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  • Titoli originali delle edizioni in lingua inglese: Lord Of The Vampires

    Lord Of Rage Harlequin Nocturne

    2011 Gena Showalter 2011 Jill Floyd

    Traduzione di Licia Reggi e Andrea Lorenzini

    Tutti i diritti sono riservati incluso il diritto

    di riproduzione integrale o parziale in qualsiasi forma. Questa edizione pubblicata per accordo con

    Harlequin Enterprises II B.V. / S..r.l Luxembourg. Questa un'opera di fantasia. Qualsiasi riferimento a fatti o

    persone della vita reale puramente casuale.

    2012 Harlequin Mondadori S.p.A., Milano Prima edizione Bluenocturne

    settembre 2012

    Questo volume stato stampato nell'agosto 2012 da Grafica Veneta S.p.A. - Trebaseleghe (Pd)

    BLUENOCTURNE ISSN 2035 - 486X

    Periodico quindicinale n. 71 del 14/09/2012 Direttore responsabile: Alessandra Bazardi

    Registrazione Tribunale di Milano n. 118 del 16/03/2009 Spedizione in abbonamento postale a tariffa editoriale Aut. n. 21470/2LL del 30/10/1981 DIRPOSTEL VERONA

    Distributore per l'Italia e per l'Estero: Press-Di Distribuzione Stampa & Multimedia S.r.l. - 20090 Segrate (MI)

    Gli arretrati possono essere richiesti contattando il Servizio Arretrati al numero: 199 162171

    Harlequin Mondadori S.p.A.

    Via Marco D'Aviano 2 - 20131 Milano

  • PAG. 7

    Signore dei vampiri

    PAG. 219

    Signora della foresta

  • Signore dei vampiri

  • 9

    Prologo

    C'era una volta, in una terra di vampiri, streghe e mutaforma, uno Stregone del Sangue, che bramava l'unico potere che an-cora gli era negato: il diritto a comandare. Con il suo mostruo-so esercito attacc il palazzo reale, assassin brutalmente gli a-mati sovrani di Elden e tent di fare lo stesso con Nicolai, l'e-rede al trono, e i suoi tre fratelli, Breena, Dayn e Micah. Quest'ultima impresa tuttavia non gli riusc, perch non a-veva fatto i conti con il desiderio di giustizia di un re e con l'a-more di una madre per i propri figli. Prima di esalare l'ultimo respiro, infatti, il sovrano attinse al proprio potere magico per infondere nei discendenti un ine-stinguibile bisogno di vendetta, assicurandosi che avrebbero combattuto per l'eternit per reclamare ci che apparteneva lo-ro. Nello stesso istante, la regina us le proprie capacit per spedirli altrove, salvandoli. Almeno per il momento. Tuttavia, il re e la regina erano deboli, le menti offuscate dal dolore, i poteri magici in conflitto. Perci gli eredi, pur vincolati a distruggere l'assassino dei propri genitori, si ritrovarono cata-pultati in regni differenti all'interno del reame, con solo un og-getto che li collegava alla Casa Reale di Elden: un segnatempo, donato loro dai genitori. Nicolai, che la sua gente chiamava il Seduttore Oscuro, venne sorpreso dall'attacco mentre si trovava a letto, e non da solo. Non era mai solo. Era noto sia per l'indole violenta che per la delicatezza del tocco. Dopo i festeggiamenti per il com-pleanno del fratello minore si era ritirato nei propri apparta-menti privati per saziare i propri appetiti con la sua ultima con-quista. E l era stato colpito dal doppio incantesimo. Quando aveva riaperto gli occhi, si era ritrovato in un altro

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    letto, e non con la compagna che si era scelto. Era ancora nu-do, solo che era incatenato, schiavo di quegli stessi desideri che aveva suscitato nell'amante. Desideri che, mescolandosi alla magia, lo avevano spedito dritto al Mercato del Sesso, do-ve era stato venduto a una principessa di Delfina. Non pi pa-drone n del proprio volere n del proprio piacere, era stato de-rubato del segnatempo e dei ricordi. Di due cose, tuttavia, fu impossibile privarlo, anche se la principessa ci prov con tutte le forze: la fredda rabbia che covava in petto e il feroce bisogno di vendetta che gli scorreva nelle vene. La prima lo avrebbe scatenato, il secondo lo avrebbe assa-porato. Innanzitutto con la principessa, poi con uno stregone che non riusciva a ricordare, ma che sapeva di disprezzare. Presto. Doveva soltanto fuggire...

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    Ho bisogno di te, Jane. Perplessa, Jane Parker appoggi il biglietto sul ripiano della cucina. Osserv il libro rilegato in pelle, sfregiato, che giaceva dentro una scatola disadorna, circondato da un mare di velluto nero. Era rientrata da pochi minuti dalle cinque miglia di jog-ging giornaliere. E quel pacchetto la stava aspettando sotto il portico. Non c'era mittente. Nessuna spiegazione del perch fosse stato lasciato l, n alcun indizio su chi lo avesse scritto. O sul perch avesse bisogno di lei. Perch diavolo qualcuno doveva aver bisogno di lei? Aveva appena compiuto ventisette anni, e solo di recente aveva recuperato l'uso delle gambe. Non aveva parenti, amici, un lavoro. Non pi. Il suo modesto rifugio nella Citt-Pi-Piccola-del-Mondo, in Oklahoma, non era che un puntino isolato in mezzo a una distesa rigogliosa di alberi verdi e a uno sterminato cielo azzurro. Stava per gettarlo nella spaz-zatura. Ma naturalmente la curiosit aveva preso il sopravvento sulla prudenza. Come al solito. Sollev il libro con cautela. Non appena lo sfior, vide le mani ricoprirsi di sangue e sobbalz, facendo cadere il grosso volume sul bancone. Ma quando subito dopo le riport sotto la luce le trov perfettamente pulite, le unghie ben curate e lac-cate con uno smalto color rosa pallido. Hai un'immaginazione troppo fervida e troppo ossigeno an-cora in circolo a causa della corsa. Tutto qui. Fredda logica: la sua amica del cuore, l'unica. La rilegatura del libro scricchiol mentre lo apriva, proprio al centro, dove un nastro rosa un po' lacero teneva il segno. L'o-dore di polvere e umidit si diffuse nell'aria, mischiato a un al-

