, consumatori della nostra stessa vita sciupata nel traffico o a correre dietroa spregiudicate carriere o ad inseguire profitti mordi e fuggi, consumatori diScherzetti o dolcetti?Verrebbe da chiedersi per quanto tempo ancora potremmo essere consumato-ri cos incoscienti, spregiudicati, ottenebrati ma questo un altro discorso!Nostalgia? S, tanta, ma tanta anche la preoccupazione per il Futuro perch,come diceva Petroselli, un grande sindaco di RomaUn popolo che non ama e non rispetta il suo passato, non ha futuro!

COLONNA

Viaggio spensierato nel dialetto colonnese(La redazione) - Domenica 21 Dicembre 2003 ore 18,00, presso il Teatro Chie-

sa Vecchia, il Comune di Co-lonna e la Provincia di Romapresentano il libro:

RIECCO COLONNAViaggio spensierato nel

dialetto colonnesedi Fausto Giuliani (una coedi-zione di Francesco Banneditore e Photo Club Contro-luce). Introduzione di MircoBuffi dellAssociazione PhotoClub Controluce.In tale circostanza lopera ver-r distribuita gratuitamente adogni famiglia di Colonna.

Per coloro che non lavessero ritirato, il libro sar comunque a disposizionepresso gli uffici comunali.

Disegno di Maurizio Rigucci - Palazzo Baronale

CARCHITTI

Inaugurazioni Strutture Pubbliche(Tania Simonetti Marco Cacciotti) - Ci sono state varie inaugurazioni di strutturepubbliche a Carchitti.Linstallazione, prima dellincrocio con Colle Di Fuori, del gran-de tabellone elettronico, che permetter di comunicare le diverse notizie del comunedi Palestrina ai cittadini di Carchitti. Il tabellone visibile anche di notte fa seguito aglialtri, gi installati nel resto del comune di Palestrina. Inaugurata anche la strutturapolivalente, una bella struttura in legno lamellare, della nuova palestra di Carchitti cheospiter il pattinaggio artistico, e potr essere utilizzata dagli sportivi, e per le variemanifestazioni. Presto inizier la sistemazione dei marciapiedi con relativo sistema diilluminazione notturna, quindi installazione di lampioni. In dirittura di arrivo liter perla realizzazione del cimitero di Carchitti, in accordo con il Comune di Labico, la proprie-t e la Regione Lazio.

VULCANO LAZIALEEscursioni naturalistiche

La Latium Volcano organizza per linverno 2003-2004una serie di visite guidate naturalistiche nelle aree dimaggior pregio paesaggistico dei Castelli Romani.La manifestazione inizia il 23 Novembre 2003 e si con-cluder il 21 Marzo 2004; la quota di partecipazionesingola ad ogni visita guidata di 5,00 .

Nelle visite guidate vengono trattati argomenti come:- la geologia del vulcano laziale;- lidrogeologia e la riserva idrica dellarea dei Castelli Romani,- la vegetazione,- cenni storici sui reperti archeologici che si incontrano lungo i sentieri.Le visite guidate hanno la durata di una mattinata (3-4ore) con appuntamentiche variano tra le 9:00 e le 9:30 come da calendario. importante un abbiglia-mento consono allescursione, scarpe da trekking, abbigliamento a strati,mantellina per la pioggia, borraccia. Si consigliano anche binocolo, macchinafotografica e una piccola merenda al sacco.Percorsi che richiedono un impegno fisico basso:Lago Albano Cappuccini-Palazzolo, Bosco del Cerquone, San Silvestro-Tuscolo.Percorsi che richiedono un impegno fisico medio:M.ti Tuscolani, Lago di Nemi, La Via Sacra, Lago Albano Emissario-Romitorio.Percorsi che richiedono un impegno fisico alto:Maschio dAriano, Le Tre Cime M.ti delle Faete. obbligatoria la prenotazione entro le ore 12.00 del giorno sabato antecedentelescursioneLa prenotazione si effettua tramite sms: al numero 3405358402E-mail: [email protected]: nel prenotare si deve specificare il numero ed i nominativi dei parteci-panti Tel: 3405358402DATA PERCORSO APPUNTAMENTO23-11-2003 Monti Tuscolani 9.30-Tuscolo-Piazzetta del

