dispensa diritto ecclesiastico finocchiaro ottima recente 2013

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Dispensa diritto ecclesiastico Finocchiaro

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    CAPITOLO I: CONSIDERAZIONI INTRODUTTIVE

    Il compito della scienza giuridica quello di studiare la produzione, linterpretazione elapplicazione delle norme giuridiche; tali norme si distinguono dalle altre regole inquanto la loro osservanza assicurata dallordinamento (a volte anche coattivamente).Lampiezza della materia presa in esame dalla scienza giuridica molto grande. Proprioper questo motivo utile operare una divisione degli studi giuridici nelle varie discipline(diritto costituzionale, commerciale, amministrativo, ecc.) per avere un maggiorapprofondimento delle stesse materie.Il DIRITTO ECCLESIASTICO studia il settore dellordinamento giuridico dello Stato che voltoalla disciplina del fenomeno religioso. Ma quando parliamo di fenomeno religioso nonintendiamo solo quello della Chiesa Cattolica, ma tutte le confessioni religiose e tutti gliindividui (in quanto credenti o non credenti). Il diritto ecclesiastico non costituito solodalle norme prodotte direttamente dal legislatore statale, ma molto spesso capita che sidebbano applicare norme prodotte direttamente da ordinamenti confessionali. Seconsideriamo lambito degli studi giuridici del diritto ecclesiastico, si nota come essoappartenga allarea del diritto pubblico: infatti, oggetto di studio di tale disciplina sonosoprattutto le norma costituzionali e le norme che regolano lattivit della pubblicaamministrazione. Ci non toglie che il diritto ecclesiastico presenti legami anche con ildiritto civile (matrimonio religioso, rapporti successori, ecc.), con il diritto internazionale(posizione della Santa Sede).Le FONTI DI COGNIZIONE del diritto ecclesiastico civile si trovano in disposizioni legislativedello Stato, emanate sia unilateralmente che in esecuzione di accordi con le confessionireligiose. Esse sono:1) LA COSTITUZIONE: qui troviamo numerose disposizioni in cui il fattore religioso viene

    espressamente menzionato (art. 3, 7, 8, 19 e 20). Le norme di derivazione concordatariasono protette e garantite dagli art. 7 cpv. e 8, 3 comma Cost.;

    2) I PATTI LATERANENSI E I VARI ACCORDI: i Patti Lateranensi sono gli accordi tra Stato eChiesa stipulati l11 Febbraio 1929. Qui troviamo un Trattato (per la soluzione dellaquestione romana con la creazione dello Stato Citt del Vaticano) ed un Concordato(che disciplina il trattamento della Chiesa Cattolica in Italia);

    3) LE LEGGI DELLO STATO UNILATERALI: nel nostro ordinamento vi sono norme voluteunilateralmente dallo Stato.

    4) ALTRE NORME STATALI (O REGIONALI).Le FONTI DI PRODUZIONE del diritto ecclesiastico (ossia i procedimenti con cui vengonoposte legittimamente le norme che si collocano in tale disciplina) sono poste su vari livellie fanno nascere alcuni problemi. Infatti, bisogna notare che vi un settore in cui la fontenormativa pu essere sia legge ordinaria che legge che legge costituzionale: sono le normeprotette dagli art. 7 cpv. e 8, 3 comma Cost.

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    Queste norme possono essere modificate da una legge ordinaria nel caso in cui essa diavita ad un nuovo accordo (tra lo Stato e la Chiesa Cattolica o tra lo Stato e le altreconfessioni che abbiano stipulato unIntesa approvata per legge); invece, se il legislatoreintende modificarle unilateralmente, si dovr ricorrere allemanazione di una leggecostituzionale. Adesso siamo in grado di ordinare gerarchicamente le fonti:1) NORME APPLICATIVE DEL CONCORDATO LATERANENSE;2) REGOLAMENTI: essi sono emanate con decreto del Presidente della Repubblica. Queste

    non possono assolutamente essere in contrasto con le norme statali;3) CIRCOLARI: queste non sono altro che le norme interne della pubblica amministrazione,

    che si impongono come norme dazione agli uffici inferiori. La forza di tali circolaridipende dallo spazio che le leggi ed i regolamenti lasciano allamministrazione.

    4) LEGGI REGIONALI: tutte le regioni non hanno competenza nella materia prevista dagliart. 7 cpv. e 8, 3 comma Cost. Tuttavia, poich alcune materie di competenza regionale(assistenza sanitaria, ospedaliera, scolastica, ecc.) possono rientrare tra gli interessidelle confessioni religiose, esse possono essere comprese tra le fonti di norme deldiritto ecclesiastico.

    Un modo illegittimo di eseguire le intese rappresentato dal caso dei GIORNI FESTIVI.Infatti anzich essere decisi mediante una legge, lelenco delle festivit religiose si avutomediante decreto del Presidente della Repubblica. Qui previsto che la RepubblicaItaliana riconosca come giorni festivi tutte le domeniche e le altre festivit religiosedeterminate dintesa tra le parti. Ma mentre le domeniche sono previste nellAccordo(promulgato mediante legge), le festivit non trovano spazio in tale documento: eccoallora che ci sarebbe stato bisogno di una legge, e non di un decreto.

