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ISTITUTO COMPRENSIVO. PEDALINO. (RG). DIRIGENTE. SCOLASTICO. PROF. MATTEO. POSATA. SCUOLA. PRIMARIA. "G. MAZZINI". LE. CLASSI. A. B. II. -. LE. INSEGNANTI. CHELIDONIA. PROIETTI. BIAGIA. BATTAGLIA. PRESENTANO. PROGETTO. EDUCAZIONE. PERMANENTE. REALIZZATO. CON. IL. - PowerPoint PPT Presentation

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Diapositiva 1

ISTITUTO COMPRENSIVO PEDALINO(RG)

DIRIGENTESCOLASTICOMATTEOPROF.POSATALEIIA-BLEINSEGNANTIBIAGIABATTAGLIACHELIDONIAPROIETTIPRESENTANOSCUOLAPRIMARIA"G. MAZZINI"CLASSI

REALIZZATOCON PROGETTOEDUCAZIONEPERMANENTECONTRIBUTODELLAREGIONESICILIANABENIASSESSORATOREGIONALEISTRUZIONECULTURALIILPUBBLICAAMBIENTALI

Chiesetta Bosco Cicogne

Ricostruita dalla fam. Mul nel 1694

Prima era cos

Adesso cos!all'attaccoallaricercadinotizie

Investigatori

Chiaramonte comune, sorto nel sec. XIV, per opera di Manfredi I. Chiaramonte conte di Modica, ebbe assegnato un vasto territorio che dai monti che lo sovrastano, si estendeva sino al litorale del mare Africano.Tra i feudi che vi erano compresi, il pi vasto era quello detto la Foresta di Camerina, ossia Bosco-Piano, che fu assegnato ai comuni di Ragusa e Chiaramonte. Quali confini furono poi stabiliti con atto del 15 luglio 1598, rogato dal notaio Lupo da Chiaramonte segnandosi,come limite divisorio: lo fiume grande di Camarana come tira dritto sino a mareTalch la parte rimasta a Chiaramonte dal punto pi vicino al comune si estendeva sino alla via Roccazzo, Fontanazza, Mostrazzi ed al fiume di Cifali, l'antico Ippari poi detto di Cammarana, e dalla parte opposta , confinava col fiume di Mazzarone, cio il Dirillo, col territorio di Biscari, con la Favara' scendendo sino a mare. Clicca qui

In questa vasta estenzione di terra il magnifico Liberante Mul nella contrada Cicogne edific la prima fattoria che viene ricordata dalla seguente iscrizione: Liberante Mul construxit anno 1603, tempore clistruxit Iacobus Mul Coiro et construxit denuo 1713 Nel 1610 vi fu edificata una chiesa distrutta dal terremoto del 1693, fu riedificata nel 1694Tale caseggiato sorse proprio nell' anno in cui nel territorio di Chiaramonte e propriamente in mezzo al detto feudo del Bosco Piano cominci a formarsi il comune detto la Vittoria, che prese un tal nome in omaggio alla contessa di Modica Vittoria Colonna vedova del conte Luigi Enriquez Cabrera e madre del minorenne Giovanni Alfonso. Allora i latifondi di casa Mul che si estendevano nel centro del territorio furono cominciati a segnarsi come limite dei due territori definitivamente poi stabiliti, con l'atto di transazione tra le Universit di Chiaramonte e Vittoria, rogato in Palermo dal notaio Lorenzo Lazzara il 29 giugno 1764, nel quale si legge essere stata segnata come confine dei due territori :

Per nel sec. XVI, durante la signoria del conte Luigi Enriquez Cabrera, per ricavarsi un utile maggiore con i cenzi in frumento anzich con l'annua gabellazione delle ghiande cominciarono a concedersi ad enfiteusi le terre di questo vasto feudo.La concessione di queste terre fatta a vari individui ed a piccole estenzioni port per conseguenza che per distinguersi le varie terre, presero i nomi o degli enfiteuti, o da qualche particolarit che vi era, o dalla coltura a cui erano destinate. Fra i primi chiaramontani che presero ad enfiteusi tratti di terra in questo fondo, furono le famiglie Arnura, Arcieri, Blandano, Bortolone, Elia, Linfanti, Lupo, Olivieri, Pittineo, Quaglio, Stefani ed altre, le quali vi lasciarono i propri cognomi. L' estenzione maggiore fu presa da Liberante, Santi e il di costui figlio Mariano Mul i quali riunirono le limitrofe contrade Cicogne parte di Bastonaca, Trofazza, Cazzola, Pedalino, Piraino e pi tardi Forra di Arnura, oggi Lannuna e Quaglio, che formavano una boscaglia di salme 473.

10la trazzera divisoria Pedalino, Piraino, Cicogne, Mastrazzi, quali fondi vanno col territorio di Chiaramonte. Il 15 agosto del 1660 Donna Giovanna Maria Catania Mul contrasse nozze con Don Francesco Melfi Celestre, il quale da Scicli si stabiliva in Chiaramonte e gli zii Pietro, Innocenzo e Santi Mul, figli del suddetto Mariano rendendo il conto all orfana nipote del burgensatico e le assegnarono primo le contrade Piraino, e Lannuna, poi quelle della Trofazza, Cazzola, Quaglio e Pedalino.Per nulla mutarono le condizioni di questa boscaglia, prevalendo allora la pastorizia e l'agricoltura. I campai passavano spesso le notti abbrancicati sugli alberi dei sugheri per non rimanere preda dei lupi. I pastori fra le folte ombre dei sugheri e delle queree, nella solitudine facevano pascolare il gregge, molestati spesso dalle famose squadre di malfattori che vi si annidavano

