pag. 55–74 Introduzione il filosofo Theodor L. W. Adorno ritiene che l ... 8 ADORNO T. L. W. (1979), Parva Aesthetica, Saggi 1958-1967, Feltrinelli, Milano, pp. 104-105.

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IntroduzioneGiuseppe De GiovanniOrdinario Universit degli Studi di PalermoLa conoscenza fattore determinante nel raggiungimento di fini pra-tici e atto imprescindibile per levoluzione umana e per i processi inno-vativi che si innescano a causa della nostra innata capacit di non esse-re mai sazi di sapere. Il poeta Orazio, nelle sue Epistole (1, 2), esorta-va lamico Massimo Lollio a spere aude! (abbi il coraggio di sape-re, di conoscere!), offrendogli una serie di consigli, tutti improntati allafilosofia dellaurea mediocritas1; tra questi anche linvito a risolversia essere saggio (v. 40), dedicandosi agli studi e alle occupazioni oneste.Questa espressione diventata ulteriormente famosa grazie al filosofotedesco Immanuel Kant, che ne fece il motto dellIlluminismo, conden-sando in essa il messaggio di quel processo storico-filosofico. Per noiarchitetti la conoscenza alla base di qualunque attivit o processo pro-gettuale, che possibile sintetizzare nella sequenza conoscere, osserva-re, comprendere, comporre2, cui noi aggiungeremo: costruire.551 Aurea mediocritas, ovvero una ottimale moderazione, e non, come qualcuno potrebbe tradur-re letteralmente, unaurea mediocrit, una locuzione latina tratta dal poeta Orazio (Odi 2, 10,5); nella lingua latina il termine mediocritas non ha il valore dispregiativo che ha in italiano laparola mediocrit, ma significa piuttosto stare in una posizione intermedia fra lottimo e ilpessimo, fra il massimo e il minimo, ed esalta il rifiuto di ogni eccesso, invitando a rispettare ilgiusto mezzo. La mediocritas, pertanto, il tenersi cio lontano dagli estremi di ogni posizio-ne intellettuale o condizione di vita, definita dal poeta aurea, che non da intendere in sensoletterale, cio tutta doro, ma piuttosto come ottimale, come la migliore che si possa immaginare,cos come loro il pi apprezzabile dei metalli.2 GIUNTA S., Ipermoderno rutilante: la temporaneit, Seminario al Corso di ProgettazioneEsecutiva dellArchitettura, tenuto dal Prof. G. De Giovanni, Agrigento 13 maggio 2011.Architecture and Innovation or HeritageISBN 9788854838376DOI 10.4399/97888548383762pag. 5574C_DE GIOVANNIX_IMPAGINAZIONE.qxd 26/08/11 09:39 Pagina 55La conoscenza non si sviluppa in maniera lineare ma attraverso unaoperativit, regolata da effetti di retroazione che consentono, durantela raccolta delle informazioni, di individuare la soluzione procedendoper prove ed errori (cfr. Karl Popper3). Per conoscenza sintende unaprocedura di accertamento diretta a un oggetto, a un fatto, a una enti-t, a una realt che mira a rilevare una caratteristica effettiva di esso.Secondo il fisico Heinrich R. Hertz, il pi diretto e importante proble-ma che la nostra conoscenza deve affrontare nel rapporto con ci cheappartiene alla sfera del naturale lanticipazione degli eventi futuri,facendo uso della conoscenza degli eventi accaduti, ottenuta attraver-so losservazione casuale e la pratica sperimentale4. Inoltre, la cono-scenza ha in s implicito il significato di azione, che secondo il socio-logo Talcott Parsons implica la presenza di un attore, che produce la-zione, di un fine, di una situazione iniziale che differisce dal fine cuilazione tende e di un complesso di relazioni reciproche fra i preceden-ti elementi5. Quindi le informazioni e lazione costituiscono le condi-zioni affinch si attivino quei processi mentali che, filtrati in un primomomento dai sensi, hanno come risultato finalit produttive che si tra-durranno in pensieri, linguaggi, oggetti, costruito, tecnologia, ecc.6.Conoscere diviene allora per qualsiasi studioso la condizione sinequa non possibile affrontare qualsiasi operazione mentale, progettua-le, tecnica per intervenire sul mondo esterno che ci circonda, sulle atti-vit per il miglioramento o la trasformazione dellambiente umano edellambiente naturale. In particolare, conoscere un territorio significaavere la capacit di potere intervenire con azioni mirate e coerenti,senza creare alterazioni o cambiamenti improvvisi e incontrollabili.Conoscere un territorio significa conoscere la sua storia, la sua evolu-56 Giuseppe De Giovanni3 POPPER K. R., Logica della scoperta scientifica, tr. it. di TRINCHERO M. (1970), Einaudi,Torino.4 HERTZ H. R. (1894-95), Principi di meccanica, Lipsia.5 PARSONS T. (1949), The structure of social