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GRANDI OPERE

Author: vonga

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  • GRANDI OPERE

  • CUEC

    La colonna sonora della mia Anima aint nothin but the Blues

    Salvatore Amara

    UN SALTO NEL BLUES

  • Salvatore AmaraUn salto nel BluesLa colonna sonora della mia Anima aint nothin but the Blues

    ISBN: 978-88-8467-960-4

    CUEC Editrice 2015prima edizione dicembre 2015

    Realizzazione editorialeCUEC Editriceby Sardegna Novamedia Soc. Coop. via Basilicata 57/5909127 Cagliari

    [email protected]@tiscali.it

    Questo libro realizzato in coproduzioneCUEC Editrice/Salvatore Amara

    Senza il permesso scritto dellEditore vietata la riproduzione anche parziale, con qualsiasi mezzo effettuata, compresa la fotocopia, anche ad uso interno o didattico

    Realizzazione grafica Antonello De Cicco

    Stampa e legatura Arti Grafiche CDC Srl Citt di Castello (PG)

  • Tutto il pensare che fate prima di iniziare un lavoro abbrevia il tempo che dovete spendere per eseguirlo

    R.C. SMITH

    Dedico questo libro a Barbara Derosas, moglie, amica e amante, il Sole che illumina il mio mondo e riscalda il mio Cuore.

  • Che occhi avr

    Che occhi avr, il futuro, ora?Che occhi avr, ora, la storia?Avr quegli occhi che aveva il vento,quel vento caldo che dallAfrica salivanel canto degli schiavi, nel gospel, nel bluesche dalle navi volava alle stellecoprendo lurlo feroce della frusta,che dalla bocca dei negrieri schioccavamentre solcava il mare oscuro dellesilioallabbagliare di sole che sorgeva tra velesquarciate ancora da raffiche di mortementre suonava il mantra della diaspora.Che occhi avr, ora, il soffio del destino,mentre riecheggia il ritmo dei tamburiche da savane approdano a altri lidi?Avr quegli occhi ardenti di quelluraganoche dal profondo sguardo di anime violate,da volti riaccesi dal vorticare delle ore che segneranno il tempo al finir di tirannie,arriver a quel giorno che placher la sete,la fame di giustizia, di campi a seminaredi suoni di rivolta di folle tumultuose,che in batter docchi al tempo da veniresoffocher i singhiozzi di quelle mille labbrache adesso vanno ancora concordia a ricercarecon quelle vecchie barche cariche di dolore,con quelle vecchie barche dolore ad annegare.

    Gianni Mascia

    Railgac Blues

    Le mie viscere sono marce. Viaggio in un treno verso il fiume.Nessuno sa gli accordi della mia chitarra. Anchio li ho dimenticati nel viaggio. Sparsi nelle rotaie della citt di Railgac.Percorsi Quel Che Restava Delle Strade.Avevo Un Vecchio Furgone Con Il Motore Stanco.Nel Suo Cassone Un Cane Sdentato, Pochi Stracci La Mia Vita.

    Alberto LeccaEstratto da Limmaginario del Blues

  • Io nacqui di propriet di Benjamin Turner, ma di costui ri-cordo ben poco. Dopo la sua morte improvvisa, quando io avevo otto o nove anni, passai per eredit a suo fratello, Sa-muel Turner, nella cui propriet rimasi dieci o undici anni. In seguito, le fortune di Samuel Turner declinarono, e sorse-ro altri problemi; comunque, non fu pi in grado di continua-re a gestire la segheria che aveva ereditata da suo fratello, e, per la prima volta, fui venduto al signor Thomas Moore e questa vendita, ironia della sorte, ebbe luogo proprio nel momento in cui raggiungevo la maggiore et, nel mio ven-tunesimo anno di vita. Dopo la morte del signor Moore di-venni propriet di suo figlio Putnam, che aveva allora quin-dici anni. anche se legalmente appartenevo a Putnam, ap-partenevo anche a Travis, che esercitava ogni diritto di pro-priet su di me finch Putnam non avesse raggiunto la mag-giore et. Pertanto, quando miss Sarah spos Joseph Travis e and a vivere sotto il suo tetto, io divenni oggetto di una duplice propriet, cosa non particolarmente insolita, ma ul-teriormente spiacevole per uno gi abbastanza infelice des-sere propriet di uno solo.

    William StyronThe confessions of Nat Turner, 1967, traduz. italiana Le confessioni di Nat Turner, Mondadori 1996

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    1. Piacere, sono il Blues!

    Da quel giorno la mia vita cambi: avevo avuto consapevo-lezza di me stesso!! Ero entrato in contatto profondo e diretto con la mia ani-ma ed avevo tracciato una linea di demarcazione, che an-cora oggi rimasta inalterata, tra cosa fosse per me il be-ne ed il male.Capiamoci, come ho gi detto non che abbia avuto unin-fanzia difficile n, tantomeno, unadolescenza pi complica-ta rispetto a quella di tanti altri, ma per la prima volta riuscii ad avere un dialogo sincero con me stesso ed a sfogare tut-ta la rabbia che avevo represso dentro di me per tutto ci che consideravo ingiusto. La rabbia folle di chi si sente impotente davanti ai soprusi e davanti a qualunque forma di limitazione della libert, pro-pria ed altrui. Ricordo come fosse ora che sentivo il fortissimo desiderio di tornare indietro nel tempo, in veste di invincibile supere-roe, per soccorrere il povero Kunta Kinte, braccato, cattu-rato, legato, frustato e buttato dentro un barcone, ivi acca-tastato come un sacco, in compagnia di tanti altri come lui, tutti strappati alle loro famiglie ed alla loro terra, privati del-la loro dignit di esseri umani e trasportati in un posto sco-nosciuto e lontano, dove avrebbero patito indicibili pene e sofferenze.Insomma, il peggiore degli incubi che si concretizza.

    KUNTA KINTE ROOTS (RADICI)Kunta Kinte il protagonista del romanzo Roots (Radici) di Alex Haley, dal quale stata tratta lomonima miniserie televisiva rea-lizzata negli U.S.A. nel 1977 e trasmessa per la prima volta in Ita-lia su Rai 2 in otto puntate, ogni venerd dalle ore 20:40, a par-tire dal giorno 8 settembre 1978. Secondo il racconto di Haley, Kunta Kinte nacque in Gambia nel 1750 nel villaggio mandinka di Juffure. Divenuto guerriero, dopo una rigida di-sciplina formativa culminata con liniziazione e la circonci-sione, a 17 anni venne aggre-dito, catturato e fatto prigio-niero dai mercanti di schiavi. Dopo esser stato marchiato a fuoco, venne stipato in una nave, incatenato con pi di cento altri africani e traspor-tato in America. Sbarcato ad Annapolis, in Maryland, dopo tre mesi di viaggio, durante il qua-le mor un terzo dei prigionieri, fu venduto ad un proprietario ter-riero della contea di Spotsylvania, in Virginia, che gli cambi il no-me in Toby. Orgoglioso e audace, pag a caro prezzo, con severe punizioni e con la mutilazione di una parte del piede, i suoi ripetuti tentativi di fuga, ma la volont di ritornare libero non labbandon mai. I personaggi e le loro vicissitudini sono presentati come real-mente esistiti, ed in effetti la ricostruzione dellautore supporta-ta dalle sue ricerche e dallesame dei documenti rinvenuti in varie biblioteche ed archivi storici, anche se si ritiene che molte circo-stanze siano state romanzate per esigenze letterarie, prima, e ci-nematografiche, poi.

    Ormai stavano finendo le vacanze estive del 1978, an-cora qualche mese ed avrei compiuto dodici anni.Ricordo bene che fu proprio allora, durante quel set-tembre, che per la prima volta provai quella strana quanto sgradevole sensazione.Un dolore sordo che mi rimbombava dentro il petto e pian piano dava corpo ad una rabbia senza fine, apparentemen-te ingiustificata, che mi faceva quasi esplodere la testa, co-lorando di rosso il mio volto.Dallintensit sembrava proprio che quella sensazione di di-sagio non potesse appartenere soltanto a me.Era una sofferenza che, come detto, in un primo momen-to giudicai incomprensibile, del resto ero un ragazzino feli-ce, mi trovavo comodamente sdraiato sul divano ed ero pu-re in vacanza dalla scuola ... e che diamine non aveva pro-prio alcun senso!! Pertanto, non riuscivo a capire il perch di un tormento cos profondo e cos antico, tale da sfociare in un pianto solitario e strozzato, silenzioso e per tale motivo ancora pi doloro-so, perch inevitabilmente soffocarne il rumore comporta-va la contrazione di tutti i muscoli facciali, pettorali e addo-minali, tanto che il dolore, alla fine del suo percorso, rincu-lava dentro la mia testa, squassandola. Questo perch in realt mi vergognavo di me stesso, per quella scena che ritenevo assolutamente infantile, certo non degna di quelluomo che allepoca volevo diventare, luomo che non deve chiedere mai. Insomma, alla fine non trattenni pi le lacrime e piansi a di-rotto, e pi piangevo pi la rabbia si trasformava in felicit, come se finalmente avessi avuto la forza di rompere gli ar-gini delladolescenza, di lasciarmi andare per la prima volta alle mie emozioni, finalmente sentivo di essere onesto con me stesso e di prendere contatto con la mia vera persona-lit, di sfogare tutte le frustrazioni, pi o meno grandi e pi o meno comuni a tutti gli adolescenti, che fino ad allora mi avevano tormentato e che avevo in ogni modo cercato di controllare, negandole.

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    Quando iniziai a guardarlo in TV, pensavo che Radici fosse la storia di un giovane ragazzo nero con il lieto fine, come quelle che fino ad allora avevo visto, ma la sceneggiatura di quel teleromanzo a puntate non somigliava affatto a quello trasmesso qualche anno prima, che raccontava le gesta fan-tastiche della Tigre della Malesia.A soccorso di Kunta, infatti, non arrivava mai nessuno, tan-tomeno Sandokan, Yanez o i Tigrotti della Malesia, nessu-no lo aiutava a combattere quel maledetto crudelissimo in-vasore.Il miserabile Kunta era stato abbandonato da tutti al suo terribile destino non ci potevo credere, ma era proprio cos, e non potevo farci niente!Nonostante tutto quel dolore e nonostante linevitabi-le conseguente sensazione di enorme frustrazione e soffe-renza che mi provocava, non riuscivo a staccare gli occhi da quel teleschermo in bianco e nero e da quella storia terrifi-cante.Seguii per tutte le puntate e con molta apprensione le vi-cissitudini di quello schiavo negro e la lenta evoluzione del-la sua condizione e di quella dei suoi discendenti che, attra-verso disumani ed insopportabili tormenti, riuscirono, alla fine, a conquistare la libert, che, seppur decisamente som-maria, rappresentava comunque unincredibile conquista.Alla fine, in qualche modo o misura, avevo avuto il mio tan-to agognato lieto fine, ed anche se in realt non lo vivevo come tale, mi sentivo felice ed orgoglioso di me stesso per avere avuto la forza danimo di stare vicino a quel disgrazia-to, anche se soltanto attraverso un teleschermo.Se lavessi abbandonato, non guardando pi le sue disav-venture, cos partecipando ai suoi tormenti, non me lo sa-rei mai potuto perdonare, mi sarei sentito il pi vigliacco de-gli uomini!!Tuttavia non riuscivo ancora a spiegarmi il perch la storia di quel ragazzo nero mi avesse sconvolto cos tanto profon-damente.Rimasi quasi ipnotizzato ed incantato durante tutto il pe-riodo di programmazione dello sceneggiato, non riuscivo a pensare ad altro se non a Kunta, mi immedesimavo in lui e mi auguravo di poter avere da grande quella forza danimo