Tuscolo07-12-2003 Lago Albano Cappuccini-Palazzolo 9.30-Albano Laziale- Convento

dei Cappuccini21-12-2003 Bosco del Cerquone - Vivaro 9.30-SS 150, incrocio con la

Tuscolana (SS215)11-01-2004 Maschio dAriano 9.00-Rocca di Papa- loc. Vivaro-

Stalle del C.O.N.I.25-01-2004 Le tre cime Monti delle Faete - 9.00-Rocca di Papa-Campi

dAnnibale-P.za di Vittorio08-02-2004 Lago di Nemi 9.30-Nemi-Davanti Palazzo

Ruspoli22-02-2004 La via Sacra * 9.00-Nemi- Parcheggio dopo la

galleria *07-03-2004 San Silvestro Tuscolo * 9.00-Tuscolo-Piazzetta del

Tuscolo *21-03-2004 Lago Albano emissario - romitorio 9.30-Lago Albano-EmissarioQUOTA DI PARTECIPAZIONE 5,00 *Sentieri in linea; sono necessari spostamenti in automobilePer ulteriori informazioni sulle attivit del GRUPPO LATIUM VOLCANO vi invitiamoa visitare il sito: http://digilander.libero.it/latium_volcano

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PALESTRINA

Il Presepe vivente(Tania Simonetti - Marco Cicciotti) - Una rappresentazione storica stupenda,

ritrovarsi nellanno zero di Betlemme, la vitaal tempo di Cristo. Creare unatmosfera ma-gica il risultato di un grande impegno per lapreparazione, un presepe meraviglioso, perunemozione Natalizia suggestiva. Ovvia-mente nella realizzazione del presepe vi sonovecchi attrezzi del mestiere che usavano inostri nonni: il cardalana, il fuso, il telaio, lamacina, il retino per la pulitura delle olive, lebotti di legno e cos via, vecchi attrezzi cheprobabilmente non si discostavano moltoda quelli in uso ai tempi di Cristo. Il PresepeVivente, Parrocchia San Antonio Abate, Ortodei Frati, 3 gennaio 2004, dalle ore 20:00, il 4gennaio 2004, dalle ore 18:00. Il giorno 28dicembre dalle ore 16:00 alle ore 20:00, il Pre-sepe Vivente, anteprima presso il Centro

Commerciale I Platani. Le scene recitate si ripeteranno ad intervalli di 20 minuti.

ROCCA PRIORAColoro che bisogna ricordare

(Mario Vinci) - Lesimio pittore Gregorio Maltzeff di origine russa, meglio conosciutoda noi roccaprioresi come lu Russu, nacque aTasmanovo, villaggio russo della provincia diNjizni Novgorod -oggi Gorki -il 27 novembre 1881.Per lui il padre Paolo scelse la Carriera di Capitanofluviale ma fin dal1infanzia la sua vera vocazioneera la pittura. Dopo severo esame fu ammessoallAccademia di belle arti di Leningrado - alloraPietroburgo. Nel 1908 vinse il secondo premioalla stessa accademia con il Ritratto di Pietro ilgrande ad Astrakan, e nel 1909 ancora il secon-do premio con il Gioco Tartaro in Russia del se-colo XII. Nel 1910 con I Cosacchi del Volgavinse il 1 premio accademico. Nel 1913 con IlMetropolitan s. Alessio di Mosca che rid vitaalla Moglie del Tartaro, vinse alla Mostraquadriennale il Premio Prix de Roma e ci glisignifica lautorizzazione a trasferirsi allEstero perquattro anni, lesenzione dal Servizio Militare inRussia e un lauto stipendio dallo ZAR, che incas-

