La Riviera n°35 del 25-08-2013

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La Riviera n35 del 25-08-2013

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<ul><li><p>DOMENICA 25 AGOSTO 2013 LA RIVIERA 02</p></li><li><p>DOMENICA 25 AGOSTO 2013 LA RIVIERA 03</p><p>Non credo che sembri un santuario...mi pare pi un'archiettura peruna base lunare inserita in una semplice e essenziale, e per questobella, vallata calabrese.</p><p>Giuseppe Romeo</p><p>Polaroid</p><p>CONTROCOPERTINA</p><p>Insipienza ed ingratitudine deigiganti del Comune di Roccella</p><p>20 agosto, funerali di Pasquino Crupi e visita del ministro Kyenge a Roccella Jonica</p><p>Un ruggitoinascoltatoDopo un anno nessuna notizia dallaSoprintendenza. E se a Capo Zeffirioci fosse un tesoro? Rimarr unmistero, unaffascinante leggenda inattesa del nuovo Paolo Orsi.</p><p>Non so che cosa abbiano scritto i giornalie gli editorialisti sulla dipartita diPasquino. Non lo so e francamente nonmi interessa pi di tanto. Noi amici edimmagino anche i suoi familiari eravamoconsci che quanto prima lo avremmoperso e che, quindi, avremmo dovutoaccettare con mestizia tale evento. La sua morte mi ricorda tuttavia un aned-doto raccontatomi dal Preside CarmeloFilocamo, anche egli venuto a mancarenon molto tempo fa. Si trattava dellamorte di Benedetto Croce avvenuta nellontano 1952 e come levento fosse statoaccolto da un noto ed autorevole filosofoche viveva ed operava allUniversit diMessina. Questi accolse con gioia lamorte del pi autorevole uomo di culturadella prima met del Novecento tantche quella sera si ubriac e dal balconedellalbergo dove alloggiava incominci asputare su preti ed ecclesiastici in genereche si trovavano a passare da corsoCavour, non risparmiando loro diimproperi ed insulti. Lindomani,paradossalmente, scrisse unencomio in onore del maestroche non era seconda a quellidegli Ateniesi dellet diPericle. Spero di vivocuore che cose similinon siano accadutenei confronti diPasquino anche se miviene il timore che lana-logia possa essere calzante:gli avversari di sempre, sem-pre avari nel riconoscere lasua bravura, hannotessuto lodispertica-t e .</p><p>Noi , che gli siamo stati sempre amici, nelsenso pi alto e nobile del termine, cosadel resto contraccambiata, ci siamo sfor-zati di farlo quando era in vita ed in suaassenza perch non poteva difendersi.E che cosa si rimproverava a Pasquino?Si rimproverava il fatto di essere nato dauna famiglia umile, suo padre era ferro-viere, di essere stato sempre orgoglioso ditale stato e di essersi affermato solo gra-zie al merito, come del resto dicasi di suofratello Giovanni, gi professore di mec-canica razionale allUniversit diMessina.Di avere redatto, dopo svariati anni distudio assiduo e faticoso, una Storia dellaletteratura calabrese che ha varcato gliangusti limiti locali per volare negli spazieuropei ed internazionali. Rimane certoun qualche difetto, come in ogni operaumana; perfettibile senza dubbio, macercare il neo, la macula, significa nello</p><p>stesso tempo perdere divista lenorme, ottimo ed</p><p>originale lavoro cherimane una pietra</p><p>miliare nella sto-ria della</p><p>culturaeuropea</p><p>e mon-diale.</p><p>Pasquino hasuperato iristretti limitidella cultura pro-</p><p>vinciale che loavrebbero relega-</p><p>to a semplice, sep-pur bravo ed origina-</p><p>le, professore di liceo egli avversari, di solito</p><p>concorrenti, non glihanno mai perdona-</p><p>to che egli fossedivenuto unacelebrit nellastoria della cul-tura meridio-nale e meri-dional is ta .Quando eglisi innalzavagli altri cer-</p><p>cavano diportarlo sem-pre ai lorolivelli cercan-</p><p>do di svender-lo come poco</p><p>aff idabi le ,m e n t r e</p><p>allUniversit diMalta teneva la lec-</p><p>tio magistralis aduna platea moltoselezionata e com-posta dalla migliorer a p p r e s e n t a n z a</p><p>diplomatica naziona-le.Quando