repertorio dei notari romani dal 1348 al 1927

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Repertorio dei Notari Romani dal 1348 al 1927 dall'Elenco di Achille Francois a cura di Romina De Vizio Roma, Fondazione Marco Besso, 2011

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  • INTRODUZIONE I

    COLLANA DI STORIA ED ARTEVI

    00-Prime pagine.pmd 08/02/2011, 11.231

  • SOMMARIOII

    00-Prime pagine.pmd 08/02/2011, 11.232

  • INTRODUZIONE III

    Roma 2011

    FONDAZIONE MARCO BESSO

    dall di Achille FrancoisElenco

    REPERTORIO DEI NOTARI ROMANI

    DAL 1348 AL 1927

    ROMINA DE VIZIO

    a cura di

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  • Tutti i diritti riservati

    Fondazione Marco Besso

    Le immagini concesse dallArchivio di Stato di Roma, ed ivi conservate, sonopubblicate per gentile concessione del Ministero per i Beni e le Attivit Culturali. espressamente vietata ogni ulteriore riproduzione o duplicazione con qualsiasimezzo.

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  • Ai miei genitori

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  • SOMMARIOVI

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  • INTRODUZIONE VII

    SOMMARIO

    Presentazione, Antonio Martini . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. IX

    Premessa metodologica, Romina De Vizio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . XI

    Notai degli Uffici della Curia Romana, Maria Antonietta Quesada XVII

    LArchivio del Collegio dei Notai Capitolini (1348-1628), OriettaVerdi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . XXV

    LArchivio Generale Urbano, Elisabetta Mori . . . . . . . . . . . . . . . . . . XXXIII

    Ricordi sui notari. Appunti manoscritti di Achille Francois . . . . . . . XLIII

    REPERTORIO DEI NOTARI ROMANI DAL 1348 AL 1927

    Notari del Tribunale della Segnatura . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5Notari del Tribunale della S. Rota Romana . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6Notari del Tribunale dellA.C. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 9Notai e Cancellieri del Tribunale dellAuditor Camerae Testamenti

    e Donazioni. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 20Segretari e Cancellieri della R.C.A. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 23Officio del Tribunale delle Ripe . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 32Officio del Tribunale delle Acque e Strade . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 34Officio del Tribunale del Governo. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 35Officio del Tribunale dellAgricoltura . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 36Officio della Presidenza di Roma e Comarca . . . . . . . . . . . . . . . . . . 36Archivio del Collegio de Notari Capitolini . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 37Archivi dei Trenta Notari Capitolini loro successioni, ed attuali

    ubicazioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 63Offici della Curia del Cardinale Vicario di Roma . . . . . . . . . . . . . . . 105Officio della Curia di Borgo ora Buratti Ercole . . . . . . . . . . . . . . . . 110Officio della Curia del Governo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 111Officio del Consolato de Fiorentini . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 112Officio della Fabbrica di S. Pietro in Vaticano . . . . . . . . . . . . . . . . . 113Officio del Notaro Maggiore della Camera Capitolina . . . . . . . . . . . 114Notari aggiunti in virt della legge sul Notariato 1876 e 1879 . . . . 115Offici del Campidoglio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 116

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  • SOMMARIOVIII

    Officio della Curia di Ripagrande . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 117Archivio de Canonici, ed Archivisti di S. Spirito in Sassia . . . . . . 118Notai Imperiali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 122Archivio Urbano Sezione I, Rogiti Originali. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 122

    Fonti documentarie . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 139

    Inventari dellASR citati nellopera . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 143

    Inventari ed altri strumenti di ricerca dellASC citati nellopera . . . 145

    Bibliografia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 147

    Indice dei nomi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 157

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  • PRESENTAZIONE

    Il notaio, a me suona meglio lantica dizione notaro, nella sua doppiaveste di libero professionista e pubblico ufficiale, ha largo riferimento mora-le con il confessore, soltanto che il suo obbligo al segreto non assolutoma regolato dalla legge. il depositario delle nostre volont che traduce inatti cui attribuita pubblica fede, li conserva, ne rilascia copie e ne certificagli estratti. Fin qui la legge ma nei paesi ad ordinamento giuridico latino una istituzione che ha varcato i secoli, la conoscevano i nostri lontani ante-nati, ne avevano fiducia e davanti a lui esprimevano la loro volont che ilnotaro fedelmente interpretava compilando latto, nel significato fisico deltermine, il rogito, che conserviamo e ancora oggi possiamo consultare neinostri archivi. Superato lostacolo delle difficili grafie, possiamo ancora leg-gere quei pubblici documenti che fanno piena testimonianza di eventi ormaiincastonati nella storia.

    Forse non era neanche il caso di ricordare la figura del notaro, notoche universalmente conosciuta, se ne parla per di buon grado, in defini-tiva, al di l delle persone, si rievoca una struttura a cui si attribuisconovalori solidi, positivi, onesti e quindi, spostando il nostro pensiero nellim-maginario, evochiamo personaggi benauguranti.

    Nelle grandi raccolte archivistiche il notarile una parte nobile, for-mata nel tempo da centinaia di uomini, i notari, che hanno lasciato a futuramemoria nome e firma a volte con una grafica cos elaborata da essere unpiccolo capolavoro di fantasia.

    Tutto questo soltanto introduttivo alla spiegazione del motivo per cuila Fondazione Marco Besso ha ritenuto opportuno inserire nel proprio pro-gramma culturale la ristampa del Francois, ossia lo strumento con cuiquelle raccolte archivistiche possono essere consultate.

    Achille Francois ci ha lasciato la sua firma senza la cedille con laconseguenza che quel nome, di chiara origine francese, per convenzione, siusa pronunciarlo Francois anche se, da parte di alcuni, si avanzano riservein proposito e preferiscono la pronuncia originale.

    Ritornando al Francois cio allElenco di Notari, ossia a quel prezio-so strumento di lavoro che ormai conosciuto dai ricercatori soltanto infotocopia in pietose condizioni di conservazione, possiamo dire che i motiviche hanno determinato la Fondazione alla sua ristampa sono pi di uno.Intanto quello estetico-pratico di vedere usato per nobili fini di studio unmezzo di orientamento di ricerca ridotto a brandelli, un altro scaturisce dallaaffettuosa collaborazione che avemmo, finch visse, con Gaetana Scano chene possedeva una copia anchessa in pessimo stato che lasci alla Fon-

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  • PRESENTAZIONEX

    dazione Besso e sulla quale aveva annotato aggiunte e varianti e, finalmenteun terzo motivo che ci spinge ormai da molti anni una frase diArmando Lodolini il quale riferendosi al Francois lo valuta ... pubblicazio-ne da considerare, bench molto da rettificare...

    C ancora da aggiungere che avevamo da lunghissimo tempo una co-pia in ottimo stato per sapiente restauro, della Raccolta esattissima stam-pata da Luigi Perego Salvioni nel 1785 della quale, secondo Lodolini, nesarebbe esistita ununica copia che ... si conserva nellA.S.R. e che figurnella nostra del 1955.

    Questi incentivi, e questi mezzi, tra loro uniti, hanno permesso final-mente la realizzazione pratica della revisione-ristampa del Francois quan-do sono stati presi in cura dalla dottoressa Romina De Vizio supportatadalla sapienza e dallesperienza delle dottoresse Maria Antonietta Quesada,Orietta Verdi, Elisabetta Mori che ringraziamo a nome nostro e di quanti use-ranno, per le loro ricerche, il nuovo Francois sperando di avere anche,almeno in parte, soddisfatto alla stimolante provocazione di Armando Lodolini.

    ANTONIO MARTINI

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  • PREMESSA METODOLOGICA

    lopera nuova parte dal riutilizzo di mate-riali precedenti, che vengono variamente ripre-si, inglobati, riutilizzati; essa rappresenta a untempo una creazione originale e un momentodella storia dei testi precedenti

    (P. Chiesa, Elementi di critica testuale, Bologna,2002, p. 22)

    Lelaborazione del seguente lavoro trae origine dalla pregevole opera diAchille Francois: Elenco di Notari che rogarono atti in Roma dal secolo XIVallanno 1886, di cui il presente repertorio ne registra, fin dove statopossibile, fedelmente il contenuto.

    Si voluti partire da questopera in quanto, rispetto alle pubblicazionidi epoca precedente quali la Raccolta Esattissima di tutti i notari dellalmacitt di Roma di Luigi Perego Salvioni, e gli Statuta venerabilis collegiiDD. Notariorum Curiae Capitolinae, risulta la pi completa, sia perchcontiene i riferimenti cronologici relativi agli anni in cui si esercitata atti-vit notarile, sia perch stata pubblicata nel periodo successivo alla crea-zione degli Archivi notarili mandamentali e distrettuali, e quindi in seguitoalla promulgazione delle nuove leggi sul notariato.

    Tuttavia, nonostante i loro limiti, gli scritti del Salvioni e gli Statuta, sisono rivelati comunque utili per la registrazione di un certo numero di noti-zie: entrambi ci forniscono sia la traduzione italiana dei nomi, che in Francoissono in latino, sia lindicazione dei luoghi in cui erano ubicati gli uffici.

    Inoltre, il volume del Salvioni, di contenuto certamente pi esteso ri-spetto agli Statuta, che riportano invece solo lelenco dei notai della Curiadi Campidoglio dal 1585 al 1831, ci ha permesso dindividuare i nomi dialcuni notai che non erano stati elencati nel Francois.

    Tra le pubblicazioni pi recenti, che sono state studiate per la compila-zione del presente lavoro, primeggia quella di Armando Lodolini dal titoloInventario dellArchivio di Stato. Essa stata utilizzata soprattutto per ilconfronto dei dati contenuti nel Francois, in quanto Lodolini nel suo inven-tario ripete largomento trattato dal suo predecessore in tema di archivionotarile, apportando per le dovute correzioni relative soprattutto alle dateche alcune volte nel Francois sono errate.

    Pertanto, il presente repertorio raccoglie, accanto ai dati contenuti nel-lopera del Francois, tutte le differenze riscontrate dal confronto con le suc-citate opere.

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  • XII REPERTORIO DEI NOTARI ROMANI DAL 1348 AL 1927

    Per quanto riguarda i nomi, sono stati riportati: I nomi, in latino, elencati da Lodolini che differiscono dal Francois

    Es.: Francois: Oliverius AntoniusLodolini: Oliverus Antonius

    I nomi, in italiano, desunti sia dallelenco del Salvioni che da quelloinserito negli Statuta. Tali nomi sono stati registrati sia quando risultanoidentici, che quando differiscono tra loro.Es.: Statuto: Piroto Girolamo

    Salvioni: Piroto GirolamoEs.: Statuto: Tacchini Domenico

    Salvioni: Tachini Domenico Inoltre, per ogni nome e cognome, sono state registrate anche tutte le

    diverse forme con cui essi ci sono stati tramandati. In questa fase stata considerata la pi piccola differenza, cio sia quando cognome onome differiscono anche in una sola lettera (es.1), sia, per i cognomicomposti, il modo in cui stata trasmessa la particella de, a volteriportata con iniziale minuscola, altre volte con iniziale maiuscola (es.2),sia quando alcuni nomi composti a volte risultano separati dallapostrofoe altre volte no (es.3), sia le forme abbreviate o estese dei nomi (es.4).

    Es.1.: Statuto: Antonetti vel Antoretti Gio.Maria Es.2.: Statuto: de Rossi Luzi Giovanni Maria

    Salvioni: De Rossi Giovanni Maria Es.3.: Statuto: Capponi Marco Antonio

    Salvioni: Capponi MarcAntonio Es.4.: Statuto: Gigli Gio.Battista

    Per quanto riguarda quelle date errate in Francois, sono state correttedove rilevato un palese errore di battittura, sulla base dei riferimenti crono-logici riportati nellinventario di Lodolini.

