Aspetti economici del federalismo

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<ul><li> 1. Aspetti economici del federalismo: ildualismo italiano nel contesto dellEuropa e del Mediterraneo Amedeo Lepore, Ca La Gironda, 24 febbraio 2007</li></ul><p> 2. Il Mezzogiorno dItalia Centre Nord Roma Milano Torino CAMPANIA SARDEGNA SICILIA Firenze Venezia CALABRIA PUGLIA Una situazione di sviluppo frenato che perdura Persistenza di un ritardo nellofferta di servizi collettivi in generale, di servizi di pubblica utilit in particolare I costi della transizione economica si rivelano ancora particolarmente elevati Presenza diffusa di discontinuit tecnologiche e produttive MOLISE BASILICATA 3. Il divario Nord-Sud dallUnit dItalia al 1950 </p> <ul><li>I fattori che hanno fatto aumentare il divario tra il Nord e il Sud: </li></ul><ul><li>- La liberalizzazione e labbassamento delle tariffe doganali (con lUnit dItalia) </li></ul><ul><li><ul><li>- Lindustrializzazione e lo sviluppo delle grandi imprese nel Nord-Ovest (nel periodo giolittiano) </li></ul></li></ul><ul><li><ul><li>- La politica di sviluppo demografico e il blocco delle migrazioni interne ed esterne (nel periodo fascista) </li></ul></li></ul><p> 4. Lintervento straordinario nel Mezzogiorno (1950-1998) </p> <ul><li>Le principali norme per il Mezzogiorno: </li></ul><ul><li>Istituzione della CASSA PER IL MEZZOGIORNO (1950) </li></ul><ul><li><ul><li><ul><li>- Fase infrastrutturale (1950 1957) </li></ul></li></ul></li></ul><ul><li><ul><li><ul><li>- Fase di industrializzazione (1958 1970) </li></ul></li></ul></li></ul><ul><li><ul><li><ul><li>- Fase mista di incentivi settoriali (1971- 1992) </li></ul></li></ul></li></ul><ul><li><ul><li><ul><li><ul><li>Interventi i tutti i settori suscettibili di sviluppo </li></ul></li></ul></li></ul></li></ul><ul><li><ul><li><ul><li><ul><li>Distorsione degli incentivi, come nelle zone del terremoto dellIrpinia </li></ul></li></ul></li></ul></li></ul><p> 5. Lintervento straordinario nel Mezzogiorno (1950-1998) Le principali norme per il Mezzogiorno: Messa in liquidazione della Cassa per il Mezzogiorno (1984) Agenzia per la promozione dello sviluppo (1986) Abolizione dellintervento straordinario e dellAgenzia (1993) Costituzione del Dipartimento per le Politiche di Sviluppo e Coesione (1998) presso il Ministero del Tesoro 6. Lintervento straordinario nel Mezzogiorno (1950-1998) </p> <ul><li>Limpegno finanziario non stato rilevante </li></ul><ul><li>e, peraltro, non stato bene utilizzato: </li></ul><ul><li><ul><li><ul><li>- 245.000 miliardi dal 1950 al 1990 </li></ul></li></ul></li></ul><ul><li><ul><li><ul><li>(a prezzi 1990) </li></ul></li></ul></li></ul><ul><li><ul><li><ul><li>- di cui, solo 185.000 utilizzati </li></ul></li></ul></li></ul><ul><li><ul><li><ul><li>-meno di 5.000 miliardi allanno </li></ul></li></ul></li></ul><ul><li><ul><li><ul><li>(2,6 miliardi di euro) </li></ul></li></ul></li></ul><p> 7. Lintervento straordinario nel Mezzogiorno (1950-1998) </p> <ul><li>Forte rilevanza dellintervento sostitutivo, anzich di quello aggiuntivo </li></ul><ul><li>Grande rilevanza degli investimenti per infrastrutture (acquedotti </li></ul><ul><li>e fognature: 1/3-1/2, negli anni 60-70) </li></ul><ul><li>Forti investimenti nellindustria di base, ad alta intensit di capitali e con scarsi effetti indotti </li></ul><ul><li><ul><li><ul><li>(Poli di sviluppo o cattedrali nel deserto) </li></ul></li></ul></li></ul><p> 8. Lintervento straordinario nel Mezzogiorno (1950-1998) Tuttavia, ilnuovo meridionalismonato nel dicembre 1946 aveva puntato , come ricordavaPasquale Saraceno , suun modello di sviluppo economico del Paese che fosse alternativo a quello che aveva governato la nostra economia dal sorgere dello Stato unitario, un modello secondo il quale si sarebbe svolta non solo la ricostruzione postbellica, ma anche lespansione della nostra economia al di l della ricostruzione .LaSVIMEZ , di cui ricorre questo mese il60 anniversario , avrebbe messo in pratica lidea di unintervento straordinariolegato allatematica dellosviluppoe non a quella dell assistenza . 