    e quella speranza che, nonostante lindicibile tragedia che laveva colpito, non lo abbandonava mai.Mi addormentavo e mi svegliavo con in testa la musica tri-ste della colonna sonora, che rappresentava il filo dunione tra Kunta e me, ed ancora oggi la ricordo, nonostante siano passati quasi quarantanni dallultima volta in cui lho sen-tita.Laspetto pi deleterio, che contribu a rendere il tutto an-cora pi traumatico, era stato lapprendere che la storia di Kunta fosse vera!Ad una mia precisa domanda, infatti, i miei genitori mi dis-sero che quella tragedia si era veramente consumata ai dan-ni di tantissimi africani e non riuscivo a farmi una ragione del fatto che allepoca nessuno, in tutto il mondo, avesse mosso un dito per evitarla o, almeno, per tentare di arginar-la in qualche modo.Quando chiedevo spiegazioni ai miei familiari ed agli al-tri grandi, nessuno riusciva a spiegarmi il perch di tan-ta atrocit, e poich non mi reputavo un ragazzo partico-larmente sensibile, mi domandavo come mai persone ben pi attente di me ai problemi sociali non avessero agito per arrestare immediatamente quellingiustificata crudelt nei confronti di altri esseri umani.Doveva pur esserci una ragione ed io dovevo assolutamen-te scoprirlo.Dato che nessuno aveva la risposta alla mia domanda, do-vevo essere io stesso come la vita mi ha sempre insegna-to a trovare una spiegazione plausibile, che potesse placa-re la mia rabbia.Del resto avevo sempre avuto, gi durante la visione del-le varie puntate, la sensazione che tutto quel male dovesse necessariamente avere un senso, e poich sin da allora ero profondamente credente, ero sicuro che il Signore avesse un piano ben preciso, senza il quale non avrebbe mai per-messo lo scatenarsi di tanta atrocit.Quindi, quando termin la miniserie, decisi che avrei sem-pre tenuto la mente e gli occhi ben aperti per individuare ogni segnale che potesse farmi comprendere la finalit di quel piano tanto oscuro, terribile e complesso.Il tempo passava, ma di spiegazioni valide neppure lombra.

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    2. La mia amica chitarra

    vissuto quella strana crisi esistenziale notai subito che il mio modo di approcciarmi allo strumento mut: il rapporto con la mia chitarra era divenuto pi convinto, pi profondo e, se possibile, ancora pi intimo.Adesso non pensate male! Non ho detto che ci andavo a letto, come spesso capita-to ad altri musicisti, un nome a caso, che mi viene subito in mente, giusto Jimi Hendrix.Ebbene si, qualche volta successo di addormentarmi con la mia chitarra in mano ma a quale chitarrista non capi-tato almeno una volta? Intendevo semplicemente dire che ora riuscivo ad assapo-rare ogni singola nota, godendomi il suono che usciva dalla mia fedele amica, come fosse proprio la sua voce, e la cosa pi interessante (anche se per certi versi pi preoccupante) che mi piaceva parlare con lei ovviamente non ne face-vo menzione con nessuno, anche perch lidea di indossare una camicia al contrario non mi allettava tanto, quindi cu-stodivo per me quel rapporto segreto, ed ogni giorno mi al-zavo entusiasmato dallidea che da l a breve avrei ripreso il discorso con la mia chitarra.Suonavo con pi trasporto, con pi emozione, cercando di comprendere anche i testi ed il messaggio che gli autori del-le mie canzoni preferite cercavano di trasmettere attraver-so i loro brani. proprio durante questa pratica ossessiva che imparai una lezione che ritengo fondamentale per qualunque musicista, ossia che in realt occorre allenare innanzitutto la propria anima ed il proprio cuore, ancor prima dellorecchio e del-le dita. Fu cos che mi avvicinai alla musica di alcuni cantautori na-poletani, in particolare Edoardo Bennato e Pino Daniele.

    EDOARDO BENNATOEdoardo Bennato (Napoli, Italia 23 luglio 1949). Cantautore, chi-tarrista, armonicista e one-man-band, capace di suonare contem-poraneamente chitarra, armonica, tamburelli, kazoo e altre per-cussioni. Sin da piccolo si appassion alla musica ed in particolare

    al rocknroll, che agli esordi influenz il suo stile e le sue scelte musicali. La sua mu-sica, specie quella dei primi albums, testi-monia la sua eviden-te ispirazione ai gran-di cantautori america-ni, tra tutti Bob Dylan, ed al blues, che culmi-ner nel 1992 con la pubblicazione dellal-bum asciuto pazzo o padrone, dove rie-labor, sotto lo pseu-donimo di Joe Sarna-taro e lausilio del-la blues band parte-nopea Blue Stuff, bra-ni classici del blues sti-

    Nellattesa mi consolavo suonando la mia chitarra. In-fatti, gi da qualche anno prima avevo iniziato a gio-carci.Come tutti gli autodidatti dellepoca, cercavo di fare tesoro di ogni insegnamento possibile.In unera perch cos la si pu ormai definire in cui non esistevano neppure i DVD ed i manuali di chitarra erano merce rarissima e costosissima, figuriamoci internet e le sue meraviglie, neppure nelle fantasie pi sfrenate sarebbe stato possibile immaginare che da l a qualche decennio con un solo click si sarebbe potuto visualizzare un insegnante di chitarra, pronto ad impartirti lezioni gratuite!Potevi gi considerarti fortunato quando ti capitava di im-batterti in qualche rubrica o rivista periodica dove venivano indicati gli accordi base del mitico giro di DO.Io, nel mio piccolo, ero un privilegiato, dato che due miei zii, Mario e Luciano, suonavano la chitarra ed ogni tanto pote-vo ascoltarli mentre eseguivano qualche ballata italiana o americana, e guardare dove e come muovevano le dita sul-la tastiera.Insomma, a quei tempi si imparava a suonare la chitarra sul campo, prima imparando gli accordi base e le ritmi-che elementari nellunico modo possibile, ossia suonando per ore e senza sosta, dopodich, quando lorecchio e le di-ta erano sufficientemente allenati e ti ritenevi pronto per il grande salto, si passava allascolto su musicassetta dei brani dei musicisti preferiti, cercando di riprodurli, sempre se avevi la fortuna di trovare i nastri e se chi li possedeva era cos gentile da prestarteli, visto che spesso e volentieri man-cavano i soldi per comprarli.Lobiettivo era sempre il solito: imparare a suonare la can-zone desiderata prima che luso continuo e disperato dei ta-sti play e rewind smagnetizzasse definitivamente il nastro o provocasse addirittura la rottura della musicassetta e, in pi duna occasione, pure del mangiacassette di turno.Per farla breve, sin dallet di nove anni la chitarra stata la mia fedele amica e compagna di avventure, e dopo aver b

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    le Chicago, con te-sti cantati in dialetto napoletano, ironiz-zando sui difetti, ma pure su alcuni pre-gi della sua citt. La sua ricerca musica-le, tuttavia, non si mai fossilizzata, tan-to da presentare, a fasi e fortune alter-ne, accenni di musica folk, rock, ska e reg-gae, il tutto sapien-temente arricchito da intermezzi di mu-sica lirica, da came-ra e persino di musi-ca elettronica, sem-pre ben miscelati al sapore della tradizio-ne popolare ed al gusto tipicamente mediterraneo e, in particola-re, partenopeo. Sin dal suo primo album Non farti cadere le brac-cia (1973) tutti i suoi lavori, specie quelli pubblicati nella seconda met degli anni 70, come I buoni e i cattivi (1974), Io che non sono lImperatore (1975), La torre di Babele (1976) e Uff! Uff! (1980), sono stati caratterizzati da testi socialmente impegnati, giocosa-mente dissacranti e mai banali, anche utilizzando come riferimen-to e base di partenza le favole di Pinocchio, Burattino senza fili (1977), e di Peter Pan, Sono solo canzonette (1980). Da un lato ha apertamente criticato le classi dirigenti e la loro screanzata am-ministrazione del potere e della cosa pubblica, senza fare alcuna eccezione, neppure per il Papa (Affacciati Affacciati), schierando-si contro la guerra, contro lipocrisia delle persone serie e rispet-tate, contro larrivismo e larroganza dei grandi e dei potenti, contro la presunzione delle persone colte ed istruite ed il divi-smo dei privilegiati, e dallaltro lato non ha mai smesso di celebra-re la fantasia e la purezza dei piccoli, la sincerit e la semplicit dei deboli, senza secondi fini o interessi personali, il tutto con un tono ironico ed autoironico, sempre goliardico e mai gratuitamen-te offensivo, n volgare.

    PINO DANIELEGiuseppe Daniele, noto Pino (Napoli, Italia 19 marzo 1955 Roma, Italia 4 gennaio 2015). Cantautore, chitarrista e autore di colonne sonore. La sua musica e i testi delle sue canzoni evidenziano non solo il profondo legame con la tradizione mediterranea e napo-letana, presente in particolare nel primo album intitolato proprio Terra mia (1977), ma anche la sua passione per il blues, culminata con la sua partecipazione nel 2010 al Crossroads Festival organiz-zato a Chicago da Eric Clapton. La sua originale produzione artisti-ca, inizialmente ispirata dalla fattiva collaborazione di James Sene-se in occasione dei successivi tre albums, Pino Daniele (1979), Ne-ro a met (1980) e Vai m (1981), lha reso uno dei musicisti ita-liani pi conosciuti al mondo, consentendogli pure di collaborare con i pi grandi musicisti del panorama internazionale. Dopo aver aperto nel 1980 il concerto di Bob Marley a Milano, indimentica-bile il suo concerto del 1981 in piazza del Plebiscito a Napoli, da-vanti a circa 200.000 persone, accompagnato da una formazione

    tutta partenopea (Tullio De Piscopo, Joe Amoruso, Rino Zurzolo, Tony Esposito e James Senese), che segn non solo un punto, for-se inarrivabile, di spessore tecnico raggiunto da una band italiana, ma testimoni pure la sua continua innovazione artistica, ben ra-dicata nella tradizione campana, ma con forti richiami a rock, ja-zz, funk e, ovviamente, blues. La sera del 4 gennaio 2015, Pino Da-niele, da tempo afflitto da gravi problemi cardiaci, ha avuto un in-farto presso la sua casa di Orbetello, in Toscana. Giunto in condi-zioni critiche allospedale SantEugenio di Roma, morto dopo va-ni tentativi di rianimazione. A testimonianza del grande affetto nei suoi confronti, a Napoli una folla di circa 100.000 persone si riu-nita in Piazza del Plebiscito per commemorarne la memoria, can-tando le sue canzoni.

    Je So PazzoJe so pazzo, je so pazzo e voglessere chi voglio ascite fore da casa mia. Je so pazzo je so pazzo cho il popolo che mi aspetta e scusate vado di fretta, non mi date sempre ragione io lo so che sono un errore, nella vita voglio vivere almeno un giorno da leone e lo Stato questa volta non mi deve condannare pecch so pazzo, je so pazzo ed oggi voglio parlare.Je so pazzo, je so pazzo si se ntosta a nervatura metto tutti nfaccia o muro. Je so pazzo, je so pazzo ma chi dice che Masaniello poi negro non sia pi bello? E non sono menomato, sono pure diplomato e la faccia nera lho dipinta per essere notato. Masaniello crisciuto, Masaniello turnato. Je so pazzo, je so pazzo nun nce scassate o cazzo!(Pino Daniele)

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    Lo spirito di aperta protesta e di fiera ribellione, nei con-fronti di un sistema politico e sociale sterile, viziato ed ipo-crita, che animava le loro canzoni, i cui testi, seppure ironici, erano decisamente rivolti contro il potere fine a s stesso e contro coloro che lo detenevano, rappresentava per me un irresistibile polo di attrazione.Mi riconoscevo profondamente e mi specchiavo in quel sin-cero anticonformismo e, per la prima volta, non mi senti-vo solo! Da l a qualche tempo iniziai ad ascoltare e riprodurre anche alcuni brani di artisti americani, in particolare Bob Dylan, gli Eagles e Cat Stevens, cantando in una lingua che tutto era tranne inglese ed immaginando il significato di quelle paro-le sconosciute basandomi sul mood musicale, dato che alle-poca non si trovavano facilmente le traduzioni dei brani e la mia conoscenza dellinglese era alquanto spartana.

