sette pieno

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ANNO XXIX NUMERO 6 GIUGNO 2014 Sette pieno A poche settimane da Pentecoste e prima della pausa estiva, inDialogo propone una lettura esistenziale, a più voci, dei sette doni dello Spirito Santo, in questo tempo oggetto di un ciclo di catechesi firmato da Papa Francesco Sui passi della fede in Albania di A. Iovino e E. Roca Meeting dei giovani a Visciano di J. Manganiello Essere comunità dialogante di P. di Palo

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Mensile della Chiesa di Nola XXIX - 6 - Giugno 2014

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    Sette pieno

    A poche settimane da Pentecoste e prima della pausa estiva, inDialogo propone una lettura esistenziale, a pi voci, dei

    sette doni dello Spirito Santo, in questo tempo oggetto di un ciclo di catechesi firmato da Papa Francesco

    Sui passi della fede in Albaniadi A. Iovino e E. Roca

    Meeting dei giovani a Viscianodi J. Manganiello

    Essere comunit dialogantedi P. di Palo

  • giugno 201402

    mensile della Chiesa di Nola

    in Dialogo mensile della Chiesa di NolaRedazione: via San Felice n.29 - 80035 Nola (Na)Autorizzazione del tribunale di Napoli n. 3393 del 7 marzo 1985Direttore responsabile: Marco IasevoliCondirettore: Luigi MucerinoIn redazione:Alfonso Lanzieri [333 20 42 148 [email protected]], Mariangela Parisi [333 38 57 085 [email protected]], Mariano Messinese, Antonio Averaimo, Vincenzo FormisanoIn copertina e nelle pagine Sette Pieno: acquerelli di don Carlo TarantiniStampa: Giannini Presservice via San Felice, 27 - 80035 Nola (Na)Chiuso in redazione il 23 maggio 2014

    CoRRuzIoNE: uRGE uN CAMbIAMENTo CuLTuRALEdi Marco Iasevoli

    Piazza san Pietro, sono le 8.30 di gioved 27 marzo. Un parlamentare, scaltramente, si avvicina a un gruppetto di cronisti. Parla come se fosse in un confessionale, ma in realt ha una gran voglia di far diventare pubblico il suo sfogo: Va bene tutto, per che cavolo mi sono svegliato alle 6 per venire qui una parola buona ce la poteva dire!. Gi, era deluso il nostro. Papa Francesco lo aveva appena rampognato, a lui e altri 500 suoi colleghi, in una messa dedicata proprio a deputati e senatori. I peccatori pentiti sono perdonati. I corrotti no, perch rifiutano di aprirsi allamore, aveva detto il Papa durante la sua omelia. Parole durissime. Troppo dure, esagerate, non siamo tutti ladri, insiste il parlamentare affranto.

    vero, in politica non ci sono solo ladri. Ma quelli che rubano

    Lo SPIRITo SANTo: QuESTo SCoNoSCIuTodi Alfonso Lanzieri

    Solo poche settimane fa abbiamo celebrato la festa di Pentecoste. Lo Spirito Santo, promesso da Ges, discende sugli apostoli e la Chiesa inizia la sua corsa nella storia. Lo Spirito continuamente agisce e guida la comunit dei credenti nelle onde della storia. Dobbiamo riconoscere, per, che spesso molti cristiani han-no, per cos dire, un po di difficolt a capire esattamente chi lo Spiri-to e cosa fa. Se per il Padre e per il Figlio disponiamo di abbondanti categorie psicologiche, storiche e culturali, grazie alle quali costruire una certa familiarit, per lo Spirito Santo sorgono alcuni problemi. Non abbiamo volti, solo immagini (la co-lomba, il vento, il fuoco etc.), tanto per dirne uno. Non a caso, e a mio giudizio efficacemente, il 13 maggio dello scorso anno Papa Francesco in unomelia disse: lo Spirito Santo, questo sconosciuto; facciamo fati-ca a considerare una persona della Trinit lo Spirito Santo. Per questo motivo, nel mese della festa della Pentecoste, abbiamo ritenuto im-

    portante dedicare questo numero inDialogo alla persona dello Spirito Santo senza nessun intento di com-pletezza, naturalmente, ma provan-do ad offrire qualche elemento di riflessione che, speriamo, voi lettori possiate poi continuare personal-mente.

    Ma come parlare dello Spirito? Pu venirci in aiuto a questo punto Gio-vanni Paolo II che nella sua enciclica Dominum et vivificantem definiva lo Spirito Santo Persona-amore.

    E, come gi sottolineato da altri, poich lamore si manifesta nel dono possiamo dire che lo Spirito Santo ne uno splendido esempio perch ci regala non uno ma sette doni: sa-pienza, intelletto, consiglio, fortez-za, scienza, piet e timor di Dio.

    Lo stesso Papa Francesco, lo scor-so aprile, ha dedicato un intero ci-clo di catechesi ai sette doni dello Spirito Santo. Per questo, nelle pa-gine successive, troverete un breve affresco di ogni singolo dono dello Spirito nel tentativo di scrutarne il profilo e gustarne la bellezza.

    sono troppi e, soprattutto, troppo tollerati, quasi come se fossero uninevitabile tassa da pagare per portare avanti opere e progetti. Quasi tre mesi dopo, alla luce degli scandali Expo e Mose che non ci devono far dimenticare gli innumerevoli scandali e scandaletti del nostro Sud - le parole del Papa appaiono quantomai opportune, e soprattutto per nulla esagerate. Politici e imprenditori della Prima,

    Seconda e anche della nascente Terza Repubblica, stando agli atti daccusa, sarebbero riusciti a tirare dentro il sistema pure i controllori, le guardie, quelli che dovrebbero dare la caccia ai ladri. Costruendo un vero e proprio sistema senza il quale questo quanto appare oggiallestero - impossibile fare

    (segue a pagina 22)

  • 03giugno 2014

    La Terza PaginaLe immagini dello Spirito Santo

    IL VENTo, IL SoFFIo, IL RESPIRodi Franco Iannone

    Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: cos di chiunque nato dal soffio dello Spirito (Gv 3,8).Ges soffi sui discepoli e disse loro: Ricevete lo Spirito santo (Gv 20,22). difficile parlare dello Spirito. Senza volto e senza nome proprio, a differenza del Padre e del Figlio, sembra consegnare se stesso e chi ne vuole parlare a impalpabili e spirituali affermazioni. Eppure si fa sentire, dice Ges, e si fa vedere sul volto e nelle opere di chi vive di Lui. Vorremmo qui provare a inseguirLo, come bambini che inseguono il volo delle farfalle o delle lucciole nelle notti destate, rincorrendo le immagini che nelle sacre Scritture parlano di Lui. Una prima immagine nel vento ( questa, tra laltro, la prima accezione del vocabolo sia ebraico, ruach, che greco, pnema, che indica lo spirito), questa forza che muove le nuvole, che trasporta i semi affinch germinino in una terra nuova, che nel corpo delluomo si fa respiro, soffio e segno di vita: lo Spirito quindi come movimento, circolazione, impulso vitale che si oppone a tutto ci che inerte. Non sorprende allora che, come vento gagliardo, il soffio della Pentecoste sconvolga e rincuori i discepoli paurosi che si erano bloccati nel chiuso del cenacolo. Ma Spirito anche soffio interiore, respiro che porta ossigeno vitale a tutte le nostre fibre, che le mette in condizione di dare corpo a tutti i nostri sentimenti

    Nuvola di fuoco, lingue di fuocoLa nube del Signore durante il giorno rimaneva sulla Dimora e durante la notte vi era in essa un fuoco, visibile a tutta la casa dIsraele, per tutto il tempo del loro viaggio (Es 40,38).Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere di esprimersi (At 2,3-4).

    Anche il fuoco riesce a dire qualcosa dello Spirito, e sotto molteplici aspetti: luce che illumina la notte, che riscalda e protegge, assicurando il dimorare in un luogo; roveto ardente di una forza che purifica senza mai estinguersi e fa percepire lineffabile presenza, diventando fuoco di comunicazione pi forte delle nostre incomunicabilit.

    Colomba di pace e quieto battito daliUscendo dallacqua Ges vide aprirsi i cieli e lo Spirito discendere su di lui come una colomba (Mc 1,10). Ancora immagini di aria: il rappacificante battito dali della colomba. Lo Spirito che aleggiava sulle acque primordiali, aleggia come colomba sulle acque postdiluviane, riconciliando lumanit - rinnovata in No - con il cielo e con la terra, lunico e il medesimo Spirito che piana sulle acque del Giordano per sigillare la nuova alleanza con lumanit attraverso il Figlio del Padre. Come colomba detto. E come la colomba sovente geme, cos anche lo Spirito in noi d suono al desiderio e allattesa; come la colomba si posa lieve alla nostra finestra colmandoci di stupore, cos lo Spirito entra nel nostro cuore, inavvertito maestro interiore

    Acqua zampillante che risanaIl Signore mi condusse poi allingresso del tempio e vidi che sotto la soglia del tempio usciva acqua verso oriente ... e mi disse: quelle acque, dove giungono, risanano e l dove giunger il torrente tutto rivivr (Ez 47,1.9).Ges esclam ad alta voce: Chi ha sete venga a me e beva chi crede in me; come dice la Scrittura: fiumi dacqua viva sgorgheranno dal suo seno. Questo egli disse riferendosi allo Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui (Gv 7,37-39).Uno dei soldati gli colp il fianco con la lancia e subito ne usc sangue e acqua (Gv 19,34).Spirito santo, ancora, come acqua zampillante, sorgente inesauribile, torrente che risana tutto ci

    che incontra. Corrente limpida e trasparente feconda la terra e la rende un giardino verdeggiante. Acqua che disseta, fresco sollievo allarsura, lo Spirito fonte in ognuno di noi affinch a nostra volta possiamo dissetare quanti anelano a un sorso capace di infondere vita nuova...

    Olio messianicoLo Spirito del Signore Dio su di me, perch il Signore mi ha consacrato con lunzione; mi ha mandato a evangelizzare i miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libert degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri, a promulgare lanno di misericordia del Signore (Is 61,1-2). Dio stesso ... che ci ha conferito lunzione, ci ha impresso il sigillo e ci ha dato la caparra dello Spirito nei nostri cuori (2Cor 1,21-22).Infine, immagine dello Spirito anche lunzione dellolio fragrante e profumato. Unzione dei re che diventa il Nome stesso di Ges: il Messia, cio il Cristo, lUnto del Signore. Olio che nutre il nostro corpo come alimento, che lo risana e lo protegge come lenimento, che lo addestra allarte della lotta, che gli conferisce profumo e ne esalta lo splendore, che come balsamo dellincorruttibilit lo accompagna al di l della morte; olio che, versato, impregna perfino la pietra pi dura. Spirito di Dio sceso nel profondo del corpo umano, Spirito di Dio che imprime un segno definitivo, il sigillo di Cristo, contrassegno del seguace dellUnto del Signore, profumo che si spande a gioia di quelli che lo sentono: il carattere che conferisce ai discepoli il santo e incancellabile nome cristiano.Cos le immagini dello Spirito si rincorrono nelle nostre vite: nessuna lo esaurisce, tutte e ciascuna invece ci narrano di questa Persona divina pi intima a noi del nostro stesso intimo, ci svelano la ricchezza di questa realt vitale che nessuna fantasia virtuale pu soppiantare, ci manifestano la presenza efficace del Dono per eccellenza.