Pasquino sielevava come un farosimile a Cassiodoro</p><p>oppure Campanella gli altri lo volevanoabbassare dicendo che stava diventandocredente e che quella che era la ricercacontinua, seria e forse sistematica fossestata invece frutto di un banale incidenteche la mano della Provvidenza gli avevavoluto porgere.Non so se Pasquino fosse credente, noncambia tuttavia lopinione che ho nei suoiconfronti e che difficilmente potr cam-biare perch me la sono costruita in pro-prio. Lho conosciuto quando era ancorastudente a Locri e poi ho avuto la fortunadi averlo come direttore di un giornale acui spesso offro la mia collaborazione,sempre pronto ad ascoltare ed ad appren-dere come si addice alle persone di cultu-ra e nello stesso tempo sempre pronto adelargire buoni consigli ed insegnamenti.La cosa di cui sono certo che Pasquinoin questa ricerca di Dio non rievocavaaffatto la scommessa pascaliana dellulti-mo momento. Credo piuttosto che il rap-porto con Dio o se non altro con un dise-gno razionale che dovesse governare ilmondo Pasquino lavesse sempre cercatoe questo spiega la sua caratteriale inquie-tudine. E veniamo allultimo punto, forse quellopi importante di questo nostro piccolonecrologio.Qualcuno, non molto tempo fa avevascritto che non bisogna solo essere fortu-nati nella vita ma anche nella morte. unpensiero che possiamo condividere.Certamente Pasquino stato nella suavita un uomo fortunato perch ha avutomolti amici, affetti familiari e fortuna pro-fessionale. stato sfortunato nella suamorte perch il suo funerale era qualcheora prima del conferimento della cittadi-nanza onoraria, a Roccella Jonica, al neoministro Kyenge?Credo che pi di sfortuna in questo casosi tratti di insipienza ed ingratitudine.Insipienza perch nulla sarebbe ostato ilposticipo di qualche ora, in modo da con-sentire alle diverse e svariate personalitdel mondo istituzionale di adempiere ailoro doveri, come si usa in queste contra-de in eventi cos sentiti come un lutto.Ingratitudine perch gli organizzatori nonhanno proprio tenuto conto che questavolta a morire era una delle pi alteespressioni della cultura calabrese degliultimi trentanni.Infine sarebbe stata una grande opportu-nit per la neo- ministra di avere familia-rit con le usanze del Mezzogiorno chesicuramente lei non conosce ed al con-tempo di arricchire il proprio bagaglioculturale venendo ad apprendere chequel posticipo era stato causato dallacommemorazione di una grande perso-nalit della storia della cultura meridio-nale che si chiama Pasquino Crupi. Non so pi a questo punto distinguerechi stato pi sfortunato. Certamente noiche vorremmo essere immortali sappia-mo che il pensiero e lopera, pi che inostri figli, ci rendono tali. In ogni casoPasquino lascia figli ed opere che lo can-didano ad una sicura immortalit. </p><p>Domenico Angilletta</p><p>RITROVAMENTO BRONZO</p><p>Un ruggito, un urlo stato udito lo scor-so anno a circa 100 metri dalle coste afri-cesi. Le acque di Capo Zeffirio hannopartorito e dato in consegna a LeoMorabito una testa leonina di bronzodancora incerta datazione. Il luogo delritrovamento si trova ai piedi del pro-montorio dello Zefiro, sinuosa alturache sovrasta il mar Jonio. Scogliere erocce scolpite dal vento. Danzanti ondecantano un segreto inabissato in questomare colore blu zeffiro. Il ritrovamento della testa leonina avvenuto nello stesso luogo in cui recen-temente alcuni archeologi hanno sco-perto i resti di quello che sembrerebbeessere il porto dellantica Locri. Spesso i nostri reperti archeologici sonostati oggetto di rapina e di trafugamentoper essere rivenduti a collezionisti priva-ti o rispuntando dopo anni come dona-zioni di privati nei musei dItalia e delmondo. Leo Morabito, entusiasta dellasua scoperta, non ha pensato al propriotornaconto personale e ha consegnato ilbronzo alle autorit competenti. E inquel momento neanche