Sui contributi di Alexis de Tocqueville alla teoria dell’economia ... ?· Sui contributi di Alexis…

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Sui contributi di Alexis de Tocqueville alla teoria delleconomia pubblica e

della politica economica

Francesco Forte*Universit La Sapienza, Roma

1. Questanno ricorre il bicentenario della nascita di Alexis deTocqueville, nato a Parigi il 29 luglio 1805 da famiglia di anticanobilt normanna1. Si tratta di un autore fondamentale nella

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* .1 Alexis-Charles-Henri-Clrel de Toqueville nacque nel castello di Verneuil, ter-

zogenito del conte Herv e di Louise-Madeleine Le Pelerier de Rusanbo. Laureatoin legge nel 1826, giudice uditore nel 1827, nel 1831, in aprile, si mise in congedotemporaneo, per effettuare un viaggio negli Stati Uniti per studiarne, per incaricodel Ministero degli Interni, lorganizzazione carceraria. Torn in Francia il 20 feb-braio del 1832 e si dimise, per ragioni politiche, dalla magistratura. Nel 1835, pub-blicato il primo volume di La Dmocratie en Amrique, intraprese un viaggio in In-ghilterra, ove fece amicizia con John Stuart Mill. Nello stesso anno spos MaryMottley, di famiglia inglese borghese. Nel 1836 pubblica un saggio nella The Lon-don and Westminster Review diretta dal Mill sulla condizione politica e socialedella Francia, che il lavoro seminale da cui sortir, anni dopo, la sua opera suLAncien Rgime et la Revolution. Nello stesso anno lAcadmie franaise premiavail primo volume della sua La Dmocratie en Amrique. Nel 1838 veniva eletto de-putato nella circoscrizione di Valogne ove si trovava il castello Tocqueville, di cuiera, nel frattempo, divenuto proprietario, a seguito di un accordo con i fratelli. Sarcostantemente rieletto al parlamento. Nel 1840 pubblica il II volume di La Dmo-cratie en Amrique. Nel 1842 ammesso alla Acadmie francaise. Nel 1844 entracome azionista nel Journal de commerce. Nel 1848 eletto allAssemblea costi-tuente della II Repubblica. Dal 2 giugno 1849 al 31 ottobre Ministro degli Este-ri del governo (nominato da Napoleone III) del primo ministro Odilon Barrot. Ca-duto questo governo, non entra nel successivo e si ritira nel suo castello ove scri-ve i Souvenirs e successivamente, nel 1851, partecipa ai lavori della Commissioneper la revisione della Costituzione, come membro della Costituente. oramai ma-lato di tubercolosi. Arrestato in seguito al colpo di stato di Luigi Napoleone, con-tro cui si era schierato, viene rilasciato. Frattanto ha inizio la sua opera su LAn-cien Rgime et la Revolution. Nel 1856 esce la prima parte dellopera che ha enor-me successo, riedita quattro volte e tradotta in inglese e tedesco. Il 16 aprile del1859 muore a Cannes, ove si era ripetutamente recato, per ragioni di salute.

INVITED POLICY PAPER

scienza politica e nella storiografia politica. Ma egli anche unautore importante per leconomia pubblica e la politica economi-ca. Le sue analisi e riflessioni sulla democrazia in America, in re-gime di economia di mercato e sulla caduta dellAncien regimefrancese con economia dirigista, facendo emergere leggi econo-miche generalmente valide, ci offrono molti elementi di riflessio-ne per le tematiche attuali.

Le sue due opere su La democrazia in America scritta e pub-blicata in due riprese, fra il 1835 e il 1840, dopo un viaggio distudio in America di nove mesi nel 18312 e in pi volumi, su Lan-tico regime e la rivoluzione, iniziata nel 1856 e rimasta incompiu-ta, per la prematura morte dellautore3, dunque, rivestono grandeattualit non solo nella scienza politica e nella sociologia, ma an-che per leconomista: per il rapporto fra istituzioni democratichee scelte pubbliche e per il rapporto fra stato e mercato.

2. Lopera su Lantico regime e la rivoluzione , a mio parere,un classico, per quanto riguarda gli effetti economici e il destinodel dirigismo. Essa aveva la sua origine nel saggio Political and so-cial condition of France che nel 1836 il de Tocqueville aveva pub-blicato, in The London and Westminster Review, diretta da JohnStuart Mill. Quivi egli, con la fictio della prima di una serie di let-

RIVISTA DI POLITICA ECONOMICA MAGGIO-GIUGNO 2005

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2 Di questa opera esiste una edizione critica nelle monumentali Ouvres com-pltes, sotto la direzione di J.P. MAYER, Paris, Gallimard del 1951. Esiste unedi-zione italiana, del 1884, nella Biblioteca di Scienze Politiche a cura di A. BRU-NIALTI, Torino, Bocca. Successivamente nel 1932, vi ledizione a cura di G. CAN-DELORO, che viene qui seguita. Nel 1969 vi ledizione, particolarmente importan-te, a cura di NICOLA MATTEUCCCI, ne Gli Scritti politici di Alexis de Tocqueville, vol.II. Di questo autore occorre anche citare (1990) Alexis de Tocqueville. Tre esercizidi lettura, Bologna, Il Mulino, mentre VITTORIO DE CAPRARIS (prematuramentescomparso) ha curato nel 1961 la Antologia di scritti politici di A. DE TOCQUEVILLE,dopo avere scritto, nel 1959, Alexis de Tocqueville in America, Napoli, Esi.

