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  • Elide Pittarello

    RAMN GMEZ DE LA SERNA:EL RASTRO O LE NOVIT DEL RIGATTIERE

    La imagen lo es todo.

    Azorn

    1. L'abisso fuori porta.

    Senza venir meno alle convenzioni narrative pi tradizionali che per prima cosa mo-strano attraverso la descrizione l'oggetto del proprio racconto, nel 1915 Ramn Gmez dela Serna inaugura il primo capitolo de El Rastro (1) -significativamente intitolato Panora-ma real - con un pittoresco cumulo di notizie che stanno a mezza strada tra la nota antropo-logica e l'osservazione urbanistica. Di povera gente e povere case costituito infatti lo spazio

    (1) Ramn Gmez de la Serna, El Rastro, Valencia, Sociedad Editorial Prometeo, s.d. (1915). Le citazioni deltesto si riferiscono a questa prima edizione. Per quanto riguarda la bibliografa specifica, El Rastro non si trova cer-to fra le opere che godono di maggiore attenzione presso i critici. Ve ne sono comunque alcuni che lo ritengono untesto importante, come p. es. Alfonso Reyes, Ramn Gmez de la Serna, Obras Completas, Mxico, Fondo deCultura Econmica, 1956, IV, p. 189; Julin Maras, Ramn y la realidad, in Al margen de estos clsicos, Madrid,Afrodisio Aguado Editores-Libreros, 1967, pp. 301-309; Jos Camn Aznar, Ramn Gmez de la Serna en susobras, Madrid, Espasa-Calpe, 1972, pp. 116-121; Francisco Umbral, Ramn y las vanguardias, Madrid, Espasa-Cal-pe, 1978, pp. 165-166; Gaspar Gmez de la Serna, Ramn. (Vida y Obra), Madrid, Taurus, 1963, p. 65. Per quantoriguarda l'imponente bibliografa dell'autore, il panorama pi articolato delle sue edizioni e riedizioni si pu consul-tare nella singolare opera a carattere biografico di Rafael Flrez, Ramn de Ramones, Madrid, Editorial Bitcora,1988, pp. 449-469. Per una selezione della bibliografia critica, v. invece Gaspar Gmez de la Sema, Ramn cit., pp.295-305, da integrare con Teodoro Llanos Alvarez, Aportacin al estudio de las gregueras de Ramn Gmez de laSerna. Origen y evolucin, Tesis doctoral, Facultad de Filologa, Universidad Complutense de Madrid, 1980,pp.748-768. A cura di vari autori v. inoltre: Ramn en cuatro entregas, 4 voli., Madrid, Museo Municipal, 1980; ildossier dedicato all'autore dalla rivista "Quimera", nn. 27 e 31, 1983; VHommage a Ramn Gmez de la Serna(1888-1963), Paris, Centre Georges Pompidou, Novembre 1983. Esistono poi anche molti inediti, in differenti stadidi elaborazione, per la cui descrizione v. Rodolfo Cardona, Del archivo de Ramn en la universidad de Pittsburgh:El hombre de alambre, in "Boletn de la Fundacin Federico Garca Lorca", 5, junio de 1989, pp. 11-20.

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  • Elide Pittarello

    che occupa il caratteristico mercato delle pulci di Madrid, intuito da lontano come luogo pros-simo al caos. Scrive l'autore che

    brota el Rastro en larga vertiente, en desfiladero,con un frontis acerado y violento de luz y cielo, uncielo bajo, acostado, concentrado, desgarrado, quese abisma en el fondo, all abajo, como detrs deuna empalizada sobre el abismo.

    (P-21)

    Abbiamo conferma che si tratta di un posto diverso dal normale anche dal fatto che G-mez de la Serna ne immagina l'accesso come una sorta di passaggio accidentale tra luoghidi diversa natura, contigui ma di per s non affini n comunicanti. Perduta presto ogni deno-tazione veridica, l'entrata al Rastro si materializza in forma inaspettata, come per effetto diuna rivelazione che preannuncia un evento inatteso:

    As se hace el transbordo en el Rastro, que escomo una salida de tnel, con esa luz como dadade improviso, esa luz agria, esa luz blancuzca delas afueras en rampa, desniveladas, bajetonas, esaluz con que se abren las ciudades que son obs-curas entre sus altos edificios. Es un transbordoimprevisto como al encontrar en un cercado envez de la puerta viable la brecha furtiva, esa heri-da de las tapias tan visionaria, tan luminosa, tandesahogada, tan liberadora.

    (p.22)

    Cos, quello che per l'autore doveva essere un panorama reale diventa subito uno sce-nario simbolico, prima contemplato e poi conquistato varcando la soglia immaginaria diuna immaginaria frontiera, oltre la quale comincia l'avventura di due grandi "continentes decosas, largos de recorrer, vastos, llenos de malezas interesantsimas"(p.31). Per colui che,fin da giovanissimo, in citt si sentiva tanto stranito da doversi considerare un selvaggio(2), quella breccia segreta, quella ferita nascosta segna un preciso confine: da un lato resta

    (2) E' quanto afferma l'autore in Morbideces, Madrid, Imprenta "El trabajo", 1908, p. 74. L'organizzazionedella citt, infatti, non permette a chi vi abita un pensiero "evasivo y rebelde" (ivi, p. 73), consecuente alla svaluta-zione della razionalit occidentale e dei suoi prodotti culturali (cfr. ivi, pp. 26-27). Lo sguardo primitivo, non cere-brale, dovrebbe dare a tutte le cose "un nuevo aspecto manso, silvestre, cueo, eclctico..." (V, p. 27). E pure al-trove, in quello stesso periodo, esclama l'autore: "Fantstico sueo de ser un Robinson Crusoe!"(Ramn Gmezde la Serna, Mis siete palabras (Pastoral), in Una teora personal del arte. Antologia de textos de estetica y teoriadel arte. Edicin de Ana Martnez-Collado, Madrid, Tecnos, 1988, p. 91).

