catalogo equilibri precari

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  • 7/22/2019 Catalogo Equilibri Precari

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    a cura di Rafaella Buccieri e Gregorio Raspa

    NICCOL DE NAPOLIGIOVANNI FAVAALESSANDRO FONTE

    GIOVANNI LONGO

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    a cura di Rafaella Buccieri e Gregorio Raspa

    NICCOL DE NAPOLIGIOVANNI FAVAALESSANDRO FONTE

    GIOVANNI LONGO

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    QUASI UN MANIFESTOdi Raffaella Buccieri & Gregorio Raspa.........

    EQUILIBRI PRECARIdi Gregorio Raspa.........................................................

    DALLINTERIORIT DELLARTISTA ALLARIFLESSIONE COMUNEdi Raffaella Buccieri..........................................................

    NICCOL DE NAPOLI....................................................

    GIOVANNI FAVA.................................................................

    ALESSANDRO FONTE................................................

    GIOVANNI LONGO.............................................................

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    Cooordinatore del Polo Museale

    Tonino Sicoli

    Direttore del Museo del Presente

    Roberta Vercillo

    Curatori dellesposizione

    Raffaella Buccieri

    Gregorio Raspa

    Assistenti

    Maria Chiara Buccieri

    Claudia Capogreco

    Assistenza Allestimento

    Giovanni Covelli

    Testi in catalogo

    Raffaella BuccieriGregorio Raspa

    Progetto Grafico

    Shawnette Poe

    Sito Internet e comunicazione on-line

    nizca.it

    Sponsor

    Caff GuglielmoNocciolino- Appeal

    Allianz Lloyd Adriatica- Agenzia di Catanzaro

    Un ringraziamento particolare a

    Antonio Acri

    Giuseppe CucinottaLuigi Magli

    Antonio Misiti

    Tonino Sicoli

    Associazione studentesca Alfa

    Si ringraziano inoltreI collaboratori museali

    EQUILIBRI PRECARILarte al tempo delle Crisi

    Museo del Presente, Rende4 Aprile -28 Aprile 2012

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    Arte e societ. Binomio che saccompagna da secoli, che da millenniracconta luomo e la sua esistenza. Un valore antropologico di base

    arricchisce unopera darte, fulcro dellinterpretazione umana del reale.

    Nellepoca delle grandi tecnologie, della globalizzazione, qual la funzione

    socio-antropologica di unopera darte? E soprattutto, come le giovani

    generazione si rapportano in questo contesto? Dubbio, solitudine,

    massificazione, incertezza, instabilit sono i sentimenti che affliggono le

    nuove generazioni in un mondo che riserva poco spazio alla pianificazionedel futuro, a principi che ormai paiono alla stregua di chimere.

    Il progetto espositivo in questione gioca proprio sul parallelismo esistente

    tra la creazione artistica, che sempre un atto che nasce dal Caos, ma

    si risolve il pi delle volte in un gesto di ricostruzione di un equilibrio certo,

    ordinato, leggibile, e gli equilibri pi incerti (precari a ppunto), che invece,mai come oggi, caratterizzano in ogni sua manifestazione la societ

    contemporanea e appaiono al momento pi difficilmente ordinabili. La

    sensazione di vertigine provata da un artista, durante la creazione di

    unopera, al cospetto del bianco di una tela o allinconsistenza di unidea,

    paragonabile alla vertigine che provano oggi le societ contemporanee al

    cospetto delle sfide che la storia propone?Il progetto ha, inoltre, lambizione di affrontare a pieno respiro le complesse,

    articolate e mutevoli realt sociali, culturali, politiche ed economiche che

    caratterizzano lepoca attuale.

    Vuole essere un momento di riflessione e sollecitazione in merito alle

    tematiche sopra citate con lo sc opo di porre laccento sulle sensibilit

    artistiche emergenti e sul loro modo dinteragire con la realt circostante.

    Lopera darte letta, in tale percorso crititico-curatoriale, come punto dipartenza per una riflessione collettiva (del pubblico) pi ampia sul nostro

    tempo e come punto di approdo di una riflessione autonoma (dellartista)sullo stesso tema. Si desidera mettere in mostra delle opere capaci di

    veicolare i motivi principali della realt attuale.

    Poche persone vivono consapevolmente il proprio tempo, tutte le altre

    vivono in epoche assurde. Partendo da questo as sunto, cerchiamo unarte

    che sia criticamente consapevole del segmento storico che la sorte

    ci ha assegnato, che sia capace di guardare alla realt circostante con

    strabismo, che legga il passato come un dato dal quale partire, il presentecome levoluzione dellistante e il futuro come la somma dei possibili luoghi

    dabitare.

    La lettura delle opere in mostra racconta questa visione del reale, ma non

    lungi da un desiderio, da un barlume di speranza per un futuro migliore.

