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  • Patrocinio Ministero delle Attività Produttive

    Direzione Generale per il Turismo

    XI RAPPORTO SUL TURISMO ITALIANO 2002 ASSESSORATI REGIONALI AL TURISMO ASSOCIAZIONE NAZIONALE COMUNI ITALIANI AUTOMOBILE CLUB D’ITALIA BORSA INTERNAZIONALE DEL TURISMO DI MILANO ENTE NAZIONALE ITALIANO PER IL TURISMO ISTITUTO NAZIONALE DI STATISTICA UNIONCAMERE

  • Loghi BIT ACI ENIT ISTAT UNIONCAMERE ANCI

  • Coordinamento generale : Emilio Becheri A cura di : Piero Barucci, Franco Amoretti, Carlo Bartolini, Emilio Becheri, Paolo Costa, Pietro Leoni, Mara Manente, Luciano F. Marranghello Segreteria organizzativa : Carlo Bartolini (responsabile), Andrea Agnoli, Maurizio Biasi, Marco Borgese, Andrea Fabbri, Matilde Flussi, Ioana Hojda, Mariza Righetti, Paolo Sani Contributi :

    Andrea Agnoli Alberto Guidotti Luca Andriola Pietro Leoni Carlo Bartolini Andrea G. Lovelock Emilio Becheri Andrea Macchiavelli Adriano Biella Mara Manente Massimiliano Biella Gavino Maresu Sandro Billi Luciano F. Marranghello Enrico Buglione Anna Pia Mirto Luciano Bullo Tito Livio Mongelli Antonio Centi Mariza Righetti Mirella Cerato Piergiorgio Togni Lucia Gennai Cecilia Vicinanza Maurizio Giannone Franco Vitale Roberto Gismondi

    Con la collaborazione di : Direzione Generale per il Turismo – Ministero delle Attività Produttive Assessorati regionali al turismo ENIT ISTAT ANCI ACI BIT Unioncamere Si ringraziano Ciset ed Irpet

    Mercury S.r.l. Via de’ Bardi, 39 50125 Firenze

    Tel 055 / 2302470 – 888 Fax. 055 / 2302774

    www.turistica.it [email protected]

  • XI Rapporto sul turismo italiano I

    INDICE Prefazione di Antonio Marzano Ministro per le Attività Produttive Presentazione di Franco Amoretti Coordinatore regionale del turismo Introduzione di Amedeo Ottaviani Presidente ENIT

    PARTE PRIMA: STATISTICHE ED ECONOMIA I L’ITALIA E L’ANDAMENTO DEL TURISMO

    INTERNAZIONALE 3

    1. Le difficoltà del turismo in Italia come conseguenza della crisi del settembre 2001

    3

    2. Le stime dell’OMT sull’andamento del turismo nel 2001 6 3. L’equivoco – paradosso delle statistiche W.T.O. 10 4. Italia e Francia: benchmarking statistico 12 5. Italia e Spagna: benchmarking statistico 21 6. Il mercato USA 23 7. Alcune valutazioni qualitative 27 II LE COMPONENTI DEL MERCATO NAZIONALE E

    REGIONALE: L’OFFERTA TURISTICA 31

    1. Il sistema turistico nazionale 31 2. Il sistema ricettivo italiano 32 3. Il sistema ricettivo nelle regioni italiane 36 4. Il sistema alberghiero 40 5. Le altre forme di ricettività turistica 59 6. Il sistema Paese 75 7. Indici di potenzialità turistica 76 III LE COMPONENTI DEL MERCATO NAZIONALE E

    REGIONALE: LA DOMANDA TURISTICA 79

    1. Nonostante tutto e comunque 79 2. Dal breve al lungo periodo 80 3. Il comparto alberghiero e quello extralberghiero 82 4. La ricettività utilizzata 88 5. Le nazionalità di provenienza del cliente - turista 90 6. Le tipologie di turismo praticate 97 7. Il movimento turistico nelle regioni italiane 99 8. Grado di internazionalità del movimento turistico nelle regioni 109 9. La rilevanza del comparto 110 10. La stagionalità del movimento turistico 110 11. La permanenza media 121 12. L’indagine Doxa sulle vacanze degli italiani nel 2001 122 13. Una stima del movimento turistico considerando anche le seconde

    abitazioni e gli alloggi in affitto 127

  • II Indice

    IV LE TENDENZE DEL TURISMO INTERNO E

    NAZIONALE SECONDO I DATI ISTAT 129

    1. Premessa 129 2. Il quadro macroeconomico 130 3. Le nazionalità dei turisti 136 4. Le regioni di destinazione 140 5. Il tipo di località frequentata 142 6. Il tipo di alloggio: dinamica dell’offerta e preferenze della domanda 145 7. I mezzi di trasporto 149 8. Le vacanze degli italiani 150 9. Stagionalità ed impatto ambientale del turismo 154 V I MERCATI REGIONALI 161 1. Introduzione 161 2. Caratteri di struttura 161 3. Caratteri di flusso 165 4. Caratteri economici 170 5. I profili regionali 172 6. Il rating sulle provenienze dei clienti italiani e stranieri nelle regioni

    italiane 180

    Schede regionali 185 VI IL TURISMO NELL’ECONOMIA ITALIANA 231 1. Introduzione 231 2. Contabilità economica del turismo in Italia 235 3. Il comportamento di spesa e i consumi turistici degli stranieri in Italia 238 4. Il comportamento di spesa e i consumi turistici degli italiani in Italia 241 5. L'impatto macroeconomico del turismo in Italia 242 6. Il quadro macroeconomico del turismo nelle regioni italiane 249 7. Turismo e bilancia dei pagamenti 262 VII TURISMO E TRASPORTI 273 1. Il consumo turistico ed il trasporto: aspetti sociali ed economici 273 2. La politica dei trasporti della Comunità Europea: indirizzi e linee guida 275 3. La domanda turistica e la fruizione dei vettori di trasporto 277 4. Compagnie aeree e turismo 282 5. Gli aeroporti in Italia ed il loro ruolo 286 6. Tendenze e strategie dell’impresa crocierisitica in Italia 292 7. Il diportismo nautico 295 8. Indirizzi e problematiche delle imprese proponenti servizi autobus per il

    turismo su gomma 298

  • XI Rapporto sul turismo italiano III

    PARTE SECONDA: LE IMPRESE FRA MERCATO E TURISMO SOSTENIBILE VIII LE AZIENDE TURISTICHE SECONDO UN’OTTICA

    PARTICOLARE: ATTIVITÀ PRINCIPALE E SECONDARIA

    303

    1. Premessa 303 2. Le aziende alberghiere 303 3. Le aziende del turismo all’aria aperta 305 4. Gli agriturismi 307 5. Gli ostelli 309 6. I rifugi 310 7. Gli stabilimenti balneari 311 8. I ristoranti 312 9. Una valutazione di sintesi 314 IX LA DISTRIBUZIONE TURISTICA IN ITALIA: IL

    FENOMENO AGGREGATIVO 315

    1. L’evoluzione del fenomeno aggregativo 315 2. I fattori che favoriscono i fenomeni aggregativi 316 3. Business travel e leisure travel 318 4. Aggregazione nel leisure travel 319 5. Aggregazione nel business travel 321 X INTERNET E TELEMATICA

    NELL’INTERMEDIAZIONE TURISTICA 325

    1. I trend in atto 325 2. La crisi dei Global Distribution Systems 325 3. Internet, il nuovo medium per tutti 334 4. Gli internauti 337 5. I nuovi GDS 337 6. I Last minute ed Internet come nuova rete di distribuzione 340 7. L’effetto 11 settembre 349 8. Conclusioni 351 XI ALBERGHI E NUOVE TECNOLOGIE 353 1. Introduzione 353 2. La domanda italiana per gli alberghi online 354 3. Il rapporto tra alberghi e nuove tecnologie 356 4. Conclusioni 359 XII LA FORMAZIONE PROFESSIONALE 361 1. Un sistema ad una svolta 361 2. La formazione continua ai sensi della legge 236/93 articolo 9 lettera c 365 3. La formazione continua come aiuto di Stato 371 4. Note conclusive 372

  • IV Indice

    XIII IL "NUOVO" REGOLAMENTO UE N°761/2001 EMAS: PER LA PROTEZIONE DELL'AMBIENTE E PER UN "TURISMO SOSTENIBILE"

    375

    1. Introduzione 375 2. Il "nuovo" regolamento CEE n° 761/2001 “Emas II” 376 3. Gli aspetti ambientali 378 4. Identificazione degli aspetti ambientali 380 5. Aspetti ambientali diretti 380 6. Aspetti ambientali indiretti 383 7. Case History 386 8. Conclusioni 386 XIV TURISMO SOSTENIBILE: L’IMPEGNO

    INTERNAZIONALE DEI TOUR OPERATOR 389

    1. Premessa 389 2. Tour Operator, ambiente e turismo sostenibile 390 3. L’UNEP (il programma per l’ambiente delle Nazioni Unite) e il turismo

    sostenibile 391

    4. L’iniziativa UNEP per i Tour Operators 392 5. Alcuni casi internazionali di successo 394 6. Considerazioni conclusive 401 Allegato n°1: Dichiarazione d’impegno per lo sviluppo sostenibile del

    turismo 403

    Allegato n° 2: Conferenza Internazionale per il turismo sostenibile la Carta di Rimini (30 giugno 2001)

    405

    PARTE TERZA: TURISMI, PRODOTTI E MARKETING

    XV I TURISMI DI NICCHIA 413 1. I nuovi turismi 413 2. Il turismo del vino 413 3. Il turismo dei borghi 416 4. Treni storici e ferrovie turistiche 421 5. Golf e turismo 425 6. Il turismo termale: verso il turismo della salute in senso olistico 427 XVI TURISMO E BENI CULTURALI 433 1. Il turismo delle città di interesse storico ed artistico secondo le statistiche

    ufficiali 433

    2. Il turismo delle città d’arte considerando anche il movimento turistico non rilevato e sommerso

    435

    3. Il difficile rapporto fra turismo e beni culturali 436 4. Il turista non è uno studioso ma un cliente-vacanziere 437 5. L’equivoco su opere d’arte “possedute” dall’Italia ed altre considerazioni 439 6. La logica degli itinerari culturali ed il concetto di rete 442 7. Per un marketing dei beni culturali 444 8. Il trend positivo del turismo d’arte 444

  • XI Rapporto sul turismo italiano V

    9. Il peso dell’arte e della cultura per l’attrazione dei flussi turistici 445 10. Le performing art 451 11. I problemi delle città d’arte 453 XVII IL TURISMO DELLA NEVE 457 1. Il turismo della neve: un prodotto maturo? 457 2. La domanda e la sua evoluzione 459 3. L’offerta di turismo alpino 468 4. I fattori di criticità 480 XVIII IL TURISMO ALL’ARIA APERTA 487 1. Una cultura dinamica in divenire 487 2. La stagione 2001: sintesi dell’indagine campionaria 488 3. Stime sul movimento economico 492 XIX IL TURISMO E LE IMPRESE: INCENTIVE, BUSINESS

    TRAVEL E CONGRESSUALE 495

    1. Incentive travel 495 2. Il turismo d’affari 500 3. Un momento decisivo per il mercato congressuale 504 XX IL SISTEMA BALNEARE 507 1. Imprese e stabilimenti balneari: complessità ed eterogeneità del sistema 507 2. Il giro d’affari attivato dal sistema balneare 509 3. Le potenzialità del sistema balneare 510 XXI IL TURISMO RELIGIOSO 513 1. Le difficoltà per individuare il fenomeno 513 2. I viaggi con motivazione esclusivamente o prevalentemente religiosa 514 3. I viaggi anche con significativa motivazione religiosa 516 4. Il ruolo degli alberghi per il turismo religioso 517 5. L’apporto economico: alcune valutazioni 518 XXII LA COMUNICAZIONE E GLI INVESTIMENTI