    Ogni ufficio si apre con la stessa intestazione ritrovata in Francois econ lo stesso numero dufficio, in aggiunta, per, stato indicato tra paren-tesi anche il numero dinventario, relativo al medesimo ufficio, a cui lostudioso dovr ricorrere per la sua ricerca.

    La descrizione interna invece, riporta, accanto ai nomi elencati dal Fran-cois, anche molti altri, contrassegnati da un asterisco, con il quale si identi-ficano sia i nomi e gli estremi cronologici riportati in modo errato nel pre-cedente lavoro, che inserimenti di nuovi notai ignorati dal Francois, maemersi in sede dinventariazione. La registrazione inoltre avvenuta indi-cando in corsivo, con lutilizzo dei nomi degli autori, anche la fonte da cuidi volta in volta si reperiva la notizia: Es.: De Amicis Succursus

    Salvioni: Amici Soccorso

    Anche per la distribuzione della materia, allinterno dellopera, si cer-cato di seguire lordine proposto dallautore, ma ci sempre fin dove stato

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  • PREMESSA METODOLOGICA XIII

    possibile, considerando che lobiettivo del presente lavoro s quello diprivilegiare ed esaltare lopera precedente, ma anche quello di cogliere loc-casione per darne una versione pi corretta e aggiornata alla luce dei nuovistudi condotti sui protocolli notarili e dei nuovi versamenti effettuati dal-lArchivio notarile distrettuale.

    Solo partendo da ci possiamo giustificare tutte le scelte di distacco chesono state adottate rispetto allopera del 1886.

    Anzitutto la prima variazione riguarda il titolo, che stato modificato,rispetto al precedente specificando larco cronologico di riferimento, in quan-to i nuovi versamenti allArchivio di Stato di Roma ci hanno imposto diessere pi precisi, indicando come data ultima il 1927, anno in cui roga ilnotaio Poggioli Alessandro (Archivio dei Trenta notai capitolini, officio 20,ex officio 12).

    Sempre per rispondere ad unesigenza di aggiornamento, stato intro-dotto, di seguito allelenco dei notai del Tribunale dellAuditor Camerae,lelenco dei testamenti e donazioni dei relativi notai.

    Per quel che riguarda invece gli uffici dei Trenta Notai Capitolini, laloro descrizione non si apre pi con il vecchio numero dufficio, ma, perfacilitare la ricerca, stata privilegiata la numerazione attuale che gli ufficirecano presso lArchivio di Stato di Roma e il numero dinventario a cui sideve ricorrere per la richiesta.

    Di conseguenza, gli uffici stessi sono stati ricollocati allinterno del-lopera in base alla loro numerazione progressiva attuale. Inoltre sempreriguardo allArchivio dei Trenta notai capitoli, stata data indicazione innota anche dei versamenti relativi al 2010.

    Altra aggiunta importante, la cui indicazione in Francois presente soloin indice, riguarda quella dei Notai Imperiali, coloro che hanno svolto attivi-t notarile durante il periodo di governo francese.

    Infine, per completare la raccolta, sono stati riportati puntualmente tuttii nomi, i cognomi e le date di riferimento dei Notai elencati nel preziosoopuscolo di Luigi Guasco: LArchivio Storico Capitolino.

    La descrizione relativa ad ogni ufficio, termina quasi sempre con dellenote tra cui quella introdotta dallespressione Nota in Francois la notaautentica ripresa dal Francois, quelle invece introdotte dallespressione Sal-vioni e Statuto indicano le pagine rispettivamente delle due pubblicazio-ni in cui possibile reperire le informazioni relative. Esse riguardano, quasisempre, lindicazione dei luoghi in cui erano ubicati gli uffici, ma, soprattut-to nel caso del Salvioni, nomi di nuovi notai non elencati dal Francois.

    La nota invece introdotta dallespressione ASR (Archivio di Stato diRoma) introduce tutte le aggiunte apportate al Francois nel corso degli annidagli archivisti del medesimo istituto, nonch indicazioni sulla serie Testa-menti dei Trenta Notai Capitolini, che segue spesso la serie degli Istro-menti.

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  • XIV REPERTORIO DEI NOTARI ROMANI DAL 1348 AL 1927

    Unaltra caratteristica di questo lavoro costituita dallaver potuto uti-lizzare anche il volume del Francois in possesso della Dottoressa GaetanaScano in cui le numerose correzioni, apportate a volte dalla studiosa al testooriginale, hanno consentito un ulteriore raffronto e quindi una pi precisaregistrazione dei dati. Infatti, spesso nel testo riportata anche la voceScano, che introduce le annotazioni ritrovate nella sua copia, testimo-nianza della sua devozione verso la materia.

    Infine, per agevolare la ricerca, stato compilato un indice dei nomicomprensivo anche di tutti quelli presenti nelle note e in altre parti deltesto.

    Ampio spazio stato dedicato anche alla veste grafica inserendo imma-gini significative tra cui appunti manoscritti sugli archivi notarili di AchilleFrancois, i frontespizi delle opere utilizzate e alcuni segni notarili sceltisoprattutto per la creativit della loro esecuzione.

    Di conseguenza se da una parte questo repertorio ha considerato cometesto base quello del Francois, dallaltra se ne distacca per le aggiunte e levarie modifiche che rappresentano il risultato di approfonditi studi condottidagli archivisti dellArchivio di Stato di Roma, dalla pubblicazione del Fran-cois fino ai giorni nostri.

    ROMINA DE VIZIO

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  • PREMESSA METODOLOGICA XV

    RINGRAZIAMENTI

    La mia gratitudine e i miei ringraziamenti sono rivolti prima di tuttoalla Fondazione Marco Besso, in particolar modo al Direttore Antonio Mar-tini per avermi concesso questa oppurtunit. Alla dott.ssa Antonella Ferro,per avermi aiutata nella correzione del testo, alla sig.ra Laura Bassotti per lacura redazionale e a tutte le colleghe che mi hanno sostenuta durante lela-borazione del lavoro.

    Non posso esimermi dal ringraziare i funzionari dellArchivio di Statodi Roma: la dott.ssa Maria Antonietta Quesada per le informazioni relativeai notai delle magistrature pontificie e la dott.ssa Orietta Verdi per quel cheriguarda lArchivio del Collegio dei Notai Capitolini e gli Archivi dei TrentaNotari Capitolini. Sempre alla dott.ssa Verdi il mio grazie per avermi dotatodi una base dati, redatta da Secondo Balduzzi, dalla quale ho attinto infor-mazioni relative sia ai notai conservati nellArchivio Notarile Distrettualeche ai Notai del fondo Notari dei Distretti Riuniti presente nellArchivio diStato di Roma.

    Si ringrazia inoltre la dott.ssa Daniela Soggiu e il dott.re Daniele Bal-duzzi per avermi fornito i nomi di quei notai, ignorati dal Francois, emersiin sede di inventariazione grazie alla loro scrupolosa ricerca, nonch la sig.raLuisa Salvatori per le elaborazioni grafiche.

    Esprimo, ulteriormente, la mia riconoscenza alla dott.ssa Elisabetta Mori,dellArchivio Storico Capitolino, per le utili informazioni relative alle vicendedellArchivio Urbano.

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  • XVI REPERTORIO DEI NOTARI ROMANI DAL 1348 AL 1927

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  • MARIA ANTONIETTA QUESADA

    NOTAI DEGLI UFFICI DELLA CURIA ROMANA

    Sin dalla sua istituzione, lArchivio di Stato di Roma si caratterizza perla pluralit delle fonti notarili che conserva e che si presentano divise indue grandi serie; quella dei notai cittadini e quella dei notai di magistraturee tribunali pontifici. Questi ultimi vengono segnalati gi dal Corvisieri alquale, gli organi provvisori di governo, avevano, allindomani del 20 set-tembre 1870, affidato lincarico di studiare quale dovesse essere limpiantodellArchivio di Stato di Roma da istituire ex novo 1 nella relazione con-clusiva del gennaio 1871 2. La presenza di numerosi archivi notarili gli faipotizzare la possibilit di costituire un Archivio generale dei Notari 3. Laproposta prevede la riunione dellArchivio Urbano e di quello dei NotaiCapitolini con gli archivi dei Segretari e cancellieri del Tribunale della Re-verenda camera apostolica, della Curia Innocenziana (si dissero in anticodellUditore della Camera 4), del Tribunale della Sacra Rota e con quellidella Segnatura. La prima relazione generale sugli Archivi di Stato del1883 5, nella descrizione del patrimonio documentario dellArchivio di Roma,conferma lavvenuta costituzione di una sezione degli Atti Notarili costi-tuita dalle 12.588 unit archivistiche degli archivi indicati dal Corvisieri aiquali si sono aggiunti quelli dei notai dellagricoltura, delle acque e strade,del governo, delle ripe e del segretario di Roma e Comarca. Questi ultimi nonsono nuove acquisizioni ma il risultato del lavoro archivistico condotto nelcorso del primo decennio di attivit dellIstituto. Gli archivisti romani, infatti,hanno estrapolato e dato rilievo anche a quei fondi notarili di minore consi-

    1 Sulle complesse vicende dellistituzione ex novo, nel 1871, dellArchivio di Stato diRoma si veda E. LODOLINI, Formazione dellArchivio di Stato di Roma, in Archivio dellaSociet Romana di Storia Patria, XCIX (1976), pp. 237-332 e IDEM, Gli Istituti archivisticiromani in LArchivio di Stato di Roma, Nardini editore, Roma 1992, (I Tesori degli Archivicollana diretta da Renato Grispo), pp. 19-37.

    2 La Relazione di Costantino Corvisieri sullimpianto degli Archivi Romani conser-vata nel fondo ASR, Miscellanea della soprintendenza, cass. 23.

    3 I nostri Archivi Governativi si potranno convenevolmente ridurre a tre grandi deposi-ti ciascun dequali verrebbe distinto da una appellazione propria del loro particolare contenu-to cio: Archivio diplomatico, politico, amministrativo; Archivio generale de Notari; Archiviogenerale de Tribunali. Ivi pag. 1.

    4 Ivi pag. 92.5 MINISTERO DELLINTERNO, Relazione sugli Archivi di Stato Italiani (1874-1882), Roma 1883

    pp. 283-297. Si tratta della relazione presentata da Napoleone Vazio, direttore della I divisionedel Ministero dellinterno, al Presidente del Consiglio e Ministro dellinterno Agostino Depretisora consultabile sul sito dellIstituto centrale per gli archivi www.icar.beniculturali.it/biblio/.

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  • MARIA ANTONIETTA QUESADAXVIII

    stenza che gi il Corvisieri aveva individuato allinterno di fondi complessi earticolati e segnalato nel 1871. Descrivendo i notai camerali, infatti, ricordache i Segretari e Cancellieri di Camera sono altres depositari di altri quat-tro piccoli archivi di quattro uffici notarili e cancellereschi estinti i quali purservivano il governo ma in aziende speciali, cio nella Presidenza delle Ripe,delle Acque e Strade, dellAgricoltura e del Governo 6; si tratta, cio, diarchivi che, in tempi e con modalit diverse, erano stati incamerati allasoppressione dei rispettivi uffici.

    Questo particolare settore del notariato romano di antico regime de-scritto nella prima parte del volume del Francois con il quale, lAutore,offre una panoramica completa del patrimonio documentario posseduto dal-lArchivio di Roma.