    Su questi temi riflette la collettiva che riunisce quattro giovani talentiartistici calabresi che si distinguono tra gli interpreti pi alti e interessanti

    del contemporaneo della Calabria e che sono chiamati ad esporre le proprie

    opere in un allestimento concepito come somma di quattro mini-personali

    in dialogo tra loro.

    QUASI UN MANIFESTOdi Raffaella Buccieri & Gregorio Raspa

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    Nel suo colto e forbito saggio LIdeologia del Traditore, Achille Bonito Oliva

    sostiene che ad epoche storicamente contraddistinte da stabilit politica

    corrispondono forme culturali penetranti, auto-organizzate, mentre ad

    epoche dinstabilit e di crisi fanno da contraltare fenomeni sovrastrutturali

    aperti.

    Quanto scritto dal teorico della Transavanguardia nel lontano 1976 appareoggi di strettissima attualit, in piena sintonia con unepoca lattuale -

    in cui luomo riscopre vecchie paure e si rapporta, nel quotidiano, con uninedito senso di precariet.

    In un contesto in cui le crisi economiche e sociali polverizzano ogni

    certezza, dotare la vita di un equilibrio stabile impresa sempre pi ardua.

    Neanche la fede o lideologia, da sempre capisaldi di coscienze individualie popoli, allo stato attuale, sembrano in grado di garantire un appiglio

    sicuro. In tal senso, lepoca attuale forse la prima nella storia ad apparire,

    almeno nel mondo occ identale, come autenticamente post-ideologica e,

    probabilmente, post-dogmatica.

    Quandanche le certezze sovrastrutturali crollano e luomo avverte il

    concetto di fallimento - finora proprio dellindividuo o dei microsistemi(soprattutto economici) - come estendibile anche a realt pi estese e

    strutturate - come uno Stato o un modello culturale consolidato - trovare

    le coordinate per proseguire la propria rotta diventa sempre pi difficile.

    Le crisi impongono una lettura inedita del mondo e delle sue regole.

    Per sfuggire al malessere, allinquietudine e allo smarrimento, altrimenti

    inevitabili, luomo contemporaneo sa che deve con fatica rinunciare alleidee-mito che sinora lo hanno guidato, le stesse che da tempo riposano

    adagiate sulla pigrizia del suo pensiero rendendogli, il pi delle volte,

    la mutante realt incomprensibile ed estranea. in un tale contesto

    che si assiste alla perdita di fiducia nella storia. Lidea di progresso

    continuamente rivista e rigettata. In un simile scenario, la crisi

    permanente diviene la condizioni fisiologica del sistema. In questo continuo

    stato di allerta e cosciente depauperamento, ogni riferimento per analogia

    risulta vano: luomo contemporaneo avverte la propria so litudine nella

    storia. Nelle sue condizioni, le coordinate temporali passato e futuroperdono progressivamente ogni s ignificato.

    Questo diffuso senso di sma rrimento pervade, inevitabilmente, ancheil pensiero dellartista-intellettuale che, spiazzato dalla perdita della sua

    autorit culturale - sempre pi messa in discussione dalla supremazia

    odierna dellinformazione sulla conoscenza e dal disarmante processo

    dinflazione delle immagini finisce per introiettare nella sua opera gliinquieti umori della societ. Langoscia, la sfiducia, il dubbio, lambiguit, la

    fine diventano cos i temi portanti di unarte che affonda nella crisi e da

    essa trae i motivi principali della sua poetica.

    Come affermano i Fratelli Chapman, del resto, questo non il momento

    storico adatto ai lavori carini. Lartista contemporaneo, quando

    autenticamente consapevole del proprio tempo, non pu rifugiarsi dietroanacronistiche rappresentazioni decorative aliene alla realt circostante.

    cos che lopera darte diventa, al tempo stesso, orecchio e voce della

    societ.

    Larte, con la sua capacit - a tratti visionaria - di lettura della realt,

    diviene dunque uno strumento, tal volta, utilizzato per tradurre in segno

    i segnali captati dallambiente circostante, tal altre, per lanciare segnali almondo per mezzo del suo segno.

    In questottica, le opere di Niccol De Napoli, Giovanni Fava, Alessandro

    Fonte e Giovanni Longo appaiono come s traordinarie testimonianze di una

    EQUILIBRI PRECARIdi Gregorio Raspa

    Larte la confessione che la vita non basta.

    Fernando Pessoa

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    Fonte si fa distinguere per la sua incredibile capacit di nobilitare e rendere

    prezioso anche il pi povero e improbabile dei materiali. Tutto ci che eglicrea si avvolge di mistero e ambiguit, fascino primordiale e silenzio, in un

    continuo alternarsi di sensazioni ed emozioni che trovano consistenza,

    oltre che nella materia di cui composta lopera, nei titoli poetici che

    generalmente laccompagnano. Nel lavoro di Fonte, questi ultim

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