    PROMO – PUBBLICITARI NELL’INDUSTRIA DEL TURISMO ORGANIZZATO

    521

    1. Premessa 521 2. Fine anni ’80, il turismo “scopre” il mezzo televisivo 523 3. L’impasse pubblicitaria dei primi anni ’90 a causa della guerra nel Golfo 524 4. Alle soglie del terzo millennio è la televisione a “scoprire” il turismo 526 5. L’attuale congiuntura e le prospettive nella comunicazione pubblicitaria

    del turismo 527

    6. Ed oggi è approdata anche nel turismo la pubblicità comparativa 529 7. 2000, arriva l’opzione Internet e parte la rivoluzione della “pubblicità on-

    line” 529

    8. E per lo shopping on-line si affilano le armi pubblicitarie 533

  • VI Indice

    9. I primi segnali di ripresa nel bimestre 2002 per gli investimenti pubblicitari nel turismo

    534

    XXIII FEDELTA’ DEL CONSUMATORE E MARKETING

    RELAZIONALE NEL TURISMO 537

    1. Il valore della relazione cliente-azienda nel turismo 537 2. Marketing relazionale e ambiente competitivo 538 3. Il valore del cliente 539 4. Il customer relationship marketing (crm) 542 5. Gli strumenti e le tecniche per il customer loyalty e la customer retention

    nel turismo 547

    6. I casi di studio 554

    PARTE QUARTA: TURISMO ED ISTITUZIONI XXIV I PRINCIPI FONDAMENTALI E LE NOVITÀ DELLA

    NUOVA LEGGE QUADRO SUL TURISMO 567

    1. L’evoluzione del quadro delle competenze istituzionali 567 2. Il quadro istituzionale dopo il referendum abrogativo del Ministero del

    Turismo e Spettacolo 569

    3. I principi generali della legge 29 marzo 2001, n. 135 recante la “Riforma della legislazione nazionale del turismo”

    570

    4. Il sistema delle competenze istituzionali 572 5. Le competenze 574 6. Le “linee guida” 579 7. L’autonomia regionale e le “linee guida” 582 8. Alcune considerazioni 586 9. L’intesa in sede di Conferenza Stato Regioni 589 10. La Conferenza Nazionale del Turismo 595 11. I Sistemi Turistici Locali 596 XXV I SISTEMI TURISTICI LOCALI: UN APPROCCIO

    ALLA DIMENSIONE TERRITORIALE DELLO SVILUPPO TURISTICO

    601

    1. Premessa 601 2. Il territorio come spazio delle relazioni 601 3. Sui confini del sistema turistico 603 4. I sistemi turistici locali come sistemi territoriali specializzati 605 5. I sistemi locali di offerta turistica (SLOT) 608 XXVI LE AUTONOMIE LOCALI NEL PROCESSO DI

    RIFORMA DEL TURISMO ITALIANO 611

    1. Enti locali e turismo 611 2. Il turismo italiano si riconfigura dal basso: Sistemi turistici locali,

    opportunità e rischi 613

    3. La Carta di Firenze 619 4. Il club dei borghi più belli d’Italia 621

  • XI Rapporto sul turismo italiano VII

    5. Progetto Xenia per la formazione per operatori pubblici dei Sistemi turistici Locali

    625

    XXVII LINEE STRATEGICHE PER IL TURISMO EUROPEO 629 1. Il turismo in Europa 629 2. I nuovi orientamenti del turismo europeo 631 3. Risultati e raccomandazioni dei gruppi di lavoro 632 4. Gli indirizzi della Commissione sul turismo europeo 636 XXVIII L’ATTIVITA’ PROMOZIONALE DELL’ENIT 639 1. Ente Nazionale per il Turismo 639 2. Piano per il 2002 e i Club di Prodotto 641 3. Il Piano 2003 644 4. Conclusioni 645 XXIX IL MEZZOGIORNO: ALCUNE VALUTAZIONI 647 1. Posizionamento del Mezzogiorno nella domanda turistica nazionale 647 2. Le politiche di sviluppo del Mezzogiorno: informazione ed integrazione 653 3. Gli obiettivi del progetto operativo 655 4. Le azioni previste per realizzare gli obiettivi 655 5. Tourpass: la risposta informativa per il Mezzogiorno 658 XXX ASPETTI FINANZIARI DEGLI INTERVENTI DELLE

    REGIONI PER IL TURISMO 659

    1. Finalità e contenuti della ricerca 659 2. Quanto spendono le regioni per il turismo 659 3. Incidenza delle spese per il turismo sul totale delle uscite 662 4. Ruolo dei trasferimenti vincolati a favore del turismo 664 5. Rapporto tra spese correnti e investimenti 668 6. Importanza delle spese per trasferimenti 671 7. Composizione dei trasferimenti per categoria di beneficiari 672 8. Rilevanza economica delle spese regionali per il turismo 674

    CONSIDERAZIONI FINALI CONSIDERAZIONI FINALI 679 1. Le previsioni 679 2. I mutamenti qualitativi 681 3. I problemi aperti 682 4. Le questioni istituzionali 684 5. La promozione 685 6. Il contributo di scopo (city tax) 688 CONCLUSIONI 691

  • XI Rapporto sul turismo italiano

    PREFAZIONE

    Il Rapporto sul turismo italiano rappresenta un importante punto di riferimento per la conoscenza del sistema turistico nazionale, presentando un quadro di sintesi costantemente aggiornato della situazione e dell’evoluzione del settore, ed esaminando tematiche di carattere economico , giuridico e sociologico.

    Si tratta di un documento analitico che affronta con un approccio scientifico i problemi

    del turismo e delle attività connesse, individuando le tendenze in atto nei vari comparti e valutando il posizionamento dell’Italia e delle regioni italiane nel contesto internazionale. Al riguardo, è stato più volte affermato, in occasioni di riunioni di carattere internazionale, che il Rapporto sul turismo italiano è uno dei migliori lavori del genere, per la articolazione delle analisi e per l’attualità dei temi trattati, e che dovrebbe essere preso ad esempio da altri paesi.

    Per i motivi indicati, il Ministero delle Attività Produttive, attraverso la Direzione

    generale per il turismo, concede il proprio Patrocinio. Per il turismo italiano l’anno appena trascorso e l’inizio di quello corrente hanno

    rappresentato un periodo di straordinaria importanza. Nel corso del 2001 sono state infatti emanate, in rapida successione, sia la nuova legge quadro sul turismo (legge 135/2001) la quale, dopo i 18 anni trascorsi dalla ormai obsoleta legge 217 del 1983, innova radicalmente, seppure con delle carenze, il sistema del turismo italiano, sia la Legge Costituzionale n. 3, la quale, modificando il Titolo V° della Costituzione, conferisce alle Regioni competenza esclusiva in materia.

    Un simile parallelismo di competenze tra Stato e Regioni ha determinato non pochi

    problemi dal punto di vista delle procedure attuative della legge quadro. Ciò nonostante, l’aver affrontato tale opera in modo concertato con le Regioni ha permesso al Ministero di produrre risultati decisamente positivi e significativi dell’intero comparto.

    In particolare, assume grande rilievo l’accordo conseguito in sede di Conferenza Stato-

    Regioni - il primo dopo il mutamento nel rapporto fra tali amministrazioni - finalizzato all’adozione, mediante DPCM, dei “Principi per l’armonizzazione, la valorizzazione e lo sviluppo del sistema turistico” predisposti ai sensi dell’art.2 della Legge Quadro.

    Tale accordo conferisce un nuovo assetto al settore, riconoscendo il carattere turistico

    a molte tipologie di attività precedentemente non considerate e certamente meritevoli di riconoscimento, rafforzando la rappresentatività del sistema turistico nel complessivo quadro economico italiano e, soprattutto, inducendo gli investimenti produttivi anche verso iniziative innovative, di servizio e infrastrutturali.

    Grande attenzione è stata dunque prestata dal Ministero al comparto turistico, anche

  • attraverso molteplici e importanti iniziative, fra le quali il coordinamento intersettoriale, l’avvio della Carta dei Diritti del Turista, la realizzazione della Conferenza del Turismo Italiano nonché una vivace e produttiva attività nelle sedi internazionali e comunitarie.

    Sono infine da considerare le rilevanti risorse economiche che il governo ha inserito

    nella Finanziaria 2002, rafforzando la dotazione del Fondo di cofinanziamento, e ciò non soltanto ai fini di sostenere in modo strutturale il comparto ma anche per dare un segnale di attenzione all’intero settore dopo la tragica vicenda dell’11 settembre 2001.

    È dunque auspicabile che il lavoro intrapreso dal Ministero, in stretto collegamento con

    le amministrazioni regionali e con la partecipazione attiva delle rappresentanze dell’imprenditoria e del lavoro, possa continuare positivamente come è iniziato, per conferire più forza alle imprese del settore e alle diverse attività connesse, che rappresentano una importante risorsa della nazione ed una significativa potenzialità occupazionale.

    Prof. Antonio Marzano Ministro per le Attività Produttive

  • XI Rapporto sul turismo italiano

    PRESENTAZIONE Nonostante le incertezze determinate dal quadro politico internazionale che, ancora

    oggi, presenta elementi di instabilità, l'Italia conferma il suo ruolo primario nel mercato mondiale del turismo e mostra segni positivi anche in un contesto internazionale che presenta grandi difficoltà, con un andamento complessivamente negativo. Tutto ciò grazie alle capacità di iniziativa con la quale gli operatori pubblici e privati del turismo hanno saputo reagire ad una situazione che sembrava, almeno all'inizio, difficilmente controllabile. Senz'altro, in questa capacità di ripresa è stato determinante il comportamento del consumatore turistico che ha dimostrato di ritenere il viaggio un consumo primario. Il livello della sicurezza internazionale quale elemento condizionante e la scelta di fare vacanza, paiono essere divenuti due variabili in grado di condizionare le scelte, a livello di succedaneità, delle destinazioni o dei prodotti turistici. A causa di ciò, per un certo periodo, sono diminuite le destinazioni internazionali ed aumentati i viaggi a breve e medio raggio; successivamente sono riprese anche le destinazioni a lungo raggio secondo logiche un po’ diverse da quelle presenti prima dell’11 settembre 2001.

    Questa riflessione di partenza fa capire che occorre indirizzarsi verso strategie che devono valorizzare i nostri prodotti e le nostre destinazioni, con le loro caratterizzazioni regionali e locali, in rapporto alla concorrenza, e che, allo stesso tempo, è necessario puntare sull'impostazione di azioni promo pubblicitarie mirate e differenziate a seconda dei target. Si tratta di un’attività che comporta una costante attenzione all'innovazione e all'aggiornamento di conoscenze che riguardano, in particolare, la cultura del turismo, le motivazioni di consumo e la applicazione delle tecnologie informatiche telematiche.

    In questo contesto, assume particolare valore l’XI Rapporto sul Turismo Italiano, pubblicazione scientifica, vero e proprio strumento di analisi delle numerose sfaccettature del turismo.

    Se da un lato il turismo è considerato uno dei settori più diversificati e, allo stesso tempo, più integrati, dell'attività economica, dall’altro si rende molto affascinante in quanto l'utilizzazione dei suoi prodotti è collegata all'impiego del tempo libero e perché la conoscenza di religioni, culture e modi di vita diversi dovrebbe avere l'effetto di eliminare barriere ed incomprensioni avvicinando i popoli.

    Il Coordinamento degli assessorati regionali al turismo, con la sua adesione al Rapporto annuale sul turismo conferma di credere al ruolo che il “Rapporto” ha storicamente assunto come punto di riferimento per la promozione della politica del comparto.

    Inoltre, l’opera si colloca quest’anno in un contesto nazionale molto positivo e particolarmente dinamico per il dibattito in atto dopo la approvazione della nuova Legge Quadro sul Turismo (n. 135, marzo 2001) che conferma il ruolo primario ed esclusivo delle regioni per la definizione delle politiche del turismo.

    Contestualmente si fa strada un nuovo dibattito sul ruolo del federalismo regionale per le politiche turistiche, collegato alla possibilità di reperire risorse derivanti dal movimento turistico attraverso meccanismi di varia natura che si identificano con la possibilità di definire contributi mirati. Molti enti locali stanno svolgendo indagini e propongono alcune

  • prime ipotesi per reperire quelle risorse necessarie per fronteggiare i maggiori costi che la presenza di un forte movimento turistico determina sul piano della organizzazione dei trasporti, per i servizi necessari e per le situazioni di affollamento e saturazione che talvolta determina. Poiché la riforma in corso con il decentramento regionale prevede la possibilità di definire contributi finalizzati alla realizzazione di determinati obiettivi, sembra necessario il coinvolgimento delle regioni su questo punto.

