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Mensile d’informazione culturale, politica, sportiva e di attualità - Dicembre 2016 - numero 99 Domenica 4 dicembre si è votato per il referendum confermativo della riforma costituzionale approvata dal Parlamento. Era ora perchè non se ne poteva più. È stata la campagna elettorale più lunga nella storia della Repubblica italiana. Il fronte dei favorevoli era capeggiato dal Presidente del Consiglio dei Ministri la cui presenza sugli organi di informazione, sia quelli tradizionali che quelli più alla moda, è stata asfissiante. Non solo. Sfruttando tutte le opportunità che gli erano concesse in ragione della sua carica istituzionale ha promesso tutto a tutti, tanto da far supporre che con un referendum al mese si sarebbero risolti tutti i problemi. Il fronte dei contrari era privo di una guida unitaria ed era assai frastagliato. Ciò non deve stupire in quanto insito in una competizione referendaria. SEGUE A PAGINA 2 Editoriale Sommario Direzione: Stefania Brunelli Edizioni “La Pianura”-Via S.Martino, 11-Verolanuova (Bs) Iscrizione al Tribunale di Brescia 3/2013 Stampa: CSQ spa - Erbusco (Bs) Pubblicazione mensile E-mail: [email protected] per inserzioni pubblicitarie email: [email protected] VISITA IL NOSTRO SITO www.lapianura.it Manerbio pag 2 Territorio3 Manerbio » 4 Manerbio » 5 Manerbio » 6 Manerbio » 7 San Gervasio » 8 Pavone Mella - Dialetto » 9 Orzinuovi » 10 Offlaga » 11 Pontevico » 12 Pontevico » 13 Calendario Bresciano » 14 Ricette» 15 Rubriche » 16 Tanti AUGURI di buone feste La tradizione del presepio. vedi pagina 5 I L P I A C E R E D E L L O R O ritiro oro e argento . gioielli vintage gioielli rinnovati . orologi da collezione e d’epoca valutazioni gratuite . riparazioni test per scoprire il ‘gioiello giusto’ per te. LUMEZZANE . VIA MONSUELLO, 161 TEL. 030 52 32 621 S E LE ZIO NIA M O PER TE GIOIELLI U NICI ED ORIGIN ALI A PREZZI IN CREDIBILI. www.ilpiaceredelloro.it facebook.com/ilpiaceredellorolumezzane

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  • Mensile d’informazione culturale, politica, sportiva e di attualità - Dicembre 2016 - numero 99

    Domenica 4 dicembre si è votato per il referendum confermativo della riforma costituzionale approvata dal Parlamento.Era ora perchè non se ne poteva più.È stata la campagna elettorale più lunga nella storia della Repubblica italiana.Il fronte dei favorevoli era capeggiato dal Presidente del Consiglio dei Ministri la cui presenza sugli organi di informazione, sia quelli tradizionali che quelli più alla moda, è stata asfissiante.Non solo.Sfruttando tutte le opportunità che gli erano concesse in ragione della sua carica istituzionale ha promesso tutto a tutti, tanto da far supporre che con un referendum al mese si sarebbero risolti tutti i problemi.Il fronte dei contrari era privo di una guida unitaria ed era assai frastagliato.Ciò non deve stupire in quanto insito in una competizione referendaria.

    SEGUE A PAGINA 2

    Editoriale Sommario

    Direzione: Stefania BrunelliEdizioni “La Pianura”-Via S.Martino,

    11-Verolanuova (Bs)Iscrizione al Tribunale di Brescia 3/2013

    Stampa: CSQ spa - Erbusco (Bs)Pubblicazione mensile

    E-mail: [email protected]

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    VISITA IL NOSTRO SITO

    www.lapianura.it

    Manerbio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag . 2

    Territorio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3

    Manerbio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 4

    Manerbio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 5

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    San Gervasio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 8

    Pavone Mella - Dialetto . . . . . . . . . . » 9

    Orzinuovi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .» 10

    Offlaga . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .» 11

    Pontevico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .» 12

    Pontevico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .» 13

    Calendario Bresciano . . . . . . . . . . .» 14

    Ricette . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .» 15

    Rubriche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .» 16

    Tanti AUGURI di buone festeLa tradizione del presepio.

    vedi pagina 5

    IL PI

    ACERE

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  • Pag . 2 Dicembre 2016ManerbioPROSEGUE DALLA PRIMA

    Hanno preso il via il 5 Dicembre i lavori di ristrutturazione e manutenzione dell’isola ecologica del Comune di Manerbio sita in via Cadignano, al fine di rendere il centro di raccolta sempre più fruibile ed efficace per i cittadini, ma soprattutto di utilizzo più semplice e immediato: gli interventi riguarderanno in particolare la messa in sicurezza dell’area, la sistemazione logistica dei container di raccolta e l’informatizzazione dell’accesso e dei dati di raccolta; in seguito a questi interventi, inoltre, il centro di raccolta potrà diventare un punto di recupero e riutilizzo di piccoli elettrodomestici, mobili etc. Durante il periodo dei lavori l’Amministrazione Comunale, certa della collaborazione e dello spirito di adattamento dei cittadini, si impegna a garantire ai manerbiesi il minor disturbo e disagio possibile, ricordando che il servizio “porta a porta” di ritiro dei rifiuti continuerà a svolgersi regolarmente e senza nessuna modifica sia per le utenze domestiche che per le non domestiche, mentre per il conferimento presso l’isola ecologica le nuove norme prevedono quanto segue:UTENZE DOMESTICHELe utenze domestiche potranno conferire i propri rifiuti in un centro di raccolta temporaneo/mobile, allestito in via Rigamonti, secondo queste modalità:

    UTENZE NON DOMESTICHESolo ed esclusivamente le UTENZE NON DOMESTICHE MEDIO/PICCOLE, grazie ad un accordo fra i Comuni e i gestori COGES e Gardauno, potranno conferire i propri rifiuti al Centro di Raccolta di Offlaga ubicato in via Artigianato (adiacente

    S.S. 668) in Frazione di Cignano, presentando un documento di identità attestante la residenza o la sede operativa della Ditta.GRANDI UTENZE: le grandi utenze saranno contattate dagli uffici

    comunali per definire le modalità di conferimento.GIARDINIERI: Il centro di raccolta di Offlaga non può ricevere il rifiuto vegetale. Gli operatori del settore dovranno provvedere a smaltire i rifiuti vegetali presso impianti autorizzati.Al centro raccolta di Cignano NON potranno essere consegnati: VEGETALE, UMIDO ed ABBIGLIAMENTO. Per info, rivolgersi all’Uff. Ecologia Comune di Manerbio, tel 0309387277 - email:[email protected]

    Lavori di ristrutturazione per l'isola ecologicaLa riforma oggetto del quesito referendario, come molto opportunamente sostenuto da Romano Prodi, era poco chiara e priva della necessaria profondità.Da parte nostra aggiungiamo che la riduzione del numero dei parlamentari era perlomeno un provvedimento monco.Infatti, se si riduce solo il numero, non si intacca l’area del previlegio consistente nelle stratosferiche indennità percepite dai nostri parlamentari.Tutto ciò in un momento di perdurante ed acuta crisi economica che investe il paese.Ad urne aperte si è registrata la vittoria del fronte del no per il tramite di un risultato clamoroso, non tanto per l’esito, quanto per la dimensione.Il tutto supportato da un’affluenza molto massiccia.Quella che esce irrimediabilmente sconfitta è la narrazione per la quale l’Italia era ripartita.Per i cantori di questa vulgata non vi è altra via che quella delle dimissioni.E’ finita la stagione dei gufi, dei rosiconi e dei ciaoni.Si ritorni alla politica che, come è noto, è una scienza esatta.

  • Dicembre 2016 Pag . 3

    EFFETTO TRUMP = Gli americani sono un popolo sconcertante, oscillante tra la follia e la più alta forma di democrazia. L’America rauca di Trump fa a pezzi l’utopia delle élite che parlano solo fra di sé. Bocciati i media che quando sono presi alla sprovvista hanno tendenza a scoprire l’acqua calda; bocciati Grillo, Meloni, Santanché ecc. che dopo l’elezione di Trump hanno perso il senso della misura.

    GLI IMPEGNI = L’aveva promesso in campagna elettorale e ora Trump ha tutta l’intenzione di mantenere il punto in tema di immigrazione, in particolare su  una stretta dei controlli dai paesi del terrorismo islamico.  Il capo dello staff della Casa Bianca  di Donald Trump è chiarissimo:  “C’e bisogno di un miglior sistema di controlli.  Ci sono persone fra i musulmani di cui abbiamo paura. Non crediamo nei test religiosi ma cercheremo di  sospendere temporaneamente l’arrivo da alcune aree di immigrati negli Stati Uniti fino a che un miglior sistema di controlli non sarà in vigore”. Il riferimento è rivolto ai paesi sospettati di terrorismo.CONFINI = Il muro che separa gli Stati Uniti dal Messico non è una invenzione di  Trump; c’è già ed è stato costruito a partire dal 1994

    dal presidente Bill Clinton, secondo l’ottica di un triplice progetto anti immigrazione: il progetto Gatekeeper in California, il progetto Hold-the-Line in Texas e il progetto Safeguard in Arizona. La barriera, quella finora in piedi, è fatta di lamiera metallica sagomata, alta dai due ai quattro metri, e si snoda per chilometri lungo la frontiera tra Tijuana e San Diego. Altri tratti di barriera si trovano in Arizona, Nuovo Messico e Texas

    TRASFORMISTI = Il cambio di casacca (o salto della quaglia) più recente risulta essere di Alessandro Pagano, 57 anni, di Sanm Cataldo (Caltanisetta) passato da Forza Italia a Area Popolare. Ma dal 2013 a fine ottobre hanno cambiato partito in 263 a Montecitorio mentre al Senato sono si sono spostati in 175. Fin dove sono credibili i candidati quando vanno a chiedere i voti fors’anche promettendo la luna?RICICLONI = Nel Bresciano ci sono nuovi 16 paesi che hanno raggiunto almeno il 65% di differenziata. E sono 5 quelli che hanno superato la soglia dell’ 80% (erano 2 nel 2014). In cima alla classifica dei ricicloni balza Botticino (83,16%, mentre lo scorso anno non era nemmeno nella top-ten), seguito da Castelcovati (l’anno scorso primo), Bagnolo

    Mella, Poncarale e San Paolo. In fondo alla classifica un manipolo di comuni dell’alta Valtrompia. Brescia ristagna al 162° posto con un misero 37,6%. Non si trova traccia di altri. TASSE = Il ministro dell’Economia ha riferito alle commissioni Bilancio di Camera e Senato che nel 2017 la legge di Stabilità farà pagare ai contribuenti “meno tasse pari a 23,5 miliardi di euro”. Padoan ha aggiunto che lo sforzo del governo sul fronte fiscale è stato “graduale ma costante”. I contribuenti che se ne sono accorti alzino la mano!