    BOB DYLANRobert Allen Zimmerman (nome in ebraico Zushe ben Avraham), in arte Bob Dylan (Duluth, Minnesota 24 maggio 1941). Ha spesso adottato diversi pseudonimi: Elston Gunnn, Blind Boy Grunt, Boo Lucky Wilbury, Elmer Johnson, Sergei Petrov, Jack Frost, Jack Fa-te, Willow Scarlet, Robert Milkwood Thomas, Tedham Porterhou-se. Cantautore, chitarrista, armonicista, pianista, compositore, po-eta, scrittore, attore, pittore, scultore e conduttore radiofonico. Uno degli artisti pi importanti del secolo scorso, non solo in cam-po musicale ed artistico, ma per lintera cultura popolare del no-stro pianeta. Bench le sue esibizioni, su disco e dal vivo, rappre-sentino laspetto pi coinvolgente ed emotivo della sua carriera ar-tistica, sono i testi delle sue canzoni ad essere considerati il suo pi grande contributo, grazie al forte impegno politico e sociale che ha sempre caratterizzato i suoi lavori, pregni, altres, di suggestivi rife-rimenti letterari, poetici e filosofici. Negli anni 60 le sue canzoni

    decisamente anticonvenzionali influenzarono le coscienze di milio-ni di giovani, diventando veri e propri inni dei movimenti pacifisti e per i diritti civili (fra tutte Blowin in the Wind e Master of War), fa-cendolo emergere come figura chiave dellintero movimento di protesta americano. Bob Dylan il cantautore per eccellenza, ma la sua evoluzione artistica non si mai arrestata, sebbene talvolta ci gli sia anche costato laffetto del suo pubblico, interessandosi a quasi tutti i generi musicali, come country, blues, rocknroll, go-spel, jazz, western, rockabilly, swing e musica tradizionale popola-re. Le notazioni relative alla sua vita, anzi alle sue vite, ed alla sua arte richiederebbero un libro, o meglio, unenciclopedia intera-mente dedicata a lui! Cercher, quindi, di riassumerle nella manie-ra pi breve, ma esaustiva possibile. I suoi nonni materni erano ebrei lituani, emigrati in America nel 1902, mentre quelli paterni, di origine turca, erano ucraini di Odessa, emigrati negli U.S.A. do-po i pogrom antisemiti del 1905, quando in seguito al fallimento della prima rivoluzione russa diverse centinaia di villaggi e citt fu-rono saccheggiate e devastate e la popolazione ebraica ivi residen-te massacrata (sebbene si ritenga che tali spedizioni punitive fos-sero sommosse popolari spontanee contro gli usi e costumi, anche religiosi, ebraici, alcuni storici ritengono che furono appoggiate e sostenute dalle autorit governative, che ne sfruttarono comun-que la portata, indirizzando verso lintolleranza religiosa e lodio etnico la protesta dei contadini e dei lavoratori ad infimo reddito, esasperati dalle dure condizioni della loro vita). Cresciuto nella cit-t mineraria di Hibbing, in Minnesota, dove i genitori apparteneva-no alla piccola comunit ebraica, Bob Dylan visse a Duluth fino a 7 anni, e quando suo padre si ammal di poliomielite ritorn alla vi-cina Hibbing. Passava gran parte della sua giornata ascoltando al-la radio musica blues, country e, in seguito, rocknroll e alle scuole superiori form alcune band con cui suon covers di canzoni popo-lari e rocknroll ed impar a suonare il pianoforte. Intorno al 1958, dopo aver ascoltato un disco di Odetta, il suo interesse per il rocknroll, in particolare per Little Richard, lasci il posto a quel-lo per la musica folk tradizionale suonata con strumenti acustici, e cos vendette chitarra elettrica ed amplificatore per acquistare una chitarra acustica. In seguito precis che il ritmo trascinante e lenergia travolgente del rocknroll non gli bastavano pi, in quan-to non riflettevano la vita reale, mentre la musica folk era una co-sa molto pi seria, i testi erano colmi di disperazione, di tristezza, di trionfo, di fede nel sovrannaturale, tutti sentimenti molto pi profondi. C pi vita reale in una sola frase di queste canzoni di quanta ce ne fosse in tutti i temi del rocknroll. Io avevo bisogno di quella musica. E cos entr a far parte del circuito folk di Din-kytown e fece amicizia con altri appassionati del genere, da cui prese in prestito molti dei loro albums, dimenticandosi per di re-stituirli! Proprio a partire da quel momento inizi a farsi chiamare Bob Dylan, lo stesso cognome del suo poeta preferito dellepoca, Dylan Thomas, e scegliendo come nome Bob poich la musica po-polare di allora era piena di Bobbies. Bob Dylan abbandon presto il college, ma rimase a Minneapolis, dove suon nel circuito folk, e viaggi molto. Il 1960 fu per Dylan un anno decisivo, anche perch, come dichiarato da lui stesso, e confermato da alcuni suoi amici, concluse un patto con il diavolo in cambio del successo nel mondo della musica, come prima di lui avevano gi fatto Tommy John-son e Robert Johnson, questultimo un suo idolo. In unintervista realizzata nel 2000 per il documentario No Direction Home: Bob Dylan, di Martin Scorsese, Bob Dylan disse di essersi recato una notte presso un crocicchio e di aver incontrato il diavolo. Sempre

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    in occasione di unintervista contenuta nel documentario di Scor-sese, Tony Glover, cantautore amico di Dylan, raccont il suo stu-pore quando ad una festa vide Bob Dylan cantare e suonare la chi-tarra in maniera incredibile, mentre soltanto due mesi prima il ri-sultato era appena mediocre, e suonare larmonica con disinvoltu-ra, nonostante fosse la prima volta che suonava quello strumento in pubblico. Nel 2004, in occasione di unaltra intervista concessa a Ed Bradley, conduttore del programma CBS 60 Minutes, Bob Dylan ritorn sullargomento, affermando di voler ritardare la fine di quel patto. Agli inizi del 1961 si trasfer a New York per suonare e per far visita al suo idolo Woody Guthrie, ricoverato al New Jersey Hospital. Linfluenza di Woody Guthrie, in occasione delle sue pri-me composizioni, fu tale che Bob Dylan a proposito dellopera di Guthrie disse che potevi sentire le sue canzoni e allo stesso tempo imparare a vivere. Durante una delle visite a Guthrie, Bob Dylan conobbe un vecchio amico del musicista folk, Ramblin Jack Elliott. I due divennero amici e suonarono pure insieme nei clubs del Gre-enwich Village, periodo in cui Bob Dylan si appassion pure al gio-co del poker. Fu una positiva recensione di Robert Shelton per il New York Times, dopo unesibizione al Gerdes Folk City nel set-tembre del 1961, ad attirare linteresse del pubblico su Bob Dylan, e proprio nello stesso mese John Hammond, talent scout della Co-lumbia Records, not il talento di Dylan in occasione della sua par-tecipazione come armonicista in un album della cantante folk Ca-rolyn Hester, di cui Hammond era produttore, e lo scrittur per re-gistrare il suo primo album, Bob Dylan (1962), nel quale vennero inclusi brani della tradizione folk, blues e gospel. Nonostante la Co-lumbia Records non fosse soddisfatta delle vendite, Hammond di-fese Bob Dylan, anche grazie al sostegno di Johnny Cash. Nel 1962 Bob Dylan and alla Corte Suprema di New York e cambi il suo nome in Robert Dylan ed assunse Albert Grossman come ma-nager. Nel successivo album The Freewheelin Bob Dylan (1963) comparvero le prime canzoni di protesta, ispirate da Guthrie e in-fluenzate dalla sua passione per il racconto e lanalisi dei fatti dat-tualit, oltre a romantiche canzoni damore, introspettive, ma an-che giocose ed ironiche. La combinazione voce, chitarra acustica e armonica ne fecero la figura dominante del movimento folk con base nel Greenwich Village. La sua voce, non proprio canonica, era incisiva e graffiante, perfetta per interpretare le sue canzoni. La sua reputazione crebbe anche presso i musicisti gi famosi, come i Beatles e Joan Baez, e questultima lo invit a duettare sul palco ed a registrare con lei alcune delle sue prime canzoni, contribuen-do al successo nazionale ed internazionale di Dylan. Nel 1963 Bob Dylan e Joan Baez, nel frattempo diventati amanti, divennero per-sonaggi di rilievo allinterno del movimento per i diritti civili e can-tarono insieme a comizi e raduni, anche in occasione della marcia su Washington, in cui Martin Luther King pronunci il suo famoso discorso I have a dream. Le partecipazioni di Bob Dylan a spetta-coli televisivi furono sempre discusse e controverse, come quando nel 1963 se ne and dallEd Sullivan Show perch gli autori del pro-gramma gli impedirono di suonare Talkin John Birch Paranoid Blues, in quanto poteva essere potenzialmente diffamatoria per lassociazione anticomunista John Birch Society. Negli albums pub-blicati nel 1964, The Times They Are a-Changin e Another Side of Bob Dylan, i testi delle sue canzoni divennero sempre pi politica-mente e socialmente impegnati e scomodi. Intorno al 1965 la sua insofferenza nei confronti delle convenzioni sociali, dellipocrisia dei moralisti e dei media, con cui i rapporti erano sempre pi tesi, si evidenzi anche nel suo nuovo look, dato che i vecchi jeans e le

    camicie da lavoro lasciarono il posto ad un guardaroba ricercato, e nel suo nuovo stile musicale, dato che chitarra acustica e armoni-ca furono sostituite da chitarra e band elettriche. Il 25 luglio 1965 Bob Dylan si present al Newport Folk Festival con chitarra elettri-ca a tracolla ed una band elettrica di supporto, formata in preva-lenza da musicisti provenienti dalla Paul Butterfield Blues Band, tra i quali Mike Bloomfield alla chitarra, Sam Lay alla batteria e Al Ko-oper allorgano, e fece il suo storico primo concerto elettrico dai

    giorni della scuola. Il pubblico, che nei due anni precedenti laveva osannato come alfiere del folk, non solo disapprov la sua scelta artistica, ma reag malissimo, fischiandolo, tanto che Dylan lasci il palco dopo sole tre canzoni, per poi farvi ritorno e suonare due canzoni in acustico, che stavolta furono ben accolte. Dylan, ad ogni modo, si risent molto dellaccoglienza riservatagli dagli ap-partenenti al movimento folk, rivendicando la sua libert di espres-sione artistica, e gli strumenti elettrici divennero parte fondamen-tale della sua musica, ingaggiando Robbie Robertson e la band The Hawks. La sua musica, come testimoniato dalla trilogia Bringing It All Back Home (1965), Highway 61 Revisited (1965) e Blonde on Blonde (1966), era ormai divenuta una miscela originale ed elettri-ca di folk, blues, country, RNR, RNB, gospel, beat, poesia, surre-alismo e cronaca sociale, ma non abbandon mai chitarra acustica ed armonica. Al culmine dei suoi innumerevoli impegni, il 29 luglio 1966 Bob Dylan ebbe un incidente mentre guidava la sua moto, a pochi chilometri di distanza da Bearsville, vicino a Woodstock, nel-lo Stato di New York. I contorni dellincidente sono ancora oggi av-volti nel mistero, e sebbene Bob Dylan dichiar di aver semplice-mente perso il controllo della sua moto, furono ipotizzate diverse cause: guasto meccanico, guida in stato di ebbrezza, per aver as-