    Gli archivi notarili delle magistrature e dei tribunali pontifici conservanodocumentazione che, oltre allinteresse degli strumenti per se stessi, presentauna ricchezza incomparabile di allegati (chirografi, brevi, piante topograficheecc.), la cui indicazione formerebbe da sola una fonte storica preziosa 7. Vi siriflettono, prevalentemente, gli interessi dei diversi organismi per i quali inotai lavorano ma molte sono le testimonianze di interesse privato da lororedatte. In quanto notai conservano il diritto di esercitare, senza impedi-menti, la professione anche per i privati. Questo doppio ruolo caratterizzalattivit di tutti questi notai in misura differente: i protocolli dei Segretarie cancellieri della Reverenda camera apostolica rispecchiano soprattutto gliinteressi camerali e, quindi, la documentazione di natura pubblica predo-minante rispetto a quella privata mentre prevale linteresse privato nellat-tivit dei notai dellAuditor camerae. Le attuali conoscenze non consento-no di definire il rapporto tra attivit pubblica e privata anche per gli altricollegi n di individuare uneventuale correlazione delle testimonianze pri-vate con lattivit giudiziaria delle magistrature e dei tribunali di riferi-mento. Nelle schede che seguono vengono descritte le linee evolutive diciascun collegio sulla base delle attuali conoscenze e si forniscono gliopportuni riferimenti archivistici aggiornati.

    NOTAI DEL TRIBUNALE DELLA SEGNATURA

    Notizie storiche: attivi dal 1630 i notai di Segnatura si qualificanosino al 1743 come scriptores Archivii Romane Curie 8 confermando la loro

    6 ASR, Miscellanea della soprintendenza, cass. 23; la citazione alle pagine 89-90.7 ARCHIVIO DI STATO DI ROMA, Inventario dellArchivio di Stato Archivio dello Stato

    Pontificio, di A. LODOLINI, Roma 1956, pag. 118.8 Il Francois registra questa particolarit in nota segnalando che dal 1718 al 1809

    alcuni volumi sono intestati Collegium scriptorum Archivii Romanae Curiae.

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  • NOTAI DEGLI UFFICI DELLA CURIA ROMANA XIX

    appartenenza al Collegio degli scrittori dellarchivio della Curia Roma-na, istituito da Giulio II nel 1507 9. Dal 1744 modificano in administrato-res offici Archivii Romane Curie il loro titolo conservandolo sino al 1809quando, a seguito della dominazione francese, interrompono la loro attivit.Ripristinati con la Restaurazione si qualificano notarii Supremi TribunaliSignaturae Iustitiae et Officii Archivii Romane Curie sino 1825. Da quellan-no e sino al 1870 si intitolano Notai e cancellieri del supremo tribunaledella segnatura di giustizia.

    A partire dal 1831 loro compito ricevere in deposito i chirografi pon-tifici avanti luditore del papa in base al regolamento legislativo e giudizia-rio degli affari civili del 10 novembre 1834 (art. 278, comma 2) 10. Ladocumentazione, costituita dal chirografo con annessa la supplica e gli attiattinenti ai beni di solito fidecommissari oggetto del chirografo, haprodotto una serie autonoma di volumi non ricordati dal Francois.

    Notizie archivistiche: larchivio dei notai di Segnatura ha una consisten-za di 43 volumi e copre gli anni 1630-1870; lultimo volume una rubricarelativa agli anni 1718-1804 nella quale sono riportati i nomi di quanti han-no ricoperto la carica con lindicazione della provenienza. Il fondo nel 1980 stato corredato da un nuovo mezzo di corredo (n. 372) che sostituisce iprecedenti inventari e corregge le inesattezze di nomi e date presenti nelFrancois. Per la serie Chirografi pontifici (1831-1870) 11, costituita da 23volumi, valido linventario 291/IIIa.

    NOTAI DEL TRIBUNALE DELLA SACRA ROTA ROMANA

    Notizie storiche: la costituzione di Clemente X del 23 ottobre 1671fissa a quattro il numero degli uffici dei notai rotali dai quali viene acquisitala documentazione degli uffici soppressi in quella occasione. La responsabi-lit dei quattro uffici conferita ai notai Carlo De Bonamicis, Filippo Gia-como Cesarini, Vincenzo Cicelli e Pietro Francescano. Dal 1733 al 1762questi notai costituiscono il Collegium notariorum Sacrae Rotae mentre, apartire dal 1791, il loro numero ridotto a tre per laccorpamento del 2 al1 avvenuto alla morte del notaio titolare Filippo Boschetti. Dopo linterru-zione per la dominazione francese, lattivit riprende regolarmente nel 1814e prosegue ininterrottamente sino al 1870.

    9 M. L. SAN MARTINI BARROVECCHIO, Gli scrittori dellArchivio della Curia romana e ilsuo ufficio notarile (secoli XVI-XIX, in Studi in onore di Leopoldo Sandri, III, Roma 1983,(PAS, XCVIII. Saggi, 1), pp. 847-872.

    10 MINISTERO PER I BENI CULTURALI E AMBIENTALI, Guida Generale degli Archivi di Stato,vol. III, Roma 1986, pp. 1023-1279; la citazione a pag. 1202.

    11 Per gli anni 1759-1831 si vedano i Notai del tribunale dellAuditor camerae.

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  • MARIA ANTONIETTA QUESADAXX

    Notizie archivistiche: larchivio ha una consistenza di 85 volumi e co-pre gli anni 1568-1870, solo un volume, per, riguarda il secolo XVI. Nel1980 un nuovo inventario (n. 373) sostituisce la precedente inventariazionee corregge le inesattezze di nomi e date presenti nel Francois; in appendiceal nuovo inventario si d notizia che due volumi, uno di notaio incognito(sec. XVI) e uno del notaio Quintinus Griffonus (1639-1650), si trovanopresso lArchivio Segreto Vaticano.

    Va segnalato che, in questa ristampa, stato modificato il modo, usatodal Francois, nella descrizione dei notai che dal 1733 al 1762 costituirono ilCollegium notariorum S. Rota. Anzich ripetere la sigla Collegium Not.S. R., come il Francois, a ogni notaio in tutti gli uffici, si scelto pernon appesantire graficamente il testo e in considerazione che la relativa docu-mentazione raccolta in tre volumi miscellanei distinti cronologicamente di sostituirla con il doppio asterisco a ogni nome dandone spiegazione nellarelativa nota. Si riporta qui lesatta descrizione dei tre volumi:

    vol. 82: notai Pinus Ludovicus, De Amicis Succursus, Blondus Cyria-cus e Cuccomos Philippus dal 4 febbraio 1733 al 29 dicembre 1739;vol. 83: notai De Amicis Benedictus, Blondus Cyriacus Lotti MarcusAntonius e De Amicis Succursus dal 29 gennaio 1751 al 3 dicembre1756;vol. 84: notai Blondus Cyriacus, De Amicis Benedictus, Lotti MarcusAntonius, De Amicis Succursus e Blondus Michael (junior) dal 31 gen-naio 1757 al 13 agosto 1762.

    NOTAI DEL TRIBUNALE DELLAUDITOR CAMERAE

    Notizie storiche: i notai dellUditore di Camera sono divisi in dieciuffici sino al 1692, anno in cui ne vengono aboliti cinque. Il loro numeroviene ulteriormente ridotto nel corso dellOttocento passando prima a tre,poi a due. Dal 1856, infine, e sino al 1871 rimane attivo solo lufficio VI.I rogiti sono in gran parte di argomento privato e vi si incontrano il Patri-ziato romano, le Comunit dello Stato, le Congregazioni, le Confraternite.Larchivio venne a far parte dellASR fin dalle sue origini 12. La presenzadei testamenti e dei relativi inventari dei beni delle famiglie nobili romane edi molti cardinali amplia linteresse di questa documentazione. Al riguardova segnalato che molti dei testamenti e delle donazioni riguardanti gli anni1548-1742 costituiscono una serie a parte di volumi miscellanei annessa alnucleo principale ma non segnalata dal Francois.

    12 A. LODOLINI, Inventario dellArchivio di Stato Archivio dello Stato Pontificio cit.pag. 129

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  • NOTAI DEGLI UFFICI DELLA CURIA ROMANA XXI

    Va, inoltre, ricordato che lufficio VI, dal 1759 al 1831 13, aveva assoltoanche lincarico di conservare i chirografi pontifici in quanto espressamenteriservato alluditore del pontefice e alle congregazioni. La corrispondentedocumentazione formata dai chirografi, dalla relativa supplica e della do-cumentazione presentata in appoggio costituisce una serie a parte.

    Notizie archivistiche: larchivio notarile ha una consistenza di 7234 vo-lumi 14 e copre gli anni 1487-1871; i mezzi di corredo relativi sono linven-tario alfabetico (n. 10) e quello cronologico (n. 11). La serie Testamenti edonazioni, in 81 volumi, descritta nellinventario n. 12 che ha miglioratola precedente inventariazione (inv. 10). Data la stretta connessione di questaserie con il nucleo principale dellarchivio si scelto di riproporne lelencoa perfezionamento del lavoro del Francois.

    Infine, si segnala che la documentazione dellufficio VI relativa ai chi-rografi pontifici, costituita da 158 volumi, descritta negli inventari 10 e 11come serie autonoma intitolata Notai dellauditor santissimi.

    NOTAI SEGRETARI E CANCELLIERI DELLA REVERENDA CAMERAAPOSTOLICA

    Notizie storiche: gli uffici dei notai Segretari e cancellieri della Reve-renda camera apostolica sono nove sino al 1672, anno in cui Clemente X lisopprime, determinando lunione delle scritture in un solo ufficio. In questocaso lamministrazione viene affidata congiuntamente ai notai Bellisario,Giordani, Antamori e De Angelis che esercitano senza alcuna distinzionesotto il titolo comune di Segretari e cancellieri della R.C.A. Dal marzo1679 si ritorna alla divisione in uffici e vengono attivati quattro uffici cherimangono tali sino al 1806, quando vengono ridotti a tre. Durante la domi-nazione francese (1809-1814) i notai Apolloni, Costantini, Romani, Salvato-ri, Testa e Toschi continuano ad esercitare come notai imperiali. Con laRestaurazione una nuova semplificazione, nel 1818, riduce a due gli ufficiche perdurano sino al 1871.

    Il loro ruolo di notai si esplica a favore del Papa e delle massimeautorit di governo, il Camerlengo e il Tesoriere generale, oltre che perquei Chierici di Camera che erano a capo delle presidenze, poi prefetturedellAnnona e della Grascia, prive di un ufficio notarile autonomo. Neiloro protocolli si conservano i motu propri dei pontefici, tutti i contratti di

    13 Dal 1831 il compito di conservare i chirografi pontifici avanti luditore del Papapassa di competenza ai notai del Tribunale della Segnatura.

    14 Alcuni volumi dellufficio X, uno di quelli soppressi nel 1692, relativi agli anni1601-1610 si conservano presso lArchivio Storico Capitolino nella serie dei rogiti originali.

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  • MARIA ANTONIETTA QUESADAXXII

    appalto per laffidamento della gestione delle tesorerie provinciali e quelli diaffitto dei diversi beni camerali nonch i contratti con artisti e artigiani peri lavori a edifici di propriet camerale. Anche gli atti di privati e di espo-nenti della nobilt romana, presenti in misura significativa nei volumi diquesti notai, riguardano gli interessi che questi avevano con la Camera apo-stolica; meno rilevante il numero di atti strettamente privati e i testamentiche si conservano in questi protocolli.

    Notizie archivistiche: larchivio, costituito da 2148 volumi, copre glianni 1519-1871 ed ha come mezzi di corredo i due inventari, quello alfabe-tico (n. 10) e quello cronologico (n. 11). Al fondo sono annessi 12 repertorie 13 rubriche, di parziale sussidio alla ricerca perch non coprono la totalitdegli uffici e degli anni di attivit dei notai, descritti nellinventario n. 18.

