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da poco terminato il ciclo dincontri delGruppo di Studio e Ricerca sullEbraismo. Ilnostro un gruppo legato allUf!icio per lEcumenismo e Dialogo della Diocesi di Padova,che ogni anno organizza una decina dincontri su temi della fede, cultura, storia ebraica.Per il Gruppo, quello appena trascorso statoun anno un po particolare, perch celebravaun traguardo importante e signi!icativo: isuoi 25 anni di vita, un quarto di secolo diincontri e appuntamenti. Per dare il giustorilievo allanniversario si voluto inserirequalche appuntamento speciale.Come primo incontro, infatti, abbiamo invitato il presidente UCEI, lavvocato Renzo Gattegna, per parlarci degli ebrei in Italia oggi.Nel suo excursus ci ha ricordato la lunga eininterrotta presenza ebraica in Italia, quindi

si soffermato sulla situazione attuale delnostro Paese che sta dimostrando un semprecrescente interesse per lebraismo, per la suacultura, per le sue tradizioni. Di fronte a questa richiesta di conoscenza, a questa ricercadi contatti, il relatore ha rilevato limportanzadi unadeguata apertura da parte delle comunit ebraiche: giunto il tempo di farsiconoscere, perch si tratta di unoccasioneirrinunciabile, una possibilit di creare nuoviponti e costruire percorsi di amicizia in ordine a unadeguata reazione ai sempre latentirigurgiti di antisemitismo.A febbraio poi vi stato un momento celebrativo con la partecipazione di pi relatori.Amos Luzzatto, come amico storico delgruppo ( dal 1993 che, ogni anno, tiene unsuo intervento) ci ha parlato del signi!icatodel conoscersi e del valore del dialogo. DavideRomanin Jacur, quale presidente della Comunit ebraica di Padova, ha posto laccentosul buon rapporto esistente tra il gruppo ela comunit, avanzando diverse proposte percontinuare il lavoro intrapreso. In!ine, donGiovanni Brusegan, delegato diocesano perlEcumenismo e il Dialogo, ha sottolineato ilcarattere del gruppo: nato sulla base dellinteresse personale di alcuni, !in dallinizio haricevuto il riconoscimento e lapprovazionedella Diocesi di Padova, rientrando dentro ilprogetto formativo della Chiesa cattolica locale.Il resto del programma si svolto con varietdi argomenti. Si parlato della liturgia delloShabbath e delle preghiere della donna; dicome si scrive un Sefer Torah e di personaggidi grande rilievo dentro alluniverso ebraico

PADOVA EBRAICAConoscenzae incontro

segue a pag. 7

Per fare il conto dell'ultima volta che si era celebratoun Bar Mitzvah a Saluzzo necessario portare indietrodi quasi un secolo le lancette del tempo. Era infattidal 1915 che la sinagogadella cittadina piemontesenon ospitava una cerimonia di maggiorit religiosaebraica. L'onore di ripristinare la tradizione toccatoallo studente americanoNathaniel Silberschlag. Entusiastica l'adesione di pa

p Jeffrey, condirettore dell'Alba Music Festival, cheera stato piacevolmente colpito dalla bellezza del luogo di culto in occasionedella sua recente riapertura al pubblico (anche senon per uso liturgico).Molti gli amici giunti datutta Italia e dagli StatiUniti per festeggiare il lieto evento. Tra gli ospiti anche il presidente della Comunit ebraica di TorinoBeppe Segre.

Italia Ebraica voci dalle Comunit n. 7/2012

LEZIONI DA PARMA RINNOVAMENTI PAG. 8

Festa grande alla Schola Levantina di Venezia dove Ruben Forti, giovane ebreofiorentino da poco divenuto Bar Mitzvah, ha messo i Tefillin e letto la Torah in pub-blico per la prima volta. Una decisione che ha origine dagli affetti pi cari: la ScholaLevantina infatti il luogo in cui i genitori Umberto e Marta sono convolati a nozze.

QUI VENEZIA - I TEFILLIN DI RUBEN

Vittorio Mosseri il nuovo presidente della Comunitebraica di Livorno. Dirigente di una multinazionale cheopera nel settore sanitario, succede aSamuel Zarrough. Al suo !ianco inGiunta il vicepresidente Guido Servi eGianfranco Giachetti. Completano il direttivo i consiglieri Silvia OttolenghiBedarida, FrancoLevi e DanielePolacco. Lavoreremo per tutti spiega il neo presidente per chi ciha votato ma anche per chi ha fattouna scelta diversa. Vogliamo esserecoinvolgenti e orientare alla crescita,nel rispetto delle idee di ognuno, la grande dialettica propria degli ebrei livornesi.

LIVORNO EBRAICAMosseri presidente

Rinnovo delle cariche consiliari anche ai vertici della Comunit ebraica di Casale Monferrato. Il neoeletto Consiglioha confermato alla leadership con votounanime il presidente uscente Salvatore Giorgio Ottolenghi. Conferma anche per Elio Carmi alla vicepresidenza. "Sono onorato ha affermato Ottolenghi per la !iducia che mi vieneancora una volta concessa. Sento l'orgoglio di rappresentare una Comunitpiccola nei numeri ma che tanto si d da fare sul frontedella cultura e dell'incontro tra popoli, religioni e identit.

CASALE EBRAICAOttolenghi resta al timone

Proseguono, con l'inaugurazione delle mostre 'Hai vistole mie Alpi? Una storia d'amore ebraica' e 'Zachor Ebreinel Tirolo meridionale fra Otto e Novecento', gli eventidella rassegna culturale ShalomAleichem. Una preziosa occasione di approfondimento sulla presenza ebraica in Alto Adige, promossa tra gli altri dalla Comunitdi Merano, che gi dalle primedate ha riscosso notevole coinvolgimento e interesse.L'appuntamento con il duplice taglio del nastro rosso per gioved 5 luglio alle 17 a Castel Tirolo.

MERANO EBRAICASi inaugura Zachor

SALUZZO EBRAICA

TRIESTE EBRAICA

Nathaniel ripristina la tradizione

La festa del Tempio

HATIKWAUnione Giovani Ebrei dItalia

Italia Ebraica attualit e cultura dalle Comunit ebraiche italiane registrazione Tribunale di Roma 220/2009 | [email protected] www.italiaebraica.net | supplemento a Pagine Ebraiche n. 7 2012 reg. Tribunale di Roma 218/2009 ISSN 20371543 (direttore responsabile: Guido Vitale)

+ oltreconfine

Il primo luglio la Comunit ebraica di Trieste celebra icentanni della monumentale Sinagoga. E il 12 di Tamuz,la data ebraica che nel 5672, il 1912, vide linaugurazionedel maestoso edi!icio. In programma un calendario dimanifestazioni che prevede lesibizione di sei Hazanimdi Vienna, Linz, Verona, Milano e Trieste. Sar inoltre assegnato il primo premio Il rosone del Tempio, volutodalla Fondazione Stock Weinberg per la coesistenza trai popoli in collaborazione con la Comunit ebraica diTrieste, riconoscimento che vuole premiare quanti siprodigano nel nome della pace e dei diritti delluomo. segue a pag. 6-7

una tradizione che dura dagli anni Novanta. Ci si ritrovanel giardino di un'abitazione privata. Alcuni giorni per ilmontaggio e poi anche Forte dei Marmi ha la sua sinagoga.Una sinagoga estiva fai da teche ha tra le sue anime Mosh Farshad, persiano da 32anni in Italia. Le prime settimane d'estate racconta di solito celebriamo soltantoShabbat. Poi da luglio i servizi si intensi!icano !ino a raggiungere un ritmo giornaliero". Per maggiori informazioni possibile contattarlo al 3357267541.

