Alla societ turca offro una soluzione semplice. Chiediamo ... ??Alla societ turca offro una soluzione semplice. Chiediamo una nazione ... lingua e cultura e da potersi sviluppare economicamente ed ecologicamente

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<ul><li><p>Alla societ turca offro una soluzione semplice. Chiediamo una nazione democratica. Non siamo contrari n allo stato unitario, n alla repubblica. Accettiamo la repubblica, la sua struttura unitaria ed il laicismo, ma crediamo che debba essere ridefinita come uno stato democratico che rispetti i popoli, le culture ed i diritti. Su questa base i Curdi devono essere liberi di organizzarsi in modo tale da poter vivere la propria lingua e cultura e da potersi sviluppare economicamente ed ecologicamente. Curdi, Turchi ed altre culture potrebbero cos vivere insieme in Turchia, sotto lo stesso tetto di una nazione democratica. Ci per possibile soltanto con una costituzione democratica ed una struttura giuridica avanzata che garantisca il rispetto delle diverse culture.Guerra e Pace in Kurdistan</p><p>Abdullah calan</p><p>Iniziativa Internazionale</p></li><li><p>Abdullah calan:Guerra e Pace in KurdistanProspettive per una soluzione politica della questione curda</p><p>Prima edizione 2010 Abdullah calan 2008</p><p>Edito da:Iniziativa InternazionaleLibert per Abdullah calan Pace in KurdistanTel: +49 221 130 15 59Fax: +49 221 139 30 71Casella Postale: 100511, D-50445 Klnhttp://www.freedom-for-ocalan.com/italiano/</p><p>2</p></li><li><p>5</p><p>Guerra e Pace in Kurdistan</p><p>Prospettive per una soluzione politica </p><p>della questione curda</p><p>Abdullah calan</p></li><li><p>6</p></li><li><p>7</p><p>Indice</p><p>Guerra e Pace in Kurdistan 3Premessa 7Etimologia delle parole Curdo e Kurdistan 9Area dinsediamento curdo e lingua curda 10Un breve cenno alla storia curda 11</p><p>Lotte per la spartizione delle risorse, guerra e terrore di stato in Kurdistan 14Il colonialismo europeo ed il dilemma curdo 16La base ideologica delloppressione coloniale e la politica di potere in Kurdistan 18</p><p>Negazione ed Abnegazione 19Assimilazione 20Religione e nazionalismo 21Nazionalismo borghese 22</p><p>Identit curda e resistenza curda 24Il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) 26</p><p>Breve storia delle origini del PKK 26Principali critiche 28</p><p>Nuovi approcci strategici, filosofici e politici del movimento di liberazione curdo 31Situazione attuale e suggerimenti per una sua soluzione 38</p></li><li><p>8</p></li><li><p>9</p><p>Premessa</p><p>La vita quotidiana del Medio Oriente dominata da numerosi conflitti che spesso appaiono incomprensibili agli occhi occi-dentali in quanto sembrano collocarsi al di fuori della loro lo-gica. Lo stesso vale per la questione curda, uno dei conflitti pi complessi e sanguinosi del Medio Oriente, tuttora in attesa di una soluzione. Fino a quando per tutte le dimensioni di que-sto conflitto non saranno discusse in maniera egalitaria, il con-flitto continuer e si aggraver ulteriormente, con la creazione di nuovi problemi ancora pi complessi. Le dimensioni sto-rica, economica e politica della questione curda sono di gran lunga pi intricate di quelle del conflitto arabo-israeliano, il quale, a differenza della questione curda, gode dellattenzione dellopinione pubblica. La conoscenza del conflitto in Kurdi-stan invece limitata. Se si considera che ha luogo in una delle regioni pi centrali del Medio Oriente, sia per importanza de-mografica che geostrategica, questa mancanza di conoscenza si traduce spesso in unanalisi unilaterale e superficiale di un problema molto complesso.</p><p>Visto che larea in cui sono presenti i curdi si estende su ter-ritori attualmente appartenenti ad Arabi, Persiani e Turchi, la questione curda ha necessariamente uninfluenza notevole su buona parte della regione.