  • giugno 201404

    mensile della Chiesa di Nola

    e se vi viene chiesto di scrivere un articolo sulla Sapienza Sicuramente, vi dite, non la saccenza, n, per quanto preziosa e nobile, la conoscenza. Allora immediatamente e spontaneamente la mente va alla categoria teologica tanto cara ai Padri della Chiesa; essa sinerpica nella memoria, alla ricerca del passo biblico pi opportuno, fissa quale, tra i grandi teologi della storia, stato quello che pi si avvicinato a tale dono di salvezza. Ma il vostro interlocutore continua chiedendovi un taglio personale ed esistenziale del dono dello Spirito! Allora i pensieri si bloccano! Si infrangono con la stessa velocit e con la stessa consistenza di una bolla di sapone! Io e la Sapienza? State quasi per dire che ha sbagliato personadeve chiedere ad altri!ma intanto la telefonata chiusa e tra qualche giorno, avete concordato, consegnerete larticolo! Io e la sapienza.io donna sapiente! E lo smarrimento vi prende perch la consapevolezza vi obbliga alla responsabilit. Ed una serie di domande su quanta sapienza ponete nella vostra quotidianit vi riempiono la mentee il cuore. Vi sentite un po come Giobbe che, ad un certo punto delle sue vicissitudini pone la domanda fondamentale: Ma la Sapienza da dove si trae? da dove proviene? (Gb 28). Molto bello, nel libro veterotestamentario, il paragone che viene proposto tra luomo e laquila: lingegno delluomo, la sua intelligenza per quanto straordinari, sono come la vista di unaquila che, per quanto acuta, non riesce ad individuare il sentiero che porta alla Sapienza. Luomo non solo non ne conosce

    la strada, ma non la potr mai conoscere con le sole proprie forze. La Sapienza prerogativa di Dio. Solo Dio comprende la via della Sapienza e conosce il suo luogo(v 23). Eppure essa ha posto la sua tenda in mezzo agli uomini dice il libro del Siracide (Sir 24,8). Licona bizantina che celebra la divina Sophia, evidenzia questa verit ponendo la Sapienza in trono con i piedi poggiati sul mondo: proveniente dallAlto essa nel mondo delluomo (vedi foto in basso). Lo vogliamo o no, la nostra sapienza, la sapienza umana, deve confrontarsi con quella divina, la vera Sapienza! Per noi cristiani la croce, scandalo del mondo e grande paradosso di fede, ..il luogo in cui e attraverso cui la Sapienza di Dio ci viene consegnata (1Cor 1). La sapienza la riceviamo come dono prezioso, il primo dei sette, il giorno della nostra Pentecoste (Is 11,1-2). Ma in che cosa consiste?

    San Giovanni Paolo II, in merito afferm: La conoscenza sapienziale ci d una specifica capacit di giudicare le cose umane secondo il nostro Dio, nella luce di Dio (Giovanni Paolo II, Regina coeli, 9 aprile 1989). Papa Francesco in una delle ultime catechesi ha

    ribadito che la Sapienza riuscire a guardare la vita, la nostra vita con gli occhi di Dio. Una vista penetrante, dunque, un occhio limpido, una lente di ingrandimento che ci rende capaci di bagnare il nostro tempo troppo angusto, di eternit, che ci fa guardare il mondo oltre il nostro troppo microscopico e povero punto di vista. Ma c ancora unaltra riflessioe da fare, riguarda lorigine del termine sapienza: essa deriva dal latino sapere, ovvero gustare, assaporare. Il dono dello Spirito ci permette di assaporare il gusto di Dio. Capisco allora che il dono della Sapienza non comporta visioni n estasi, non rende neanche capaci di non sbagliare o di non avvilirsi. Essere sapienti consiste nella certezza di stare familiarmente a tu per tu con il Signore e di non scandalizzarsi nel dirgli: Se ci sei (perch Tu ci sei) eccomi, in questo guazzabuglio di vita; prima o poi io so di trovarne il capo. Essere sapienti significa gustare e vedere quanto buono il Signore (Sal 33,9).

    Luomo non ne conosce la strada e non potr mai conoscerla con le sole proprie forze

    SAPIENzA: GuSTARE LA boNT DI DIodi Anna Carotenuto

    Lo vogliamo o no, la nostra sapienza, la sapienza umana, deve confrontarsi con quella divina, la vera Sapienza!

  • 05giugno 2014

    SeTTe Pienouno stile da assumere per andare oltre la buccia delle cose, non accontentarsi del gi dato

    INTELLETTo:SCoRGERE DIo FRA LE PIEGhE DEL REALEdi Alfonso Lanzieri

    Lo scorso 30 aprile, nellambito di un ciclo di catechesi dedicate ai sette doni dello Spirito Santo, Papa Francesco definiva quello dellintelletto come la capacit di andare al di l dellaspetto esterno della realt e scrutare le profondit del pensiero di Dio e del suo disegno di salvezza. Il movimento del pensiero che il Papa sottolineava dalla superficie alla profondit segnalato anche dallorigine linguistica del termine: intelletto, da intus-legere, leggere dentro, cio scorgere la verit penetrando sotto la corteccia dei fatti. Questi ultimi non sono solo apparenza, eppure non sono tutto, nel senso che con essi, per essi e in essi si d il disegno di Dio. In tale prospettiva, allora, si pu dire che il dono dellintelletto permette di riconoscere sotto i fatti della storia o, meglio ancora, proprio in essi, la verit e lopera di Dio. Cos, infatti, Papa Francesco nella suddetta catechesi: uno pu capire una situazione con intelligenza umana, prudenza, e va bene. Ma capire una situazione in profondit come la capisce Dio, leffetto di questo dono. Da questo punto di vista, dunque, avere intelletto non vuol dire affatto essere degli eruditi, sapere molte cose su molti argomenti. Anzi, nel vangelo Ges esclama ad un certo punto:Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perch hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli (Mt 11, 25). Conoscere molte cose, essere dei sapientoni, non garantisce affatto il dono dellintelletto, non assicura, in poche parole, la capacit di saper riconoscere lopera del Signore: le verit di Dio e i piani della Sua azione nelle nostre vite, il senso ad un tempo profondo e divino delle cose, viene rivelato ai piccoli, ai semplici, a coloro che sono disposti a ricevere e insieme a cercare, magari anche con fatica. Come capit ai

    discepoli in cammino verso Emmaus, dopo latroce fine del loro Maestro. I due, tramortiti dalla tristezza, stanno elaborando il lutto per la morte di Ges. Non hanno ancora saputo leggere dentro (intus-legere, appunto) i fatti della passione con gli occhi di Dio. Ges risorto si affianca e comincia a parlare con loro, ma i loro occhi, velati dalla tristezza e dalla disperazione, non sono in grado di riconoscerlo. Ges cammina con loro, ma loro sono tanto disperati che non lo riconoscono. Quando per il Signore spiega loro le Scritture, le loro menti si aprono e nei loro cuori si riaccende la speranza (Lc 24,13-27). E questo quello che fa lo

    Spirito Santo con noi affermava il Papa nella sua catechesi: ci apre la mente, ci apre per capire meglio, per capire meglio le cose di Dio, le cose umane, le situazioni, tutte le cose.Andare oltre la buccia delle cose, non accontentarsi del gi dato. Uno stile da assumere, oltre che un dono da ricevere. Un monito da rivolgere forse proprio ad alcuni dotti. Questi spesso, pur sapendo molte cose, ne ignorano

    la trama essenziale sia perch non guardano con gli occhi di Dio, sia perch, pi laicamente, credono che il fatto bruto esaurisca luniverso della realt. Di contro pu capitare che uno dei tanti piccoli della storia, scrutando con fede gli avvenimenti, riesca a leggere in profondit la verit dellesistente, a cogliere il dito di Dio in mezzo ai nostri giorni. Mos Maimonide, filosofo e medico ebreo, vissuto nel XII secolo, pregava cos: Illumina, o Signore, il mio intelletto affinch veda giustamente le cose presenti e intuisca quelle assenti o nascoste. Sapeva bene che oltre le cose presenti, diremmo noi quelle immediatamente date, c dellaltro, c di pi: ci sono cose assenti o nascoste, c un senso che si dispiega, un piano che si squaderna, logiche divine che attendono di essere apprese.

    Avere intelletto non vuol dire

    affatto essere degli eruditi, sapere molte cose

    su molti argomenti. Anzi, nel vangelo Ges

    esclama ad un certo punto: Ti rendo lode,

    Padre, Signore del cielo

    e della terra, perch hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti

    e le hai rivelate ai piccoli

  • giugno 201406

    mensile della Chiesa di Nola

    Non facile parlare del dono del consiglio, bench oggi se ne avverta grande bisogno. Il teologo Tanquerey afferma: il dono del consiglio perfeziona la virt della prudenza, facendoci giudicare prontamente e sicuramente, per una specie dintuizione soprannaturale, ci che conviene fare, specialmente nei casi difficili.Vi un legame strettissimo tra il dono del consiglio e la virt cardinale della prudenza, perch il primo nobilita ed illumina ulteriormente la seconda. Ciascuno di noi, ogni giorno, fa esperienza di quanto sia necessario nel tempo presente esercitare la virt della prudenza. Essa ci aiuta ad agire con laiuto della ragione, ci invita a discernere attentamente la realt, a misurare i pro e i contra di una scelta da fare, a deciderci per il bene in ogni circostanza e a promuovere i mezzi pi opportuni per attuarlo. Tuttavia, afferma S.Tommaso dAquino, poich lintelligenza non pu n sapere n prevedere le cose particolari e contingenti [], per questo essa [la prudenza] ha bisogno di essere illuminata e diretta da Dio stesso, che tutto sa e tutto capisce. Anche di questo facciamo esperienza quotidianamente. Infatti, talvolta, nonostante ci sforziamo di agire prudentemente, ricorrendo alla riflessione, possiamo rimanere nel dubbio circa la perfezione dellagire in determinati casi concreti. In tal caso subentra lazione dello Spirito Santo con il dono del consiglio. Il consiglio concede allanima un lume speciale e le permette di sperimentare una specie di intima sicurezza che il suo modo di agire corrisponde, in qualche modo, alla volont di Dio. Se sfogliamo le pagine della Sacra Scrittura non di rado incontriamo alcuni passi che accennano esplicitamente al dono del consiglio. Ad esempio il Salmo 73, quando recita: mi guiderai secondo i tuoi disegni e poi mi accoglierai nella tua gloria (v.24). Si tratta dellazione del dono del consiglio che guida a fare

    discernimento e a scegliere il modus operandi secondo i progetti del Signore. Il re Salomone, pienamente consapevole della sua indegnit e pochezza, afferma: Tu hai fatto regnare il tuo servo al posto di Davide, mio padre. Ebbene io sono solo un ragazzo; non so come regolarmi (1 Re 3, 7). La sua ammissione non so come regolarmi si trasforma in uninvocazione a ricevere un cuore docile (v. 9) che gli sar concesso (v. 12) e che gli consentir di avere discernimento nel giudicare (v. 11). Come pu agire il dono del consiglio nella nostra vita quotidiana? In una realt turbolenta come quella in cui siamo immersi, non di rado ci troviamo dinanzi alla difficolt sul come agire qui ed ora. Chiedendo allo Spirito Santo di infondere nella nostra mente e nel nostro cuore il dono del consiglio, tale difficolt

    potrebbe essere pi facilmente dissuasa. Il vero problema che, spesse volte, piuttosto che affidarci allo Spirito, riteniamo di essere capaci di potercela fare da soli, di essere in grado di saper decidere prontamente, dando seguito a qualche intuizione istintiva che ci viene dal di dentro. Altre volte, invece, affidiamo la soluzione

    alle nostre indecisioni agli esperti, ai suggerimenti televisivi. Ma tutto questo risulta comunque sfuggire alle scelte che siamo chiamati a compiere. Certo, il dono del consiglio non una luce chiarissima che ci permette di avere la soluzione ai dubbi e alle difficolt a basso costo; in tal caso non avremmo pi problemi ad agire. Il consiglio, per, ci assicura ad andare avanti con fiducia, con umilt, scegliendo ragionevolmente la via che pu condurci al vero bene. Per ricevere questo dono occorre pregare e molto. In tal modo, dopo aver pregato, riflettuto, ragionato, il Signore ci conceder di compiere quelle scelte che non si dimostreranno infallibili, ma che ci daranno la serenit di aver deciso ed agito per ci che meglio davanti a Dio e che, nonostante tutto, lui ci sar accanto.