ser fino alla vigilia dei noti eventi politici in Russia con la Rivoluzioine dottobre.Siamo ancora ai tempi della Russia zarista quando venne insignito della nomina diAccademico della Russia imperiale.Nel 1914 si trasferisce in Italia attratto dalla culla dellArte dItalia e dalla grandezza diRoma. Le sue prime tappe furono Venezia,Verona, Napoli, Pompei, Amalfi, Capri e Roma,ma attratto dalle colline tuscolane, sceglie proprio Rocca Priora Questo luogo silente,umano e mite- cos lo definir - dove si stabilir definitivamente fino alla sua morte.Forse pochi sanno che Lu Russu nella sua ostentata modestia, stato un personag-gio di fama internazionale anche nellArte della pittura Sacra e ha lasciato a Rocca Prioraopere di paesaggi e personaggi di ogni condizione sociale.I suoi lavori sono giunti in Colombia, Spagna, Inghilterra, e naturalmente nella Russiazarista, ma per lo pi sono a Roma presso la Chiesa di SantAntonio Abate nei pressidi Santa Maria Maggiore, Chiesa che fu donata da Papa Pio XI nellanno 1932, al CultoBizantino Russo. La facciata di questa Chiesa, come le Icone di Santi e le immagini Sacrenellinterno, sono opera di Gregorio Maltzeff. Altrettanto dicasi della Cappella di SantaTeresa del Bambin Gesu, la Nativita della Vergine, i Santi Cirillo e Metodio ApostoliSlavi autori tra laltro dellAlfabeto Cirillico - lidioma Russo tuttoggi usato - Lingressoa Gerusalemme, la Trasfigurazione e i Discepoli di Emmaus.Il cancello intarsiato di Oro zecchino, come le icone sacre, portano la prestigiosa firma diGregorio Maltzeff - Lu russu, cos meglio conosciuto da noi roccaprioresi, che ifamiliari chiamavano affettuosamente Griscia diminutivo russo di Gregorio.A mio avviso Gregorio Maltzeff, amato roccapriorese di adozione, non deve esseredimenticato e sarebbe nostro preciso dovere attribuirgli il nome di unopera, una Via,una Piazza.Ho conosciuto questo umile uomo, ma grande artista, con il quale mi fermavo volentieria parlare, un caro amico di mio padre Bernardo, per il quale voglio augurarmi che questomio desiderio venga recepito dagli amministratori e quindi esaudito. Voglia il Cielo!