</p><p>Giungere ad una soluzione in una zona del Kurdistan avreb-be effetti positivi anche sulle altre zone del Kurdistan e sugli stati confinanti. Viceversa lapproccio distruttivo da parte di </p></li><li><p>10</p><p>una nazione pu avere effetti negativi per la soluzione della questione curda anche nelle altre nazioni. La morfologia com-plessa della regione curda sembrerebbe creata apposta per la lotta armata, e i curdi fin da tempi immemorabili si sono tro-vati a combattere contro la colonizzazione o contro la conqui-sta da parte di potenze straniere. La resistenza diventata parte integrante della loro vita e cultura.</p><p>Per iniziare un processo di soluzione di un conflitto, bisogna prima di tutto riconoscerne lesistenza e bisogna definirlo. Nel caso specifico della questione curda quindi di fondamentale importanza definire realisticamente il fenomeno curdo. Ma proprio qui che inizia buona parte del disaccordo. Mentre gli Arabi chiamano i Curdi gli Arabi dello Yemen, i Turchi li chiamano i Turchi delle montagne e i Persiani li considerano la loro controparte etnica. Non ci si deve stupire pertanto se la posizione politica di questi stati rispetto alla questione curda caratterizzata da discussioni sulle varie definizioni.</p><p>La questione curda non nata dal nulla, il prodotto di un lungo processo storico. Non ha molto in comune con questio-ni simili in altre parti del mondo. Al contrario si distingue per numerose peculiarit e differenze fondamentali, che devono essere definite se si vuole giungere ad una soluzione. Qualun-que politica che si fondi esclusivamente su una base apparente-mente comune porta a problemi irrisolvibili. Una politica che abbia come obiettivo finale una soluzione deve fare unanalisi realistica del fenomeno, che tenga conto sia del background nazionale, politico e sociale che di tutte le parti coinvolte nel conflitto. Riconoscere lesistenza del fenomeno curdo quindi indispensabile. Ma questo, daltra parte, non possibile senza una conoscenza del background storico.</p></li><li><p>11</p><p>Etimologia delle parole Curdo e Kurdistan</p><p>Il nome Kurdistan risale alla parola sumerica Kur, con la quale oltre 5000 anni fa si definiva la montagna. Il suffisso ti stava ad indicare lappartenenza. La parola Kurti signi-ficava quindi trib delle montagne o popolo delle monta-gne. I Luvi, un popolo che viveva nellAnatolia occidentale circa 3.000 anni fa, chiamavano il Kurdistan Gondwana che nella loro lingua significava terra dei villaggi. In curdo ancor oggi gond significa villaggio. Durante il dominio degli As-siri i Curdi vennero chiamati Nairi che significava il popolo vicino al fiume.</p><p>Nel Medioevo, durante la dinastia dei sultanati arabi le re-gioni curde erano chiamate Beled-Ekrat. I sultani dei Selgiu-chidi che parlavano persiano furono i primi ad usare nei loro comunicati ufficiali la parola Kurdistan, la terra dei Curdi. Anche i sultani ottomani chiamarono Kurdistan la regione dove erano insediati i Curdi. Nome che venne usato comune-mente fino agli anni venti del secolo scorso. A partire dal 1925 lesistenza dei Curdi fu negata, soprattutto in Turchia.</p></li><li><p>12</p><p>Area dinsediamento curdo e lingua curda</p><p>Eppure la loro esistenza una realt. Il Kurdistan comprende unarea di 450.000 km, circondata dalle zone dinsediamen-to di Persi, Azeri, Arabi e Turchi dellAnatolia. E una delle aree pi montagnose e ricche di foreste ed acqua di tutto il Medio Oriente, attraversata da numerose pianure fertili. Da migliaia di anni si praticano qui lagricoltura e lallevamento del bestiame. Qui ebbe inizio la rivoluzione neolitica, quando i cacciatori-raccoglitori decisero di insediarsi stabilmente ed iniziarono a coltivare i campi. Regione chiamata anche culla della civilt o zona di passaggio. Grazie alla loro posizione geografica, i Curdi sono riusciti a proteggere la loro esistenza come comunit etnica fino ai giorni nostri. Dallaltro canto la posizione esposta degli insediamenti curdi ha spesso risvegliato lappetito di potenze esterne, e non sono mancate le incursioni e le conquiste. La lingua e la cultura curde riflettono linfluen-za della rivoluzione neolitica, che si crede sia iniziata nella re-gione dei monti Zagros e Tauro. Il curdo appartiene al gruppo linguistico indo-germanico.