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Roberto Fabbri, Giuliana Gavioli, Nicoletta Razzaboni e Vainer Marchesini protagonisti del dibattito al Forum Monzani di Modena Outlook MODENA MONDO Il Bimestrale di Confindustria Modena | Settembre-Ottobre 2012 | N.5 Poste Italiane S.p.A. – Spedizione in abbonamento postale – D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1, comma 1, DCB Bologna - Periodico Bimestrale - Euro 5,00 EDWARD WESTON Il genio della fotografia in mostra a Modena LA NUOVA FINANZA Viaggio nelle innovazioni che hanno drogato l’economia RIPARTIAMO Terremoto: Le testimonianze degli imprenditori all’assemblea degli industriali 5 OUTLOOK | Settembre-Ottobre 2012

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  • Roberto Fabbri, Giuliana Gavioli, Nicoletta Razzaboni e Vainer Marchesiniprotagonisti del dibattito al Forum Monzani di Modena

    OutlookMODENAMONDOIl Bimestrale di Confindustria Modena | Settembre-Ottobre 2012 | N.5

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    EDWARD WESTONIl genio della fotografia

    in mostra a Modena

    LA NUOVAFINANZAViaggio nelle innovazioni

    che hanno drogato leconomia

    RIPARTIAMOTerremoto:

    Le testimonianze degli imprenditori allassemblea degli industriali

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    OUTLOOK 5

    Bimestrale di Confindustria [email protected]a.it

    Anno IV - Numero 5Settembre-Ottobre 2012

    DIRETTOREGiovanni Messori

    DIRETTORE RESPONSABILEMarzia Barbieri

    COMITATO EDITORIALEMassimo Bruni, Vincenzo Cremonini, Rita Greco, Mario Mairano, Antonio Panini, Monica Pelliciari

    ART DIRECTORRosita Balestri, Beppe Preti

    IMPAGINAZIONEStudio RBP

    REDAZIONERaffaella Mazzali, Laura Ansaloni,

    Generoso Verrusio

    SEGRETERIASimona Carnevali

    Telefono 059 448308 - Fax 059 448320

    HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO:TESTI

    Ugo Bertone, Arianna De Micheli, Stefano Marchetti, Franco Mosconi,

    Massimiliano Panarari, Federica Vandini

    IMMAGINIAndrea Chiesi, Elisabetta Baracchi e Serena

    Campanini, Center for Creative Photography ArizonaBoard of Regents, Contrasto, Galleria Metronom,ImagoEconomica, Laif, Museo della Figurina,

    Reuters,The New York Times, REA

    EDITOREUimservizi S.r.l

    Via Bellinzona, 27/A - 41124 Modena

    PUBBLICITPUBBL Concessionaria editoriale S.r.l.

    Corso Vittorio Emanuele, 11341100 Modena

    Telefono 059 212194 - Fax 059/[email protected]

    STAMPAArbe Industrie Grafiche - Modena

    Autorizzazione del Tribunale n. 1909 del 9 marzo 2009

    In questo numero

    Il sisma del 29 maggio ha leso il nostro stabilimento ma non il nostro spirito. la frase che campeggia sul sito web di Budri. Tra Mirandola e Verona ripresa lattivit nellesclusivo mondo degli intarsi in marmo.Un sevizio completo capace di rispondere a ogni esigenza di una clientela per lo pi straniera. E la novit sono i tagli di marmo per i gioielli Bulgari.

    Ritratti dimpresa Budri, i sarti del marmo

    Le nuove tecnologie applicate ai mercati finanziari li hannotrasformati drasticamente. Cartolarizzazione, Credit defaul swaps,high-frequency trading sono gli strumenti che premiano i nuovipadroni delle Borse. Pi spregiudicati, pi veloci e sempre menonumerosi. Perch per competere servono enormi investimenti.

    Economia I segreti della nuova finanza

    Le due facce del miracolo australiano

    La crisi, leuro, le donne e il ruolo del Paese

    Sono le cose questanno il tema del FestivalFilosofia che dal 14 al 16 settembre si svolgetra Modena, Carpi e Sassuolo. Unedizione

    molto speciale, fortemente voluta nonostantei disastri del terremoto. Un segno tangibile della voglia di rinascita e di ripresa.

    Cultura La filosofia delle COSE

    Approfondimento

    Mondo

    Il debutto di Ignazio Visco allassemblea di Bankitalia comegovernatore stato siglato da alcune novit, a cominciareda un intero capitolo dedicato alleconomia al femminile.E di fronte alle pesanti difficolt si rilancia la necessit di una politica monetaria che se non pu sanare tutti gli squilibri pu almeno contenere il contagio, evitare crisi sistemiche, attenuare le tensioni.

    I tragici eventi del terremoto hannoportato a un cambio di programmaallassemblea generale di ConfindustriaModena. Il Forum Monzani ha ospitatole testimonianze di alcuni imprenditori,intervistati da Dario Di Vico, editorialista del Corriere della Sera.Ospite donore il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi.

    Uniti nel nome dellimpresaAssemblea

    Una parte del Paese si arricchisce con i profitti stellaridelle miniere. Ma lafflusso di capitali, allorigine della rivalutazione del dollaro australiano, mettea rischio leconomia manifatturiera, il turismo e il commercio. E la vicinanza con lAsia rilancia il problema dellidentit culturale.

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    Sommario

    9 EDITORIALELe fondamenta della casa

    di Franco Mosconi

    10 ZOOM ECONOMIA

    16 MONDOLe due facce del miracolo

    australiano

    di Ugo Bertone

    26 ECONOMIAI segreti della nuova finanza

    di Ugo Bertone

    36 LAPPROFONDIMENTOBankitalia: la crisi, leuro,

    le donne e il ruolo del Paese

    di Federica Vandini

    48 EVENTIAssemblea,

    uniti nel nome dellimpresa

    A cura di Raffaella Mazzali, Laura Ansaloni e Generoso Verrusio

    68 RITRATTI DIMPRESA Budri, i sarti del marmo

    di Arianna De Micheli

    76 CULTURA La filosofia delle COSE

    di Stefano Marchetti

    86 Edward Weston, sentire la materia

    di Stefano Marchetti

    97 LETTUREdi Massimiliano Panarari S.C. srl

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    Editoriale | Franco Mosconi

    In questo numero molte delle pagine che se -guono (ri)parlano del terremoto in Emilia, cheha colpito con particolare violenza la Bassa

    modenese. La morte che ha colto in fabbrica, insie-me, imprenditori e lavoratori rester nella memo-ria di tutti noi come uno dei segni indelebili di quel -lo che successo e, nel contempo, testimonianzado lorosa ma autentica di ci che la nostra terra.Un luogo che certamente vale fra l1 e il 2 per centodella ricchezza prodotta in Italia e che una vera epropria macchina da export (Modena con oltre die -ci miliardi nel 2011 contende a Bologna il primatoin regione, e non sono pochi i nostri distretti cheesportano pi della met del fatturato). Ma ben pi di questo. anche un luogo, il nostro,dove lattitudine a cooperare fra i vari mondi (am -ministrazioni locali, volontariato, imprese, associa-zioni, lavoratori, sindacati, scuola, universit, ban - che, e lelenco certamente incompleto) elevatis-sima; dove il clima di fiducia reciproca, in vista delperseguimento di obiettivi comuni, raggiunge i pialti livelli nel Paese. Nel linguaggio da iniziati que-ste caratteristiche vanno sotto il nome di capitale sociale. alme-no dal famoso viaggio in Italia, al principio degli anni 90 del secoloscorso, del sociologo americano Robert Putnam che le virt civichedi una regione come lEmilia-Romagna sono riconosciute da tutti.

    Ai nostri figli, per, dopo quello che hanno vissuto in prima per-sona soprattutto con le due scosse di marted 29 maggio, non la pos-siamo raccontare cos. Conviene ricorrere al vecchio, ma semprevalido, adagio che lunione fa la forza; oppure, per quelli della miagenerazione, tirare fuori dalla valigia dei ricordi quella straordina-ria serie tv I ragazzi di Padre Tobia dove chi trova un amico, trovaun tesoro. Forse, prendendoci una piccola licenza rispetto alle rigo-rose teorie della letteratura internazionale prima richiamata, po -tremmo chiamarlo il capitale dellamicizia. Con tutta probabilit,

    si passi lespressione, un capitale che nel breveperiodo rende meno delle diavolerie inventate dal -la finanza creativa nellultimo decennio, ma ren de,eccome, nel medio e lungo periodo: la mano tesanei momenti di difficolt; la capacit di fare le co -se insieme. Mai come oggi serve uno sguardo lungoper ridare forza a uneconomia evoluta qual quel-la modenese. La voglia di ripartire era ed tanta,co me le vi cende di questi mesi seguiti al terremotodi mostrano. I lavori dellassemblea di Confindu -stria Mo dena, svolti allinizio di giugno e ai quali dedicato ampio spazio in questo numero, racconta-no proprio questa storia. Tutti coloro che hannoportato la loro testimonianza ci dicono, dai rispet-tivi angoli visuali, di una fiducia e di una speranzache non de vono venire mai meno.

    Certo, ricostruire non sar unopera facile nbreve. Ci sono le case distrutte, i centri storici chiu-si (la drammatica zona rossa), il patrimonio sto-rico-artistico ferito. E ci sono i capannoni e le fab-briche da mettere definitivamente in sicurezza e lefiliere produttive, ora spezzate, da ricomporre. S,

    molto di questo terremoto ha a che fare con la sfera della produzio-ne. Capita purtroppo spesso che ci si ricordi del privilegio che abbia-mo di vivere in una delle zone pi evolute e prospere di tuttEuropasolo quando un po del nostro benessere sta scivolando via. Qui danoi deve sorreggerci la consapevolezza che leconomia non quellacosa andata in scena, in anni recenti, sui mercati finanziari interna-zionali alla moda. Qui si continuato a fare industria. In un postocos, allora, dobbiamo coltivare lambizione di riscoprire la grandetradizione umanistica delleconomia, che il Cardinal Gianfranco Ra -vasi illustra con queste bellissime parole: la legge che regge lacasa del mondo. Ricordiamocene in questi mesi (anni) di ricostru-zione morale e materiale del nostro vivere comune, della nostra pic-cola, eppure importantissima, casa modenese.

    Lautore insegna Economia industriale allUniversit di Parma e European Industrial Policy al Collegio Europeo di Parma, dove siede nel comitato scientifico.

    Archiviare questa esperienza

    non sar unopera facile n breve.