MONTE COMPATRI22a Corsa dellAngelo

(Gelsino Martini) - La 22a Corsa dellAngelo conclude il 3 Slam podisticoorganizzato dallAtletica Tusculum.Al via il 25 Aprile con le suggestive Ville Tuscolane a Frascati, seguite il 1Maggio con la Corsa del Narciso sui pendii del Vulcano Laziale a RoccaPriora. Di ritorno dalle ferie estive, si gironzola nelle varie sagre delluva, pergiungere a Colonna a gustare la 13a competizione dei Vini Pallavicini. Unabreve pausa e la Corsa dellAngelo propone un tour tra i comuni di MontePorzio Catone, Colonna, Monte Compatri.Torniamo alla nostra gara, un impegno notevole per gli atleti con un percorsoche attraversa i tre comuni. Una partenza in discesa per oltre 5 km imponespesso un ritmo elevato che, dopo i falsi piani nel comune di Colonna, chiedeconto nella lunga salita (oltre 5 km) che porta fino allarrivo nella passeggiata diMonte Compatri. Il buon controllo delle strade da parte dei Carabinieri, i VigiliUrbani e la Protezione Civile dei comuni interessati, ha fatto s che tutto sisvolgesse senza problemi di rilievo, grazie allimpegno particolare del Presi-dente Leandro Croce e di tutti i collaboratori dellAtletica Tusculum.Mai come questanno la competizione ha assunto il classico colore del podi-smo internazionale: il nero. Una rapida lettura della classifica evidenzia il Keniaprimeggiare su Italia e Marocco. La classifica maschile vede 1 Kimaiyo Philemonin 46' 50", 2 Tuiyange Samson in 46' 51"; tra le donne 1a Kimaiyo Sally in 53'01", 2 a Kiprop Josephine in 56' 23". Tutti del Kenia iscritti alla societ AICSMARATHON ROMA. Seguono nella classifica 3 Trivelloni Silvio in 49' 14" delC.S. AERONAUTICA M., 4 Cheromei Joseph (Marocco), 5 Di Priamo Alessan-dro entrambi dellATL. VILLA AURELIA. Tra le donne completano il podio 3^Rossella Di Dionisio, 4a Akcrachi Zahra (Marocco) e 5a Doriana Cetorelli. Moltigli atleti di rilievo regionale e nazionale che hanno concluso i 15 km sotto iltempo di unora.Permettetemi un appunto particolare agli atleti della Tusculum, con lottimotempo di Angelo Moschetti, 19 assoluto in 56' 27", tallonato da Massimo Vinciin 58' 01 e Roberto Mollicone in 58' 47".Tra le societ troviamo i nostri vicini dellATL. AMATORI VELLETRI, lATLETI-CA VITA e la PODISTICA OSTIA.La gara concludeva il 3 Slam Tusculum 2003 che, per il terzo anno, vedrpremiare le prime cinque societ con il maggior numero di partecipanti e tutti gliatleti, per categoria, classificatisi al meglio di tre gare. Lincontro per il 30novembre presso le scuderie Aldobrandini di Frascati.Per lappuntamento che ci vedr il quarto anno ad organizzare le gare e lo SlamPodistico, si ringraziano la Banca Di Cred. Coop. Del Tuscolo, lAssessore allosport della Provincia di Roma, i comuni di Frascati, Rocca Priora, Colonna,Monte Compatri, lXI Comunit Montana, e tutti gli sponsor delle rispettivemanifestazioni. Grazie al lavoro dietro le quinte degli atleti che ogni giornoimpegnano il loro tempo per portare lo Slam a livelli regionali.

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dicembre 200310 I NOSTRI PAESI

PALESTRINA

G. Pierluigi da Palestrina la casa natale(Tania Simonetti Marco Cacciotti) - Situata nella zona anticamente denominata

Contrada del Piano, rialzata dipochi metri rispetto al centralissi-mo Corso, ed assai vicina allareadove, in epoca successiva fu co-struita la residenza dei Barberini(distrutta durante i bombardamentidel 1944), la Casa Natale di Gio-vanni Pierluigi da Palestrina (il piimportante compositore del rina-scimento, uno dei massimi dellastoria), affacciandosi sullattualeomonimo vicolo, si presenta con