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    sunto alcool o droga, colpo di sonno e persino tentato suicidio, e di conseguenza nacquero altrettante leggende, anche perch nessu-no pot verificare lentit delle ferite occorse. A tal proposito Dylan dichiar di essersi rotto alcune vertebre del collo, ma non era stata chiamata nessuna ambulanza sulla scena dellincidente e Bob Dylan non era stato ricoverato in alcun ospedale. Secondo al-tri, invece, Dylan era addirittura morto ed era stato rimpiazzato da un sosia. Lunica certezza che lincidente forn a Bob Dylan loc-casione di sfuggire alle pressioni e di trascorrere un periodo di iso-lamento e di pace, che prosegu anche nel 1967, quando decise di registrare con gli Hawks a casa sua e nello scantinato della vicina casa degli Hawks, chiamata Big Pink, in unatmosfera calda e rilas-sante. Alla fine del 1967 gli Hawks cambiarono il nome in The Band. Nei successivi albums, John Wesley Harding (1967) e Nash-ville Skyline (1969), Bob Dylan present canzoni decisamente di-verse dalle precedenti, i cui testi, introspettivi e contemplativi, ispirati alle Sacre Scritture, e la cui musica, con pochi essenziali strumenti, si scontravano decisamente con lo stile psichedelico al-lora in voga. Il 3 ottobre 1967 mor Woody Guthrie e il 20 genna-io 1968 Bob Dylan, dopo quasi due anni di assenza dalle scene, suon dal vivo alla Carnegie Hall di New York in memoria del suo idolo ed amico. Dopo aver declinato linvito a suonare al festival di Woodstock, perch si trovava troppo vicino a casa sua, nel 1969 partecip al festival dellisola di Wight e, dopo aver pubblicato nel 1970 Self Portrait e New Morning, nel 1971 prese parte al concer-to per il Bangladesh, organizzato dallamico George Harrison. Du-rante lo stesso anno registr alcune canzoni, mai pubblicate, col poeta Allen Ginsberg, alla Record Plant di New York, in cui Gin-sberg figurava come cantante principale, mentre Dylan lo accom-pagnava con chitarra, armonica e voce. Nel 1972 Dylan scrisse lo-monima colonna sonora e recit una parte nel film Pat Garrett & Billy the Kid e dopo la pubblicazione dellalbum Dylan (1973), agli inizi del 1974 part con The Band per il Bob Dylan and The Band Tour of North America, organizzato da Bill Graham, dopodich si ri-tir dalle scene. Continu per a registrare e pubblicare dischi, co-me Planet Waves (1974), Blood on the Tracks (1975) e The Base-ment Tapes (1975). Nel 1975, dopo aver incontrato in carcere il pu-gile Rubin Hurricane Carter, imprigionato per omicidio a Pater-son, in New Jersey, Bob Dylan, sostenendo la sua innocenza, scris-se Hurricane, la prima canzone di protesta ad avere successo com-merciale, inserita nellalbum Desire (1976). Per il suo successivo tour, Rolling Thunder Revue, Dylan coinvolse numerosi artisti pro-venienti dal circuito folk del Greenwich Village, tra cui il poeta Al-len Ginsberg, Ramblin Jack Elliott, Joan Baez, con la quale si ritro-v a suonare dopo pi di dieci anni, e Joni Mitchell. Nel 1976 Dylan partecip al concerto daddio di The Band accanto ad altre stelle della musica, come Joni Mitchell, Muddy Waters, Eric Clapton, Van Morrison e Neil Young, ripreso nel mitico film The Last Waltz (1978). Sempre nel 1978 Bob Dylan prese parte allalbum No Rea-son To Cry di Eric Clapton, con il quale duett nella canzone Sign Language, scritta dallo stesso Dylan. Nello stesso anno uscirono anche il suo film Renaldo and Clara, mai amato dalla critica, ed il suo nuovo album Street Legal (1978). Alla fine del 1978 Dylan eb-be una visione e sensazione, durante la quale si mosse la stanza, cera una presenza nella stanza e non poteva essere nessun altro che Ges Cristo, e cos si convert divenendo un cristiano rinato, segu lezioni di biblistica in California e pubblic gli albums di mu-sica gospel cristiana, Slow Train Coming (1979), con la collabora-zione di Mark Knopfler, e Saved (1980). La sua rinascita cristiana

    non fu ben accolta da molti fans ed amici musicisti, ma il grande pubblico e la critica reagirono positivamente ai suoi nuovi lavori. Negli albums successivi, Shot of Love (1981) e Infidels (1983), questultimo con la rinnovata collaborazione anche in qualit di produttore di Mark Knopfler, ricomparvero alcuni testi laici, me-scolati a canzoni chiaramente cristiane. Nel 1985, dopo aver colla-borato al singolo We Are the World, i cui proventi andarono in be-neficenza per la carestia in Etiopia, prese parte al Live Aid tenutosi al JFK Stadium, accompagnato da Keith Richards e Ron Wood, se-guito in mondovisione da oltre un miliardo di persone. Nel 1986 part in tourne con Tom Petty and The Heartbreakers e nel 1987 part in tour con i Grateful Dead. Nel 1988 inizi il Never En-ding Tour, suonando per decenni senza interruzione in tutto il mondo con una piccola band in continuo cambiamento. Ci nono-stante non smise mai di collaborare e di suonare insieme ai pi grandi musicisti del pianeta, come Carlos Santana, con il quale nel 1992 partecip ad un breve tour. Nel 1994 Bob Dylan partecip allevento commemorativo di Woodstock 94, ma nel 1997 dovet-te interrompere il tour europeo e subire un urgente ricovero in ospedale a causa di una grave infezione al cuore (pericardite cau-sata da istoplasma). Per fortuna usc presto dallospedale dopo aver temuto il peggio, tanto da affermare ho veramente pensato che presto avrei visto Elvis. Nellestate del 1997 ritorn in tour in Europa e a Bologna si esib davanti a Papa Giovanni Paolo II, il qua-le tenne unomelia basata sul testo di Blowin in the Wind. Nel 1999 part in tourne con Paul Simon e nel 2004 pubblic il primo volume della trilogia della sua autobiografia Chronicles. Non si contano le onorificenze ed i riconoscimenti a lui tributati, n i pre-mi vinti da questo gigante, tra cui, nel 2008, il Premio Pulitzer alla carriera. Cos come non si conta il numero di artisti internazionali coi quali ha collaborato durante la sua incredibilmente prolifica carriera, la maggior parte dei quali sono stati da lui stesso ispirati, n i libri, i documentari, i films ed i siti internet a lui dedicati. La sua versatilit di artista non ha mai cessato di innovarsi, tanto da esor-dire nel 2013 come scultore, esibendo una mostra di opere ottenu-te saldando utensili in ferro, come pinze, chiavi inglesi, ferri di ca-vallo, vecchi ingranaggi e vari materiali di recupero. Insomma, in una sola parola, IMMENSO!

    Blowin in the Wind How many roads must a man walk down before you call him a man? How many seas must a white dove sail before she sleeps in the sand? How many times must the cannon balls fly before theyre forever banned? The answer, my friend, is blowin in the wind, the answer is blowin in the wind. (Bob Dylan)

    Soffia nel VentoQuante strade deve percorrere un uomo prima che lo si possa definire tale?Quanti mari deve sorvolare una colomba biancaprima che possa dormire sulla sabbia? Quante palle di cannone devono ancora volareprima che siano bandite per sempre?La risposta, amico mio, soffia nel vento,la risposta soffia nel vento.

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    EAGLES The Eagles sono un gruppo musicale rock californiano formatosi a Los Angeles nel 1971. Grazie al loro origina-le stile musicale, melo-dico ed avvolgente, in-fluenzato da vari gene-ri, specialmente coun-try e rock, diventarono il punto di riferimento della musica della West Coast, vendendo milio-

    ni di dischi, tra cui il celeberrimo album Hotel California (1976), e sono ancora oggi considerati uno dei gruppi rock pi influenti di sempre.

    CAT STEVENSYusuf Islam, gi Steven Demetre Georgiou, in arte Cat Stevens (Londra, Inghilterra 21 luglio 1948). Cantautore, chitarrista e pitto-re. Dopo aver iniziato la pro-pria carriera come cantante pop commerciale, in seguito ad una grave malattia (tuber-colosi) riesamin la sua inte-ra vita, anche artistica, e vir decisamente rotta, cambian-do non solo casa discografi-ca, ma anche il proprio stile di vita. Con barba e capelli lun-ghi divent unicona del mo-vimento hippy e, dopo aver trascorso un periodo lonta-no dalle scene, coi suoi albu-ms successivi pubblicati tra il 1970 e il 1971, Mona Bone Jakon, Tea for the Tillerman e Teaser and the Firecat, carat-terizzati da uno stile musicale originale, morbido ed elegante, con chitarra acustica, pianoforte e sonorit calde ed avvolgenti, spo-pol in tutto il mondo. Nel 1976 il fratello, di ritorno da un viag-gio a Gerusalemme, gli regal il Corano e lanno successivo, dopo aver rischiato di morire annegato, Cat Stevens si convert allIslam, adottando il suo attuale nome Yusuf Islam. Da l a breve divent membro della comunit musulmana di Londra e scomparve dalle scene, facendovi ritorno solo nei primi anni del 2000.

    In particolare, fui letteralmente stordito dallimmensit del-la produzione di Bob Dylan, che ritengo essere stato il mio primo grande inconsapevole Maestro, e seguirla mi con-dusse attraverso un lungo viaggio nella musica, allinterno del quale la ballata acustica rappresentava soltanto il pri-mo gradino.Ascoltavo Dylan in continuazione, anche mentre studiavo, ma del resto non era una novit, dato che la musica ha sem-pre svolto un ruolo predominante nella mia vita.I miei primi ricordi musicali risalgono allet di 4 anni, quan-do un altro mio zio, Gino, mi fece ascoltare alcuni brani di

    Little Richard, ossia Tutti Frutti, Long Tall Sally e, ovviamen-te, Lucille, che cantavo a squarciagola, sotto lo sguardo di-vertito ed amorevole di mia nonna Antonietta, saltando sul tavolo con la mia chitarra giocattolo.

    LITTLE RICHARDRichard Wayne Penniman, in arte Little Richard (Macon, Georgia 5 dicembre 1932). Cantante, autore, pianista e sassofonista. Auto-celebratosi il vero Re del rocknroll, influenz fortemente la mu-sica e la cultura popolare del secolo scorso. Little Richard nacque in una famiglia profondamente religiosa dove la musica svolgeva un ruolo fondamentale, tanto che si esibivano come gruppo cano-ro nelle chiese locali con il nome The Penniman Singers. Visse in un quartiere nero dove sub la violenza della segregazione razziale ed impar a suonare il sassofono e il pianoforte. Negli anni 50 inizi la sua carriera discografica e con i suoi brani pi celebrati, tra tutti Lucille, Long Tall Sally e Slippin and Slidin, propose uno stile mu-sicale rivoluzionario, che contribuir alla diffusione della sua fama di pioniere del rocknroll, caratterizzato da un ritmo veloce e inar-restabile, dalla presenza incalzante e trascinante delle percussioni, da una miscela di blues, rhythmnblues, funk e boogie-woogie e da uno stile di canto con evidenti influenze gospel, arricchito da gri-da acute e laceranti e da gemiti provocanti, tanto che la sua voce potente e squillante gli procur il soprannome di War Hawk. Men-tre in America vigevano severe leggi razziali, che prescrivevano che nei luoghi pubblici, inclusi i locali in cui si tenevano concerti, dove-vano esserci zone separate riservate ai bianchi ed ai neri, accadeva frequentemente che durante le sue esibizioni il pubblico, che alli-nizio del concerto si trovava diviso in zone separate, nel corso della serata piano piano si mescolasse e le persone di colore si mischias-sero ai bianchi. Ci scandalizz le associazioni razziste del sud degli Stati Uniti, che protestarono vivacemente mettendo in guardia la popolazione dal rocknroll, che, secondo il loro dire, era uno stru-mento immorale, pieno di riferimenti sessuali, facente parte di un complotto comunista per danneggiare i valori morali della gioven-t americana. Ci nonostante, il successo di Little Richard fu ta-le che persino negli Stati del sud, dove si sentiva maggiormente il peso della segregazione razziale, i pregiudizi verso gli artisti di co-lore che si esibivano nei locali per bianchi diminuirono progres-sivamente. Oltre alla sua musica ed al colore della sua pelle, an-che il suo look spregiudicato e trasgressivo, con abiti sgargianti, colorati ed esagerati, la sua celebre pettinatu-ra ricca di brillantina e il trucco, assolutamente inedito per i musicisti dellepoca, scandaliz-z i benpensanti delle-poca, ma rivoluzion gli anni 50, contribuendo a far decollare la popola-rit del rocknroll. Nel 1957, allapice del suc-cesso, dopo aver rin-novato per sempre il rhythmnblues, il soul e il funk, improvvisamen-te Little Richard lasci le scene, entr in una