    Talvolta, nonostante la riflessione, rimaniamo nel dubbio circa la perfezione del nostro agire

    CoNSIGLIo: ESSERE IN SINToNIA CoN LA VoLoNT DI DIodi Filippo Centrella

    Il consiglio ci assicura ad andare avanti con fiducia,

    con umilt, sce-gliendo ragione-

    volmente la via che pu condurci al

    vero bene.

  • 07giugno 2014

    Non la forza esercitata con prepotenza n la contemporanea mentalit del self-made-man

    FoRTEzzA: VIVERE NELLA FEDELT A DIodi Nicola De Sena

    Scorrendo i vari quotidiani, soprattutto quelli di ispirazione cattolica, sovente troviamo questa definizione: societ liquida, che caratterizza un po il nostro tempo, fatto di decisioni che sono in partenza liquefatte, di difficolt subito aggirate o peggio ancora non affrontate, ma lasciate scivolare, appunto, come un dolce torrente. Noi credenti non dobbiamo certo stare allegri o guardare dallalto questo fenomeno dilagante, ma cominciamo a guardarci dentro e a scoprire che forse un po figli di questo tempo lo siamo pure noi! E allora ci viene incontro lo Spirito, che tra i suoi sette doni ha quello della fortezza! Questo , per, pur sempre un dono che richiede da parte nostra la capacit di saper far fruttificare e perseverare in esso perch possa venire in aiuto al nostro stile di vita credente. Perch lo Spirito tra i suoi doni ha la fortezza? Premetto che non parliamo di forza esercitata con prepotenza, n di quella mentalit da self-made-man che lefficientismo dei nostri giorni ci impone di vivere. Vivere la fortitudo significa avere un cuore liberato dal torpore, dalle incertezze e dai timori che possono presentarsi anche in maniera aggressiva. Quando si vive questo bel dono dello Spirito si riesce ad affrontare la vita in maniera diversa, riconciliata e integrata. Molti nostri fratelli e sorelle, soprattutto in luoghi difficili, vivono in maniera eroica il dono della fortezza, magari donando la loro stessa vita per il bene degli altri, rimanendo fedeli al Signore e al suo Vangelo. Nelle nostre esperienze di vita particolarmente dure e dolorose dovremmo chiedere questaiuto divino, perch con coraggio si viva in maniera dignitosa lesistenza.

    Quant difficile oggi, negli anni della crisi, anche per noi credenti, essere persone ricche di fortezza! Penso alle tante famiglie che arrancano nella gestione delle proprie cose; penso ai giovani che si trovano tra la possibilit di una carriera di studi che molte volte porta al nulla e il baratro di un mondo del lavoro disastrato; penso agli anziani che nella miseranda condizione di pensionati lottano per una vita di rinunce, dopo una fanciullezza passata nel disastro post-bellico. Tra questi, molti, in maniera silenziosa, sono modelli per la Chiesa intera, perch grazie alla fortezza dello Spirito, portano avanti il loro dovere di padri, madri, studenti, lavoratori, cittadini, mantenendo uno stile di vita onesto, perch

    guidato dalla fede nel Signore. Questi piccoli santi del quotidiano sono tra noi, li conosciamo e potremmo chiedergli come vivere concretamente il dono della fortezza. Perch, diciamoci la verit, questa fortezza va vissuta nel quotidiano!

    Tutti i santi giorni siamo chiamati a vivere la gioia del Vangelo, soprattutto quando lapatia e la meccanicit dellordinario ci trascinano nellaccidia.Quando ci troviamo in queste condizioni, pensiamo ad un passo di Paolo, in particolare della lettera ai Filippesi, che dice: Tutto posso in colui che mi d la forza! (Fil 4,13). Il Signore realmente ci dona questa forza e non ce la fa mancare, perch Egli sempre con noi! Di fronte alle prove e alle fatiche della vita, non perdiamoci danimo e invochiamo lo Spirito Santo, perch la fortezza, che suo dono, possa risollevare i nostri cuori, perch viviamo con nuova forza ed entusiasmo la nostra esistenza di credenti, chiamati a vivere ogni giorno la sequela del Signore Ges.

    Vivere la fortitudo significa avere

    un cuore liberato

    dal torpore, dalle incertezze

    e dai timori che possono presentarsi

    anche in maniera aggressiva

    SeTTe Pieno

  • giugno 201408

    mensile della Chiesa di Nola

    Luomo pu mai conoscere tutto? Non dovr principalmente ammettere la sua ignoranza e lasciarsi guidare dal mistero del proprio limite per entrare in una conoscenza che dono e non solo conquista? E di fronte a ci che si sottrae al potere perch dono, luomo si far prendere dalla paura o dallo stupore? Il dono della scienza si presenta nella vita di ciascuno di noi con la consapevolezza di non sapere e con la capacit di lasciarsi avvolgere dallo stupore di fronte a chi e a ci che pi grande. Nello scarto tra linfinitamente piccolo e linfinitamente grande, c spazio per il dono della scienza, per una conoscenza che sa stupire e sa aprire alla contemplazione del mondo e della storia.Il dono della scienza ci apre, allora, alla c o n t e m p l a z i o n e del piano di Dio, quello inscritto nella creazione del mondo e rivelato nella redenzione delluomo. Il dono della scienza ci consente di integrare quanto di bello e di grande c nelluomo creato e nelluomo salvato, e di orientare ogni scelta concreta verso la bellezza dellamore di Dio. Il dono della scienza ci fa assumere lo sguardo di Dio. Oltre la conoscenza che riusciamo a comprendere con la nostra capacit di indagare, c una prospettiva di insieme che prerogativa di chi vede a partire dal tutto. Dio conosce veramente il particolare della storia del mondo perch egli nella condizione di vedere il tutto di un progetto pensato per il bene di tutti. Il dono della scienza ci permette di conoscere il mistero di un progetto di salvezza che Dio ha pensato, e continuamente pensa, per la nostra salvezza, a partire dal quale noi siamo in grado di orientarci nella storia e di benedirla perch in essa c un disegno di vita. Ogni qualvolta non siamo capaci

    di alzare la mano per benedire la nostra vita con tutto ci che Dio ci ha dato o pensiamo ci abbia tolto, noi viviamo senza lesercizio del dono della scienza, cio senza riuscire a vedere con gli occhi di Dio il bene che in essa seminato. Ci condiziona, in questo, una malattia che potremmo definire miopia spirituale: non riuscire a vedere la storia del mondo e quella personale dalla prospettiva di Dio e del suo progetto di amore, dalla sua veduta di insieme. Chi, poi, si abitua ad avere gli occhi fissi sulla storia senza essersi esercitato attraverso la Sacra Scrittura ad avere gli occhi contemplativi, si ritrova disorientato

    nelloceano del tempo senza lausilio del cielo stellato che sopra di s. Il dono della scienza la conoscenza che Dio ci dona delle sue vie, affinch possiamo leggere la storia con occhi diversi, senza lasciarci ingannare dalle sirene del tempo che inducono a tralasciare luniversale per inabissarci nel particolare.

    Dio, invece, ci chiede di leggere il particolare alla luce del suo volere, orientando tutte le nostre scelte verso un bene pi grande, riuscendo a vedere nel qui ed ora una invisibile fecondit.Il dono della scienza necessario per ogni discernimento spirituale, per ogni agire che si colloca in un disegno di amore e che ha come fine la realizzazione della dimensione vocazionale della nostra vita e della storia. Dunque, tra gli effetti principali che il dono della scienza genera nella vita del credente c senza dubbio la capacit di giudizio, che ci spinge verso la realizzazione dellordine dellamore nel disordine del peccato e della storia. Senza il dono della scienza siamo incapaci di giudicare: Ipocriti! Sapete valutare laspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo? (Lc 12,56).

    Tra i sui effetti principali c senza dubbio la capacit di giudizio per valutare il tempo vissuto

    SCIENzA: ASSuMERE Lo SGuARDo DI DIodi Alessandro Valentino

    Ogni qualvolta non siamo capaci

    di alzare la mano per benedire

    la nostra vita con tutto ci che Dio

    ci ha dato o pensiamo

    ci abbia tolto, noi viviamo

    senza lesercizio del dono della scienza

  • 09giugno 2014

    Concreta solidariet e compassione per superare lempiet dellindifferenza e del qualunquismo

    PIET: SPERIMENTARE LA TENEREzzA DI DIodi Domenico Panico

    Un uomo come tanti se ne camminava per i fatti suoi, seguiva la sua strada e il flusso dei suoi pensieri. Non si sa, e poco importa, se fosse buono o cattivo, ma semplicemente che era un uomo e che certo lungo quella strada lui non aveva commesso reati o fatto male ad alcuno. Anzi pare salutasse gli altri passanti e non lesinava informazioni se gliene chiedevano. A vederlo sembrava persona seria e riservata, e anche questo poco importa, ma non fu sufficiente ad evitargli la mala sorte dimbattersi in unaccolta di lestofanti che, derubatolo dogni che, lo riempirono anche di legnate, lasciandolo mezzo morto sul ciglio della strada. Tuttavia egli non imprec n contro il governo ladro, che nulla faceva per rendere pi sicure le strade, n contro il suo Dio, possibilmente reo di lasciare impuniti i malfattori e permettere che ai buoni capitino tutte le sfortune del mondo. Confidava per con tutte le sue forze che qualcuno ora, s ora, avesse piet di lui mostrandosi compassionevole come il Dio dei Padri, che permette s il male ma risolleva il povero e la vedova. Arriveranno i nostri, sperava. E i nostri arrivarono davvero, perch sulle strade del mondo buoni e cattivi incrociano sempre i loro passi, gli uni agli altri mescolati... I nostri, dunque, arrivarono ma, ahim, passarono anche, guardando oltre... Verso loltre di pensieri probabilmente tanto alti da non tollerarne altri di sicuro meno nobili? E quali: Dio, il Tempio, gli affetti da ritrovare, gli affari, la destinazione finale, i possibili pericoli? Chiss, sicuramente pensavano tutte queste cose ed anche altre, ma di certo non pensarono n alla misericordia n alla piet e tantomeno alla compassione... O forse ci pensavano anche, ma non le ritennero in quel

    momento il loro dovere, una loro preoccupazione. Magari risolsero il dilemma, semmai se ne affacci uno alla loro mente o al loro cuore, ragionando che il tizio mezzo morto se lera anche cercata, e chi cagion del suo male pianga dunque se stesso... E fine della storia! Di una storia, come tante e forse troppe dordinaria empiet... Le tante storie di altrettanti uomini, chiss se buoni o cattivi, ma poco importa, quotidianamente, e in generale cristiana indifferenza, rapinati dei loro beni, sfrattati dalla loro dignit, massacrati nel loro onore, privati del lavoro, lasciati marcire nel carcere dellindifferenza, e verso i

    quali lunico gesto di manifesta piet magari una pacca sulla spalla e un laconico confida in Dio... Magari anche costoro, come laltro, si aspetterebbero di trovare un chi da meno te laspetti che, senza star l a concionare contro il governo o a domandarsi dove fosse Dio quando il poveraccio veniva

    massacrato, sa di dover incarnare il suo rapporto religioso con Dio (la piet...) in un sentimento verso gli altri (la compassione), di essere pio perch d a Dio quel che di Dio nel restituire alluomo mezzo morto quella mezza vita che gli altri gli hanno rapinata, superando lempiet dellindifferenza e del qualunquismo con concreta solidariet e compassione. Un samaritano eretico e nemico, empio per gli altri ma non certo per il malcapitato, fu la fortuna di quelluomo qualunque, luomo pio e pietoso che tutti dovremmo poter incrociare sulle nostre strade, colui che, confidando nella tenerezza e nella bont di Dio, pensa a quel Tempio dello Spirito che il fratello che gli sta innanzi: come pu dire di amare Dio che non vede colui che non ama il fratello che vede? Lo Spirito davvero soffia dove vuole, quando vuole...

