Profilassi Antibiotica in Chirurgia 2011

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REGIONE AUTONOMA FRIULI-VENEZIA GIULIA

AZIENDA PER I SERVIZI SANITARI N. 5 BASSA FRIULANA

Commissione Aziendale Infezioni nelle Organizzazioni Sanitarie

\\Dc1ass5\utenti\Programmazione\PEROSSA\RISK MANAGEMENT\2011\INFEZIONI\PROFILASSI ANTIBIOTICA 2011\2011Profilassi antibiotica in chirurgia BOZZA DEF.doc

PROTOCOLLO AZIENDALE PER LA PROFILASSI ANTIBIOTICA IN CHIRURGIAGruppo di Lavoro Coordinatore: Lucia DAL POS (medico, SOC Anestesia e Rianimazione, Palmanova) Barbara DELLA VEDOVA (biologo dirigente, S.C. Laboratorio Analisi, Palmanova) Silvia DEMONTIS (biologo dirigente, SOC Laboratorio Analisi, Palmanova) Claudia GIULIANI (medico, Direzione Ospedaliera, Palmanova) Roberto CESANELLI (medico, SOC Cardiologia, Palmanova) Stefano DOLCE (farmacista, Servizio Farmaceutico Aziendale) Stefano VISINTIN (farmacista, Servizio Farmaceutico Area Vasta Udinese) Romina PEROSSA (medico, SOC Programmazione, Controllo, Comunicazione Qualit) Vanni MICHELUTTO (medico, SOC Anestesia e Rianimazione) Giorgio AGOLINI (medico, SOC Oculistica, Palmanova) Luigi DI CACCAMO (medico, SOC Chirurgia Generale, Palmanova) Mario SORRENTINO (medico, SOC Chirurgia Generale, Latisana) Marco MATTOTTI (medico, SOC ORL, Latisana) Otello REGENI (medico, SOC Ortopedia e Traumatologia, Palmanova) Enrico GERVASI (medico, SOC Ortopedia e Traumatologia, Latisana) Carlo ZOMPICCHIATTI (medico, SOC Ostetricia e Ginecologia, Palmanova) Silvio STENER (medico, SOC Chirurgia Generale, Palmanova) Ferdinando BRUSCHI (medico, SOC Chirurgia Generale, Latisana) Arianna SELLAN (infermiere addetto al Controllo delle Infezioni, Direzione Ospedaliera, Palmanova) Annamaria VALENTINIS (infermiere addetto al Controllo delle Infezioni,, Direzione Ospedaliera, Latisana)

Approvato dalla Commissione Aziendale Infezioni nelle Organizzazioni Sanitarie in data 07.11.2011

Quarta edizione - novembre 2011Terza edizione novembre 2006(Revisione alla seconda edizione febbraio 2003) (Seconda edizione giugno 2001) (Prima edizione febbraio 2000) (Prima Revisione del Protocollo gi in uso dal 1997)

INDICEPARTE GENERALE ____________________________________________________________ 31. Introduzione alla quarta edizione _____________________________________________________ 3 2. Generalit ________________________________________________________________________ 3 3. Obiettivo del protocollo _____________________________________________________________ 4 4. Ambito di applicazione ______________________________________________________________ 4 5. Fattori di rischio nelle infezioni del sito chirurgico e indicazioni allantibiotico-profilassi _______ 5Malattie concomitanti ______________________________________________________________________ 7

6. Principali misure di prevenzione delle infezioni della ferita chirurgica ______________________ 7 7. Scelta dell'antibiotico ______________________________________________________________ 11Farmaci da utilizzare nei pz allergici alle cefalosporine _____________________________________________ 12

8. Via di somministrazione, tempi e durata ______________________________________________ 12 9. Applicazione del Protocollo _________________________________________________________ 14Figure professionali coinvolte nella implementazione del protocollo __________________________________ 14 Prescrizione e somministrazione dellantibiotico __________________________________________________ 14

10. Valutazione dellapplicazione del Protocollo __________________________________________ 15 11. Successive revisioni del protocollo___________________________________________________ 15 PROTOCOLLO OPERATIVO________________________________________________________ 16 Chirurgia Generale__________________________________________________________________ 16 Chirurgia Urologica _________________________________________________________________ 18Valutazione e trattamento di una eventuale batteriuria al momento dellintervento________________________ 18

ORL ______________________________________________________________________________ 20 Ortopedia e Traumatologia ___________________________________________________________ 22 Oculistica __________________________________________________________________________ 23 Ostetricia e Ginecologia ______________________________________________________________ 24

PROFILASSI DELLENDOCARDITE INFETTIVA (EI) _____________________________ 25SCHEMI DI PROFILASSI ANTIBIOTICA _____________________________________________ 27