VERSILIA EBRAICAAl Forte per la Tefillah

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Celebrazione insolita nel Tempio grande della Comunit ebraica di Torino dove stato recentementeof"iciato il Bat Mitzvah di otto ragazze: Beatrice RuthHirsch, Caterina Yael Mazza, Giulia Yael Santoro, Maya Even, Miriam Sara Levi, Rachele So"ia Tedeschi,Simona Rumori e So"ia Leone. Si reinterpretata,sotto istanze pi vivaci, la cerimonia collettiva. Dallinizio del Novecento, cio da quando stataistituito il Bat Mitzvah, che segna anche per le bambine lacquisizione della maturit religiosa, a Torinosi sempre usato fare ununica cerimonia in cui venivano coinvolte tutte le ragazze che in quellanno

compivano dodici anni. Le celebrazioni avvenivanosolitamente il giorno di Shavuot. Questa usanza stata interrotta per sottolineare maggiormente limportanza della "igura femminile nel mondo ebraico.Il primo Bat Mitzvah singolo stato quello di AnnaSegre e da quel momento in poi si abbandonatoil vecchio rito. Questanno si deciso di fare una sorta di doppiacerimonia: oltre alle singole celebrazioni, statoquindi organizzato un Bat Mitzvah che riunisse tuttele otto giovani ragazze, con lobiettivo di rafforzarelidentit ebraica e il rapporto con la Comunit. Lacerimonia ha messo in luce laf"iatamento e il coinvolgimento emotivo di questo gruppo che ha condiviso tappa per tappa un percorso formativo sottole direttive del rabbino capo rav Eliahu Birnbaum.Alice Fubini

Bat Mitzvah, otto ragazze festeggiano insiemeItalia Ebraica la voce delle Comunit

pag. 2 luglio 2012

Kasherut, identit e nuove sfideRegole, tradizioni e sapori. Triplice declinazioneper un incontro dedicato alla kasherut che si svolto al centro sociale della Comunit di Torinosotto l'egida del gruppo Anavim. Quattro gli ospitiintervenuti al dibattito: rav Riccardo Di Segni, Dario Calimani, Elena Loewenthal ed Eva Vitali NorsaLanza. Rav Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma, ha approfondito in particolare la problematica

legata alla certi"icazione dei cibi evidenziando laportata collettiva di questo fenomeno e il bisogno,sempre pi avvertito, di unautorit certi"icatriceitaliana che deve essere riconosciuta a livello nazionale e internazionale. Di qui ha spiegato ilrav la necessit di un organizzazione centralizzata che deve fare riferimento a requisiti e regole

condivise. Fondamentale in questo senso unagrossa promozione politica da parte delle Comunit ebraiche con lappoggio del rabbinato. PerDario Calimani, intervenuto dopo rav Di Segni, lamancanza di un marchio nazionale la metaforadei problemi delle Comunit ebraiche italiane:uni"icare le risposte per stabilire che cosa sia kosher e che cosa invece non lo sia. necessario ha affermato un marchio dellebraismo italianoprima ancora di un marchio della kasherut. Ditaglio differente il contributo di Elena Loewenthal,che ha parlato soprattutto del signi"icato della cucina e della tradizione ebraica: mangiare kosher,ha spiegato al folto pubblico presente in sala, nonha nulla a che fare n con norme igieniche, n connorme di carattere morale e non rientra in un sistema di privazione. Il cibo pu essere invece vistonel ruolo di custode identitario e si pu cos parlare di cucina ebraica memorabile perch capacedi fare da contrassegno nella memoria, ricordandoa noi stessi e agli altri chi siamo. Ha concluso lincontro Eva Vitali Norsa Lanza, che ha messo inluce laspetto pi familiare dellalimentazioneebraica presentando la nuova versione del ricettario composto dalla madre Giuliana La cucinanella tradizione ebraica. A moderare gli interventi Shemuel Lampronti delgruppo Anavim.

Intensit, partecipazione e molti elaborati di va-lore hanno caratterizzato la terza edizione delconcorso Shevilim Percorsi di studio e appro-fondimento della Cultura ebraica per le Scuoleindetto dalla Comunit ebraica di Parma e dalMuseo ebraico Fausto Levi di Soragna con il sup-porto tra gli altri dellUnione delle ComunitEbraiche Italiane. La cerimonia di premiazionedei vincitori ha avuto luogo nelle sale del MuseoEbraico ed stata seguita dalla performance ar-

tistica Stelle, piume e violini, a cura dellEnsembleEquinozio. Alla cerimonia, in compagnia di mol-tissimi ragazzi delle scuole, erano presenti tra glialtri il sindaco di Soragna Salvatore Jaconi Farina,lassessore alle politiche scolastiche della Pro-vincia di Parma Giuseppe Romanini, il presidentedella Comunit ebraica Giorgio Yehuda Giavarinie il rabbino capo di Ferrara rav Luciano Caro. Conloro anche Renza Levi, !iglia di quel Fausto Levistorico presidente della Comunit e arte!ice del

Premiati i vincitori di Shevilim

di Giulio Castagnoli

Esiste una musica ebraica? Non si vuole dare qui unarisposta a questa complessa questione: esistono sicu-ramente, per, molti compositori ebrei - e fra questimolti italiani - che per le pi svariate ragioni hannoavuto relazioni con la citt di Casale Monferrato e conla sua Sinagoga. Primo fra tutti per fama e per portatastorica Salomone Rossi, ebreo mantovano (il ducato diMantova fu legato al Monferrato per oltre due secoli,sino al 1709), forse il pi celebre allievo di ClaudioMonteverdi. Rossi fu il primo autore a pubblicare unlibro di Sonate a tre, genere musicale dallenorme for-tuna giunto alla perfezione formale con Vivaldi, cheproprio nella Mantova ormai asburgica pass alcunianni particolarmente fecondi. Fra i musicisti della cortegonzaghesca sono annoverati i due fratelli Rubini (Gio-vanni Francesco e Gioan Battista), violinisti casalaschi

(come si diceva un tempo) di cui il musicista hebreorielabora alcune arie. Oltre ai lavori vocali profani estrumentali Rossi per primo pubblic canti polifonicicon testo sacro in ebraico: si tratta dei Canti di Salo-mone, stampati a Venezia nel 1622.Spostandoci in epoche a noi pi vi-cine, anche Sergio Liberovici ha avu-to a che fare con la Comunit ebrai-ca casalese, cui era legata la madre:infatti, negli anni tra il 1943 e il1945, egli partecip giovanissimoalla lotta partigiana fra le nostrecolline. Compositore di musiche peril teatro e di opere (la prima dellequali, del 1958, su libretto di Italo Calvino), scrisseanche pagine sinfoniche e cameristiche, oltre alle celebricanzoni del Cantacronache, il gruppo cui presero partealcuni fra i principali intellettuali impegnati a cavallo

tra gli anni Cinquanta e Sessanta. Dagli anni Settanta,Liberovici si occup di didattica musicale, di cui fu unodei pionieri nel nostro paese: il coro di voci giovaniliGhescher, espressione del lavoro condotto in questosettore dalla nostra Comunit in collaborazione con

lOpera dei Ragazzi di Erika Patrucco(nella foto), si muove nel solco dellesue ri!lessioni.Tra Otto e Novecento anche EdgardoDel Valle de Paz appartenne a unaComunit ebraica di particolare ri-lievo, quella di Livorno. Egli fond ediresse per oltre un quarto di secolola rivista !iorentina La Nuova Mu-

