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Architettura dellXI secolo nellItalia del NordStoriografia e nuove ricerche

Pavia 8-9-10 aprile 2010Convegno Internazionale

a cura diAnna Segagni Malacart e Luigi Carlo Schiavi

Edizioni ETS

000pped I_Layout 1 18/02/14 12:18 Pagina III

www.edizioniets.com

Copyright 2013EDIZIONI ETS

Piazza Carrara, 16-19, I-56126 Pisainfo@edizioniets.comwww.edizioniets.com

DistribuzionePDE, Via Tevere 54, I-50019 Sesto Fiorentino [Firenze]

ISBN 978-884673509-6

Volume pubblicato con il contributo del MIUR, Fondi PRIN 2007,e della Fondazione Comunitaria della Provincia di Pavia

Cura redazionale: Simone Caldano

Almo Collegio BorromeoUniversit di PaviaFondazione Comunitariadella Provincia di Pavia

Comune di PaviaProvincia di PaviaRegione Lombardia

000pped I_Layout 1 18/02/14 12:18 Pagina IV

Presentazioni VII

Introduzione XIII

Testi 1

Josep Puig i Cadafalch et la LombardieLa construction historique du premier art romanliane Vergnolle 3

Per lXI secolo dellarchitettura lombardaDa Arthur Kingsley Porter a Wart Arslan, a Paolo Verzone, a Gaetano PanazzaAdriano Peroni 9

Dossiers des archives de Fernand de Dartein - IIILes glises du XIe sicle en Italie du Nord dans luvre de Fernand de DarteinMarie-Thrse Camus 15

Dossiers des archives de Fernand de Dartein - IVTra le chiese di Milano, il caso di SantAmbrogioTancredi Bella 25

Larchitettura del X e XI secolo a Nord delle Alpi e le sue relazioni con larchitettura in ItaliaWerner Jacobsen 35

Architetture dellXI-XII secolo a confrontoOsservazioni tra esempi svizzeri e lombardiHans Rudolf Sennhauser 41

Oratorio di San Martino (Quinto-Deggio)Nuove ipotesi dalla ricerca archeologicaRossana Cardani Vergani 47

Labbatiale romane de Baume-les-Messieurs (Jura)Premiers rsultats des recherches darchologie du btiMarie-Laure Bassi 51

Verona e larchitettura lombarda nel secolo XI: limportanza dei modelliGianpaolo Trevisan 57

Pievi romaniche e paesaggio agrario. Un caso studio: il Canavese occidentaleCarlo Tosco 69

Larchitettura della cattedrale di BobbioAnna Segagni Malacart 83

Indice

001indice V_Layout 1 14/03/14 09:19 Pagina V

La chiesa di San Fiorentino a Nuvolato (Mantova) e il problema dei cori murati dellXI secoloPaolo Piva 91

Osservazioni e riflessioni critiche sulla polivalenza liturgica dei battisteri nord-occidentali dItalia dei secoli XI e XIIBarbara Bruderer Eichberg 99

Fra pre- e protoromanico lombardo: i Santi Fermo e Rustico a Credaro, Santa Maria e San Salvatore ad Almenno San Salvatore, San Salvatore a BarzanFabio Scirea 117

La pieve di Lenno e altre questioni larianeMarco Rossi 127Appendice. Alcune osservazioni sulla tecnica costruttiva delle volte e sulle finiture di superficie della cripta di Santo Stefano di LennoDario Gallina 133

Cappelle castrensi tra Lombardia e Piemonte nel secolo XI: architetture per un ordine nuovoMaria Teresa Mazzilli Savini 137

Considerazioni su alcune chiese a impianto basilicale nel territorio milaneseLuigi Carlo Schiavi 157

Osservazioni sulla pittura lombarda tra X e XII secolo. Il territorio veroneseMara Mason 167

La pieve di SantAndrea di Iseo (Bs)Dallanalisi stratigrafica e archeologica alla politica edilizia dellepiscopato bresciano tra XI e XII secoloDario Gallina 177

Sistemi voltati nellarchitettura del primo XI secoloAlcuni esempi nellItalia nord-occidentaleSaverio Lomartire 199

Echi dellarchitettura transalpina nella marca aleramicaSanta Giustina di Sezzadio e Santo Stefano extra muros di GamondioSimone Caldano 215

San Pietro di AcquiGian Battista Garbarino 223

Romanico ad Asti nel secolo XI: ricerche sulla citt e sul territorioAlberto Crosetto 235

Lombard architecture? Parma, XI secolo. Il monastero di SantUldaricoMichele Luigi Vescovi 245

Tracce lombarde nella Toscana protoromanicaMarco Frati 253

Esplorazioni nellarchitettura romanica del MontefeltroLe tecniche costruttive nellXI secoloCristiano Cerioni 271