    Ci aspettano anni di ricostruzione

    morale e materiale del nostro

    vivere comune

    Per ridare forza alleconomia modenese duramente colpita dal terremoto mai come oggi

    serve uno sguardo lungo. Ma ci sorreggono due capacit: sappiamo fare industria da sempre

    e siamo abituati a tendere la mano al vicino, a essere solidali per raggiungere un obiettivo comune

    Le fondamenta della casa

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  • 10 OUTLOOK

    Zoomeconomia

    CONFINDUSTRIA

    Pietro Ferrari ha incontrato gli istituti di credito chelo scorso 14 giugno, a Bologna, avevano siglato ilprotocollo dintesa con la Regione per agevolare il credi-to alle imprese colpite dal terremoto, con lobiettivo diformulare alcune proposte concrete. Alla riunione han -no preso parte il direttore dellArea commerciale Uni -credit di Modena Giuseppe Zanardi, il vicedirettore ge -nerale di Bpv-Banco San Geminiano San Prospero Leo -nello Guidetti, lamministratore delegato di Bper LuigiOdorici, il direttore regionale di Intesa Sanpaolo Adria -

    no Maestri, il direttore generale di San Felice 1893Banca Popolare Franco Cocchi, Luca Manicardi e Ste -fano Berni rispettivamente in rappresentanza di Bnl eCariparma. Per tutte le aziende terremotate la priorit ripartire velocemente, ha sottolineato Pietro Ferrari.Nei prossimi mesi dovranno sostenere costi finanziarilegati ai danni su capannoni e macchinari e alla ricosti-tuzione delle scorte di magazzino. Per le imprese sareb-be daiuto poter ragionare sul fronte degli impegnifinanziari in unottica di previsione a medio termine.

    Il consiglio regionale di Confindustria Emilia-Romagna ha eletto allunanimit Maurizio Marche -sini nuovo presidente dellassociazione. La seduta si tenuta a Finale Emilia, come testimonianza della solida-riet ai territori colpiti dal sisma. Marchesini succede aGaetano Maccaferri, eletto vicepresidente di Confindu -stria per le Politiche regionali e semplificazione nellasquadra del presidente Giorgio Squinzi. Il consiglio ha confermato tutti i componenti del comita-to di presidenza: la squadra composta dai quattro vice-presidenti Riccardo Bertolini di Modena (delega ai rap-porti associativi), Alberto Lunardini di Parma (infra-strutture, trasporti e logistica), Paolo Maggioli diRimini (formazione, lavoro, sicurezza sul lavoro),

    Massimo Ratti di Piacenza (politiche industriali) e daitre consiglieri delegati Gino Cocchi di Bologna (interna-zionalizzazione), Giovanni Andrea Farina di Ravenna(terziario e dellIct) e Savino Gazza di Reggio Emilia(ambiente ed energia). A loro si aggiungono, come vice-presidenti di diritto, la presidente regionale dellaPiccola industria Cristina Gherpelli e la presidenteregionale dei Giovani imprenditori Giorgia Iasoni.

    Maurizio Marchesininuovo presidente degli industrialiemiliano-romagnoli

    Modena, completata la squadra del presidente Pietro Ferrariper il biennio 2012-2014

    Gaetano Maccaferri, vicepresidente di Confindustria,Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, e MaurizioMarchesini, presidente di Confindustria Emilia-Romagna

    Roberta Caprari, Vincenzo Cremonini, Elena Salda, Sergio Sassi, Riccardo Bertolini, Pietro Ferrari, Giuseppe Molinari, Gian Luca Sghedoni, Vittorio Fini,Stefano Betti, Valter Caiumi

    Completata la squadra di Confindustria Modena cheaffiancher il presidente Pietro Ferrari per il biennio2012-2014. Ferrari ha chiamato Valter Caiumi, dellaEmmegi, alla carica di vicepresidente: in questo modoCaiumi affianca i vicepresidenti confermati RobertaCaprari, della Caprari, Vincenzo Cremonini, del gruppoCremonini, Elena Salda (di diritto in quanto presidentedel Gruppo Giovani), della C , e Sergio Sassi, dellaEmilceramica. Per quanto riguarda il consiglio direttivo,la giunta ha nominato Riccardo Bertolini, dellArbeIndustrie Grafiche, Giuseppe Molinari, della CaffMolinari, e Gian Luca Sghedoni, della Kerakoll. Del con-siglio fanno parte di diritto anche Vittorio Fini, past pre-sident, e Stefano Betti, presidente dellAnce di Modena.

    Credito alle aziende terremotate, Confindustria Modena convoca le banche

    Da sinistra: Luca Manicardi (Bnl), GiuseppeZanardi (Unicredit), Leonello Guidetti (BpvBanco San Geminiano San Prospero), LuigiOdorici (Bper), Pietro Ferrari, Stefano Berni(Cariparma), Adriano Maestri (Intesa Sanpaolo),Franco Cocchi (Banca Popolare San Felice)

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  • SOLIDARIET TERREMOTO

    INTERNAZIONALIZZAZIONE

    IMPRESE

    Sono molte le iniziative inEmilia-Romagna per racco-gliere fondi in favore dellecomunit colpite dal terremo-to. Tra queste vi stata lamaratona televisiva Emer -genza terremoto. Insieme perripartire promossa dal Grup -po Giovani di ConfindustriaEmilia-Romagna insiemeai Gruppi Giovani delle varieprovince.La trasmissione andata inonda in diretta dagli studi diBologna su Odeon Tv, Tele -

    centro e Telesanterno, e colle-gato a questa iniziativa stato aperto un apposito contocorrente intestato a Confin -dustria Emilia-Romagna(Cassa di Risparmio di Cento,Iban IT44V0611502400000000003991). Il conto ancora attivo e siconta di arrivare a raccoglierecirca 50.000 euro. I fondi raccolti serviranno ad acqui-stare attrezzature didatticheper gli istituti scolastici dan-neggiati dal sisma.

    Otto importanti imprese concorrentie operanti nel settore degli accesso-ri per labbigliamento, hanno deciso dicollaborare per contribuire concreta-mente alla ricostruzione, istituendo unfondo di solidariet. Si tratta delle

    aziende Cadica Group, Gat, Grafiche Sarti, Nastograf, Redmark,Reca Group, Siam Italia e Tessilgraff, che hanno fondato lassocia-zione Fashion Accessory Association, nella convinzione che il lavo-ro e la collaborazione solidale, sostenute da un sano ottimismo,riconsegneranno a breve lEmilia-Romagna al ruolo di protagonistadella produttivit italiana. Il progetto Heart Quake prevede lacreazione di una collezione di accessori, che sar possibile acquista-re accedendo al sito www.heartquakeforemilia.eu e cliccando sullavoce Donazioni on line.

    Maratona tv promossa dai Giovani imprenditori emiliani

    Firmato a Modena il protocollo dintesa tra Sace e Piccola Industriadi Confindustria

    Vem Sistemi a Modena

    Da Carpi prende vita il progetto Heart Quake

    Confindustria Modena in prima fila per la ricostruzione

    Confindustria Modena si fatta capofila di unprogetto di supporto allezone colpite attraverso lacostruzione di una strutturadi servizio sociale: in colla-borazione con i sindaci dellazona stata scelta la realiz-zazione di unit abitativeassistite per anziani e disa-bili solo parzialmente auto-sufficienti. Il progetto gode

    dellappoggio, della solida-riet e dellimpegno econo-mico delle altre territorialifacenti parte il Club dei 15,ovvero le associazioni diCon findustria delle dicias-sette province italiane amaggiore rilevanza mani-fatturiera, che intendonocoprire una parte dei costistimati. Lassociazione mo -denese ha gi deliberato

    uno stanziamento di100.000 euro da devolverealliniziativa. stato attiva-to un conto corrente pressola sede Bper di Modena(Iban:IT45P0538712900000002061864) che rimarraperto fino ad autunno inoltrato, dove potrannocontribuire con la propriadonazione anche gli impren-ditori associati.

    Lexport da sempre un obiettivo strate-gico per le imprese italiane, ma per lepmi pi faticoso affrontare questo percor-so. Per venire incontro alle esigenze delleaziende di piccole dimensioni Sace ha lan-ciato Pmi No-Stop, uniniziativa che con-sente alle imprese di ottenere pi facilmen-

    te finanziamenti, gestire al meglio i propricrediti, ridurre i rischi di mancato paga-mento e muoversi in sicurezza verso nuovimercati. E ha firmato un accordo di collabo-razione con Piccola Industria di Confin du -stria, con cui si punta a rafforzare la promo-zione di Pmi No-Stop presso le imprese as -sociate a Confindustria attraverso road-show, sessioni di formazione e la presenzaperiodica di funzionari Sace presso le sedidelle associazioni territoriali.In una fase cos delicata per il nostro terri-torio, la firma di questo accordo a Modena per noi testimonianza della vicinanza alleimprese, ha aggiunto Pietro Ferrari, presi-dente di Confindustria Modena. Per la

    nostra realt industriale, caratteriz-zata da una miriade di pmi con unafortissima vocazione allexport, importante poter contare su partnerche garantiscano un valido sostegnonellaccesso al credito e nella difesadai rischi delle insolvenze. Per le

    pmi diventato essenziale internazionaliz-zare, ha affermato Vincenzo Boccia, presi-dente Piccola Industria di Confindustria,proteggendo i propri crediti e assicurando-si con prodotti finanziari di qualit. Perquesto motivo liniziativa che Sace rivolgealle piccole e medie imprese rappresentaunimportante opportunit, che abbiamovoluto rafforzare con la firma di questoaccordo.

    Alessandro Castellano,amministratore delegatodi Sace, Pietro Ferrari,

    presidente di Confindustria Modena,

    e Vincenzo Boccia, presidente Piccola

    Industria di Confindustria

    12 OUTLOOK

    Vem sistemi, leader nel settore It, hascelto di spostare la propria sede aModena. La scelta di trasferirsi da Spi -lamberto a Modena fa parte della nostrastrategia di mercato di avvicinarsi semprepi ai nostri clienti e di dare prossimit alsupporto tecnico attraverso una presenzasignificativa sul territorio modenese carat-terizzata da 20 tecnici altamente qualifica-

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    La qualit certificata di Ifi

    Nasce lAssociazioneProgetto Cina

    Per competere in un mercato in continuaevoluzione, soddisfare il cliente con servi-zi di qualit strategico. La certificazione il simbolo della qualit: con questa con-vinzione che Davide Cristoni, titolare di Ifi,ha indirizzato la propria azienda al raggiun-gimento della certificazione del si stema digestione secondo gli standard della qualit,ISO 9001. Ottenere questa certificazione,aggiunge Cristoni, oltre a rappresentare unriconoscimento per limpegno profuso datutto il personale, rappresenta anche unagaranzia per i nostri clienti. La certificazio-ne, infatti, impegna lazienda a un continuomiglioramento dei propri processi tecnologi-ci e sistemi organizzativi, permettendo ditenere costantemente monitorate tutte leprocedure aziendali, sin dalla fase di proget-tazione dei nuovi prodotti.