    VISTI DA FUORI = A dare un’occhiata, anche veloce, alla rassegna stampa sulla Leopolda 2016, è questo che emerge: non proprio un fallimento, ma un clima di stanchezza, di tensione, di totale mancanza di slancio.CORTESIE = Quello che fece Rosy Bindi “è una cosa  infame. Ci abbiamo rimesso l’1,5-2 per cento di voti. Un atto di delinquenza politica e non c’entra niente la moralità, era tutto un attacco al governo Renzi, le solite putt...”. Pesantissime dichiarazioni di  Vincenzo De Luca nella puntata di  Matrix del mese di novembre. Il presidente della Regione Campania ha attaccato la presidente della Commissione Antimafia, che nel 2015, poco

    prima delle regionali, lo aveva inserito nella lista dei  “candidati impresentabili” per una condanna in primo grado. Il 29 settembre, però, De Luca era stato assolto perché “il fatto non sussiste”.

    POVERTA’ ed esclusione sociale, case fredde e poco luminose, nessun gioco, niente sport, abbandono precoce della scuola: è la condizione di migliaia di bambini e ragazzi, non in un Paese in via di sviluppo ma in Italia. A fotografare impietosamente, anche quest’anno, la condizione dei minori nel Bel paese è il settimo “Atlante dell’Infanzia (a rischio) ‘Bambini’”,LEGUMI = Il 2016 è stato proclamato dalla  Fao  “anno dei legumi”. Per gli acquisti natalizi le  lenticchie  in cima alla lista delle spesa tanto più quest’anno: comprare quelle di Castelluccio di Norcia sarà un atto di solidarietà e vicinanza ai coltivatori umbri colpiti dal terremoto. I legumi sono tornati in auge sulle tavole e sono i protagonisti della Dieta Mediterranea e dei regimi alimentari vegetariano e vegan. Al bando il bicarbonato nell’ammollo perché fa depositare il calcio sui legumi rendendoli più duri. Le leguminose hanno il doppio delle proteine presenti nel grano e tre volte quelle del riso.

    STATE SERENI (se potete)

    Territorio

    Programma ridotto a causa delle festività

    Programma di novembre:GIOVEDI - 15 DICEMBRE MusicaORE 15.15 Mille cherubini in coro, armonie natalizie in musica.

    MANERBIO,Dicembre alla LUM

    Pronta la nuova sede del gruppo Alpini di Manerbio nell’edificio della stazione ferroviaria sulla linea Brescia Olmeneta. Capogruppo della sessantina di aderenti è Gabrio Scartapacchio che coordina la giornata inaugurale fissata per domenica 11 dicembre col programma: ore 9 ammassamento in viale stazione; ore 9,30 alza bandiera; ore 9,45 inaugurazione della sede ed a seguire la sfilata con onore ai Caduti; ore 11,15 Santa Messa in San Lorenzo martire. Per l’occasione le penne nere invitano ad esporre il tricolore alle finestre e sui principali edifici della città.La nuova sede degli alpini manerbiesi è realizzata al primo piano dell’edificio inaugurato il 15 dicembre 1866 esteso su due piani costruito nel classico stile delle Strade Ferrate Meridionali, che realizzarono la linea Brescia-Olmeneta-Cremona, gestendola fino al 1868. Una lapide

    murata all’ingresso al piano terra testimonia delle celebrazioni per il primo centenario svoltesi nel novembre 1966.Un gruppo alpini si era costituito 1932 e la sua ricostituzione è un contributo al movimento di volontariato che si esprime nell’ambito della comunità. La ricostituzione è avventa nel 2014, ma pur in carenza di una sede gli alpini di Manerbio hanno sempre operato per testimoniare la loro presenza nell’ambito della comunità realizzando il monumento agli alpini nell’area delle case di edilizia popolare del villaggio San Costanzo e in seguito dedicato a padre Ottorino Marcolini, il prete-ingegnere che ha contribuito a risolvere il problema della casa con i suoi progetti affidati alle cooperative costituite in molte parti, Manerbio compreso.Le adesioni al gruppo sono possibili al negozio di cornici Fadani in via XX Settembre. 

    MANERBIO, l'11 dicembre alpini in festa

    Bibliotecario, autista dello scuola bus, addetto agli impianti elettrici e termici degli immobili, messo comunale. E’ la serie degli incarichi assegnati a Domenico Savio (Memo per tutti) che dopo 32 anni è andato in pensione. Memo è stato una presenza discreta ed insostituibile nell’organico comunale di Bassano Bresciano. Meritava un momento di

    festa che colleghi ed amici gli hanno dedicato. Il sindaco GianPaolo Seniga lo ha pubblicamente ringraziato mettendo in risalto il suo senso del dovere. Memo comunque manterrà parte dei suoi incarichi. Da collezionista di memorie e ricercatore della storia del suo paese fa volontario s’è messo al servizio della biblioteca comunale e per le iniziative culturali.

    BASSANO, una targa a Memo

  • Pag . 4 Dicembre 2016Manerbio

    Venezia nel 1641 procede alla redazione di un Estimo generale.Questo Estimo era definito generale in quanto riguardava tutti i beni di proprietà delle tre classi in cui era divisa la società di quel tempo.Queste classi o corpi sociali erano i nobili con i cittadini, i contadini con i forestieri ed infine il clero.All’interno di questo Estimo abbiamo estrapolato un dato che ci permettiamo di sottoporre all’attenzione dei nostri quattro lettori: la consistenza del patrimonio zootecnico manerbiese.Il patrimonio zootecnico censito in questo Estimo generale è ben poca cosa se raffrontato con i dati odierni.Ma, riferito a quel tempo, non era per niente disprezzabile e comunque superiore a quello di tanti altri paesi

    della pianura.Naturalmente i contadini sono i protagonisti.Il dato più ecclatante è riferito al numero delle pecore.A tal proposito ci permettiamo una digressione etimologica.Il termine pecora deriva dal latino pecus ovvero bestiame di piccolo taglio perchè anticamente gli animali, soprattutto il bestiame allevato, rappresentavano la ricchezza posseduta e scambiabile tramite il baratto.In particolare, le pecore rappresentavano le banconote di quel tempo in cui non vi erano le monete.Dal sostantivo pecora deriva anche pecuniae per le ragioni anzi dette.Pecunia era la dea latina che rappresentava la ricchezza e

    l’abbondanza.Pecunia aveva una figlia, la dea Argentinus, che era la protettrice del denaro e degli uomini d’affari.Tutto ciò per affermare che Francesco q. Paolo Ferabosco, proprietario di ben 180 pecore, era certamente un ricco signore.I suoi discendenti, sia pure in numero ridottissimo, sono ancora viventi in Manerbio.Ma torniamo alle pecore.Che gli ovini fossero in misura predominante rispetto agli altri animali lo si può dedurre da un’altra questione, anch’essa etimologica.Nella lingua italiana il macellaio è detto anche beccaio e nel nostro dialetto è chiamato becher.Questi due termini, che sono equivalenti, stanno a significare che il consumo di carne prevalente era quello ovino o di becco, da cui beccaio e becher.Per quanto riguarda la consistenza numerica del patrimonio zootecnico, vi è da aggiungere un ulteriore considerazione che è quella riferita alla discesa autunnale dagli alpeggi dei pastori con i loro greggi e con le loro poche bestie.Se sommassimo il patrimonio zootecnico stanziale con quello stagionale dei pastori, dei malghesi

    e dei bergamini, avremmo dei dati assai più significativi.La presenza di questi pastori e mandriani è ulteriormente documentata dallo spoglio del registro parrocchiale dei battesimi.Infatti, nel periodo autunnale e invernale si registrano numerosi battesimi di figli di pastori, malghesi e bergamini provenienti per lo più dal trentino e dal bergamasco.Segno, questo, inequivocabile della loro presenza in Manerbio.Una ulteriore conferma è data da alcuni provvedimenti sanzionatori comminati dalla Comunità ad alcuni pastori che venivano trovati sul territorio comunale dopo il termine primaverile, termine dopo il quale era vietato il pascolo.Per ultimo vi è da sottolineare la presenza di un tezzone a Manerbio.Il tezzone era anche chiamato casa del salmistro ed era ubicato sul lato orientale dell’attuale via Dante, all’incirca di fronte all’attuale oratorio maschile.La tezza del salnitro era costituita da una tettoia a riparo della quale stazionavano, secondo le regole impartite da Venezia, 206 pecore le cui deiezioni liquide raccolte nella terra dopo un periodo di maturazione venivano sottoposte a complesse lavorazioni, per poi trasformarsi in salnitro, importante componente della polvere da sparo.Le pecore ricoverate nel tezzone erano quelle di vari comuni limitrofi a Manerbio.In tutta la provincia ve ne erano 28.Ultima annotazione: la presenza di muli e di asini era funzionale ai mulini.Infatti, questi animali venivano utilizzati come coadiuvanti dell’energia idraulica e come traino dei carri che portavano al mulino i cereali e poi la farina ai consumatori finali.

    Il patrimonio zootecnico manerbiese nel 1641

    PATRIMONIO ZOOTECNICO CONTADINI

    VaccheManze Asini Muli CavalliPecore

    Battista q. Vincenzo Agnello 2 1

    2 1

    1

    25

    10

    2

    Giovanni Andrea q. Francesco Biscardi 3 3

    2 2Pietro, et fratelli q. Giovanni Antonio Boninsegna 3 2Vincenzo q. Antonio et Agostino Brognoli 1 1

    2Giovan, Giulio, et Agostino, q. Rinaldo

    3 12 2

    190

    1 1

    Fredi 32 2

    12

    2

    1

    1

    2 1

    2

    2Giovan Maria Battista, Giovannino,

    33 1

    3

    Francesco q. Pietro Trinca 2 2

    2 1

    SUBTOTALE 71 12 14 6 8 190

    Pavolo q. Bertholameo Agnello

    Giovanni Giaccomo q. Lorenzo Barbi

    Giosefo q. Francesco Bertolo

    Innocentio, et Pavolo q. Venturino Bertoli

    Lorenzo q. Tomaso Bertoli

    Giosefo q. Ludovico Boninsegna

    Marco Antonio q. Dominico Capra

    CivittinoGiovanni Battista q. Pavolo Fachera

    Francesco q. Pavolo Feraboschi

    Giovanni Battista q. Pavolo FeraboschiGiovanni Battista et frattelli q. Gieronimo

    Damiano q. Pietro GafurriGiovanni Battista et Giovanni Pavolo q. francesco GentileFrancesco q. Giosefo Marenzi

    Christoforo q. Giovanni Maria Negri

    Angelo q. Giovanni Antonio Panzera

    Francesco q. Giaccomo Pancera

    Pietro q. Christoforo Pedrazzino

    Bertholameo q. Giovanni Rambaldini

    Francesco q. Pietro Rugiero

    Francesco et Gierolamo q. Angelo SenigaGiovanni q. Giovanni Antonio Tavina

    Giovanni Pavolo q. Giovanni Tedoldelli

    Angelo q. Bertholameo Zaila

  • Dicembre 2016 Pag . 5Manerbio

    Le modalità operative dell’Associazione sono diversificate.Accanto ai soci fondatori, che si sono impegnati al versamento di una somma a favore dell’Associazione, vi sono altre due fattispecie di soci:- il sovventore che è chiamato all’impegno in prima persona contribuendo, in proporzione alla propria capacità reddituale, alle donazioni di somme;l’ordinario che è chiamato ad essere parte integrante del progetto con il proprio impegno.

