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GIOVANI E BENESSERE SCOLASTICO

Azioni territoriali contro il disagioe labbandono

a cura di Rossella Safina

impaginazione a cura di Marco Biondi - Comune di Scandiccifinito di stampare nel mese di ottobre 2011

Indice

Introduzione Sandro Fallani - Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Scandicci pag. 5

PARTE PRIMAPER-CORSI - Rossella Safina e Valeria Esposito pag. 7

1. Il contesto pag. 91.1 La scuola pag. 91.2 Brevi considerazioni su disagio, dispersione, abbandono scolastico pag. 101.3 Importanza della prevenzione pag. 111.4 I Piani Integrati di Area pag. 12 1.5 Progetto PIA PER-CORSI pag. 13

2. Il progetto PER-CORSI a Scandicci pag. 142.1 Attivit pag. 142.2 Destinatari del progetto pag. 142.2 Punti di ascolto: una psicologia per la scuola pag. 152.2.1 Psicologia a scuola: interventi sperimentati e interventi possibili pag. 182.3 Attivit di orientamento, ri-orientamento e di ri-motivazione pag. 202.3.1 Orientamento: interventi sperimentati pag. 212.4 Formazione insegnanti pag. 21

3. Interventi del punto di ascolto (a.s.2009/10) pag. 223.1 Studenti pag. 233.2 Famiglie pag. 253.3 Insegnanti pag. 27

4. Problematiche riferite al punto dascolto pag. 294.1 Studenti 11-12 anni pag. 304.2 Studenti 12-14 anni pag. 314.3 Studenti 14-16 anni pag. 334.4 Genitori e insegnanti problematiche riferite pag. 35

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PARTE SECONDASGUARDI SULLE AZIONI - AA.VV pag. 41

1. I care: mi interessa lesperienza di un punto di ascolto pag. 43Diletta de Bernart

2. Punti di ascolto nelle scuole secondarie di primo grado pag. 49Patrizia dAyala Valva

3. Servizi di consulenza presso gli istituti superiori pag. 52Giacomo Panichi

4. Attivit orientamento pag. 55Associazione Il labirinto

5. Percorsi di educazione alla diversit pag. 58Roberto Manetti

6. Scuola: luogo di relazioni pag. 63Paola Balderi

7. La citt per i ragazzi pag. 66Giorgia Andreani Contemori

PARTE TERZARIFLETTERE VALUTARE PER TRAGHETTARE NEL FUTURO - AA.VV pag. 73

1. Promuovere la resilienza nei bambini pag. 75Ersilia Menesini e Kristel Campaert

2. Riflessioni sul pia dal punto di vista delle istituzioni scolastiche pag. 80Giovanni Condorelli

3. Direzione futuro pag. 83Rossella Safina

ALLEGATI pag. 85

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IntroduzioneSandro Fallani - Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Scandicci

Questa pubblicazione si intitola Giovani e benessere scolastico in quanto illustralinsieme di azioni realizzate negli anni a Scandicci volte a valorizzare lesperienza sco-lastica come tassello utile, positivo, stimolante nella formazione dei giovani. Siamo tutticonsapevoli della difficolt di questo compito in un contesto socio-culturale ed econo-mico caratterizzato da fenomeni che vanno in tuttaltra direzione. Dei giovani si fa ungran parlare (il nostro domani, energie del cambiamento, protagonisti della costruzionedi un mondo migliore, innovatori tecnologici, vettori di nuove sensibilit ecologiche,etc...), ma facile osservare che gli investimenti per le nuove generazioni sono piorientati a favorire una sempre pi precoce inclusione nel mondo dei consumi, la pre-carizzazione dei rapporti, il depotenziamento di ogni sguardo critico e creativo che dasempre definisce il profilo delle nuova generazione. La scuola allora, e proprio per que-sto, appare come possibile esperienza controcorrente con le sue parole dordine: co-noscenza, relazioni, scambio e aperture interculturali, tolleranza, impegno,responsabilit, spirito cooperativo, formazione, accoglienza, motivazione, didattica, di-ritto alleducazione....Eppure questa discrepanza tra mission della scuola e imperativisocio-economici (che oggi, paradossalmente, prevedono un disinvestimento sulla for-mazione) determina un pericoloso corto circuito nel vissuto di molti giovani; si eviden-ziano segni di distacco, disaffezione, demotivazione che non sono solo segnali didisfunzionalit individuale, ma costituiscono (e originano da) un malessere sociale(che contagia anche molti educatori e insegnanti).

Per questo nel testo si raccontano le iniziative, i progetti, le esperienze che vedonocoinvolti insegnanti, studenti, educatori, genitori, psicologi, orientatori, assistenti sociali,volontari nel cercare di disinnescare gli ostacoli a vivere adeguatamente le attivit sco-lastiche e di apprendere con successo, utilizzando il massimo delle proprie capacitcognitive, affettive e relazionali. E allora il disagio scolastico (che usiamo riconoscerenella scarsa partecipazione, nella provocatoria disattenzione, nei comportamenti pre-valenti di rifiuto e di disturbo, nel cattivo rapporto con i compagni, nella carenza di spiritocritico, etc.) va interpretato prima di tutto come una richiesta di aiuto che i giovani ci in-viano a fronte di un sistema che non li considera suo segmento prezioso. Su questopiano risulta decisiva la motivazione che la scuola (con lintero contesto comunitario) in grado di sviluppare e distribuire.