action, tr. it. di TRINCHERO M. (1987), Strutturadellazione sociale, Il Mulino, Bologna, pp. 44-45.6 Cfr. DE GIOVANNI G. (2001), Laboratorio di Architettura. Processi e metodi per una culturatecnologica, Documenta edizioni, Comiso, p.30.C_DE GIOVANNIX.qxp_IMPAGINAZIONE.qxd 25/08/11 14:34 Pagina 56zione attraverso le presenze che esso contiene e conserva, come le stra-tificazioni orografiche, morfologiche e tipologiche, come le testimo-nianze materiche che emergono e che ci vengono tramandate e chesono indispensabili per saziare la sete di conoscenza e per innescareprocessi di conservazione e di messa in valore del nostro passato.La conoscenza genera innovazione, ovvero la capacit da parte del-luomo di potere procedere nella sua evoluzione attraverso risultatisperimentali che sono frutto dinvenzione. Infatti, dal complesso siste-ma di relazioni fra ci che determina la conoscenza e ci che determi-na le finalit produttive, la storia delluomo ha subto, fin dalliniziodella sua attivazione, continue evoluzioni, caratterizzate e innescate daun fattore di disturbo, molto simile allintuizione, che si viene a inse-rire ogni qualvolta si presentino nuovi cambiamenti o nuove necessit,e che appunto linvenzione (dal latino inventio trovare col pensierocosa nuova, utile e attuabile, affine alla parola greca herema chesignifica cosa trovata-nuova scoperta). Linvenzione un atto men-tale, culturale per eccellenza, tipicamente trasgressivo contro una logi-ca, una mentalit, una consuetudine, unetica, una moda gi costituitee funzionanti7.Anche il filosofo Theodor L. W. Adorno ritiene che lintuizione siail risultato di un processo conoscitivo, sostenendo come non si possaideare, produrre qualcosa, unopera, unarchitettura, di veramenteinnovativa o evolutiva se non si ha profonda conoscenza di ci che disponibile. In caso contrario, il risultato qualcosa di mediocre e siestrae dal proprio presunto abisso di profondit soltanto il residuo diformule ormai superate8.Lintuizione costituisce cos il primo gradino per produrre cambia-menti e per produrre innovazione. La conoscenza (osservare), le ipote-si di ricerca (comprendere), la sperimentazione (comporre) fanno partedi un percorso logico la cui fase ultima, dopo laccumulo delle infor-mazioni, lazione (costruire), da sottoporre a verifica e controllo in57Introduzione7 SPINNLER H., Sui fondamenti cerebrali dellinventiva, in BOERI R., BONFANTINI M., FER-RARESI M. (1986), a cura di, La forma dellinventiva, Unicopli, Milano, p. 109.8 ADORNO T. L. W. (1979), Parva Aesthetica, Saggi 1958-1967, Feltrinelli, Milano, pp. 104-105.C_DE GIOVANNIX.qxp_IMPAGINAZIONE.qxd 25/08/11 14:34 Pagina 5758un processo scientifico di ricerca che stato definito come processodeduttivo dei controlli dallepistemologo Karl Popper9.La conoscenza, per chi pratica larchitettura, legata alla capacitdi sapere conoscere, comporre e quindi progettare le soluzioni miglio-ri per rispondere alle esigenze e alle richieste delluomo con risultatiadeguati e innovativi. Larchitettura si caratterizza per gli aspetti lega-ti alla forma e alla funzione che variano col variare delle condizionisociali e di contesto in cui essa si manifesta: Lattivit creativa inarchitettura regolata da una serie di norme che agiscono su due livel-li: un livello funzionale, legato alla tecnica e ai materiali, ossia lamateria prima sulla quale si opera secondo regole che vincolano lacreativit su un piano fisico; un livello formale, pi profondo, legatoai contenuti storici e ai valori simbolici delluomo10. Il processocreativo, quindi, si manifesta, nella fase ideativa e in quella attuativa,in un sistema circolare che coinvolge nuovo e vecchio, impensato egi sperimentato, intenzionalit e concretezza, e che richiede la cono-scenza del saper fare razionale abbinata alla conoscenza delle istanzeculturali, delle istanze informative statistiche e delle istanze operativefra cui emerge principalmente la conoscenza dei materiali e dei lorocomportamenti11.Linnovazione , quindi, per la maggior parte unattivit che investela Tecnologia, quando si tende ad un miglioramento materiale e cultu-rale attraverso un progresso tecnico. A tal proposito, siamo perfettamen-te in accordo con quanto affermava Angelo Mangiarotti in una confe-renza tenuta a Tokyo nel 1986: Riguardo al rapporto cultura-tecnolo-gia, tautologicamente considero culturale ci che tecnologico e tecno-logico ci che culturale. Mi pare arduo pensare a uno sviluppo dellacultura progettuale separato da una evoluzione della cultura tecnologi-ca []. In