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N on c'è che dire, il passag- gio è epocale: dalle leggi ad personam, allo Stato ad personam. Dieci giorni fa la prescrizione eccelerata e 15.000 processi che rischiano di essere fulminati (...) p A PAGINA 2 60 morti in Siria Tripoli usa i profughi FILO ROSSO p ALLE PAGINE 4-9 Spunta il decreto Dopo il nucleare il governo tenta di vanificare il quesito sulla privatizzazione COERENTE AGONIA Giovanni Maria Bellu Boicottaggio Rai La tv pubblica tace sulla consultazione Zanda, pd: ormai è un regime camuffato Divisi a Milano Il caso Lassini mette i «berluscones» contro Moratti e la Lega Verso la resa dei conti Illustrazione di Fabio Magnasciutti La rivolta a Damasco. Testimonianze dalla Libia p DE GIOVANNANGELI ALLE PAGINE 14-17 ACQUA ALLA GOLA Bologna cerca sindaco «normale» La sfida delle città Merola, pd punta a vincere al primo turno p SPATARO ALLE PAGINE 10-11 La lotta per la salvaguardia dei valori storico-naturali del nostro paese è la lotta stessa per l'affermazione della nostra dignità di cittadini. Antonio Cederna Piena assoluzione per Renato Soru Caso Saatchi, il tribunale di Cagliari: l’ex presidente agì correttamente p A PAGINA 24 R PAURA DI VOTARE: Attacco ai referendum 1,20 Sabato 23 Aprile 2011 Anno 88 n. 112 www.unita.it Fondata da Antonio Gramsci nel 1924

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Non c'è che dire, il passag-gio è epocale: dalle leggiad personam, allo Stato

ad personam. Dieci giorni fa laprescrizione eccelerata e 15.000processi che rischiano di esserefulminati (...) p A PAGINA 2

60morti in SiriaTripoli usa i profughi

FILOROSSO

p ALLE PAGINE 4-9

Spunta il decretoDopo ilnucleareilgoverno tentadivanificare il quesitosullaprivatizzazione

COERENTE

AGONIA

Giovanni Maria Bellu

Boicottaggio RaiLatvpubblica tacesullaconsultazioneZanda,pd:ormaièunregimecamuffato

Divisi aMilanoIl casoLassinimettei «berluscones»controMoratti e laLegaVerso la resadeiconti

Illustrazione di Fabio Magnasciutti

La rivolta aDamasco. Testimonianzedalla Libiap DE GIOVANNANGELI ALLE PAGINE 14-17

ACQUAALLA GOLA

Bologna cercasindaco «normale»

La sfida delle cittàMerola, pdpunta a vincere al primo turno

p SPATARO ALLE PAGINE 10-11

“La lotta per la salvaguardia dei valori storico-naturali del nostro paese è la lotta stessaper l'affermazione della nostra dignità di cittadini. AntonioCederna

Piena assoluzioneperRenato Soru

Caso Saatchi, il tribunale diCagliari: l’ex presidente agìcorrettamente p A PAGINA 24

R PAURADI VOTARE: Attacco ai referendum

1,20€ Sabato 23 Aprile 2011 Anno 88 n. 112 www.unita.it Fondata da Antonio Gramsci nel 1924

Non c'è che dire, il passaggio è epocale:dalle leggi ad personam, allo Stato adpersonam. Dieci giorni fa la prescrizio-ne eccelerata e 15.000 processi che ri-

schiano di essere fulminati dalla necessità di sal-vare Silvio Berlusconi da una più che probabilecondanna per corruzione. Adesso i“ripensamenti”, prima sul nucleare, poi sulla pri-vatizzazione dell'acqua, e la concreta possibilitàche la volontà di quel milione e quattrocentomi-la cittadini che hanno firmato per i referendumvenga annullata. Una progressione geometricanel disprezzo dei diritti fondamentali.

Con le leggi ad personam si è evitato che i giu-dici potessero pronunciarsi sui reati, ora si tentadi evitare che il popolo si pronunci sulle leggi adpersonam. C'è una certa coerenza, in effetti: seper salvare un solo individuo se ne danneggianomigliaia, per evitare un referendum (quello sullegittimo impedimento) il minimo è cancellarnealtri due.

Evitare il quorum, è questa la parola d'ordineche guida le mosse del premier da quando i refe-rendum si sono profilati all'orizzonte. La primamossa è stata il no all'election day, cioè all'accor-pamento dei referendum con le elezioni ammini-strative (con un costo aggiuntivo pari a 300 milio-ni di euro: Tremonti quel giorno dormiva). I“ripensamenti” sono solo l’ultima trovata.

Sarebbe confortante questa conversione dellamaggioranza alla laica virtù del dubbio, se nonfosse originata semplicemente dalla paura delpronunciamento popolare. Dal 14 dicembre – il

giorno dell'insperata fiducia – Silvio Berlusconi,l'Eletto dal popolo oltre che l’Unto dal signore,ha agito con la finalità esclusiva di stare a galla edi tenerle il popolo alla larga. E ha usato tutti isuoi cospicui mezzi per riuscirci. A partire dal re-clutamento dei “responsabili” accompagnato daltentativo (fermato dal Quirinale) di allargare adismisura i posti di governo per sistemarli.

Siccome l'uomo è guidato dai sondaggi, possia-mo facilmente dedurre dal suo comportamentoche in questa fase non gli siano favorevoli. È ba-nalmente questa la ragione per cui ha deciso diintegrare il suo elettorato con la vasta area delnon voto endemico. Ma possiamo stare certi chese alla fine lo sforzo sarà premiato, venderà ilmancato raggiungimento del quorum ai referen-dum come uno straordinario successo politico.

Ieri Libero titolava: «Sono tutti impazziti». Epoi precisava: «Gli elettori sono sconcertati». Unattacco solo apparente alla maggioranza di go-verno, in realtà un tentativo per certi aspetti tene-ro di attribuire all'umana follia il risultato struttu-rale dell'agonia berlusconiana. Non è impazzitonessuno. Al contrario tutti quanti sono, ognunonel suo ambito, lucidissimi. I “responsabili” pre-tendono le contropartite che sono state loro pro-messe, la Lega alza continuamente la posta per-ché sa di avere il premier in pugno, il ministrodell'Economia ne asseconda il progressivo logo-ramento con l'obiettivo di prenderne il posto.Quanto accade a Milano è la perfetta sintesi delPaese. Un candidato insulta i giudici trasferendoin un poster elettorale il pensiero del presidentedel Consiglio. Il disperato sindaco uscente nechiede l'esclusione dalla lista. È tecnicamente im-possibile: ci vuole un impegno d'onore. Il sinda-co, che evidentemente conosce i suoi polli, pre-tende un atto notarile. L'atto non solo non arriva,ma l'aspirante consigliere che ha paragonato imagistrati ai brigatisti fa sapere di avere il soste-gno del presidente del Consiglio. Ed ecco che, asorpresa, torna in campo “il popolo”. In questocaso sarà nuovamente lui a decidere. ❖

Il congiurato

[email protected]

I Responsabilinon aspettanopiù

Secondo me al Pdl tengono un corso sucome prendere per il culo gli alleati,ogni giorno fanno la lista delle personea cui dire mo’ entri al governo. Ma qua-

le governo, quello dell’alta Irpinia?». C’è da ca-pirlo Pionati, alla vigilia della settimana che for-se lo vedrà finalmente diventare un membrodell’esecutivo. Lui e i suoi Responsabili. Tra glieroi del 14 dicembre il clima è questo. Bisognastare attenti a non toccare le corde sbagliateche subito si alza la voce, anche in pieno Transa-tlantico. Sono oltre 4 mesi che aspettano e oravedono finalmente avverarsi il sogno del giura-mento al Quirinale, forse. Finora ce l’ha fattasolo Saverio Romano. Adesso tocca agli altri.In tutto 29 deputati, per soli dieci posti. Un mi-sto di sfiducia e competizione. In occasione del-le ultime riunioni con Verdini e Berlusconi, peresempio, gli ex dipietristi Scilipoti, Porfidia eRazzi non sono stati avvertiti dal capogruppoSardelli. Dopo i siciliani del Pid ora è la sua com-ponente (noi Sud-ex Mpa) che punta a fare ilpieno. Vogliono far tornare Enzo Scotti mini-stro (politiche comunitarie), e piazzare Belca-stro e Milo come sottosegretari. La Polidori, det-ta miss Cepu, cerca invece di scansare concor-renti con saggi consigli del tipo «ma chi te lo fafare, rinuncia, non hai il curriculum giusto…».Iannaccone si è tirato fuori da solo, appagatodal ruolo di segretario di Noi Sud (che secondoi suoi colleghi gli varrebbe un gettone da 10mi-la euro al mese). Ma sono comunque moltiquelli che aspirano a qualche carica in quelloche più che un rimpasto sembra un puzzle im-possibile da comporre. Che fosse un gruppo unpo’ agitato, quello dei Responsabili, del resto loaveva capito subito Gianni Letta in occasionedella loro prima partecipazione ad un vertice aPalazzo Chigi, qualche settimana fa. Dopo averchiesto chi fosse mai quel signore giovanile conil vistoso gessato e le scarpe sportive, appresoche si trattava del capogruppo Sardelli, qualcu-no lo sentì sussurrare, «ah, andiamo bene…».❖

Lorsignori

GIOVANNIMARIABELLU

FILOROSSO

COERENTE

AGONIA

http://nemici.blog.unita.it

www.unita.itQuesto giornaleè stato chiusoin tipografiaalle ore 22

LETRÉ-ROMA

vota SÌ ai referendumPrivatizzarela gestionedell’acqua

migliorerà i servizi

Il nucleareè sicuro

e fa risparmiaresulle bollette

NON FARTI PRENDEREPER IL NASOSONO TUTTE BUGIE. SCONFIGGILE ANDANDO A VOTARE

Per informazioni sui referendum visita il sito www.wwf.it

Diario2

SABATO23APRILE2011

Staino

Fronte del video

VOCI

D’AUTORE

Improvvisamente, l’onorevole Maurizio Panizdel Pdl è dappertutto. Giovedì sera, Enrico Men-tana ce lo ha fatto rivedere mentre interveniva a

Tg3 Linea Notte, dove, nell’intento di sminuire lagravità delle accuse rivolte da Berlusconi ai magi-strati, ha detto che, alla fine, di brigatisti non ci so-no stati solo quelli rossi, ma anche quelli siciliani.Insomma, i briganti. Una vera stronzata, ma noncosì grave come quella che ha fatto votare alla Ca-mera dalla maggioranza. E cioè la mozione in cui sidichiarava praticamente che Ruby è davvero la ni-

pote di Mubarak. Dopo questa prova, superata convivo sprezzo del ridicolo, l’onorevole Paniz è diven-tato politicamente indispensabile; tanto da parteci-pare a tutti i talk show. Dove peraltro si dimostragarbato e incapace di urlare come fanno tutti i pi-diellini. Infatti Paniz (quinto uomo più ricco del Par-lamento), ad Annozero, ha addirittura sopportatoche parlassero anche gli altri, limitandosi a dire pa-catamente la sua. Come si addice a una personarassegnata al fatto di aver ormai perso del tutto lafaccia, che porta inutilmente risorgimentale. ❖

Paniz, inutilmente risorgimentale

Maria Novella Oppo

MoniOvadiaSCRITTORE

La deputata del PD Paola Concia e lasua compagna Ricarda Trautman,mercoledì scorso sono state aggre-dite da un omofobo nazifascista

che le ha apostrofate con la violenza di que-ste parole: «Lesbiche di merda, ai forni cre-matori vi dovrebbero mandare (...) fateschifo!». Immediatamente sono arrivati aPaola Concia, attestati di solidarietà biparti-san. La ministra alle pari opportunità signo-ra Carfagna ha detto: «Chiedo scusa a PaolaConcia, a nome degli italiani perbene e delgoverno, per le offese ricevute». Il sindacodella capitale, Alemanno ha stigmatizzatol'ignobile aggressione così: «L’imbecillitàumana non sembra avere limiti. Dalla cittàdi Roma la più ferma condanna a questeespressioni troglodite». Ma che belle paro-le! Che nobili sentimenti. Non so se il poli-morfo premier Berlusconi abbia commenta-to, magari privatamente: « La lesbica che c'èin me, freme per l'indignazione!». Peccatoche nel nostro paese, al di là della solidarie-tà parolaia, la verità dei fatti, mostri che icittadini omosessuali sono cittadini di serieB e che, a volere loro la discriminazione, sia-no proprio quei politici che si sperticano inattestati di ipocrita solidarietà. Peccato chela reazione di coloro che assistevano all'ag-gressione nei confronti di due donne sia sta-ta indifferenza. L'indifferenza, di tutti i cri-mini commessi nei confronti della sofferen-za degli uomini, è il più vile perché si sot-trae al giudizio. Me lo ha fatto capire LilianaSegre, un'amica che fu deportata a 13 annie mezzo ad Auschwitz, sotto il cielo di unaMilano indifferente di quella Italietta fasci-sta a cui la nostra Italietta berlusconianatanto assomiglia.❖

LA SOLIDARIETÀPAROLAIA

Tar: no a

lista Pdl

in Toscana

Il Tar della Toscana ha confermato l'esclusione della lista di centrodestra dalle prossi-meelezioni comunalidiCastiglionedellaPescaia.Èstato infatti respinto il ricorsopresentatodalla candidata sindaco Sandra Mainetti e dal sindaco uscente, e capolista, Monica Faenzi,parlamentare e portavoce pdl, «famosa» per uno sgarbo all’allora premier RomanoProdi

3SABATO

23APRILE2011

Dopo la leggina spuntata all’im-provviso per togliere di mezzo il re-ferendum sul nucleare, ecco usci-re dal cilindro del governo il decre-to per boicottare anche i due quesi-ti contro la privatizzazione dell’ac-qua per cui sono convocate le urneil 12-13 giugno. Italia dei valori ecomitati referendari, che nel silen-zio più totale hanno fortissima-mente voluto dare ai cittadini la pa-rola su questi temi, gridano al «col-po di stato» e al «sabotaggio», alla«negazione di un diritto dei cittadi-ni». Anche i più politicamente cor-retti ormai non possono più averedubbi: il governa ne inventa una algiorno pur di evitare il confrontocon gli elettori e con i cittadini. E’un premier impaurito e infastiditoda qualunque cosa che non sia nel-la sua esclusiva disponibilità quel-lo che impiega energie e risorse,ministri e parlamentari, per farepiazza pulita dei processi in corsoe anche dei quesiti referendari. Laqual cosa ha una portata forse an-cora più eversiva rispetto alle leggi

ad personam su reati e processi per-chè il referendum è un essenzialestrumento di controllo dei cittadinielettori sull’attività del legislativo edell’esecutivo. Strumento che vieneaggirato e preso in giro.

Partiamo dall’acqua, che è l’ulti-ma novità. Dopo l’annuncio cripticodel ministro Romani, ecco ieri il sot-tosegretario Saglia che annunciaper la metà di maggio un decreto«per istituire l’authority per il setto-

re idrico in modo che vengano fissa-te prima le regole del gioco sia pergli interventi da fare che per le tarif-fe». In modo che i cittadini non ab-biano timori di ulteriori speculazio-ni e aumento dei prezzi da quandogli acquedotti e i relativi budget perla messa norma saranno affidati aiprivati. Un giro d’affari di 64 miliar-di in trenta anni.

Il 12-13 giugno si vota e entroquella data l’annunciato decreto do-vrà essere approvato, diventare leg-

ge e solo a quel punto la Cassazionepotrà valutare se la nuova norma su-pera la ragion d’essere dei due que-siti che vogliono abrogare l’affida-mento ai privati delle risorse idri-che. «Occhio ai depistaggi» avverteFelice Belisario, capogruppo in Se-nato dell’Idv «il governo annuncia efa credere che automaticamente iquesiti saranno cancellati. Cerca dicondizionare il quorum per evitareche sia raggiunto anche per il quesi-to che teme di più, quello sul legitti-mo impedimento. Ma non è così.Ho buone ragioni per dire che an-dremo a votare su tutti e quattro iquesiti».

L’ottimismo di Belisario vale an-cora di più per il nucleare. Nel meri-to: «Il primo comma della modifica -spiega il senatore - dice “in attesa diulteriori approfondimenti”. E’ chia-ro che è una sospensiva e non unabocciatura del piano nucleare cosìcome richiesto nel quesito». Nel me-todo poi, «non c’è certezza che ci sia-no i tempi necessari per approvarein modo definitivo la norma, che ilQuirinale la approvi così com’è, chesia pubblicata in Gazzetta e che laCassazione si possa esprimere intempo utile per il 12 giugno».

Le opposizioni annunciano barri-cate contro le furbizie dell’ultimominuto. «Difenderemo il referen-dum con le unghie e con i denti» insi-ste Belisario. I Comitati referendarihanno la consulenza e l’assistenzalegale del numero 1 dei costituzio-nalisti, il professor Alessandro Pa-ce. Sulle barricate anche il Pd. Il se-gretario Bersani pubblica un appel-lo su Facebook in cui chiede ai citta-dini di «tenere alta la guardia e dilavorare per raggiungere il quo-rum». Articolo 21 e i Comitati pensa-no a un «Referendum week», unasettimana nelle piazze d’Italia perinformare sui quesiti referendari ele loro ragioni, un modo per rompe-re il silenzio stampa e tv. Il senatoreIgnazio Marino accusa il governo diessere «arrogante e di non avere pu-dore ». Il gioco del governo è chiaro.Adesso si tratta di vedere come va afinire.❖

«Il vero obiettivo è illegittimo impedimento.Ma è tutto da decidere»

Boicottaggio

cfusani@unita,.it

Verdi«È un atto criminalenei confronti deidiritti dei cittadiniitaliani. Non era

mai accaduto nella storia dellarepubblica che si rubasse ildiritto di esprimersidemocraticamente»

Idv«Chiediamo alpresidente dellaRepubblica diimpedire questa

ultima e fataledegenerazione, nonfirmando le leggi cheimpediscono i referendum»

«Sanno solo scappare.Ma difenderemo il votocon unghie e denti»

Bene bene bene: siamo a una

svolta. Nessun ministro per dire

qualcosa,nelTg1di ierisera,aproposito

dellagestionedel«caso» immigrazione

chestasbriciolandomaggioranzaego-

verno.ManonerastatoproprioFrattini

a pronunciare la storica frase «inciden-

terisolto»dopocheerascoppiata laba-

garre con la Francia sulla serrata delle

frontiere decisa da Parigi per impedire

soprattuttoai tunisinidi entrarenel suo

territorio? Il tg ha riferito «si era parlato

disospensione»diSchengen,«orainve-

ceiduepaesivoglionomodificareiltrat-

tato»:come,perché,chi, inchesenso, in

particolarechihadettocheFranciaeIta-

liasonod'accordo?Ilservizio, intelligen-

teeloquacecomeunamummianonha

chiarito nulla. Così, un ruttino represso

anche la paginetta dedicata alla vicen-

dadiLassini, Pdl,utilizzatore finaledella

predicazioneberlusconiana«bruguale

pm», l'uomo deimanifesti milanesi che

ha fatto scoppiare un putiferio in cam-

pagna elettorale. Una battuta sulla Mo-

ratti che considera chiuso il caso: «Ha

dato le dimissioni», la Santanché che le

rispondescordatelo,Lassini chebalbet-

ta «non è colpa mia...». E finisce qui. In-

credibilemavero.

Ferrara,invece,harecitatolasuapoe-

siola sulla Santa Pasqua, ha intascato e

ha salutato. Le olgettine fanno più fati-

ca.

DIRETTORISSIMO TONI JOP

Radicali«Il tentativo delgoverno di farsaltare i referendumviola palesemente la

legge. E l’idea di un decretolegge a 50 giorni dal votofarebbe ridere anche un iscrittoal 1˚ anno di giurisprudenza»

Acqua alla gola

Come far sparireil voto democratico

L’attacco

In fugadai referendumIl governo fa sparireanche quello sull’acquaGoverno e maggioranza ne in-ventano di ogni pur di evitare ilgiudizio degli elettori. Puntarea cancellare i quesiti su nuclea-re e acqua serve a far morire an-che quello sul legittimo impedi-mento per il premier.

CLAUDIA FUSANI

Belisario (Idv)

Appena un ruttino

p Il sottosegretario Saglia annuncia un decreto che istituisce l’Authority per le risorse idriche

p Lo giustifica comeunmodoper «fissare prima le regole del gioco della privatizzazione»

PrimoPiano4SABATO23APRILE2011

Silenzio sui referendum,una nebbia sul voto popo-lare che il governo tenta didisinnescare con un secon-do «golpe» per la paura

che si raggiunga il quorum e sia aboli-to il legittimo impedimento.

I telespettatori Rai sono tenutiall’oscuro non solo dei quesiti delleconsultazioni del 12 e 13 giugno, mala maggior parte non sa nemmenoche si andrà alle urne e perché. DallaRai nessuna informazione, né si vedo-no tribune elettorali: la commissionedi Vigilanza è paralizzata dai ricatti

del centrodestra che impediscono ilvaro del regolamento di applicazionedella par condicio sul voto di giugno,atto che ha approvato l’Agcom per letelevisioni private, mentre Sky recla-ma i faccia faccia (aprezza la Fnsi).

La manovra è palesemente combi-nata da governo e maggioranza per«abrogare» il diritto della popolazio-ne al voto, prima sul nucleare, orasull’acqua. Da un mese in commissio-ne di Vigilanza il regolamento è bloc-cato nonostante il 4 aprile siano statiindetti i comizi: il capogruppo Pdl,Alessio Butti, non permette il voto fin-ché l’opposizione non ritirerà gliemendamenti al suo (contestatissi-mo da più parti) atto d’indirizzo sulpluralismo. Il tenace Butti, berlusco-nes mediatico ex An, fa ostruzioni-

smo pur essendo maggioranza: Pdl,Lega e il responsabile Sardelli hannopresentato un centinaio di emenda-menti sul regolamento referendario,un ricatto perché venga dato il via li-bera all’«atto Butti». Quello che pro-pone le norme anti talk show come iprogrammi «a targhe alterne», unasettimana Santoro, quella dopo Sgar-bi (che inizia su RaiUno a maggio).Una proposta mai eliminata da Butti,nonostante il presidente Zavoli si siastruggendo per un testo condiviso.

«L’assenza del regolamento è unfatto gravissimo» afferma VincenzoVita, senatore Pd in Vigilanza, «e laresponsabilità è della destra. Le tribu-ne referendarie servono a informarei cittadini sul voto, secondo un dirittocostituzionale. La mancanza è’ un ve-

ro vulnus». Se ne parla il 3 maggio.Il radicale Beltrandi denuncia il ri-tardo di «un mese» rispetto a quan-to impone la legge sulla par condi-cio; il deputato del Pd richiama pe-rò la Rai ad agire lo stesso, basando-si sui regolamenti precedenti e suquello dell’Agcom.

A Viale Mazzini nulla si muove:nelle reti non è arrivato alcun segna-le. Le Testate Parlamentari (senzadirettore da mesi) si occupano delleamministrative ma i referendum so-no oscurati. Il direttore generale,Mauro Masi, nello scorso Cda hapuntato il dito sui soliti programmiaccusandoli di non rispettare la parcondicio (Floris con Ballarò, LuciaAnnunziata in Potere e gli altri), tro-vandosi fra le mani i dati dello squi-librio del Tg1 e anche del Tg2, chedall’uscita di Mario Orfeo è ridiven-tato allineato al potere e poco inte-ressante. Il guaio, per Masi, è che ilprimo a non rispettare la par condi-cio è Giuliano Ferrara, che nei suoimonologhi al vetriolo (ora puntatisul Quirinale) non lascia neppureuno spiraglio al contraddittorio cheossessiona il Dg (quando si parla diAnnozero). Qui Radio Londra, però,in regime di par condicio elettoralefa capo a una testata come tutti italk show, quindi al Tg1. Con l’effet-to di far pendere la bilancia del tg diMinzolini ancora di più sul lato diBerlusconi. Ma, dopo minacce di let-tere di richiamo bipartisan, Masinon ha fatto nulla.

Masi in uscita dopo Pasqua Irumors si sono intensificati: potreb-be uscire dall’uovo di Pasqua di Via-le Mazzini: il 27 aprile dovrebbe es-sere nominato amministratore de-legato della Consap, concessiona-ria dei servizi pubblici assicuratividi proprietà del Tesoro entro mag-gio. Un piatto modesto per le ami-zioni di Masi, alla Consap andò an-che l’ex Dg Cappon. Masi lascereb-be un anno prima della fine delmandato (ormai liquidato ancheda Berlusconi, non essendo riusci-to a portare a termine le sue mis-

sion). Altre voci sussurravano diuna sua possibile nomina in variCda delle aziende partecipate: lamoltiplicazione dei pani e delle pol-trone.❖

«Da un mese senzainformazioni: la Raiagisca con urgenza»

Beltrandi, Pd (Radicale)

Un ritardo di unmese sull’informazione,molti telespettatori non sanno neppure che si va alle urneLa commissione di Vigilanza paralizzata dai ricatti di Pdl e Lega non vara le regole per le tribuneIl DgMasi dovrebbe dimettersi e passare alla Consap il 27 aprile. Ferrara non rispetta la par condicio

[email protected]

Il corteo del Comitato per l'Acqua bene comune, chemanifestò contro il ritorno al nucleare e la privatizzazione dell'acqua, ilmese scorso aRoma

«Il Pdl blocca laVigilanza e il varo delregolamento. È grave»

Silenzio video sul votoLa Rai imbavaglia i quesiti

Lo scandalo

NATALIA LOMBARDO

Foto di Massimo Percossi/Ansa

Vita, Pd

SilvioelogiaScilipoti

Berlusconi ha omaggiato Scilipoti con la prefazione al suo libro: Perché Berlusconi -

Scilipotiredeipeones. Ilcavaliereloelogia:«Peòninfaticabile,pragmatico, lavoratorealservi-

ziodellademocrazia»,chesiribellaai«sovietpoliticiemediatici»autoridiuna«strabicafatwa

morale»suchinonèdisinistra.Scilipotinonvuolepoltrone,dice,siaccontentadidueparole?

5SABATO

23APRILE2011

«Vogliamo decidere:Raccolte unmilioneemezzo di firme»

Intervista a Paolo Carsetti

«Le bollette nell’ultimo

decennio sono aumentate

del 65%, i cittadini lo sanno

e vogliono difendere un

bene pubblico essenziale»

I promotori: «Cosa senza precedenti, il governoteme la sconfitta,ma la Costituzione è connoi»

Si scrive acqua si legge de-mocrazia. Il governo sache l’acqua è un tema popo-lare, perciò teme la doppiasconfitta: sulla privatizza-

zione del servizio idrico, che sta a cuo-re a Confindustria, e, a cascata, sullegittimo impedimento, che sereve alpresidente del consiglio», replica Pao-lo Carsetti, 34 anni, laureato in idro-geologica, a nome del Comitato pro-motore Due sì per l’Acqua bene comu-ne: quasi un milione e mezzo di firmeraccolte e un fronte vastissimo che va«dalle parrocchie ai centri sociali».«Neppure la Dc sul referendum per ildivorzio aveva fatto tanto. Fermaretutto questo è un attacco alla demo-crazia».Dopo il nucleare, tocca all’acqua.

«Bisogna attendere di capire quale sa-rà il provvedimento ad hoc che ha inmente il governo, ma è chiaro che sia-mo davanti a un attacco ai referen-dum e alla democrazia. Per i due que-siti sull’acqua abbiamo raccolto piùdi un milione e 400mila firme, un nu-mero senza precedenti nella storiadella Repubblica. È chiaro che il go-verno teme la sconfitta. Ma utilizzarelo strumento referendario è un dirit-to garantito dalla Costituzione».Perchéhannotantapauradiquestore-

ferendum?

«Sanno che il referendum sull’acqua,anche da solo, rende possibile rag-giungimento del quorum. L’acqua èun tema trasversale rispetto agliorientamenti politici e assai popola-re. Ai banchetti, quando spiegavamoil senso dei quesiti referendari, la gen-te capiva subito. “Ci stanno togliendoanche l’acqua”, dicevano. Oltretutto,ci sono una serie di effetti della priva-tizzazione, che i cittadini hanno giàsperimentato sulla loro pelle: le bol-lette nell’ultimo decennio sono au-mentate del 65%. Insomma: a votareper difendere l’acqua ci vanno tutti a

prescindere dal loro orientamento po-litico. Perciò il governo teme la dop-pia sconfitta. Politica: sulla privatiz-zazione dell’acqua. E personale delpresidente del consiglio sul referen-dum che lo riguarda direttamente.Perché se resta in piedi il referendumsull’acqua, molte più persone andran-no a votare anche per abrogare la leg-ge sul legittimo impedimento».Nel merito quali modifiche può intro-

durre il governopervanificare i quesiti

sull’acqua?

«È già dubbio che il provvedimentosul nucleare possa abrogare il relati-vo quesito referendario. Ed è difficileche il governo arrivi a fare un provve-dimento simile anche per l’acqua. LaConfindustria si è espressa moltochiaramente: il decreto Ronchi èl’unica norma fatta in favore del mon-do industriale, quindi non provate atoccarlo. Fu Emma Marcegaglia,nell’estate del 2009, a chiedere al go-verno di aprire nuove fette di merca-to ai privati. E puntuale il 15 settem-bre arrivò il decreto Ronchi. Ora noncredo che il governo voglia fare mar-cia indietro. Al più potrebbero istitui-re una Authority a garanzia della con-correnza. Ma questo non avrebbe nes-sun effetto sui quesiti e sarebbe solofumo negli occhi. Anche perché laconcorrenza di fatto esiste solo al mo-mento della gara. Ma una volta che tisei aggiudicato la gestione del servi-zio idrico per vent’anni, come preve-dono le norme, di fatto operi in regi-me di monopolio. Se vogliono rende-re nulli i referendum possono soloabrogare le norme oggetto di quesiti.Ovvero: il decreto Ronchi e la possibi-lità di fare profitti sull’acqua. Ma que-sto non lo faranno».E se dovesse vincere il fronte del sì?

«A quel punto, visto che saranno abro-gate tutte le leggi su questa materia,bisognerà rifarsi alla disciplina comu-nitaria, che lascia agli stati membri lasceltra tra privatizzazione e gestioneinteramente pubblica, come Belgio eOlanda. Anche in Svizzera l’acqua èmonopolio di stato. E pure la Francia,che è stato uno dei primi paesi ad av-viare il processo di privatizzazione,dal 2010 ha ripubblicizzato il servi-zio idrico mandando a casa le due piùgrandi multinazionali dell’acqua».

La scelta

1970La legge diattuazione dell’istituto del

Referendum in Italia è del 1970. Da

allora comincia la stagione

referendaria nel nostro Paese.

Foto Ansa

Acqua alla gola

MARIAGRAZIA GERINA

ROMA

[email protected]

1974Raccolta di firme per abrogare la legge

sul divorzio. Le Camere sono sciolte e il

voto slitta al 12maggio 1974: Fanfani

perde, e vincono i no con il 59,3%.

1978L'11 giugno si votano i referendum

Radicali su legge Reale (ordine

pubblico) e finanziamento pubblico dei

partiti: vincono i no, le leggi restano.

Aborto, divorzio,nucleare: storiadei referendum

Algoverno: si scriveacqua

Il movimentoDue sì per l’acqua benecomune è il movimento cheha raccolto le firme suquesto referendum: «Dalleparrocchie ai centri sociali:nemmeno la Dc sul divorzioaveva fatto tanto»

PrimoPiano6SABATO23APRILE2011

«Il premier ha pauradi tutto, sa di avereperso i consensi»

Intervista a Luigi Zanda

«In unPaese senza norme

c’è il rischio di ritrovare

nell’Authority qualcuno

che gestisce l’acqua

per conto di Berlusconi»

Il vicepresidente dei senatori pd: così trasformala democrazia parlamentare in un regime camuffato

Senatore Zanda, l’ultima è

che il governo presenta un

decreto per sminare anche

il referendum sull’acqua. Il

premier teme anche que-

sto?

«Berlusconi è in una fase in cui hapaura di tutto: del referendum per-chè può diventare un sondaggio a fa-vore o contro la sua persona; del votoa Milano; di Tremonti e di Galan; diScilipoti tanto che scrive le prefazio-ni al suo libro; dei giudici di Milano,di Ruby e delle ragazze che la seraandavano a Arcore».Paura di cosa?

«Di non trovare più il consenso cheracconta ancora di avere».Come definire i tentativi di levare di

mezzo i quesiti referendari, strumen-

todicontrollofondamentaledelcitta-

dino elettore?

«Sono pezzi di una tecnica collaudataper trasformare una democrazia par-lamentare in un regime camuffato».E gli altri pezzi della strategia?

«La fine del Parlamento che come hagiustamente osservato il presidenteuscente della Corte CostituzionaleUgo De Siervo non fa più le leggi maconverte e vota solo quello che glimette sul tavolo il governo. Il conti-nuo accerchiamento della magistra-

tura e della Corte Costituzionale, ildominio dell’informazione».Nel merito, che dire di questa idea di

decreto per far nascere l’authority

per l’acqua?