    Si chiama Associazione Progetto Cina lastruttura fondata da Universit di Mo -dena e Reggio Emilia, Comune di Mo dena,Provincia di Reggio Emilia, ConfindustriaModena e Industriali di Reggio Emilia, ol -tre alla Fondazione Cassa di Risparmio diModena. Lassociazione, che nasce sul mo -dello del Collegio di Cina di Bologna, fonda-to nel 2005, vuole promuovere le relazionicon il Paese asiatico sul terreno della for-mazione, della ricerca, della cultura e dellosviluppo dimpresa.

    FORMAZIONE

    La firma dellatto costitutivodellAssociazioneProgetto Cina

    Per molti sono luoghi comuni, per noi qualit rare.

    e cultura nel brsuperioro stile. Ecco pernostr

    La consulenza personalizzata e linnovazione hanno sempr

    assicurativo. k i l be ventanni, i n ch, da oltr e o stile. Ecco per

    La consulenza personalizzata e linnovazione hanno sempr

    Un primato dimostrato anche e ventanni, i nostri Clienti ci riconoscono una

    e fatto parte del e hanno sempr e fatto parte del

    Un primato dimostrato anche e ventanni, i nostri Clienti ci riconoscono una

    e fatto parte del

    okeraggio unarte. Di certo, con Assiteca, diventato un fatto di cultura.brrokeraggio unarte. Di certo, con Assiteca, diventato un fatto di cultura.al meglio gli interManagement. Inoltr

    evenzione del rischio e dalladozione di avanzate tecniche di Risk di studi sulla prdalla collaborazione con le principali Associazioni Industriali, dalla pubblicazione

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  • 16_25_0512_MONDO_OK.qxp_Layout 1 20/07/12 08.52 Pagina 16

    Le due FACCEdel

    MIRACOLOaustraliano

    Una parte del Paese si arricchisce con i profitti stellari che provengono dalle miniere. Ma lafflussodi capitali, allorigine della rivalutazione del dollaroaustraliano, sta mettendo a rischio leconomiamanifatturiera, il turismo e il commercio. E la vicinanza con lAsia rilancia il problema dellidentit culturale di Ugo Bertone

    LAustralia un ponte naturale verso il mercato asiatico

    Mondo | Un continente da scoprire

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  • Mondo

    Due caff e un cappuccino (quasi ita -liano) per 29 dollari. Mancia esclu -sa. Dollari australiani, certo. Ma

    non una grande consolazione perch or -mai la moneta del canguro viaggia oltre laparit con lo svalutato buck di Ben Ber -nan ke, presidente della Fed alle prese coni buchi del deficit e la minaccia di nuove ma -novre espansive. Non c da stupirsi se que -stanno la splendida spiaggia di Noosa, unadelle gemme della Gold Coast australiana,sar meno popolata del solito. Per gli au -straliani una vacanza all inclusive a Bali oin Thailandia costa meno di 400 dollari, viag-gio compreso. Che pi o meno quel che ilturista spende solo per una cena a due al lus -suosissimo resort di Hayman Island, splen -dida isola privata che fa sentinella alla Gran-de Barriera Corallina del Queens land, nel -lAustralia nord-orientale.

    laltra faccia del miracolo australia-no, la terra da cui esce il ferro, il carbone,loro e cos via. Una parte del Paese, la me -no popolata (o la pi inospitale come si af -fret tano a precisare i cittadini di Mel bour -ne e Sydney), sta vivendo un boom di di -men sioni epocali, scandito dallafflusso di

    AUSTRALIA A DUE VELOCIT

    LAustralia e i suoi 22 milioni di abitanti questannofesteggiano 21 anni di crescita consecutiva

    con la promozione a tripla A delle agenzie di rating

    La situazione per non omogenea:

    lo Stato di Victoria (capoluogo Melbourne) nel 2012prevede un aumento del Pil sopra il 2% e un tasso di disoccupazione fermo al 5,1%, mentre le regionidel nord, di fronte allAsia, si svilupperanno al tasso

    del 9%, pi di quattro volte tanto

    Nel 2011 sono stati creati 60.000 posti di lavoronellindustria mineraria, ma se ne sono persi

    50.000 in altri settori produttivi

    I consumi nelle regioni del nord ovest sono cresciuti

    del 14%, quelli del Nuovo Galles del Sud (lo Stato di Sydney e della capitale Canberra)

    sono scesi di quasi il 2%

    16_25_0512_MONDO_OK.qxp_Layout 1 20/07/12 08.52 Pagina 18

    OUTLOOK 19

    capitali e dai profitti stellari che sgorganodalle miniere. E fa da traino al resto del con - tinente. Dallaltra, leconomia manifattu-riera, al pari del turismo, soffre. Per cari-t, la sofferenza sopportabile, visto chela crescita dello Stato di Victoria (capoluo-go Melbourne) questanno sar senzaltrosuperiore al 2 per cento, mentre la disoc-cupazione non andr oltre il 5,1 per centoattuale. Numeri che la povera Italia (maan che lEurozona) si sogna. Ma, si sa, al mon -do tutto relativo: le metropoli del Sud,aree metropolitane dove vive pi del set-tanta per cento dei 22 milioni di Aussie (suun territorio pi o meno venticinque voltelItalia) non possono fare a meno di pensa-re che sono proprio la fortuna delle minie-re del Nord e del Queensland la causa pri-maria della rivalutazione del dollaro di ca -sa, che ha come conseguenza la difficolt acompetere dellexport manifatturiero e deiservizi, che erano invece fiorenti quandoal contrario il dollaro australiano era benal di sotto del dollaro Usa. Daltra parte, afronte della crescita del 2 per cento del-leconomia manifatturiera dellAustraliapi europea, le terre che stanno di fronte

    allAsia si svilupperanno questanno altasso del 9 per cento, pi di quattro voltetanto. E questi sono solo gli ultimi motiviper cui la terra dei canguri ha ottime ra -gioni per festeggiare: nel 2012 il Paese entrato nel ventunesimo anno di crescitacon secutivo con la promozione a tripla Ada parte delle agenzie di rating.

    Ma la doppia velocit del Pil solo lapun ta delliceberg di un Paese in via di tran -sizione. Una transizione generale, che po -ne pi di un problema politico e culturaleoltre che economico. Per spiegare il feno-meno ci si pu rifare alle parole che SteveSargent, il numero uno di General Electricin Australia, ha usato in occasione del lan-cio di unobbligazione destinata a finanzia-re le attivit nel Paese da parte del colossoUsa. Spesso la gente resta meravigliata,ha detto Sargent, quando scopre che pernoi della General Electric questo Paese,con solo 22 milioni di abitanti, oggi ha unpeso superiore a quello della Cina. Una

    Sopra, da sinistra: unimmagine rubata durante una sosta in un bar del deserto;Paul Keating ex primo ministro. Sotto, scorci notturni delle metropoli Melbourne e Sydney

    Secondo lex premier Paul KeatinglAustralia deve smettere di ritenersi

    una trib delluomo bianco che ha ereditato un intero continente

    e cominciare a sentirsi parte di una regione del mondo. Dobbiamo

    aprirci a popoli che non hanno le loro radici nella storia europea. uno shock per un Paese che fino a pochi anni fa accettava immigrantisolo se di madrelingua europea

    16_25_0512_MONDO_OK.qxp_Layout 1 20/07/12 08.52 Pagina 19

  • 20 OUTLOOK

    Mondo | Un continente da scoprire

    circostanza che vale anche per diverse a -ziende italiane: da Prysmian, che sta po san -do i cavi per la fibra ottica, allAnsaldo Sts,impegnata nello sviluppo del sistema fer ro -viario e metropolitano. Ricordatevi che quinon sono gli australiani a comprare, spie-ga Sargent, bens un continente con tre mi -liardi di persone che sta a nord ovest: se lo svi -luppo dellAsia il motore della crescita del - leconomia globale, non dimenticatevi maiche la benzina viene da qui.

    Insomma, la terra dei canguri e dei koa -la ormai stabilmente nellorbita asiatica,il che spiega la straordinaria crescita a tas -si a due cifre che dura dal 2007. Non unoshock da poco per questa terra giovane, do -ve un cittadino su quattro emigrato daqualche terra lontana e dove il 60 per cen -to della popolazione ha almeno un nonnoin arrivo da fuori, molto spesso dallItalia.Fino alla Seconda guerra mondiale lau-straliano medio era un inglese doltrema-re, che studiava la geografia della terra diShakespeare per cui era andato a morire,senza esitazioni, sulle colline di Gallipolinel 1916, in una campagna lanciata da Win -ston Churchill contro lImpero ottomano,

    alleato dei tedeschi. In quella guerra lAu -stralia ebbe decine di migliaia di morti e cen -tinaia di migliaia di feriti, su una popola-zione di non oltre dieci milioni di abitanti.Dopo il secondo conflitto mondiale si inau-gur la politica della porta aperta versogli emigranti dalla vecchia Europa: le colli-ne sopra Melbourne si riempirono cos deivigneti e degli olivi piantati dagli italiani,la nazionalit pi numerosa in quellaffasci-nante melting pot che Melbourne. Intan -to, la costa di Sydney si riempiva di facto-ry legate agli Usa, alleato economico ma an -cor pi politico: i ranger di Canberra han -no combattuto in Vietnam e in Afghani stanal fianco dei marine, e a fine 2011 il presi-dente Barack Obama riuscito a ottenereuna base militare in territorio australiano,prezioso avamposto per fronteggiare la po -tenza cinese nel Pacifico, loceano dove schierata la maggior parte delle navi Usa.