ogni tempo, in ogni societ, anche contemporanea, sia cheessa si trovi in una fase avanzata dindustrializzazione o meno, il desti-Giuseppe De Giovanni9 POPPER K. R., op. cit.10 MANGIAROTTI Anna (1989), Gli elementi tecnici del progetto, Franco Angeli, Milano, p. 36.11 Cfr. DE GIOVANNI G., op. cit., pp. 33-34.C_DE GIOVANNIX.qxp_IMPAGINAZIONE.qxd 25/08/11 14:34 Pagina 58no della cultura e della tecnologia non pu che mirare a una maggiorelibert materiale e spirituale. Lo strumento di questa finalit deve esse-re individuato e ritrovato in un aumento della creativit umana e in unapartecipazione capace e volontaria. In questa direzione mi pare debbaessere indicato il significato che ha sempre avuto il rapporto fra culturae tecnologia. Fuori da questo binomio non ci pu essere che una diffi-cile previsione insensata di energie umane, di stacco dalla realt, dicaduta sociale e di allontanamento da ogni tipo di verit12.La rivoluzione tecnologica e la conseguente innovazione stanno tra-sformando la societ contemporanea e il modo di vivere, grazie a uninsieme di tecnologie altamente scientifiche, che investono i settoridella microelettronica, dellinformatica, delle telecomunicazioni, dellebiotecnologie ed anche dei nuovi materiali. Nati in laboratorio per par-ticolari applicazioni, i nuovi materiali vengono utilizzati in prodottiche usiamo nella vita di tutti i giorni (fibre ottiche per le comunicazio-ni, per tessuti e per rivestimenti luminescenti, calcestruzzi semitraspa-renti ma che conservano la loro resistenza, sensori per il controllodomestico, aerogeli leggerissimi, materiali ceramici di ultima genera-zione, vernici conduttrici, monitor superpiatti, ecc., sono alcuni fra itanti). Stiamo andando, come direbbe Ezio Manzini, verso i materialinon fatti per fare qualcosa ma che fanno qualcosa, ma sempre allinter-no di quel processo circolare dellevoluzione del pensiero umano cheabbiamo definito come innovazione13.In sintesi, potremmo definire linnovazione come unattivit delpensiero umano che libera luomo dai vincoli che ne condizionano illivello culturale e spirituale, elevando il livello di conoscenza attuale,perfezionando e migliorando il tenore di vita delluomo, portando cons valori e risultati positivi, mai negativi; lopposto il regresso. Il per-fezionamento pu riguardare il processo di produzione di un manufat-to, pu riferirsi a un servizio che diviene pi efficiente e utile, alla crea-59Introduzione12 MANGIAROTTI Anna (1991), Sussidiario di tecnologia dellarchitettura. Volume terzo, Clup,Milano, pp. 30-31.13 Cfr. MANZINI E. (1986), La materia dellinvenzione, Arcadia Edizioni, Milano.C_DE GIOVANNIX.qxp_IMPAGINAZIONE.qxd 25/08/11 14:34 Pagina 59zione di unopera darte, a una tecnica medica; a una melodia, a unnuovo tipo di cibo, a una logica filosofica o spirituale. Linnovazionemira a modificare uno stato di fatto, una condizione, un prodotto com-posto da pi elementi che interagiscono secondo delle regole per per-seguire un fine. La modifica consiste nellintroduzione di uno o pielementi nuovi, che tendono sempre al raggiungimento dello stessofine con obiettivi migliorativi o a fini diversi attraverso un processocircolare deduttivo dei controlli.Per Oscar Pallme, esperto di gestione e innovazione dimpresa, lin-novazione anche riscontrabile in una discontinuit nella conoscenza enel saper fare (know-how) che genera nuovi prodotti e un sensibileaumento di produttivit: a parit di risorse si fanno pi cose (sviluppo),o si fanno le stesse con meno risorse (sostenibilit). Linnovazione unprocesso complesso che pu avvenire in diversi modi e non procedemai per via lineare ma a catena: da ogni nodo del nostro sistema scatu-risco input e feedback che modificano e trasformano il processo inno-vativo in atto fino al raggiungimento di una stabilit momentanea14.Sul significato di HeritageQuesta iniziale riflessione, partita dai diversi aspetti e significati chedistinguono la conoscenza per poi approdare alle finalit produttive inne-scate da azioni e processi innovativi, ha voluto confermare come anche inArchitettura la trasformazione dellambiente costruito e dello spazio abi-tativo, vuoi contemporaneo o del passato, siano investiti da questo proces-so dinnovazione, in quanto le esigenze abitative e funzionali, sempre inmutamento, innescano richieste e prestazioni nuove, in cui la Tecnologia chiamata a indagare sulle soluzioni pi idonee e performanti.60 Giuseppe De Giovanni14 Cfr. di: PALLME O. (2007), Mercato-Innovazione-Mercato: il circolo virtuoso per