    Uomini, perch allultimo minuto non vi assalga il rimorso / ormai tardivo

    per non aver piet giammai avuto, / e non diventi ranto-lo il respiro, / sappiate che

    la morte vi sorveglia, / gioir nei prati o fra i muri di

    calce, /come crescer il gran guarda il villano / finch

    non sia maturo per la falce(Fabrizio De Andr)

    SeTTe Pieno

  • giugno 201410

    mensile della Chiesa di Nola

    Principio della sapienza il timore del Signore recita il verso sette del primo libro dei Proverbi, dal timore del Signore dipende dunque il senso della vita della quale la sapienza il sale; chi vive infatti con stoltezza e in compagnia della stoltezza disprezza la sapienza e sceglie di conseguenza il male: forse un mafioso sapiente? Come ha ribadito fortemente Papa Francesco in occasione della sua recente visita in Calabria il mafioso non in comunione con Dio, scomunicato: il mafioso non in comunione con Dio, non ne ha timore.Cos infatti il timore di Dio se non il desiderio di una sua quotidiana risposta? Cos il timore di Dio se non il desiderio di un quotidiano ascolto della sua Parola? Cos il timore di Dio se non la gioia di riconoscerlo quotidianamente nella propria storia? Cos il timore di Dio se non la certezza che dalla scelta della sua persona proviene il Bene del nostro agire?Il timore di Dio infatti non ci pone in una condizione di schiavi in attesa di un gesto di magnanimit da parte del Signore; non ci fa individui incatenati, sudditi sfruttati da un padrone facile allira: il timore di Dio al contrario possibilit di libert dal momento che esso si fonda su un s ad una relazione con Lui, un s alla condivisione, un s alla fedelt, un s allamore per sempre: il credente nel dire al Signore io ti temo gli dichiara il proprio amore: io ti temo Signore, io ti amo.Il timore infatti certezza della speranza di Bene, certezza della speranza del perdono, certezza dellinfinita misericordia di Dio: Ma presso di Te il perdono - recita il Salmo 130 - perch tu sia temuto, il timore dunque conseguenza del perdono di Dio e non presupposto: se Dio ci ama cos tanto da aver timore della nostra pochezza incline al peccato, da rispettarci nellamore a tal punto da immolare lUnigenito, come possiamo noi non aver timore del suo amore? Il gesto del suo amore - scrive Ravasi - infinitamente pi alto dei calcoli

    meschini della nostra morale interessata, deve incutere un timore reverenziale altrettanto grande quanto quello provato di fronte alla sua ira [] Pi che la collera di Dio deve generare timore e dolore il suo amore infinito e disarmante. pi amaro e terribile

    colpire un padre che un sovrano inesorabile. In questo padre misericordioso, il cui amore sostiene la nostra piccolezza,

    Non avere terrore del Signore ma scegliere di vivere in comunione con Lui

    TIMoRE DI DIo: DIChIARARGLI IL PRoPRIo AMoREdi Mariangela Parisi

    Pi che la collera di Dio - scrive Ravasi -

    deve generare timore e dolore il suo amore infinito e disarman-

    te. pi amaro e terribile colpire un

    padre che un sovrano inesorabile

    va riposta ogni nostra speranza; da lui dobbiamo attendere quella parola che mette fine alle tempeste e che da conferma del sereno; a lui dobbiamo rivolgere i nostri occhi, non solo quando pieni di lacrime, per intravedere la certezza della nostra preziosit; a lui la nostra anima deve tendere, ogni mattino le nostre labbra dovrebbero sussurrare queste parole: Lanima mia verso il Signore pi che le sentinelle verso laurora, pi che le sentinelle verso laurora!(Sal.30). Perch aver timore del Signore tendere sempre al suo abbraccio.

  • 11giugno 2014

    Sui passi della fede, in AlbaniaIl viaggio della comunit vocazionale di Nola nella terra delle aquile

    Testimoni della gioiaAzione Cattolica: il racconto delle feste diocesane di fine anno

    Il primo donoXXXVII Convocazione del Rinnovamento nello Spirito Santo con Papa Francesco

    Vivere per lIdealeA Visciano il Meeting dei giovani dedicato alla figura di Padre Arturo

    Annotazioni politicheAlcune valutazioni a monte dei risultati dellultima tornata elettorale in territorio diocesano

    In Diocesi

  • giugno 201412

    mensile della Chiesa di Nola

    Il viaggio della comunit vocazionale di Nola nella terra delle aquile

    SuI PASSI DELLA FEDE, IN ALbANIA

    ha mostrato che con Ges Cristo nasce e rinasce la gioia.

    LAlbania vivere una spiritua-lit nuova che, nonostante il do-lore, la povert e loppressione

    vissuta, riesce a gioire nel Signo-re Ges, a vivere una comunione vera e ad amare senza spavento e senza pregiu-dizi. Una terra che vive profon-de contraddizioni ma nella quale coesistono reli-gioni e confessio-

    ni diverse e alla quale numerosi cattolici italiani hanno deciso di dedicare la propria vita come il sacerdote, nostro condiocesano, don Leonardo Falco, attuale ret-tore del Seminario di Scutari, la cui presenza prolunga nel presen-te il legame profondo tra la Chie-sa di Nola e quella dAlbania nato nel 1995.

    Ma anche un Paese che, nel cercare di rendersi moderno ed europeo, sta nascondendo quelli che sono i segni della propria sto-ria e del proprio passato. Un pas-sato contraddistinto da una dit-tatura comunista che ha causato sofferenza e dolore alla popola-zione albanese e che ora si pensa possa essere dimenticata copren-done le tristi tracce con una pen-nellata o una colata di cemento: quindi anche una coscienza da

    Cosa sei Albania?di Alfonso Iovino

    Visitare lAlbania non significa fare un normale viaggio turisti-co ma significa vivere un Paese e una cultura che, inspiegabilmente lasciano il segno. Un segno diffici-le da raccontare ma che ha fatto sorgere in me questa domanda: cosa sei Albania?

    Di sicuro una terra che mostra ancora i segni della sofferenza e del dolore e un popolo che silen-ziosamente cammina verso una speranza nuova e vera e che silen-ziosamente chiede aiuto; tocca-re le ferite di chi, nel vivere la po-vert, il disagio e la sofferenza, si apre alla gioia del Vangelo, alla forza trainante e trasformante della pace che dona il Signore e di chi, attraver-so la persecuzio-ne, ha compreso che la vera feli-cit non viene dalle ricchezze ma da una virt che noi europei do-vremmo recuperare: la semplicit del cuore; visitare villaggi ben lontani dal modello occidenta-le ma che, proprio per questo, ti consentono di vivere la semplicit delle relazioni, la forza della co-munione e della fede.

    Fede vera, fede vissuta e fede semplice e profonda che nella Croce trova la speranza e lamore come ho potuto riscontrare incon-trando Andrez, superstite dellex carcere di Scutari nel quale finiva-no tutti quelli considerati nemici del comunismo tra i quali moltis-simi cattolici incapaci di rinne-gare Cristo per riconoscere quale unica fede autentica lateismo: Andrez che, nel testimoniare con la propria vita la fede in Ges e la perseveranza nella sequela, mi

    Dal 12 al 16 Giungo, in occasio-ne dellordinazione diaconale di Mond Marku, che ha condiviso parte del suo cammino formativo con il Seminario di Nola, alcuni componenti della comunit vo-cazionale diocesana, guidati dal rettore don Gennaro Romano, hanno visitato la diocesi albane-se di Scutari.

    ricostruire perch calpestata e violata nella sua umanit e digni-t. Ma soprattutto una strada da percorrere per chi desidera an-dare incontro alla povert, speri-mentare lessenzialit della fede, sanare ingiustizie e iniquit e im-pegnarsi per la difesa delluomo.

    Cosa sei Albania? Sei uno scam-bio missionario, perch nel chie-dere e desiderare, silenziosamen-te, il mio e il nostro aiuto riesci, per anche, a donare missione attraverso una fede viva, gioiosa e libera, quella fede che noi euro-pei, in parte, abbiamo perso.

  • 13giugno 2014

    in DioceSi

    si vuole cancellare la fede, tanto pi si rafforza lunit nel credere.

    quello che voleva fare la dit-tatura comunista trasformando le chiese in palestre o cinema e uccidendo chiunque professasse un Credo. Ma proprio nelle celle dellex carcere di Scutari - ora convento delle clarisse - dove questa fede doveva essere can-cellata, i condannati incidevano, tra i vari simboli, delle croci, se-gno indelebile sui muri che la loro fede non sarebbe stata cancellata dalla persecuzione, ma che, anzi,

    Il grido del silenziodi Emmanuele Roca

    nel segreto che avvengono i miracoli pi grandi: dietro le quinte si prepara uno spettacolo, sotto un panno lievita la pasta, sotto terra un seme fa crescere la pianta.La fede in Albania la prova che il Regno di Dio non fa rumore, ma cresce silenziosamen-te anche nei terreni pi impervi; la prova che anche dove non c speranza limpossibile si pu rea-lizzare, se si ha fede. Quanto pi

    si sarebbe rafforzata fino a diven-tare dono della propria vita nello spargimento del sangue.

    Sanguis martyrum, semen chri-stianorum, affermava Tertulliano: e questa terra feconda di molti testimoni, il cui sangue grida la fede di questo popolo che non ha temuto la sofferenza, ma come san Paolo, ha combattuto la buo-na battaglia, ha mantenuto la fede. (cfr. 2Tm 4,7)

    E accanto a questi vi sono altri testimoni che, rimanendo sempre saldi nella fede anche durante le pi atroci torture, sono soprav-vissuti a questa persecuzione, ed ora, con la vita, annunziano che il sangue di quei tanti fratelli non stato sparso invano, e che la spe-ranza a cui sono chiamati certa, e non delude. E questa speranza il motore che spinge questo po-polo a non rassegnarsi, che spinge la comunit cristiana a continuare a costruire ledificio della Chiesa nella gioia, nello stare insieme, nel camminare uniti, nellandare verso i fratelli, nellannunciare che limpossibile pu diventare realt. Un esempio di perseve-ranza, specialmente per noi che stiamo percorrendo questo cam-mino di discernimento, dal quale soprattutto possiamo ricavare la forza di credere anche nei mo-menti pi bui, di sperare anche quando sembra inutile, sostenuti da quelluomo che dice Ecco, io faccio nuove tutte le cose.

