storia d'italia dal dopoguerra ad oggi. paul ginsborg

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  • 1 MATERIA Storia contemporanea

    PROFESSORE Paolo Colombo

    ANNO DI CORSO -

    NOTE Riassunti de storia dItalia dal dopoguerra ad oggi- P.Ginsborg

    QUESTI APPUNTI LI TROVI SU WWW.SVILUPPOEPACE.IT

    STORIA DITALIA DAL DOPOGUERRA A OGGI

    PAUL GINSBORG

    LITALIA IN GUERRA

    POLITICA E GUERRA: 43 - 44

    - La decisione di entrare in guerra con Hitler si dimostr fatale per il fascismo italiano: le truppe italiane furono umiliate e in patria il consenso si sgretol; Mussolini dichiar ai dirigenti di partito che il fascismo era ritornato indietro di ventanni e Hitler defin inconcepibile una simile insubordinazione

    - Dopo il 10 luglio 43 il re cap che la monarchia e lItalia potevano essere salvati solo recidendo ogni legame col fascismo: per non perdere il trono decise di complottare contro il duce; dopo nove ore di discussione del Gran Consiglio (Grandi ammise di

    esservi andato con due bombe a mano) fu approvata una mozione critica nei confronti del duce, che per la minimizz

    - Il 25 luglio Vittorio Emanuele III chiese a Mussolini le dimissioni, sostituendolo con Badoglio - Il fascismo veniva rovesciato non da una rivolta popolare, ma da un colpo di stato dallalto

    - Le sedi fasciste vennero date alle fiamme, a Milano 4000 operai marciarono chiedendo la fine immediata della guerra

    - La nuova dittatura militare non sapeva cosa fare: da un lato la paura della Germania, dallaltro i lenti negoziati con gli alleati - Le autorit repressero nel sangue vari cortei, a Napoli e a Milano, di operai in sciopero per chiedere la pace immediata - Mentre il re esitava le truppe tedesche, durante il mese di agosto, si erano riversate in Italia

    - Il 3 settembre 1943 fu firmato larmistizio segreto, le clausole erano molto dure: lItalia doveva areendersi senza condizioni e non veniva accolta tra gli alleati, ma nellambigua condizione di cobelligerante

    - Fall il tentativo di liberare Roma, perch Badoglio non sostenne gli americani, che decisero allora di sbarcare a Salerno - Tuttavia una parte della popolazione tent una disperata resistenza, 600 italiani furono uccisi

    - L 8 settembre fu reso pubblico larmistizio, ma non furono impartiti ordini tranne quello di respingere eventuali attacchi di qualsiasi provenienza; I soldati lasciarono le caserme per tornare a casa, ma pi di mezzo milione furono fatti prigionieri dai tedeschi. Fu questo il momento pi buio nellintera storia italiana: la penisola invasa da nord e da sud e incertezza ovunque

    - La fuga poco coraggiosa a Brindisi permise di mantenere intatta lautorit del re, e apr la strada alla creazione del Regno del sud - I tedeschi liberano Mussolini dal Gran Sasso, tornato al nord fonda la repubblica (fantoccio) di Sal e Hitler diede lordine di

    deportare pi ebrei italiani possibile

    Era iniziata la prima delle tre fasi che Henri Mller usa per dividere la guerra partigiana: la fase de rifiuto a sottomettersi

    - La resistenza: 1) quella dellantifascismo tradizionale, quello politico guidato dai comunisti (le brigate Garibaldi), ma anche le brigate Giustizia e libert del Partito dAzione (Ugo La Malfa e Ferruccio Parri), anche i socialisti di Pietro Nenni parteciparono alla resistenza, mentre il Pli e la Dc diedero un contributo quasi inconsistente; 2) la spontanea reazione di molti

    giovani educati sotto il fascismo, ma che videro il 25 luglio non come linizio di una nuova vita, ma come linizio della vita stessa; 3) lantifascismo dei fascisti, quelli che volevano abbandonare la nave che affondava

    - Il 9 settembre si form a Roma il Comitato di liberazione nazionale (Cln) - Mentre anche i partigiani che costituirono la Resistenza spontanea erano consapevoli della loro scelta storica - Alla fine del 43 cerano circa 9000 partigiani

    LA SOCIET ITALIANA DEI PRIMI ANNI 40

    - In questo periodo tutti i cittadini dovevano affrontare scelte decisive sul piano morale e politico da cui poteva dipendere la vita 1) Capitale e lavoro al nord.

    - Torino: le famiglie operaie avevano una struttura ristretta, anche se con forti legami di parentela e un crescente senso della comunit si sviluppava allinterno dei cortili e dei quartieri delle citt, si svilupp una rete di scambi di vicinato; negli anni 20 la classe operaia torinese fu lavanguardia del movimento socialista; una volta distrutte le organizzazioni socialiste le famiglie si rinchiusero in s stesse; la resistenza fu limitata a una serie di gesti simbolici.

    - Milano: era ormai la capitale finanziaria e commerciale dItalia, quindi la presenza di ceti medi urbani, impiegati e di terziario, era maggiore che a Torino; vi era un a condizione di grave sovraffollamento, la classe operaia nelle citt (45%) era costretta a

    vivere nel 30% degli alloggi esistenti.

