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IL FUTURO DEI DIPLOATI NEL TURISMO Sbocchi occupazionali, professioni A cura di Paola Lotti DATI: Ebit (Ente Bilaterale Industria Turistica), quaderno di ricerca Unioncamere 1 paola lotti anno scol. 2010-11

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IL FUTURO DEI DIPLOATI NEL TURISMO

Sbocchi occupazionali, professioniA cura di Paola Lotti

DATI: Ebit (Ente Bilaterale Industria Turistica), quaderno di ricerca Unioncamere

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LE PREMESSEInterrogarsi sul futuro dell’industria turistica comporta

riflettere in modo approfondito sulle prospettive che essa può offrire alle nuove generazioni, sulle dinamiche che possono attivarsi nei meccanismi di selezione ed inserimento professionale nelle aziende del comparto, sull’approccio, le idee e le propensioni che i potenziali entranti nel mondo del lavoro hanno nei confronti del sistema turistico.

Si tratta, in sostanza, di porre al centro dell’attenzione non solo e non tanto le dinamiche domanda-offerta attraverso le più classiche dimensioni quantitative, quanto la cruciale situazione, attuale e prospettica, del mercato del lavoro in ambito turistico, ricordando lo straordinario impatto che la professionalità e la capacità del personale impiegato nelle aziende di servizi hanno sulle performance di queste ultime.

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GLI OCCUPATI NEL VENETO settore alberghierodividendo il numero totale di occupati così

come risultante dalla somma di quelli forniti da ciascuna azienda inserita nel campione, emerge un valore medio Italia pari a 31,9 unità per azienda, che sale a 43 con riferimento alle sole aziende venete del campione.

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CONFRONTIquota dei laureati 44%, accompagnata da un

valore più elevato per chi si è diplomato in discipline turistiche e da una caduta netta nel campione di chi ha altri diplomi di maturità e soprattutto di chi ha la sola licenza media.

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COMPARTO ALBERGHIERO focus Venetonon si tratta certo dell’intero universo

industriale turistico, rappresenta comunque una delle principali espressioni dell’industria stessa

nel mirino le aziende single-unit, ancora decisamente la maggioranza in Italia, quanto le catene.

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I GIOVANI E IL SETTORE ALBERGHIERO Esperienze maturatae in particolare nell’area retail e della grande

distribuzione porta ad affermare – seppur con rammarico – che sia in atto un drastico calo nel senso di responsabilità dei giovani.

Lavorare in una azienda alberghiera comporta – come è noto - vincoli (i ritmi, l’assenza di orari certi e delle canoniche “domeniche e festività”) e opportunità (fare esperienze all’estero, interagire con le persone, …). Per una azienda non è pensabile che, a distanza di due mesi tre mesi dall’inserimento, i propri giovani dipendenti rinneghino di aver accettato di affrontare, nel bene e nel male, queste caratteristiche e trovino insostenibili le modalità e i ritmi lavorativi presentati e chiariti inizialmente.

per mantenere, o crearsi, un percorso nel mondo alberghiero serva grande passione ed attaccamento. Passione che però, in particolare nei giovani fino a 20-22 anni, sembra scattare molto raramente, forse matura con gli anni se è vero che già in figure di 30-35 anni questa sia più evidente, così come spesso si palesa tra coloro che hanno scelto di investire nella formazione specifica frequentando corsi universitari e/o master. Nei giovani sembrano essere molto confusi gli obiettivi e gli anni necessari per riuscire a raggiungerli.

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PERCORSO FORMATIVO E RUOLIOffrire opportunità professionali in linea con il proprio

percorso formativo penso sia un elemento che contraddistingue questa realtà aziendale. Alcuni giovani arrivano con delle idee ben chiare. In altri casi invece, in accordo con il candidato, se le attitudini lo permettono, si propongono anche ruoli diversi dai loro progetti iniziali. In questo caso le possibilità offerte dal lavoro in una catena alberghiera sono evidenti, consentendo, appunto, una maggiore varietà di scelta – per l’azienda e per il lavoratore – dei ruoli da coprire. In entrambi i casi l’inserimento di giovani figure viene vista come occasione di iniezione di energia ed opportunità di innovazione più che un peso da sopportare.