  • giugno 201414

    mensile della Chiesa di Nola

    sua citt. Altro intenso momento stato quello di preghiera con padre Be-niamino. Abbiamo la fortuna di avere un vescovo che parla con noi ragazzi senza troppi giri di parole, ci che dice ci entra di-rettamente nel cuore, perch sa trovare delle parole giuste e sem-pre molto efficaci. Poi durante i laboratori dei gio-vanissimi, ai quali ho partecipa-to, abbiamo fatto volare le cose che ci rendono felici, qual-cuno ha scritto amici, altri l Azione Cattolica, l estate, l amore. Abbiamo potuto osser-vare che nella nostra vita ci sono tantissime cose che posso ren-derci felici, dobbiamo solo essere gioiosi di vivere per raggiungerle. La parte finale stata dedicata completamente al puro diverti-mento, abbiamo cantato e balla-to, e abbiamo esternato tutta la nostra gioia. Tutta la festa stata avvolta da unatmosfera di entu-siasmo e gioia dallinizio sino alla fine. Durante la festa ho potuto vedere la stessa gioia che vivo io

    Per essere felicidi Clelia Rocchino

    La nostra tanto attesa festa dio-cesana finalmente arrivata. Chiedimi se sono felice stata chiamata: una domanda la cui ri-sposta S, noi credenti siamo felici!. Di quella felicit che vie-ne da Cristo e che possiamo con-dividere, mostrare, e donare agli altri. Il momento pi intenso della fe-sta stato sicuramente quello delle testimonianze, occasione per tutti per arricchirsi grazie alle esperienze di altre persone che ci fanno il dono di condivi-dere con noi un pezzetto della loro vita. Quelle della festa mi hanno dato la possibilit di riflet-tere sulla mia stessa vita, perch mi sono resa conto di poter fare molto di pi. In particolare mi ha colpito la testimonianza di Clau-dio, che ha scelto di rinunciare al prestigio del CERN di Ginevra per amore, e soprattutto per operare nel suo territorio, per camminare assieme alla sua famiglia e alla

    negli occhi di quanti mi stavano intorno, la stessa felicit che ho provato io. Ho constatato che la nostra una gioia concreta, non sono solo parole, non la gioia di un attimo. un sentimento che dobbiamo scegliere di provare e donare, perch se doniamo la no-stra gioia diamo la possibilit agli altri di conoscere Cristo,e non di tenerlo solo per noi. LAzione cattolica diventata la mia nuova grande famiglia, e per-sonalmente adoro le feste dio-cesane perch posso incontrare ragazzi che hanno condiviso con me le belle esperienze dei campi o delle scuole di preghiera. Sono persone che non conosci fino in fondo, ma si crea comunque un legame sincero. Qualche volta ci sfuggono i nomi, ma mi piace po-terli incontrare e vedere che an-che loro come me ci sono ancora e che anche loro sono legati all AC. E quindi, grazie a tutta l Azione Cattolica che mi fa vivere queste emozioni e sensazioni che porte-r sempre con me.

    Azione Cattolica: il racconto delle feste diocesane di fine anno

    TESTIMoNI DELLA GIoIA

  • 15giugno 2014

    in DioceSiLAzione Cattolica di Nola, come di consueto, anche questanno ha concluso il cammino con le feste diocesa-ne di settore. Il 24 maggio si svolta la Festa dellAcr Gri-diAmo la Gioia! mentre il 7 giugno, il settore unitario, gio-vani e adulti, ha vissuto il suo momento di festa Chiedimi se sono Felice!. Prossimi ap-puntamenti per lAc diocesana saranno i campi estivi: quello dellAcr si terr a Vitulano dal 20 al 24 luglio mentre quello unitario si svolger a Castel-lammare di Stabia dal 30 luglio al 3 agosto.

    Il rumore della felicitdi Valentina Vitanza

    Gridiamo la gioia!. questo lo slogan che ha accompagna-to la festa diocesana conclusiva dellanno associativo dellACR. LAzione Cattolica gioia, entu-siasmo, vita. A testimoniarlo il volto dei quasi 900 fanciulli che hanno invaso il seminario vesco-vile di Nola.

    Fin dalle prime ore del mattino un folto numero di educatori del-

    la diocesi accompagnati dalle-quipe diocesana ACR, carichi di entusiasmo, ma soprattutto di energia, ha dato il via ai prepara-tivi di questa grande festa.

    Riscaldati da un caldo sole, dopo aver indossato colorate maglie che richiamavano il tema della festa e una scritta che sin-tetizza il grande compito che ci stato affidato, corresponsabi-li della gioia di vivere, giunto alle 16 il momento di accogliere gli acierrini, accompagnati dai loro educatori e genitori.

    Al momento del loro arrivo sono state tante le emozioni pro-vate: sempre bello incontrare i tanti educatori, che, anche se di parrocchie diverse, condividono lo stesso percorso educativo con tante gioie, pensieri e speran-ze di abbellirlo.

    E poi, quel fiume di bambini e ragazzi felici, pronti a lasciarsi guidare in questa grande espe-rienza, tanti, tantissimi, oltre i nostri pi ottimisti calcoli, ma va bene cos, Ges chiama tutti e noi siamo pronti ad accompa-gnarli per mano, uno ad uno, nel loro cammino di fede!

    Con la musica ad alto volume, i bambini hanno cominciato a

    sfrenarsi sulle note di bans e inni ACR. Tanti inni, vecchi e non, le loro parole ci fanno sempre ritor-nare alla mente tutta la ricchezza spirituale che ci ha donato lA.C..

    Dopo laccoglienza iniziale tempo di ascoltare gli slogan che tutti i bambini hanno inventato in occasione della festa, nono-stante la confusione creata dalla gioia del momento, stato bello ascoltarli uno ad uno, ogni grido racchiudeva la bellezza di essere bambini e ragazzi felici e creden-ti.

    Successivamente, nonostante il caldo afoso, i ragazzi si sono di-lettati con i giochi dislocati nei vari spazi del seminario, in qual-siasi parte si poteva sentire la gioia dello stare insieme e della condivisione.

    Altro momento importante del-la festa stato lincontro con il nostro vescovo padre Beniamino. Preziose sono state le parole che ci ha donato, ha ricordato a tutti noi che la gioia pi grande che ci d lAC quella di stare insieme, nonch la cosa pi importante e bella, crescere nelle relazioni, perch noi uomini non siamo iso-le. Sagge le sue parole, che mi ricordano limportanza e la sem-plicit di essere laici nella Chiesa e per la Chiesa.

    Un altro saluto speciale stato quello del neo presidente dioce-sano, Marco. Con le sue parole ha voluto ringraziare i tanti e tanti educatori ACR che si spendono per lassociazione, in particolare per la cura e laccompagnamento dei pi piccoli nel loro percorso di fede, avendo larduo compito di far innamorare i fanciulli di Ges e dellAC, affinch siano sempre luce che brilla nel loro cammino.

    Il pomeriggio passato troppo velocemente, arrivato il mo-mento di salutarsi, sicuramente pi ricchi nellanima ritorniamo nelle nostre case e parrocchie per raccontare a tutti ci che di bello abbiamo vissuto, per essere sempre pi veri testimoni della bellezza dellIncontro (permette-temi il maiuscolo) con Cristo.

  • giugno 201416

    mensile della Chiesa di Nola

    Oltre 100 giovani entrano dai quattro angoli del campo por-tando ciascuno una bandiera: con loro tutti i popoli, dai quattro an-goli della terra, sono giunti per incontrare Cristo. Riuniti in dop-pia fila raggiungono un angolo del campo per accogliere la Parola che passa in mezzo alle due ali di bandiere sventolanti e raggiunge il Palco dove viene intronizzata. Il Crocifisso, portato a braccia dai responsabili nazionali del RnS e da quelli delle altre Comunit carismatiche presenti, passa tra le due ali di bandiere che sin-chinano al suo passaggio mentre alcune danzatrici si dispongono nello spazio antistante a formare la figura di un angelo che sinchi-na davanti alla signoria di Cristo. Nellaria risuona la parola dellA-pocalisse: Ecco, sto per venire...Io sono lAlfa e lOmega, il Primo e lUltimo, il Principio e la FineLo Spirito e la sposa dicono vieni. E chi ascolta ripeta Vieni (22, 13-17).

    Inizia cos la 37 Convocazio-ne nazionale del Rinnovamen-to nello Spirito Santo dal tema Convertitevi! Credete! Ricevete lo Spirito Santo! che, l1 e il 2 giugno, presso lo Stadio Olimpico di Roma, ha visto 52.000 inter-venuti di cui 5.000 delegati delle comunit carismatiche cattoliche mondiali, provenienti da 55 Paesi.Un grande evento ecclesiale che ha visto la partecipazione di te-stimoni delle origini del Rinnova-mento quali Patti Gallagher Man-sfield e Ralph Martin - che hanno guidato preghiere di intercessio-ne per chiedere la conversione dei cuori dei sacerdoti, delle fa-miglie e dei giovani e una nuova effusione dello Spirito Santo sulla Chiesa intera - ma anche il card.Angelo Comastri, il card. Agostino Vallini, p. Raniero Cantalamessa, il card. Stanislaw Rylko e il card.

    Nunzio Galantino, Segretario ge-nerale della Cei, che ha portato allOlimpico il saluto, laffetto e la gratitudine di tutti i Vescovi italiani: Ieri in viaggio di ritorno da Forl - ha raccontato Galanti-no - guardando in streaming i vo-stri volti, fissavo lo sguardo del Papa e vedevo realizzate le paro-le di Ges, Io non vi lascio soli, Io sono con voi..Voi sarete miei testimoni.... Poi la richiesta al popolo del Rinnovamento: Sono qui per chiedere a nome dei Pa-stori della Chiesa italiana di pre-gare per noi perch, con laiuto e il sostegno di tutti i battezza-ti, noi per primi possiamo aprir-ci sempre di pi allazione dello Spirito. Vogliamo essere delle avanguardie credibili e coraggio-se dellevangelizzazione, uomini che osano, in maniera pi convin-ta e consapevole, il Vangelo e la carit. Pregate per noi perch la conversione pastorale non sia un

    facile e appagante slogan, utile solo a tacitare le nostre coscien-ze. Accompagnate noi e i carissi-mi sacerdoti con il vostro affetto. Ne abbiamo bisogno! Solo cos la Chiesa risponder al piano di Dio. La vostra preghiera per noi accompagni il vostro gi intenso impegno nella evangelizzazione. Educhiamoci e educate alla vita buona del Vangelo.

    Ospite donore della convoca-zione stato Papa Francesco ac-colto al suo arrivo dal presidente RnS S. Martinez, dal presidente ICCRS Michelle Moran e dal pre-sidente CFCCCF Gilberto Gomes Barbosa. Dopo la lettura tratta dagli Atti degli apostoli sulla di-scesa dello Spirito Santo a Pente-coste, il brano stato attualizza-to attraverso la testimonianza di quattro rappresentanti di catego-rie sociali che indicano la multi-forme bellezza del popolo di Dio: un sacerdote, un giovane, una

    XXXVII Convocazione del Rinnovamento nello Spirito Santo con Papa Francesco

    IL PRIMo DoNodi Roberta Nava

  • 17giugno 2014

    in DioceSi

    Via Lucis cittadina a Noladi Mariano MessineseCi sono tanti modi per animare un centro storico. Sicuramente originale quello scelto dai gio-vani e adulti dellAzione Cattoli-ca di tutte le parrocchie di Nola che, lo scorso 18 maggio hanno proposto alla citt una Via Lucis in 7 tappe lungo un percorso che si snodava da Piazza Giordano Bruno a Piazza Duomo.Una Via Lucis singolare, fatta di sinergia tra parole e drammatizzazione: ad ogni tappa una voce narran-te leggeva il passo del Vangelo scelto mentre i protagonisti del racconto, interpretati dai mem-bri dellAzione Cattolica, lo mettevano in scena puntando esclusivamente sui gesti. Al ter-mine di ogni tappa veniva acce-sa una candela al Cero Pasquale che precedeva la processione. Le sette candele hanno poi for-nito la luce alle candele di tutti i presenti che, una volta giunti in Piazza Duomo le hanno depo-ste sulle scale della Cattedrale a formare una Croce.

    famiglia, una persona diversa-mente abile: per ciascuno di essi il Papa ha avuto una parola. Poi il Santo Padre ha ricordato le radici del Rinnovamento, ha racconta-to di non aver subito apprezzato la spiritualit del Rinnovamento, ma di averlo amato successiva-mente: Voi del Rinnovamento avete avuto un grande dono dal Signore perch, nati come cor-rente di grazia nella Chiesa e per la Chiesa, il Signore vi ha fatto parte del primo dono dello Spirito che il dono di se stesso, che amore che fa innamorare di Ges. E questo amore cambia la vita.

