progettazione educativa: aspetti metodologici

of 53 /53
PROGETTAZIONE EDUCATIVA: aspetti metodologici a.a. 2017-18 Docente: Luisa Pandolfi

Author: others

Post on 07-Apr-2022

2 views

Category:

Documents


0 download

Embed Size (px)

TRANSCRIPT

Elementi di metodologia della ricerca educativa Caratteristiche specifiche
Strumenti e metodologie integrate
Obiettivo comune: sviluppare e promuovere le potenzialità di ciascun soggetto
Due dimensioni comuni e trasversali: la relazione e la progettazione
Le azioni educative si inscrivono allinterno di processi simbolici e relazionali
Maggiore rilevanza nei servizi educativi residenziali (condivisione e ri-significazione della vita quotidiana)
Competenze affettive degli educatori
Relazione ternaria: apertura al lavoro di rete nel territorio ed al lavoro déquipe
Adeguata e rispondente al contesto e alla particolarità
dei problemi e dei percorsi di vita;
Flessibile e dinamica, pronta a „costruire insieme e ad
affrontare criticità e imprevisti, ad essere rimodulata;
Basata su metodi e strumenti;
Aperta al lavoro di rete;
Prevedere modalità e strumenti di valutazione
Il momento valutativo parte integrante della
progettazione educativa
diverse fasi del processo educativo, in itinere, nel suo
svolgersi;
Quindi, valutazione come processo circolare e
continuo: dalla fase iniziale della progettazione e lungo
lintero percorso; ne consente la rimodulazione
E il principale strumento di lavoro delleducatore
professionale, nei diversi ambiti di intervento
Strumento fondamentale per riflettere ed
interrogarsi su „come fare
delle persone: è sempre individualizzato
Progettare dal latino pro (davanti) e iacere
(gettare)
miglioramento; salvaguardare il diritto di ogni
persona a immaginarsi in un futuro diverso;
andare oltre la situazione presente
VALORE, VALORIZZARE
processo di crescita e di apprendimento
Il progetto come un ‘vestito su misura’ per il
soggetto dellazione educativa
di ciascuno
e la stoffa alle specificità del soggetto
PERSONA BISOGNO DOMANDA
difficoltà, ma anche le competenze e le
potenzialità
resilienza
punti di forza
si presta attenzione ai sintomi ed alla diagnosi
La persona viene definita come „unica;
si presta attenzione alle risorse, ai talenti ed ai punti di forza
Razionalizzazione. Poca attenzione ai vissuti personali
Attenzione ai punti di vista personali su quanto accaduto
I traumi infantili sono considerati predittori delle patologie delladulto
I traumi infantili non sono predittivi;
possono indebolire, ma anche rafforzare lindividuo
Le possibilità di scelta, di controllo, di
sviluppo personale sono limitate dalle difficoltà e dai problemi
Le possibilità di scelta, di controllo, di
sviluppo personale sono aperte, in divenire
Le risorse del lavoro socio-educativo
risiedono nelle conoscenze e nelle competenze dei professionisti
Le risorse del lavoro socio-educativo
risiedono nelle potenzialità, capacità e abilità delle persone e delle famiglie
Laiuto è finalizzato alla riduzione degli effetti negativi
Laiuto è finalizzato allo sviluppo delle risorse personali e allautonomia
Presentazione del caso in équipe
Fase di osservazione
risorse)
Valutazione in itinere
Valutazione finale
tutti i servizi educativi
problemi
Una pluralità di sguardi e di punti di vista sulle
situazioni educative
disposizione è l’osservazione, perché questo permette
realmente di poter leggere quelli che sono i bisogni, le
necessità, le risorse, le difficoltà.. Sapendo leggere
questo si può iniziare a leggere anche la famiglia di
origine, la rete familiare del minore.. Ma bisogna saper
osservare, non in un’ottica di giudizio o pre-giudizio,
ma non avendo niente dentro, per poter osservare real
mente l’altro..»