    Il costo della quota associativa all’Associazione ”San Filippo Neri

    ONLUS” è di almeno euro 100,00 per il socio sovventore ed è libero per quello ordinario.Essendo l’Associazione iscritta nell’apposito albo, ogni somma versata a sua favore avrà la corrispettiva detraibilità fiscale secondo le vigenti norme.IBANIT 88 L 05696 54730 00000 2488X03Banca Popolare di Sondrio – Filiale di Manerbio (Bs)

    Maggiori informazioni ed i contatti si possono trovare sul sito www.sanfilipponerionlus.it

    Costruiamo insieme il nostro oratorio

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    97018100178

    Aprono da venerdì 16 dicembre le visite al presepio (foto in prima pagina) che Angelo Bertelli, presidente del “Punto famiglia del circolo Acli” ha allestito nel cortile di vicolo Coro a Manerbio. Una scena che pone al centro della rappresentazione la “Natività” aperta su due lati a significare che Cristo è nato per tutti i popoli della Terra. Una scenografia curata in ogni particolare dai paesaggi ispirati all'Oriente, al laghetto sul quale scende la nebbia, ai personaggi che popolano le diverse struttura, ai pastori che accompagnano i greggi ed ai custodi dei cammelli. Come dire che per un simile spettacolo l'autore ha dato fondo alla fantasia e lavorato senza risparmiarsi in inventiva e buongusto.Il presepio sarà visitabile fino a metà gennaio.Il presepio è una tradizione secolare diffusa a livello mondiale.Tutti gli anni ci ritroviamo ad allestirlo, ma, se ci è chiaro il significato di unione familiare e spirituale, meno ne sono le origini.Abbiamo voluto riproporre una intervista a Padre Pietro Messa Preside della Scuola Superiore di Studi Medievali e Francescani della Pontificia Università Antonianum che ci illustra la genesi di questo simbolo cristiano.

    Che c’entra San Francesco con il presepio?

    Nel 1223, esattamente il 29 novembre, papa Onorio III con la bolla Solet annuere approvò definitivamente la Regola dei frati Minori. Nelle settimane successive Francesco d'Assisi si avviò verso l'eremo di Greccio dove espresse il suo desiderio di celebrare in quel luogo il Natale.Ad uno del luogo disse che voleva vedere con gli "occhi del corpo" come il bambino Gesù, nella sua scelta di abbassamento, fu adagiato in una mangiatoia. Quindi stabilì che fossero portati in un luogo stabilito un asino ed un bue - che secondo la tradizione dei Vangeli apocrifi erano presso il Bambino - e sopra un altare portatile collocato sulla mangiatoia fu celebrata l'Eucaristia. Per Francesco come gli apostoli videro con gli occhi del corpo l'umanità di Gesù e credettero con gli occhi dello spirito alla sua divinità, così ogni giorno mentre vediamo il pane ed il vino consacrato sull'altare, crediamo alla presenza del Signore in mezzo a noi.

    Nella notte di Natale a Greccio

    non c'erano ne statue e neppure raffigurazioni, ma unicamente una celebrazione eucaristica sopra una magiatoia, tra il bue e l'asinello. Solo più tardi tale avvenimento ispirò la rappresentazione della Natività mediante immagini, ossia il presepio in senso moderno.

    Perché lo ha fatto?

    Francesco era un uomo molto concreto e per lui era molto importante l'Incarnazione, ossia il fatto che il Signore fosse incontrabile mediante segni e gesti, prima di tutto i Sacramenti. La celebrazione di Greccio si colloca proprio in questo contesto.

    Come si spiega la popolarità e la diffusione dei presepi?

    Francesco morì nel 1226 e nel 1228 fu canonizzato da papa Gregorio IX; fin da quel momento la sua vicenda fu narrata evidenziandone la novità e, grazie anche all'opera dei frati Minori, la devozione verso il Santo d'Assisi si diffuse sempre più e in modo capillare. Di conseguenza anche l'avvenimento del Natale di Greccio fu conosciuto da molte persone che desiderarono raffigurarlo e replicarlo, iniziando a rappresentare e diffondere il presepio. In questo modo divenne patrimonio della cultura e fede popolare.

    Che significato ha e perché la Chiesa invita i fedeli a rappresentare, costruire, tenere presepi in casa e in luoghi pubblici?

    La Chiesa ha sempre dato importanza ai segni, soprattutto liturgico sacramentali, sorvegliando però che non sconfinassero in una sorta di superstizione. Alcuni gesti furono incentivati perché ritenuti adatti per la diffusione dell'annuncio evangelico e tra questi si segnala proprio il presepio nella cui semplicità indirizza tutto alla centralità di Gesù.

    Quale rapporto tra il presepe e l’arte? Perché tanti artisti lo hanno dipinto, scolpito, raccontato, ….?

    Proprio per la sua plasticità il presepio si presta a rappresentazioni in cui il particolare può diventare segno della concretezza della quotidianità della vita. E proprio tali particolari della vita umana - i vestiti dei pastori, le pecore che brucano l'erba, il fanciullo attaccato alla gonna di mamma, eccetera - sono stati rappresentati anche come ulteriori indizi del

    La tradizione del presepio

    realismo cristiano che scaturisce proprio dall'Incarnazione.

    Cosa pensa della devozione popolare nei confronti del presepe ancora molto diffusa tra la gente? Va incoraggiata o limitata?

    Come san Francesco ogni uomo e

    donna ha bisogno di segni; alcuni risultano ormai incomprensibili mentre altri per la loro semplicità e immediatezza hanno ancora un'efficacia. Tra questi possiamo porre il presepe e quindi ben venga la sua diffusione.

    Tratto dal www.fraticappucini.it

  • Pag . 6 Dicembre 2016Manerbio

    Clima: alcune considerazioniClima: alcune considerazioniNon passa giorno che non si parli di clima che cambia, di inquinamento atmosferico, di riscaldamento terrestre, di scioglimento dei ghiacciai e di temperature più o meno elevate rispetto alla norma o alle medie stagionali.Affermazioni poco scientifiche e sopratutto traballanti sul piano del confronto temporale: considerando la storia della Terra e quella delle sue ere glaciali.Alcuni esempi mediatici: “... portate i bambini in montagna a vedere l’ultima neve, poi venne il gennaio 1985”; “... si impreca perchè non nevica e allora si ricorre all’innevamento artificiale (già questa una modifica del clima)”; “... si grida alla siccità e avvengono le alluvioni”; “... non ci sono più le nebbie e quest’anno imperversa”; e così via.E’ chiaro ed evidente che, negli anni ‘50-60 o prima nelle stazioni sciistiche c’erano pochi abitanti e qualche pionieristico praticante degli

    sport invernali, ora in alcune stazioni per le festività è previsto un milione di presenze.E’ cambiato quantomeno il clima locale e dei dintorni.Un milione di presenze si traduce in almeno cinquecentomila unità di motori accesi, produttori di energia termica per riscaldamento, per trasporto e per le strutture di accoglienza.Quanto sopra per un solo paese e una sola vallata.Giova ricordare che l’inverno non è ancora iniziato.Tuttavia c’è qualcuno che ostinatamente invoca il rispetto di una Legge della Lombardia di otto anni fa e cita i rilievi certificati dall’Arpa: in essi viene individuata nelle stufe a legna e nel caminetto, con percentuali superiori al 40-45% la causa della produzione delle polveri sottili Pm10.Forse c’è del ridicolo come altrettanto in un punto della stessa Legge si limita al di sopra dei 300 m di quota la possibilità di accendere il fuoco.

    E’ fin troppo evidente che in città (ad esempio Bergamo) in alto si può e in basso non si può e, se un edificio ha le fondamenta a 290 m, alle stanze superiori è possibile e negli inferiori no.Così pure chi abita vicino ad un’autostrada in pianura non può accendere riscaldamento a legna, ma subisce il transito di oltre cinquecentomila veicoli al giorno con polveri sottili derivanti dai ferodi dei freni e dallo sbricciolamento dei pneumatici.Non si parla degli scarichi.A questo proposito va messo in evidenza come i bambini piccoli in carrozzella siano all’altezza dei fumi, ma forse il problema riguarderà probabilmente i cani.Citando la stessa città che cosa se ne pensa dell’aereoporto dalla cui pista decollano e vi atterrano, sorvolando l’agglomerato urbano, decine di aerei al giorno.Pare che la legge di gravità esista ancora e che gli scarichi scendano a terra.

    Eppure i grandi colpevoli sono il caminetto e la stufa a legna ormai scaramente utilizzati per il riscaldamento, ma simboli dal fascino intramontabile.In questa tematica vorrei inserire il “problema” che doveva essere la “soluzione”, cioè il pellet e il suo boom.In primis è da osservare che è legno, poi sulla qualità dei legni, e sulla loro provenienza il discorso si complica, anche perchè le resine non sono estraibili e il materiale che tiene aggregata la pellettatura è ignoto.Il catastrofismo perseguito, l’incitamento alla criminalizzazione e alla ricerca del colpevole (in questo caso la legna), l’estremismo passionario non sono atteggiamenti condivisibili nelle analisi e nella valutazione critica.Se poi l’accanimento è per la salvezza degli alberi si risponde che gli alberi si salvano piantandoli.

    M. Dr. G. B. Bisetti

    I grandi film delle feste al PoliteamaCome da tradizione, il cinema Politeama di Manerbio, è pronto anche quest’anno a proporre una serie di prime visioni in contemporanea nazionale per deliziare il pubblico durante tutte le feste natalizie.Si inizierà giovedì 15 dicembre alle 21 con FUGA DA REUMA PARK che ci terrà compagnia fino al 27 dicembre. Proiezioni nei giorni festivi alle ore 15,30 e 21 e nei feriali alle ore 21. Da mercoledì 4 gennaio arrivano i personaggi di SING il nuovo travolgente film d’animazione dai creatori di “Cattivissimo me” e “PETS, vita da animali”.A seguire Steven Spielberg ci

    accompagnerà nel regno della fantasia con IL GRANDE GIGANTE GENTILE.FUGA DA REUMA PARK Aldo Giovanni e Giacomo festeggeranno quest’anno 25 anni di carriera. Il trio comico amatissimo dal pubblico italiano tanto a teatro quanto in tv, arriveranno sul grande schermo con la loro ultima fatica cinematografica “FUGA DA REUMA PARK”, il film da loro interpretato, ma anche scritto e diretto che potrà contare anche sulla partecipazione straordinaria di Ficarra e Picone e che avrà le musiche di Mauro Pagani. Il film contiene tutti gli ingredienti del successo del trio, uniti da quella che è considerata la loro cifra comica: l’essere surreali. “Abbiamo voluto festeggiare il nostro anniversario anche al cinema - affermano - e non potevamo non coinvolgere i personaggi che hanno fatto la nostra storia ed a cui siamo più affezionati: rivedrete Nico, Rolando, Tafazzi, Johnny Glamour, e tanti altri”. Il film vede Aldo Giovanni e Giacomo tra 25 anni. Giacomo è in sedia a rotelle, attaccato a flebo di Barbera e gira con una pistola giocattolo, Giovanni ha la memoria che fa cilecca e parla con i piccioni (ma non ha perso la passione per le procaci infermiere), Aldo viene abbandonato dai figli (Ficarra e Picone) proprio la mattina di Natale. Si ritrovano tutti lì, al Reuma Park,