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STAGEcritica al sistema formativo turistico-alberghiero, rivolta a stage e

tirocini. Una criticità sta nella durata del progetto; 3-4 settimane sono un

periodo insufficiente per conoscere il contesto alberghiero, per mettere un giovane in condizione di imparare e di e mettere a frutto conoscenze e competenze. Se a questo aggiungiamo come le strutture 4 e 5 stelle richiedano standard di servizio molto particolari, un giovane alle prime esperienze professionali, ancora privo di sicurezze e magari scarsamente self confident, anche dopo qualche settimana non è in grado di muoversi in autonomia nella relazione con il cliente.

Va trovato un nuovo equilibrio nell’uso di questo strumento: le aziende devono vedere opportunità di trasferire informazioni ai ragazzi, di convincerli magari a trattenersi in azienda laddove ne avessero le potenzialità, e di poter trarre dal giovane un ritorno concreto in un tempo ragionevole.

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LA FORMAZIONE 1In Italia sembra essersi determinato uno scenario nel quale

lavorare nel turismo appare come un ripiego, come una soluzione di riserva, e gli studenti che decidono di preferire la frequenza di istituti tecnici specializzati vengono visti, o si sentono essi stessi, come meno capaci di altri. Questo in altri Paesi è decisamente assente. In Francia, Svizzera, ma anche in Inghilterra l’educazione al settore alberghiero nelle scuole tecniche si sviluppa con standard e con una “percezione sociale” pari a quelli dei licei. Tali carenze del sistema formativo italiano nel turismo è peraltro non tanto da riferire agli aspetti più tecnici, quanto ad una cultura e preparazione di base che spesso si traducono in difficoltà del giovane occupato ad affrontare determinate fasi nel lavoro e a crescere nella professione. Palesano vere e proprie lacune, da colmare senz’altro per lavorare in un’azienda come quella alberghiera, soprattutto se inseriti in reparti con elevato contatto con il cliente.

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LA FORMAZIONE 2 Il mondo del lavoro de i sistemi produttivi nell’industria alberghiera sono

radicalmente cambiati La formazione può essere intesa a più livelli e non per forza rimanda alla

frequentazione di scuole tecniche per il turismo. Anzi, proprio tale relazione apparentemente esclusiva andrebbe dimenticata: diplomati “interessanti” per l’industria alberghiera potrebbero essere, ad esempio, i giovani che hanno frequentato i licei linguistici.

Stesso discorso per chi sceglie di investire più anni nella formazione: possono andar bene i corsi di laurea e i master focalizzati sul turismo, ma è anche su specifiche competenze che può essere trovata una proficua relazione tra percorso formativo e inserimento in azienda.

Oggi c’è bisogno di scolarità elevata, esistono molti reparti in hotel nei quali la statistica, ad esempio, è diventata indispensabile e chi ne consoce l’impianto teorico-pratico può essere avvantaggiato su altri.

Possiamo poi intendere la formazione anche come conoscenza accumulata tramite esperienze professionali in altre aziende, che possono diventare particolarmente premianti in fase di selezione, sempre ribadendo, però, come un buon percorso formativo possa fare la differenza.

L’autodidatta oggi non ha più spazio

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LA FORMAZIONE 3Il sistema della formazione scolastica secondaria superiore si è

evoluto poco. Una prima falla la si riscontra nella scarsa conoscenza da parte

dei docenti dell’operatività in albergo. Una seconda risiede nella scarsa o nulla relazione tra scuole e aziende: bisognerebbe invitare in aula con molta più frequenza dei direttori d’hotel o manager o responsabili di servizio per raccontare di cosa è fatta la giornata in hotel; bisognerebbe, inoltre, rivedere radicalmente le regole sugli stage e tirocini: è inutile continuare a renderli possibili esclusivamente su periodi di tempo brevissimi, che non consentono di portare a casa dei risultati concreti ed utili per il futuro.

E mancano delle eccellenze: non vi sono in Italia scuole capaci di dare l’esempio, di rappresentare modelli di riferimento ai quali le altre potrebbero ispirarsi.