«In linea di principio potrei anche es-sere d’accordo. Il problema è che que-sto governo considera le varie Autori-tà quasi fossero dependances. In unpaese dove non esiste una norma cheregola il conflitto di interessi, il ri-schio è che mi ritrovo Berlusconi o chiper lui a gestire l’acqua. Quindi nonpossiamo che chiedere che l’acqua re-sti pubblica. E andare a votare».Sembra quasi che il populista per ec-

cellenza, Berlusconi, abbia in realtà

paura proprio del suo popolo.

«E’ così. Quello che è grave è che ri-duce il quorum degli elettori a stru-mento per boicottare il referen-dum. Uno strumento di bocciaturao approvazione. Questo è contrarioallo spirito costituzionale del refe-rendum. Il fatto è che la maggioran-za di centrodestra ci ha abituato amanipolazioni grossolane del no-stro ordinamento. Il condiziona-mento del quorum è solo l’ultimo e,tra l’altro, è sfacciatamente contrad-dittorio del populismo berlusconia-no. Siamo in un paese in cui da unaparte c’è l’indecente proposta di Ce-roni di costituzionalizzare il populi-smo e dall’altra il governo che met-te il bavaglio agli elettori».<Lei era in aula nei giorni scorsi

quando il ministro Romani ha can-

cellato conunemendamento la sua

politicaenergetica.Credecheilque-

sito referendario sul nucleare sarà

cancellato dalla Cassazione?

«Non credo e aspetterei con fiduciala decisione della Cassazione quan-do mai e se mai dovrà pronunciarsi.Il governo in realtà ha introdottouna sospensione e non una boccia-tura. Lo stesso giorno dell’annunciodi Romani Idv e Pd avevano portatoin aula un emendamento (alla mo-ratoria al nucleare contenuta nel de-creto omnibus, ndr) che prevedevala rinuncia definitiva dell’Italia alnucleare. Il governo l’ha bocciata.Questo significa che il governo nonvuole la bocciatura ma solo la so-spensione».Boicottare nucleare e acqua per far

fuori anche il quesito sul legittimo

impedimento?

«E’ chiaro. E torniamo sempre al gio-co sporco sul quorum. È implicito inquel voto un giudizio sulla sua con-dotta morale».Sotto attacco anche l’istituto dei re-

ferendum?

«Non me l’aspettavo. Devo dire chein quanto a spregiuticatezza Berlu-sconi ne inventa una più del diavo-lo».Quale il limite?

«Non lo conosciamo. E a questopunto lo possono definire solo gliitaliani cacciandolo via». ❖

C.FUS.

Conflitto d’interessi

[email protected]

Foto Ansa

masi leggedemocrazia

ROMA

1981Il 17maggio i referendum sono 5: si

ricordano i due sull’aborto, uno è per

restringerlo (Chiesa), l’altro per allargarlo

(Radicali). Vincono i no, l’aborto resta.

1985Il 9 giugno si vota per abrogare il taglio

dei punti di scalamobile, deciso dal

governo Craxi. Le firme sono raccolte

da Pci e Cgil, ma vincerà il governo.

1987L'8 novembre si vota per fermare la

corsa al nucleare, dopo i fatti di

Chernobyl, l’anno precedente.

Stravincono i Sì (per la prima volta)

1991-1993Con due referendum cambiano le

regole elettorali: preferenze abrogate

e largo al maggioritario. Craxi aveva

invitato gli italiani ad andare almare.

La fiduciaI partiti di opposizioni, dalPd a Idv, fino a quelli dellasinistra fuori dal Parlamentoaspettano «con fiducia» ladecisione della Cassazione,che dovrà pronunicarsi invia definitiva sui referendum

Bocchinodivorzia?Fandonie

«Cazzate in libertà... stopartendoperParigiconmiamoglie». ItaloBocchinonegache

sia stata avviata una causa di separazione con lamoglie Gabriella Buontempo. Cosa data

percertadaPanoramaper il presunto flirt deldeputato finianocolministroMaraCarfagna.

«Hopresentatotalmente tantecausecontro il settimanalechenonc’èbisognodiun'altra».

7SABATO

23APRILE2011

GiorgioStraquadanio«Da Moratti ungravissimoerrore politico. L'

incompatibilità non puòestendersi sul futuro deicomportamentipost-elettorali, nessuno dinoi ha la sfera di cristallo».

Le parole

GiulianoPisapia«Lassini non èisolato nel Pdl.Altro che caso

chiuso, mi pare evidenteche il suo è un problemasenza via d'uscita. Capiscoil disagio del sindaco».

All’ombra finora consolante dellaMadonnina, dietro la smorfia di un

personaggio all’apparenza minorecome Roberto Lassini, sull’onda lun-ga di quella che pareva una gaffe iso-lata, si consuma l’ultimo scontro in-terno alla maggioranza.

Dove chi non si ferma alla con-trapposizione tra il sindaco in cam-pagna elettorale Letizia Moratti («Ilcaso è chiuso») e la sottosegretariad’attacco Daniela Santanché («Deci-deranno gli elettori») ha buon giocoa intuire la vera partita: il distaccodella Lega da Berlusconi. L’esisten-za di due corse diverse. Di più: con-

correnziali.E Milano si ritrova incartata in un

paradosso senza soluzione che na-sconde la prova di forza tra le (or-mai uniche) due anime del centro-destra. Tutto ruota intorno all’exsindaco dc di Turbigo, arrestato nel‘93 ed assolto dopo 42 giorni di pri-gione, candidato nelle liste PdL edautore degli ormai celebri manifesti«via le Br dalle Procure». Nella bufe-ra, Lassini prima tiene duro, soste-nuto dal coordinatore Mantovani,resiste all’ira della Moratti e al moni-

Tutti a casa

Dietro l’oltranzismo della sotto-segretaria, molti leggono la li-nea di Berlusconi sulla magistra-tura. Ma la Lega si smarca: torna“giustizialista” e, in Comuni dipeso, alle amministrative correda sola.

FEDERICA FANTOZZI

DEBORA SERRACCHIANI

[email protected]

Roberto Lassini, il candidato del Pdl alle comunali diMilano, indagato per imanifesti con scritto «Fuori le Br dalle Procure»,

Il realismo di Libero:«Sono tutti impazziti»

Caos a destra

«Dopo quelle di Lassini, il sin-

daco Moratti dovrebbe chie-

dereancheledimissionidiBer-

lusconi. In fondo, l’uno ha ri-

scritto le parole dell’altro».

Milano, la resa dei conti: Lega

ROMA

«Con tutte le grane del gover-

noe leamministrativealleporte,non

sisentivailbisognodelviolentoattac-

codiGalanaTremonti», scriveFeltri.

Ben detto

p Scontro frontale fra il sindaco e la Santanché, che vuole Lassini in corsa: «decidono gli elettori»

PrimoPiano8SABATO23APRILE2011

to del Quirinale; poi cede, si scusa,annuncia il ritiro della candidatura;ma non si può, allora firma una ri-nuncia preventiva che spedisce aMantovani. Poi però ci ripensa. In tvconferma quel che si sapeva, cioè latelefonata di solidarietà di Berlusco-ni (che la pensa come Lassini) e ne-ga quel che si credeva, cioè che seeletto lascerà.

Parte la seconda puntata del feuil-leton. Moratti, che già al premieraveva detto gelida: o io o lui, si trin-cera dietro «le indicazioni del Vimi-

nale»: la rinuncia preventiva fa fedein caso di elezione. Santanché nonretrocede: «Rispetto il sindaco maanche le vittime della giustizia». IlGiornale raccoglie firme per Lassini«portavoce della pancia del popoloberlusconiano».

Fin qui, i soliti sospetti: il sottose-gretario prediletto di Silvio quasigli legge nel pensiero, di talché eccol’equazione: Lassini diventa il ven-triloquo (simbolico, per carità) diuna certa idea della magistraturanonché (è l’auspicio) il collettoreelettorale di tali pulsioni. Ecco per-ché il Cavaliere insiste sull’unità: ilPdL è con Moratti e Lassini.

Purtroppo, l’architrave ha unpunto debole. Lla Lega. Già Caldero-li aveva avvisato: «Quei poster sonoun farla fuori dal vaso. Un dannoelettorale. Il PdL non esageri con leforzature». Mentre la Padania iro-nizza: noi al lavoro sul territorio, ilPdL dedito alla «mattanza dei delfi-ni». Ieri Matteo Salvini, capogrup-po in consiglio comunale nonchépotenziale vice-sindaco, ha messo il

carico: «Tra Moratti e Santanchésto con la prima. Non vedo il valoreaggiunto di Lassini: se eletto rinun-ci, ma non prenderà un voto». Nelgiorno in cui, pochette verde appun-tata sulla giacca, il sindaco sigilla inpubblico l’alleanza con il Carroccio:«Rapporto solido, sintonia e lealtà,grazie Bossi». E vai con la traduzio-ne in dialetto del programma.

Segnale chiaro. La Lega rincorrela base e torna giustizialista. Muta-tis mutandis: non è più tempo di cap-pi ma (forse) di salvacondotti. In-tanto, in Comuni importanti, correda sola: a Trieste Fedria contro l’exforzista Antonione. In Friuli a Ron-chi e Grado. In Veneto a Montebelu-na, Oderzo e Villorba. In Piemontea Novara, Domodossola, Pinerolo.In Lombardia a Gallarate (con Bian-chi Clerici), Rho, Busto Arsizio e De-sio. In Emilia il candidato sindaco èun giovane leghista, Manes Bernar-dini, sostenuto dal PdL. Chissà se,per il partito del premier, sarà unascommessa vincente.❖

Massimiliano Amato

Foto di Daniel Dal Zennaro/Ansa

Il Giornale

IL RECIDIVO

Il revisionista parte seconda.Recidivo impenitente, EdmondoCirielli, presidente della Provinciadi Salerno e deputatoberlusconiano con doppioincarico e conseguente doppiostipendio, ci riprova.L’approssimarsi dell’anniversariodella Liberazione gli ispiracervellotiche riscritture dellastoria, col risultato che,invariabilmente, ogni anno vaincontro a imbarazzantifiguracce. L’anno scorso, inoccasione delle celebrazioni del25 aprile, fece affiggere unmanifesto che attribuiva l’uscitadall’incubo nazifascistaesclusivamente al «sacrificio deigiovani soldati degli esercitialleati e in particolare a quelli delcontingente americano», cheavrebbero salvato l’Italia «dalladittatura comunista». Seguironoun coro di critiche da sinistra, dacentro e anche da destra. La piùautorevole arrivò dal Colle:«battute sgangherate», commentòNapolitano. Quest’anno, per nonsmentirsi, Cirielli è tornato allacarica. E siccome la performancedi dodici mesi dev’essergliparticolarmente piaciuta, hapensato bene di affidarsi al piùclassico dei copia – incolla: tuttala seconda parte del manifesto2011 è identica, anche nellevirgole, al manifesto 2010. Ma ilmeglio di sé il presidente dellaProvincia di Salerno lo haespresso nella prima parte. Dove,con notevole sprezzo del ridicoloe un salto logico, temporale epolitico da capogiro, ha collegatola Liberazione alla vicenda dellefoibe: «Alcuni italiani persero lalibertà, la terra dei propri avi, lavita; dall’Istria, dalla Dalmazia edalla Venezia Giulia centinaia di

migliaia di nostri connazionali,nostri fratelli, furono costretti afuggire sull’onda della ferocepulizia etnica delle foibescatenata dai partigiani iugoslavidel dittatore Tito, con lacomplicità morale del capo deicomunisti italiani, PalmiroTogliatti».

Più avanti, Cirielli arriva astrumentalizzare anche ilpensiero del Capo dello Stato,trascrivendo una frasepronunciata da Napolitano sullaResistenza: «Non ci si devechiudere in rappresentazioniidilliache e mitiche dellaResistenza, e in particolare delmovimento partigiano». Di«revisionismo dozzinale» parla lasezione Anpi di Salerno, cheanche quest’anno, come l’annoscorso, il 25 Aprile andrà amanifestare sotto le finestre dellaProvincia: a tutti quelli cheparteciperanno al corteo è statochiesto di portare una copia dellaCostituzione. Più articolato ilgiudizio del filosofo GiuseppeCacciatore, accademico dei Linceied epigono di una famiglia diantifascisti che ha fatto la storiadella sinistra salernitana: «Il lupoperde il pelo ma non il vizio. Persminuire il valore della Resistenzaha introdotto l’argomento, dellefoibe, usando una vicenda vera ericonosciuta anche a sinistra inmaniera assolutamentestrumentale. La prova? Nelmessaggio scritto il 9 febbraio, inoccasione della giornata delricordo, non c’è alcun accenno alcomplice Togliatti. Giovaricordare, forse, al fin troppodisinvolto Cirielli che esiste unasostanziale differenza tra laverità dei fatti storici e l’usopolitico che di essi si può fare».

eMoratti contro i berluscones

Raccoglie firme per ilcandidato «portavocedella pancia del partito»

p E subito il Carroccio blinda l’asse con Letizia: «Anche se eletto, l’autore dei poster fuori dal consiglio»

CIRIELLI, L’ACROBATADELLA STORIA: IL 25RICORDA LE FOIBE

Nodel Tar

alla lista

PdL

Il Tar della Toscana ha respinto il ricorso contro l'esclusione dalle prossimi ammini-

strative nel comune di Castiglione della Pescaia (Grosseto) della lista di centrodestra, con

capolistaMonicaFanezi, sindacouscenteeportavocedel Pdl toscano.Giàpreannunciato

ricorsoaConsigliodiStato. Ilmotivo:un'incompletacompilazionedelladocumentazione».

9SABATO

23APRILE2011

Si potrebbe partire dal Ci-vis, il bus a guida otticache non vede la strada eche è la metafora di unacittà senza meta. Oppure

si potrebbe citare il regista PupiAvati che per fare un film su Bolo-gna ha scelto i portici di Cuneo per-ché, ha spiegato, i nostri sono spor-chi. Da qualunque verso la si pren-de, l'immagine di Bologna è quelladi una città sospesa tra ieri e doma-ni. L'oggi è un'attesa che la attraver-sa, da piazza Maggiore fino alla Bo-lognina, con la paura di perdere ilbenessere. La crisi ha le sue stazio-ni: Guazzaloca, un deludente Coffe-rati, un Delbono travolto dallo scan-dalo Cracchi, un anno e mezzo dicommissario. La campagna eletto-rale per il sindaco è dentro questoscenario, con corvi e veleni alimen-tati dalla candidatura della Cracchiin una lista civica. Certo, Bolognanon è quel disastro che si dice, isuoi indicatori sono ancora a livellialti. Il problema è che i bolognesinon li compri con poco. E a chi fanotare che altrove è peggio, rispon-dono: noi non ci accontentiamo.

Bologna città dei rancori comeha sostenuto Report? Forse no,piuttosto città delusa e sfiduciata.Non a caso Vasco Errani, che gover-na la Regione, dice che oggi serveun soprassalto civico: «Bisognacoinvolgere le migliori energie, civuole un governo che raccolga lasfida dell'innovazione, così comepropone Merola». Di problemi cene sono: una crisi difficile con 68mila persone iscritte ai centri perl’impiego (il 50% in più di qualcheanno fa), aziende che chiudono ealtre che faticano, una città univer-sitaria con 70 mila studenti, il traffi-co, il degrado. «Abbiamo vissutouna stagione intermittente», diceRaffaele Donini, giovane segreta-rio del Pd, artefice di quel miracoloche ha evitato la lotta fratricida nelpartito e ha condotto Merola allavittoria delle primarie. Ci vorrà fati-ca. «Il prossimo sindaco – dice – de-ve fare tre anni in un uno...». I can-didati sono cinque, ma i riflettori so-no puntati su due. Uno è il democra-tico Virginio Merola, 56 anni, unpercorso popolare: casellante, sin-dacalista, presidente di quartiere,poi assessore con Cofferati. L'altroè Manes Bernardini, 39 anni, avvo-cato, un leghista che cerca di avereun «volto umano». Il primo punta avincere al primo turno e potrebbefarcela. Il secondo invece gioca tut-

to sul ballottaggio.Il comitato di Merola è in una viuz-

za del centro, un via vai di ragazze eragazzi. Lo slogan scelto recita così:se vi va bene tutto io non vado bene.L'uomo che molti danno per futurosindaco di Bologna è uno alla mano,sicuro di sé. Ha fatto qualche gaffe,come quella sull'auspicio che il Bolo-gna arrivi in serie A, ma non gli dàtroppo peso. Quel che offre è la suaqualità di bravo amministratore. Cer-ca di interpretare il bisogno della cit-tà di ritrovare il senso di sé. Non ha lastoffa del leader carismatico e lui lo

sa. «Voglio essere un sindaco norma-le, uno che lavori dieci anni per deli-neare i prossimi 30. E non sono unuomo solo al comando. Il sindaco de-ve fare il sindaco e non usare la cittàcome trampolino». Dice, citandoDozza il sindaco più amato, che nonbisogna partire da ciò che siamo mada ciò che vogliamo. E «ciò che vo-gliamo» per lui è un solido welfare,un centro storico riqualificato, unaperiferia sana. Pensa di mettere insoffitta i bus sbagliati del Civis e lasua ambizione è costruire una cittàche funziona. «La dico così: le cacche

dei cani sono un mio problema».Sembra poco, rispetto ai roboantiproclami della politica, ma forse il se-greto di un buon sindaco è proprioqui.

Il leghista Manes Bernardini ha lafaccia buona, non urla, non offende:cerca di interpretare una via emilia-na al leghismo. Però non è che nonusi l'armamentario di Bossi, anzi. Ilsuo slogan: è ora di mettere Manesalla pulizia. «Questa città fa schifo,l'hanno rovinata. Ci vuole un antibio-tico». E l'antibiotico, ovviamente, sa-rebbe lui. Il suo assillo è «calmierare

Bologna, città sospesaDopo le bufere cercaun «sindaconormale»Merola (Pd) punta al primo turno: non sarò un uomo solo al comando. Il leghistaBernardini è lo sfidante che ha piegato il Pdl. La grana del Civis e l’insidia dei grillini

Una panoramica aerea del centro storico di Bologna con le due torri, San Petronio e PiazzaMaggiore

PIETRO SPATARO

PrimoPiano

Il reportage

BOLOGNA

[email protected]

La sfida delle città10

SABATO23APRILE2011

Foto di Giorgio Benvenuti/Ansa

il rapporto italiani-stranieri». E quin-di, gratta gratta, il leghismo vienefuori. Ma il ragazzo ha già incassatouno straordinario risultato per unpartito che alle comunali del 2009aveva appena il 3%: ha costretto ilPdl a sostenerlo. Loro bruciavano no-mi su nomi e lui sotto sotto scavava.Alla fine li ha presi in contropiede: iomi candido, fate voi. E quelli si sonoconsegnati. Bernardini, in cuor suo,non crede di potercela fare, ma è feli-ce all’idea di andare al ballottaggio.«La Lega al ballottaggio a Bologna èun notizione. Tra me e Merola saràfinale da Champions". E si prepara afesteggiare il sorpasso del Carrocciosu un Pdl in rovina.

Questa polarizzazione mette inombra gli altri candidati. Ma StefanoAldrovandi, un industriale che fa ilcivico sostenuto dal terzo polo e chesomiglia a Cofferati, non ci sta. «Bolo-gna povera e disperata ha bisogno diun sindaco vero che pensi a far ripar-

tire l'economia», spiega. Dice che ilballottaggio sarà suo ma non ci cre-de più di tanto. Scenario che nonprendono in considerazione gli altri.Il giovane Massimo Bugani, fotogra-fo grillino senza gli eccessi di Grillo,spera di raddoppiare i voti, dal 3 al 6per cento. E se Merola andrà al ballot-taggio il «merito» sarà suo. Nel casochi scegliere? Tenta di svicolare mapoi ammette: «Forse Merola si avvici-na di più alle nostre sollecitazioni, etieni il forse...».

E così mentre in piazza Maggioreun tizio sbraita contro i partiti-tut-ti-i-partiti e in Procura sfilano i gioca-tori del Bologna per un giro di «passhandicappati» per il centro storico,la città aspetta il 15 maggio speran-do in qualcuno che la faccia usciredal guado. Lo sguardo di DaniloGruppi, capo della Cgil, vede una cit-tà che vive ancora una «maledizio-ne»: non riuscire a mettersi insiemeper progettare il futuro. Snocciola idati amari della crisi, i settori som-mersi e quelli salvati. E lancia un ap-pello: impresa e lavoro inventino unnuovo «compromesso sociale» che èquello che ha spinto Bologna. «Piùcoesione», dice. Però è lui lo stessoGruppi che ha deciso che la Cgil fe-steggerà da sola, senza Cisl e Uil, ilprimo maggio. Una rottura seria checrea problemi al Pd. Si difende: nonabbiamo bisogno di unità di facciatama vere. È un ragionamento un po'

contorto ma non recede.Chi non ci sta a vedere questa città

descritta come il peggio del peggio èEthel Frasinetti, giovane leader di Le-gacoop. A lei quella puntata di Re-port non è andata giù. «Bologna nonè quella», spiega. Bisogna essere «ra-gionevolmente positivi»: questa cittàè una realtà complessa ma non parteda zero. «Abbiamo punti di eccellen-za in tutti i settori. Il problema è finir-la con la logica passatista e ritrovarelo scatto». Dal suo osservatorio vedeuna Bologna «pronta a darsi da fare».Il punto è un altro: «Ci vuole un buonallenatore». È evidente, anche se nondetto, che l’allenatore a cui pensa ilvasto mondo delle coop è Merola,considerato il miglior traghettatorein questa fase.

E così si ritorna al via. In fondo Bo-logna, un tempo vetrina del comuni-smo italiano, questo si aspetta dal vo-to: avere a Palazzo d'Accursio un «si-gnor sindaco» che sappia guidarlanel mare mosso dell'incertezza e chesappia vedere oltre le scarpe. Qualcu-no ricorda la lungimiranza di Dozza:quando negli anni Sessanta fece co-struire la prima tangenziale d'Italiamolti storsero il naso, sembrava unastramberia e oggi non se ne può farea meno. Certo, in giro un Dozza nonc'è. Ma uno che aspira a essere un«sindaco normale» può almeno rimet-tere insieme i cocci e Bologna in car-reggiata. E certo non sarebbe poco.❖

GLI ALTRI CANDIDATI

Campano di origine, 56 anni ri-siede a Bologna da quando ne

aveva cinque. È stato presidente delQuartiere Savena, assessore all’Urba-nistica nella giunta Cofferati e da ulti-mo presidente del Consiglio provin-ciale.

Centrosinistra e centrodestra

In corsa anche Stefano Aldro-vandi (civico sostenuto dal Ter-zoPolo),MassimoBugani(5stel-le), Daniele Corticelli (BolognaCapitale) e Angelo M. Carcanocon la capolista Cinzia Cracchi.

Il problema di Bologna è chenon è più un modello, ha paga-to una crisi culturale della sini-stra. Merola può farcela? Di-ciamo che le premesse ci so-

no». Piergiorgio Corbetta, diretto-re di ricerca all’Istituto Cattaneo, èuno dei più attenti osservatori del-le vicende bolognesi e dei suoi som-movimenti politici.Professore, Bologna stamale?Guardi, non sta peggio che altre cit-tà. Si sta bene, ma non meglio chealtrove. E questo è il punto. Neglianni 60-70 Bologna era invece unmodello europeo, era all’avanguar-dia in tutti i settori: urbanistica,welfare, decentramento. Oggi nonè più così.E perché?Perché ha pagato la crisi della sini-stra: ideologica, culturale e orga-nizzativa. E’ venuta meno la capaci-tà propositiva e la rete di relazionicon la città. Finito il Pci tutto que-sto si è appannato.Secondo lei si può voltare pagina?Diciamo che si deve. C’è stata unacrisi di legittimazione della classepolitica e occorre reagire. Certo,l’assenza di una destra forte ha ef-fetti su tutto il sistema perché man-ca il contraddittorio. La Lega ha so-lo occupato uno spazio vuoto, maelettoralmente. Non c’è una veracultura di destra.Merola potrà essere il sindaco checambia scena?Le premesse ci sono: ha il profilodel vecchio amministratore, è cre-sciuto in un quartiere popolare, haottenuto buoni risultati. Anche Im-beni e Vitali si presentarono così.Per essere un buon sindaco deveriuscire a valorizzare la cultura poli-tica della città, il suo spirito civico,stimolare la partecipazione che ne-gli ultimi anni si è ridotta. Deve ave-re il senso del collettivoInsomma vede una potenzialità daverificare?Ripeto: ci sono le premesse buone.Non dimentichiamo che è stato se-lezionato da primarie vere. Sta alui, se vince, dimostrare quel che va-le davvero e dare una nuova possi-bilità alla città.❖

«Merola?Ci sonole premesseperché siaun buon sindaco»

Piergiorgio Corbetta

Avvocato 39enne originario diCasalecchio di Reno, leghista

della prima ora (tessera dal 1991), im-personailvolto«moderato»inunCar-roccio dove i «duri» hanno sempreavuto bisogno di lui. È consigliere re-gionale.

Merola: prima presidentedi Quartiere poi assessore

L’intervista

Il leghista della prima oramoderato tra i «duri»

Il 25 aprileaMonteSole

Ci sarannoMargherita Hack, Gian Carlo Caselli e i ModenaCity Ramblers. Quello di

lunedì a Monte Sole sarà un 25 aprile particolare. Dedicato ad un grandemessaggero di

pace, Dante Cruicchi, lo storico sindaco di Marzabotto morto il 1 aprile, verterà su due

parole chiave: Costituzione e legalità. Con l’omaggio alle 770 vittimedell’eccidio nazista.

11SABATO

23APRILE2011

Un anno fa, al Lingotto,Sergio Marchionneannunciava il piano“Fabbrica Italia”. Cita-va Mark Twain -«l’uo-

mo ha sempre davanti un’occasio-ne di cambiare e migliorare» -, evo-cava fiducia e ottimismo, ma sottoai grandi titoli dei giornali sulla sfi-da modernizzatrice della Fiat si leg-geva anche la sottile minaccia - «Ab-biamo pronto un piano B e non è

affatto bello» - che poi ha dominatola strategia del gruppo degli ultimidodici mesi in rapporto ai dipen-denti, ai sindacati divisi, alle istitu-zioni e al governo spesso assente.“Fabbrica Italia” aveva davvero neinumeri e nelle ambizioni le dimen-sioni di un progetto di grande respi-ro, capace di dare nuova linfa vitalea un tessuto industriale indebolitodalla crisi, dall’assenza di adeguatepolitiche pubbliche e anche dallamancanza di una nuova, autenticaleadership imprenditoriale capacedi uscire dai recinti aziendali per co-gliere le occasioni e le sfide delmondo. Soprattutto il piano di Mar-chionne sembrava possedere quel-la capacità di sfidare le imprese, lapolitica, il sindacato non solonell’ambito della produzione di au-to, ma in quello più ampio della cul-tura d’impresa, delle relazioni tracapitale e lavoro, del modello di svi-luppo del paese. Passati dodici me-si forse siamo ancora in mezzo alguado.

Pur impegnato nella grandepartita americana, la conquistadella Chrysler che oggi appare mol-to più vicina dopo la decisione disalire fino al 46% del capitale entrogiugno, Marchionne prometteva, epromette, investimenti per 20 mi-liardi di euro in Italia entro il 2014per portare la produzione naziona-le di auto da 650mila a 1,4 milioni,con la realizzazione di 10 nuovi mo-delli e 6 restyling. Fra tre anni il bi-lancio consolidato del Lingotto do-

vrebbe iscrivere un fatturato vicinoai 100 miliardi di euro, circa il dop-pio dei livelli dello scorso anno. L’am-ministratore delegato annunciava laseparazione delle attività dell’autodal resto del gruppo e questo obietti-vo è stato raggiunto, con un certogradimento anche della Borsa e de-gli investitori, e la possibile quotazio-ne della Ferrari.

Un anno dopo il clamoroso annun-cio del Lingotto, il piano di Marchion-ne fatica a decollare, gli investimentidecisi sono modesti rispetto ai nume-ri annunciati, le produzioni dei nuo-

vi modelli sono state posticipatementre la Fiat ha continuato a perde-re quote di mercato in Europa e inItalia. La stessa brillante immaginedel manager dei due mondi appareun po’ appannata, per diversi motivi.L’imposizione dei nuovi modelli or-ganizzativi e di produzione è avvenu-ta attraverso un’azione dura, ricatta-toria nei confronti dei dipendentiche a Pomigliano e a Mirafiori hannoapprovato il piano, senza nessun ple-biscito, con un referendum originalesotto il profilo delle regole democra-tiche perché, come ha scritto Stefano

Rodotà su Repubblica, «prevedevaun solo esito: il sì». Volete lavorare aqueste condizioni o saltare dalla fine-stra? Anche i lavoratori della ex Ber-tone di Grugliasco dovranno affron-tare questo quesito il prossimo 2maggio. Un altro argomento che pro-babilmente ha indebolito il tocco ma-gico di Marchionne presso l’opinionepubblica è stata la scoperta che purelui, sospettato addirittura di essereun socialdemocratico da alcuni fansdel centrosinistra, non si accontentadella gloria e del potere, ma è atten-to, come molti, ai soldi: così nei pri-

Gli investimenti

“Fabbrica Italia”un annodopo:illusioni e realtà

RINALDO GIANOLA

Mentre Fiat “trasloca” negli Usa, il piano diMarchionne fatica a decollareL’assenza della politica e le divisioni sindacali le uniche certezze

Assai distanti da quelliannunciati. Posticipatii nuovi modelli

I sindacatiLe loro divisioni sono illimite più grande:serve un ripensamento

Scontri verbali tra operai e sindacalisti di diversi schieramenti durante il referendumaMirafiori nel gennaio scorso

PrimoPianoL’occasionemancata

Il dossier

MILANO

12SABATO23APRILE2011

mi 6 anni di attività alla Fiat ha incas-sato in media 38 milioni l’anno traretribuzioni, premi, stock options.Possiamo almeno comprendere chequalche dipendente di Melfi, delleCarrozzerie di Mirafiori in cassa inte-grazione, di Termini Imerese chechiuderà a fine anno, possa nutriremarginali sentimenti prossimi all’in-dignazione, alla rabbia, addiritturaalla protesta?

Mal’immagineforsepiùnegati-va diMarchionne è quella appar-sa negli ultimi giorni. Ha mostratoun evidente fastidio, ha usato paroleaspre contro i ricorsi giudiziari chepotrebbero bocciare le sue nuove re-gole contrattuali, le sue Newco appo-sitamente costituite, e anche in que-sto caso ha usato lo slogan abituale:«Fate come dico io o me ne vado».Ogni azienda, ogni manager, natu-ralmente, possono usare le parole e itoni che preferiscono, ma Marchion-ne ha cambiato registro in questa fa-se e le sue espressioni sono apparsesimili, e forse è stato solo un caso, aquelle dei vertici della Thys-senKrupp dopo la condanna dei ma-nager a Torino per la strage dei 7 ope-rai in fabbrica: «Così non possiamopiù investire in Italia». Sembra quasiche da parte delle imprese ci sia unavoglia nascosta di extraterritorialitàdalla legge, come se i loro supremi

interessi non potessero essere condi-zionati od ostacolati dalla Costituzio-ne, dalla legge, dai contratti.

A un anno di distanza “FabbricaItalia” è un progetto che fatica a de-collare perché finora si è rilevato «ungrande disaccordo» come ha scrittol’economista Tito Boeri. I contrastisociali restano forti. I sindacati sonodivisi e questo è davvero il limite piùgrande che imporrebbe ai leader con-federali un ripensamento collettivo.L’assenza del governo ha alimentato

l’ambiguità dei vertici Fiat che nonhanno finora sciolto il nodo della se-de legale del gruppo dopo l’operazio-ne Chrysler. Ma proprio da questaambiguità traspare la volontà di an-darsene in America dove tutto è, osarebbe, più conveniente (leggi, con-tratti, fisco, Borsa...) e secondo le va-lutazioni del sindacalista torinese

Giorgio Airaudo «ormai la partitadella sede in Italia è persa: se va be-ne e se tutti ci battiamo il nostro pae-se potrà giocare un ruolo per restarein futuro una importante succursaleeuropea della nuova Chrysler». For-se il leader della Fiom è troppo pessi-mista, forse non tutto è perduto, pro-babilmente la politica e le istituzionicome hanno promesso il governato-re Cota e il candidato sindaco , PieroFassino, «faranno ogni sforzo permantenere la Fiat a Torino».

Ma c’è da chiedersi cosa diventeràla Fiat quando si sarà sposata conChrysler, quando Marchionne se nestarà tranquillo a Detroit, quando gliAgnelli avranno visto diluire la loroquota nel capitale della futura socie-tà? Per ora ci si può limitare a consta-tare che i numeri effettivi di“Fabbrica Italia” sono modesti rispet-to alle promesse di 20 miliardi di eu-ro. A Pomigliano d’Arco sono stati de-stinati 700milioni per realizzare dalprossimo autunno la Nuova Panda.A Mirafiori è previsto un investimen-to di un miliardo di euro, di cui600milioni a carico della Fiat e400milioni di Chrysler. Alla ex Berto-ne sono destinati altri 500milioniper produrre la futura Maserati. Intutto la Fiat ha finora deciso investi-menti per 1,8 miliardi di euro rispet-to ai 20 miliardi annunciati. Un po’poco, ma c’è tempo per recuperare.❖

Ambiguità

Dopo il Tribunale di Torino,anche il giudice di Modena ha ac-colto il ricorso della Fiom-Cgil con-tro il contratto separato del 2009presentato nei confronti di setteaziende compresa la Ferrari.