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    Universit cristiana nellAlabama e divent predicatore. Nei primi anni 60 incise alcuni brani gospel e nel 1962 torn sulla scena con un tour in Inghilterra, con il supporto dei suoi primi ammiratori, i Rolling Stones e i Beatles. Nel 1964, come nuovo chitarrista della sua band, reclut il giovane Jimi Hendrix, che ne riprese il look. A met anni 60 registr musica soul per la Okeh Records, con la col-laborazione di Larry Williams come produttore e di Johnny Guitar Watson alla chitarra. Purtroppo, con il ritrovato successo Little Ri-chard riprese anche lo stile di vita precedente alla sua conversio-ne, a base di sesso, alcool e droghe. Alla fine degli anni 60, in pieno movimento Black Power, rifiut di esibirsi per un pubblico di soli afroamericani, non volendo vietare a nessuno la possibilit di assi-stere a un suo spettacolo. Nel 1977, dopo la morte di due suoi cari amici, del fratello e di un caro nipote, e dopo che lui stesso rischi di essere ucciso dal suo vecchio amico Larry William, che mentre era in crisi dastinenza gli punt contro una pistola minacciando di ucciderlo se non gli avesse dato del denaro per la droga, cap che era giunto il momento di cambiare definitivamente stile di vita e torn allevangelismo cristiano, lasciando anche le scene e dichia-rando che non era possibile conciliare la carriera della rockstar con la volont di servire il Signore. Inizi a predicare luguaglianza tra le razze e la redenzione dellanima dai peccati grazie allamore del Signore, prendendo s stesso come esempio, che nonostante un passato da alcolizzato, drogato e omosessuale era alla fine riusci-to a ritrovare il Signore. Infine, riprese pure ad esibirsi dal vivo, di-chiarando che era comunque possibile servire Dio anche attraver-so la musica. Secondo James Brown, il suo idolo Little Richard negli anni 50 fu il primo a mischiare funk e rocknroll e per Otis Redding contribu in maniera decisiva allo sviluppo della musica soul. Ray Charles e Bo Diddley lo ritenevano uno degli artisti pi influenti per le future generazioni di musicisti. Anche per Paul McCartney e Mi-ck Jagger era un idolo e un esempio da seguire. Pure Bob Dylan e Jimi Hendrix spesero parole di ammirazione nei confronti della sua musica e della sua abilit vocale, che ispir cantanti come John Fo-gerty, David Bowie, Bon Scott, Freddie Mercury e Rod Stewart. An-cora oggi la sua musica ci rende felici. Alleluia!

    Lucille Lucille, you wont do your sisters will? Oh, Lucille, you wont do your sisters will? You ran off and married, but I love you still. Lucille, please, come back where you belong Lucille, please, come back where you belong I been good to you, baby, please, dont leave me alone. I woke up this morning Lucille was not in sight. I asked my friends about her, but all their lips were tight. Lucille, please, come back where you belong I been good to you, baby, please, dont leave me alone. (Richard Penniman/Albert Collins)

    LucilleLucille, non farai ci che vuole tua sorella?Oh, Lucille, non farai ci che vuole tua sorella?Sei scappata e ti sei sposata,

    ma io ti amo ancora.Lucille, per favore, ritorna al tuo postoLucille, per favore, ritorna al tuo postomi sono comportato bene con te, bambina,per favore, non lasciarmi solo.Mi sono svegliato stamattinadi Lucille non cera traccia.Ho chiesto di lei ai miei amici,ma le loro labbra erano cucite.Lucille, per favore, ritorna al posto cui appartienimi sono comportato bene con te, bambina,per favore, non lasciarmi solo.

    Se fossi un educatore somministrerei abbondanti dosi di rocknroll a tutti i bambini per alimentare il loro entusia-smo nei confronti della vita e favorirne, cos, una crescita sana e genuina.Nonostante ami la musica, ho sempre avuto gusti molto se-lettivi e non ho mai capito coloro che alla domanda che musica ti piace rispondono un po tutta.Diciamo pure che la maggior parte della musica che ascolta-vo alla radio non incontrava il mio favore, anzi, a dirla tutta, mi irritava proprio, tanto che i miei impianti HI-FI non hanno mai registrato la presenza di un sintonizzatore.Questo solo per spiegare per quale motivo riesca a ricorda-re con esattezza i musicisti nei quali, di volta in volta, mi so-no imbattuto e che hanno arricchito le mie giornate.Il passo successivo mi ha condotto al primo grande chitarri-sta che ho ascoltato ed apprezzato: Mark Knopfler, ancora oggi ogni volta che lo ascolto resto incantato dalla sua clas-se e dalla sua smisurata eleganza.

    MARK KNOPFLER DIRE STRAITSMark Freuder Knopfler (Glasgow, Scozia 12 agosto 1949). Chitar-rista, cantante autore, compositore di colonne sonore e produtto-re artistico. Il padre si era rifugiato in Scozia, allinizio della secon-da guerra mondiale, dopo essere stato espulso dallUngheria, suo paese natale, a causa della sua attivit di oppositore al regime filo-nazista. Nel 1957 Mark Knopfler si trasfer con la famiglia da Gla-sgow a Blyth, dove cominci ad interessarsi alla musica, studian-do il violino grazie allo zio materno, valente pianista boogie-woo-gie. A 14 anni Mark chiese in regalo al padre una chitarra elettri-ca Fender Stratocaster rossa, come quella del suo idolo Hank Mar-vin, degli Shadows, ma si dovette accontentare di una chitarra pi economica, di cui fu comunque entusiasta. Impar rapidamente a suonarla da autodidatta, cercando di riprodurre i brani dei suoi chitarristi preferiti, tra cui Django Reinhardt, B.B. King, Scotty Mo-ore, Chet Atkins, Jimi Hendrix, James Burton e Bob Dylan. Nel 1967, terminata la scuola, frequent un corso di giornalismo e trov la-voro a Leeds come cronista di un quotidiano locale, ma dopo 2 anni decise di riprendere gli studi. Cos abbandon limpiego e si iscris-se al corso di lingua e letteratura inglese della Universit di Leeds, lavorando in unazienda agricola per pagarsi la retta. In quegli anni spos Kathy White e form un duo blues chiamato The Duolian String

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    Pickers col chitarrista Steve Phillips. Nel 1973, dopo essersi laurea-to e separato dalla moglie, Knopfler si trasfer a Londra col fratello minore David, dove, oltre a suonare nei locali con varie bands, pre-valentemente musica blues, rock e rockabilly, impart lezioni di in-glese e di chitarra, ed inizi a scrivere canzoni. Nel 1977 il fratello David gli present John Illsley, un amico che studiava sociologia e lavorava in un negozio di dischi, per sostituire il bassista della band con cui suonavano, che si era ammalato. Dopo quellincontro, John e i fratelli Knopfler decisero di formare una nuova band, presero un appartamento a Deptford e ingaggiarono il batterista Pick Wi-thers, che aveva gi suonato con Knopfler. La band era al completo e venne chiamata Dire Straits (Terribili Ristrettezze), richiaman-do ironicamente le condizioni economiche precarie in cui si trova-vano i quattro musicisti. Knopfler, che oltre ad essere chitarrista e cantante era pure autore ed arrangiatore di tutti i brani, propone-va uno stile musicale originale, una sorta di rock ispirato al blues, al country e al rocknroll dei primi anni 50, in completa contro-ten-denza rispetto al genere musicale in auge allepoca, ossia new wa-ve, soft rock, disco music e punk, e in effetti le loro prime esibizioni non catturarono linteresse del pubblico. Nel 1977 il quartetto en-tr in studio di registrazione e il risultato venne inviato al musico-logo e disc jockey londinese Charlie Gillett, che conduceva una tra-smissione radiofonica sulle frequenze locali della BBC, il quale ri-mase cos colpito da quellinnovativo stile musicale che inser uno dei loro brani, Sultans of Swing, nella scaletta del suo programma. Il virtuosismo chitarristico di Knopfler ed il ritmo trascinante del brano fecero il resto: gli ascoltatori radiofonici reagirono entusia-sti e i Dire Straits ebbero il loro primo contratto discografico. Lal-bum desordio omonimo usc nel 1978, ma nonostante la critica positiva della stampa specializzata, non vendette molto nel Regno Unito, ma ottenne un grande successo nel resto dEuropa, negli U.S.A. e in Australia. Il successivo album Communiqu permise alla band di confermare il successo raggiunto, tanto che Bob Dylan in-vit Knopfler a partecipare alla registrazione del suo nuovo album Slow Train Coming. Nel 1980 Knopfler si trasfer a New York, ma durante la registrazione del nuovo lavoro, Making Movies, il fratel-lo David, in disaccordo artistico con il resto del gruppo, abbandon la band per intraprendere la carriera solista, e fu sostituito da Hal Lindes e dal tastierista Alan Clark. La continua ricerca di innovazio-ne sonora caratterizz anche il lavoro successivo, Love over Gold (1982), con passaggi strumentali insolitamente lunghi ed eviden-ti influenze jazz e rock progressive. Negli anni successivi Knopfler compose alcune colonne sonore, come Local Hero (1983), Music from Cal(1984) e Comfort and Joy (1984), e collabor fattiva-mente, come autore e chitarrista, alla produzione dellalbum Pri-vate Dancer (1984) di Tina Turner. Nel frattempo Terry Williams di-vent il nuovo batterista della band e sempre nel 1984 usc il dop-pio album Alchemy, un capolavoro che immortalava la band dal vi-vo, pubblicato senza alcuna sovraincisione n ritocchi in studio, salvaguardando cos la genuinit e laltissima qualit dei musici-sti. Mark Knopfler si dedic, quindi, a comporre colonne sonore di films e lungometraggi e collabor, come produttore artistico, con numerosi musicisti, ed anche Bob Dylan chiese il suo ausilio come produttore e chitarrista per lalbum Infidels. Dopo essersi sposato con Lourdes Salomone, Knopfler rientr in studio di registrazione con i Dire Straits e Brothers in Arms (1985) sanc la definitiva con-sacrazione della band, divenendo uno dei dischi pi venduti di tut-ti i tempi. Dopo 2 anni di tour, Knopfler decise di abbandonare la band e alla fine degli anni 80, insieme agli amici di giovent Ste-

    ve Phillips e Brendan Croker, form il gruppo The Notting Hillbil-lies, cui si un anche Guy Fletcher, alimentato da una forte passio-ne per la musica folk americana ed il country e, in particolare, pro-prio per la musica hillbilly, come certificato dallalbum Missing...Presumed Having a Good Time (1990). Knopfler riprese a compor-re colonne sonore, Last Exit to Brooklyn (1989), e a collaborare al-le produzioni di grandi musicisti, come Willy DeVille, Ben E. King, Randy Newman, Joan Armatrading, Buddy Guy, Tina Turner e Bob Dylan. Con sua grande gioia fu pure chiamato a collaborare con lui dal chitarrista country Chet Atkins, suo punto di riferimento giova-nile, con il quale nel 1990 incise Neck and Neck, e fece parte della band che accompagn Eric Clapton in una tourne mondiale. Seb-bene lattivit dei Dire Straits non sia mai del tutto cessata, come testimoniato anche dallalbum On Every Street (1991), Knopfler continu a coltivare la sua carriera solista, dedicandosi prevalen-temente alle sue passioni e alla sua famiglia piuttosto che alla car-riera di rockstar con i Dire Straits, divenuta a suo dire una strut-tura gigantesca ed altrettanto opprimente. Dopo essersi separa-to dalla seconda moglie, oggi vive a Londra, collabora con innume-revoli musicisti ad altrettanti progetti musicali e ha pubblicato vari albums da solista, tra i quali Golden Heart (1996), Sailing to Phila-delphia (2000), The Ragpickers Dream (2002), Shangri-La (2004) e Get Lucky (2009), sempre permeati dal suo originale ed inconfon-dibile stile chitarristico, caratterizzato da una particolare tecnica fingerpicking (ossia luso delle sole dita, senza il plettro, con il mi-gnolo e lanulare poggiati alla chitarra), e dalla sua grande dime-stichezza e passione per uninfinit di generi musicali, dalle ballate anglosassoni e celtiche al folk, dal blues al jazz, dal bluegrass al ra-gtime, dal rockabilly al rocknroll, dal boogie-woogie al rock, hard & progressive, dal country allhillbilly, facendone un punto di riferi-mento per schiere di chitarristi.