restarecompetitivi, dispensa a cura di Assolombarda, Milano; PALLME O. (2010), Marketing multi-dimensionale: condividere Valore per restare competitivi, dispensa a cura di Assolombarda,Milano (Oscar Pallme laureato in Ingegneria Meccanica e specializzato in InternationalBusiness; dal 1998, in qualit di consulente, opera nelle aree Business Strategy, Marketing& Sales, International Business; si occupa di tematiche relative a Management &Innovazione e allimpatto delle tecnologie dellinformazione sulle varie funzioni aziendali).C_DE GIOVANNIX.qxp_IMPAGINAZIONE.qxd 25/08/11 14:34 Pagina 60A maggior ragione, quando poi linteresse di ricerca in Architettura indirizzato al Patrimonio Culturale e ai beni che lo costituiscono eche non sono appartenenti (come vedremo) alla sola sfera del passato,sar solamente la Tecnologia a fornire risposte, soluzioni, procedure,sistemi costruttivi avanzati, elementi e nuovi materiali indirizzati allavalorizzazione del Patrimonio senza alterane la sua natura e il suoaspetto, in un tacito accordo fra contemporaneit e passato.Il Patrimonio Culturale o Heritage (che in inglese sta a indicare unampio bacino dinteresse) non facile da definire, perch racchiude ins interpretazioni varie, articolate e dalle molteplici accezioni, in quan-to riferibile a tutto ci che riguarda in prima istanza il passato, inteso siain senso concreto e materiale sia in senso astratto e immateriale, maanche le relazioni e i collegamenti che appartengono al presente. In pre-cedenza, infatti, gli ambiti dinteresse dello Heritage erano principal-mente le opere darte, i siti storico-archeologici, i monumenti, gli edifi-ci e i palazzi antichi. Oggi, invece, sotto questa definizione possibilericonoscere linsieme delle tradizioni cosiddette immateriali: leggende,miti, usi e costumi, canoni, proverbi, feste popolari, valori etici e mora-li, prodotti e marchi (brand) propri di un solo luogo e non di altri. LoHeritage, inoltre, include in s non solo i siti archeologici e le istituzio-ni storiche, ma il paesaggio di un intero territorio con la sua base geo-grafica, le fattorie, i campi, le strade, i porti, le strutture industriali, i vil-laggi, le imprese commerciali e, ovviamente, le persone con le loro tra-dizioni, le attivit sociali, lavorative, culturali ed economiche.Lo Heritage , dunque, ci che ci viene ereditato dal passato; lin-tero patrimonio che le nuove generazioni ricevono in eredit da quelleprecedenti; tutto ci che viene conservato, protetto e collezionato inmodo che esso non vada perduto con il trascorrere del tempo. LoHeritage una risorsa non rinnovabile, la cui distruzione comportereb-be una perdita non recuperabile.Oggi il passato non viene percepito soltanto come un evento acca-duto in epoche remote, ma soprattutto un fenomeno del presente: un fattore che influenza il pensiero contemporaneo e che condiziona inqualche modo il futuro. Oltre al passato oggettivo esiste il sense ofpast, cio un passato selezionato che produce significato nel presen-61IntroduzioneC_DE GIOVANNIX.qxp_IMPAGINAZIONE.qxd 25/08/11 14:34 Pagina 61te, che viene fatto rivivere nei prodotti culturali che vengono traman-dati. La selezione di ci che si ritiene giusto preservare , dunque, rela-tiva e mutevole nel tempo, differente da persona a persona, da comu-nit a comunit, da territorio a territorio, da cultura a cultura15. Il senseof past da intendere anche come la capacit di saper identificare isegni umani o naturali presenti nel paesaggio, collocandoli in una cor-nice temporale e in una prospettiva storica.Il riconoscimento di tali segni sviluppa il significato e il valore diun luogo (sense of place), la consapevolezza dellimportanza di con-servarlo e di valorizzarlo. Il senso del passato riferibile non solo adaree naturali e archeologiche, ma anche ai musei, ovvero i luoghi in cuisi conserva la memoria e quanto il passato ci ha trasmesso materica-mente e non (come lHolocaust Memorial Museum di Washington,62 Giuseppe De Giovanni15 Cfr. LOWENTHAL D., BINNEY M. (1981), Our past before us. Why do we save it?, TempieSmith, London.LHolocaust Memorial Museum, di Washington, DC, inaugurato nel 1993 (foto di Albert Herring)C_DE GIOVANNIX.qxp_IMPAGINAZIONE.qxd 25/08/11 14:34 Pagina 62DC). Ma lo Heritage anche strettamente connesso con leconomiache un luogo, una memoria, un monumento possono suscitare e inne-scare nelle comunit e negli utenti, attraverso, ad esempio, la realizza-zione di musei particolari (come il Guggenheim Museum, a Bilbao inSpagna), o attraverso progetti di rinnovamento