„Minori e famiglie vulnerabili, Carocci, 2013]
Significa saper rilevare e ‘leggere’ le specificità
dei soggetti con i quali si entra in contatto
Significa prestare attenzione alla
Significa interpretare e dare un senso ai dati
rilevati nel confronto in équipe
Strumento fondamentale per raccogliere
dellintervento
„guardare
strutturata, con lutilizzo di indicatori e descrittori
Giulia ha dieci anni ed è cresciuta allinterno di un nucleo
familiare caratterizzato da varie vicissitudini problematiche.
I genitori della bambina si sono separati alcuni anni fa; da
questo momento in poi il padre non ha più avuto contatti con
la figlia. E stato arrestato sei mesi fa per spaccio di sostanze
stupefacenti.
La signora xxxx ha delle notevoli difficoltà nel rivestire un
ruolo genitoriale autorevole ed adeguato, rapportandosi alla
figlia in modo paritario, con uno stile di attaccamento insicuro
ed ambivalente.
Si sottolinea che la signora xxx è diventata madre alletà di 17
anni e, a sua volta, ha alle spalle una storia familiare difficile
(è rimasta orfana alletà di sette anni ed è cresciuta con un
padre assente). Fatti, questi, che incidono inevitabilmente sul
suo stile genitoriale. La qualità del legame affettivo è buona,
ma emergono delle difficoltà da parte della madre nel
riconoscere i bisogni di cura e protezione della minore e nel
conciliare le sue necessità lavorative e personali con quelle
della figlia.
custodia della bambina, confermati dalla stessa
signora xxxx, la quale ha dichiarato di lavorare in
un bar e di uscire spesso per andare in palestra o
in discoteca e di affidare, in tali occasioni, la figlia a
persone amiche o di portarla con sé.
Giulia, inoltre, non frequenta regolarmente la
scuola e non viene seguita nello studio.
Alla luce di tali elementi, considerato che il contesto
familiare attualmente non garantisce una situazione di
stabilità e si presenta non adeguato alle necessità
manifestate della minore, il T.M. predispone
lallontanamento della bambina dallambiente familiare
e linserimento presso la Comunità xx, prescrivendo
alla signora xxx di collaborare con la struttura
residenziale per un miglioramento delle funzioni
genitoriali, al fine di creare le condizioni per un rientro
della minore in famiglia.
la doccia
ordine la propria stanza e i
propri oggetti
(non andare a letto tardi la sera,
alzarsi presto la mattina, ecc..)
e a restare seduta a tavola fino
al termine del pranzo o della
cena
AREA
madre sono quotidiani
comunità la madre si
suoi piccoli progressi
momento del distacco dalla
comunità, in particolare
- Povertà di linguaggio
- Passione per il
relazione univoca con
riservata e taciturna
Obiettivi: Definizione del problema, analisi della situazione ‘qui ed ora’ e del contesto, individuazione dei bisogni e delle aree di intervento su cui intervenire
E’ già in sé una parte dell’intervento
Metodi: raccolta ed analisi di tutte le informazioni a disposizioni
Fase di assessment definisce la direzione verso cui la progettazione si deve muovere
Fase di progettazione esplicita e definisce in modo concreto le modalità attraverso cui perseguire le finalità delineate in fase di assessment
Semplici e condivisi
Questi non sono obiettivi:
soggetto»
operativo!
partire dall’individuazione di una
SITUAZIONE PROBLEMA
descrittori comportamentali e
azioni facilitanti
Quali sono i fatti o i comportamenti che consentono di affermare che il soggetto
sta perseguendo un determinato obiettivo o, al contrario, se ne sta
allontanando?
Servono per rendere osservabile il raggiungimento o meno dell’obiettivo,
che diventa ‘misurabile’ concretamente
obiettivi
osservabili e rilevabili
Problema: La bambina “mangia in modo disordinato e poco equilibrato. Non dorme in