sica che annover tra i collaboratori musicologi comeGiannotto Bastianelli e Guido Maria Gatti, compositoricome Ildebrando Pizzetti, e, fra i letterati, il poeta DiegoGaroglio, che dal Monferrato si spost a Firenze, dove

ebbe per allievi i celeberrimi Papini e Prezzolini. DelValle de Paz su testo di Garoglio pubblic alcune dellesue pi belle composizioni, dal gusto simbolista e quasiliberty: fecondo compositore, fu anche professore dipianoforte principale al Conservatorio di Firenze, aven-do per allievo uno dei pi importanti autori del secoloappena trascorso, Mario Castelnuovo Tedesco. Que-st'ultimo, emigrato in California a causa delle leggirazziste del 1938, strinse col amicizia con Arnold Scho-enberg, il grande padre della musica d'oggi. Il cerchio si chiude: tra la piccola Comunit ebraicamonferrina, la splendida corte rinascimentale dei Gon-zaga, la Firenze capitale dItalia, la Torino della rico-struzione postbellica e la Los Angeles del Novecento,il volo sembra pindarico. Eppure il !ilo sottile che legale Comunit ebraiche di tutto il mondo ci conduce permano tra luoghi e tempi cos differenti, che rimangonotuttavia vicini nello spirito e nellinsegnamento.

Incontri musicali in Comunit: da Salomone Rossi a Schoenberg

PARMAEBRAICA

TORINO EBRAICA

CASALE EBRAICA

Italia Ebraica la voce delle Comunit

pag. 3luglio 2012

Museo ebraico di Soragna, alla cui memoria de-dicato il concorso. Il premio di Shevilim andatoex aequo alla classe III B dellIstituto comprensivoCard. Agostino Casaroli, Scuola secondaria diIGrado G. Mazzini, Comuni di Castel San Giovannie Sarmato (PC), Capogruppo Elena Siviero, pro-

fessoressa Elena Antoniotti per il video Brundibare alla classe IV A della Scuola primaria Bozzanidi Porporano (PR), insegnanti Mirella Landini eGiorgia Sandei per lelaborato multidisciplinaree multimediale La vita quotidiana degli uominidella Bibbia-Torah.

A Vercelli la sinagoga da sempre la protagonista dellastrada dell'antico ghetto dove, tra le storiche abitazionidelle famiglie ebraiche, si respira e si vive ancora unaprestigiosa tradizione secolare. Una tradizione rinverdita tra gli altri anche dai Mishkal, gruppo piemonteseche si presenta come una tipica orchestrina dellesteuropeo carico di energia positiva e dalle melodie estremamente coinvolgenti. Tanti i cittadini vercellesi cheuna domenica mattina di giugno, dopo le consuete vi

site guidate nelle stanze del Bet HaKnesset, hanno scelto di assistere alla performance in via Foa. Tanti gli applausi che hanno salutato il concerto. Il successo dell'iniziativa stato notevole. Un grazie di cuore spiegail presidente della Comunit ebraica di Vercelli e neoconsigliere UCEI Rossella Bottini Treves va ai tantiamici delle Comunit di Torino e Milano che sono staticoinvolti e a tutti i volontari che ci permettono di svolgere ogni volta al meglio le nostre attivit.

Via Foa in concerto. Gli effervescenti Mishkal conquistano tutti

Grande partecipazione, nelle stanze comunitarie, per unincontro celebrativo organizzato in occasione del 45esimoanniversario dalla !ine della Guerra dei Sei Giorni. L'even-to, realizzato in col-laborazione con ilKeren Hayesod, havisto la partecipa-zione tra gli altri diAmos Radian, giambasciatore delloStato ebraico neiCaraibi. Tra i mo-menti pi intensidella serata, condot-ta dal presidentedella Comunit ge-novese Amnon Co-hen, la celebrazionedei 21 anni di vita dellApai, lAssociazione per lAmiciziatra Italia e Israele, con la premiazione del fondatore epresidente, professor Franco Bovio. Conferita inoltre una

targa a Guido De Benedetti, presidente della sezioneligure che per oltre 25 anni si prodigato a diffondere ivalori del Keren e lamore per Israele in tutta la societ

italiana. De Benedet-ti ha voluto estende-re il riconoscimentoalla memoria di Ma-rio Teglio che gli ave-va trasmesso a suavolta la passione peril KH. Il tutto statoaccompagnato dallevoci del Coro Shlo-mot, coro comunita-rio diretto da EyalLerner, che hannoreso ancor pi spe-ciale latmosfera di

festa. Un applauso, prima dell'esecuzione degli inni na-zionali di Italia e Israele, stato in!ine rivolto ai volontariche hanno permesso l'ottima riuscita dell'iniziativa.

Una serata con il Keren Hayesod

di Pietro GalloA Casale Monferrato il primo Consiglio comunale, liberamente scelto da una fascia ristretta di cittadini 710 elettori su una popolazione di 19 mila abitanti viene eletto nel novembre del 1848, formato da40 consiglieri, ma nessun ebreo. Nonostante la Comunit fosse composta da 720 persone, secondo ilcensimento del 1838, e rappresentasse dunque un'altapercentuale della popolazione, pesavano molto i lunghi anni di reclusione nel ghetto, le esclusioni e le pesanti limitazioni alla partecipazione degli ebrei allavita sociale e politica cittadina.Nel periodo della Restaurazione alcuni membri dellaComunit cominciano a svolgere ruoli rilevanti nell'economia cittadina casalese: il banchiere GiuseppeRafael Vitta, che otterr il titolo di Barone, attivocome "inanziatore del ponte sospeso costruito nel

1840, Isacco e Abramo Fitz gestiscono, con RaffaeleLuzzati, due importanti seterie.L'elezione del secondo Consiglio Comunale avvienein un contesto animato da ferventi speranze e passioni, agitate dal giornale democratico il Carroccio,alla cui fondazione partecipano ragguardevoli membri della Comunit:dal rabbino Gattinara a GiuseppeRaffaele Artom, consigliere di amministrazione dello stesso giornale.Artom, grazie alla sua presenza trale "ila della democrazia casalese, viene eletto in Consiglio e cos pureGiuseppe Rafael Vitta. Tra i candidatiUrbano Rattazzi, allepoca ministro con residenza aCasale, ottiene 111 preferenze, Vitta lo sopravanzacon 113 e Artom ne ottiene 83, a testimonianza cheil consenso ebraico travalica il bacino elettorale della

sola Comunit. Vitta esce dal Consiglio per sorteggioil 28 giugno 1849, mentre Artom rimane "ino al 1851per ritornarvi poi nel 1855 assieme a due altri rappresentante della Comunit: l'avvocato Angelo Segree il cavalier Luigi Vitta. Angelo Segre far anche partedella giunta comunale guidata dalsindaco avvocato Mazza nel 1860.Artom e Segre "iancheggeranno lescelte amministrative di Filippo Mellana, cui si devono la costruzionedella ferrovia VercelliCasaleValenza, importanti opere pubbliche chemodi"icheranno la settecentesca facies architettonica di Casale, e la diffusione di scuole elementari municipali maschili efemminili. Vitta invece sosterr Lanza e Bertana attestati su posizioni pi moderate. La loro attivit in Consiglio Comunale si indirizzer

sui temi di fondo che avevano costituito il programmaelettorale dei democratici liberali nel1848: istruzionee sanit pubblica. L'istruzione pubblica, in particolare quella attinentealla scuola elementare, era a pagamento e veniva svolta nelle frazioni dai parroci delle locali parrocchie.Solo dopo il 1854 si afferma una istruzione laica conmaestri nominati direttamente dal Comune che attivascuole elementari gratuite permettendo uno sviluppoconsistente dellistruzione. A testimonianza, in"ine, del nuovo clima di collaborazione fra fedi religiose e del venire meno delle antiche preclusioni verso gli ebrei, nel Consiglio comunale del 3 gennaio 1861, presieduto da Segre, in sostituzione del sindaco assente, si discute e approvaun aiuto al restauro della Cattedrale di Sant'Evasio"per mandare a compimento la di lei incominciataopera" sotto la direzione del Mella.