BIBLIOGRAFIA_______________________________________________________________ 30

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PARTE GENERALE 1. Introduzione alla quarta edizioneLa presente edizione del protocollo aziendale per la profilassi antibiotica in chirurgia nasce dalla necessit di creare un unico documento aziendale comprendente gli aggiornamenti che sono stati pubblicati nel corso degli ultimi anni. Rispetto alle precedenti edizioni, vengono fatte delle modifiche importanti, alla luce della pubblicazione di nuove autorevoli linee guida, ed in particolare: Linee Guida dellAmerican Heart Association per la profilassi dellendocardite infettiva (2007); Linee guida della European Society of Cardiology (ESC) per la prevenzione, diagnosi e trattamento delle endocarditi infettive (2009) Linee Guida SIGN (Scottish Intercollegiate Guidelines Network) del luglio 2008; Linee guida Dellistituto Superiore di Sanit (settembre 2008). Le principali novit del documento riguardano soprattutto la prevenzione dellendocardite infettiva e le molecole da utilizzare nei pazienti allergici ai betalattamici.

2. GeneralitCon il termine profilassi antibiotica si intende la somministrazione di chemioterapici secondo modalit ben definite, in assenza di infezione in atto, allo scopo di prevenirne linsorgenza e la successiva diffusione. Luso dellantibiotico in questo caso non ha finalit terapeutiche ma solo preventive. In ambito ospedaliero una larga percentuale (circa il 30%) degli antibiotici utilizzata a scopo profilattico. Il loro uso comporta pur sempre un rischio legato alla tossicit, allinsorgenza di resistenze batteriche e sovrainfezioni micotiche. In chirurgia, per profilassi si intende la somministrazione di un farmaco prima che si verifichi la contaminazione batterica del campo operatorio ed il successivo sviluppo di uninfezione del sito chirurgico. La profilassi non ha lo scopo di sterilizzare i tessuti, ma quello di ridurre la carica microbica nel sito di intervento ad un livello che possa venire controllato dalle difese dellospite. Una corretta profilassi pu ridurre lincidenza di infezioni del sito chirurgico, cio infezioni superficiali o profonde in sede di intervento e infezioni sistemiche (sepsi). E importante per che la scelta venga effettuata alla luce di una corretta definizione di tre punti fondamentali: 1. quale antibiotico usare 2. quando e come somministrarlo 3. in quali interventi chirurgici efficace E necessario quindi che ogni ospedale elabori un protocollo riguardante luso degli antibiotici nella profilassi chirurgica, al fine di razionalizzarne ed ottimizzarne luso, per prevenire le infezioni riducendo nel contempo i rischi di effetti collaterali, di insorgenza di resistenze ed i costi.

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3. Obiettivo del protocolloAlla luce delle conoscenze fin qui esposte, il protocollo stato elaborato allo scopo di raggiungere i seguenti obiettivi: 1. razionalizzare luso degli antibiotici in profilassi chirurgica, sulla base delle evidenze scientifiche 2. ridurre lincidenza delle infezioni della ferita chirurgica 3. ridurre il tasso di insorgenza di antibiotico-resistenze batteriche 4. minimizzare i costi dellintervento migliorando il rapporto costo/beneficio nella profilassi antibiotica.

Le raccomandazioni che verranno riportate nelle pagine seguenti, sono classificate, sulla base dei dati scientifici esistenti, il razionale teorico e lapplicabilit, nelle seguenti categorie:

IA: IB: II: III:

fortemente raccomandate per limplementazione e supportate da studi sperimentali, clinici o epidemiologici ben condotti fortemente raccomandate per limplementazione e supportate da alcuni studi sperimentali, clinici o epidemiologici e forte razionale teorico suggerite per limplementazione e supportate da alcuni studi clinici o epidemiologici suggestivi o razionale teorico nessuna raccomandazione;quesito irrisolto. Pratiche sulla cui efficacia non esiste sufficiente evidenza o consenso

4. Ambito di applicazioneIl presente protocollo deve essere applicato a tutti i pazienti candidati ad intervento chirurgico presso i due ospedali dellAzienda.

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5. Fattori di rischio nelle infezioni del sito chirurgico e indicazioni allantibiotico-profilassiI fattori che influenzano lincidenza di infezione del sito chirurgico sono numerosi, quelli che correlano in modo indipendente sono rappresentati da: classe di intervento; impianto di materiale protesico; durata della degenza prima dellintervento; durata dellintervento; malattie concomitanti.Classe di intervento

Gli interventi possono essere suddivisi in 4 classi (riportate nella tabella sottostante) a seconda del grado di contaminazione batterica e della conseguente incidenza di infezioni postoperatorie. Classificazione degli interventi in base al grado di contaminazione batterica Classe Definizione Interventi nel corso dei quali non si riscontra alcun processo flogistico, in cui la continuit della mucosa respiratoria, intestinale o genito-urinaria Puliti non viene violata e in cui non si verifica alcuna violazione delle regole di asepsi in sala operatoria Interventi nei quali la continuit della mucosa respiratoria, intestinale o Puliti contaminati genito-urinaria viene violata, ma senza perdite di materiale verso lesterno Interventi in cui sono presenti segni di flogosi acuta (senza pus), o dove Contaminati vi sia una visibile contaminazione della ferita, com

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