    NOTAI DEL TRIBUNALE DELLE RIPE

    Notizie storiche: diversamente da quanto lascia intendere lintestazionequesta serie riguarda solo lattivit dellufficio notarile della Curia di Ripet-ta 15. Lufficio, nel 1820, viene soppresso a seguito della cessazione dallatti-vit del notaio titolare, Giuseppe Natali; lavvenimento determin lunionedellarchivio a quello dei notai Segretari e cancellieri della Reverenda cameraapostolica 16. La documentazione riguarda contratti di compravendita di pasco-li, macchie cedue, barche, animali e generi di consumo; strumenti di affitto esubaffitto di case, locali e terreni nonch di carreggio di legna, fieno e altrigeneri; obblighi di scarico di mercanzie o spurgo di locali e taverne da im-mondizie o impegni al taglio di legname. Nei volumi dei notai di Ripetta siconservano i verbali delle riunioni delle Universit di Arti e Mestieri dei navi-cellari, pizzicaroli, vascellari, boattieri, fascinaroli, carrettieri, impastatori edella Congregazione dei barcaroli 17.

    Notizie archivistiche: larchivio ha una consistenza di 159 volumi pergli anni 1555-1820 ed corredato da un nuovo inventario (n. 368/II) chesostituisce gli antichi inventari (n. 10 e 11) correggendo alcune inesattezzedi nomi e date del Francois.

    15 In origine larchivio dei notai cancellieri del Tribunale delle Ripe era costituito daifondi dellufficio del notaro maggiore della Camera capitolina, dellUfficio della Curia diRipa Grande e dellufficio della Curia di Ripetta. Alla soppressione di quello di Ripetta glialtri due sopravvissero e costituiscono lufficio 39 dei XXX notai capitolini; si vedano alriguardo il testo di Orietta Verdi in questa pubblicazione e la prefazione allinventario n. 368/I,ASR, Notai del tribunale delle Ripe; Curia di Ripagrande.

    16 A. LODOLINI, LArchivio di Stato di Roma Epitome di una guida degli archividellamministrazione centrale dello Stato pontificio, Roma 1960, pag. 60 e MINISTERO PER IBENI CULTURALI E AMBIENTALI, Guida Generale... cit. pag. 1106.

    17 ASR, Notai del tribunale delle Ripe; Curia di Ripagrande, pp. I e II della prefazione.

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  • NOTAI DEGLI UFFICI DELLA CURIA ROMANA XXIII

    NOTAI DEL TRIBUNALE DELLE ACQUE E STRADE

    Notizie storiche: uno dei fondi su cui si hanno meno notizie e cheArmando Lodolini ritiene di formazione artificiosa in quanto un tempo erariunito allAmministrazione delle acque e strade 18. Come per quello deinotai delle Ripe, anche questo archivio venne incamerato alla soppressio-ne dellufficio nel 1833 e annesso a quello dei notai Segretari e cancellieridella Reverenda camera apostolica. La ricerca in materia di acque e strade,a partire da quellanno, va, quindi, condotta nei protocolli dei notai di Ca-mera ma solo fino al 1847. Listituzione del Municipio romano, infatti, tra-sferisce al segretario del municipio la competenza nella stipula e nella con-servazione di atti e contratti riguardanti le acque e le strade di Roma percui, la ricerca, a partire dai volumi del 1847 va condotta presso lArchiviostorico capitolino 19.

    Notizie archivistiche: larchivio ha una consistenza di 247 volumi pergli anni 1553-1833 ed corredato da un nuovo inventario sommario (n. 85)che sostituisce gli antichi inventari (n. 10 e 11) correggendo alcune inesat-tezze di nomi e date presenti nel Francois.

    NOTAI DEL TRIBUNALE DEL GOVERNO

    Notizie storiche: di questi notai si sa che hanno esercitato la funzionedi cancellieri del Tribunale criminale di governo sino al 1849, anno in cuilattivit si interrompe a seguito della condanna e dellesilio per motivi po-litici comminata al notaio Giacomo Gaggiotti, titolare dellufficio. Linterru-zione determina, anche per questo ufficio, lunione dellarchivio a quello deiSegretari e cancellieri della Reverenda camera apostolica 20.

    Notizie archivistiche: larchivio ha una consistenza di 182 volumi e unregistro relativo ai protesti e copre gli anni 1617-1849; la ricerca va condottautilizzando i due inventari, quello alfabetico (n. 10) e quello cronologico(n. 11).

    NOTAI DEL TRIBUNALE DELLAGRICOLTURA

    Notizie storiche: nel 1845, alla morte del notaio Quirini, lufficio vienesoppresso e annesso allarchivio dei Segretari e cancellieri della Reverenda

    18 A. LODOLINI, Inventario dellArchivio di Stato... cit. pag. 13219 MINISTERO PER I BENI CULTURALI E AMBIENTALI, Guida Generale... cit. pag. 1104.20 A. LODOLINI, Inventario dellArchivio di Stato... cit. pag. 125

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  • MARIA ANTONIETTA QUESADAXXIV

    21 MINISTERO PER I BENI CULTURALI E AMBIENTALI, Guida Generale... cit. pag. 1137.

    camera apostolica. Nei protocolli degli anni 1770-1796 si conservano anchestrumenti relativi allannona di Roma. Va segnalato, inoltre, che alcuni attinotarili si conservano nellarchivio del Tribunale dellagricoltura insieme adocumentazione relativa allultimo notaio titolare 21.

    Notizie archivistiche: larchivio ha una consistenza di 317 volumi pergli anni 1602-1845; la ricerca va condotta utilizzando i due inventari, quelloalfabetico (n. 10) e quello cronologico (n. 11).

    NOTAI DELLA PRESIDENZA DI ROMA E COMARCA

    Notizie storiche: lattivit di questo ufficio notarile comincia a seguitodellistituzione, nel 1831, della Presidenza di Comarca dopo che viene abo-lita lautorit della Congregazione del buon governo sulle comunit dellaprovincia di Roma. Viene affidato al Segretario generale della Presidenza ilcompito di redigere in forma pubblica tutti i provvedimenti (vendite, affitti,concessioni, appalti etc.) utili per lamministrazione. Gregorio XIII avevadelimitato il territorio del distretto di Roma alle quaranta miglia intorno allacitt, escludendone Roma dove aveva giurisdizione il Senato romano, crean-do la Comarca. Il motu proprio di Pio IX del 1 ottobre 1847 estende lecompetenze della Presidenza anche alla citt che modifica la denominazionein Presidenza di Roma e Comarca.

    Notizie storiche: larchivio ha una consistenza di 11 volumi pi unarubricella e copre gli anni 1832-1870; il fondo corredato da un nuovoinventario (n. 260/a) che sostituisce gli antichi inventari (n. 10 e 11). Ladocumentazione riguarda lattivit svolta dai notai Paolo Maria Renazzi eRaffaele Mannoni.

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  • ORIETTA VERDI

    LARCHIVIO DEL COLLEGIO DEI NOTAI CAPITOLINI (1348-1628)

    NellArchivio di Stato di Roma si conserva il fondo del Collegio deiNotai Capitolini, denominazione attribuita in epoca storica ad una collectioossia miscellanea notarile 1 composta da protocolli e filze di notai prevalen-temente romani 2, i quali rogarono a Roma contratti tra privati, dalla secondamet del XIV 3 secolo fino ai primi due decenni del XVII, conservata certa-mente dal secolo XV a cura del Collegio dei Notai Capitolini, antica corpo-razione nella quale si riunivano i notai che a Roma esercitavano la profes-sione presso la Curia di Campidoglio: il pi antico protocollo ivi conservatorisale al 1348 ed appartiene al notaio Johannes Nicolai Pauli 4.

    I volumi che contengono protocolli redatti nella seconda met del secoloXIV sono 9 e sono attualmente numerati: 138, 270, 475, 476, 477, 849, 1163,1236, 1703 5. La consistenza complessiva del fondo, conosciuto ormai comearchivio del Collegio dei Notai Capitolini, di 1.924 volumi, compresi ivolumi miscellanei ed esso stato oggetto di studio e schedatura analitica 6.

    1 La denominazione considerata impropria sia da C. TRASSELLI, Note sugli atti delTribunale civile del Senatore di Roma nel secolo XV, in Archiva, vol. III, fasc. 2, 1936,pp. 90-109, che dalla voce Miscellanea dei notai capitolini della Guida Generale degli Ar-chivi di Stato Italiani nella sezione dedicata allArchivio di Stato di Roma, Ministero per iBeni culturali e ambientali, Roma 1983, pag. 1212.

    2 Si annoverano diverse presenze di notai stranieri allinterno della miscellanea denomi-nata Collegio dei Notai Capitolini; ricordiamo, a titolo di esempio, lapprofondito studio com-piuto sui protocolli del notaio tedesco Iohannes Michaelis di A. ESCH, Un notaio tedesco e lasua clientela nella Roma del Rinascimento Archivio della Societ Romana di Storia Patria,124 (2001), pp. 175-209.

    3 I volumi sono composti in genere da uno o pi protocolli rilegati assieme nel secoloXVII, appartenenti talora a notai diversi e relativi a sequenze cronologiche spesso incomplete;tre atti allinterno dei protocolli pi antichi risalgono rispettivamente al 1223, 1238, 1337.

    4 Ledizione dei protocolli del notaio Iohannes Nicolai Pauli, conservati allArchivio diStato di Roma si deve a R. MOSTI, I protocolli di Iohannes Nicolai Pauli, un notaio romanodel 300 (1348-1379), Roma 1982, Collection de lEcole franaise de Roma, 63.

    5 Si citano in questa sede due lavori di Isa Lori Sanfilippo sullattivit dei notai capito-lini in epoca medievale: per una bibliografia accurata sullargomento si rimanda a quellacitata dallautrice nei due articoli. I. LORI SANFILIPPO, Appunti sui notai medievali a Roma esulla conservazione dei loro atti, in Archivi per la storia, anno III, n. 1, gen. - giu. 1990,pp. 2 1-39; della stessa autrice, I protocolli notarili romani del Trecento, in Archivio dellaSociet Romana di storia patria, n. 117, 1987, pp. 99-150.

    6 La schedatura analitica di molta parte dei protocolli, curata da Maria Luisa Lombardoe da Patrizia Melella negli anni 80, ora oggetto di revisione e completamento, per quantoriguarda i volumi del secolo XIV e della prima met del secolo XV, da parte di AntonellaCesarini, con la cura e direzione scientifica di Orietta Verdi.

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  • ORIETTA VERDIXXVI

    Assieme ai protocolli di atti privati sono presenti anche manuali e brogliardidi atti verbalizzati dai notai, in qualit di cancellieri, per i tribunali dellaCuria Capitolina: in particolare per i due giudici Collaterali del Senatore, peril capitano delle Appellazioni, per il luogotenente del Senatore, per il Gover-natore, per i Conservatori, per la Curia di Borgo, di Ripa e Ripetta, edanche per altre magistrature capitoline, quali i maestri di strade e di edifici,i maestri giustizieri.

    La prima notizia dellesistenza di questa miscellanea risale ad un elen-co, denominato Nota notariorum alme Urbis distincta per alphabetumcompilato nel 1664 da Gerolamo Pastrizio, originario di Spalato e canonicodella chiesa di S. Gerolamo degli Illirici, nel quale figurano in ordine alfa-betico i nomi dei notai autori dei protocolli, oggi conservati presso lArchi-vio di Stato di Roma: il redattore dellelenco vide i protocolli presso lAr-chivio notarile Capitolino, che si trovava nel palazzo dei Conservatori inCampidoglio, stipati in scaffali o cassette o scanzie numerate e ne riport afianco di ciascun notaio il numero corrispondente 7.