    Per, accanto ai tradizionali legami conlOccidente, si sente sempre di pi la vici-nanza dei clienti asiatici, nellordine cine-si, giapponesi e coreani. Il tempo in cui a -mericani e inglesi ci spiegavano la rotta daseguire sono ormai finiti, scrive George Me -

    Per le metropoli del sud, dove vive il 70 per cento

    della popolazione australiana, sono le miniere del nord e del Queensland la causa

    della rivalutazione della monetanazionale, che ha portato alla crisi

    dellexport manifatturiero e dei servizi, molto fiorenti quando il dollaro australiano

    era ben al di sotto di quello Usa

    In alto una delle tante miniere del norddellAustralia. Qui sopra Gina Rinehart, proprietaria delle miniere Hancock

    1 19/07/12 14.4216_25_0512_MONDO_OK_Layout 1 25/07/12 08.24 Pagina 20 14.4216_25_0512_MONDO_OK.qxp_Layout 1 20/07/12 08.52 Pagina 21

  • Mondo | Un continente da scoprire

    22 OUTLOOK

    galogenis, giornalista e commentatore po -litico, autore di The Australian Moment.Ora tocca a noi spiegare loro come va ilmon do. Una novit che non rende tutti fe -lici. E basta ripercorrere la storia di Mel -bourne per capirne la ragione. Ancora oggiil magnifico grattacielo che sovrasta lo Yar -ra River porta sul frontone la sagoma sti-lizzata di alcune api ricoperte di vero oro,sim bolo di unet perduta. Melbourne, po -co pi di un villaggio nel 1859, conobbe unospettacolare sviluppo nei 35 anni successi-vi, diventando alla vigilia della fine del lOt -tocento una delle metropoli pi ricche delpia neta, grazie alla corsa alloro. Poi, qua -si allimprovviso, tutto svan assieme allevene aurifere esauste. E per risalire la chi -na ci volle il duro lavoro di pastori e conta-dini, il pi delle volte immigrati da Italia eGrecia. Uno shock che, in qualche manie-ra, rimasto nel Dna degli abitanti di que-sta terra: ha senso affidare i propri destiniallestrazione di metalli e gas destinati adaltri? Certo, nel 2011 sono stati creati oltre60.000 posti di lavoro nellindustria mine-raria, ma ne sono andati in fumo 50.000 in

    pire se siano pi numerosi i dingo, i coniglio i serpenti pi velenosi della terra. Non ro ba da poco. Alcuni tecnici segnalati danoi, dichiara al settimanale inglese The E -conomist Edwina Shanahan, direttore mar-keting dellagenzia irlandese Visa First chesi occupa di assistenza agli emigrati, gua-dagnano tra i 1.000 e i 1.500 dollari al gior -no. Lo stipendio medio di un minatore attorno a 155.000 dollari allanno, circa ildo ppio del salario medio australiano. An -che i camionisti che accettano di battere lepi ste delle regioni pi remote guadagnanostipendi a sei cifre. Sono paghe da favola ep -pure la gente di Sydney o Brisbane restiaad accettare le offerte, al punto che le mi -niere sono state costrette a organizzare mi -ni assunzioni per dodici settimane, trasfer-ta aerea compresa, formula estremamentedispendiosa.

    Lalternativa potrebbe essere il ricorsoal limmigrazione, ma qui lopposizione si favivace: per quale motivo, ruggiscono le U -nions (i sindacati), si dovrebbe far affluirebraccia a esclusivo vantaggio dei profitti diBhp Billiton (la maggiore societ minera-ria al mondo) o di altri colossi del settore?Nel 2007 lAustralia ha alzato le sue barrie-re allingresso, permettendo larrivo solo aun ristretto numero di lavoratori specializ-zati, 126.000 allanno. Ma i tycoon delle mi -niere chiedono ben altro. A partire da Gi naRinehart, australiana, proprietaria delle mi -niere Hancock, secondo le ultime classifi-che la donna pi ricca del mondo anche seha fatto scalpore la sua decisione di cerca-re di sfilare ai tre figli le quote possedutenel fondo di famiglia. Sono troppo viziati, stata la sua spiegazione in tribunale. Il no - stro patrimonio non stato creato per man-tenere le loro auto di lusso o i viaggi al le -stero. Vadano a lavorare. Nel frattempo laRinehart ha fatto shopping di carta stam-pata comprando la Fairfax che controlla ilSydney Morning Herald. Anche grazie aquestinfluenza riuscita a strappare al go -verno il permesso di importare, con un con -tratto triennale, 1.715 lavoratori, necessa-ri per dare lavvio allo sviluppo della mi -niera di ferro di Roy Hill nelle terre di Pil -bara, nellAustralia Occidentale, forse una

    altri settori produttivi. E, mentre i consu-mi delle aree minerarie sono saliti del 14per cento, quelli del Nuovo Galles del Sud(lo Stato di Sydney e della capitale Can ber - ra) sono scesi di quasi il 2 per cento. Una na -zione orgogliosa del suo terziario avanza-to, dicono i pi critici, rischia di trasformar-si in una terra di frontiera al servizio delleacciaierie di Pechino.

    Insomma, il boom di rame, ferro, ura-nio, oro, per non parlare degli immensi gia -cimenti di gas naturale (al cui sviluppo par -tecipano anche Eni e Saipem) senzaltrouna bella cosa, ma lafflusso di capitali che allorigine della rivalutazione del dollaroaustraliano sta mettendo seriamente a ri -schio il turismo, il settore educativo e il com -mercio: in tutto tre milioni di posti di lavo-ro a rischio, insidiati tra laltro dalle paghefavolose che i signori delle miniere offronoper attirare i lavoratori in unarea selvag-gia alla vecchio West, dove difficile ca -

    Cartello stradale tutto australiano su una delle strade che si avvia

    verso il deserto

    16_25_0512_MONDO_OK.qxp_Layout 1 20/07/12 08.53 Pagina 22

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  • delle regioni pi inospitali del pianeta do ve,con il contributo di capitali asiatici sta perpartire un progetto da oltre 9,5 miliardi didollari.

    su questi temi che si giocher la prossi-ma campagna elettorale del 2013: dopo quel -la che entrata in vigore a luglio, i la buristipropongono una nuova tassa sulle mi niere.A cui il mondo industriale si op pone agitan-do lo spettro del blocco degli in vestimenti,spauracchio che per la verit fa poca paurain un Paese che ha gi ap provato (e trovato icapitali necessari) per 500 miliardi di operee che lanno prossimo toccher il record di120 miliardi di investimenti in dodici mesi.Un conflitto, ha di chiarato lex premier PaulKeating, che psi cologico ancor prima cheeconomico. LAu stralia deve smettere diritenersi una tri b delluomo bianco che haavuto la fortuna di ereditare un intero conti-nente e cominciare a sentirsi parte di unaregione del mon do. Dobbiamo aprirci a po -poli che non han no le loro radici nella storiaeuropea. Uno shock per un Paese che, finoa pochi anni fa, accettava immigranti solo sedi madrelingua europea, anche se non ne -ces sariamente inglese, cosa che ha favoritolarrivo de gli italiani.

    Certo, non bastano poche righe a dareunidea di questa terra fortunata che sen-zaltro sar tra i grandi protagonisti del ven-tunesimo secolo. Ma forse sono sufficienti amostrare il bivio davanti al quale si trova laterra dei canguri: o si riesce a conciliare la sor -te delleconomia manifatturiera e dei servizicon la velocit di crescita dellindustria mi -neraria o lAustralia rischia di di ventare unasorta di stazione di servizio (ma anche deirifiuti) della vicinissima Asia. In al tri termi-ni, lAustralia va considerata come un ponteprezioso per chi vuole sbarcare nel sud delmondo portando cultura, diritto e competen-ze tecnologiche davanguardia, a patto chesi comprenda che, per forza di cose, questocontinente sempre pi connesso con lAsia.Il che non necessariamente un difetto. Inquesta cornice, il manifacturing made in I -taly deve ragionare come i vertici di GeneralElectric: lAustralia non un mercato di 22milioni di consumatori, ma la chiave dac-cesso a tre miliardi di persone.

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  • Viaggio tra le innovazioni che hanno drogato leconomia

    Economia | Le distorsioni del sistema finanziario

    Le nuove tecnologie applicate ai mercati finanziari li hanno trasformati drasticamente. Cartolarizzazioni, Credit defaul swaps, high-frequency trading sono gli strumenti

    che premiano i nuovi padroni delle Borse. Pi spregiudicati, pi veloci e sempre meno numerosi. Perch per competere servono enormi investimenti

    di Ugo Bertone

    nuova

    26_33_0512 ECONOMIA_OK_Layout 1 25/07/12 08.31 Pagina 26

    La finanza, si sa, basata sul rischio. Ma la cosa non vale pertutti. Prendiamo il caso della Balena di Londra, ovvero lo -peratore di JP Morgan incappato in un clamoroso buco di

    tre miliardi di dollari o anche pi per una sfortunata scommessasui derivati. Dopo il flop stato, comera naturale, invitato a farele valigie e ad allontanarsi in tutta fretta dalla sede londinese (chein effetti non deve portare un gran bene, se si pensa che solo pochian ni fa ospitava il quartier generale europeo di Lehman Brothers).

    Ma non c di che preoccuparsi per la sua sorte: nel 2011, scrive ilNew York Times, la London Whale aveva ricevuto 40 milioni didollari sotto forma di bonus. Un gruzzolo con cui andare in pensio-ne senza troppi problemi, salvo il fatto che la Balena, a giudicaredai precedenti, non si ritirer di sicuro. Facile, al contrario, chean che lui cercher la rivincita al grande casin della finanza neiconfronti di Boaz Weinstein, il gestore di hedge found che ha in -cas sato, per s (e naturalmente per i suoi clienti), almeno due terzi

    Bruno Iksil, loperatore di JP Morgan incappato in un buco da tre miliardidi dollari per una sfortunata scommessa sui derivati, e Boaz Weinstein,che quando era trader di Deutsche Bank ha perso due miliardi di dollari, (entrambi caduti in piedi) sono casituttaltro che isolati. Anzi, rappresentanola normalit della nuova finanza che da canale di finanziamento delleconomia reale ormai ne diventata la padrona

    Dagli anni 90 alla privatizzazione delle Borse e alla proliferazione dei mercati si accompagnata la creazione di nuovi prodotti. Con il risultato che nel 2007

    i mercati finanziari globali avevano dimensioni 12 volte e mezzo superiori alleconomia reale. E ora, complice la crisi, si viaggia verso un rapporto di 20 a 1

    Da sinistra: la Borsa di Milano, quella di Londra, operatori al lavoroallo Stock Exchange di New York

    26_33_0512 ECONOMIA_OK_Layout 1 25/07/12 08.31 Pagina 27

  • 28 OUTLOOK

    della cifra perduta da JP Morgan. Weinstein, tipo cos lesto che i casin di Las Vegas

    gli hanno vietato laccesso, due anni fa ha vissuto unasconfitta simile a quella della Balena. In quelloccasio-ne la banca di cui era trader, cio Deutsche Bank, la -sci sul terreno due miliardi di dollari. Ma il nostro Boaz,che lanno prima aveva messo assieme un gruzzolo di100 milioni sotto forma di bonus, non si perso dani-mo. Al quinto piano del Chrysler Building di New Yorkha sede il suo hedge battezzato Saba Capital Manage -ment (Saba in ebraico sta per saggezza dei patriar-chi): una baleniera che amministra 5,5 miliardi di dol - lari con cui Weinstein ha cominciato la sua caccia al laBalena, a suon di algoritmi, programmi automatici viacomputer e colpi dazzardo degni di capitan A chab allaricerca della sua Moby Dick nei mari della finanza mo -

    Economia | Le distorsioni del sistema finanziario

    derna, storia che potrebbe ispirare un giallo-verit daleggersi tutto dun fiato.