    una casa di ricovero improvvisata all’interno di un Luna Park dismesso, dove imperversa l’energica Ludmilla, un’infermiera russa taglia XXL. Arresi? Perduti? Tutt’altro: la notte di Natale, mentre al Reuma Park si fa festa con ospiti a sorpresa, musica, tombolata e panettone, il trio ricomposto mette in atto una rocambolesca fuga a suon di petardi. Verso dove? Giacomo ha un sogno, Giovanni ha una barca e Aldo ha il solito travolgente entusiasmo. Sul pianeta Aldo Giovanni e Giacomo tutto può accadere, anche imboccare i Navigli di Milano per raggiungere Rio de Janeiro.SING Per salvare il suo teatro dal fallimento, il koala Buster Moon indice una gara di talenti canori per racimolare abbastanza soldi per salvare il suo stabile. All’appello rispondono vari personaggi che per un motivo o per l’altro desiderano dare il meglio di sé nella competizione canora, con alle spalle la loro vita privata: la maialina Rosita madre stressata di 25 figli, Meena un’elefantessa adolescente che ama cantare ma è terrorizzata dal palco, Johnny un giovane gorilla il cui padre è a capo di una banda di rapinatori che vuole diventare un cantante, Ash un porcospino femmina che vuole formare una band con il suo fidanzato e Mike un topo bianco con atteggiamenti alla Frank Sinatra.

    IL GRANDE GIGANTE GENTILE Tratto dal celeberrimo libro di Roald Dahl, il GGG è un gigante, un Grande Gigante Gentile, molto diverso dagli altri abitanti del Paese dei Giganti. Una notte il GGG - che è vegetariano - rapisce Sophie, una bambina che vive a Londra e la porta nella sua caverna. Inizialmente spaventata dal misterioso gigante, Sophie ben presto si rende conto che il GGG è in realtà dolce, amichevole e può insegnarle cose meravigliose. Il GGG porta infatti Sophie nel Paese dei Sogni, dove cattura i sogni che manda di notte ai bambini e le spiega tutto sulla magia.Il Cinema Politeama di Manerbio Vi aspetta alle sue numerose proiezioni e porge a tutti i Migliori Auguri per le prossime Festività.

    Lo staff del Politeama

  • Dicembre 2016 Pag . 7Manerbio

    Il Politeama affollato, come sempre, per l’annuale concerto della Santa Cecilia quest’anno dedicato a Lorenzo Gazzoldi (sopra e sotto a sinistra) “colonna portante, in ogni senso, della banda musicale” recentemente scomparso come nelle parole del presidente del sodalizio Mario Fiorini. Il programma ha sviluppato il tema: “Rivers and mountains”; è stato diretto dal maestro Giulio Piccinelli, presentato da Renato Krug che ha commentato le esecuzioni che rievocano montagne e fiumi, elementi della natura che hanno ispirato composizioni con le quali si è portati a riflettere “come la vita sia un insieme di alti e bassi” in un susseguirsi di eventi che sfuggono al nostro controllo”, pur concedendo “momenti di pace e tranquillità come lo scorrere calmo e placido di un fiume dal quale possiamo

    trovare ristoro e serenità”. Come può essere il nostro Mella. Il concerto è stato aperto con “Vesuvius” di Frank Ticheli dedicato all’eruzione subita da Pompei, ed è proseguito con “Yosemite Autumn “ di Mark Camphouse ispirato allo splendore maestoso del parco nazionale della California. Il primo tempo s’è concluso con “Tom Sawyer Suite” di Franco Cesarini, docente presso il Conservatorio di Lugano, direttore dell’orchestra di fiati della Civica filarmonica di Lugano» e direttore dell’Orchestra di fiati della Svizzera Italiana.

    Nella seconda parte il programma ha riproposto Frank Ticheli con la composizione “Shenandoah” brano che rievoca la libertà e la bellezza della melodia popolare e le immagini naturali del corso fluviale della Virginia. A seguire “Songs from Catskills” di Johan de Meij incantato dalle montagne della riserva naturale nello stato di New York e dalla ricca tradizione della canzone popolare. La serata è stata conclusa con “Into the Raging River” di Steven Reineke, nominato Principal Pops direttore della National Symphony Orchestra il quale ha lavorato come compositore, arrangiatore di musiche del celebre pop Erich Kunzel del quale fu collaboratore.Durante la pausa per l’intervallo è stato ricordato Pedro Almeida, dipendente del Comune scomparso per arresto cardiaco da poco, con la consegna alla vedova (in alto a destra), signora Gabriella, della targa con la scritta “...ad un amico” da parte del presidente dell’associazione Mario Fiorini.Applausi copiosi ad ogni parte del concerto al quale hanno assistito il maestro Piero Damiani (a destra) con la consorte, già direttore della civica filarmonica di Lugano e della scuola di musica del Canton

    Ticino ed attualmente compositore di pregiate musiche eseguite da orchestre e inserito nelle commissioni internazionali di concorsi ed a selezionare musiche principalmente per banda.

    Nel ricordo di Lorenzo Gazzoldi il concerto della Santa Cecilia

    Il calendario di dicembre del Manerbio Basket

  • Pag . 8 Dicembre 2016San Gervasio

    La festa del RingraziamentoSi è tenuta Domenica 13 Novembre l’annuale Festa del Ringraziamento anche a San Gervasio Bresciano, una giornata di incontro e confronto ma anche di serenità e condivisione tra i numerosi partecipanti, più di 70, agricoltori e simpatizzanti. Tradizionale imperdibile sfilata di trattori per le vie del Paese per arrivare poi in Via IV Novembre dove, dopo la Santa Messa, Don Nando Scolari ha benedetto i mezzi agricoli e gli animali portati sul sagrato della Chiesa Parrocchiale. A seguire, pranzo al locale Ristorante The Gustibus.In tavola tanto ottimo cibo ma anche un po’ di generale preoccupazione per i “temi caldi” che riguardano la situazione economica in generale e l’agricoltura in modo particolare: primo fra tutti il prezzo del latte, nettamente inferiore ai costi di produzione; la volatilità del prezzo delle carni per gli allevatori suinicoli,

    la nuova PAC (politica agricola comune), il controverso ruolo delle Associazioni di categoria nel confronto sui tavoli politici nazionali ed Europei e, non da ultimo, il ruolo proprio dell’Europa: tanti divieti, contingentamenti e restrizioni.Nonostante il momento di

    congiuntura economica non è mancata la goliardia tipica del dì di festa, la voglia di smorzare i toni, accantonare per una giornata i problemi quotidiani e finalmente festeggiare quello che per molti è il lavoro più bello al mondo.

    Debora Migliorati

    DOMENICA 5 MARZO 2017 Teatro LinearCiak Milano

    ORE 16,00

    QUOTA DI PARTECIPAZIONE:

    € 60,00 PER GLI ISCRITTI € 65,00 PER I NON ISCRITTI LA QUOTA COMPRENDE: Viaggio in pullman - Posto in 1a poltrona

    PARTENZE DA: San Gervasio Bresciano – Manerbio - Verolanuova

    ISCRIZIONI ENTRO IL 31 GENNAIO 2017 – MINIMO 30 PARTECIPANTI __________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________

    Info e iscrizioni: Tel. 030 9934990 Cell. 327 7715438

    e-mail [email protected] - www.accademialinofassoli.com Accademia dell’Arte e della Musica “Lino Fassoli” San Gervasio Bresciano (Bs)

    Accademia dell’Arte e della Musica

    Lino Fassoli

    FESTA D’AUGURI

    Momento conviviale accompagnato dalla musica dei nostri docenti.DATA: Domenica 18 Dicembre DOVE: Sala Cosigliare . Comune San Gervasio ORE : 18,00

    info: 327 7715438 [email protected]

    E’ lieta di invitarvi all’annuale Assemblea dei Soci e Festa d’Auguri di Natale

    Apre l’8 dicembre e sarà visitabile fino al 15 gennaio 2017 il presepe che ogni anno presenta una novità da scoprire, sin dal 2005 quando l’ideatore Angelo Canini aveva iniziato con una semplice capanna ospitante la natività.Dopo la scomparsa di Angelo, il gruppo di volontari che lo aiutava nell’allestimento nel periodo natalizio ha portato avanti la tradizione in sua memoria. Effetti luce, musica, proiezioni, statuine fisse e meccaniche, sono aumento nel corso degli anni. Le novità per eccellenza dell’edizione 2016 sono

    il presepe subacqueo, copia di quello esposto, sempre a cura degli stessi organizzatori Federico Ambrosio e Marianna Baldo, alla mostra dei presepi in Duomo vecchio a Brescia a partire dal 17 dicembre. Inoltre sempre tra le novità nella location originale, nel parco della chiesetta dei caduti a San Gervasio, è visibile l’albero con magia di luci e il nuovo mulino ideato e allestito da Angelo Cherubini e Giovanni Canini con l’aiuto degli altri volontari. Anche quest’anno è attiva l’iniziativa “Adotta una statuina del Presepe di Via Parco”.

    Il presepio di via Parco

  • Dicembre 2016 Pag . 9Pavone Mella - Il nostro dialetto

    Poesia dialettaleI Mestieri di una volta

    Ghérä ‘na óltä …

    Ghérä ‘na óltä èl scagnìÈl fàa le scagne e‘l sé sentàa zó ‘n tèra.Dei mestér ambulanti‘l pió fiachì.Có le fomne l’érasempèr èn guera,chè le ghè tiràa zó‘n quàlc palanchì.Per via pò del mangiàl’éra ‘na féraiga ‘n pó dè polentacol strachì.

    C’era una volta ...

    C’era una volta il seggiolaioLui faceva le sediema stava seduto per terra.Dei mestieri da ambulanteè il meno redditizio.Con le donne erasempre in contrasto,perchè cercavano lo scontodi qualche monetina.Per via poi del mangiarec’era spesso da discutereper avere un po’ di polentae un pezzo di stracchino.