Fuori dal Ghetto, l'affrancamento politico con Artom, Vitta e Segre

GENOVAEBRAICA

VERCELLI EBRAICA

Si sono da poco conclusi i lavori dellaCommissione Minhag con una graditissima sorpresa per tutti gli ebrei "iorentini:con il via libera del Consiglio comunitariosar presto dato alle stampe un volumecon la trascrizione di un manoscritto delrav Elia Artom contenente le regole delMinhag il complesso di liturgie, tradizioni, speci"iche norme proprio di unaspeci"ica Comunit in uso nel capoluogotoscano. L'opera, inedito omaggio a ungrande protagonista del Novecento ebraico italiano, sar integrata con relativa trascrizione in caratteri ebraici moderni astampa, con la traduzione in italiano acura del rav Umberto Sciunnach e con alcune note aggiuntive dei Parnassim delTempio. Si lavorer anche sul fronte delweb: la seconda parte del progetto prevede infatti la raccolta degli spartiti musicali della sinagoga oltre ai canti registratidella tradizione "iorentina ad oggi conservati negli archivi familiari degli iscritti.Una volta catalogate, le registrazioni saranno pubblicate online e messe a disposizione di pi soggetti: iscritti in prima battuta, ma anche studiosi, musicologi,appassionati di storia e cultura ebraica.Orientativamente, stando a quanto si ap prende dalla Comunit, l'intera operazionedovrebbe essere completata entro il prossimo autunno.

Italia Ebraica la voce delle Comunit

pag. 4 luglio 2012

Minhag, un patrimonio da valorizzare

Lambasciatore Gilon in visita alla ComunitProsegue la missione nelle 21 Comunitebraiche italiane del nuovo ambasciatoredello Stato di Israele in Italia Naor Gilon.L'ultima tappa a Napoli dove l'incontrocon i vertici comunitari e col rabbino capo rav Scialom Bahbout avvenuto a seguito dello spettacolo Noapolis con cuil'artista israeliana Noa ha inaugurato laquinta edizione del Napoli Teatro Festival, rassegna artistica di respiro internazionale che ha presentato quest'announ focus speciale sulla danza israelianacon le performance Null, Bein KodeshLe'Hol, Birth of the Phoenix, If At All eSensitivity to heat. stato un incontromolto positivo, maturato proprio in occasione dell'esibizione di Noa. Una primaoccasione di reciproca conoscenza svoltasi in un clima di grande cordialit chesono convinto dar i suoi frutti ha affermato il presidente della Comunitebraica Pierluigi Campagnano al terminedella visita.

Sono da poco entrati nel vivo i lavori della com-missione elettorale incaricata di incoraggiare lecandidature e fornire ai candidati strumenti ade-

guati per l'esposizione agli iscritti del loro pro-gramma in vista delle elezioni per il rinnovo delConsiglio comunitario che avranno luogo domenica

28 ottobre. Fanno parte dell'organo Enrico Came-rini, Daniele Della Seta, Renzo Funaro, Davide La-scar, Daniela Misul e Igina Leoni e Elio Servi.

Tra i pi prestigiosi biblisti a livello internazionale,ultimo allievo del rav Umberto Cassuto, il professoreemerito dell'Universit Ebraica di Gerusalemme Alexandre Rof ha affascinato il folto pubblico ritrovatosinelle sale dell'Universit di Firenze per la prima presentazione italiana di un'opera destinata a lasciareil segno come il suo Introduzione alla letteraturadella Bibbia ebraica (Paideia). All'incontro hanno

partecipato tra gli altri il preside della Facolt di lettere e "iloso"ia Riccardo Bruscagli, JeanLouis Skadel Ponti"icio Istituto Biblico di Roma, il rabbinocapo di Firenze rav Joseph Levi e Bruno Di Portodell'Universit di Pisa che ha esaminato, fra i varipunti sollevati, la ricezione della critica testuale biblica in alcune correnti storiche e tradizionali contemporanee. Organizzata e introdotta da Ida Zatelli,ordinario di Lingua e Letteratura ebraica pressol'ateneo "iorentino, l'iniziativa rientra tra le attivitdi un accordo culturale tra l'Universit di Firenze el'Universit Ebraica di Gerusalemme di cui la docente responsabile scienti"ica. (Nella foto il professorRof e la professoressa Zatelli insieme al magni"icorettore Alberto Tesi).

Letture bibliche

Ha avuto molti consensi il viaggio alla scoperta degli aronoth kodesh italiani di Israele organizzato dalla Comunit ebraica di Firenze. Da Haifa a Yaffo, da Tel Aviv a Gerusalemme: la comitivaha visitato sotto la guida dell'italki David Nizza un numeroconsiderevole di Bat Haknesset, istituzioni ebraiche e strutturemuseali in cui sono oggi conservatii numerosi aronoth di cui si prese cura per 25 anni l'ebreo livornese Umberto Nahon trasportandoli da sinagoghe indisuso alla volta diEretz Israel. Laformula innovativa del viaggio haottenuto lobiettivo pre"isso. Abbiamo riso, abbiamo pianto, siamo ammutoliti, abbiamo imparato molto. Ci auguriamo che la Comunit di Firenze possa riproporre questo percorsoper far provare anche ad altri le emozioni che abbiamo provatonoi scrivono in una nota congiunta rivolta agli iscritti Gianna DePolo, Elio e Gabriella Servi.

Sulle tracce di Nahon

RINNOVO DEL CONSIGLIO - COMMISSIONE AL LAVORO PER LE CANDIDATURE

FIRENZEEBRAICA

NAPOLIEBRAICA

Rinnovo consiliare non soltanto per i verticicomunitari ma anche per la sezione localedell'Adei Wizo. Le votazioni per il nuovoConsiglio direttivo, che rester in carica!ino al 2016, hanno portato all'elezionedella presidente uscente Silvia OttolenghiBedarida, di Carla Guastalla, Lidia Ore!ice,

Gina Belforte, Valentina Levi Borghini, Loretta Modigliani Novelli e Daniela SarfattiMosseri. Nuova presidente dell'Adei WizoLivorno stata nominata Carla Guastalla.Le operazioni di voto sono state effettuatenel corso della tradizionale Giornata dellaBibbia organizzata dall'associazione e in

centrata quest'anno su alcune !igure femminili centrali per Israele e per tutto ilmondo ebraico. L'iniziativa si chiusa conun ricordo di Irene Sendler, eroina delGhetto di Varsavia recentemente scomparsa alla quale molte migliaia di ebrei polacchi devono la vita.