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LA FORMAZIONE 4bisognerebbe intervenire SUL SISTEMA

FORMATIVO dal momento che TUTTO è eccessivamente distante dalla realtà del mondo del lavoro.

Uno dei difetti più evidenti è rappresentato dalla durata eccessivamente contenuta degli stage in azienda previsti dal percorso scolastico.

Altra criticità nell’area linguistica: la debole o inesistente padronanza delle lingue mostrata dai ragazzi che escono da scuola e cercano lavoro ha dei limiti operativi sostanziali

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LE PROFESSIONI DEL TURSIMOalberghi e pubblici esercizitour operatoragenzie di viaggio e turismoagenzie di promozione turistica e IATMuseiprofessioni libere di guida turistica e di

accompagnatore turistico

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ALBERGHIIl personale degli alberghi interpellati si

distribuisce in varie aree funzionaliAmministrazione al quale è talvolta associato

l’Ufficio Gestione del personale, Reception/Segreteria, Reparto cure

Commerciale e marketing reparti Alloggi, Ristorante e Bar

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ALBERGHI 2Bardin (2004) ipotizza, sulla scia di altri studi, l’inserimento occupazional

delle seguenti figure ad elevata professionalità: Programmatore e gestore di eventi, Fund Raiser, ossia procacciatore di fondi finanziari per la valorizzazione e promozione di beni culturali, Facilitatore di processi di qualita, ossia esperto nel controllo e nel

miglioramento delle attivita del personale e dell’efficienza complessiva dell’azienda, Addetto al marketing e comunicazione, Statistico addetto alle ricerche di mercato, Market Observer, il cui compito e l’osservazione valutativa ed

operativadella domanda e dell’offerta turistica per vari operatori turistici.Questi esperti prestano attività per le strutture ricettive comunemente come

consulenti, vale a dire con incarichi a tempo, o a commessa, senza appartenere alle strutture alberghiere.

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Programmatore turisticoIl Programmatore turistico si occupa della

ideazione, pianificazione, organizzazione e collaudo dei nuovi pacchetti di viaggi e soggiorno turistici sia in Italia che all’estero. Lavora, in genere, per tour operator o per agenzie di viaggio medio-grandi Generalmente, si specializza per aree geografiche delle quali possiede una profonda conoscenza.

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PROGRAMMATORE 2Il Programmatore fa, in parte, lavoro d’ufficio, con

rapporti frequenti telefonici e telematici esterni all’azienda. Il suo lavoro lo porta, peroò a continui spostamenti e viaggi. Pertanto, deve amare Vviaggiare. Deve conoscere bene almeno due lingue, programmi informatici, tecniche di marketing e psicologia del turismo, e deve essere abile nella comunicazione e nell’intermediazione. Per il suo lavoro sono fondamentali anche le conoscenze contabili, amministrative e della gestione delle aziende turistiche.

Il mercato di questa figura professionale e ormai inflazionato, le destinazioni da scoprire sono sempre meno, per cui il lavoro del Programmatore si riduce nel trovare soluzioni interessanti a prezzi vantaggiosi.

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RESPONSABILE DIRETTORE MARKETING Il Responsabile, o Direttore, del marketing di un’azienda turistica ha funzioni direttive e manageriali. Svolge analisi di mercato al fine di valutare le esigenze della clientela e le offerte della concorrenza.

Si occupa dell’analisi e della promozione dell’immagine aziendale sui mass media, del miglioramento tecnico ed economico della distribuzione dei prodotti, del lancio di nuovi prodotti e dei materiali informativi e pubblicitari. Per il suo lavoro esegue sopralluoghi sui luoghi di soggiorno turistico e presso le agenzie.

Gli è chiesta molta esperienza nel settore del turismo. Infatti, dovendo trovare soluzioni vantaggiose per gli ipotetici clienti e per chi fornisce servizi, deve conoscere non solo il funzionamento e l’organizzazione delle agenzie di tour operator, ma anche delle agenzie di viaggio, delle strutture ricettive e delle compagnie di trasporti.

Deve conoscere i metodi e le tecniche dell’indagine di mercato (sondaggi, interviste ecc), la situazione politica ed economica dei paesi a cui si rivolge, la legislazione turistica, le tecniche di comunicazione e vendita, considerato che si trova spesso a mediare per cercare soluzioni migliore per le parti interessate.