    In altre parole, il ruolo delle regioni appare sempre più determinante proprio mentre si impongono anche nuove forme di localismo che identificano nei nuovi STL (Sistemi Turistici Locali) che, per ora, costituiscono un controverso strumento operativo per la promozione dei prodotti turistici e per il marketing territoriale.

    E’ un momento non facile e del quale bisogna avere consapevolezza per evitare che alla contrapposizione fra centralismo statale e ruolo delle regioni si sostituisca una nuova contrapposizione fra enti locali e centralismo regionale. Questa consapevolezza aiuterà il Coordinamento regionale ad effettuare scelte giuste e mirate in grado di valorizzare le molte tradizioni locali, in modo che sul piano del marketing territoriale, ogni realtà conservi la propria autenticità e si collochi in una logica di turismo sostenibile.

    Nel quadro della nuova legislazione nazionale, che ha assunto il turismo come risorsa strategica per lo sviluppo socie-economico, spetta alla Conferenza Stato-Regioni il compito di garantire una omogeneità di base delle politiche e dei provvedimenti regionali, in modo da evitare, ad esempio, che strutture uguali siano classificate in modo diverso a seconda delle regioni ove sono collocate.

    Contemporaneamente le regioni debbono sempre più adottare politiche, in alcuni casi già avviate, di semplificazione delle loro regolamentazioni e, più che altro, delle procedure burocratiche ed amministrative, favorendo nel contempo un più stretto rapporto di collaborazione con i diversi livelli di governo ed in particolare con gli enti locali, nella consapevolezza che il comparto del turismo è strettamente interrelato con molte altre attività.

    La prospettiva è quella di uno sviluppo con un paradigma regionale di riferimento che continuamente si adegua proprio sulla base delle esigenze che nascono dalle stesse autonomie locali.

    Franco Amoretti Coordinatore regionale

    del turismo

  • XI Rapporto sul turismo italiano

    INTRODUZIONE La pubblicazione del Rapporto sul turismo italiano, iniziata nel 1984 e giunta

    quest’anno alla undicesima edizione (fino al 1987 ha avuto carattere biennale e dopo annuale), rappresenta, per i vari attori del sistema turistico nazionale, un evento atteso con grande interesse per la ricchezza dei dati presentati, per la articolazione e profondità delle analisi e per le ipotesi interpretative proposte.

    L’edizione di quest’anno assume un particolare rilievo perché si colloca in un momento delicato del nostro turismo, dopo gli eventi dell’11 settembre 2001.

    Come è indicato nello stesso rapporto sul piano internazionale, per la prima volta dopo molto anni, l’Organizzazione Mondiale del Turismo stima una diminuzione degli arrivi internazionali dello 0,6%, mentre l’Italia regge il mercato e, nonostante il calo degli ultimi quattro mesi, registra ancora un incremento degli arrivi valutabile intorno al 2% e delle presenze intorno al 4%. Si ha la conferma che, nonostante tutto e comunque, l’incremento verificatosi nell’anno 2000 con l’occasione del Giubileo non è un dato congiunturale spinto dall’evento, ma è divenuto un fatto strutturale.

    In tale contesto, il Rapporto 2002 sviluppa l’analisi in quattro parti. La prima è una articolata documentazione statistica ed economica del fenomeno; dall’esame del posizionamento internazionale dell’Italia, con un confronto con i principali competitors, si passa ad una valutazione del comparto a livello nazionale e poi regionale, con la redazione di schede ad hoc. L’analisi dell’offerta si integra con quella della domanda secondo un’ottica di lungo periodo che ne individua anche il trend. Risulta ulteriormente sviluppata, rispetto alle edizioni precedenti, la parte relativa alle schede di sintesi regionale, che ha riscontrato notevole interesse. All’interno di questa parte si colloca anche un capitolo sui trasporti e la loro interdipendenza con i viaggi.

    La seconda parte, molto ampia, ha per oggetto il ruolo delle molte imprese che operano nel comparto dell’ospitalità: alberghi, ristoranti, villaggi turistici, campeggi, stabilimenti balneari, musei, agenzie di viaggio, ecc… Si evidenziano i principali problemi e le tendenze in atto, fondando l’analisi anche su rapporti specifici; si analizzano le imprese considerando i diversi sistemi, da quello alberghiero a quello della intermediazione e distribuzione turistica, anche nei loro aspetti aggregativi. Di grande interesse appaiono i capitoli dedicati alla formazione professionale ed al ruolo della informatica, delle telematica e della innovazione. Chiude questa parte una analisi degli strumenti dei quali dispongono le imprese per la protezione dell’ambiente e per un turismo sostenibile.

    La terza parte è dedicata ai diversi turismi, al marketing territoriale ed alla comunicazione pubblicitaria. Si analizzano in particolare le forme innovative di turismo approfondendo alcuni casi quali il turismo della neve, anche in omaggio al fatto che l’anno 2002 è l’anno dedicato dall’Ue alla montagna, il turismo dei beni culturali, una analisi relativa alle principali mostre e manifestazioni realizzate nel corso del 2001, il turismo termale e del benessere, i congressi, gli incentives ed il turismo religioso. Seguono una analisi della comunicazione pubblicitaria e degli investimenti promozionali dell’industria del turismo organizzato e, quindi, una lettura in chiave di marketing

  • territoriale dei problemi del Mezzogiorno. La parte finale è dedicata ai problemi istituzionali regionali, nazionali e comunitari con

    un esame dello stato di applicazione delle nuova Legislazione sul turismo (n. 135 del marzo 2001), con una approfondita analisi del ruolo delle autonomie locali, ed in particolare dei comuni, nel processo di riforma del turismo italiano. Una particolare attenzione è rivolta all’esame delle funzione che possono svolgere i STL (Sistemi Turistici Locali), entità organizzativa in via di definizione. Si presentano anche il programma promozionale triennale dell’ENIT ed una valutazione delle principali iniziative comunitarie per il turismo. Rispetto alle edizioni precedenti trova, inoltre, collocazione in questa parte l’esame degli interventi finanziari delle regioni per il turismo.

    Il rapporto conserva sostanzialmente la sua struttura ma presenta anche alcune novità, quali l’analisi degli effetti del settembre 2001 sul mercato internazionale ed i mutamenti qualitativi che ne sono conseguiti, l’aggiunta di approfondimenti sui singoli prodotti ed in particolare sui turismi innovativi, l’analisi di alcuni comparti non considerati in precedenza come le mostre e le manifestazioni, gli incentives o come quello, di grande rilevanza per l’immaginario del cliente-turista, degli stabilimenti balneari, il ruolo delle aggregazioni di impresa nella intermediazione turistica, l’analisi degli investimenti pubblicitari, una valutazione critica del difficile rapporto fra beni culturali e turismo, la forte connessione ed il difficile rapporto esistente fra beni culturali e turismo.

    Il rapporto evidenzia anche l’attività svolta dall’ENIT ed il ruolo che l’ente sta assumendo per il coordinamento della promozione del prodotto Italia nel suo complesso e per i diversi prodotti regionali. Volontà dell’Ente è quella di collaborare sempre di più con le regioni e le categorie, insistendo sulla logica del club di prodotto ed identificando e partecipando alle manifestazioni più significative in termini di ritorno di immagine e commerciale. Per questo motivo sono stati attivati i call center in tutti i principali paesi di origine dei flussi turistici internazionali, in grado di fornire informazioni riguardanti le regioni italiane.

    Inoltre l’ENIT è impegnato in una azione di ampliamento della sua presenza sui mercati esteri, con l’apertura di nuovi uffici ed osservatori, ed orientato a sviluppare forti iniziative e progetti per il sostegno del marketing di prodotto, consentendo così ai settori strategici dell’offerta di rafforzarsi come marchi specifici del catalogo Italia.

    Secondo questa stessa logica l’ENIT, con la sua partecipazione al Rapporto annuale sul turismo, ribadisce il proprio sostegno alla ricerca ed alla promozione della cultura turistica italiana ed intende offrire agli operatori pubblici e privati del settore uno strumento di analisi per l'impostazione di nuove strategie e di confronto con il mercato.

    Amedeo Ottaviani

    Presidente ENIT

  • PARTE PRIMA STATISTICHE ED ECONOMIA

  • XI Rapporto sul turismo italiano 3

    I L’ITALIA E L’ANDAMENTO DEL TURISMO INTERNAZIONALE

    Emilio Becheri

    1. Le difficoltà del turismo in Italia come conseguenza della crisi del settembre 2001

    1.1 La crisi di settembre in Italia secondo i dati Istat

    Le difficoltà del turismo italiano come conseguenza della crisi della domanda internazionale dell’ultimo quarto dell’anno sono ben sintetizzate considerando gli andamenti mensili delle presenze.

    Suddividendo l’anno in due periodi, prima (gen-ago) e dopo i fatti di settembre (set-dic), appare evidente che, mentre il primo arco temporale mostra, rispetto allo stesso intervallo dell’anno precedente un aumento di circa il 4,2% delle presenze, e più particolarmente il 6,9% di quelle straniere ed il 2,4% di quelle italiane, nel secondo periodo si verifica un decremento dello 0,4%, risultante da una significativa diminuzione delle presenze degli stranieri (-3,0%) e dalla sostanziale tenuta di quelle degli italiani, che mostrano un incremento (1,8%) assai vicino a quello degli otto mesi precedenti (tab. 1).

    Più penalizzante appare la situazione del solo comparto alberghiero (tab. 2) con una diminuzione complessiva delle presenze di -1,8% imputabile alla componente straniera (-5,1), mentre anche in questo caso la componente italiana mostra un leggero incremento (1,0%). Nei primi otto mesi l’aumento complessivo delle presenze era stato del 3,4% (6,5% delle presenze straniere e 1,4% di quelle italiane).

    Con riferimento all’andamento dei singoli mesi, quello più negativo è stato dicembre, che ha visto una diminuzione complessiva delle presenze alberghiere del 5,5%, con una punta negativa molto forte per gli stranieri (-9,6%), mentre la diminuzione delle presenze italiane è stata più contenuta (-3,6%).

    Considerando tutte le strutture ricettive, la diminuzione rilevata a dicembre è stata del -3,9% (-8,6% per gli stranieri, -1,9% per gli italiani) rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

    Di fatto, gli effetti fortemente negativi che la crisi ha determinato su alcuni bacini di origine, in primo luogo nordamericano e giapponese, sono stati ammortizzati dalla tenuta della componente italiana e dalle provenienze europee.

    L’Italia, tuttavia, ha risentito in modo più accentuato di tale andamento in quanto le

  • 4 L’Italia e l’andamento del turismo internazionale

    componenti americane e giapponesi risultano più presenti rispetto a quelle rilevabili negli agli altri Paesi Mediterranei.