    Naturalmente, dietro la partita a scacchi tra i duecontendenti centra molto la matematica e ben poco isottostanti economici. Weinstein, secondo la ricostru-zione del New York Times, aveva intuito lesistenzadi movimenti anomali, lo scorso novembre, dietro il ca -lo dellInvestment Grade Series 9 10-year Index Cds,un indice che misura un paniere di Credit Default swapssui titoli a medio-lungo termine delleurozona. Cerauna forte pressione di vendite a leva su Cds, ovvero unaspeculazione in atto per sfruttare la ripresa delle quo -tazioni di Btp e simili. Non solo. Weistein, dopo unat-tenta analisi dei flussi finanziari, si rese conto che die-tro le vendite cera una mano sola, probabilmente quel - la di Bruno Iksil rogue trader, corsaro della finanza,appunto soprannominato Balena di Londra. Di qui unbraccio di ferro tra Weinstein e gli hedge che si sono ac -codati alloperazione e Jp Morgan, prima che la ba ncaalzasse bandiera bianca, nel bel mezzo della mareamon tante delle vendite sul debito sovrano cui di certonon sono estranee le manovre dei nuovi mostri.

    Gi, nessuno ha rimborsato gli azionisti di Deu -tsche Bank per quei quattrini andati in fumo per leoperazioni di Weinstein. Ma non affatto escluso chequalche imprenditore, in giro per i sentieri dellecono-mia globale, si sia sentito opporre un no alla richiestadi impieghi perch in quel momento la banca doveva

    Negli Usa si calcola che circa il 70%delle operazioni di Borsa passino da ordini effettuati

    attraverso algoritmi sempre pi sofisticati eseguiti

    in tempi sempre pi ristretti in quantit

    sempre maggiori. In Europa la percentuale

    pi bassa ma gi si sta superando il 50%

    26_33_0512 ECONOMIA_OK.qxp_Layout 1 20/07/12 09.02 Pagina 28

    OUTLOOK 29

    e mezzo superiori alleconomia reale. Allepoca furonopochi a sollevare il problema del rischio insito in que-sto sbilancio: linnovazione finanziaria, come sottoli-neava lo stesso presidente della Federal Reserve Al -an Greenspan, aveva avuto un ruolo determinantenellagevolare laccesso al credito. Ma linnovazionefi nanziaria aveva anche portato, scrive leconomistaNouriel Roubini, al problema della valutazione delrischio: anzich concedere prestiti e tenerli nei proprilibri contabili le banche erogavano finanziamenti in -dipendentemente dalla solidit del debitore e poi pro-cedevano a dirottare questi prestiti a Wall Street. Gra -zie a questo gioco, chiamato cartolarizzazione, le ban-che e le altre finanziarie hanno guadagnato commis-sioni generose, trasferendo il rischio su investitoriinconsapevoli. Lo scoppio della crisi non modifica la

    Negli ultimi ventanni i nuovi prodotti hanno trasformatoil rapporto tra economia reale e mercati finanziari. Allepocafurono pochi a sollevare il problema del rischio insito in questo sbilancio: secondo lallora presidente della FederalReserve Alan Greenspan linnovazione finanziaria ha avutoun ruolo determinante nellagevolare laccesso al credito

    recuperare il crack. stato lui, magari un imprendito-re metalmeccanico bavarese o del Wisconsin (o diReggio Emilia, chiss) ad avere pagato il conto. Wei -nstein, invece, non ha restituito un dollaro. Cos come,nonostante qualche promessa in senso contrario, sem-bra che JP Morgan rinuncer a un indennizzo da partedi un trader che di sicuro sa molte, troppe cose di unadelle banche too big to fail.

    Casi del genere sono tuttaltro che isolati. Anzi, rap-presentano la normalit della nuova finanza, che dacanale di finanziamento delleconomia reale ne or -mai diventata, in un certo senso, la padrona. Proviamoa vedere come e perch i mercati sono diventati il re -gno dei nuovi mostri.

    In principio cera la BorsaI mercati finanziari di oggi assomigliano assai poco

    alle vecchie Borse valori pubbliche. A partire dagli an -ni Novanta in tutto il mondo, Italia compresa, si pro-ceduto alla privatizzazione delle Borse cui seguitauna fase di merger & acquisition, che ha portato la piaz -za italiana a essere assorbita dal London Stock Ex -change londinese. In giro per il mondo si sono intantosviluppati listini privati, le cosiddette dark pool. Laproliferazione dei mercati si accompagnata in paral-lelo alla creazione di nuovi prodotti. Il risultato? Nel2007, alla vigilia dello scoppio della crisi finanziaria, imercati finanziari globali avevano dimensioni 12 volte

    Da sinistra: Boaz Weinstein, fondatore di Saba Capital Management; due immagini della Borsa di New York; Alan Greenspan, ex presidente della Federal Reserve.

    26_33_0512 ECONOMIA_OK.qxp_Layout 1 20/07/12 09.02 Pagina 29

  • 30 OUTLOOK

    Economia | Le distorsioni del sistema finanziario

    piat taforme, dellavvento degli high-frequency trading e delle operazioni difusione fra societ di gestione dei mer-cati hanno portato a un peg gioramentodella qualit degli sca mbi e della signi-ficativit dei prezzi delle azioni quota-te, alla concentrazione della negozia-zione solo sui titoli pi liquidi, al venirmeno in un certo senso della funzioneoriginaria delle Borse e alla margina-lizzazione delle piazze fi nanziarie peri-feriche, tra cui quella di Milano.

    poi arriv il grande cervello

    Nel 2009 Goldman Sachs denunciil furto di un set di codici informatici deltipo Hft, che sta per high-frequency tra-ding. La cosa colp la stampa specializ-

    zata gi insospettita dallinsolito aumento dei volumie, soprattutto, dei grossi utili realizzati dalla banca inun momento di acuta crisi del mercato. In realt gliHft gi da tempo avevano acquisito una sorta di lea-dership degli scambi. Si calcola che circa il 70 per centodelle operazioni di Borsa negli Usa passino da ordinieffettuati attraverso algoritmi sempre pi sofisticatieseguiti in tempi sempre pi ristretti in quantit sem-pre maggiori. In Europa la percentuale, per ora, pibassa ma gi si sta superando il 50 per cento.

    In che consiste una strategia Hft? Nel mercato tra-dizionale la gara tra i partecipanti verte sulla ricercadellinformazione vincente, vuoi attraverso metodilegali (ricerca, lettura dei bilanci) vuoi attraverso leinformazioni insider. La tecnologia ora rende possibileunaltra gara: chi possiede gli strumenti informativipi veloci pu sfruttare un vantaggio sicuro, al riparodal rischio. Le tecniche sono diverse: il market-ma -king, ad esempio. Si inseriscono ordini di acquisto lie-vemente superiori allultimo registrato e, in contem-poranea, ordini di vendita a un prezzo lievemente infe-riore. In tal modo si restringe di poco lo spread tra do -manda e lettera. Quando si in presenza di un ordineimportante dacquisto o di vendita da parte di un inve-stitore istituzionale, il buon Hft si inserisce in un cor-ridoio in cui riesce a lucrare pochi centesimi per tran-sazione denaro-lettera, ricavando ogni volta guadagnipiccoli minimi ma che possono essere replicati ennevolte su pi piattaforme. Lo stesso vale per lo scalpingo gli arbitraggi intermarket. Tecniche pi da casinche da mercato basato sui fondamentali della finanza,che premiano i nuovi padroni del mercato, pi spregiu-

    situazione: nel 2009, il rapporto tra dimensioni deimercati finanziari ed economia reale ancora pi sbi-lanciato, al punto che questultima vale solo il 6,9 percento della prima e, complice la crisi, si viaggia versoun rapporto di venti a uno. Ma il semplice dato non rie-sce a dare conto della trasformazione qualitativa che intervenuta sui mercati: gi nel 2007, oltre il 70 per ce -nto del mercati era composto da derivati, dei quali ol -tre l85 per cento era trattato over the counter, ovve-ro senza alcun controllo regolamentare, e la percentua-le nel frattempo salita di un altro paio di punti. In sin -tesi, i derivati, introdotti in un primo momento per fa -vorire la liquidit in mercati convertiti alla negoziazio-ne di titoli in contanti anzich a termine, si sono trasfor-mati in strumenti per favorire la speculazione. Il risul-tato, accelerato dalla formazione di player fi nanziarisempre pi potenti (non pi di venti operatori control-lano oggi i tre quarti dellattivit dei mercati europei)e dalla diffusione delle tecnologie, ha profondamentecambiato la natura della Borsa, assai di pi di quantonon riesca a emergere dai mezzi di informazione.

    In che misura questo fenomeno ha inciso su PiazzaAffari? Ormai la stragrande maggioranza degli scam-bi in Borsa riguarda i quaranta titoli pi liquidi (oltreil 90 per cento delle transazioni giornaliere) ed detta-ta per lo pi da considerazioni di arbitraggio rispetto aindici o ad altri mercati. Per le piccole e medie impreseche hanno osato varcare la soglia della Borsa c stataben poca considerazione. Scrive Michele Calzolari,pre sidente dellAssosim, lassociazione che riunisce leso ciet di intermediazione mobiliare italiane: Lin sie -me della frammentazione degli sca mbi sulle diverse

    A Piazza Affarila stragrandemaggioranzadegli scambiriguardala quarantinadi titoli pi liquidi, con criteriarbitrari rispetto a indicio ad altrimercati.Per le piccole imprese che hannoosato quotarsic pocaconsiderazione.Per MicheleCalzolari, presidente di Assosim,lassociazionedelle societ diintermediazionemobiliare, si assiste al venir menodella funzioneoriginaria delle Borse.Le piazze periferiche,compresaMilano,sono semprepi marginali

    26_33_0512 ECONOMIA_OK.qxp_Layout 1 20/07/12 09.02 Pagina 30 26_33_0512 ECONOMIA_OK.qxp_Layout 1 20/07/12 09.02 Pagina 31

  • 32 OUTLOOK

    Economia | Le distorsioni del sistema finanziario

    dicati, pi veloci, sempre meno numerosi vista la di -mensione degli investimenti richiesti per competere:la nuova piattaforma di negoziazione della Borsa di Mi -lano, Millennium (societ dello Sri Lanka) permetterdi operare a una velocit inferiore al millisecondo.