    Infine dobbiamo ricordare che per lo studio del diritto ecclesiastico si possonointraprendere due diverse teorie:a) la prima ha imboccato la via del diritto positivo, del ius conditum, cercando di

    confrontare le vecchie norme con la Costituzione per vedere quali di esse potevanoconvivere con le nuove norme fondamentali e quali invece sarebbero risultateincostituzionali;

    b) la seconda teoria ha confuso lo ius conditum con lo ius condendum, ritenendo che unariforma della legislazione del 1929-1930 fosse praticabile al di fuori delle previsionidegli art. 7 cpv. e 8, 3 comma Cost. Questa via stata intrapresa sia da coloro che nonapprezzano i concordati sia da coloro che, credendo nella purezza della fede, ritengonoche la Chiesa non debba essere legata da patti di indubbia rilevanza politica con loStato.

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    CAPITOLO II: LA RELIGIONE ELORGANIZZAZIONE DEL POTERE CIVILE

    Il fenomeno religioso ha, ed ha sempre avuto, una grandissima importanza allinterno diogni societ. Per i latini, il termine RELIGIO aveva vari significati: i pi importanti sono ilculto del divino e la superstizione.Facendo un salto indietro nel tempo, notiamo come nella Roma arcaica non vi era alcunadistinzione tra istituzioni politiche e organizzazione religiose; anche quando, con lavventodella Repubblica, il governo civile si venne a distinguere dal sacerdozio rimase forte illegame tra politica e religione. Quando poi venne istituito lImpero, le funzioni dipontefice massimo furono assunte direttamente dallimperatore, il quale divenne una verae propria divinit da adorare. Era dovere di ogni suddito quello di adorare il proprioimperatore: ecco perch, durante il periodo imperiale, i cristiani erano continuamenteperseguitati (poich essi si rendevano colpevoli di lesa maest).Quando la civilt romana abbandono il paganesimo per intraprendere la strada delcristianesimo, le cose non cambiarono: come limperatore pagano era il pontefice massimodel paganesimo, cos limperatore cristiano era il pontefice massimo di questa nuovareligione. Lunione in ununica persona della figura del capo dello Stato e del capo dellaChiesa noto con il nome di CESAROPAPISMO: con questo termine si indica lunione delpotere civile con il potere ecclesiastico. Il cesaropapismo cess in Europa Occidentale conla fine dellImpero Romano dOccidente ma persistette nellImpero di Bisanzio fino al suocrollo (1453).

    Con la cessazione del cesaropapismo nellEuropa occidentale, venne accrescendosilautorit del Vescovo di Roma. Tanto pi che, con la caduta dellImpero, si fece strada ladottrina evangelica della distinzione tra il potere civile e il potere ecclesiastico.La formazione di Stati organizzati sotto il potere di un principe, anche se non attribuiva aquesti la forza di definire dogmi o di convocare Concili, gli dava la piena potest sulproprio territorio. Quindi il principe prevaleva su qualsiasi altra potest presente sul suoterritorio: quindi anche la Chiesa veniva a trovarsi sotto il suo potere. Questo stato di coseport a lotte politiche e guerre di religione (pensiamo al grande scisma doccidente, alleeresie e alla riforma protestante) che si conclusero con la PACE DI AUGUSTA avutasi nel1555. Qui si riconobbe ai principi la libert di aderire o meno alla religione riformata eattribu loro il ius reformandi, cio il potere di imporre la religione da essi professata a queisudditi che non avessero preferito emigrare in un altro paese. Solo un secolo pi tardi, conla PACE DI WESTFALIA avutasi nel 1648 alla fine della guerra dei Trentanni, si ebberiguardo anche alle minoranze religiose dando uguali diritti a tutti (cattolici, luterani ecalvinisti). Tra queste due date ora menzionate si consolidarono i sistemi nei quali laChiesa era subordinata allo Stato: in Germania si afferm il territorialismo, in Francia ilgallicanesimo, in Austria il giuseppinismo e cos via. In Italia si ebbero vari sistemiche sono stati compresi nel termine GIURISDIZIONALISMO: esso sta ad indicare il

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    prevalere della giurisdizione statale su quella ecclesiastica. I POTERI DEI SISTEMIGIURISDIZIONALISTI sono tradizionalmente classificati in due filoni: POTERI VOLTI A PROTEGGERE LA CHIESA- IUS ADVOCATIAE O PROTECTIONIS : lo Stato garantiva lunit della Chiesa e la purezza della

    fede. Inoltre, lo Stato tutelava gli enti ecclesiastici da eventuali affari dannosi;- IUS REFORMANDI : negli Stati protestanti era il potere del principe di intervenire

    nellorganizzazione interna della Chiesa; negli Stati cattolici era il potere di introdurrenella Chiesa quelle riforme necessarie ad eliminare gli abusi e ad ottenere un buonfunzionamento degli istituti ecclesiastici;

    POTERI DIRETTI A DIFENDERE LO STATO DALLA CHIESA- IUS NOMINANDI : il principe nominava i funzionari ecclesiastici;- EXEQUATUR O PAREATUR : lo Stato aveva il potere di esaminare gli atti emanati

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