    Tab. 1 Presenze mensili in tutte le strutture ricettive di italiani, stranieri e totali nei vari mesi degli anni 2000 e 2001 e nei periodi indicati. Valori assoluti e variazioni percentuali

    anno 2000 ge feb mar apr mag giu

    Stranieri 4.417.197 5.290.873 6.559.483 9.584.951 11.997.669 19.276.397 Italiani 8.979.959 8.332.193 9.061.481 10.662.567 10.731.512 20.940.009 Totale 13.397.156 13.623.066 15.620.964 20.247.518 22.729.181 40.216.406

    lug ago set ott nov dic Stranieri 24.377.967 22.219.110 18.248.138 10.114.857 4.386.966 3.883.377 Italiani 35.933.110 51.810.358 18.593.157 8.446.065 6.341.690 8.696.057 Totale 60.311.077 74.029.468 36.841.295 18.560.922 10.728.656 12.579.434

    anno gen-ago set-dic Stranieri 140.356.985 103.723.647 36.633.338 Italiani 198.528.158 156.451.189 42.076.969 Totale 338.885.143 260.174.836 78.710.307

    anno 2001

    gen feb mar apr mag giu Stranieri 4.752.392 6.182.584 6.779.168 10.241.903 13.685.758 19.989.025 Italiani 9.055.613 8.673.122 9.062.591 10.893.279 10.953.224 22.282.063 Totale 13.809.996 14.855.782 15.841.481 21.132.496 24.632.478 42.266.675

    lug ago Set ott nov dic Stranieri 26.213.277 23.022.746 17.975.035 9.807.242 4.191.297 3.550.442 Italiani 36.053.589 53.302.310 18.767.759 8.699.203 6.852.407 8.532.423 Totale 62.266.607 76.342.339 36.737.798 18.502.472 11.044.543 12.085.783

    anno gen-ago set-dic Stranieri 146.390.869 110.866.853 35.524.016 Italiani 203.127.582 160.275.789 42.851.793 Totale 349.518.451 271.142.643 78.375.808

    variazioni percentuali

    gen feb mar apr mag giu stranieri 7,6 16,9 3,3 6,9 14,1 3,7 italiani 0,8 4,1 0,0 2,2 2,1 6,4 totale 3,1 9,0 1,4 4,4 8,4 5,1

    lug ago set ott nov dic stranieri 7,5 3,6 -1,5 -3,0 -4,5 -8,6 italiani 0,3 2,9 0,9 3,0 8,1 -1,9 totale 3,2 3,1 -0,3 -0,3 2,9 -3,9

    anno gen-ago set-dic stranieri 4,3 6,9 -3,0 italiani 2,3 2,4 1,8 totale 3,1 4,2 -0,4

    Fonte: ISTAT, stime

  • XI Rapporto sul turismo italiano 5

    Tab. 2 Presenze mensili negli alberghi di italiani, stranieri e totali nei vari mesi degli anni 2000 e 2001 e nei periodi indicati. Valori assoluti e variazioni percentuali

    anno 2000 ge feb mar apr mag giu

    stranieri 3.942.834 4.724.152 5.989.172 7.986.603 9.551.654 12.079.901 italiani 7.568.686 7.111.547 7.841.934 8.668.710 8.405.365 14.517.051 totale 11.511.520 11.835.699 13.831.106 16.655.313 17.957.019 26.596.952

    lug ago set ott nov dic stranieri 12.681.958 11.211.946 12.729.476 8.748.318 4.073.128 3.501.978 italiani 20.986.109 27.970.371 13.553.704 7.164.026 5.404.873 7.199.311 totale 33.668.067 39.182.317 26.283.180 15.912.344 9.478.001 10.701.289

    anno gen-ago set-dic stranieri 97.221.120 68.168.220 29.052.900 italiani 136.391.687 103.069.773 33.321.914 totale 233.612.807 171.237.993 62.374.814

    anno 2001 ge feb mar apr mag giu

    stranieri 4.231.699 5.514.957 6.183.957 8.587.704 10.561.081 12.451.474 italiani 7.555.239 7.340.165 7.773.201 8.661.682 8.414.484 15.222.406 totale 11.789.744 12.854.684 13.955.919 17.244.181 18.965.509 27.670.686

    lug ago set ott nov dic stranieri 13.380.091 11.681.095 12.300.413 8.266.135 3.842.069 3.165.679 italiani 21.057.622 28.497.460 13.641.102 7.292.032 5.789.063 6.941.234 totale 34.441.959 40.198.785 25.936.077 15.551.449 9.631.930 10.111.118

    anno gen-ago set-dic stranieri 100.166.352 72.592.057 27.574.295 italiani 138.185.689 104.522.259 33.663.430 totale 238.352.041 177.114.316 61.237.725

    variazione percentuale ge feb mar apr mag giu

    stranieri 7,3 16,7 3,3 7,5 10,6 3,1 italiani -0,2 3,2 -0,9 -0,1 0,1 4,9 totale 2,4 8,6 0,9 3,5 5,6 4,0

    lug ago set ott nov dic stranieri 5,5 4,2 -3,4 -5,5 -5,7 -9,6 italiani 0,3 1,9 0,6 1,8 7,1 -3,6 totale 2,3 2,6 -1,3 -2,3 1,6 -5,5

    anno gen-ago set-dic stranieri 3,0 6,5 -5,1 italiani 1,3 1,4 1,0 totale 2,0 3,4 -1,8

    Fonte: ISTAT, stime

  • 6 L’Italia e l’andamento del turismo internazionale

    1.2 La crisi di settembre e la redditività delle imprese

    I dati relativi al numero delle presenze non sono tuttavia sufficienti per quantificare la crisi, perché le forti politiche di sconti promozionali adottate hanno inciso notevolmente sul ritorno economico degli operatori, come prova l’andamento della redditività delle imprese alberghiere (tab. 3), desunto da una indagine condotta dall’AICA (Associazione Italiana Catene Alberghiere).

    Tab. 3 Tasso di occupazione nelle catene alberghiere, ricavo medio a camera occupata, ricavo medio a camera per mese nel periodo settembre 2001-maggio 2002. Variazioni percentuali rispetto al mese dell’anno precedente.

    Tasso di Occupazione Ricavo Medio Camera Occupata Anno in corso Anno precedente Variaz. Anno in corso Anno precedente Variaz.

    set-01 76,4 80,5 -5,09 137,38 174,56 -21,27 ott-01 68,9 79,9 -13,68 136,34 146,67 -7,03 nov-01 61,2 70,7 -13,36 118,79 138,93 -14,54 dic-01 47,5 51,5 -7,63 112,59 117,24 -4,06 gen-02 49,8 53,3 -6,57 115,63 114,9 0,64 feb-02 61,1 64,6 -5,34 125,55 123,72 1,48 mar-02 65,2 69,6 -6,40 131,06 126,89 3,29 apr-02 65,8 68,3 -3,62 143,75 142,48 0,89 mag-02 72,1 77,4 -6,37 147,71 149,57 -1,24

    REVPAR (Ricavo medio rispetto al numero delle camere)

    Anno in corso Anno precedente Variaz.

    set-01 105,0 140,5 -25,31 ott-01 93,9 117,2 -19,84 nov-01 72,7 98,2 -25,99 dic-01 53,5 60,4 -11,42 gen-02 57,6 61,2 -5,97 feb-02 76,7 79,9 -4,02 mar-02 85,5 88,3 -3,24 apr-02 94,6 97,3 -2,8 mag-02 106,5 115,8 -8,01

    Fonte: AICA 2002

    Appare evidente la situazione di grande difficoltà rilevata negli ultimi mesi del 2001, con una diminuzione del tasso di occupazione delle camere (attesto intorno al 10%) che si traduce in una forte riduzione, pari a circa il 20%, del Revpar (ricavo medio per camere disponibili) e del ricavo medio per camera occupata (-13% circa).

    È significativo notare che nei primi mesi dell’anno (da gennaio ad aprile) si stimi un lento ritorno alla normalità con scostamenti che rispetto agli stessi mesi dell’anno precedente sono negativi, ma sempre più ridotti, con una media valutabile fra il 3% ed il 4%.

    Preoccupa, infine, il dato relativo a maggio, determinato anche da una situazione climatica non particolarmente favorevole.

  • XI Rapporto sul turismo italiano 7

    2. Le stime dell’OMT sull’andamento del turismo nel 2001

    Agli inizi dell’anno (29 gennaio) l’OMT (Organizzazione Mondiale del Turismo) aveva diffuso le prime stime relative all’andamento degli arrivi internazionali nel 2001 valutando una diminuzione di circa l’1,3%: dai 697 ml di arrivi dell’anno 2000 si sarebbe passati ai 689 nell’anno 2001.

    Si ricorda che l’anno 2000, fine del millennio, aveva visto una rilevante crescita pari a circa il 7%.

    La diminuzione sarebbe stata determinata da un aumento del 2,8% degli arrivi internazionali nel periodo gennaio-agosto e da una diminuzione del –10,9% nel periodo settembre-dicembre. In particolare si stimava che, nelle Americhe e nel Sud Est Asiatico, nell’ultimo quadrimestre la diminuzione di arrivi fosse stata di quasi un quarto.

    A metà giugno 2002 è stato diffuso dall’OMT un altro comunicato con il quale si corregge il dato fornito a gennaio e si stima una diminuzione più contenuta degli arrivi internazionali, pari a circa il –0,6%: si sarebbe passati dai circa 697 ml di arrivi del 2000 ai 693 ml del 2001 (tab. 4).

    Da notare che prima degli avvenimenti dell’11 settembre era già in atto un rallentamento dello sviluppo turistico a causa dell’andamento economico non positivo di alcuni dei principali Paesi di origine dei flussi internazionali, con una crescita delle attività produttive stimata intorno al 2,5% a fronte del 4,7% che aveva caratterizzato l’anno 2000.

    Di fatto, per la prima volta dall’epoca della seconda crisi petrolifera (1982) gli arrivi di turisti internazionali sono tornati a diminuire, pur se in una percentuale molto contenuta così come era accaduto anche allora (-0,4%).

    Si può affermare, comunque, che le attività turistiche internazionali, valutate in termini di arrivi di turisti alle frontiere, nonostante la grave diminuzione di presenze che si è verificata nell’ultimo quadrimestre (circa –10%), hanno, comunque, contrastato la crisi complessiva per indicare, nel corso dei primi mesi del 2002,una situazione negativa anche se caratterizzata da un lento ritorno alla normalità rispetto al 2001.

    Nell’ultimo quadrimestre dell’anno la diminuzione degli arrivi internazionali ha inciso di più sull’Asia Meridionale (-24%), le Americhe (-20%), il Medio Oriente (-11%), ed è stata assai più contenuta per l’Europa (-5%), l’Africa (-3,5%) e anche per l’Asia dell’Est-Pacifico (-9%). Considerando l’intero anno si rileva la maggiore diminuzione per le Americhe e l’Asia Meridionale (-6%), del –3% in Medio Oriente e del –0,6% in Europa; tutte le altre aree mostrano un andamento positivo di circa il 5% nell’Asia dell’Est-Pacifico, del 4% in Africa.

    In termini di entrate valutarie, considerate in $ USA, la diminuzione degli arrivi dai paesi a più alta capacità di spesa media ed i maggiori sconti concessi dagli operatori per reagire alla crisi, hanno determinato una diminuzione del –2,6% considerevolmente più elevata di quella degli arrivi: da 474,4 ML (miliardi) di $ a 462,2 ML di $ (tab. 5).

  • 8 L’Italia e l’andamento del turismo internazionale

    Tab. 4 Arrivi di turisti internazionali nelle aree indicate nell’anno 2000 e nell’anno 2001(milioni). Variazioni percentuali e confronto fra andamenti nel periodo gen-ago e set-dic.

    V.a. Variazione media Var. % stesso periodo del 2000 2000 2000/1999 1990-2000 2001 2001 / 2000 gen - ago. sett. - dic.

    Mondo 696,7 6,8 4,3 692,7 -0,6 2,9 -8,6 Africa 27,2 3,4 6,1 28,2 3,8 6,1 -1,4

    Africa del Nord 10,1 6,8 1,8 10,6 4,8 11,2 -10,0 Africa Occidentale 2,7 6,4 7,0 2,8 6,9 - - Africa Centrale 0,5 7,9 3,8 0,6 9,9 - - Africa Orientale 5,8 -1,1 7,3 6,0 3,8 - - Africa Australe 8,1 1,7 15,0 8,2 1,2 - -

    Americhe 128,4 5,0 3,3 120,8 -5,9 0,3 -20,4 America del Nord 91,2 4,9 2,4 85,0 -6,8 -0,1 -22,6 Caraibi 17,4 6,9 4,3 16,9 -3,0 2,0 -14,5 America Centrale 4,3 8,9 9,0 4,4 1,8 8,8 -14,6 America del Sud 15,5 2,3 7,0 14,5 -6,2 -2,2 -15,6 Asia Orientale e Pacifico 109,1 12,7 7,2 115,1 5,5 9,6 -4,2 Asia del Nord Est 62,5 13,2 8,4 65,6 5,0 6,7 0,9 Asia del Sud Est 37,0 13,0 5,6 40,1 8,3 15,4 -8,2 Oceania 9,6 8,9 6,5 9,4 -2,1 6,4 -22,0

    Europa 402,7 5,8 3,6 400,3 -0,6 1,8 -6,2 Europa del Nord 44,2 1,2 4,3 42,0 -4,8 -3,8 -7,3 Europa Occidentale 141,2 4,0 2,2 140,2 -0,7 2,3 -7,7 Europa Centrale/Orientale 76,1 4,0 5,7 75,8 -0,3 2,8 -7,6 Europa Meridionale 126,6 8,8 3,6 127,6 0,8 2,0 -1,9 Europa Mediterranea Orientale 14,7 26,2

    7,1 14,7 -0,1 7,2 -17,2

    Medio Oriente 23,2 13,2 10,0 22,5 -3,1 0,4 -11,4 Asia Meridionale 6,1 5,4 7 5,7 -6,3 1 -24,4

    Fonte: OMT, stime 2001 al mese di giugno 2002 Se la valutazione, invece che in $ USA viene effettuata in Euro, a causa della

    rivalutazione della moneta USA, appare che le entrate valutarie sono aumentate dello 0,5%.