sapeva dellesi-stenza di un premio per quanti ritrovanoreperti archeologici. Ad un anno di distanza, come abbiamopi volte scritto, il mistero conitnua adaleggiare sulla testa di leone, non anco-ra stata datata e quindi non se ne cono-sce neanche il reale valore. Il signor</p><p>Morabito ha inviato anche una missivaalla soprintendenza chiedendo informa-zioni, ma gli stato risposto che ancorala testa leonina non stata valutata. Non dispiace per il premio, quanto inve-ce per la superficialit, il pressapochi-smo, la lentezza con cui si guarda aquanto succede nella nostra regione.Dopo un anno non si in grado di cono-scere alcunche di questo reperto archeo-logico. E se quella testa di leone fossesolo un segnale di una nave sommersa,di una citt nascosta, di un tempio, sidovrebbe aspettare che i trafugatori ecommercianti clandestini di opere darteportino tutto via? E se le maree avesserogi ricoperto ogni cosa? Possibile chedebbano essere dei comuni cittadini aporrsi questi quesiti. Si dia una mossa lasovrintendenza e si sveglino anche leautorit locali che sembrano supine esilenti. Non un comunicato, non unaparola, che sia questa la considerazioneche gli enti hanno dei propri cittadini?Magari si riveler un reperto comune edi non grnade valore, ma abbiamo dirit-to ad essere informati. E comunque, diceva bene CarmineAbate nel suo libro La collina del vento.Pendici del Rossarco, promontorio diCapo Zeffirio entrambe realt enigmati-che destinate a rimanere leggende inattesa che ricompaia il nuovo Paolo Orsi.</p><p>Ilaria Ammendolia</p><p>Santuario di Placanica</p></li><li><p>DOMENICA 25 AGOSTO 2013 LA RIVIERA 04</p><p>Parlandodi...</p><p>LA SETTIMANA</p><p>EMANUELA ALVARO</p><p>Tanto stato avviato, molto si dovr ancorafare, ma per Candeloro Imbalzano di certoc che dalla mozione Locride, approvata afine 2011, a cambiare stato latteggiamentonei confronti di questo comprensorio, primadi tutto quello di una politica che, indipen-dentemente dal colore, lo ha marginalizzato.Lormai troppo nota mozione sulla Locride,approvata allunanimit dal consiglio regio-nale dopo limpegno che avevo assunto conlAssemblea dei sindaci e con la societ civilenel periodo tormentato dellestate del 2011,con un pizzico di orgoglio, per me stata unospartiacque tra la fase di disattenzione dellaclasse politica a vari livelli e una fase nuova,non dimenticando che i processi per usciredalle emergenze hanno tempi lunghi. La Locride ha bisogno di una terapia durto,un impegno che Imbalzano sottolinea debbacamminare di pari passo con le necessit dellealtre realt regionali. Quella mozione haportato la Locride, quanto meno allo stesso</p><p>livello del resto della Regione, dopo una fasedi dimenticanza e marginalizzazione causatadalle amministrazioni regionali precedenti dicentrodestra e centrosinistra.Per il consigliere regionale la mozione unruolo lo ha avuto anche alla luce dei fatti.Come esempio porta quello dei Pisl, su 92milioni di euro alla Locride ne sono stati asse-gnati circa 40, somme che ora possono esserespese perch liter ormai stato avviato. Unaltro esempio la vicenda che riguarda i centristorici, per Imbalzano un bluff delle ammi-nistrazioni precedenti, per i quali adessosono stati erogati circa 2 milioni di euro. Il presidente della Commissione bilancio,attivit produttive e fondi comunitari sottoli-neando limpegno di tutti i suoi colleghi,ricorda le somme ancora da spendere nel set-tore della depurazione, come i 21 milioniper la Vallata del Torbido. Qui ci sono respon-sabilit per le mancate scelte. Si sofferma sututte le risorse assegnate con bandi regionaliin questi anni ad aziende nel settore dellagri-coltura e afferma che per lui un settore stra-</p><p>tegico quello dei beni culturali e archeologi-ci che infatti ha avuto una spinta importante.La Locride un giacimento culturale ingenerale, archeologico in particolare. LocriEpizefiri