Soddisfatte le tute blu di CorsoItalia, che vedono ancora una voltaconfermata una loro precisa con-vinzione: «Che il contratto del2008 è quello legittimamente in vi-gore», dice Maurizio Landini, segre-tario generale della Fiom.

La decisione del giudice riguar-da sette aziende, alcune della galas-sia Fiat: Emmegi, Maserati, Rossi,Glem Gas, Ferrari, Case New Hol-land e Titan. «A questo punto - ri-prende il sindacalista dei metalmec-canici - è utile che tutte le parti,compresa Federmeccanica, si pon-gano il problema di definire un ve-ro contratto nazionale condivisoda tutti e che abbia il consenso deilavoratori». La sentenza - riprendeLandini - «dimostra che la strada de-gli accordi separati aumenta i pro-blemi anziché risolverli. E riaffer-ma la necessità che sulla rappresen-tanza e rappresentatività si arrivi a

una soluzione certa, fino ad una le-gislazione in materia. Proponiamoa Federmeccanica e Fim e Uilm diavviare un confronto per impedireil protrarsi della pratica degli accor-di separati». Le vittorie in Tribuna-le della Fiom arrivano in un mo-mento delicato del confronto sinda-cale, in particolare per quanto ri-guarda il Lingotto, sempre più for-te e presente in America con laChrysler e sempre più incerto delsuo futuro in Italia. In ballo c’è il pia-no “Fabbrica Italia” e la partita del-le ex carrozzerie Bertone di Gruglia-sco, dove Marchionne ha impostolo stesso contratto di Pomigliano eMirafiori, pena il ritiro dell’investi-mento. In attesa del referendumdei lavoratori del due maggio, inter-viene Susanna Camusso. Rivolta aMarchionne, la leader Cgil chiededi riaprire il confronto sul modelloproposto per l’Italia e per l'ex Berto-ne. È «l'unica strada possibile» peruscire dalla contrapposizione.❖

Per Airaudo (Fiom)«al massimo saremo unasuccursale europea»

Pessimismo

Camusso aMarchionne

Non ancora scioltoil nodo della sede legaledel Gruppo

Fiom, un’altrasentenza bocciail contrattoseparato 2009

«Su Fiat e l’ex Bertonesediamoci al tavolo,riapriamo il confronto»

SamsungversusApple

Continua la battaglia tra Apple e Samsung nel settore degli smartphone: il colosso

dell'elettronicasudcoreanohacontrodenunciatolacasadiCupertinoperlapresuntaviola-

zione di alcuni suoi brevetti, 10 in totale sulla trasmissione dati wireless, impiegati nella

produzionedi iPhone e iPad.

13SABATO

23APRILE2011

«Il mio nome è Ahmed e sono unadelle migliaia di “bombe umane”che Gheddafi intende usare control'Italia». Una storia emblematica,una testimonianza angosciante. Undisperato appello al mondo. La sto-ria di Ahmed, uno dei quindicimila

disperati che le milizie del Qaid(Guida) hanno trasformatonell'«esercito» dei senza speranzache il regime di Tripoli intende usa-re nella «guerra dei barconi».

BOMBEUMANE

La storia di Ahmed è impastata diuna sofferenza indicibile. Privato ditutto, finito in un lager libico, assie-me a tanti suoi compagni di sventu-ra. «Per giorni - dice - siamo stati pic-chiati, minacciati di morte. Erava-mo in quaranta in una cella piccolis-sima, in condizioni disumane: l’ariairrespirabile, dormivamo tra gliescrementi....». Poi un giorno, Ah-med e gli altri disperati, in maggio-

ranza eritrei e somali, vengono pre-si in consegna da alcuni miliziani,fatti salire a forza in un pick-up eportati a Zuwarah, città portuale inmano alle forze lealiste. Qui Ahmeddiviene una delle «bombe umane»del Raìs. Uno dei quindicimila dispe-rati ammassati a Zuwarah, Misura-ta, e nelle altre località costiere del-la Tripolitania. «In quei giorni - diceAhmed - ho conosciuto l'inferno.Credevo che non potesse esserciniente di peggio della cella che ave-vo lasciato. Mi sbagliavo...A Zuwa-rah ho visto ragazzi giustiziati a fred-do, donne violentate perché non vo-levano imbarcarsi in quelle carrettedel mare...».

L'invio di «consiglieri milita-ri» a Bengasi da parte di Italia,Francia e Gran Bretagna, e il pianodi intervento militare-umanitariodell'Ue a Misurata vengono «con-dannati» dal regime di Gheddafiche «considera» tali misure come«l'avvio di un intervento militareterrestre in violazione della risolu-zione dell'Onu». Dopo aver minac-ciato l’altro ieri «conseguenze» perRoma, Londra e Parigi, oggi il mini-stero degli Esteri di Tripoli affer-ma in un comunicato che tali misu-re rappresentano «un'ingerenzanegli affari interni dello Stato libi-co e una violazione della sovranitàlibica». Sul piano diplomatico, ilpresidente francese NicolasSarkozy ha dato al Consiglio di

transizione libico (Cnt) il suo «ac-cordo di principio» per una visita aBengasi, dopo l'invito ricevuto dalpresidente del Cnt, Mustafa AbdelJalil. Lo riferisce l'Eliseo. Le datepossibili per la visita non sono pe-rò state ancora individuate, ha pre-cisato una fonte spiegando che ilcalendario di tali spostamenti èsempre mantenuto nel massimo ri-serbo, per ragioni di sicurezza. Ilpresidente francese sarebbe inol-tre intenzionato a chiedere al Pri-mo ministro inglese David Came-ron di accompagnarlo nella trasfer-ta a Bengasi. L'informazione non èstata però confermata da Dow-ning Street.

Scongelare i beni libici bloccatiall'estero» in favore del Cnt, il Con-siglio nazionale transitorio di Ben-gasi. Questa l'ipotesi di lavoro sul-la quale Italia e Francia sono d'ac-cordo, secondo una fonte dell'Eli-seo, e di cui parleranno durante ilvertice bilaterale di martedì a Ro-ma. Se questi fondi di Tripoli all'estero restano congelati - ha dettouna fonte vicina alla presidenzafrancese - il Cnt rimarrà privo dirisorse. Discuteremo quindi a Ro-ma e con gli altri partner europeila possibilità di girare questi fondia loro». Sul piano militare, restadrammatica la situazione a Misura-ta.❖

Cittadini del Bangladesh in un campoprofughi al confine tra Libia e Tunisia

UMBERTO DE GIOVANNANGELI

pDrammatici raccontidi chi è sfuggito all’esodo coatto viamare

pAhmed è scappatoprofittandodella confusione per un raid Nato

Francia

PrimoPiano

«Costretti dai soldatidiGheddafi a saliresui barconi per l’Italia»Le storie di Ahmed e Yusef,«bombe umane» che Gheddafivuole usare nella «guerra dei bar-coni» scatenata contro l’Italia.Ahmed: «Ho visto ragazzi uccisie donne stuprate perché non vo-levano salire su quelle barche...

ROMA

Aiuti umanitariaMisurataPer Tripoliè «ingerenza»

Sarkozy andràa Bengasi, capoluogodella rivolta

Bombe umane

14SABATO23APRILE2011

Foto di Lefteris Pitarakis/Ap-LaPresse

«I più crudeli - continua Ahmed -sono i mercenari assoldati da Ghed-dafi. Ho visto alcuni di loro urinaresul corpo senza vita di un ragazzoucciso dopo che si era nascosto perevitare di essere imbarcato a forza».Lui, Ahmed, è stato più fortunato.Una notte, approfittando di un raidaereo della Nato, è riuscito a fuggiredal container-prigione in cui era sta-to rinchiuso assieme ad altre sessan-ta persone, tra cui una decina dibambini. «È stato un miracolo - rac-conta - ho vagato per ore, poi sonoriuscito a raggiungere una zona con-trollata dagli insorti...E ora possoparlare per chi è ancora nelle manidi quei criminali...».

LA STORIADI YUSUF

Yusuf alla fine non è partito, ha pre-ferito non rischiare di rimanere in-ghiottito nel Mediterraneo, è torna-to vicino a Tripoli, rischiando lo stes-so la vita a causa della situazionedrammatica che caratterizza in que-ste ore la Libia. «Abbiamo trascorsodue giorni a sperare che Yusuf riu-scisse a sopravvivere a quel maledet-to viaggio - racconta Andrea Segre,regista-. Poi ci ha chiamati dicendo:“Avevate ragione. È disumano sali-re su quelle barche. Le ho viste: so-no terribili, vecchie, bucate, stracol-me. I libici spingono tutti a partire.Ma io non voglio morire. Non par-to». ll giovane nigeriano Yusuf Ami-nu Baba è stato protagonista di «Asud di Lampedusa», documentario

girato insieme al regista Andrea Se-gre nel deserto del Niger. Due giornifa aveva chiamato al telefono Segredicendo: «Sono a Zuwarah, sulla co-sta libica, tra poche ore partirò perLampedusa. Pregate per me. Ho biso-gno delle vostre preghiere e dell'aiu-to di Dio». «Gli abbiamo detto di nonpartire perchè era troppo pericoloso- racconta il regista - ma lui ci avevarisposto che stare lì era più pericolo-so». «Alla fine però ha scelto di nonmuoversi. Yusuf è tornato a Tripoli -dice Segre -. Proverà a nascondersi oforse a scappare via terra. Ma è anco-ra solo e senza via di fuga sicura».

«Dalle coste libiche partono co-munque, salviamoli con i corridoiumanitari. Partono in condizionipeggiori di prima perchè il regime li-bico, dopo averli sfruttati, detenuti,isolati, deportati, ora li fa partire - ri-ferisce Andrea Segre -. L'incidenza dimorire durante la attraversata versole coste italiane è altissima. Occorreaumentare i pattugliamenti per l'eva-cuazione umanitaria. Non ci sonopiù i viaggi di prima perchè questagente scappa dalla guerra e dai bom-bardamenti. Vanno aumentati i pat-tugliamenti delle motovedette dellaguardia costiera al confine con le ac-que libiche per aiutare coloro chehanno bisogno di raggiungere l'Ita-lia». «Non c'è più spazio per strategiediversive- conclude Segre -. Non pos-siamo lasciare che il loro destino siala Libia o il rischio mortale del barco-ne».❖

La sede dell’Augusta Offshore, allaRiviera di Chiaia, resterà aperta an-che durante il ponte di Pasqua, mal’ordine arrivato dalla Farnesina èferreo: silenzio assoluto. Nessuna di-chiarazione ufficiale, e la vicenda diAsso Ventidue si tinge di giallo, per-ché la consegna di tacere riguardaanche (e soprattutto) i familiari deimarittimi ostaggio dei miliziani libi-ci a bordo del rimorchiatore italianofermo nel porto di Tripoli. In tardaserata l’indiscrezione. Il rimorchiato-re avrebbe lasciato il porto libico.Questo spiegherebbe la cauteladell’armatore e della Farnesina.Non compromettere il buon esitodell’operazione. Nella notte arrivala conferma dell’armatore: «Assoventidue» ha lasciato la Libia ed è di-retto in acque internazionali. Anco-ra non si sa dove sia diretto.

Già, ma qual è la situazione di As-

so Ventidue? L’armatore, Mario Mat-tioli, schiera una vera e propria for-za di interposizione di addetti stam-pa, i quali con grande solerzia diffon-dono una nota cronologica degli av-venimenti succedutisi dal 20 marzoad oggi.

NOTACRONOLOGICA

Niente che non si sappia già. Il seque-stro è preceduto da due visite “di ri-cognizione” di un gruppo di personeche si definiscono funzionari dell’Au-torità portuale di Tripoli: la prima

volta si limitano a richiedere unaserie di dati tecnici sulla nave e sulfunzionamento degli apparati, laseconda ispezionano i locali, scat-tando una serie di foto sul ponte ein sala macchine. Poi, il blitz arma-to. L’odissea dell’equipaggio di As-so Ventidue comincia la sera stessain cui iniziano i bombardamenti suTripoli. Da domenica 20 a martedì22 marzo il rimorchiatore è in navi-gazione “up and down”, come sefosse impegnato in una normale at-tività di ricognizione delle coste li-biche. Nel memorandum diffusodalla Augusta Off Shore, c’è un sal-to cronologico di un paio di setti-mane. Il successivo appunto è data-to 4 aprile: “Alle 11.55 ora italiana,il rimorchiatore Asso Ventidue halasciato il porto di Tripoli, ripren-dendo la navigazione rotta ovest,dopo quasi dieci giorni in cui l’im-barcazione è rimasta ancorata inporto. C’è stato un contatto conl’equipaggio, che ha confermato ilbuono stato di salute. A bordo era-no presenti militari libici. Non è sta-ta comunicata la destinazione”. Ilrimorchiatore rientra nel porto diTripoli nella nottata del 5 aprile.Da lì non si sarebbe più spostato. Ilpresidio armato, secondo quantoriferiscono fonti interne alla socie-tà di navigazione napoletana, è co-stante, regolato da turnazioni tra imiliziani incaricati. Le stesse fontiassicurano che i contatti con l’equi-paggio “sono molto frequenti”, sen-za specificare altro. I familiari de-gli undici membri dell’equipaggio,ridotti al silenzio, verrebbero ag-giornati quotidianamente sullecondizioni dei loro congiunti.

Ma l’angoscia trapela lo stessodalle loro parole: «Sappiamo chestanno bene, ma questo non atte-nua la nostra preoccupazione», silascia scappare solamente AntonioColantuono, fratello di Luigi, 31anni, mozzo di Torre del Greco, pri-ma di troncare la comunicazione.Ora che la situazione pare sblocca-ta le famiglie potrebbero essere ras-sicurate. Si attende che l’equipag-gio prenda contatto con le autoritàitaliane .❖

MASSIMILIANO AMATO

I familiari dei marinai

RimorchiatoreitalianobloccatoNella nottelascia Tripoli

Il rimorchiatore italiano AssoVentidue, avrebbe mollato gli or-meggi dal porto di Tripoli e sa-rebbe diretto in acque interna-zionali. I marinai a bordo stan-no bene. La Farnesina avevachiesto il silenzio sulla vicenda.

NAPOLI

[email protected]

«Sappiamo che stannobene ma siamocomunque preoccupati»

Polisario:

non siamo

mercenari

IlPolisariohasmentitoufficialmentelapresenzadisuoiuomininellefiledeimercena-

ri ingaggiatidaMuammarGheddafi percombatteregli insorti. Lasmentitaèstata fattadai

suoi rappresentanti in Italia, in relazione a notizie che erano state diffuse dal quotidiano

britannicoDaily Telegraph e riprese damedia italiani.

15SABATO

23APRILE2011

Hanno sparato ad altezza d’uomo,trasformando il «Venerdì santo»nel «Giorno della mattanza». Unamattanza «targata» Bashar al As-sad. Oltre 60 persone sono state uc-cise ieri dalle forze di sicurezza du-rante le proteste anti-regime che

hanno scosso quasi tutte le città si-riane, stabilendo il triste record delgiorno più sanguinoso dall'iniziodella mobilitazione cinque settima-ne fa. A decine di migliaia hanno sfi-dato il divieto, imposto nei giorniscorsi dal ministero degli Interni, dinon manifestare, e hanno risposto«presente» agli appelli circolati dagiorni sui social network per «rag-giungere la libertà».

BAGNODI SANGUE

Nel «Venerdì Santo» di preghiera co-munitaria per i musulmani e di rac-coglimento per tutti i cristiani è ap-parsa, per la prima volta dall'iniziodella mobilitazione a metà del mar-

zo scorso (oltre 260 vittime), unapiattaforma comune degli organiz-zatori delle proteste. In un comuni-cato firmato dai «Comitati locali peril coordinamento» si afferma che«tutti i prigionieri politici devono es-sere liberati, l'attuale apparato di si-curezza deve essere smantellato esostituito con uno che sia regolatoda una legislazione precisa e cheoperi nel rispetto delle leggi». Nel te-sto, preparato nei giorni scorsi viaemail, Facebook e Twitter da giova-ni attivisti, oppositori in Siria e intel-lettuali all'estero, si invoca «libertàe dignità per il popolo siriano», masi afferma che quest'ultimo rischiadi rimanere «un semplice slogan

senza un cambiamento pacifico delregime e l'instaurazione di un siste-ma politico democratico».

All'ennesimo giorno di mobilita-zione anti-regime, le autorità aveva-no risposto preparando un massic-cio schieramento a Damasco e nellealtre principali città del Paese, sindalle prime ore della mattina, diagenti in borghese delle forze di si-curezza, di militari dell'esercito, disquadre di lealisti armati di bastoni,di check-point. Quando i fedeli cri-stiani, membri della minoranza con-fessionale più protetta dal regimedominato da una minoranza di un'altra minoranza (gli Assad e gli altriclan alawiti), erano già rientrati nei

Foto Ap

UMBERTO DE GIOVANNANGELI

PrimoPiano

Siria in rivolta, 60mortiScontri alle porte diDamascoDa nord a sud, da est a ovest.Nel «Venerdì santo», la Siria siscopre unita nel rivendicare di-ritti e libertà. La risposta del re-gime è una brutale repressio-ne. Cecchini in azione. Ma laprotesta non si ferma...

Manifestazione antigovernativa alcuni giorni fa a Banias, in Siria

[email protected]

p Esplode la protestanel primogiorno dopo il decreto che cancella lo stato d’emergenza

pManifestazioni e violenze inmolte città. Versioni discordanti sul numero delle vittime

Primavera araba

16SABATO23APRILE2011

loro quartieri dopo aver assistito al-le messe del Venerdì Santo celebra-te in sordina e a porte chiuse, sonocominciati ad affluire nelle mo-schee decine di migliaia di fede-li-manifestanti. Damasco è stata per-corsa da un'inedito corteo all'inter-no della cintura di protezione erettadalle forze dell'ordine nel quartieredi Midan, roccaforte del conservato-rismo sunnita. Un centinaio di per-sone sono uscite dalla moschea loca-le gridando «Il popolo vuole la cadu-ta del regime».

In quelle stesse ore si sono radu-nati a migliaia i curdi a Qamishli,Amuda, Ayn al-Arab, località nellaregione del nord-est al confine conTurchia e Iraq, sfilando in corteocon striscioni in arabo e curdo cheribadivano «l'unità del popolo siria-no». Un migliaio di giovani sono tor-nati in piazza anche a Latakia, nelnord-ovest, seconda città, dopo Da-raa, a esser presidiata dall'esercito.

Mentre in 10mila hanno occupatole strade di Salamiya, località a mag-gioranza ismailita nei pressi di Ha-ma. Col passare delle ore sono giun-te le prime notizie di feriti, quindi dimorti, uccisi anche da cecchini appo-stati sui tetti dei palazzi: ad Azraa,località nei pressi di Daraa, a Homsa nord di Damasco, a Duma, Jaw-bar, Zamalka e Daraya (sobborghidella capitale). Nel pomeriggio siera manifestato anche a Banias e Ja-bla, cittadine costiere della regionea maggioranza alawita da cui pro-viene la famiglia presidenziale, e aDaraa, Raqqa, Idlib, Maarrat an-Nu-man, la remota Albukamal al confi-ne orientale con l'Iraq e Dayraz-Zor, capoluogo della regionedell'Eufrate. E persino ad Aleppo,roccaforte assieme a Damasco, del-la borghesia commerciale cooptatadal regime.

CONTOALLA ROVESCIA

«Dopo la carneficina di oggi (ieri,ndr), Bashar ha firmato la sua con-danna politica e quella dell'intero si-stema da lui rappresentato», diceWissam Tarif, attivista di spicco perla difesa dei diritti umani in Siria.«Gran parte della Siria - prosegue -non ha più paura ormai di invocarela fine del dominio del Baath ( parti-to al potere da quasi cinquant'anni,ndr.), di chiedere il rilascio di tutti iprigionieri politici, di esigere che iresponsabili delle uccisioni siano ar-restati e rispondano dei loro crimi-ni». ❖

«Nessun negoziato, nessun dialo-go». Nel venerdì di preghiera canta-vano così le decine di migliaia dipersone tornate in piazza a Sanaaper chiedere le dimissioni immedia-te di Ali Abdallah Saleh, presidenteal potere in Yemen da 32 anni. I di-

mostranti si sono radunati nel cen-tro della capitale per quello che han-no ribattezzato “il venerdì dell'ulti-ma possibilità”. A pochi chilometridi distanza, i supporter del presi-dente yemenita manifestavano peril “venerdì della riconciliazione”.La capitale ha così vissuto la più im-ponente manifestazione popolaredall'inizio delle proteste antigover-native, nel gennaio scorso.

CORI E BNADIERE

Davanti l’università, i manifestantihanno intonato cori contro il presi-dente. Poco distante, fuori dal pa-lazzo presidenziale, i sostenitori diSaleh, sventolando la bandiera na-zionale, ascoltavano le parole del

loro leader. Nel mezzo, il cordonedei comandanti e soldati dell'eser-cito che hanno disertato, garanti-va sicurezza per entrambi i cortei.Proprio quest'ultimi sono però sta-te le vittime degli scontri nel Pae-se nel corso delle ultime 24 ore:almeno venti soldati morti. Le fon-ti militari, che inizialmente aveva-no parlato di otto vittime, hannoprecisato che undici soldati eranorimasti vittima di un’imboscata te-sa da alcuni «militanti di Al Qae-da» nella zona petrolifera di Sa-fer; altri otto militari sono mortiin violenti scontri fra esercito eclan tribali nelle provincia diLahij. In quest'ultima provincia,sono stati arrestati alcuni alti uffi-ciali dell'esercito che avevano di-sertato. Due persone sono morte,invece, negli scontri in altre areedel Paese: il 15enne Abdel-Ha-mid Mohammed, colpito all’oc-

chio, è morto dissanguato nellasettentrionale provincia di Hag-ga; un soldato fedele a Saleh èmorto negli scontri con membridelle tribù a Marib, a est della ca-pitale. La folla ha sequestrato duecarri armati e ha dato fuoco ad al-tri due.

IL PIANODIMEDIAZIONE

«Purché avvenga nel quadro dellaCostituzione». Così Saleh ha ac-colto il piano di mediazione delPaesi del Golfo. «Noi continuere-mo a far riferimento alla legittimi-tà costituzionale», ha annunciatodi fronte ai suoi sostenitori, «poi-ché respingiamo categoricamen-te i complotti contro la libertà, lademocrazia e il pluralismo politi-co». Già in passato il leader di Sa-naa aveva usato espressioni simi-li, soprattutto il riferimento allaCarta costituzionale, per ostacola-re di fatto la mediazione dei Paesidella regione. Il piano prevede ledimissioni di Saleh entro un mesee la formazione di un esecutivod’unità nazionale. È contemplataanche l’immunità per il presiden-te e i suoi familiari. Un punto rite-nuto inaccettabile dalle opposizio-ni: l’organizzazione Gioventù del-la pacifica rivoluzione, uno dei mo-tori della proteste, ha respinto ilpiano in un comunicato: «Nonprevede le immediate dimissionidi Saleh» e garantisce l'immunitàagli «assassini». Il gruppo ha inol-tre invitato i cittadini a uno sciope-ro generale da tenersi oggi.❖

ROBERTO ARDUINI

Foto di Yahya Arhab/Ansa-Epa

Proclama sulwebForze armate

Yemen, oppositorimobilitati«Ultimo avvisoSalehdimettiti»

Proteste e morti nello Yemen,dove la capitale Sanaa ha vissu-to la più imponente manifesta-zione popolare da gennaio. Ven-ti soldati favorevoli alla protestasono morti, insieme ad alcuni ci-vili. Saleh prende tempo.

[email protected]

Un anziano dimostrante a Sanaagrida slogan per le dimissioni del presidente Saleh

Parte dell’opposizionecrea un organodi coordinamento

Agli arresti ufficialipassati dalla partedegli anti-governativi

«RosaliaD’Amato»e i pirati

Lanave«RosaliaD'Amato»sequestratagiovedìdaipirati nelmareArabico,haconti-

nuatoieriamuoversiversolecostesomale.«Perlavelocitàacuistaprocedendoèprevedi-

bilechepossaraggiungere lacosta»entrodomani, spiegaCarloMiccio, comandanted’ar-

mamento della compagnia «PerseveranzaNavigazione», con sede aNapoli.

17SABATO

23APRILE2011

CaraUnità

Dialoghi Luigi Cancrini

La satira de l’Unità virus.unita.it

VIAOSTIENSE, 131/L -00154 [email protected]

ROBERTO F.

Il "diversamente alto", "diversamente onesto" e con la patologica coa-zioneamentire, simetta l'animo inpace, unitamenteai suoi lacchè. Luie il suo "governo" non sono stati eletti "dalla maggioranza degli italia-ni", ma da una "legge elettorale porcata". Gli "Italiani" sono altra cosa.

Prima la legge elettorale poi le alleanze

RISPOSTA Anche il PDL, sempre più inquieto, comincia a riparlaredi riforma della legge elettorale. La tentazione più forte, ovviamente, èquella di omologare a quello, secco, della Camera il premio di maggioran-za del Senato: con qualche esitazione, però, perché il rischio di non conta-re più nulla o quasi nulla sarebbe alto, quando si voterà, anche per il Pdl.L’occasione è propizia per le opposizioni, dunque, per riunirsi. Non solo enon tanto per stipulare delle alleanze (Veltroni) o per elaborare (Vendo-la) dei patti di consultazione quanto per cercare di trovare un accordo suuna proposta di legge che superi definitivamente il porcellum. Una pro-posta firmata Bersani, Di Pietro, Casini, Bocchino e sostenuta da Vendolaper cui chiedere (pretendere) da subito una discussione: in Parlamento enel paese. Partendo dalla necessità di ridare ai cittadini la possibilità discegliere (sottraendola alla segreteria dei partiti) e di riconoscere (anco-randoli al territorio) i loro rappresentanti. Rinviando la discussione dimerito sui grandi temi al tempo in cui, avendo votato in modo democrati-co ed essendosi liberati da Berlusconi, si potrà tornare a fare politica.❖

La community dei lettori dell’Unità

PRECISAZIONE

L’intervista a Ignazi

Per un evidente lapsus nell’intervi-sta a Piero Ignazi l’ordinedel giornoDinoGrandidelGranconsigliodelfa-scismoè stato datato 25 aprile anzi-ché 25 luglio. Ce ne scusiamo con ilettori e con l’interessato.

SERGIO SCARPINO

Hanno dimenticato lalegalità

Il4ottobre1991l’episcopatoitalia-no attraverso la pastorale

“Educare alla legalità” pensava dipoterrappresentarelafrontieradel-la evangelizzazione. Quel docu-mento divenne per molti giovani ,molti cattolici di base, molti sacer-doti una meta da percorrere perguarire il Paesedal devastante rap-portotrapoliticaeaffari, tramafiaepolitica.Nelcapitolodellapastorale:“ l’eclissidella legalità”, ivescovi in-dicavanocome…”nonmenoinquie-tante la criminalità , così detta deicolletti bianchi, chevolgeall’illecitoprofitto la funzione di autorità dicui è investita, impone tangenti achi chiedeancheciòchegli èdovu-to, realizza collusioni con gruppi dipotere occulto e asserve la pubbli-

ca amministrazione a interessi diparte “.Il tempo da quel lontano1991 per la curia romana è ormaitrascorso! Essa, oggi, che è impe-gnata a gettare un velo di oblio sulConcilioVaticanoSecondo,siprodi-ga nell’esaltazione del berlusconi-smo. È stato il cardinal Ruini a dareaBerlusconi l’avallopoliticosoprat-tutto a livello nazionale e che valseper lui molto di più dei tanti suoigiornali e della stesse sue televisio-ni. E’questo ilperiodocheRuini im-pone all’episcopato italiano, e nonsolo a quello italiano, la deriva ber-lusconiana ed alla polemica sul“conflitto d’interessi” invita i suoivescoviafartacerequesticontrastiper poter aprire un nuovo “tempodi concordia”. Spariscono così, pervolere del cardinal Ruini, dall’elen-co delle preoccupazioni episcopalilaquestionemoraleedella legalità.Aivescovinoninteressapiùl’accer-tata appartenenza di Berlusconi al-la P2 sebbene condannato – reatoamnistiato – per falsa testimonian-za per aver detto di non aver maicompletatolasuadomandadi iscri-zione alla P2. I vescovi di Ruini nonesprimono alcuna considerazionesulle accertate tangenti alla Guar-dia di Finanza – reato dimostratodaimagistratimacaduto inprescri-zione - , sugli interessi di parte checontrastano con l’interesse dellacollettività cheavrebbedovuto cu-rare.

FRIGERIO SONIA

AnnaOxa e le altre

Il 4 aprile scorso, su tutti i quotidia-ni, è uscito l'articolo che Anna Oxaeraperseguitata psicologicamenteda un uomo; io, e chissà quante al-tredonnecomeme,dopodueanni,sono ancora qui a combattere lamiabattaglia,enonhoancoravisto

unrisultatoconcretodapartedelleautorità,anzi,continuanoledenun-ceevengoanchederisa, vengoac-cusatadimanipolareedesserema-nipolata amiavolta dai carabinieri.Lei è AnnaOxa, donna di spettaco-loesonostatisubitopresiprovvedi-menti: l'autore dellemolestie è sta-to "prelevato" dalla polizia con, ad-dirittura, l'intervento dei pompieriedèstatosottopostoaTSO.Belmo-do di applicare le leggi! Leggendoquell'articolo prevale rabbia, delu-sione, amarezza e voglia di giusti-zia che non c'è. Varando la leggesullo stalking, avete dato, in teoria,dellesperanzee il coraggiodivolerricominciare a vivere alle personecomeme, nella mia situazione, mainrealtàavetesologettatofumone-gli occhi, avetedatosolodelle falsesperanze alla gente comune, ed èleggendo articoli comequesto checi rendiamo conto di essere stateprese in giro, io mi sento presa ingiro. Ci saranno anche stati più di700 arresti per stalking come dicel'osservatorionazionale,maquantidi questi arresti sono solo per vio-lenza psicologica?AnnaOxa a par-te!!!

MICHELE

Carlo Giuliani e VittorioArrigoni

StopensandoalpoveroArrigonieda Carlo Giuliani! Il primo pur essen-do stato un idealista sincero e nonviolentonondiventeràmaiuneroeperché è stato ucciso da un com-mandodi palestinesi tanto cari allasinistra italiana. Il secondo pur es-sendo stato un teppista violento e'diventato un eroe perché e' statouccisodauncarabiniere,bracciore-pressivodelpotere. Iononcondivi-doisuoi idealimamiinchinodifron-te al feretro di Arrigoni.

18SABATO23APRILE2011

SocialEsseregaye lesbiche in Italia

FINI-BERLUSCONI, VIDEO

Che fai, mi cacci?La rottura con video

Blog

Fausto Bonfanti: Barbarie Vs AmoreQualche giorno fa è stata insultata pubblicamente Paola Concia. Sincera solidarietà eaffetto a lei ed a Ricarda. La dignità e la purezza di due mani che si stringono non possonoessere sporcate dal razzismo e dall'intolleranza degna dei tempi dei "balilla". E continuate,anzi, continuiamo a contrapporre alla barbarie la forza dell'Amore.

Fonte: www.unita.it

Annalisa Scardigli: Gli ispiratoriGli insulti quotidiani, le aggressioni, sono il risultato del comportamento che i partiti alpotere hanno instillato nelle persone, quando si dà la caccia alle streghe, quando si alimen-ta la paura per il diverso, che esso sia gay, immigrato o disabile.....ma chissà perché lareazione nasce sempre nei confronti delle persone perbene, e mai nei confronti di chiquesto Paese lo ha portato allo sfascio politico, sociale e culturale.

Fonte: www.unita.it

Baci Sara: Censura preventivaIl mio server non riconosce la parola lesbica e non posso aprire e leggere qualsiasi cosa cheriguardi loro. L'amministrazione per cui lavoro tutela la mia incolumità intellettuale esessuale... che orrore, siamo tornati al 20ennio e non stiamo facendo nulla.

Fonte: www.facebook.com/unitaonline

ValentinaMarchionni: Le nostre responsabilitàL'Italia è un paese abitato da mediocri. Poi alcuni, non pochi, sono proprio pessimi. Co-munque io mi sento in colpa amici miei, perché le responsabilità sono un po' di tutti, nonsolo di chi è al vertice. Ma di almeno 30 anni... di mancata emancipazione dal medioevointellettuale in cui ci piace crogiolarci. L'omofobia, il razzismo, l'intolleranza, non sonofigli degli ultimi 20 anni. Sono il prodotto del nostro provincialismo, della logica dellaparrocchia, di chi non ha voluto riconoscere le unioni di fatto per logiche di potere e diconvenienza. Di chi ha lasciato correre lo svuotamento di senso del linguaggio, di chi si ègirato dall'altra parte. Questo è il carcinoma che rosicchia il nostro futuro.