Possiede, di solito, un titolo di studio medio-alto. Per l’assunzione e preferibile una laurea in marketing, turismo, lingue, e

una solida formazione umanistica. Deve conoscere almeno un paio di lingue

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PROMOTORE TURISTICO Il Promotore turistico, o Sales promoter, o Addetto al booking, o

semplicemente Promoter, e chi si occupa di vendere pacchetti viaggio, o contratti con compagnie aeree, per conto di tour operator, o di compagnie aeree, alle agenzie dettaglianti.

E’ il trait-d’union tra tour operator e agenzie di viaggio. Di solito, è responsabile di una certa area geografica.

Il lavoro è frequentemente autonomo, ma dopo diversi anni le aziende più grandi tendono ad assumere queste figure come dipendenti. Puoò essere un diplomato, ma, per uno sviluppo di carriera nell’ambito del marketing turistico, è richiesta una laurea.

Questa figura e destinata a cambiare nel prossimo futuro, in quanto il mercato del turismo si è avviato verso concentrazioni in grandi catene. Il Promoter dipenderà, pertanto, da una rete di agenzie e cambierà la sua connotazione, pur rimanendo indispensabile per la sua capacita di interazione.

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AGENZIE VIAGGIOOgni agenzia di viaggio deve per legge avere

un Direttore tecnico (L.R. 4 novembre 2002, n. 33 artt. 77 e 78). Questa figura coincide spesso con il titolare dell’agenzia stessa, altre volte l’incarico e dato ad un manager.

Per esercitare le funzioni di Direttore tecnico, bisogna essere iscritti nell’Albo provinciale dei Direttori tecnici delle agenzie di viaggio e turismo, dopo aver superato l’esame d’idoneità bandito dalla provincia su cui eè insediata l’agenzia.

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OPERATOREL’Operatore, o Impiegato, di agenzia si

occupa del front office, cioè del diretto contatto con il pubblico al quale non solo vende biglietti e pacchetti, ma anche prenota viaggi. Il suo ruolo varia secondo le dimensioni dell’agenzia. Per svolgere questo tipo di attività non è richiesto un titolo universitario, ma se si vuole avanzare nella carriera e necessario.

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AGENZIE PROMOZIONE TURISTICANell’area della promozione turistica troviamo

quasi esclusivamente imprese pubbliche. Tra queste, hanno un ruolo particolare per la promozione delle attivita turistiche locali le APT – Agenzie di Promozione Turistica.

In applicazione all’art. 30 della L.R. 13 aprile 2001 n.11, ha avuto luogo il trasferimento delle funzioni di accoglienza, informazione e assistenza turistica, dalla Regione Veneto alle province.

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APTNelle APT si identificano frequentemente le

seguenti aree operative l’Ufficio amministrativo entro il quale,

talvolta, si individuanol’Ufficio del personale, l’Ufficio statistico e il

Sistema informativo, l’Ufficio promozione l’Ufficio dei servizi ricettivi, gli IAT.

+ area amministrativa

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ADDETTO INFORMAZIONE TURISTICA L’Addetto all’informazione turistica e l’operatore dei centri IAT. Questi può anche operare in un ufficio regionale o comunale, in una pro-loco o in un consorzio. Eroga in loco informazioni ai turisti italiani e stranieri e da loro assistenza e accoglienza. Illustra, con l’aiuto del materiale fornito dall’APT, le informazioni relative alle risorse turistiche della zona, alle manifestazioni in atto e a quanto altro possa rendere la visita del turista più piacevole.

Deve saper consultare guide, opuscoli ed orari per comunicare informazioni su visite a musei e monumenti e sui trasporti, anche attraverso mezzi informatici.

Deve avere conoscenze di storia e geografia e conoscere bene almeno due lingue straniere.

Deve, inoltre, saper comunicare al pubblico, sapersi relazionare con la gente ed essere dotato di adeguata pazienza. Per questa attività è richiesta una formazione di livello medio-alto. Il titolo di studio può essere una laurea in Lingue o in Lettere, o in una disciplina specifica del settore turistico. Può anche possedere un analogo diploma di scuola superiore.