    Lorganizzazione e lattivit dei notai romani, riuniti nel Collegio deiNotai Capitolini, erano affidate a questa antica e prestigiosa istituzione ope-rante almeno dal secolo XIII; negli statuti del Collegio, esistenti gi allamet del secolo XIV e riformati nel 1446 8, era previsto che gli atti deinotai romani defunti senza eredi fossero depositati presso la sagrestia dellachiesa dellAracoeli, sede del Collegio. Per quasi due secoli tale pratica fualmeno in parte rispettata, ed i protocolli, le filze ed i mazzi appartenenti anotai romani e capitolini, talvolta a notai appartenenti al collegio degli scrit-tori della Romana Curia, oppure a notai operanti nelle zone vicine alla capi-tale, furono cos conservati presso la sede del Collegio dei Notai CapitoliniallAracoeli. Il 23 dicembre 1562 i Conservatori, sulla scorta di un motuproprio emanato di Pio IV, istituirono un Archivio pubblico di Campido-

    7 Unipotesi sulla formazione di questa miscellanea notarile, suffragata anche dal fortu-nato ritrovamento dellelenco del Pastrizio in ASR, Camerale II, Notariato, b. 25, si trova nellavoro di O. VERDI, Hic est liber sive prothocollum. I protocolli del Collegio dei TrentaNotai Capitolini, in Roma moderna e contemporanea, anno XIII, nn. 2-3, maggio-dicembre2005, pp. 427-468. Un altro elenco delle scritture dei pubblici Archivi Urbano e Capitolino,redatto nel 1839, registra la presenza a quella data dei protocolli del Collegio dei Notaicapitolini presso il Campidoglio nel palazzo dei Conservatori, ove Costantino Corvisieri sirec nel 1871 per incarico del nuovo governo dello Stato italiano scrisse nella sua relazioneche larchivio notarile di Campidoglio era risultato dagli uffici soppressi soggetti alla curiasenatoria (...) eccedenti il numero di trenta soppressione stabilita dalla bolla di Sisto V del1586, come si dir pi oltre, ed era costituito da pi di duemila protocolli e la loro serieprincipia dal secolo XIV.

    8 I. LORI SANFILIPPO, Constitutiones et Reformationes del Collegio dei notai di Roma(1446). Contributi per una storia del notariato romano dal XIII al XV secolo, Miscellaneadella Societ Romana di Storia Patria, LII, 2007.

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  • XXVIILARCHIVIO DEL COLLEGIO DEI NOTAI CAPITOLINI (1348-1628)

    glio con sede nel palazzo dei Conservatori, nel quale si obbligarono glieredi a versare gli atti dei notai romani o forestieri morti o cessati dallat-tivit, onde evitare la dispersione delle loro scritture 9.

    Il provvedimento, nel quale si stabiliscono le regole per il funzionamentodellarchivio notarile e per il riconoscimento dellautenticit delle scrittureivi versate 10, risulta particolarmente interessante per comprendere lorganiz-zazione dellarchivio destinato, fin dalla met del secolo XVI, a conservaregli atti notarili 11.

    Confluirono certamente in tale archivio le scritture dei notai che aveva-no esercitato la professione presso le curie dei tribunali capitolini molti de-cenni prima: da quella data i protocolli conservati presso la sagrestia del-lAracoeli, appartenenti prevalentemente a notai che svolgevano compiti dicancelleria presso la Curia di Campidoglio 12, furono trasportati nel nuovoarchivio notarile. I protocolli antichi dei notai capitolini ricoverati pressolArchivio di Campidoglio furono affidati alle cure degli archivisti del Col-legio dei Notai Capitolini, divenuto dopo il 1586 Collegio dei Trenta NotaiCapitolini, e rimasero alle dipendenze della magistratura civica fino al 1847,quando fu istituito il Comune di Roma, ed il Collegio dei Notai con lAr-chivio notarile capitolino passarono alle dipendenze della Prefettura pontificiadegli Archivi. Dopo lUnit, a seguito di una lunga trattativa fra il Comune,che non intendeva cedere un patrimonio documentario prezioso dopo averloconservato per secoli, il Consiglio Notarile, che considerava quel patrimoniodocumentario una propriet privata, ed il Soprintendente dellArchivio diStato, che per legge doveva ricevere la documentazione notarile di caratterestorico, si giunse al versamento del cosiddetto archivio del Collegio dei

    9 Per tutti i riferimenti relativi alla legislazione citata si rimanda a O. VERDI, Hic estliber sive prothocollum, cit.

    10 Si ricorda listituzione del registro detto Matricola Capitolii, del quale non risultaconservato alcun esemplare, in cui si dovevano sottoscrivere tutti li notari capitolini presenticon loro segni e sottoscrizioni solite acci si possano in ogni tempo riconoscere loro mani,segni, sottoscrizioni e scritture... (bando dei Conservatori del 23 dic. 1562).

    11 Al primo comma del bando citato si stabilisce che nellArchivio saranno collocatiarmarii grandi... con numero di cassette con chiavi per conservation dessi strumenti e scrit-ture tantin filze, come in mazzi, e protocolli... ogni notario habbia la sua cassetta appartataper heredi e successori, nelle quali essi eredi e successori... portino... tutte scritture, contrattie strumenti... passati tre d dalla morte. Gli archivisti dellArchivio Capitolino dovevanoinoltre, a norma del terzo comma, tenere libri dove siano scritte tutte le rubricelle di detticontratti di ciaschedun notaro separatamente, mentre il quarto comma dispone che li notaricapitolini presenti faccino robricelle di loro contratti si rogaranno mese per mese e ne dianocopia a essi archivisti in buona forma.

    12 Si ha limpressione che per tutto il secolo XV e certamente fino al 1586 non esistes-sero regole in base alle quali si organizzava lattivit notarile presso gli uffici capitolini:molti notai infatti verbalizzano per entrambi i Collaterali indifferentemente e talvolta contem-poraneamente anche per altre magistrature.

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  • ORIETTA VERDIXXVIII

    Notai Capitolini allArchivio di Stato di Roma, dove tuttora conservato edove nel 1886 Achille Francois ne redigeva lelenco tuttora in uso.

    LARCHIVIO DEI TRENTA UFFICI NOTARILI CAPITOLINIED UFFICI AGGREGATI

    (uffici della Curia del Vicario Generale, della Curia di Borgo,Curia del Governo, del Consolato dei Fiorentini, della Fabbrica di S. Pietro, del

    Notaro Maggiore e Curia di Ripa Grande)(secoli XVI-XIX)

    Al fine di riordinare e riorganizzare il numero e lattivit dei notai cheprestavano servizio presso le curie dei tribunali di Campidoglio, Sisto V,con la costituzione del 29 dicembre 1586, Ut litium diuturnitati, istituiva unnuovo organismo denominato Collegio dei Trenta Notai Capitolini: in essasi fissava a trenta il numero degli uffici dei notai che, oltre alla stesura diatti privati, erano destinati al servizio di verbalizzazione degli atti dei tribu-nali del Primo e del Secondo Collaterale della Curia di Campidoglio, nellamisura di 15 uffici per ciascuno dei due tribunali. Nella costituzione pontifi-cia si dichiarano gli uffici notarili capitolini vacabili al prezzo di 500 scudi,con la concessione del privilegio di conferirli e di riscuoterne i relativi emo-lumenti al municipio capitolino 13.

    Dalla fine del Cinquecento, e soprattutto con il nuovo secolo, ciascunodei trenta uffici notarili capitolini incaricato della verbalizzazione degli attigiudiziari per uno solo dei due tribunali dei giudici Collaterali e non siincontrano commistioni di incarichi tra le curie dei Collaterali ed altre cu-rie 14; gli uffici vengono acquistati e divengono propriet privata del notaioche, da questo momento, non consegna pi allArchivio di Campidoglio gliatti dei suoi predecessori, ma li conserva nel proprio studio, a partire dai

    13 Un ultimo paragrafo della costituzione contiene una norma che appare particolarmen-te importante per le conseguenze immediate che certo ebbe sul versamento di atti notarilipresso lArchivio Capitolino: i notai eccedenti il numero di trenta, che quindi vennero rimossidallincarico presso la Curia capitolina, avrebbero dovuto sbrigare celermente gli atti giudizia-ri pendenti e quindi trasferirli altrove, pur potendo continuare ad esercitare la professioneprivata in qualit di notai pubblici regolarmente immatricolati; alla loro morte comunque glieredi non avrebbero potuto continuarne lattivit professionale ed era loro imposto lobbligodi consegnare gli atti allArchivio di Campidoglio. Motivo per il quale molti archivi di singo-li notai, conservati nellarchivio del Collegio dei Notai Capitolini, si arrestano alla data del1586 o negli anni immediatamente successivi.

    14 Si veda a titolo di esempio il notaio Francesco Richettus, il primo titolare dellUffi-cio 2, i cui protocolli cominciano nel 1562: fino al 1586 egli redige atti sia per il 1 che peril 2 Collaterale indifferentemente, mentre dal 1586 si trovano atti solo per il 1 Collaterale,presso il quale i notai dellufficio 2 continueranno a lavorare fino al 1870.

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  • XXIXLARCHIVIO DEL COLLEGIO DEI NOTAI CAPITOLINI (1348-1628)

    protocolli pi antichi che trova nellufficio, il quale, al momento del primoacquisto, nel 1586, era gi funzionante da molti decenni.

    Una conseguenza importante della riorganizzazione operata con la costi-tuzione sistina riguarda la tenuta delle scritture notarili: a partire dal 1586gli atti sono ordinatamente rilegati in protocolli, organizzati nella serie degliIstromenti e, frequentemente, anche in quella dei Testamenti, collocati inpreciso ordine cronologico ed intestati al notaio titolare dellufficio. Ogninotaio titolare conservava dunque presso lufficio da lui acquistato, tutte lescritture dei notai che lo avevano preceduto nella carica, prestando loro unacura particolare, dal momento che potevano essere ancora suscettibili di con-sultazione e rilascio di copie a pagamento.

    Larchivio del Collegio dei Notai Capitolini e larchivio degli uffici deiTrenta Notai Capitolini costituiscono dunque il risultato della riorganizzazio-ne operata da Sisto V nel 1586 e sono strettamente collegati: il primo, coni suoi poco meno di 2.000 volumi ospitati dal 1562 al 1880 presso lArchi-vio notarile di Campidoglio istituito nel 1562 con sede nel palazzo dei Con-servatori, divenne larchivio storico dei notai capitolini che avevanoesercitato la professione a Roma fra la seconda met del Trecento e la finedel Cinquecento, quando gli uffici notarili furono ridotti al numero di trenta.Il secondo fondo archivistico, che attualmente si compone di circa 24.000protocolli, si venne costituendo in primo luogo presso i trenta uffici notarilicapitolini (uffici 1-29 e 37) 15, ubicati nei diversi rioni di Roma ed incardi-nati nel Collegio dei Trenta Notai Capitolini, ai quali si aggiunsero, con iversamenti successivi allUnit dItalia, avvenuti tra il 1886 ed il 1938, gliatti di altri nove uffici notarili che servivano tribunali ed istituzioni cittadi-ne: i 4 uffici notarili della curia del Vicario generale (uffici 30-33), luffi-cio notarile della curia di Borgo (ufficio 34), della curia del Governo(ufficio 35), del Consolato dei Fiorentini (ufficio 36), della Fabbrica diS. Pietro (ufficio 38), lufficio del Notaro maggiore della Camera capitoli-na e curia di Ripagrande (ufficio 39). Questi ultimi uffici, 9 in totale,pur non facendo parte dellarchivio dei Trenta Notai Capitolini, furono ac-corpati al suddetto archivio che pass da 30 a 39 uffici 16.

    15 Nel 1886, quando Francois redigeva il suo Elenco, gli archivi degli uffici notariliattualmente contraddistinti con i numeri 1, 2, 3, 4, 17, appartenenti rispettivamente ad ErnestoBacchetti, Antonio Blasi, Salvatore Sarmiento, Alessandro Bacchetti, Paolo Bertarelli, eranogi allArchivio Notarile distrettuale, in via Nazionale presso S. Andrea della Valle n. 23,dove li vide appunto lautore; da allora e fino al versamento allArchivio di Stato, che avven-ne nel 1916, vennero depositati presso lArchivio Notarile distrettuale, man mano che i titola-ri morivano, gli archivi dei restanti ventisei uffici che facevano parte dei Trenta Notai capito-lini salvo gli uffici 27, 28, 29 che vennero versati nel 1933 e lufficio del notaio Buttaoni,versato nel 1935, che prese il n. 37.