3 La parte edita a cura dellautore di questa opera, nel 1956 e poi riedita, notacome primo volume, si arresta alla vigilia del 1879. Del secondo volume, che do-veva andare sino allImpero di Napoleone I, ci rimangono molti capitoli relativi al-la rivoluzione in stadio di abbozzo avanzato, due capitoli sulle vicende del passag-gio dalla repubblica allimpero e una fitta messe di appunti, abbozzi e considera-zioni delle parti successive. Ledizione critica nelledizione nazionale diretta da J.P.MAYER stata edita in italiano a cura di CORRADO VIVANTI, per le Edizioni Einaudi,nel 1989, con Introduzione di LUCIANO CAFAGNA. Esiste anche una pregevole edizio-ne de Lantico regime e la rivoluzione, in A. DE TOCQUEVILLE, Scritti politici, vol. I,La rivoluzione democratica in Francia, con Introduzione di N. MATTEUCCI.

tere ai lettori inglesi della rivista, esaminava la societ, lammini-strazione e leconomia pubblica francese nel regime aristocraticoprecedente al 1789. In questo saggio in sintesi e poi soprattutto conlampia analisi nellopera su lAncien regime e la rivoluzione, il deTocqueville, mostra come il sistema di regolamentazioni minuzio-se, che caratterizzavano leconomia francese prima della rivoluzio-ne avesse in se i germi della propria fine (che, come noto, fu vio-lenta4). Questo regime era divenuto economicamente insopportabi-le e anacronistico per i ceti emergenti, che erano sorti e cresciutiin Francia e che, istituzionalmente, si raggruppavano nel terzo sta-to, ai fini dei cosiddetti stati generali, cio dellassemblea nazio-nale. Una istituzione esistente da antico tempo in Francia, ma, dallontano 1614, mai convocata dal Re. Il de Tocqueville mostra, conuna analisi acuta e dettagliata, che, quando gli stati generali si riu-nirono, il regime dirigista, che il governo del Re cercava di rifor-mare, per adeguarlo alle nuove esigenze, era oramai eroso nelle suefondamenta e contraddittorio con la nuova situazione economica,a cui solo poteva provvedere un regime di libert economica. Lariforma interna del dirigismo era vana. Il sistema di mercato eraoramai maturo, si attendeva solo un evento politico, come quelloche ebbe luogo, affinch esso, liberato dalle residue catene istitu-zionali, emergesse con la forza di un ordine spontaneo.

Se si vuole una dimostrazione della rilevanza della teoria divon Hayeck dellordine spontaneo5, la si pu trovare in questa ana-lisi seminale di Alexis de Tocqueville.

anche interessante notare che, in contrasto con la successi-va teorizzazione di Karl Marx6, Alexis de Toqueville ci spiega, nel

F. FORTE

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4 Il de Tocqueville ne aveva avuto notizia diretta tramite lesperienza del pa-dre, il conte Herv de Tocqueville che, imprigionato durante il terrore, scampalla ghigliottina solo a causa delluccisione di Robespierre.

5 Cfr. VON HAYEK F., Legge, legislazione e libert, Milano, il Saggiatore, 3 voll.,1994, trad. it. dellopera col medesimo titolo pubblicata in lingua inglese nel 1973-79. Ma il pensiero sul tema di Hayek disseminato in molti altri libri e saggi. Cfr.perci, per una sintesi, in particolare TEDESCO R., Introduzione ad Hayek, Bari, Ro-ma, Laterza, 2004 e la raccolta di saggi sul pensiero di Hayek di CLERICO G. - RIZ-ZELLO S. (a cura di), Il pensiero di Friedrich von Hayek, vol. I Organizzazione,informazione e conoscenza, vol. II Societ, istituzione e Stato, Utet, Torino,2000 (specie nel vol. I).

6 Mi riferisco alla interpretazione corrente del pensiero di Marx, che conside-ra, in particolare ENGELS F. - MARX K., Manifesto del Partito Comunista, 1848, di

Sui contributi di Alexis de Tocqueville, etc.

saggio del 1836, che il terzo stato non era una classe ovvero laclasse media. E la sua componente dominante non era, econo-micamente, la borghesia industriale e commerciale urbana. Era in-vece il ceto dei piccoli proprietari coltivatori diretti agricoli. Essi,ci spiega il de Toqueville, avevano una mentalit concreta, operati-va e uno spirito di indipendenza che hanno generato lattitudine anon considerare lo stato come una fonte di assistenzialismo e pri-vilegi a loro favore, ma come una entit da delimitare, che dovevaagire nel loro interesse, per assecondarli nelle loro attivit private.

3. Fra le cause per cui lantico regime croll per auto disso-luzione, il de Tocqueville pone in luce, il pregiudizio che proibi-va ai gentiluomini il commercio e lindustria, quello che potrem-mo definire il pregiudizio anti-imprenditoriale, il disprezzo per chisi dedica a far denaro al di fuori della cura della propriet agri-coltura data in affitto o a mezzadria e per i nuovi ricchi. Un di-sprezzo che, sottolinea il de Tocqueville, non apparteneva solo ainobili, ma era opinione comune, nella societ in considerazione,data la sua struttura aristocratica Ne derivava che le famiglie no-bili, esposte come tutte le altre al rischio di andare in rovina, ve-nivano private dei comuni mezzi per arricchirsi. E, dato il di-sprezzo per i parvenus i nobili non solo non potevano arricchirsipersonalmente, mediante il c