    Profondamente commovente stato il momento in cui il Papa si inginocchiato mentre lintera assemblea, imponendo le mani e cantando in lingue, ha pregato per lui.

    Prima di andare via, il Santo Padre ha invitato il Rinnovamen-to tutto in Piazza San Pietro per festeggiare nel 2017, il giubileo della nascita del Movimento. La gioia dei 52mila esplosa, poi, nel flash mob che, dagli spalti, tutti insieme hanno ballato come testimonianza dellaffetto e del-la vicinanza a Papa Francesco.

  • giugno 201418

    mensile della Chiesa di Nola

    La Marcia delle pietre stata al cen-tro del Meeting dei giovani, or-ganizzato dai Missionari della Divina Redenzione e dallo Staff Anno Artu-riano, costituito dai rappresentanti delle associazioni di Visciano, che si svolto lo scorso 14 giugno.

    Un intenso momento spirituale ha preceduto una serata allinsegna della musica e della gioia. La Piazza Lancellotti di Visciano, gremita fino a tardi, si trasformata in una festa ricca di significato: Era il senso del messaggio che stavamo cercando e che dovevamo comunicare agli altri - ha dichiarato Padre Nelson Men-dez, anima della manifestazione, sacerdote missionario della Divina

    Redenzione, responsabile del centro Giovanile Padre Arturo DOnofrio di Visciano - e il tema centrale del pel-legrinaggio delle pietre di Padre Ar-turo DOnofrio ci parla nettamente del suo carisma coinvolgente, quelle pietre sono un segno che deve arri-vare anche a noi, oggi. La serata cominciata con lingresso della cro-ce portata dai giovani sulle note del canto Come tu mi vuoi. Dopo i saluti e la spiegazione del perch dellin-contro partito il primo momento dedicato alla Parola di Dio introdotta da una danza cristiana interpretata dalle ragazze della Giovent Maria-na sulle note del canto Manda il tuo Spirito: tra le letture scelte per la

    serata quelle di Geremia per intro-durre i presenti alla riflessione sull infanzia di Padre Arturo, su come Dio gi prima che nascesse avesse gi fatto progetti si di lui, scegliendolo come suo strumento damore per i bambini del mondo, poveri, orfani e abbandonati. Il messaggio che si voleva comunicare ai giovani sta-to imperniato su uno scritto inedito di Padre Arturo: Lideale, recitato da Gianfranco Santorelli, un giova-ne attore di Camomilla a colazione, una delle compagnie teatrali di Vi-sciano . Composto da Padre Arturo in seguito a un momento dinquietu-dine, nel silenzio della sua stanza, lo scritto stato la sua risposta alla

    A Visciano il Meeting dei giovani dedicato alla figura di Padre Arturo

    VIVERE PER LIDEALEdi Joletta Manganiello

  • 19giugno 2014

    in DioceSi

    Dacia Maraini ospite dellIstituto Vescovile di Noladi Fiorella Chirollo

    Mercoled sei maggio gli studenti dellIstituto Vescovile di Nola hanno avuto la possibilit e lonore di chiacchierare, grazie alla collaborazione della libreria Biblos, con la scrittrice italiana pi cono-sciuta al mondo, Dacia Maraini, che ha discorso con ragazzi e docenti sul suo ultimo lavoro, Chiara dAssisi. Elogio della disobbedienza. Dopo settimane di lettura e riflessione sul testo, che accen-de una luce nuova sulla santa, nella sala conferenze della scuola gli studenti hanno fatto domande alla signora Maraini non solo sul testo, ma anche sulle sue esperienze biografiche, che ne fanno un pezzo di storia dItalia. Il dialogo con la scrittrice, che ha compiuto uno studio meticolosissimo sulla storia di S. Chiara e della Chiesa nel medioevo, stato particolarmente garbato e illuminante, gra-zie anche alla grande disponibilit e umanit della nostra ospite. Gli studenti hanno voluto infatti farsi immortalare con lei, che ha accolto tutti con calore ed entusiasmo, ed ha arricchito il nostro percorso scolastico di un prezioso confronto sulla posizione spesso scomoda che le donne hanno rivestito, o hanno dovuto rivestire, nella storia. Da laica, Dacia Maraini ha espresso il suo parere anche su altri temi che riguardano la Chiesa e la societ, come la questione dei social network e di ci che rappresentano per i giovani doggi. Toccanti le sue parole sulla terribile esperienza, vissuta da bambina, in un campo di prigionia giapponese durante la seconda guerra mondiale, esperienza che ancora non trova una collocazione adeguata in un libro, ma che presto, ha avvertito Dacia, sar og-getto di racconto, seppur estremamente doloroso. A fine giornata gli studenti, entusiasti dellespe-rienza, hanno commentato stupiti la grande affabilit della donna che, con tenacia e spirito da vera teenager, rappresenta il fiore della cultura e un grande, grandissimo insegnamento per la societ.

    La Marcia delle pietre fonte: www.padrearturo.itPer la costruzione del primo Villaggio del Fanciullo sul terreno donato dal vescovo di Nola monsignor Camerlengo a Visciano, Padre Arturo organizza un pellegrinaggio delle pietre: migliaia di persone portano a piedi da Schiava, frazione del vicino comune di Tufino, le pietre necessarie alla costruzio-ne. Ogni volta che Padre Arturo costruiva una nuova opera a Visciano, il miracolo delle pietre che camminano si rinnovava: cos per il tempietto, per il santuario, per le varie ricostruzioni dopo il terremoto del 1980, e perfino nel 1990 per la costruzione della casa degli anziani Villa del Carpine.

    chiamata di quel Dio che conosce-va gi tutto ma aspettava la sua risposta. Linquietudine stata il gancio vocazionale da lanciare ai giovani che sabato sera affollavano la piazza, la stessa inquietudine di chi, come il giovane Padre Arturo, cerca un senso di verit e bellez-za nella vita , una realizzazione al progetto iniziale di Dio ascoltando la profonda voglia di fare qualcosa.

    Il momento pi emozionante e intenso della serata stato quando sulle note del canto Io ti seguir, sul palco arrivato un giovane Pa-dre Arturo che ha liberato simboli-camente dalle macerie una bam-bina e lha guidata con amore nel mondo, mentre sullo sfondo le pie-tre vivevano, sorrette dai giovani delloratorio San Luigi e della Gio-vent Mariana, e cambiavano di vol-ta in volta immagine, per racconta-re di volta in volta il sorriso, la cura, lamore, la fede e la testimonianza del Servo di Dio. Un modo di rac-

    contare e rivivere la fede utilizzan-do nuovi linguaggi proprio come era solito fare Padre Arturo. E proprio ai nuovi linguaggi era dedicato il can-to Sono qui a Lodarti nel linguaggio internazionale dei segni ricordando limpegno dei missionari e delle Pic-cole Apostole della Redenzione in favore dei bambini che possiedono diverse abilit, in India, in Italia e in America latina. In chiusura un altro momento dedicato alla Parola con la prima lettera di Pietro, attraver-so la quale tutti i presenti sono sta-ti esortati a diventare pietre vive stringendosi a Cristo, pietra viva. La veglia si conclusa con lesibizione di un gruppo di rapper locali, i Su-runtux, che hanno portato al mee-

    ting un brano rap dedicato a padre Arturo, i saluti di Padre Vito Terrin, Rettore generale della Piccola Ope-ra della Redenzione, un invito alla decisione nellazione e nella scel-ta tratto dagli scritti di Padre Ar-turo, interpretato ancora una volta da Gianfranco Santorelli, e un flash mob con la luce degli smartphone sulle note di Enciendo una vela (ac-cendo una candela ndr), un canto spagnolo dedicato alle opere fonda-te in America latina da padre Arturo. Al momento di riflessione e preghie-ra seguita la festa con il concerto di musica classica napoletana e folk dei Pari e dei Bottari di Portico che hanno coinvolto la gente fino a not-te fonda.

  • giugno 201420

    mensile della Chiesa di Nola

    Le recenti competizioni elettorali per le elezioni amministrative ed europee hanno fornito interessanti spunti di riflessione. Nella nostra diocesi sono stati chiamati alle urne per le amministrative quattro comuni superiori ai quindicimila abitanti (Nola, Marigliano, Somma Vesuviana, SantAnastasia). Solo il comune di Marigliano ha visto un cambio di colore politico dellamministrazione. Al ballottaggio del 9 giugno si , infatti, imposto il candidato del centrosinistra, Sebastiano Sorrentino. A Nola stato riconfermato il sindaco uscente, Geremia Biancardi, mentre a Somma, al voto dopo la morte del sindaco Allocca, stato eletto il sindaco della coalizione formate da civiche e Ncd-Udc. A SantAnastasia, comune chiamato al voto a seguito dellarresto del sindaco Esposito, ha prevalso la coalizione civica che si poneva in continuit con lamministrazione uscente. Il voto amministrativo

    contraddistinto, come sempre, da fattori locali, che ne hanno condizionato lesito. Interessante analizzare, per, il risultato delle europee nei comuni della diocesi che sono andati al voto anche per le amministrative. In questi comuni, infatti, la pi elevata affluenza alle urne sembra aver inciso sul risultato delle europee. importante costatare che nella maggioranza dei comuni del vesuviano interno e del nolano si assistito ad un incremento dei voti per il Partito Democratico e per il Movimento 5 Stelle e un decremento per Forza Italia/PdL. interessante notare, per, che il calo di FI/PdL meno marcato proprio nei comuni che si sono recati alle urne anche per la amministrative. Nei quattro comuni con pi di quindicimila abitanti, infatti, in media FI perde appena lo 0,3% dei voti, contro il 16% del dato provinciale. In particolare, a SantAnastasia e Marigliano, FI guadagna il 4% dei consensi

    rispetto alle politiche di un anno fa. Anche il M5S, nei quattro comuni in esame, incrementa i proprio consensi del 2,8%, contro l1,6 del dato provinciale. il PD che, nei quattro grandi comuni della diocesi andati al voto per le amministrative, incrementa i propri consensi meno che rispetto allintera provincia (7,7 contro 15,4). Nei comuni della diocesi con una popolazione inferiore ai quindicimila abitanti andati alle urne, la tenuta di Forza Italia ancora pi evidente. Perde, infatti, poco meno del 2%. Il dato del PD, invece, si avvicina di pi a quello provinciale (+ 11,5%), mentre quello del M5S doppia il dato provinciale con un incremento del 4%. Nei comuni con meno di quindicimila abitanti andati alle urne anche per le comunali, infatti, sembra siano state penalizzate, rispetto ad un anno fa, soprattutto le forze politiche minori. Va considerato comunque che il trend prositivo per Forza Italia si registra anche

    Alcune valutazioni a partire dai risultati dellultima tornata elettorale in territorio diocesano

    ANNoTAzIoNI PoLITIChEdi Raffaele Dobellini

  • 21giugno 2014

    in DioceSiin altri comuni della diocesi. A San Giuseppe Vesuviano, ad esempio, FI ottiene il 52% dei voti, migliorando addirittura il proprio risultato del 4%. possibile pertanto affermare che: gli elettori della nostra diocesi pur avendo seguito il trend nazionale (incremento dei consensi per il PD, calo per FI/PdL), si sono fatti sedurre di meno dalla sirena renziana; che il M5S in pi di un caso migliora il risultato di un anno fa; che FI tiene meglio che nel resto della provincia e che maggiori performance si sono verificate proprio nei comuni dove laffluenza stata pi alta, visto il concomitante svolgimento delle elezioni amministrative. Tutto ci permette di effettuate alcune valutazioni: 1. Il contemporaneo svolgimento delle elezioni comunali e quelle europee ha avuto il suo peso nella misura in cui la maggiore affluenza ha portato al voto quellelettorato moderato, che a livello nazionale, invece, sembra essersi astenuto; 2. Il PD ha incrementato di meno i propri consensi, da un lato, come detto, per la maggiore partecipazione al voto dellelettorato moderato nei comuni al voto per le amministrative, ma anche perch in diocesi non si verificato lo spostamento di voti moderati-liberali (Scelta civica) a vantaggio del PD. I montiani, infatti, un anno fa non avevano stregato i nolani, ottenendo un risultato molto pi basso che a livello nazionale; 3. Il M5S a differenza che a livello nazionale ha tenuto, migliorando in alcuni casi la propria perfomance, ma non riuscita, come del resto anche in altre realt del paese, a sfruttare la contemporaneit del voto europee-amministrative per migliorare i propri consensi alle comunali. A Nola ad esempio i grillini ottengo il 2,4 alle comunali, contro il 18,6 delle europee. A SantAnastasia la lista pentastellata ottiene il 4%, contro il 21% delle europee. Il proliferare di liste civiche alle comunali ha indubbiamente inciso a sfavore dei partiti nazionali ed in particolare del M5S.

