palestra naturalistica: come fotografare animali in ambienti (semi) controllati

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PALESTRA NATURALISTICA COME FOTOGRAFARE ANIMALI IN AMBIENTI (SEMI) CONTROLLATI

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Un seminario online sul corretto approccio alla fotografia in Parchi e Oasi faunistiche con focus su animali in movimento. E un’avvertenza: anche se gli animali sono a portata di medio tele, considerare facili gli scatti in questi luoghi è fuorviante. Presentazione di Claudia Rocchini Per vedere il webinar collegato alla presentazione, clicca al seguente link: https://vimeo.com/album/1893431

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  • 1. PALESTRA NATURALISTICACOME FOTOGRAFARE ANIMALI IN AMBIENTI(SEMI) CONTROLLATI

2. PremessaLa fotografia in Parchi e Oasi spesso oggetto didure polemiche: Fotografie senza valore documentaristico: gli animalinon avrebbero i medesimi comportamenti che hannoin natura libera Fotografie facili da farsi: gli animali sono vicini eabituati alla presenza umana, dunque che ci vuole aottenere foto deffetto? Un fotografo naturalista attento alletica nondovrebbe frequentare strutture con animali incattivit, anche se per fini reintroduzione in natura dispecie a rischio, perch considerate quasiindistintamente non rispettose dei diritti degli animali. 3. Documento o elogio allaNatura? E solo lingenuit e un poco di supponenza da parte dei fotografi a far loro credere che le immagini naturalistiche debbano o possano documentare qualcosa. Tutto o quasi gi stato documentato: chi ha aspirazioni di questo tipo nel caso dovrebbe trasferirsi in Antartide o in Amazzonia, non mettersi in coda per importunare i Martin pescatori.La verit che le vostre fotografie nascono da pulsioni e scopi ben pi importanti dellillusione di documentare ci che gi stato documentato: lamore dellarte per larte, e il fotografo un artista, e per la possibilit di magnificare, pi che di descrivere, la natura. Un dono alla societ che pu creare nel pubblico quellemozione che pu diventare amore, protezione e difesa della natura. Vi sembra un impegno da poco? Harry Salamon, naturalista e fondatore del Parco faunistico Oasi di santAlessio. 4. I comportamenti degli animali Il volo di un qualsiasi uccello, aironi, cicogne,spatole o esemplari utilizzati per dimostrazioni difalconeria non hanno nulla di differente rispettoal volo dei medesimi esemplari ripresi in naturalibera. Cos come la corsa di un leopardo o leattivit di corteggiamento e riproduzione delMartin Pescatore. Parchi e Oasi sono unanaturale palestra naturalistica che permette diprender confidenza sia con le tecniche di ripresasia con il comportamento degli animali. 5. Questa la facevo anchio Non sono scatti facili, semmai sicuri: si ha la certezza di avvistare gli animali, che sono a portata di medio tele, ma non semplici da farsi. Gli animali non sono mai collaborativi: non puoi dire loro di mettersi in posa e raramente stanno fermi, fatta eccezione quando dormono. Ottenere una foto deffetto di un qualsiasi esemplare, che sia fermo, in volo o in corsa, senza conoscerne le abitudini ci impedisce di prepararci adeguatamente allo scatto Lansia di fotografare un soggetto, sapendo di avere poco tempo prima che si muova o attivando lo scatto continuo per essere certi di non perdere neanche un movimento, ci fa trascurare altri dettagli della foto che erroneamente si pensa di non aver tempo di curare: sfondo, luce, angolo di ripresa, composizione, postura. 