    Lalchimia dei CdsIn questo quadro merita riflettere sulla natura di

    certe indicazioni in arrivo dai mercati. Prendiamo ilcaso dei Cds, i famigerati Credit defaul swaps, che, inmateria di debito sovrano, misurano il cosiddetto ri -schio Paese influenzando la formazione dello spread,termine ormai entrato nelluso comune. Il Cds nascecome forma di assicurazione nei confronti del rischiodefault di un debitore. Ma si tratta di una polizza par-ticolare, assimilabile pi a un prodotto finanziario chea una assicurazione classica. Al pari di qualsiasi altrostrumento finanziario, infatti, il Cds pu essere stipu-lato senza alcuna limitazione. Il mercato si cos ri -empito di Cds multipli o Cds nudi, ha commentato Em - ilio Girino, avvocato e docente del Cuoa, prestigiosocentro universitario di organizzazione aziendale e con-sulenza di Vicenza. Con il primo termine si allude allastipulazione di pi Cds su uno stesso credito, con il se -condo alla stipulazione di Cds anche in assenza di cre-diti da proteggere. A essere un po rozzi ma efficaci, ilCds multiplo equivale ad assicurare cinque volte lapropria casa contro lincendio, il Cds nu do significaassicurare la casa del vi cino. In entrambi i casi, chicompra un Cds pu trarre vantaggio dallincendio pi

    che dalla protezione del rischio.Inoltre, il fatto di avere trasformato

    la polizza in uno strumento finanziarionegoziabile fa s che il merito del debito-re sia pi influenzato dal volume degliscambi che dalleffettivo stato di salutedel debitore. Pi che la sua solvibilit co - nta il numero dei Cds scambiati alle suespalle, che avviene nella pi assolutaopa cit, visto che la maggior parte deiCds sono controllati da un pugno di ban - che di investimento (non pi di cinqueistituti trattano pi della met dei Cds)che effettuano la stragrande maggio-ranza delle transazioni al riparo daocchi indiscreti: i Cds trattati in merca-ti ufficiali e regolamentati non supera-no il 7 per cento del totale, cui vannoaggiunti i derivati dei derivati, ovveroindici e prodotti composti da un cocktaildi vari Cds o prodotti ancora pi sofisti-

    cati. questa la cornice in cui pu ve rificarsi un crackco me quello subto da Jp Morgan, che poi in grado dirifarsi della stangata in pochi mesi.

    E adesso?Insomma, di fronte a questo mercato legittimo nu -

    trire dubbi sullefficacia della mano invisibile del mer -cato cos come delineata da Adam Smith. Lim pressione che il conflitto di interessi endemico del capitalismoodierno, esploso con la formazione di banche appuntotroppo grandi per fallire, abbia creato un ambienteideale per la proliferazione di mostri che hanno benpoco a che vedere con la capacit selettiva dellecono-mia di mercato. Mostri che hanno cavalcato benissimoi trend dellattualit finanziaria, compresi i giudizidelle agenzie di rating. Finora mancata, ha detto ilprofessor Giacomo Vaciago, docente di Politica econo-mica alla Cattolica di Milano, una riflessione si -stematica sulla qualit del mercato odierno, misuratoin termini di efficienza, stabilit e capacit di fare iprez zi. Al contrario si fatta strada lideologia impe-rante per cui i mercati hanno sempre ragione anchequando non esistono, come avvenuto con la grandecrescita dell over the counter o del fuori mercato.

    Us cire da questo equivoco una precondizioneessenziale per uscire dalla crisi. Anche perch, dopoaver com presso il rischio a livelli infimi negli annibuoni, la nu ova finanza ora tende a fare soldi nel mo ndoopposto, chiedendo sovrapprezzi spropo sitati alleco-nomia reale.

    Il mercato si riempito di Credit defaulswaps multipli o nudi, ha commentatoEmilio Girino, avvocato e docente del Cuoa di Vicenza. Con il primoterminesi allude alla stipulazionedi pi Cds su uno stessocredito, con il secondoalla stipulazionedi Cds anchein assenza di crediti da proteggere. In sintesi: il Cds multiplo equivale ad assicurare cinque voltela propria casa contro lincendio, il Cds nudo ad assicurare la casa del vicino

    26_33_0512 ECONOMIA_OK.qxp_Layout 1 20/07/12 09.02 Pagina 32 26_33_0512 ECONOMIA_OK.qxp_Layout 1 20/07/12 09.02 Pagina 33

  • SETTEMBRE - OTTOBRENOVEMBRE - DICEMBRE

    12 Settembre ND 13 La valutazione delle competenze e del merito 3 Ottobre ND 14 Come riuscire a far fare diverso alle persone e alle organizzazioni16 Ottobre ND 15 Assertivit: affermarsi con efficacia 7 Novembre ND 11 Il processo di sviluppo della strategia 8-15 Novembre ND 12 Progetti e organizzazioni29 Novembre EX 1 Decision making sulle filiere di processo

    ORGANIZZAZIONE E SVILUPPO 13 Settembre ND 74 Il contratto di rete 2 Ottobre ND 73 La rete di vendita allestero 11 Ottobre ND 75 Tecniche del commercio internazionale dal punto di vista dellimportatore 17 Ottobre ND 72 Strumenti per linternazionalizzazione 21 Novembre EX 7 International business development 22 Novembre ND 71 Fiere e missioni commerciali

    EXPORT

    18-27 Settembre ND 81 Microsoft office project base 10-18 Ottobre EX 8 Excel e controllo di gestione 7 Novembre ND 82 Software applicativi open source 28 Novembre ND 83 Desktop Publishing

    25 Settembre ND 93 Progettare processi affidabili 26 Settembre ND 91 Gestione dei laboratori 26-27 Settembre ND 92 Sicurezza del macchinario 23 Ottobre ND 97 Pulizia dei componenti 30 Ottobre ND 98 Saldare in sicurezza 31 Ottobre ND 94 Quality by Design 27 Novembre EX 9 Elementi di Lean Management 27 Novembre ND 95 Direttiva macchine 4-5 Dicembre ND 96 Corso per analisti tempi e metodi

    INFORMATICA APPLICATA

    PRODUZIONE

    19 Settembre ND 24 Teambuilding 4 Ottobre EX 2 Coach to coach: motivare il gruppo di lavoro 9 Ottobre ND 25 La comunicazione non verbale nella programmazione neurolinguistica17 Ottobre ND 21 Parlare efficacemente in pubblico 6 Novembre ND 23 Empowerment e motivazione delle risorse umane20 Novembre ND 22 Intelligenza emotiva: la gestione delle emozioni

    RISORSE UMANE

    11 Settembre ND 33 Finanza per imprenditori 19 Settembre ND 34 La gestione della liquidit 9-11 Ottobre EX 3 Il sollecito e il recupero dei crediti 24 Ottobre ND 31 Il budget di vendita nelle aziende commerciali e di servizi 31 Ottobre ND 32 I cruscotti di controllo: la gestione per processi 22 Novembre ND 35 Monitoraggio aziendale: analisi e riduzione dei costi di struttura

    11 Settembre ND 42 Category manager: dal buyer efficace al commodity manager20 Settembre EX 4 Sviluppo di un sistema di logistica 3 Ottobre ND 45 Rimanenze di magazzino: aspetti contabili e fiscali10 Ottobre ND 43 Quality cost management e metodologie di problem solving18 Ottobre ND 41 La gestione del magazzino29 Novembre ND 44 La gestione efficace nella pianificazione dei materiali

    25 Settembre ND 53 Comunicare al telefono 10 Ottobre ND 51 Le skills di vendita 25 Ottobre ND 55 La funzione di vendita30-31 Ottobre ND 54 Convincere e motivare un gruppo di venditori 15 Novembre ND 52 Business writing e scrittura efficace 28 Novembre EX 5 Il coaching di vendita

    18-19 Settembre ND 62 Il piano di marketing: come redigere il documento guida delle azioni di mercato 3 Ottobre ND 61 Tecniche per il miglioramento della qualit nelle attivit di servizio 11 Ottobre ND 64 Marketing e co-marketing 16 Ottobre ND 65 Il marketing per il venditore 13 Novembre EX 6 Marketing relazionale 21 Novembre ND 63 Web Marketing

    AMMINISTRAZIONE, FINANZA E CONTROLLO

    ACQUISTI E LOGISTICA

    COMMERCIALE E VENDITE

    MARKETING

    Dal 12 Settembre SIQ 106 Corso per dirigenti: ruolo nella gestione della sicurezza Dal 13 Settembre SIQ 102 Modulo A per Responsabili e Addetti SPP Formazione normativo giuridica 26 Settembre SIQ 117 Rischi connessi alluso di veicoli aziendali Dal 27 Settembre SIQ 103 Modulo B per Responsabili e Addetti SPP specifico per i rischi del Macro Settore di Riferimento 2 Ottobre SIQ 116 Adempimenti ambientali per le imprese 4-9 Ottobre SIQ 112 Formazione per operatori elettrici PES/PAV Dal 16 Ottobre SIQ 108 Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Corso Base 17 Ottobre SIQ 114 La tutela della salute e sicurezza sul lavoro: aggiornamenti normativi 23-24 Ottobre SIQ 119 Sicurezza, ergonomia e metodi di lavoro 4 Novembre SIQ 115 Linfluenza del lavoratore sugli infortuni Dal 6 Novembre SIQ 104 Modulo C di specializzazione per Responsabili SPP Formazione Gestionale-Relazionale Dal 7 Novembre SIQ 111 Addetti al primo intervento base e aggiornamento 14 Novembre SIQ 107 Formazione per preposti 20-22 Novembre SIQ 109 Corso di aggiornamento per RLS 27-29 Novembre SIQ 110 Corso per addetti alla prevenzione incendi 4 Dicembre SIQ 118 La gestione dei D.P.I.

