il terrore non avr  fine

Download Il terrore non avr  fine

Post on 09-Jul-2015

131 views

Category:

Documents

0 download

Embed Size (px)

DESCRIPTION

Un intrigo terroristico che dalle desolazioni del Pakistan arriva fino Messico e alla città degli angeli, passando per Firenze. Una cospirazione ingegnosa ed efferata, che l'agente del FBI Jack Manganelli con la collaborazione dell'amico italiano ispettore Lorenzo Rizzi è intenzionato a risolvere.

TRANSCRIPT

Il terrore non avr finedi Massimo Mangani (2011)

Prima Edizione

Edizioni Willoworld 2011 http://edizioniwilloworld.co.nr/

Copertina di GM Willo Rivoluzione Creativa: http://willoworld.wordpress.com/

Tutto il materiale di questo libro sotto la licenza "Creative Commons".

Questo un racconto di fantasia. Personaggi e fatti qui riportati non hanno niente a che vedere con la realt. L'eventuale assomiglianza di alcuni episodi alla vita reale del tutto casuale.

IL TERRORE NON AVR FINE

di Massimo Mangani

LUOMO NERO (Istanbul, in una piccola moschea sul Bosforo) Luomo, inginocchiato per rendere grazia ad Allah, stava riflettendo su quale fosse la migliore strategia per sfuggire agli imponenti controlli che erano stati istituiti in tutto il paese da quando i servizi segreti avevano intuito che qualcosa di grosso era in procinto di accadere. La voce gracchiante del Muezzin si propagava allinterno della piccola moschea rimbombando sonoramente e rendendo incomprensibili diverse parti della preghiera serale. Luomo segu meccanicamente il rito alzandosi ed inginocchiandosi al momento giusto, quello che assolutamente non voleva era dare in qualche modo nellocchio. Le immagini dettagliate dellAtaturk International Airport non ne volevano sapere di lasciare sgombra la sua mente, eppure un modo avrebbe pur dovuto esserci per poter portare a termine il piano, sempre che Allah avesse voluto, anche a costo di morire egli stesso. Questultimo pensiero lo illumin come soluzione era perfetta e gli avrebbe permesso di raggiungere la purezza prima del tempo stabilito per lui dallOnnipotente o forse proprio nel tempo corretto. Terminata la preghiera luomo usc dalla moschea confondendosi con gli altri fedeli, il caldo torrido della giornata era stato attenuato da una piacevole brezza proveniente dal Bosforo, dove grosse petroliere sfrecciavano sfiorando le case affacciate sullo stretto Istanbul! Decise di concedersi una cena abbondante a base di kebab, t forte e frutta fresca in uno degli ottimi ristoranti di Uskudar, poi sarebbe andato a dormire lindomani lo aspettavano 10 chili di tritolo!

IL MASTINO (In Uno Starbucks a West L.A.) Jack Manganelli aveva appena finito di mandare definitivamente a puttane la propria vita, o meglio una parte importante di essa. Dopo lennesima scenata di gelosia la moglie aveva fatto fagotto e lo aveva piantato, lasciandogli oltretutto lincombenza di un figlio

dodicenne:-cos imparerai ad essere responsabile una volta per tutte!Era rimasto come un fesso a contare le crepe sul soffitto di casa per unintera giornata mentre il figlio era andato a stare un po di tempo dalla zia per superare la cosa Il fatto era che conciliare il suo lavoro di investigatore federale con il ruolo di padre (praticamente) unico di un figlio preadolescente non sarebbe stato assolutamente facile e, per la verit, ogni volta che ci pensava veniva colto dalla disperazione. Inoltre le notizie arrivate in quei giorni al Dipartimento non lasciavano presagire nulla di buono i servizi turchi avevano diramato uninformativa estremamente allarmante Nusreddin Gezgin era tornato in circolazione e questo non era davvero bene. In quel momento lunica cosa positiva che poteva vedere nella propria vita era il sole splendente sui Boulevard della grande Los Angeles! Ripens agli anni passati con Kathyleen, alla sua brillante carriera come grafica pubblicitaria per una delle maggiori aziende del Paese, ai continui viaggi nelle pi importanti citt del mondo mentre lui marciva nei fumosi uffici del Dipartimento dando la caccia alla feccia dellumanit poi era nato Peter, una gioia immensa ma anche la ragione del repentino deterioramento del loro rapporto. Kathy ovviamente non aveva rinunciato alla carriera ed in lui era subentrato un profondo senso di frustrazione; quando lei non cera doveva occuparsi del bambino e spesso era costretto a lasciarlo a sua sorella con la quale fortunatamente cera un ottimo rapporto. Anche la questione economica non era secondaria e, nonostante fosse nato in una famiglia progressista di S. Francisco, mandava gi con difficolt il fatto che la moglie guadagnasse 10 volte il suo stipendio di federale. Forse per questo aveva iniziato a rimuginare su tutto ci che lei faceva e si era convinto che, durante quegli interminabili viaggi con i colleghi (quasi tutti maschi, giovani e rampanti) nel tepore delle camere di alberghi di lusso, qualcosa dovesse pur succedere. Aveva iniziato con le scenate e le rassicurazioni di Kathyleen -facciamo riunioni 18 ore al giorno, il resto dormiamo!, non servivano a nulla, lui non riusciva proprio a convincersi. Solo adesso iniziava a rendersi conto che forse aveva sbagliato, ma era troppo tradi, lei se nera andata e, conoscendola, difficilmente sarebbe tornata. Quello che gli faceva pi male era il fatto che non si fosse minimamente preoccupata di Peter e, a differenza di altre mogli che

avevano piantato i mariti, non aveva chiesto di potersi occupare del ragazzo, non lo aveva trascinato in tribunale per laffidamento anzi gli aveva esplicitamente detto che avrebbe dovuto occuparsene lui, il mastino dellantiterrorismo e arrivederci! Proprio il giorno dellinformativa arrivata da Ankara, che aveva fatto gelare il sangue nelle vene ai servizi di intelligence di mezzo Mondo. Guard nuovamente il sole splendente, le palme ai lati del viale, il cielo di un azzurro come soltanto la Citt degli Angeli sapeva regalare ordin unaltra tazza di caff.

