La reincarnazione attraverso la storia, la filosofia, la religione

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<ul><li> Slide 1 </li> <li> la reincarnazione attraverso la storia, la filosofia, la religione </li> <li> Slide 2 </li> <li> definizione del termine: reincarnazione = secondo alcune religioni e filosofie, il trasmigrare dellanima in altro corpo dopo la morte, sino alla totale purificazione e liberazione dellanima stessa da ogni vincolo con la materia. </li> <li> Slide 3 </li> <li> la reincarnazione attraverso la storia, la filosofia, la religioneCultura caldeo- mesopotamica CulturaegiziaCulturaindiana InduismoBuddhismoCulturagreca OrfismoPitagorismo PlatonismoCulturaromana Esoterismo Cultura illuminista- romanticista TeosofiaAntroposofiaSpiritismo Culturacontemporanea </li> <li> Slide 4 </li> <li> origine delle credenze reincarnazioniste Secondo alcuni, gli studi reincarnazionisti trarrebbero origine dalla cultura caldeo-mesopotamica, da cui successivamente sbocciarono e fiorirono quelle egizia ed indiana. Ci si riferisce indi, in linea di massima, allarco storico che si protrae dal 3500-3000 allXI secolo precedente lanno 0 del calendario gregoriano. Secondo alcuni, gli studi reincarnazionisti trarrebbero origine dalla cultura caldeo-mesopotamica, da cui successivamente sbocciarono e fiorirono quelle egizia ed indiana. Ci si riferisce indi, in linea di massima, allarco storico che si protrae dal 3500-3000 allXI secolo precedente lanno 0 del calendario gregoriano. </li> <li> Slide 5 </li> <li> definizione del termine: caldeo = dunantica popolazione semitica stanziata in Caldea, regione storica della Mesopotamia, attorno al sec. XI a.c.. </li> <li> Slide 6 </li> <li> la reincarnazione nella cultura egizia In Egitto, il testo pi importante e noto, di cui sha notizia, il Libro dei Morti, una sorta di guida per l'aldil rivolta a tutte le anime in procinto dabbandonare il corpo fisico o che hanno gi varcato la soglia della dimensione terrena. Altres gli Egizi, oltre a credere nella vita dopo la morte, avevano certezza anche della reincarnazione. Del resto, molti nomi di re dell'antico Egitto celavano significati inequivocabili: Amonemhat I, ad esempio, stava ad indicare Colui che ripete le nascite e Sensurert I Colui le cui nascite vivono. Il Libro dei Morti risale probabilmente alla letteratura egizia del Nuovo Regno; si farebbe indi riferimento al periodo storico che intercorre tra il 1500 e il 1000 precedente lanno 0 del calendario gregoriano. In Egitto, il testo pi importante e noto, di cui sha notizia, il Libro dei Morti, una sorta di guida per l'aldil rivolta a tutte le anime in procinto dabbandonare il corpo fisico o che hanno gi varcato la soglia della dimensione terrena. Altres gli Egizi, oltre a credere nella vita dopo la morte, avevano certezza anche della reincarnazione. Del resto, molti nomi di re dell'antico Egitto celavano significati inequivocabili: Amonemhat I, ad esempio, stava ad indicare Colui che ripete le nascite e Sensurert I Colui le cui nascite vivono. Il Libro dei Morti risale probabilmente alla letteratura egizia del Nuovo Regno; si farebbe indi riferimento al periodo storico che intercorre tra il 1500 e il 1000 precedente lanno 0 del calendario gregoriano. </li> <li> Slide 7 </li> <li> la reincarnazione nella culture indiana Le prime teorie sulla reincarnazione in India risalirebbero allIX o all'VII secolo precedente lanno 0 ed, in particolare, sarebbe gi contenuta nelle Upanishad (dal sanscrito Sedersi ai piedi del maestro), testi sacri dell'Induismo risalenti all'incirca all'800 precedente lanno 0, gi l'idea del karma sviluppata in tutte le sue sfaccettature. Ogni individualit torna sulla terra con una condizione personale differente a seconda del bene o del male commesso. E anche nel