Italia Ebraica la voce delle Comunit

pag. 5luglio 2012

Adei Wizo, Guastalla alla presidenza

Il valzer multiforme delle identit

Numerosi gli iscritti (e non solo) di Livorno chehanno scelto di darsi appuntamento sotto il ten-done del giardino del Museo ebraico di via Micaliper la presentazione del libro Dediche d'amore(ed. Belforte). Una serie di componimenti dedicatiall'amore grazie al quale Jonathan Brogna, gio-

vane livornese tragicamente scomparso alcunianni fa, tornato a rivivere nella memoria e nelcuore di tanti amici. A condurre la serata, molto intensa e partecipata,il vicepresidente della Comunit ebraica SilviaOttolenghi Bedarida, il consigliere Gadi Polacco,

l'editore Guido Guastalla e Franco Ruberti. In pri-ma !ila tra gli altri Massimo, padre di Jonathane storico collaboratore della kehillah livornese. Commovente la sua introduzione all'opera po-stuma del !iglio: "Ho terminato di trascrivere gliscritti che seguono - spiega in poche toccanti pa-

Quelle dediche damore grazie a cui Jonathan tornato a vivere

Un momento delle elezioni che hanno portato al rinnovo delle caricheconsiliari dellAdei Wizo di Livorno. Nuova presidente Carla Guastalla.

role - ma voglio precisare per chi si ritrovasse aleggerli, che io mi sono limitato a ricopiarli inbella copia, inserendoci, come meglio potevo, lapunteggiatura. Gli scritti sono esclusivamente ilparto della fantasia e delle esperienze vissuteda Jonathan. I suoi sogni, i suoi desideri, le suesperanze, le sue paure, i suoi momenti felici, ve-ramente pochi, e i suoi molti momenti no. Tuttoquesto, lui lo ha riportato sulla carta. La sua bre-ve esistenza e qualche inciampo di troppo lungola via, non gli hanno permesso di realizzare quel-lo che voleva, una vita normale, normale comequella di qualsiasi altro ragazzo della sua et, epoi, crescere, e poi amici, e poi una famiglia, epoi vivere. Tra le poche cose che ha lasciato, oltreal grande e incolmabile vuoto nei cuori di chilha conosciuto e amato, ci sono questi scritti,che saranno per sempre conservati.

di Avivit Hagby

Vacanze in Israele 2012. A Bologna tutto trema e lepiogge estive sono insopportabili, ma io sono in home-land, spiaggia piscina falafel e tanta tanta famiglia.Famiglia che mi ricorda che anche se in Italia sono Avil'ebrea israeliana. Qua in Israele c' molta pi preci-sione. La mia una famiglia con un vasto raggio di re-ligiosit e origini. Ci sono i laici, i religiosi, i non credenti,gli ultrareligiosi, i tradizionalisti, i Chabad, i Breslav eper!ino quelli che non hanno ancora deciso. Israele2012 un mix di movimenti e di interpretazioni dellostesso Dio, con la dovuta tolleranza fra di loro. Questatolleranza si manifesta durante le festivit. Un gruppodi 80 membri della famiglia, di ogni et e convinzione,si trovano sotto lo stesso tetto a festeggiare, stando in-sieme e accettando le diversit e le scelte di vita l'unodell'altro. Facciamo un browsing dei movimenti presentinella mia famiglia: Gli ultra religiosi: di solito vedete la donna con la par-rucca e il marito vestito con un abito nero e il cappello.In queste famiglie spesso la donna l'unica a lavoraree il marito studia la Torah.

I laici: fondamentalmente scelgono di non seguire leregole della religione ebraica.I religiosi sionisti: sono quelli che seguono la Halakhah,

la tradizione e parallelamente hanno un ruolo attivonella societ e nello Stato di Israele.I non credenti: pensano che la religione sia il frutto diun ottimo lavoro di pubbliche relazioni e intimidazioniin un mondo primitivo.I tradizionalisti: accendono le candele di shabbat, fannokiddush e poi prendono la macchina e vanno al marea fare BBQ.I Chabad: la testa l'asse centrale nella vita e quindibisogna studiare profondamente il signi!icato di qual-siasi cosa.I Breslav: si riconoscono soprattutto per due abitudini- l'isolamento in mezzo alla natura, per parlare conDio, e il risveglio dopo mezzanotte per studiare la To-rah.I Caraiti: credono solo nella Torah senza scritture suc-cessive.Rileggendo mi sembra pi uno studio di antropologiache una semplice descrizione della mia famiglia. Cercodi capire chi sono io e con quale gruppo mi riconoscodi pi, da questa lista, e scelgo di non scegliere, perchalla !ine mi piace essere semplicemente Avi, l'ebreaisraeliana.

CHE GIOIA AVERTI QUA

Come stato bello averti potuto parlare dopotanto silenzio. Dopo tanto amore, eravamodiventai due nemici. Ma oggi, appena ti seiseduta al tavolo del bar, l accanto a me, unaluce abbagliante mi ha aperto gli occhi, quellaluce sei tu. Sempre pi bella che mai, la tuaprima parola e stata...Ciao, come ti va?. E su-bito, quel ciao ha aperto nel mio cuore unospiraglio di speranza, una speranza che poisi avverata. Sapessi come bello amore miopoterti stringere nuovamente al petto, poi tiho giurato, ci siamo giurati amore, e amoresar, gli errori che abbiamo commesso sa-ranno cancellati dalle nostre menti, oh... amo-re mio, sapessi quanto ti amo, lo giuro sulmio onore che non ti lascer mai pi andarvia, che gioia mi fa averti qua.

Jonathan Brogna

LIVORNOEBRAICA

BOLOGNA EBRAICA

Italia Ebraica la voce delle Comunit

pag. 6 luglio 2012

Un appuntamento da non perdere tra storia, memoria e futuroLappuntamento di quelli storici. La sinagogadi Trieste, una delle pi grandi dEuropa, fe-steggia questanno il suo primo secolo di vita.La data scelta per dare il via alle manifestazioni il domenica 1 luglio. E il 12 di Tamuz: la dataebraica che nel 5672, il 1912, segn linaugura-zione del maestoso edificio con unaffollatis-

sima cerimonia cui parteciparono tutti i mag-giorenti dellepoca riuniti insieme alla cittadi-nanza per ammirare la bellezza del maestosoNovo Tempio israelitico. In occasione delcentenario la Comunit, come gi in altre occa-sioni, apre le porte al pubblico proponendo uncalendario di eventi che coniugando Storia,

memoria e contemporaneo of-friranno uno spaccato di grandesuggestione sulla Comunitebraica locale. Momenti dedicati al-lebraismo triestino e nazionale e alla cittadi-nanza, nel segno del dialogo con la societ chesempre ha contraddistinto gli ebrei giuliani.

Orfanotrofio di Pinsk, quando contribuire vuol dire salvare giovani vitedi Moshe FhimaMi rivolgo ai nostri fratelli in Italia Shalom uvraha!Mi chiamo Moshe Fhima e da dodici anni lavoro aPinsk, Bielorussia come direttore del programmaeducativo ebraico Yad Yisroel. Nel corso di questi dodici anni la nostra organizzazione ha aiutato migliaiadi bambini ebrei da tutta la Bielorussia ad avere unavita pi sana e unopportunit per il loro futuro.Noi inseguiamo due progetti, tutti e due di vitale importanza. Le nostre due scuoleorfanotro"io a Pinskprovvedono a una casa e uneducazione per 120 bambini di cui tanti sono orfani ebrei della Bielorussia.La maggior parte dei nostri bambini proviene dallefamiglie disastrate, spesso "igli di una ragazzamadreo bambini che hanno subito degli abusi.Noi provvediamo a dare a questi ragazzi una buonaeducazione scolastica e poi anche unistruzione accademica in vari paesi del mondo. Abbiamo tanti graduati della nostra scuola nei college, universit, seminari e yeshivot in Israele, Canada, Germania e StatiUniti. Per questi ragazzi Yad Yisroel unica possibilitdi costruirsi un futuro. Il nostro progetto parallelo in un certo senso esso urge ancor di pi ai nostribambini il campeggio estivo in luglio e agosto.