    Sebbene ascoltassi musica quotidianamente, non ero anco-ra entrato nel tunnel, nel senso che talvolta potevo anche a farne a meno finch arriv Lui!Il mio primo vero e proprio amore musicale arriv allim-provviso ed irruppe nella mia vita in maniera furiosa e deva-stante, come tutti i veri amori.Non solo la sua musica era, e sar per sempre unica e me-ravigliosa, capace di provocare un uragano di emozioni, ma la lettura dei suoi testi, che finalmente potevo apprezzare grazie ai primi libri di traduzioni disponibili sul mercato, mi fece capire immediatamente che ero al cospetto di una per-sona illuminata e benedetta, un Profeta, il Profeta del reg-gae, Bob Marley.

    BOB MARLEY Robert Nesta Marley, noto Bob Marley (Nine Mile, St. Anns Bay, Giamaica 6 febbraio 1945 Miami, Florida 11 maggio 1981). Can-tante, autore e chitarrista. Non pensabile descrivere in poche ri-ghe la reale portata di questo incredibile personaggio, le cui poe-sie in musica hanno reso il reggae noto in tutto il mondo, messag-gero di pace e di fratellanza universale che solo un Premio Nobel avrebbe potuto degnamente onorare, quindi mi limiter a trac-ciare un breve percorso della vita artistica del Profeta del reggae. Bob Marley nacque il 6 febbraio 1945, anche se la data incerta, nel villaggio di Rhoden Hall, ai piedi della collina di Nine Miles, nella regione di St. Anns Bay, nella Giamaica settentrionale. La re-lazione tra suo padre, giamaicano bianco di famiglia inglese, capi-

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    tano di marina e sovrintendente di piantagioni, e sua madre, gia-maicana nera, provoc uno scandalo e la famiglia Marley disere-d il padre di Bob. Mentre allinizio il padre, nonostante fosse sempre in viaggio, si preoccup del sostentamento della madre, nel 1944, proprio mentre attendeva Bob, lasci la Giamaica e lab-bandon, ritornando solo in occasione della nascita del figlio. Per tale motivo Bob per tutta la vita nutr un senso di rifiuto verso il padre. A causa delle sue origini razziali miste, Marley da giovane fu vittima di atti di bullismo e di pregiudizi razziali e fu costretto ad imparare presto a difendersi, e grazie alla sua forza fisica si guada-gn la reputazione e il soprannome di Tuff Gong. Nel 1957 Bob si trasfer con sua madre a Trenchtown, un sobborgo di Kingston, con la speranza di una vita migliore, ma in quel ghetto trovarono solo degrado e disperazione, che alimentavano il dissenso contro il sistema e lordine prestabilito da parte dei giovani afrocaraibici che vivevano ai margini della societ, i c.d. rude boys, che in segno di rivolta si rifiutavano di lavorare, vivendo di espedienti, bravate e crimini. Marley, ancora adolescente, lasci la scuola e inizi a la-vorare come elettricista e saldatore, stringendo una grande amici-zia con il suo vicino di casa Neville ORiley Livingston, detto Bunny, il quale gli fece conoscere la musica, facendogli ascoltare le can-zoni in voga allepoca attraverso un vecchio apparecchio radiofo-nico che riceveva unemittente americana che trasmetteva musi-ca rhythmnblues e rocknroll da New Orleans. Bob si appassion cos al canto, partecipando a canti religiosi, e Bunny gli insegn i rudimenti della chitarra, ricavando la cassa di risonanza da una scatola di sardine vuota, la tastiera da un manico di bamb e uti-lizzando come corde dei fili elettrici. Quando potevano, Marley e Bunny suonavano con Joe Higgs, un cantante locale rasta, e du-rante una jam session Marley incontr Peter McIntosh, ossia Pe-ter Tosh, con il quale nel 1964, insieme a Bunny Livingstone, Ju-nior Braithwaite, Beverley Kelso e Cherry Smith, fond un grup-po ska e rocksteady chiamato inizialmente The Teenagers, in se-guito The Wailing Rudeboys, quindi The Wailing Wailers, ed infi-ne, dopo che nel 1966 Braithwaite, Kelso e Smith lasciarono la band, The Wailers, diventando il miglior gruppo musicale giamai-cano. Nel 1966 Marley spos Alpharita Costancia Anderson, che divent Rita Marley, e con lei raggiunse la madre a Wilmington,

    in Delaware, dove lavor come operaio presso la fabbrica Chry-sler. Nel 1967 Marley rientr in Giamaica e si convert dal cristia-nesimo al rastafarianesimo, religione che sebbene si ponesse in antitesi con il sistema prestabilito non aveva connotazioni violen-te, come celebrato da Marley nei testi di alcune sue canzoni. Do-po aver firmato per la Island Records del produttore Chris Blackwell, nel 1973, con la pubblicazione di Catch a Fire e di Bur-nin, Marley raggiunse limmediato successo con The Wailers. La sua popolarit inizi ad espandersi in tutto il mondo, aiutata an-che da musicisti del calibro di Eric Clapton, che registr una cover di I Shot the Sheriff, contribuendo ad elevarne il profilo interna-zionale. Nel 1974 anche Peter Tosh e Bunny Wailer Livingston lasciarono la band, per motivi ancora ignoti, presumibilmente do-vuti ad un dissenso con Marley, ma pi probabilmente solo per in-traprendere carriere da solisti. Causa dello scioglimento del nu-cleo primigenio degli Wailers fu anche il fatto che sia Peter che Bunny non sopportavano i tours interminabili, faticosi e mal paga-ti, viaggiando su furgoni freddi e dormendo in alberghi scalcinati, che il presidente della Island riteneva indispensabili per far acqui-sire alla band il pi ampio consenso di pubblico. Al contrario, Mar-ley, seguendo lesempio di uno dei suoi idoli giovanili, James Brown, divenne il pi grande lavoratore del reggae, pretendendo, al contempo, dai suoi musicisti la massima dedizione ed altrettan-to duro lavoro. Marley, quindi, non era solo un gran consumatore di marijuana ed un donnaiolo, come lo dipinse parte dei media, ma anche un infaticabile e metodico musicista, e fu proprio la sua disciplina professionale a consentirgli di diventare la prima rock-star proveniente da un ghetto del terzo mondo, ed un vero e pro-prio sciamano per il popolo degli spiriti liberi, formatosi sulla scia del movimento hippy. E fu cos che Marley, reclutati Carlton Car-ly Barrett alla batteria, Aston Family Man Barrett al basso, Al Anderson e Junior Marvin alle chitarre, Tyrone Downie e Earl Wya Lindo alle tastiere, Alvin Seeco Patterson alle percussioni e le coriste I Threes, ossia Judy Mowatt, Marcia Griffiths e la mo-glie Rita, continu il suo percorso artistico sotto il nome di Bob Marley and The Wailers, di cui divenne leader, cantante, chitarri-sta ed autore della maggior parte dei testi. I successivi lavori di-scografici, Natty Dread (1974), che conteneva il monito profetico Them Belly Full e la hit No Woman No Cry, e Rastaman Vibration (1976), confermarono il meritato successo di Marley. Nel dicem-bre 1976, tre giorni prima di Smile Jamaica, concerto organizzato dal Primo Ministro giamaicano Micheal Manley, per alleggerire le tensioni tra i due gruppi politici in lite, Marley, sua moglie Rita e il suo manager Don Taylor furono aggrediti da un gruppo armato a casa di Marley. Furono tutti feriti, e Marley fu colpito al petto e al braccio. Si ritenne che lattacco avvenne per motivi politici, aven-do considerato ladesione di Marley al concerto un modo di sup-portare il Primo Ministro, ma ci nonostante il concerto si tenne ugualmente, e Marley tenne a precisare le persone che cercano di far diventare peggiore questo mondo non si concedono un gior-no libero, perch dovrei farlo io?. Dopo quellepisodio, per, Marley si trasfer a Londra, dove fu arrestato per possesso di can-nabis, e nel 1976 registr gli album Exodus e Kaya. Nel 1977 not una ferita nellalluce destro che peggior progressivamente fino a quando gli fu diagnosticato un melanoma maligno. Marley si ri-fiut di amputarsi lalluce, anche perch amava giocare a calcio. Nel 1978 Marley organizz un nuovo concerto in Giamaica, One Love Peace Concert, con la finalit di placare le ostilit tra i due partiti politici, e su espressa richiesta di Marley i due leaders riva-

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    li, Michael Manley ed Edward Seaga, si strinsero la mano sul pal-co. Nel 1979 usc Survival, album ricco di significati politici che ri-velavano lattenzione di Marley per le sofferenze dei popoli afri-cani, e nel 1980 usc Uprising, disco pregno di significato religioso. La sua musica e i suoi messaggi di lotta contro loppressione poli-tica e razziale, di unificazione dei popoli di colore, quale unico mo-do per raggiungere libert ed uguaglianza, e di attenzione verso la sofferenza dei popoli africani si diffusero in tutto il mondo, facen-do di Marley un leader politico, spirituale e religioso, tanto che nel 1978 gli fu conferita la Medaglia della Pace dalle Nazioni Uni-te e nel 1980 fu invitato alla celebrazione per lindipendenza del-lo Zimbabwe. In quel periodo Marley si convert al cristianesimo ortodosso. Nel frattempo, per, il tumore progrediva, diffonden-dosi in tutto il corpo, e dopo una trionfale tourne in Europa, mentre si trovava a New York, durante il tour negli U.S.A., Marley ebbe un collasso mentre faceva jogging al Central Park. Il 23 set-tembre 1980 tenne il suo ultimo concerto a Pittsburgh, dopodich si rec a Monaco di Baviera per un consulto presso il dottor Josef Issels, specializzato nel trattamento di malattie in fase terminale, ma il tumore ormai era in stadio avanzato e non si poteva pi cu-rare. Anche i suoi mitici dreadlocks, segno della sua appartenenza alla religione rasta, divennero sempre pi deboli ed ormai troppo pesanti, tanto che decise di tagliarseli mentre leggeva alcuni pas-si della Bibbia. La situazione peggior durante il volo di ritor-no verso la Giamaica, tanto che fu dirottato a Miami, in Florida, dove Marley venne ricoverato e mor la mattina del giorno 11 maggio 1981. Prima di morire decise di parlare con tutti i suoi figli e le sue ultime parole, rivolte al figlio Ziggy, furono money cant buy life (i soldi non possono comprare la vita). Nel 1983 venne pubblicato lalbum postumo Confrontation. Marley fu onorato in Giamaica con i funerali di stato e fu sepolto in una cappella eretta accanto alla sua casa natale a Nine Mile, insieme alla sua Gibson Les Paul, al suo pallone da calcio, ad una pianta di marijuana con i suoi semi, ad un anello che indossava ogni giorno, donatogli dal Principe etiope, e da una Bibbia. A Marley furono conferite innu-merevoli onorificenze e nel 2006 la citt di New York nomin una parte di Church Avenue, a Brooklyn, Bob Marley Boulevard. Mar-ley ancora oggi considerato dal suo Popolo una guida spirituale ed ogni anno, il 6 febbraio, in Giamaica si celebra una festa nazio-nale in suo onore.Il denaro non la mia ricchezza. La mia ricchezza camminare a piedi nudi sulla terra (Bob Marley).