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    tro aroma di sottofondo. Qualcosa che faceva venire l'acquoli-na in bocca, qualcosa di vagamente familiare. Aggrott la fron-te, perplessa. Cambi posizione sulla sedia, avvertendo una fitta di dolore alle gambe, e annus. Oh, s. Cogliere una lieve fragranza di le-gno di sandalo le fece venire l'acquolina in bocca e la pelle d'oca. Poi avvert un formicolio, un calore ardente che le inva-se tutto il corpo. Imbarazzante! E anche... mmh, interessante. Dopo l'incidente d'auto che le aveva rovinato la vita undici mesi prima, si era eccitata soltanto la notte, nei sogni. Reagire a quel modo in pieno giorno, e per un libro... era insolito. Non si sofferm a meditare sul motivo, non vi sarebbe stata risposta che l'avrebbe soddisfatta. Si sofferm invece sulle pa-gine che le stavano di fronte: ingiallite e fragili, delicate. E... im-perlate di sangue? Piccoli puntini cremisi, ormai secchi, ne sciupavano i bordi. Fece scorrere delicatamente i polpastrelli sul manoscritto e il suo sguardo venne catturato da alcune parole. Catene. Vampi-ro. Appartenere. Anima. La pelle d'oca s'intensific, cos come il formicolio. Arross. Socchiuse gli occhi. E alla fine il profumo di legno di sandalo trov un senso: negli ultimi mesi aveva sognato di un vampiro maschio in catene, e si era svegliata con quell'odo-re sublime incollato addosso. E... s, era lui a eccitarla. Ma non l'aveva detto a nessuno, per cui come diavolo era saltato in te-sta a qualcuno di spedirle quel... diario? Jane si era occupata di fisica quantistica per anni, e anche di scienza di confine, e le era capitato di studiare creature consi-derate appartenenti al mito o alla leggenda. Aveva condotto in-terviste controllate con veri bevitori di sangue, aveva persino sezionato i cadaveri portati al suo laboratorio. Conosceva la ve-rit, ossia che vampiri, mutaforma e altre creature della notte e-sistevano, anche se i suoi colleghi del Dipartimento non ne e-rano al corrente. Forse qualcuno lo aveva scoperto e quel libro faceva parte di uno scherzo, forse non vi era alcun collegamen-to coi suoi sogni. Solo che... le sembrava fosse trascorsa un'e-ternit dal suo ultimo contatto con quei colleghi. Inoltre, chi a-vrebbe mai fatto una cosa del genere? Nessuno sembrava con-siderarla degna di qualcosa. Lascia perdere, Parker. Prima che sia troppo tardi. L'imperativo che giunse dal suo istinto di conservazione

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    non aveva senso. Troppo tardi per cosa? L'istinto non rispose. Be', la scienziata che era in lei aveva bisogno di sapere che cosa stesse accadendo. Si schiar la gola. Ne leggo giusto qualche passaggio. Si era ritrovata sola fin da quando era stata dimessa dall'ospedale, diversi mesi prima, e a volte il suono della sua stessa voce era meglio del silenzio. Catene cingevano il collo, i polsi e le cavi-glie del vampiro. Visto che i vestiti gli erano stati strappati, e un perizoma era l'unico indumento rimasto, non vi era nulla che potesse proteggere la sua pelle lacerata. Gli anelli di metal-lo penetravano in profondit nella carne, fino all'osso, le ferite non si rimarginavano mai del tutto e si riaprivano in continua-zione. Non gli importava. Cos'era il dolore quando la volont, l'anima stessa non ti appartenevano pi? Jane strinse le labbra, sopraffatta da un'ondata di vertigine. Trascorse un momento, e poi un altro. Il battito del cuore ac-celer, martellando selvaggio contro le costole, mentre imma-gini crude le sfrecciarono nella mente. Quell'uomo un vam-piro prigioniero, impotente. Affamato. Le labbra sensuali tira-te, i denti aguzzi, candidi. Era incredibilmente abbronzato, con tutti quei muscoli scolpiti, i capelli scuri arruffati e il viso di una bellezza cos inquietante che avrebbe potuto infestare le sue fantasie notturne per anni. Ci che aveva appena letto lo aveva gi visto, molte volte. Come? Non ne aveva idea. Ma sapeva che nei suoi sogni pro-vava compassione per quell'uomo, persino rabbia. E tuttavia c'era sempre un lieve ribollire d'eccitazione in sottofondo, e ora l'eccitazione dilagava, prendeva il sopravvento. Pi respirava pi il profumo di legno di sandalo l'avvolgeva, e pi la realt si alterava, come se la ca