    In termini di prezzi costanti la diminuzione corrisponde al –5% se valutata in $ USA ed al –2,1% se valutata in Euro.

    L’Europa continua a “raccogliere” nel 2001 il 57,8% degli arrivi mondiali e la metà delle entrate valutarie in Euro; le percentuali avevano valori analoghi nel 2000.

  • XI Rapporto sul turismo italiano 9

    Tab. 5 Entrate valutarie per turisti internazionali nelle aree indicate nell’anno 2000 e nell’anno 2001. Variazioni perc., spesa media ad arrivo.

    Valutazione in $ Usa Valutazione in Euro

    Migliaia di milioni Spesa media arrivo

    Migliaia di milioni Spesa media arrivo

    Quota di

    mercato 2000 2001 2001 2000 2001 2000 2001

    Mondo 474,4 462,2 670 513,6 516,1 750 100,0 Africa 10,9 11,7 420 11,8 13,1 460 2,5

    Africa del Nord 3,7 4,2 400 4,0 4,7 450 0,9 Africa Occidentale 1,1 - - 1,2 - - - Africa Centrale 0,1 - - 0,1 - - - Africa Orientale 2,6 2,7 - 2,8 3,0 - 0,6 Africa Australe 3,4 - - 3,7 - - -

    Americhe 132,8 122,4 1.010 143,7 136,7 1.130 26,5 America del Nord 101,0 91,3 1.070 109,4 101,9 1.200 19,8 Caraibi 16,8 16,9 1.000 18,2 18,9 1.120 3,7 America Centrale 3,1 3,2 720 3,3 3,6 810 0,7 America del Sud 11,8 11,0 760 12,8 12,3 850 2,4 Asia Orientale e Pacifico 81,4 82,0 710 88,1 91,6 800 17,7 Asia del Nord Est 41,1 43,1 660 44,5 48,1 730 9,3 Asia del Sud Est 26,5 25,6 640 28,7 28,6 710 5,5 Oceania 13,8 13,3 1.410 14,9 14,9 1.580 2,9

    Europa 233,0 230,1 570 252,2 257,0 640 49,8 Europa del Nord 34,6 30,4 720 37,4 34,0 810 6,6 Europa Occidentale 80,7 80,1 570 87,4 89,4 640 17,3 Europa Centrale/Orientale 26,1 27,2 360 28,3 30,4 400 5,9 Europa Meridionale 78,2 79,3 620 84,7 88,6 690 17,2 Europa Mediterranea Orientale 13,3 13,1 890 14,5 14,6 1.000 2,8

    Medio Oriente 11,5 11,2 500 12,5 12,6 560 2,4 Asia Meridionale 4,9 4,7 820 5,3 5,2 910 1,0

    Fonte: elaborazioni dati OMT

    Si ricorda che nel decennio 1990-2000 il saggio medio annuo di crescita era stato del

    4,3%; la congiuntura era molto positiva e le prospettive, dunque, erano improntate ad un certo ottimismo, anche se il rallentamento delle economie evolute aveva ridimensionato la congiuntura positiva.

  • 10 L’Italia e l’andamento del turismo internazionale

    Secondo l’OMT, comunque, la crisi che si è verificata a fine anno si è innestata su di una situazione che presentava qualche segnale di preoccupazione:

    per l’andamento difficoltoso delle economie di alcuni dei principali bacini di origine,

    in particolare Germania, Giappone ed USA, con conseguente diminuzione dei flussi outbond;

    per la crisi economica in Argentina; per l’effetto dovuto alla mucca pazza per paesi britannici; per il sovrapprezzo del dollaro con conseguente effetto sui flussi incoming verso

    l’USA; per il perdurare di guerre e di focolai di crisi in Medio Oriente.

    3. L’equivoco - paradosso delle statistiche W.T.O.

    In questa situazione le prime stime dell’ISTAT danno un incremento degli arrivi internazionali in Italia nel 2001 pari a circa il 2,0%, a fronte del quale è ancora più consistente l’aumento del numero delle presenze (4,3%).

    Tuttavia qualora si considerino i dati forniti dall’OMT a metà giugno 20021 appare una situazione del tutto diversa perché si stima una diminuzione degli arrivi internazionali in Italia del –5,3%, sulla base di una valutazione di alcuni mesi fa (fine anno 2001) effettuata dall’UIC considerando i passaggi alle frontiere.

    Riteniamo che su questo punto debba essere aperto un confronto con l’OMT e che il Governo Italiano, l’ENIT e lo stesso ISTAT debbano pretendere l’utilizzazione di dati omogenei e non di quelli che i singoli paesi rendono disponibili. Il dato non dovrà essere fornito senza che prima vi sia stata una verifica tra ISTAT ed UIC.

    In proposito si fa riferimento quanto specificato nel primo numero di EniTrend uscito in occasione della BIT di Milano2.

    Purtroppo, per le statistiche sui flussi turistici internazionali gli addetti ai lavori fanno quasi esclusivo riferimento a quelle presentate dall’OMT. In realtà tali statistiche, che generalmente si limitano a considerare gli arrivi di turisti alle frontiere e, in subordine, negli esercizi ricettivi e non i pernottamenti, sono molto contestate perché non omogenee. Si ritiene che siano enormemente sopravvalutati, rispetto a quelli degli altri paesi, gli arrivi di turisti stranieri in Francia, o per lo meno che gli arrivi dei turisti internazionali alle frontiere siano un indice molto meno significativo dell’indice degli arrivi e delle presenze nelle strutture ricettive.

    La valutazione della importanza relativa del movimento turistico internazionale, la valutazione degli arrivi incoming proposta dall’OMT possono essere adottati solo indicandone limiti e ruoli.

    Le contraddizioni implicite in questo modo di trattare i dati avvengono qualora si considerano le stime OMT relative all’anno Duemila (anno prima della crisi, e, perciò,

    1 Più precisamente il 18 giugno Noticias de la Organización Mundial del Turismo, all’interno del comunicato El turismo demuestra ser un sector económico resistente y estable. 2 EniTrend, febbraio 2002, pag. 3

  • XI Rapporto sul turismo italiano 11

    senza le distorsioni derivanti) che collocano la Francia nettamente al primo posto fra tutte le destinazioni turistiche mondiali con circa il 48,4% in più di arrivi rispetto agli USA, il 56,6% in più rispetto alla Spagna e l’83,3% rispetto all’Italia.

    Da notare che nel 2001 gli arrivi di turisti alle frontiere in più della Francia rispetto agli USA sarebbero il 68%, rispetto alla Spagna il 54% ed all’Italia il 96%, quasi il doppio.

    Assai diversa è la situazione se si considerano le entrate valutarie con riferimento al 2000 che indicano nettamente al primo posto gli USA (85.153 ml di $USA nel 2000), seguiti da Spagna (31.000) Francia (29.900) ed Italia (27.439).

    Le perplessità derivano proprio dall’analisi dei dati valutari che per la Francia, in valori assoluti, sono molto vicini a quelli dell’Italia. Proprio nel raffronto fra i flussi degli arrivi di clienti-turisti ed il loro apporto economico sta il paradosso delle statistiche dell’OMT perché se fossero vere significherebbe che il turista che si reca in Francia spende molto meno di quello che visita l’Italia. In altre parole quello francese sarebbe un turismo povero, e quello italiano un turismo ricco.

    A conferma di quanto detto basti pensare che nell’anno Duemila (ultimo anno con dati disponibili) si stima che in Francia vi siano stati 75,5 ml di arrivi che hanno causato entrate per 29.000 ml di $ USA e che in Italia vi siano stati 41.182 ml di arrivi a fronte di 27.439 ml di entrate valutarie. La Francia presenterebbe, quindi, l’83% di arrivi in più dell’Italia e solo il 9% in più di entrate valutarie. Ciò significherebbe che a fronte di una spesa media a persona del turista che predilige la Francia, pari a 396 $ USA al giorno, il turista che viene in Italia spenderebbe 666 $USA, e cioè 1,7 volte tanto (68% in più).

    Il paradosso appare più rilevante nei confronti degli USA e della Spagna, nazioni nelle quali il cliente-turista spenderebbe in media per ogni viaggio rispettivamente il 322,5% in più ed il 62,4% in più rispetto all’analoga spesa in Francia. Anche in Cina la spesa media per i viaggi internazionali verso quel paese risulterebbe superiore di circa il 31% a quella effettuata in Francia.

    Ne risulterebbe un cliente-turista della Francia molto povero, cioè un turismo di limitata capacità di spesa.

    È chiaramente un assurdo, un vero e proprio paradosso che trova origine nel raffronto fra dati non omogenei e continua a durare nel tempo e trova riscontro immediato anche nella valutazione della crisi attuale: secondo un comunicato dell’0MT del 29 gennaio, infatti, in Francia l’anno 2001 registrerebbe circa il +1,2% degli arrivi internazionali, mentre in Italia si registrerebbe una diminuzione del -5%, fatto clamorosamente smentito dalle ultime stime ISTAT che vedono per il 2001 un incremento degli arrivi nelle strutture ricettive intorno al 2% e delle presenze internazionali intorno al 4%3.

    Sappiamo benissimo che si potrà dire che i dati UIC, sui quali si basano le stime OMT, sono più completi e diversi rispetto ai dati dell’ISTAT perché comprendono anche le seconde case e gli alloggi in affitto e quindi, potrebbe essersi verificato un forte calo rispetto a queste componenti.

    In un certo senso, il dato sugli arrivi in Italia OMT rischia di ribaltare completamente la

    3 Peraltro non si comprende come per la Francia possa essere stata effettuata la relativa stima annua se nelle valutazioni analitiche relative ai mesi dell’ultimo quadrimestre l’0MT non presenta alcuna indicazione, mentre per l’Italia si rilevano diminuzioni del –10,9% a Settembre e del –10,5% ad ottobre.

  • 12 L’Italia e l’andamento del turismo internazionale

    situazione rispetto alla realtà. Ma questa osservazione non appare mai nella spiegazione che si dà del fenomeno che, comunque, appare caratterizzato positivamente almeno nella sua parte più orientata al mercato e cioè per gli alberghi, per le strutture del turismo all’aria aperta ed anche per i pochi alloggi privati ufficialmente rilevati.

    Per questo motivo pubblichiamo i dati OMT riferiti alle top quindici destinazioni mondiali, con una correzione che invece di una diminuzione degli arrivi in Italia del 5,3%, valuta un incremento del 2%, lasciando in parentesi il dato OMT. Come conseguenza gli arrivi del 2001 sono 42 ml e non 39 ml e la quota di mercato il 6,1% e non il 5,6% (tab. 6). È giunto il tempo di pretendere un maggior grado di affidabilità delle statistiche.