Fonte: www.facebook.com/unitaonline

Marina: Libertà di affettiE se parlassimo di "libertà affettiva" piuttosto che "sessuale"? Perché non si fa altro cherimarcare cosa facciano due persone nella propria intimità, ma poi vengono insultate peressersi tenute per mano. Era sesso o semplice e limpida espressione d'amore e vicinanza?Le parole sono importanti, il continuare a ribadire sul sesso fa dimenticare che si parla diamore. Love makes the world go round, magari ci si credesse un po' di più...

Fonte: www.unita.it

La tiratura del 22 aprile 2011 è stata di 128.087

In principio, negli anni Sessanta, fu-rono le grandi città del nord a darel'«esempio»: non si affitta a meridio-nali, scrivevano sugli annunci immo-biliari. Non c'era la Lega, ma c'eragià qualcuno che la sostituiva.aldro.blog.unita.it

Non si affittaa terroni e stranieri

SalvatoreMaria RighiAldroDeboli e forti

La donna ha il volto pallido dietro gliocchiali scuri, e lineamenti armoni-ci. L’acconciatura mostra il contra-sto degli anni, tanti, e il tentativo dirimanere la bimba di allora.gocciaagoccia.blog.unita.it

I giovani, si sa, sono fragili barchettesballottate dalle correnti. E uno puòritrovarsi il figliolo adoratore di Ber-lusconi. Intervenire in tempo si può.Nuovo video-test di Virus.randomante.blog.unita.it

Insiemeuna vitaD’inferno

SimonettaCavalliGoccia a gocciaPiccole storie

Virus, video testper figli berlusconidi

RandomanteRandomantePiù satira per tutti

www.unita.it

Gelminie l’eufemismoIL MINISTRO IN VIDEO

Le scoriedi AlemannoBANDO PER DITTE SULL’URANIO

MUSICISTI PER IL 26

Martedì a Romaper laLiberazione. I video

contattiwww.unita.it.blog

I ROM E LA VIA CRUCIS

ARomaoccupanola Basilica di San Paolo

19SABATO

23APRILE2011

Maramotti

MarcoBersaniATTAC ITALIA –FORUM ACQUA

ACCADDEOGGI

Il Governo Berlusconi, che adogni malefatta del propriopremier chiama la sovranitàpopolare come elemento di le-

gittimazione, mostra il proprio sa-cro terrore della stessa quandoquesta può davvero pronunciarsisu temi essenziali e in maniera de-mocratica. Stiamo parlando deireferendum del prossimo 12 e 13giugno, rispetto ai quali è partitoin questi giorni un attacco a testabassa. Dapprima contro quellosul nucleare, in merito al quale ilGoverno si è fatto dettare unemendamento direttamente daConfindustria per congelare ilprogramma di avvio della produ-zione di energia nucleare, in atte-sa di fantomatici approfondimen-ti sulle tecnologie e sulla sicurez-za. La presidente di Confindu-stria, Emma Marcegaglia ha bril-lantemente dichiarato come il raf-freddamento del referendum sulnucleare (perché sarà la Corte diCassazione a decidere in merito)era finalizzato a depotenziare lapartecipazione a quelli per la ri-pubblicizzazione dell’acqua, che,in caso di vittoria, sfilerebbero da

sotto il naso dei poteri finanziariitaliani e delle multinazionalifrancesi una torta da 64 mld di eu-ro, già posizionata sulla tavola im-bandita.

Il Governo sta facendo i contisenza l’oste. Che in questo caso èrappresentato da uno straordina-rio movimento che ormai da anniha costruito una reticolare sensi-bilizzazione sociale sull’afferma-zione dell’acqua come bene co-mune e sulla gestione pubblica epartecipativa di un servizio essen-ziale alla vita stessa delle perso-ne. Un movimento che non a casoha raccolto 1,4 milioni di firmesui quesiti referendari, mobilitan-do centinaia di migliaia di donnee uomini di questo Paese, senzasponsorizzazioni politiche, senzagrandi finanziamenti e nel più to-tale silenzio dei più grandi massmedia.

Un movimento che ha già con-seguito due vittorie importanti. Èriuscito a modificare l’agenda po-litica del Paese, costringendo il“Palazzo” a doversi occuparedell’acqua, dell’energia e dei benicomuni e non solo delle tattichepolitico-partitiche di occupazio-ne del potere e delle sorti giudizia-rie del suo premier ed ha postosenza infingimenti una grandequestione democratica“costituente” : su ciò che a tuttiappartiene tutte e tutti devonopoter decidere. Per questo congrande forza diciamo al Governo“Non ci provate!”, per questo congrande forza impediremo l’enne-simo scippo della democrazia.Crediamo che questo attacco aireferendum racchiuda in sé un’in-tera concezione della sovranitàpopolare come sudditanza, con-tro la quale le donne e gli uominidi questo Paese, l’intera società ci-vile, il mondo sindacale, gli entilocali, le forze politiche consape-voli debbano far emergere unoceano di indignazione, attraver-so una grande e diffusa mobilita-zione sociale per l’acqua, i beni co-muni e la democrazia. A chi pen-sa di conteggiare l’intera vita del-le persone secondo gli indici diBorsa, dobbiamo dire con grandedeterminazione che l’acqua e lademocrazia hanno un legittimoimpedimento : sono nostre.❖

Basta parole. Vogliamo ve-dere i fatti. Le seconde ge-nerazioni figli di immigra-ti scendono in piazza in-

sieme al Forum Immigrazione delPartito Democratico il prossimomercoledì 27 aprile alle ore 11 da-vanti a Montecitorio per protesta-re contro la sparizione della propo-sta di riforma della legge sulla cit-tadinanza dal dibattito parlamen-tare. Circa un milione di ragazzi eragazze, figli di immigrati nati ocresciuti in Italia, non possono piùsopportare una grave ingiustiziache fa di loro dei perenni stranieriin attesa di cittadinanza nell’unicopaese che effettivamente essi rico-noscono ormai come la loro primapatria. Per lunghi diciotto anniuna ragazza nata a Roma e colpe-vole di essere figlia di genitori filip-pini deve fare la fila in Questura echiedere il rinnovo del permessodi soggiorno nel Paese in cui è na-ta. Questa è la condizione di umi-liazione a cui sono sottoposti i figlidella cosiddetta seconda genera-zione, esclusi dal diritto di esserecittadini italiani a causa di un ar-caico concetto di cittadinanza ba-sato sul legame di sangue. L’Italianon può più permettersi una leggecosì arretrata e gravemente lesivadei diritti dei tantissimi bambini eragazzi che popolano le nostrescuole e di fatto sono il volto nuo-vo di questa Italia che compie isuoi 150 anni e che deve inevitabil-mente guardare al futuro.

Negare il diritto di appartenerea un Paese in cui si nasce, si cresce,si studia e via dicendo è una intol-lerabile ingiustizia che di fatto pre-clude a chi nasce e cresce in Italiadi sentirsi effettivamente ricono-sciuto alla pari dei suoi coetaneiitaliani. Egli durante tutta la fasefondamentale di crescita non po-trà essere libero di immaginarsimedico, giudice, poliziotto, avvo-cato, giornalista, ambasciatore etanto altro. Tutte professioni cherichiedono come primo requisito

l’essere cittadini italiani. Ma anco-ra di più, sarà compromessa la sualibertà di movimento, perché rele-gata all’ottenimento del permessodi soggiorno e alle condizioni di re-golarità dei propri genitori.

Un grave ritardo legislativo dicui è stato ed è complice una de-stra populista e a tratti con graviderive xenofobe e razziste, che fan-no di tutto per confondere le cartemischiando scientemente l’ultimobarcone arrivato a Lampedusa,l’operaio che lavora a Treviso da al-meno vent’anni e la studentessauniversitaria nata a Bologna da ge-nitori immigrati.

Chiediamo a tutti voi, italiani eimmigrati, giovani italiani e figli diimmigrati di portare avanti tutti in-sieme questa battaglia di civiltà edi diritto che deve riguardare tuttii cittadini aldilà degli schieramentipolitici. Perché i figli di immigratinon sono altro che i figli di questanostra nuova Italia. Chi nasce e cre-sce in Italia è italiano!❖

REFERENDUMILGOVERNOHA PAURA

DELLAVOLONTÀ POPOLARE

QUEI «CITTADINI»CHEASPETTANODATROPPOTEMPO

I DIRITTIDEI NATI QUI

La community dei lettori dell’Unità

ILMOVIMENTOCHEC’È

Da l’Unità del 23 aprile 1989

KhalidChaoukiFORUM IMMIGRAZIONEDEL PD

L’ADDIOAUGOBADUELQuelgiorno,eraunadomenica, ilgiornale ricordava un suo gran-de giornalista, Ugo Baduel, gran-de raccontatore della politica,del Pci e di Enrico Berlinguer.

20SABATO

23APRILE

2011

È un’accelerazione improvvisa quel-la che si registra nelle ultime ore perle indagini antimafia in Sicilia. Perun Massimo Ciancimino arrestato ie-ri per aver taroccato i documenti delpadre e che sembra aver perso ognicredibilità, si fa avanti un nuovo col-laboratore di giustizia, quel FabioTranchina, picciotto di fiducia deiboss Graviano, che lo scorso 16 apri-le aveva iniziato a parlare per poi fer-marsi e tentare il suicidio. Ieri Tran-china ha dato un segnale chiarissi-mo: ha cambiato avvocato e decisodi saltare il fosso. Ma è l’interrogato-rio di Ciancimino da parte della pro-cura di Palermo a tenere banco. Peralmeno tre motivi: le polemiche po-litiche che hanno investito la procu-ra, lo scontro con i colleghi di Calta-nissetta a cui è non è stato concessodi interrogare Ciancimino e la lungaautodifesa del figlio di don Vito.Una autodifesa, dopo l’arresto di ie-ri, che si è tinta di giallo. Cianciminoinfatti durante l’interrogatorio daparte dei pm palermitani Antonio In-groia e Nino Di Matteo ha rivelato diaver ricevuto nei giorni scorsi unpacco bomba presso la sua casa a Pa-lermo e di averlo sotterrato in giardi-no: «Avevo timore che questa enne-sima minaccia mi si rivoltasse con-tro e si dicesse che l'avevo costruitaio». Immediato l’intervento della po-lizia che ha effettivamente rinvenu-

to l’esplosivo insieme con un bigliettodi minacce. Ciancimino jr ha raccon-tato di aver ricevuto il pacco pochigiorni fa e di essersi limitato a bagna-re i candelotti, senza però avvertiregli inquirenti. Un vero e proprio colpodi scena nel corso di un interrogato-rio durato circa tre ore. Il figliodell’ex-sindaco mafioso di Palermo siè difeso dall’accusa di aver manomes-so un documento del padre che tiravain ballo l’ex-capo della polizia GianniDe Gennaro. Secondo il manoscrittoDe Gennaro sarebbe stato a conoscen-za della trattativa tra stato e mafia.«Vi ho consegnato il documento co-me l’ho ritrovato - dice a Ingroia e DiMatteo - non saprei neppure da dovecominciare per falsificare un docu-mento». Eppure la perizia della scien-tifica che è costata a Ciancimino l’arre-sto per calunnia pluriaggravata parlachiaro: il nome di De Gennaro sareb-be stato apposto in un secondo temposul documento con un’operazione dicopia e incolla. Nel manoscritto incri-minato consegnato da Ciancimino jril 15 giugno scorso alla Procura di Pa-lermo, il padre annotava gli uominiche riteneva a conoscenza del pattocon i boss: 12 nomi di investigatori epolitici, tra cui De Gennaro. Nel corsodi un interrogatorio del giugno scor-so, Ciancimino aveva detto di esserestato presente al momento della com-pilazione di quella lista ma ieri ha fat-to una parziale marcia indietro: «For-se i miei ricordi non sono precisi, ioho visto quello scritto sempre conquel nome inserito». Ciancimino haanche affermato di non aver più docu-menti da consegnare ai magistrati.Per competenza territoriale sarà ilpm di Parma, dove è avvenuto il fer-mo, a chiedere la convalida al gip deltribunale emiliano. Nonostante la ca-duta verticale della credibilità di Cian-

FOTO ANSA

NICOLA BIONDO

PALERMO Il pm Antonio Ingroia

hachiestoallaCorted'Assise,nelproces-

so per la scomparsa e l'uccisione del

giornalistaMauroDeMauro, la condan-

na all'ergastolo per Totò Riina. Il boss è

accusatodiesserestato ilmandantedel

rapimento e dell'uccisione di De Mau-

ro.L'ultima parte della requisitoria di In-

groia(nelleudienzeprecedentierainter-

venuto Sergio Demontis) è stata incen-

tratasulla ricostruzionedella «comples-

sitàdeimoventi»del sequestrodelgior-

nalista.Per l'accusa ladecisionedi elimi-

nareuncronista«scomodo,coraggioso

ecuriosodella verità» sarebbescaturita

dalla«convergenzadipiùcausali».Lare-

quisitoria ne hapresodue in considera-

zione: la pista Mattei e il tentato golpe

Borghese. E la mafia, cioè il triumvirato

del quale Riina è l'unico sopravvissuto,

avrebbe perciò deciso di eliminarlo nel

momento incui il cronistasiapprestava

a rivelare fatti chepotevano, comeave-

va lui stesso confidato, «fare tremare il

Paese».DeMauroavrebbeancheraccol-

to le confidenze del boss Emanuele

D'Agostinoilquale,purevittimadella«lu-

para bianca», avrebbe partecipato alle

fasi operative del sequestro e dell'ucci-

sione del cronista. Il processo riprende-

ràil6maggiocongli interventidellepar-

ti civili: la famiglia De Mauro e l'Ordine

dei giornalisti di Sicilia.

www.unita.it

pDietro l’arresto del figliodell’ex sindaco il braccio di ferro dei pmdi Palermo eCaltanissetta

p Parziale dietrofront sul documento che accusa De Gennaro. Le analogie col caso-Tranchina

CianciminoSegreti, bugiee il tiramollatra le procureL’arresto di Massimo Ciancimi-no, in attesa della decisione delgip di Parma, apre un duro scon-tro tra le procure siciliane. In-tanto il pentito Tranchina cam-bia idea e promette importantirivelazioni su Cosa Nostra.

MassimoCiancimino arrestato a Parma: interrogato per tre ore daimagistrati di Palermo

PALERMO

Omicidio DeMauroIl pm Ingroia chiedel’ergastolo per Riina

IL CASO

Italia22

SABATO23APRILE2011

La Ciancimino-story si èconclusa come da copio-ne, ma non perdiamo di vi-sta le sue conseguenze.Che Massimo Ciancimino

fosse un teste inattendibile era evi-dentissimo, e un magistrato come Fal-cone lo avrebbe smascherato in po-che ore. Alcuni suoi successori ci han-no messo tre anni. Pazienza. Ma chesenso ha insistere ancora sulla favolamediatico-giudiziaria della trattativastato-mafia degli anni delle stragi diCapaci, via d’Amelio ed altre? Giorna-li e televisioni hanno creato il mito diuna serie di incontri, negoziati e“papelli” vari intercorsi tra capimafiae forze dell’ordine, aventi lo scopo ditrattare una via di uscita per Cosa No-stra dalla sconfitta del maxiprocessodel 1986-87.

Perché mito di una trattativa inrealtà mai esistita? Perché chi lo haalimentato parla di fatti che galleggia-no nell’aria, privi di contesto e zeppidi omissioni. Il contesto è l’Italia diquegli anni, e le omissioni riguardanoi titolari delle presunte trattative. Co-minciamo da questi. Pensare chel’ex-sindaco di Palermo, Vito Cianci-mino, potesse avere la rappresentati-vità necessaria per negoziare con il go-verno una tregua con Cosa Nostra, si-gnifica non avere idea degli assetti vi-genti all’interno della mafia, e tra es-sa e lo Stato nell’ anno di grazia 1992.Ciancimino era all’epoca un mafiosoemarginato, screditato, e da tempo indisarmo. Il suo principale interlocuto-re, il colonnello Mori, era un carabi-niere spregiudicato e ambizioso, chesi muoveva in proprio, senza alcunmandato politico, affidandosi al meto-do obsoleto dei confidenti, fuori dalmainstream investigativo e giudizia-rio. I suoi contatti con Ciancimino era-no noti agli investigatori dell’antima-fia, e li ricordo bene: erano oggettopiù di ilarità che di preoccupazione.In quegli anni ero ai vertici della Dia e

collaboravo con il ministro degli Inter-ni. Credo perciò di avere credenzialisufficienti per affermare che la veritàstorica è all’opposto di quanto è statofatto dire al signor Ciancimino: fu pro-prio l’assenza di interlocutori politicicredibili dal lato dello Stato con i qua-li intavolare una trattativa a spingereRiina ed i suoi verso la scelta stragi-sta. Una scelta condivisa e sostenutaattivamente da un pezzo dello Statomedesimo. Un pezzo di Stato che ruo-tava intorno a Giulio Andreotti, cheaveva dominato in passato, e che sisentiva in pericolo mortale. Strettocom’era tra la vendetta di Cosa No-stra che lo voleva punire per la manca-ta protezione dal maxiprocesso e dal-le indagini di Falcone-Borsellino daun lato, e dal tornado investigativoche non risparmiava più nessuno,dall’ altro.

Arriviamo così al contesto, cioèl’Italia del tramonto della Prima re-pubblica. Tra il 1991 e il 1994 l’anti-mafia è stata un fiume in piena, nelquale sono confluite, dopo il 1992, leacque di Mani Pulite. Durante questastagione non si colpirono solo capi e igregari delle mafie. Si picchiò sull’in-tero spettro delle complicità.

Furono incriminati per reati graviquattro ex presidenti del Consiglio edue ex ministri dell’Interno. Altri die-ci ex ministri furono messi sotto accu-sa per corruzione. Un terzo dei parla-mentari nazionali in carica e la metàdei consiglieri regionali siciliani fini-rono sotto inchiesta. Oltre quattromi-la uomini politici di vario livello furo-no denunciati per corruzione e asso-ciazione criminale. Il pressing non sifermò davanti a nessuna soglia istitu-zionale. Il Csm aprì in poco tempo 73procedimenti disciplinari contro ma-gistrati trasferendone 11. Tre procu-ratori della Repubblica furono arre-stati. Alti dirigenti dei servizi di sicu-rezza furono messi sotto accusa e con-dannati oppure obbligati a dimetter-si. Gli avvenimenti si susseguivano aun ritmo che in certi momenti mozza-va il fiato. Nel giro di tre giorni, peresempio, dal 27 al 29 marzo 1993,due diverse procure inviarono quat-

tro avvisi di garanzia a personaggiritenuti intoccabili, facendoli cade-re per sempre dal loro piedistallo:Andreotti, Gava, Cirino Pomicino eCarnevale. Sei giorni dopo lo stessotrattamento veniva riservato ad Ar-naldo Forlani, e il 6 aprile la Com-missione parlamentare antimafiascriveva a chiare lettere, in una rela-zione votata a larghissima maggio-ranza, ciò che alcune minoranze diitaliani avevano pensato e scrittoper decenni: che il potere mafioso eil potere politico erano andati a brac-cetto quasi per l’intera storia dell’Ita-lia unita.

Leconsorterìe legate ai poteri il-leciti restavano forti, ma si trovava-no sulla difensiva. Per molte di esse,

solo la forza d’urto di Cosa Nostracome parte di un progetto eversivoin grande stile poteva ridurre alla ra-gione le Procure, le sinistre ed i mo-vimenti antimafia. Sul governo or-mai non si poteva più contare. Soloun uomo politico votato al suicidiopoteva imbarcarsi nell’avventura diun negoziato a tutto campo con i ca-pi di Cosa Nostra in galera. Eranoanni in cui l’intera classe politica eraallo sbando, e solo quei politici an-cien regime che sposavano senza ri-serve la causa dell’antimafia riusci-vano a sopravvivere. Non a caso nel-le istituzioni chiave dello scontrocon Cosa Nostra finirono esponentidemocristiani e socialisti come Scot-ti, Martelli e Mancino che appoggia-vano senza riserve l’opera di Falco-ne, Borsellino e associati. E che nelgoverno agivano di propria iniziati-va, varando un provvedimento piùmicidiale dell’altro.

Certo, il vuoto politico fu prestoriempito dalla vittoria a sorpresa diBerlusconi nella primavera del1994. Ma chi considera questa sca-denza come prova del trionfo delpatto stato-mafia non è molto ferra-to nella logica. E nelle date. Il primoBerlusconi fu una breve parentesi.Durò meno di nove mesi, seguiti da6 anni di Dini e centrosinistra, fino ametà del 2001. Come successo di unprogetto controrivoluzionario nonc’è male. Un patto stato-mafia, o lestragi, per portare i comunisti al go-verno?❖

cimino, il procuratore Ingroia non èpreoccupato per la tenuta dell’inchie-sta sulla trattativa che vede indagatioltre allo stesso Ciancimino, alcuniboss della Cupola e uomini dello Sta-to: «È chiaro che una dichiarazione ca-lunniosa non è acqua fresca, però èanche vero che ci sono dichiarazionidi Ciancimino che stanno in piedi aprescindere dalla sua credibilità gene-rica e sono riscontrate da elementispecifici». Fin qui la cronaca. Ma appa-re evidente che l’affaire Ciancimino,con i suoi veleni e misteri, sta metten-do a dura prova il rapporto tra le pro-cure antimafia di Palermo e Caltanis-setta: la prima titolare dell’inchiestasulla trattativa stato-mafia, la secon-da che indaga sulla strage di viaD’Amelio. Da tempo le due procurehanno posizioni diverse sul“dichiarante” Ciancimino. Ma è la de-cisione presa ieri dalla procura paler-mitana di rifiutare l'ipotesi di una au-dizione congiunta con i colleghi nisse-ni ad avere acuito la frattura. La pro-cura nissena che già nel dicembre

scorso aveva indagato Cianciminoper calunnia nei confronti di De Gen-naro, si aspettava di poter partecipa-re all’interrogatorio di ieri. Il conflittodi competenza riguarda gli atti chehanno fatto scattare da entrambi gliuffici giudiziari la stessa denuncia dicalunnia. Mentre a Caltanissetta Cian-cimino ha parlato di De Gennaro soloin un verbale, a Palermo avrebbe ca-lunniato l’attuale capo dei servizi se-greti presentando il documento taroc-cato. Un conflitto di competenza chepotrebbe arrivare fino in Cassazione.E di conflitto tra procure si parla an-che in riferimento alla vicenda di Fa-bio Tranchina della cui iniziale colla-borazione la procura di Firenze ha ta-ciuto ai colleghi siciliani. È la secondamarcia indietro in pochi giorni. Primala collaborazione di sabato con i magi-strati di Firenze, poi il dietrofront do-po avere incontrato la moglie. Quin-di, l’arresto all’aeroporto di Palermoda parte delle procure di Palermo eCaltanissetta. Ed infine, ieri, la sceltadi tornare a parlare. Dagli organi-grammi della cosca di Brancaccio allastagione delle stragi del ‘92 e ‘93: so-no tanti i segreti su cui Tranchina, exautista di Giuseppe Graviano, può fa-re luce.❖

L’analisi

Pacco bomba

PINO ARLACCHI

Perno poco affidabileL’ex sindaco era ormaiun mafioso emarginatoscreditato e in disarmo

Anni di fuocoTra il ‘91 e il ‘94l’Antimafia era un verofiume in piena

SOCIOLOGO, EURODEPUTATOPD

Candelotti di dinamitein giardino: colpo discena nell’interrogatorio

Pentito a intermittenzaL’ex autista deiGraviano ha decisodi tornare a collaborare

Teste non credibile

come la trattativa

tra lo Stato e lamafiaUnpersonaggio inattendibile che il giudice Falcone avrebbesmascherato in poche ore. Alla base di tutto una «favola»senza riscontri e logica dei rapporti tra politica e Cosa nostra

Tangenti:interrogatii 2 leghisti

Sonostati interrogati iquattro indagati,arrestaticon l'accusadicorruzione. Idueleghi-

stiMauroGaleazzi,assessoreall'UrbanisticadiCastelMella(Brescia)eMarcoRigosa,assesso-

re ai Lavori pubblici a Rodengo Saiano e capufficio tecnico a CastelMella. Si sonodichiarati

estraneialleaccuse(ancheTassone),mentrePivasièavvalsodellafacoltàdinonrispondere.

23SABATO

23APRILE2011

Lacrime e applausi. Arrivano assie-me quando il collegio presiedutodal giudice Mauro Grandesso pro-nuncia la parola “assolto”. Esce to-talmente scagionato e visibilmen-te commosso, dal “processo Saa-tchi” l’ex governatore della Sarde-gna Renato Soru, sul banco degliimputati con accuse pesanti: abu-so d’ufficio e turbativa d’asta perl’appalto da 56 milioni assegnatonel corso della campagna pubblici-taria “Sardegna fatti bella”. Un’as-soluzione piena quella sancita dal-la prima sezione penale del tribu-nale di Cagliari: Soru è «non colpe-vole per non avere commesso il fat-to» per l’accusa di turbativa d’astamentre per l’abuso d’ufficio, secon-do i giudici, «il fatto non sussiste».

ESTATECALDA

Tutto comincia nel 2006, con l’ap-palto regionale da 56 milioni di eu-ro: la stagione estiva è alle porte esi pensa ad una campagna promo-zionale per promuovere l’immagi-ne dell’isola. La gara, banditanell’agosto del 2006, viene vintadall’agenzia pubblicitaria Saatchi&Saatchi. Inizia da qui la stagionedi veleni che, dopo aver messol’uno contro l’altro i commissariche avevano giudicato l’offerta,sfocerà poi nelle aule di tribunale.I sospetti di un affare poco pulitoarrivano alle orecchie della Procu-ra di Cagliari che vuole vedercichiaro. L’indagine del pm MarioMarchetti parte nel novembre del2006. La giunta intanto, presiedu-ta ancora da Renato Soru, nominauna commissione d’inchiesta chenel gennaio del 2007 annulla la ga-ra. I fascicoli della magistratura,

nel frattempo, si intrecciano con lapolitica: spuntano documenti «se-greti», tirati fuori dall’allora deputa-to forzista Mauro Pili, (oggi nel Pdl)che dimostrerebbero gli affari pocopuliti tra il governatore ed i suoiamici. Infine nel luglio del 2009 ilgup Giorgio Altieri, al terminedell’udienza preliminare, decideper il rinvio a giudizio di Soru, accu-sato d’abuso d’ufficio e turbativad’asta, i fratelli Marco e Sergio Be-noni, e Fabrizio Caprara, ai quali sicontesta solo la turbativa d’asta (an-che loro sono stati assolti dall’accu-sa).

BATTAGLIE INAULA

Il 6 novembre del 2009 la prima

udienza del processo. Che si ricorde-rà senz’altro per gli scontri durissi-mi tra gli avvocati della difesadell’ex governatore Soru, Carlo Fe-derico Grosso e Giuseppe Macciotta

ed il pm Daniele Caria, successoredi Mario Marchetti. Per il pm quellagara era irregolare: tutto era statogià deciso da Soru nelle alte sferedel palazzo, Saatchi doveva vincereperché era «gradita». Per Grosso e

Macciotta invece la Saatchi&Saa-tchi aveva le carte in regola pervincere l’appalto, Soru era semprestato estraneo alle decisioni dellacommissione. Ora, con la senten-za d’assoluzione la magistraturaha detto una parola chiara. Non so-lo sulle procedure corrette dell’ap-palto ma anche, e soprattutto,sull’onestà di un’intera classe poli-tica e dirigente. Che, forse, aven-do cominciato a dare fastidio alpartito del mattone e degli affari,andava annientata come credibili-tà. Intanto, la Meet comunicazio-ne, esclusa dalla gara e parte civi-le al processo, si riserva di ricorre-re in appello dopo la lettura dellemotivazioni della sentenza. ❖

FOTO ANSA

FRANCESCA ORTALLI

Che Renato Soru sia l’editore di

questogiornaleènoto.E i lettori

sannobeneconqualediscrezioneab-

bia svolto questo ruolo. Anche quan-

do era impegnato nella campagna

elettorale per le elezioni regionali in

Sardegna. Una competizione nella

quale “scese in campo”, senza rispar-

mio dimezzi (e di insulti personali) , il

presidentedelConsiglio inpersona.Ci

fuallorachiironizzòperchéinunadel-

le nostre cronache sottolineammo le

differenzedistile tra ilgovernatoree il

premier. Si trattava di ordinarie nota-

zioni di cronaca,magiornali che svol-

gevano, e svolgono tuttora, unascan-

dalosaattivitàdi sostegnodel loropa-

drone le trasformarono inmanifesta-

zioni esageratediossequio. Eccoper-

ché oggi ci fa particolare piacere tor-

nare a parlare di stili diversi. Non più

del look, né dell’eloquio, né dei modi.

Oraabbiamounfattochemarcaladif-

ferenza tra un imprenditore epolitico

che ha affrontato i suoi giudici e ha

sopportato comeunqualunque citta-

dino leattesedellagiustizia. Eunaltro

politicoeimprenditoreche,persfuggi-

reallagiustizia,staparalizzandounin-

tero Paese.

Questione di stile

Staffetta dimagistrati

p La sentenza scagiona l’ex governatore sardo e altri tre imputati dai fatti del 2006

p Il procedimento da un’inchiesta su un appalto da 56milioni all’agenzia pubblicitaria

Sentenza «Saatchi&Saatchi»assoluzionepienaper Soru«Assolto per non aver commes-so il fatto» e, per quanto riguar-da l’abuso d’ufficio, perché ilfatto non sussiste: Renato Soruesce commosso, con un’assolu-zione piena, dal processo Saa-tchi&Saatchi.

Soru assieme a Carlo Federico Grosso, suo legale conGiuseppeMacciotta

CAGLIARI

IL COMMENTO

Il pm Caria, nel corso delprocesso, ha sostituitoil collega Marchetti

Italia24SABATO23APRILE2011

Non perdono occasio-ne per pungolarsi.Era già successo nelpieno della polemicasui lavoratori del

Maggio fiorentino bloccati a Tokyoper il terremoto. Ora il duello a col-pi di dichiarazioni si rinnovasull’apertura dei negozi per il Pri-mo Maggio. I protagonisti di que-sto duello sono il sindaco di Firen-ze, Matteo Renzi, e la segretariadella Cgil, Susanna Camusso. Unoscontro che rischia di avere dei ri-flessi anche dentro lo stesso PartitoDemocratico. I l sindaco“rottamatore” da tempo sta pensan-do di mandare definitivamente inpensione la Festa dei lavoratori adifferenza del sindacato, che datempo ha lanciato una sua campa-gna contro il lavoro domenicale.L’argomento è di quelli caldi, e glistessi sindacati sembrano compat-

ti contro Renzi tanto da dichiarareuno sciopero regionale, bollato dalsindaco «ad personam». Il miracolorenziano di aver unito la Cgil con laCisl e Uil nello sciopero del commer-cio è la sintesi di questo dibattito. Ela Cgil, quasi come una sfida, decidedi convocare per il 29 aprile a Firen-ze l’assemblea nazionale dei lavora-tori della grande distribuzione conle conclusioni della segretaria Susan-na Camusso. In Toscana la questio-ne fa discutere e lo stesso presidenteregionale, Enrico Rossi, annunciauna legge sulla chiusura dei negozinelle feste principali, fra cui anche ilPrimo Maggio, per evitare che ognicittà faccia come le pare.

Anche il segretario del Pd della To-scana, Andrea Manciulli, è controRenzi («È giusto fare festa) e il sinda-co si è trovato contro i giovani demo-cratici che per protesta hanno orga-nizzato anche un flash - mob. «È unapolemica che divide inutilmente» os-serva l’europarlamentare DeboraSerracchiani. Da sottolineare che an-che lo stesso Rossi prenderà parteall’assemblea nazionale della Cgil,un segnale chiaro di presa di distan-

za da Renzi, che accusa i sindacatidi svegliarsi su questo argomentoogni volta che si avvicina il PrimoMaggio «sono tutto l’anno in tutt’al-tre faccende affacendati» aveva det-to il sindaco «e colgono l’occasioneper aprire una polemica con il Co-mune». Il sindaco chiama in causala deregulation della legge Bersani.Dalla sua parte si è schierata la lea-der di Confindustria Emma Marce-gaglia. Ma la polemica scompigliail centro sinistra fiorentino, l’Idv ècon la Cgil, e mette d’accordo il sin-dacato definito da Renzi «una ca-sta» con la metà dei sindacalisti che«dovrebbe tornare a lavorare».

«Le mie opinioni sui sindacati,sui loro bilanci e sull'eccessivo nu-mero di permessi sindacali riman-do a ciò che ho scritto nel libro FUO-RI!: se vogliamo cambiare il Paese,non basta ridurre i costi della politi-ca, ma bisogna dimezzare i costi e iposti di chi vive di politica, ma an-che di chi si occupa di sindacato»dice il sindaco di Firenze. «Nell'idea di Renzi di aprire i negozi delcentro storico il Primo Maggio»spiega la Camusso, a Trieste,per unattivo sindacale - ci sono degli ele-menti di provocazione e ricerca del-la visibilità, ma al fondo - aggiunge- c'è davvero un'idea sbagliata checontinua a evidenziarsi spesso nel-le politiche delle amministrazio-ni». «Si pensa che siccome c'è la ca-duta dei consumi allora si apronodi più i negozi e i consumi risalgo-no, ma non è vero. La ragione dellacaduta dei consumi - continua Ca-musso - è che sono diminuiti i reddi-ti e c'è la crisi».