Il barone Bernardo Melfi, in pieno giorno, il 25 settembre 1791, fu preso in ostaggio , e condotto a Sciri - Sottano dovette sborsare cento onze per rendersi libero.Questi latifondi rimasero nello stato in cui erano sino al sec. XVIII, quando mancando agli abitanti di Chiaramonte il vino necessario per il consumo, il 30 Marzo del 1778, si riunirono i Giurati in pubblico consiglio con il concorso dei locali, e deliberarono di invogliare la famiglia Melfi a promuovere la viticultura concedendo ad enfiteusi durante vigna terre delle sue vaste possessioni e supplicare il Re onde accordare alla detta famiglia lo sboscamento delle terre e concederle l' esenzione del dazio che dovevasi corrispondere per diritto di estrazione del mosto e del vino. Il Re alla domanda fatta dai Giurati con dispaccio del 22 maggio rispose : Riflettendo l' utilit che viene a ricavare il pubblico perch cos non sar nella dura necessit di, provvedersi altrove di vino trovandolo nel territorio con minore incommodo e maggior risparmio accordiamo l'esenzione del dazio di grana dieci, a condizione di dover pagare i dritti di consumo.

E siccome le vigne che si pianteranno nelle suddette possessioni di Piraino e Pedalino, proprie di detta famiglia Melfi, saranno bastevoli per la provigione del pubblico, cos lesenzione dell' estrazione non servir di esempio a chiunque estero che volesse piantare vigne in esso territorio. La sera dellAscenzione del 1807 il caseggiato delle Cicogne fu assaltato e non ptendovisi penetrare s' impegn, tra gli assalitori e gli assaliti, una lotta a colpi di fucile durata per ben cinque ore.Sull' imbrunire del 7 dicembre 1861 nel caseggiato del Pedalino fu derubato un mio avo da una compagnia di ladri capitanata dal bandito Concetto Meli.In tal modo si cominciarono a dissodare i boschi della pianura chiaramontana ed i primi furono quelli del Piraino e Pedalino.

Dissodatasi allora la parte boschiva che si estendeva a ponente e mezzogiorno, si cominciarono a piantare delle vigne in quella parte che confina con le contrade Cicogne e Trofazza, e nel 1862, Biagio Palmeri e Francesco Scalambrieri furono i primi censuari che nelle loro terre fabbricarono case e palmenti, mentre gli altri enfiteuti per circa venti anni usarono delle capanne per loro abitazione.Sviluppata la vigna per l'adatto suolo sabbioso e avviato sempre pi il commercio del vino, specialmente nel 1882, quando la filossera distrusse i vigneti di Francia, i censuari sentirono il bisogno di cominciare a fabbricare delle case e fissarvi stabile dimora.Dietro queste brevi notizie, non fuor proposito ricordare che la famiglia Mul la quale possedette questa vasta boscaglia nel sec. X'XIII, si estinse con i detti tre fratelli Pietro, Santi e Innoenzo nipote di Santi, e col Giureconsulto Giacomo discendente da Liberante.

Questa nobile prosapia per un Francesco Mul nel sec. XIV, dalla Spagna si era trasferito in Venezia da ove la sua famiglia si diram in Italia, e per un magnifico Pietro nel seguente secolo si stanzi in Chiaramonte. Fra i suoi discendenti, un Epifanio fu investito barone di Cifali e Cannicarao (1595); un Liberante della signoria di Cicogni e Pedalino (1612). Molti membri di questa famiglia occuparono in vari tempi le pi cospicue cariche del comune e pel loro cuore generoso e nobile lasciarono nella patria cari ricordi della loro magnanimit. Il cognome oggi, in Chiaramonte, conservato in un vico della via Carceri dove era la corte del vasto palazzo che possedeva questa famiglia.Le propriet da loro possedute per successioni e per assegnazioni si trasferirono in casa De Nicola, e nella famiglia Melfi. Di questa illustre prosapia si occupa il Crollolanza nel suo Giornale Araldico anno XXV, pag. 88 distinguendola dai Mol oggi diramati nel comune.Arma: scaccato di rosso e di nero.

Nel 1909 nel caseggiato delle Cicogne la banda musicale di Vittoria con molti abitanti di Pedalino trasportarono in quella chiesa la statua della Madonna del Rosario gi benedetta nella chiesa delle Cicogne.Fra un vivo entusiasmo e lo sparo continuo di mortaretti, la processione percorse lo stradale. Presso le prime case della borgatella era stato costruito un arco trionfale di edera e pioppo. I fanaletti sopra colonnette adornate con bandiere, e una quantit di lucerne sopra le sedie coperte di pezzuole bianche, rendevano oltremodo pittoresco il luogo.Cos in due secoli, in seno al territorio chiaramontano e propriamente nel feudo Bosco-Piano, sono sorti due centri di popolazione : uno col nome di Vittoria che per il suo precoce sviluppo oramai un' importante citt; e l' altro gi da circa un trentennio ne ha preso liniziativa in quelta parte della boscaglia, di casa Melfi, detta Pedalino.

LEGGE 10 giugno 1937-xv. Modificazioni alle circoscrizioni territoriali dei comuni di Comiso, Ragusa, Vittoria, Biscari e Chiaramonte Gulfi, in provincia di Ragusa, e dal comune di Caltagirone, in provincia di Catania.(Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 2 luglio 1937 n.151) VITTORIO EMANUELE: 111

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