    I Comuni della diocesi che hanno eletto il nuovo governo cittadinodi Antonio Averaimo

    Nola. Nella citt sede del Vescovado, la competizione si decisa al ballottaggio: il candidato di Forza Italia e sindaco uscente, G.Biancardi (54,1 per cento), ha avuto la meglio sullo sfidante D. Vitale (45,8 per cento), sostenuto da Udc-Nuovo Centrodestra e da Fratelli dItalia, nonch dal raggruppamento di centrosinistra che al primo turno ave-va appoggiato la candidatura a sindaco di M.F. Tripaldi. Laffluenza al secondo turno stata del 65,8 per cento.Marigliano. Il centrosinistra conquista la vittoria sul centrodestra, dopo cinque anni di amministrazione targata A. Sodano. Al ballottag-gio, il candidato del Pd S. Sorrentino (52,6 per cento) ha rimontato lo svantaggio che al primo turno lo separava dal candidato sindaco di Forza Italia, M. Papa (47,4). Affluenza bassa al secondo turno: appena il 55,9 per cento degli aventi diritto.Somma Vesuviana. Nel Comune vesuviano si tornava al voto dopo appena un anno, in seguito alla prematura scomparsa dellex primo cittadino R. Allocca. Al ballottaggio, il candidato sostenuto dallUdc-Ncd e da Fratelli dItalia, P. Piccolo (56,2 per cento), si imposto sul rivale di Forza Italia, A. Granato (43,8 per cento). Anche a Somma, molto basso il dato dellaffluenza al secondo turno (47,4 per cento).SantAnastasia. Dopo le vicende giudiziarie che avevano messo fine alla passata amministrazione targata C. Esposito, stato L. Abete a portare nuovamente alla vittoria il raggruppamento di sole civiche che governava dal 2010 la citt. Al ballottaggio, Abete ha raccolto il 60,2 per cento dei voti sullo sfidante A. De Simone, del Pd, fermo al 39,8. Laffluenza si attestata al 58 per cento.San Gennaro Vesuviano. A. Russo, sostenuto dalla civica Obiettivo Futuro, batte il sindaco uscente A. Giugliano. Russo ha raccolto il 45,5 dei consensi, mentre lex primo cittadino si fermato al 29,5. Affluenza all83,2 per cento. Liveri. Sfida fra civiche anche nel Comune di Liveri. R. Coppola, so-stenuto da Liveri Insieme, si imposto col 69,9 dei voti su E. Muto, attestatosi al 30,8. Il dato dellaffluenza pari all80,8 per cento.Comiziano. P. Napolitano si conferma sindaco, sconfiggendo L. Alfieri. Il primo cittadino uscente, sostenuto dalla civica Insieme per Comi-ziano, ha raggiunto il 59,3 dei voti, a dispetto del 40,7 del proprio avversario. Affluenza al 75,5 per cento.Carbonara di Nola. M. Paradiso si rif della sconfitta di cinque anni fa, e batte lo sfidante A. Iannicelli nella corsa per la carica di primo cittadino. Paradiso, sostenuto dalla civica Carbonara Insieme, ha rac-colto il 51,3 per cento dei voti contro il 48,7 del rivale. Alto il dato dellaffluenza (88,1 per cento).Roccarainola. Si conferma sindaco R. De Simone, sostenuto dalla ci-vica Colomba. De Simone si imposto col 73,5 per cento dei voti sugli sfidanti N. Bifulco (22,4) e F. Mastantuoni (4,1). Affluenza all80,2 per cento.Domicella. Anche nel Comune dellAvellinese vince il sindaco uscen-te. Si tratta di S. Corbisiero che, sostenuto dalla civica Mani Unite, ha avuto la meglio, col 54,8 per cento dei voti, sul rivale N. Guadagno, fermo al 45,2. Alta laffluenza (88,2 per cento).Moschiano. Bis anche per A. Mazzocca, rieletto sindaco col 52,8 per cento, contro il 47,2 raccolto dallo sfidante S. Pacia. Basso il dato dellaffluenza, fermo al 64,8 per cento.Taurano. Il piccolo Comune dellAvellinese ha eletto sindaco S. Maf-fettone, impostosi col 56 per cento sul primo cittadino uscente, A. Graziano, che ha raccolto il 44 per cento dei suffragi.

  • giugno 201422

    mensile della Chiesa di Nola

    (segue da pagina 2)

    business importanti in Italia.Cosa occorre fare dal punto di

    vista legislativo per vincere questo cancro pi o meno noto. Molto meno chiare sono per le strategie per un cambiamento culturale. Per ogni corrotto e corruttore, ci sono migliaia di cittadini che hanno avallato il sistema pi o meno consapevolmente con il loro voto. Per diverse generazioni anche molto giovani il merito una colossale presa in giro, vince lo stanco realismo secondo il quale solo lappartenenza ad alcune filiere affaristico-politico-imprenditoriali pu portare lavoro (lo stesso realismo dovrebbe per far capire loro che il nuovo tangentificio italiano ingrassa solo i piani alti e non porta nulla ai piani bassi).

    Ci che manca, in questo momento della nostra storia, un

    vero e grande progetto educativo attraverso il quale condividere e universalizzare i capisaldi della convivenza civile. Il 27 novembre scorso, ancora Papa Francesco parlava della dea tangente come di un abitudine mondana e fortemente peccatrice che toglie dalle tavole il cibo onesto e d in pasto ai giovani il pane sporco. E ancora pochi giorni fa, Francesco ribadiva con ulteriore durezza: Penso alle persone che hanno responsabilit sugli altri e si lasciano corrompere; voi pensate che una persona corrotta sar felice dallaltra parte? No! Ma tutto il frutto della sua corruzione ha corrotto il suo cuoreChe il timore di Dio faccia loro comprendere che un giorno tutto finisce e che dovranno rendere conto a Dio!.. Dallaltra parte possiamo portare soltanto lamore che Dio padre ci d, le carezze di Dio, accettate e ricevute da noi con amore. E possiamo portare quello

    che abbiamo fatto per gli altri. Non mettete speranza nel potere, nei soldi, nellorgoglio e nella vanit, non possono prometterci niente.

    Se scuola, Chiesa, famiglia, istituzioni, sport, associazioni dellimpresa e del lavoro non si metteranno daccordo su tre idee fondamentali rispetto della persona, promozione del lavoro degno, legalit avremo ancora pagine e pagine da scrivere sulla corruzione. Con la consueta indignazione. E la stessa impotenza di sempre.

    ps: nel prossimo semestre lItalia guider lUnione europea, e intende chiedere di non conteggiare nelle regole di bilancio i soldi spesi per investimenti pubblici che creano lavoro. Potrebbe essere una vera boccata dossigeno, ma se non dimostreremo di saper spendere senza rubare sar difficile incassare risposte positive.

    CoRRuzIoNE: uRGE uN CAMbIAMENTo CuLTuRALEdi Marco Iasevoli

  • 23giugno 2014

    un sogno diventato realt Il grazie del parroco dellImmacolata di Saviano alla riapertura al culto delledificio ecclesiale

    Nozze doroAnno giubilare per la parrocchia Maria SS. della Stella di Nola: intervista al parroco don Mariano Amato

    Gemelli diversiImportante incontro tra la comunit musulmana di Scafati, il Sindaco e lAzione Cattolica

    In Parrocchia

  • giugno 201424

    mensile della Chiesa di Nola

    Il grazie del parroco dellImmacolata di Saviano alla riapertura al culto delledificio ecclesiale

    uN SoGNo DIVENTATo REALT di Paolino Franzese

    questo sogno che oggi diven-tato una realt. Grazie a questa mia comunit parrocchiale, che nonostante il tempo di crisi, ha ancora una volta dimostrato con la sua generosit lamore verso il suo Signore. Quanto amore, quanto bene scaturito da que-sta comunit! Il giorno di Nata-le del 2011, annunciai a tutta la comunit di aver fatto un sogno, che consisteva nel poter ammi-rare in tutto il suo splendore la chiesa parrocchiale, ma perch questo sogno diventasse una re-alt erano necessari i lavori di restauro e di ristrutturazione. A Gennaio 2012 iniziai la visita a tutte le famiglie della parrocchia per condividere con loro questo mio sogno e per chiedere a tutti di sostenermi in questa avventu-ra. Entrai nelle famiglie con tan-ta gioia e con tanta trepidazione: quello della raccolta fondi fu un anno denso, dove ci trovammo ad attraversare innumerevoli situa-zioni, dallumiliazione allazione, dallindifferenza alla disponibili-t, dallurgenza alla progettua-lit. Devo dire che la gran parte della comunit mi ha sostenuto con grande entusiasmo e con non pochi sacrifici e di questo vi sar per sempre grato. Colgo locca-sione per chiedere scusa a quanti attraverso questa mia scelta non hanno saputo leggere il mio desi-derio pi profondo, cio quello di ridare splendore a questo tempio per poi consegnarlo ai vostri figli

    Il 31 Maggio 2014 una data che rimarr per sempre nella storia della parrocchia Immacolata in Saviano dal momento che ricor-der la riapertura al culto delle-dificio ecclesiale che finalmente possiamo ammirare in tutto il suo splendore: ora rimane, per me e per lintera comunit, lassillo di vedere ravvivarsi allinterno di questo luogo di culto una Chie-sa sempre pi viva, formata da autentici figli di Dio e quindi da fratelli , capace di raggiun-gere le periferie esistenziali, cos come ci ha suggerito il nostro amato Santo Padre, Papa France-sco. Il mio augurio che questo luogo di culto serva ad avvicinar-ci al Signore nostro Ges Cristo: Egli la pietra viva... scelta da Dio per essere pietra angolare e serva a far prendere coscienza che anche noi come pietre vive, formiamo il tempio dello Spirito Santo, come dice lapostolo Pie-tro. Entrando per la prima volta in questa chiesa abbiamo avverti-to lodore di nuovo, quello che si sente nelle case quando le si apre dopo averle costruite o ristruttu-rate. Questodore di nuovo un invito alla novit. La comunit ora pi che mai invitata a rinno-varsi, a essere un luogo lumino-so, profumato, colmo di fede, di speranza, di carit, un luogo che parla, un luogo umano, la comu-nit, che parla agli uomini lonta-ni e agli uomini freddi. Auguro a me e alla comunit che il nuovo altare divenga il centro propulso-re della vita interiore, della vita ecclesiale, familiare, sociale di quanti verranno qui ad attingere a questa fonte perch la liturgia qui, come nelle altre parrocchie, possa essere sempre maestra di fede e di amore.