Durante gli anni di mio lavoro ho visto decine di campeggi lungo il territorio delex Unione Sovietica eogni anno mi convinco sempre di pi che i campeggiin Bielorussia servono pi che in Ucraina o in Russia,per vari motivi: il primo che moltissimi bambinibielorussi colpiti dal disastro di Chernobyl nel 1986sono di costituzione molto debole e passano ore intere ogni settimana dai dottori per le cure mediche.Il secondo, e ancor pi signi"icativo, che la situazioneeconomica in Bielorussia tale da non permetterea molte famiglie da sfamare i propri "igli. Una madredi due maschi a Kalinkovici mi disse che se primacompravano il pollo una volta alla settimana ora possono comprarlo solo una volta in duetre settimane.La verdura fresca ancora pi costosa e tante famiglie

in Bielorussia si nutrono di pane, patate e kasha,cio hanno sempre meno proteine e vitamine. Moltibambini mostrano segni di malnutrizione. Lannoscorso le comunit ebraiche italiane hanno raccoltomigliaia di euro che hanno aiutato a distribuire cibosano a pi di 150 persone nella regione di Pinsk eBrest ma tuttavia restano altre aree del paese coigrandi problemi di nutrizione.Per questi ragazzi il campeggio estivo indispensabileper rigenerare la loro salute, mangiando cibo sanoe rilassandosi, perch possano tornare a casa e affrontare un altro anno scolastico: praticamente indispensabile per salvare le loro vite.Ebrei italiani, mi rivolgo a voi per chiedervi aiuto.Aiutateci a realizzare il progetto di campeggio estivo.

Per mantenere un bambino nei nostri campi estiviper una settimana servono 100 euro. Questannosperiamo di ospitare 300 bambini per tre settimaneognuno. Aggiungete le vostre forze per salvare i bambini ebrei di Bielorussia. Ogni bambino che potrusufruire di una vacanza estiva un bambino salvato.Insieme abbiamo la possibilit di riuscire!Vi ringrazio tuttiQuesto il numero del conto aperto dalla Comu-nit ebraica di Trieste per lemergenza Pinsk:Pro orfani BielorussiaComunit ebraica di TriesteVia San Francesco 19 - 34133 TriesteIBAN IT 10 L063 4002 2001 0000 0003 194

100 anni del Tempio, lomaggio internazionale dei Chazanimdi Daniela GrossNella nostra liturgia c qualcosa di unico.Durante la settimana preghiamo secondoil rito sefardita, il sabato e le feste passiamoinvece a quello askenazita. Centanni fa fuun modo per convogliare gli ebrei triestini,di provenienze diverse, nella sinagoga appena edi"icata. Oggi questa necessit forsenon c pi. Ma una nostra peculiaritdivenuta minhag: per noi giusto e doveroso continuare. Jacky Belleli, assessoreal Culto della Comunit ebraica di Trieste,spiega cos le ragioni dellevento con cuidomenica primo luglio si celebrer il primosecolo di vita del Tempio. Belleli e gli altriorganizzatori della manifestazione, tra cuiAriel Camerini, Shai Misan, Davide Casalie tantissimi iscritti (la scelta stata infattiquella di coinvolgere al massimo la Comunit), hanno infatti voluto far rivivere letradizioni liturgiche in una serata particolare. A celebrare la giornata saranno dunquesei Hazanim che intoneranno le arie tradizionali nel monumentale complesso che

centanni fa riun in un'unica sinagoga gliebrei "ino allora dispersi in quattro Scholedisseminate nella citt. ParteciperannoShai Misan di Trieste; Shmuel Barzilai diVienna; Malach Kaufman di Verona; VilleLignell di Linz; rav Elia Richetti, presidentedellAssemblea rabbinica italiana, di Milano,e Nathan Neumann di Trieste.Un parterre internazionale, che riproponequel melting pot che nella storia ha semprecaratterizzato il mondo ebraico triestino.Non sar una semplice esibizione canora dice Belleli ma un momento che ricorder pi possibile le atmosfere di una no

stra Te"illah. Saremmo felici se la citt volesse partecipare e sentirsi un po partedella nostra Comunit. Si tratta di unevento importante a cui stiamo lavorandoda tempo sottolinea Alessandro Salonichio, presidente della Comunit ebraica diTrieste La speranza di poter festeggiarecon gioia questo momento storico insiemeagli iscritti, ai correligionari di tuttItalia ealla citt: per ricordare il passato e guardare al futuro.A precedere lesibizione, alle 19, un tuffonelle s"ide delloggi con la consegna delpremio Il rosone del Tempio nello storico

Caff San Marco, vicino la sinagoga. Un riconoscimento, istituito proprio questanno,voluto dalla Fondazione Stock Weinbergper la coesistenza tra i popoli in collaborazione con la Comunit ebraica di Triesteche vuole premiare quanti si prodiganonel nome della pace e dei diritti delluomo.Nel corso della premiazione si esibir ilcoro Kol HaTikvah diretto da Marco Podda. Darsi appuntamento nel secolareTempio signi"ica anche festeggiareun certosino impegno di conservazione, restauro e messa a norma.Da tempo si lavora a preservarestrutture e decorazioni che ormaimostrano i segni (e i danni dellet): un lavoro molto impegnativo oltre che oneroso,spiega Ariel Camerini, assessore agli Immobili della Comunit.Le dimensioni della struttura sono notevoli, inevitabile dunque procedere perspezzoni. Lultimo periodo racconta Camerini stato dedicato allabside, che risultava fortemente intaccato dallumidit.Si proceduto alla sigillatura dei vetri e

della struttura metallica che li contiene oltre che delle fessure della facciata. Si in"ine apposto un protettivo di ultimagenerazione utilizzando allinterno impacchi per deumidi"icare edesalinizzare. Si sonoinoltre rivestite in lamiera le due cupole proce

dendo inoltre a unaserie dinterventi: dal rifacimento dei bagni alla sistemazione dei pavimenti, dalla pulizia dei portali nellatrioa quella delle decorazioni a lato dellAronhaKodesh. Un lavoro minuzioso, per giungere ben preparati allappuntamento conil centenario. Poi si dovr pensare ad altremille scadenze. Ma intanto la Comunit diTrieste festeggia la sua storica sinagoga.

TRIESTE EBRAICA

(dal biblico profeta Eliseo, al cabalistapatavino Mosh David Valle, al pi recente "ilosofo Franz Rosenzweig); di Mishnah con un incontro sui Pirq Avoth.Diversi temi, affrontati sempre con veracompetenza dai vari relatori. Folta lapresenza dei rabbini: il presidente dellAssemblea dei Rabbini dItalia rav EliaRichetti, il rabbino capo di Ancona e presidente del Tribunale Rabbinico del Centro Nord Italia rav Giuseppe Laras, il sofer del Tribunale Rabbinico di Roma ravAmedeo Spagnoletto e il nostro rabbino capo di Padova rav Adolfo Locciche, oltre a contribuire con le sue conferenze, collabora ogni anno alla programmazione degli incontri, suggerendoargomenti e relatori nonch a supplirepersonalmente, se necessario, alle defezioni dellultimo momento. Accanto aloro, questanno, Laura Voghera Luzzattoe Claudia Milani.A coronamento del ciclo, per chiuderein bellezza le celebrazioni dei 25 anni,domenica 10 giugno si svolto il Concerto di musiche liturgiche ebraiche, inuna sontuosa sala affrescata dellUniversit di Padova, la Sala dei Giganti, e davanti a un pubblico formato da pi di300 persone.La serata ha avuto inizio con il doverosoricordo di Teresa Salzano, fondatrice e