Bhagavadgita (dal sanscrito Il canto del beato), testo del III secolo precedente lanno 0, si d un senso alla reincarnazione considerando l'anima come un'entit staccatasi dal suo assoluto e che solo attraverso una purificazione, possibile dopo numerose reincarnazioni, potr tornare ad unirsi ad esso. Le prime teorie sulla reincarnazione in India risalirebbero allIX o all'VII secolo precedente lanno 0 ed, in particolare, sarebbe gi contenuta nelle Upanishad (dal sanscrito Sedersi ai piedi del maestro), testi sacri dell'Induismo risalenti all'incirca all'800 precedente lanno 0, gi l'idea del karma sviluppata in tutte le sue sfaccettature. Ogni individualit torna sulla terra con una condizione personale differente a seconda del bene o del male commesso. E anche nel Bhagavadgita (dal sanscrito Il canto del beato), testo del III secolo precedente lanno 0, si d un senso alla reincarnazione considerando l'anima come un'entit staccatasi dal suo assoluto e che solo attraverso una purificazione, possibile dopo numerose reincarnazioni, potr tornare ad unirsi ad esso. In seguito, anche il Buddhismo, nato sempre in India nel VI secolo precedente lanno 0, abbracci l'idea della reincarnazione e con essa la legge del karma. In seguito, anche il Buddhismo, nato sempre in India nel VI secolo precedente lanno 0, abbracci l'idea della reincarnazione e con essa la legge del karma. La sola differenza tra queste due correnti che, se per lInduismo l'anima mantiene la propria individualit, con tratti personali inalterati, nel corso delle sue numerose esistenze, per il Buddhismo la reincarnazione avviene con una totale depersonalizzazione. Sia lInduismo che il Buddhismo ritenevano comunque che l'anima potesse trasmigrare indifferentemente da un uomo a un animale (metempsicosi) a seconda del premio o castigo che gli era stato comminato. Le teorie pi avanzate in tale campo, invece, ritengono che ci non sia possibile, in quanto compito dell'anima quello devolversi ed essa non pu tornare indietro. Tuttavia, la convinzione che l'anima di un uomo malvagio potesse reincarnarsi nel corpo di un animale la si ritrova anche in Occidente nelle teorie platoniche e neoplatoniche, pur non avendo subito queste ultime alcuna influenza dalle dottrine indiane. La sola differenza tra queste due correnti che, se per lInduismo l'anima mantiene la propria individualit, con tratti personali inalterati, nel corso delle sue numerose esistenze, per il Buddhismo la reincarnazione avviene con una totale depersonalizzazione. Sia lInduismo che il Buddhismo ritenevano comunque che l'anima potesse trasmigrare indifferentemente da un uomo a un animale (metempsicosi) a seconda del premio o castigo che gli era stato comminato. Le teorie pi avanzate in tale campo, invece, ritengono che ci non sia possibile, in quanto compito dell'anima quello devolversi ed essa non pu tornare indietro. Tuttavia, la convinzione che l'anima di un uomo malvagio potesse reincarnarsi nel corpo di un animale la si ritrova anche in Occidente nelle teorie platoniche e neoplatoniche, pur non avendo subito queste ultime alcuna influenza dalle dottrine indiane. </li> <li> Slide 8 </li> <li> la reincarnazione secondo lInduismo Secondo le Upanishad pi antiche, la realt autentica non risiede nelle apparenze spazio-temporali, nei fenomeni, ma la risultante statica e permanente della fusione tra microcosmo e macrocosmo. Si tratta della dottrina della non-dualit, secondo la quale esiste una sostanziale identit tra la scintilla sacra presente all'interno di tutto ci che vive in modo apparentemente autonomo e l'infinito cosmico. Nei tratti pi antichi dei Veda, la meta ultima che si desidera la continuazione della vita nel sentiero degli dei, dove i giusti e i virtuosi godono dellimmortalit in un regno di luce e di compagnie