    16 Gli uffici dei Trenta Notai erano originariamente numerati dal n. 1 al n. 15 perciascun dei due tribunali Collaterali di Campidoglio, mentre gli altri non recavano alcun

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  • ORIETTA VERDIXXX

    numero, ma solo la denominazione della magistratura dappartenenza. Presso lArchivio Nota-rile distrettuale venne cambiata la numerazione degli uffici che divenne consecutiva da 1 a 30e che quella riportata dal Franois. Presso lArchivio di Stato di Roma furono numerati gliuffici notarili dei Trenta secondo lordine di arrivo in Archivio, scompaginandone loriginarianumerazione ed anche quella attribuitagli presso lArchivio notarile distrettuale: essi sonoquindi attualmente numerati da 1 a 29 pi il numero 37, attribuito allufficio del notaioButtaoni che giunse in ASR nel 1939; i nove uffici delle restanti curie ed istituzioni preseroi numeri dal 30 al 39 (escluso il 37) anchessi secondo lordine di arrivo dallArchivio Nota-rile. Fu cos stravolta la denominazione e la ripartizione antica che rispettava le competenzedi ogni ufficio o gruppo di uffici notarili.

    17 A. FRANCOIS, Elenco di notari che rogarono atti in Roma dal secolo XIV allanno1886, Roma 1886.

    18 La presenza per alcuni uffici capitolini (1, 27, 28, 29, 34, 37) di un inventario speci-fico (oggi identificato con i nn. 14/a, f, b, c, e, d), redatto nella prima met del secoloscorso, contenente lelenco dei volumi presenti, il relativo numero di corda, gli estremi crono-logici ed alcune annotazioni relative alla presenza di notai diversi in uno stesso volume, otalora al nome dei notai sostituti, non offre sufficienti garanzie di correttezza e soprattuttonon costituisce un inventario dei volumi e del loro contenuto. Diverso il discorso perlinventario 14/g-h degli uffici 24 e 30 redatto in anni recenti a cura di M.L. San MartiniBarrovecchio, che offre una schedatura analitica dei singoli pezzi oltre ad una introduzionestorica sullattivit degli uffici.

    GLI STRUMENTI DI RICERCA

    Lunico strumento, comunque valido ed insostituibile, per orientarsi nel-la ricerca del vasto e composito universo dei notai sia capitolini che curialiche rogarono a Roma, dei quali lArchivio di Stato di Roma conserva irogiti originali e gli strumenti di ricerca coevi (repertori e rubriche), costi-tuito dallelenco dei notai, corredato dalle date estreme di attivit di ciascunnotaio, compilato da Achille Francois 17, al quale sono affiancati un indicealfabetico per notaio ed un elenco cronologico dei volumi per i soli proto-colli della miscellanea del Collegio dei Notai Capitolini (inventari 8 e 9).

    Il limite maggiore dellElenco del Francois per lappunto quello diessere un elenco dei notai che rogarono per i tribunali capitolini e deinotai inquadrati nei diversi uffici curiali e nelle magistrature romane piimportanti, suddiviso per uffici di appartenenza e corredato dallarco crono-logico di attivit di essi; lelenco non contiene alcun riferimento ai singolivolumi presenti nellArchivio di Stato di Roma, dei quali non esiste inventa-rio e neppure un elenco cronologico con i numeri dei volumi, anche se hapermesso e tuttora permette, nella maggior parte dei casi, di reperire i volu-mi con una certa sicurezza 18.

    La necessit di una schedatura archivistica da tempo sentita come ur-gente, dei quasi 28.000 protocolli, repertori e registri che costituiscono lar-chivio dei Trenta Notai Capitolini e dei tribunali ad esso aggregati, fondo alquale si rivolge gran parte delle richieste di consultazione, ha trovato unaprima significativa risposta nel progetto di inventariazione promosso presso

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  • XXXILARCHIVIO DEL COLLEGIO DEI NOTAI CAPITOLINI (1348-1628)

    lArchivio di Stato di Roma nel gennaio del 2005 che, nel corso di tre annidi svolgimento effettivo dei lavori, ha prodotto importanti risultati che sisono concretizzati negli inventari analitici dei primi cinque uffici dei notaicapitolini, nonch dellufficio 10 ed 1119.

    Nellambito di tale progetto si evidenziata, contestualmente al lavorodi schedatura dei protocolli di ciascun ufficio 20, la necessit di predisporrein prima istanza il censimento e successivamente il repertorio analitico deinumerosi documenti iconografici allegati agli atti ed inseriti nei protocolli,dei quali non esisteva finora neppure un elenco di consistenza; ciascun uffi-cio notarile conserva in media circa un centinaio di atti ai quali allegatoun numero di piante e disegni pari almeno al doppio. Nella realizzazionedel repertorio si cercato di curare innanzitutto il rapporto fra gli allegatied il contesto documentario nel quale essi sono inseriti, attraverso unacontinua verifica dei criteri di schedatura testati direttamente sulla docu-mentazione, e di affrontare contestualmente le problematiche legate allaconservazione, e spesso anche allemergenza restauro, di documentazioneiconografica fragile e preziosa, esposta a frequente manipolazione per leesigenze della consultazione e della riproduzione degli originali. Un primo

    19 Al momento in cui si scrive sono stati completati e sono disponibili in sala di studiogli inventari degli uffici notarili 1-5, 10 ed 11; sono in fase di revisione e completamento leschedature gi effettuate degli uffici 6-9, 12-18 ed in corso la schedatura degli uffici 19 e21. Gli inventari dei volumi degli uffici 1, 2, 5, (Inv. 1/1, 1/2, 1/5) dellarchivio dei TrentaNotai Capitolini sono stati redatti da Daniele Balduzzi, mentre gli inventari degli uffici 3, 4,10, 11 (Inv. 1/3, 1/4, 1/10, 1/11) sono stati compilati da Daniela Soggiu; la cura e la direzio-ne scientifica del progetto complessivo di inventariazione di Orietta Verdi. La storia istitu-zionale del Collegio dei Trenta Notai Capitolini e dei loro archivi tracciata nel lavoro di O.VERDI, Hic est liber sive prothocollum, cit., in appendice al quale si trova la ricomposizio-ne delle sedi degli uffici notarili capitolini a cura di D. BALDUZZI e D. SOGGIU, Le ubicazionidegli uffici dei Trenta Notai Capitolini (1664-1785), pp. 469-473.

    20 Per ogni ufficio si procede alla schedatura analitica dei protocolli cinquecenteschirilevando, secondo criteri diplomatistici, la tipologia di redazione degli atti e del volume cheli raccoglie protocollo di imbreviature, di atti in extenso, filza o volume di notule, manualidatti giudiziari del quale si segnala leventuale presenza di proemio, di sottoscrizioni am-pie o in forma breve del notaio titolare, del segno del tabellionato, delle formule di chiusuradel protocollo (elementi tutti che vengono trascritti per intero), la presenza di rubriche coeveo posteriori, i caratteri estrinseci del volume stesso; inoltre viene enucleata lubicazione dellostudio e/o dellabitazione del notaio, la clientela abituale, con particolare riguardo agli entireligiosi, monastici e laicali, e alle corporazioni artigianali per i quali il notaio fungeva spessoda segretario. Per i protocolli dei secoli XVII-XIX, generalmente suddivisi nelle serie diIstromenti, Testamenti, Repertori e rubriche, si rilevano le emergenze dei nomi dei notaisostituti, si segnala il cambio del notaio titolare dellufficio, la presenza di volumi di attiinteramente dedicati ad un ente o ad una persona, inventari di beni particolarmente rilevantiper limportanza del testatore o per la tipologia dei beni (quadrerie, biblioteche, arredi dipalazzi cospicui o di botteghe artigiane), oltre agli enti e alle corporazioni che figurano, dallerubriche, clienti abituali dellufficio.

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  • ORIETTA VERDIXXXII

    risultato del lavoro costituito, dal Repertorio degli allegati iconograficidegli uffici 1, 2, 3 corredato di indici delle piante e disegni inserti neiprotocolli in allegato ad atti notarili 21.

    Attualmente sono stati ultimati i repertori delle piante e disegni allegatiad atti presenti nei protocolli degli uffici 4, 5, 6, 7, 8, a cura di FrancescaCurti e Rachele Brumat, mentre sono in preparazione i repertori degli uffici9 e 10.

    21 Il repertorio nella collana Strumenti, Roma 2009, delle Pubblicazioni del Ministeroper Beni e le Attivit culturali, con il titolo In presentia mei notarii. Piante e disegni neiprotocolli dei Notai Capitolini (1605-1875), a cura di Orietta Verdi con la collaborazione diFrancesca Curti e Stefania Piersanti; il repertorio arricchito dai contributi di S. Passigli,S. Carbonara-D. Esposito, F. Bilancia, M. Vaquero Pineiro, P. Buonora, relativi ad alcunetipologie di piante e disegni.

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  • ELISABETTA MORI

    LARCHIVIO GENERALE URBANO

    Con la bolla Pastoralis officij del 16 novembre 1625 Urbano VIII istitulArchivio Generale Urbano. Scopo dellistituzione che, per felice combina-zione assimilava il nome del pontefice con la citt, era di raccogliere econservare tutte le copie degli atti rogati dai notai romani. Il provvedimentosi era reso necessario per la scarsa diligenza in conservandis tam publicisquam privatis scripturis inter subditos nostros 1. Non si trattava del primotentativo del genere. Sisto IV nel 1483 aveva decretato listituzione dellAr-chivio della Curia Romana, progetto ripreso ed ampliato da Giulio II chenel 1507, con la bolla Sicut prudens pater familias, dette nuovo vigore alprogetto del suo predecessore istituendo il Collegio degli Scrittori dellAr-chivio della Romana Curia con il compito, non solo di conservare gli attiprodotti dai notai di Curia, ma anche di immatricolare i notai forestieri etradurre i loro atti.

    Questi progetti avevano avuto scarso esito a causa della negligenza de-gli archivisti e dellostilit da parte dei notai che non solo si vedevanosfuggire gli emolumenti derivati dal costo delle copie ma avrebbero dovutopagare una tassa per ogni copia consegnata 2. I pi ostili a qualsiasi progettodi archivio generale furono i notai capitolini che mantennero sempre il pro-prio archivio e fino al 1625 furono esentati dal versare copia degli atti. bene chiarire che lArchivio Urbano non ha nulla a che fare con lArchiviodei notai Capitolini che aveva sede in Campidoglio e che ebbe una storiacompletamente diversa. Tuttavia, a tenore della bolla di Urbano VIII, lAr-chivio Generale Urbano conserva anche le copie degli atti dei notai capito-lini dal 1625 fino al 1871.

    LArchivio Generale Urbano, per la prima volta, grazie ad una rigorosaorganizzazione, riusc a raccogliere molte copie (anche se non tutte) degli

    1 S.D.N. D. Urbani Divina Providentia Papae VIII. Institutio Archivij generalis in Urbe,Romae, Ex typographia Reverendae Camerae Apostolicae, MDCXXVI. La bolla riportataintegralmente da L. GUASCO in LArchivio Storico del Comune di Roma, Roma, TipografiaCugguani, 1919.

    2 A questa conclusione arrivano tutti coloro che hanno studiato lArchivio della RomanaCuria e il notariato romano (J. LESELLIER, Notaires et Archives de la Curie Romaine (1507-1625), in Mlanges dArcheologie et dHistoire, 50 (1933), pp. 250-275; M.L. SAN MARTINIBARROVECCHIO, Il Collegio degli Scrittori della Curia Romana e il suo ufficio notarile (secc. XVI-XIX), in Studi in onore di Leopoldo Sandri, III, Roma, 1963; I. LORI SANFILIPPO, Constitu-tiones et Reformationes del Collegio dei notai di Roma (1446). Contributi per una storia delnotariato romano dal XIII al XV secolo, Societ Romana di Storia Patria, 2007.