    Tab. 6 Arrivi internazionali di turisti nelle prime quindici destinazioni mondiali e variazioni percentuali. Anni 2000 e 2001

    Arrivi intern. di turisti (ml) Var. % Quota di mercato 2000 2001 01/'00 2001

    1 Francia 75,6 76,5 1,2 11,0 2 Spagna 47,9 49,5 3,4 7,1 3 Stati Uniti 50,9 45,5 -10,6 6,6 4 Italia 41,2 (39,0) 42,0 (-5,3) 2,0 (5,6) 6,1 5 Cina 31,2 33,2 6,2 4,8 6 Regno Unito 25,2 23,4 -7,4 3,4 7 Russia 21,2 - - - 8 Messico 20,6 19,8 -4,0 2,9 9 Canada 19,7 19,7 -0,1 2,8

    10 Austria 18,0 18,2 1,1 2,6 11 Germania 19,0 17,9 -5,9 2,6

    12 Ungheria 15,6 15,3 -1,5 2,2

    13 Polonia 17,4 15,0 -13,8 2,2 14 Hong Kong (cina) 13,1 13,7 5,1 2,0 15 Grecia 13,1 - - -

    Fonte: elaborazioni dati OMT

    4. Italia e Francia: benchmarking statistico

    A conferma della assurdità dei dati riportati dall’OMT riportiamo, con riferimento all’anno 2000, le statistiche sul turismo francese, così come sono state indicate dal Département de la Strategie, de la Prospective, de l’’Evaluation et des Statistiques del Secretariat d’Etat au Tourisme della Direction du Tourisme du Ministére de l’Equipement, des Transports et de Logement..

    Per il confronto con l’Italia si considerano i dati relativi al movimento alberghiero ed al movimento del turismo all’aria aperta (campeggi e villaggi turistici) in quanto né in Italia né in Francia le statistiche ufficiali rilevano il movimento negli alloggi privati. Non sono neppure confrontabili i dati sull’agriturismo.

  • XI Rapporto sul turismo italiano 13

    Nell’anno 2000 gli arrivi internazionali in Francia negli alberghi e negli esercizi del turismo all’aria aperta sono stati 41,879 ml, mentre in Italia sono stati 32, 553 ml. Sembra, quindi, che la Francia rilevi un numero di arrivi che è del 28,6% superiore a quello rilevato in Italia, mentre secondo i dati OMT il numero degli arrivi sarebbe superiore dell’83,5%. L’OMT, infatti, per l’anno 2000 considera 75,6 ml di arrivi in Francia e 41,2 ml di arrivi in Italia. Il numero degli arrivi è superiore perché ovviamente i passaggi alle frontiere dovrebbero tenere conto, ma in modo omogeneo, anche di coloro che alloggiano in altre strutture oltre a quelle alberghiere e del plein air (graf. 1).

    Ma il dato più eclatante, che prova come il turismo internazionale in Italia sia addirittura superiore a quello francese, è dato dalla considerazione del movimento turistico in termini di pernottamenti (presenze). Poiché la permanenza media del turista straniero in Francia è di soli 2,6 pernottamenti, mentre in Italia è di 3,8 pernottamenti, ne risulta che negli alberghi e nei campeggi e villaggi il movimento degli stranieri in Italia è superiore del 6% a quello francese, attivando 295 ml di pernottamenti (presenze) a fronte di 278,1.

    In particolare, risulta la superiorità del comparto alberghiero italiano che attiva un movimento superiore del 26,6% in termini di presenze (permanenza media di 3,5 giorni contro 1,9 giorni), mentre il comparto del turismo all’aria aperta risulta attivare un movimento del 34,3% inferiore.

    Poiché sia in Francia che in Italia se un soggetto compie un viaggio alloggiando in tre città diverse viene rilevato come se desse luogo a tre arrivi, appare un maggior grado di stanzialità del cliente straniero in Italia (oppure, come altra faccia della stessa medaglia, un cliente della Francia più itinerante), con una permanenza media più elevata.

    Il confronto può effettuarsi considerando l’insieme delle statistiche più affidabili, e cioè arrivi e presenze di turisti nelle imprese alberghiere ed in quelle del turismo all’aria aperta, anche con riferimento alle singole regioni dei due paesi (tab.7) .

    Appare evidente il maggior numero di arrivi di turisti stranieri in Francia a fronte di un maggior numero di presenze di turisti stranieri in Italia.

    Complessivamente, inoltre, considerando la componente dei residenti e quella degli stranieri, il movimento delle presenze in Italia risulta superiore a quello francese.

    Assai significativa risulta anche la distribuzione degli arrivi e delle presenze di italiani e di stranieri all’interno dei due paesi. Il grado di internazionalità [rapporto fra arrivi e presenze straniere rispetto al totale degli arrivi e delle presenze (residenti + stranieri)] dell’Italia è maggiore di quello della Francia (graf. 2).

    Da notare anche che i due paesi vedono pressappoco lo stesso numero di presenze dei residenti e che la principale differenziazione fra le due destinazioni sta nella diversa permanenza media. Uno straniero in Italia soggiorna mediamente un tempo superiore del 60% (un giorno e 15 ore in più) rispetto a quanto accade in Francia; nei campeggi e villaggi permane il 46% del tempo in più (un giorno ed 11 ore); il residente pernotta in Italia il doppio di quanto accade negli alberghi in Francia (cioè due giorni in più) e nei campeggi e villaggi il 71% del tempo in più (un giorno e 18 ore).

  • 14 L’Italia e l’andamento del turismo internazionale

    Graf. 1 Arrivi e presenze alberghiere ed all’aria aperta in valori assoluti dei residenti e dei clienti stranieri in Francia ed Italia

    A R R I V I

    P R E S E N Z E

    0

    10.000.000

    20.000.000

    30.000.000

    40.000.000

    50.000.000

    60.000.000

    70.000.000

    80.000.000

    Francia Italia

    residentiesteri

    020.000.00040.000.00060.000.00080.000.000

    100.000.000120.000.000140.000.000160.000.000180.000.000200.000.000

    Francia Italia

    residentiesteri

    Fonte: Direction du Tourisme, Ministére de l’Equipement, des Transports et de Logement. France, ISTAT

  • XI Rapporto sul turismo italiano 15

    Graf. 2 Grado di internazionalità del turismo in Francia ed in Italia. Distribuzione degli arrivi e delle presenze turistiche negli alberghi e nei campeggi fra residenti e stranieri in Francia ed Italia. Anno 2000 A R R I V I

    P R E S E N Z E

    Francia

    francesi63,4%

    stranieri36,6%

    Italia

    italiani56,3%

    stranieri43,7%

    Francia

    francesi61,6%

    stranieri38,4%

    Italia

    italiani58,2%

    stranieri41,8%

    Fonte: Direction du Tourisme, Ministére de l’Equipement, des Transports et de Logement. France, ISTAT

    Tab. 7 Arrivi e presenze (pernottamenti) in Francia ed in Italia nel comparto alberghiero ed in quello del turismo all’aria aperta. Anno 2000

    FRANCIA Anno 2000 ITALIA Anno 2000 residenti stranieri Totale residenti stranieri Totale

    Arrivi Arrivi alberghi 62.877.810 35.226.180 98.103.990 37.962.902 28.797.260 66.760.162 campeggi 9.559.610 6.653.202 16.212.812 3.978.052 3.756.198 7.734.250 totale 72.437.420 41.879.382 114.316.802 41.940.954 32.553.458 74.494.412

    Presenze Presenze alberghi 110.342.947 74.187.833 184.530.780 136.391.687 97.221.120 233.612.807 campeggi 60.922.171 32.650.432 93.572.603 35.255.192 26.222.726 61.477.918 totale 171.265.118 106.838.265 278.103.383 171.646.879 123.443.846 295.090.725

    Permanenza media alberghi 1,8 2,1 1,9 3,6 3,4 3,5 campeggi 6,4 4,9 5,8 8,9 7,0 7,9 Totale 2,4 2,6 2,4 4,1 3,8 4,0

    composizione Arrivi Arrivi

    Alberghi 86,8 84,1 85,8 90,5 88,5 89,6 Campeggi 13,2 15,9 14,2 9,5 11,5 10,4 Totale 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0

    Presenze Presenze Alberghi 64,4 69,4 66,4 79,5 78,8 79,2 Campeggi 35,6 30,6 33,6 20,5 21,2 20,8 Totale 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 Fonti: Istat per l’Italia, Direction du Tourisme, Ministére de l’Equipement, des Transports et de Logement. France

  • 16 L’Italia e l’andamento del turismo internazionale

    Di rilievo appare anche il confronto tra le regioni dei due paesi considerando in primo luogo le presenze di stranieri in valori assoluti, quindi il grado di internazionalità delle singole regioni e, infine, la distribuzione fra le regioni dei due paesi del movimento complessivo rilevato negli alberghi e nei campeggi e villaggi turistici; in quest’ultimo caso si deve tenere conto che le presenze totali ammontano a più di 573 ml. In termini di valori assoluti la regione Veneto occupa una posizione leader in quanto è in grado di attivare un numero di presenze appena un po’ superiore all’Ile de France (area che comprende Parigi). Seguono altre tre regioni italiane (Trentino A.A., Lazio e Toscana) e, quindi, Provenza-Alpi-Costa Azzurra, Rodano-Alpi e Lombardia, Campania ed Emilia Romagna (graf. 3).

    In realtà in Francia un terzo del movimento dei turisti stranieri si concentra nell’Ile de France che raccoglie il 34,2% degli arrivi ed il 32,6% delle presenze; segue la Provenza la Costa Azzurra con il 13,5% degli arrivi ed il 14,9% delle presenze e, quindi, la zona del Rodano-Alpi con il 7,6% degli arrivi e l’8% delle presenze (tab. 9).

    Meno concentrato appare il movimento in Italia in quanto il Veneto, regione leader, raccoglie circa un quinto del movimento degli stranieri in Italia (19,8% degli arrivi e 21,4% delle presenze), seguito dal Lazio con il 16,3% degli arrivi ed il 12,7% delle presenze, e dalla Toscana con il 14,5% degli arrivi e l’11,5% delle presenze (tab. 8).

    Le prime tre regioni raccolgono il 55,5% delle presenze in Francia ed il 45,4% in Italia. Dalle diverse graduatorie appare la debolezza strutturale delle regioni del Sud Italia per

    il turismo internazionale. Con riferimento al grado di internazionalità si collocano agli ultimi otto posti della graduatoria ottenuta considerando le regioni dei due stati, a partire dal basso, Molise, Basilicata, Abruzzo, Calabria, Marche, Puglia, Sardegna ed Emilia Romagna (graf. 4).

    Come completamento dell’indagine si considerano anche le presenze complessive rilevate nelle regioni dei due stati. Tale dato esprime in sintesi la rilevanza dell’industria turistica delle singole aree considerando sia la componente nazionale che quella internazionale (graf. 5).

  • XI Rapporto sul turismo italiano 17

    Graf. 3 Graduatoria delle presenze assolute di clienti stranieri nelle regioni della Francia e dell’Italia( nelle strutture alberghiere e per il turismo all’aria aperta). Anno 2000.

    0 5.000.000 10.000.000 15.000.000 20.000.000 25.000.000 30.000.000

    Molise (b)

    Basilicata (b)

    Valle d'Aosta

    Abruzzo

    Calabria

    Limousin

    Umbria

    Puglia

    Marche

    Franca Contèa

    Piccardia

    Alta Normandia

    Corsica

    Champagne Ardenne

    Sardegna

    Alvernia

    Friuli-Venezia Giulia

    Lorena

    Bassa Normandia

    Piemonte

    Borgogna

    Nord Pas de Calais

    Alsazia

    Liguria

    Pitou-Charentes

    Loira

    Centro

    Bretagna

    Sicilia

    Pirenei Centrali

    Aquitania

    Linguadòca Roussillllon

    Emilia-Romagna

    Campania

    Lombardia

    Ròdano-Alpi

    ProvenzaA. C. Azzurra

    Toscana

    Lazio

    Trentino-Alto Adige

    Ile de France

    Veneto

  • 18 L’Italia e l’andamento del turismo internazionale

    Graf. 4 Grado di internazionalità delle regioni della Francia e dell’Italia: % presenze straniere/totale (nelle strutture alberghiere e nei campeggi). Anno 2000.