la dignit che caratterizz il ruolo della famiglia che diede i natali al musicista. Ledifi-cio, articolato su tre livelli, di origine quattrocentesca stato oggetto di restauroconservativo da parte del Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali Soprintenden-za ai Beni Storici e Artistici, che lo ha recentemente concesso alla Fondazione Giovan-ni Pierluigi da Palestrina, un Centro Studi di rilievo internazionale, affinch vi organiz-zasse la propria sede e tutte le strutture scientifiche ed espositive, compresa limpor-tante biblioteca. Entrando nelledificio, a livello del vicolo Pierluigi, sono visitabili ilocali di servizio, originariamente adibiti a stalla, cantina, legnaia, e depositi vari.Sulla sinistra trovavasi lorto, che il progetto di restauro, prevedendo la destinazioneculturale del complesso, ha voluto adattare ad auditorium allaperto, mettendo inevidenza la suggestiva struttura delle antichissime mura poligonali. Nei due localiadiacenti percorribile la Mostra Biografica (curata da Lino Bianchi e da MartaDaretti), con immagini che illustrano liter biografico, artistico e editoriale del Pale-strina dal 1525 (lanno di nascita) al 1594, in cui cess di vivere. Luoghi, piante,ritratti, affreschi, dipinti, frontespizi per un conciso e diretto contatto del visitatore colmondo storico-artistico del Princeps Musicae. Una rampa di scale conduce al primopiano dove era la grande cucina ed alcuni altri locali contigui, ora adibiti a sale distudio e rappresentanza. Nella sala grande si tengono i seminari, le conferenze epiccoli concerti.Questa parte della casa arredata con vetrine e mobili antichi, dono di Augusto eGiovanna Barberini, principi di Palestrina. Nel salottino di rappresentanza sono postidiversi ritratti del Palestrina. Nel salone possibile prendere visione, nella vetrina, dialcuni cimeli che rappresentano la base del futuro museo Pierluigiano. In particola-re, alcune edizioni originali cinquecentesche di Mottetti di Palestrina, alcuni volumi etrattati antichi di musica e di canto Gregoriano. Sulla sinistra si apre un locale dove conservata parte del materiale di studio della Fondazione: la raccolta di microfilm exerox delle fonti musicali manoscritte delle opere di Palestrina, oltre ad uno schedarioanalitico dei manoscritti contenenti composizioni del Pierluigi, con gli incipit musica-li. In due altre salette adiacenti, sempre delimitate da mura poligonali, sono statesistemate le apparecchiature per gli audiovisivi. Dal salone si accede ad un cortilettointerno con lantico pozzo sovrastante la cisterna. Un settore di questo piano adibito agli uffici amministrativi e agli archivi. Al secondo piano ordinata la bibliote-ca, comprendente circa seimila volumi di interesse musicale e musicologico, con unsettore specializzato sulla cultura rinascimentale. Oltre a volumi di interesse bio-bibliografico e di consultazione, vi figura una cospicua sezione antica, comprendentemanoscritti ed edizioni dei secoli XVI XIX. Anche da questo piano, da cui si puammirare un suggestivo panorama della cittadina, fino ai prospicienti colli dei CastelliRomani, si pu accedere ad un altro cortile interno, con lantico orto pensile.La Fondazione organizza importanti manifestazioni concertistiche, didattiche econgressuali, ha una intensa attivit editoriale ed meta di studiosi e visitatori prove-nienti da ogni parte del mondo.Bibliografia: (Palestrina,Guida storico-turistica, Circ. Cult. Prenestino R.Simeoni)

LABICO

Venticinquesimo di don Luciano(Tania Simonetti - Marco Cacciotti) - Canter senza fine le grazie del Signore

(Salmo 88).Proprio un canto di ringraziamento al Signore, sonostate le cerimonie celebrate a Labico, in occasio-ne del 25 anniversario di sacerdozio del suo Par-roco don Luciano Sguardi, che guida la Parroc-chia di S. Andrea Apostolo da circa 5 anni.Il 26 Ottobre scorso insieme al vescovo di Pale-strina S.E. Eduardo Davino, il parroco ha celebra-to la Messa di ringraziamento con tutta la comu-nit e i numerosi amici, che lo hanno raggiuntodai paesi vicini per partecipare alla gioia di questa

rinnovata chiamata, e manifestare tutto laffetto per il loro emozionato parrocoed amico. Stesso entusiasmo il 29 Ottobre, giorno della sua ordinazione, quandodon Luciano ha voluto celebrare lEucaristia insieme al suo carissimo amico,vescovo di San Benedetto del Tronto, S.E. Gervasio Gestori, che nellomelia haricordato tutte le tappe di questo cammino sacerdotale al servizio della Chiesa edei fratelli. Durante le celebrazioni, animate festosamente dal coro della parroc-chia, si voluto pregare perch nel mondo ci siano sempre sacerdoti chiamati adessere guide e testimoni sulla via del Vangelo. Il sindaco di Labico, Alfredo Galli,in nome di tutta la cittadinanza, ha donato al Parroco una psside in ricordo diquesto importante traguardo pastorale. La gioia, lentusiasmo e la festa hannoavuto il loro completamento nel banchetto e nel rinfresco, offerti dal Parroco pergli amici e per tutta la comunit. Da tutti noi vanno a don Luciano gli auguri pisinceri.(Testi:Associazione LIdea)