Immagini 281

Bibliografia 491

VI Indice

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A esclusione delle guide locali, per quanto ricche din-formazioni e osservazioni critiche come quella di LuigiSimeoni del 1909, fu Arthur Kingsley Porter con la suaLombard Architecture a fornire un primo quadro gene-rale dellarchitettura romanica veronese2. Contributianche rilevanti non erano mancati fino ad allora, ma perlo pi si trattava di saggi dedicati agli edifici maggiori3.Lopera di Porter, invece, analizzava tutte le chiese plau-sibilmente dei secoli XI e XII della citt di Verona e al-cune del territorio4; solo pochi edifici ne rimasero esclu-si, per quanto significativi come la pieve di San Florianoin Valpolicella o la chiesa parrocchiale di San Lorenzo aPescantina. Oggi i testi critici per eccellenza cui fare ri-ferimento, e che offrono la pi completa trattazionedinsieme del patrimonio artistico medievale veronese,sono le due fondamentali pubblicazioni di Wart Arslansullarchitettura romanica e sulla pittura e scultura, del1939 e 1943 rispettivamente5, cui vanno aggiunte lesintesi proposte da Angiola Maria Romanini e da Fran-cesca Flores DArcais, non prive di alcune considerazio-ni autonome6. La cronologia relativa degli edifici di Ve-rona proposta da Arslan tuttora valida, ma in terminiassoluti egli vedeva fiorire unarchitettura veronese soloallo scadere del secolo XI e sbocciare rigogliosa nel XII,pertanto escludendo Verona dalle sperimentazioni diarea lombarda e anzi ritenendo che larchitettura vero-nese quasi si limitasse a sviluppare in chiave locale, certoanche creativamente, gli impianti architettonici elabo-rati nella regione contermine (con speciale riferimentoal duomo di Modena). Per Arslan, e poi anche per Ro-manini, Verona restava ancorata alla concezione spazia-le veneta dello schema basilicale, rapportandosi inparticolare con Venezia per la scultura architettonica,mentre le novit presentate dalle prime costruzioni, nel-la fattispecie la chiesa di San Fermo Maggiore con laquale si apre il volume di Arslan sullarchitettura sa-rebbero derivate da influssi di ambito cluniacense, piprecisamente borgognone e forse normanno7. da que-sti studi, dunque, che il mio intervento prende le mosseper riesaminare alcuni temi e problemi dellarchitetturaa Verona nel secolo XI.

Come Arslan stesso auspicava, laccresciuta cono-scenza dei singoli monumenti maturata con le ricerchedi questi ultimi anni getta nuova luce non solo sulle sin-gole costruzioni, ma anche sui rapporti fra Verona e le

diverse imprese costruttive di altri ambiti territoriali,portando a conclusioni differenti rispetto alla sistema-zione della materia offerta dallo studioso padovano. Perquanto riguarda il rapporto con larea veneziana questo certamente esistito, anzi, secondo la mia lettura deifatti, fu pi stretto di quanto pensassero Arslan e Roma-nini e non limitato alla scultura architettonica, mentre iriferimenti alla Borgogna e alla Normandia furono dicarattere affatto differente, in generale assai pi compli-cati da districare, se mai fosse possibile, e strettamentecollegati alle esperienze lombarde. Infatti, grazie ai datioggi disponibili e alle nuove acquisizioni critiche, emer-ge che linterazione con i territori centrali della Lom-bard Architecture fu pi intensa e precoce di quanto sisia creduto, ma il rapporto tra dare e avere, ovvero la di-rezione degli scambi tra Verona e larea lombarda nel se-colo XI, devono ancora essere pienamente chiariti: nonsi tratta solo della trasmissione di prassi operative, cheinvero sembra limitata (per esempio nellarchitettura diVerona sono assenti le pareti scandite da lesene e gruppidi archetti pensili, eccetto rari casi in cui le bandes lom-bardes decorano le absidi, come nelle chiese di San Lo-renzo e della Santa Trinit), bens dello scambio di con-cetti architettonici astratti.

San Benedetto al Monte

Tra le prime costruzioni del secolo XI conservatesi aVerona vi la cripta di San Benedetto al Monte. La pic-cola chiesa, ubicata al centro della citt in corrisponden-za della parte posteriore dellantico tempio capitolinoprospiciente il foro, nominata per la prima volta in undocumento del 1019 e molto probabilmente sotto lat-tuale veste architettonica seicentesca tuttora conserva ledimensioni e parte delle murature della chiesa medieva-le8. La cripta del tipo a oratorio, larga quanto la chie-sa stessa (circa 7 m) e si estende al di sotto dellodiernaaula per met della sua lunghezza (fig. 1). Lo spazio suddiviso in due navate di tre campate coperte con voltea crociera regolare e vi si accedeva da due scalinate volta-te a botte poste lungo i muri perimetrali delledificio(fig. 2)9. Le volte sono dotate di archi longitudinali etrasversali non assorbiti dal piedritto, hanno gli spigolidelle nervature diagonali bene evidenziati allimposta e

Verona e larchitettura lombarda nel secolo XI: limportanza dei modelli *Gianpaolo Trevisan

Ein mittelalterliches Kunstwerk lt sich erst dann richtig werten,wenn wir seine Vorbilder kennen1.

09Trevisan 57_Layout 1 18/02/14 12:28 Pagina 57

ricadono al centro del vano sopra due colonne in pietracon capitello, oggi racchiuse dentro una fodera di rin-forzo settecentesca in mattoni che le ha trasformate inpilastri quadrangolari10, mentre lungo il perimetro sim-postano su semicapitelli corinzieggianti e relative mezzecolonne in pietra11. Una triplice arcata su colonne sepa-ra labside dalle navate della cripta (fig. 3), pertantonellultima campata il raccordo con il sostegno centraleantistante labside risolto con tre volte a crociera irre-golare, in questo caso prive dei sottarchi; hanno di nuo-vo i sottarchi, invece, le volte di raccordo dei tre arch