    7,5

    11,2

    13,4

    13,9

    16,8

    17,3

    23,2

    24,3

    25,6

    26,3

    27,1

    29,6

    31,1

    32,0

    33,0

    33,3

    34,3

    37,6

    38,3

    38,4

    38,6

    41,2

    41,5

    41,8

    43,2

    43,9

    44,3

    45,5

    45,5

    45,8

    46,0

    46,2

    48,6

    51,2

    53,8

    54,3

    54,7

    55,8

    56,4

    58,6

    60,4

    60,8

    63,3

    66,9

    68,0

    Molise

    Basilicata

    Abruzzo

    Calabria

    Marche

    Puglia

    Sardegna

    Emilia-Romagna

    Linguadòca Roussillllon

    Valle d'Aosta

    Liguria

    Aquitania

    Corsica

    Umbria

    Bretagna

    Loira

    Pitou-Charentes

    Provènza A. C. Azzurra

    Pirenei Centrali

    MEDIA FRANCIA

    Sicilia

    Ròdano-Alpi

    MEDIA GENERALE

    MEDIA ITALIA

    Alvernia

    Piemonte

    Campania

    Bassa Normandia

    Friuli-Venezia Giulia

    Toscana

    Lombardia

    Ile de france

    Limousin

    Franche Comté

    Trentino-Alto Adige

    Lazio

    Alsazia

    Nord Pas de Calais

    Lorena

    Alta Normandia

    Piccardia

    Centre

    Veneto

    Borgogna

    Champagne Ardenne

  • XI Rapporto sul turismo italiano 19

    Graf. 5 Presenze complessive negli alberghi e nei campeggi di residenti e di stranieri nelle regioni di Francia ed Italia.(2000)

    0 10.000.000 20.000.000 30.000.000 40.000.000 50.000.000 60.000.000

    Molise (b)

    Basilicata (b)

    Limousin

    Valle d'Aosta

    Piccardia

    Champagne Ardenne

    Alta Normandia

    Franca Contèa

    Umbria

    Lorena

    Borgogna

    Alvernia

    Friuli-Venezia Giulia

    Corsica

    Abruzzo

    Calabria

    Bassa Normandia

    Nord Pas de Calais

    Alsazia

    Piemonte

    Centro

    Puglia

    Marche

    Sardegna

    Pitou-Charentes

    Sicilia

    Loira

    Pirenei Centrali

    Liguria

    Bretagna

    Campania

    Aquitania

    Lombardia

    Linguadòca Roussillllon

    Ròdano-Alpi

    Lazio

    Toscana

    Trentino-Alto Adige

    Emilia-Romagna

    Provènza A. C. Azzurra

    Veneto

    Ile de France

  • 20 L’Italia e l’andamento del turismo internazionale

    Tab. 8 Distribuzione degli arrivi e delle presenze di clienti italiani, stranieri e totali fra le regioni italiane. Anno 2000

    ITALIANI STRANIERI TOTALE Arrivi Presenze Arrivi Presenze Arrivi Presenze

    Piemonte 3,2 2,3 3,1 2,5 3,2 2,4 Valle d'Aosta 1,2 1,2 0,5 0,6 0,9 1,0 Lombardia 9,3 6,7 9,5 7,9 9,4 7,2 Trentino-Alto Adige 6,5 8,5 9,8 13,7 7,9 10,7 Veneto 8,8 8,9 19,8 21,4 13,6 14,1 Friuli-Venezia Giulia 1,9 1,8 1,8 2,0 1,8 1,9 Liguria 5,4 6,1 3,4 3,1 4,5 4,8 Emilia-Romagna 13,0 15,4 5,6 6,9 9,7 11,8 Toscana 10,1 9,7 14,5 11,3 12,1 10,4 Umbria 2,7 1,6 1,6 1,1 2,2 1,4 Marche 3,3 4,1 0,9 1,2 2,3 2,9 Lazio 9,9 7,7 16,3 12,7 12,7 9,8 Abruzzo 2,6 3,1 0,5 0,7 1,7 2,1 Molise (b) 0,4 0,3 0,0 0,0 0,2 0,2 Campania 6,4 6,5 5,4 7,2 6,0 6,8 Puglia 3,5 3,8 0,8 1,1 2,3 2,7 Basilicata (b) 0,7 0,7 0,1 0,1 0,5 0,5 Calabria 2,2 3,1 0,4 0,7 1,4 2,1 Sicilia 5,7 4,6 4,5 4,0 5,2 4,4 Sardegna 3,0 4,0 1,3 1,7 2,2 3,0 ITALIA 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0

    Tab. 9 Distribuzione degli arrivi e delle presenze di clienti francesi, stranieri e totali fra le regioni francesi. Anno 2000

    FRANCESI STRANIERI TOTALE Arrivi Presenze Arrivi Presenze Arrivi Presenze

    Alsazia 2,9 2,2 4,0 2,9 3,3 2,5 Aquitania 6,4 8,6 3,4 5,4 5,3 7,4 Alvernia 2,7 2,7 1,0 0,9 2,1 2,0 Bassa Normandia 2,6 2,5 2,5 2,1 2,6 2,3 Borgogna 2,8 1,7 3,8 2,2 3,2 1,9 Bretagna 5,1 6,4 2,5 3,3 4,2 5,2 Centro 4,3 3,0 3,5 2,3 4,0 2,7 Champagne Ardenne 1,6 1,1 2,1 1,1 1,8 1,1 Corsica 1,6 2,0 1,6 2,3 1,6 2,1 Franca Contèa 1,7 1,3 1,1 1,1 1,5 1,2 Alta Normandia 1,7 1,2 1,4 1,0 1,6 1,1 Ile de France 16,2 12,6 34,2 32,6 22,8 20,3 Linguadòca Roussillllon 6,1 9,9 4,0 6,4 5,4 8,6 Limousin 1,3 1,0 0,5 0,5 1,0 0,8 Lorena 2,2 1,6 2,2 1,6 2,2 1,6 Pirenei Centrali 5,1 5,5 4,0 4,3 4,7 5,0 Nord Pas de Calais 3,5 2,7 2,9 1,9 3,3 2,4 Loira 5,0 5,9 1,6 2,6 3,8 4,7 Piccardia 1,6 1,2 1,5 0,9 1,6 1,1 Pitou-Charentes 4,6 5,6 1,3 1,6 3,4 4,1 Provènza A. C. Azzurra 10,6 11,4 13,5 14,9 11,7 12,7 Ròdano-Alpi 10,1 9,8 7,6 8,0 9,2 9,1

    FRANCIA 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0

  • XI Rapporto sul turismo italiano 21

    5. Italia e Spagna: benchmarking statistico

    Il confronto con la Spagna si rivela molto difficile per la pluralità delle fonti e per la diversità dei dati proposti.

    Secondo l’indagine Frontur, dalla quale desume gli arrivi anche l’OMT, nel 2001 in Spagna vi sono stati 49,5 ml di arrivi di turisti internazionali, con un incremento del 3,4% rispetto all’anno precedente, e 26,2 ml di escursionisti, per un totale di 75,7 ml di viaggiatori (tab. 10).

    Complessivamente i 49,5 ml di turisti dovrebbero aver dato luogo a 423,6 ml di pernottamenti, con un aumento di circa il 5% rispetto all’anno precedente

    La Spagna sembra aver risentito in maniera molto ridotta dei tragici eventi dell’11 settembre 2001; nell’ultimo quadrimestre gli arrivi di turisti stranieri in Spagna sono diminuiti solo dello 0,3%, mentre negli otto mesi precedenti erano aumentati del 5%.

    Il 66,5% dei turisti arrivati in Spagna ha utilizzato ricettività alberghiera, il 16,9% alloggio gratuito in proprio o presso parenti o amici, il 9,1% alloggio in affitto, il 6,7% altri tipi di alloggio quali camping, abitazioni rurali, complessi turistici, ecc. (lo 0,7% non ha specificato il tipo di alloggio)

    La permanenza media è stata di 9,1 giorni, da un minimo di 7,6 giorni negli alberghi ad un massimo di 12 negli alloggi gratuiti.

    Secondo questa base di dati i pernottamenti negli alberghi dovrebbero essere circa 256,8 milioni pari al 60,6 % del totale dei pernottamenti stimati in 423,6 ml.

    Tab. 10 Arrivi di turisti alle frontiere in Spagna. Anni 1999-2001 Turisti Escursionisti Totale Pernottamenti (milioni di unità) Spagna

    1999 46,8 25,1 71,9 406 2000 48,2 26,2 74,4 402 2001 49,5 26,2 75,7 424

    Variazioni 2000 3,0 4,4 3,5 -1,0 2001 2,7 0,0 1,7 5,5

    Fonte: Instituto de Estudios Turisticos, Madrid

    Se si considera l’inchiesta sulla occupazione negli hotel e strutture similari condotta dallo Instituto de Estudios Turisticos per la Secreteria General de turismo i pernottamenti totali degli stranieri in Spagna sono valutati 189,8 ml a fronte di un numero di pernottamenti dei residenti in Spagna di 114,5 ml per un totale di 304,3 ml.

    Da osservare che spesso cambiano le modalità con le quali sono presentati i dati, per cui, talvolta, non sono confrontabili nel tempo.

    Da notare che i 49,519 ml di turisti del 2001 si sono orientati in primo luogo verso le Canarie (21,7%) e, quindi, alle Baleari (20,6%) ed alla Catalogna (20,4%); queste tre regioni raccolgono circa i due terzi dei turisti che visitano la Spagna, attivando una concentrazione assai più elevata di quella di Francia ed Italia.

  • 22 L’Italia e l’andamento del turismo internazionale

    Per quanto riguarda la stagionalità appare che la distribuzione degli arrivi di turisti in Spagna è un po’ più diluita nel corso dell’anno, con la prevalenza in entrambi i paesi della stagione estiva, più concentrata nei quattro mesi in Italia (Graf. 6).

    Graf. 6 Distribuzione mensile degli arrivi di turisti in Spagna ed in Italia, anno 2001

    4,44,9

    6,6

    13,6

    8,2

    5,3 4,95,8

    9,0

    10,8

    13,0

    14,4

    12,0

    2,9

    13,4

    9,79,0

    10,9

    9,0

    3,34,5 3,8

    8,1

    12,3

    0,0

    2,0

    4,0

    6,0

    8,0

    10,0

    12,0

    14,0

    16,0

    gen feb mar apr mag giu lug ago set ott nov dic

    SpagnaItalia

    Fonte: Instituto de Estudios Turisticos, Madrid

    Tab. 11 Turisti alle frontiere in Spagna per provenienza. Anno 2001

    Turisti Distr. % Germania 10.563.015 21,3 Belgio 1.651.914 3,3 Francia 6.668.709 13,5 Paesi Bassi 2.178.577 4,4 Italia 2.184.085 4,4 Portogallo 1.472.663 3,0 Regno Unito 14.065.359 28,4 Svizzera 1.169.838 2,4 Resto Europa 6.529.977 13,2 Stati Uniti 907.161 1,8 Resto America 1.336.622 2,7 Resto Mondo 791.489 1,6 Totale 49.519.408 100,0

    Fonte: Instituto de Estudios Turisticos, Madrid

  • XI Rapporto sul turismo italiano 23

    6. Il mercato USA

    Dopo l’esame di due dei principali mercati concorrenti dell’Italia sembra opportuno approfondire l’analisi di un mercato che ha mostrato grandi segni di difficoltà a reagire alla crisi: quello statunitense.

    Gli effetti della crisi di fine anno 2001, infatti, si sono fatti sentire in primo luogo sul mercato di origine statunitense e canadese, con forti diminuzioni che hanno caratterizzato tutto l’ultimo quadrimestre dell’anno e sono proseguite, con effetti sempre più attenuati, nei primi mesi del 2002.

    Il calo stimato delle presenze USA negli ultimi quattro mesi dell’anno è di circa il 40%, che su base annua risulta intorno al 10% .

    Proprio l’andamento del numero delle chiamate dei residenti in USA e Canada ai call center dell’ENIT (graf. 7 e 8) nei diversi mesi del 2001 evidenzia come nell’ultimo terzo dell’anno vi sia stata una diminuzione delle richiesta di informazioni di circa 1/3 alla media degli otto mesi precedenti.