    Destinazione della visita organizzata dall’Assessorato alla Cultura è stato il capoluogo toscano tanto ricco d’incanto, storia e tradizione da meritare l’appellativo di “Firenze la bella”.Una meta incantevole per il suo patrimonio artistico che ne rievoca il fasto e il ruolo svolto nello sviluppo della cultura rinascimentale.Firenze è una città d’arte, o è essa stessa un’opera d’arte?Il centro storico fiorentino racchiude una tale ricchezza di capolavori da render difficile separare la città dalle sue opere. Continua in questo modo uno degli obiettivi principali perseguiti dall’Assessorato sin dall’inizio del mandato: fornire ai concittadini la possibilità di fruire delle meraviglie dislocate nel “Bel Paese”, la cui vastità e varietà del patrimonio culturale è riconosciuta dal Mondo intero.Complice una giornata dalle temperature insolite per una domenica di fine Ottobre, è stato

    ancor più piacevole per l’intero gruppo apprezzare le bellezze di una delle città più incantevoli d’Italia.La visita guidata del mattino ha toccato tutte le principali attrazioni: Piazzale Michelangelo, Piazza S. Croce, Quartiere Medievale, Piazza della Signoria e Palazzo Vecchio, Mercato del Porcellino, Ponte Vecchio, Piazza del Duomo, Santa Maria del Fiore, Campanile di Giotto e Battistero.Agli oltre 50 partecipanti, ben assortiti per età ed interessi, è stata data la possibilità di visitare liberamente la città nelle ore pomeridiane.Qualcuno ne ha approfittato per ammirare il panorama mozzafiato dall’alto della Cupola del Brunelleschi o per visitare la Galleria degli Uffizi, altri han preferito respirare l’atmosfera fiorentina tra le affollatissime vie terminando il percorso su di un incantevole Ponte Vecchio al tramonto.

    Il Consigliere Delegato alla CulturaGloria Baronchelli

    Visita a Firenze

    Si è conclusa sabato 26 novembre la rassegna dell’ “Autunno Culturale 2016”.La trasversalità degli eventi proposti dall’Assessorato alla Cultura in questi ultimi tre mesi ha avuto come obiettivo quello di soddisfare fruitori diversi, stimolarne la curiosità ed avvicinarli al panorama artistico.Nel corso dell’ultimo appuntamento è stato presentato il libro scritto dal pavonese Giovanni Barisani, Consigliere della Fondazione Civiltà Bresciana: “PAVONE MELLA. STORIA DEL PAESAGGIO AGRARIO E TOPONOMASTICA DI UN PAESE DELLA BASSA BRESCIANA”.Un lavoro meticoloso ed ambizioso che ha portato l’autore a ricostruire dopo centinaia di anni tutti i nomi dei terreni, dei fabbricati e dei piccoli possedimenti del territorio pavonese “cancellati” con l’introduzione del Catasto Napoleonico.A lui il ringraziamento per aver ridato alla luce 380 nomi, consultando Archivio di Stato, atti notarili, documentazione ottocentesca.In apertura alla serata il saluto istituzionale del Sindaco Mariateresa Vivaldini e un ricordo a Mons. Antonio Fappani il quale ha seguito

    i lavori di redazione del volume sul quale ha apposto il proprio saluto.Il Consigliere Delegato alla Cultura Gloria Baronchelli, curatrice dell’evento, ha moderato gli interventi dei relatori presenti.Tra questi il tecnico-segretario della Compartita delle Acque Ing. Michele Anni, l’Arch. Dezio Paoletti, la Prof.ssa Marida Brignani, il Prof e noto cantautore dialettale Francesco Braghini e il Sig. Giovanni Barisani.Si è trattato del primo libro che questa Amministrazione Comunale ha avuto il piacere di pubblicare.L’intento è quello di omaggiar i cittadini pavonesi di una copia dello stesso, al fine di far riscoprire uno spaccato di storia del nostro territorio ed indagare le ragioni socio-economiche che si celano dietro a toponimi sui quali migliaia di individui hanno speso la loro vita.Il Consigliere Delegato Gloria Baronchelli

    Presentato un libro su PAVONE

    Anche per l’anno scolastico in corso l’Amministrazione Comunale di Pavone del Mella ha destinato una somma pari a euro 173.500 alla scuola, mediante un intervento che intende rispondere in maniera adeguata ai bisogni delle famiglie, degli alunni e di tutta l’Istituzione Scolastica. Un provvedimento da leggersi come l’impegno concreto che vede nella scuola la chiave di svolta per la costruzione di una società migliore e ciò assume oggi ancor più valore pensando al momento di sofferenza finanziaria delle Pubbliche Amministrazioni. Un piano -spiega l’Ass. alla Pub. Istr. Valentina Meneghel - che risponde all’inclusione degli alunni con disabilità, che continua ad incentivare lo studio, riconoscendo il merito degli studenti mediante l’assegno scolastico e presta attenzione al supporto del Piano dell’Offerta Formativa per le Scuole, Primaria e Secondaria di Primo Grado, ricercando le strategie comunicative più adatte per metter in campo attività e proposte atte a favorire nei giovani il senso di una cittadinanza attiva e consapevole.

    Numerose dunque le proposte: dal servizio doposcuola “We Care”, all’alfabetizzazione linguistica e musicale, fino al progetto “Sostegno alla genitorialità” in partenza a febbraio 2017 che vedrà l’attivazione di momenti formativi dedicati a genitori e neo-genitori, insegnanti ed educatori. Innumerevoli, dunque, le iniziative che vedranno la loro realizzazione purché venga rispettato il principio fondante il Piano del Diritto allo Studio, approvato lunedì 28 novembre, che vede alunni e studenti, i veri protagonisti attivi della loro crescita. Il Sindaco Vivaldini sottolinea che l’amministrazione investirà € 130.000 circa nella sostituzione dei serramenti, nell’isolamento dell’edificio con cappotto termico per migliorarne le prestazioni energetiche, nella tinteggiatura interna ed esterna e nella certificazione energetica. Un importante impegno che mette la scuola tra le priorità dell’amministrazione Vivaldini.

    Il Consigliere Delegato alla Pubblica Istruzione Valentina Meneghel

    Approvato il Piano per il diritto alla Studio

  • Pag . 10 Dicembre 2016

    La nuova pista ciclopedonabile di ORZINUOVIE’ stata da pochi mesi completata la pista ciclopedonabile che da Orzinuovi conduceva fino a poco tempo fa al Santuario della Madonna di Caravaggio, più noto come Madonnina dell’Oglio e che deviava poi verso il fenil Arrighino. Ora è possibile, dopo il Santuario, proseguire sino al ponte sull’Oglio che congiunge le due sponde opposte, bresciana e cremonese, del grande fiume essenzialmente bresciano anche se tocca diverse provincie. Terminata nel mese di agosto, è stata poi ufficialmente inaugurata durante la appena trascorsa 68a edizione della Fiera Agricola Regionale di Orzinuovi.E’ stata certo un’opera importante, anche abbastanza semplice da realizzare, tranne che per l’adeguamento del ponte vero e proprio che è stato fornito di un corridoio dotato di griglie, in modo che coloro che lo percorrono possano, con l’acqua e le rocce sottostanti, avere la emozionante sensazione di

    correre sul vuoto.L’unico paradosso, è però rappresentato dal fatto che la pista, sia pedonabile che ciclabile, si interrompe proprio quando, superato il ponte, si arriva sulla sponda cremonese. Infatti il tracciato termina all’improvviso, senza alcun collegamento con una corrispettiva pista pedonabile ciclabile presente sul territorio del contiguo comune di Soncino.Certamente il prolungamento del percorso sarà stato fatto in previsione di un allaccio a tempi brevi con una analoga pista soncinese che però, in questo momento, parrebbe assolutamente improbabile.Quanto è stato fatto risulta comunque importante, sia per il completamento del percorso su tutto il territorio del comune orceano, sia per il potenziamento della già efficiente pista che nella sua parte iniziale ripercorre quello che, secondo tradizione, avrebbe dovuto essere un percorso porticato che dalla periferia

    di Orzinuovi doveva condurre sino al Santuario per favorire chi avesse voluto recarsi in preghiera e meditazione presso il Sacro Luogo, o per rendere più comodo il tragitto per le processioni religiose dirette verso quella chiesa.La pista ciclopedonabile vede sempre un elevato numero di uomini e donne transitarvi in ogni mese dell’anno. Sono infatti passati i tempi in cui era rarissimo imbattersi in persone

    che uscissero per fare camminate o corse nei campi o verso i campi. E quasi impossibile era vedere donne. Ora, invece, questa pratica è divenuta ormai diffusissima, tanto che sono moltissimi, se non la maggioranza, i Comuni, compresi i più piccoli, che si sono dotati di questi utilissimi percorsi.

    Dario Ghirardi

    Orzinuovi

    Nella parte nord di Orzinuovi, lungo la strada che porta verso la Cesarina, troviamo una serie di cascinali fra i quali spicca certamente per le sue dimensioni il Fenil Grosso. Contrariamente a quanto si può pensare, il cascinale, non trae la propria denominazione dalle sue dimensioni, comunque cospicue, ma dall’essere appartenuto, almeno dal 1700, alla famiglia Grosso o Grossi.La possessione si trovava in Contrada di S. Giorgio. Questa contrada mutua il proprio nome dalla presenza di una piccola ma bella cappella, tuttora esistente, conosciuta come Cappella dei Morti di Seiore.La cappella è di notevoli dimensioni che la escludono dal novero delle

    numerose e semplici santelle che un tempo punteggiavano, gradevolmente, le nostre contrade e le nostre campagne.Si trova appena discosta dalla strada ed è fiancheggiata da un canale di campagna. Alti e frondosi alberi la circondano quasi a ripararla e proteggerla.La sua struttura è sopraelevata rispetto alla superficie circostante, tanto che si devono superare tre gradini per accedere al portichetto che precede la cappella vera e propria, che è chiusa da pesante cancello. Presenta un piccolo altare per celebrazioni che, in tempi ormai passati, avranno interessato gli abitanti dei cascinali circostanti. Le pareti sono affrescate su tre lati

    con immagini, che appaiono recenti, della Resurrezione del Cristo.Di questa cappella parlano, alla fine del 1500, il nostro frate Codagli, primo e certamente più importante storico della comunità orceana, che ne fa solo un accenno, e, a seguire, il sacerdote don Francesco Perini a metà del 1800 ed il Mor agli inizi del 1900. Il Perini è comunque il solo che ne tratti in modo diffuso e ne farebbe derivare il nome (Seiore), così come quello della vicina roggia Savoria, da S. Giorgio, come ricordo di una antica cappella conosciuta come “S. Giorgio in Bigollio”. Nelle mappe del 1800 è indicata come “Cappelletta detta de’ Morti di Savore” e “Cappelletta de Morti Sei ora” o, anche “di Seiore”. Il riferimento a S. Giorgio, proposto dal Perini, non lo si trova mai, facendo propendere l’origine del nome non

    tanto dal Santo leggendario, la cui relazione con Orzinuovi è solo frutto di fantasia storica, quanto dalla presenza della roggia Savoria, che, a propria volta, non deriva il nome da S. Giorgio, ma da un termine molto antico, presente in tantissimi toponimi collegati con corsi d’acqua. I morti che si ricordano con questa cappella supponiamo siano stati, vista la sua posizione, non certo, come supposto dal Mor, vittime di qualche battaglia fra Veneziani e Milanesi, ma come accadeva sempre in casi simili, persone decedute durante pestilenze o comunque epidemie che ne impedivano, per questo, il seppellimento nei centri abitati per il pericolo di contagio, e che si volevano ricordare con una cappella votiva.