GENZANO

Nonni vigili(Cristina Stillitano) - Con Deliberazione di Giunta Comunale n. 59 del 16.04.2003,il comune di Genzano ha disposto listituzione del servizio di sorveglianza Non-no vigile davanti alle scuole. Lattivit di questa nuova figura - che forse farsorridere alcuni, ma vi assicuriamo che si tratta di uniniziativa gi abbastanzadiffusa nelle citt del nord - sar di ausilio alla prevenzione ed educazione deigiovani, con esclusione di interventi repressivi.Il servizio, a carattere volontario ed al quale possono partecipare i pensionati chene facciano domanda, che non abbiano compiuto i 75 anni e che siano valutatiidonei da apposita commissione da istituirsi, mira anche ad offrire alla terza etuna opportunit diversa di impegno, integrazione e partecipazione alla vita socia-le del comune.Il Comando di polizia municipale di via Dott. Pellegrino, che sta gestendo ledomande arrivate, ci ha informato che il servizio verr attivato a breve termine, maper ora hanno aderito alliniziativa solo un paio di nonni.Per informazioni potete rivolgervi presso:- U.R.P. del Comune di Genzano - Via I. Belardi, 83 - tel. 06/93711357- Comando di P.M. - Via Dott. Pellegrino, 28 - tel. 06/9364687

OLEVANO ROMANOUn muro per le vittime della Pace

(Nr) - Ad Olevano Romano si concluso con due impegni concreti il consigliocomunale dedicato ai caduti di Nassiriya. Alla presenza del neo capitano dellaCompagnia di Palestrina, Marco Pucciatti, dei parroci del paese, delle varieassociazioni di Olevano e dei carabinieri in congedo, lassemblea ha deciso dichiedere al comando generale dellArma di intitolare la caserma di nuova co-struzione ai caduti di Nassiriya.Ma la proposta pi interessante scaturita dal Consiglio Comunale senzadubbio quella di istituire ad Olevano il muro dei caduti civili e militari per laPace, un muro dove, previa delibera del consiglio stesso, saranno iscritte daoggi in poi le vittime dellimpegno a favore della pace, ad iniziare proprio dai 19deceduti in Iraq per il sanguinoso attentato. Un muro spiega il sindacoGuido Milana che non divida nulla ma che unisca le coscienze dei tantiallimpegno di pochi.

CASTEL SAN PIETRO ROMANOMostra, Pane Amore e Fantasia

(Tania Simonetti Marco Cacciotti) Grande soddisfazione per la riuscitissimamanifestazione, con riferimento ai 50 anni del film Pane Amore e Fantasia, inter-preti la giovane Gina Lollobrigita, ed il grande Vittorio De Sica. Moltissime le perso-ne che, visitando la mostra, sita nei locali di Palazzo Mocci, hanno reso omaggio aidue miti del cinema Italiano, e soprattutto hanno goduto delle bellezze naturali edella stupenda accoglienza della piccola cittadina di Castel San Pietro Romano.

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dicembre 200311http://www.controluce.it

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Il castello(Tania Simonetti Marco Cacciotti) - San Gregorio fa parte del comprensorio dei

