i promessi sposi

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Ambientato nel 1628 in Italia, durante l'occupazione spagnola, fu il primo esempio di romanzo storico della letteratura italiana.

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  • 1. I PROMESSI SPOSI

2. Introduzione Storia milanese del secolo XVII scoperta e rifatta da Alessandro Manzoni

  • "L'Historia si pu veramente deffinire una guerra illustre contro il Tempo, perch togliendoli di mano gl'anni suoi prigionieri, anzi gi fatti cadaueri, li richiama in vita, li passa in rassegna, e li schiera di nuovo in battaglia.

3.

  • Titolo:I Promessi Sposi.
  • Autore:Manzoni
  • Genere:Romanzo Storico
  • Collocazione storica:Il Seicento
  • I luoghi:La Lombardia

4. ALESSANDRO MANZONI

  • La vita
  • Alessandro Manzoniaveva quattro anni quando in Francia il popolo prese la Bastiglia dando una svolta decisiva alla storia dellumanit, undici quando Napoleone scese in Italia: era un giovanetto tutto preso dalle idee rivoluzionarie quando, Marengo, quello stesso grande generale affossava definitivamente le speranze giacobine e si apriva la strada al potere personale. Nella sualunga esistenza vide tramontare a Waterloo lastro dell uomo fatale, assistette al ritorno degli Austriaci a Milano e al lento ma inarrestabile logoramento della Restaurazione, dalle giornate del 21 a quelle del 48, alla vittoria infine delle speranze risorgimentali nel 59 e nel 60, alla proclamazione di Roma capitale dItalia e alla breccia di porta Pia.
  • Compiuti i suoi primi studi in collegi religiosi, a ventanni si rec a Parigi, raggiungendo la madre che si era separata dal marito. Gli anni parigini (1805- 1810) furono molto importanti per la sua formazione politica, morale e culturale. Nel 1808, durante un breve soggiorno a Milano, conobbe e spos Enrichetta Blondel, di religione calvinista. Il fervore religioso della moglie, convertitasi al cattolicesimo, spinse Manzoni a una profonda meditazione sui problemi morali e religiosi che determin il suo ritorno alla fede cristiana. Dalla conversione in poi la sua vita fu povera di avvenimenti, ma ricca di opere e di meditazione interiore. Visse quasi sempre a Milano in modo appartato e schivo, seguendo per con intensa passione le vicende del Risorgimento.
  • Il Manzoni, per la sua indole timida e riservata, non partecip direttamente alle lotte del Risorgimento, ma si limit ad esortare gli italiani, mediante gli scritti, a combattere per la libert e lindipendenza della Patria. Ci pu farci pensare ad una contraddizione tra pensiero e azione. Di questa contraddizione era consapevole lo stesso Manzoni. Infatti quando a Milano, dopo lunit, ricevette in casa Giuseppe Garibaldi, gli disse che egli, convinto come il Mazzini, che al pensiero debba corrispondere anche lazione, si sentiva inferiore allultimo dei garibaldini, per non aver preso parte direttamente alle lotte del Risorgimento.
  • Ma il contributo pi alto che Manzoni ha dato al Risorgimento fu nella questione della lingua, la creazione di una prosa nuova, semplice e popolare che facilit lunificazione spirituale e culturale della Nazione.
  • Alessandro Manzoni mor nel 1873 allet di ottantotto anni.

5. Opere principali

  • In morte di Carlo Imbonati (carme, 1805); * Inni sacri: La Resurrezione, Il Nome di Maria, Il Natale (1812-13), La Passione (1815), La Pentecoste (1822); * Osservazioni sulla morale cattolica (1819); * Lettre M. Chauvet (1820); * Il Conte di Carmagnola (tragedia, 1820); * Il cinque maggio (ode, 1821); * Adelchi (tragedia, 1822); * Lettera sul romanticismo (1823); * I promessi sposi (1825-27 e 1840-42); * Storia della colonna infame (1842); * Del romanzo storico (1845); * Marzo 1821 (ode, 1848); * Dell'unit della lingua (1868).