LITALIANO (In un fast food Punjab Kebab-periferia Sud di Firenze) Mentre addentava la sugosa piadina ripiena di kebab e salse varie, frutto del miscuglio etnogastronomico allitaliana (chiss a chi era venuta per primo lidea di ficcare del kebab dentro la piadina romagnola), lIspettore capo Lorenzo Rizzi rifletteva sul colloquio avuto poche ore prima con i suoi superiori. Da un lato era piuttosto soddisfatto che avessero scelto lui per quella missione, ma si rendeva perfettamente conto che i rischi che avrebbe corso sarebbero stati enormi. Del resto anche la prima volta che aveva arrestato Nusreddin Gezgin, non solo aveva rischiato di rimetterci la pelle ma poi era finito in guai grossi. Per la verit tutto si aspettava meno che durante una normale operazione antidroga, fra gli arrestati fosse finito per caso uno dei pi pericolosi terroristi islamici al mondo, rifugiatosi a Firenze per nascondersi da una dozzina di polizie internazionali che lo cercavano per tutto il medio oriente. Loperazione era stata normale routine e gli immigrati nordafricani che gestivano il racket, sorpresi nel sonno in una pensioncina di via Nazionale, non avevano opposto alcuna resistenza allarresto. La loro mitezza era parsa fin da subito molto strana, soprattutto quella di un ragazzo tarchiato, con la barba lunga e la pelle molto scura, tipica di alcuni paesi asiatici, il quale cercava di far di tutto per assecondare

gli agenti che, dopo averlo perquisito, lo avevano fatto salire su una volante. Che qualcosa non tornasse in quellindividuo era fin troppo palese, non fosse altro per il fatto che sicuramente non proveniva da un paese nordafricano, ma piuttosto dallIndia o dal Pakistan. Poi, durante il trasporto in questura era avvenuto il fattaccio: luomo, probabilmente ben addestrato in qualche campo di Al Qaeda, era riuscito a liberarsi delle manette e con un temperino sfuggito al controllo degli agenti, aveva ferito alla gola il sovrintendente che guidava lautopattuglia, facendola sbandare. Fortunatamente lurto contro lalbero non era stato eccessivamente forte e ne erano usciti tutti pressoch incolumi, compreso il prigioniero. Ricordava di averlo guardato fuggire in mezzo a viale Strozzi, facendo un pericoloso slalom fra le auto, cosa che che rendeva impossibile potergli sparare senza il rischio di colpire qualche automobilista. Nel frattempo le volanti che seguivano si erano fermate per dare lallarme, mentre la pattuglia di motociclisti che chiudeva il corteo si era lanciata allinseguimento delluomo. Il collega ferito rantolava e per un po gli altri poliziotti credettero che stesse per morire, fin quando si resero conto che lo squarcio fortunatamente era superficiale e la carotide non era stata recisa. Il fuggiasco era stato catturato qualche ora pi tardi, mentre allaeroporto di Peretola cercava di acquistare un biglietto per Monaco di Baviera. Allarrivo in questura ricordava di essersi subito reso conto dellaria pesante che tirava, i suoi superiori parevano contrariati per qualcosa e, fatto alquanto anomalo, pur essendo appena lalba era gi presente nel suo ufficio il signor Questore. Il Commissario Biancone, suo diretto superiore, lo aveva convocato urgentemente per comunicargli che, visto che larresto era stato operato dai suoi uomini, spettava a lui condurre il prigioniero, cui nel frattempo era stata data lidentit di Nusreddin Gezgin nel carcere di Sollicciano. Mentre parlava, gli occhi del Commissario lo evitavano percep puzzo di inghippo nellaria Espletate tutte le pratiche di rito, aveva preso in custodia luomo ammanettato seguendo il Commissario nel parcheggio.

Laria era sempre pi pesante, mentre attraversavano i freddi corridoi della Questura, sentiva gli sguardi dei colleghi puntati su di lui, quasi fosse un dead man walking! Unauto scura li stava aspettando con il motore ed il lampeggiante magnetico accesi. Aveva fatto salire Nusreddin sui sedili posteriori tenendogli una mano premuta sulla testa forse a causa delloscurit non aveva riconosciuto nessuno degli uomini sulla macchina, probabilmente erano agenti della Penitenziaria. Si era seduto accanto al guidatore che vestiva in borghese, anche se i suoi abiti erano davvero insoliti: completo nero, camicia bianca ed occhiali fum alle 6 del mattino! Erano partiti sfrecciando per le stradine strette del centro, il lampeggiante che illuminava ad intermittenza quella fredda mattina invernale, una sottile pioggerella che ticchettava

View more >