responsabile del Gruppo per 15 anni,venuta a mancata nel 2008, e della sorella Adele che lha sempre sostenuta.Un pensiero andato anche a tutti i numerosi relatori che, nel corso degli anni,hanno tenuto le loro lezioni. Don Brusegan ha poi portato i saluti del Vescovodi Padova, mons. Antonio Mattiazzo, esuoi personali. Il programma musicale,che ha spaziato tra il canto di alcuni Salmi (15, 114 118), di due hakkafoth, diun piyt composto da Shelomoh Ibn Gabirol e di due passi biblici (Levitico 23:4e Isaia 41:8,10,13), stato eseguito da

un ensemble composta da un pianoforte(Fabrizio Durlo), un violino (RobertoIsrael Lea), un "lauto dolce (Chiara Rachel Salasnich), un "lauto traverso (Andrea Dainese), un fagotto (Steno Boesso), un contrabbasso (Antonello Domenico Barbiero) e un arpa (Federica Rossin) che hanno accompagnato la voce diRav Adolfo Locci. Il tutto presentato conmaestria e competenza dal professorGadi Luzzatto Voghera, membro dellaComunit ebraica di Padova. Il livello digradimento stato comprovato dallascolto attento e interessato con cui il

pubblico ha seguito lo svolgersi del programma, richiedendo alla "ine pi voltealcuni bis in uno dei quali si cimentatoanche un giovane della Comunit, Benedetto Sacerdoti. Una serata riuscita,in un clima di sincero apprezzamentoda cui le persone sono uscite soddisfattee felici.Guardando globalmente a questi 25 annidi incontri, il bilancio non pu che essereindiscutibilmente positivo. Sono stateorganizzate pi di 250 serate, si sono avvicendati sulla cattedra pi di 50 relatorisu una gamma di argomenti che ha spaziato dalle spiegazioni di passi della Torah o del Tanach in generale, allillustrazione delle feste nel loro signi"icato profondo e nel loro svolgersi familiare; daeventi tratti dalla millenaria storia delpopolo ebraico, alle gloriose vicende della vivace comunit patavina; dalle grandi"igure di maestri del passato, alla letteratura del secolo scorso. Da ogni incontrole persone sono uscite guadagnando unapi adeguata conoscenza dellEbraismoe nutrendo un maggiore apprezzamentoriguardo alle sue tradizioni, ricevendosempre nuovi spunti e domande da cuiripartire per successive ricerche, letturee interessi.Lucia Poli

responsabile del Gruppo di Studi e Ricerca sullEbraismo

segue da pag. 1

Italia Ebraica la voce delle Comunit

pag. 7luglio 2012

Gruppo Studi, 25 anni di attivit festeggiati in musica

In occasione di compleanni che rappresentano unapietra miliare, come quelli tondi, capita di guardarsiindietro. Questo mio intervento vuole proprio analizzare, con occhio critico, le scelte che portaronoalla costruzione di una sinagoga monumentale comequella di Trieste e le criticit ebraiche in essa contenute. Agli occhi dellebreo religioso che mettepiede nella sinagoga maggiore di Trieste, ma lo stesso si pu dire per altre sinagoghe italiane, risultasicuramente anomala la presenza di un grande organo, di uno spazio per un coro, lassenza di unaTevah centrale nonch la disposizione dei banchi,tutti orientati verso lAron haKodesh. Tutte caratteristiche legate alla storia della Comunit ebraicatriestina.Dal 1848 in poi a Trieste, come in diverse altre citteuropee, molte famiglie decisero di far frequentareai loro "igli le scuole pubbliche, una scelta che facilitdi molto i contatti con la societ maggioritaria, cosa"ino allora inusuale. La scuola ebraica, abbandonatadalle famiglie pi benestanti venne de"initivamentevista come un istituto riservato ai pi poveri. Questallontanamento dallo studio della Torah, come silegge dalle memorie di illustri ebrei triestini comeMarco Besso, port a vedere lebraismo, o almenole regole ebraiche, come un retaggio dei tempi passati, una cosa vissuta nella casa dei nonni e gi piblandamente in quella dei genitori per poi quasisparire nella propria. Questa veloce integrazione sispinse tristemente in parecchi casi "ino ai limiti mas

simi dellassimilazione e dellapostasia.Negli anni 70 dellOttocento la Comunit visse unperiodo di dibattito molto serrato circa la possibilitdintroduzione di un organo allinterno della sinagoga. A quegli anni risale anche la prima idea di costruire un nuovo luogo di culto in uno spazio moltolontano dallarea dellex ghetto cittadino che rappresentava, nellinconscio ebraico, lo spettro dellesegregazioni e restrizioni a cui nei secoli il popoloebraico fu sottoposto. Una sinagoga monumentale quindi degna dellimportanza raggiunta dagli ebrei in citt e nel restodEuropa. Lintroduzione di un organo allinterno diuna sinagoga era stata la fonte di grossissimi dissapori e spaccature nel 1872 allinterno della Comunit ebraica della capitale, Vienna. Alla luce diquesti dissapori la comunit triestina decise di rivolgersi al rabbino capo di Modena rav Jona il qualesi espresse con parere favorevole integrando la suarisposta con un elogio delle conquiste civili ottenutedurante il periodo dellemancipazione che, secondoil rav, avrebbero permesso di adottare nuove formerituali "ino allora proibite. La sinagoga divenne sempre pi un mero luogo diculto perdendo tutta la sua "isionomia anche diluogo dincontro e di studio. Gli ebrei europei in

quegli anni ebbero "inalmente lopportunit di rivendicare di fronte al culto maggioritario le pariopportunit della tradizione religiosa ebraica che,per la prima volta, usciva dopo secoli di segregazione. La libert raggiunta nella vita sociale e il desideriosempre maggiore di emancipazione portarono adesiderare luoghi di culto maestosi come quelli dellafede maggioritaria sul territorio, anche larchitetturainterna ne risent, lo spostamento dei banchi e lasparizione della Tevah centrale, cosa presente intutte le sinagoghe di Cittavecchia (abbattute in ottemperanza al piano regolatore dal regime fascistanegli anni 30) rappresent una sparizione delle diversit architettoniche tra sinagoghe e chiese. Oggi, in occasione dellimportante anniversario diquesto nostro Tempio ritengo che, ben consci delleragioni storiche e culturali che portarono alla suacostruzione e alla sua struttura dobbiamo lavorareuniti per un futuro in cui il senso identitario e il rispetto delle nostre tradizioni sia il garante della nostra sopravvivenza e porti la Comunit di Trieste afesteggiare anche il traguardo dei 200 anni con unaComunit numericamente ragguardevole e con unebraismo vitale e reattivo.Mauro Tabor

Festeggiati anche a Lugano i 64anni dello Stato di Israele.L'evento, promosso consigni!icativo richiamo mediaticoin tutto il Ticino, ha avuto luogo alPalazzo dei Congressi suiniziativa della sezione localedell'associazione Svizzera Israele.Tra gli ospiti la giornalistaFiamma Nirenstein.

LUGANO

In piazzaper Israele

Tappa !iumana per Ci sarebbebastato (Epika edizioni) di SilviaCuttin. Lo scritto, che racconta letormentate vicende di tre cugini!iumani colpiti dalle persecuzioninazifasciste, stata presentata alSalone delle Feste di PalazzoModello in occasione dellaSettimana della Cultura Italiana.