9. Lintervento straordinario nel Mezzogiorno (1950-1998) 10. Lintervento straordinario nel Mezzogiorno (1950-1998) Secondo la SVIMEZ, solo un consistente sviluppodelleconomia reale del Mezzogiorno , a partire dalla suaindustrializzazione , avrebbe potuto condurre il Sud fuori dal sottosviluppo e renderlosoggetto autonomo e autopropulsivodel suo approdo a una piena modernizzazione del sistema economico e sociale,nel quadro di quello italiano . Tuttavia,i progressi compiutinei decenni precedenti, a cominciare dai grandi miglioramenti conseguiti fino agli anni settanta, si rivelaronoinsufficienti a colmare i preesistenti divari con le regioni centro-settentrionali(SVIMEZ, 1978). 11. Indice di industrializzazione (% addetti alle industrie estrattive, manufatturiere, elettricit, gas, acqua, costruzione e installazione impianti sulla popolazione residente) 11,0 11,3 12,8 12,1 11,1 9,3 Italia 13,9 14,6 16,4 15,6 14,9 11,8 Centro-Nord Fonte: ns. elaborazioni su dati ISTAT. Censimento dell'industria, vari anni. 5,7 5,4 6,2 5,4 4,5 4,1 Sud 2001 1991 1981 1971 19611951Province e Regioni 12. PIL a confronto: Mezzogiorno e Italia(a prezzi 1990) Fonte:ISTAT (conti economici regionali) fino al 1996 e stime Svimez per 1997 e 1998 13. Andamento del PIL pro capite del Mezzogiorno (1951-1995) Valore assoluto e livello rispetto al centro-nord Valori assoluti Indice: Centro-Nord=100 14. Prodotto pro capite del Mezzogiorno nel periodo 1951-1995 (a) Calcolato su valori a prezzi correnti - Fonte: Elaborazioni SVIMEZ su dati ISTAT e SVIMEZ 15. Esportazioni delle regioni del Mezzogiorno. Incidenza sul PIL(mld. correnti) Fonte : ISTAT-Svimez 16. Variazione della popolazione residente: 1951-1995(saggi % medi annui) Fonte : elaborazioni Svimez su dati ISTAT 17. Variazione del prodotto: 1951-1995(saggi % medi annui) Fonte : elaborazioni Svimez su dati ISTAT e SVIMEZ 18. Variazione del prodotto pro capite: 1951-1995(saggi % medi annui) Fonte : elaborazioni Svimez su dati ISTAT e SVIMEZ 19. Variazione del valore aggiunto al costo dei fattori a prezzi costanti: 1951-1995 (saggi % medi annui) Fonte : elaborazioni Svimez su dati ISTAT e SVIMEZ 20. Variazione delle unit di lavoro: 1951-1995 (saggi % medi annui) Fonte : elaborazioni Svimez su dati ISTAT e SVIMEZ 21. Variazione del valore aggiunto al costo dei fattori per unit di lavoro a prezzi costanti: 19511995 (saggi % medi annui) Fonte : elaborazioni Svimez su dati ISTAT e SVIMEZ 22. Importanza % del prodotto e delloccupazione: 19511995 (i principali settori) (a) Su valori a prezzi correnti(b) Occupati presenti per il 1951 e unit di lavoro per 1995 Fonte : elaborazioni Svimez su dati ISTAT e SVIMEZ 23. Andamento della popolazione residente: 1951 - 1995 Mezzogiorno (scala a dx) e Centro - Nord (scala a sx) Migliaia di unit 24. Tasso di disoccupazione nel periodo 1959 - 1995 (%) 25. Tasso di disoccupazione nel periodo 1951 - 1995 (%) 26. Livello pro capite (Centro - Nord = 100) Quota % sul totale nazionale Investimenti fissi lordi del Mezzogiorno: 1951 - 1995 (a prezzi costanti ) 27. Gli investimenti nel Sud (fondi europei messi a disposizione) 28. Fondi strutturali dellUE 29. 30. Mezzogiorno e Mediterraneo 31. Mezzogiorno e Mediterraneo Lunitariet del Mediterraneo , che gi Platone immagin come un grande lago sul quale si affacciavano i popoli come formiche o rane, non uninvenzione politica, maun oggettivo dato fisico-geografico , che tende ad associare per intrinseco meccanismo, come ha osservatoFernand Braudel , i vari paesi rivieraschi, sia pure diversi per struttura, fede, cultura e tradizioni. Nel Fedro di Platone scritto: vivono tra Phasis e le colonne dErcole, su una piccola porzione di terra attorno al mare, come formiche o rane attorno al pantano. 