testimonianza di paolo venturi

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  • 1. Il valore aggiunto dellEconomia Sociale 18 settembre 2013 GALATINApaolo venturi, direttore AICCON1

2. Modello dicotomico Stato-Mercato LEconomia Politica si sviluppata sul fondamento del modello dicotomico di ordine sociale Stato-Mercato. Seppure con approcci teorici molto differenti (liberista/statalista) la linea di base che rappresenta loggetto di studio delleconomista politico rappresentata dallo studio dei rapporti tra Stato e Mercato 3. Necessit del superamento del modello dicotomico Stato-Mercato: la prospettiva delleconomia civile Nella modello dicotomico, la societ civile non gioca un ruolo specifico in economia Nel prospettiva delleconomia civile, la societ civile gioca un ruolo in economia rilevante, specifico e non sostituibile 4. La prospettiva dell'Economia Civile Assumere questa ipotesi ri-definisce il senso di alcune parole producendo un allargamento della sfera dei soggetti orientati alla produzione di utilit sociale: Beni pubblici e Utilit sociale: produzione non solo prerogativa del pubblico ma anche dei soggetti della Economia Sociale Politiche pubbliche: come iniziative realizzate in sinergia con i soggetti dellEconomia Sociale. Sviluppo economico: non alimentato unicamente da imprese e spesa pubblica ma fortemente correlato alla presenza e al ruolo dei soggetti delleconomia sociale 5. La visione dellEconomia Civile Ladozione della visione dellEconomia Civile rappresenta: una lente capace di leggere le nuove dinamiche sociali nazionalie internazionali nel loro complesso (e non solo relativamente al Terzo Settore), una feconda prospettiva di ricerca multidisciplinare nelle scienze sociali, un approccio alla definizione di nuovi paradigmi di sviluppo economicoeumano, capaci di orientare efficaci politiche di welfare, di rileggere le dinamiche produttive e di mercato, nonch di individuare percorsi di innovazione sociale.In sintesi, ladozione della visione dellEconomia Civile rappresentato la possibilit di porsi come anticipatore del cambiamento. 6. Ipotesi assunta e conseguenze Assumere questa ipotesi ri-definisce il senso di alcune parole producendo un allargamento della sfera dei soggetti orientati alla produzione di utilit sociale: Es. Beni pubblici e Utilit sociale: la cui produzione non prerogativa solo del pubblico ma anche dei soggetti dell Economia Sociale Es. Politiche pubbliche: come iniziative realizzate in sinergia con i soggetti dellEconomia Sociale. Es. Sviluppo: non lesito della produzione di ricchezza prodotta da imprese for profit . 7. Sviluppo: diverse ricette..Il concetto di Sviluppo diverso dal concetto di Crescita. 1. Rilancio del ruolo dello Stato (pi regolamentazione); Contenimento sistematico della spesa pubblica; 2. Aumento della Responsabilit Sociale (volontaria) delle imprese che rinunciano a parte dei propri utili; 3. Puntare sullo sviluppo di nuovi attori e di nuove forme di coordinamento (pluralismo delle forma di impresa). 8. 1 - Economia Sociale di Mercato L'economia sociale di mercato un modello di sviluppo dell'economia che si propone di garantire sia la libert di mercato che la giustizia sociale; lo Stato deve intervenire laddove esse presentano i loro limiti. L'intervento dello STATO si attiva dove il mercato stesso fallisce nella sua funzione sociale e deve fare in modo che diminuiscano il pi possibile i casi di fallimento. Lo Stato rende sociale il mercato attraverso: Regolamentazione ( Basilea III) Redistribuzione Politiche monetarie e fiscali espansive o restrittive 9. 2 Shared Capitalism Idea di fondo: le imprese devono farsi volontariamente carico degli effetti della loro attivit, attraverso: Potenziamento della Responsabilt Sociale Azioni di Welfare aziendale e contenimento dei profitti; Azione di pressione della Societ Civile/consumatori sulle imprese Paradigma economico descritto nel: IL CAPITALISMO SOTTO ASSEDIO E OCCORRE REINVENTARLO. Lo sostiene, nellampio saggio che caratterizza il numero di gennaio 2011 di Harvard Business Review, Michael Porter (con Mark Kramer). Imprese intrappolate in un approccio superato alla creazione del valore che si imposto negli ultimi trentanni.la tesi coraggiosa di Porter che la competitivit di unimpresa e il benessere della comunit circostante sono strettamente interconnessi, non occorre solo perseguire la massimizzazione del profitto ma necessario condividerlo con i propri stakeholder (Share value theory) 10. 3. Sviluppo di nuovi attori e diverse forme di coordinamento Idea di fondo: favorire lo sviluppo di nuovi soggetti e in particolare di nuove forme di impresa: dotate di autonomia privata; senza scopo di lucro; che perseguono finalit pubbliche; al fine di: Aumentare lofferta di servizi di interesse generale senza aumentare la spesa pubblica grazie a: - maggior efficienza; - recupero risorse umane e imprenditoriali; - sviluppo capacit innovative (innovazione sociale). Modificare i modelli di consumo e quindi anche i comportamenti. Aumentare il livello di soddisfazione per i servizi (e per la vita/benessere), per maggior aderenza alla domanda. 