e di rigenerazione urba-na di beni storici ristrutturati e utilizzati per scopi diversi da quelli ori-ginari (come i Docks di Londra).Il senso del passato, se da una parte ha una grande rilevanza scien-tifica di ricerca e di studio, dallaltra tende soprattutto alla sensibiliz-zazione ed educazione del cittadino verso determinati valori, che pos-sono essere raccolti in un unico processo che li accomuna, definibilecome conservazione non solo della materia ma soprattutto dellamemoria e della conoscenza.63IntroduzioneIl Guggenheim Museum, inaugurato nel 1997 a Bilbao, progettato da Frank GehryC_DE GIOVANNIX.qxp_IMPAGINAZIONE.qxd 25/08/11 14:34 Pagina 63Contenuti del volumeLinteresse che si ritrova negli scritti raccolti in questa pubblicazio-ne, che gi nel titolo manifesta ampiamente quali siano gli obiettivi distudio e di ricerca che si sono voluti approfondire, rivolto essenzial-mente a quellaspetto del sense of past che tende alla valorizzazione ealla conservazione del Patrimonio Culturale materiale (Heritage), tra-mandato dalle civilt e dalle culture del passato, attivando processiinnovativi per la sua salvaguardia, la sua protezione e fruizione e, infi-ne, per la sua conoscenza.Il patrimonio culturale -sostiene il geografo Vincenzo Guarrasi- il complesso degli oggetti cui ciascuna societ ha assegnato un valore[simbolico] costitutivo della propria identit16. Il patrimonio cultura-64 Giuseppe De Giovanni16 CALDO C., GUARRASI V. (1994), Beni Culturali e Geografia, Patron Editore, Bologna, p. 10.La riqualificazione dellIsle of Docks di LondraC_DE GIOVANNIX.qxp_IMPAGINAZIONE.qxd 25/08/11 14:34 Pagina 64le una trama di memoria individuale e collettiva -come afferma le-conomista Francesco Rizzo- che allunga la vita, sia pure allindietro, eci assicura una promessa di immortalit [...]. Il valore duso delle areearcheologiche, come quello di qualunque bene culturale, consiste nel-lessere valore di scambio17.Il ritrovare un bene architettonico apre nuove metodologie di cono-scenza e dintervento che costituiscono nel loro insieme il processo diconservazione, differente e opposto al processo edilizio tradizionale inquanto questultimo legato esclusivamente alla realizzazione di unaopera architettonica. Per processo di conservazione sintende unasequenza di operazioni finalizzate alla conservazione, alla salvaguar-dia e alla tutela di un manufatto gi realizzato di particolare interesseo pregio storico e artistico, bisognoso di cure per una sua durata e frui-bilit, per renderlo di nuovo disponibile anche se con funzione diversada quella per cui era stato realizzato.Nel processo di conservazione possibile distinguere tre fasi: la65Introduzione17 RIZZO F., Economia e politica archeologica, in SPOSITO A. (1999), a cura di, SyllogeArcheologica. Cultura e processi della conservazione, DPCE, Palermo, p. 80.Tabella con le fasi del Processo di ConservazioneC_DE GIOVANNIX.qxp_IMPAGINAZIONE.qxd 25/08/11 14:34 Pagina 65fase della conoscenza, che costituisce operazione preliminare alla for-mulazione di qualunque azione dintervento e necessita dellapportopluridisciplinare di settori scientifici differenti; la successiva fase dellaconservazione, che comprende tutti gli interventi che concernono lasalvaguardia del manufatto, della materia e dellarea sui cui il beneinsiste; la terza e ultima fase, quella della gestione, che assicura con latutela luso corretto e la rinnovabilit delle risorse, attraverso operazio-ni come la valorizzazione e la fruizione per gli utilizzi futuri del beneconservato e con lobiettivo del suo mantenimento nel tempo.In particolare, la valorizzazione unattivit che mira a determina-re le possibilit per operare scelte idonee e utili per la salvaguardia diun bene architettonico, per il suo recupero e per la sua conservazionee tutela; essa indaga anche sulla capacit che ha quel bene di produrreun beneficio prima di tutto culturale e nello stesso tempo anche econo-mico per chi lo possiede. Quindi la valorizzazione tende: al riconosci-mento del valore del bene ritrovato, attraverso attivit, azioni, propo-ste, progetti di promozione anche innovativi che mirano a esaltarne ipregi e il valore storico e culturale; alla formazione di una nuova figu-ra dellutente che trae conoscenza e piacere dal bene; infine, alla ricer-ca di soluzioni utili affinch esso divenga fonte di sviluppo economi-co per il territorio che lo accoglie.Strettamente legata al significato di valorizzazione la fruizione, dallatino fruitio-onis godimento, piacere (pi specificatamente