6. IL ROMANZO STORICO

  • Il romanzo manzoniano di tipo storico. Tale genere ebbefortuna nel XIX secolo. Per romanzo storico si intende una narrazione che racconta vicende immaginarie ambientate in contesti storicidefiniti che fanno da sfondo al racconto. Manzoni, scrittore ottocentesco, narra una storia ambientata nel 1600, ricostruisce gli eventi e le abitudini del tempo e in tale contesto d vita ad una vicenda verosimile, cio che sarebbe potuta accadere. Quando Manzoni si dilunga a parlare dei bravi , della giustizia come arma dei potenti contro gli umili, parla di situazioni che caratterizzavano quei tempi; i signorotti locali realmente si avvalevano di veri e proprieserciti illegali, i bravi per lappunto, di cui abbiamo notizia nelle cronache del tempo. Gli avvenimenti che fanno da sfondo alla vicenda sono realmente accaduti, come ad esempio la sommossa popolare di Milano e la peste che devast il Milanese.
  • Per quel che riguarda gli attori del romanzo ci sono da una parte personaggi di pura fantasia, come Renzo, Lucia, Agnese, Don Abbondio, Perpetua, Don Rodrigo, il Conte Attilio, il dottor Azzecca-garbugli. Dallaltra si incontrano personaggi storici realmente esistiti, come Fra Cristoforo (= Padre Cristoforo di Cremona); la Monaca di Monza (= Virginia Maria di Leyva); LInnominato (= Francesco Bernardino Visconti), ecc
  • STORIA DELLA COMPOSIZIONE
  • I Promessi Sposi ebbero tre stesure o redazioni. La prima aveva come titolo Fermo e Lucia e poi Gli Sposi Promessi. Di questa prima stesura non solo erano diversi i nomi di alcuni personaggi (LInnominato si chiamava il Conte del Sagrato; Renzo Tramaglino era Fermo Spolino; Lucia Mondella era Lucia Zarella), ma erano diversi anche alcuni episodi come quello della fine di Don Rodrigo, il quale, nel Lazzaretto, alla vista di padre Cristoforo e delle sue vittime, Fermo e Lucia, balzava su un cavallo e, dopo una folle cavalcata, veniva raccolto morto da due monatti e gettato su un mucchio di appestati. Insoddisfatto della sua opera, il Manzoni dopo la prima stesura ne pubblic unaltra nel1827 col titolo di Promessi Sposi, storia milanese del XVII sec., scoperta e rifatta da A. Manzoni. Lo scrittore, per, insoddisfatto della seconda redazione, che gli appariva ricca di lombardismi, lo stesso anno (1827) si rec a risciacquare i cenci in Arno e sottopose tutto il romanzo ad unaccurata revisione linguistica sul modello del fiorentino vivo e medio, si ebbe cos la terza ed ultima edizione, che fu pubblicata tra il 1840 e il 1842.

7. Il Seicento

  • Le vicende di Renzo e Lucia, nella narrazione manzoniana, si sviluppano nei primi decenni del XVII sec. IlSeicento stato un secolo particolarmente cupo per i territori della penisola italiana. Gli Spagnoli dominavano in Lombardia, in Sicilia, nel Regno di Napoli e in parte della Toscana, generando malgoverno e scontento tra la popolazione. Un secolosegnato dallingiustizia. Tutta la narrazione vive nellambito di questa cornice di valori, dove la condizione degli umili oppressi pu trovare solo riscatto nella salvezza morale, non potendo sperare in nessuna forma di garanzia da parte delle istituzioni e del potere. Lanalisi spietata che Manzoni opera sulla dominazione spagnola un atto di accusa a tutte le dominazioni straniere, quindi testimonianza di opposizione al governo austriaco, potenza straniera che governava nel Lombardo-Veneto al tempo in cui lautore compose lopera.

8. LA TRAMA

  • I protagonisti sono Renzo e Lucia, due giovani il cui desiderio di unirsi in matrimonio sar bloccato dal prepotente Don Rodrigo, signorotto locale invaghito di Lucia. Don Abbondio, il curato che deve celebrare il matrimonio, minacciato da due suoi sgherri (i cosiddettibravi ). La mattina successiva Renzo si reca dal curato che inizialmente gli dice, usando parole in "latinorum" per confonderlo, che il matrimonio non potr essere celebrato; successivamente costretto a rivelare la vera causa dell'impedimento: Don Rodrigo. Per un caso fortunato, Lucia sfugge ad un rapimento ordinato da don Rodrigo e con l'aiuto di Fra Cristoforo si rifugia a Monza, in un convento. Qui la potente suor Gertrude la inganna, e permette che venga rapita dagli uomini di un criminale, l'Innominato, a cui si rivolto don Rodrigo. Portata al castello dell'Innominato, Lucia inquietata e spaventata, per questo motivo fa voto di castit alla Madonna pregandola di farla uscire sana e salva. Inoltre, la giovane donna riesce a commuovere l'animo di quell'uomo, instillando nel suo animo germi di rimorso che, dopo una notte angosciosa, l'indurranno a chiedere perdono al cardinale Federigo Borromeo. Grazie alla nuova disposizione d'animo dellInnominato, Lucia libera e, pi avanti, viene ospitata nella casa di don Ferrante a Milano. Nel corso di questi avvenimenti Renzo, che ha raggiunto Milano, viene coinvolto in una protesta contro la mancanza di pane e sta per essere arrestato, ma la folla lo aiuta a fuggire. Riesce poi ad arrivare a Bergamo e a trovare ospitalit e lavoro presso un cugino, Bortolo. Intanto agli orrori della guerra si aggiungono quelli della peste: le truppe mercenarie dell'esercito imperiale, i lanzichenecchi, diffondono il contagio. Renzo e Lucia si ammalano ma riescono a guarire. Finalmente dopo tante tragiche vicende, i due promessi sposi si incontrano nel Lazzaretto di Milano, il luogo dove vengono portati i malati di peste e dove Renzo, disperato, andato a cercare Lucia. Con l'aiuto di frate Cristoforo, che scioglie il voto alla Madonna, fatto in precedenza da Lucia, i due innamorati possono coronare il loro sogno. Alla fine, per, i due riusciranno a sposarsi solo quando don Rodrigo morir di peste ed il suo successore sar un marchese conosciuto per la sua benevolenza. Si stabiliscono, infine, in un paese del Bergamasco e la loro vita diviene da quel punto in poi, una delle vite pi tranquille, delle pi felici e delle pi invidiabili. Renzo acquista con il cugino una piccola azienda tessile e Lucia, aiutata dalla madre, si occupa dei figli. Le peripezie hanno insegnato a Lucia che non basta essere buoni e pii per tenersi al riparo dal ma