32. Mezzogiorno e Mediterraneo 33. Mezzogiorno e Mediterraneo Un mare dalle dimensioni contenute , una sorta di grande lago, come si detto.Grandeper fenici e ebrei,molto verdeper sumeri ed egizi,nostroper greci e romani. Il Mediterraneo ha avuto tre cantori, Braudel, Attenborough (il primo paradiso), Matvejevic. Anzi quattro, con Omero e la suaOdissea . Come dice lo scrittore bosniaco nel suo Breviario Mediterraneo, Il pi grande romanzo di formazione, la pi grande storia dell'individuo che si avventura nel mondo e ritorna a casa ossia a se stesso, e cio l'Odissea, non immaginabile senza il mare. Ma quel mare,il Mediterraneo, anche il grembo della nostra storia, della nostra civilt . 34. Mezzogiorno e Mediterraneo 35. Mezzogiorno e Mediterraneo Il Mediterraneonon mai stato semplicemente un mare che separa lEuropa dal Vicino Oriente e dallAfrica, o, come diceva Braudel,una semplice fenditura della crosta terrestre che si allunga da Gibilterra allIstmo di Suez e al Mar Rosso . Il Mediterraneo un mare su cui si affaccianoterre molto diverse fra loro, modi di vita lontanissimi , separati da dualismi e ostilit connaturati, ma anche uniti nel gioco delle relazioni e degli scambi marittimi, economici e culturali. 36. Mezzogiorno e Mediterraneo Sul Mediterraneo si sono sviluppatecivilt avanzate e civilt tradizionali , citt moderne e metropoli ossificate in un passato immobile, che si sono spesso contrapposte tra loro; ma, soprattutto,il Mediterraneo un mare che ha formato culture , che le ha divise e le ha unite, che le ha messe in relazione e le ha viste contrapporsi frontalmente. Nel Mediterraneo, infatti, sono natele grandi culture che hanno dato identit allEuropae ai Paesi del Sud che si bagnano in esso. 37. Mezzogiorno e Mediterraneo 38. Mezzogiorno e Mediterraneo Lattualetormentata fase politica internazionale , lesigenza di sviluppare in profonditlantico filo del dialogo con le diverse culture di questa parte del mondo , sono gli elementi chiave da considerare per delineareil futuro ruolo del Mezzogiorno nello scenario dei rapporti tra lEuropa e i paesi della sponda sud del Mediterraneo . In effetti,un nuovo e centrale ruolo del Mezzogiorno appare pi che mai possibile,anche in questa difficile congiuntura politica ed economica, selUnione Europeaterr fede allobiettivo di intensificare il suo sforzo in favore dello sviluppo dellepolitiche euromediterranee , nella prospettiva di offrire un forte contributo alla distensione del clima politico e sociale. 39. Mezzogiorno e Mediterraneo 40. Mezzogiorno e Mediterraneo IlPartenariato euromediterraneorappresenta il quadro dellerelazioni politiche, economiche e sociali tra gli Stati UE e Paesi terzi mediterranei(PTM). Istituito nel novembre 1995 dalla Conferenza dei Ministri degli Esteri euromediterranei di Barcellona, il Partenariato euromediterraneo riuniscei 25 Stati membri dellUE e 10 Paesi della sponda sud del Mediterraneo : Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Marocco, Autorit palestinese, Siria, Tunisia e Turchia. Lobiettivo del Partenariato difare del Mediterraneo una zona di stabilit, di pace e di prosperit . 41. Mezzogiorno e Mediterraneo 42. Mezzogiorno e Mediterraneo Per realizzare questo scopo,un programma di obiettivi ed azioniarticolato in tre grandi capitoli: -Partenariato politico e di sicurezza , per unarea euromediterranea di pace e di stabilit, basata sui principi del rispetto dei diritti umani, delle libert fondamentali e della democrazia(asse politico) ; -Partenariato economico e finanziario , per unarea di prosperit, attraverso unalleanza economico-finanziaria e la progressiva liberalizzazione degli scambi tra lUE e i suoi partner e tra gli stessi Paesi del Mediterraneo(asse economico) ; -Partenariato sociale, culturale e umano , per lavvicinamento tra i popoli e lo sviluppo degli scambi culturali fra gli attori sociali(asse culturale) . 