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Presenze d'Africa

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  • PRESENZE DAFRICAPRSENCES DAFRIQUE

    La collezione Moser / La collection Moser

    Fotografie di / Photographies de Massimo Pedrazzini

    a cura di /par

    Michele MoserLamine Fall

    Elisabetta Carnevale

  • PRESENZE DAFRICAPRSENCES DAFRIQUE

    La collezione Moser / La collection Moser

    Fotografie di / Photographies de Massimo Pedrazzini

    a cura di /parMichele Moser

    Lamine FallElisabetta Carnevale

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  • 5INTRODUZIONE

    La collezione Moser nasce nel corso dei diversi viaggi compiuti da Michele Moser e Lamine Fall, uniti dalla pas-sione per larte africana antica. Questa collezione non lunica di questo genere nellarea ticinese: ricordiamo in-fatti la collezione privata Buchmann, raccolta dai galleristi Felix ed Elena Buchmann nel corso di ventanni, segno di un interesse e di una passione che lega due luoghi lontani e diversi come il Ticino e lAfrica.

    Questa serie di 125 opere, tra sculture a tutto tondo, bas-sorilievi, oggetti di uso comune, gioielli e maschere che compongono la collezione Moser, testimonia lalto livello e la ricchezza di espressione raggiunta nel corso dei secoli dallarte africana, che si espressa prevalentemente attra-verso la scultura, condensando significati profondi e intere visioni del mondo in manufatti di legno, pietra e terracotta.La figura dellartista africano antico infatti legata per lo pi alla sfera del sovrannaturale: mai fine a s stessa, larte africana ha quasi sempre valenza religiosa, come tramite tra mondo terreno e mondo celeste.

    La collezione Moser comprende opere appartenenti ad un ampio numero di culture, provenienti da tutte le diverse regioni popolate del continente nero. Passare in rassegna questa collezione significa intraprendere un viaggio attra-verso tutta lAfrica, dalle coste atlantiche del Golfo di Gui-nea fino allOceano Indiano.E mentre sulla mappa scorriamo la linea verde delle aree fertili, questi oggetti dal fascino potente ci raccontano mondi, visioni della vita umana, della morte e dellaldil, generate da culture a volte scomparse, a volte invece an-cora vissute da uomini e donne del nostro tempo. Materiali semplici, simboli e codici di rappresentazione lontani da quelli occidentali classici sono la pelle che na-sconde una vastit di significati diversi, e ci lascia intrave-dere la ricchezza antropologica della moltitudine di cultu-re che si sono avvicendate nei secoli sotto il cielo dAfrica.

    INTRODUCTIONLa collection Moser a son origine au cours des nombreux voyages entrepris par Michele Moser et Lamine Fall, unis par lart africaine antique. Cette collection nest pas la seule de ce type dans la rgion tessinoise: nous rappelons donc la collection prive Buchman, rassemble par les galeristes Felix et Elena Buchmann pendant vingt ans, tmoignage dun intrt, dune passion liant deux lieux lointains et dif-frents comme le Tessin et lAfrique.Cette srie de 91 uvres, parmi lesquelles sculptures en ronde-bosse, bas-reliefs, objet du quotidien, bijoux et ma-sques, composant la collection Moser, tmoigne de lhaut niveau et de la richesse dexpression atteinte par lart afri-caine au cours des sicles, qui sexprime principalement travers la sculpture en condensant de sens profonds et dentires visions du monde en produits manufacturs en bois, pierre et terre cuite.La figure de lartiste africain antique est effectivement lie au domaine du surnaturel: jamais vaine, lart africaine a presque toujours une essence religieuse en tant que trait dunion entre le monde terrestre et le monde cleste. La collection Moser embrasse uvres appartenant un va-ste nombre de cultures, qui proviennent de toutes les diff-rentes rgions peuples du continent noir. Passer en revue cette collection signifier entreprendre un voyage travers lAfrique entire, des ctes atlantiques du Golfe de Guine jusqu lOcan Indien.Tandis que nous parcourrons sur la carte la ligne verte des aires fertiles, ces objets au charme puissant nous racontent de mondes, de visions de la vie humaine, de la mort et de lau-del, engendres par des cultures parfois disparues, parfois, au contraire, encore vcues par hommes et fem-mes de nos temps. Matriaux simples, symboles et codes de reprsentation lointains de ceux de loccident classique sont la peau, qui cache une normit de sens diffrents, et nous laisse apercevoir la richesse anthropologique de la multitude de cultures stant succdes pendant les sicles sous le ciel dAfrique.

  • 6BAGABAMBARADOGONKISSIDANBAOULASHANTIANYIYORUBABENINNAMJIMAMBILABAMOUNBAMILEKEMAHONGWEMANGBETU BAKONGO

  • 7Michele Moser

    Nato a Mendrisio nel 1971 e cresciuto a Locarno, lascia la propria citt per Losanna, dove termina gli studi ed entra nel mondo del design e dellarchitettura. Dopo aver fir-mato diversi oggetti di arredo come designer, fonda uno studio di architettura a Lugano, e realizza diversi progetti in tutto il Ticino. Eclettico, si avvicina al mondo dellarte, e in particolare dellarte africana antica, divenendo un appassionato col-lezionista. Nel corso degli anni, Michele Moser compie numerosi viaggi nel continente nero, nel corso dei quali ha modo di raccogliere una collezione artistica estesa e rap-presentativa della pluralit di culture che lAfrica ospita, come emerge da questo catalogo.