6. Che impostazioni hai usato? Domanda fuorviante, in nessun caso ci capiter mai diessere nel medesimo posto, di fronte alla medesimascena, con le medesime caratteristiche di luce e sfondi. Potr capitare di avere la medesima attrezzatura delfotografo cui ci stiamo rivolgendo, ma non saremo mailui e, soprattutto, non avremo mai la sua visione. La domanda che mi piacerebbe ricevere : Come hairagionato di fronte a questa scena e cosa ti interessavafar emergere dallo scatto? Imparare a ragionare davanti a una scena, prendendoin considerazione tutti gli aspetti, non solo leimpostazioni presunte ottimali dellattrezzatura 7. Si sbaglia quasi sempre Anche se si sta fotografando in ambienti controllati o semicontrollati, la fotografia di Natura e in Natura quasisempre un compromesso: anche se si ha tutto il tempo digestire le impostazioni, curando ogni dettaglio di ripresa,difficilmente si riuscir a ottenere uno scatto che racconti,che emozioni e che abbia tutte le cosine al posto giusto. Bisogna scegliere cosa si vuole comunicare, a chi e a cosa sivuole dare priorit. E va dichiarato. Cos come va sempredetto dove stata fatta la fotografia e come la si ottenuta. Sar poi il nostro pubblico a decidere. Esaminiamo qualche esempio di scatti apparentementegiusti, ma sbagliati se si valutano solo dal punto di vistadella perfezione formale. 8. Nitticora - Nycticorax nycticorax. Detta anche night heron" per la suaabitudine a cacciare anche di notte evitando cos la competizione con altrespecie di ardeidi. Nikon D700, Nikkor 300mm f/2.8: 1/1000, f/2.8, 300mm, 1600ISO, distanza 10 metri. Ho avuto tutto il tempo di studiare la ripresa corretta,tuttavia per lansia di ottenere lo scatto del momento topico (lattimo primache si tuffasse per pescare) non ho curato adeguatamente la messa a fuoco,concentrandomi solo sul soggetto. I rami fuori fuoco in primo piano sono unelemento di disturbo. 9. Aquila reale - Aquila chrysaetos. Ha unapertura alare che pu raggiungere i 2metri e 40 cm. Mi interessava catturare lattimo successivo allo stacco dalpalo, per raccontare la potenza del movimento, contestualizzando il rapacenellambiente. Mi sono sdraiata a terra, a pancia in su e sulla traiettoriadellaquila, scegliendo una focale a 70mm e una chiusura di diaframma media(f/6.3) per lasciare sufficientemente leggibile lo sfondo. Forse troppo: lavegetazione cos evidente che crea poco stacco con il soggetto, pu essereconsiderata un elemento di disturbo. 10. Fotografia scattata poco prima di mezzogiorno, in estate, dunque con luce molto dura susoggetto in movimento e con piumaggio bianco. Le alghe marcite che dal fondo salgono sullasuperficie dellacqua, creando un velo quasi gelatinoso spezzato dalla passata del pellicano,donano colori particolari su tutta la scena. Primo approccio: scelta del bilanciamento delbianco. Mi piace settare il bilanciamento del bianco su "nuvoloso", scegliendo la saturazioneminima per evitare un viraggio troppo sul giallo ed ottenere un punto di colore quasi dorato. Inquesto caso non ce n stato bisogno, e ho scelto il bilanciamento automatico. Secondopensiero: come non bruciare i bianchi. Ho scelto lesposizione valutativa. Con sfondi confusi eriflessi sullacqua (che impattano sia sullesposizione sia sulla messa a fuoco) di norma espongosolo sul soggetto. Qui non era il caso: piumaggio bianco, riflessi e luce dura portano a parecchicontrasti da gestire che avrebbero bruciato i bianchi. Cos ho scelto la valutativa. La posa delpellicano e i tempi rapidi hanno fatto il resto. Lato composizione, ho applicato la regola deiterzi sia in orizzontale (la linea dellorizzonte nel terzo superiore), sia in verticale,posizionando il pellicano nel primo terzo a destra, badando a creare una diagonale naturalecon il becco e la chiusura in basso a sinistra del frame. Il difetto: il punto di ripresa verrebbeconsiderato troppo alto ma se mi fossi posizionata a filo