43. Mezzogiorno e Mediterraneo 44. Mezzogiorno e Mediterraneo Oltre allademocratizzazione dei paesi dellarea(il primo pilastro su cui si fonda il Partenariato), il P.E.M. ha come obiettivo economico portantela costituzione, entro il 2010, di una zona di libero scambio tra lEuropa e i paesi coinvolti nel progetto . Purtroppo i risultati ottenuti finora sono modesti e si rende necessario un forte rilancio del Partenariato, anche alla luce del realizzatoallargamento ad Est dellUnione . In questo quadro, assume un rilievo particolare anchela questione della dotazione infrastrutturale , senzaltro uno degli elementi strategici delruolo che il Mezzogiorno dItalia pu interpretareal centro del Bacino. 45. Mezzogiorno e Mediterraneo 46. Mezzogiorno e Mediterraneo Il ruolo dipiattaforma e di ponteconlAfricae addirittura conlEstremo Oriente(attraverso il Mar Mediterraneo e Suez), potr risultare valido solo se a tale funzione di connessione e di raccordo si accompagnerun sostanziale rafforzamento del Mezzogiorno . Il nostro Sud potr assolvere ruoli positivi e strategici solo se nel suo insieme divenenterpi sviluppatodal punto di vista produttivoe compiutamente interconnessoanche tra i propri territori. Solo allora il Mezzogiorno potr costituireuno snodo della futura crescitain questarea del Mondo, e non funzionare solo da manufatto tecnico (ponte) al servizio delle aree pi avanzate dellItalia e dellEuropa del Nord. 47. Mezzogiorno e Mediterraneo 48. Mezzogiorno e Mediterraneo Anche da questo versante, va vistala scarsa rilevanza che il tema del ritardo del Mezzogiorno- che andrebbe affrontato assieme a quello delle sue necessit e potenzialit di sviluppo - ha registrato negli ultimi anninel dibattito politico-culturaledel Paese enella politica economicaitaliana.Le politiche di sviluppo non sono state adeguate , sia nellultimo mezzo secolo ( nonostante la fase positiva del primo intervento straordinario,dagli anni 50 a circa la met degli anni 70), sia nellultimo decennio di interventi, la fase dalla cosiddetta Nuova politica economica, manifestandoun eccesso di ottimismo verso alcuni limitati (e non strutturali) progressidel Sud. 49. La fine della politica speciale per il Mezzogiorno 50. Mezzogiorno e Mediterraneo Oggi, le risorse in conto capitale vanno utilizzate per legambe tecnichedello sviluppo nellearee in ritardo . Infatti, le opere pubbliche condizionano laproduttivit e lattrattivit dei contesti territoriali , le cui dotazioni specie quelle perle reti non possono essere solo funzione dell esistente livello di sviluppo , ma devonoconcorrere ad accelerarlo . In questo quadro, essenzialela realizzazione dei Corridoi europei(la Direttrice UE Berlino-Palermo, il Corridoio 8 Napoli-Bari-Balcani). Se si vuole puntare suuna strategia euro-mediterranea , occorreun consolidamento logistico(e ovviamente economico-produttivo) dellinteroMezzogiorno , per promuovere efficienti collegamenti con il mare tra le terre. 51. Mezzogiorno e Mediterraneo Il riassorbimento del divario tra ildebole Sude ilforte Nordcomportersforzi impegnativi e lunghi , la cui durata dipender dallentit deidifferenziali di crescita Nord-Sudche si riuscir a realizzare nelle due macro-regioni dItalia. Ma proprio perch tempi e risorse sono fattori e vincoli reali, questo il momento di porsi obiettivi strategici importanti, concentrando su di essi limpegno, perpuntare, nel lungo periodo, allunificazione anche economica del nostro Paese . 52. Mezzogiorno e Mediterraneo Questobiettivo ha rappresentato dagli anni 40il sogno del nuovo meridionalismonazionale ed europeista, di Pasquale Saraceno, Donato Menichella, Rodolfo Morandi, Francesco Giordani, Giuseppe Cenzato, e, poi, di Manlio Rossi Doria, Vincenzo Caglioti, Giorgio Sebregondi, Francesco Compagna, Gabriele Pescatore, Salvatore Cafiero e di tanti altri, con i qualila SVIMEZ ha scritto pagine decisive della storia italiana ed europea . 53. Mezzogiorno e Mediterraneo 54. Mezzogiorno e Mediterraneo Se guardiamo allastoria di lunga durata , vediamo cheil destino del Mezzogiorno e quello del Mediterraneohanno sempre pr...</p>

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