dilettevoli. Secondo le Upanishad pi antiche, la realt autentica non risiede nelle apparenze spazio-temporali, nei fenomeni, ma la risultante statica e permanente della fusione tra microcosmo e macrocosmo. Si tratta della dottrina della non-dualit, secondo la quale esiste una sostanziale identit tra la scintilla sacra presente all'interno di tutto ci che vive in modo apparentemente autonomo e l'infinito cosmico. Nei tratti pi antichi dei Veda, la meta ultima che si desidera la continuazione della vita nel sentiero degli dei, dove i giusti e i virtuosi godono dellimmortalit in un regno di luce e di compagnie dilettevoli. In una vertigine di nascite e rinascite cosmiche sinser l'idea della trasmigrazione delle esistenze da un corpo all'altro attraverso il tempo ciclico: gli esseri sia divini che umani si reincarnano in una sequenza di vite successive (il samsara), sotto la legge costringente del karma che lega indissolubilmente al soggetto tutto il peso degli atti compiuti nelle esistenze anteriori e lo riversa in quelle successive. In una vertigine di nascite e rinascite cosmiche sinser l'idea della trasmigrazione delle esistenze da un corpo all'altro attraverso il tempo ciclico: gli esseri sia divini che umani si reincarnano in una sequenza di vite successive (il samsara), sotto la legge costringente del karma che lega indissolubilmente al soggetto tutto il peso degli atti compiuti nelle esistenze anteriori e lo riversa in quelle successive. </li> <li> Slide 9 </li> <li> Per misurare l'angoscia prodotta da codesta visione si pensi che nel 2005 siamo nell'anno 5105 dell'et di Kali (Kaliyuga), la quale stata preceduta da tre altri yuga (et), il Dvaparayuga, il Tretayuga e il Kritayuga, nei quali gli uomini erano pi alti, felici e santi. Dell'attuale Kaliyuga devono ancora trascorrere 420.000 anni segnati da progressiva decadenza e miseria. Questi quattro yuga formano insieme una grande et (mahayuga) di 4.321.000 anni. Mille di questi mahayuga formano un kalpa, al termine del quale Brahma, il creatore, si riposer, provocando un eguale ciclo di dissoluzione cosmica. Al suo ridestarsi il processo riprender da capo, e cos all'infinito. Per misurare l'angoscia prodotta da codesta visione si pensi che nel 2005 siamo nell'anno 5105 dell'et di Kali (Kaliyuga), la quale stata preceduta da tre altri yuga (et), il Dvaparayuga, il Tretayuga e il Kritayuga, nei quali gli uomini erano pi alti, felici e santi. Dell'attuale Kaliyuga devono ancora trascorrere 420.000 anni segnati da progressiva decadenza e miseria. Questi quattro yuga formano insieme una grande et (mahayuga) di 4.321.000 anni. Mille di questi mahayuga formano un kalpa, al termine del quale Brahma, il creatore, si riposer, provocando un eguale ciclo di dissoluzione cosmica. Al suo ridestarsi il processo riprender da capo, e cos all'infinito. Si comprende come su questo sfondo si sia accarezzata in India la speranza di sfuggire a questo ciclo infernale di rinascite in cui la venuta all'esistenza ci ha posti, e dove l'angoscia veniva ancora accresciuta dalle condizioni di un habitat minaccioso e greve: l'aspirazione divenne perci universalmente il moksa o mukti che significa liberazione, uscita, salvezza dal tempo e dalla condizione umana. Si trovano delineate in questo passo le maggiori vie che secondo la tradizione ind permettono di conseguire la salvezza e cio: la via della conoscenza, la via delle opere, la via della meditazione e la via della dedizione amorosa. Si comprende come su questo sfondo si sia accarezzata in India la speranza di sfuggire a questo ciclo infernale di rinascite in cui la venuta all'esistenza ci ha posti, e dove l'angoscia veniva ancora accresciuta dalle condizioni di un habitat minaccioso e greve: l'aspirazione divenne perci universalmente il moksa o