usarequalcosa per trarne utile o giovamento). Se estendiamo il termine alpatrimonio culturale e ambientali, essa rappresenta il momento dellamessa a disposizione del bene, perch costruisca la cultura del pubbli-co e divenga radice della sua identit18, e indica il diritto al consumodi unopera darte, da parte di un pubblico, destinatario o consumatoredi quellopera19. La fruizione da considerare il momento di verificadel fine sociale del progetto di valorizzazione se le attivit che sono in66 Giuseppe De Giovanni18 GULLINI G., Archeologia: dalla conoscenza alla conservazione, in SPOSITO A. (1999), acura di, Sylloge Archeologica. Cultura e processi della conservazione, DPCE, Palermo, p. 18.19 SPOSITO A. (1999), a cura di, Sylloge Archeologica. Cultura e processi della conservazione,DPCE, Palermo, p. 88.C_DE GIOVANNIX.qxp_IMPAGINAZIONE.qxd 25/08/11 14:34 Pagina 66esso presenti consentono, agevolano o semplificano la trasmissione deisignificati di cui portatore ogni oggetto del passato.La valorizzazione, pertanto, va intesa come consumo dellopera dar-te, del bene o del Patrimonio Culturale in generale attraverso la creazio-ne, il miglioramento e la progettazione di nuove forme di fruibilit. A talproposito, il Guarrasi, afferma che nel concepire una strategia di rela-zione col patrimonio culturale, dovremmo ispirarci alla lezione delRinascimento e tornare a concepire i reperti del passato non come ogget-ti di culto, ma come potenti promotori di nuove forme di creativit20.Nel rispetto delle finalit che il concetto di valorizzazione richiedeper essere valido e riconosciuto come tale, non ultimo quello relativoal beneficio e al ritorno economico per la collettivit, la ricerca di azio-ni normative utili alla salvaguardia, alla sicurezza, al comfort ambien-tale e alla fruibilit sono da ritenere fra i parametri indicatori pi signi-ficativi per la valutazione di qualit di qualsiasi intervento indirizzatoalla valorizzazione di un bene. Ci si traduce, ad esempio, in una mag-giore visitabilit delle aree di interesse storico, dei monumenti, deimusei, delle architetture di valore, dei paesaggi ambientali e archeolo-gici. Tale visitabilit maggiormente espressa quando linterventodi fruizione offre la possibilit anche alle persone con ridotte capacitmotorie o sensoriali di accedere e di fruire agevolmente degli spazi direlazione (art. 2 del D.M. n. 236 del 1989)21.67Introduzione20 CALDO C., GUARRASI V., op. cit.21 Questo nuovo modo dintendere la fruibilit muove dalla maturata crescita della cultura sullac-cessibilit, ovvero dalla spinta verso lobiettivo delle pari opportunit fra i cittadini. Oggi il con-cetto di barriera architettonica superato e occorre acquisire concetti pi ampi di fruibilit, diaccessibilit e di sicurezza, lesivi del bene tutelato. Lazione di smantellamento di questa teoriainterpretativa iniziata con lemanazione della legge n. 13 del 1989 e in particolare con quantoriportano gli articoli 4 e 5. Allo stato attuale, con il D.P.R. n. 503 del 1996, stato chiarito che gliaspetti prestazionali della fruibilit devono essere in ogni caso garantiti nei confronti delle perso-ne disabili svantaggiate nella mobilit, anche negli immobili con valore storico e nelle aree diinteresse archeologico (art. 19). Potenziando la visitabilit e il comfort ambientale nelle areearcheologiche aumenterebbe concretamente la possibilit di utilizzazione di questi importantibeni culturali anche da parte delle persone anziane e da quelle che, in modo temporaneo o per-manente, risultano svantaggiate per ridotta capacit motoria o sensoriale. Sullaccessibilit cfr.DE GIOVANNI G., Per una fruizione di qualit: requisiti, parametri indicatori, in SPOSITO A.(2004), a cura di, Coprire lantico, Dario Flaccovio Editore, Palermo, pp. 99-114.C_DE GIOVANNIX.qxp_IMPAGINAZIONE.qxd 25/08/11 14:34 Pagina 67Un corretto recupero e una salvaguardia attiva delle preziose risor-se culturali devono anche essere indirizzati alla creazione di spazi adat-ti a incentivare le relazioni fra gli uomini con diverse esigenze, cercan-do di fornire pari opportunit per tutti i cittadini22.Il volume si divide in due sezioni: la Parte I raccoglie quasi tuttigli interventi presentati dai Relatori invitati presso la sede della Facolt68 Giuseppe De Giovanni22 Sulla valorizzazione e fruizione del Patrimonio Culturale, cfr. di DE GIOVANNI G.: Beni cultu-rali e fruizione, in SPOSITO A. (1995), a cura di, Morgantina, Architettura e citt ellenistiche,Alloro, Palermo; Un progetto di fruizione per Morgantina, in SPOSITO