    Lamine Fall

    Nasce a Dakar nel 1964 da una famiglia di antiquari e di griots: suo nonno un esperto di ori antichi, suo padre di maschere e statuaria. Fin dalladolescenza coltiva la pas-sione di famiglia per larte africana antica, e al tempo stes-so quella per il pallone. Dopo una serie di esperienze cal-cistiche in diversi club francesi, decide infine di seguire le orme del padre e inizia a frequentare i marchs aux puces di Parigi. Nello stesso periodo eredita la vasta collezione di arte africana di famiglia, e si dedica ad ampliarla viag-giando per tutta lAfrica. Nel 1998 si trasferisce a Ginevra, dove entra in contatto con antiquari e artisti svizzeri e ap-profondisce gli studi di arte africana. Espone regolarmente pezzi della propria collezione e col-labora con architetti e gioiellieri.

    Elisabetta Carnevale

    Nata a Torino nel 1985, studia architettura a Torino, Delft e Vienna, conseguendo una doppia laurea presso il Poli-tecnico di Torino e di Milano con una tesi sulla riqualifi-cazione di un vuoto urbano a Vienna. Co-fondatrice del gruppo di ricerca su architettura, citt e partecipazione Izmo, ha lavorato presso diversi studi di architettura torine-si. Attualmente collabora con lo studio Atelier AMC di Lu-gano, dove ha avuto la possibilit di avvicinarsi al mondo dellarte africana antica, svolgendo il lavoro di ricerca e di redazione per questa pubblicazione.

    MICHELE MOSERN Mendrisio en 1971 et agrandi Locarno, il laisse sa ville vers Lausan-ne pour terminer ses tudes et donc entrer dans le monde du design et de larchitecture. Aprs avoir sign de diffrents objets de dcoration en tant que designer, il fonde un cabinet darchitecture Lugano, avec lequel il ralise beaucoup de projets dans tout le Tessin. Eclectique, il sapproche au monde de lart, et en particulier de lart africaine antique, en devenant un amateur passionn.Au cours des annes, Michele Moser entreprend de nombreux voyages dans le continent noir, pendant lesquels il peut recueillir une collection artistique riche et reprsentative de la pluralit de cultures que lAfrique abrite, comme il sort de ce catalogue.

    LAMINE FALLIl nat Dakar en 1964 dune famille dantiquaires et de griots; son grand-pre est un expert dors antiques, son pre soccupe dart africain antique. Ds son adolescence il cultive la passion de famille envers lart, et en mme temps celle pour le football. Aprs une srie dexpriences dans de diffrents clubs franais, il dcide enfin de suivre les ormes de son pre, et il commence frquenter les marchs aux puces de Paris. Dans la mme priode il entre en possession de la riche collection dart africaine de fa-mille, quil continue agrandir au cours de ses voyages.Aprs avoir vcu pendant quatorze ans Paris, en 1998 il stabli Genve, o il entre en contact aves des antiquaires et artistes suisses et approfondit ses tudes de lart africaine. Il expose rgulirement les pices de sa col-lection en occasion de foires et festivals, et il collabore activement avec architectes et bijoutiers.

    ELISABETTA CARNEVALENe Turin en 1985, elle tudie Turin, Delft et Vienne, obtenant un dou-ble diplme chez le Politecnico de Turin et Milan en1985, en prsentant une thse sur la requalification dun vide urbain Vienne. Co-fondatrice du groupe de recherche sur larchitecture, ville et participation Izmo, elle a travaill chez de diffrents cabinets darchitecture turinois. Elle collabore actuellement avec le cabinet Atelier AMC de Lugano, o elle a eu la possi-bilit de sapprocher au monde de lart africaine antique en dveloppant le travail de recherche et de rdaction pour cette publication.

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  • 9BAGABAMBARADJENNDOGONKISSIDANBAOULASHANTILOBI MOSSIFANTIANYIBENINYORUBANAMJISAOMAMBILABAMOUNBAMILEKEFANGKOTABAPUNUMANGBETU LEGABAKONGOBAKUBABASONGELULUASALA MPASUTABWALUBAMAKONDE

    PRESENZE DAFRICA /PRSENCES DAFRIQUE

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    I Baga, oggi circa 60.000 persone, abi-tano la costa tra la Guinea e la Guinea-Bissau; si tratta di unarea paludosa che viene inondata per sei mesi allanno, du-rante i quali possibile spostarsi solo in canoa.Gli uomini si dedicano alla pesca e alla coltivazione degli alberi di cola, mentre le donne coltivano il riso. I Baga credono in un unico dio, Kanu, assistito da spiriti maschili e femminili.

    Le ricche tradizioni di questo popolo nel campo della scultura di maschere, de-stinate a diverse funzioni, hanno subito un rapido declino in seguito allavvento dellIslam, che vieta di riprodurre la figu-ra umana.

    Un cammello non ridedella gobba di un altro cammello.

    proverbio guineano

    Le peuple Baga, aujourdhui 60.000 personnes env