dacqua avrei perso il riflesso del corponellacqua.Nikon D700, Sigma 150/[email protected]: 1/1600, f/6.3, 400 iso. 11. Lattrezzatura Una reflex entry level, un obiettivo corto, un medio tele sono sufficientiper iniziare a fare pratica (focali dai 18 ai 200 mm). Un treppiedi e/o unmonopiede utilissimi in situazioni di scarsa luce e per gestire attrezzaturapesante. Parlo volutamente di focali e non di zoom o fissi perch sarebbeopportuno abituarsi a ragionare in primis per focali, e non perattrezzatura e resa tecnologica. Si sceglie la focale con cui si vuolefotografare, e dopo si compone. E lunico modo, inteso come efficace,per codificare una scena e rendere automatiche le scelte, con il tempo elesercizio. Riabituarsi a mettere la fotografia al centro, non la tecnologia deglistrumenti che si utilizzano. Ci significa approcciarsi dando priorit allABC della fotografia:composizione, gestione della luce, punti di ripresa e tecnica necessariaper ottenere il risultato. Poi si pu pensare alla tecnologia del nostrocorredo che, comunque, si impara solo con lesercizio. 12. Come si ragiona su una scena I punti di interesse: davanti a un animale, osserviamolo e chiediamociche cosa lo rende particolare oppure cosa ci piace o cosa ci incuriosisce. Eun approccio che aiuta a prepararci allo scatto per eliminare tutto ci chenon ci interessa mettere in risalto. Ed anche il primo passo versolautomatizzazione del pensiero. Scelta del tipo di ripresa: close up o ritratto ambientato? O ancoracongelamento del movimento, mosso controllato, panning, zooming?Com la luce? Come gestiamo i bianchi? Lo sfondo amico? La risposta aognuna di queste domande non pu prescindere dalla conoscenza delleprestazioni dellattrezzatura, dalle tecniche di ripresa e dalla conoscenzadel comportamento di un animale in determinate situazioni. Scelta della composizione: non detto che una composizione centralesia sbagliata ma negli scatti naturalistici, soprattutto se di animali inmovimento, lo quasi sempre a meno che Lesemplare non ci stiavenendo incontro frontalmente. Ricordarsi di posizionare lanimale nelterzo verticale esterno nella direzione del movimento Punto di ripresa: ad altezza occhi, o appena sotto. 13. Gli elementi di disturbo (opresunti tali) Cespugli e frasche, scarsa luce, luce dura,controsole, cielo bianco, pioggia, neve,attrezzatura non professionale, sbarre dei recinti,recinti stessi, riflessi sui vetri di osservazione, vetrisporchi, soggetti lontani Quante volte ci siamodetti Questa non la scatto per uno di questimotivi? Usiamo la creativit e la fantasia, trasformiamogli elementi di disturbo in soggetti principali,dando loro pari dignit, se non superiore,allanimale stesso. Ricordandoci sempre dichiederci cosa vogliamo comunicare 14. Gestione dei riflessi: se coprirli con il proprio corpo non aiuta, o si indossano maglie chiare oancora non si possiede attrezzatura adeguata, tanto vale cercare uno scatto contestualizzato percomunicare qualcosa. Poi ognuno legga in questo scatto quello che gli pare: il povero animale incattivit con lo sguardo triste, oppure locelot nella sua tana, al caldo, ben nutrito e in attesa che sisciolga la neve. Per inciso, locelot in questa foto un esemplare di recupero che prima era in unospazio di 9 metri quadrati. Ora ospitato in una voliera di 100 mq che ingloba un intero albero alto8 metri, uno stagno, un locale riscaldato. Ed lo spazio pi grande che vi sia, dovunque, per unesemplare di questa specie (15 kg di peso). 15. Sole alle spalle che rifletteva sul vetro di osservazione. Maglia scura eposizionamento davanti al vetro per eliminare i riflessi. 