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  • A.A. 2008-2009

    Industria culturale e media studies

    Prof.ssa Silvia Leonzi

  •  Centro-sinistra, Fanfani, Dc contro il “pericolo rosso”;

     56’ il Psi si allontana dal Pci;

     59’ cade Fanfani, Moro diventa segretario della Democrazia

    Cristiana.

     Tale avvicendamento all’interno della DC sembra in

    apparenza facilitare un’apertura verso i socialisti, voluta in

    primis da Moro, ma Tambroni, al piano più alto dell’esecutivo,

    si oppone drasticamente ad una simile soluzione.

    Fine anni ‘50 Quadro storico/politico

  • Il 25 marzo del 1960 Tambroni forma un governo

    monocolore, sostenuto dai monarchici e dall’MSI, il

    quale verso la fine di giugno convoca a Genova,

    città storicamente a sinistra, il proprio congresso

    nazionale.

    IL BOOM Quadro storico/politico

    Il 28 giugno '60 si tiene a Genova una imponente manifestazione popolare

    antifascista; il 30 un nuovo corteo cittadino viene

    affrontato dalla polizia, e negli incidenti rimangono

    feriti 83 manifestanti.

    Ferdinando Tambroni

  • Il 6 luglio 1960 a Roma, a Porta San Paolo, la polizia reprime

    un corteo antifascista, ferendo alcuni deputati socialisti e

    comunisti.

    Ma i fatti più gravi accadono a Reggio Emilia: nel corso di una delle manifestazioni seguite ai fatti di Roma la polizia uccide cinque manifestanti comunisti: Ovidio Franchi, Lauro Farioli,

    Emilio Reverberi, Marino Serri, Afro Tondelli.

    Sempre nel luglio del ’60, a causa delle polemiche suscitate e delle tensioni prodotte, Tambroni è costretto a dimettersi. Fanfani diventa presidente del consiglio ad interim.

    IL BOOM Quadro storico/politico

  • A questo punto l’avvicinamento della Democrazia

    Cristiana verso il partito socialista si fa inevitabile.

    Inoltre due eventi, entrambi del 1961, sembrano

    influenzare positivamente tale soluzione.

    Kennedy, ricevendo Fanfani alla Casa Bianca, apre

    formalmente ad un governo di centro-sinistra.

    Papa Roncalli scrive l’enciclica “Mater et

    magistra”.

    IL BOOM Quadro storico/politico

  • Nel congresso di Napoli della DC, si decide che il Partito Socialista può partecipare al governo. Il

    primo governo formato con l’appoggio dei socialisti si propone, tra l’altro:

    1962

    la necessità di partecipazione all’economia da parte del governo tramite “partecipazioni statali” che portano alla nazionalizzazione dell’energia elettrica;

    l’estensione dell’obbligo scolastico fino all’età di 14 anni;

    I.

    II.

    IL BOOM Quadro storico/politico

  • 1962

    proposta di legge sull’urbanistica con lo specifico intento di introdurre alcuni elementi di

    regolamentazione nel settore edilizio, consentendo ai comuni di espropriare le aree che sarebbero state oggetto di edificazione, per evitare il solito gioco

    speculativo in base al quale si compravano a basso costo terreni che, una volta divenuti fabbricabili, avrebbero visto il loro valore aumentare in modo

    astronomico.

    III.

    IL BOOM Quadro storico/politico

  • Nelle elezioni del 1963 la DC arretra pesantemente,

    scendendo per la prima volta al di sotto del 40%: con il

    38,3% il distacco dai comunisti, saliti al 25,3%, resta

    ancora assai ampio, ma non sembra più incolmabile come

    quello del ‘48. Una ragione in più per procedere più

    speditamente alla convergenza DC-PSI che, già

    sperimentata in alcune giunte locali come quella di Milano,

    si formalizza nel dicembre 1963, con la costituzione del

    primo governo organico di centrosinistra, con Moro

    Presidente del Consiglio e Nenni Vicepresidente.

    IL BOOM Quadro storico/politico

  • In concreto i tre governi di centro-sinistra che si susseguono negli anni Sessanta producono un

    ambiguo rafforzamento dei legami tra politica ed imprenditoria, originando soprattutto al sud veri e

    propri atti di clientelismo.

    IL BOOM Quadro storico/politico

  • Il boom

    “La società italiana conosce in un brevissimo volger d'anni una

    rottura davvero grande con il passato: nel modo di produrre e

    di consumare, di pensare e di sognare, di vivere il presente e di progettare il futuro. E' messa in movimento in ogni sua parte: esprime energie e potenzialità economiche diffuse, capacità

    progettuali, ansie di emancipazione differenti, e di diverso segno.”