Monti Prenestini. Labitatoha uno scenografico profilodominato dallimponente ca-stello Brancaccio e circon-dato da possenti mura. Deveil suo nome a San GregorioMagno, il quale, come di-scendente della gens Anicia,era proprietario di tutto il ter-ritorio. Era chiamato CastelSan Gregorio. A partire dal1870 fu poi aggiunta la de-nominazione da Sassola,forse per richiamarsi ad

unantichissima citt degli equi, Saxula, che si trovava nella zona.Castello menzionato per la prima volta nel 984, quando fu donato, con la localechiesa di S. Gregorio, da Rosa, nobile romana, al monastero romano di S. Gregorioal Clivo di Scauro.Nel 1400 era dei Colonna. Nel 1436 fu occupato dalle truppe del cardinale Vitelleschied incamerato. Nel 1439 fu venduto dalla Camera Apostolica agli Orsini. Nel 1458 furiscattato da Callisto III per darlo ai Borgia. Tornato agli Orsini allinizio del sec. XVI,fu incluso nel ducato di Bracciano (1560). Nel 1567 fu venduto al cardinale ProsperoPublicola Santacroce, il quale si adoper molto per migliorare la qualit di vita delpaese: fece costruire due grandi cisterne, ampli labitato con nuovi edifici e aprnuove strade. I Santacroce nel 1599 lo vendettero ai Conti.Questi nel 1632 lo cedettero ai Barberini, che nel 1655 lo vendettero al cardinaleCarlo Pio di Savoia. Importanti furono anche gli interventi del cardinale di Savoiache ne fu signore proprio nel periodo della terribile pestilenza che decim la popo-lazione (1656).A lui si deve la ristrutturazione del vecchio borgo medioevale e la costruzione diBorgo Pio (che si raggiunge dal piazzale del castello) costruito da una strada fian-cheggiata da cinque schiere di case, terminante in una piazza ellittica divisa inquattro quartieri dedicati a Santi e significativamente detta Teatro. Alla fami-glia del prelato si avvicendarono i duchi di Uceda, che nel 1855 ampliarono ilcastello.Nel sec. XIX fu acquistato dai principi Brancaccio, Salvatore ed Elisabetta, checonferirono al complesso lattuale fisionomia.La struttura originaria del castello risale al X secolo. Ampliato da Orsini e Colonna,assume lassetto di un palazzo tra il quattrocento e il cinquecento con finestrecrociate e bifore. stato completamente rinnovato nellottocento ed stato molto modernizzato daiBrancaccio, ultimi proprietari, senza tuttavia perdere il suo fascino legato ad ele-menti quali il ponte levatoio, le merlature e le possenti mura che narrano storie dilotte e spesso di soprusi da parte dei signori che vi si succedettero. Nellala fattacostruire dal cardinale Santacroce vi sono alcune sale con affreschi degli Zuccari.Da notare la conservazione del castello, quasi completamente rifatto, con torre,merli di coronamento, ponte levatoio e una fila di finestre crociate al primo piano, eda fianco del palazzo municipale, una torre bassa e robusta con caditoi e merli. Alborgo medioevale si accede dal cavalcavia, le sue viuzze e la maggior parte delleabitazioni sono rimaste inalterate nel loro aspetto originario.Bibliografia:(Bonechi - Istituto Italiano Castelli - Rendina)

Si eseguono foto in studio, book,servizi per matrimoni, comunioni e battesimi

FRASCATI

Gran gal di Arti Marziali(Mirco Buffi) - LAss. italiana H.M.D. (Karate Coreano) lieta di presentare il 6 BudoNight, gran gal di Arti Marziali che avr luogo come tutti gli anni a Frascati allinternodel Palazzetto dello Sport adiacente alla Banca dItalia il 14 dicembre alle ore 20.30. Siavr la possibilit di assistere ad uno spettacolo di due ore con tutte le pi famose ArtiMarziali come: Hwal Moo Do, Tae Kwon Do, Karate Kung Fu, Vietavo Dao, Ju-Jutsu,Yoseikan Budo, Aikido e tante altre. Vi aspettiamo numerosi.Per informazioni: 349.7640399 347.6141609Si ricorda, inoltre, che sono aperte le iscrizioni per il corso di Hwal Moo Doa Monte Compatri. Tel. 347.6141609

