Piergiorgio Caselli - Scuola Non Scuola - Raccolta Di Scritti e Articoli

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Piergiorgio Caselli

Scuola Non ScuolaRaccolta di scritti e articoli

Il volo della meditazioneHai mai visto il volo del falco ? Le ali aperte, il corpo rilassato, ogni movimento pura armonia. Il suo uno scivolare leggero sullaria, un delicato accarezzare il cielo. Nella sua danza con le nuvole non lo vedrai sforzarsi e per questo puoi vederlo l su, cos in alto, dove non ci sono n cornacchie n merli n altri uccelli. E un aprirsi, un lasciarsi andare, un mollare la presa e lasciare che il volo accada. E meditazione. Spesso mi sono imbattuto in insegnanti e in testi che insistono sullimportanza dello sforzo nella pratica meditativa. Anche in diverse conferenze ho sentito parlare della meditazione in questi termini e vorrei esporre a riguardo quello che il falco mi ha mostrato. Poco tempo fa mi trovavo in campagna, non lontano da casa mia, seduto sotto un albero. Mi guardavo intorno assorbendo quel senso di pace che la campagna con uno spicchio di lago allorizzonte ti d quando uno di questi grandi maestri di volo apparso, proprio prima che mi dedicassi allamato silenzio. Quel che segue non quindi farina del mio sacco, ma solo la traduzione in parole di quello che un grande amico dei cieli mi ha regalato. Con infinita gratitudine per lui, che mentre st qui a chiacchierare in cielo a gioire del volo chiss dove, e per la vita tutta, che non finisce mai di riversarti addosso benedizioni e oppurtunit. A mani giunte. La meditazione viva alchimia, contatto con la magia della vita, azzardo, volo nel cielo sconfinato dellesistenza. Ma luomo addormentato. Ha dimenticato le ali ampie del suo essere, la gioia di danzare con le nuvole, lestasi della libert totale, il fremito della picchiata nellabisso.. Ha da pagare il mutuo e deve sbrigarsi per andare al lavoro, e poi c la macchina da portare a fare il tagliando.. Questa storia del volo non sar roba pericolsa? Non sa pi tuffarsi nella vita come un avventuriero. Ha perso la capacit di buttarsi e di rischiare e quindi di gioire e di danzare. Ha dimenticato chi . Ed ecco che a contatto con un morto anche la meditazione diviene morta. Una routine, una collezione di farfalle di cui parlare in salotto, un fossile, una pratica sterile, un abitudine meccanica. E sai perch ? Perch sotto sotto luomo ha paura. Fin da quando eri piccolo ti hanno riempito la testa di "stai attento", "mi raccomando", "fai il bravo", "meritatelo", "comportati bene", "non devi", "pensa bene a quello che fai", "non puoi".. E quelle paure sono cresciute con te, sono divenute parte del tuo sangue e delle tue ossa. Non le vedi ma ci sono in te, a livello inconscio, e plasmano il tuo modo di vivere. Meglio, plasmano il tuo modo di non vivere: pieno di paure come puoi rilassarti nellesisteza ? Come puoi essere davvero grato della vita se la temi ? Come puoi gioire di qualcosa che non vivi ? Questa paura, questa erba tossica dellanima, ti blocca, ti inchioda a terra. E sai da cosa lo puoi vedere ? da quanto ti devi sforzare per vivere.

Per luomo tutto uno sforzo. Il lavoro uno sforzo, non la sana soddisfazione di creare, la gioia di materializzare il proprio sostentamento. E fatica, noia e dovere. Perch ? Perch non ha avuto la fortuna di avere un bel lavoro ? Certo i suoi occhi gli dicono questo. Ma solo perch vede attraverso la paura. Non ha il coraggio di rischiare, di buttarsi, di azzardare alla ricerca del lavoro che ama. V al cinema a vedere film di avventura e vive come un codardo. Tutti gli hanno inculcato la paura del lavoro, la necessit di tenersi stretto non quello che ama e lo fa volare no, ma quello che sicuro e tranquillo. Vivendo in una societ di addormentati viene educato al sonno, capisci ? Ed ecco che la gran parte delle ore che vive sono vissute allombra del timore, non della creativit che qualsiasi lavoro, anche il pi umile, porta a galla e fa affiorare nellindividuo quando fa ci che davvero ama fare. I rapporti con gli altri sono uno sforzo, lhai mai notato ? La psicologia moderna ci informa che luomo nelle relazioni interpersonali non fa altro che competere per il potere. Non la gioia di trovarsi in questa vita e fare un pezzo di strada insieme. Non la gioia di condividere il volo dellesistenza con un amico, un amante, una moglie, un figlio.. E l che scherza e ride ma sotto sotto a caccia di attenzioni, approvazioni, complimenti. E lo puoi vedere da come ogni rapporto alla fine si trasforma in un vincolo, in una serie di doveri e obblighi.. Siamo addirittura arrivati a dire che quando si vuole bene a qualcuno si legati a quel qualcuno. Legati! Nulla a che fare con la gioia col quale il falco condivide il volo con la sua compagna. Giocano alla vita, godono della loro libert, gioiscono dellessere vivi e dellessersi trovati. Ti baster guardarli per vedere quanta armonia c fra loro. Quelle curve in aria, quelle picchiate fianco a fianco, quei voli altissimi.. E come potrebbero volare se fossero luno legato allaltra ? Luno trascinerebbe a terra laltro. E questo quello che facciamo noi. Precipitiamo in basso allinsegna dellamore e dellamicizia. Come pu essere amicizia ? Come pu essere amore se non ti fa volare ? Ma ecco che "vivendo" tutti cos per noi diviene normale cos. Tanto andremo al cinema a vedere qualche bellissimo film damore.. La vacanza uno sforzo! Hai mai guardato attentamente luomo in spiaggia ? Il mare l, bellissimo, ma lui non c. Un pezzo di lui al lavoro che lo aspetta la prossima settimana, un pezzo di lui a quel che manger la sera, un pezzo di lui a fare foto a tutto spiano, un pezzo di lui preoccupato per il figlio e un pezzo di lui in quel bellissimo bikini laggi. E frammentato, e torna dalla vacanza a pezzi. Deve risposare, e certamente si sforzer di riposare.. Se si sforza in tutto, come pu non sforzarsi di meditare ? E anzi si sforzer ancor pi nella meditazione perch la sua mente gli dice che importante, che una cosa che lo trasformer, che lo render migliore, pi bello e luminoso davanti agli altri. La sua mente investe nella meditazione, ha bisogno di meditare per sentire che st facendo qualcosa di spirituale. Al lavoro sembra funzionare cos: pi ti sforzi e pi riesci. E cos anche in una corsa: pi forza ci metti e prima arrivi. Anche nella meditazione deve essere cos.. Ed ecco che questa benedizione, questa via al risveglio, questo mistero che conduce a chi veramente sei la