Il segretario generale della Cgilsottolinea che «in qualche occasio-ne nei toni del sindaco di Firenzeabbiamo notato una volontà dissa-cratoria che devo dire sarebbe be-ne che usasse per altro, perché didissacratori del lavoro - conclude -ne abbiamo fin troppi». «Stupisceche in questo momento della vitadel Paese il problema principaledella Cgil possa essere il Comunedi Firenze» replica Renzi, primadell’affondo finale «la dottoressaCamusso - dice- si avventura poi inuna lettura delle nostre scelte chesuona semplicistica e banale».❖

Divisioni interne

Foto Ansa

OSVALDO SABATO

Il segretario regionalePd, Manciulli, ècontrario all’idea

L’accusa del sindaco«I sindacati si sveglianosu questo tema unavolta all’anno»

Il dossier

Negozi aperti il 1˚maggioCamusso a Renzi: provochiNel botta e risposta sulla festa dei lavoratori un altro capitolo dello scontrotra il sindaco e il segretario Cgil. Sindacati contro il «rottamatore»: sciopero

Il sindaco di FirenzeMatteo Renzi alla presentazione del 74˚ Festival del “Maggiomusicale fiorentino”

[email protected]

Per l'operazione di riciclaggio in-

ternazionalechenelfebbraiodelloscor-

so anno arrivò a coinvolgere anche le

societàFastwebeTelecomItaliaSpark-

le sono arrivate le prime condanne. Il

gupdel tribunalediRoma, ZairaSecchi,

hastabilito lapenaleresponsabilitàdi 17

imputati. Il giudice,dopounacameradi

consiglio di oltre 10 ore, ha accolto le

proposte di patteggiamento avanzate

da tutti gli imputati tranne che per l'ex

senatore Nicola Paolo Di Girolamo. Per

Di Girolamo, che ha restituito anche

quattromilioni e 700mila euro, il giudi-

ceSecchinonharitenutocongrualape-

na a 5 anni di reclusione per cui c'era

stato l'accordo con la Procura e dispo-

sto l'inviodegli attidavanti adaltrogup.

L'udienzaèstatafissataperil23maggio

davantiaMassimoBattistini. Inquell'oc-

casione Di Girolamo, secondo i termini

di legge, potrebbe anche ricorrere ad

un rito alternativo.

Rifiutatoil patteggiamentoa Di Girolamo

IL CASO

La chiesaospitai nomadi

RimarrannoadormirenellaBasilicadiSanPaoloicirca150rom,traiquali40bambini,

sgomberati ierimattinadaCasalbruciato,aRomaIlVaticanohaacconsentitoadoffrire loro

unricovero.CosìnelchiostrodellaBasilicasonostatiaperti ibagni,sonostatiportatipaninie

cominciano anche ad arrivare coperte. La Caritas si occuperà dell'assistenza pratica.

25SABATO

23APRILE2011

Giovedì sera

VEZIO BAGAZZINI

ci ha lasciato.Da ragazzo, lavorando nellamacelleria paterna in piazzaMargana, conobbe Giorgio

Amendola, e dopo di lui tutti glialtri protagonisti della storia delcomunismo italiano. Dalla fine

degli anni '60 in poi, Vezio gestivail bar di via dei Delfini, a pochimetri da Botteghe Oscure. Perdecenni, diverse generazioni di

dirigenti e militanti del PCI si sonoconfrontati quotidianamente conlui, scambiando pensieri, scherzi esorrisi. Il suo bar, anno dopo anno,

è divenuto non solo un luogoconviviale, ma anche unconcentrato di memoria

comunista, non solo italiana, e disaggezza popolare, trasteverina,

autentica. Vezio sapeva ascoltare ecapire, ragionare e interloquire contutti, e in maniera particolare con ipiù giovani, che hanno trovato inlui un vero punto di riferimento,

innanzi tutto umano.La politica non è stata certo la suaunica passione, perché Vezio ha

sempre vissuto di passioni. Vezio èstato un comunista italiano, e così

noi lo ricorderemo sempre.Ugo Sposetti e le compagne e icompagni di via Palermo 12.

Fabrizio Meli, Presidente eAmministratore Delegato de l'Unità

esprime profondo cordoglio aPatrizio Bagazzini per la morte del

padre

VEZIO

Roma, 23 aprile 2011

Ìl Segretario nazionale del PdPierluigi Bersani ricorda congrande affetto il compagno

VEZIO BAGAZZINI

e stringe alla famiglia in questomomento doloroso.

Linda e Massimo D’Alemapartecipano al cordoglio per la

scomparsa di

VEZIO

Il Dipartimento Comunicazione el'Ufficio stampa del PartitoDemocratico ricordano il

compagno

VEZIO

e, con grande affetto, si stringonoalla famiglia e a coloro che gli sono

stati vicino nell'ultimo difficilepercorso della sua vita

Quasi che anche la mor-te dovesse annunciar-si con un aneddoto,nel suo caso. Sembrache all’ultimo, quan-

do già se ne stava andando, sul lettodella rianimazione del San Camil-lo, Vezio, a 69 anni, abbia voluto dir-ne ancora una delle sue: «Me so’ rot-to er cazzo», pare che abbia sussur-rato. O almeno così crede di avergliletto sulle labbra chi gli stava accan-to. «Nessun dubbio, ci sta salutan-do», ha avvertito allora gli amici Ma-ria, la sua seconda moglie, conse-gnandolo al loro affetto con quell’ul-tima frase scanzonata.

Certo, un congedo degno di Ve-zio Bagazzini, per tutti semplice-mente Vezio. La memoria popolaree romana del vecchio Pci. Un’istitu-zione per quanti, di generazione ingenerazione, hanno avuto la fortu-na almeno una volta di affacciarsinel suo mitico bar in via dei Delfini,proprio alle spalle di BottegheOscure. Un mini-tempio Pop del co-munismo mondiale.

Lì dentro potevi trovarci la pol-trona di Luigi Longo, un bigliettoda visita - pare - di Fidel Castro, laprima pagina dell’Avanti del 1919.Sul soffitto c’era un arazzo prove-niente dalle ex Repubbliche sovieti-che con l'immagine di Lenin, che

era appartenuto a Pietro Secchia. Epoi il faccione di Stalin. Il ritratto diMarx. Che Guevara a pesca con Fi-del. Nessuno mancava all’appello,nel suo bar, dove tutti i vessilli delcomunismo hanno continuato adavere popolare dimora ben oltre lasvolta.

«Però non era mica un filosofieti-co», lo ricorda con affetto IginoAriemma, che oltre ad essere il porta-voce del segretario del Pci, abitavaanche a piazza Margana, proprio ac-canto al suo bar. Piuttosto - raccontaAriemma - Vezio era «un comunistaromano: da una parte il Pci, dall’al-tra la bandiera giallo-rossa e la fotodi Falcao». E poi era un vero berlin-gueriano: «La cosa che raccontavasempre con piacere era quando por-tava il caffé a Berlinguer a BottegheOscure. E poi aveva un rapporto mol-to affettuoso con Tonino Tatò». Fu

Se ne vaVezioNel suo barè passatala storia del Pci

MARIA GRAZIA GERINA

Il ricordo

Figura «mitica» dei comunisti romani, è scomparsoieri all’età di 69 anni. Il ricordo di tanti dirigenti:Occhetto, D’Alema, Veltroni, Macaluso, Ariemma

Vezio Bagazzini in una foto di archivio

ROMA

[email protected]

MARRONI

«Èstatopartedellastoriadellasinistra, militante appassiona-to del Pci, passando per i Ds,finoadapprodarealPd».Lodi-ce Umberto Marroni, capo-gruppo PD RomaCapitale.

Italia26SABATO23APRILE2011

proprio la vedova Tatò, Giglia Tede-sco a regalargli lo schema della batta-glia di Stalingrado che era apparte-nuto a suo marito, uno dei vessillipiù vantati. Non che Vezio, a modosuo, non sapesse rinnovarsi. Ma cer-to bisogna immaginarseli, Occhetto,Veltroni, D’Alema, durante la svolta,a sorseggiare il caffé davanti al ritrat-to di «Baffone». Eppure quella tradi-zione non si interruppe mai. Il cafféda Vezio era un must per tutti quelliche frequentavano Botteghe Oscure.Segretario compreso.

Ed ora eccoli tutti a ricordarlocommossi. Emanuele Macaluso: «Ve-zio era l'espressione di quella Romapopolare legata al Pci attraverso unrapporto quasi carnale: per lui il Pciera tutto e si teneva tutto, da Stalinfino ad Amendola e a Che Guevara».D’Alema, che era stato a trovarlo ne-gli ultimi giorni: «Vezio era un amicoe un compagno che ci è stato vicinoin questi anni con passione politica ecalore umano nelle travagliate vicen-de della sinistra». Occhetto: «Avevauna grande passione politica con-traddistinta da una forte ironia e unnotevole sarcasmo». E, infine, Veltro-ni: «Un amico, lo conoscevo da sem-pre: un caffè e uno scambio di battu-te erano una consuetudine quotidia-na». Da sindaco - ricorda - «avevo cer-cato di risolvere i problemi che lo sta-vano costringendo a lasciare i vecchilocali». E infantti, nel 2005 Vezio,chiusi i battenti, traslocò Tor di No-na. Poi arrivò anche la chiusura diquell’ultimo ritrovo, alla fine del2010, ad amareggiarlo. ❖

Foto Ansa

L’ex consulente informatico dellaProcura di Bari, Andrea Morrone,non avrebbe compiuto alcun acces-so abusivo al sistema informaticodell’ufficio requirente e dunque nonsarebbe stato lui a passare i verbalidi interrogatorio di Giampaolo Ta-rantini ai giornalisti del Corriere del-la Sera. Ma non solo, perché il gipaffonda, spiegando che si «imponela verifica relativa all’individuazio-ne dei soggetti in grado di avere ac-cesso fisicamente al computer delpm titolare delle indagini».

Dunque, secondo il gip che ieri harevocato gli arresti domiciliari perMorrone, il procuratore capo Anto-nio Laudati e i sostituti procuratoriGiuseppe Dentamaro e Teresa Iodi-ce, dovranno ripartire dal principio,perché le loro ipotesi di indagine

non hanno trovato conferma. L’in-chiesta è quella sulle presunta talpaalla Procura, che il 4 agosto 2009trafugò dal computer del pm Giusep-pe Scelsi, i verbali di interrogatoriodi Tarantini, pubblicati il 9 settem-bre dello stesso anno sulla prima pa-gina del Corriere della Sera. Atti neiquali l’abile imprenditore-promoteraveva fatto luce sulle calde seratedel presidente del Consiglio SilvioBerlusconi e sulle 30 escort pagatedallo stesso Giampi, per 18 festini aPalazzo Grazioli.

I pubblici ministeri, con la super-visione del procuratore capo, ipotiz-zavano che il 4 agosto 2009 l’ex con-sulente della Procura, e attuale gior-nalista, era riuscito ad entrare daun’altra postazione, sempre negli uf-fici penali, nel computer del pmScelsi attraverso alcune passworddi cui era in possesso, essendo statoconsulente informatico. In realtà,quest’accesso in modalità “remota”non ci sarebbe mai stato. Secondo ilgip «è stata evidenziata la circostan-za, documentata dagli atti di indagi-ne, dell’assenza di accesso alla reteda parte del computer personale delpm titolare delle indagini, nella da-ta del 4 agosto 2009, elemento che

collide con l’ipotesi che in quelladata attraverso la rete possa esserestato effettuato un accesso». Cosasignifica? Che era impossibile en-trare quel giorno nel computer delpm Scelsi, perché il pc non eraneanche collegato alla rete. E ag-giunge, che «residua, dunque, lasola possibilità che l’accesso in con-divisione amministrativa sia statoeffettuato localmente, mutandocosì completamente lo scenariodell’operazione eseguita e dellasua riferibilità al soggetto». In so-stanza, secondo il gip, non fu Mor-rone a prelevare quegli atti, maqualcun altro. Qualcuno che era inpossesso delle password del magi-strato Scelsi.

La vicenda, però, merita alcuniinterrogativi. Uno dei quali è per-ché la Procura chiese l’arresto addi-rittura in carcere se già dalle carteinvestigative era emerso che il pcdel magistrato non era in rete eche dunque nessuno vi poteva ac-cedere se non direttamente dallasua stanza? O ancora, perché il gipnon si è subito accorto di questache lui stesso definisce «una incon-gruenza investigativa» ed ha dispo-sto i domiciliari?

Dunque, se da una parte la Pro-cura ha tentato di chiudere nel mi-nor tempo possibile l’indagine sul-la fuga di notizie, dall’altra sta tem-poreggiando parecchio sull’inchie-sta madre, quella che riguarda ilvia vai di escort organizzato da Ta-rantini per il presidente Berlusco-ni. Nel fascicolo ci sono intercetta-zioni fin dal 2008 ed un verbale diconfessione di Giampi, ma ugual-mente la Procura è ferma alla qua-lificazione giuridica del reato. Se-condo fonti qualificate dell’ufficiorequirente di Bari, sembra sia diffi-cile in questo caso provare lo sfrut-tamento della prostituzione.❖

Vicino BottegheOscure

IVAN CIMMARUSTI

Caro Patrizio, ti abbracciamo fortein questo triste momento, per la

morte di tuo padre

VEZIO BAGAZZINI

Pietro Spataro, Daniela Amenta,Paolo Branca, Fabio Luppino, Anna

Tarquini, Aldo Quaglierini,Massimo Filipponi

Isabella Corsini e Patrizia Mottasono vicine in questo triste

momento a Patrizio Bagazzini perla perdita del

PAPÀRoma, 23 aprile 2011

I lavoratori poligrafici de l'Unitàpiangono la scomparsa del

compagnoVEZIO BAGAZZINI

e sono vicini a tutta la famiglia.

La Rsu, a nome di tutti i lavoratoripoligrafici, è vicina a Patrizio

Bagazzini in questo triste momentoper la morte del padre

VEZIO

Caro Patrizio, l’area dipreparazione e il servizio

tecnologico ti abbracciano forte inquesto triste momento, per la

scomparsa di

VEZIO

Patrizio ti abbracciamo in questotriste momento per la scomparsa

di tuo padre

VEZIO

Fabio, Umberto, Loredana,Bruna e Massimo

Caro Patrizio, la redazione on lineti è vicina nel giorno in cui se n'è

andato tuo padre

VEZIO BAGAZZINI

Cesare, Cinzia, Ella, Maddalena,Maristella, Rossella, Stefano

Cesare Ranucci ricorda ilcompagno

VEZIO BAGAZZINI

per il suo impegno politico e per lasua umanità

Roma, 23 aprile 2011

Nel giorno della scomparsa del

PADRE

si stringono intorno a PATRIZIO

Gabriel, Rachele, Marina, Umberto,Roberto M., Roberto A

Nel locale bandiererosse e foto storiche:era quasi un «museo»

Berlingueriano convintoRaccontavadi quando portavail caffè al segretario

Inchiesta TarantiniIl giudice scagionaMorrone: non è luila talpa in procura

Riparte da zero l’inchiesta deipm di Bari sulla talpa che avreb-be passato al Corriere della Serai verbali dell’interrogatorio di Ta-rantini. Scagionato Andrea Mor-rone, ex consulente informatico.Ferma l’indagine principale.

BARI

p SEGUE A PAGINA 32

p L’indagine a Bari sulla fuga di notizie per i verbali pubblicati dal Corriere

p Il computer del pmScelsi non era in rete: revocati gli arresti domiciliari

PoliziottoscomparsoÈ giallo

Unpoliziotto viterbese, PieroBarbano, di 48 anni, tre figli, è scomparsonel nulla dal

16aprile scorso, quandonon si èpresentato sul postodi lavoroal commissariatodiAssisi.

L'ultimapersonaadaverlo incontratoèstataunasuaamica, romana, che la seraprimagli

avevaprestatol'auto.Nessunanotizia, ilcellularerisultaspentodalgiornodellascomparsa.

27SABATO

23APRILE2011

Dopo aver visto le ronde per le stra-de di Gyongyospata e un campod’addestramento di tre giorni alleporte del loro villaggio, hanno de-ciso di andarsene. Ieri la Croce ros-sa ha caricato 277 tra donne e bam-bini rom su cinque pullman, por-tandoli in un posto più sicuro, do-ve non ci fossero milizie armate de-terminate a «ristabilire l’ordine»contro «la criminalità tzigana». Ve-deroe, Forza di difesa, si chiamacosì l’organizzazione paramilitareche di esercita nell’uso delle armied è diventata il braccio armatodel partito dell’ultra destra xenofo-ba d’Ungheria, Jobbik.

«NAZIONE ETNICA»

La polizia ha lasciato fare, comegià in passato. E stavolta con qual-che ragione in più. Da pochi giorniil parlamento - con i voti della solaforza di maggioranza Fidesz - haapprovato una nuova Costituzio-ne che ha messo in allarme ancheil segretario dell’Onu BanKi-moon. Oltre a indicare Dio e cri-stianesimo come «elementi unifi-canti» del Paese, a discriminare igay, ad aprire la strada al divietodi abortire, la nuova Carta firmatadal premier Viktor Orban identifi-ca la «nazione politica» con la na-zione etnica, estendendo il dirittodi voto agli ungheresi oltre confi-ne: un pessimo segnale per le mi-noranze non magiare, a partire dairom che già sono stati messi all’in-dice per statuto da partiti comeJobbik. Altro pessimo segnale, l’in-clusione nella nuova Costituzionedel cosiddetto diritto all’autodife-sa, che poi non è altro che il dirittodi possedere armi anche senza li-

cenza. I rom di Gyongyospata han-no tirato le somme, anche se Jobbiknon ha votato a favore della nuovaCarta. Per quel che li riguarda po-trebbe essere benissimo l’inizio diun’era di pogrom.

Amnesty international denunciala Costituzione ungherese perché«viola gli standard internazionali edeuropei sui diritti umani» e cita inparticolare i princìpi anti-aborto, ladefinizione del matrimonio comeunione di uomo e donna, la mancan-za di tutela contro le discriminazio-ni sessuali. Non sono solo questi inrealtà i punti controversi. Il testo li-mita l’autonomia della magistratu-ra e vincola il parlamento ad un Con-siglio di bilancio legato alla Bancacentrale, che avrà il potere di scio-gliere le camere. Un «golpe», così lanuova Carta è stato definita dall’op-posizione. «Siamo sulla strada per

diventare una seconda Bielorus-sia», ha detto il leader socialista Fe-renc Gyurcsany. Insieme ad altreorganizzazioni il partito socialistaha chiesto al presidente Pal Sch-mitt di non firmare il testo, che do-vrebbe entrare in vigore il prossi-mo 1˚ gennaio. Gruppi della socie-tà civile si stanno organizzandoper chiedere un referendum con-tro la nuova Costituzione.

Il Consiglio d’Europa ha solleci-tato l’invio di una missione in Un-gheria per preparare un rapporto,esperti andranno a Budapest ilprossimo 18 maggio. Ma in Euro-pa è la sola Germania ad aver mani-festato apertamente la sua preoc-cupazione, per il varo di un testolontano dai valori Ue. Budapest harespinto le critiche come «inaccet-tabili» interferenze. E i rom cam-biano aria.❖

Foto di Laszlo Beliczay/Ansa-Epa

MARINA MASTROLUCA

Partito unico Solo la Fidesz del premier Viktor Orbanha votato a favore della nuovaCostituzione

www.unita.it

Ungheria, villaggio rom in fugaAmnesty denuncia la CostituzioneAmnesty denuncia la nuova Co-stituzione ungherese: «Viola idiritti umani». L’opposizionechiede al presidente di non fir-mare il testo e prepara il refe-rendum. E intanto i rom, minac-ciati dall’ultradestra, fuggono.

[email protected]

p La nuova Carta votata dal solo partito dimaggioranza, secondo l’organizzazione viola i diritti umani

pDiscriminate le minoranze nonmagiare. Evacuati nomadi per un campoparamilitare dell’ultradestra

Ilpartitonazionalistadiestremade-

straungherese, Jobbik (imigliori), ha fon-

dato una gendarmeria privata, usando il

nomedel famigerato corpoarmatodegli

anni 1920, il cosiddetto «terrore bianco».

Il leader di Jobbik Gabor Vona, ha detto

che ilmantenimentodell’ordinepubblico

ècompitodelloStato,ma lapolizianon lo

adempie in modo adeguato, e la nuova

gendarmeria si prefiggedi darle unama-

no.Suqualiprincipi, lohaspiegato lanuo-

va rete privataN1, vicina a Jobbik, che ha

festeggiatoilcompleannodiHitler(natoil

20aprile 1889),presentandolocomeuna

figura positiva della storia dell’umanità.

Il partito xenofobofonda la sua poliziae festeggia Hitler

IL CASO

Mondo28

SABATO23APRILE2011

Le vendite, e quindi i consumi, nonripartono, il che, sfogliando qualsia-si manuale di economia, indica unacosa molto chiara: nel nostro Paesela crisi è ancora in pieno svolgimen-to. A testimoniarlo per l’ennesimavolta sono i numeri sfornati ieridall’Istat, poco confortanti in assolu-to, ed ancor più negativi se precedu-ti da una semplice considerazione:la situazione di stallo emerge nono-stante un paragone statistico, quel-lo con l’anno scorso dove tanti indi-catori erano precipitati al minimo,che dovrebbe facilitare un“rimbalzo” positivo delle rilevazio-ni.

Dunque, l’Istituto nazionale distatistica ha diffuso i dati delle ven-dite al dettaglio relative al mese difebbraio che risultano, appunto, in-variate rispetto a un anno prima, enon consola più di tanto il timidosegnale che arriva dal confrontomensile, con un +0,1% rispetto agennaio. Indicazioni preziose, poi,arrivano dall’analisi per settore. Iprodotti non alimentari arrancanomentre gli alimentari danno mag-giori segnali di tenuta. A livello dipunti vendita a fare bene sono sol-tanto i discount, gli unici che segna-no vendite in rialzo (+1,5% an-nuo). Male gli ipermercati che, tragli esercizi, contano il calo più mar-cato (-2,2% annuo).

Ed ancora, ad indicare una persi-stente situazione di crisi c’è la tipolo-gia dei prodotti più penalizzati. In-fatti, sono soprattutto quelli non es-senziali a risentire della maggiorflessione commerciale. E così la con-trazione più ampia si evidenzia perle vendite dei supporti ottici - dai cd

ai dvd - e degli strumenti musicali,con un -7% rispetto a un anno prima.A seguirli gli elettrodomestici, radio,tv e registratori (-1,9%), e i giochi in-sieme alle attrezzature per sport ecampeggio (-1,5%).

Al contrario, sono aumentati gli ac-quisti dei prodotti farmaceutici, chesegnano l'aumento annuo più soste-nuto (+1,4%). Tra le performancepositive, anche le vendite di utensile-ria per la casa (+0,7%) e le calzature(+0,6%). Tornando a valutare le di-

verse tipologie di esercizi, le venditenella grande distribuzione registra-no una diminuzione dello 0,3% an-nuo, mentre aumentano dello 0,1%annuo nei piccoli negozi.

MEGLIOCHI VENDEALL’ESTERO

Per la Cia l’andamento positivo dei so-li discount sottolinea come «le fami-glie continuano a tirare la cinghia ecercano le promozioni e i prezzi piùbassi». Confcommercio parla di «qua-dro generale che continua ad esserecaratterizzato da una accentuata de-bolezza dei consumi; un dato che siriflette sull'intero sistema economicodeterminando tassi di sviluppo conte-nuti, e conferma il permanere di unandamento a due velocità: le impre-se che operano sul mercato estero so-no in ripresa, mentre quelle che vivo-no prevalentemente di domanda in-terna restano in sofferenza». I segnalidi «ristagno sono ancora estrema-mente preoccupanti per l'economiadel Paese», commentano invece Adu-sbef e Federconsumatori, che ribadi-scono la necessità di «rilanciare la do-manda per una vera ripresa».

Di certo a mettere di buon umore

gli italiani non ci sono gli attuali spo-stamenti in occasione delle festivitàpasquali. Il Codacons ha calcolato, in-fatti, che gli automobilisti dovrannomettere in conto una stangata com-plessiva da 35 milioni di euro a causadel rincaro dei carburanti. Una cifra

che scaturisce dal confronto fra i li-stini attuali con quelli della Pasqua2010, nel quale spiccano aumenti adue cifre sia per il diesel che per labenzina. Un litro di verde segna unrincaro del 12,7%, mentre per il ga-solio si spende il 21% in più.❖

Foto di Simone Spada / LaPresse

MARCO VENTIMIGLIA

www.unita.it

Economia

I dati sulle vendite segnalano una contrazione negli ipermercati, bene invece i discount

[email protected]

Negli Stati Uniti meno acquisti

“verdi”acausadellacrisi. Ilmag-

giorcostodivariprodottiecolo-

gici, come cibo organico e auto

ibride, ha determinato un calo

delle vendite.

Crisi, i consumi non ripartonoVendonodi più solo i discountNel mese di febbraio nessun se-gnale di sostanziale ripresa del-le vendite nel nostro Paese. Losegnalano gli ultimi datidell’Istat che evidenziano unostallo generalizzato eccezionfatta per i discount.

MILANO

p I dati Istatdelmese di febbraio evidenziano un preoccupante stallo nel raffronto con il 2010

p Flessionenegli ipermercati. I consumatori: stangata pasquale a causa del caro carburanti

USA, ACQUISTI MENOECOLOGICI

30SABATO23APRILE2011

Mentre si riaccende lo scontro ita-lo-francese, il caso Parmalat restain prima linea anche sul fronte in-terno. La cordata di banche (Inte-sa Sanpaolo, Unicredit, Medioban-ca e Bnl) continua a lavorare sottola regia della Cassa depositi e pre-stiti, come voluto da Giulio Tre-monti. Resta il rebus di Granarolo,che stando a fonti finanziarie fa-rebbe pressioni per entrare subitonella «squadra» tricolore come pi-vot industriale. Secondo notizie ri-portate dall’Ansa, in caso contra-rio è altamente probabile che ilgruppo controllato dalle cooperati-ve si sfili dal progetto con cui lebanche e la Cdp puntano a conten-dere il gruppo di Collecchio ai fran-cesi di Lactalis. Il fatto è che lecoop puntano ad avere un ruolonella futura governance del grup-po, per garantire gli interessi deglioltre mille produttori di latte riuni-ti in Granlatte, la cooperativa chedetiene l'80% del capitale del grup-po bolognese. Un obiettivo chenon potrebbe essere garantito qua-

lora a prendere il controllo di Parma-lat fossero in prima battuta le ban-che e la Cdp.

Al momento una decisione defini-tiva sul ruolo di Granarolo non sa-rebbe ancora stata presa. Ma se ilgruppo puntasse i piedi, potrebbecreare qualche imbarazzo alle ban-che che si troverebbero a imbastireun'operazione esclusivamente fi-nanziaria e priva, almeno per il mo-mento, di un perno industriale, do-po che anche la Ferrero ha lasciatocadere l'invito ad unirsi al progetto.Una soluzione di questo tipo rende-rebbe meno credibile la cordata «tri-colore» che ha sempre puntato a un'

operazione industrialmente solida.

SUBALTERNI

Certo è che scendere in campo solo aoperazione conclusa relegherebbeGranarolo in una posizione subordi-nata. Ma verso un'esclusione dellecooperative, almeno in una prima fa-

se, gioca la complessità, in terminidi ingegneria finanziaria, che com-porterebbe l'ingresso immediato inLacto, la holding anti-Lactalis chebanche e Cdp stanno mettendo apunto per lanciare un'opa sul 60%di Parmalat (nel caso in cui i france-si non cedessero, come non sembra-no avere intenzione di fare, il 29%di Collecchio). L'impegno di tre mi-liardi per l'opa verrebbe finanziatoper 1,5 miliardi dalle banche men-tre 500 milioni a testa verrebberomessi, in conto capitale, da banche,Cdp e Granarolo. Ma le cooperati-ve, che non hanno liquidità, chiedo-no di essere finanziate per poi rim-borsare il prestito attraverso il con-ferimento, che vogliono garantito,di Granarolo in Parmalat.

Nei prossimi giorni, dopo l'incon-tro di ieri al Tesoro, i contatti tra leparti proseguiranno. Un passaggiomolto importante sarà rappresenta-to dal vertice italo-francese che siterrà martedì a Roma, e avrà comeoggetto anche altre partite (comela Edison). La levata di scudi a dife-sa dell«italianità» di alcune impre-se è soltanto un problema di «mag-giore visibilità», hanno fatto notarefonti dell'Eliseo. La realtà è che «gliinvestimenti francesi in Italia sonodi 30 miliardi e la stessa cifra è quel-la degli investimenti italiani inFrancia. Quello che è diverso è loschema: da noi ci sono grosse im-prese, in Italia sono piuttosto di me-dia dimensione».❖

OpaServono tre miliardiper acquisire il 60%dell’azienda lattiera

MARCO TEDESCHI

Martedì a Roma siparlerà anche di Edisoncon i transalpini

Affari

Nel 2010 l'occupazione è calataancora, salvo i servizi alle famiglie egli immigrati. La cassa integrazione amarzo è invece tornata a crescere. Èquanto emerge da un rapporto Cisl. Ilsindacato di via Po stima che i lavora-tori equivalenti in Cig sono 624milache, corretti per l’effettivo indice del-le ore utilizzate, si riducono a meno

della metà. A marzo sono state richie-ste e autorizzate 102,5 milioni di oredi cig contro i 70,6 milioni di febbraio2011, con un aumento del 45,1%, econtro i 121,8 milioni del marzo2010 (-15,8%). L’aumento delle oreautorizzate a marzo, rispetto al meseprecedente, riguarda tutti sia la cassaintegrazione ordinaria (+21,1%), sia

la straordinaria (+45,4%) che quellain deroga (+65,2%). «Dopo il notevo-le calo di gennaio (30%), che confer-mava una tendenza alla riduzione de-gli ultimi mesi e per la prima volta erageneralizzato per tutti e tre gli istituti- spiega il segretario generale aggiun-to Cisl, Giorgio Santini - la cassa inte-grazione è tornata a crescere a feb-braio e soprattutto a marzo, segnan-do un’impennata assai preoccupantee inattesa. Pur riguardando tutti e tregli istituti, è particolarmente pesanteper la cigs e la cassa in deroga, indi-cando crisi più strutturali che con-giunturali». ❖

Stretta finale sul pacchetto svi-

luppo:giovedìci saràun’ulterioreriu-

nione interministeriale al Tesoro per

mettere a punto il decreto che, nelle

intenzionidiBerlusconi,dovrebbeda-

re una «scossa all'economia». Il prov-

vedimento, dopo il vaglio del Consi-

gliodeiministri (forseil6maggio),do-

vrebbepoi approdare in Parlamento.

Ilproblemaperòèquellodellerisorse

sul quale il ministro dell'Economia,

Giulio Tremonti, dopo la “maretta”

nelPdl,hapuntualizzato:«nonc'ènes-

suna crostata da dividere».

Decreto-Sviluppo,tempi più celeripensando alle elezioni

Le autorità Usa hanno puntato i

riflettori sui prezzi di petrolio e carbu-

ranti,dopocheconirincarihannorag-

giuntolivelli talidafartemereunarea-

zionenegativadei consumatori.Negli

Usa la benzina sta sfiorando la soglia

psicologica dei 4 dollari al gallone - il

livello al quale molti automobilisti af-

fermanodiesserprontiatagliareicon-

sumi - mentre manca appena unme-

se e mezzo alla cruciale driving sea-

son estiva, dove solitamente si molti-

plicanoglispostamentisullehighway.

Vertice

Parmalat, aut aut diGranarolo«Subito in cordata o siamo fuori»

Sfuma l’ipotesi del conferimen-to degli asset Granarolo al grup-po di Collecchio. ma senza gliemiliani mancherebbe il part-ner industriale. Fonti dell’Eli-seo: polemiche ingiuste, anchegli italiani sono in Francia.

MILANO

ALL SHARE

22521,72+1,23%

FTSEMIB

21810,70+1,43%

Marcia suRomadeiTir il 3mag-

gio prossimo. Autotrasportatori pro-

venientidatuttaItaliaarriverannonel-

la Capitale per una manifestazione

cheprecederà il fermonazionaledell'

autotrasportoprogrammatodal 16 al

20maggio.

Gli autotrasportatori, si legge in

una nota, «rinunceranno a lavorare

per protestare contro le scelte com-

piute dal governo nella politica dell'

autotrasporto».