    Dario Ghirardi

    La Cappella di Seiore in ORZINUOVI

  • Dicembre 2016 Pag . 11

    Continua a riscuotere successo il sodalizio nato tra il Coro Gaudium Cantandi di Offlaga e la Schola Cantorum S.Cecilia di Manerbio

    che il 30 ottobre scorso hanno animato la S.Messa celebrata nella Cattedrale di Brescia. Le due corali sotto la direzione di Paolo Filippini,

    organista fisso della Cattedrale dal 2015, hanno infatti ricevuto generale apprezzamento per l’esecuzione dei brani in programma tra i quali

    spiccavano “Della bontà del Signore” composto da Mauro Visconti, direttore della cappella musicale della cattedrale di Palermo e “O sacrum convivium” di Luigi Molfino. Di grande livello gli interventi dei solisti Mariachiara Gritta e Nicola Bonetti. Ad accompagnarli, al grande organo del Duomo, Virginio Mariotti, in grado di esaltare le molteplici sfumature sonore dell’antico e prezioso strumento. Oltre che dai fedeli presenti, l’esecuzione delle due corali è stata particolarmente apprezzata anche da

    Mons. Alfredo Scaratti, parroco della Cattedrale, tanto che ha invitato le due corali ad animare anche la celebrazione solenne delle 10 in occasione della seconda domenica d’Avvento“E’ sempre una grande soddisfazione suonare e cantare nella nostra cattedrale e per diversi motivi” spiega Paolo Filippini “Innanzitutto perché è il luogo di culto più importante di tutta la Diocesi ed al quale spetta maggior dignità essendo la chiesa madre, sede del Vescovo; inoltre in Cattedrale tutte le funzioni vengono preparate con grande cura e solennità oltre che con grande attenzione al canto ed alla musica, che sono parte fondamentale della liturgia. Questo anche grazie alla presenza di sacerdoti dalla spiccata sensibilità.”I due cori si preparano ora per l’ormai prossimo concerto di Natale in programma sabato 17 dicembre alle 21 nella splendida Galleria del palazzo comunale di Offlaga.

    Ste. Bru.

    Le corali di Offlaga e Manerbio proseguono il sodalizio per il Natale

    Offlaga

    L’Auser di Offlaga ha la sua nuova vettura. Nei mesi scorsi il gruppo di volontariato offlaghese aveva lanciato l’appello: la Fiat Kangoo usata per il servizio di trasporto quotidiano da e per gli ospedali era diventata ormai inaffidabile ed onerosa … La risposta non si è fatta attendere… In poco tempo, accanto ai tanti piccoli contributi donati dai cittadini e da qualche altra realtà di volontariato, è arrivata anche una somma considerevole che ha permesso l’acquisto di una nuova vettura. Un gesto particolarmente significativo dal momento che a compierlo è stata un’altra realtà associativa il Gruppo Sportivo Giovanile Offlaghese. Il G.S.G.O., che per decenni con le sue attività ha accolto centinaia di bambini e ragazzi impegnati nelle molteplici discipline sportive proposte, si trova oggi in un momento di pausa, una sorta di periodo sabbatico in attesa di pensare a quale forma dare al proprio futuro. Non avendo quindi spese da sostenere nell’immediato e trovandosi nelle casse una discreta somma frutto della generosità di sponsor del passato i membri del consiglio direttivo, venuti a conoscenza della necessità dell’Auser e convinti dell’importanza del servizio quotidianamente offerto dall’associazione ai cittadini delle

    tre comunità o f f l a g h e s i , hanno deciso di dare una mano. Una decisione questa, presa al l ’unanimità e senza alcuna e s i t a z i o n e . “Considerando che per il momento le attività del G . S . G . O . sono sospese, il direttivo, nessuno escluso, ha pensato fosse giusto che i soldi in cassa, arrivati con generosità dalla comunità, tornassero in qualche modo alla comunità stessa, a vantaggio dei cittadini...” spiega il presidente del Gruppo Sportivo Giovanile Offlaghese, Italo Fracassi.Così già verso fine ottobre l’AUSER ha potuto scegliere la vettura più adatta: una fiammante Opel Kombo. Un’auto comoda e spaziosa adatta anche al trasporto di carrozzine e decisamente economica dal momento che si alimenta sia a metano che

    a benzina, cosa che permetterà al gruppo di ridurre notevolmente i costi per il carburante da sempre alti a causa dei tantissimi chilometri macinati ogni giorno.“Desidero ringraziare tutti coloro che ci hanno sostenuti con le loro generose offerte.” – ci dice visibilmente soddisfatta la presidente dell’Auser, Luigia Malagni “Un grazie particolare al Consiglio direttivo del Gruppo Sportivo Giovanile Offlaghese ed al suo

    Presidente Italo Fracassi; senza il loro importantissimo contributo non sarebbe stato possibile acquistare una nuova vettura.Un grazie al quale, senza dubbio, si unisce anche quello dei cittadini che ora avranno la certezza di poter continuare a beneficiare del preziosissimo servizio di trasporto offerto quotidianamente, con spirito di gratuità e grande serietà, dai volontari dell’associazione.

    Stefania Brunelli

    OFFLAGA, l'AUSER ha la sua auto nuova

  • Pag . 12 Dicembre 2016Pontevico

    Anche quest’anno saranno autentici auguri in musica quelli di cui potrà usufruire la comunità di Pontevico. Una tradizione sentita e coinvolgente che potrà proseguire in bello stile grazie anche allo stretto rapporto che esiste tra il Corpo Bandistico “Alessandro Vatrini” e gli abitanti di Pontevico. Sono infatti diversi gli appuntamenti musicali che caratterizzeranno il mese di dicembre, manifestazioni che riservano fin d’ora un occhio di riguardo al “Concerto di Natale” in programma la sera di sabato 17 al Teatro Comunale. Un vero e proprio spettacolo che aprirà ufficialmente il periodo natalizio e che in questa occasione sarà dedicato in modo speciale al maestro Gianni Girelli, scomparso nei mesi scorsi.

    Musica e tanti motivi di assoluto interesse la mattina seguente alla RSA “Geroldi Forcella”, dove la banda giovanile tributerà i suoi auguri agli ospiti e alle loro famiglie. Al termine della Santa Messa di Mezzanotte la banda giovanile, gli allievi del Corpo Bandistico e tutti i componenti che lo desiderano inizieranno a percorrere le vie del paese suonando le melodie natalizie più conosciute, dando vita a quello che ogni anno si trasforma poi in un incontro festoso tra i suonatori e le famiglie pontevichesi. Giovedì 5 gennaio, poi, il Corpo Bandistico “Alessandro Vatrini” al gran completo presenterà a Dosimo il suo “Concerto di Natale” per aprire il nuovo anno all’insegna della musica con la M maiuscola.

    Auguri in musica

    Nel quartiere Borgo di Pontevico fervono i preparativi per far continuare quella che è diventata ormai una tradizione irrinunciabile ed un motivo d’orgoglio per l’intera comunità. Anche quest’anno, infatti, i sempre numerosi visitatori ed appassionati potranno ammirare lo splendido presepio di Ripa d’Oglio, una vera e propria opera d’arte in miniatura. Una consuetudine che coinvolge persone di ogni età e che si appresta a festeggiare il suo quindicesimo compleanno. Nata quasi per caso, l’idea di realizzare un presepio al Borgo è diventata un progetto a tutti gli effetti, che ha fatto nascere appositamente il Comitato di Ripa d’Oglio e che, anno dopo anno, vede adulti, giovani e volontari di tutte le età portare il loro apporto con entusiasmo alla realizzazione dell’opera che si sta facendo conoscere ed apprezzare anche ben al di fuori del territorio di Pontevico. Lavori che si intensificheranno nei prossimi giorni per farsi trovare pronti a dovere all’inizio delle festività natalizie, anche se è già posto fin d’ora al centro dell’attenzione il giorno di Santo Stefano, che, per consolidata tradizione, viene ormai dedicato in modo speciale al presepio di Ripa d’Oglio. E’ quello il giorno della benedizione, l’occasione che diventa una bella festa per tutta la comunità e l’opportunità privilegiata per scambiarsi gli

    auguri. E’ il pomeriggio il momento clou dell’iniziativa, quando viene impartita la benedizione dal parroco e le autorità, guidate dal sindaco Roberto Bozzoni, portano il loro saluto a questo autentico fiore all’occhiello di tutta la comunità pontevichese. Al termine dei discorsi, l’intervento del gruppo degli ottoni del Corpo Bandistico “Alessandro Vatrini” di Pontevico e l’immancabile “angolo ristoro”, con castagne, vin brulé e tante altre “sorprese” ancora, completano il carattere di questa festa sempre speciale che viene vissuta nel nome dell’amato presepio del Borgo.15° Presepio Artistico Meccanico del Borgo. 8 dicembre 2016- 8 gennaio 2017Piazzetta Nostra Signora Consolata, via San Carlo (zona Borgo) Pontevico (BS)Nuovi effetti luminosi, nuovi meccanismi e nuova scenografiaPer osservare al meglio gli effetti luminosi, è consigliata la visita serale.Inaugurazione: Giovedì 8 dicembre alle ore 11.00, a seguire aperitivo;Dal 24 dicembre saranno esposti i pensieri sul S. Natale scritti dai bambini delle scuole elementari;Lunedì 26 dicembre alle ore 15.30 in collaborazione con Parrocchia, Comitato Ripa d’Oglio e Corpo Bandistico Alessandro Vatrini di Pontevico: Momento di Preghiera e di Fraternità; a seguire castagnata con vin brulè e cioccolata calda.

    Fervono i preparativi per il presepio di Borgo

    Una buona affluenza di pubblico ed un prolungato applauso finale hanno ribadito il successo della serata letteraria dedicata lo scorso venerdì 25 novembre a Giovannino Guareschi e intitolata “Mondo piccolo”. Per l’occasione la Biblioteca Comunale “Oriana Fallaci” di Pontevico ha passato in rassegna i molteplici volti e lo spirito sempre moderno e coinvolgente di una figura della letteratura che ha saputo creare personaggi immortali come Don Camillo e Peppone. Un autore che ha spaziato attraverso generi anche piuttosto diversi tra di loro, mettendo sempre al centro dell’attenzione una grande umanità e valori profondi. I

    brani che hanno animato la riuscita serata letteraria sono stati interpretati da Massimiliano Grazioli e Alberto Branca, che hanno contribuito a dare voce ad un Guareschi sempre interessante e capace di far ridere e riflettere al tempo stesso. Tutte queste “note”, insieme alla fisarmonica suonata da Nicholas Forlani, hanno accompagnato l’apprezzata iniziativa proposta dall’assessorato alla cultura dell’Amministrazione Comunale pontevichese sino al termine, quando i presenti hanno potuto esprimere la loro soddisfazione per avere partecipato ad una serata letteraria che certamente verrà ricordata a lungo.