16. Luce molto dura, ampie zone di ombra nel bosco, cuccioli in corsasfrenata. Attendere che passino negli spot naturali di luce, facendoprove di esposizione solo in quei punti e prepararsi allo scatto 17. Un ritratto ambientato per mettere in risalto il movimento frontaledellanimale e la prospettiva, semi centrale, con la via di fuga. Sebbenesia uno scatto con il movimento congelato, la posizione della zampa dlidea del movimento. 18. Un cielo bianco e gli alberi spogli: gioco di composizione sfruttando la curvadegli alberi come quinta naturale, in attesa del momento ideale di scatto, con unsoggetto in primo piano. 19. Acquerello naturale - Giornata di pioggia, avevo con me solo un teleobiettivonon molto luminoso. Ho gestito la ripresa con tempi molto lenti e diaframmichiusi per avere una resa alternativa rispetto alle solite riprese. 20. Il controsole La spatola faceva continue passate dallacqua allaterraferma. Ho sfruttato lattimo dello stacco dallacqua, con lombra sullasuperficie del lago e la sagoma del corpo attraverso le ali. 21. Una ripresa in controsole di due spatole in volo libero sincronizzato. TestNikon D4 con Nikkor 500mm. Condizioni ostiche: la luce dura, il controsole, il biancodel piumaggio e il volo in coppia. Tuttavia grazie alle continue passate dei dueesemplari richiamati sulle sponde del lago dal cibo lasciato dagli addetti, statopossibile effettuare pi riprese fino a ottenere leffetto desiderato. (1/5000, f/4.5,500mm, 800 iso, +1/3 EV) 22. Messa a fuoco selettiva sul piano di ripresa, esasperando lo sfocatodavanti e dietro al soggetto. Una tecnica di ripresa discreta, per rendere ilpresunto stato danimo del rapace, seminascosto nella vegetazione. 23. Ci piace? 24. Il dettaglio Se lo sfondo, seppur sfocato, non rende, inutile intestardirsi: concentriamoci su undettaglio o un punto di interesse. Questo esemplare femmina di Bucero delle Filippine, mi ha fattoletteralmente sudare le classiche sette camicie: si avvicinava in continuazione alle sbarre della volieraincuriosita dallobiettivo, impedendomi cos di farle un ritratto intero significativo. Tuttavia, dopoaverlo ottenuto, mi sono resa conto che non mi diceva un granch. Cos ho cambiato approccio,visione e obiettivo (Zeiss Makro-Planar T* 2/100 ZF.2), ottenendo un dettaglio del meravigliosoocchio con ciglia, avendo persino tutto il tempo per gestire anche la messa a fuoco manuale. 25. Ancora dettagliUova di farfalla, Caligo atreus, sufoglia di banano.Fotografare il dettaglio non significaapprocciarsi solo con lidea di fareuno scatto macro, ma osservareattentamente la scena per capire secontiene anche elementi particolari didistinzione che meritano di esseremessi in rilievo con specifichetecniche di ripresa. In questo caso, laparticolare posizione delle uova, indue gruppi, divise naturalmente a metdalla venatura della foglia, mi ha fattodecidere di mettere in risalto anche latexture dello sfondo. Da notare lachicca di un uovo, lultimo, inposizione differente dagli altri 26. Gestire la composizione con soggetti statici includendo elementiapparentemente di disturbo 27. Rompere creativamente le regole per fare pratica,sperimentare e creare un proprio stileAnableps anableps, detto anche Pesce Quattrocchi Ho atteso che ilpesce tagliasse con la testa il riflesso di un raggio di sole nellacquario 28. Esperimenti di ripresa alternativa. Di norma si tende a considerare soggettiminuscoli come scatti da effettuarsi in modalit macro, dunque treppiedi,tutto a fuoco eccetera. In questi scatti ho cambiato approccio, considerandoil pesce semplicemente come un animale in movimento con un punctum chemi interessava fissare: gli occhi. Non ho cercato leffetto specchio che nonavrei potuto ottenere, visto che era in movimento. Anzi, proprio lacquaincrespata crea ad entrambe le foto quel minimo di dinamicit a scene chealtrimenti sarebbero risultate statiche. Dunque tempi mediamente rapidi(1/400), e gestione di iso e diaframmi tenuto conto della limitata pdf. Infine,messa a fuoco selettiva con punto di ripresa a filo dacqua per questo scatto,e lievemente superiore allacqua nellaltro, per ottenere anche una ripresasfocata del corpo del pesce. 