un meraviglioso - consorzio terra di san .meraviglioso inno alla vita. oggi partecipiamo curiosi

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editoriale

Nel mese di luglio avvenutala mietitrebbiatura del granoe dellorzo. Tutti ce ne siamoresi conto, in tanti modi, ancheindiretti.Pu essere capitato di

incontrare una mietitrebbiatrice per strada,sempre anticipata da qualcuno che agitavabandiere segnaletiche, come si convieneper i veicoli di ingombro eccezionale checon il loro lento incedere rallentano iltraffico.Possiamo aver notato la mietitrebbiatriceche avanzava in mezzo a un campo, avvoltada una nuvola di polverone, fatta di pula,frammenti di spighe e pagliuzze che ilbattitore e lo scuotipaglia producono perliberare i semi dalle spighe, spintiallesterno della grande macchina da unventilatore.Pu essere capitato di avvertire inlontananza, anche di sera o addirittura nelbuio della notte, il rumore cupo e i battitifrenetici di una mietitrebbiatrice, prodottida quellintricato sistema di assi ruotanti,cinghie e pulegge che trasferiscono ilmovimento del motore a tutti gli organilavoranti.Anche solo distrattamente possiamo esserciaccorti che il paesaggio circostante hacambiato aspetto, non pi campi pieni dispighe dorate ma completamente falciati,solo con qualche balla di paglia sparsaqua e l.

Le spigolatrici erano donne checercavano e raccoglievano le spighe difrumento lasciate nel campo dopo lamietitura.Spigolare (nel nostro dialetto spigh)era un lavoro prevalentementefemminile ma non in manieraesclusiva; ai casanti, ai poveri, aibraccianti agricoli senza terra propria,agli operai, si permetteva di entrarenei campi e spigolare. Donne ebambini rastrellavano i campi appenamietuti e liberati dai covoni perraccogliere le spighe rimaste tra lostrame, cos come dopo la vendemmiain settembre-ottobre si permetteva diandare a sgaravl (raccogliere igrappoli non visti dai vendemmiatori)nelle vigne e lungo i filari.

Un meraviglioso inno alla vitaPossiamo aver fatto caso a un campo vicinoa casa, magari alla sera lo abbiamo trovatomolto diverso da come lo avevamo lasciatoal mattino, rendendoci conto che latrebbiatura era avvenuta, nel giro di pocheore, invisibile e veloce.Oggi cos, i magazzini e i silos siriempiono di grano e orzo, gli operatoriagricoli svolgono tutto il lavoro senza chenessun altro ne venga direttamentecoinvolto.Gli agricoltori seguono preoccupati lesitodei propri raccolti, come giusto che siaquando si lavora con tutto limpegnopossibile e consapevoli del fatto chemettercela tutta potrebbe non bastare: unacattiva stagione, troppa pioggia o siccitpossono distruggere tutto.Ma lapprensione e la preoccupazione diun tempo, che accompagnavano tutta lacrescita del grano, dalla semina allaraccolta, oggi non esistono pi edifficilmente siamo in grado diimmaginarle e comprenderle nella lorointerezza, nella loro profondit.Al grano si legava la vita, nelleconomiadi sussistenza di una volta, quel raccoltogarantiva pane e farina, il nutrimento allefamiglie contadine, fino allannosuccessivo. Se qualcosa andava storto, lamiseria mai tanto lontana sarebbesubito venuta a bussare alla porta.Le feste che si organizzavano sullaia dellecase contadine alla fine della trebbiatura,

con la certezza di avere finalmente i granaipieni, allontanavano nei balli, nei canti,nel vino, nei giochi, lorribile spettro dellamiseria.Non era solo divertimento, era la grandefelicit di essere riusciti, anche perquellanno, a liberare la vita dalla paura.La festa della trebbiatura, con tutta laspontaneit del folklore contadino, era unmeraviglioso inno alla vita.Oggi partecipiamo curiosi alle rievocazionistoriche e alle sagre di paese dedicate allatrebbiatura. I bambini si divertono damorire a tuffarsi e a voltolarsi nella paglia. divertente prendere una falce in mano,legare i covoni, costruire il barco sullaia. interessantissimo vedere in funzioneuna vecchia trebbiatrice a posta fissa evivere con la fantasia i tempi di una volta.Raccontare il nostro passato fa bene alcuore.Ma se vogliamo veramente capire, nonfermiamoci al divertimento, nonfermiamoci a soddisfare la nostra vogliadi festa. Proviamo a fare uno sforzo in pi,perch sia il presente ad essere maestro distoria.Con la nostra comprensione del presentee dei cambiamenti avvenuti potremomeglio capire il passato. Allora s che asua volta, il passato ci aiuter davvero acapire il presente. Insomma, proviamo apensare alla vita come alla nostra maestradi storia.