Tir, il 3maggiomanifestazionea Roma

La cig cresce e preoccupaCisl: «Problemi strutturali»

p Indiscrezioni rivelano il «no» delle coop a entrare dopo le banche

p Situazione ancora fluida, mentre si avvicina il summit italo-francese

Rincari carburanti:negli Usa è guerraalle speculazioni

Pirateria,agitazionemarittimi

«I nostrimarittimi continuano a rischiare la vita affinchéun traffico vitale per le econo-

mienonsifermi»,diconoFiltCgil,FitCisleUiltrasporti, inmeritoalsequestrodapartedeipirati

somali della nave 'Rosalia D’Amato'. Sulla pirateria, i sindacati hanno chiesto un incontro al

governochenonèarrivato,perquestohannoproclamato lostatod’agitazionedeimarittimi.

EURO/DOLLARO 1,4547

31SABATO

23APRILE2011

Foto Ansa

In trecento hanno bloccato i binaridella stazione di Ancona per liberar-li solo dopo l’intervento del presi-dente della Regione, Gian MarioSpacca.

Da queste parti, la situazione al-la Fincantieri «si sta facendo inso-stenibile»: i dipendenti sono in cas-sa integrazione straordinaria dagennaio e il due maggio consegne-ranno ai colleghi di Monfalcone l’ul-timo «troncone», l’ultima commes-sa. Poi torneranno tutti in cigs, mastavolta a zero ore. Come ad Anco-na, in quasi tutti i cantieri del colos-so navale controllato dallo Stato lecommesse scarseggiano e le ore dicassa aumentano. Le previsioni perla fine dell’anno parlano di 2.300persone in cig su 8mila complessi-ve, senza contare l’indotto. Ma apreoccupare di più i sindacati non èil calo generalizzato dovuto alla cri-si, quanto il timore che il tanto atte-so piano di ristrutturazione possaportare con sé la chiusura o la ricon-versione di qualche cantiere. Ecco

perché è stato necessario l’interven-to del governatore per placare gli ani-mi dei lavoratori di Ancona. Spaccadi recente ha incontrato i verticidell’azienda: «L’amministratore dele-gato Bono - ha ricordato il presiden-te - ha assicurato che il piano indu-striale di Fincantieri prevede il man-tenimento di Ancona, e noi a quellerassicurazioni rimaniamo».

AMETÀMAGGIO IL PIANO

Secondo indiscrezioni, il restylingmesso a punto dall’ad Giuseppe Bo-no e dai suoi arriverà a metà maggio.Al massimo alla fine del mese. Allorasi capirà se la bozza lacrime-e-san-

gue uscita lo scorso luglio è stata mes-sa da parte o se, piuttosto, sarà la ba-se della ristrutturazione. Il timore èforte. Anche perché, di recente è sta-to lo stesso manager a ribadire che«la situazione è drammatica». Il2011 si chiuderà probabilmente co-me il peggiore degli ultimi anni per ilgruppo navale. Che oggi conta, a Ri-va Trigoso 90 dipendenti su circa900 in cig; a Sestri Ponente, 150 su800; a Muggiano, La Spezia, 40 sucirca 500; a Porto Marghera, 150 suun migliaio; a Monfalcone, 100 su

1.700 e da maggio arriverà la cigs; aPalermo, 120 su 600 circa; a Anconatutti in cigs dal due maggio; a Trieste40 impiegati in cassa. Numeri desti-nati a lievitare: tanto per dire, a lu-glio a Marghera se ne prevedono cir-ca 400 in cassa. In questo quadro isindacati sono tornati a chiedere untavolo al governo. Ieri è toccato a Su-

sanna Camusso, leader Cgil, ribadi-re la necessità all’esecutivo Berlu-sconi. Lo fa anche la Fim-Cisl conAlberto Monticco, mentre Alessan-dro Pagano della Fiom, aggiunge:«Respingiamo ogni ipotesi di chiu-sura di cantieri e siti, nonché di ri-duzione strutturale della capacitàproduttiva di Fincantieri». ❖

GIUSEPPE VESPO

Marco, Roberto, Massimo,Salvatore, Massimo, Alessandra,

Natalia, Maria, Marcella,Ninni, Jolanda, Simone,Mariagrazia, Andrea,Federica, Claudiaabbracciano fortePatrizio Bagazzini

per la scomparsa del padre

VEZIO

il compagno che ricordiamocon affetto

Il servizio Economia e la redazionedi Milano abbracciano Patrizio epartecipano al dolore per la

scomparsa del padre

VEZIOBianca, Felicia, Giuseppe, Laura,

Marco e Rinaldo

Il Consiglio di Amministrazione, glioperatori e tutti i Soci dell’IstitutoRamazzini partecipano ll’immensodolore della moglie e della figlia

per la perdita del caro

FRANCESCO SAMOGGIA

Membro del Consiglio diAmministrazione dell’Istituto

Ramazzini

..... e noi non ci rassegnamo:usciamo da questo lungo incubo,conquistando la nostra/vostra

"Primavera".

Trentesimo Anniversario

PartigianoAGOSTINO STABILINI

Settimo Anniversario

CompagnaGINA TEMPORALI

STABILINI

Ricordandovi con amore,i vostri cari.

Annus horribilis

Fincantieri, ad Ancona bloccati i binariLa protesta dei lavoratori del gruppo

La protesta improvvisa dei di-pendenti Fincantieri di Anco-na, che presto saranno tutti incassa integrazione. Scarse lecommesse del gruppo, i sinda-cati chiedono un tavolo. A metàmaggio il piano industriale.

DaAncona a Castellammare si ripetono le proteste degli operai Fincantieri

MILANO

[email protected]

p SEGUE DA PAGINA 27

p I sindacati: il governo convochi un tavolo nazionale della cantieristica navale

p La cassa integrazione cresce in tutti i siti produttivi. Ametàmaggio il piano industriale

Per l’ad Bono«la situazioneè drammatica»

Economia32SABATO23APRILE2011

COORDINATORE SELFURTIDIMEMORIA Claudio Fava

Lo specchio

Foto Ansa

Paola Concia bacia la sua compagna

Insulti

Lo squadrismodi gesti e

parole ha ormai

piantato

le proprie radici nello

stomacodel paese

Un’Italia in cui i giudici, nelle

parole della più alta carica

istituzionale di governo,

sonodiventati pericolosi

lestofanti

Brevi

C’è un malinconico filo ros-so che lega insieme gli in-sulti offerti a Paola Con-cia e alla sua compagna

con il pestaggio del consigliere co-munale leghista a Padova. Quel fi-lo rosso è l’imbecillità che, comeogni tormento dell’anima, è tra-sversale, senza nemmeno il benefi-cio di una patria politica.

L’idiota che grida alla Concia“lesbiche nei forni” e i minchioniche aggrediscono a colpi di cateneun uomo di mezza età stanno den-tro le cose della politica come nau-fraghi al mare: si agitano, si sbrac-ciano, affondano. Subito è arrivatala solidarietà alla donna insultata eal leghista pestato. Ma mi pare chestavolta non basti.

Quegli insulti, quelle botte, losquadrismo di gesti e parole ha or-mai piantato le proprie radici nellostomaco del paese. Raccontanol’idea che ogni forma di diversitàculturale, affettiva, umana, politi-ca sia ormai da considerare l’om-bra di un nemico. Paola Concia, na-turalmente, non ha alcuna colpa:solo il diritto di essere sé stessa.Del consigliere padovano si potreb-be dire che lui è uno che ce l’ha congli immigrati, organizza banchetti,raccoglie firme, dà fiato al grossola-no immaginario leghista. Insom-ma, è vittima, ma è anche politica-mente lontano da molti di noi, faparte di quell’Italia che si diverte acercare i propri nemici verso il bas-so, che tratta gli affamati da clande-stini, che rivendica purezze geogra-fiche ed egoismo sociale.

È un’attenuante per chi l’ha me-nato? Per qualcuno, lo è. Qualchegiorno fa Casarin, leader dei centri-sociali del nord est, di fronte a unaltro episodio di teppismo a Pado-va, calci e pugni contro un paio dileghisti che raccoglievano le firmeper i loro rancori padani, ha ammic-cato a qualche giustificazione:

“Peggio il loro razzismo o qualchesalutare calcio nel culo?”.

L’avrannopensatoanche i ragaz-zotti che due giorni fa hanno pesta-to il leghista: è un razzista, va mena-to. Ed è partita la spedizione puniti-

va: caschi, catene e cazzotti, lui 56anni, loro in cinque e di trent’annipiù giovani (ma talmente fessi danon riuscire poi nemmeno a scap-pare).Teppisti. Peccato che nonscendano da Marte. A modo loro,quei cinque sono figli di un tempoin cui la conta tra gli umani si fasolo distinguendo gli amici dai ne-mici(che è un modo sbrigativo perdarsi sempre ragione da soli) e pen-sando che, in tempo di guerra, tut-to sia permesso: anche sprangare.

Anche l’imbecille che si è messoa insultare Paola Concia e la suacompagna, “colpevoli” della loroomosessualità, è cittadino di que-sti luoghi e di questi tempi. Ci dicedi un’Italia in cui i giudici, nelle pa-role della più alta carica istituziona-le di governo, sono diventati peri-colosi lestofanti, delinquenti, briga-tisti. L’insulto di quell’uomo, cheevocava i forni crematori per gay elesbiche, produce ribrezzo ma nonstupore. Fa parte del panorama e,tanto per non andar lontani, evocale parole di un altro presidente,Lombardo, il governatore della Si-cilia, che alle critiche di chi scriveha risposto attribuendogli la fortu-na d’aver avuto un padre ammazza-to dalla mafia.

Anche quelle parole sono basto-nate, catene e sputi, anche il lin-ciaggio morale e materiale dei giu-dici è un ignobile quotidiano pe-staggio.

Che si fa? Basterà abbassare tuttii toni, come chiede con accorato pa-ternalismo il presidente Napolita-no? Servirà, non basterà. C’è un de-grado di civiltà che non si cura solomoderando il linguaggio. Perchénulla ha a che fare con la politica emolto invece con l’emulazione dichi fa capire che tutto è possibile,tutto è lecito, tutto è permesso. An-che riscrivere a calci la Costituzio-ne.❖

Gli insulti e le catenate

L’Italia del tutto è lecitoIl degrado civile è arrivato a livelli insopportabili. Chi governa damesici stamettendodel suo. Non basta abbassare i toni per recuperare

L'equilibrio finanziario di Trm,lasocietàcheaTorinostarealizzandoil termovalorizzatore del Gerbido, è arischio a seguito del decreto Romani.Lo ha affermato Bruno Torresin, am-ministratore delegato di Trm. «È ne-cessaria - ha detto - la salvaguardiadeiprogettigiàavviatienonècondivi-sibilechelanuovanormasiaretroatti-va».Nel2007,Trmhabanditounaga-ra d'appalto per reperire i 413milioninecessari per costruire l'impianto.

Termovalorizzatoredi Torino a rischio peri tagli alle rinnovabili

La crisi colpisce anche le rimes-se degli immigrati stranieri in Italiache mostrano per la prima volta unacontrazione del 5,4% nel 2010.

È quanto emerge da una ricercadella Fondazione Leone Moressa se-condocui il flusso in uscita dal nostropaese è sceso lo scorso anno a quota6,4miliardi di euromentrepro capitela diminuzione è stata più marcata:ogni straniero ha inviato poco più di1500 euro l'anno contro i 1734 del2009.

La crisi colpiscele rimessedegli immigrati

BancaMontedeiPaschidiSienaassumerà 130 giovani da destinare alpotenziamento delle filiali sul territo-rionazionale,afrontedelpianodieso-doincorsoperlestrutturecentrali.Lohadeliberato ilCda in lineaconlarior-ganizzazionedecisadall'Istituto.Mps,nel piano industriale, predeve una ri-duzione del personale, tra il 2010 e il2015,di circa2.500unità, cheporteràil numero dei dipendenti dai circa31.500 attuali a 29.000.

Monte dei Paschi:assunzionie piano per gli esodi

33SABATO

23APRILE2011

Idati sono noti, ma vale la pena ricor-darli. Oggi, oltre 7 milioni di giovanihanno un rapporto di lavoro preca-rio o altamente incerto. Basta faredue conti: un milione e 400mila lavo-ratori atipici (collaboratori a proget-to e occasionali), due milioni e mez-zo di contratti a termine e in sommi-

nistrazione, 400mila false partite Iva, tre mi-lioni di partite Iva individuali e professioni-sti senza tutele. Più 70mila vincitori di con-corso che attendono di essere assunti. Tota-le: 7 milioni 370mila, unamassa imponente. Intantola disoccupazione giovanilesi mantiene attorno al 29per cento, mentre i rapportidi lavoro a tempo indetermi-nato diminuiscono e i con-tratti a termine aumentano.Nel biennio 2009-2010 ol-tre il 76 per cento delle assunzioni è statafatta a tempo determinato. I contratti di la-voro standard sono stati solo il 20,8 per cen-to. Su quattro neoassunti tre sono precari.

Investire sui giovani significa investiresul futuro. Invece quella che si sta costruen-do è una società precaria, che cancella il fu-turo. Una prospettiva drammatica. Eppureil governo Berlusconi se ne lava le mani.

Quando non è intervenuto per apportarepeggioramenti (è il caso del «Collegato La-voro») è stato totalmente assente. Nessunapolitica per l’occupazione. Nessun provvedi-mento di sostegno. Nessuna prospettiva distabilizzazione. E tagli drastici nella scuolae nella pubblica amministrazione. Anchesul fronte dell’occupabilità - a parole caraalla destra - sono stati assunti provvedimen-ti raffazzonati e controproducenti. Le sceltesulla formazione scolastica, la «riforma»dell’università, la ristrutturazione dell’istru-zione professionale ne sono la dimostrazio-ne.

Intervenire in modo virtuoso, invece, sideve. E si può. Rilanciando, per cominciare,l’eredità lasciata dal secondo governo Pro-di. Il lavoro avviato nel 2006-2007 è statointerrotto, diversi provvedimenti assunti al-lora con il protocollo sul Welfare sono stan-

ti cancellati e altri sono sci-volati nel dimenticatoio,ma la strada è quella. Oc-corre che il centrosinistrariaffermi la volontà di muo-versi nella direzione intra-presa.

Il governo Prodi avevaanzitutto previsto misure a

sostegno del reddito, tra un contratto e l’al-tro, a favore dei lavoratori a termine. Perciòerano stati creati fondi (150 milioni neltriennio 2008-2010) per consentire l’acces-so al credito dei parasubordinati rimasti sen-za impiego. Altri fondi (di microcredito)erano stati istituiti per incentivare le attivitàinnovative e altri ancora erano stati previstia sostegno dell’apertura di attività autono-

me da parte di giovani lavoratori.

Anche inmateriaprevidenziale il cen-trosinistra aveva individuato interventi a fa-vore dei giovani costretti a carriere disconti-nue. Primo atto, la copertura figurativa pie-na - commisurata alla retribuzione percepi-ta - per consentire ai dipendenti con contrat-ti a termine di colmare i vuoti contributivied aumentare così le prestazioni pensioni-stiche future. In questa logica era stata indi-viduata anche una corsia privilegiata per latotalizzazione di tutti i periodi contributivi(portando la franchigia da 6 anni a 3 anni)attraverso un meccanismo di utilizzazionedei contributi stessi versati in qualsiasi fon-do. Obiettivo, consentire la maturazione diun’unica pensione.

Di particolare rilievo, poi, la norma perrendere conveniente il riscatto della laurea.A questo fine è stata stabilita tanto la totalecomputabilità dei periodi riscattati ai finidel raggiungimento dei requisiti pensioni-stici quanto la possibilità di chiedere il ri-scatto ancor prima di iniziare l’attività lavo-rativa mediante il pagamento di un contri-buto dilazionabile, senza interessi, fino adieci anni. Per rafforzare la posizione pen-sionistica dei giovani parasubordinati erastato inoltre deciso un aumento gradualedell’aliquota contributiva. Il tutto accantoal rafforzamento e all’espansione della pre-videnza complementare. L’obiettivo era ga-rantire, a termine carriera, una pensione pa-ri al 60 per cento della retribuzione (controil 40 per cento precedente). Per consolidarequesta prospettiva servono però azioni con-seguenti e costanti da parte di tutti i governiche si succederanno. Il rischio, altrimenti, èdi avere intere generazioni di pensionati allimite della sussistenza.

Sul fronte del mercato del lavoro edell’occupazione il centrosinistra si è mossolungo la strada della stabilizzazione. Sononote le regolarizzazioni avvenute nei callcenter. Nella pubblica amministrazione so-no stati stabilizzati migliaia di insegnanti edi impiegati assunti con contratti a termine.Non solo. Con l’introduzione del creditod’imposta e la riduzione del cuneo fiscale ilgoverno Prodi ha anche introdotto uno«sconto» sul costo del lavoro, purché fosse atempo indeterminato, mentre sul fronte delmercato del lavoro, oltre alla lotta al lavoronero - che ha portato all’emersione di centi-naia di migliaia di lavoratori soltantonell’edilizia - si è intervenuti cancellando al-cuni istituti particolarmente negativi intro-dotti dalla «Legge Biagi», quali lo staff lea-sing e il lavoro a chiamata (poi riesumati daBerlusconi).

Il punto è qui. La destra, in questi anni,ha lavorato per smantellare quanto fattodal centrosinistra a sostegno e a tutela del

CESAREDAMIANO

Il governo Berlusconi hacancellato il lavoroavviato nel 2006-2007col protocollo sul welfare

www.unita.it

Sul fronte del mercato del lavoro l’unica strada è quelladella stabilizzazione. Formazione, riforma degli stage,incentivi. L’attuale governo è andato in direzione opposta

PRECARIETÀCAMBIARE SI PUÒRIPARTENDODAPRODILe cifre sono impressionanti: oltre 7milioni di giovanivivono nella precarietà lavorativa. Eppure basterebberiprendere l’eredità lasciata dal governo di centro-sinistra

Sterzate

Laboratorio Politico

L’ex ministro del lavoroe membro delCoordinamentopolitico del Pd, sultema della lotta allaprecarietà.

34SABATO23APRILE2011

Se dovessimo scegliere uncampo in cui l’amministra-zione comunale romanaha dato la sua massimaprova di incapacità, tra letante opzioni, credo chesaremmo costretti ad indi-care il tema della sicurez-

za urbana.  Questa è infatti la più gran-de disfatta di Alemanno: lo dicono nonsolo i numeri dei reati che - dopo una fasedi diminuzione nel 2008/09 dovutaall’assorbimento del picco dell’indulto edai riverberi del Patto per Roma sicura si-glato l’anno precedente dall’amministra-zione di centrosinistra - hanno interrottola loro discesa nell’I˚ semestre del 2010riprendendo a salire nel secondo seme-stre dello stesso anno;  ma atestimoniare  l’insufficienza di questaamministrazione c’è anche la percezionedi una insicurezza diffusa avvertita daiconcittadini romani e che i casi di questiultimi giorni, dalle due sparatoria diOstiense via Tuscolana ai roghi di autodella scorsa notte a San Lorenzo (in unodei municipi che viene percepito da chi viabita tra quelli a maggior pericolo) pur-troppo non fanno che aumentare.

Amiamocosi tantoRomada non po-terci permettere di speculare sulle cini-che parole di Alemanno, brandite comeclava politica subito dopo l’orribile omici-dio della signora Reggiani, pensando chechi ha semina vento raccoglie tempesta;  o ancora per soffermarci a ricordareche il maggior numero di abusi contro ledonne (ben 332) si sono registrati nel2009. La questione è assai più complessa

e un grande partito come il Pd deve analiz-zare attentamente il problema e, senza in-dulgere nella sterile propaganda, immagi-nare soluzioni per quando, molto presto,tornerà al governo di Roma.

In una realtà cittadina che accosta fa-sce sociali sempre più lontane fra loro lapolitica, la buona politica, deve far germo-gliare la necessità della legalità come mi-nimo comun denominatore alla base diun nuovo patto sociale per lo sviluppo e lasicurezza di tutti.

Unnuovo concetto di sicurezza urba-na insomma, composto da un mix di poli-tiche preventive e repressive dei reati af-fiancate da una condotta diretta alla sal-vaguardia dei beni e al diritto di tutti avivere in un ambiente civile e decoroso.Una nuova «filosofia» che specializzil’azione della polizia municipale, primoanello di congiunzione fra cittadini e am-ministrazione, aiuti una più efficace di-stribuzione sul territorio della presenzadelle forze di pubblica sicurezza e allostesso tempo valorizzi gli strumenti dicompensazione sociale e di integrazionevalorizzando le tante ottime esperienzedi cittadinanza attiva che vivono attornoa noi. 

Un welfare della sicurezza che sappiapescare quel tanto di buono fatto nel quin-dicennio passato arricchendo queste basiattraverso il rapporto fra Comunità eProssimità , parole chiave per un nuovo«diritto alla sicurezza dei romani».❖ 

lavoro. A cominciare da quello giovanile.Per contrastare questa deriva il Partito de-mocratico ha presentato diverse propostedi legge. Ultima in ordine di tempo quellasulla riforma degli stage e del praticantato.Complice la crisi, i tirocini formativi sonospesso diventati una sorta di «scorciatoia»per utilizzare manodopera a basso costo.Una pratica intollerabile che il Pd mira a fre-nare inserendo tutele precise per gli stagistie perseguendo gli abusi.

Oltre a scendere di nuovo in campo per lacancellazione dello staff leasing e la limita-zione del lavoro a chiamata, per favorire laconversione dei contratti di collaborazionein rapporti di lavoro subordinati, i democra-tici hanno poi presentato una proposta dilegge che prevede la prosecuzione degli in-centivi per le imprese che hanno aderito aiprogrammi di stabilizzazione del propriopersonale. Con la consapevolezza che perfrenare l’espansione delle forme di lavoroatipiche, sin qui favorite da Berlusconi, sideve anche far sì che, a differenza di quantoavviene oggi, il lavoratore assunto con con-tratti precari costi all’impresa più del lavora-tore a tempo indeterminato.

Anche sul piano della formazione ilPd chiede che si agisca con chiarezza diobiettivi: la confusione sin qui mostrata dalgoverno è stupefacente. E chiarezza servepure sul fronte del welfare. L’ammontaredelle future pensioni dipenderà sempre dipiù dalla previdenza complementare. Il si-stema attuale finisce però per scaricare sulsingolo una parte preponderante del ri-schio. Ciò può esporre soprattutto i lavorato-ri più giovani a pericoli eccessivi. Il Pd hapresentato una proposta di legge finalizza-ta a individuare le soluzioni in grado di evi-tare sovraesposizioni di rischio e fornire lemaggiori garanzie possibili per coloro chescelgono i fondi pensione.

C’è infine un fronte, finora trascurato dalgoverno, che va riaperto. Quello che puntaalla tutela e alla promozione del lavoro auto-nomo. Obiettivo, valorizzare il fattore lavo-ro rispetto al capitale garantendo l’accessoal credito, semplificando le procedure, e svi-luppando forme di previdenza e di assisten-za integrative, anche in forme mutualisti-che. Mentre si devono trovare forme per ilsostegno delle iniziative imprenditoriali diquei lavoratori più esposti al rischio disoccu-pazione. Senza un’inversione di rotta nellapolitica economica del governo sarà impos-sibile uscire dalla crisi. E, soprattutto per igiovani, sarà notte fonda. Rivalutare ciòche ha fatto il governo Prodi è il primo pas-so. Proiettarlo nel futuro attraverso una rin-novata azione politica e parlamentare, èquello successivo.

Una versione più ampia di questo articoloè disponibile sul sito www.unita.it

Per saperne di più

SICUREZZA

LA PIÙ GRANDEDISFATTADIGIANNIALEMANNO

On line

  LUCA DI BARTOLOMEI

Il sito ufficiale dell’exministro

del lavoro

Il Pd di Roma«La politica sui nomadi diAlemanno è irresponsabileed elettoralistica»

Notizie sui lavori

parlamentari dai deputati Pd

LA SOCIOLOGAMONIA NAPOLITANO

Realacci e il nucleare«No al nucleare? Vigileremoperchè non sia l’ennesimotrucco del governo»

Prospettive Cresce il numero dei reati, cresce la paura dei cittadini:quello che ci vuole è unmix di politiche preventive e repressive

Misure economiche«Il def? Un piano con misure chenon abbattono il debito pubblicoe non puntano alla crescita»

Il coordinatore delForum Pd sullasicurezza parte dal«caso Roma» perproporre un nuovo«welfare della sicurezza»

«Dagennaioaoggi Romaè stata teatro

di 4 episodi conclamati di violenza gio-

vanile. Igruppisonocompostida5-6ra-

gazzi, tra i 13 ed i 18 anni che creano un

territoriodi lorogiurisdizionenelleperi-

ferie».

www.cesaredamiano.org www.deputatipd.it 35SABATO

23APRILE2011

Il casoUn crocifisso di legno strombazzato comeopera del geniodella Sistina. Ma i pareri sfavorevoli non sono stati ascoltatied il costo è sospetto: troppo poco se l’ha fatto il creatore del David,troppo se è di qualcun altro. Due librimettono il dito nella piaga

Paternità Il cosiddetto «CristoGallino», probabilmente di pioppo, attribuito aMichelangelo Buonarroti

IL NOSTRO SABATO

POVERO CRISTO

MICHELANGELO

PER FORZA

I libri«A cosa serve Michelangelo»,diTomasoMontanari, 130pagi-ne, 10,00 euro. Einaudi«Come si diventa ‘Michelange-lo’» di Claudio Giunta, 121 pagi-ne, 13,50 euro. Donzelli

Gli autoriTomasoMontanari (1971) inse-gnaStoriadell'artemodernaall'Università «Federico II» di Na-poli.PerEinaudihascrittolapo-stfazioneaiduevolumideLevi-tede'pittori scultoriearchitettimoderni di Giovan Pietro Bel-locchio (2009) e A cosa serveMichelangelo? (2011). ClaudioGiunta(Torino,1971)insegnaat-tualmente Letteratura italianaall’università di Trento. È statovisiting professor all’universitàdi Chicago (2008). I suoi dueprincipali campi d’interesse so-no la letteratura romanza me-dievalee lacriticadellacultura.

ARTE

DI

STATO

Il sistema

della

cultura

Culture36

SABATO23APRILE2011

Lo Stato ha un crocifissodi legno, probabilmentedi pioppo e non di tiglio,alto una quarantina dicentimetri. L’ha compra-to per 3 milioni e 250mi-

la euro come una scultura del giova-ne Michelangelo, il 20 novembre2008, dall’antiquario torinese Galli-no. Sull’acquisto sorretto da rinomatistudiosi da tempo la Corte dei Conti ela Procura di Roma spulciano le carteperché vogliono vederci chiaro: ilprezzo pagato è giusto? Più d'uno nedubita. Perché se quel Cristo dalla te-sta reclinata l'ha scolpito il maestrodella Cappella Sistina allora la som-ma sarebbe ridicola: un Michelange-lo sul mercato vale decine e decine dimilioni. Se non è suo 3,2 milioni dieuro sarebbero decisamente troppi.E non è una storia solo di soldi.

Sull’attribuzione al Buonarrotidue pamphlet paralleli «sparano» in

contemporanea un discreto fuoco difila. Il primo, più autorevole, appro-fondito e informato, è A cosa serve Mi-chelangelo? di Tomaso Montanari,storico dell’arte, docente a Napoli (Ei-naudi, 129 pagine, 10 euro): è un te-sto quasi pasoliniano, nella passionecivile e nel tratteggiare un’Italia dovel’etica sembra riposta in un cassetto edi cui l’acquisto del crocifisso sarebbeinvolontario simbolo.

L’altro saggio, più letterario e di-vertito, lo firma Claudio Giunta, do-cente di letteratura italiana a Trento,e s’intitola Come si diventa ‘Michelan-gelo” (Donzelli, 121 pagine, 13,50 eu-ro). I due saggi, pur mancandodell’indice dei nomi e delle citazioni,brillano per chiarezza e coraggio. Gliautori hanno peraltro la buona educa-zione, cosa che non sempre accade,di citare il concorrente: non a caso siconoscono, vivono entrambi a Firen-ze perché Firenze è l’epicentro dellafaccenda.

Nella città di Lorenzo il Magnificoè sbucato il discusso Crocifisso con

una mostra del 2004, lì la Cassa diRisparmio ha rifiutato di comprarlo,lì la soprintendente del Polo musealeCristina Acidini ha avvalorato l’ipote-si michelangiolesca e lo sforzo delloStato.

Montanari è netto: la scultura è di-ventata di Michelangelo perché la«storia dell’arte ormai è una escort dilusso della vita pubblica strumenta-lizzata dal potere politico e religioso,banalizzata dai media». E questo ac-cade, sostiene, perché la morale pub-blica è finita sotto il tappeto. ClaudioGiunta scrive apertamente dall'ester-no dei giri dell'arte e maliziosamentedomanda: perché in privato gli stu-diosi fiorentini dicono che Michelan-gelo non ha mai intagliato questo pic-colo corpo di legno e in pubblico tac-ciono? Perché su questo Cristo in cro-ce le autorità dell’arte e il ministeroevitano un autentico confronto scien-tifico tra esperti? Alla peggio, suggeri-sce, potrebbero ammettere di aversbagliato e, poiché nelle scienza glierrori servono per non ripeterli e pro-gredire, e ne trarremmo tutti giova-mento. Un confronto simile spaventaqualcuno?

OPERA DI PROPAGANDA

Montanari punta al cuore della vicen-da: sotto la direzione Bondi il ministe-ro per i Beni culturali ha messo in mo-to una gigantesca opera di propagan-da sostenuta da mostre in luoghi ec-clesiastici, mistificazioni e parole mi-sticheggianti di politici, funzionari,studiosi, alti prelati e assessori per at-tribuire senza uno straccio di proval’opera all’autore del David (se lo fos-se varrebbe almeno 50-60 milioni dieuro) quando lo avrebbe scolpitouna qualificata bottega artistica fio-rentina del tardo ‘400 (e allora var-rebbe 20-50mila euro) o, secondo lastudiosa Lisner, uno scultore pur bra-vo ma meno eclatante come un San-sovino. E l’antiquario all’inizio vole-va 18 milioni, poi è presto sceso a piùmiti consigli. Ma il ministero – pun-tualizza lo studioso - ha deliberata-mente ignorato pareri contrari per«un singolare pegno dell’orientamen-to filovaticano di un governo di ateidevoti».

Di più: l’acquisto segnala una dege-nerazione culturale che coinvolge tut-ti o quasi: dagli storici dell’arte pronial potere e alla fama alle mostre cultu-ralmente vuote ai mass media votati«all’evento» (il bersaglio sono gli in-serti para-pubblicitari di testate co-me Repubblica e Corsera). Con pigliopolemico Montanari, e in fondo Giun-ta pur se in tono leggero, disegna unquadro cupo del nostro oggi: per lorola vicenda del presunto Michelange-lo è il termometro di un conformismoche soffoca lo spirito critico necessa-rio affinché una democrazia respi-ri.●

STEFANO MILIANI

Su«Libero»ieriSgarbihasoste-

nuto di aver detto a Bondi una

seranellostudiotvRaidi«Portaapor-

ta» (nota dependance del Parlamen-

to) che, avesse saputo prima dell’ac-

quisto del Crocifisso, avrebbe sconsi-

gliato l’allora ministro. Peccato che il

criticod’arte fosseal tavolodellacon-

ferenza stampa che presentò l’avve-

nuta operazione in una sede impor-

tante (e inusuale) come l’ambasciata

del Vaticano a Roma. Lì Sgarbi parlò

della scultura con le sue notevoli ca-

pacità oratorie. Su un’attribuzione di

un’operad’artecertosipuòcambiare

idea,bastariconoscerlo.Perchél’attri-

buzione è esercizio tanto necessario

enobilequantorischiosocome,avol-

te, opaco. Si attribuisce una scultura,

un dipinto o un disegno tramite raf-

fronti stilistici e, magari, poggiando

su documenti, perché nel passato

non esisteva il copyright e molti non

firmavano.Edareun’operaaunmae-

strodirichiamo(nonsicontanoiCara-

vaggio...) ha due conseguenze: da un

lato il valore economico lievita alle

stelle; dall’altro significa agganciare il

proprionomeaunascopertadestina-

ta a entrare nel dibattito e nei libri. La

fama riflessa è una sirena cui pochi

sannoresistereeilpassaggiodiunMi-

chelangelo sul mercato è più raro di

quellodellacometadiHalleyneipres-

si della Terra...

STE.MI.

[email protected]

PIER PAOLO PANCOTTO

Pecunia

Maggio si apre a Romaall’insegna dell’arte con-temporanea. Dal gior-no sei all’otto del prossi-

mo mese, infatti, avrà luogo pressogli spazi del Macro a Testaccio Ro-ma. The road to contemporary art. Lafiera, giunta alla sua quarta edizio-ne, anche quest’anno propone unprogramma ricco di iniziative (www.romacontemporary.it) ma, soprat-tutto, consolida il proprio ruolonell’ambito del panorama fieristicointernazionale, chiamando a raccol-ta oltre settanta gallerie provenientida ogni parte del mondo. Tale ele-mento, già di per sé notevole conside-rando la situazione economica e poli-tica generale, assume un caratteredel tutto speciale se si pensa al conte-sto nel quale prende corpo, Roma.