A. (1999), a cura di,Sylloge archeologica. Cultura e processi della conservazione, DPCE, Palermo; (2000), Mozia:valorizzazione e fruizione dellarchitettura ritrovata, in Giornale dellArchitettura n. 25, Medina,Palermo; (2000), Per una valorizzazione dellarchitettura ritrovata, in ArchitetturaCitt n. 1-2,Agor, La Spezia; Valorizzazione e fruizione dellarchitettura ritrovata, in SPOSITO A. (2001), acura di, Morgantina e Solunto. Analisi e problemi conservativi, DPCE, Palermo; (2001),Laboratorio di architettura. Processi e metodi di una cultura tecnologica, Documenta, Comiso;(2002), Percosi extramoenia, in ArchitetturaCitt n. 5, Agor, La Spezia; (2002), Fuoricitt.Passaggio per Mozia, in ArchitetturaCitt n. 5, La Spezia, pp. 78-83; (2005), Architettura detta-gliata. Appunti per una progettazione esecutiva, il Prato editore, Saonara (PD); (2006), Nuove tec-nologie per la fruizione e la valorizzazione dei siti archeologici: Morgantina e Mozia, in AIVProceedings of: 2nd International Workshop on: Science, Technology an Cultural Heritage,Catania Novembre 9-11 2005, ARCA, Catania, pp. 43-51; (2006), Percorsi extramoenia.Tecnologie innovative per la citt ritrovata, in Agathn Notiziario del Dottorato di Ricerca inRecupero e fruizione dei contesti antichi, D.P.C.E., Palermo, pp. 11-13; Gli operatori nellarchi-tettura antica, in SPOSITO A. (2007), a cura di, Tecnologia Antica. Storie di procedimenti, tecni-che e artefatti, Dario Flaccovio Editore, Palermo, pp. 75-118; (2007), Two examples of stone buil-ding systems, in Archaeological restoration, from Sicily to Gotland, Editor Tor Brostrm HeikkiRanta, Visby (Sweden), pp. 6-26; (2007), Percorsi accessibili e contesti antichi: tecnologie innova-tive per la citt ritrovata, in Arte senza barriere, Atti del Convegno Le citt invisibili. Arte e diver-sabilit, Palermo 5-6 Dicembre 2006, Grafiche Avanzato, Canicatt, pp. 56-64; Le pietre diPantelleria: fra memoria e materia, in PERSI P. (2007), a cura di, Recondita armonia. Il paesaggiotra progetto e governo del territorio, in Atti del III Convegno Internazionale Beni Culturali Urbino5-7 ottobre 2006, Grapho 5, Fano, pp. 667-674; Architettura per Architettura, in PERSI P. (2009),a cura di, Territori contesi. Campi del sapere, identit locali, istituzioni, progettualit paesaggisti-ca, in Atti del IV Convegno Internazionale Beni Culturali Pollenza 11-13 luglio 2008, GraficheCiocca, Pollenza, pp. 232-240; Geometrie: natura e artificio, in PERSI P. (2010), a cura di,Territori emotivi. Geografie emozionali, in Atti del V Convegno Internazionale Beni Culturali Fano4-6 settembre 2009, Dipartimento di Psicologia del Territorio Universit degli Studi di UrbinoCarlo Bo, Fano, pp. 553-558; Problematiche di valorizzazione, fruizione e musealizzazione deibeni culturali. Tecnologie innovative per la citt ritrovata, in BONINI G., BRUSA A., CERVI R.(2010), a cura di, Il paesaggio agrario italiano protostorico e antico, Quaderni 6, Summer SchoolEmilio Sereni I Edizione 26-30 agosto 2009, Edizioni Istituto Cervi, Gattatico, pp. 165-178.C_DE GIOVANNIX.qxp_IMPAGINAZIONE.qxd 25/08/11 14:34 Pagina 68di Architettura di Agrigento in occasione di alcuni eventi culturali chehanno caratterizzato il percorso formativo dei futuri Allievi Architettiagrigentini; nella Parte II sono pubblicati alcuni fra i contributi piinteressanti che studiosi ed esperti hanno presentato nei Seminari con-dotti per i Corsi tenuti dai Professori Angelico e De Giovanni agliAllievi di Agrigento, i cui argomenti hanno riguardato laccessibilit,la visitabilit dei beni culturali e la verifica di qualit nei progetti diret-ti a tali beni, con lobiettivo di accrescere la formazione di una culturaper la valorizzazione e la conservazione. Infatti, lattivit di formazio-ne, cui ogni docente chiamato ad assolvere in qualit di operatoreincaricato del trasferimento della conoscenza, trova una sua giustaesaltazione quando il confronto con il discente si arricchisce degliapporti di altri studiosi, che con il loro sapere contribuiscono adaumentare il desiderio di sapere.A tal proposito, la conoscenza dellarea archeologica e del suo ter-ritorio ha innescato negli Allievi un interesse verso processi progettua-li indirizzati al confronto con esigenze e problematiche dalla differen-te natura, che scaturiscono da una realt, come quella agrigentina, incui caratteri e bisogni, generati dal contrasto fra la citt antica e quellamoderna, si scontrano e si sovrappongono. Da una parte, la citt anti-ca risente della presenza di un traffico