mukti che significa liberazione, uscita, salvezza dal tempo e dalla condizione umana. Si trovano delineate in questo passo le maggiori vie che secondo la tradizione ind permettono di conseguire la salvezza e cio: la via della conoscenza, la via delle opere, la via della meditazione e la via della dedizione amorosa. </li> <li> Slide 10 </li> <li> le caste: lapartheid pi antico del mondo Come conseguenza del destino e frutto della reincarnazione, lInduismo ha creato il fenomeno delle caste, la divisione in diverse classi sociali, ben differenziate e non comunicanti tra loro. Chi vissuto bene, pu sperare di nascere in una casta superiore, altrimenti precipita sempre di pi. l'apartheid pi antico dei mondo. Nonostante sia stato abolito dal Parlamento nel 1947, sotto la forte pressione di Gandhi, resiste concretamente con giustificazioni di tipo religioso, ma soprattutto economiche. In passato le quattro classi principali venivano considerate come blocchi completamente separati. Un uomo, ad esempio, non poteva sposare una donna appartenente a una casta diversa. Neppure era ammesso mangiare insieme. Abolite in teoria queste distinzioni, la segregazione fondamentalmente resta. Casta una parola portoghese diffusasi da Goa, colonia portoghese in India e vuol dire stirpe, mentre nella lingua indiana, varna, significa colore. Non a caso, forse, i bramini, la top classe, sono di carnagione pi chiara, e a mano a mano che si discende nella scala, la pelle diventa pi scura. I paria, gli intoccabili, sono spesso quasi neri. Sembra che siano stati gli Arii a introdurre questa classificazione tra nobilt e plebe. Ecco, in breve, le quattro divisioni: l. l bramini o sacerdoti: occupano il posto pi alto della scala sociale e religiosa. Sono i puri, dalla loro bocca esce la parola divina. 2. I guerrieri: sono i membri della nobilt e gli alti funzionari. 3. Gli amministratori: vi appartengono gli industriali, i mercanti, gli agricoltori. 4. I servi: la casta pi bassa, formata dai quattro quinti della popolazione, su cui pesa il lavoro dei campi, del bestiame, della casa. Ancora oggi, costituiscono lo zoccolo duro della societ. Al di fuori di queste categorie, esistono almeno tremila sottocaste, tra cui quella dei 90 milioni di paria, gli intoccabili: vanno tenuti a debita distanza e chi li sfiora anche solo accidentalmente deve correre a purificarsi. Sono i non-aventi- diritto, ammessi solo a pulire gabinetti, vestire cadaveri, fabbricare scarpe. Li chiamano habsh, cio uomini-scimmia, e cos vengono trattati. Come conseguenza del destino e frutto della reincarnazione, lInduismo ha creato il fenomeno delle caste, la divisione in diverse classi sociali, ben differenziate e non comunicanti tra loro. Chi vissuto bene, pu sperare di nascere in una casta superiore, altrimenti precipita sempre di pi. l'apartheid pi antico dei mondo. Nonostante sia stato abolito dal Parlamento nel 1947, sotto la forte pressione di Gandhi, resiste concretamente con giustificazioni di tipo religioso, ma soprattutto economiche. In passato le quattro classi principali venivano considerate come blocchi completamente separati. Un uomo, ad esempio, non poteva sposare una donna appartenente a una casta diversa. Neppure era ammesso mangiare insieme. Abolite in teoria queste distinzioni, la segregazione fondamentalmente resta. Casta una parola portoghese diffusasi da Goa, colonia portoghese in India e vuol dire stirpe, mentre nella lingua indiana, varna, significa colore. Non a caso, forse, i bramini, la top classe, sono di carnagione pi chiara, e a mano a mano che si discende nella scala, la pelle diventa pi scura. I paria, gli intoccabili, sono spesso quasi neri. Sembra che siano stati gli Arii a introdurre questa cla...</li></ul>

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