Jean Franois Millet, Le spigolatrici, 1857

Raccontare il nostro passato fa bene al cuore

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il nostro ambiente

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Montecerreto,ambiente e paesaggioPer tutti i sammarinesi Montecerreto sinonimo di Percorso Vita. ComeMontecchio sinonimo di daini.La creazione del Percorso Vita, alliniziodegli anni 80, un sentiero ad anello chegira attorno al Montecerreto, con attrezziginnici disposti lungo il tragitto a formareuna serie di tappe, ha acceso la curiositdi tutti, dai super-sportivi ai comunipasseggiatori. La bellezza dellambiente,la comodit di accesso, le aree di sosta, lavoglia di stare a contatto con la natura,hanno fatto il resto. Montecerreto diventato un luogo famigliare a tutti, ciandiamo per fare due passi, per allenarsi,per svagarsi in compagnia o per rifletterein pace, per fare un pic-nic, per portare ibambini a giocare, per stendersi su unprato, per leggere un libro, per vincere unmomento di malinconia, di nostalgia oper volerlo vivere fino in fondo, perraccogliere gli asparagi, gli strigoli, lecastagne, i pinoli, le fragoline di bosco,per cimentarsi nella ricerca dei tartufi.In ogni mese dellanno e in ogni momentodel giorno, dalle prime ore del mattinofino a sera, c sempre qualcuno di noiche decide di passare un po del propriotempo a Montecerreto. un punto diristoro, a volte per il corpo, a volte per lamente.Lincanto di Montecerreto nellambientee nel paesaggio.Lambiente naturale nel quale ci si immerge ricco di meraviglie. Con un giro del

Percorso Vita si percorre il parco naturale incontrando tutta la sua biodiversit e la suacomplessit ambientale.La sommit ricca di vegetazione erbacea di ambienti aperti e assolati. I versanti, aseconda dellesposizione, delle pendenze, della disponibilit di acqua, della profonditdel suolo, sono coperti da un mosaico di associazioni vegetali diverse, ognuna espressionedella grande capacit di adattamento delle piante spontanee, in risposta alle specifichecondizioni locali. Verso Nord, al fresco, boschi di castagni, cerri, aceri e carpini; versoSud, dove pi caldo e c pi sole, macchie di roverelle e ornielli, radure, arbusteti,praterie. La pineta, anche se artificiale, con il sottobosco naturale di erica, ginepro eginestrone e il suo profumo balsamico di resine, non pu certo dirsi priva di fascino.Lerica e il ginestrone sono specie indicatrici di un suolo acidofilo, e il suolo di Montecerreto,con la sua terra rossa, ben diverso dai suoli tipici sammarinesi, pi chiari e grigiastri,solitamente non acidi ma calcarei.Ogni stagione colpisce per le sue fioriture, i suoi colori e i suoi profumi. Allinizio dellaprimavera fioriscono gli anemoni e le viole del sottobosco, poi il prugnolo, il biancospino,il timo, il sambuco, la robinia, la rosa canina, il caprifoglio, il castagno, la ginestra, le

Il colore rosso del tramonto dovuto ad un ben precisofenomeno ottico.La luce solare attraversa latmosfera, dove viene in parteassorbita e riemessa in tutte le direzioni. Lossigeno elazoto, principali costituenti dellatmosfera, diffondonomolto bene la radiazione solare corrispondente al blu eallazzurro, ma non sono cos efficaci nei confronti delrosso, che invece viene ben diffuso da particelle pi grandicome laerosol atmosferico, le goccioline di acqua ed icristalli di ghiaccio.Al tramonto (e allalba), il sole basso sullorizzonte, equindi i raggi di luce attraversano un maggiore spessoredi atmosfera e soprattutto un maggiore spessore dellabassa atmosfera, dove abbondano le particelle responsabilidella diffusione del rosso. Quando invece il sole alto nelcielo, i suoi raggi effettuano un percorso pi breve inatmosfera, quindi il cielo ci appare blu e azzurro. Vediamoil cielo azzurro anche perch le nostre cellule visive, conlevoluzione, si sono perfezionate nella visione di questocolore e sono pi sensibili ad esso.Aerosol e particelle microscopiche sono una componenteatmosferica molto variabile, e quindi anche lintensit delrosso del cielo allalba e al tramonto pu variare molto.Dopo grandi eruzioni vulcaniche come quella del Pinatubonel 1991, i tramonti e le albe sono molto pi rossi delsolito, per la grande quantit di particelle emesse nellaltaatmosfera, dove vengono distribuite dalle correntistratosferiche su tutto il pianeta e dove possono rimanereper molto tempo.Leruzione del Krakatoa del 1883, una delle pi potentiavvenute in tempi storici, ha emesso milioni di tonnellatedi ceneri e particelle, favorendo per anni il verificarsi ditramonti spettacolari, inspirando, secondo alcuni studiosi,i colori dipinti nel cielo di molti quadri di fine Ottocento,tra i quali il celebre Urlo di Edvard Munch.Il 2 maggio scorso, il vulcano Chaiten, situato nel Cilemeridionale, ha iniziato una eruzione molto intensa,proiettando nellalta atmosfera una grande quantit diparticelle. Nei prossimi mesi potremmo quindi assistere atramonti particolarmente colorati.

Il tramonto

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Rosa

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Urlo

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Mun

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centauree, le genziane, i ciclaminiLa bellezza della natura ci cattura in tantimodi, con un singolo piccolo fiore digarofanino, con un tappeto di timobrulicante di api, con il giallo oro deimazzetti di elicriso, con le fioriturespettacolari, per la loro vistosit, delcastagno o della ginestra.Il parco di Montecerreto ricco di presenzefaunistiche, anche se sono solo occasionalie fortuiti gli incontri con gli animaliselvatici. Non per cos difficile scorgerele tracce che rivelano la presenza di animalio sorprendere uno scoiattolo. Con un podi abilit e fortuna si possono