terra cotta bruno ceccobelli

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Catalogo della mostra "Terra Cotta Bruno Ceccobelli" organizzata dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Padova presso Galleria laRinascente (sempre a Padova in piazza Garibaldi). L'esposizione avrà luogo dal 25 giugno al 27 luglio 2014. L'evento è organizzato con il supporto di Maco Arte. Il catalogo contiene un testo di Nicola Galvan e la riproduzione di tutte le opere esposte. Distribuito gratuitamente in mostra. Durante l'inaugurazione, che avrà luogo mercoledì 25 giugno alle ore 18.30, l'artista personalizzerà i cataloghi in omaggio ai presenti con un suo intervento artistico (verranno forati gli occhi della maschera riprodotta in quarta di copertina) trasformando ogni singola copia in una vera e propria opera d'arte. Per informazioni sul catalogo, sull'artista e sulle opere: info@macoarte.com

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  • Terra Cotta Bruno Ceccobelli

  • Direzione della mostraMirella Cisotto Nalon

    Coordinamento servizio mostreFiorenza Scarpa

    Cura della mostraNicola GalvanMattia Munari

    Segreteria OrganizzativaEmanuela Taglietti

    Assistenza amministrativaDaniela Corsato - coordinamentoMaurizio BortolamiLoredana FantonLicia MorettiFranco Zanon

    Supporto organizzativoMaco Arte

    AllestimentiSquadra Allestimenti Servizio MostreSettore Attivit CulturaliValter Spedicato coordinamentoAntonio Breggion, Luca Galtarossa, Moreno Michielan, Franco Paccagnella,Silvano Perin, Claudio Spinello

    PromozionePatrizia CavinatoRocco Roselli

    COMUNE DI PADOVAAssessorato alla CulturaSettore Attivit Culturali

    con il contributo di

    26 giugno - 27 luglio 2014Galleria laRinascentePadova, Piazza Garibaldi

    Terra CottaBruno Ceccobelli

  • con particolare piacere che la nostra Amministrazione presenta

    questa nuova esposizione di Bruno Ceccobelli, artista emozionante e

    poliedrico la cui opera, nel recente passato, gi stata accolta dalla

    nostra citt. Se nella precedente occasione la sua visione poetica si

    era manifestata con la grande installazione Con passi dorati, allestita

    nel cinquecentesco Oratorio di San Rocco, questa volta essa si rivela

    attraverso larte ceramica. Una tecnica antica quasi quanto luomo,

    quella della terra cotta, che lartista affronta con laiuto esperto dei figli

    Auro e Celso, maestri ceramisti e anchessi presenti nellesposizione.

    Nel corso del 900 sono stati numerosi gli artisti che, come Ceccobelli,

    pur legati ai linguaggi della pittura e della scultura, hanno sentito il

    richiamo e il fascino della cottura della terra. Le opere di Pablo Picasso,

    e dopo di lui di Lucio Fontana, Enrico Baj, Emilio Scanavino e numerosi

    altri, hanno certamente vivificato con apporti sino ad allora inediti la

    disciplina, avviata in seguito a conoscere una vistosa svolta in direzione

    sperimentale nonch ad acquisire una nuova consapevolezza dei propri

    valori espressivi peculiari: aspetti che contribuiscono a farne oggi uno

    degli ambiti in maggiore fermento nel panorama della creativit artistica.

    Ideale prosecutore del lavoro degli autori sopracitati, Ceccobelli indaga

    le possibilit offerte dalle innovazioni intervenute ad arricchire, negli

    ultimi anni, il versante operativo della ceramica, non mancando tuttavia

    di prestare ascolto al richiamo ancestrale della materia.

    Proponendo la mostra Terra Cotta, il Comune di Padova intende far

    conoscere al grande pubblico un aspetto meno noto del lavoro di uno

    dei pi importanti artisti italiani del nostro tempo.

    Il SindacoLAssessore alla Cultura

  • Nella ricerca artistica di Bruno Ceccobelli risuona la voce del sacro.

    Percepibile nellimpianto figurativo e in quello poetico dei suoi lavori,

    questa particolare dimensione tendenzialmente estranea ai linguaggi

    visivi della contemporaneit riflette lambizione dellartista di conferire

    al proprio operare un respiro infinito, che supera la cronaca del presente

    per volgersi verso temi di carattere eterno e universale: il tempo, il mito,

    la natura, il senso pi profondo del fare arte. Lespressione di tali aspetti

    di contenuto affidata non solo ad una raffigurazione di tipo usuale,

    ma anche ad un ricco apparato simbolico, in cui si incontrano differenti

    tradizioni culturali. Gli elementi di indeterminatezza o mistero che esso

    pu presentare sono il frutto di una elaborazione iconografica molto

    personale, che fa dellartista un vero creatore di nuove costellazioni

    simboliche, finalizzate a sollecitare la coscienza, il sapere, limmaginazione

    dellosservatore. La sua opera si sviluppa da sempre seguendo percorsi

    che corrono paralleli rispetto alla mera razionalit: possiamo forse dire

    che con Ceccobelli ritorna dattualit la figura dellartista sciamano,

    messaggero di un mondo invisibile nel contesto della realt sensibile.