intraprendi come uno "sport dellanima": anzich correre dietro ad un pallone corri dietro al silenzio. E in tutto questo senti insegnanti invitarti allo sforzo, lo stesso che continuano a compiere loro e lo stesso che hanno compiuto per preparare i loro discorsi. Ti dicono: aumenta la velocit, corri pi forte, allena ancor pi le gambe e presto sarai cos veloce che la meditazione non potr pi sfuggirti. Cornacchie. Cornacchie che insegnano a volare basso e che credono che esista solo quel modo di volare, che di fatto non volare. Hanno confuso il volare con il mantenersi a qualche metro di altezza grazie ad un movimento convulso delle ali, grazie allo sforzo e allallenamento. Nulla a che fare con qualcosa pi di te, con la magia dellaccadere, dellessere trasportato, della beatitudine della meditazione profonda. In questo modo non la raggiungerai mai, e anche chi ne parla in questi termini non lha mai sperimentata in profondit. Certo forse esperto e sa un sacco di cose, forse ha scritto libri e frequantato corsi su corsi, ma questo non vuol dire volare alto. Non vuol dire che ha toccato la magia, la totalit, lessere. Non significa che ha aperto le ali e che vola nellesistenza. Quella di cui ti parlano non meditazione. E una forma di rilassamento che ti permetter di essere un po pi tranquillo, di dormire meglio e di suonare meno il clacson nel traffico. Ma non ha nulla di sacro, non un contatto col divino, non conoscere i cieli sconfinati dellessere, non risveglio, non volo. E solo un dormire pi tranquillamente. E una sorta di training autogeno e certo non sbagliato, pu aiutarti, ma non ha nulla a che fare con la nobile via della meditazione profonda. La meditazione qualcosa che accade nel tuo essere. Non un tuo fare, non un tuo sforzo. Tutto abbandono, le ali sono aperte e il cielo ti accoglie, ti sorregge con le sue correnti di silenzi e benedizioni, ti conduce, ti annulla. E ricorda: non nemmeno un tuo non fare. Infatti sia che tu faccia che tu non faccia sei sempre tu a decidere, sempre quel tu che guida. Sia che quel tu decide di fare che di non fare sempre presente, ed lo stesso decidere che rafforza la sua presenza. E fin quando c quel tu non c meditazione. O c quel tu o c meditazione. Non st dicendo che le tecniche non servono. Le tecniche sono utili, ma non sono la meditazione. Tutto cos semplice da essere difficilissimo per la mente, ed proprio per questo che le tecniche allinizio sono importanti. Tutta la nostra cultura incentrata sulla complicatezza, sulle cose intelligenti, e pi una cosa mentale pi ci appare raffinata e importante. Siamo addormentati. Se tu fai il contadino non fai nulla di che, ma se tu fai il contadino perch stai seguendo una filosofia ecco che gli altri iniziano ad interessarsi a te, a seguirti, sarai il guru della patata. Fai il calzolaio e non sei nulla, ma inventati la filosofia del riparare le scarpe e sarai circondato da mille cornacchie con le scarpe rotte. Diverrai famoso ! La vita mi ha donato la possibilit di tenere dei corsi di meditazione nelle scuole medie per i professori e di poter entrare nelle classi nellorario scolastico per condurre dei gruppi sulla consapevolezza con i ragazzi. E sconcertante accorgersi di quanto venga loro insegnato a fare tutto con la mente. Pi mente ci metti in una certa cosa pi quella cosa sar buona. E

Questo pu essere vero per la matematica e per la fisica, ma che cosa sar di quel poveretto davanti allamore ? Che cosa sar di lui davanti alla vita ? Danzer mai con le nuvole ? Lesistenza gli chieder di essere creativo, di essere vivo, di essere limpido e cap

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