</p></li><li><p>13</p><p>Un breve cenno alla storia curda</p><p>E molto probabile che la lingua e la cultura curde iniziarono a svilupparsi durante la quarta era glaciale (20.000 15.000 a.C.). I Curdi sono una delle pi antiche popolazioni au-toctone della regione. Verso il 6.000 a.C. si divisero in pi rami. Nella storiografia i Curdi vengono menzionati per la prima volta come gruppo etnico insieme agli Hurriti (3.000 2.000 a.C.). Si presume quindi che i predecessori dei Curdi, gli Hurriti, vivessero in confederazioni e regni tribali insieme ai Mitanni, discendenti degli Hurriti, ai Nairi, agli Urarti ed ai Medi, strutture politiche che presentavano gi delle caratteri-stiche rudimentali simili allo stato. A quei tempi non si erano ancora ben delineate delle strutture sociali di tipo patriarcale. Sia nelle societ agricole del Neolitico che nelle strutture socia-li curde la donna occupava una posizione di preminenza, come era evidente anche nella rivoluzione neolitica.</p><p>Fu lo Zoroastrismo che tra il 700 ed il 550 a.C. cambi in maniera definitiva il pensiero curdo. Lo Zoroastrismo promosse uno stile di vita caratterizzato dal lavoro nei campi, dove uomo e donna erano allo stesso livello. Lamore per gli animali occu-pava una posizione importante e la libert era considerata un grande bene morale. La cultura zoroastriana influenz allo stes-so modo la civilt orientale che quella occidentale, dal momen-to che sia i Persiani che gli Elleni fecero proprie molte delle sue influenze culturali. La civilt persiana era stata fondata a sua volta dai Medi, che si pensa siano tra i predecessori dei Curdi. </p></li><li><p>14</p><p>Nelle storie di Erodoto si parla spesso di una divisione del pote-re tra questi due gruppi etnici nel periodo dellImpero Persiano. Lo stesso vale per lImpero Sassanide che gli succeder.</p><p>Lera ellenica durante lantichit classica ha lasciato tracce profonde nellemisfero orientale. I principati di Abgar ad Urfa e Comagene, il cui centro si trovava nei pressi di Adiyaman-Samsat, ed il regno di Palmyra in Siria furono influenzati pro-fondamente dai Greci. In altre parole si pu affermare che qui che possiamo trovare la prima sintesi tra le influenze cul-turali orientali ed occidentali. Questa forma particolare di in-contro culturale dur fino alla conquista di Palmyra da parte dellImpero Romano nel 269 d. C., che nel lungo termine ebbe delle conseguenze negative per lo sviluppo dellintera regione. Neppure la comparsa dellImpero Sassanide pose fine allin-fluenza da parte dei Curdi. Si presume che in questo periodo (216 652 d. C.) si formarono in Kurdistan le strutture feu-dali. Con lo sviluppo del feudalesimo inizi a venir meno la coesione etnica. La societ curda svilupp sempre pi strut-ture feudali e questo tipo di sviluppo indirizzato verso una ci-vilt feudale diede un contributo sostanziale alla rivoluzione islamica. LIslam si oppose alle strutture schiaviste e durante lera dellurbanizzazione oper un mutamento delle relazioni etniche. Al tempo stesso rivoluzion la mentalit delle societ feudali dando loro una base ideologica.</p><p>Il declino dellImpero Sassanide (650 d. C.) aiut lIslam a creare unaristocrazia curda di tipo feudale, fortemente in-fluenzata dallarabizzazione. Essa divent una delle pi forti formazioni sociali e politiche di quel tempo. La dinastia curda degli Eyyubi (1175 1250 d. C.) si trasform in una delle pi potenti dinastie del Medio Oriente ed esercit una grande in-fluenza sui Curdi.