29. Il volo Gli uccelli sono animali abitudinari, studiare i loro comportamenti in volo ci aiuter sia nella ripresafotografica sia a pianificare la composizione. Qualche esempio per rendere lidea: cambia molto sesono in procinto di fotografare un airone o una cicogna, soggetti medio grandi con un voloabbastanza prevedibile e lento, rispetto alla ripresa di un falco pellegrino, soggetto pi piccolo e conuna velocit critica che sfiora i 400Kmh (quella documentata va dai 320 fino ai 400Kmh). La cicogna, per esempio, un soggetto relativamente facile da riprendere, soprattutto in fase diplanata quando il suo lento volo prevede larghi cerchi a spirale con ali spiegate. E una modalit checonsente di prepararci calcolando il momento ottimale di scatto, permettendoci anche ripresefrontali. O ancora: sapere quando un airone o una spatola sono in procinto di spiccare il volo, dallacqua odalla terraferma, ci aiuter a immortalare il momento topico. Sar per necessario far partire laraffica di fotogrammi una frazione di secondo prima dello stacco, cogliendo lattimo in relazione siaalla velocit del battito dali del volatile sia alle prestazioni della nostra attrezzatura. In casocontrario, se non terremo conto di questi fattori, con ogni probabilit otterremo una sequenza divolo con le ali del soggetto chiuse o semi raccolte, mentre gli scatti pi suggestivi sono quelli cheimmortalano luccello ad ali spiegate, con i dettagli del piumaggio ben visibili. Le condizioni ambientali influiscono sulla ripresa e sulla resa finale: non siamo al chiuso, dunque nonc alcuna possibilit di intervenire sulla luce n sugli sfondi, dovremo quindi essere consapevoli, prima discattare, della potenziale resa dello scatto in relazione sia al colore del piumaggio del soggetto ripreso siaa come la luce si riflette su di esso. Anche lo sfondo, di cui raramente ci si preoccupa soprattutto quandosi agli inizi, un elemento essenziale che non va trascurato. 30. Lo sfondo influisce anche sulla messa a fuoco, perch in generale se uniformeconverr impostare la modalit multisettore, che permette di gestire unarea di messaa fuoco pi estesa. Viceversa, se non uniforme, troppo vicino al soggetto opresenta fattori di disturbo che rischiano di influire sulla messa a fuoco, sar utileimpostare la modalit spot, ossia sul punto centrale. Anche lacqua uno sfondo che impatta sulla messa a fuoco, perch i riflessiingannano il sensore e la ripresa si complica ulteriormente se si sta fotografando unuccello bianco, tipo una spatola, una garzetta, una cicogna o un airone biancomaggiore. Ho accennato solo ad una minima parte delle difficolt di questo tipo di ripresa,sufficienti per affermare che la prima cosa da imparare quando ci si cimenta nellacattura fotografica di avifauna in volo (in molti usano il termine caccia, che nonamo) capire quando perfettamente inutile scattare. Peccato che ci avvengasolo dopo aver fatto innumerevoli mesi di esercizio ed aver messo duramente allaprova lotturatore della fotocamera ;). Per approfondimenti: Tiro a volo, consigli e tecniche perriprendere in modo dinamico e suggestivo gli uccelli nel loroelemento, laria. 