    I shot the Sheriff Sheriff John Brown always hated me for what, I dont know. Every time I plant a seed, he said kill it before it grow. He said kill them before they grow. I shot the sheriff, Oh, Lord! But I swear it was in self-defence. I say: I shot the sheriff and they say it is a capital offence. Freedom came my way one day and I started out of town, yeah! All of a sudden I saw sheriff John Brown aiming to shoot me down, so I shot I shot him down and I say: If I am guilty I will pay.

    I shot the sheriff, but I didnt shoot no deputy, oh no! I shot the sheriff Lord, I didnt shot the deputy. (Bob Marley)

    Ho sparato allo SceriffoLo sceriffo John Brown mi ha sempre odiatoil motivo non lo conosco.Ogni volta che piantavo un seme,lui diceva distruggilo prima che cresca.Lui diceva distruggili prima che crescano.Ho sparato allo sceriffo, Oh, Signore!Ma giuro che era per legittima difesa.Io dico: ho sparato allo sceriffoe loro dicono che un reato capitale.La libert un giorno mi venuta incontroe cos sono uscito dalla citt, ebbene si!Allimprovviso ho visto lo sceriffo John Brownche prendeva la mira per spararmi,cos ho sparato gli ho sparato e dico:Se sono colpevole pagher.Ho sparato allo sceriffo,ma non ho sparato al vice-sceriffo, oh no!Ho sparato allo sceriffoSignore, non ho sparato al vice-sceriffo.

    Them Belly Full Them belly full but we hungry A hungry mob is a angry mob A rain a fall but the dirt it tough A pot a cook but the food no nough Youre gonna dance to Jah music, dance Were gonna dance to Jah music, dance Forget your troubles and dance Forget your sorrows and dance Forget your sickness and dance Forget your weakness and dance Cost of livin gets so high Rich and poor they start to cry Now the weak must get strong They say oh, what a tribulation (Bob Marley)

    Loro con la Pancia PienaLoro sono sazi, ma noi affamatiUna massa affamata una massa arrabbiataScende la pioggia, ma non cancella lo sporcoLa pentola sul fuoco, ma il cibo scarsoDanzerete alla musica di Jah, danzereteDanzeremo alla musica di Jah, danzeremoDimenticate i vostri problemi e danzateDimenticate i vostri dolori e danzateDimenticate i vostri malanni e danzateDimenticate le vostre miserie e danzateIl costo della vita diventa sempre pi altoRicchi e poveri cominciano a piangereOra il debole deve essere forteDicono oh, quanta tribolazione

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    In pi, Marley era NERO come Kunta.Primo indizio.Parlava di schiavit e di emarginazione, di protesta e di fe-de, di armonia e di pace, enunciati che trovavano nei suoi testi una collocazione sistematica, logica e chiara.Il Gandhi del reggae si era manifestato per diffondere in tutto il mondo un messaggio cristallino: il Popolo nero ave-va sopportato troppo dolore e per troppo tempo, era arri-vato il momento di unirsi, consapevoli delle proprie RADI-CI, per pretendere il giusto sollievo ed il meritato conforto.

    GANDHIMohandas Karamchand Gandhi (Porbandar, India 2 ottobre 1869 Nuova Delhi, India 30 gennaio 1948). Politico e filosofo, guida spi-rituale non solo per il suo Paese, ma anche per il mondo intero. Co-nosciuto anche come il Mahatma Grande Anima e come Bapu Pa-dre, profess la resistenza allop-pressione tramite la disobbedienza civile e la non violenza, principi che portarono lIndia allindipendenza ed ispirarono i movimenti di difesa dei diritti civili promossi da Martin Luther King e da Nelson Mandela.

    Finalmente avevo trovato qualcuno che riprendeva il di-scorso lasciato aperto da Alex Haley, che nel frattempo avevo scoperto essere lautore dellomonimo libro dal qua-le aveva preso spunto la sceneggiatura del teleromanzo RA-DICI, e grazie a Marley ho potuto conoscere ed apprezzare, oltre al reggae, anche la sua religione, il Rastafarianesimo.

    ALEX HALEYAlex Haley (Ithaca, New York 11 agosto 1921 Seattle, Washington 10 febbraio 1992). Giornalista e scrittore. Fu cos impressionato dalla storia della sua famiglia, narratagli dal-la nonna, Cynthia Murray, che pubblic il suo romanzo pi famoso, Roots Radici (1977), dopo aver realizzato lautobiografia di Mal-colm X (1965).

    RASTAFARIANESIMO DREADLOCKSIl rastafarianesimo una fede religiosa, nata agli inizi degli an-ni 30, il cui nome deriva da Ras Tafari, espressione etiopica che descrive Tafari Makonnen, lIm-peratore che sal al trono dEtio-pia nel 1930 con il nome di Hail Selassi I (1892 1975) e con i ti-toli di negus neghesti, Re dei Re, Eletto di Dio, Luce del mondo, Le-one conquistatore della trib di Giuda. Dopo la sua incoronazio-ne, milioni di persone riconobbe-

    ro in lui, quale diretto discendente della trib di Giuda, Ges Cristo nella sua seconda venuta in maest, gloria e potenza, come pro-fetizzato dalle Sacre Scritture. Il rastafarianesimo si ispirato alla predicazione del leader del movimento politico nazionalista Mar-cus Mosiah Garvey. A partire dagli anni 80, grazie a Bob Marley ed alla musica reggae, la cultura rasta ha esponenzialmente aumen-tato la propria diffusione nel mondo.

    I dreadlocks o dreads sono i capelli intrecciati tra loro e si posso-no ottenere in diversi modi, per esempio non pettinandosi i ca-pelli per lungo tempo, tanto da consentire la formazione di nodi (locks) che, giorno dopo giorno, sar sempre pi difficile sciogliere. Nel rastafarianesimo, che grazie al reggae ha portato a conoscen-za di tutto il mondo questo tipo di capigliatura, i dreadlocks ricor-dano la criniera del leone, simbolo della trib di Giuda da cui di-scende Ras Tafari. La parola inglese dread significa paura e ti-more, mentre lock significa bloccare e intrecciare, poich i dredlocks sono delle vere e proprie trecce di capelli, il termine po-trebbe essere tradotto come intrecciare con timore (sottinteso di Dio, in quanto pratica religiosa). Oltre che nel rastafarianesi-mo, dove rappresentano unadesione alla naturalit delluomo do-nata da Dio, un mantenimento della forza divina che si esprime at-traverso la lunghezza dei capelli (si pensi al Sansone biblico), uno degli elementi che costituiscono il voto di nazireato, nonch un ri-fiuto dellordine mondano e delle convenzioni appartenenti alla societ corrotta (Babilonia), i dreadlocks sono presenti anche in altre religioni, quali linduismo, i cui asceti erranti, definiti sadhu, portano dreadlocks estremamente lunghi come segno della rinun-cia al mondo e alla mondanit, in quanto la loro esistenza rivol-ta esclusivamente a moksha, la fine del ciclo di nascite-morti-rina-scite (samsara).

    MARCUS GARVEY Marcus Mosiah Garvey (Saint Anns Bay, Giamaica 17 ago-sto 1887 Londra, Inghilter-ra 10 giugno 1940). Sindacali-sta, attivista e scrittore. Si im-pegn duramente negli U.S.A. per migliorare le condizioni inumane in cui venivano fat-ti lavorare gli afroamerica-ni. Garvey fu il leader del ra-stafarianesimo, che predica-va il ritorno in Africa da par-te di tutti i neri del mondo, che non dovevano n sentir-si, n ritenersi cittadini dei Pa-esi stranieri in cui risiedevano, ma sempre e soltanto africani, e ce-lebrava una profezia contenuta nella Bibbia aramaica (ossia la tra-duzione aramaica dei testi ebraici della Bibbia) che narrava che in Africa sarebbe stato incoronato un Re nero che avrebbe cacciato il colonialismo, estirpato il male e preparato il continente africano al ritorno della sua gente. Istitu ad Harlem una sorta di governo in esilio della grande nazione africana e cre una compagnia di na-vigazione, la Black Star Steamship, col compito di trasportare pas-seggeri di colore allinterno dellarcipelago delle Antille, in aperta opposizione con le altre compagnie segregazioniste. Fu il fondato-re dellassociazione Universal Negro Improvement Association and

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    African Communities League e della rivista Negro World. La sua ideologia costitu il fondamento della dottrina nazionalista africa-na che culmin negli anni 70 con la fondazione del Black Power di Stokely Carmichael.

    Marley era un uomo pacifico che non si limit a celebra-re la fratellanza universale con le sue canzoni, ma si ado-per anche concretamente, facendo tutto quello che era in suo potere per conciliare le due fazioni politiche che allora si fronteggiavano in Giamaica, rappresentate dal Primo Mi-nistro Michael Manley (Peoples National Party) e dal leader dellopposizione Edward Seaga (Labour Party).Ma non tutti la pensavano esattamente come Marley, certa-mente non il suo amico Peter Tosh.

    PETER TOSH Winston Hubert McIn-tosh, in arte Peter To-sh (Grange Hill, Giamai-ca 19 ottobre 1944 Kin-gston, Giamaica 11 set-tembre 1987). Cantan-te, autore e chitarri-sta. A 15 anni si trasfer a Trenchtown, il ghetto di Kingston, dove incon-tr il produttore Joe Hig-gs, che gli impart lezioni di canto. Dopo aver co-nosciuto Robert Nesta Marley, noto Bob Marley, e Neville ORiley Livingston, noto Bunny Wailer, decisero di fondare il gruppo che prender il nome di The Wailers. Nel 1966 lui e Bob Marley divennero rasta. Dopo le pri-me incisioni, le frizioni allinterno della band divennero insanabi-li, tanto che sia Bunny Livingston che Peter Tosh lasciarono il grup-po, che da quel momento si chiam Bob Marley and the Wailers, per dedicarsi alla carriera solista. Peter Tosh si present imme-diatamente per quello che era, un uomo tosto che non conosce-va le mezze misure, scrivendo canzoni i cui temi erano decisamen-te scomodi, dalla legalizzazione della marijuana, Legalize It (1976), alla critica serrata contro il Governo giamaicano e contro la dise-guaglianza sociale, Equal Rights (1977). Nel 1978, in occasione del One Love Peace Concert, inve duramente contro la classe politica dellisola, causa di tutti i mali che affliggevano la popolazione ne-ra, ma invece di trovare il consenso della sua gente, sotto il palco trov ad attenderlo la polizia locale, che con la scusa di arrestar-lo per possesso di marijuana lo trascin in caserma dove, per qua-si due ore, fu picchiato selvaggiamente, come in seguito testimo-niarono le sue cicatrici. Lesibizione, per, fu vista anche da Mick Jagger che entusiasmato dal carisma e dalla potenza espressiva di Peter Tosh gli offr un contratto con letichetta Rolling Stones Re-cords, con cui pubblic Bush Doctor (1978), e collabor con lui, fa-vorendo la crescita della sua popolarit. Anche nei successivi lavo-ri, Mystic Man (1979) e Wanted Dread and Alive (1981), Peter To-sh present testi duri e ribelli, pieni di rabbia contro il sistema po-litico instaurato in Giamaica dai bianchi, che continuavano ad op-primere la sua gente, specie le classi pi disagiate, e contro la se-gregazione razziale. Dopo luscita di Mama Africa (1983) e del re-lativo tour, immortalato nellalbum Captured Live, Tosh spar dalle

    scene, secondo alcune voci per recarsi presso stregoni africani, per ricomparire nel 1987, anno di pubblicazione di No Nuclear War, un album di protesta contro la violenza, contro lapartheid e contro la societ moderna. Il suo reggae era potente ed aggressivo come la sua vita e come, purtroppo, la sua morte, che lo sorprese nella sua casa di Kingston, dove alcuni rapinatori locali lo uccisero a colpi di arma da fuoco perch, come prevedibile per un uomo di tal fatta, si rifiut di consegnare loro il denaro richiesto.