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  • ELISABETTA MORIXXXIV

    atti di tutti i collegi notarili romani, oltre ai protocolli originali dei notaidefunti e degli uffici notarili soppressi prima del 1625. Figurano tra questirogiti originali gli atti precedentemente conservati nellArchivio dei notaidella Romana Curia che rest aperto proprio fino al 1625.

    Grazie a unefficiente gestione affidata allinizio al notaio fiorentinoCamillo Perini, procuratore dello stesso pontefice, furono stabiliti precisi cri-teri di ordinamento e inventariazione 3.

    Per rendere pi agevole la ricerca gli archivisti avrebbero dovuto pro-durre rubricelle alfabetiche per contraenti distinte per collegio notarile e pertipologia di atti.

    La sede dellArchivio Notarile Urbano fu fissata dal pontefice nella cit-t Leonina, vicino a Piazza San Pietro 4. Dal 1817 iniziarono per i trasferi-menti. Larchivio fu prima spostato a Palazzo Salviati alla Lungara dovestette fino al 1872. Fu poi trasferito in Campidoglio in alcuni edifici dipropriet dei Bennicelli per trovare sede definitiva presso lArchivio StoricoCapitolino dal 1918 5. Questi spostamenti di sede furono determinati dallaprogressiva perdita di centralit e di importanza dellArchivio. Nel 1816 fuinfatti istituito lUfficio del Registro che ne assorb gran parte delle funzionie di conseguenza dei proventi. Nel 1847 Pio IX con il Motu Proprio sullariorganizzazione del Consiglio e Senato romano, affid lArchivio alla curadellappena istituito Comune di Roma. Nel 1884 con regio decreto, lArchi-vio Urbano fu convertito in Archivio Notarile Comunale e dovette rinuncia-re al progressivo aggiornamento delle copie 6. Nel 1918 lArchivio Urbanofu versato presso lArchivio Storico Capitolino che prese il nome (anche seper poco tempo) di Archivio Comunale Notarile e Storico 7.

    Larchivio Urbano costituito da 9847 protocolli, 70 registri, 4 cas-sette di atti sciolti e 269 rubriche che permettono la ricerca per nome dicontraente.

    Si presenta suddiviso in 67 sezioni. Gli estremi cronologici sono: 1348-1871.

    3 Su Camillo Perini si trova documentazione in ASF, Corporazioni religiose soppressedal governo francese, n. 106: Santa Caterina da Siena di Firenze, Eredit Perini.

    4 Nella bolla di istituzione si dice: prope plateam principis Apostolorum de Urbe nun-cupatam.

    5 Sulle vicende dellArchivio Urbano collegate a quelle della documentazione del Co-mune di Roma si veda: M. FRANCESCHINI, LArchivio Storico Capitolino e il problema deglistrumenti di ricerca, in Archivi e Archivistica dopo lUnit, Atti del Convegno, Roma 12-14marzo 1990, Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, Ufficio Centrale per i Beni Archivi-stici, 1994, pp. 278-296.

    6 Sulle vicende dellArchivio Urbano dopo la cessione al Comune di Roma si fa riferi-mento allarticolo citato di Michele Franceschini.

    7 Cfr. Verbale di consegna dellArchivio Notarile Urbano del Comune di Roma alConservatore comm. Avv. Enrico Caselli 1 luglio 1918.

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  • LARCHIVIO GENERALE URBANO XXXV

    Le sezioni contenenti protocolli originali sono: la I Rogiti originali an-tichi (1355-1725), la II Filze di notari antichi(1507-1621), la III Notai ebrei,notai dei neofiti e notai dei banchieri ebrei (1536-1742), la IV Apoche pri-vate (1625-1816), la V Fedecommessi e primogeniture (secc. XV-XIX), laVI Notai imperiali (1785-1815), la LXV Notai diversi e procure fuori Stato(1625-1805), la LXVI Registri originali degli Scrittori della Romana Curia(1507-1550), la LXVII Notai di diverse curie e cancellieri del tribunale dicommercio (1613-1851). Le altre sezioni sono costituite da copie di atti dal1625 al 1871.

    Al momento del versamento presso lArchivio Storico Capitolino (1918),lArchivio Urbano era corredato da due strumenti di ricerca.

    Si tratta di un inventario generale manoscritto e di una rubrica alfabeti-ca per nome di notaio della I sezione di rogiti originali.

    Linventario generale dellArchivio Urbano, che si ferma ai protocollidel 1868, rispecchia lordine delle sezioni ma si ferma alla sezione LXIV.Allinterno di ogni sezione i notai sono in ordine cronologico e sono indica-te le date estreme di ogni protocollo. Delle serie dei protocolli originali descritta solo la I.

    Sia linventario generale che la rubrica della I sezione sono stati recen-temente informatizzati. Per quanto riguarda linventario generale, stata ag-giunta la schedatura ex novo dei volumi fino al 1871.

    Per quanto riguarda le serie di protocolli originali, privi di strumenti diricerca antichi (tranne la Prima sezione), lArchivio Capitolino sta proceden-do nel progetto di schedatura e informatizzazione generale.

    Tutti gli strumenti di ricerca delle singole sezioni, sia quelli realizzatiattraverso linformatizzazione dei repertori antichi, sia quelli che man manosi vanno elaborando ex novo, confluiscono in un unico strumento informati-co che, a breve, permetter la ricerca nellintero corpus dellArchivio Nota-rile Urbano 8.

    SEZIONI DI PROTOCOLLI ORIGINALI

    Secondo le disposizioni di Urbano VIII, oltre alle copie degli atti, lar-chivio generale urbano doveva raccogliere e conservare i protocolli dei notaidefunti e degli uffici soppressi oltre a tutti gli atti conservati presso notai,

    8 Linventario informatizzato dellArchivio Urbano a sua volta parte del pi ampioprogetto di informatizzazione dellintero corpus documentario dellArchivio Storico Capitoli-no. Il progetto generale, sotto la direzione di Paola Pavan, curato da Michele Franceschiniper quel che riguarda la parte archivistica. Lelaborazione dei repertori delle singole sezionidi protocolli originali, realizzata da archivisti interni ed esterni (Borse di studio del CROMA) curata da Elisabetta Mori.

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  • ELISABETTA MORIXXXVI

    famiglie e luoghi pii anteriori al 1625. Molti di questi protocolli appartengo-no ai notai del soppresso Archivio della Romana Curia e sono stati indivi-duati nella sezione I, II e LXVI 9.

    Sezione I ROGITI ORIGINALI ANTICHI

    Contiene 916 protocolli notarili dal 1355-1725. lunica sezione dioriginali di cui esistono vari inventari ottocenteschi manoscritti.

    LArchivio Capitolino ha creato recentemente uno strumento di ricercainformatico.

    Dal volume 1 al volume 856 stato informatizzato linventario ottocen-tesco che descrive in ordine alfabetico per notaio i protocolli corredandolelenco di preziose note 10.

    Per quanto riguarda i protocolli dal n. 857 al n. 895, evidentementedepositati successivamente, stato informatizzato lelenco riportato nellIn-ventario dellArchivio Generale Urbano (Aromatari 1870 c.a).

    I volumi successivi, dal n. 896 al n. 916, recanti sulla costa la denomina-zione Diversorum Antiquorum e costituiti da filze molto complesse contenentiatti di numerosi notai, si presentavano privi di descrizione. Secondo Jean Lesel-lier questi volumi (omogenei alle filze contenute nella sezione II), sarebberocostituiti da note originali provenienti dallArchivio della Romana Curia 11.

    stata elaborata una schedatura informatizzata ex novo (Piero Santoni)in cui sono stati individuati i notai che compaiono in ciascun volume e ledate estreme degli atti.

    Un elenco dei notai di questa sezione stato pubblicato da Luigi Gua-sco 12 ma non esaustivo, si ferma al protocollo 877, non comprende tutti inotai, non rimanda ai volumi ed privo delle note di Aromatari.

    9 Cfr. J. LESELLIER, Notaires et Archives de la Curie Romaine, cit. pag. 265, n. 1.10 Notari antichi [1837]. Rubrica alfabetica dei notai della Sezione I con fascicolo iniziale

    non cart. recante lindicazione dei notai in ordine cronologico. Ms. pp. 499; Inventario dellaSezione I Rogiti originali secc. XIV-XVIII Queste due rubriche sono probabilmente copie,realizzate alla fine dellOttocento, di un originale manoscritto di Attilio Aromatari, archivista edirettore dellArchivio Urbano. Le copie furono realizzate probabilmente da Giuseppe Colettipaleografo dellArchivio Urbano (fine sec. XIX). Loriginale sembrerebbe perduto. Per lattribu-zione ad Aromatari della rubricella cfr. Relazione sullo stato presente dellArchivio Urbano eproggetto per la sistemazione ed ampli azione del medesimo redatto da Attilio Aromatari paleo-grafo di detto archivio, ms. ASC, ARCHIVIO NOTARILE URBANO, Miscellanea Amministrativa.

    Esiste infine una rubricella in ordine alfabetico per nomi dei contraenti relativa solo aiprotocolli 1-30 della I Sezione, porta il titolo di Rubricella dei Rogiti originali dei Notari antichidi Roma i cui Protocolli si conservano nellArchivio Urbano, in due volumi ed stata realizza-ta, sempre sotto la direzione di Aromatari, dal paleografo Giovanni Orlandi (fine sec. XIX).

    11 Cfr. J. LESELLIER, Notaires et Archives de la Curie Romaine, cit. pag. 266, n. 2.12 L. GUASCO, I rogiti originali dellArchivio Urbano del Comune di Roma, in Gli

    Archivi Italiani, anno VIII, fasc. 3, 1921.

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  • LARCHIVIO GENERALE URBANO XXXVII

    Sezione II FILZE DI NOTARI ANTICHI

    Contiene 112 volumi di atti dal 1507 al 1621.Questa sezione, costituita interamente da filze di atti di vari notai,

    omogenea alle filze gi presenti in coda alla sezione I. Si tratta in granparte di atti di notai forestieri (Romana curia sequentes) che, a tenore dellabolla di Giulio II (1507), erano tenuti a presentare allArchivio della RomanaCuria copia degli atti rogati. La provenienza di questi volumi da tale Archi-vio fu evidenziata da Lesellier 13.

    Le filze sono state cartulate e sono stati individuati gli atti dei notaipresenti in ogni volume con le date estreme. stato quindi elaborato (Cri-stina Falcucci, Alessandra Marrone, Elisabetta Mori, Piero Santoni) uno stru-mento informatico che permette la ricerca per nome del notaio.

    Sezione III FILZE DI NOTAI EBREI - NOTAI DEI NEOFITI E NOTAI DEI BANCHIERIEBREI

    Contiene 27 volumi di atti dal 1536 al 1742 stato realizzato un inventario informatizzato, per protocolli e nome

    dei notai, delle tre serie (Laura Francescangeli 1989).La prima serie (1536-1605) costituita da protocolli originali di notai

    che appartenevano alla comunit ebraica e rogavano esclusivamente allin-terno di essa. Gli atti pi antichi sono scritti in lingua ebraica. Sono conflu-iti nellArchivio Generale Urbano dopo la morte dei notai.

    Le serie seconda e terza coincidono con due uffici notarili detenuti danotai cristiani. Si tratta di copie di atti che riguardano indifferentementecristiani ed ebrei e sono prevalentemente in latino 14.

    Sezione IV APOCHE PRIVATE

    Contiene 72 volumi di atti dal 1625 al 1816Il cardinale Antonio Barberini, protettore dellArchivio Generale Urbano,

    in data 14 novembre 1625 ordin che tutti i contratti privati fossero esibitipresso lArchivio nel termine di 30 giorni dalla stipula pena linvaliditdellatto 15. Nel 1816 con listituzione dellUfficio del registro cess lesibitadelle apoche presso lArchivio Urbano.