</p><p>Dallaltro lato i Curdi mantennero dei rapporti molto stret-ti col Sultanato Selgiuchida che nel 1055 prese il controllo su-</p></li><li><p>15</p><p>bentrando agli Abbasidi. Le dinastie curde che si susseguirono, come i Seddadi, i Buyidi e i Marwanidi (990 1090), si svilup-parono in piccoli stati feudali. Altri principati seguirono. Sotto lImpero Ottomano la classe governante dei Curdi godette di unampia autonomia.</p><p>Il IX secolo inflisse ai Curdi profonde ferite. Il deteriorar-si dei rapporti con gli Ottomani vide il nascere di numerose rivolte curde. I missionari inglesi e francesi introdussero nella chiesa armena e in quella aramaica lidea del separatismo, con-tribuendo in tal modo ad aggravare una situazione gi di per s caotica. Non da ultimo le relazioni tra Armeni, Assiri e Curdi peggiorarono notevolmente. Questo processo inarrestabile sfo-ci nel 1918, dopo la fine della prima guerra mondiale, con il quasi totale annientamento fisico e culturale degli Armeni e degli Aramei, portatori di una cultura millenaria.</p><p>Nonostante i rapporti tra Curdi e Turchi fossero stati seria-mente danneggiati, non ci fu allo stesso modo una rottura tra i Curdi da un lato e gli Armeni e gli Aramei dallaltro.</p></li><li><p>16</p><p>Lotte per la spartizione delle risorse, guerra e terrore di stato in Kurdistan</p><p>In passato la posizione geostrategica del Kurdistan aveva ri-svegliato vari appetiti, trasformando la regione in una pedina nelle lotte per la distribuzione delle risorse e teatro di guerre e terrore di stato. La situazione odierna non diversa e affonda le sue radici proprio agli albori della storia, quando il Kurdi-stan era continuamente esposto a attacchi e incursioni da parte di potenze straniere. Solo per citare alcuni esempi famosi, si pensi ai regimi fondati sul terrore degli Imperi Assiro e Scii-ta tra il 1300 ed il 1000 a.C. e alle campagne di conquista di Alessandro Magno. Alla conquista araba segu lislamizzazione del Kurdistan. Per quanto lIslam si consideri una religione pa-cifica, fondamentalmente sempre stata unideologia di con-quista della nazione araba, diffusasi rapidamente in Kurdistan. LIslam si propag fino alle pendici dei monti Zagros e Tauro e le trib che opposero resistenza furono sterminate. LIslam raggiunse il suo punto di maggiore espansione nel 1000 d. C. Poi nel XIII e XIV secolo il Kurdistan venne invaso dai Mon-goli e la popolazione fu costretta alla fuga ed alla dispersio-ne. A seguito della battaglia di Chaldoran nel 1514, vinta dagli Ottomani, il confine orientale naturale dellimpero si spost ancor pi verso est. Il trattato di Qasr-e-Shirin stabil ufficial-mente i confini dellIran e della Turchia sancendo la suddivi-sione del Turkistan, cos come la conosciamo ai giorni nostri. La Mesopotamia ed i Curdi si trovarono per lo pi compresi nei confini dellImpero Ottomano. Fino al 1800 tra i princi-</p></li><li><p>17</p><p>pati ottomani e quelli curdi prevalse un clima di pace relativa, basato soprattutto sulla comune visione sunnita dellIslam. I Curdi aleviti e zoroastriani invece si opposero e si ritirarono sulle montagne per portare avanti la loro resistenza.</p><p>A partire dal 1800 fino al declino dellImpero Ottomano il Curdistan fu sconvolto da numerose ribellioni, generalmen-te represse in maniera cruenta e sanguinaria. Dopo la fine dellImpero Ottomano la divisione del Kurdistan divenne an-cor pi profonda, il che inaspr maggiormente il clima di vio-lenza. Le potenze imperialiste nascenti dellInghilterra e della Francia ridisegnarono i confini del Medio Oriente, affidando il governo del Kurdistan alla Repubblica della Turchia, al vanito-so regno dellIran, alla monarchia dellIraq e al regime siriano-francese.</p><p>La Turchia, pensando di aver perso buona parte dei suoi territori originari, pass ad una rigida politica di assimilazio-ne, per rinforzare in questo modo lunit tra ci che rimaneva dellimpero precedente. Qualsiasi segnale di esistenza di una cultura diversa da quella turca doveva essere sterminato e si arriv persino a vietare luso della lingua curda.</p><p>La dinastia dei Pahalavi che in I...</p></li></ul>