LANUVIO

Lanuvio lancia la sfida!(Reseda Onlus) - Si tenuto a Lanuvio un importante convegno sullutilizzo del-lenergia solare in agricoltura. Sono intervenuti nel convegno esperti delluniversite rappresentanti della campagna europea sulle fonti di energia rinnovabili. LAmmi-nistrazione comunale aderendo alla campagna PAESE DEL SOLE lancia la sfida per ladiminuzione delleffetto serra afferma il Sindaco di Lanuvio Rossano De Santis conquesta adesione abbiamo dato il via a numerose azioni concrete come i tre impiantifotovoltaici, campagne di sensibilizzazione sia per la scuola sia per i cittadini peravviarci verso la sostenibilit ambientale riducendo linquinamento come previstodal protocollo di Kyoto. Questa iniziativa fa parte dellazione di difesa dellambien-te dellamministrazione comunale che comprende anche la difesa delle risorse idrichee del territorio- continua il Sindaco di Lanuvio dobbiamo consegnare lambienteintatto alle future generazioni. LAssessore alla Pianificazione territoriale MariaCentamore illustra lazione dellamministrazione nel campo dellassetto urbanistico, ilPiano acustico, la difesa del sistema dei fossi, del patrimonio archeologico e delcentro storico. Lazione di sensibilizzazione continuer con interventi nelle scuole,con Sunday giornate del sole e la Casa ecologica itinerante. Durante lanno 2004 siavr il nuovo regolamento edilizio solare con incentivi e diminuzione dellICI per chiinstaller impianti solari. Il convegno continuato con gli interventi dellAssessoreCarlo Nappi e del Vicesindaco Nicola Garofalo che hanno lasciato successivamentela parola agli esperti invitati. Molto interessante stato lintervento di RiccardoBattisti dellUniversit di Roma sulle esperienze europee dellutilizzo delle energiepulite in agricoltura. Il convegno si concluso con la relazione di Roberto Salustridellassociazione RESEDA che ha illustrato la campagna europea e risposto alle nume-rose domande e dubbi degli intervenuti. Durante lintervento sono state illustrateesperienze italiane ed europee per il riscaldamento degli ambienti con lenergia solaree lutilizzo di impianti fotovoltaici per lirrigazione e gli utilizzi agricoli. La situazioneeuropea vede lItalia agli ultimi posti per lutilizzo dellenergia solare. Nel 2001 in Italiai pannelli solari installati erano soltanto 340.000 mq mentre in Germania oltre 3.800.000mq, in Grecia 3.000.000 mq ed in Austria 2.400.000 mq. Lobiettivo europeo quello diarrivare ad almeno un mq di pannello solare per ogni abitante dellUnione Europea,un mq quanto necessita per coprire il fabbisogno energetico per produrre acquacalda sanitaria in casa pari al 12-14% del fabbisogno energetico domestico. La campa-gna europea PAESE DEL SOLE compresa allinterno delliniziativa dellUnione Euro-pea ALTENER nata per sostenere la diffusione delle fonti di energia rinnovabile. Ilpassaggio alle fonti di energia rinnovabile, quali lenergia solare, lenergia eolica elenergia ottenuta dalle biomasse, necessario per far fronte allaumento delleffettoserra causato dalluso dei combustibili fossili. Laumento delleffetto serra sta modi-ficando il clima del pianeta e gli effetti si osservano sia a livello planetario sia a livellolocale.

MONTE COMPATRIA San Silvestro concerto del Coro Moreschi

(Gabriella Cecchetti) - In occasione della festa in onore di Santa Cecilia, patronadella musica e protettrice di musici e cantori, domenica 24 novembre, nella Chiesadel Convento di San Silvestro a Monte Compatri, si esibito il Coro PolifonicoAlessandro Moreschi diretto dal Maestro Alessandro Borghi. Levento statoorganizzato dallassociazione omonima presieduta da Claudia Robbiati con linten-to di offrire con il canto corale momenti suggestivi e rilassanti. stata anche loccasione per esibirsi insieme al gruppo Amici Cantori di Valcannetoche hanno avuto loppor