    Di questa sezione esiste per il momento un elenco sommario dei volumicon le date estreme (D. Ronzitti).

    13 J. LESELLIER, Notaires et Archives de la Curie Romaine, cit.14 Cfr. L. FRANCESCANGELI, Archivio Urbano, Sezione III. Notai ebrei, Notai dei Neofiti,

    Notai dei banchieri ebrei, Introduzione Inv. Sala Studio Archivio Storico Capitolino, 1989.15 A. AROMATARI, Relazione, cit.

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  • ELISABETTA MORIXXXVIII

    Sezione V FEDECOMMESSI E PRIMOGENITURE

    costituita da 16 volumi contenenti atti presentati in Archivio dal 1625al 1806. Le date degli atti sono molto precedenti e partono dal sec. XV.

    Con bolla del 22 settembre 1630 16 il pontefice Urbano VIII ordin chefossero esibite in Archivio tutte le primogeniture e i fedecommessi riguar-danti le nobili famiglie romane. Lesibita termin con labolizione del fede-commesso durante lamministrazione napoleonica 17.

    Di questa sezione stato informatizzato un elenco ottocentesco mano-scritto in ordine alfabetico per nomi dei fedecommittenti (Aromatari 1872 ca.).LArchivio sta procedendo alla descrizione analitica dei singoli volumi.

    Sezione VI NOTAI IMPERIALI

    12 volumi contenenti atti dal 1785 al 1815. Divisi in due serie: NotaiImperiali (9 volumi 1785-1815) e Notai Imperiali di Viterbo (3 volumi 1811-1814).

    Comprendono i rogiti stipulati dai notai che aderirono al Governo Fran-cese (1811-1814) e sostituirono gran parte dellattivit degli uffici notarilioperanti in precedenza 18.

    stato realizzato un inventario analitico informatizzato della serie NotaiImperiali (Micaela Antonucci, borsista CROMA), in cui compaiono per ogniatto data, notaio e parti contraenti. La serie Notai Imperiali di Viterbo attualmente in fase di schedatura.

    Sezione LXV NOTARI DIVERSI E PROCURE FUORI STATO (1625-1805)

    La sezione, non descritta nellInventario Generale Urbano, ancora dastudiare e inventariare, costituita da 29 protocolli di cui si ha lelencoinformatizzato con le date estreme.

    Sezione LXVI REGISTRI ORIGINALI DEGLI SCRITTORI DELLA ROMANA CURIA

    Costituita da 116 registri dal 1507 al 1550 che contengono registrazionidi interi atti o di note di atti rogati per lo pi da notai forestieri per perso-naggi di curia ed esibiti al Collegio degli Scrittori della Romana Curia per

    16 L. GUASCO, LArchivio Urbano, cit. p. 7617 La sezione stata studiata da Maura Piccialuti, in Limmortalit dei beni. Fedecom-

    messi e primogeniture a Roma nei secoli XVII e XVIII, Roma, Viella 1999.18 M. ANTONUCCI, La pratica notarile a Roma negli anni del governo francese (1809-

    14): brevi note sullistituzione del Registro e sui notai imperiali. Introduzione allinventario(Sala Studio Archivio Storico Capitolino)

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  • LARCHIVIO GENERALE URBANO XXXIX

    la validazione. Molti di questi registri sono dotati di rubricella dei contraentiche lArchivio Capitolino ha in progetto di riprodurre. Questa serie, insiemealla II e ad alcuni volumi della prima, parte del pi vasto Archivio dellaRomana Curia. Si presenta distinta in quattro sottoserie.

    Serie I = Libri Instrumentorum (1507-1550), regg. 62Serie II = Libri Mandatorum (1507-1547), regg. 47Serie III = Libri Testamentorum(1507-1547) regg. 6Serie IV = Libri Legittimationum (1507-1520) regg. 2.

    in consultazione un elenco informatizzato per volume e date estreme(A. Camerano, Borsa di studio del CROMA).

    Sezione LXVII NOTARI DI DIVERSE CURIE E CANCELLIERI DEL TRIBUNALE DICOMMERCIO

    Contiene 24 volumi dal 1613 al 1851.Si tratta di una miscellanea di atti diversi di Uffici soppressi (Notai del

    Distretto, Instrumenta et testamenta mercatorum, Accomandite, Instrumenti etestamenti della Curia Savelli, Fedi, Testamenti chiusi, notai di camera, no-taio delle Appellazioni, notaio del Commercio).

    Di questa sezione esiste un elenco informatizzato dei volumi con indi-cazioni del titolo e delle date estreme.

    PROTOCOLLI CONTENENTI COPIE AUTENTICHE DI ROGITI

    NOTAI CAPITOLINI (1625-1871)

    Sezione VII Ufficio I, voll. 161Sezione VIII Ufficio II voll. 134Sezione IX Ufficio III, voll. 154Sezione X Ufficio IV, voll. 222Sezione XI Ufficio V, voll. 181Sezione XII Ufficio VI, voll. 252Sezione XIII Ufficio VII, voll. 184Sezione XIV Ufficio VIII, voll. 220Sezione XV Ufficio IX, voll. 197Sezione XVI Ufficio X, voll. 227Sezione XVII Ufficio XI, voll. 162Sezione XVIII Ufficio XII, voll. 90Sezione XIX Ufficio XIII, voll. 195Sezione XX Ufficio XIV, voll. 172Sezione XXI Ufficio XV, voll. 252

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  • ELISABETTA MORIXL

    Sezione XXII Ufficio XVI, voll. 134Sezione XXIII Ufficio XVII, voll. 140Sezione XXIV Ufficio XVIII, voll. 110Sezione XXV Ufficio XIX, voll. 206Sezione XXVI Ufficio XX, voll. 140Sezione XXVII Ufficio XXI, voll. 163Sezione XXVIII Ufficio XXII, voll. 166Sezione XXIX Ufficio XXIII, voll. 135Sezione XXX Ufficio XXIV, voll. 177Sezione XXXI Ufficio XXV, voll. 156Sezione XXXII Ufficio XXVI, voll. 142Sezione XXXIII Ufficio XXVII, voll. 267Sezione XXXIV Ufficio XXVIII, voll. 160Sezione XXXV Ufficio XXIX, voll. 98Sezione XXXVI Ufficio XXX, voll. 268Sezione XXXVII Ufficio XXXI, voll. 227

    NOTAI E CANCELLIERI DELLA CURIA DEL VICARIO (1625-1871)

    Sezione XXXVIII Ufficio I, voll. 220Sezione XXXIX Ufficio II, voll. 190Sezione XL Ufficio III, voll. 250Sezione XLI Ufficio IV, voll. 186

    NOTAI E CANCELLIERI DEL TRIBUNALE CIVILE DELLAUDITOR CAMERAE (1625-1871)

    Sezione XLII Ufficio I e II. In questa sezione sono riuniti e protocolli didue Uffici, il primo dei quali fu soppresso nel 1692 e riunito al secondo cheprosegu fino allanno 1846. voll. 244Sezione XLIII Uffici III e IV. Il primo di questi uffici fu soppresso nel1692. voll. 169Sezione XLIV Uffici V e VI. voll. 169Sezione XLV Uffici VII e VIII, voll. 192Sezione XLVI Uffici IX e X, voll. 166

    NOTAI E CANCELLIERI DEL TRIBUNALE CAMERALE (1625-1870)

    Sezione XLVII Ufficio I, (soppresso nel 1806), voll. 20Sezione XLVIII Ufficio II, (soppresso nel 1818), voll. 45Sezione XLIX Ufficio III, voll. 126Sezione L Ufficio IV, voll. 146

    NOTAI E CANCELLIERI DEL TRIBUNALE DELLA SEGNATURA (1630-1870)

    Sezione LI voll. 41

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  • LARCHIVIO GENERALE URBANO XLI

    NOTAI E CANCELLIERI DEL TRIBUNALE DELLA SACRA ROTA (1625-1870)Sezione LII voll. 31

    NOTAI E CANCELLIERI DELLA CURIA DI GOVERNO (1636-1849)Sezione LIII Questo ufficio fu soppresso nel 1849. voll. 55

    PROTONOTARI DEL SENATORE (1626-1850)Sezione LIV Questo ufficio fu soppresso nel 1850. voll. 40. Gli originalidei rogiti stipulati dai protonotari si conservano anchessi presso lArchivioStorico Capitolino nellArchivio del Protonotaro del Senatore.

    NOTAI E CANCELLIERI DEL TRIBUNALE DELLE STRADE (1625-1834)Sezione LV Questo ufficio fu soppresso nel 1834, voll. 30

    NOTAI E CANCELLIERI DEL TRIBUNALE DELLAGRICOLTURA E DEL COMMERCIO(1625-1851)Sezione LVIUfficio dellAgricoltura (1625-1645): soppresso nel 1845, voll. 27;Ufficio del Commercio (1832-1851): soppresso nel 1851, vol. 1

    NOTAI E CANCELLIERI DELLA CURIA DI BORGO (1625-1871)Sezione LVII, voll. 90

    NOTAI E CANCELLIERI DEL CONSOLATO DEI FIORENTINI (1625-1871)Sezione LVIII, voll. 77

    NOTAI E CANCELLIERI DELLA CAMERA CAPITOLINA E TRIBUNALE DELLE RIPE (1825-1871)Sezione LIX, voll. 56

    NOTAI E ARCHIVISTI DELLA PIA CASA ED OSPEDALE DI S. SPIRITO IN SASSIA (1625-1871)Sezione LX, voll. 45

    NOTAI E CANCELLIERI DEL TRIBUNALE DELLA FABBRICA DI S.PIETRO (1680-1871)Sezione LXI voll. 25

    SEGRETARI DELLA PRESIDENZA DI ROMA E COMARCA (1835-1868)Sezione LXII, voll. 17

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  • ELISABETTA MORIXLII

    SEGRETARI DEL COMUNE DI ROMA (1851-1871)

    Sezione LXIII, voll. 13

    NOTAI DI DIVERSI DICASTERI E COMUNIT DI ROMA E COMARCA (1816-1840)

    Sezione LXIV, voll. 5.Contiene atti di vari notai rogati prevalentemente fuori Roma e prevalente-mente datati tra il 1816 e il 1848.

    REGISTRI

    Fanno parte integrante dellArchivio Urbano 70 registri che rispecchia-no, anche se in modo un po confuso e frammentario, lamministrazione elattivit interna dei funzionari dellArchivio dal 1625 al 1816. Vi si trovanooltre a 30 registri di cassa (Libri receptorum 1625-1816), 18 registri di pro-cure (1626-1814); 1 registro di Mandati (1626-1631); 1 registro di Censi(1625-1627); un registro di donazioni (1625-1633); 3 registri di Testamentichiusi poi aperti (secc. XVI-XVIII). Di questa serie vi per il momento unelenco di consistenza.

    TESTAMENTI CHIUSI

    Si tratta di 350 testamenti chiusi poi aperti, dal 1598 al 1798 contenutiin 4 cassette.

    a disposizione un elenco in ordine alfabetico per testatore redatto almomento dellapertura dei testamenti: Gaetana Scano Testamenti, codicilli,dichiarazioni 1598-1798 consegnati chiusi, dissigillati nellanno 1989,(1989).

    RUBRICHE

    Si tratta di 269 volumi disposti in ordine cronologico. Allinterno diogni rubrica si trovano in ordine alfabetico i nomi dei contraenti con ladata, la tipologia dellatto e il nome del notaio che lo ha rogato.

    a disposizione un inventario informatizzato delle Rubriche per serie(M. Franceschini). Le serie sono: Curia Capitolina. (vol. 129); Testamenti(vol. 32); Auditor Camerae (vol. 29); Notai im