Una città che, sebbene negli ulti-mi tempi abbia dimostrato significa-tivi segnali di interesse nei confrontidella creatività odierna, faticosamen-te anche a livello istituzionale, può e,forse, deve ancora dimostrare quan-to essi siano risultato di un compiutoprocesso di un metabolizzazione enon dei fenomeni isolati. E la fiera,sia in virtù della sua cadenza regola-re sia della veste accattivante sotto laquale si presenta, una sorta di festapermanente dell’arte contempora-nea distribuita nei suggestivi ambien-ti dell’ex Mattatoio aperti fino a tar-da sera (capace, pertanto, di attrarreuna fascia di visitatori trasversale siasotto il profilo anagrafico che dellecompetenze), può costituire il mez-zo ideale attraverso il quale compie-re tale verifica. Infatti, a differenzadi altre proposte sviluppate in città,variabili per tempi e modalità, il pro-getto animato da Roberto Casiraghisi presenta da quattro anni con rararegolarità maturando nei confrontidel pubblico quel processo di fideliz-zazione del tutto essenziale nella pro-mozione delle espressioni artistichepiù recenti. Per questa e altre ragionisarebbe bello se in futuro la città ri-spondesse con maggiore partecipa-zione all’iniziativa rendendosi contoche anche così si potrebbe dar corpoa quel «sistema» che tanto si apprez-za in altri contesti sociali e culturalifacendone, talvolta, la fortuna.●

Così la cittàeterna tornaa esserecontemporanea

ROMA

Attribuzioni opache:che bello entrare nella storia!

Venezia,arrivaDamiani

Alla fine sarà Giovanna Damiani la nuova soprintendente al polomuseale di Venezia.

AttualmenteresponsabileperilPatrimoniostorico,artisticoeetnoantropologicodelleprovin-

cediParmaePiacenza, la studiosaha ricopertoda febbraio2011 l'interimdellacittà lagunare.

Damianiprende il postodiVittorioSgarbi la cui nominaèstatabloccatadallaCortedeiConti.

37SABATO

23APRILE2011

CARO PAPA,PERCHÈESISTE

IL MALE?Per la prima volta un pontefice risponde

in tv alle domande dei fedeli: dallotsunami all’esistenza dell’inferno

Non si era mai vistoun Papa che rispon-de alle domandedei telespettatorisui misteri più pro-fondi della fede e su

Gesù. Lo ha fatto Benedetto XVI ac-cettando l’invito della trasmissione

di Rai1 A sua Immagine. Catechesi«mediatica», quindi, di Papa Ratzin-ger che nel giorno del Venerdì santoha affrontato con grande chiarezza te-mi difficili, dove dimensione teologi-ca e vita si intrecciano. Non proprio«in diretta», ma a braccio dal suo ap-partamento in Vaticano, il pontefice ri-sponde alle domande. Dovevano esse-re tre, alla fine sono diventate sette.La prima, di drammatica attualità,

gliela rivolge Elena, una bimba giap-ponese di sette anni. La sua vita e quel-la dei suoi amici non è più la stessadopo il sisma e lo tsunami che hannosconvolto il Giappone. Chiede perchéDio permetta la sofferenza degli inno-centi, le catastrofi. Perché consentache la paura distrugga il desiderio digioco dei bambini. Poi vi è la madreche accudisce da anni il figlio venten-ne in stato vegetativo. Domanda se inlui vi sia ancora l’anima. La terza arri-va dall’Iraq: un gruppo di giovani cat-tolici chiede come convincere i lorocoetanei a non fuggire, malgrado lepersecuzioni. Anche una donna isla-mica della Costa d’Avorio si rivolge alPapa: chiede cosa fare per fermare laviolenza che si è abbattuta sul suo pae-se, dove sino a ieri convivevano in pa-ce etnie diverse, cristiani e islamici edoggi il conflitto divide le famiglie. Se-guono domande «di fede»: in partico-lare sulla Resurrezione di Gesù.

È diretto nelle risposte il Papa «teo-logo». Condivide l’agoscia di Elena efa sua quella domanda sul perché deldolore. Invita ad avere speranza, per-ché anche Gesù ha sofferto come loro,senza colpa. Dio è loro vicino, assicu-ra. E alla fine si capirà il senso di que-ste sofferenze. Ringrazia i genitori

che con amore sono vicini al loro fi-glio in stato vegetativo. Li rassicura: ilcorpo è «strumento fragile e vulnerabi-le», ma l’anima rimane presente. Nonha abbandonato il loro Francesco. È«come una chitarra dalle corde spezza-te», che «non può suonare».La domanda della vedova musulma-na della Costa d’Avorio gli consente ditornare ad invocare la pace per quellaterra e la fine delle violenze fratricide,a ricordare che Gesù anche per l’Islamè «messaggero di pace». Rifuggire laviolenza, quindi, e riavviare il dialo-go. A questo non c’è alternativa. Ricor-da l’impegno concreto della Santa Se-de per trovare una soluzione, per «in-coraggiare un nuovo inizio». Quelloche è inaccettabile è la violenza in no-me di Dio. Lo spiega. «Non è un Dioche distrugge i nemici». «È venuto de-bole, solo con la forza dell’amore, to-talmente senza violenza fino ad anda-re alla croce. Questo ci mostra il verovolto di Dio. La violenza non vienemai da Dio. È un mezzo distruttivo enon è il cammino per uscire dalle diffi-coltà». Il Papa rincuora e ringrazia igiovani cristiani d’Iraq che hanno deci-so di non abbandonare il loro paese.Li invita ad avere pazienza e fiducia.«La Chiesa caldeggia il dialogo e la ri-

Foto di Alessandro Di Meo/Ansa

ROBERTO MONTEFORTE

IL NOSTRO SABATO

Passione Benedetto XVI celebra il venerdì santo a SanPietro

CITTÀDELVATICANO

Culture38

SABATO23APRILE2011

ROMA

conciliazione per fare uscire il paesedalla situazione attuale». L’obiettivo èaiutare a «ricomporre una società lace-rata, profondamente divisa». «Ricon-ciliazione e comprensione»: a questolavora la Santa Sede, «in contatto per-manente con le diverse comunità cri-stiane e con i fratelli musulmani, siasciiti, sia sunniti » e con il governo.Poi vi sono i dubbi, le incertezze delcredente. È il teologo a rispondere sulmistero della Risurrezione, di Gesùche supera la morte, «che sta sopra leleggi della biologia, della fisica» inuna condizione nuova, diversa, chenoi non conosciamo. Una vita nuova,la grande promessa per noi tutti, ver-so la quale noi siamo in cammino».«Gesù non ha lasciato il suo corpo allacorruzione, ci ha mostrato che anchela materia è destinata all'eternità, cherealmente è risorto, che non rimaneuna cosa perduta. È una realtà concre-ta, una speranza per tutta l’umanità».Sulla «discesa agli Inferi»: non è unviaggio che ha un dimensione geogra-fica o temporale, è un viaggio dell’ani-ma di Gesù che «si estende fino agliultimi confini dell'essere umano», che«va sino ai perduti» . Che abbraccia «ilpassato, tutti gli uomini di tutti i tem-pi».●

La musica, e particolar-mente quella classica, inquesta stagione ha as-sunto un significato civi-le nella vita del paese co-me è difficile riscontrare

in anni recenti: è il caso del concertoche ha tenuto Claudio Abbado giove-dì sera all’Auditorium di Roma, conla partecipazione della pianista Mar-tha Argerich e le Orchestre Mozart eMahler Chamber riunite.

Già dall’arrivo di Giorgio Napolita-no, accompagnato da Bruno Cagli so-printendente di Santa Cecilia cheospitava la serata, gli oltre 2700 spet-tatori che riempivano la sala si sonoalzati compatti dedicando un lungoapplauso al Presidente della Repub-blica. Una standing ovation di circa 5minuti forse perfino imbarazzanteper l’interessato, incline a un compor-tamento britannico come ha voluto

definirlo su queste pagine VittorioEmiliani. Siamo dunque ben oltrel’applauso «istituzionale» e in un mo-mento di scontro al calor bianco tra ilQuirinale e palazzo Chigi la cosa ac-quista un significato preciso, ribaditoda altre eclatanti manifestazioni di af-fetto del pubblico e degli interpretidella serata – Abbado stesso ha volu-to dedicare il concerto a Napolitano.

Ulteriori commenti scadrebberonella retorica: in questi mesi perònon è la prima volta che la musicaclassica diventa il catalizzatore di ma-nifestazioni dove – sconcerto e mera-viglia – ci si unisce. Quello che contermine assai vago e impreciso defi-niamo «il paese», si riconosce insom-ma attraverso una tradizione musica-le in cui l’Italia ha avuto un gloriosopassato e, purtroppo, un modestopresente – non solo per i tagli econo-mici alle nostre orchestre, istituzionimusicali e anche ai conservatori e al-le scuole di musica, ma soprattuttoper la mancanza di una politica cultu-

rale complessiva –, tradizione cheaspetta di essere ricompresa e inter-pretata.

D’altra parte la stessa musica è lìa dimostrarlo: riunendo due orche-stre diverse, ma entrambe fondateda lui e con cui ha particolare affia-tamento, Abbado ribadisce un parti-colare modo di fare musica insie-me, fatto di piacere e partecipazio-ne. Un modello insomma antiteticoa quello del direttore d’orchestradittatore tanto da trovare concretarealizzazione nella serata. Riuniredue compagini, infatti, non è opera-zione scontata, ma la fusione dellaMahler Chamber e della Mozart èinvece perfetta e funzionale all’im-paginato tutto francese presentatoda Abbado. Facevano da corniceNocturnes e La mer di Claude Debus-sy, brani dove il suono acquista unavalenza strutturale. Bisognavaascoltare con quale delicatezza i co-lori di questa musica erano restitui-ti, l’enorme distanza tra forte, fortis-simo, sempre controllatissimi, e ilpiano di luminosa opalescenza,mentre il fraseggio morbido talvol-ta giungeva perfino all’abbandono.Un risultato altamente seduttivo, incui Abbado ha trovato mirabile sin-tesi tra il Debussy pittorico, e quindianche po’ pittoresco ed edonistico,e quello dove la continua trascolora-zione dell’orchestra ha una valenzasimbolista.

SAGACE MATTATRICE

Al centro del programma due branidi Maurice Ravel, tra cui il Concertoin sol dove Argerich si è mostrataancora una volta ammaliziata inter-prete nonché sagace mattatrice: sot-to le sue mani il pianoforte acquistatinte anticonformiste, perfino biz-zarre e una aggressività espressioni-sta nel movimento finale, eseguitoa ritmi da capogiro, perfetta l’intesacon il direttore, e il pubblico la salu-ta con una vera ovazione di oltre 15minuti –un bis, Robert Schumann,Fantasiestücke n. 7 eseguito con cir-cense allegria. Abbado soprattuttoin questo caso, ma in un certo sensoanche nel seguente Pavane pourune infante défunte, grazie alla qua-lità del suono più materica e al fra-seggio più deciso, propone un Ra-vel di grande modernità, e l’affian-camento con Debussy acquista unfascino particolare: quante volte siascoltano nei concerti le musiche diquesti due compositori eseguite al-lo stesso modo, quasi fossero gemel-li identici? Proprio l’aver colto la pe-culiare dimensione spirituale dellepagine eseguite, in un programmain sé non spettacolare o popolare, èstato forse un ulteriore motivo perle straordinarie ovazioni che il pub-blico ha riservato ad Abbado al ter-mine di una straordinaria serata.●

Foto Ansa

Imperdibile occasione per gli

appassionati d’opera di tutto il

mondo: «Il barbiere di Siviglia», l’ope-

ra conclusiva della Stagione Lirica

2011 del Teatro Regio di Parma, sarà

trasmessa indirettamartedì26aprile

2011, alle ore 20.00 in tutte le sale ci-

nematografiche in Italia,Europa,Stati

Uniti e Nord America che aderiscono

alcircuitoMicrocinema,secondol’ori-

ginale e seguitissima iniziativa pro-

mossa da Rai Trade, che da tre anni

porta ilmondodell’Operadai piùpre-

stigiosi palcoscenici lirici nelle sale ci-

nematografiche di tutto il mondo.

L’operasarà trasmessa indifferitaan-

che inCanada, SudAmerica eAustra-

lia. I biglietti sonogià inprevendita, al

numero892.111 oppureonline sul sito

www.thespacecinema.it.

Sul podio il giovanissimo direttore

AndreaBattistoni cheguideràuncast

con Dmitry Korchak, Bruno Praticò,

Ketevan Kemoklidze, Luca Salsi, Gio-

vanni Furlanetto, Gabriele Bolletta,

NorisBorgogellieNataliaRomanpro-

tagonisti dell’effervescente allesti-

mentodel regista StefanoVizioli, con

scenediFrancescoCalcagnini, icostu-

misudisegnidiAnneMarieHeinreich

e le luci di Franco Marri. Orchestra e

Corodel TeatroRegiodi Parma.Mae-

stro del coro èMartino Faggiani.

LUCA DEL FRA

Il «Barbiere» di Parmase ne va al cinema...

Dirette digitali

Quale patria Il Capo di Stato saluta ilmaestro AbbadoeMartha Argerich

Abbado & Napolitanoper il paeseche vuole cambiareStanding ovation per il Capo dello Stato ed il direttore al concertocon Martha Argerich e le Orchestre Mozart e Mahler Chamber

Un film-tvsu EnzoTortora

GiancarloDeCataldoeMonicaZapelli stannoscrivendolasceneggiaturacheracconte-

ràlavitadiEnzoTortora,amatoconduttoreradiofonicoetelevisivoscomparsonel1988.Il film

tvarriveràsuraiunonel2012esaràprodottodallafamigliaLucisano.Trailoroprogettitelevisi-

vi anche«Il tesorodiPompei»direttodaMicheleSoavi, set a settembreecast internazionale.

39SABATO

23APRILE2011

Occhi neri, mobilissi-mi, intensi. Unosguardo vivace, pene-trante, e una voce av-volgente che subitocattura. Achinoam, la

yemenita, Noa la cantante israelianada tempo regina di una musica senzapiù confini. Ha da poco pubblicato ilsuo ultimo lavoro, Noapolis, Noa singsNapoli e il risultato è un album che sca-va nella memoria comune, parlaall’anima. E il Mediterraneo torna adessere luogo privilegiato di incontrofra popoli e culture. «Ho iniziato a can-tare canzoni napoletane molti anni fa,come bis al temine dei miei concerti inItalia, per ringraziare il pubblico italia-no per l’incredibile accoglienza e affet-to dimostratomi», racconta oggi. «Laprima canzone che Gil Dor e io abbia-mo arrangiato e presentato è stata Tor-na a Suriento, seguita poi da I’ Te Vur-ria Vasa e Santa Lucia Luntana. Daquella prima esperienza ne nacqueroaltre, grazie soprattutto all’incontrocon il Solis String Quartet che aggiun-sero alla nostra conoscenza altre can-zoni e altri meravigliosi arrangiamen-ti, che arricchirono il nostro reperto-rio. Gil Dor ne aggiunse altri traducen-do in ebraico alcuni testi, lavoro cheportò all’album Napoli-Tel Aviv. E ora,finalmente, siamo riusciti a registrarele canzoni in originale, in napoletano,il risultato è Noapolis».Napoliemandolini, lacanzone,unodei

tanti luoghi comuni dell’Italia. Che in

tanti frequentano senza però averne

memoria. Noa proviene da un’espe-

PAOLO ODELLO

[email protected]

IL NOSTRO SABATO

INTERVISTA

Voce del SudAchinoamNini, alias Noa

NOA: LA MIATAMMURRIATA

EBRAICA«C’è un ponte ideale tra la canzone

partonopea e la cultura ebraica»:la cantante isrealiana

racconta il suo «Noapolis»

Culture40

SABATO23APRILE2011

rienza artistica quanto mai lontana:

checosa l’ha spinta a rileggerne lamu-

sica, la storia?

«Ho conosciuto la canzone napoleta-na durante i miei concerti in Italia.Poi, approfondendo la conoscenza,ho trovato ragioni più profonde peramare canzoni di così sorprendentebellezza. Scavando più a fondo, oltrela bellezza della melodia, dentrol’anima di testi che offrono semprepiani di lettura differenti, ho scoper-to che c’è una sorta di ponte fra la miacultura ebraica e quella napoletana.Una piccola patria, un piccolo popo-lo, che ha sofferto guerre, conquiste etragedie come povertà, oppressione,epidemie ma nonostante ciò rimaneottimista. Lo spirito che si rifiuta dimorire! E poi ancora migranti che at-traversano il mare in cerca di un futu-ro migliore, che però mantengono le-gami profondi con la propria culturain qualsiasi posto la vita li conduca, eche finiscono per arricchire la societàche li ha accolti. Un inguaribile ro-manticismo, la lontananza da casa equel raro senso dell’umorismo che na-sce dalla sofferenza. Tutto ciò uniscele nostre due culture».E lo stesso mare, il Mediterraneo, da

sempre frequentato da popoli ricchi di

storia e cultura diverse. Che spesso si

combattonoe, a volte, si confrontano.

«Il mare unisce, è soltanto questionedi prospettiva. L’ho anche scritto nel-la presentazione del disco: io comevoi vivo vicino al mare. Un mare dilacrime, di parola, di speranze e dipaure. Un mare di musica e di sogni.Una nave che scompare in lontanan-za, i propri cari sono lasciati indietro.Ma una cartolina da casa suscita infi-nite emozioni, e a dispetto di un pas-sato spesso tragico, l’inguaribile ro-manticismo che risalta fuori, lo scin-tillio degli occhi, la rudezza e la deli-catezza, e la risata nata dalla sofferen-za. Di elementi comuni fra la mia ori-gine e la vostra ce ne sono molti, sono

lì davanti agli occhi, basta avere vo-glia di guardarli».Ci vuole anche la voglia di scavare, di

ripulire dalle inutili incrostazioni il ba-

gagliodiretoricachecitrasciniamodie-

tro.Lei lohafattospogliandodellatrop-

paretoricacanzoni fin troppoabusate.

«La chiave per arrivare all’anima èsempre una sola: l’amore. Per afferra-re l’anima di una canzone, dell’esi-stenza umana o di un’idea, è semprel’amore che deve indicare la strada.Ho un grande amore per l’Italia, peril sud, per il suo popolo e per la suastoria, per il suo linguaggio e per lasua musica. Un grande amore al qua-le si aggiunge un profondo rispetto.Il resto è lavoro duro portato a termi-ne grazie all’aiuto di ottimi musicisti,e ottimi amici, come i Solis StringQuartet».Il risultato si chiama «Noapolis» dove,

oltre adueversioni ebraichedi classici

come «Nini Kangi» (Gambardella) e

«Nonna Nonna» (Murolo), sorprende

l’intensa interpretazione di «Tammu-

riataNera».Piùmediterraneachemai.

«L’arrangiamento della Tammuriata

nera è dei Solis Quartet. E io lo amoperché è capace di catturare quelloche io ritengo essere sia il vero spiritodi questa particolarissimo brano.Una canzone che definirei multistra-to, come della maggior parte dellecanzoni napoletane. Non ci si può fer-mare alla superficie, dentro c’è moltodi più. Troppo spesso affrontata conleggerezza da ascoltatori e cantanti.La Tammuriata mescola cinismo e hu-mour, si tratta di una vicenda tragicae nota a tutti. È quella di una donna edel suo bambino, lei ha cercato unavia di fuga verso un futuro migliore,l’ha cercata nell’amore per un solda-to. Lui l’ha ingannata, lei ha perso lasua battaglia e della sua vergogna èintrisa tutta la canzone, taglia comeun coltello. Ma leggendo più in pro-fondità troviamo lo spirito di unadonna coraggiosa, che è disposta a ri-schiare ogni cosa pur di vivere in li-bertà la propria vita, il proprio dirittoall’amore e vive come se ciò fosse pos-sibile. Perde la battaglia ma apre lamente degli altri a nuove possibilità equelli non sono sicuri di potere accet-tare la nuova possibilità, l’alternati-va, la rottura del conformismo... e ri-dono. Un modo per nascondere lapropria insicurezza, la propria tristez-za. Lo humour che nasce dalla soffe-renza è uno dei temi napoletani cheporto nel mio cuore e l’arrangiamen-to del Solis Quartet lascia spazio a tut-te le passioni». ●

Ritorna a Torino l’appunta-mento con il Cinema (e nonsolo) GayLesbicoBisessua-leTransgenico (GLBT Film

Festival). Dal 29 aprile al 4 maggio,nella multisala del cinema Massimoarriva la 26ma edizione della rasse-gna diretta da Giovanni Malerba. Lacantante Noemi, l’ex top-model Veru-schka, Lindsay Kemp (che riceverà ilpremio alla carriera «Dorian Gray»),Dario Argento, le attrici italiane San-dra Ceccarelli e Francesca Inaudi sa-ranno, fra gli altri, al centro dellegiornate del GLBT di Torino. L’inau-gurazione del Festival, all'UCI Cine-mas Lingotto, la sera del 28 aprile,proporrà Four More Years, della sve-dese Tova Magnusson-Norling, unacommedia degli equivoci che intrec-cia la storia di David, leader politicodel partito liberale, sconfitto alle re-centi elezioni, sposato con una belladonna (interpretata dalla stessa regi-sta), attratto da un suo collega dellafazione opposta.

Tre le sezioni competitive (Lungo-metraggi, Documentari, Cortome-traggi), sottoposte al giudizio di tregiurie internazionali. Oltre 120 i filmprogrammati, in rappresentanza di35 paesi. L’Italia sarà presente con12 film, fra i quali il documentario365 without 377, di Adele Tulli (pro-dotto da Ivan Cotroneo); il cortome-traggio K@biria, di Sigfrido Giam-mona; mentre nella sezione BinariLungometraggi spiccano Il Richia-mo, di Stefano Pasetto, con SandraCeccarelli e Francesca Inaudi prota-goniste di un incontro in Patagonia(il film uscirà nelle sale il 6 maggioprossimo), e l’anteprima del giovaneautore torinese Roberto CuzzilloCamminando verso e quella assolutaall’interno del Focus: Iran, nodo allagola (Angels on Death Row), di RoccoBernini e Alessandro Golinelli, sullaferoce repressione del governo ira-niano contro gli omosessuali.

Fra i lungometraggi in concorso,

da segnalare Insects in the Back-yard, diretto (e interpretato) dallathailandese Tanwarin Sukkhapisit,Tomboy della francese CélineSciamma. Tra i Binari Documenta-ri merita l’annuncio l’americanoStonewall Uprising, di Kate Davis eDavid Heilbroner, presentato in sa-la da Stuart Milk, consigliere di Ba-rack Obama e presidente della Fon-dazione dedicata allo zio HarveyMilk, il politico americano degli an-ni ‘70, militante del movimento diliberazione omosessuale. Infine,fra le celebrità, vanno sottolineati idue corti diretti da James Franco(The Clerk’s Tale e Masculinity &Me); mentre Marina Vlady è l’inter-prete di Quelque jours de repit, diAmor Hakkar, e Chaz Bono, figlialesbica di Sonny&Cher, che recen-temente ha deciso di diventare uo-mo, si racconta nel documentarioBecoming Chaz, di Fenton Bailey eRandy Barbato.

Inoltre, il Focus «Think Pink!Non solo moda», ospiterà Veru-schka, «la donna più bella del mon-do» secondo il grande fotografo Ri-chard Avedon: in suo onore verràpresentato il film Veruschka, diPaul Morrissey; mentre Dario Ar-gento sarà il padrino delle tre nottidi «Midnight Madness», omaggioal cinema bizzarro, estremo, assur-do, kitsch (letto in chiave gay).●

TORINO

Mediterranea

Il disco

LamodellaVerushka

Verushkain passerellaal Glbt FestivalCinema Gay e non solo a Torino, dal 29 aprile al 4 maggiocon 120 film in programma da 35 paesi di tutto il mondo

PAOLO CALCAGNO

Da «Turna a Surriento» a «Villa-

nella che all'acqua vai» fino a «Tam-

murriata nera», alcuni classici della

canzonenapoletanareinterpretatida

Noa insieme al Solis StringQuartet.

ConGil Dor e il Solis StringdaMurolo all’infinito

«Migranti, piccoli popoliche hanno sofferto:ecco cosa ci lega...»

BollywoodsullaCroisette

BollywoodsbarcasullaCroisette: il festival diCannes (11-22maggio) rendeomaggio

quest'anno al grande cinema indiano d'autore, proiettando fuori competizione The grea-

test love story ever told, prodotto dal regista Shekhar Kapur appositamente per questa

edizione. In sostanza, il film riunisce tutti i più beimomenti della storia deimusical indiani.

41SABATO

23APRILE2011

Il Palazzo Reale di Milano dedi-ca una retrospettiva densa emolto ben impaginata a Mim-mo Paladino (1948), uno deiprotagonisti della svolta spet-tacolare che avvenne oltre la

metà degli anni Settanta. La faseprecedente, nata attorno al ’68, po-trebbe essere compendiata nel bino-mio «corpo e concetto», cui si volleopporre un ritorno a certi valori piùtradizionali concentrabili nella cop-pia «colore e immagine». Paladino,assieme a quattro altri colleghi, fuassunto come alfiere del gruppo det-to della Transavanguardia, ma giu-stizia vuole che si riconosca che an-che altri, allora, remarono nella stes-sa direzione, rintracciabili entrodue diverse formazioni, Nuovi nuo-vi e Anacronisti. Sarebbe però im-motivato far pesare su Paladino que-ste vecchie diatribe, ora è di lui chesi deve parlare, e della sua meravi-gliosa sensibilità per la cromia, taleda farne, mi sono sempre trovato adaffermare, un perfetto erede di Ma-tisse, che è encomio tra i massimi daelargire a un pittore. La mostra mila-nese si apre con un dipinto del1977, Silenzioso, mi ritiro a dipinge-re un quadro, corrispondente pro-prio a un interno, a una di quellestanze alla Matisse che scivolanogiù, risultanti da una perfetta tarsiadi stesure cromatiche, con esili ico-ne a fare da spartitraffico, come av-viene proprio in questo dipinto, incui un omino stecchito stende le

braccia quasi alla maniera di un vi-gile intento a regolare il traffico,ovvero a curare la distribuzione co-me di tanti soffici tappeti al sole.

UMANI E VEGETALIQuesto è anche il punto di equili-brio che Paladino ha tenuto per lopiù, nella sua ricca produzione suc-cessiva, dove lo vediamo in genereproporci una distesa, un mare dicromia brillante, ribollente, quasiuna colata di lava, entro cui egligetta qualche frammento, leggibi-le o no, a consumarsi in quella bro-da divorante, o a spuntarne comeun rottame da naufragio. Mi è pu-re capitato di dire che Paladino sideve guardare dall’insistere in ec-cesso sulla componente antropo-morfa, è meglio cioè che in lui leteste, i busti si prestino pur semprea funzionare come tronchi di vege-tali pronti ad emettere fronde.Questo è proprio il logo scelto peril catalogo e manifesto della mo-stra, una testa mozza da cui parteuna ramificazione pronta ad allac-ciare lo spazio. Giova insomma alnostro artista giocare sul «tutto pie-no», anche se talvolta gli riesce pu-re di sagomare entro schemi geo-metrici le sue tarsie e di ridurle aun nero luttuoso.

Forse perfino troppo consapevo-le della propria maestria in fatto dicolore, l’artista sembra volersi sfi-dare e battere le vie della plastica,in cui riesce poco sicuro se questapretende di «fare da sé», se cioè isuoi umanoidi si isolano nel vuotopuntando solo su una massa com-patta. Ma la cosa funziona se vice-versa si tratta di minuscoli brani dioggetti quasi indecifrabili, che van-no ad attaccarsi come molluschi adelle larghe forme circolari, scudidi qualche gigante barbarico, ruo-te della fortuna in cui siamo invita-ti a leggere messaggi arcani e sfug-genti.●

Vittoriale MondovìPalazzo De Mayo

RENATO BARILLI

IL NOSTRO SABATO

Il Vittoriale si è arricchito di un nuovo

museoche,attraverso 150oggettiprezio-

sied’usocomune,mettein luceilmodoin

cuiD’Annunziovedevasestesso, ilrappor-

tocolpropriocorpoeconciòchetoccava.

L’allestimentominimalista è statoproget-

tato da Bucarelli.

D’Annunzio e il suo corpo

MuseoD’Annunzio segreto

Gardone Riviera (BS), Vittoriale

degli Italiani

Progettodell’allestimentodiAn-

gelo Bucarelli

Voto: 4

Sono oltre seicento le ceramiche espo-

steealtriduemilapezzisononeidepositi.

Le ceramicheprovengonodalle collezio-

nidiMarcoLevi (1910-2001). Ilmuseorac-

conta la storia del distretto ceramico

monregalese anche attraverso impianti

multimediali realizzatidaStudioAzzurro.

Ceramica multimediale

Museo della Ceramica

Mondovì(CN),PalazzoFauzo-

ne di Germagnano

Progetto dell'allestimento di

FerdinandoFagnola

Installazioni multimediali di

Studio Azzurro

Voto: 4

L’artista ha ideato la nuova sala perma-

nente cheospita ungrande capolavoro ar-

cheologico, ilGuerrierodiCapestranoeper

l’occasionehacreato ilsuonuovo«Guerrie-

ro» esposto, con altri lavori, nella mostra

inauguraledel nuovomuseodiPalazzoDe

Mayo, della FondazioneCarichieti.

Il nuovo Guerriero

MimmoPaladino

Chieti, Museo Archeologico e

PalazzoDeMayo

Lamostra dura fino al 30aprile

Catalogo: Allemandi, a cura di

Gabriele Simongini

Voto: 5

PALADINOUNA

CASCATADI COLORI

A Palazzi Reale di Milano unaretrospettiva densa e ben impaginata

dell’artista erede di Matisse

Paladino Palazzo Reale

a cura di Flavio Arensi

Milano

PalazzoReale

Fino al 10 luglio

Catalogo: Giunti

MimmoPaladino, «GrandeCabalista», 1981

MILANO

Arte

SORPRESE& SEGRETIFlavia Matitti

42SABATO23APRILE2011

Entra in scena dalla pla-tea come un personag-gio in cerca d’autore,pronto a fare ma so-prattutto a farsi delledomande, capelli lun-

ghi e scomposti, occhi spiritati, untavolo che riempie la scena colmodi fogli, di appunti, su cui sdraiarsisotto la luce di alcune lampade usa-te come punti di riferimento, peringaggiare una lotta che sicura-mente è di parole ma che è anchefisica e intellettuale. Sono passatiormai ventinove anni dal suo pri-mo spettacolo, ma Alessandro Ber-gonzoni è sempre lui: beffardo, iro-nico, nemico della virgola e deidue punti, del punto e virgola maanche del punto e basta, pronto asfidare i luoghi comuni, figurarsi leapparenze. Sta lì in palcoscenicocon un’aria vagamente catatonica,ma a risvegliarlo basta la parola esubito si trasforma in un personag-gio vitale e logorroico, allampana-to e bizzarro dalla presenza elettri-ca e coinvolgente, con i suoi inter-rogativi destinati a rimanere senzarisposta dando al pubblico, chestravede per lui, l’impressione diaverlo lasciato il giorno prima. Suc-cede sempre così con Bergonzoni esuccede anche in Urge il suo nuovospettacolo dal titolo «misterioso»come spesso gli capita, che porta ingiro con successo per l’Italia. Per-ché Bergonzoni non centellina sestesso: artista in perenne fibrilla-

zione scrive, dipinge, segue la fon-dazione di cui è testimonial e quan-do sta in scena è perché gli «urge»sul serio. Ma cos’è che deve direper forza comunicandolo dopomolti giri di parole? Il linguaggioprima di tutto, che, impoverito equasi umiliato, deve riacquistarebellezza e vigore. E poi urge indi-gnarsi, urge dire che non c’è un’uni-ca verità, un’unica religione, ununico comportamento. Ma senza fi-losofare solo con la capacità straor-dinaria di giocare con le parole, an-zi di sovraesporre la parola dilatan-dola e trasformandola in qualcosad’altro per superfetazione.

UN UNIVERSO SPIAZZANTE

Dentro questo universo spiazzantecome un enigma non si può fare ameno di porci – ma è solo un flash -alcune domande su alcuni argo-menti di cui si parla: chi mai sarà ilGranché? perché il mare è «azi-mo», che cosa è la «ciabatta peni-ca», come rappresentare «Dio mi-mato», chi è l’achefare? E che diredel saggio cormorano e del suo ri-conoscibilissimo richiamo, del «ser-gente a sonagli», di tutte le vaghecreature che popolano i suoi mono-loghi che certo ti fanno ridere pervia dei «nonsense» che li percorro-no, ma che generano una strana,sottile inquietudine, una beckettia-na sospensione di senso? Doman-de su domande che avranno comerisposta vaticini su vaticini, paroleche si mordono la coda fino a farciintravedere un punto d’arrivo.Quello che urge in Urge, perchéprobabilmente ci manca, è la «vasti-tà», la capacità di pensare altro, diandare oltre, di essere liberi, di gio-care con l’assurdo come dei «bam-bini grandi» che non hanno smarri-to il senso dell’avventura. La vasti-tà come avventura del linguaggio edel pensiero. Oppure no? ●

Balanchiniana Anime SorelleTrasform’azioni 11

IL NOSTRO SABATO

MARIA GRAZIA GREGORI

Come principaldell’AmericanBallet,Nina

Ananiashvili ha approfondito l’opera del

sommoMr. B (sigla dietro alla quale c’è Ba-

lanchine, uno tra i massimi coreografi del

Novecento). E ora, la bella silfide russa le ri-

versainpatria, inGeorgia,perlacompagnia

che ben dirige. Serata in esclusiva italiana.