    Graf. 7 Chiamate ai call center Enit in USA per richiesta di informazioni nei vari mesi dell’anno 2001

    0

    1.000

    2.000

    3.000

    4.000

    5.000

    6.000

    7.000

    8.000

    GENN

    AIO

    FEBB

    RAIO

    MARZ

    O

    APRI

    LE

    MAGG

    IO

    GIUG

    NO

    LUGL

    IO

    AGOS

    TO

    SETT

    EMBR

    E

    OTTO

    BRE

    NOVE

    MBRE

    DICE

    MBRE

    Fonte: ENIT, call center Usa

    Analoghe considerazioni possono essere effettuate con riferimento al Canada Come è noto gli statunitensi, anche per la dimensione e la pluralità delle offerte del loro

    paese, presentano una relativamente scarsa propensione a recarsi all’estero. Se si escludono Mexico e Canada solo l’8,7% della popolazione si reca fuori dal proprio Paese. Tenuto conto di questa scarsa propensione a viaggiare le principali destinazioni erano nel 2000 Mexico (30,4% dei viaggi all’estero), Canada (27,5%), Gran Bretagna (7,1%), Francia (4,7%), Germania (3,4) ed Italia (3,2%), seguita da Giamaica, Giappone, Bahamas e Paesi Bassi.

  • 24 L’Italia e l’andamento del turismo internazionale

    Graf. 8 Chiamate ai call center Enit in CANADA per richiesta di informazioni nei vari mesi dell’anno 2001

    0

    100

    200

    300

    400

    500

    600

    GENN

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    NOVE

    MBRE

    DICE

    MBRE

    Fonte. ENIT, call center Usa

    I turisti-clienti USA sono anche quelli con maggiore capacità di spesa pro capite e distribuiscono le loro visite in tutti i mesi dell’anno, anche se i mesi che li vedono maggiormente presenti all’estero sono luglio e giugno, con un numero di arrivi che è solo 1,6 volte più grande rispetto al mese con minori arrivi (gennaio).

    A fronte di questa situazione di base, la caratteristica del turista statunitense sta proprio nella sua capacità di spesa e nel fatto che in Europa pratica quasi esclusivamente una forma di turismo, quella della visita alle città, siano queste capitali, città d’arte o d’affari.

    Per questo motivo dalla situazione che si è creata dopo l’11settembre sono state penalizzate le strutture ricettive di categoria più elevata (quattro e cinque stelle) delle grandi città d’arte italiane, ove il cliente Usa rappresenta una quota determinante.

    Da notare che secondo fonte USA il numero di turisti americani che si è recato in Italia nel 1999 era stato di 1,893 ml, mentre le statistiche italiane degli arrivi ne rilevano 3,746 ml (11,8% degli arrivi di stranieri, al secondo posto dopo la Germania con il 27,8) per un totale di presenze di 9,463 ml (7,5%, al secondo posto dopo la Germania con il 38,1%) ed una permanenza media di 2,5giorni. Il dato di 1,893 valutato come outgoing è perfettamente compatibile con gli arrivi considerati in Italia in quanto il cliente statunitense visita in media più località, spesso soggiornando in luoghi diversi, ed ogni soggiorno viene rilevato come un arrivo distinto. Si potrebbe perciò dire che gli statunitensi nell’anno di riferimento hanno effettuato 1,893 ml di viaggi in Italia, dando luogo a 3,746 ml di arrivi ed a 9,463 ml di presenze.

    Ovviamente, anche se gli europei sono abituati a considerare gli USA in modo unitario, in realtà i comportamenti dei turisti statunitensi sono molto diversi a seconda dello stato federale di provenienza. Un indice indiretto della propensione a visitare l’Italia si può dedurre considerando la provenienza delle chiamate per informazioni al call center dell’ENIT.

    La distribuzione percentuale che segue mostra la rilevanza assoluta dei vari stati in

  • XI Rapporto sul turismo italiano 25

    rapporto al numero delle chiamate. Un vero e proprio indice della propensione a visitare l’Italia da parte dei singoli stati può

    aversi considerando anche l’incidenza delle richieste di informazioni rispetto alla popolazione presente, distinguendo fra tre grandi aree, quella del Pacifico intorno a Los Angeles, l’Area Atlantica intorno a New York e quella centrale intorno a Chicago (graf. 9, tab. 12 e 13).

    Graf. 9 Distribuzione percentuale della richiesta di informazioni sull’Italia al call center Enit in USA da parte dei residenti nei diversi stati federali

    0,0

    0,0

    0,0

    0,0

    0,0

    0,1

    0,1

    0,1

    0,2

    0,2

    0,2

    0,2

    0,2

    0,2

    0,2

    0,3

    0,4

    0,4

    0,4

    0,4

    0,5

    0,6

    0,8

    0,9

    1,0

    1,1

    1,2

    1,5

    1,8

    2,0

    2,1

    2,3

    2,7

    3,6

    5,7

    6,5

    22,1

    40,1

    GUAM

    NORTH DAKOTA

    PUERTO RICO

    WYOMING

    ALASKA

    MONTANA

    MISSISSIPPI

    ARKANSAS

    HAWAII

    WEST VIRGINIA

    NEW MEXICO

    VERMONT

    MAINE

    UTAH

    ALABAMA

    DELAWARE

    LOUISIANA

    NEW HAMPSHIRE

    RHODE ISLAND

    TENNESSEE

    SOUTH CAROLINA

    OREGON

    WASHINGTON DC

    ARIZONA

    WASHINGTON

    COLORADO

    NORTH CAROLINA

    GEORGIA

    MARYLAND

    TEXAS

    VIRGINIA

    CONNECTICUT

    MASSACHUSETTS

    PENNSYLVANIA

    FLORIDA

    NEW JERSEY

    CALIFORNIA

    NEW YORK

    Fonte. ENIT, call center Usa

  • 26 L’Italia e l’andamento del turismo internazionale

    Tab. 12 Propensione alla visita in Italia dei turisti dei diversi stati statunitensi dedotta dalle richieste di informazioni al call center dell’Enit. Richieste ogni 100.000 abitanti.

    su su 100mila 100mila abitanti abitanti

    NEW YORK 71,1 CALIFORNIA 22,0 WASHINGTON DC 45,1 COLORADO 8,2 NEW JERSEY 25,9 ARIZONA 6,2 CONNECTICUT 22,5 WASHINGTON 5,9 MASSACHUSETTS 14,5 OREGON 5,6 RHODE ISLAND 13,2 HAWAII 4,5 FLORIDA 11,9 NEW MEXICO 3,6 MARYLAND 11,8 UTAH 3,4 DELAWARE 11,4 MONTANA 3,2 VERMONT 11,2 WYOMING 2,6 NEW HAMPSHIRE 10,1 ALASKA 2,2 VIRGINIA 10,1 ARKANSAS 1,2 PENNSYLVANIA 9,8 AREA LOS ANGELES 14,3 GEORGIA 6,2 MAINE 5,4 IOWA4 178,3 NORTH CAROLINA 4,8 ILLINOIS 28,1 SOUTH CAROLINA 4,1 NEVADA 5,6 TEXAS 3,2 OHIO 4,2 WEST VIRGINIA 3,2 MINNESOTA 3,4 LOUISIANA 2,7 IDAHO 3,2 TENNESSEE 2,5 MISSOURI 2,9 ALABAMA 1,9 NEBRASKA 2,8 MISSISSIPPI 1,1 MICHIGAN 2,7 NORTH DAKOTA 0,3 KANSAS 2,7 PUERTO RICO 0,2 WISCONSIN 2,7 GUAM 0,0 INDIANA 2,2 AREA NEW YORK 16,7 KENTUCKY 2,2

    OKLAHOMA 1,6 SOUTH DAKOTA 0,7 AREA CHICAGO 14,1

    4 Lo Iowa è lo stato ove è localizzato il call center dell’ENIT

  • XI Rapporto sul turismo italiano 27

    Tab. 13 Propensione alla visita in Italia dei turisti delle diverse regioni canadesi dedotta dalle richieste di informazioni al call center dell’Enit. Richieste ogni 100.000 abitanti.

    su 100mila abitanti

    NOVA SCOTIA 107,6 PRINCE EDWARD I. 70,0 ONTARIO 11,3 QUEBEC 5,9 ALBERTA 5,5 NEW FOUNDLAND 5,4 BRITISH COLUMBIA 3,6 MANITOBA 1,9 NEW BRUNKSWICK 1,5 SASKATCHEWAN 1,1 CANADA 10,8

    7. Alcune valutazioni qualitative

    Come si è detto quello che è accaduto a settembre 2001 ha determinato anche un immediato mutamento dei comportamenti e delle abitudini del turista e favorito una riflessione di più lungo periodo che porta a definire scale di preferenze diverse da quelle che apparivano ormai consolidate.

    In sintesi si può affermare che, in via immediata, vi è stata l’esigenza di trovare soluzioni più sicure, mentre nel medio-lungo periodo la scelta si orienta sempre più verso forme di turismo più autentiche.

    Dal punto di vista del mercato, come prima reazione all’accaduto, i comportamenti possono essere così sintetizzati:

    situazione generalizzata di incertezza e di sconforto; fortissima crisi dei viaggi aerei, anche col clamoroso fallimento di alcune

    compagnie che erano già in crisi; sostituzione, per quanto possibile, delle forme di trasporto aereo con quello

    ferroviario e quello stradale (con forti saggi di incremento in molti paesi europei); slittamento delle scelte dal medio e lungo periodo al brevissimo periodo; forte diminuzione dei viaggi a lungo raggio (intercontinentali); forte diminuzione delle crociere; rivalutazione dei viaggi a medio e breve raggio; aumento del movimento internazionale interno all’Europa, nascosto in buona parte

    dal forte calo delle provenienze di lungo raggio; maggior contenimento dei nazionali all’interno del paese e del continente di

    appartenenza.

  • 28 L’Italia e l’andamento del turismo internazionale

    Mentre nel caso del anno 2002, tutti questi atteggiamenti stanno lentamente perdendo la loro valenza negativa, pur restando presente un problema generale di sicurezza, alcune tendenze stanno divenendo strutturali. In particolare si sta verificando:

    maggiore attenzione ai localismi, alle componenti ambientali ed alle tradizioni; riconversione verso forme di turismo più autentico; scelta a favore delle mete più tradizionali; maggiore permanenza media per le forme di turismo affidabili; ricerca di destinazioni originali ma affidabili sul piano della sicurezza; aumento dei viaggi self-made.

    Dall’intreccio di questi nuovi comportamenti deriva la figura di un cliente-turista più

    consapevole delle proprie scelte, sempre più voglioso di praticare forme di turismo autentico e sempre più attento alla componente ambientale sia come tipologia specifica e pratica di una forma di turismo, sia come componente essenziale e condizionante di tutte gli altri turismi.

    Per quanto riguarda le previsioni relative all’anno in corso, le tendenze dell’economia

    mondiale sembrano improntate ad un maggior ottimismo rispetto a quelle di fine anno 2001. Il FMI prevede una correzione in positivo dell’andamento economico generale con un saggio di crescita valutato intorno al 3%.

    Per il mercato del turismo, fatti salvi altri fatti esterni, si verificherà una situazione che apparirà opposta a quella dell’anno scorso: gli effetti della crisi si sono fatti sentire significativamente nella prima metà dell’anno, mentre nella seconda metà si dovrebbero avere variazioni fortemente positive a causa di un ultimo quadrimestre che tornerà verso condizioni di normalità e quindi con forti tassi di crescita rispetto all’anno precedente. Si stima che complessivamente, nel 2002, il turismo internazionale registrerà un tasso di crescita degli arrivi nel mondo superiore al 2%, corrispondente alla metà del tasso medio di crescita dell’ultimo decennio del secolo

    In termini di lungo periodo l’OMT continua a diffondere previsioni che stimano che nel 2010 saranno raggiunti i 1.018 ml di arrivi internazionali ed i 624 ML di $ Usa e nel 2020 i 1.600 ml di arrivi ed i 1.550 ML di $USA, con un elevato tasso di crescita, fra i maggiori dei vari comparti produttivi.

    Nell’ottica di favorire la ripresa e, comunque, di evidenziare il ruolo strategico delle attività turistiche, i Ministri dei diversi Paesi mediterranei hanno adottato la dichiarazione di Tunisi del 1 marzo 2002 insistendo in particolare sul ruolo che l’industria delle vacanze ha per lo sviluppo delle economie dei paesi della Riva Sud. Si è fatto esplicito riferimento alle collaborazioni fra gli Stati delle due sponde ed in