    Infine voglio rinnovare la mia immensa e indimenticabile gra-titudine a chi mi ha sostenuto in

    !!! Il 13 Maggio 2013 iniziarono i lavori di restauro e ristruttura-zione, affidandoli allinterces-sione della Madonna di Fatima: tante sono state le difficolt e gli imprevisti, ma con limpegno di tutti crediamo di aver fatto un di-screto lavoro. Oltre alla comuni-t parrocchiale, che ha finanziato lintera opera, mi rimane da rin-graziare anche la Conferenza Epi-scopale Italiana e la Curia Vesco-vile per il contributo economico che ci hanno elargito. Ringrazio il Consiglio pastorale parrocchiale e il Consiglio affari economici per il continuo sostegno e incoraggia-mento. Ringrazio i tecnici, la dit-ta MRestauri, la ditta Laboratorio di Restauro di Umberto Maggio, la ditta Dinamik Audio, la ditta IMA Marmi e tutte le altre mae-stranze che si sono avvicendate in questi dodici mesi di cantie-re, le quali hanno preso a cuore questo nostro progetto e si sono lasciate coinvolgere con la loro generosit. Ringrazio il nostro amato Vescovo Mons. Beniamino Depalma e la Curia Vescovile per la continua e generosa assisten-za da parte del Vicario Genera-le Mons. Lino DOnofrio, lufficio tecnico e lufficio beni culturali. Chiudo condividendo con voi le parole di San Francesco che in questo momento vibrano nel mio cuore: ogni uomo semplice, porta in cuore un sogno..con amore e umilt potr costruirlo.Amen ! Alleluia!

  • 25giugno 2014

    Anno giubilare per la parrocchia Maria SS. della Stella di Nola: intervista al parroco don M.Amato

    NozzE DoRo di Mariano Messinese

    prima che mi insediassi, stata curata e seguita da sacerdoti molto validi. I laici erano e sono tuttora preparati e impegnati. In questi anni abbiamo prestato particolare attenzione ai giovani e soprattutto alle famiglie.Quali sono i pregi di questa comunit?In generale questa una parrocchia aperta e accogliente. In tutti questi anni stato fatto un lavoro per aprire il cuore e le braccia a tutte le persone che comunque frequentano la Parrocchia, sia per la messa domenicale, sia per i sacramenti. Sappiamo che nelle nostre zone questa una consuetudine ancora esistente ed una grande occasione per incontrare soprattutto tante famiglie. Da 6 anni stiamo portando avanti un progetto per la loro accoglienza.E i difetti?C una difficolt: pochi capiscono che essere impegnati in parrocchia significa fare un percorso di formazione personale e comunitaria. Per esempio ancora difficile far capire limportanza dellAdorazione Eucaristica. C quindi questa resistenza ad approfondire la propria formazione, Ovviamente ci non vale per tutti. Ci sono infatti persone che studiano e continuano a formarsi.

    Cinquantanni e non sentirli. La parrocchia Maria SS. della Stella si appresta a festeggiare il suo mezzo secolo di vita. Era il 12 settembre 1964, quando il vescovo mons. Adolfo Bini la istitu per venire incontro alle esigenze degli abitanti di una estesa zona cittadina, costretti a seguire le funzioni religiosi in Cattedrale o nella Chiesa del Collegio. Il primo parroco fu Don Michele Lombardi. Rimase in carica tredici anni, cio fino al 1977. Durante il suo ministero, la comunit dei fedeli aument e ledificio si rivel inadatto a ospitarli. Nacque quindi il progetto di costruire una nuova struttura in un terreno di propriet del Seminario Vescovile. La cerimonia della prima pietra fu tenuta il 3 maggio del 1970. Tre anni dopo ci fu linaugurazione della Chiesa che ha conservato le sue strutture originarie e la sua vocazione alla capienza pi che allestetica, nonostante i restyling promossi da Don Mariano Amato, lattuale parroco.Don Mariano ricopre questo incarico da 11 anni. I giovani della Parrocchia stravedono per questo sacerdote. Lo ritengono uno di loro, dopo tutto don Mariano ha 44 anni, ma resta sempre un ragazzino. E non solo nello spirito. Anche purch pu capitarti di vederlo rincorrere il supersantos con uno scatto da quattrocentista. Abbiamo deciso di intervistarlo. Ci riceve nel suo studio, dove fra icone sacre e foto dei pontefici, spuntano altri gadget che tradiscono laltra sua fede, quella calcistica, cio il Napoli.Don Mariano, dopo 11 anni che bilancio fa della sua esperienza di parroco alla Stella?Il bilancio molto positivo perch la comunit parrocchiale, gi

    Quali sono le urgenze e i problemi della sua Parrocchia?Il problema principale nel mettere insieme le diverse anime della Stella. Perch ci sono gli Scout, c lA.C., Cl, le Vincenziane, c anche un nutrito gruppo di catechiste e lassociazione il Portico di Paolino. La prima urgenza, come sottolinea anche papa Francesco, quella di rendersi conto che dobbiamo aprirci agli altri. Questo non vuol dire che dobbiamo andarle a cercare, perch, come ho detto in precedenza, le occasioni per interagire con loro in Parrocchia ci sono.Come avete pensato di festeggiare i 50 anni della Parrocchia?A settembre avremo il solito momento di festa e cercheremo di essere particolarmente attenti alla formazione oltre che al festeggiamento. Mi auguro che nel mese di settembre sia istituito il mese giubilare in modo che chi viene qui in parrocchia per pregare ottenga lindulgenza plenaria. Infine a ottobre auspico un incontro con sua Eccellenza mons. Domenico Sorrentino per solennizzare il cinquantesimo dellistituzione della parrocchia che cade proprio il 12 ottobre.Allora buon compleanno!Grazie

  • giugno 201426

    mensile della Chiesa di Nola

    Importante incontro tra la comunit musulmana di Scafati, il Sindaco e lAzione Cattolica

    GEMELLI DIVERSIdi Carmela Coppola

    aperto, disponibile e accogliente e la presidente impegnata da anni per coloro che vivono dei disagi. Il sindaco si detto grato per la grande opportunit di incontra-re questi nostri fratelli. Dopo il vile atto di violenza a danno di un gruppo di extracomunitari - ha dichiarato il Sindaco Pasquale Ali-berti - bisogna mettere in campo una grande sinergia tra istituzio-ni, Azione Cattolica, associazio-ni di volontariato, affinch tali episodi non accadano pi. Oggi le comunit straniere rappre-sentano una fetta considerevole della popolazione e non possono essere ignorate. Scafati non una citt razzista, ma una citt aperta al confronto, capace di ri-spettare le regole. Ogni atto vile va denunciato, e chiedo suggeri-menti, proposte e tutto ci che possibile fare rispetto a questa situazione. Ma dovete essere voi a darci una mano, denunciando anche in maniera anonima, tutto ci che succede.

    La parola passata poi agli ami-ci marocchini Mohamed Foudal,

    Mercoled 11 Giugno, nella sa-letta presente sul Cinetea-tro della Parrocchia di San Pietro Apostolo, lAzione Cattolica e il Sindaco della Citt di Scafati, Pa-squale Aliberti, hanno incontrato la comunit musulmana presente sul territorio, anche alla luce di un episodio di violenza a danno di un gruppo di giovani marocchini, nel tentativo di avviare un per-corso di integrazione con una im-portante comunit presente sul territorio, che conta pi di tremi-la persone.

    Nella sua breve introduzione la presidente dellAzione Cattolica, Carmela Coppola, ha ricordato la costanza con la quale lA.C. della parrocchia di San Pietro sta incontrando e dialogando con i fratelli musulmani gi da quat-tro anni, per andare incontro alle loro esigenze e ai loro bisogni, e perch citando la band musicale Gen Rosso pi bello insieme, un dono grande laltra gente. Il Sindaco, prendendo la parola, ha prima di tutto ringraziato il par-roco don Salvatore Bianco sempre

    Morad El Byadi, Chafi lamzouri, i quali prima di tutto hanno ringra-ziato la comunit parrocchiale e lA.C. per laccoglienza di sem-pre e lo scambio interculturale intrapreso da anni; stato bello sentirli dire che si sentono davve-ro a casa, ricordando una frase di don Salvatore detta qualche tem-po fa: voi non siete pi extraco-munitari ma fate parte di questa comunit, sentitevi a casa. Si sono detti davvero felici di po-ter esprimere ci che hanno nel loro cuore davanti al primo cit-tadino. Ognuno di loro ha affer-mato che Scafati non razzista, che la maggior parte di loro ben integrata, lavora e pur tra mille difficolt e tanti sacrifici amano il nostro paese e si sentono scafa-tesi a tutti gli effetti.

    Presente allincontro anche il rappresentante della Federazio-ne musulmana campana, Abdul-lah Cozzolino, un italiano con-vertito allIslam, che insieme ai giovani marocchini-scafatesi pro-pone unazione di corresponsabi-lit a garanzia del Bene Comune

  • 27giugno 2014

    e momenti ulteriori di dialogo a favore della piena integrazione.

    Ha preso la parola anche la consigliere delegata alle pari op-portunit e agli Immigrati Carme-la Berritto la quale ha affermato che questo incontro solo il pri-mo per tentare di avviare un per-corso di integrazione e di rispetto delle regole; vi un forte bisogno di mettere in campo una grande sinergia tra le istituzioni affinch non accadano pi episodi di intol-leranza. La delegata allimmi-grazione ha spiegato ancora che bisogna aprirsi a queste persone e offrire loro accoglienza, pensan-do a quanto sia stato difficile per queste persone lasciare famiglia e affetti per guadagnare da vivere fuori della propria nazione. Ber-ritto avanza anche una proposta direttamente al Sindaco: istituire la figura del commissario esterno aggiunto, facendo votare lintera comunit di immigrati residenti a Scafati per farli eleggere un refe-rente che possa partecipare alla commissione, con ampi poteri propositivi e consultivi.

  • giugno 201428

    mensile della Chiesa di Nola

  • 29giugno 2014

    Essere comunit dialoganteunit e diversit, doni dello Spirito da riconoscere come valori da tutelare

    Spazio di contemplazioneAl complesso paleocristiano di Cimitile ledizione 2014 di basiliche in Fiore

    In Rubrica

  • giugno 201430

    mensile della Chiesa di Nola

    unit e diversit, doni dello Spirito da riconoscere come valori da tutelare

    ESSERE CoMuNIT DIALoGANTEdi Paolo di Palo

    la rivelazione di Dio, la vita delle comunit cristiane dei primi secoli, la tradizione orale e scritta tramandatasi fino ad oggi, che un elemento condiviso a prescindere dal livello normativo che stato assegnato.

    La riscoperta delle realt comuni e delle divergenze porta con s una conseguenza: la valenza del dialogo uno scambio di doni. Questa prospettiva diviene variet che si esprime, presenza della ricchezza dello spirito in ogni comunit di fedeli. ununit che non uniformit, una diversit che non divisione. Unit e diversit sono doni dello spirito e il dialogo ecumenico tende a valorizzarli, a riconoscerli come valori da tutelare.

    Lapertura allo scambio dei doni lumilt di riconoscersi bisognosi degli altri, non solo come individui di una stessa comunit, ma anche tra le varie tradizioni cristiane. Spesso i poli del contrasto suscitano incomprensioni, dibattiti accesi, talvolta ulteriori divisioni. Ma si potrebbe super