camera sua”
Obiettivi: Favorire la regolarizzazione quotidiana dei pasti e del sonno
Descrittori: “consumo dei pasti a tavola giornaliero; stare seduta durante i pasti; dieta
varia a pasto; dormire nella sua camera almeno tre volte a settimana”
la madre/il padre stabiliscono gli orari del pranzo e della cena;
consumano i pasti assieme alla figlia e stanno seduti per almeno un quarto d'ora a pasto tutti insieme;
la madre/il padre cucinano cibi diversi a pasto;
la madre fa la spesa e cucina assieme alla figlia una volta a settimana;
la madre/il padre accompagnano la figlia nella sua camera per farla dormire nel suo letto”
la bambina mangia seduta a tavola una volta
al giorno (la sera), mangia da sola, mangia
tutto e non guarda la tv mentre mangia,
almeno quando c'è l'educatore;
figlia, ad esempio associa la carne con le
verdure per rendergliele più gradite;
la bambina dorme in camera sua due volte a
settimana
modo efficace ed assertivo con le figure adulte e
con i suoi pari
Descrittori: sceglie il momento e il luogo giusto
per parlare; evita di interrompere chi parla;
esprime la sua opinione; riesce a conversare
senza urlare e senza dire parolacce
Leducatore gratifica il ragazzo quando si comporta bene
Leducatore mostra i comportamenti adeguati alle situazioni
Leducatore non urla
Leducatore introduce argomenti vari e interessanti
Problema: Davide ha difficoltà nella gestione della rabbia, che manifesta con comportamenti
disfunzionali e aggressivi in comunità
Obiettivo: Potenziare lautocontrollo dellaggressività
Descrittori: Supera i momenti di rabbia senza danneggiare gli oggetti o aggredire; accetta i limiti;
riprende una comunicazione collaborativa; riconosce gli errori; evita di rilanciare le
provocazioni
autocontrollo;
Leducatore evita di raccogliere le
provocazioni;
attacchi verbali;
aggressiva a modalità collaborative
nel lungo periodo, che necessitano di essere
tradotti in „piccoli passi
„più vicini, intermedi
nel nucleo familiare
relazione madre-figlia
Obiettivo a medio termine: Favorire unadeguata
relazione madre-figlia
con la madre; le telefonate sono frequenti; Giulia
chiede di poter sentire/vedere la madre; la madre
chiama gli educatori per avere notizie della figlia;
Giulia parla della madre agli educatori
Obiettivi a breve termine: Creare spazi di contatto
tra Giulia e la madre supervisionati dagli educatori;
rendere partecipe la madre nella vita della figlia
Descrittori: La madre partecipa regolarmente agli
incontri organizzati; la madre partecipa regolarmente
ed in modo attivo nelle attività in cui viene coinvolta;
Giulia è serena negli incontri con la madre; Giulia
manifesta gesti di affetto verso la madre
Azioni facilitanti:
comunità, supervisionato dagli educatori;
madre-figlia (un gelato, cinema, una pizza, ecc..);
Leducatore sostiene Giulia nel dialogo con la
madre; Leducatore aiuta Giulia a comprendere le
difficoltà della madre; Leducatore mostra alla
madre i risultati positivi di Giulia; la madre è
partecipa insieme alleducatore ai colloqui
scolastici della figlia
CON IL MINORE
CON LA FAMIGLIA
CON GLI ALTRI
«Un bambino/ragazzo può imparare a riflettere su se
stesso solo se c’è qualcuno che pensa per lui, che
prepara per lui un’immagine di adolescente e di
uomo con la quale lui stesso possa scontrarsi,
adattarsi e, in fondo, confrontarsi» [Bastianoni P.,
2014]
qualsiasi progetto/obiettivo/intervento!
VALUTAZIONE
Formulazione
costruzione degli interventi
consapevolezza nel lavoro educativo
obiettivi e di documentare le pratiche
Valutazione come processo circolare e
continuo: dalla fase iniziale della
progettazione e lungo lintero percorso;
consente la rimodulazione degli
Permette di avere un feed-back
continuo sul progetto