    SICUREZZA

    ISCRIZIONI: scaricare la scheda di iscrizione dal sito www.nuovadidactica.it o richiederla tramite mail o telefonicamente.Le schede devono essere compilate e spedite alla mail [email protected]

    Corso Cavour, 56 - 41121 Modena - tel. 059 247911 www.nuovadidactica.it

    ABBONAMENTO: possibile sottoscrivere un abbonamento a 10 ingressi (corsi con codice ND). Labbonamento pu essere finanziato utilizzando il conto formazione di Fondimpresa. Per informazioni [email protected]

    2012 Il protagonista della tua formazione seI tu SETTEMBREDICEMBRE2012SETTEMBRE - OTTOBRENOVEMBRE - DICEMBRE12 Settembre ND 13 La valutazione delle competenze e del merito 3 Ottobre ND 14 Come riuscire a far fare diverso alle persone e alle organizzazioni16 Ottobre ND 15 Assertivit: affermarsi con efficacia 7 Novembre ND 11 Il processo di sviluppo della strategia 8-15 Novembre ND 12 Progetti e organizzazioni29 Novembre EX 1 Decision making sulle filiere di processo

    ORGANIZZAZIONE E SVILUPPO 13 Settembre ND 74 Il contratto di rete 2 Ottobre ND 73 La rete di vendita allestero 11 Ottobre ND 75 Tecniche del commercio internazionale dal punto di vista dellimportatore 17 Ottobre ND 72 Strumenti per linternazionalizzazione 21 Novembre EX 7 International business development 22 Novembre ND 71 Fiere e missioni commerciali

    EXPORT

    18-27 Settembre ND 81 Microsoft office project base 10-18 Ottobre EX 8 Excel e controllo di gestione 7 Novembre ND 82 Software applicativi open source 28 Novembre ND 83 Desktop Publishing

    25 Settembre ND 93 Progettare processi affidabili 26 Settembre ND 91 Gestione dei laboratori 26-27 Settembre ND 92 Sicurezza del macchinario 23 Ottobre ND 97 Pulizia dei componenti 30 Ottobre ND 98 Saldare in sicurezza 31 Ottobre ND 94 Quality by Design 27 Novembre EX 9 Elementi di Lean Management 27 Novembre ND 95 Direttiva macchine 4-5 Dicembre ND 96 Corso per analisti tempi e metodi

    INFORMATICA APPLICATA

    PRODUZIONE

    19 Settembre ND 24 Teambuilding 4 Ottobre EX 2 Coach to coach: motivare il gruppo di lavoro 9 Ottobre ND 25 La comunicazione non verbale nella programmazione neurolinguistica17 Ottobre ND 21 Parlare efficacemente in pubblico 6 Novembre ND 23 Empowerment e motivazione delle risorse umane20 Novembre ND 22 Intelligenza emotiva: la gestione delle emozioni

    RISORSE UMANE

    11 Settembre ND 33 Finanza per imprenditori 19 Settembre ND 34 La gestione della liquidit 9-11 Ottobre EX 3 Il sollecito e il recupero dei crediti 24 Ottobre ND 31 Il budget di vendita nelle aziende commerciali e di servizi 31 Ottobre ND 32 I cruscotti di controllo: la gestione per processi 22 Novembre ND 35 Monitoraggio aziendale: analisi e riduzione dei costi di struttura

    11 Settembre ND 42 Category manager: dal buyer efficace al commodity manager20 Settembre EX 4 Sviluppo di un sistema di logistica 3 Ottobre ND 45 Rimanenze di magazzino: aspetti contabili e fiscali10 Ottobre ND 43 Quality cost management e metodologie di problem solving18 Ottobre ND 41 La gestione del magazzino29 Novembre ND 44 La gestione efficace nella pianificazione dei materiali

    25 Settembre ND 53 Comunicare al telefono 10 Ottobre ND 51 Le skills di vendita 25 Ottobre ND 55 La funzione di vendita30-31 Ottobre ND 54 Convincere e motivare un gruppo di venditori 15 Novembre ND 52 Business writing e scrittura efficace 28 Novembre EX 5 Il coaching di vendita

    18-19 Settembre ND 62 Il piano di marketing: come redigere il documento guida delle azioni di mercato 3 Ottobre ND 61 Tecniche per il miglioramento della qualit nelle attivit di servizio 11 Ottobre ND 64 Marketing e co-marketing 16 Ottobre ND 65 Il marketing per il venditore 13 Novembre EX 6 Marketing relazionale 21 Novembre ND 63 Web Marketing

    AMMINISTRAZIONE, FINANZA E CONTROLLO

    ACQUISTI E LOGISTICA

    COMMERCIALE E VENDITE

    MARKETING

    Dal 12 Settembre SIQ 106 Corso per dirigenti: ruolo nella gestione della sicurezza Dal 13 Settembre SIQ 102 Modulo A per Responsabili e Addetti SPP Formazione normativo giuridica 26 Settembre SIQ 117 Rischi connessi alluso di veicoli aziendali Dal 27 Settembre SIQ 103 Modulo B per Responsabili e Addetti SPP specifico per i rischi del Macro Settore di Riferimento 2 Ottobre SIQ 116 Adempimenti ambientali per le imprese 4-9 Ottobre SIQ 112 Formazione per operatori elettrici PES/PAV Dal 16 Ottobre SIQ 108 Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Corso Base 17 Ottobre SIQ 114 La tutela della salute e sicurezza sul lavoro: aggiornamenti normativi 23-24 Ottobre SIQ 119 Sicurezza, ergonomia e metodi di lavoro 4 Novembre SIQ 115 Linfluenza del lavoratore sugli infortuni Dal 6 Novembre SIQ 104 Modulo C di specializzazione per Responsabili SPP Formazione Gestionale-Relazionale Dal 7 Novembre SIQ 111 Addetti al primo intervento base e aggiornamento 14 Novembre SIQ 107 Formazione per preposti 20-22 Novembre SIQ 109 Corso di aggiornamento per RLS 27-29 Novembre SIQ 110 Corso per addetti alla prevenzione incendi 4 Dicembre SIQ 118 La gestione dei D.P.I.

    SICUREZZA

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    2012 Il protagonista della tua formazione seI tu SETTEMBREDICEMBRE2012

  • 36 OUTLOOK

    Lapprofondimento | La relazione della Banca dItalia

    La crisi, leurole donne e

    il ruolo del Paese

    Ignazio Visco, governatoredella Banca dItalia

    36_47_0512_APPROFONDIMENTO_OK_Layout 1 20/07/12 09.10 Pagina 36

    OUTLOOK 37

    Ha provato a tracciare la via, nelmezzo di un percorso quanto maibuio e scosceso. Una via un po i -

    ne dita, senza toni da predica e tinta di unasfumatura rosa: non solo conti in ordine,pochi sprechi, banche solide e innovazio-ne per competere. Ma anche una massic-cia iniezione di lavoro femminile. La Ban -ca dItalia, alla prima assemblea del go -ver natore Ignazio Visco, dedica nella rela-zione annuale un intero capitolo alle don -ne. La letteratura sullapporto femminilealleconomia abbondante, ma il contribu-to di via Nazionale una lettura non ba -nale, che associa direttamente loccupa-zione rosa a una crescita di Pil.

    Uno studio di genere una novit degna di nota nella storia

    delle relazioni annuali della Banca dI ta -lia. Perch, se come istituzione ha gi ap -profondito il tema in numerosi studi, lap-proccio questa volta pi audace. I dati suldivario di genere non sono nuovi, e relega-no lItalia al 90 posto su 145 nella gradua-toria dei Paesi che consentono alle donnepari partecipazione e opportunit economi-che. Ma a una pi elevata presenza di don -

    LItalia ancora relegata al 90posto su 145 nella graduatoria dei Paesi che consentono alle donnepari partecipazione e opportunit economiche. Ma il valore economicodelle donne secondo Bankitalia indiscusso: A pi donne tra gli amministratori pubblici corrispondono livelli di corruzionepi bassi. Inoltre, una maggioreoccupazione femminile si associaallacquisto di beni e servizi altrimenti prodotti allinterno della famiglia, stimolando lespansione di un mercato in Italia poco sviluppato, determinando una crescita complessiva del Pil

    Il debutto di Ignazio Viscoallassemblea di Bankitalia

    come governatore stato siglato da alcune

    novit, a cominciare da un intero capitolo dedicato

    alleconomia al femminile. E di fronte alle pesanti difficolt

    si rilancia la necessit di una politica monetariache se non pu sanare

    tutti gli squilibri pu almenocontenere il contagio,

    evitare crisi sistemiche, attenuare le tensioni

    di Federica Vandini

    LA SITUAZIONE ITALIANA NON POSITIVA

    Le previsioni di palazzo Koch

    per il 2012 sono pessime:un Pil in flessione dell 1,5%con una particolare preoccupazione

    per il tasso di disoccupazione

    salito dall8 al 10%tra luglio 2011 e marzo 2012.Per i giovani con meno di 25 anni

    la percentuale cresciuta

    dal 26 al 36%.

    ne tra gli amministratori pubblici corri-spondono livelli di corruzione pi bassi eunallocazione delle risorse orientata allaspesa sanitaria e ai servizi di cura e istru-zione, si legge in un passaggio della rela-zione. Una maggiore occupazione femmi-nile si associa infatti allacquisto di beni eservizi, specie quelli di cura, altrimenti pro-dotti allinterno della famiglia, stimolandolespansione di un mercato in Italia pocosviluppato. E, in definitiva pu determi-nare una crescita complessiva del Pil.

    Questo quanto potrebbe accadere in po -tenza, sostenuto da evidenze internazio-nali. In realt per, il tasso di occupazio-ne femminile nel 2011 era inferiore di 21punti rispetto a quello maschile; il divariosalariale era in media del 6 per cento tra il1995 e il 2008; nelle imprese con almeno

    36_47_0512_APPROFONDIMENTO_OK_Layout 1 25/07/12 08.32 Pagina 37

  • Lapprofondimento | La relazione della Banca dItalia

    Circa 3,2 miliardi di euro infumo, corrispondenti allo0,2 per cento del Pil nazionale.Oltre ad avere spezzato vite edistrutto i luoghi degli affettipi cari, il terremoto che ha col-pito lEmilia nella scorsa pri-mavera ha presentato un contosalatissimo anche sotto il profi-lo produttivo. A stimare i dannialla locomotiva delleconomiaregionale e nazionale la sederegionale della Banca dItalia,nel rapporto annuale, con laiu-to del centro studi Prometeia. La stima si basa sullipotesi chesia stata danneggiata la metdellapparato produttivo dei 54comuni terremotati, e che ilblocco delleconomia persistaper tre mesi (dati sicuramentesottostimati, ma lo studio sta -to chiuso a inizio giugno e inquel la situazione era impossibi-le essere pi precisi). Uno qua-dro immaginato partendo dalpeso produttivo dei comuniemi liani colpiti dalle scosse del20 e 29 maggio scorso: 25

    miliardi di euro di valore ag -giunto, il 21 per cento del totaleregionale, e 15 miliardi di ex -port, il 31 per cento di tutta laregione. Possono sembrarepochi due decimi di punto diPil, osserva il presidente diPrometeia, Angelo Tantazzi,ma concentrati in due soli tri-mestri, il secondo e il terzo diquestanno, il loro peso sale.Inoltre, si sommano al naturaleevolversi della crisi, tanto chestimiamo unulteriore cadutadel Pil 2012 a -2 per cento. Dalle zone colpite dal sismaproviene il 13 per cento dellex-port dellEmilia-Romagna e il 2per cento di quello nazionale,calcola Francesco Trimarchi,direttore della sede bolognesedella Banca dItalia. Il com-plesso dei crediti alla zona col-pita supera i 9,3 miliardi di eu -ro, di cui tre miliardi solo il ma -nifatturiero. Il quadro generale gi di straordinaria incertez-za, e sullindebolimento dellacongiuntura diventato evidente

    nella seconda met del 2011 enei primi mesi del 2012, si sonoandati a innestare gli effetti delsisma. Effetti a cascata, chehanno danneggiato non solo ca -pannoni e materiali, ma tuttoun sistema innervato da siner-gie e collaborazioni strettissimetra le aziende. Un terremotosi mile, in unarea cos altamen-te produttiva, con 37 addettiper chilometro quadrato nellin-dustria contro una media na -zionale di 17, non c mai statoprima in Italia, spiega infattiChiara Bentivogli, responsabiledella Divisione analisi e ricerca. stata colpita una zona forte-mente distrettuale, con riper-cussioni di filiera anche sui for-nitori che hanno sede allester-no del cratere. Non solo. Oltrea case, industrie, fattorie e mo -numenti, il terremoto ha colpi-to tra laltro una zona con 345sportelli bancari, di cui circa unterzo rimasto danneggiato,ag giungendo altre criticit a unaspetto gi deteriorato della vi -

    Un evento come questo in unarea cos altamente produttiva

    non c mai stato in Italia, ricorda

    Francesco Trimarchi, direttore della sede

    bolognese di Bankitalia.Con laggravante che stata colpita

    una zona fortementedistrettuale,

    con ripercussioni di filiera

    anche sui fornitoriche hanno sede

    allesterno del cratere

    Larea presenta un elevato

    orientamento allexport:

    nel 2011il valore delle esportazioni delle imprese dei comuni colpiti dal sisma

    rappresentava circa il 13%di quello regionalee poco meno del 2%di quello nazionale.