veicolare invasivo ed evidenziala carenza di collegamenti inadeguati nel sito, di percorsi pedonaliattualmente compromessi e non protetti, di manufatti per laccoglien-za da riposizionare e potenziare nei servizi e nelle funzioni, ditineraridi visita da rivalorizzare, ecc. Dallaltra, la citt moderna pressa perpotenziare e ampliare la sete dinfrastrutture e di velocit per raggiun-gere le aree di espansione e di villeggiatura, per sfruttare economica-mente senza alcuna programmazione e organizzazione il turista/visita-tore, e infine per invadere con la propria presenza materiale un territo-rio ancora ricco di storia da scoprire, da portare alla luce, da valorizza-re, da proteggere e da conoscere.Completano questa Parte II alcune fra le proposte progettuali pisignificative e interessanti sviluppate per la Valle dei Templi, oggettodi studio nelle esercitazioni progettuali condotte dagli Allievi, chehanno elaborato risposte idonee e innovative per quanto riguarda lac-69IntroduzioneC_DE GIOVANNIX.qxp_IMPAGINAZIONE.qxd 25/08/11 14:34 Pagina 69cessibilit, i collegamenti e i percorsi e pi in generale la valorizzazio-ne dellintera area archeologica. In particolare, alcune soluzioni hannoindividuato nellarchitettura temporanea il sistema costruttivo noninvasivo da adottare, nellottica di offrire quei servizi mancanti alParco Archeologico senza entrare in concorrenza con esso, in quantoprodotti che potranno essere spostati, smontati o completamente70 Giuseppe De GiovanniManifesto Tavola Rotonda Valorizzare lAccessibilit, Agrigento 3 giugno 2008 (progettografico D. Emanuele)C_DE GIOVANNIX.qxp_IMPAGINAZIONE.qxd 25/08/11 14:34 Pagina 70rimossi in qualsiasi momento.Per una maggiore documentazione, gli eventi che sono raccolti nellaParte I si riferiscono a: la Tavola Rotonda Valorizzare lAccessibilit(3 giugno 2008 - Casa Sanfilippo sede del Parco Archeologico ePaesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento), che ha vistomoderatore il Dott. Andrea Stella, Presidente dellAssociazione Onlus71IntroduzioneManifesto Workshop Valorizzazione e Fruizione dellarea archeologica della Valle dei empli.Problematiche di percorso e di collegamento, Agrigento 15-19 giugno 2009 (progetto grafico A. Artale)C_DE GIOVANNIX.qxp_IMPAGINAZIONE.qxd 25/08/11 14:34 Pagina 71lo Spirito di Stella; il Workshop Valorizzazione e Fruizione dellareaarcheologica della Valle dei Templi. Problematiche di percorso e dicollegamento (15-19 giugno 2009 - Casa Sanfilippo sede del ParcoArcheologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento),coordinato dallArch. Ing. Walter Klasz della TUM (TechnischeUniversitat Mnchen) Universit Politecnica di Monaco (Germania); il72 Giuseppe De GiovanniManifesto Convegno Internazionale Architecture and Innovation for Heritage, Agrigento 30aprile 2010 (progetto grafico A. Artale)C_DE GIOVANNIX.qxp_IMPAGINAZIONE.qxd 25/08/11 14:34 Pagina 72Convegno Internazionale Architecture and Innovation for Heritage(30 aprile 2010 - Aula Magna dellUniversit degli Studi di Palermosede di Agrigento), coordinato e moderato dalla Prof.ssa AnnaMangiarotti (Politecnico di Milano).Viene immediato sottolineare come fra i termini presenti nei titolidelle tre manifestazioni possibile ritrovare un unico filo conduttore,che partendo dalla conoscenza arriva alla valorizzazione delPatrimonio Culturale, intessendo ampi dibattiti di studio e di ricercasempre pi approfonditi e specifici: accessibilit, architettura, innova-zione, heritage sono parole chiave che caratterizzano questo percorsoformativo e che innescano confronti e riflessioni, presentati da studio-si e da professionisti oltre che da responsabili di Enti e Istituzioni, sullatutela e sulla valorizzare non solo da riferire al luogo emblematico incui i tre eventi si sono tenuti ma pi in generale al PatrimonioCulturale di ogni territorio e civilt. La collettivit, infatti, deve consi-derare lo Heritage, la cui natura materiale e immateriale, non comeoggetto di culto ma come promotore di nuovi artifici e di nuove attivi-t, ovvero dinnovazione.La conoscenza non genera latto dellazione, ne crea le condizio-ni di base, ma senza lesercizio del libero arbitrio latto decisionalenon si genererebbe23.73Introduzione23 Da una lezione del filosofo Guido Calogero alla Normale di Pisa tra il 1938 e il 1943, in FIORIS. (2007), La lezione di vita di Guido Calogero, in la Repubblica del 27 settembre, p. 44.C_DE GIOVANNIX.qxp_IMPAGINAZIONE.qxd 25/08/11 14:34 Pagina 73C_DE GIOVANNIX.qxp_IMPAGINAZIONE.qxd 25/08/11 14:34 Pagina 74