    Giovannino Guareschi ha conquistato l'uditorio

    Il gruppo degli ottoni rappresenta una componente di assoluto rilievo all’interno del Corpo Bandistico “Alessandro Vatrini” di Pontevico. Una parte non solo importante, ma che in questo mese di dicembre sarà impegnata in tre appuntamenti particolari, che andranno così ad unirsi a quelli che coinvolgeranno l’intero corpo bandistico. In questo senso è già alle porte l’intensa giornata di giovedì 8 dicembre, che chiamerà gli ottoni ad una “duplice esibizione”. Dapprima saranno infatti chiamati ad esibirsi a Pontevico nell’ambito delle celebrazioni dedicate alla Madonna Immacolata. La mattina renderanno onore alla statua nella piazzetta antistante l’Abbazia, mentre nel pomeriggio si sposteranno nella vicina Alfianello dove suoneranno

    nella piazza principale del paese per animare l’accensione dell’albero di Natale. Dopo la partecipazione al sempre atteso “Concerto di Natale” che si terrà sabato 17 dicembre (la serata si terrà nel Teatro Comunale e quest’anno sarà dedicata in modo particolare al maestro Gianni Girelli, recentemente scomparso), lunedì 26 il gruppo degli ottoni interverrà in un altro momento che caratterizza le festività natalizie a Pontevico. Nel pomeriggio suonerà infatti alla tradizionale benedizione del celebre presepio di Ripa d’Oglio, uno dei simboli del Natale a Pontevico, una vera e propria opera d’arte che ogni anno non solo coinvolge molteplici volontari nella costruzione, ma richiama anche tantissimi visitatori da diversi paesi.

    Un tris di appuntamenti per il "Gruppo degli ottoni"

  • Dicembre 2016 Pag . 13Pontevico

    Nato nel 1980, il Basket Pontevico si fregia di una prerogativa che la dice lunga sulla passione e sulla voglia di fare che animano questa realtà che rappresenta a buon diritto un valido fiore all’occhiello per l’intera comunità.La società attualmente guidata dal presidente Enrico Nava e sostenuta dal responsabile Secondo Marchini (come avviene dalla sua fondazione, del resto) è infatti l’unica in tutta la provincia di Brescia e una delle poche in tutta la Lombardia ad essere impegnata sia a livello maschile che femminile.Una duplice presenza che costituisce al tempo stesso motivo d’orgoglio e

    di grande impegno per il sodalizio pontevichese, che conta anche in questa stagione circa 150 tesserati. Un nutrito plotone di atleti, che affianca l’intenso movimento al femminile (si parte dal minibasket e si sale fino alla prima squadra che milita in serie B, passando attraverso Esordienti, Under 13 e 16) con quello rivolto al maschile (la base anche in questo caso è il minibasket per salire poi con Esordienti, Under 13 e 15 fino alla formazione maggiore che milita in serie D).Tutto questo per un’intensa attività che “occupa” almeno dieci mesi all’anno e che richiede alla società investimenti non indifferenti (basti

    pensare, solo per fare un esempio, al costo delle trasferte, che si svolgono un po’ in tutta la regione e che implicano oneri molto pesanti, mai facili da reperire in periodi come questi di risorse sempre ridotte).Una sfida sicuramente difficile per il Basket Pontevico, che, però, riesce ogni anno a portare avanti il suo intenso cammino grazie all’entusiasmo, all’impegno e alla voglia di fare di tutti i componenti della sua grande famiglia. Una famiglia che non si limita all’aspetto

    agonistico, ma sfrutta la comune passione per la pallacanestro quale strumento privilegiato per far crescere le nuove generazioni (sia al maschile che al femminile) e per costruire nuovi, saldi legami tra le famiglie pontevichesi.Ed è proprio questo spirito che permette alla società bassaiola da oltre 36 anni di essere una realtà speciale e di realizzare in questo modo il suo “canestro” più importante.

    Basket Pontevico, una lunga storia di passione

  • Pag . 14 Dicembre 2016

    1 GIOVEDÌS. ELIGIONigol d’estat, seré d’inverno, amur de le fomne e carità dei fra no stif a fidà.Nuvola d’estate, sereno d’inverno, amore delle donne e carità dei frati non vi fidate.

    2 VENERDÌS. BIBIANALa ràbia dè la séra sàlvela per la matina.La rabbia della sera conservala per la mattina.

    3 SABATOS. FRANCESCO SAVERIOA fa i pas tròp lóngh el caalòt dè lé braghe ‘l sè rómp.A fare i passi troppo lunghi il cavallo dei pantaloni si rompe.

    4 DOMENICAS. BARBARAEl sensàl o mantignìl o copàl.Il mediatore o lo mantieni o lo uccidi.

    5 LUNEDÌS. DALMAZIO DI PAVIAChi sa mìa la strada del mar èl vaghès dré al fiöm.Chi non conosce la strada per il mare segua il corso del fiume.

    6 MARTEDÌS. NICOLASe ta öt i s-cecc siòr e conténcc léei fò dè poarècc.Se vuoi i figli ricchi e contenti allevali da poveretti.

    7 MERCOLEDÌS. AMBROGIOPer guarì sèrte fòmne da le convulsiù ghè öl nèrf e èn bu bastù.Per guarire certe donne dalle convulsioni ci vuole nerbo e un buon bastone.

    8 GIOVEDÌIMMACOLATA CONCEZIONE DI MARIAGhìf vést amó i òpoi fa sö le maöle?Avete visto ancora gli aceri campestri produrre fragole?

    9 VENERDÌS. SIRO‘Na casa dè pudìga sta e tèré dè pudìl arà.Una casa da poterci stare e terreno che basti da poterlo arare.

    10 SABATOS. MADONNA DI LORETOGalìna minüdèla o picinèla la par sèmpèr ‘na polastrèla.Gallina (donna) minuta o piccolina sembra sempre una pollastrella (ragazza).

    11 DOMENICAS. DAMASOI-è mìa precìs gnà i dicc dè ‘na ma.Non sono tutte uguali nemmeno le dita di una mano.

    12 LUNEDÌS. FRANCESCA DI CHANTALLa fómnä la pöl töt chèl che la öl.La donna può fare tutto ciò che vuole.

    13 MARTEDÌS. LUCIA

    La nòt dè Santa Lüsìa l’è la piö longa che ghe sia.La notte di Santa Lucia è la più lunga che ci sia.

    14 MERCOLEDÌS. GIOVANNI DELLA CROCEPer stopà ‘n büs èl ga dirvìt ‘na finestra.Per chiudere un buco ha aperto una finestra.

    15 GIOVEDÌS. MARIA CROCIFISSA DI ROSAChi sé spùsa per fórsä o sènsa òia per töta la vita l’è péna e dòia.Chi si sposa per forza o senza voglia per tutta la vita avrà pena e dolore.

    CALENDARIO BRESCIANO: DICEMBRE

    Rubriche

    16 VENERDÌS. ADELAIDE

    Èl völ fa ‘l màster sènsä saìghen.Vuole fare il maestro senza saperne nulla.

    17 SABATOS. LAZZAROÖt védèr ‘n òm en dèi traài fàgä portà tré pai disligàcc.Se vuoi vedere un uomo impacciato fagli portare tre pali slegati.

    18 DOMENICAS. GRAZIANOGambe sèche fomne gnèche.Gambe secche donne stizzose.

    19 LUNEDÌS. DARIONo manca ‘l pa con d’èn méstér ‘n ma.Non manca il pane con un lavoro in mano.

    20 MARTEDÌS. DOMENICO VESCOVO DI BRESCIARòbä dés, duna quater: rèstä sés.Ruba dieci, dona quattro: resta sei.

    21 MERCOLEDÌS. PIETRO CANISIOChi fa a sò müt ‘l scàmpä dè piö.Chi fa a modo suo campa di più.

    22 GIOVEDÌS. FRANCESCA CABRINISgarnéra nöa la scuä bé la casä.Scopa nuova pulisce bene la casa.

    23 VENERDÌS. GIOVANNI DA KETYLa bélèssä dè lé fómné la dürä tré dé: frèscä, sbiadìdä e lassómelä lé.La bellezza delle donne dura tre giorni: fresca, sbiadita e lasciamola perdere.

    24 SABATOS. ADELEConsèi dè vècc e bras dè zùegn.

    Consigli di vecchio e braccia di giovane.

    25 DOMENICASANTO NATALEPer Nedàl töcc al so casàl.A Natale tutti a casa propria.

    26 LUNEDÌS. STEFANOLassàgä fa i füs a chi ghè üs.Lascia fare i fusi a chi è capace.

    27 MARTEDÌS. GIOVANNI EVANGELISTAChi laùrä ‘l fa la gòbä e chi ròbä ‘l fa la ròbä.Chi lavora fa la gobba e chi ruba fa la roba.

    28 MERCOLEDÌSS. INNOCENTIL’è mèi brötä pèsä che ‘n bèl büs.E’ meglio una brutta toppa che un bel buco.

    29 GIOVEDÌS. DAVIDECó le ciàcere se fa mia bóer la pignata.Con le chiacchere non si fa bollire la pentola.

    30 VENERDÌS. RUGGEROFinä ai sinquantä sè söbiä e sè cantä, dai sinquantä ‘n sö póc sè söbiä e piö sè cantä.Fino a cinquanta (anni) si fischia e si canta, dai cinquanta in su poco si fischia e non più si canta.

    31 SABATOS. SILVESTROSé pèr töt l’an l’e stadä dürä, a S. Silvester fa bunä ciüsürä.Se per tutto l’anno è stata dura, a San Silvestro fa buona chiusura.

  • Dicembre 2016 Pag . 15

    VITELLO TONNATO(Piemonte)

    Ingredienti per la carne: 1 kg di girello di vitello, 1 l di vino bianco secco, 1 cipolla, 1 carota, 1 costa di sedano, 1 spicchio d’aglio, 1 acciuga salata, qualche foglia di prezzemolo, alloro, rosmarino, slavia, timo, 1o 2 bacche di ginepro, 2 chiodi di garofano e pepe in grani.

    Ingredienti per la salsa: 4 uova sode, 150 g di tonno sott’olio, 1/2 bicchiere d’olio d’oliva, 1 cucchiaio di capperi, 3 filetti di acciuga salata, aceto, sale e pepe.

    Procedimento: si lasci la carne a marinare per 24 ore nel vino con le verdure, rigirandola 3-4 volte. Aggiunta acqua fino a sommergere la carne, si sminuzzi un’acciuga diliscata nel liquido e si porti a cottura a fiamma moderata. Una volta cotta lasciare raffreddare la carne e quindi affettarla sottilmente. Per la salsa si passino al setaccio uova, tonno, acciughe e capperi amalgamando il tutto con l’olio d’oliva; per regolarne la consistenza si utilizzi poco brodo.

    PANZANELLA(Toscana)

    Ingredienti: 400 g di pane casereccio raffermo, 2 pomodori maturi e ben sodi, 2 cipolle rosse, 1 cetriolo (facoltativo), 1 ciuffetto di basilico, olio d’oliva, aceto, sale e pepe.

    Procedimento: si ammorbidisca il pane raffermo nell’acqua, avendo poi cura di strizzarlo. Lo si sminuzzi sfregandolo tra i palmi delle mani e lo si ponga in una terrina. Si aggiungano i pomodori, le cipolle, il cetriolo tagliati a fette sottili e le foglie di basilico tagliuzzate. Condire con l’olio d’oliva, sale e pepe, lasciando riposare in luogo fresco. Al momento di servire in tavola, aggiungere una spruzzatina di aceto.

    FRITTATA AL TARTUFO(Umbria)

    Ingredienti: 100 g di tartufo nero pregiato, 6 uova, burro, olio d’oliva e latte q. b..