11. Esigenza di un modello di Sviluppo diverso Necessaria una prospettiva di sviluppo che supera la dicotomia STATO (redistribuzione)-MERCATO(scambio equivalenti ) Economia Civile 1.2.Occorre riscoprire il Co-operare (diverso dal collaborare) come capacit di tenere insieme strumenti e fini, condividendo il rischio. ( funzione obiettivo diversa massimizza valore del lavoro non del capitale) Il Mercato si pu sviluppare attraverso un maggior pluralismo delle forme di impresa: nella misura in cui le cooperative (quelle vere) crescono, si producano benefici sia in termini di equit sia in termini di sviluppo. (organizzazioni inclusive )La distribuzione della ricchezza caratterizzata da un elevato grado di concentrazione: alla fine del 2010 la met pi povera delle famiglie italiane deteneva il 9,4% della ricchezza totale, mentre il 10% pi ricco deteneva il 45,9% della ricchezza complessiva Banca dItalia 12. Ruolo dellEconomia Sociale per il futuro modello di welfare Fig. 1 Possibili modalit di sviluppo del Welfare State (alternativa 1 e 2) (ca. 2030) STATE(ca. 1980) 3rd sectorSTATEAlternative provision For-profit firmsDemocratization(ca. 2005) STATE 3rd sect.2 alternativesSTATE For-profit Firms3rd sect.(ca. 2030) For-profit firms Rampant privatization 13. Economia Sociale : Ris. n. 2250 Parlamento Europeo approvato il 19 febbraio 2009 LEconomia Sociale in Europa rappresenta 10% delle imprese Europee (circa 2 milioni Imprese) e 6% delloccupazione (pi stabile della media europea); la popolazione attiva interessata dallI.S. 4,1% in Belgio- 7,5% in Finlandia -3,1% in Francia 3,3% in Italia e 5,7% nel Regno Unito.(CIRIEC)La posizione del Parlamento Europeo rompe con una lunga tradizione di pensiero che ha alimentato una dicotomia fra sfera sociale ed economica assegnando alla prima dei compiti in chiave puramente distributivo-compensatrice e alla seconda compiti di produzione della ricchezza. Europa 2020 - 3 marzo 2010 Social Innovation Initiative (UE) maggio 2010 Social Business Initiative (UE) 25 ottobre 2011 Social Innovation Agenda (Italia ) MIUR marzo 2013 14. Andamento di cooperative e imprese 20012011 (val. ass. e n.i. 2001=100) Cooperative +14,2%Imprese +7,7%Fonte AICCON: elaborazione Censis su dati Istat e Unioncamere 15. Il trend occupazionale nella crisi Occupazione nelle cooperative e imprese 2007-2011 (val. ass. e n.i. 2007=100) Cooperative +8%Mercato lavoro -1,2%Imprese -2,3%Fonte: elaborazione Censis su dati Istat, Unioncamere e Censis (per il 2011) 16. Settori trainanti Variazione delloccupazione, 2007-2011 (var.%)Fonte AICCON : elaborazione Censis su dati Istat, Unioncamere e Censis (per il 2011) 17. Puglia 15.105 ONP (+24,5%) 26.446 addetti 121086 lav. Esterni 178.262 volontari 18. Coop B circa 4000 45 000 soggetti svantaggiati 19. Potenziale di imprenditorialit sociale 20. Ridefinizione dei paradigmi economiciFig.1 - Pil per abitante e livello di soddisfazione in Italia Fonte: lezione magistrale del Governatore della Banca dItalia Draghi Ancona 5 novembre 2010 21. Benessere 22. Benessere (II) 23. Biodiversit imprenditoriale1. 2. 3.Valore di Scambio Valore duso Valore di legameSenza lingrediente del valore di legame non si produce innovazione sociale e nel lungo periodo neanche valore economico (perch la coop sociale non impresa orientato unicamente allefficienza 24. Relazionalit crea vantaggio competitivo anche dal punto di vista finanziario: Internalizzare il valore fiduciario delle relazioni comunitarie (Valore di Legame), ti permette di accedere a + risorse e avere tassi di sofferenza pi bassi (> 1,67% 32n.232 nei settori di attivit dell'impresa sociale >> +16,6% rispetto al 24 giugno 32. Ci che noi misuriamo influenza le nostre azioni. Se usiamo indicatori sbagliati, ci sforzeremo di raggiungere obiettivi altrettanto sbagliati. Joseph E. Stiglitz Premio Nobel per l'economia 2001 33. (II) Valore aggiunto delleconomia sociale VALORE ECONOMICO VALORE SOCIALE VALORE CULTURALE VALORE ISTITUZIONALEapporto in termini di aumento (o non consumo) di ricchezza materiale, economica e finanziaria (investimento, risparmio), che una OTS produce attraverso la sua attivit specifica. contributo specifico in termini di produzione di beni relazionali (dimensione relazionale interna) e creazione di capitale sociale (dimensione relazionale esterna). apporto specifico in termini di diffusione di valori (equit, tolleranza, solidariet, mutualit), coerenti con la propria mission, nella comunit circostante apporto in termini di rafforzamento della sussidiariet orizzontale, dei rapporti intraistituzionali e inter-istituzionali+ Valore Ambientale Capacit di valorizzare il cap. ambientale Capacit di conservare il cap. ambientale 34. Politiche a valore aggiunto Politiche a maggiore valore aggiunto. Tali politiche si fondano su una concezione delle organizzazioni delleconomia sociale c

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