I russi e Mr. B

Serata Balanchine

Serenade,Mozartiana eDuoConcertant

coreografie di George Balanchine

conNinaAnaniashvilie ilBallettodelTeatroNaziona-

le della Georgia

Legnago (Vr), Teatro Salieri 30 aprile

150 anni d’Italia a teatro si ricordano

anche così: con questa pièce delicata e

poetica incui tre figuredidonne,una la-

vandaia veneta, la cameriera di Cavour

e Anita Garibaldi partecipano in vario

modo e con diversa consapevolezza al

progetto di Unità d’Italia.

All’ombra di Anita G.

Anime Sorelle

diGianni Guardigli

regia di Toni Bertorelli

con Barbara Chiesa, Loredana Martinez, Michela

Martini

Scenedi Claudia Calvaresi

Roma, TeatroDue dal 26 aprile al 15maggio

La compagnia Lios tornasuisuoiconsue-

tipassidiButohconunFestivalfattodiper-

formance eworkshop. Tra le ospiti di que-

sta undicesima edizione: YukoKaseki, che

vivee lavoraaBerlinocon«Unspelled»(26

aprile)eMelissaLohman,attivanellascena

newyorkese, con «Vertigine» (27 aprile).

Danzando butoh

Trasform’azioni 11

rassegna internazionale di danza butoh

Spettacoli di Yuko Kaseki, Melissa Lohman e della

compagniaLios(FlavioArcangeli,AlessandraCristia-

ni, Maddalena Gana, Manuela Giovagnetti, Saman-

thaMarenzi, Marie-Thérèse Sitzia, StefanoTaiuti)

Roma,Teatro FurioCamillo dal 26aprile al 1maggio

LEPRIMERossella Battisti

Teatro

SERGENTEA SONAGLI

E ALTRINONSENSE

Affollato di paradossi, neologismi,perché senza risposta, «Urge»

di Bergonzoni spiazza e diverte

Urge

Di e con Alessandro Bergonzoni

Regia di Alessandro Bergonzoni e RiccardoRodolfi

Milano, Teatro Elfo Puccini e in tournée

****

UrgenzeAlessandro Bergonzoni nel suo spettacolo «Urge»

MILANO

43SABATO

23APRILE2011

www.unita.it

Zapping

06.00 Euronews. News

06.10 DA DA DA In musica. Videoframmenti

06.30 Mattina in famiglia. Attualità.

10.00 Verdetto Finale.Show.

10.50 Aprirai. Rubrica.

11.10 7+. Rubrica

12.00 La prova del cuoco. Gioco. Conduce Antonella Clerici

13.30 TELEGIORNALE

14.00 Uniti nei valoriShow. “VI° edizionedel Concerto della Polizia per la legalità “.

15.30 Le amiche del sabato. Show.

17.00 TG 1

17.15 A Sua Immagine.Evento. ConduceRosario Carello.

17.45 Passaggio a Nord -Ovest. Documentario.

18.50 L’Eredità. Quiz. ConduceCarlo Conti.

20.00 TELEGIORNALE

20.30 Rai Tg Sport

20.35 Affari Tuoi. Gioco.Conduce Max Giusti.

21.10 What Women Want- Quello che ledonne vogliono.Film commedia(USA, 2000). Con M. Gibson H. Hunt. Regia di N. Meyers

23.25 Percy Jackson e glidei dell’Olimpo.Film avventura(CAN/USA, 2010).Con L. Lerman U. Thurman. Regiadi C. Columbus

21.00 Bibi e il segretodella polvere magica. Film commedia(GER, 2004). Con S. Von KrosigkK. Riemann. Regia di F. Buch

23.00 The Karate Kid -Per vincere domani.Film drammatico(USA, 1984). Con R. Macchio P. Morita. Regia di J. Avildsen

21.00 Baciami ancora.

Film sentimentale

(ITA, 2010).

Con S. Accorsi

V. Puccini.

Regia di

G. Muccino

23.30 SDF - Street

Dance Fighters.

Film drammatico

(USA, 2004).

Con Omarion

M. Houston.

Regia di C. Stokes

19.05 Generator Rex.

19.30 Bakugan Battle

Brawlers.

19.55 Leone

il cane fifone.

20.45 Takeshi’s Castle.

21.10 Le meravigliose

disavventure di

Flapjack.

21.35 Adventure Time.

22.00 Le nuove avventure

di Scooby-Doo.

18.10 Azzardo immobiliare USA.

19.10 Comprare casa all’estero. Documentario.

20.10 Flip That House.Documentario.

20.40 Flip That House.Documentario.

21.10 Orrori da gustare.Documentario.

22.10 Ristrutturo e ci guadagno?.

18.00 DVJ Pop. Musicale.“Best of”

18.55 Deejay TG

19.00 24/7. Musicale

20.00 The Flow. Musicale.“Best of”

21.00 The Club. Musicale

21.30 Queen Size. Rubrica

22.30 DVJ. Musica

00.30 The Club. Rubrica

19.05 Vita segreta

di una teenager

americana.

Telefilm

20.00 I Soliti Idioti. Show.

20.30 I Soliti Idioti. Show.

21.00 Mtv News. News

21.05 Paris Hilton Dubai

BFF. Show

22.00 Jersey Shore.

Telefilm

23.00 I Soliti Idioti. Show.

CRIMINAL MINDS

Rai 1 Rai 2 Rai 3 Rete 4 Canale 5 Italia 1 La 7

Sky Cinema 1 HD

Sky Cinema Family

Sky Cinema Mania

CartoonNetwork

DiscoveryChannel

Deejay TV MTV

RAIDUE - ORE: 21:00 - TELEFILM

CON THOMAS GIBSON

ULISSE: IL PIACERE DELLA SCOPERTARAITRE - ORE: 21:05 - RUBRICA

CON ALBERTO ANGELA

KAROL UN UOMODIVENTATO PAPACANALE 5 - ORE: 21:10 - MINISERIE

CON PIOTR ADAMCZYK

MATILDA SEI UNICA

ITALIA 1 - ORE: 21:10 - FILM

CON DANNY DE VITO

SERA

21.10 Ballando

con le stelle.

Show. Conduce

Milly Carlucci,

Paolo Belli.

23.10 TG1 - 60 Secondi

00.35 Italia mia, esercizi

di memoria.

Rubrica. Conduce

Enrico Vaime

01.15 TG 1 - NOTTE

01.30 Cinematografo.

Rubrica. Conduce

Gigi Marzullo.

06.00 7 vite. Situation Comedy.

06.25 L’isola dei Famosi.Reality Show.

08.55 Victorius. Telefilm.

09.20 Social King. Rubrica.

10.15 Sulla Via di Damasco. Rubrica.

10.50 QUELLO CHE. Rubrica.

11.30 Aprirai. Rubrica.

11.35 Mezzogiorno In famiglia. Rubrica.

13.00 TG 2 GIORNO.News

13.25 Rai Sport Dribbling. Rubrica.

14.00 Quelli che aspet-tano.... Show.

15.40 Quelli che il calcioe.... Show.

17.05 Rai Sport StadioSprint. Rubrica.

18.00 TG 2 L.I.S.. News.

18.05 Rai Sport 90° minuto. Rubrica.

19.05 L’Isola dei Famosi:la settimana. Reality Show.

19.30 L’Isola dei Famosi.Reality Show.

20.25 Estrazioni dellotto. Gioco

20.30 TG2 -20.30

SERA

21.00 Criminal Minds.

Telefilm.

Con Joe Mantegna,

Thomas Gibson,

Shemar Moore

Mandy Patinkin

22.35 Rai Sport

La Domenica

Sportiva

Rubrica. Conduce

Paola Ferrari

01.00 TG 2

01.20 TG 2 Dossier

Rubrica.

08.00 Nel Gorgo del Peccato. Film drammatico(Italia, 1955). Con Giulio Calì,Franco Fabrizi.Regia di VittorioCottafavi

09.25 Agente Pepper. Telefilm.

10.35 Magazine Champions League. Rubrica

11.00 TGR BellItalia. Rubrica.

11.30 TGR Prodotto Italia. Rubrica.

12.00 TG3

12.30 TGR Il Settimanale.

12.55 TGR Ambiente Italia

14.00 TG Regione / TG3

14.45 TG3 Pixel. Rubrica.

14.50 Tv Talk. Rubrica.

16.25 Art News. Rubrica.

16.55 TG3 L.I.S.

17.00 Diritto d’amare.Film drammatico(Usa, 1989). Con Diane Keaton,Liam NeesonRegia di L. Nimoy

18.40 KilimangiaroAlbum. Rubrica.

19.00 TG3 / TG Regione

20.00 Blob. Rubrica.

20.10 Ritratti. Talk show.

SERA

21.05 Ulisse: Il piaceredella scoperta. Rubrica. ConducePiero e Alberto Angela.

23.15 TG 3

23.30 TG Regione

23.35 Un giorno in Pretura. Rubrica. ConduceRoberta Petrelluzzi.

00.35 TG3

00.45 TG3 Agenda delmondo. Rubrica.

06.10 Media shopping.Televendita

07.00 Vita da strega. Situation Comedy.

07.30 Vita da strega. Situation Comedy.

08.00 Kojak II. Telefilm.

08.50 Vivere meglio.Show. Conduce Fabrizio Trecca

10.25 Carabinieri. Telefilm.

11.30 Tg4 - Telegiornale

12.00 Vie d’Italia - Notiziesul traffico. News

12.02 Distretto di polizia.Telefilm.

12.55 Ricette di famiglia.Rubrica. Con Davide Mengacci

13.50 Forum: sessionepomeridiana delsabato. Rubrica. ConduceRita Dalla Chiesa

15.15 Poirot: assassinioin Mesopotamia.Film Tv giallo (GB, 2001). Con David Suchet,Hugh Fraser, Ron Berglas.

17.00 Monk. Telefilm.

18.55 Tg4 - Telegiornale

19.35 Tempesta d’amore.Telefilm

SERA

21.30 Mr. Crocodile

Dundee.

Film avventura

(1985).

Con Paul Hogan,

Linda Kozlowsky.

Regia di P. Faiman.

23.20 Contro campo

posticipo.

23.30 Contro campo.

01.20 Tg4 night news

01.43 Ieri e oggi in tv

special. Show.

“Risatissima 1985”.

06.00 Prima pagina

07.57 Meteo 5. News

08.00 Tg5

08.50 Loggione. Evento

09.45 Superpartes. News

10.46 Due padri di troppo. Film commedia(USA, 1997). ConRobin Williams,Billy Crystal, Nastassja KinskiRegia di Ivan Reitman.

13.00 Tg5

13.41 Il diritto di una madre. Film commedia(Canada, 2008).Con Sonja Bennett,Roger R. Cross,Agam Darshi. Regia di Gary Harvey.

15.30 Verissimo - Tutti i colori della cronaca.News. Conduce Silvia Toffanin

18.50 Chi vuol essere milionario. Gioco.

20.00 Tg5

20.30 Meteo 5. News

20.31 Striscia la notizia -La Voce dell’improvvidenza.Show. Conduce Ficarra, Picone

SERA

21.10 Karol un uomo

diventato Papa

1 parte.

Miniserie. Con

Piotr Adamczyk.

23.30 Chiambretti Night -

Solo per numeri

uno. Show

00.30 Tg5 - Notte

01.01 Striscia la notizia.

Show

01.22 Rocco.

Film Tv commedia

(Italia, 2003).

06.00 Una pupa in libreria Situation Comedy

06.25 Media shopping.Televendita

10.10 Tv moda. Rubrica. Con Jo Squillo

12.25 Studio aperto

13.00 Guida al campionato.

14.00 Il viaggio dell’unicorno. Film Tv fantastico(USA, 2000). Con Beau Bridges,Chantal Lin,Heather McewenRegia di P. Spink.

16.35 Il dottor Dolittle 5.Film Tv commedia(USA, 2009). Con Kyla Pratt,Jason Bryden,Doron Bell Regia di Alex Zamm.

18.30 Studio aperto

18.58 Meteo. News

19.00 Tom & Jerry. Cartoni animati.

19.30 Piccola peste. Film commedia(USA, 1990). Con John Ritter, Michael Oliver, Jack Warden. Regia di Dennis Dugan.

SERA

21.10 Matilda sei mitica.Film commedia(USA, 1996). Con Mara Wilson,Rhea Perlman,Danny De VitoRegia di Danny De Vito.

23.10 Air force two. Film Tv azione(USA, 2005). ConMariel Hemingway,David Keith, Jill Bennett

01.05 Tv moda. Rubrica.

06.00 Tg La7/ meteo/oroscopo/ traffico- Informazione

06.55 Movie Flash. Rubrica

07.00 Omnibus. Attualità.

07.50 Casa ricordi. Film biografico (Italia, 1966). ConPaolo Stoppa, Gabriele Ferzetti.Regia di C. Gallone

10.20 Bookstore. Attualità.

11.30 L’ispettore Tibbs.Telefilm.

12.30 Ultime dal cielo.Telefilm.

13.30 Tg La7

13.55 Il contratto - Gente di talento.Show.

15.55 Movie Flash. Rubrica

16.00 Star Trek V - L’ultima frontiera.Film (USA, 1989).Con William Shatner. Regia di William Shatner

18.05 Bingo Bongo. Film (Italia, 1982).Con Adriano Celentano. Regia diP. Festa Campanile

20.00 Tg La7

20.30 In Onda. Attualità.

SERA

21.30 L’ispettore Barnaby. Telefilm.

23.30 Medical Investigation. Telefilm.

00.30 Tg La7

00.40 M.o.d.a. Spettacolo.

01.20 Movie Flash. Rubrica

01.25 Dossier Confidenziale. Film (GB, 1986).Con Gabriel Byrne

44SABATO

23APRILE

2011

Domani

BUONE

DALWEB

Il Tempo

NORD sereno o poco nuvolo-

so, salvo i consueti addensamenti

pomeridiani a ridosso dei rilievi.

CENTRO serenoopoconuvo-

loso, variabile sulla Sardegna.

SUD cieli inprevalenza sereni

o poco nuvolosi.

Oggi

MarcoRovelliwww.alderano.splinder.com

ZOOM

CAST STELLARE PERMUCCINO

Gabriele Muccino è tornato dietro lamacchina da presa per dirigerePlaying the Field, una commedia ro-matica su amori e separazioni cheannovera un cast stellare. Sul set ashreveport del suo nuovo film ci so-no in questi giorni Gerald Butler, Ca-therine Zeta Jones, Uma Thurman(neogiurata a Cannes), DennisQuaid e Jessica Biel.

Pillole

Spiacenti, cara Camusso, maquesta volta sbaglia e molto.Il sindaco di Firenze decide di

aprire i negozi giusto nel giorno delPrimo Maggio e lei, responsabile del-la Cgil, lo accusa di essere un provo-catore e di «cercare visibilità». Que-sta risposta polemica dà ragione aquanti sostengono la faziosità delpiù grande sindacato italiano. Infat-

ti, è chiaro come il sole che Matteo Ren-zi quando fa sul serio lavora nell’om-bra. Ci accuseranno – a nostra volta –di «accanimento», ma possiamo forsedimenticare che proprio Renzi, per ilbene della sua città, scelse di intercede-re presso il dittatorello suonandogli ilcampanello di notte e senza aver dettoniente al consiglio comunale? Di più:accettò di andarlo a trovare rendendo-gli omaggio nella sua abitazione priva-ta, evitando di conseguenza il clamoredi una visita ufficiale a Palazzo Chigi.Neanche Cuccia nei suoi giorni miglio-ri. È il sindacato che ha rovinato l'Ita-lia, non Berlusconi, vero Cucciolo?❖

NORD Cieloserenoopoconu-

voloso.

CENTRO Cielo nuvoloso sulla

Toscana, variabile sulle altre regio-

ni.

SUD Tempovariabile su tutte

le regioni.

Dopodomani

Si è dibattuto molto, trop-po, su carta e ancor di piùin rete, sul boicottaggiodelle aziende berlusconia-ne in campo culturale, ov-

vero Mondadori e Einaudi, e moltisono stati gli argomenti addotti. Macerto, a mio parere, risulta difficilesostenere il boicottaggio di Einaudifinché il suo reparto saggistica pub-blica una straordinaria doppietta dilibri come Poveri, noi di Marco Revel-li e Finanzcapitalismo di Luciano Gal-lino. Due testi fondamentali percomprendere l’Italia, nel caso di Re-velli, e il mondo, nel caso di Gallino.Revelli, con la sua usuale rigorosa ca-pacità analitica e il suo stile fluido, ciracconta l’impoverimento crescentedel nostro paese, sia in termini asso-luti che in termini relativi, la forbicecrescente tra ricchi e poveri, i salariin calo e i profitti delle grandi impre-se in mirabolante crescita, il declinoeconomico del ceto medio: fenome-ni drammatici che, per quanto noncerto limitati all’Italia, in Italia si fan-no più pesanti che altrove, come di-mostrato da una lunga serie di dati estatistiche. Questo declino italianonon può che essere inquadrato nelcontesto di una crisi globale, quelladel «finanzcapitalismo» analizzatomagistralmente da Gallino. Un libroche bisogna leggere per comprende-re che viviamo in una dittatura finan-ziaria che ci strangola quotidiana-mente, e farla finita con le chiacchie-re sulla democrazia globale. Comequesta dittatura sia tale non metafo-ricamente, ma realissimamente, locapiamo pagina dopo pagina, nellamisura in cui Gallino ci mostra i mec-canismi di questo capitalismo, checon un vero e proprio salto quanticoha sostituito il vecchio «capitalismoindustriale». Speculazione vertigino-sa che rende strutturalmente prossi-mo al collasso l’intero sistema, cre-scente redistribuzione dei redditidall’alto in basso, origini politiche diun processo che ci viene presentatocome «naturale». È tempo che ce nerendiamo conto, di questa rivoluzio-ne: il tempo che resta non è molto.❖

CAPITALISMO

DA

VERTIGINE

Ospite specialissimodel Centro Sociale Cantiere e il NoMamadiMila-

no la sera del 25 aprile è Hamada Ben Amor, 22 anni, di Sfax, in arte El

Général. Ovvero il rapper e voce ribelle della rivoluzione tunisina, autore di

«Tounes Bladna», diventata l’inno delle rivolte contro il regime di Ben Ali. .

El Général e il suo rap ribelle a Milano

Culture

I PANNELLI RITROVATI DI JANCO

Dati per scomparsi per oltre 50 an-ni, quattro pannelli in legno dipin-ti da Marcel Janco - uno dei fonda-tori del movimento Dada - sonoora esposti nel Museo Janco-Dadadi Ein Hod. I pannelli erano statiprogettati da Janco negli anni ’50per essere esposti su una delle na-vi della Zim, la compagnia di navi-gazione israeliana.

NANEROTTOLI

NORD variabile su tutte le re-

gioni.

CENTRO poco nuvoloso sulle

regionitirreniche,piusoleggiatosul-

le adriatiche.

SUD sereno o poco nuvloso

Renzi e il sindacatoToni Jop

45SABATO

23APRILE

2011

zFoto di Alessandro Di Meo/Ansa

Parte l'operazione «ago e filo» peril Milan, che nel 34˚ turno tuttospalmato nella giornata odierna,contro un Brescia quasi retroces-so, stasera (ore 19) al Rigamontipotrebbe piazzare un altro impor-tante tassello per arrivare a cucirsiaddosso il 18˚ scudetto della suastoria. Da quando ha vinto il der-by, Allegri in campionato non neha sbagliata più una, e ha anchesmesso di nascondersi: «Ago e filopronti? No, ma vincere significhe-rebbe fare un bel balzo in avanti»,ha ammesso ieri il tecnico rossone-ro, «è la partita del campionato,perché è la più importante e puòdecidere tutto». Allo squalificatoIbrahimovic, contro le rondinellesi aggiunge l'infortunio di Pato.Spazio quindi a Robinho al fiancodi Cassano con Boateng alle lorospalle e Seedorf in cabina di regia.E sperando in un altro passo falsodel Napoli, impegnato sul difficilecampo di un Palermo che da quan-do è tornato Delio Rossi naviga avele spiegate, il vantaggio sui par-tenopei aumenterebbe ancora, e a4 gare dalla fine, già dalla prossi-ma contro il Bologna per Allegri sa-rebbero tutti match point.

MAIMOLLARE

Ma il Napoli, fa sapere Mazzarri,venderà cara la pelle: «Vogliamodare il 130% delle nostre possibili-tà, non facciamo calcoli, sono tut-te partite importanti, la partitacon l'Udinese non ci ha tolto alcu-na motivazione», risponde il tecni-co azzurro, che oggi schiererà Cri-bari e Mascara al posto degli squa-lificati Cannavaro e Lavezzi. Dal

Barbera occhi puntati al tabellone,perché a San Siro c'è la gara che inte-ressa più da vicino le sorti dei cam-pani, soprattutto in chiave secondoposto. Di questi tempi lo scorso an-no, a campi invertiti, Inter-Lazio fu«la partita della vergogna», con laCurva Nord che tifò per gli avversarie con i giocatori biancocelesti chediedero il minimo pur di non regala-re lo scudetto ai cugini romanisti.Quella di oggi sarà invece gara vera,perché in palio c'è un terzo postoche vale l'accesso diretto in Cham-pions evitando i preliminari. ConLeonardo che ieri ha scartato l'ina-spettato dono di Mourinho da Ma-drid: «Con lui dall'inizio - ha detto loSpecial One fresco fresco di vittoriain Copa del Rey - il prossimo anno

l'Inter potrà costruire un nuovo ci-clo». L'assist che di fatto allontana ilportoghese da un clamoroso ritornoalla Pinetina e allo stesso tempo av-vicina il brasiliano alla conferma. AMoratti basterebbe già la Coppa Ita-lia da affiancare alla qualificazionein Champions, se possibile da vicecampione, e per tornare a crederciserve vincere oggi, contro una Lazioche seguirà anche quanto avviene aUdine, dove i bianconeri di Guido-lin se la vedranno contro il Parma, atre misure dalla B e bisognoso dipunti salvezza.

VALERI? NO GRAZIE

Arbitrerà Valeri di Roma, scelta chenon ha gradito il patron dei friulaniPozzo, per il quale «sarebbe stato

più opportuno designare un arbitrodi un'altra città», vista la sua squa-dra in lotta contro due squadre capi-toline. Frase che ieri ha «mandato ditraverso la colazione» a Ghirardi: «Èassurdo lamentarsi e pensare cheun arbitro romano possa sfavorirlo -ha sbottato il patron del Parma amargine di un sempre più nervosoConsiglio di Lega - quando è a 60punti e sta realizzando l'anno re-cord dell'Udinese». Dubbi a parte, ibianconeri ritrovano Sanchez e DiNatale, e sperando in un “favore”dell'Inter, salirebbero di nuovo quar-ti, scalzando la Lazio ora sopra di unpunto. Dietro Guidolin, c'è sempreil tandem formato da Roma e Juve,rispettivamente a sei e sette punti diritardo e in lotta per un posto in Eu-

SIMONE DI STEFANO

www.unita.it

Milan, unaPasqua tricoloreL’Intermisura la forza LazioIl calcio in campo prima dellaPasqua: il Milan cerca un altropezzo di scudetto a Brescia,l’Inter può solo sperare, doven-do ospitare la Lazio. Dietro, ilNapoli promette di tenere du-ro. Polemiche a Udine.

Un contrasto tra Hernanes e Cambiasso: la Lazio di Reja sempre più vicina alla Champions, decisivo ilmatch di oggi a San Siro

ROMA

[email protected]

p Serie A oggi in campoper l’anticipo festivo: i rossoneri a Brescia per consolidare il primato

p I nerazzurri ospitano la squadra di Reja che culla l’aggancio. Napoli nella tana del Palermo

Sport46

SABATO23APRILE2011

ropa League. I giallorossi, nell'antici-po delle 12, se la vedranno all'Olim-pico con il Chievo, quasi salvo e cer-to messo meglio del Catania, attesonel posticipo delle 21 dalla trasfertain casa della Juve, e che quest'annofuori dal Massimino non ha mai vin-to. In chiave salvezza, il Lecce va incasa del Genoa, mentre inizia il suomese più caldo la Sampdoria di Ca-vasin, fino a ieri blindata alla Bor-ghesiana in vista della delicata tra-sferta di Bari in cui si gioca parte del-le speranze di restare in Serie A. Blu-cerchiati con il solo Pozzi in attacco,pugliesi che invece, per evitare lacondanna aritmetica, dovranno vin-cere e sperare che il Cesena non fac-cia altrettanto al Dall'Ara con il Bolo-gna.❖

Un ragazzo educato. E ve-locissimo. Ricorronoquest’anno i 10 anni del-la morte beffarda di Mi-chele Alboreto, mentre

collaudava (esattamente il 25 aprile2001), un Audi Sport sulla pista tede-sca del Lausitzring, la stessa dove, po-chi mesi dopo, perse le gambe Ales-sandro Zanardi, al volante di una mo-noposto della Cart americana. EnzoFerrari, nell’ultimo periodo della suavita, si era innamorato di Alboreto -esattamente nel 1984 - riaprendo leporte di Maranello a un pilota italia-no, dopo che già lo aveva fatto conAscari, Bandini o Giunti, tutti mortial volante di quelle rosse agognate.Con il costruttore di Maranello poisottoposto a processi - anche mediati-ci - di ogni tipo, tanto da optare poiquasi sempre per conduttori con pas-saporto straniero. Ma con Alboretono, con il bravo Michele non si pote-va non tentare. E il grande accordovenne siglato, con una stagione tra al-ti e bassi, visto il dominio delle McLa-ren-Porsche, con Lauda che conqui-stò il terzo titolo, dopo averne portatia casa due nel 1975 e nel 1977 con laFerrari, sopravvivendo al terribile ro-go del Nurburgring del 1976. Eranoanni pericolosi per chi si calava in unabitacolo oltre i 300 km/h. Ed eranoanche gli anni del boom dei motoriturbo, lanciati dalla Renault nel1977. Motori che quando Alboretoapprodò a metà anni ottanta alla Fer-rari, erano arrivati a potenze di1300-1400 CV con soli 1.5 litri di ci-lindrata, contro i 750-800 di quelli at-tuali, che sono dei 2.4 aspirati. Non sischerzava con quelle potenze, anchese la sicurezza fu imposta dopo l’inci-dente di Senna del 1994. E Alboretoera uno che ti parlava di queste cose,confidandoti che però «mai e poi maiavrebbe optato per un altro mestie-re». Piloti già un po’ divi, certo, macon tanta umanità addosso, parago-

nati ai robot di adesso, già program-mati come un computer su quelloche devono o non devono dirti. Co-me dimenticare, ad esempio, la sta-gione 1985 di Alboreto.

Perlunghimesi sognò di riconqui-stare il titolo con una Ferrari, dopoche l’ultimo italiano che era riuscitoa farlo era stato Alberto Ascari, nel1953. La 156-85 Turbo filava cheera una bellezza, tanto che la conte-sa fu alla pari con la solita McLa-ren-Porsche, con il titolo che peròandò a Prost, complice tanta affida-bilità in più. Seguirono anni sofferti(dal 1986 al 1988) per Michele daMilano, classe 1956, uno che dal1976 al 1980 aveva fatto faville nel-le formule propedeutiche, stupen-do in F1 nel 1981, al debutto con lapoi scomparsa Tyrrell, con la qualecentra il primo successo nel 1982, aLas Vegas. Ne seguono altri quattro,3 dei quali con la Ferrari. Tyrrell chelo riporta nel suo ovile nel 1989. Poil’addio al circus, con la Minardi, nel1994. Nel 1997 la prestigiosa vitto-ria con la Porsche alla 24 ore di LeMans. Nel 2001 l’ingaggio Audi,con un primo successo alla 12 ore diSebring. Poi appunto il Lausitzring,una gomma beffarda che si afflo-scia, durante un normale collaudo.«Un’altra Le Mans e poi dirò basta -promise alla moglie - Mi dedicheròai giovani, alle formule promoziona-li, perché l’Italia ha bisogno di talen-ti».❖

LODOVICO BASALÙ

Gli incontri in programma oggi

per la 34ª giornata.

Ore12:Roma-Chievo;ore15:Bari-Sam-

pdoria, Bologna-Cesena, Cagliari-Fio-

rentina, Genoa-Lecce, Inter-Lazio, Pa-

lermo-Napoli, Udinese-Parma, ore 19:

Brescia-Milan; ore 21: Juventus-Cata-

nia.

Classifica: Milan 71; Napoli 65; Inter

63;Lazio60;Udinese59;Roma53;Ju-

ventus52;Palermo47;Cagliari44;Fio-

rentina 43; Genoa 42; Bologna 40;

Chievo39; Catania 36; Parma eLecce

35; Cesena 34; Sampdoria 32; Brescia

30; Bari 21.

Prossimo turno:sabato30/04Cese-

na-Inter (ore 18), Napoli-Genoa (ore

20.45),; domenica 01/05 ore 15: Cata-

nia-Cagliari, Chievo-Lecce, Fiorenti-

na-Udinese, Milan-Bologna, Par-

ma-Palermo, Sampdoria-Brescia, Ba-

ri-Roma(ore20.45); lunedì02/05:ore

20.45 Lazio-Juventus.

Foto Ansa

La Juventus potrebbe giocare

una partita amichevole contro

il club cecenoTerek, guidatodal con-

troverso presidente ceceno Ramzan

Kadyrov,per la cerimonia inaugurale

del nuovo stadio di Grozny, prevista

l'11maggio. Kadyrov sta promuoven-

do il calcio per stabilizzare e unire il

Paeseaumentando ilproprioconsen-

so: dopo aver ingaggiato l'ex Pallone

d'oroRuudGullitperallenare ilTerek,

il presidente ceceno ha organizzato

l'8marzounapartita farsa tra il Brasi-

le campione del mondo 2002 e una

rappresentativanazionaleda luicapi-

tanata, dove tutti giocavanoper farlo

segnare tra le ovazioni del pubblico.

BreviNostalgia diMicheleQuandoAlboretocarezzava la FerrariDieci anni fa la scomparsa del pilota voluto dal patron Enzoper portare aMaranello un titolo iridato con guida italianain una Formula 1 «vintage». L’incidentemortale in Germania

L’anniversario

[email protected]

ABari e a Bologna campicaldi nella lotta-salvezza

La giornata

Michele Alboreto, pilota Ferrari

Il violaAlessio Cerci

La Juve invitata in Ceceniaper un’amichevole a Grozny

FIRENZE Non è un buon perio-

doper i calciatori-automobilisti: dopo

la vicendadei passper disabili cheha

coinvoltoaBolognaVivianoeDiVaio,

è toccatoall'attaccantedellaFiorenti-

naAlessioCercidiconfrontarsicondi-

vieti di sosta particolarmente rigoro-

si:hainfattiparcheggiatolasuaMase-

rati nei posti auto riservati agli agenti

di un commissariato fiorentino ed è

stato multato dopo aver rifiutato, in

un primomomento, di spostarla.

Fiorentina, Cerciparcheggia in areariservata alla Ps

MADRID Il Real Madrid ha rim-

piazzato la Coppa del Re conquistata

nella finale con il Barcellona con una

copia nella bacheca della sua sede

madrilena. La coppa nella notte tra

mercoledì e giovedì era andata in

frantumisotto ilbusdellasquadradu-

rante i festeggiamenti. L'originale co-

menotoerasfuggitodimanoaldifen-

sore Sergio Ramos dal pullman della

squadra ed era finito sotto le ruote

dell'autobus rimanendo seriamente

danneggiato.

Real, una copiadella coppa del renella bacheca

TRENTO L'italianoMicheleScar-

poni ha vinto il 35˚ Giro del Trentino

davanti al portoghese Tiago Macha-

do (7”) e al connazionale Luca Ascani

(33”). La quarta e ultima tappa Anda-

lo-Madonna di Campiglio di 161,5 km.

è stata vinta dal ceco Roman Kreuzi-

ger (Astana) in volata sull'italiano

Emanuele Sella. Terzo l'ucrainoYaro-

slav Popovych a 8”. Al 6˚ posto ha

chiuso Michele Scarponi preceduto

daMachado e davanti ad Ascani.

Ciclismo, Scarponivince il 35˚Giro del Trentino

Cacciaall’arbitroa Lecco

Insulti razzisti e lanciodibottiglieesassicontro l'autodell'arbitrochestava lasciando

ilcampodiMissaglia (Lecco)Episodichesonocostatiun'ammendadi230euroalMaresso

(squadradiMissaglia)che,sconfitto inunincontrodiverticedi2/aCategoriacontrol'Auda-

ceOsnago (Lecco), è anche incappato in una lunga serie di altre sanzioni disciplinari.

47SABATO

23APRILE2011