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  • Ramn Gmez de la Serna: El Rastro o le novit del rigattiere

    in alto il territorio strutturato del centro metropolitano, dall'altro si apre in basso uno spac-cato scomposto della sua periferia, quasi una incolta terra di nessuno che divide la civiltdalla sua negazione (3), il mondo conosciuto dall'ignoto naturale, una specie di ultimaspiaggia "cerrada y sucia en que la gran ciudad -mejor dicho-, las grandes ciudades y lospueblecillos desconocidos mueren, se abaten, se laminan" (p.XI).

    La geografia diventa dunque allegoria: il moto discensionale che caratterizza le rappre-sentazioni di questo pittoresco mercato assume il senso mitico della caduta contemplata nel-la sua fase ultima, immediatamente prima dell'abisso, quando l'annientamento prossimoma non ancora compiuto (4). Il luogo che era stato per anni la meta prediletta del girovagarecittadino di Gmez de la Serna, dunque elevato a tema letterario da cui prende forma uneterodosso breviario di etica e di estetica.

    Sicuramente la definizione non sarebbe piaciuta all'autore, che fra le molte e disperseistruzioni di lettura affidate al "Prlogo", sottolinea con enfasi come questo sia un libro"idiota, dramtico y regocijante" (p. XVIII), il logico prodotto, cio, di un neofita del nichi-lismo (5) che era convinto di dover approdare, attraverso la pratica di una impietosa autoi-ronia, alla "idiotez final, desenlazada y maligna, la idiotez inevitable y liberadora" (p.XVIII).

    Lungi dal proporsi come una guida turistica di pubblica utilit o una commemorazione la-crimevole ad uso privato, El Rastro intende mostrare il malessere di un'epoca di crisi, apparen-temente incapace di dare nuove risposte a vecchie domande. Non si tratta, quindi, della sempli-ce cronaca di una passeggiata fuori dal centro urbano, ma della costruzione di un viaggioesemplare in un luogo modello. Ne deriva uno speciale apprendistato, perch speciale anchequella "viva leccin de cosas" (p. XIX), racchiusa da Gmez de la Serna in una formula lingui-stica dalla sintassi ellittica che ben rappresenta, in modo mimetico, il vissuto altrettanto ellitticodel suo referente:

    "El objeto y sus gregueras: el objeto y su nimboestricto. El objeto espontneo, crudo, plstico, c-nico, abundante, irnico, animoso ante la muertey bastndose a s mismo".

    (p.VIII)

    (3) Sulle configurazioni di mondi diversi dal nostro, cfr. Cesare Segre, Fuori dal mondo. I modelli nella fol-lia e nelle immagini dell'aldil, Torino, Einaudi, 1990. Una anticipata configurazione de El Rastro del 1915 si tro-va anche in Ramn Gmez de la Serna, El libro mudo (Secretos), Nota a la Edicin e Introduccin di Ioana Zlote-scu, Mxico-Madrid-Buenos Aires, Fondo de Cultura Econmica, 1987, pp.243-263. Pubblicata in un primo mo-mento nella rivista "Prometeo", l'opera fu riproposta come libro nel 1911.

    (4) A proposito dell'immagine dell'abisso e delle sue ripercussioni filosofiche a partire da Hlderlin, cfr.Martin Heidegger, Perch poeti?, in Sentieri interrotti, Firenze, La Nuova Italia, 1989, pp. 247-297.

    (5) Particolarmente esplicito in Morbideces, op. cit. Quanto alla personale relazione con il Rastro, l'autore dicene El libro mudo cit., p. 245: "Es donde aprend slidamente mas nihilismo ex-ctedra". Sulla specifica influenza diNietzsche in Gmez de la Sema, cfr. Gonzalo Sobejano, Nietzsche en Espaa, Madrid, Gredos, 1967, pp. 505-510 e587-593.

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  • Elide Pittarello

    2. Una rivolta per immagini.

    Ventagli, monete, pipe, coltelli, bottoni, bastoni, letti, poltrone, pentole, porcellane, om-brelli, occhiali, vestiti, sculture, animali vivi o impagliati, armi, strumenti musicali, ferri,quadri, fotografie e ancora, parafrasando i titoli dello stesso Gmez de la Serna, un mucchiodi altre cose e di futilit. Sono questi alcuni degli strampalati abitanti del Rastro, cui si ag-giungono singolari campioni di umanit -certi mendicanti, una vecchia strega, un carlista-che hanno poco da spartire con la massa pur variopinta di chi vende, o compra, o semplice-mente curiosa. Si tratta di molti oggetti e di poche persone che vivono ai margini della ci-vilt, estranee alle gerarchie di valori pi consuete, esiliate dall'ambito della cultura borghe-se e perfino proletaria, ma per questa stessa ragione libere dall'asservimento ai ruoli che neconseguono. Queste rovine della societ occidentale, queste sue spoglie declassate e negletteche inscenano spettacoli inusitati attraverso forme di relazione completamente impure (cfr.pp. XI-XII), appaiono qui restituite al "momento de paz y caridad despus del xodo y lamala vida" (p.XII), al tempo cio che precede la consumazione finale.

    Il demiurgo di un simile universo che non pi di questo mondo ma che ancora non sisbriciola nel definitivo ald