    Procedimento: si sbattano le uova aggiungendo poco latte e un pizzico

    Cucina da tutta Italiadi sale. Si mondino i tartufi e li si aggiungano alle uova sbattute. Scaldare in un tegame l’olio e il burro, senza che friggano, e far rapprendere il composto su fiamma moderata. Quando il fondo avrà preso colore girate la frittata aiutandovi con un coperchio e terminate la cottura badando che resti morbida. Il principio è che l’uovo deve cuocere senza scaldare troppo il tartufo per non far disperderne l’aroma.

    TAJARIN AL TARTUFO (Piemonte)

    Ingredienti per la pasta: 400 g di farina e 4 uova.

    Ingredienti per il condimento: 100 g di burro, 1/2 dl di brodo, 50 g di grana grattugiato, noce moscata, pepe e tartufo bianco.

    Preparazione: impossibile dirimere la questione sulla proporzione tra farina e uova nella preparazione dei tajarin perchè si passa da chi calcola 1 uovo per ogni 100 g di farina a chi aggiunge tuorli in numero esorbitante. Fatta questa premessa, preparare la pasta, tirare la sfoglia, avvolgerla su se stessa e ricavare dei taglierini di circa 3 mm di larghezza. Si faccia sciogliere il burro e le spezie. Si faccia lessare la pasta e la si condisca guarnendo direttamente sul piatto con lamelle di tartufo.

    PASTA E FAGIOLI(Veneto)

    Ingredienti: 300 g di fagioli secchi (800 g in baccello), 300 g di pasta all’uovo, 100 g di pancetta, 1 carota, 1 cipolla, 1 costa di sedano, olio d’oliva, grana grattugiato e pepe.

    Procedimento: far ammollare i fagioli secchi e quindi farli bollire con le verdure tritate e la pancetta a fettine; la maggior parte dei fagioli va poi passata per addensare la base della minestra; raggiunta la densità desiderata, aggiungere la pasta all’uovo (maltagliati, pappardelle spezzettate, ecc.); quando la minestra è servita nel piatto, aggiungere un filo d’olio, formaggio grattugiato e pepe a piacere.

    GNOCCHI DI PATATE(Lombardia)

    Ingredienti: 1 kg di patate farinose, 250 g di farina, 1 uovo, 3 cucchiaiate di grana grattugiato, noce moscata e sale.

    Procedimento: lessare le patate con la buccia in acqua salata (mettere le patate con l’acqua ancora fredda); una volta cotte spellarle e passarle allo schiacciapatate e attendere che si raffreddino. Incorporare l’uovo e il formaggio grattugiato con la farina e un po’ di noce moscata e lavorare l’impasto; ricavare da questo dei rotolini che poi taglierete per formare gli gnocchi che andranno segnati sul dorso di una grattugia o sui rebbi di una forchetta. Tuffare gli gnocchi in acqua bollente e recuperarli col mestolo forato non appena tornano in superficie. Per il condimento si può spaziare dal burro fuso e salvia al sugo di pomodoro e basilico, dal ragù di carne alla panna e per chi volesse fare un salto nel passato ecco un condimento in voga nelle terre della Repubblica di Venezia: burro, zucchero e cannella.

    PASSATELLI(Emilia Romagna)

    Ingredienti: 1 l di brodo di carne, 100 g di Parmigiano Reggiano grattugiato, 100 g di pangrattato fine, 3 uova, 25 g di midollo di bue o burro, noce moscata, scorza di limone e pepe bianco.

    Procedimento: si sbattano le uova, si aggiungano il formaggio e il pangrattato; aromatizzare con scorza di limone grattugiata, noce moscata e pepe. Incorporare il midollo (o il burro) ammorbidito.Lavorare il composto, aggiungendo del brodo se è troppo asciutto. Formare i passatelli passando il composto attraverso lo schiacciapatate e cuocerli nel brodo finchè sono freschi e servirli come minestra con formaggio a piacere.

    PASTA E CECI(Lazio)

    Ingredienti: 200 g di pasta corta, 200 g di ceci, aglio, rosmarino, pomodoro, olio d’oliva e pepe.

    Procedimento: mettere in ammollo i ceci la sera prima e l’indomani cuocerli in acqua salata.Pestare in un mortaio uno spicchio d’aglio e un rametto di rosmarino fino a ridurli in poltiglia, aggiungere dell’olio e del pomodoro anche in conserva; lasciare addensare e utilizzare questa salsa per ripassare i ceci, a fuoco lento, per un paio d’ore. Aggiungere dell’acqua calda in quantità sufficiente per cuocere la pasta e alla fine regolare di sale. Servire con olio e pepe a piacere.

    Rubriche

    La dieta secondo le intolleranze

    Nutrizionista Biologo Albo Sez. A n° 061604Diete personalizzate per:

    INTOLLERANZE & ALLERGIE ALIMENTARI; CELIACHIA – LATTOSIO – NICKELDiete per SPORTIVI, BAMBINI, GRAVIDANZAMaster in NUTRIZIONE&SPORT, DIETA VEGETARIANA, IMMUNOLOGIA

    La Dottoressa Subacchi riceve a: CREMONA: POLIAMBULATORIO MEDICENTER, VIA GIUSEPPINA N° 21CELL. 3664759134CREMA: VIA CASTELLO N° 12 – CELL. 3664759134MANERBIO: POLIAMBULATORIO MINERVIUM, VIA VERDI N° 64 TEL. 030/9937552

    Gentilissima dott.ssa Subacchi, il periodo Natalizio si sta avvicinando. Sono in ansia non voglio aumentare di peso e vanificare i miei 3 mesi di dieta. Consigli fast? SaraGentile Sara, pubblico la sua lettera perché credo che sia un problema comune in questo periodo. La domanda che mi viene spesso rivolta è come faccio a non rinunciare ad inviti Natalizi e conciliare la dieta.Vi propongo una di s into s s i cazione post “sgarro” da poter seguire in queste settimane che ci separano dal Natale.C o l a z i o n e : centrifugato o frullato di frutta (1 o 2 frutti medi 100

    gr) + zenzero (aiuta ad attivare la digestione) + 20 gr noci o mandorle (anti ossidanti, contro gli abusi alcolici) + 10 gr miele (rilassante con il suo triptofano)Pranzo: verdure a volontà, scegliere le più amare per disintossicare fegato e reni (cicoria, rucola, scarola, indivia) con carni bianche (pollo o tacchino)Cena: minestrone o passato di sole verdure con fagioli, ceci, piselli ( ricchi di magnesio e disintossicanti)

    Ho fatto solo due esempi che non dovrebbero mai mancare. Ma non dimentichiamoci di spinaci, cavoli, cicorie, lattughe e melanzane che non dovrebbero mai mancare sulla nostra tavola.

  • Pag . 16 Dicembre 2016

    Ingredienti per la pasta (per 6 persone): 100 g di burro ammorbidito, 180 g di farina, 1 cucchiaio di zucchero, sale e burro + la farina per la tortiera.Ingredienti per la guarnizione: 150 g di gherigli di noce, 150 g di uvetta, 75 g di zucchero, 20 cl di panna da montare, 2 cucchiai di miele, cannella e 2 tuorli.

    Preparazione: Amalgamate il burro rapidamente, la farina, lo zucchero e un pizzico di sale. Unite a poco a poco l’acqua necessaria per ottenere un impasto sodo, che riunirete a palla, avvolgerete in un foglio di pellicola per alimenti e metterete a riposare sul ripiano più basso del frigorifero per 2 ore.Tritate in modo grossolano i gherigli di noce; fate rinvenire l’uvetta.Versate lo zucchero in una casseruola, unite 1/2 bicchiere di acqua e cuocete

    fino ad ottenere un caramello dorato.Togliete la casseruola dal fuoco e incorporate nel caramello la panna, il miele, le noci tritate, l’uvetta asciugata molto bene e una presa di cannella. Mescolate unendo i tuorli.Stendete la pasta con il mattarello e foderate una tortiera a cerchio apribile imburrata e infarinata.Distribuite la guarnizione sulla base di pasta, infornate la tortiera a 180° C e fate cuocere la crostata per 30 minuti.

    I nostri consigli: l’uvetta acquista un sapore speciale se viene fatta rinvenire in un po’ di cognac o di grappa.Le noci, pur essendo presenti sul mercato tutto l’anno perchè una volta essicate si conservano molto a lungo, sono un tipico frutto autunnale e in genere hanno un gusto nettamente migliore quando vengono consumate poco tempo dopo la raccolta.

    Il nostro dialettoTermini in via d’estinzione

    Sangrügnì: epistassi.Sanguanér: raccoglitore, venditore di sangue.Sanì: calandra, punteruolo, tignola, moscerino.Sanmàrch: quando il cavallo si impenna.Sansarèla: brodetto con uova sbattute e goccia di limone.Santarèl: devoto, gatta morta.Santaröl: secchiello d’acqua santa.Santificetur (santificétör): pappa e chiesa, bigotto, bugiardino, quieto.Santòminia: falsa santità, modo di vita casto e puro.Santarilì: ostentatore di falsa pietà.Sàpa: ascia del bottaio, sarchio, mazza, zappa.Sapà: incespicare nella lettura.Sapèl: strettoia, passaggio al campo superando il fosso.Sapèta: ascia a forma di zappa per legnaioli e carpentieri.Sapìna: zappa quadrata per frumento.Sapù: zappa per scalzare i ceppi degli alberi, beccastrino, zappa stretta e lunga.Sapunsèl: maretto, zappetta.Sarabüs: svezza, scheggia di materiale, in genere di legno, con cui si chiude una fenditura.Sàrasüra: mischia, ressa, concorso di folla e gente.Sarasinà: prendere colore, invaiare.Sargàgn: residuo di carbone bruciato, varietà di magma.

    Sarmènta: legna di vite potata.Sarpù: capelli incolti.Sarsèl: zappa a due punte.Sàta: zattera, tronchi legati da far scendere lungo il fiume.Satirù: satiraccio, uomo lascivo e lussurioso.Saürì: epiteto d’asino, pesce, membro virile.Sbabasà: crogiolarsi, beare, deliziare.Sbàch: a iosa, a bizzeffe.Sbadàcc: sbadiglio, sbadato, disattento, sbarra per tenere coperta un’apertura.Sbaesì: doppieggiare, stampare doppio e sbavato.Sbagasà (sbeacià): sbevazzare acqua in quantità, bere tanto e disordinatamente.Sbajosà (sbajocà): parlare a vanvera, parlare senza conclusioni.Sbalbasà: agitar d’ali, starnazzare, spulciarsi.Sbaratàs: scoprirsi il petto, lasciar pulito, ispettorare.Sbarbacià: sbattere ali, braccia o pinne nell’acqua.Sbarbài: ciarlone, cantastorie.Sbarbelà: sfarfallare, sfavillare.Sbarbunà: mangiare con ingordigia.Sbardelènt: trasparente, rilucente.Sbaröfà: litigare.Sbasì: basire, svenire, morire.Sbatù: cardiopalma, manca fiato.Sbecolàt (sbecàt): orlo di maiolica sbeccato.

    Rubriche

    Crostata di uvetta cannella e noci