deve essere messa in rete con le altrearee del comprensorio. Quello su cui puntare la valorizzazione delle peculiarit dei singo-li comuni in una logica di comprensorio. IlPiano strategico della Locride, incluso nelcontesto della programmazione regionale,pu essere determinante. Come presidentedella Commissione per i fondi comunitari</p><p>prima che si faccianonscelte per la program-mazione 2014/2020 promuover delle audi-zioni con i rappresentanti di amministrazionilocali e societ civile. Imbalzano raccontauna strategia di interventi in corso dopera,tutti orientati a provocare sviluppo e lavoro,un percorso nel quale fondamentale il ruolodella Chiesa, in particolare quello svolto daMonsignor Fiorini Morosini. Scelte strategi-che su cui puntare, risorse da valorizzarecome mare e montagna ed anche il settoretermale, religioso e museale. Piani spiaggia dafar approvare, rete dei sentieri da far conosce-re, il Musaba da valorizzare. A tutto questosi aggiunge lenogastronomia, per lui minierainesauribile di sviluppo, fino ad oggi utilizzatasolo in parte. Ma parlare di crescita significa soffermarsi suuna questione che per il comprensorio locri-deo risulta molto delicata, la sanit.Imbalzano assicura che le risorse gi destina-te verranno spese per averne una a misuradel malato. Rientra in questo progetto ilPresidio ospedaliero di Locri e la Casa della</p><p>salute di Siderno, struttura questultima digrande importanza dove per settembre stoconcordando una visita per capire a chepunto siamo e cercare di stimolare la direzio-ne generale a procedere con la realizzazione.Le risorse sono disponibili e assolutamenteverr accelerato liter. Ma le grandi criticit rimangono questo ral-lenta tutto. Tra queste la mobilit per la quale stato chiesto di finanziare altri lotti per larealizzazione definitiva della nuova stradastatale 106 e terminare quelli in corso dope-ra. Per la questione rifiuti Imbalzano si aspet-ta molto dal nuovo piano approvato dallagiunta regionale. E ancora il nuovo corso chesi aprir con lavvio della Citt metropolitananella quale la Locride rientrer a pieno titoloe, con uno stimolo nuovo da parte della poli-tica, si attende la riapertura dei lavori per ilTavolo Locride intrapreso mesi fa, poi bloc-catosi. Dal dottor Pugliese ci stato confer-mato che tutto pronto perch si riavvii ilrapporto al Ministero della coesione territo-riale. </p><p>Lintervista</p><p>Il punto sulla situazione della Locride e sulla mozione proposta nel 2011</p><p>STATALE 106</p><p>La strada dellamorte mietenuove vittime</p><p>La statale 106 continua a mietere vittime. Il terribile inci-dente che luned ha visto la morte dei coniugi GiovanniBevilacqua e Antonia Amato, 73 e 72 anni, rappresenta-no soltanto le ultime due vite che hanno dovuto fare iconti con la famigerata strada della morte. Il teatro diquesto episodio stato lo svincolo lato sud di fronte all'en-trata di Saline Joniche. Terribile stato l'impatto tra lamoto ape, a bordo della quale si trovavano le due vittime,ed un'altra auto il cui conducente rimasto illeso.L'incidente si verificato a pochi metri dal luogo in cui ginello scorso mese di novembre si era registrata un'altra vit-tima. Natale Benedetto, infatti, 43 anni, geometra perde-va la vita in seguito ad uno scontro tra l'Alfa 147 delle vit-</p><p>tima e la 500, guidata da un uomo ferito, e che si verifi-cato sulla statale 106 all'altezza di Riace. Senza andaremolto a ritroso nel tempo, sempre nello stesso tratto stra-dale tra lo svincolo di S.Elia e quello di Saline Nord, sonostate molte altre le persone che hanno terminato sull'asfal-to la propria esistenza. Una serie di episodi che lasciano ilsegno in tutti coloro che sono costretti a percorrere l'u-nica strada che collega Reggio Calabria con la fascia joni-ca.Ancora una volta montata la protesta da parte di citta-dini e di automobi...</p></li></ul>