    Pittore e scultore, divenuto internazionalmente noto come uno dei

    principali esponenti della Nuova Scuola Romana e del ritorno dei

    linguaggi figurativi dopo gli anni del dominio concettuale, Ceccobelli

    presenta in questa esposizione un ampio repertorio della sua produzione

    nel campo della ceramica artistica. Nel dare vita alle sue opere, lautore

    sembra quasi giocare con la loro identit, collocandole idealmente sulla

    frontiera tra le applicate e la scultura, ricordandone la natura oggettuale

    ma esaltandone la facolt evocativa. Il suo lavoro appassionato

    nellambito di questa particolare tecnica contribuisce a illuminare di luce

    nuova il significato della sua vicenda creativa.

    Mirella Cisotto Nalon

    Capo Settore Attivit Culturali

  • Lintera opera di Bruno Ceccobelli appare incentrata sulla relazione tra luomo e la materia.

    infatti attraverso questa dinamica, al tempo simbiotica e conflittuale, che transita il suo

    messaggio poetico. Nella configurazione dei dipinti realizzati armonizzando presenze

    oggettuali, colori naturali e sostanze pervase da risonanze simboliche, quali cera e cenere

    cos come nel versante pi propriamente plastico del suo lavoro, lartista restituisce

    la suggestione di un percorso iniziatico che, a partire da una discesa nella materia del

    mondo, aspira a raggiungere una cognizione di tipo spirituale dello stesso. Richiamata

    sovente nelle opere lidea di una sublimazione o di un innalzamento celeste della realt

    fisica: trasformazioni queste concretamente riprodotte o figurativamente rappresentate,

    che, incorporando arcane similitudini alchemiche, si prefiggono di coinvolgere anche la

    personalit dellosservatore dopo quella dellartefice.

    Significativo, alla luce di tali considerazioni, linteresse di Ceccobelli per la ceramica

    artistica, su cui influiscono anche le tradizioni artigianali della nativa Todi e della vicina

    Deruta. Alle sue realizzazioni in questo particolare ambito, sembra essere affidato il compito

    di ricordare lappartenenza profonda dellessere alla natura e ai suoi elementi primari,

    sulla cui combinazione si basa daltronde la disciplina stessa. Fin dagli aspetti puramente

    processuali di questi lavori, lautore ha lopportunit di confrontarsi con una tangibile, e non

    solo metaforica, trasmutazione della materia. Manipolando la terra, unita allacqua, essiccata

    dallaria, consolidata dal fuoco, viene ripristinato con essa un rapporto intimo, privo di ogni

    mediazione. Il ricorso, negli esiti formali, ad un linguaggio di ordine simbolico e, dunque, di

    natura culturale, non interrompe tale connessione, sancendone viceversa il valore sacro e

    ancestrale: il medesimo che Ceccobelli conferisce allattivit artistica.

    Vasi, maschere, impronte antropometriche decorate pittoricamente sono le tipologie di

    rappresentazione pi frequenti nel suo lavoro con la ceramica. Ognuna di queste entit,

    condivide con la tecnica attraverso cui prende forma lorigine collocata al di fuori della

    Storia, legata alla notte del tempo. Ognuna di esse presenta inoltre, negli aspetti operativi

    come in quelli figurativi che la riguardano, pi di un riferimento al territorio del corpo

    umano, alla sua armonia, alla sua misura.

    Questultimo aspetto viene trasmesso anche nelle declinazioni espressive cui soggetta

    la forma archetipica del vaso. Forse prendendo in considerazione il significato ad essa

    attribuito nella cultura alchemica, ove, oltre a rappresentare il crogiolo in cui purificare la

    materia e le energie, il vaso raffigura anche la sede dello spirito, Ceccobelli sembra giungere

    a una sorta di umanizzazione di tale elemento, che collega simbolicamente al mondo

    E se alloblio il mondo tabbandona,

    allimmobile terra d: Io scorro,

    e allacqua fuggevole: Io sono.

    R.M. Rilke

    testo di

    Nicola Galvan

  • del femminile e della procreazione. A evocarlo il morbido grembo di unopera quale

    Madonna della Fontana, in cui convergono altri rimandi culturali. Se la cromia che la caratterizza

    richiama il manto blu della Vergine nelliconografia cristiana, le fenditure che rilevano la sua

    cavit interna omaggiano la ceramica di Lucio Fontana e, simultaneamente, restituiscono in

    termini plastici quello che per il pensiero orientale il quinto degli elementi primari: il vuoto.

    La volont, di ispirazione mitologica o addirittura divina, di plasmare esseri impugnando

    la terra, percepibile anche negli Invasi, realizzati nel numero di nove, ovvero quanti sono

    i mesi della gestazione; recipienti che sempre lo stesso Ceccobelli a dirlo come le

    persone contengono cose. Ognuno di essi si presenta chiuso, nellimbocco superiore, da

    una maschera in ceramica raku che riprende i tratti somatici dellartista, nelle cui orbite

    divampa ora una fiamma: una presenza questultima che indica tra le facolt del vedere

    quella, peculiare del fuoco, di trasformare la realt.

    Le opere realizzate attraverso limpronta focalizzano quella che deve essere stata la prima

    figurazione scaturita dal contatto tra luomo e la terra. I calchi abbinati delle piante dei

    piedi o delle palme delle mani, non solo danno risalto alle estremit con le quali il corpo

    primariamente interagisce con la materia, ma ricordano anche come sia stato il principio

    della simmetria a condurre Ceccobelli verso quellantropomorfismo che, nel corso del

    tempo, divenuto connotativo della sua opera. Que

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