31. La magia della Natura Non fidiamoci mai sempre e solo degliautomatismi 32. E non ci son filtri, schemi di luce, set, trucco, stylist, proiettori n flash che reggono il confronto. La magia della luce naturale, degli scenari che madre natura ha creato, associati a soggetti mai collaborativi, non ha paragoni. Fotografi quello che trovi, senza possibilit di modificare nulla o quasi della scena. Poi uno scatto pu riuscire o meno, possiamo leggerlo come vogliamo, focalizzarci sul dettaglio o immaginarci di ampliare la visione ristretta da un 2x3, possiamo criticare il punto di bianco bruciato o anche sostenere che in controluce sarebbe meglio non scattare... tutto quello che vogliamo... ma le emozioni vissute per la visione e la ripresa di un momento naturale, non potranno mai essere messe in discussione. E qui vorrei fermarmi. Alle emozioni e alla semplicit, di cui tutti abbiamo un estremo bisogno. 33. La formula Tour stata pensataspecificatamente per i principianti dellafotografia di Natura e in Natura, e dedicataallesplorazione fotografica del Parco, dalpercorso europeo a quello tropicale, aitunnel nel bosco, alle riprese a filo dacquadi lontre e castori, per arrivare alle ripresedei rapaci in volo.La specificit del Parco e la numerosapresenza di fauna libera e stanziale, e inambiente controllato, oltre agli scorcipaesaggistici di notevole impatto, cipermetteranno di affrontare i fondamentalidella fotografia naturalistica.Durante il tour, in base alle scene e aisoggetti da riprendere, ci focalizzeremosoprattutto su composizione, postura,punto di ripresa e gestione della luce.Inoltre, verranno date indicazioni sulcomportamento degli animali perpermettervi di prepararvi allo scatto nelmomento giusto. 34. Fotografia e Natura: traetica e ipocrisiaIntervista a Harry Salamon,naturalista e fondatore dellOasidi SantAlessio FOTOGRAFIAREFLEX, ottobre 2012Disponibile dal 25 settembrenelle edicole 35. Claudia Rocchini Nella fotografia, cos come nella vita, auspicabile saper cambiare spesso visione: visione grandangolo,visione zoom, visione 35mm standard.Con due raccomandazioni. La prima ricordarsi di togliere il tappo dallobiettivo. La seconda unamassima di Talete: "Gli dei hanno dato agli uomini due orecchie e una bocca, per poter ascoltare il doppioe parlare la met".Claudia Rocchini nata a Pavia nel 1967. Ci vive ancora perch la citt ideale in cui ritornare. Ha trepassioni nella vita: la fotografia, la scrittura, i viaggi e ha trovato il modo di farne un lavoro, tra alti e bassie con brevi periodi di disaffezione in cui ha fatto altro.Ha iniziato giovanissima come giornalista politica ed esteri in quotidiani e periodici nazionali per poipassare agli uffici stampa in differenti settori, aziendali e istituzionali, con solide esperienze in caseeditrici nazionali e agenzie di Pr. Nel 2000 ha temporanemente abbandonato il giornalismo attivo epassivo per dedicarsi al marketing strategico e alla comunicazione integrati (prodotti e servizi) conincarichi di manager in associazioni di Confindustria e Confcommercio. Nel tempo, si specializzata inCommunity management e Social network communication, ritornando al giornalismo e alla fotografia.Ha una rubrica fissa mensile, "Io fotografa", su FOTOGRAFIA REFLEX: pur non disdegnando la fotografiadi persone e luoghi, la sua predilezione va alla Natura e agli animali. Preferisce lapproccio empatico aquello strettamente documentaristico: solita dire che quando fotografa il suo obiettivo tirar fuori illato umano dellanimale o far emergere il lato animale di se stessa.Per aziende e privati, professionisti e marchi di settore si occupa anche di consulenze di comunicazione:pur consapevole che nella societ dellimmagine spesso lapparenza sinonimo di sostanza, preferiscetuttavia mettere laccento non tanto sul "purch se ne parli" ma sul "come" se ne parla. Il suo obiettivo, da grande, ritornare bambina. 36. Grazie!www.claudiarocchini.it www.reflex.it