Le esperienze registrate in questi anni ci dicono che sostenere la motivazione rap-presenta uno dei compiti fondamentali dellattivit docente nonch una strategia di in-

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tervento per la prevenzione del disagio scolastico. Solo stimolando la motivazione al-lapprendimento possibile trasmettere conoscenze, insegnare competenze e poten-ziare le capacit personali degli allievi. Una prospettiva educativa che si rapporti conla complessit dei fenomeni sopra descritti e che ambisca a dialogare con le giovanigenerazioni deve agire sulla motivazione.

Parto dalla convinzione che ogni soggetto abbia in s delle qualit da valorizzaree stimolare e che ogni studente sia motivato ad apprendere anche se la prassi scola-stica lo porta a perdere la motivazione interiore. Come diceva Rogers: se si voglionocreare le condizioni per un apprendimento davvero libero ed autonomo necessarioche lo studente venga posto di fronte ad un problema da lui sentito come reale.

Fidarsi dello studente significa credere che possa dare una direzione al proprio svi-luppo, intraprendere un percorso di crescita autonomo e responsabile con il sostegnoe laiuto delladulto; si tratta di un approccio utile contro il disagio scolastico soprattuttose interiorizzato ed approfondito consapevolmente.

Tale sottolineatura ci riporta a parlare di qualit nel rapporto adulti/ragazzi. Siamoin grado, come adulti (e qui ci mettiamo davvero tutti coloro che svolgono attivit edu-cative e che hanno la possibilit di indirizzare risorse pubbliche e private per favorire ilbenessere sociale), di costruire una comunicazione significativa, densa di riferimenti,in grado di arrivare al cuore di giovani in formazione, che li consideri soggetti portatoridi specifici interessi da conoscere e sostenere?

Per questo suo carattere composito e complesso per le sfumature sociologiche epsicologiche che lo connotano, il benessere scolastico va considerato in unottica si-stemica (dal ragazzo alla comunit locale e ritorno). Gli interventi contenuti in questapubblicazione ci dicono di considerare il disagio come una condizione che appartieneallintero sistema di vita in cui il ragazzo inserito: gruppo classe, scuola, famiglia, ex-trascuola. lintero sistema, allora, che deve essere preso in considerazione se si vo-gliono portare avanti interventi di prevenzione, rilevazione e recupero davvero efficaci.

Con questo approccio rivisiteremo, l dove necessario, limpianto della nostraazione costruendo un sistema di governance ampio e partecipato dalle forze interes-sate. Anche per questo ringrazio qui tutti coloro che si stanno impegnando a Scandiccisulla fragile frontiera del welfare locale (e di quello che ci rimane).

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PARTE PRIMA

PER-CORSIRossella Safina e Valeria Esposito, Comune di Scandicci

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1. IL CONTESTO

1.1 La scuola

Oggi il dibattito che coinvolge il mondo della scuola si concentra sulla ricerca di unmodello adeguato al periodo attuale, capace di affrontare le sfide del futuro e di imma-ginare mondi possibili.

In questo quadro, caratterizzato da molti sforzi di rinnovamento, c chi si ispira aidee sulla formazione degli studenti che possono essere espresse con limmagine diuna testa ben fatta, anzich ben piena (E.Morin, 2000); seguendo tali suggestionila nostra modalit di organizzare la conoscenza non risulta pi adatta a interpretare ea cogliere la realt complessa che ci circonda. Si avverte quindi lesigenza di promuo-vere una vera e propria riforma paradigmatica del pensiero che trasformi anche il si-stema scolastico, ancor oggi ispirato a modelli trasmissivi e di frammentazione delsapere.

bene che la scuola per gli studenti non sia solo il contesto dove si realizzano ap-prendimenti separati in discipline, distanti le une dalle altre, dove si fa riferimento soloa schemi rigidi di tipo istruttivo. importante che coincida anche con lidea di luogo divita, in cui poter:

i sviluppare conoscenze e relazioni significative; i affrontare sfide, coltivare saperi utili allesistenza, costruire la propria identit per-

sonale/sociale, sviluppare il senso di appartenenza; i esplorare la propria partecipazione, fare esercizi di cittadinanza, di collaborazione

e solidariet, cos come di accettazione e riconoscimento reciproco; i sperimentare un senso di efficacia personale, di autostima e di progettualit

aperta sul futuro. Ragionare in questa direzione e su questa lunghezza donda, significa imparare a

vedere la classe come una compagnia di ciascuno e riuscire ad attivare per il gruppoe allo stesso tempo per ogni studente, processi di apprendimento e di crescita che sigenerano proprio a partire dalle storie personali, dalle potenzialit, dagli stili cognitivi edalle forme plurali in cui si manifesta lintelligenza.

Crediamo che insegu