    G. Crainz, Storia del miracolo italiano, Donzelli, Roma 1996, p. VII

    Miracolo economico

  • Nel periodo di tempo compreso tra gli anni Cinquanta e Sessanta, l’Italia è protagonista di un record di crescita nella produzione nazionale tale da far parlare di “miracolo economico”. L’apice dello sviluppo di questo trend positivo fu raggiunto tra il 1958 e il 1963.

    Il boom Miracolo economico

    Il 25 maggio una corrispondenza da Roma

    del quotidiano Daily Mail parla di «miracolo

    economico»

  • Fine del protezionismo e adozione di un sistema di tipo liberista che rivitalizzò il sistema produttivo;

    Centralità dello Stato, che si produsse in un notevole interventismo in ambito economico.

    Fattori determinanti

    I.

    II.

    Fu finanziata la costruzione di numerose infrastrutture (tra le altre, l’Autostrada del Sole),

    tramite stanziamenti e prestiti a tasso agevolato che ammontarono a più di 714 miliardi di lire. Anche la Banca d’Italia mantenne un tasso di sconto estremamente favorevole per le nuove

    industrie italiane che permise un più facile accumulo di capitali, al fine di agevolare gli

    investimenti;

    Il boom

  • Basso costo della manodopera che proveniva soprattutto dal meridione, adozione del piano Marshall e nascita dell’Eni, l’Ente Nazionale Idrocarburi, creato da Mattei nel 1953, a cui venne affidato lo sfruttamento del più grande giacimento di metano scoperto nel 1946 nella valle del Po;

    III.

    Istituzione nell’ottobre del 1950 della Cassa del Mezzogiorno. Essa operava in tre principali direzioni:

    •politiche tese alla costruzione di infrastrutture; •agevolazioni all’impresa privata; •l’intervento diretto dello Stato.

    IV.

    Fattori determinanti

    Il boom

  • Il boom

    L’operato della Cassa del Mezzogiorno fu un parziale fallimento: oltre a realizzare

    immensi insediamenti industriali, delle vere e proprie “cattedrali nel

    deserto”, non fu in grado di utilizzare e formare

    l’abbondante manodopera locale e creare una rete di piccole e medie imprese di

    fornitura.

    Risvolti della medaglia

    A pagarne le conseguenze fu la popolazione del Sud che, tra il 1951 e il 1974, dovette abbandonare in massa le proprie case in cerca di fortuna

    al Nord.

  • Il boom All’inizio degli anni Sessanta gli emigrati nel settentrione sono

    già più di un milione.

    Migrazioni interne

    Lazio

    Toscana

    Veneto Emilia Romagna Puglia Basilicata Calabria Sicilia Campania Molise

    Da

    Lombardia Piemonte

    Sardegna Puglia Calabria Basilicata Campania Sicilia

    verso

    verso

  • Il boom

    Socializzazione anticipatoria

    Ancora nella zona d’origine, i futuri emigranti sono già consapevoli del fatto che per vivere nella nuova società

    dovranno adottare nuove modalità di vita. Ciò sarebbe il risultato di un costante ma indiretto contatto con la

    società d’arrivo attraverso la fruizione di mass-media, l’interazione con altri emigranti. Ai loro occhi il sistema

    che lasciano diviene culturalmente inferiore a quello verso cui si dirigono.

    F. Alberoni, G. Baglioni, L’integrazione dell’immigrato nella società industriale, il Mulino, Bologna

    1965.

    Migrazioni interne

  • Il boom

    Straniamento

    I. Difficoltà logistiche (alloggi spogli, sovrappopolati, periferie degradate);

    II. Incomunicabilità (dialetto incomprensibile, scarsa conoscenza delle regole elementari dell’igiene);

    III. Ostilità dei settentrionali (non si affittano camere ai meridionali, quartieri residenziali vs. periferie ecc.).

    Nodi critici

  • 42,2%

    Declino del mondo agricolo

    Al 1960Dal 1950

    33,7% del PIL

    Prodotto lordo

    19,5% del PIL

    Gli addetti rispetto alla popolazione attiva

    Il boom Nodi critici

    29,1%

  • Dati a confronto

    Il boom

    l’Italia raddoppia la produzione industriale;

    la produzione di autoveicoli quintuplica, passando da

    148mila a 760mila.

    Tra il 1959 e il 1963

    Tra il 1954 e il 1964

    le automobili passano da 700 mila unità a 10milioni;

    il reddito medio procapite passa da 350 mila a 571mila lire;

    cresce il numero degli addetti al terziario, divenendo il 35% fra tutti i cittadini attivi.

  • Il boom

    Aumento del reddito discrezionale: reddito eccedente le spese di prima necessità e pertanto a

    disposizione per i consumi non strettamente necessari.

    Me