    Get Up, Stand Up Preacherman, dont tell me Heaven is under the earth, I know you dont know what life is really worth, its not all that glitters is gold alf the story has never been told, so now you see the light stand up for your rights. Come on! Get up, stand up: stand up for your rights! Get up, stand up: dont give up the fight! Get up, stand up: stand up for your rights! Get up, stand up: dont give up the fight! (Bob Marley, Peter Tosh)

    Alzatevi in piedi, ribellateviPredicatore, non dirmiche il Paradiso sottoterra,io so che tu non saiquanto veramente vale la vita,non tutto oro quello che luccicalaltra met della storia non mai stata raccontata,quindi, quando adesso vedete la lucealzatevi in piedi e combattete per i vostri diritti. Forza!Alzatevi in piedi, ribellatevi: combattete per i vostri diritti!Alzatevi in piedi, ribellatevi: non arrendetevi mai!Alzatevi in piedi, ribellatevi: combattete per i vostri diritti!Alzatevi in piedi, ribellatevi: non arrendetevi mai!

    Insomma, Bob Marley stava a Martin Luther King come Pe-ter Tosh stava a Malcolm X.

    MARTIN LUTHER KING Michael King, noto Mar-tin Luther King (Atlanta, Georgia 15 gennaio 1929 Memphis, Tennesse 4 aprile 1968). Pastore protestante, politico e attivista. Leader del movimento pacifista, ri-propose lo spirito della resi-stenza non violenta profes-sata da Gandhi, battendosi per il riconoscimento dei di-ritti civili in favore degli afro-americani e delle classi pi disagiate, contro ogni pre-giudizio e discriminazione razziale e sociale. Mor as-sassinato.

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    MALCOLM X Malcolm Little, noto Malcolm X (North Omaha, Nebraska 19 maggio 1925 New York, New York 21 febbraio 1965). Pasto-re, politico e attivista a favore dei diritti umani, e in partico-lare dei diritti degli afroameri-cani. Considerato uno dei pi influenti e controversi leader afroamericani del XX secolo, era convinto che soltanto la re-ligione islamica, accompagna-ta da una forte e decisa reazio-ne, poteva abbattere la discri-minazione, specie quella raz-ziale. Mor assassinato per mano di membri della Nation of Islam, lorganizzazione di cui per lungo tempo era stato portavoce e so-stenitore.

    I nomi di Martin Luther King e di Malcolm X erano ricorren-ti in tutti i testi, nei quali mi capitava di imbattermi, che trat-tavano della riduzione in schiavit degli africani in territorio americano e della lotta intrapresa dagli afroamericani o ne-ri americani per i propri diritti civili.Pi avanti negli anni ho, pertanto, ritenuto opportuno co-noscere la storia di questi due Signori e ricordo ancora la vi-va emozione che provai quando lessi che il coautore dellau-tobiografia di Malcom X era stato proprio lautore di Radi-ci, ossia Alex Haley.Cera un evidente legame, o meglio una vera e propria tela dentro la quale si muovevano tutti quei personaggi avver-tivo chiaramente che stavo risalendo il filo di Arianna.Oggi, a posteriori, posso assicurare che pure tutti loro, seb-bene non fossero musicisti, mi hanno insegnato tanto a pro-posito del Blues e del suo significato pi intrinseco, che va ben al di l dellaspetto prettamente musicale.La loro vita ed il loro impegno in favore degli afroamerica-ni e dei diritti fondamentali di ogni essere umano mi hanno fatto comprendere quali fossero le problematiche esisten-ziali di un intero Popolo, e che la musica blues non era altro se non uno dei tanti veicoli attraverso i quali i discendenti di intere generazioni di schiavi cercarono di diffondere il pro-prio pensiero e la propria cultura. cos che ricordo i primi anni 80, ricchi di emozioni e di con-tinue scoperte, non solo in campo musicale.Nel contempo la mia passione per la chitarra cresceva in maniera esponenziale, tanto che decisi di mettermi a cac-cia di tutti i chitarristi di cui sentivo parlare, e fu proprio cos che feci la conoscenza di Carlos Santana.

    CARLOS SANTANACarlos Augusto Alves Santana (Autln de Navarro, Jalisco, Messi-co 20 luglio 1947). Chitarrista e compositore. Carlos Santana nac-que da una famiglia di musicisti, il padre era un violinista maria-chi e il nonno suonava il corno francese, e si appassion presto al-la musica, iniziando a suonare il violino a 5 anni. A 11 anni si tra-sfer con la famiglia a Tijuana, dove inizi a suonare la chitarra da autodidatta, ispirandosi a famosi chitarristi come John Lee Hooker,

    T-Bone Walker e B.B. King, che ascoltava dalle stazioni radio sta-tunitensi, e a guadagnarsi da vivere intrattenendo per strada e nei bars i turisti americani. Nel 1961 emigr, sempre con la famiglia, a San Francisco, in California, dove acquis la cittadinanza america-na. Mentre aiutava la famiglia lavorando come lavapiatti, appena possibile si recava di nascosto al Fillmore Auditorium del promoter Bill Graham per ascoltare i suoi musicisti preferiti, come Muddy Waters, The Paul Butterfield Blues Band, The Grateful Dead e molti artisti rock, blues e jazz che l si esibivano. Alla fine del 1966 entr a far parte di una rock band, fondata dal chitarrista Tom Frazier, chiamata Santana, ma sebbene la band portasse il suo cognome, Carlos non era il leader del gruppo. Proprio Bill Graham gli permi-se di esibirsi al Fillmore, mentre in sala di registrazione Carlos San-tana esord nellalbum The Live Adventures di Mike Bloomfield e Al Kooper. La band present subito una strana miscellanea di suoni rock e jazz, con allinterno sprazzi di musica latina e un sound reso ancora pi intenso dalluso delle percussioni. Lesibizione trionfa-le al festival di Woodstock, fortemente voluta da Bill Graham, au-ment di colpo la popolarit del gruppo ed il primo album omoni-mo della band fu un successo. Negli anni 70 la band era ormai alla-pice della popolarit, ma ci comport anche i primi contrasti tra i musicisti, dovuti ad insanabili divergenze artistiche. In particola-re, Carlos voleva abbandonare il suono hard rock degli esordi ed avventurarsi verso sonorit blues e jazz, dando corpo ad una mu-sica pi intima e meditativa. In quel clima di tensione artistica non giov di certo labuso di stupefacenti da parte degli stessi musici-sti. Ad ogni modo, i Santana continuarono ad incidere albums, co-me Abraxas (1970), Santana 3 (1971) e Caravanserai (1972), e ad esibirsi dal vivo, incrementando la loro fama internazionale, spe-cie tra gli amanti del jazz e la neonata musica fusion. Carlos Santa-na, nel frattempo, continu anche il suo percorso introspettivo e

    nel 1973 il chitarrista John McLaughlin, del cui gruppo, The Maha-vishnu Orchestra, Carlos era un grande ammiratore, messo al cor-rente dellinteresse di Carlos Santana per la meditazione, lo pre-sent al guru Sri Chinmoy, che accett Carlos come suo discepo-lo e lo chiam Devadip (Lanterna e Occhio di Dio). La passione di Carlos Santana per il jazz e per la musica indiana venne consacrata

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    sia dalla collaborazione con McLaughlin, nellalbum Love Devotion Surrender (1973), sia da quella con Alice Coltrane, vedova di John Coltrane, nellalbum Illuminations (1974), ma il pubblic non grad tali scelte artistiche, come del resto denunci il forte calo di ven-dite dei nuovi dischi, Welcome (1973) e Borboletta (1974). Carlos Santana decise quindi di cambiare stile e da met annni 70 ritorna-rono le sonorit funk, rock, salsa e latin, e con loro i primi posti in classifica degli albums Amigos (1976) e Moonflower (1977), fanta-stico doppio album contrassegnato dalla nutrita presenza di tracce incise dal vivo. Gli impegni dal vivo, le rinnovate pressioni dei me-dia e lo stile di vita frenetico si scontravano per con le regole di vi-ta spirituale imposte da Sri Chinmoy, e nel 1982 il rapporto tra Car-los e il guru venne meno. Dopo gli anni 80 e 90, contrassegnati dal successo altalenante di Marathon (1979), Zebop! (1981), Shang (1982), Beyond Appearances (1985), Freedom (1987), Blues for Sal-vador (1987) e Milagro (1992), la carriera di Carlos Santana ha vis-suto una nuova giovinezza agli inizi del 2000, culminata con la pub-blicazione di Supernatural (1999) e Shaman (2002), nei quali Car-los collabor anche con le nuove generazioni di musicisti interna-zionali di rock, funk, jazz, fusion e blues. Il ritrovato successo disco-grafico, oltre a portargli numerosi altri premi, ne ha rilanciato an-che lattivit live in tutto il mondo.

    Ero affascinato, ed ancora lo sono, da quel suono tanto lun-go e melodioso che quel riccioluto messicano riusciva a far uscire dalla sua chitarra, dalla morbidezza del suo tocco e dalle atmosfere paesaggistiche e poetiche che richiamava alla mia mente.Ma ancora non avevo sentito nulla!Quel suono arriv alle mie orecchie come una bomba ato-mica.Un meteorite che si schianta sulla terra avrebbe prodotto meno conseguenze di quanto accadde allinterno della mia testa e del mio animo quando sentii per la prima volta Foxy Lady.Inizialmente pensavo si fosse rovinata la puntina del mio giradischi o semplicemente che il disco regalatomi da mio

    zio e che ancora oggi custodisco gelosamente sotto teca fosse graffiato.La realt era unaltra ed aveva pure un nome: Jimi Hendrix.

    JIMI HENDRIX Johnny Allen Hendrix, noto Jimi (Se-attle, Washington 27 novembre 1942 Londra, Inghilterra 18 settembre 1970). Chitarrista, cantante, autore e compositore. Nacque da genitori afro-americani, entrambi ballerini, con la nonna paterna di origini cherokee, la quale da giovane era pure stata balle-rina in una compagnia itinerante di vaudeville. Durante i suoi primi 3 anni di vita si trasfer continua-mente, andando a vivere con diversi parenti e conoscenti, poich la giovane madre, peraltro forte bevitrice di alcolici, lo abbandona-va a casa per uscire a divertirsi, finch la nonna materna lo affid ad una famiglia borghese afroamericana californiana, i Champ, in-tenzionata ad adottarlo. Alla fine del 1945 per il padre fu conge-dato, riprese con s il figlio e il giorno 11 settembre 1946 gli cam-bi il nome in James Marshall Hendrix. La famiglia si trasfer in un povero quartiere periferico di Seattle e nel 1951 i genitori di Hen-drix divorziarono. Mentre Hendrix fu affidato con il fratello Leon alla custodia del padre, laltro fratello Joseph fu dato in adozione. Hendrix negli anni successivi continu a vedere la madre, seppure in maniera discontinua, a causa della vita di lei, sempre pi srego-lata, mentre la musica divenne una presenza costante nella sua vi-ta. La sua formazione artistica, musicale e culturale si bas sia sullascolto dei dischi del padre, sia sugli inni sacri imparati nella chiesa pentecostale cui apparteneva la sua fa