    Circa due terzi delle esportazioni

    erano diretti verso mercati europei

    Focus sul terremoto di maggioIl rapporto annuale della sede bolognese della Banca dItalia, con laiuto del centro studi Prometeia, in gran parte dedicato al sisma

    36_47_0512_APPROFONDIMENTO_OK_Layout 1 20/07/12 09.10 Pagina 38

    ta imprenditoriale. Nei comunisotto esame operano oltre5.400 societ di capitale con unfatturato complessivo di 670milioni e lavorano 204.000 ad -detti (l11,6 per cento del totaleregionale) con una forte inci-denza dellindustria (82.000lavoratori, soprattutto tra mec-canica, biomedicale e tessile).Unindustria che assorbe il 40per cento degli occupati, controuna media regionale del 33 percento.Il quadro ancora pi fosco sesi considera che, al netto del si -sma, si era gi registrata unafrenata delle vendite oltre con-fine e un forte calo gli investi-menti, sia da parte degli entipubblici sia da parte dei priva-ti. Infatti, la sede regionale del -la Banca dItalia stima che nel2011 gli investimenti dellindu-stria siano calati in terminirea li del 5,5 per cento, percen-tuale che schizza al -15,3 percento nei soli primi tre mesi del2012. Un dato negativo che siaffianca a quello delle impresein perdita, salite al 21,7 percen to (erano 19,8 per cento nel2010). Frenano, dunque, anchele esportazioni che da sempretrainano la tenuta del sistema

    economico emiliano-romagno-lo, passando da un valore del16,2 per cento del 2010 al 13,1per cento del 2011, per calareancora al 7,4 per cento nel pri -mo trimestre di questanno. Inginocchio i comparti che sfrut-tano la domanda interna, pri -mo su tutti il settore delle co -struzioni che nel 2011 ha fatto iconti con un -40 per cento diim porto degli appalti, un -4,6per cento di fatturato, un -5,1per cento di quantit di investi-menti e un -3,5 per cento di tran -sazioni immobiliari. Non va me -glio sul piano degli investimen-ti pubblici: lanno scorso gli in -vestimenti dei Comuni della re -gione sono calati del 10,5 percento, a fronte di un -8,5 percento di risorse disponibili e dicontinui cambiamenti del pattodi stabilit, che ha creato moltaincertezza e reso difficile la pro-grammazione degli interventipubblici. Per le amministrazio-ni locali, si aggiungono proble-mi di esecuzione degli investi-menti stessi, ritardo dei paga-menti, difficolt nel ricorso alcredito, diminuzioni delle en -trate erariali, elenca il report,concludendo che sul quadrodomina lincertezza.

    50 dipendenti donna il 12 per cento deidirigenti, mentre a ricoprire un ruolo di al -ta dirigenza nei consigli di amministrazio-ne di imprese con oltre 10 milioni di fattu-rato c solo un 9 per cento di donne, conqualche miglioramento nellultimo annonel le societ quotate, ma solo in conseguen-za alla legge che impone le quote rosa.Non solo. Il genere fa la differenza an -

    che allo sportello bancario. Se sei impren-ditrice, fatichi pi dei colleghi ad accedereal credito: Oltre a dover fornire garanziepi frequentemente, pagano un tasso di

    Gli occupati nei comuni colpiti sono circa 204.000, l11,6% del totale regionale e l1,1%del totale nazionale.

    Gli addetti di imprese industriali rappresentano

    il 14,8% del totale regionalee l1,6 di quello nazionale.

    I settori pi rappresentati sono il biomedicale,

    la meccanica lagroindustria e il tessile

    Larea colpita ha una superficie

    di oltre 2.200 chilometri quadrati e una popolazione di 550.000 residenti,

    230.000, il 12,6%del totale regionale. Il 10% della popolazione di origine straniera.

    Nel 2009 il reddito dichiarato dai contribuenti dei 37 comuni

    colpiti dal sisma era pari

    al 12,1% del totale regionale

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    OUTLOOK 41

    Lapprofondimento | La relazione della Banca dItalia

    interesse pi alto sugli scoperti fino a 30punti base. Insomma, anche se ragioni le -gate alletica e alleconomia consigliereb-bero un cambiamento, lItalia si caratte-rizza ancora per un forte divario e per ladiffusione di pregiudizi valoriali non favo-revoli alla presenza femminile nellecono-mia e nella societ.A fronte di tanti pregiudizi da condan-

    nare, Palazzo Koch evidenzia per anchedi verse attitudini da valorizzare. Siamoal passaggio forse pi singolare della rela-zione, che si spinge ad affermare che le dif -ferenze attitudinali tra i sessi siano essedi origine biologica o culturale, sono am -pia mente documentate: le donne appaio-no caratterizzate da una maggiore avver-sione al rischio, da una minore autostima,da una pi accentuata avversione per i con -testi competitivi. Se tutto questo vero,allora si generano fenomeni di discrimi-nazione implicita, laddove sul mercato dellavoro vengano premiate caratteristichepi diffuse tra gli uomini.

    Sulle banche italiane, Visco osserva: ora che cambino lattuale modello di crescita della redditivit e devono intervenire sul costo del lavoro. Gli azionisti bancari devono essere consapevoli che c bisogno di un pi attento controllo dei rischi, che impone profitti pi bassi ma pi stabili di quelli dellultimo decennio

    Nel 2011 i debiti finanziari delle imprese sono aumentati di 19 miliardi (+0,7%).

    La crescita si concentrata nei prestiti a breve termine

    I redditi degli italianiSe il focus sulle donne passato un po

    in sordina sulla stampa nazionale, grandititoli hanno attirato invece i dati sui reddi-to reale delle famiglie, che cresciuto tra il2000 e il 2010 appena del 6,2 per cento (da18.358 a 19.495 euro). Ma mentre nei nu cleicon un capofamiglia lavoratore autonomo il

    Distribuzione settoriale delle imprese (valori percentuali; anno 2011)40

    ATTIVIT

    MANIFATTU

    RIERE

    COSTRUZIONI

    COMMER

    CIO

    INGROSS

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    E DETTAGLIO

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    ALLOGGIO

    E RISTORAZIONE

    IMPRESE FEMMINILI

    INFO

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    MUNICAZIONE

    ATTIVIT

    FINANZIARIE

    E ASS

    ICURATIVE

    ATTIVIT

    IMMOBILIARI

    ATTIVIT

    PROFESS

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    IMPRESE MASCHILI

    Si definiscono femminili le societ in cui le quote del capitale sociale riferibile a donne supera il 50 per cento; le societ di persone e cooperative in cui i soci donne rappresentano la maggioranza; le imprese individuali in cui il titolare una donna

    Fonte: Elaborazioni su dati Osservatorio sullimprenditoria femminile, Unioncamere

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    Lapprofondimento | La relazione della Banca dItalia

    reddito aumentato del 15,7 per cento, nel -le famiglie di operai, apprendisti e commes-si il reddito diminuito del 3,2 per cento; eancora, il reddito reale equivalente dispo-nibile delle famiglie di dirigenti cresciu-to dell8 per cento e di quelle di pensionatidel 9,8 per cento.Se per si guarda al periodo della crisi,

    il calo consistente non solo per il redditoreale disponibile delle famiglie di operai (da14.485 del 2006 a 13.249 euro del 2010 conun -8,5 per cento) ma anche per quello del -le famiglie di dirigenti (passate da 43.825del 2006 a 38.065 euro del 2010, con un ca -lo del 13,1 per cento) e dei lavoratori auto-nomi (da 28.721 a 26.136 euro, con una ri -duzione del 9 per cento). Negli ultimi quat-tro anni hanno tenuto i redditi reali delle fa -miglie di impiegati, quadri e insegnanti (da21.344 a 21.311 euro) mentre hanno avutoun lieve avanzamento i redditi dei nucleicon capofamiglia pensionato (da 18.579 a19.194 euro, con una crescita del 3,3 percento). Nel 2010 il reddito medio disponi-bile delle famiglie era in media di 22.758euro nel centro nord e di 13.321 euro persud e isole. Se si guarda solo alle retribuzioni reali

    nette mensili dei lavoratori dipendenti, nel2010 si attestavano su 1.439 euro, sostan-zialmente stabili rispetto ai 1.410 euro me -di del 2000 e in calo rispetto ai 1.489 eurodel 2006 (1.503 euro nel centro nord, 1.276per sud e isole). Lievemente migliore la si -tuazione delle retribuzioni reali nette deila voratori dipendenti a tempo pieno passa-te dai 1.483 euro mensili del 2000 (valori aprezzi 2010) a 1.543 euro nel 2010 (1.606euro nel centro nord, 1.380 per sud e isole).Il dato del totale dei lavoratori dipendentirisente per della crescita in questi annidel part time, che abbassa la media delleretribuzioni complessive perch basate sumeno ore di lavoro.

    La prima volta di ViscoFin qui i contenuti. Ma a contare, nel-

    lassemblea di Banca dItalia, da sempreanche la forma e i toni con cui questi con-tenuti vengono esposti, sintetizzati. Unanetta cesura rispetto al metodo degli anni

    passati: cos leditorialista del Corrieredella Sera Dario Di Vico definisce il de -but to del governatore alle celebri Consi -de razioni finali, che tradizionalmente ti -rano le fila di quasi 400 pagine di rappor-to. Visco ha scelto la discontinuit, ha vo -luto porre termine a una sorta di supplen-za intellettuale che Palazzo Koch avev