FIUME

Lodissea di tre cugini

Quelle pietre maestose che ci impongono di lavorare per la continuit

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PADOVA EBRAICA oltreconfine

di Benedetto SacerdotiQuando un uomo stanco di Londra, stanco della vita, perch a Londra si trovatutto ci che la vita pu offrire. Cos parlava della capitale inglese Samuel Johnsonnel lontano XVIII secolo, ma le cose nonsono cambiate di molto: la vita londinese,con i suoi locali, ristoranti e spettacoli,con i continui spostamenti in metropolitana, i musei e le passeggiate nei parchi,presenta talmente tante diverse opportunit che risulta davvero dif"icile stancarsene. La prima scelta obbligata perqualsiasi studente in arrivo, ovviamente,riguarda il luogo dove abitare. Londra,con i suoi 40 km di diametro, offre di tutto,dalle zone residenziali upperclass diChelsea e South Kensington, a quelle pifestaiole e trasandate di Camden Town,il tutto a prezzi per camera singola paragonabili a quelli di af"itto di un bilocalein centro a Padova. La mia scelta si quindi orientata per una camera in zona ebraica, a Hendon, sulla Northern Line, a circamezzora di metropolitana dal centro. Ritrovarsi a vivere praticamente sopra ainegozi kasher, dai supermercati alle rosticcerie, dai ristoranti alla carta ai fastfood, una grande scoperta che, devo dire,

in"luenzer gravemente sul peso segnatodalla bilancia Hendon offre poi limbarazzo della scelta per quanto riguarda ilTempio dove andare a Shabbat. Essendoun po estraneo ai vari riti, cos diversi daquello italiano, ho provato circa una decina di minyanim, tutti a pochi minuti apiedi da casa, per poi rimanere fedele allasinagoga Ner Yisrael, dove vado per ichaggim e il venerd sera, e a un minyanper studenti universitari organizzato da

alcuni ragazzi di Ner il sabato mattina.Sar stata lesperienza del Ben Akiva, oforse le tonalit della te"illah pi simile aquelle nostre, ma il rito askenazita mi haammaliato, convincendomi a non provarealtrove (anche se continuo ad andare alTempio ogni Shabbat con il mio siddurBen Rom). Hendon abitata principalmente da modern orthodox, ebrei religiosi, che si dedicano allo studio della Torah (e non solo) cos come agli studi uni

versitari. La maggior parte delle famiglieche ho conosciuto posseggono la raccoltadel Talmud nelle proprie librerie, a "iancoai libri di "inanza, medicina e legge. Le signore coprono i propri capelli, ovviamente niente strette di mano, ma case bellissime, "igli (tanti) puliti e curati, e un giustoequilibrio fra una vita religiosa osservantee lappartenenza alla societ del XXI secolo. Lospitalit di queste famiglie qualcosa di straordinario, cui dif"icilmenteavrei creduto prima di vederla con i mieiocchi.Vivere una vita ebraica per non vuol diresolamente Tempio e Shabbat, ma ancheeventi sociali. Dalle feste quasi mensilialle Jewish societies allinterno delle universit, le opportunit per conoscere coetanei ebrei sono davvero moltissime, eper qualsiasi target, per cui non c il rischio di ritrovarsi in un ambiente eccessivamente religioso o a disagio.Al di fuori della vita ebraica, poi, vale lapena riuscire a ritagliarsi del tempo, magari dopo gli ultimi esami, per passarequalche serata pazza al Fabric o al Ministry of Sound, scoprire qualcosa di carinoai mercatini di Portobello o Brick Lane, olasciarsi sedurre dal fascino dello skylineal tramonto, sulla collina di Primrose Hill.

di Simone Foa Quest'anno gli eventi targati UGEI non si sono fermatialla tradizionale festa di Purim: in occasione del primoYom HaTorah (20 maggio) stato infatti organizzatouno speciale Shabbaton in quel di Parma, che ha vistola partecipazione di circa quaranta ugeini. Un eventoiniziato col botto con la visita guidata alla BibliotecaPalatina, che conserva una tra le pi complete raccoltedi manoscritti ebraici a livello mondiale. Il suo "iore allocchiello? Un'antica Haggadah del V secolo:da rubare, come sentenziava ironicamente la guida! Ma entrando nel vivo delle celebrazioni dello Shabbat ches potuto respirare appieno la suggestiva atmosferadella Sinagoga: edi"icio di semplice struttura ma molto accogliente, dove si pu davvero a toccare con manola storia di questa piccola ma antica Comunit. Non sono

mancati naturalmente i momenti dedicati al turismo,con un appassionante giro per la citt guidato da un simpaticissimo studente israeloparmigiano, n la festadel sabato sera, organizzata in uno tra i locali pi in delcentro storico. Impossibile non tornare a casa dal weekend con qualcheri"lessione importante. Lunit e il calore respirati a Parma durante lo Shabbatonrappresentano a mio avviso la vera essenza dell'ebraismoitaliano: elementi troppe volte mancanti nelle grandiComunit, spesso minate dai con"litti interni. Le piccoleComunit italiane, insomma, non rappresentano soltantotestimonianze fondamentali della nostra Storia da preservare con cura, ma realt vive, da cui ciascuno di noiha qualcosa da imparare.

HATIKWAUnione Giovani Ebrei dItalia

UN GIORNALE APERTO AL LIBERO CONFRONTO

DELLE IDEE

direttore Rebecca TrevesHaTikwa periodico di attualit e cultura dellUnione Giovani Ebrei dItalia | [email protected] www.ugei.it | supplemento a Pagine Ebraiche - n. 7 - 2012 reg. Tribunale di Roma 218/2009 ISSN 2037-1543 (responsabile a termine di legge: Guido Vitale)

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Qui Londra Should I stay or should I go?RINNOVAMENTIdi Simone Disegni

Should I stay or should I go? Se lo chie-deva con insistenza Mick Jones gitrentanni fa, incerto sul corso da darealla relazione con la sua bella, in unacelebre hit dei Clash. E la stessa doman-da se la pongono oggi, con altrettantainsistenza, tanti giovani italiani alleprese con scelte di vita importanti, distudio o di lavoro, un po in cerca dav-ventura e un po in fuga da un Paesepercepito come as!ittico. E se i titoli digiornale non promettono nulla di buo-no, che fare? Partire alla scoperta dinuovi mondi o provare a farsi stradanel Belpaese? E quale destinazione sce-gliere? Siamo sicuri che tanti di voi sipongono queste domande. E se non pos-siamo certo fornirvi la risposta, possia-mo almeno provare a darvi qualche pi-sta, raccontandovi su queste pagine per voce dei tanti ugeini emigrati perun periodo pi o meno lungo realt,sogni ed esperienze vissute in varie cittstraniere, compreso naturalmente il la-to ebraico dellavventura. Con la testi-monianza su Londra del nostro Bene-detto, HaTikwa si arricchisce dunqueda oggi di una nuova rubrica, che spe-riamo sar di vostro gradimento. Danon perdere in questo numero ancheuninteressante ri!lessione sul valoredelle piccole Comunit dopo lo Shab-baton di Parma. Come avrete capito, insomma, HT cre-sce e si apre a nuovi contributi, non sol-tanto sulla carta, ma anche in rete. Dalmese di giugno !inalmente online in-fatti il nuovo sito internet dellUGEI:stesso indirizzo per una piattaformacompletamente nuova, sempre aggior-nata non solo con gli eventi in vista ele news pi importanti, ma anche conuna nuova sezione HT tutta dedicataallapprofondimento e al dibattito. Sullacarta o sul monitor, insomma, non restache augurarvi: buona lettura!

Lezioni (inattese) in quel di Parma