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MUSEIDirettore (laurea lettere, archeologia, storia, storia arte)Area amministrativa (il Responsabile amministrativo e

l’Addetto alla contabilità)Settore ricerca, studio, biblioteche e archivi solo laureati

lettere, archeologia, storia arte)Il Responsabile della manutenzione e dell’allestimento degli

spazi coordina i tecnici che gestiscono gli spazi e allestiscono operativamente le mostre del materiale museale. Per questo predispone la collocazione delle opere, si occupa di reperire le opere, anche di altri musei, per le mostre e dell’organizzazione delle stesse. Le competenze richieste per operare in quest’area si possono ottenere presso la Facoltà di Lettere o di Architettura

Front office

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GUIDA TURISTICALa professione di Guida turistica e disciplinata dalla L.R. 4

novembre 2002, n. 33: “E guida turistica chi, per professione, accompagna persone singole o gruppi di persone, nelle visite a opere d’arte, a musei, a gallerie, a scavi archeologici illustrandone le attrattive storiche, artistiche, monumentali, paesaggistiche e naturali”.

L’accesso alla professione e subordinato al superamento di un esame di abilitazione indetto da una provincia o da una regione. L’esame consiste in prove di cultura generale e di Storia dell’arte, Storia della provincia per la quale si vuole abilitare, Geografia economica e turistica, due prove di lingua straniera e nella conoscenza di elementi di medicina di primo soccorso. Con l’abilitazione, si può iscrivere all’Elenco provinciale delle Guide turistiche.

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ACCOMPAGNATORE TURISTICOL’Accompagnatore turistico segue singoli clienti o gruppi nei viaggi

per conto di un’organizzazione, adoperandosi affinche i servizi concordati siano erogati al cliente e il viaggio sia realizzato nel migliore dei modi. Si differenzia dalla Guida turistica per il fatto che questa accompagna i turisti nelle visite guidate a monumenti o musei, mentre l’Accompagnatore li segue nel viaggio.

Per esercitare la professione di Accompagnatore bisogna superare un esame di abilitazione (L. 217/83 e leggi regionali pertinenti) e iscriversi in un apposito albo regionale. Generalmente, è un libero professionista che fornisce un servizio alle agenzie di viaggio e turismo. A volte e alle dipendenze di un tour operator.

Per svolgere questa attività non e indispensabile essere laureati, ma, considerata la crescente richiesta di professionalità e competenza, il titolo di laurea è preferenziale, specialmente se inerente all’ambito turistico. La richiesta di accompagnatori turistici è in espansione.

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PREVISIONI OCCUPAZIONALILe previsioni occupazionali per i neolaureati

sono appena positive negli alberghi di una certa dimensione, prossime al mero turnover nelle agenzie di viaggi, ampie presso le APT e i centri IAT e considerevoli anche presso i musei.

I servizi pubblici, tuttavia, ricorrono in modo continuativo a personale stagionale, in mobilità o volontario e a stagiaire, con il chiaro intento di fornire servizi a basso costo.

Nei musei solo il 17% del personale è di ruolo.

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PREVISIONI 2i laureati che puntano a lavorare nel turismo non

avrebbero motivi per gioire. Gli imprenditori tracciano un quadro incerto per il futuro e mostrano una comprensibile propensione ad assumere soprattutto diplomati di scuola superiore per le funzioni tecniche e concettuali. La propensione dipende dalla più immediata spendibilità della professionalità acquisita nelle scuole professionali e negli istituti tecnici per il turismo, rispetto alla più teorica formazione universitaria, e dalle minori pretese di reddito e di carriera percepite in chi ha una più breve formazione.

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FOCUScentralità della qualificazione del personaleriduzione progressiva degli addetti impiegati in

funzioni a complemento della produzione. Si andrà verso una specializzazione delle funzioni che saranno mantenute all’interno e quelle che saranno, invece, delegate a consulenti o a ditte specializzate in servizi per l’azienda.

Le conoscenze informatiche saranno preclusive per l’assunzione

Quelle giuridiche, economico-aziendali e geografiche per il turismo saranno importanti sia per competere sul mercato occupazionale sia per progredire nella carriera.