    - Genova: durante il fascismo ebbe una grande crescita il settore pubblico (lIri controllava lAnsaldo che dava lavoro a 20000 persone); molti erano costretti a 12 ore di lavoro al giorno nelle industrie belliche; nel 43-44 aumenta la disoccupazione e gli operai ritrovano la forza e lunit che non trovarono nel ventennio fascista, malgrado lorario prolungato

    - Molti operai sospettati di organizzare la resistenza furono areestati e spesso deportati, tuttavia i nazisti avevano bisogno della produzione delle fabbriche italiane e furono cos costretti a fare concessioni alla classe operaia che non era disposta a farsi

    terrorizzare (scioperi e sabotaggi alle macchine)

    - Attendismo: la ferocia delle rappresaglie tedesche incoraggi il movimento operaio a una politica di resistenza limitata nellattesa della liberazione per mano degli Alleati; i drammatici eventi del 43-45 diedero origine ad un fenomeno di solidariet collettiva

  • 2 - Guerra civile: perfino nei quartieri operai le famiglie si dividevano tra fascisti e antifascisti - Nel marzo 44 lo sciopero si diffuse e gli impiegati di basso livello fecero causa comune (contro il filofascismo degli alti livelli) - Gli industriali temevano ancora i tedeschi, ma vista limmminente fine della guerra non volevano inimicarsi gli operai per paura

    di future ritorsioni

    2) I mezzadri nellItalia centrale: (mezzadria: i contadini mettono il lavoro, il proprietario il terreno e poi il raccolto si divide)

    - Tranquillit sociale: i mezzadri, a differenza dei contadini, godevano della relativa sicurezza della terra era un mondo statico - La struttura famigliare era verticale e vivevano pi coppie e pi di due generazioni sotto lo stesso tetto; il capoccia era lunico a

    controllare il denaro e i rapporti tra la famiglia e il mondo esterno, mentre la massaia, la donna pi vecchie, esercitava un notevole

    potere allinterno della casa; quindi unit e sottomissione della generazione pi giovane

    - Le famiglie avevano sviluppato un ricco reticolato di aiuti reciproci, ad esempio laiuterella, ossia lo scambio di favori tra le famiglie nei momenti cruciali del calendario agricolo

    - Alla sera ci si radunava nella stalle per raccontare storie e il bucato era una delle faccende domestiche pi faticose - Le campagna era popolata da un considerevole numero di vagabondi, straccioni, zingari e venditori ambulanti - A causa delle imposte dovute allo Statuto unitario, i mezzadri scesero in sciopero nel 1902 e in modo maggiore nel 1906; nel

    1920 i mezzadri toscani costrinsero i proprietari a un pattto rosso che diede ai contadini la certezza del godimento della terra, la cancellazione dei debiti e un certo controllo sulla conduzione della propriet

    - Dopo la carta mezzadrie del 35 il fascismo impose ai contadini la coltura del grano per gli amassi statali, inoltra la mobilitazione bellica costrinse il regime a rompere le barriere che mantenevano separate citt e campagne ed un flusso di contadini in cerca di

    lavoro si rivers nelle citt

    - Dopo l 8 settembre invece il flusso si invert (soldati che ritornato) e il mezzadro si scopr padrone di scegliere chi aiutare: spesso aiutavano quelli che erano in fuga, visto che la liberazione sembrava imminente e visti i risentimenti contro il regime

    3) Il sud agricolo: nel 1936 il 60% della popolazione attiva nel Mezzogiorno lavorava ancora la terra; cera il fertile Sud alberato e il Sud nudo, che era terra di pascolo

    - Il latifondo: i contadini non erano sistemati tranquillamente su un pezzo di terra che coltivavano da generazioni, ma erano alla ricerca permanente di lavoro; coltivavano la loro terra, in genere molto piccola, affittavano da diversi padroni annualmente strisce

    di terra da coltivare, anche distanti tra loro, lavoravano come braccianti stagionali nelle grandi propriet

    - Lassenza della garanzia di lavoro spiega la mancanza di case sparse e lesistenza di grandi cittadine agricole, dalle quali ogni giorno prima dellalba i contadini partivano con i propri utensili, la zappa (non cerano macchinari)

    - Le donne erano lultimo gradino sociale: non possono salire sul mulo, seguono il marito scalze, nutrono gli animali, prendono la legna, una donna a trentanni gi vecchia; le spigolatrici si diffondono in questo periodo

    - La ricerca di terreni da coltivare aveva fatto diminuire il numero di greggi e quindi della concimazione naturale - Spesso vivevano in un'unica stanza senza finestre assieme agli animali - Vi furono ribellioni di intere cittadine e in cui lazione si poi propagava per intere regioni (ex: i Fasci siciliani del 1893-94)

    - Non era comunque la solidariet il comportamento dominante, quanto la continua competizione tra le famiglie

    - Mafia: le relazioni verticali (protettore e beneficiario) erano pi importanti di quelle orizzontali: la mafia principalmente unagenzia che offre garanzie o protezione in un contesto caratterizzato dalla sfiducia reciproca

    - I gabello